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Tuesday, September 30, 2008

Dicembre 2009


La giunta regionale ha imposto un nuovo blocco alle estrazioni petrolifere in Abruzzo. La legge regionale del 4 Marzo 2008 e' stata prorogata fino al Dicembre del 2009. Naturalmente sono lontana, e le informazioni le ho prese appena adesso da Prima da Noi. Dopo tanti giorni di batticuore, e tante notizie cattive - l'ENI proprietaria delle terre, il TAR che dice no, la gente che si stanca - e' come se mi avessero ripompato l'ossigeno nelle vene.

Questa e' una bella notizia, e ci da tempo, fiato, vigore, orgoglio. Grazie a tutti coloro che si impegnati, dalle cose piu' semplici, come parlare ai propri vicini di casa o guardarsi il filmato del ritorno di Attila, o andare in spiaggia ad attaccare i manifesti, o parlare con i propri studenti, fino ai politici che, dritte e storte, si sono impegnati per far passare questa legge, passando per i vescovi, e i sindaci della costa teatina e pescarese. Per oggi vogliamo ringraziare tutti e vogliamo celebrare. Soprattutto questa e' una vittoria nostra, della gente, dei blogganti, dei comitati spontanei, degli abruzzesi e di chi all'Abruzzo vuole bene. Lo credo davvero. Senza il nostro operato le 14 ciminiere dell'ENI gia' sarebbero state li, a sputare veleni, ne sono davvero convinta.

La legge e' stata votata da tutto il consiglio regionale ad esculsione di Benigno D'Orazio di
Forza Italia. Dovro' indagare chi e' costui.

Per ora, grazie a tutti, davvero e di cuore.

Pero' c'e' ancora molto da fare e dobbiamo procedere in questa storia, senza stancarci. Non dobbiamo pensare che sia finita qui. Arrivera' anche il dicembre del 2009, ci saranno nuove giunte, ci saranno nuovi presidenti di regione. Si spera che Fratino e Di Martino si saranno sotterrati dalla vergogna, o piu' semplicemente se ne saranno andati in Iraq o nelle loro ville in Sardegna, ma non lo sappiamo con chi dovremmo confrontarci nel 2010. Dell'ENI non c'e' da fidarsi e dobbiamo spingere ancora per far si che ci siano leggi PERMANENTI. Dobbiamo far pressione al governo centrale che le piattaforme nell'Adriatico devono stare TUTTE ad almeno 12 miglia marine dalla costa (circa 22 kilomteri)
e non solo quelle del Veneto. Continuiamo a lottare rinvigoriti, ma non pensiamo che sia finita qui.

Soprattutto, vorrei che questa storia rendesse tutti consapevoli che noi popolo contiamo qualche cosa e che se da solo ciascun individuo e' quasi una pedina irrilevante, da collettivita', da popolo unito, dandoci da fare tutti, allora ce la facciamo. Sono loro, corporazioni, politici, signorotti e don Rodrighi ortonesi che devono temere noi. E questo vale per il petrolio ma anche per le mille altre problematiche d'Abruzzo e d'Italia. Celebriamo, festeggiamo, ma non adagiamoci ancora che c'e' ancora molta strada da percorrere.

Sabato tutti a Pescara, in piazza Salotto dalle 7 alle 8 di sera, per il sitin settimanale contro il petrolio in Abruzzo. Grazie a tutti - sono felice.

Per le donazioni: Bonifico bancario intestato a: Comitato Natura Verde
Conto: 064 - 330 - 0080876
Coordinate bancarie: IT73 B060 5077 890C C064 0080 876

per evitare invece le spese bancarie:
a Ortona, Fabrizia: 329/1574549
a Lanciano, Diana: 335/5392058
a San Vito: Assunta 329/9763038

Monday, September 29, 2008

Eroi del nostro tempo


Dei dodici ettari di terra che l'ENI vorrebbe acquistare in contrada Feudo, gliene mancano due, proprio al centro. Due eroici contadini hanno infatti deciso di non vendergliele. Sono stati sottoposti a dure pressioni da parte dell'ENI, ma non hanno ceduto. Non scrivo qui i loro nomi per non causargli altri guai. Ecco pero' la lettera che gli ho mandato qualche giorno fa, tramite alcuni amici di Ortona. Se nei commenti volete lasciare loro un rigo di affetto, faro' in modo che giunga loro la nostra voce, cosi' da farli sentire meno soli e soprattutto riconoscenti per il loro gesto.

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Caro signor XXX

vorrei ringraziarla, dal profondo del cuore e credo con me tutto l'Abruzzo sano e che vuol bene alla nostra terra, per avere resistito alle pressioni dell'ENI e per avere negato la vendita delle sue terre ai petrolieri.

So che e' stato ed e' tuttora difficile, ma continui a resistere. Io non posso che dirle, dal profondo del cuore, grazie. E' lei il vero eroe di questa storia, piu' di me, piu' dei politici, piu' di chi parla e non agisce.

A differenza dei suoi confinanti, un giorno lei potra' riguardarsi indietro ed essere inorgoglito delle sue scelte perche' ha mantenuto la sua dignita', perche' ha avuto coraggio, e perche' e' stato un Uomo per davvero e non una pecora che segue i greggi.

Se dovesse avere bisogno di qualsiasi cosa, la prego di non esitare a chiamare i rappresentanti del Comitato Natura Verde. Io vivo in America, ma appena vengo in Italia le prometto che la vengo a ringraziare di persona.

Di nuovo, grazie. Lei e' un esempio per me, per gli abruzzesi e per le generazioni piu' giovani. Tenga forte e non abbia paura.

Maria Rita



per le donazioni: Bonifico bancario intestato a: Comitato Natura Verde
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Friday, September 26, 2008

Domani a piazza Salotto


Le informazioni sono tutte nella locandina. Non ci sono sigle di alcun tipo, questa manifestazione e' aperta a tutti, e' di tutti ed e' dovere di tutti fare il possible per esserci. La mia speranza e' che proprio come le mamme dell'Argentina possiamo farlo tutte le settimane, senza stancarci. All'inizio le mamme di plaza de Mayo erano tre. Oggi lo sa tutto il mondo che hanno sfidato a modo loro una delle dittature piu' cruente del Sud America. Se lo facciamo tutte le settimane, e ognuno va quando puo', senza stancarsi secodno me dovranno accorgersi di noi. Un segno di riconoscimento sara' un gruppo di persone con delle fescette nere al braccio. Grazie Fabrizia. Pochi o tanti che ci saranno domani, c'e' tutto il mio appoggio e la mia voglia di combattere ancora.

Le uniche battaglie che si perdono sono quelle che si abbandonano - mamme di plaza de Mayo.

Thursday, September 25, 2008

Le bugie hanno le gambe corte


La mia famiglia mi riferisce che qualche giorno fa al telegiornale il sindaco piu' amato d'Italia, Nicola Fratino, manda un comunicato per dire che se anche ci fosse un pur microscopico dubbio sulla salute della gente a causa della raffineria dell'ENI, lui sara' il primo ad opporsi.

Naturalmente nessuno gli chiede: scusi, ma il dubbio da dove deve venire? Deve essere una ispirazione extraterrena? La chiesa, la scienza, la gente, il Corriere della Sera, non solo hanno espresso dubbi, ma CERTEZZE sul fatto che la raffineria portera' solo guai e malattie.

Dulcis in fundo, lo dice anche l'ENI! Non solo nella valutazione d'impatto ambientale, ma anche da un articolo scritto dal suo "scienziato" (si fa per dire) Paolo Andreussi, professore (si fa per dire) di Ingegneria Chimica a Pisa, e al soldo dell'ENI da venti anni. Proprio una persona disinterssata ed obiettiva. Per chi fosse stato presente alla conferenza di Pescara in Luglio, Paolo Andreussi e' il tipo che continuava a dire che in Toscana vivono benissimo con l'idrogeno solforato e che e' quasi un balsamo per le loro vite.

Beh, questo e' quello che Andreussi dice a parole. Ho scovato un articolo pubblicato nel 1998, di cui lui e' autore, dove dice proprio all'inizio dell'articolo, subito subito:

"Hydrogen sulfide originating from various sources (coal-based power plants, natural-gas processing, refineries, smelter operation) can be regarded as a major air pollutant entering the atmosphere and causing acid rain."

L'idrogeno solforato, proveneinte da varie fonti (impianti a carbone, trattamenti di gas naturale, raffinerie, solventifici), puo' essere considerato come un forte inquinante dell'aria che entra l'atomosfera e causa la pioggia acida.


Parole di Paolo Andreussi! Che onesta'! Il degno compare di Fratino e Di Martino! La scienza insegna l'obiettivita' e l'onesta intellettuale, non l'imbroglio delle parole e dunque caro Andreussi che sulle riviste scrivi che l'idrogeno solforato inquina e che a noi dici che e' una crema di bellezza: vergognati! Sei un servo dei potenti anche tu, come Fratino, come Di Martino.

Per di piu' proprio oggi, il 26 settembre, ci sara' una causa in Toscana contro l'ENEL che da una centrale geotermica sotto il monte Amiata sputa un cocktail di robaccia, fra cui, guarda caso, l' H2S. Useranno anche dei documenti che gli ho inviato io come parte dell'evidenza scientifica. Capito Andreussi? Che strana la vita eh! Mi ti ritroverai fra i piedi pure in Toscana...

Tornando al nostro beniamino Fratino, ma scusa, ma i dubbi chi te li deve dare ancora? Anche i tuoi padroni dell'ENI lo dicono. Perche' nessun giornalista va a chiedergliergli da dove deve venire questo dubbio? Dalla fata Morgana in sogno? Perche' nessun ortonese non si presenta con una telecamera e gli dice: "Nico', ma tu che ne pensi dell'idrogeno solforato e del fatto che centianaia di articoli dicono che inquina e che rovinera' i vigneti?". Invece no, lui accoglie l'ENI ad Ortona e discutono di come spartire la citta', il porto, i soldi. Tutto. Uno scandalo, roba da dittatura sudamericana.

La vita ci presenta sempre il conto pero' e per dirla con Manzoni, verra' un giorno anche per te Nicola, mio caro.

Altre informazioni: da cio' che mi dicono i membri del CNV i soldi servono perche' i proprietari dei terreni non vogliono piu' sottostare ai metodi da KGB dell'ENI e vogliono che l'ENI debba conforntarsi non con loro, ma con associazioni o enti piu grandi dei cittadini. Certo, i politici devono fare la loro e mettere denaro anche dalle proprie tasche, e cosi pure la chiesa cattolica e tutti quelli che parlano e predicano (me compresa). Ma noi cittadini, secondo me, dobbiamo fare la nostra parte - almeno questa e' la mia opinione. Tante volte mandiamo soldi ai bimbi in Africa o ad altre cause, senza troppo chiederci se quei soldi effttivamente verranno spesi bene, e io credo che ci voglia un pizzico di fiducia. Spero anche che i membri del CNV spieghino meglio l'esatta strategia, e come siamo messi.

La Stralanciano si corre domenica 12 ottobre, e non il 5. Ci sara' materiale informativo. Il punto di ritrovo sara' all'ex-ippodromo di Lanciano, se non sbaglio. Se gli organizzatori leggono questo post, possono essere piu' precisi. Credo anche che si si stia organizzando per una sorta di sit in a piazza salotto a Pescara - l'operazione plaza de mayo, da tenersi a scadenza periodiche e continuata. Appena ne so un po di piu' lo metto sul post. Da ultimo, se volete donare soldi e non andare in banca, potete contattare, nella zona di Ortona, Fabrizia: 329/1574549 o a Lanciano, Diana:
335/5392058.

Bonifico bancario intestato a: Comitato Natura Verde
Conto: 064 - 330 - 0080876
Coordinate bancarie: IT73 B060 5077 890C C064 0080 876

Andiamo avanti.

Wednesday, September 24, 2008

Diamoci da fare


Il TAR si e' espresso contro il popolo abruzzese, senza dare troppe spiegazioni in merito, e dicendo che il petrolio da' piu' introiti che l'agricoltura. A me questo parrebbe abbastanza comico se invece fosse qualcosa che ci tocca da vicino. Non credo che il TAR sia stato interpellato per giudizi economici o agricoli, quanto invece per valutare l'iter legale dei permessi. La sentenza doveva uscire gia' il 16 dicembre 2007, e invece esce proprio lo stesso giorno in cui i petrolieri vanno a minacciare i contadini per vendergli le terre. Ci sono tuttora macchine dell'ENI fisse, in agguato, sotto casa dei contadini!! Che bassezza, che squallore, che metodi. Pensare che hanno dato a me della terrorista.

La foto di questo post e' la contrada Feudo ripresa dall'alto. Immaginate voi lassu' quattordici ciminiere fisse a sputare veleni.

Intanto Remo di Martino, il vice sindaco di Ortona stoltamente esulta. Sara' felicissimo il nostro galantuomo. Ma al massimo potra' gioire con il suo compare Nicola Fratino. Chi altro potra' stare dalla loro parte? Mi risulta che Remo di Martino, a parole, e' un cattolico devoto. Mmh. Ma come la mettiamo con il fatto che anche la chiesa dice che questa cosa fa male? E come la mettiamo con il fatto che tre settimane fa il nostro eroe firmava il documento dei sindaci della costa teatina contro il petrolio? Un campione di coerenza! Un uomo tutto di un pezzo! Una presona da prendere ad esempio!

Chissa perche' nessun giornalista e' andato ad intervistare il presidente del TAR per chiedergli il perche' di quella sentenza e a fargli le domanda difficili. Chissa' perche' nessun giornalista va a filmare i modi gentili e delicati dell'ENI in contrada Feudo. Chissa perche' nessun giornalista e' andato a Di Martino a chiedergli effettivamente qual'e' la sua posizione? La sappiamo tutti, ma deve uscire dalla sua bocca e deve essere svergognato davanti a tutti.

All'ENI che legge il mio blog tutti i giorni (.. mi arrivano hits da un inequivocabile eni.it...) dico: siete la vergogna dell'umanita', dal primo all'ultimo dei vostri dirigenti. Non c'e' rispetto di nulla, della gente, della scienza, della chiesa. Come fate ad andare a dormire la sera tranquilli con la vostra coscienza?

Ad oggi il nostro ente nazionale e' proprietario di 10 ettari di terreno in contrada Feudo. Gliene mancano due, proprio al centro del sito scelto per la raffineria, che due eroici contadini si rifiutano di vendergli. Sono davvero degli eroi quei due signori, e quando, un giorno, questa battaglia finira' e avremo vinto, occorrera' davvero celebrarli e volergli bene.

Intanto e' arrivata l'ora di darsi da fare, e questo inzia dal nostro tempo e dal nostro portafoglio. C'e' un detto americano secondo cui "you put your money where your mouth is", cioe' metti i soldi nello stesso posto in cui sta la bocca. I vari gruppi locali stanno raccogliendo del denaro per comprare quelle terre dai contadini. Fra penali e spese di acquisto, mi dicono, occorrono 250,000 euro. Ne hanno gia' raccolto circa 100,000. Sono tanti soldi per un singolo individuo certo, ma se in tutta la provincia di Chieti duemilacinquecento persone mettono cento euro, ce l'abbiamo fatta.

Sicuramente qualcuno dira', ma non serve a niente, ma e' stato gia' tutto deciso, ma che spreco di denaro. Oppure che lo mettessero gli Ortonesi quei soldi. Io credo che in questa circostanza occorre essere uniti, fare poche chiacchere ed essere attivi. Non possiamo aspettare i controricorsi al TAR, la commissione europea, Beppe Grillo o il signore Dio che scende dal cielo. Facciamo la nostra parte, contribuiamo al meglio che possiamo, senza troppe polemiche. E' solo denaro e nulla piu', che se ci pensiamo bene e' anche il motore trainante delle ragioni dei petrolieri. Rinunciamo a qualcosa e comperiamoci un pezzetto d'Abruzzo.

Il Comitato Natura Verde ha messo a disposizione un conto bancario con questi estremi:

Bonifico bancario intestato a: Comitato Natura Verde
Conto: 064 - 330 - 0080876
Coordinate bancarie: IT73 B060 5077 890C C064 0080 876

Per chi vuole invece dare dei soldi direttamente ci sono vari referenti locali. A Lanciano si puo' contattare Diana D'Orsogna 335/5392058, lei e' mia cugina e vi prometto che non una lira verra' usata per scopi diversi se non quello di comprare la terra. Verranno ovviamente registrati tutti i nomi e le cifre donate. Nessuna donazione e' troppo piccola, ma se abbiamo mezzi economici ora e' il tempo di usarli per uno scopo nobile.

Occorre poi manifestare, io naturalmente non ci sono, ma prima si inizia e meglio e'. Facciamolo prima che arrivi il freddo, quando l'autunno e' ancora dolce. Se qualcuno si volesse fare avanti per organizzare, lo faccia, mi mandi recapiti e contatti e lo metto sul blog. Appena so cosa propone il CNV per i prossimi giorni, lo scrivo. Ma le iniziative possono anche partire dagli individui.

Nell'attesa di qualcosa di grande, facciamo altre manifestazioni, piccole o grandi che siano, coinvolgiamo i giovani, le scuole, tutti. Ad Archi ci sara' una mattinata informativa sul problema petrolio nei prossimi giorni per le scuole e la cittadinanza. Alla Stralanciano, la corsa podistica della citta' di Lanciano che si tiene la prima domenica di ottobre, ci sara' uno stand del gruppo Nuovo Senso Civico in piazza Pietrosa. Il NSC e' una specie di equivalente lancianese del Comitato Natura Verde,
in modo da rendere capillare l'attivismo e lavorare assieme da sedi diverse. In questo stand sara' distributo di nuovo materiale informativo, magliette, si raccoglieranno soldi, e dove si puo' anche fermarsi solo per manifestare il proprio affetto per la causa.

La causa, siamo noi stessi.

Monday, September 22, 2008

L'Abruzzo come la Basilicata


Due notizie catastrofiche oggi. Dal Corriere della Sera, come gia riportato in vari blog e post, un articolo che conferma, ancora una volta, che il petrolio non ha portato niente di buono in Basilicata. Cose che gia' sappiamo, o per avere visto filmati, o perche qualcuno di noi ci e' andato direttamente a Viggiano e in Val D'Agri a vedere la situazione. Vedere la Basilicata e' come vedere l'Abruzzo fra 10 anni in anteprima.

E poi questo documento, fatto circolare, alla chetichella, a fine giugno del 2008. Il governo Berlusconi ha deciso che l'Abruzzo e la Basilicata devono essere considerate regioni dedicate all'energia fossile: raffinerie, pozzi, oleodotti, idrogeno solforato a migliaia di volte i limiti americani, il porto di Ortona trasformato in porto petrolifero e quant'altro. Il 35% del nostro territorio e' coperto da permessi estrattivi, ancora piu della Basilicata che ne ha il 33%. In alcune provincie e citta' d'Abruzzo NON SANNO NIENTE.

Questo e' contro le leggi internazionali, contro il buonsenso, contro il rispetto dei governi per i propri governati. C'e' una convenzione internazionale che obbliga i governi ad informare la gente di cambiamenti duraturi nel tempo al proprio territorio. Si chiama trattato di Aarhus. Secondo me e' stata violata in pieno.

Per fare un esempio, qui in America, qualche tempo fa un consigliere comunale di Los Angeles e' andato a casa di una mia amica per una riunione locale e per chiedere alla gente come era meglio regolamentare i divieti e i limiti orari dei parcheggi nei 5-6 isolati della zona. Ci sono andata anche io e ho detto cosa pensavo. Capite? Questo qui e' venuto a casa della gente per chiedere la nostra opinione sugli orari dei parcheggi. In Italia invece decidono di trasformare una intera regione in un distretto petrolifero e NESSUNO CI DICE NIENTE.

E la gente? A parte qualche cittadino e i comitati eroici, la massa della gente, dei giornalisti, dei politici, dei professori universitari locali, dei medici, e' ancora addormentata e ancora pensa: non mi riguarda o tanto c'e' il comitato natura verde, tanto ci sono i politici, tanto e' stato gia' deciso. Tutto fuorche' pensare che loro stessi possono e devono fare qualche cosa attivamente.

Continuo a pensare che questa sia la questione piu' importante della nostra generazione. Davvero lo penso. Il petrolio e' una scelta che durera' per decenni, per noi e per i nostri figli ed e' una scelta che i lucani hanno pagato a carissimo prezzo e di cui, da italiana, mi scuso verso di loro.

Ripeto ho incontrato tantissima gente volenterosa, capace, attiva, ma qui ci vuole molto di piu'. Maria Rita puo' fare pure l'eroina dei due mondi, ma cosa volete che possa fare io contro il governo intero? Che posso dire? Che posso fare piu' di quanto ho gia fatto? La mia personale uscita di scena ce l'ho gia' e da molto tempo, anzi dal primo giorno: vivo in California, tutta la mia famiglia ha la cittadinanza americana, possiamo tutti trasferirci qui e non metterci mai piu' piede in Abruzzo. Naturalmente lottero' invece fino alla fine, come un mulo, ma quanto sarebbe bello se gia da domani iniziassero le manifestazioni ad oltranza, il non cedere di un millimetro, l'indignazione popolare fatta non di 6000 persone all'Aquila ma di mezzo milione di persone che dice no. Capite? Chi vive in Abruzzo deve essere piu' arrabbiato di me, piu' attivo di me, piu' impaziente di me.

Perche' non organizziamo una maxi manifestazione di protesta regionale?

Ho scritto alla Commissione Europea e alle Nazioni Unite, riguardo al fatto che l'Italia ha violato le convenzioni di Aarhus. Dopo avere letto lo scellerato documento del governo e dopo averci pianto un po, non ho avuto altra scelta se non di asciugare tutto e di continuare a combattere. Se volete farlo anche voi, ecco qui gli indirizzi che ho trovato online:

aarhus.clearinghouse@unece.org
info.ece@unece.org

Sunday, September 21, 2008

Risposte e proposte


Sono un po assonnata e lascio a voi la parola. Un primo commento che voglio fare e' che secondo il libro "La Deriva" di Stella e Rizzo (grazie Antonello!), i giornalisti del Corriere della sera che avevano gia' scritto "La Casta", lo stipendio base dei consiglieri regionali abruzzesi e' di circa 10,000 euro, il doppio di quelli dell'Umbria. Questo a pagina 260 del loro libro. Forse in Abruzzo si lavora di piu' che in Umbria. Chissa'.

Tornando a noi: finalmente dopo tanto scrivere, e dopo avere tirato fuori unghie e metodi che generalmente non sono tipici di me, ho avuto delle risposte ai vari email che ho mandato in giro. Questo e' quanto mi giunge da Maria Rosaria La Morgia, consgilere provinciale del PD e poi da Fabrizio di Stefano, consigliere regionale del PDL. Grazie a chi gli ha scritto e continuiamo cosi. Bombardiamoli. Ringrazio qui pubblicamente i due consiglieri che mi hanno risposto: tutti gli altri hanno preferito tacere. Ho scritto loro anche privatamente per dire grazie. Ecco Maria rosaria La Morgia:

Gentile Maria Rita,
il partito democratico di Lanciano , di cui sono segretaria, ha approvato un documento per dire no al Centro Oli e per chiedere la proroga della moratoria regionale. Come consigliera regionale sono impegnata in tal senso e, inoltre, lunedi nel corso di una conferenza stampa presenteremo un esposto all'Unione Europea sul Centro Oli, firmato dal consigliere Angelo Orlando e da me insieme con altre persone. Credo che sia importante dare vita a piu' iniziative che abbiano a cuore l'obiettivo comune che e quello di non permettere l'insediamento della raffineria, ne le trivellazioni. Va detto chiaramente che il Governo nazionale ha precise responsabilit? e deve prendere le decisioni che gli competono.
cordialmente
maria rosaria la morgia


Che dire ....dare vita ad altre inziative? Ma cosa altro deve fare la gente? Perche' non le fanno loro dai loro comodi uffici le iniziative? Perche' lei non ha organizzato a me o a qualsiasi altro esponente dei vari comitati locali, un bel dibattito a Rai 3 con Fratino e compagnia varia, visto che e' stata per anni al Tg3? E poi l'esposto all'Unione Europea, e quando lo fanno, dopo che l'hanno gia costruita la raffineria? E perche' questo documento il popolo non puo' leggerlo? Misteri della fede.

Fabrizio di Stefano mi manda il seguente email con questo decreto di legge
e con questo allegato:

Gentile Professoressa,
con riferimento alla sua email del 7 settembre u.s. e ad integrazione della mia nota di risposta Le allego il disegno di legge regionale recante "Disciplina della localizzazione di nuove infrastrutture energetiche" da me presentato nell'aprile 2008 quando rivestivo ancora il ruolo di Consigliere Regionale. Credo che il contenuto del disegno di legge sia esaustivo per esplicitare non una dichiarazione di intenti, ma una presa di posizione gia adottata ed estremamente chiara nel merito.
Cordialmente,

Fabrizio Di Stefano

Occorre are atto qui della buona volonta'. Per cui grazie. Pero' ho aperto gli allegati e in tutta sincerita' ero cosi stanca che non mi funzionava il traduttore mentale italiano-burocratichese - con tutti i comma, leggi, postille varie. Li leggero' domani con calma. Ma perche' le leggi americane le capisco invece? Se li leggete, ditemi che pensate di questi decreti e proposte varie.

A proposito, chi e' Roberto Fiore? Confesso non ne avevo mai sentito parlare prima. Prima da noi ne parla coma il candidato di Forza Nuova. Su google in versione inglese dice che e' un "neofascista" (odio le parole comunista e fascista, per l'uso gratuito che se ne fa, davvero. Comunista = uno che vuole che diventiamo come la Korea del Nord? Fascista = uno che vuole tornare ai tempi di Mussolini e Hitler???). Comunque questo Fiore e' descritto come un tale di estrema destra ricercato dopo la strage di Bologna e che scappo' a suo tempo in Inghilterra per una decina d'anni. Siamo messi male se ci mettiamo un fuggitivo a comandare....

Friday, September 19, 2008

Scriviamo?


Dopo il mio email del 15 settembre indirizzato a vari consiglieri della regione Abruzzo, il silenzio piu' totale. Intanto, Calogero Marrollo, il preseidente della confindustria della regione Abruzzo, eta' 74 anni, sicuramente un uomo dalle idee fresche e giovani quanto la sua veneranda eta', dice che occorre rivedere la legge regionale (che scade il 31 dicembre!). Sappiamo tutti che nonno Calogero e' direttamente interessato nella questione petrolio in quanto sara' la Morrollo costruzioni a costruire la raffineria di Ortona secondo i progetti. La sua, credo io, e' una mossa per far confondere le acque e per far si, che magari al primo gennaio 2009, la regione approvi il centro oli sotto le ulteriori pressioni della banda marrollo-fratini-eni.

Dalla biografia di nonno Calogero:

"Tra le opere più significative realizzate dal Gruppo [Marrollo] ricordiamo la costruzione di grandi impianti per primarie società italiane quali Agip, Fiat, Enel, Ferrovie dello Stato, Anas, Autostrade, ecc., l’Interporto di Bologna, ipermercati Coop, il megaparcheggio in piazza 8 agosto a Bologna".

"Nel Consorzio Imprese Abruzzesi (Cia), pronto a partecipare ai lavori per la realizzazione del Centro Oli di Ortona, figurano la Società Meridionale Inerti Srl e la Marrollo Costruzioni, che fanno capo al presidente di Confindustria e la Buonefra Srl, di cui è socio il sindaco di Ortona Nicola Fratino."

Ecco cosa dice oggi nonno Calogero ai consiglieri regionali:

"La LR n.2/08", nota come legge sul Centro Oli di Ortona, "e' stata un pasticcio che ha finito per bloccare praticamente tutte le possibili forme di investimento e non solo ad Ortona o sulla costa teatina ma in tutto l'Abruzzo: se la Regione (la politica) e' contraria al Centro oli deve dirlo chiaramente, anche attraverso una apposita e specifica norma, ed assumersi la responsabilita' di rinunciare a questo investimento". E ' quanto afferma il presidente di Confindustria Abruzzo, Calogero Marrollo in una lettera aperta indirizzata al presidente vicario Paolini, al presidente del Consiglio regionale Roselli e ai capigupppo consiliari. "E' notizia corrente - afferma Marrollo - che vi sarebbe intendimento comune, maggioranza ed opposizione, di portare a discussione in Consiglio regionale, il 23 settembre prossimo, una proposta di modifica alla LR n.2/2008 'Interventi urgenti per la costa Teatina'

Da un certo punto di vista, nonno Calogero ha ragione, occorre chiarezza da parte della regione. Certo, Marrollo si augura che la chiarezza sia dalla parte opposta rispetto a dove la vogliamo noi, ma pure sempre chiarezza e'. Ecco cosa ho scritto io alla regione Abruzzo stamattina. Fatelo anche voi, anche se solo copiare il mio email e forwardarlo a loro. E' facile ed e' un segno che non stiamo zitti:


Cari rappresentanti della regione Abruzzo,

Non ci siamo proprio per niente. Ho scritto a tutti voi vari giorni fa. Nessuno di voi mi ha risposto. Questo non e' accettabile in una democrazia vera. Vi ricordo che siete li anche grazie ai miei soldi di cittadino che pago le tasse. Oltre ad essere scorretto e' anche da maleducati.

Vorrei una risposta. Non potete fare finta di niente e nascondervi dietro un dito. Siete li in RAPPRESENTANZA del popolo e non per ignorarlo. Avete il dovere di informare la gente su cosa
intendiate fare sulla questione petrolizzazione della regione.

Marrollo ha un conflitto di interessi enorme in questo contesto: lo deve costruire lui il centro oli! Le sue parole sono fortemente di parte. Avete il DOVERE di fare gli iNTERESSI del popolo e non della confindustria. Mancano 3 mesi alla fine dell'anno. Invece di pensare a modificare una legge che scade il 31 dicembre dovreste discuterne una seria e precisa: NO alle trivelle e all'industria petrolifera in Abruzzo. Punto.

Inutile dire che queste cose non succedono in altre parti del mondo. Attendo risposte chiare e concrete su cosa volete fare dell'Abruzzo.

MRD

Email:
gruppomisto@regione.abruzzo.it
gruppo.ppedc@crabruzzo.it
gruppoudc@regione.abruzzo.it
info@marioamicone.it
mrlamorgia@hotmail.com
cantiereabruzzo@gmail.com
araen@regione.abruzzo.it
presgpe@regione.abruzzo.it>,
paolopalomba@virgilio.it,
augusto.distanislao@regione.abruzzo.it
carlocostantini@email.com
daniela.stati@regione.abruzzo.it
paolo.tancredi@regione.abruzzo.it

Thursday, September 18, 2008

Italia peggior inquinatore d'Europa


Questo almeno secondo la commissione europea per l'ambiente, presieduta dal greco Stavors Dimas e secondo un report pubblicato dall' Independent, un quotidiano inglese. Nel 2006 ci sono state 80 infrazioni ambientali accertate contro i 59 della Spagna, e i 37 della Francia e della Gran Bretagna.

Secondo il su citato commissario l'Italia spesso non rispetta le norme europee e nemmeno collabora quando le vengono poste richieste di informazioni. Vi ricordate Kyoto? Tutti a dargli all'untore a Clinton che non firmo' di accordi di Kyoto del 1997, e ora dopo vari anni qual'e' il risultato?

L'Italia assieme al Giappone deve pagare una multa di circa 13 miliardi di dollari. Lo ripeto, 13 mila milioni di dollari. L'Inghilterra e la Germania hanno rispettato gli accordi, mentre l'Italia che aveva promesso di ridurre le emissioni di CO2 del 6% si ritrova oggi con una percentuale di emissioni del 12% maggiore. Chi paghera'? Ma certo,
i cittadini! Cosi' come pagano o pagheranno per Rete4, per l'Alitalia e per chissa' quante altre scelte sbagliate o non scelte dei governanti che si sono susseguiti nel corso degli anni.

Grazie al taglio dell'ICI, i fondi stanziati dal governo per adeguarsi ai canoni di Kyoto sono: zero. Anche gli interventi sulla linea ferroviaria Pescara-Roma, che doveva essere migliorata e resa piu' veloce (perche' fa abbastanza ridere cosi' com'e' oggi) sono stati cancellati. Nulla. Intanto abbiamo il doppio dei tumori infantili del resto d'Europa. Che gioia.

Abbiamo proprio bisogno della raffineria di Ortona? Abbiamo proprio bisogno della petrolizzazione dell'Abruzzo? Non sarebbe piu' intelligente puntare energie-tecnologie-risorse umane per ricerca e installazione di impianti di energia alternativa? Non sarebbe stato piu' intelligente usare i soldi del porto di Ortona per migliorare, per esempio, il collegamento in treno da Roma a Pescara, risparmiando petrolio, emissioni di CO2 e soldi delle multe di Kyoto?

Fonti:Bloomberg News
La repubblica

Monday, September 15, 2008

Petrolizzazione Abruzzo


Cari consigileri regionali,

mi chiamo Maria Rita D'Orsogna e molti di voi avranno sentito parlare di me in relazione alla questione centro oli di Ortona e petrolizzazione d'Abruzzo.

Vi scrivo per ESORTARVI a svegliarvi ed a discutere ed approvare al PIU' presto una legge per bloccare le trivelle sul suolo abruzzese dopo il 31 dicembre e sopratutto per bloccare le trivelle nel mare Adriatico. La riunione del 23 Settembre e' un buon momento per farlo.

NON C'E' PIU TEMPO DA PERDERE.
Le regione Veneto ha in vigore una legge regionale che OBBLIGA le piattaforme ad essere costruite almeno a 30 km dal litorale. Nel chietino la MOG, la Petroceltic e l'ENI stanno installando piattaforme marine ad una manciata di chilometri dalla spiaggia. Spiaggia che APPARTIENE agli abruzzesi e non ai petrolieri.

NON E' ACCETTABILE che voi avvalliate il furto del mare per darlo in pasto ai petrolieri. Non e' accettabile.

La scienza e chiara, le piattaforme nel mare distruggono gli equilibri marini, inquinano pesci, fondali e acqua e se non fate niente alla fine anche voi vi
ritroverete mercurio, cadmio, piombo, bario toluene e benzene nei vostri brodetti, e in quello dei vostri figli. CAPITE? La salute e' un bene di tutti. Anche la chiesa cattolica ha preso posizioni contrarie alla petrolizzazione della regione.

In Norvegia il limite delle piattaforme in mare e' di 50 chilometri, negli USA addirittura di 160 chilometri perche' quella roba INQUINA e fa male. E loro hanno l'oceano profondo e aperto e non il mare Adriatico dai fondali bassi e chiuso.

AVETE LA RESPONSABILITA' MORALE DI METTERVI D'ACCORDO E DI EVITARE LO SCEMPIO.

Se siamo giunti a questo punto e' ANCHE colpa vostra, dall'ex presidente del Turco, fervente sostenitore del centro oli e della petrolizzazione dell'Abruzzo (gran conoscitore di scienza dall'alto del suo diploma di terza media), passando per l'assessore Franco Caramanico che firma i documenti a favore dei petrolieri ''perche' e' un atto dovuto'', parole testuali dette a me a Paglieta nel luglio del 2008 davanti al pubblico. Ma non sono meno colpevoli gli altri di voi che per superficialita o per scarsa voglia non si sono adoperati a sufficienza per fermare questa futura catastrofe ambientale prima che si giungesse all'emergenza.

Avete firmato la legge del 4 Marzo proposta da Fabrizio di Stefano, spinti dalla pressione popolare e posso assicurarvi che stando con e lavorando per la gente la tensione e' alta e il popolo inzia a spazientirsi. Ci vogliono leggi chiare, e forti SUBITO.

Non ha importanza che questo e' un governo transitorio ed in attesa di elezioni. Siete ancora voi a decidere per noi, e dunque vi prego di fare cio' che e' moralmente e' piu' giusto e di lavorare con impegno per non farci fare la fine dei Gela, Viggiano, Falconara, Porto Marghera, Sarroch, e Cremona dove scoppiamo tumori e malattie.

A presto questa questione diventera di risalto nazionale - mi hanno gia' contatto varie riviste e canali televisivi nazionali, ed occorre lavorare seriamente se non volete fare figure non proprio esaltanti davanti al resto d'Italia. Intanto qui c'e' il mio blog letto ogni giorno da varie centinaia di abruzzesi: www.dorsogna.blogspot.com

Non ho paura di dire la verita' perche' sono una persona libera e andro' avanti fino alla fine.

Grazie,

MRD

Intanto oggi pomeriggio sono in diretta su Rai 3, al telegiornale regionale delle 2.
Inutile dire che ho il batticuore, ma andro' li senza paura e forte delle mie convinzioni. Scrivetegli anche voi ai consiglieri regionali. Ecco un po di email che ho raccattato in giro:

gruppomisto@regione.abruzzo.it,
gruppo.ppedc@crabruzzo.it,
gruppoudc@regione.abruzzo.it,
info@marioamicone.it,
mrlamorgia@hotmail.com,
cantiereabruzzo@gmail.com,
araen@regione.abruzzo.it,
presgpe@regione.abruzzo.it,
paolopalomba@virgilio.it,
augusto.distanislao@regione.abruzzo.it,
carlocostantini@email.com

Sunday, September 14, 2008

Serata di pioggia


Putroppo ieri sera ci sono stati dei problemi di organizzazione (chi doveva montare il telone del video non si e' presentato in tempo...) ed alla fine e' piovuto per cui non ho potuto parlare. Chiedo scusa a tutti quelli che sono venuti e che hanno aspettato. Abbiamo pero' aperto un piccolo stand con volantini, T-shirt, raccolta firme ed altro materiale. Si sono fermati in molti, alcuni gia sapevano, altri no. L'attenzione esiste, ma il tempo scappa.

Le mie sensazioni? Non c'e' tempo da perdere. I politici non fanno nulla di concreto, parlano solo ed intato la MOG, Petrocelitic e l'ENI si portano avanti nei progetti che possono portare avanti in attesa del 31 dicembre. Si vocifera che il porto di Ortona sia stato fatto con un prestito Deutche Bank da 60 mln di euro e che ora occorre ridargliene 80. All'Acquabella di Ortona da quando c'e' Ombrina Mare c'e' un tratto dove e' vietata la balneazione per quasi un chilometro. In Italia ho scoperto che non esiste un limite nazionale per le trivelle in mare, ma che tutto dipneda dalla negoziabilissima procedura di valutazione impatto ambientale. E' per questo che a Vasto hanno messo le piattaforme a 2 chilometri dalla costa. Anche se lo sappiamo tutti a memoria ormai, al paragone, in America il limite e' 160 chilometri. La MOG chiede anche permessi per la terraferma e continuano a dargliene. I pescatori e sub riportano di fondali marini sporchi, appiccicosi, malati. Non va bene.

Dobbiamo combattere. Alcune persone sono impazienti, ma c'e' ancora una grande parte di popolo che pensa di essere impotente. Non e' vero! Da singoli forse non possiamo fare molto, ma e' da collettivita' che vinciamo. Da popolo democratico, adulto, consapevole.

Occorre una legge ferrea, veloce, senza colore politico che fermi questi scempi. Io non vivo sul territorio, ma credo che occorra iniziare ad essere ancora piu' attivi. Le raccolte firme non bastano piu'. Perche' non facciamo stile mamme plaza de Mayo? Ogni, che so io, sabato pomeriggio, un gruppo di una qualche citta' o associazione si mette in piazza a Pescara alternandosi cosicche da avere visibilita' continua? Le mamme di Plaza de Mayo iniziarono in tre ed oggi tutto il mondo sa di loro.

Il 23 Settembre si riunisce il consiglio regionale all'Aquila. Occorre che parlino di questa faccenda. Il nuovo presidente della regione Abruzzo si chiama Marino Roselli. Cercavo il suo indirizzo email online ma non sono riuscita a trovarlo. Secondo il sito ufficiale della regione Abruzzo il presidente della regione e' ancora l'uomo delle mele: Ottaviano del Turco - andiamo avanti cosi! Naturalmente di indirizzi email neppure l'ombra.



Intanto per chi voleva sentire quello che avevo da dire, ecco qui il video del mio intervento a Pescara di quest'estate con l'ENI. Su youtube c'e' la seconda e terza parte:



In generale, com'e' indietro questa Italia. Arrivo all'aeroporto di Roma dopo 24 ore di viaggio alle 11 di sera e sbagliano ad indicare la mia porta di sbarco sui monitor. Non c'e' dunque nessuno a prendermi. Cerco di usare un telefono pubblico: non funzionano a monetine, non funzionano le carte di credito (ho provato 4 telefoni tutti con la carta di credito disattivata), i tabacchini per comprare le schede sono chiusi, l'ufficio informazioni mi dice che non ne sa niente e che non e' colpa o responsabilita' sua, mi manda al bar, il bar mi dice che lui non vende carte telefoniche, ma se vado all'altro terminal forse c'e' l'altro bar che ce le ha....
Alla fine un signore mi ha offerto il suo cellulare. Immaginate voi se ero una turista che non parlava l'italiano. Possiamo competere con altre nazioni con un servizio del genere nel maggior aereoporto d'Italia?

Wednesday, September 10, 2008

La parola a Fabrizio di Stefano


Finalmente, ecco la riposta dell'esponente abruzzese di AN in risposta al mio email del 13 agosto. Il 2 settembre del 2008, Fabrizio di Stefano scrive:

Gentilissima Professoressa,

come sa, in riferimento al progetto dell'Eni, ho assunto una ferma posizione di opposizione, facendomi promotore di una apposita proposta di legge regionale per bloccare tale insedimento in Abruzzo. In riferimento all'opportunita di promuovere e incentivare l'uso di energie alternative, sono piu che favorevole e, al riguardo, ho avuto modo di presentare una proposta di leggere regionale sull'utilizzo delle biomasse in agricoltura che mi permetto di inviarle in file.
Laddove esistano esperienze particolarmente positive - quali quelle che mi indica - sara' mia premura acquisire le necessarie informazioni, modulandole naturalmente con le vocazioni del nostro territorio. Mi permetta, tuttavia, di esprimerle qualche perplessita' sull'eolico, il cui impatto ambientale e' stato a volte sottovalutato dando vita a realizzazioni poco edificanti. La ringrazio per i complimenti al blog, che sara' mia cura movimentare con nuovi elementi di discussione e sul quale sarei molto lieto di ospitare suoi interventi.

Grazie ancora della mail e a presto.
Fabrizio Di Stefano

Al che io ho risposto, il 6 Settembre 2008:

Dott. Di Stefano,

grazie della risposta. Mi aspettavo pero' qualcosa di piu' specifico sulla questione del petrolio in Abruzzo, in particolare:

1) Lei e' disposto ad impegnarsi in prima persona per una legge regionale che blocchi l'estrazione del petrolio in tutta la regione, in modo definitivo?

2) E' disposto a mettere questa legge per iscritto nel suo programma elettorale?

Grazie, buon lavoro

Maria Rita

PS Pubblichero' le sue risposte, come di quelle di tutti gli altri esponenti del mondo politico abruzzese, sul mio blog: www.dorsogna.blogspot.com

Finora non mi ha ancora risposto. Intanto Fabrizia, che ringrazio, mi segnala questo video:

Tuesday, September 9, 2008

La superficialita' del Messaggero


Oggi ho avuto un sacco di cose da fare in ufficio. Sono quasi le undici di sera e invece di andare a letto sono qui a scrivere sul blog e ai giornali per precisare il mio pensiero. Il Messaggero pubblica un articolo collegato al mio blog dell'altro ieri sulla Butting e la presunta centrale nucleare.

Vi ricordate cosa ho scirtto?

"Questa della centrale nucleare mi mancava. Non so cosa pensare! I signori responsabili di questo comunicato sono una tale Brigitte ed un tale Lutz a cui ho prontamente scritto di non scrivere sciocchezze - non e' colpa loro, naturalmente, ma e' giusto che non scrivino fandonie."

Sono stata io stessa a pensare che non sapessero di cosa parlassero ed infatti gli ho subito scritto per dirgli di togliere quelle sciocchezze dal loro sito - dalla centrale nucleare all'inizio di produzione per il 2008. Cosa che la ditta ha prontamente fatto: il sito infatti non esiste piu'. Ci sono traccie solo nei vari cached files, di cui una foto sopra.

E allora cosa fa il Messaggero, nelle persone di Daniela Cesarii e di Walter Berghella? Invece di controllare il sito dell Butting, invece di indagare sul tema, invece di chiedermi qualcosa in merito (visto che c'e' il mio nome), invece di predersi la semplice briga di cliccare sul mio blog, vanno dritti da Nicola Fratino che dice che "ormai siamo alla farsa", e niente altro.

Ora io lo so che noi tutti che leggiamo e scriviamo questi blog sappiamo come stanno le cose, e che sono stata io stessa a dubitare di cio' che veniva scritto e che qui l'unico uomo farsa e' proprio lui, Nicola Fratino. La Butting ha addirittura tolto i link, dandomi implicitamente ragione che quello che scrivevano sono sciocchezze! Ma non e' di "noi" di cui mi preoccupo. E' della causa, delle persone esterne che inizieranno a dubitare della nostra serieta'. Non va bene.

E poi, ma che razza di giornalismo e' questo?

Perche' la Cesarii e Berghella si sono accontentati di una dichiarzione offensiva e tutto sommato gratuita di Fratino? Perche' invece, come avrebbe fatto un giornalista vero, non hanno chiesto a Fratino spiegazioni sulla sua posizione, come dire, piuttosto singolare: un uomo che personalmente gestisce il porto tramite la ditta Fratino.com e che allo stesso tempo, teoricamente, dovrebbe anche gestire anche gli interessi della collettivita'. Due cose che almeno in ambito raffineria sono totalmente opposte.

Perche' non hanno chiesto la Cesarii e Berghella a Fratino quali sono le sue credenziali scientifiche? Quali sono le fonti da cui lui appura che la raffineria di Ortona sara' un balsamo per le vite, l'economia e il territorio abruzzese?

Perche' non hanno chiesto la Cesarii e Berghella a Fratino come mai il suo fedele vice Remo di Martino va a firmare il documento anti-petrolio dei sindaci della costa teatina?

Che superficialita'. Questi secondo me non sanno nemmeno cos'e' il giornalismo serio.

Ecco qui la mia lettera al Messaggero - avevo promesso che avrei messo su la risposta di Fabrizio di Stefano, lo faro' appena possibile. Ho scritto una lettera simile anche a Prima da Noi, che almeno hanno avuto il buonsenso di non mettere commenti di Fratino senza dare a me la possibilita' di dire la mia.



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Gentile Sig. Cesarii, Gentile Sig. Berghella,

scrivo per rettificare quanto scritto nel vostro articolo odierno sul centro oli e la supposta centrale nucleare.

Le cose che ho scritto non me le sono inventate io ma sono scritte direttamente sul sito della ditta interessata: io ho solo ripreso l'informazione, citandone anche la fonte con relativo indirizzo internet. Un giornalista un po' piu' attento avrebbe contattato direttamente la Butting per chiedere maggiori spiegazioni e avrebbe citato la Butting come fonte dell'informazione e non il mio blog.

Dall'articolo pubblicato oggi sul vostro quotidiano devo purtroppo dedurre che in realta' non avete letto il mio blog o perlomeno non avete prestato la dovuta attenzione. Dal vostro articolo sembra inoltre che io stessa abbia preso sul serio la questione del nucleare mentre non e' cosi'. Alla fine dell'articolo infatti sono
io stessa a dire che si tratta di una sciocchezza con queste testuali parole:

"I signori responsabili di questo comunicato sono una tale Brigitte ed un tale Lutz a cui ho prontamente scritto di non scrivere sciocchezze - non e' colpa loro, naturalmente, ma e' giusto che non scrivino fandonie."

Comunque vista la gravita' delle affermazioni bestava interpellarmi prima di uscire con un simile articolo a centro pagina. Devo invece constatare che avete invece interpellato il sindaco Nicola Fratino dandogli la possibilita' di ridicolizzare il tutto il lavoro serio svolto fino ad ora contro il centro oli. Lavoro che ricordo, e' sempre stato affrontatato con la massima serieta' e sempre supportato da prove scientifiche.

I fatti di cui dovete chiedere conto a Fratino e di cui la gente vuole conoscere sono invece altri a mio avviso:

Quante persone lavoreranno al centro oli ? Le carte ufficiali dell'Eni dicono 25 persone.

E perche' non dite che Fratino (lo stesso della ditta Fratino.com che gestisce il porto di Ortona da cui transiteranno le petroliere) ha dei conflitti di interesse
in questa storia?

Come fa il suo fedele vice, Remo di Martino, per anni sostenitore incallito del centro oli, a firmare il primo Settembre la mozione contro il centro oli, in nome della citta' di Ortona ?

Gradirei inoltre essere contattata -- prima -- di riportare notizie riconducibili a me direttamente.

MRD

Monday, September 8, 2008

I conti non tornano

Ho indagato un po cosa dicono i nostri amici ENI per il 2008 e per Miglianico. Direi che sono piuttosto confusi e che non sanno bene come districarsi. Dal documento "ENI operating and financial review", del Giugno 2008, a pagina 13 si legge:

"The Miglianico project has been put on hold due to a determination made by the region of Abruzzo that suspended the validity of authorizations previously granted for the construction of the treatment center."

Ora, a parte l'inglese che fa pieta' (una "determination" in questo contesto non significa niente in inglese, forse volevano dire una delibera? Ma determination vuol solo dire determinazione nel senso di caparbieta': la parola giusta era resolution/law/amendment e queste cose non sono "made" ma sono "passed"...). Comunque, fa abbastanza ridere che per anni hanno continuato a ripetere che Miglianico era il loro fiore all'occhiello ed ora finalmente ammettono che sono stati bloccati dalla regione Abruzzo.

Cari lettori, sappiamo bene che non e' stata la regione Abruzzo nel senso di politici o di istituzioni, ma che quelli SIAMO STATI NOI!!! E questo deve essere motivo di orgoglio e sopratutto deve incensarci per continuare cosi. La prossima volta all'Aquila, dobbiamo essere ancora piu' numerosi, ancora piu' arrabbiati (in questo blog non si dicono le parolacce), ancora piu' convinti. E dobbiamo chiedere delle leggi ferree contro l'ENI e contro le sue amiche nel mare.

Poi vado a vedere il documento che l'ENI manda alla borsa di New York nel Maggio del 2008 e dicono ancora:

"The main ongoing development project is Miglianico, located in the onshore of the Abruzzi Region. Three development wells have been drilled. The project provides for the construction of facilities to treat production volumes of oil, to be delivered to logistic structures of the Refining & Marketing segment. The production volumes of gas will be input into Italian natural gas transportation network. Production is expected to start in the second half of 2009, peaking at 7 KBOE/d."

Cioe' semplicemente rimandano al 2009 cio' che promettevano per il 2006, 2007, 2008.
Dunque: la battaglia e' appena inziata. Ripeto: abbiamo convinto i vescovi, abbiamo insegnato all'ARTA come fare i controlli e come spiegare i dati alla gente, abbiamo fatto passare una legge regionale.

Ci dobbiamo credere che il popolo ha potere, e che piano piano, inesorabilmente, vinceremo.



Email politici


Ho iniziato un nuovo progetto: cerchero' in rete gli indirizzi email di vari politici che si presenteranno alle elezioni regionali e scrivero' loro per chiedere quali sono le loro intenzioni riguardo l'affare petrolio ed Abruzzo. A tutti diro' che le missive saranno pubblicate sul blog. Molti non risponderanno, altri magari mi prenderanno a male parole, ma io andro' avanti.

Colgo l'occasione anche per dire che vivo troppo lontana dall'Italia per sentirmi legata a questa o a quell'altra ideologia politica. Se collocata nel panorama politico italiano non mi sento ne di destra ne di sinistra ne dei verdi. Per me "il comunismo" e "il fascismo" sono morti da tempo ed ora ci vuole solo pragmaticita', efficienza, intelligenza. Voglio qualcuno che lavori in onesta' morale perche' in Italia le cose migliorino per tutti e non solo per i privilegiati, tutto qui. Per cui vi prego di non pensare che se critico qualcuno di destra e' perche' io sia di sinistra e viceversa.

Ho iniziato a scrivere, il 13 agosto a Fabrizio Di Stefano, che molte voci indicavano essere il candidato della destra abruzzese per la regione. Lui ha anche un sito web dove invita il popolo a contattarlo, e cosi' gli scritto per sapere che ne pensa lui del petrolio in Abruzzo. Fabrizio di Stefano e' il consigliere regionale che ha proposto la legge del 4 Marzo, e' di Tollo ed ha dei possedimenti agricoli in una citta' che sara' fra le piu' interessate dalla raffineria di Ortona.

Dice anche che non muore dalla voglia di fare il persidente della regione. A me questo non piace, perche' uno deve dire che non lo vuole fare? E' invece un onore e uno dovrebbe dire: voglio fare il governatore perche' voglio bene all'Abruzzo e lo voglio migliorare, e lo faro' con questi punti precisi e poi elencarli. Se non si muore dalla voglia di farlo, allora bisogna lasciare il campo a qualcuno che invece lo desidera, no? Qui in America nessuno, da Obama alla Palin a Schwarzenegger direbbe mai: non muoio dalla voglia di fare il presidente/governatore perche' la gente non lo accetterebbe e lo riterrebbe un insulto alla collettivita'.

Comunque, ecco la nostra corrispondenza iniziata con il mio email del 13 agosto, e ri-inviato il
27 agosto. La risposta la metto su domani. Ditemi che ne pensate. Se volete scrivergli anche voi l'email e' postato sul sito ed e':

ufficiostampa.distefano@gmail.com

oppure

cantiereabruzzo@gmail.com

Se avete altri contatti politici, mandatemeli, oppure scrivete direttamente anche voi. Devono capire che facciamo sul serio e che le chiacchere non bastano.

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Caro Dott. Di Stefano,

ci siamo gia incontrati in varie occasioni in Abruzzo e abbiamo piu' volte affrontato la questione della raffineria di Ortona, il progetto dell'ENI di costruire una centrale di idrodesolforazione di petrolio nella contrada Feudo.

La scienza e' molto chiara sul fatto che questo progetto avra' delle conseguenze nefaste sulla qualita' dell'aria, del suolo e delle acque, e in ultima analisi, sulla qualita' delle nostre vite. Basta solo guardare la realta' di altri siti italiani interessati da simili insediamenti, da Sarroch a Viggiano, da Porto Marghera a Busalla, da Cremona a Priolo, scoppiano tumori e leucemie.

Come forse lei sapra', la questione petrolio interessa non solo Ortona,ma tutto l'Abruzzo, dove circa il 35% del territorio e' associato a permessi estrattivi di vario genere.

Dal suo blog leggo che lei molto probabilmente si candidera' a guidare la regione Abruzzo. Vorrei sapere cosa lei proporra' in sede regionale e nazionale per evitare che l'Abruzzo diventi una regione "nera". In particolare, ecco le questioni che mi stanno piu' a cuore e su cui vorrei conoscere la sua opinione e i suoi proponimenti:

1) Legge regionale che RIFIUTA in modo chiaro e pulito qualsiasi tipo di insediamento petrolifero in Abruzzo e nelle acque di amministrazione della regione. La Toscana ha gia' una legge simile, credo che possiamo farla anche noi.

2) Legge regionale che promuove, incentiva e dove e' possibile obbiga l'uso di energie alternative, quale fotovoltaico ed eolico, oltre che favorire e promuovere il reciclaggio. Vorrei che puntassimo ad essere la regione italiana piu' avanzata sotto questo profilo. Per ora l'esempio da seguire e' il Trentino Alto Adige, dove l'installazione del fotovoltaico ha preso maggior spinta che altrove.

Ho letto il suo blog ed apprezzo il suo voler creare un contatto con la gente. E' questo che, secondo me - assieme alla mancanza di lungimiranza e amore per il popolo- troppo spesso manca alla politica italiana.

In attesa di una sua gradita risposta che sara' pubblicata insieme a questa mail sul mio blog ( www.dorsogna.blogspot.com ),le porgo i piu' cordiali saluti,

PS: La prego di non dire sul suo blog "non impazzisco dalla voglia di fare il presidente della regione". Sminuisce il ruolo, che invece dovrebbe essere di onore, di prestigio e di amore per la gente.

MRD

Friday, September 5, 2008

L'Eni non capisce un tubo


La ditta che teoricamente dovra' costruire i tubi della raffineria di Ortona si chiama Butting. E' una ditta tedesca. Ecco cosa dicono sul loro sito web:

The BuBi® pipes have already been dispatched. The final deadline for the project is week 28. There, the pipes are used on-shore with conventional earth moving technology.

I nostri tubi Bubi sono gia stati inviati. La scadenza finale e' la 28esima settimana dell'anno
(= ad occhio e croce fine luglio). I tubi saranno usati con normale tecnologia di scavamento del terreno.

Our end customer is the ENI company, which is one of the largest integrated energy companies in the world. ENI’s largest current project lies in the central southern Apennines, near Ortona in Italy, a petroleum processing plant in an on-shore oilfield. The plant is part of a major oilfield development project, comprising a desulphurisation plant, borehole equipment and a NUCLEAR POWER STATION. The start of production for the entire site is planned for the end of 2008. At peak periods, which will be reached from around the beginning of 2009, almost 7,000 barrels of crude oil a day and around 190,000 cubic metres of natural gas will be processed.


Il nostro cliente finale e' l'ENI, una delle piu' grandi ditte petrolifere integrate del mondo. IL MAGGIOR PROGETTO DELL'ENI in questo momento e' nella zona centro meridionale degli Appennini, vicino Ortona, in Italia dove sorgera' un impianto di trattamento petrolifero in un giacimento on-shore. L'impianto e' parte di un GRANDE progetto di sviluppo petrolifero di cui faranno parte un impianto di desolforizzazione, tecnologia per trivellare e una STAZIONE ENERGETICA NUCELARE.
L'inizio della produzione e' fissata per la fine del 2008. Durante i periodi di maggior produzione, a cui si giungera' all'inizio del 2009, circa 7,000 barili di petrolio e 190,000 metri cubi di gas verranno processati.

Questa della stazione energetica nucleare mi mancava. Non so cosa pensare! I signori responsabili di questo comunicato sono una tale Brigitte ed un tale Lutz a cui ho prontamente scritto di non scrivere sciocchezze - non e' colpa loro, naturalmente, ma e' giiusto che non scrivino fandonie.

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Dear Ms. Blechinger, Dear Mr. Nieberg,

I am writing to you to inform you that what is stated on your website regarding the Miglianico oil development in Italy, is actually wrong.

Indeed, on March 4 2008, the region of Abruzzo passed a law forbidding the development of the oil processing plant at least until December 2008. It is expected that a new regional law halting ENI's petroleum project will be soon after implemented because of the huge environmental concerns about drilling within what is designated to be a National Park in Italy.

At this time ENI does even own the land on which it plans to lay out your pipes and products, because many of the landowners have refused to sell their land to the energy giant. Certainly there will be no start of production at the end of 2008, and neither will there be any peak period at the beginning of 2009.

Please revise your website and do not advertise false information to your customers and shareholders.

Sincerely,

MRD

Thursday, September 4, 2008

L'ENI a Mantova


A Mantova c'e' un po di tutto: uno stabilimento dell'ENI dove si producono derivati petroliferi, sotto il logo di Polimeri Europa, ma che appartiene al 100% all'ENI, ed una raffineria di petrolio, la IES (Italiana Energia e Servizi) che appartiene a un signore di Genova, Mario Contini. Il petrolchimico ospita pure un inceneritore in cui vengono trattati rifiuti tossico-nocivi e medicinali. Nella zona ci sono pure altri stabilimenti ENIchem e metallurgici. Di tutto insomma.

Sul sito web della nostra beneamata ENI si dice, a proposito dello stabilimento Polimeri Europa di Mantova:

"Polimeri Europa operates with the strongest commitment and "responsible care" in order to assure that all the activities are carried out in the full respect of the envirovment and of the health of the community and the employees."

Tutto questo bla bla per dire che sono bravi e che lavorano nel pieno rispetto dell'ambiente e della salute del popolo e dei loro lavoratori. Bene. Ecco invece come stanno i fatti secondo altre fonti, diciamo piu' indipendenti.

A Mantova c'e' un'area di circa 20 chilometri quadrati altamente inquinata e in attesa di bonifica. La zona e' talmente tossica che il Ministero dell'Ambiente ha negato qualsiasi altro tipo di insediamento industriale se non si fa prima un opera di ripristino ambientale.
La gente quando passa in macchina in quella zona chiude forte i finestrini perche' la puzza e' insopportabile. Lo stabilimento Polimeri Europa, con le sue forti emissioni di benzene e stirene,
sostanze cancerogene, non certo un innocua spettatrice in questo scenario.

A Mantova aumentano i casi di sarcoma, un tipo di tumore che e' collegato, guarda caso, alle emissioni di diossina, un noto inquinante, dagli stabilimenti industriali. Uno studio fatto nel 2001 riporto' che a Mantova il numero e gli ammalati di cancro, sarcomi e leucemie in primis, erano piu' alti del 50% rispetto al resto della Lombardia. Il presidente dell'Agenzia Nazionale di protezione ambientale, Paolo Rabitti, fece uno studio certosino sui tumori nella sua zona e poi denuncio' la ASL di Mantova di avere manipolato i dati sull'inquinamento. Una delle zone piu' inquinate e' il fiume Mincio, che gia' dagli anni '70, si sa', e saturo di mercurio e di idrocarburi,

L'ENI non dice nulla di tutto cio' nel suo sito web. Solo che "operano nel pieno rispetto dell'ambiente". Alla faccia del rispetto. Qualche politico locale gli da pure una mano. Un certo Nanni Rossi che siede alla provincia, da' il suo illuminato parere: si accusa troppo l'industria petrolchimica, il lago Superiore e' piu inquinato che Mantova, la diossina e' una "concausa", gli interventi sanitari e preventivi sono dalla "discutible utilita'". Chissa' chi si dovrebbe accusare. Invece di affrontare questa "concausa" si preferisce vivere da struzzi.

Se si indaga pero' un po meglio, si vede che la stessa ENI, zitta zitta, ammette i propri danni all'ambiente: dicomo che il rischio di incidente e' rilevante e che i propri cicli produttivi e le proprie "fiaccole" portano a immissioni nell'atmosfera, a relfui liquidi e all'inquinamento del solttosuolo e delle acque sotterranee. Nel 2005 hanno scaricato circa 90 milioni di litri di acqua
nell'inquinato fiume Mincio. Ma l'ENI non e' sola ad usare il Mincio come loro personale pattumiera, anche la IES lo fa e nel 2007 anche loro vengono accusati di avere riversato sostanze tossiche nel fiume.

Una piccola estemporanea: oggi leggevo prima da noi e mi sono imbattuta nell'editoriale del direttore, Alessandro Biancardi, dal titolo "Quanti scandali nell'isola felice e l'Abruzzo continua a dormire". Io spero che almeno un po questa storia della raffineria di Ortona sia utile al benessere della nostra regione, alla dignita' di noi cittadini, e al non rassegnarsi alle ingiustizie, anche dopo che sara' finita. Spero che allora, un pochino, ci saremo svegliati.




Fonti: Peace Link, SNOP rivista

Wednesday, September 3, 2008

La costa dei trabocchi


Da qualche tempo si discute di cosa fare della costa dei trabocchi in relazione anche all'invasione petrolifera. Chi puo' dirsi contrario al progetto di creare un parco lungo la costa teatina? Credo nessuno che abbia un po di sale in testa e che riesca a guardare oltre il proprio portafoglio possa non volerlo.

Continuo a credere che il parco potrebbe essere stato un ottimo modo per evitare il petrolio nella contrada Feudo - nel VIA si diceva esplicitamente che se la zona fosse stata soggetta al vincolo parco sarebbe stato piu' difficile crare la raffineria - ma continuo ad essere convinta che la questione petrolio sia molto piu' grande del parco della costa teatina, a meno di trasformare tutto l'Abruzzo in un parco naturale. Di nuovo basta guardare Viggiano: hanno creato il mostro petrolifero affianco al Parco nazionale della Val D'Agri!

Della costa dei trabocchi abbiamo parlato su questo blog diverso tempo fa, e spinta dai vari commentatori, mi ripropongo comunque di dire la mia e di dare un spazio alla discussione.

Io credo che la costa dei trabocchi sia un elemento specialissimo della costa teatina, e che il regalo che le FFSS ci hanno lasciato, impedendo la cementificazione selvaggia negli ultimi 150 anni, vada protetto, abbellito, e sopattutto trasformato in una fonte di benessere, anche economico, per la gente e per il turismo SENZA distruggerlo.

La proposta che feci qualche mese fa, e' molto semplice: visto che i politici negli scorsi tre o quattro anni non ne sono stati capaci - chissa' forse dovevano proteggere gli interessi di amici o parenti - PERIMETRIAMOCELO da soli il parco. L'ho gia' scritto, io non ne ho le competenze, ma sono sicura che gente locale che ne abbia e che sia svincolata da interessi di parte debba pur esistere - a Pescara c'e' il dipartimento di Archiettura, possible che non ci possano essere degli studenti o professori che possano prendere le carte, proporre un perimetro PULITO, parlare con la gente e come popolo andare a pressare i politici per approvarla? Ormai siamo giunti a questo in Italia, i cittadini devono insegnare ai politici come si fanno le cose.

Altre considerazioni - piuttosto legate alle cose che ho visto, e che e' sicuramente una lista marginale:

1) Non conosco in super dettaglio il progetto ECOVIE, ma perche' ci vuole tutto questo tempo per portarlo a termine? Cosa si aspetta?

2) I depuratori devono funzionare. Non e' accettabile che il Feltrino e il Moro continuino ad essere inquinati e moribondi e che continuino a sversare robaccia nel mare. Le ditte, i contadini e gli individui che utilizzano i fiumi come loro personale fogna vanno multati e condannati, anche se sono ditte potenti. Pulire i fiumi oltre ad essere piu salutare per noi tutti, crea lavoro perche valorizza il territorio e si creano occasioni di sviluppo. Per non dire del rispetto per tutta la gente che e' MORTA lungo il Moro e che ha dato la vita per difendere quel fiume.

3) Pubblicizziamola la costa in modo PROFESSIONALE, negli aereoprti sove ci sono i voli per Pescara o fra le comunita' di ingelsi che tradizionalmente scelgono di comprare case in Abruzzo. Ma poi, una volta che li invitiamo, dobbiamo essere efficaci, e non possiamo permetterci cose fatta a vanvera. I bagni devono funzionare, essere puliti, e non alla meno peggio. E poi, perche' c'e' una tariffa per scendere giu' ai Ripari di Giobbe? Sapete che li hanno ancora i tetti in Eternit (= amianto = cancerogeno?). Volevo dirlo alla signora del bar, ma poi ... non posso prendermi sulle mie spalle tutti i malesseri d'Abruzzo.

Tuesday, September 2, 2008

Storie di vita petrolifera quotidiana


In questi giorni mi sono arrivate varie comunicazioni di episodi di vita quotidiana in citta' petrolizzate. Ogni giorno pare che succeda qualcosa che non arriva alle cronache nazionali, puzze, schiume in mare, ceneri nell'atmosfera, ma che per chi vive a Falconara e' la normalita'. A Falconara il 31 Luglio:

"I bagnanti della spiaggia di Villanova hanno avvertito un inconfondibile olezzo di idrocarburi/ gasolio trasportato dalla brezza che spirava da mare a terra. Inoltre sull’acqua del mare è stata rilevata la presenza di una sostanza schiumosa in galleggiamento fin sulla riva.
Persistendo l’olezzo anche nel primo pomeriggio - tra l’altro avvertito anche dalle abitazioni del quartiere affacciate verso mare - il Comitato ha inviato due sms di segnalazione della problematica indirizzati al telefono mobile della Responsabile del Servizio Acque dell’ARPAM e al telefono mobile della reperibilità ARPAM i quali sono intervenuti.
Precisiamo che era attraccata al pontile API una piccola petroliera di nome Ronco, ci sembra la stessa presente in occasione della medesima problematica verificatasi in data 29/6/2008."

Il 29 Agosto 2008:

"Sospinti dal vento, presumibilmente provenienti dal comprensorio API, grumi di schiumogeno di varie dimensioni - dal diametro di un millimetro fino ad alcuni centimetri di colore grigiastro, hanno svolazzato "leggiadri" tra le vie, dentro le abitazioni e si sono "giocosamente" posati sulla pelle di adulti e bambini!

Memori delle terribili esalazioni di idrocarburi del serbatoio TK 62 dell'API del Giugno 1999 e della relativa "pioggia" di schiumogeno sul quartiere per contenerle, i residenti ed il Comitato hanno comunicato l'evento all'Ufficio Ambiente del Comune di Falconara. Inoltre una nota di protesta e di richiesta urgente di informazioni stata inviata a Prefettura, Regione e Provincia:
Lo schiumogeno piovuto sui cittadini ed il quartiere conteneva idrocarburi? Lo schiumogeno e le sostanze inglobate possono essere nocive al contatto con la pelle? E se inavvertitamente ingerite?"

Intanto leggo dei sindaci della costa teatina che si sono riuniti per firmare un documento di contrarieta' alla petrolizzazione della costa. Il mio modesto parere e' che questo incontro e' in larga parte frutto, come la legge del 4 Marzo, del movimento di cittadini, della gente che continua ad indignarsi. Per cui grazie ai sindaci, ma ancora di piu' grazie alla gente che nel suo piccolo non si stanca: siamo stati NOI popolo a segnare questa vittoria.

Fra gli ospiti assenti all'incontro dei sindaci, Nicola Fratino che e' allo stesso tempo sindaco di Ortona e titolare della ditta di spedizioni portuali ortonese Fratino.com. Se si dovesse costruire la raffineria di Ortona la sua ditta' molto presumibilmente fara' un sacco di soldi con il passaggio delle petroliere.
Circa un anno fa il distinto sindaco ha minacciato una mamma di Ortona, colpevole di essere attiva nel movimento anti-petrolfiero, con le eleganti parole: "vi sparo in bocca a tutti quanti".

Con molto coraggio Nicola Fratino ha mandato il suo fedele vice, Remo di Martino, a mettere la firma. Come poteva non farlo, visto che tutti i sindaci a nord e a sud di Ortona l'hanno fatto? Remo Di Martino e' stato un accanito sostenitore della raffineria di Ortona, ma proprio accanito, e negli ultimi mesi ha sfidato me a duello e ha minacciato di venire a Los Angeles a denunciare la mia presunta anti-democraticita' (!!).

Ora quatto quatto mette la firma. Che coraggio delle proprie convinzioni. Che uomo dignitoso, Che esempio per i giovani. Proprio cio' di cui ha bisogno l'Abruzzo.