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Tuesday, September 17, 2019

Sannazzaro de' Burgondi: esplosione alla raffineria ENI

In alto: immagini dello scoppio di Sannazzaro del Dicembre 2016.
In basso: immagini dello scoppio di Sannazzaro del Settembre 2019.




Sono in Italia.

Lavoricchio dopo pranzo e tutto concitato mi chiama mio padre dall'altra stanza.

C'e' una esplosione dell'ENI a Sannazzaro de' Burgondi.

Le immagini del telegiornale, il TG3 delle 2:30pm non lascia spazio a equivoci.

Una enorme lama verticale gialla, rossa, grigia e nera invade il nostro televisore.

Arrivo in ritardo per il servizio completo ma sento solo le parole rassicurante della signorina del telegiornale.

Nessun problema per la qualita' dell'aria.

Seeeehhhhh.

Ma come possono pensare che tutta quella robaccia in atmosfera che esce fuori dal nostro schermo non abbia conseguenza alcuna per chi invece la vede entrare nei propri polmoni?

Ma ci credono davvero quelli dell'ENI o del TG3 o del PD o del M5S o della giunta comunale che davvero la qualita' dell'aria resta immutata dopo uno scoppio del genere?

Se lo credono sono scemi.

Intanto vado su internet ad indagare. Pare che il tutto sia iniziato alle 6:30 di questa mattina, 17 Settembre 2019. Non ci sono stati feriti, per fortuna ma il boato si e' sentito nel raggio di circa 15 km. 

Il tutto-sotto-controllo e' arrivato sia dell'ENI che dal sindaco Roberto Zucca che da Raffaele Cattaneo, assessore regionale all'Ambiente.

Loro stessi hanno parlato di "una densa colonna di fumo nero", pero' ci tengono a precisare che tutto e' stato "subito domato", e che in soli dieci minuti e' tutto rientrato nei parametri normali. Pure l'ARPA locale di Pavia/Lodi rassicura che non ci sono state alterazioni significative della qualita' dell'aria. Addirittura non saranno necessari ulteriori accertamenti.

Dal canto suo l'ENI precisa che non si tratta di un incendio, ma solo di una fiammata.

Chissa' che differenza c'e'.

Precisa ulteriormente Raffaele Cattaneo che non c'e' stata fiamma, quindi neanche un incendio. L'unico vero danno e' stata la rottura di un vetro.

La stampa locale invece parla di aria irrespirabile. 

E intanto la raffineria e' tornata al suo lavoro di sempre.

Tuttapposto, presto, veloce e all'unisono. 

Prima osservazione. In Italia ci vogliono sempre giorni e settimane e mesi per venire a capo di qualsiasi cosa, e qui in meno di mezzagiornata hanno stabilito che e' tuttapposto. Come in Giappone insomma, efficenza perfetta! Chissa' perche' questa efficenza esiste solo quando c'e' da rassicurare tutti su guai ambientali dell'ENI!

E' infatti cosi ogni volta da 12 anni che faccio questo lavoro - che sia Pavia o Potenza non e' mai niente di grave.  Mai.

Seconda osservazione. Bene, se e' tutto cosi innocuo, perche' non facciamo una raffineria a cielo aperto, con le stesse fiamme funzionanti 24 ore su 24? E meglio ancora perche' non mandarci a vivere quelli dell'ENI assieme con il sindaco Roberto Zucca e con l'assessore Raffaele Cattaneo? E con tutti i loro discendenti, figli e mogli. Tanto e' tutto sotto controllo.

Ovviamente non e' la prima volta che succede.

Un altro incidente il 5 Febbraio del 2017 e poi ancora precedentemente il 1 Dicembre 2016 un'altra esplosione, con ordine alla popolazione di tenere chiuse le finestre a causa dell'alta colonna di fumo provocata dalle fiamme. Pure qui l'ENI disse che tuttapposto e non c'era inquinamento.

E certo.

I fumi neri sono un elisir di lunga vita!

Il Corriere invece ricorda che "il rogo" ha interessato un impianto di gassificazione, in una zona vecchiotta dell'impianto per il quale era programmato un fermo per manutenzione.

Morale della favola: questi impianti non sono fatti per durare in eterno, ci sono sempre problemi piu o meno grandi per la natura stessa delle operazioni che si portano avanti qui. L'ENI e i politici non diranno mai "abbiamo un problema Houston", invece diranno sempre che e' tuttapposto.

Sta a noi non crederci, fare tutto il possibile affinche di questi schifi ambientali non ne venga fatto neanche uno in piu' ed esigere che le nostre case e le nostre automobili vengano alimentate da energia green, dove non ci sono ne scoppi ne colonne di fumo ne tuttapposti bugiardi dell'ENI.

Al massimo c'e' il sole che splende. 

Monday, September 16, 2019

Il Calderone d'Abruzzo - il ghiacciaio piu' meridionale d'Europa non esiste piu'










Come era il Calderone nel 1915

 
Le croci rosse, in alto a sinistra mostrano dove arrivava la neve fra le due guerre mondiali.

Si trova, o si trovava in Abruzzo e si chiama Calderone.
A circa 2650-2850 metri di altezza, sull'Appenino.

E' o era il piu meridionale dei ghiacciai d' Europa.

Fino ad un secolo fa c'erano 70 metri di ghiaccio fresco nel suo punto piu' nevoso durante l'estate. Adesso e' rimasto nevischio.

Da anni mostrava segni di instabilita': gia' nel 2001, 2007 e 2012 ci sono stati scioglimenti di neve drammatici. E poi nel 2017 le sue nevi superficiali si erano gia' sciolte completamente "fuori stagione" a causa della siccita' e del caldo. Questo non era mai successo prima.

La storia si ripete adesso nel 2019 : di nuovo tutta la neve superficiale si e' sciolta anche quest'anno, lasciando solo ghiaccio residuo, esposto al sole.
  
A causa di tutti questi scioglimenti non piu' eventi eccezionali ma continui, il ghiacciaio non e' tecnicamente piu' tale ma e' un glacionevato.

Come funziona?  Il mecanismo e' cosi: le nevi sui ghiacciai sono composte da nevi stagionali, grazie alle nevi dell'inverno precedente, e poi da uno strato di ghiaccio sottostante, permanente. Nelle annate passate, appunto nel 2001, 2007 e 2012 le nevi superficiali, quelle stagionali dell'inverno precendente, sono parzialmente scomparse verso la fine dell'estate esponendo lo strato permanente che adesso e' di 15--25 metri. 

Pian piano anche lo strato permanente inizia a ridursi e lo strato superficiale si riduce.  E cosi nel gennaio 2014 il catasto italiano lo riduce a “glacionevato”, non piu'  “ghiacciaio”,  e anzi nel 2000 si e' pure spaccato in due. Un “glacionevato”,  e' meno di un ghiacciaio piu' piccolo di un ghiacciaio e di limitato spessore.

E cosi, a causa di questi scioglimenti parziali e non, il ghiacciaio del Calderone e' ora una cosa diversa. Cento anni fa c'erano 70 metri di ghiaccio, ora non resta niente.

Qui il video su Rai News

Sunday, September 8, 2019

L'uragano Dorian e il petrolio di Norvegia nel mare delle Bahamas





Dorian e' stato un uragano di categoria 5 ed ha speso tutto il tempo necessario per distruggere molto dell'isola di Grand Bahama.

Fra la distruzione che si e' portato dietro, l'uragano ha scoperchiato sei cisterne giganti di petrolio, portando a enormi perdite in terra e in mare. Come se di guai non ne avessero abbastanza.

La ditta che gestisce le cisterne e'... norvegese (mmh, ma non erano campioni di sostenibilita'?) ed e' la nostra amica Equinor, ex Statoil.

Negano che il petrolio sia arrivato in mare - ovviamente e da buoni petrolieri, norvegesi o barbari che siano. Dicono che si, ci sono state perdite attorno alla localita' South Riding Point ma che il petrolio e' rimasto contenuto.

In realta' le foto non coincidono al 100% con quello che dice Hasting Stewart, capo delle relazioni esterne per la Equinor. Terra e mare attorno al loro impianto apparivano sature di petrolio.

Le perdite coprono almeno 2 ettari sulla terra e ci sono scie nere attorno alle isole di Great Abaco e Nassau, oltre che sull'isola principale di Grand Bahama, dove sorgono le cisternein questione.

E le foto lo mostrano.


Monday, September 2, 2019

L'Irlanda piantera' 440 milioni di alberi contro i cambiamenti climatici - M5S e PD ci sentite?




Il tutto per venti anni, fino ad arrivare ad un massimo di 440 milioni di piante. Saranno coinvolti 8,000 ettari di terreno, ora campi agricoli che torneranno ad essere forestati.  Il target e' del 70% di piante conifere (pini e cipressi) e il 30 percento di piante a foglie ampie.

Essenzialmente aumenteranno le loro foreste e cura del suolo in modo che entro il 2030 buona parte della ricattura di anidride carbonide possa arrivare dagli alberi.

La comunita' agricola non e' felicissima di questa scelta,  ed il governo ne e' consapevole per cui nei prossimi anni ci saranno anche vari incontri con gli agricoltori per inconraggiarli a partecipare nell'iniziativa.

Altri obiettivi d'Irlanda: aumenti massicci di automobili elettriche con incentivi per arrivare fino a 100,000 autovetture l'anno con l'obiettivo di un milione entro il 2030 e lavori su almeno 50,000 case l'anno con lavori di retro-fit per efficenza energetica. 

Veniamo al teatrino PD-Lega-M5S, che e' proprio un teatrino che fa un po vergognare.

A me non importa davvero chi ci seduto su quelle poltrone rosse. Vorrei solo che lorsignori prendessero esempio e che facessero lo stesso in Italia. Quanti campi semiabbandonati ci sono in attesa di essere riforestati? Quante citta' invece di curare il verde lo abbattono ciecamente e stupidamente senza che nessuno faccia niente? E che dire di Jovanotti (che pieta') che per fare i suoi concerti della vanita' fa sradicare alberi a destra e a manca? 

Alberi, alberi, alberi e' la risposta facile e ottimale per tanti dei guai del nostro tempo.