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Tuesday, November 2, 2010

E Bomba?




Oggi, sono sicura un sacco di chiacchere pompose da parte di Gianni Chiodi e del suo governo trainato dalla gente.

Dimentica tante cose quest'uomo:

1) arriva tutto con ritardo immane

2) se non cera la gente a corrergli dietro lui neanche sapeva cos'e' il petrolio, come non sa cosa sia il fracking, il petcoke, e le navi fpso.

3) il petrolio no e gli inceneritori si? il petrolio no e il nucleare si? il petrolio no e le biomasse si? il petrolio no e la centrale snam a sulmona si? e che differenza c'e'?

4) Per le trivelle a Bomba la decisione finale SPETTA AL GOVERNO REGIONALE. Voglio vederlo qui il coraggio vero se c'e' l'ha quest'uomo.

Un governatore inutile, spinto dal vento, che fa le cose solo sotto pressione e a chi spinge piu forte, senza la spina dorsale di guidare nessuno, nemmeno se stesso.

Fa piangere.

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Dopo l'annuncio della bocciatura del pozzo Ombrina Mare da parte degli uffici ministeriali, la cittadinanza della Valle del Sangro attende impaziente una simile decisione da parte della commissione VIA regionale per i pozzi di idrocarburi previsti per Bomba.


La societa' statunitense Forest Oil Corporation ha infatti presentato un progetto per sfruttare un giacimento di idrocarburi nella zona di Bomba in prossimitita' di due zone SIC (Siti di Interesse Comunitario) ai piedi di una fragile diga, in un territorio geologicamente instabile e sismico, nelle strette vicinanze del centro abitato di Bomba e con forti emissioni di sostanze inquinanti, dannose per la salute umana.

Come per Ombrina Mare molti sono stati i portatori di interesse a manifestare la propria contrarieta' al progetto della Forest Oil: singoli cittadini, associazioni e comitati di cittadini, scienziati, medici, associazioni di categoria, commercianti ed operatori turistici, la Comunita' Montana, e molti comuni della zona, fra cui Atessa, Bomba, Colledimezzo, Montebello Sul Sangro, Monteferrante, Montelapiano, Montenerodomo, Pennadomo, Perano, Pietraferrazzana, Roccascalegna, Tornareccio, Torricella Peligna.

Le osservazioni allo Studio di Impatto Ambientale della Forest Oil sono state inoltrate agli uffici regionali nei tempi utili e secondo quanto previsto dal trattato di Aarhus che obbliga chi prende le decisioni sul territorio a tener conto in maniera vincolante del parere dei residenti.

Da una attenta lettura delle motivazioni del rigetto di Ombrina, siamo giunti alla conclusione che tutte le ragioni del diniego per Ombrina possano essere applicate anche al caso Bomba-Forest Oil.

A nostro parere, sarebbe del tutto inutile preservare Rocca San Giovanni se poi si scavano pozzi e si costruiscono raffinerie a Bomba o qualsiasi altra localita' dell'entroterra abruzzese.

Ci ausipichiamo che le recenti vicende petrolfiere in Abruzzo, la recente puntata di Report sui pericoli delle piattaforme in mare e l'esempio della Basilicata martoriata convincano la classe politica abruzzese ad impegnarsi sul serio ed onestamente
per promuovere uno sviluppo fondato sulla tutela dell'ambiente e del territorio, sulla green economy, sulla promozione turistica e la valorizzazione delle risorse naturali e tradizionali.

L'Abruzzo non ha bisogno di sfruttare le sue scarse e scadenti risorse minerarie - come vorrebbe farci credere la propaganda affaristica di Confindustria - ma di una direzione chiara per un futuro migliore, libero dalle trivelle.

2 comments:

Leo d'Alessandro said...

Nel suo articolo di ieri sul Corriere della sera, Susanna Tamaro scrive che gli italiani buttano nella monnezza 17 milioni di tonnellate di cibo, l'equivalente di quello che consumano. L'industria alimentare ne butta via 2 milioni e le famiglie sprecano 515 euro di cibo pro capite. 75 mila tonnellate è cibo non scaduto, del quale solo il 4,4% viene donato in beneficenza.

davide said...

che rabbia.
c'è da sbiellare:
questi dementi vogliono la botte piena e la moglie ubriaca,
pensando che siamo tutti degli stupidi?