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Wednesday, May 1, 2019

Il governatore di New York vieta le trivelle in Atlantico assieme a Billy Joel







Il governatore di New York, Andrew Cuomo, figlio del compianto Mario, ha firmato una nuova legge statale che vieta le trivelle nei mari dello stato di New York.

Tutto questo e' in diretta risposta ai piani trivellanti del presidente arancione, Donald Trump, che nel gennaio 2018 ha annunciato che avrebbe aperto il mare  ai petrolieri. Siccome e' uno che le spara grosse, disse al tempo che voleva lottizzare il 90% dell'offshore americano con  47 concessioni in Atlantico, dal 2019 al 2024, incluso nello stato di New York.
 
Il governatore Andrew Cuomo ha annunciato questo nuovo provvedimento dal mare di Jones Beach nella citta' di Wantagh assieme al cantante Billy Joel, del New Jersey che tanto si e' impegnato perche' venisse fatto qualcosa di proattivo. 

Secondo varie stime economico, il costo delle trivelle sarebbe la perdita di circa 320mila posti di lavoro nel turismo e nella pesca. E questo senza nemmeno parlare di perdite di petrolio o di incidenti piu' o meno gravi.

Un altro passo in avanti: proteggere prima e' meglio che piangere dopo. 

Wednesday, January 9, 2019

Il MISE blocca 36 concessioni comprese l'airgun nello Ionio-Salento



Il tempo e' sempre tiranno, ma la notizia e' buona.


Il governo ha varato  un Emendamento al decreto Semplificazione che porta ad una moratoria di tre anni sulle 36 concessioni ancora in giacenza, comprese quelle nello Ionio - quelle della crociera sismica.

E' una notizia eccellente. Grazie.

Poche parole per dire cio:

le proteste, lo scandalo, l'arrabbiarsi, il pensare indipendente e' importante. Occorre essere sempre vigili e non fare sconti a nessuno, anche se li abbiamo votati. Ecco qui, dopo tante polemiche arriva il cambio di direzione. Ed e' merito del fatto che collettivamente ci siamo arrabbiati.

Al M5S, grazie per avere ascoltato.

Appena ho piu tempo indago di piu'.


Saturday, July 14, 2018

L'Irlanda diveste da tutte le fonti fossili - e' la prima nazione del mondo a farlo






Eccoci qui.

L'Italia detiene ancora il 30% delle azioni dell'ENI ed e' ancora inguaiata con il petrolio. Noi non lo sappiamo, ma sono sicura che quel 30% condiziona molte delle nostre scelte a livello di nazione, delle nostre politiche, del coraggio (o mancanza di coraggio) dei nostri politici.

Questa melassa politica-petrolio era evidente sotto il governo Renzi, e di tutti i governi prima di lui, con i ministri di ogni colore che hanno per lo piu' approvato tutte le trivelle possibili, a meno che non ci siano state eroiche resistenze e scandali popolari fra la gente.

Per il governo attuale e' ancora presto da dire, ma il fatto che il Ministro Sergio Costa non abbia, che mi risulta, detto ancora una parola sulle trivelle, mi preoccupa non poco e mostra che davvero si fa bene a temere che l'ENI strangola la nostra democrazia. 

Invece dalla piccola Irlanda una grande bella notizia.

Una legge che fa si che piu di 300 milioni di euro in azioni di 150 ditte di petrolio, gas e carbone saranno vendute il piu' presto possibile.

La legge definisce una ditta "fossile" se il 20% dell suo introito arriva dall'esplorazione, sfruttaemento o raffinamento di fonti fossili; se una di queste ditte inverte il suo focus e cade sotto questo limite del 20% gli investimenti possono continuare.

L'Iralanda cosi' diventa la prima nazione del mondo a divestire dalle fonti fossili secondo una legge passata con il supporto di tutti i partiti.

Tutti i partiti.

Tutti i partiti.

La nazione nel suo complesso ha circa 8 miliardi di euro in fondi di investimento nazionale, e la legge da 5 anni di tempo per completare la vendita.

La Norvegia ha fatto lo stesso, divestendo il suo fondo pensionistico dalle fonti fossili, ma solo con il carbone. Non sanno ancora cosa fare con le azioni che detengono di petrolio e del gas. E come potrebbe essere altrimenti, visto che lo stesso fondo di investimenti pensionistici e' figlio del petrolio!

E cosi quello che sembrava un micro movimento ha preso piede e sono tanti i piccoli e grandi enti che hanno aderito, chiese, scuole, cittadine. E ora il governo d'Irlanda.

E anzi, Thomas Pringle il parlamentare irlandese che ha introdotto la legge dice che il movimento di divestimento mostra al mondo intere che occorre agire e pensare il grande per fermare la catastroficita' dei cambiamenti climatici. Dice che occorre guardare al dila' dei ritorni economici a breve tempo del mercato.

Dovremmo tutti seguire l'esempio dell'Irlanda, e fare molto di piu' per questo martoriato pianeta.

Io sarei contenta gia' se Costa annunciasse che l'Italia non rilascera' piu' nessun tipo di licenza petrolifera sul suolo, sottosuolo o nei mari d'Italia.

Non e' difficile, basta solo volerlo.

Sunday, January 29, 2017

Massachusetts: 100% elettricita' rinnovabile entro il 2030 e trasporto petrolio-free entro il 2050








E chi le ferma piu’ le rinnovabili?

Alla fine, non sara’ la politica di Trump o di Obama, quanto il mercato, l’economia di scala e l’opinione pubblica, a portarci ad un mondo petrolio-free.

E infatti, ogni giorno leggiamo di passi in avanti: dopo l’Irlanda, dopo le Hawaii, dopo Las Vegas, dopo la California,  dopo l'Olanda, ecco qui il Massachusetts dove e’ stata proposta una legge per arrivare al 100% di energia elettrica rinnovabile fra 18 anni, nel 2035 e per transizionare al riscaldamento nelle case e al trasporto petrolio-free entro il 2050.

Si danno quindi circa 30 anni per eliminare del tutto il petrolio dalle loro vite e dalle loro citta’.
La legge e' sponsorizzata dai tre senatori dello stato Sean Garballey, Marjorie Decker e Jamie Eldridge.

Come sempre, questi sono progetti e programmazione, per non lasciare nulla al caso, e rappresentano un modo molto anglosassone di fare le cose: con obiettivi precisi e a scalare, da raggiungere per poi passare a quelli successivi. Faccio A e poi B e poi C, in maniera programmata. Molto spesso gli obiettivi vengono raggiunti prima del previsto, ma avere dei paletti aiutano a fare le cose con ordine.

Gia’ adesso lo stato di Boston ha codificato il suo Global Warming Solutions Act secondo il quale si danno incenivi al sole e al vento e si pianifica di ridurre dell’80% le emissioni di CO2 rispetto al 1990 entro il 2050.

D'altro canto, il Massachusetts ha gia' programmato l'installazione di un campo eolico a mare di 1.6 GW di energia e programma un ambizioso piano di stoccaggio energia. 

E' un caso che tutto questo accada oggi? Pochi giorni dopo l'inaugurzione di Trump? Proprio per niente: e infatti Garballey dice che questo passo e' anche un segnale al resto del paese che qui, sui cambiamenti climatici, facciamo sul serio.

Ormai sappiamo tutti che Trump ha promesso il ritorno al fossile – oleodotti, trivelle e fracking. Ma gli stati, i comuni, sanno tutti che dovranno fare i conti con i cambiamenti climatici nelle loro citta’, e sanno che non si torna indietro. Abbandonare il fossile e’ fondamentale se vogliamo un mondo migliore.

E con le rinnovabili non ci si puo’ perdere: l’aria e’ piu pulita, si crea lavoro, si crea ricchezza diffusa, c’e’ meno importazione di petrolio da altri stati o da altre nazioni e perdite e riversamenti non fanno parte del vocabolario dell’energia rinnovabile.

E' un ragionamento semplice semplice. Un giorno, spero non lontano, anche Trump lo capira’.

Tuesday, January 17, 2017

California: dopo San Francisco, proposta di legge per l'obbigo di tetti solarizzati in tutto lo stato








La legge gia' esiste a San Francisco, e lunedi' 9 gennaio 2017 il senatore dello stato dorato, Scott Wiener, ha prpoposto una legge per imporre l'obbligo di solarizzare i tetti di nuovi edifici costruiti in tutto lo stato. 

Gia' adesso la legge di California impone a tutti gli edifici residenziali e commerciali di altezza minore di 10 piani di essere "solar ready" cioe' di avere spazi liberi da ostruzioni per almeno il 15% dela superficie totale, di modo che sia facile installere pannelli. 

La legge di Mr. Wiener vorrebbe andare oltre ed imporre di installare pannelli in questi spazi "solar ready".  Il limite dei 10 piani e' perche' per edifici piu' alti e' piu' pericoloso e difficile installare pannelli solari in cima.

Ma chi e' questo Wiener? Non a caso, Scott Wiener e' stato membro dell'amministrazione della citta' di San Francisco che ha varato una legge simile e che e' entrata in vigore proprio il 1 Gennaio 2017. 

Dice che come la magioer parte delle persone, sente l'urgenza del momento: 

People are frustrated with the slow pace of moving toward renewable energy, and people have a sense of urgency that we don’t have time to waste We need to move away from a carbon-based economy.”


In questo momento in California generiamo 15 GW di solare che danno energia a piu di 3.7 milioni di case. Circa 75mila persone lavorano con oil and gas - manifatturiero, installatori, riparatori.

Queste iniziative locali e statali diventeranno sempre piu importanti dopo il 20 Gennaio, giorno in cui l'ammistrazione Trump si insidiera'. 

Perche'? Perche' il compito di spingere per le rinnovabili diventera' sempre piu' una responsabilita' dei sindaci, degli stati piu progressisti, visto che il govenro centrale pare che di rinnovabili non ne voglia sentire e che vede solo trivelle.   Qui in California invece l'obiettivo e' di arrivare al 50% di energia da sole e vento entro il 2030 e per uno stato di 37 milioni di persone.  

Le citta' he hanno gia' l'obbligo di solare in California sono qui elencate. Speriamo che la lista cresca sempre di piu'.


Thursday, November 6, 2014

La legge sul petrolio









Era una sera di Luglio di un anno fa, ero appena arrivata in albergo a Roma dalla Sardegna.

Ero stanca, ma sorpresa di quanto bella fosse la Roma di chi puo' permettersi di viverla da dentro, fra palazzi di altre epoche, rovine degli antichi romani, strade chiuse al traffico, chiese misteriose ed eleganti negozietti.

Pensai che i nostri politici non sono mica scemi e che si sono sistemati bene. Grazie che non riescono a capire i problemi degli altri, uno che vive per trenta anni cosi, al riparo da ogni bruttura dei nostri tempi, come puo' capire cosa succede fuori il raccordo anulare?

E poi mi misi all'opera. Non c'era molto tempo perche' l'indomani c'era l'incontro con gli altri che il M5S, con la coordinazione di Vito Petrocelli, aveva cercato di riunire per fare questa benedetta proposta di legge sul petrolio. L'idea e' che visto che non possiamo vietare il petrolio in tutta Italia, almeno decidiamo delle regole ferree. 

In realta' avevo pensato per tutto il viaggio a cosa scrivere, e mi ero presa appunti di tutto quello che mi aveva dato fastidio sul modo di fare in Italia con le varie commissioni VIA,  i permessi, la monnezza che non si sa dove va a finire, gli annunci segreti, le multe che non sono multe, e cosi' mi ero fatta una lista di cosa avrei cambiato se potessi decidere io.

Per esempio mi e' sempre seccato che i petrolieri potessero avere la possibilita' di fare controdeduzioni, in una sorta di rimpallo ingiusto: loro hanno soldi e tempo, e noi cittadini abbiamo altri lavori.

Tu fai una proposta per trivellare? Bene, io posso rispondere e finisce li. Una chance a testa. Non devono esserci controdeduzioni perche' se no non finisce mai. E sopratutto non devono essere loro ad avere l'ultima parola.

A one shot game.

Altre cose per me importanti era di capire come facevano in altri paesi, e quindi mi sono messa un po a cercare come funzionava li - ad esempio e' venuto fuori che in Australia le distanze minime dei pozzi sono di circa 2km dalle case. Ho anche cercato di includere cose che ho visto funzionavano bene in California, con Prop. 65 e tutte le informazioni in rete.

Il risultato sono quelle paginette che sono in alto. Chiaro, semplici, puntuali, senza troppi giochi di parole. Ci sono pure degli errori di battitura, ma e' tutto parte della storia.

Poi ci siamo incontrati.  Un sacco di parole, qualcuno si e' preso degli impegni, ci sono state varie discussioni, anche colorite. Dopo due giorni, ciascuno e' tornato al proprio tran tran quotidiano.

Passa piu di un anno, con tanti piccoli e grandi retroscena su cui sorvolo perche' alla fine ciascuno sa chi e' che e cosa vuole. E alla fine perche' quello di cui sei fatto viene fuori e non puoi ingannare tutti, sempre. Fatto sta che in silenzio ho continuato a lavorare su questa cosa, e ogni volta che mi e' stato chiesto qualcosa ho cercato di essere *costruttiva* e non distruttiva.

Il risultato e' la proposta di legge del M5S che e' stata messa in rete negli scorsi giorni per la discussione, e a cui tutti possono partecipare. La speranza e' appunto di essere costruttivi e non demolitori.

Noto che tanti paragrafi ed idee sono arrivati dal mio testo originale: ne sono orgogliosa e sento di avere fatto qualcosa di buono anche se non sono fra i firmatari di questa legge. La legge stessa e' chiara e semplice e lineare e si capisce.

Verra' approvata? Non lo so. So che ho dato il meglio che potevo, a gratis,  senza cercare poltrone e senza sbandierare prima del tempo, e spero che sara' utile. C'e' voluto dell'amore e del lavoro per fare tutto questo.

Grazie al senatore Vito Petrocelli e a Enzo Palazzo per avere avuto l'idea e per aver cercato di attuarla nel concreto.










Thursday, November 29, 2012

Cantabria, Spagna: divieto fracking




Ai governatori di Sardegna, Toscana e pure di Abruzzo, Emilia Romagna e Puglia: magari prendere esempio?

Il governo autonomo della Cantabria, nel nord della Spagna, ha approvato una legge preliminare che vieta l'uso della fratturazione idraulica, il fracking, in regione.

Nell'area ci sono 5 permessi trivellanti da fracking in itinere, e si vuole fermare il tutto prima che sia troppo tardi. Se ne sono accorti, si sono dati da fare e hanno fatto le cose giuste.

Il presidente della Cantabria, Ignacio Diego Palacios ha detto che il governo vuole approvare definitivamente il testo della legge, ma che lasceranno uno spazio di qualche settimana per ascoltare commentari e proposte dei cittadini. Dopodiche ci sara' l'approvazione dell'assessorato all'ambiente e poi la legge regionale.

Ecco qui il sito con la legge - facile facile.

Articulo 1. Queda prohibido en todo el territorio de la Comunidad Autónoma de Cantabria el uso de la fractura hidráulica o fracking como técnica que por medio de la inyección de aditivos químicos es susceptible de ser utilizada para la investigación y extracción de gas de esquisto o no convencional.

Artículo 2. Las Autoridades y funcionarios públicos de la Administración de la Comunidad Autónoma de Cantabria velarán por el respeto y cumplimiento de lo dispuesto en la presente ley y adoptarán, dentro de sus respectivas competencias, las medidas oportunas para la paralización de las actividades que se realizaran contraviniendo lo dispuesto en la presente ley, así como para la reposición de la situación alterada a su estado originario.
Artículo 3. El empleo de la técnica referida en el artículo 1, al implicar un uso del suelo prohibido en el territorio de la Comunidad Autónoma de Cantabria de acuerdo con lo establecido en el artículo 1 de esta Ley, tendrá la consideración de infracción urbanística con arreglo a lo previsto en la Ley 2/2001, de 25 de Junio, de Ordenación Territorial y Régimen Urbanístico del Suelo de Cantabria.

...proprio come in Italia!

Cari Enrico Rossi (Toscana), Nichi Vendola (Puglia), Gianni Chiodi (Abruzzo), Ugo Cappellacci (Sardegna) e Vasco Errani (Emilia Romagna): basta solo prendere il traduttore google, ricopiare e voila', passerete alla storia d'Italia come la prima regione a vietare il fracking in Italia.

Voglio vedere chi vince questa sfida.

E che ci sia o no gia' fracking nelle vostre regioni poco importa - e' sempre meglio fermare queste cose PRIMA e non piangere dopo a frittata fatta.







Tuesday, November 13, 2012

La California e la tassa sulla CO2


Mary Nichols, 
California Air Resources Board


Mike Mielke, Silicon Valley

Diteglielo a Passera che sono queste 
le cose degli USA che si devono copiare!

Finalmente ci siamo.

Domani parte il "Cap and Trade" program dello stato della California, secondo il quale se inquini, devi pagare. E' considerato un programma rivoluzionario e il piu' ambizioso d'America nella lotta ai cambiamenti climatici.

Cap significa mettere un tetto massimo, trade significa scambiare.

La legge, detta AB 32 - Assembly Bill 32 -   era stata presentata nel 2006, sotto Arnold Schwarzenegger, e dopo sei anni di preparativi domani partira'.

Secondo questa legge, ciascuna industria avra' un tetto massimo di inquinamento consentito.

Se si vuole andare oltre questo tetto massimo, allora occorre comprare un "permesso inquinatore",
una cosiddetta "allowance".

Questi permessi saranno venduti all'asta in numero limitato e poi basta per il resto dell'anno. Saranno poi le ditte a doversele scambiare fra loro, ovviamente e pagamento e creando un mercato, che si spera incentivera' chi inquina a tagliare le emissioni invece che pagare per questi permessi.

Ed e' proprio domani che la California Air Resources Board vendera' all'asta i permessi "inquinanti" a circa 350 industrie - raffinerie in primis.

Per i primi due anni, il tetto massimo e' il 90% della CO2 prodotta.

Questo vuol dire che ciascuna ditta deve comprare il "permesso" ad inquinare per il rimanente 10%.

E' un tetto iniziale generoso, per dare tempo all'industria di adeguarsi, ma una volta implementato il tetto massimo si abbassera' gradualmente.

Si possono avere dei bonus se si presentano - e si realizzano! - piani di ri-forestazione o altri progetti che abbassano l'anidride carbonica nell'atmosfera.

Per l'anno fiscale 2012-2013 si prevede che gli inquinatori pagheranno quasi un miliardo di dollari per inquinare. Notare che questo inquinamento prima era a gratis perche' non dovevano pagare niente.

I soldi verranno usati per programmi di ricerca e di diffusione di energia rinnovabile.

Le compagnie inquinanti, interpellate, dicono che invece che compare i crediti per inqiunare sara' piu' conveniente per loro emettere meno anidride carbonica nell'atomsfera, proprio come la legge voleva.

Gli analisti predicono, come per tutte le cose, che l'esempio della California sara' seguito in altre parti degli USA e del pianeta, specie dopo l'elezione di Obama, e dopo il disastro dell'uragano Sandy che ha risvegliato le coscienze degli americani sui cambiamenti climatici. Questo e' ovviamente un passo, non una bacchetta magica, ma se il resto d'America va dove va la California, allora e' un passo enorme.

Ovviamente i signori inquinatori hanno tirato fuori un sacco di obiezioni - aumenta la disoccupazione, aumenta il costo dell'energia - ed hanno chiesto al governatore Jerry Brown di post-porre la data iniziale di questa "Cap and Trade".

Jerry Brown gli ha detto no.

Entusiasti  invece tutti gli altri - quelli della clean-tech, quelli che costruiscono prodotti efficenti, quelli che investono su cose che non sono le fonti fossili, quelli che producono i sistemi di monitoraggio della CO2. E infatti, da quando la legge AB 32 e' passata nel 2006, sono aumentati notevolmente i brevetti e gli investimenti nelle rinnovabili qui in California.

La California e' la nona piu' grande economia del mondo.

Se lo possiamo fare qui, lo possono fare tutti.

Tuesday, July 3, 2012

Chiodi e le foglie di fico

Il presidente Chiodi non ha mancato di sottolineare le azioni di sviluppo sostenibile che sta portando avanti l'Abruzzo mediante alcuni progetti europei tra cui "Powered", sullo sviluppo delle fonti rinnovabili sul mare. 


Gli vogliamo dire delle cave? delle trivelle? 
degli ecomostri? dei parchi monchi? 


 Sara' una trovata elettorale per il voto a governatore del 2013 che lo vedono perdente?

Sara' una mossa per accaparrarsi il voto ed il benvolere di quei cattivissimi ambientalisti che non dimenticano la sua piu' assoluta incapacita' di proteggere l'Abruzzo da speculatori di ogni genere?

Sara' un po di circensem per far vedere alla gente che siamo "importanti"?

Chi lo sa.

Io so solo che fa un po ridere, ed e' alquanto incoerente, che Gianni Chiodi abbia espresso tutta questa soddisfazione per  un incontro "internazionale" sulla protezione della biodiversita'.

Incoerente perche' per tutti questi anni Gianni Chiodi non ha fatto quasi niente per la biodiversita' se guardiamo ai fatti e non ai proclami. E quel poco che ha fatto l'ha fatto al rimbalzo, perche' i suddetti cattivissimi ambientalisti non gli hanno dato alternative, coinvolgendo tutta la popolazione, non certo per convinzione sua personale.

Avete mai sentito Gianni Chiodi dire una parola sulla biodiversita' del lago di Bomba minacciato dalle trivelle?

O Gianni Chiodi parlare della biodiversita' di Ombrina Mare, per la quale non mosse nemmeno il migliolo dei piedi?

O avete sentito Gianni Chiodi parlare della biodiverstia' del Parco della Costa teatina?

O della biodiversita' delle concessioni Mazzarosa e Cipressi e Villa Carbone nel teramano?

Io no.

Il titolo di questa conferenza, che si svolgera' dal 20 al 21 settembre fra Penne e Pescara e' "Promuovere sinergie tra lo sviluppo regionale e la protezione della biodiversita'."

Mmh. Chi ci sara'?

Ci sara' la Confindustria di Mauro Angeleucci e di Paolo Primavera, che sempre insistono sul tema trivellare e natura possono coesistere?

Ci saranno tutti quei politici contrari al Parco della Costa teatina? Un nome a caso: Mauro Febbo e la sua proposta di parco a macchia di leopardo dove i frantoi vanno abbattuti?

O ci saranno quegli altri politici perditempo che vogliono distruggere la riserva del Borsacchio per farci villette, villette, villette? Del tipo Bernardo Rabuffo, Claudio Ruffini e Lanfranco Venturoni?

O ci saranno gli amministratori di San Vito Marina, Luigi Comini e Rocco Catenaro che vorrebbero sventrare una intera collina e tutta la sua biodiversita'  per l'ecomostro "resort" di Pagliaroli?

O ci sara' Giorgio Mazzenga della Forest Oil e la biodiversita' dei suoi "batteri mangia H2S"?

Chissa.

Mi chiedo invece se ci sara' qualcuna di quelle sante persone che ogni giorno difendono per davvero la biodiversita' in Abruzzo, a gratis e con enorme fatica e nonostante la cocciutaggine del cittadino medio che beato, dorme sonni tranquilli.

I nomi sono troppi, ma mi chiedo se Chiodi invitera' Carmine Miccoli, della Conferenza Episcopale d'Abruzzo e Molise che continua a invocare i principi sani del Cristianesimo per la natura e contro lo sviluppo selvaggio.

Invitera' Fabrizia Arduini che da 30 anni si occupa di biodiverstia' in Abruzzo, nei fatti e non nelle chiacchere?

Invitera', che ne so, Dante Caserta del WWF Italia? O Augusto De Sanctis del WWF anche lui?

Invitera' quei pochi docenti universitari che hanno fatto qualcosa di buono in questi anni contro le trivelle in Abruzzo? Francesco Stoppa? Domenico Angelucci? Enzo Di Salvatore?

Chissa'.

La sottoscritta sa di essere persona non grata, per cui neanche mi ci metto nella lista.

Gianni Chiodi: sai cosa devi fare per acquistare un po di credibilita' invece che tutta questa fanfara?

Devi usare il potere che hai per fare le cose buone.
Farle, non proclamarle.  Agire non predicare.

Devi pronunciparti su cose come qul crimine che sara' lo stoccaggio di gas a San Martino sulla Marrucina in una zona sismica, zona idrogeologicamente fragile.

Devi pronuciarti su Bomba, su Ombrina Mare, sul Borsacchio, su Mazzarosa, sulla Costa Teatina.

Devi cambiare quella ridicola legge che ti sei fatto che protegge il suolo d'Abruzzo dalle trivelle come la foglia di fico proteggeva la nudita' di Adamo.

In una parola devi crederci davvero alla biodiversita', e non per sceneggiata.

E guarda che la sceneggiata lo si vede davvero.

Grazie Fabrizia e Giuliana per la segnalazione.



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Direttamente dalla regione Abruzzo:


(REGFLASH) L'Aquila, 29 giu. - Il Comitato delle Regione sarà in Abruzzo il 20 e 21 settembre. La conferma è arrivata al termine della riunione dell'organismo dell'Unione europea alla quale ha preso parte anche il presidente della Regione, Gianni Chiodi. È stato proprio il Presidente a dare "la piena disponibilità dell'Abruzzo ad ospitare la riunione del Comitato" e ad illustrare i temi che animeranno la due giorni abruzzese del Comitato. "Le sedi - ha confermato Chiodi - saranno Pescara e Penne e la due giorni verterà intorno al tema della biodiversità, al sistema dei Parchi, allo sviluppo sostenibile, sotto il titolo dell'incontro internazionale 'Promuovere sinergie tra lo sviluppo regionale e la protezione della biodiversità'. Il 21 settembre è invece prevista la riunione dell'Enve, la commissione del Comitato delle Regioni che si occupa di ambiente, cambiamenti climatici e energia, che per la prima volta si riunirà in una regione che non ha rappresentanti nella Commissione stessa. "Proprio questa circostanza - ha detto Chiodi - conferma il valore della decisione del Comitato delle Regioni e dell'Enve (commissione alla quale l'Abruzzo non fa parte, ndr) presa in considerazione delle peculiarità del territorio regionale e delle scelte che la Regione ha fatto in materia di politica ambientale". Nel suo intervento al Comitato, il presidente Chiodi non ha mancato di sottolineare le azioni di sviluppo sostenibile che sta portando avanti l'Abruzzo mediante alcuni progetti europei tra cui "Powered", sullo sviluppo delle fonti rinnovabili sul mare, e il Patto dei sindaci che la stessa Unione europea ha indicato come best pratice. Dal punto di vista politico, invece, per il presidente Chiodi "la decisione del Comitato di venire in Abruzzo testimonia il grado di credibilità che questa regione ha tra le istituzioni europee". (REGFLASH) IAV 120629

Tuesday, January 3, 2012

Osservazioni Cipressi e Santa Venere


Purtroppo sono in giro per l'Italia, e non ho tempo di respirare. Ci sono da mandare testi per la concessione Santa Venere e per Cipressi, nel teramano e nel pescarese.

come sempre, mandare a me il testo riadattato con nomi e cognomi propri e poi lo faccio forwardare a chi di dovere.

Ma, Antonio Sorgi e Gianni Chiodi non avevano detto che non ci sarebbero state piu' trivellazioni in Abruzzo con la loro magica legge? E perche' siamo ancora qui?


"La nuova versione della legge, di recente varo, pone molti limiti all’attività estrattiva sul territorio, coprendone la gran parte. Molte aree sono ora del tutto off limits alle perforazioni, in tante altre queste attività saranno soggette a forti limitazioni; nella valutazione del merito varranno infine regole rigide di tutela di realtà peculiari e rilevanti, come ad esempio l’agricoltura di pregio. Questa legge, relativa solo all’estrazione di idrocarburi liquidi come il petrolio, sarà vincolante sull’intesa Regione-Ministero che deve essere raggiunta per permettere alle compagnie di avviare una attività estrattiva sul territorio abruzzese"

Quattro concessioni in un mese in riserve naturali, vicino a zone dove si fa Vino DOCG, vicino ala gente, vicino al mare: ma Antonio Sorgi sognava o era desto? O diceva tutte quelle cose solo per rabbonirci?

Tuesday, December 6, 2011

L'ignoranza di Mauro Angelucci, presidente di Confindustria Abruzzo


"All'interno dell'istanza per conferimento di Permesso di Ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi "Villa Mazzarosa" non sono istuite aree naturali protette di nessun ordine e grado" (SIC, ZPS, Parchi Regionali o Nazionali)"

Permesso Villa Mazzarosa, Novembre 2011,
pagina 54, Medoilgas.


La Medoilgas e la Societa' Adriatica Idrocarburi non hanno presentato richieste di concessioni per l’estrazione di gas bensì istanze
di permesso per la ricerca di idrocarburi gassosi.

Non estrazione quindi ma esplorazione di gas
.

Mauro Angelucci, Confindustria, Dicembre 2011.


La MOG dice una cosa, la Confindustria il contrario.
Non c'e' da fidarsi di questa gente.
Non sanno nemmeno loro di cosa parlano!

E comunque dentro a Mazzarosa c'e' la riserva del Borsacchio!


Sto morendo dalle risate. Il sito di Confinustria riprende le mie parole e scrive, con un banner continuo, come se fossero le feste di Settembre, "la legge regionale non e' stata raggirata". Che ridicoli!

Ci credono solo loro!

Il sito cita Mauro Angelucci, il presidente di Confindustria: oggi e' lui a farci fare altre risate e a venire fuori con altre balle petrolifere, che mostrano tutta l'ignoranza di Angelucci e della sua cricca di Confindustria.

Questo Angelucci manda infatti una precisazione a nome di Medoilgas e di Adriatica idrocarburi: l'una e' quella che sta dietro a Ombrina Mare, l'altra e' quella che sta dietro al Centro Oli. Infatti l'Adriatica Idrocarburi altro non e' che l'ENI sotto nuove spoglie.

E cosa dicono lorsignori della Confindustria dalla bocca profumata di Mauro Angelucci? Dicono che non si tratta di "estrazione di gas" ma di "istanze di permesso per la ricerca di idrocarburi gassosi".

Ha ha ha.

Ma sanno leggere l'italiano lorisgnori? Anche io pensavo all'inizio che si trattasse di gas, perche' sono bravi a fare propaganda, e poi mi sono letti i testi, e cosa scopro?

Scopro che sono pieni di aggettivi del tipo "petroliferi, petrolio", "idrocarburi liquidi e gassosi" e accanto a questo parole come "pozzi, 3000 metri, fanghi, torri".

Cioe' vogliono scavare alla ricerca di quel che c'e' c'e' - gas o petrolio, ma sempre monnezza satura di idrogeno solforato - e fare il buco.

Infatti come la fai la ricerca se non con il buco? E' da quello stesso buco che poi tirerai fuori la monnezza che sta nel sottosuolo. Dunque approvare questa "ricerca di idrocarburi" gassosi o liquidi che siano, altro non significa che fare 3/4 dell'opera!

Dunque, non si tratta di ricerca di gas fatta con i tarocchi, o con i pennarelli su carta, si tratta di perforazioni vere - fino a 3000 metri come dice la MOG - alla ricerca di petrolio e gas con strutture che potrebbero restare permanenti.

Se aveste letto i testi, caro Angelucci, lo sapreste, visto che e' la MOG stessa a dirlo. Siete dunque voi, cari petrolieri, cara Confindustria, a dovere dimostrare perche' dovete essere esenti dalle leggi regionali e soprattutto dalla volonta' popolare.

Ma poi gas o petrolio che sia, non vi ci vogliamo qui, lo capite l'Italiano?

Do you understand? Capisc?

E no, non c'e' niente di ideologico. Che ideologia dovrei avere? Quella di volere salvare i polmoni della gente e' una ideologia? Piuttosto, io parlerei del vostro portafoglio, altro che ideologia.

Ma poi chi e' questo Mauro Angelucci? Da dove sbuca? Che credenziali ha lui?

E poi, suvvia, lo sapete anche voi che sottoterra c'e' di tutto - c'e' petrolio, c'e' gas, c'e' idrogeno solforato! Smettelela di prendere in giro la gente, ci fate solo una figura meschina.

La gente non vi ci vuole, mettetevela via che siete stati sconfitti e AMEN!

E poi tirare in ballo le centraline della Forest Oil. Ma vi rendete conto che siete ridicoli? Non sapete piu' a cosa altro aggrapparvi, vero? E i polmoni della gente no, quelli non sono importanti, no? E la terra che sprofonda non e' importante nemmeno quella, vero? E le balle che avete raccontato alla gente? E "i sondaggi a pagamento"?

MAURO ANGELUCCI:

queste balle valle a raccontare ad altri che qui siamo piu' intelligenti di te e
delle manipolazioni di Confindustria.

All'ENI, alla MOG:
Andate a trivellare a casa vostra!

Thursday, November 4, 2010

Prop 23



Davide contro Golia
2 novembre 2010

Sono profondamente grata di vivere in California. Sono arrivata a LA nel 1999 e a un certo punto ho deciso che non me sarei mai piu' andata. E questo non solo perche' vivo vicino al mare, o perche' fa sempre caldo o perche' qui ci sono mille cose da fare e da imparare.

La California e' uno stato progressista, da dove partono tutte le idee, le innovazioni tecnologiche che poi saranno nelle case e nei cervelli delle persone del resto del mondo. E' uno stato che da attenzione ai temi dell'ambiente, dell'attivismo, della giustizia sociale, dell'uguaglianza e dove le cose si fanno senza paura, anche se non sono mai state fatte prima.

Ecco allora la storia di Prop 23, ripresa in maggior parte dall'LA Times di oggi.

La California e' il primo stato USA ad avere le leggi e un piano vero per combattere il global warming, sul principio del piu' inquini, piu paghi.

La legge e' stata approvata nel 2006 da Schwarzenegger ed entra in vigore nel 2011.
Si chiama AB 32. Assembly Bill 32.

La legge obblighera' in particolare le raffinerie a pagare soldi in base a quanto inquinano e questo ai petrolieri non sta bene. Ovviamente.

Ma Arnold Schwarzenegger non e' Gianni Chiodi e ha scritto la legge senza preoccuparsi di loro, sebbene qui in California ci sia pure la sede legale della Chevron.

Ecco allora che due compagnie petrolifere, Valero e Tesoro, con sede in Texas, decidono di promuovere un referendum per fermare questa legge AB 32 - e le loro tariffe antinquinamento. Valero e Tesoro operano le raffinerie piu' inquinanti della California.

Non potevano dire di essere a favore del global warming, perche' la gente se li sarebbe mangiati vivi, e cosi' hanno cercato di propagandare il messaggio che AB32 sarebbe stato negativo per l'economia e l'occupazione sarebbe crollata.

Il solito senso di colpa o inquini o resti disoccupato.

Proponevano questi signori con Prop 23 di aspettare che la disoccupazione fosse scesa sotto il 5.5% e solo dopo un anno di questo tasso si sarebbero potute installare le leggi contro il global warming.

Il tranello sta nel fatto che la disoccupazione e' adesso al 12% e che per solo 3 volte in tutta la storia della California la disoccupazione e' rimasta sotto al 5.5% per un anno intero. Per cui se Prop 23 fosse stata approvata, praticamente le leggi contro il riscaldamento globale non sarebbero mai state applicate.

Eccoci allora al referendum.

I petrolieri con tutti i loro soldi contro la collettivita'.

Da dove si inizia? Tutto sembrava impossibile. Invece si e' iniziato con il rimboccarsi le maniche - ed e' stato bellissimo.

Da un lato sono scesi in campo i ricchi filantropi americani - categoria che non esiste in Italia - (ce lo vedete Berlusconi regalare tutti i suoi soldi come Bill Gates per il bene dell'umanita'?). Hanno messo i soldi oltre Bill Gates, anche Google, Intel e imprenditori dell'high tech (altra categoria inesistente in Italia) che pensano che la green economy sara' una fonte di crescita economica per questo stato.

E' l'eco-economia, e' il futuro, siamo noi.

Il Los Angeles Times e il San Francisco Chronicle hanno mandato una serie di editoriali dopo l'altro contro questi affaristi texani e Arnold Schwarzenegger ha avuto parole durissime contro i petrolieri chiamandoli "sporche ditte petrolfiere del Texas".

Ma soprattutto ci sono stati i 3200 volontari che hanno fatto 2.8 milioni di telefonate, mandato 3.4 volantini elettorali, organizzato dibattiti all'universita', mandato email alla gente, contattato elettori e mandato SMS.

C'e' stato il contributo di tutti.

Attori e personaggi famosi ispanici hanno spiegato e convinto i messicani a votare per sconfiggere i petrolieri, la chiesa episcopale di San Francisco l'ha predicato ai suoi fedeli in modo "industriale", una ditta telefonica chiamata CREDO mobile ha offerto gratis le telefonate, hanno organizzato picchetti alle pompe della benzina di Valero e Tesoro.

Il gruppo ambientale Sierra Club ha organizzato ben 84,000 conferenze in giro per la California, l'American Lung Association - l'Associazione americana per la difesa dei polmoni (si esiste pure questo e di solito combattono contro Big Tobacco) ha chiamato tutti i suoi medici e infermieri per darsi da fare e spargere il messaggio.

Tutto questo per amore della causa.

E' stata la piu' ampia e sofisiticata operazione di politica ambientale mai messa in atto in tutto il mondo, secondo il LA Times.

La gente normale.

Sono stata sobbissata di email e volantini, e sono pure andata a qualche evento. Anzi il 30 ottobre ho anche parlato io ad una platea di Santa Monica della nostra storia dell'Abruzzo e quanto importante sia che la California continui ad essere un pioniere dell'ambiente, perche' questo da speranza al resto del mondo.

Il 2 Novembre 2010 Prop. 23 e' stata sconfitta.

Nei miei sogni piu' reconditi, era questo tipo di partecipazione popolare che volevo per l'Abruzzo.

Tuesday, November 2, 2010

E Bomba?




Oggi, sono sicura un sacco di chiacchere pompose da parte di Gianni Chiodi e del suo governo trainato dalla gente.

Dimentica tante cose quest'uomo:

1) arriva tutto con ritardo immane

2) se non cera la gente a corrergli dietro lui neanche sapeva cos'e' il petrolio, come non sa cosa sia il fracking, il petcoke, e le navi fpso.

3) il petrolio no e gli inceneritori si? il petrolio no e il nucleare si? il petrolio no e le biomasse si? il petrolio no e la centrale snam a sulmona si? e che differenza c'e'?

4) Per le trivelle a Bomba la decisione finale SPETTA AL GOVERNO REGIONALE. Voglio vederlo qui il coraggio vero se c'e' l'ha quest'uomo.

Un governatore inutile, spinto dal vento, che fa le cose solo sotto pressione e a chi spinge piu forte, senza la spina dorsale di guidare nessuno, nemmeno se stesso.

Fa piangere.

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Dopo l'annuncio della bocciatura del pozzo Ombrina Mare da parte degli uffici ministeriali, la cittadinanza della Valle del Sangro attende impaziente una simile decisione da parte della commissione VIA regionale per i pozzi di idrocarburi previsti per Bomba.


La societa' statunitense Forest Oil Corporation ha infatti presentato un progetto per sfruttare un giacimento di idrocarburi nella zona di Bomba in prossimitita' di due zone SIC (Siti di Interesse Comunitario) ai piedi di una fragile diga, in un territorio geologicamente instabile e sismico, nelle strette vicinanze del centro abitato di Bomba e con forti emissioni di sostanze inquinanti, dannose per la salute umana.

Come per Ombrina Mare molti sono stati i portatori di interesse a manifestare la propria contrarieta' al progetto della Forest Oil: singoli cittadini, associazioni e comitati di cittadini, scienziati, medici, associazioni di categoria, commercianti ed operatori turistici, la Comunita' Montana, e molti comuni della zona, fra cui Atessa, Bomba, Colledimezzo, Montebello Sul Sangro, Monteferrante, Montelapiano, Montenerodomo, Pennadomo, Perano, Pietraferrazzana, Roccascalegna, Tornareccio, Torricella Peligna.

Le osservazioni allo Studio di Impatto Ambientale della Forest Oil sono state inoltrate agli uffici regionali nei tempi utili e secondo quanto previsto dal trattato di Aarhus che obbliga chi prende le decisioni sul territorio a tener conto in maniera vincolante del parere dei residenti.

Da una attenta lettura delle motivazioni del rigetto di Ombrina, siamo giunti alla conclusione che tutte le ragioni del diniego per Ombrina possano essere applicate anche al caso Bomba-Forest Oil.

A nostro parere, sarebbe del tutto inutile preservare Rocca San Giovanni se poi si scavano pozzi e si costruiscono raffinerie a Bomba o qualsiasi altra localita' dell'entroterra abruzzese.

Ci ausipichiamo che le recenti vicende petrolfiere in Abruzzo, la recente puntata di Report sui pericoli delle piattaforme in mare e l'esempio della Basilicata martoriata convincano la classe politica abruzzese ad impegnarsi sul serio ed onestamente
per promuovere uno sviluppo fondato sulla tutela dell'ambiente e del territorio, sulla green economy, sulla promozione turistica e la valorizzazione delle risorse naturali e tradizionali.

L'Abruzzo non ha bisogno di sfruttare le sue scarse e scadenti risorse minerarie - come vorrebbe farci credere la propaganda affaristica di Confindustria - ma di una direzione chiara per un futuro migliore, libero dalle trivelle.

Wednesday, June 30, 2010

Stefania Prestigiacomo e lo scoppio in Egitto




Secondo calcoli informali sia Ombrina che Elsa ricadono

nelle 5 miglia di Ms. Prestigiacomo e dovrebbero finire
all'aceto. Attendiamo di sentire dalle compagnie
cosa hanno da dire in merito

Da quando e' scoppiata la piattaforma BP nel golfo del Messico, giornali e televisioni sono piu' interessati del solito ai problemi di perdite, scoppi, incendi e disastri petroliferi, in mare e su terraferma.

In queste settimane abbiamo sentito delle perdite dalla nave di Singapore, dello scoppio in Pennsylvania, in Venezuela e da un po di giorni in Egitto, anche se si e' il governo del Cairo ha tentato di tenere quest'ultima notizia un po in silenzio per proteggere il suo turismo.

Ma gli incidenti petroliferi a frequenza regolare, ci sono sempre stati e, purtroppo, ci saranno ancora dopo che il petrolio, si spera presto, verra' fermato nel golfo del Messico.

Prendiamo ad esempio l'Egitto. Viene fuori oggi che una zona del Mar Rosso, detta British Hurghada, molto amata dai turisti, e' stata duramente colpita dal petrolio disperso in mare a seguito delle perdite di una piattaforma di proprieta' del governo egiziano in localita' Jebel al-Zayt. Il pozzo era a circa 100 km dalla riva. Si parla di circa 160km di costa inquinata. Sono morti pesci e tartarughe. Gia' dal 19 giugno si sapeva di perdite dal pozzo, ma solo in questi ultimi giorni e' venuto fuori che le operazioni di contenimento e si estendono su un raggio di 50 km. All'inizio il governo egizio ha cercato di passare il messaggio che si trattasse di lavaggio a mare di cisterne e non di falle sotterranee.

Questo nel 2010.

Nel 2008 ci fu un altro scoppio in mare di una piattaforma niente di meno di proprieta' di ENI-Saipem. Era l'8 Marzo. L'incendio blocco' nove pozzi collegati l'uno all'altro, costo' al governo 78 milioni di dollari, e mandarono in mare ben 120,000 barili di petrolio, cioe' circa
20 milioni di litri.

Nel 2004 invece scoppio' la piattaforma Adriatic IV, relativa ad una piattaforma di estrazione di gas in localita' Port Said. Dopo lo scoppio, un violento incendio durato una settimana di tempo.
Nessuno e' morto ma hanno dovuto evaucare 150 lavoratori. La piattaforma scoppio' e si e' inabissata nel mare. Era di ENI, BP e del governo egizio. La piattaforma e' stata poi ricostruita.

Sempre nel 2004 un altro incidente ha riguardato un'altra piattaforma semi sommergibile chiamata Jim Cunningham nei mari egiziani, questa volta operata dalla Transocean, la stessa ch egestiva la piattaforma BP in Louisiana.

Un altro grave incidente riguarda il 1996, quando in tre sono morti per lo scoppio di una piattaforma in mare nel golfo del Suez, in una concessione petrolifera dal nome Morgan.

Secondo Business today in Egitto c'e' un incendio grave all'anno sulle piattaforme nei suoi mari, questo da almeno 25 anni a questa parte. Ieri c'e' anche stato un attacco terroristico su un oleodotto, con bombe lanciate sui tubi e con ingenti perdite di petrolio. Ma questa e' un altro tipo di cattiveria e di avidita' umana.

Intanto, il ministro del petrolio egizio, Sameh Fahmy ha detto che siccome in Egitto l'industria del turismo e' molto importante, vorrebbe ridurre il numero dei pozzi a mare, attualmente 188 e portarli ad un numero minore.

La piattaforma scoppiata in questi giorni era a 50 miglia nautiche dalla costa, CIRCA CENTO CHILOMETRI e ha causato tutti quei danni per una perdita sotterranea. Gli egizi temono per il loro turismo.

In Italia invece la nostra Stefania Prestigiacomo dice proprio oggi che per proteggere il turismo italiano basta vietare le piattaforme a 5 miglia dalla costa, circa 9 km. Metterle al sesto miglio va bene. I gioielli invece, cioe' le aree protette, meritano ben 12 miglia, cioe' 22km. Dice che occorrera' la VIA per tutte le concessioni petrolifere d'Italia.

Io ne ho lette quattro di VIA da cima a fondo, fanno piangere per come sono scritte con i piedi, e soprattutto, non si capisce bene se i ministeri vari tengano davvero in considerazione cio' che noi cittadini gli diciamo oppure se sia tutta una operazione di facciata. Vedremo cosa ci dicono per Ombrina Mare e se le 5 miglia si applicano qui per davvero e se l'aver detto (in centinaia!) al ministro che quella VIA faceva pieta' serva a qualcosa.

Intanto in California non si possono mettere piattaforme nuove a 100 miglia dalla costa da 40 anni a questa parte. Senza VIA, senza se e senza ma. E ogni volta che ci provano o ci hanno provato a sfondare questo limite, la gente gli ha democraticamente risposto: no, grazie.
Fatevele a casa vostra.


Fonti: Peace Reporter, Business Today Egypt

Saturday, May 16, 2009

1996: Viggiano e le norme di legge

Ho riletto con miglior atttenzione il famoso decreto 1195 di cui ho gia' parlato qui. Quello che mi ha colpito e' che in questo nuovo decreto si fa molto spesso riferimento alla legge 128 del 9 Aprile 1959 poi sostituita e integrata dalla legge 624 del 25 Novembre 1996. Si parla anche del decreto legge 886 del 24 Maggio 1979. Sono tutti atti legislativi che regolamentano le estrazioni e la ricerca di petrolio e gas, nonche' l'attivita' delle cave.

Mi sono incuriosita allora e sono andata ad indagare. Nella legge del 1959 venivano imposti limiti numerici seri. In quella del 1979 si agiungevano norme per i casi di incidente, di chi fosse la responsabilita' e cosa fare.

Poi in quella del 1996 tutti i limiti quantificati in numeri vengono trasformati in "ove adatto" o "ove opportuno", i limiti di metri e chilometri magicamente scompaiono e cosi pure le norme scritte in difesa di cittadini e lavoratori.

Il 1996 e' anche, guarda caso, l'inizio delle operazioni su larga scala delle estrazioni petrolifere in Basilicata e la data di costruzione della raffineria di petrolio a Viggiano. Coincidenza? Non lo so. Ormai non mi stupisce piu' niente.

Ci sono delle cose agghiaccianti in questo decreto del 1996. Ad esempio, la legge del 1959 diceva (scrollare fino all'articolo 74 e poi 94) che non si poteva accumulare materiale combustibile ne' creare depositi di benzina o usare fiamme libere fino a 30 metri dal pozzo. Al massimo se facevi domanda al ministero potevi sperare di arrivare al limite di 20 o 10 metri. Tutto questo per evitare scoppi ed esplosioni. In questo decreto del 1996, la distanza di 30 metri viene tolta e si diventa piu' vaghi:

"Entro 30 m dall'asse del pozzo" (1959, articolo 74) sono sostituite da:
"Nell'intorno dei pozzi e nei luoghi ove la valutazione dei rischi abbia evidenziato la possibilita' di accumulo di gas, ed in ogni caso entro le aree pericolose"
(1996, articolo 81)

e poi ancora

"Distanze minori, fino a 20 m e l0 m rispettivamente, possono essere consentite dal capo della Sezione dell'Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi al servizio di impianto per profondita' inferiore ai l000 m" (1959, articolo 94) sono sostituite dalle seguenti:
"Distanze minori, su richiesta motivata del titolare, possono essere consentite dall'autorita' di vigilanza, purche' siano adottate misure di sicurezza equivalenti
" (1996, articolo 82)

Cioe' non ci sono limiti veri, se non quelli della "valutazione dei rischi", ma se vuoi puoi sfondare pure questi basta solo che adotti misure "equivalenti". Ma cosa vuol dire? Chi deve giudicare l'"equivalente"?

Un altro articolo - il 51 del 1959 - diceva che tutti questi regolamenti (ce ne sono diversi sulla sicurezza, limiti e aggiornamenti) dovevano essere esposti ed accessibili agli operai:

Deve essere redatto un regolamento interno contenente le disposizioni particolari per l'applicazione del presente decreto. Il regolamento predetto e' sottoposto all'approvazione dell'ingegnere capo e distribuito agli interessati. Copia di esso deve essere consultabile in luogo frequentato dagli operai. (1959, articolo 51)

Qui non c'hanno nemmeno pensato a riscriverlo. Questo articolo e' stato CANCELLATO in toto! Chi lavora per i petrolieri in teoria ha dei diritti, ma non quello di saperli.

L'elenco delle note cancellate e' sotto l'articolo 103 della legge del 1996. Un altro articolo cancellato e' quello sulla sicurezza:

Ogni impianto di perforazione deve essere dotato di almeno cinque estintori di ogni tipo e potenzialita riconosciuti adeguati dalla sezione dell'ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi in relazione all'uso specifico cui sono destinati. Ogni pozzo in produzione deve essere dotato di almeno due estintori. La direzione del cantiere deve curare l'addestramento del personale addetto ai pozzi sull'uso degli estintori e sulla lotta contro gli incendi.

Chissa', cinque estintori per pozzo sono troppo costosi per i petrolieri. Cosi gli operai diventano carne al macero, petrolieri e industriali possono dire "e' tutto a norma di legge" e l'ENI o chi per essa risparmia il costo degli estintori.

Ancora, della serie: inganniamoli tutti, l'articolo 411 del 1959 diceva che:

La corrente d'aria deve avere intensita' tale che nei cantieri e nelle vie l'atmosfera, in piena corrente, non conteng tenori superiori all'uno per cento di anidride carbonica, al cinque per centomila di ossido di carbonio, al due per centomila di idrogeno solforato, all'uno per centomila di anidride solforosa e al 2.5 per centomila di ossido di azoto.

Due per centomila rappresenta 20 ppm, un altro patetico limite italiano per l'idrogeno solforato. Come ripetuto all'inverosimile, il limite stabilito dall'organizzazione mondiale della sanita' e' di 0.005 ppm per l'idrogeno solforato e nel Massachusetts si arriva addirittura a 0.0006ppm. Per quanto offensiva all'intelligenza umana, questa norma e' rimasta, ma quel che e' stato abrogato e' il pezzo seguente:

Gli accertamenti effettuati con l'ausilio di indicatori a lettura diretta, riconosciuti idonei, sono eseguiti nei luoghi e secondo modalita' stabilita con ordine di servizio del direttore. Quando siano presenti in miscela, nell'atmosfera del sotterraneo, piu' gas tossici o altrimenti nocivi fra quelli sopra indicati, le percentuali volumetriche ammesse per ciascuno di essi, in dipendenza di una loro azione sinergica e avuto ruguardo anche della temperatura e umidita' dell'aria devono essere ridotte in misura stabilita dall'ingegnere capo, sentito il direttore.

Cioe' ci sono dei limiti (patetici), ma non c'e' piu' l'obbligo di misurarli e di farli sapere alla gente! Che ce ne facciamo di limiti vari se nessuno e' piu' tenuto a misurarli e a renderli noti? In piu', il fatto che insieme queste sostanze facciano ancora piu' male a chi le respira non e' qualcosa che interessa al governo italiano.

Ancora: dovevi mettere un operaio apposta per controllare tutto il reparto sicurezza. Articolo 535 del 1959: abrogato.

Dovevi denunciare qualsiasi tipo di incidente alle autorita' competenti, e dovevi scrivere un verbale sia che si trattasse della morte di un tuo operaio fino agli incidenti guaribili in 3 giorni. Articolo 10 e 11 del 1979: abrogato.

Dovevi presentare una relazione sul tuo piano antiincendio per le piattaforme di petrolio in mare ed in terra. Articolo 41 del 1979: abrogato.

Dovevi mettere dei sensori acustici udibili per allertare operai e popolazione in caso di incidente, specialmente in luoghi chiusi e spiegando le misure da adottare in caso di incidenti. Articolo 50 del 1979: abrogato.

Come ho gia' detto, non sono un giurista, e potrei sbagliarmi nella lettura di queste frasi, anche se non mi pare che ci sia troppo spazio per ambigiuta' quando scrivono che una norma e' abrogata.

Dal 1996 a Viggiano si vive con raffinerie e attivita' pertrolifera. La devastazione su vari aspetti della vita, sociale, ambientale, civile, e' stata forte e ne parliamo spesso. Ma nessuno fa niente, perche' tanto e' tutto a norma di legge.









Ancora, dovevi denunciare l'inizio delle operazioni di trivellamento, con tutto il tuo programma ed una cartina dettagliata all'ufficio nazionale minerario per approvazione. Questo ufficio poteva anche decidere di farti cambiare la sede del pozzo, per ragioni di sicurezza. Altro articolo cancellato (1959, articolo 60)


Ad intervalli regolari, in tutti i luoghi di lavoro abitualmente occupati devono essere effettuate esercitazioni di sicurezza nel corso delle quali:
a) si cura e si verifica l'addestramento dei lavoratori incaricati, in caso di emergenza, di compiti specifici per i quali sia necessario usare, maneggiare o mettere in funzione attrezzature di soccorso, nonche' la loro attitudine ad eseguire i compiti loro affidati; ove possibile, i lavoratori devono potersi esercitare ad usare, maneggiare o mettere in funzione dette attrezzature;
b) tutte le attrezzature di soccorso usate durante l'esercitazione sono esaminate, pulite ed eventualmente ricaricate o sostituite e tutte le attrezzature portatili rimesse nel luogo nel quale abitualmente sono riposte;
c) viene verificato, per le attivita' che si svolgono in mare, il funzionamento delle imbarcazioni di sopravvivenza.

Monday, September 8, 2008

Email politici


Ho iniziato un nuovo progetto: cerchero' in rete gli indirizzi email di vari politici che si presenteranno alle elezioni regionali e scrivero' loro per chiedere quali sono le loro intenzioni riguardo l'affare petrolio ed Abruzzo. A tutti diro' che le missive saranno pubblicate sul blog. Molti non risponderanno, altri magari mi prenderanno a male parole, ma io andro' avanti.

Colgo l'occasione anche per dire che vivo troppo lontana dall'Italia per sentirmi legata a questa o a quell'altra ideologia politica. Se collocata nel panorama politico italiano non mi sento ne di destra ne di sinistra ne dei verdi. Per me "il comunismo" e "il fascismo" sono morti da tempo ed ora ci vuole solo pragmaticita', efficienza, intelligenza. Voglio qualcuno che lavori in onesta' morale perche' in Italia le cose migliorino per tutti e non solo per i privilegiati, tutto qui. Per cui vi prego di non pensare che se critico qualcuno di destra e' perche' io sia di sinistra e viceversa.

Ho iniziato a scrivere, il 13 agosto a Fabrizio Di Stefano, che molte voci indicavano essere il candidato della destra abruzzese per la regione. Lui ha anche un sito web dove invita il popolo a contattarlo, e cosi' gli scritto per sapere che ne pensa lui del petrolio in Abruzzo. Fabrizio di Stefano e' il consigliere regionale che ha proposto la legge del 4 Marzo, e' di Tollo ed ha dei possedimenti agricoli in una citta' che sara' fra le piu' interessate dalla raffineria di Ortona.

Dice anche che non muore dalla voglia di fare il persidente della regione. A me questo non piace, perche' uno deve dire che non lo vuole fare? E' invece un onore e uno dovrebbe dire: voglio fare il governatore perche' voglio bene all'Abruzzo e lo voglio migliorare, e lo faro' con questi punti precisi e poi elencarli. Se non si muore dalla voglia di farlo, allora bisogna lasciare il campo a qualcuno che invece lo desidera, no? Qui in America nessuno, da Obama alla Palin a Schwarzenegger direbbe mai: non muoio dalla voglia di fare il presidente/governatore perche' la gente non lo accetterebbe e lo riterrebbe un insulto alla collettivita'.

Comunque, ecco la nostra corrispondenza iniziata con il mio email del 13 agosto, e ri-inviato il
27 agosto. La risposta la metto su domani. Ditemi che ne pensate. Se volete scrivergli anche voi l'email e' postato sul sito ed e':

ufficiostampa.distefano@gmail.com

oppure

cantiereabruzzo@gmail.com

Se avete altri contatti politici, mandatemeli, oppure scrivete direttamente anche voi. Devono capire che facciamo sul serio e che le chiacchere non bastano.

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Caro Dott. Di Stefano,

ci siamo gia incontrati in varie occasioni in Abruzzo e abbiamo piu' volte affrontato la questione della raffineria di Ortona, il progetto dell'ENI di costruire una centrale di idrodesolforazione di petrolio nella contrada Feudo.

La scienza e' molto chiara sul fatto che questo progetto avra' delle conseguenze nefaste sulla qualita' dell'aria, del suolo e delle acque, e in ultima analisi, sulla qualita' delle nostre vite. Basta solo guardare la realta' di altri siti italiani interessati da simili insediamenti, da Sarroch a Viggiano, da Porto Marghera a Busalla, da Cremona a Priolo, scoppiano tumori e leucemie.

Come forse lei sapra', la questione petrolio interessa non solo Ortona,ma tutto l'Abruzzo, dove circa il 35% del territorio e' associato a permessi estrattivi di vario genere.

Dal suo blog leggo che lei molto probabilmente si candidera' a guidare la regione Abruzzo. Vorrei sapere cosa lei proporra' in sede regionale e nazionale per evitare che l'Abruzzo diventi una regione "nera". In particolare, ecco le questioni che mi stanno piu' a cuore e su cui vorrei conoscere la sua opinione e i suoi proponimenti:

1) Legge regionale che RIFIUTA in modo chiaro e pulito qualsiasi tipo di insediamento petrolifero in Abruzzo e nelle acque di amministrazione della regione. La Toscana ha gia' una legge simile, credo che possiamo farla anche noi.

2) Legge regionale che promuove, incentiva e dove e' possibile obbiga l'uso di energie alternative, quale fotovoltaico ed eolico, oltre che favorire e promuovere il reciclaggio. Vorrei che puntassimo ad essere la regione italiana piu' avanzata sotto questo profilo. Per ora l'esempio da seguire e' il Trentino Alto Adige, dove l'installazione del fotovoltaico ha preso maggior spinta che altrove.

Ho letto il suo blog ed apprezzo il suo voler creare un contatto con la gente. E' questo che, secondo me - assieme alla mancanza di lungimiranza e amore per il popolo- troppo spesso manca alla politica italiana.

In attesa di una sua gradita risposta che sara' pubblicata insieme a questa mail sul mio blog ( www.dorsogna.blogspot.com ),le porgo i piu' cordiali saluti,

PS: La prego di non dire sul suo blog "non impazzisco dalla voglia di fare il presidente della regione". Sminuisce il ruolo, che invece dovrebbe essere di onore, di prestigio e di amore per la gente.

MRD