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Sunday, June 17, 2018

I contadini del Nebraska restituiscono la terra agli indiani d'America per fermare oleodotto










E' la prima volta nella storia degli USA che succede.

E succede per cercare ancora una volta di scongiurare l'odiatissimo oleodotto della TransCanada Keystone Pipeline che dovrebbe attraversare le terre degli indiani d'America.

Una coppia del Nebraska, Art ed Helen Tanderup hanno trasferito parte della loro terra alla tribu' dei Ponca. Si tratta di circa 1.6 acri di terreno che cadono nel cosiddetto "Trail of Tears." dei Ponca.

E' una piccola donazione certo, ma con un risvolto importante.

Gli indiani hanno uno status speciale, ed e' molto piu' difficile ottenere permessi per interventi di alto impatto ambientale, perche' hanno sovranita' sui loro terreni. Cioe' decidono loro, non lo stato o Washington.

E cosi adesso TransCanada dovra' vedersela con i Ponca e non con Mr. e Mrs. Tanderup.

Per di piu' il Trail of Tears, il tracciato delle lacrime, e' considerato sacro, perche' gli indiani forzati ad abbandonare le loro terre in Nebraska in favore dell'uomo bianco l'hanno percorso con lacrime, fame e sudore nel 1877, per arrivare nelle riserve designate per loro in Oklahoma dal governo centrale.

Avevano solo mais da mangiare. Molti sono morti, stremati.

I Ponca si stanno dando da fare per installare progetti solari proprio lungo il corso dell'oleodotto, per piantare mais della resistenza, simbolo del Trail of Tears, e per ostacolare Keystone XL il piu' possibile.

La donazione di Mr and Mrs Tanderup e' stata applaudita da ambientalisti, indiani d'America e dalle persone di buon senso che non ne vogliono piu' sentire di terreni dati in pasto ai petrolieri e che invece chiedono a gran voce una transizione veloce verso le rinnovabili.

Ma il loro gesto e' piu' profondo ed e' figlio di una sensibilita' piu' antica. E' da 5 anni che i due piantano mais nel loro terreno in coinidenza con il tracciato delle lacrime, in onore del fatto che gli indiani durante il loro tragitto avevano solo quello da mangiare.

Ogni anno il mais raccolto lungo il tracciato viene donato ai Ponca in memoria di tutti gli eventi tragici del 1877.




Wednesday, February 1, 2017

La democrazia a Standing Rock: guerriglia, conflitti di interessi e una gran tristezza



"We are committed to nonviolence, and we will do everything within our power to ensure that the environment and human life are respected. That pipeline will not get completed. Not on our watch."



Si chiama Last Child ed e' uno degli ultimi accampamenti di resistenza ancora in piedi (per poco!) contro il Dakota Access pipeline che dovrebbe attraversare terre sacre agli indiani d'america e la riserva Standing Rock dei Sioux. 

Quaranta sono le persone che sono state evacuate da Last Child, con due arresti, e vari tafferugli con la polizia. Altri 76 sono stati arresgati presso la citta' di Cannon Ball perche' avevano protestato su terre di proprieta' della ditta costruenda l'oleodotto, la Energy Transfer Partners.

All'apice della protesta c'erano qui migliaia di persone Ne erano rimaste in 300 e la tribu' aveva anche chiesto agli ultimi protestanti di andare a casa a causa dell'arrivo dell'inverno. 

Tutto era tranquillo, si fa per dire, fino a che un rappresentante dell'US Army ha annunciato l'intento di Donald Trump di approvare l'oleodotto in questione in tempi brevi e in particolare di costruire l'ultimo pezzetto che manca e che appunto dovrebbe attraversare il lago Oahe in terreni sacri ai Sioux.

E' questo il nocciolo della questione: quelli della Energy Transfer Partners dovrebbero ottenere un permesso speciale per trivellare sotto il lago e farci passare un oleodotto, ma non ce l'hanno ancora. 
 
Ovviamente i Sioux non vogliono questo oleodotto, non solo per la sacralita' dei luoghi, ma anche per il potenziale inquinamento dell'acqua. I veterani di guerra gli sono venuti in aiuto con la loro presenza fisica e la resistenza non violenta.

La storia e' che il 4 Dicembre, sotto Obama, l'Army Corps of Engineers che si occupa fra le altre cose di proteggere il sistema idrico americano, decise che non avrebbero concesso la costruzione del tunnel sotto il lago. Al massimo ci sarebbe stato un nuovo processo di valutazione ambientale (sounds familiar, right?) che sarebbe durato almeno 2 anni.

Poi arriva Trump e il 24 gennaio il suo ordine e' stato all'Army Corps of Engineers di revisionare l'oleodotto e di approvare quello che c'era da approvare in modo accellerato. Ha anche suggerito a quelli della Army Corps di ritirare il nuovo studio di impatto ambientale.

E cosi, ieri 31 Gennaio 2017 il segretario dell'Army Robert Speer annuncia proprio questo: l'approvazione dello scavo del tunnel sotto il lago per costruire il Dakota Access Pipeline. Secondo il generale Malcolm Frost l'Army stava semplicmente obbedendo al governo di approvare e di terminare questo oleodotto al piu presto possibile.

Ed e' qui che sono scoppiati gli scontri con la polizia. I tepees degli attivisti sono stati bruciati e sono arrivati i bulldozer a distruggere tutto. La gente e' arrabbiata e stanca e delusa, ma decisa a non dargliela vinta.

Intanto legali che si occupano di difendere i Sioux dicono che ignorare la descione precedente, presa sotto Obama, e' illegale e che daranno battaglia in tribunale.

Ma la storia non finisce qui.

Donald Trump almeno fino all'estate del 2016 aveva ... azioni nella Energy Transfer Partners valutate in qualcosa che varia fra i 15mila e i 50mila dollari. Certo, per uno come lui sono bazzeccole, ma lo stesso e' un conflitto di interessi, cosa che puzza molto di piu' all'americano medio che non all'italiano medio.

Dice ora di aver venduto tutto, ma non ci sono state prove di questo. Per di piu' il CEO della ditta in questione, Kelcy Warren dono' $100,000 alla campagna elettorale di Trump.

E cosi si assistono a queste scene di prepotenza e di arroganza indegne di una democrazia.

Tuesday, September 27, 2016

La Aleanna Resources a trivellare fra Ferrara e Ravenna dentro 3 siti protetti














L'area trivellanda Stefanina Nord:

ricade quasi interamente nello ZPS IT4060008
 Valli del Mezzano

dista circa 3 km dai confini del Parco Regionale del Po
Emilia Romagna

ricade quasi interamente nell’IBA 
"Valli di Comacchio e Bonifica del Mezzano” 

 conta la potenziale presenza di almeno 
66 specie di interesse comunitario
include 2 habitat di interesse comunitario 


L'area trivellanda Stefanina Sud:

ricade parzialmente nel SIC/ZPS IT4060004 “Valli di
Comacchio” e nel SIC/ZPS IT4070021 “Biotopi di
Alfonsine e del Fiume Reno”

 include una porzione della Riserva Regionale Alfonsine
 “Fascia boscata del canale dei Mulini”

 ricade a Nord-Est nell’area contigua del Parco del Delta del Po

ricade in parte nell’IBA “Valli di Comacchio e Bonifica
del Mezzano”

conta la potenziale presenza di almeno 67 specie di interesse comunitario

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Secondo la Aleanna gli
impatti saranno lievi, nulli, trascurabili.

Tuttapposto.
Sempre.


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Update 3 Ottobre 2017

Vanno avanti i lavori per trivellare le aree protette dell'Emilia Romagna.
Sono arrivate varie osservazioni.
Il governo-Ponzio Pilato le manda alla Aleanna e dice loro di fare "controdeduzioni".

Semplicemente devono aggiungere un po di scartoffie, di "monitoraggio"
devono acconsentire a riparare le condotte sotterranee che magari romperanno
e dovranno dare dieci giorni di preavviso ai comuni
coinvolti nei terreni quando andranno a sondare.

Cosa potra' mai dire il capo della Aleanna,
tale Mrs. Susan Elaine Sinnott dal Texas?

Tuttapposto!

A volte penso che l'Italia meriti tutto questo.
Tutti dormono e cosi questi affaristi da chissadove
possono venire a fare quello che gli pare
del nostro territorio.

Occorre essere piu' arrabbiati. 


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Ritorna la Aleanna Resources con il suo permesso di ricerca “La Stefanina” fra Argenta, Comacchio, Ostellato e Portomaggiore (in provincia di Ferrara) ed Alfonsine e Ravenna (in Provincia di Ravenna).

Cosa vogliono fare qui? Beh, per ora dicono ``attività di rilievo geofisico" per due mesi. Cioe' sondare il terreno alla ricerca di petrolio e di gas con le camionette Vibroseis.

Queste camionette scuoteranno il terreno -- o come dicono loro lo "energizzeranno" -- mandando dei segnali nel sottosuolo e dal segnale riflesso si cerchera' di capire cosa c'e' sottoterra.  Lo stesso principio dell'airgun.  Chi vive li sentira' come delle botte -- forse pensera' che si tratta di un modesto terremoto.

Dal loro punto di vista una innocente ricerchina del sottosuolo italiano. 

Prima di ogni altra cosa occorre mettere tutto in prospettiva: questa e' ditta di petrolieri stranieri.  Il loro scopo ultimo e' trivellare, tirare fuori petrolio e guadagnarci sopra. E chi si e' visto si e' visto.  Quindi, anche se adesso il loro intento e' solo di "esplorare", il loro obiettivo vero e' di trivellare.  E quando dicono che le loro attivita' sono di scarso impatto ambientale non e' vero: cio' che vogliono fare adesso sara' propedeutico alle trivelle vere e l'impatto *complessivo* e' elevato ed irreversibile.

E questo la Aleanna lo sa.

Siamo quindi con la solita storia del divide et impera. Faccio un pezzetto alla volta. Adesso chiedo solo di esplorare, con la scusa che non disturberemo niente; me lo faranno fare, poi chiedero' di fare il pozzettino, e anche qui promettero' di non fare grandi danni, e che vuoi che sia, e poi alla fine, arriveremo con le trivelle permanenti, i tubi, le infrastrutture, i fumi e le puzze. E non potranno piu' dirci di no.

Cosi hanno sempre fatto, e cosi fanno adesso. E' la storia della monaca di Monza, e' la politica del carciofo cosi bene usata nella storia.

Quindi occorre essere piu furbi di loro ed essere *preventivi*.

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Siamo nella Bonifica del Mezzano fra  "terreni agricoli pianeggianti ad esclusivo uso agricolo e con scarsa presenza di abitazioni" fra il fiume Reno e dal fiume Senio con presenza di "alcune case" sparse lungo la viabilità principale e qualche abitato.

Gia' in apertura di quel che dicono e' evidente lo sprezzo per il territorio italiano.

Come dire, e' solo campagna, e' solo una bonifica, non ci abita nessuno (o quasi) e quindi, esplorare, trivellare, sondare, petrolizzare, che vuoi che sia. Tuttapposto, l'abbiamo fatto in Texas, lo possiamo fare anche qui!

Subito dicono che il rilievo geofisico non prevede la realizzazione di opere o di modifiche del territorio, e quindi tutto bene.  Veramente?

Puo' darsi se guardiamo solo ai rilievi geofisici, ma le trivelle si che porteranno allo stravolgimento del territorio, e di quelle non ne vogliamo parlare cara Aleanna? O facciamo finta che dopo lo studio appenderete i risultati nei vostri uffici di Houston e chi si e' visto si e' visto? Perche' non dite cosa farete *dopo* il rilievo geofisico?

Poi si accorgono che il comune di Argenta gia' dal 1993 aveva vietato il passaggio di mezzi motorizzati nelle Valli di Comacchio, zona umida, zona protetta speciale, sito di interesse comunitario. E quindi come faranno a passare?

Nessun problema!

Il divieto, secondo loro, vale solo per le strade vicino "le aree di tutela costituite da corsi d’acqua e bacini".  Ehh? Ma che vuol dire questo? Che e' vietato passare con le camionette solo accanto ai fiumiciattoli e che tutto il resto si puo'?  Che assurdita'. Se l'area e' protetta, e' protetta tutta e non solo il fiume o la stradina lungo il fiume che ci scorre dentro!

Le loro non sono biciclette o una Panda. Sono numerosi, grandi e rumorosi camion che secondo me neanche ci passano nelle stradine accanto ai fiumi.

Ricordano che poi si tratta presa dati in 3D. Questo e' piu' complicato della presa dati in 2D, ci vuole piu' tempo e piu' sondaggi ma da piu' informazioni al trivellatore.  Sara' un cantiere itinerante.

Ma... e chi vive li?

Bene: faranno cosi.

Prima metteranno su un database dei diretti interessati (i proprietari terrieri) e contatteranno i comuni coinvolti con "incontri" per illustrare come vogliono distruggere il nostro territorio e poi per avere i  nulla osta per passare con le camionette.

Agli agricoltori promettono "indennizzo dei danni da calpestio delle colture eventualmente provocati"


Ma... non avevano detto che non avrebbero portato alcuna modifica del territorio?

Mmh.

Poi arriveranno i "Permit Men" -- come gli alieni! Questi studieranno la topografia, mettereanno cavi, geofoni, picchetti, parleranno con i proprietari terrieri.

Ci saranno -- in aree protette! -- 26 linee "di vibrata" a La Stefanina Sud e altre 15 a La Stefanina Nord a ditanza di 500 metri nell’area Nord e 420 nell’area Sud. In totale ci saranno circa 5400 punti di presa dati.

E poi quando tutto sara' pronto, detoneranno le camionette.

Boom.

Intensita' non e' dato sapere.

Frequenza fra i 6 e i 64 Hertz -- come un basso.

Poi dicono che si tratta di una forza pari a 10,000 chilogrammi peso.
Cioe'... 10,000 volte la gravita'.

Questo per capire che non si tratta di noccioline, ma di qualcosa di veramente impattante. Poi aggiungono che pero' non useranno proprio "tutta" la forza peso. Chissa' saranno generosi e si fermeranno a... 9,900!

Ci saranno traffico, rumori, polveri fini in atmosfera, i terreni saranno messi a soqquardo, ma sara' tutto normale. Ci tengono infatti a precisare che le camionette vibranti provocano "interferenze trascurabili o nulle sull’ambiente naturale e antropico"
 
Certo, come potrebbe essere altrimenti!  E infatti e' sempre tuttapposto.

Occorre ricordare che "La Stefanina Nord” ricade quasi interamente nello ZPS IT4060008 “Valli del Mezzano mentre "La Stefanina Sud” occupa in parte il SIC/ZPS IT4060004 “Valli di Comacchio” e il
SIC/ZPS IT4070021 “Biotopi di Alfonsine e del Fiume Reno”. Le zone abitate di Anita e di
Longastrino sono rispettivamente all’interno e a circa 1.8 km dell’area da "energizzare!"

Promettono -- bonta' loro -- di spegnere il motore quando non e' necessario. Allora stiamo tranquilli!

Ancora, parlano dei numerosi corsi d'acqua della zona e della  "fitta rete di canali all’interno della Bonifica del Mezzano" della presenza del Fiume Reno e del Fiume Senio, di canali di bonifica e di terreni di bonifica con falda affiorante.

Ebbene, qui l’impatto associato sara'  "sostanzialmente nullo",  e i  fenomeni di contaminazione delle acque per effetto di spillamenti e spandimenti da macchinari e mezzi impiegati nelle attività sono da considerarsi altamente improbabili e riconducibili solo ad eventi accidentali.

Si, certo. Sono "solo" camionette, ma quello che non dicono e' cosa sara' di questi fiumi, canali e terreni di bonifica, quando arriveranno le trivelle. Alla fine le camionette servono solo per preparare il terreno alle trivelle!

Come gia' detto - divide et impera.

Stesso identico ragionamento per la subsidenza e sismcita': le zone interessate dalle camionette Vibroseis non sono ne altamente sismiche (zone a bassa o media sismicita'), non ci sono rischi di frane, e' tutto pianeggiante.

E si, la subsidenza c'e' e puo' arrivare a 1 cm l'anno.

Lo dicono e passano al prossimo capitolo. ... Cosa sara' di questi terreni con l'arrivo delle trivelle, non e' dato sapere. Per adesso ci dicono che tutto e' non invasivo, che le camionette non andranno lungo le scarpate e i fiumi d'acqua (forse perche' non possono?) e che l’impatto potenziale e' quindi ritenuto non significativo.

Parlano poi di rumori e dicono, ovviamente, che non e' niente di che. Ma la cosa che mi fa rabbia e' quando scrivono che  la zona in cui saranno eseguite le operazioni di rilevamento è già sede di varie attività agricole, caratterizzate da un impiego di mezzi anche rumorosi con alcune fasi dell’anno
in cui si verifica anche un aumento del numero di mezzi (arature, raccolto, trebbiatura,
concimazione, etc.).


Cioe' vogliono far passare l'idea che siccome ci sono trattori e attivita' agricole, ci possono stare pure le camionetti vibranti. Trattori ieri, camionette vibranti oggi, trivelle domani!

Amen.

Saranno pero' gentili e decideranno che non faranno queste indagini geofisiche nei periodi di ripopolamento - cioe' fra Marzo e Luglio.

La parola trascurabile compare 12 volte.
La parola lieve compare 2 volte.
La parola nullo compare 5 volte.
 
In dieci anni di lavoro tutto cio' che i petrolieri hanno proposto e' sempre stato lieve, trascurabile o nullo.  E La Stefanina, rilevi geofisici a scopo di trivelle dentro tre aree protette non e' da meno.

Se vivete li, non datgeli i permessi di venire nei vostri terreni.
Sono soldi a tradimento.
















Thursday, March 17, 2016

Obama boccia una concessione petrolifera per proteggere le terre degli Indiani d'America



“This is the right action to take on behalf of current and future generations.
Today’s action honors Badger-Two Medicine’s rich cultural 
and natural resources and recognizes the
 irreparable impacts that oil and gas development would have on them.”

Sally Jewell, Segretario Interno USA, 17 Marzo 2016


This fight has been about more that the Blackfeet. 
All of Montana and our country win. 
This pristine area so special to us and special to all who fight in this fight.

Harry Barnes, capo del Blackfeet Tribal Business Council

There are special places in this world where we just shouldn’t drill, 
 and the Badger-Two Medicine is one of them.
U.S. Senator Jon Tester, Montana, Democratico


Eccoci qui, un altra concessione petrolifera che Obama boccia dopo avere chiuso l'Atlantico alle trivelle. Si tratta della concessione detta Badger-Two Medicine nei pressi di un parco nazionale, il Glacier National Park, in Montana.

L'annuncio e' stato dato dal segretario dell'interno Sally Jewell, la stessa che ha dato l'annuncio della protezione dell'oceano. Sally Jewell ha cosi deciso che la concessione nelle mani della Solenex LLC, assegnata nel 1982 al confine fra USA e Canada debba essere cancellata perche' su terra sacra agli indiani d'America, facenti parte del Blackfeet tribes.

“Today the Blackfeet People have reason to rejoice. This fight has been about more that the Blackfeet. All of Montana and our country win. This pristine area so special to us and special to all who fight in this fight.”
 
Non solo Obama ha deciso che la concessione andava revocata, ma anche che fu assegnata in maniera inpropria e contro gli obblighi del National Environmental Policy Act e del National Historical Preservation Act perche' non venivano rispettati i diritti delle comunita' indigene.

Sally Jewell aggiunge che con questa decisione il governo riconosce che ci sarebbero danni irreparabili all'ambiente dei Blackfeet tribes.

I petrolieri, nelle vesti della Solenex di Louisiana hanno gia' denunciato il governo centrale nel 2013 perche' volevano trivellare da tempo. Ripetono che le cause andranno avanti,  che tutti i loro esperti hanno sempre detto che e' tuttapposto e che non vedono perche' debbano tirarsi indietro proprio adesso. Dicono che e' ridicolo.

Ma lo dicono solo loro.

Il Badger-Two Medicine Area si trova lungo il Rocky Mountain Front, vicino al Glacier National Park, al Bob Marshall Wilderness e alla Blackfeet Indian Reservation. L'area fu lottizzata nel 1982 e le controversie iniziarono subito. Nel corso degli anni quasi tutti i petrolieri restituirono le licenze o i permessi erano scaduti.  Il Congresso Americano diede loro anche dei soldi. Ne sono rimaste 17.

Uno dei senatori maggiormente attivi contro questa concessione si chiama Jon Tester, dice che alcuni posti del mondo sono cosi speciali che non si trivellano.

Io non ci sono mai stata in Montana, ne al parco Badger-Two Medicine, ne nelle riserve delle tribu' Blackfeet. Mi pare difficile pensare pero' che siano posti piu' spettacolari e belli delle coste italiane, delle colline italiane, dei campi italiani, delle citta' italiane.

Perche' non possiamo avere un po di amor proprio e dire anche noi, come in Montana e da Renzi in giu': non ha senso trivellare l'Italia da nessuna parte perche' e' bella, e' speciale, e' unica. Perche'?







Tuesday, December 22, 2015

Belize: salvi dalle trivelle coralli e siti UNESCO








Update Gennaio 2018:


Il Belize ha finalmente approvato una moratoria antitrivelle e la creazione di una Petroleum Operations Maritime Zone Moratorium.

  Sara' protetta tutta la fascia di 350 chilometri della Belize Barrier Reef Reserve System, sito UNESCO.

E' ora un reato in Belize condurre attivita' di esplorazione e di trivellazione nei mari della nazione. 
Chiunque agira' contro la legge sara; multato fino a 3 milioni di dollari, con imprigionamento fino a due anni. 

Il Ministro del petrolio, che in questo momento e' anche il primo ministro della nazione, Dean Barrow, ha accettato di iniziare dialoghi con le ditte petrolifere che hanno perso le proprie concessioni e per discutere eventuali risarcimenti.

In questo momento e' vietato trivellare in tutte le acque del Belize.
 
Tutto questo non nasce dal vuoto. Sono anni che gruppi ambientali ed attivisti in Belize lavorano per referendum sulle trivelle, sensibilizzazione, diffusione di informazione in patria e all'estero.

E' una grande vittoria di popolo, di mare, di pianeta, di barriera corallina, di coscienze.



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Dicembre 2015

“The World Heritage Committee has taken a very clear position that 
oil and mining exploration and exploitation are
 incompatible with World Heritage status"





Un altra storia di democrazia e di attivismo a lieto fine. Il governo centro-americano del piccolo Belize, 300,000 abitanti, ha annunciato che vietera' le trivelle in alcuni dei suoi mari piu' belli. Il cosiddetto Belize Barrier Reef Reserve System che ospita un serie di sistemi corallini, nonche' dal 1996 sette siti protetti UNESCO e' salvo dal petrolio. Anzi, e' una follia che ci abbiano anche solo pensato a trivellarli.

La storia inizia nel 2004: il governo del Belize assegna delle concessioni petrolifere in mare, nei pressi della Meso-American Reef, la seconda piu' grande barriera corallina del mondo dopo quella d'Australia. Altri lotti vengono assegnati nel 2007, per un totale di sei concessioni.

Nel 2009 l'UNESCO inserisce il Belize Barrier Reef Reserve System nella lista dei suoi siti protetti in pericolo a causa di compravendita di piccoli isolotti di mangrovie e di scarsa attenzione alla conservazione dei suoi tesori naturalistici. Nel 2010 lo stesso ente aggiunge alle sue preoccupazioni le proposte trivelle e decreta che ricerca ed estrazione di petrolio non sono compatibili con lo status di World Heritage site.  Se si va avanti, l'UNESCO ammonisce, lo status di sito protetto potrebbe essere revocato.

Subentrano gli attivisti da mezzo mondo, le associazioni turistiche locali, gli amanti del mare, i pescatori.  Le trivelle nel Belize diventano un caso internazionale. Viene fuori che durante la vendita di queste concessioni petrolifere da parte del governo non c'era stato coinvolgimento delle popolazioni locali, non erano stati resi noti gli impatti ambientali delle trivellazioni e le ditte scelte non avevano dimostrato alcuna abilita' di poter fornire fondi, macchinari, risorse e sapienza per poter trivellare in una zona cosi sensibile.

Il governo aveva assegnato le concessioni petrolifere in gran segreto. Anzi, alcune delle ditte non avevano alcuna esperienza di petrolio: la Princess Petroleum, per esempio, gestiva hotel e casino'. Le erano stati dati i diritti di trivellare il Blue Hole Natural Monument, protetto dall'UNESCO, di bellezza speciale con pesci di ogni tipo e colore e classificata come una delle dieci localita' piu' belle del mondo per fare scuba diving.

Si passa alle vie legali, con associazioni ambientali e turistiche che portano in causa il governo del Belize. Tutti insieme creano il Belize Coalition to Save Our Natural Heritage. Viene organizzato un `People's referendum' il 96% dei 30,000 residenti interpellati e' contrario alle trivelle. Il giorno 16 Aprile 2013, il paese e' incollato ai media per conoscere il verdetto della causa. E' un trionfo. La corte suprema del Belize rende tutti i contratti petroliferi "null and void". E questo non perche' i petrolieri non avevessero fatto le valutazioni di impatto ambientale, ma perche' non le aveva fatto il governo.  E cioe' la corte annulla l'idea che il governo possa cedere dei tratti di mare ai petrolieri senza capirne *prima* e in modo *indipendente* gli effetti su natura, pesca e turismo.

C'e' un sospiro di sollievo da parte di tutti gli attori coinvolti. Ma nonostante il "null and void" dei contratti petroliferi gia' dati, l'UNESCO mantiene la barriera corallina del Belize nella lista di siti in pericolo. Occorre fare di piu'.

A Maggio del 2015,  il governo decide di aprire alle trivelle. Ma come? E l'UNESCO? E i mancati studi ambientali che avevano reso "null and void" le concessioni gia' date due anni prima?

Tuttapposto: il governo presenta un rapporto in cui si espongono i benefici del petrolio dal titolo "Offshore Drilling: Potential Benefits and Risks". Viene ripetuto il solito mantra che le trivelle a mare possono avere effetti positivi sull'ambiente, che le piattaforme fungono da attrattori per la vita marina, e anzi, possono aumentare l'abbondanza di pesca e di biodiversita' di addirittura cinquanta volte! Scrivono che in letteratura non si conoscono casi di effetti deleteri su coralli da parte di petrolio, sia con o senza incidenti petroliferi. Aggiungono che i coralli sono resistenti agli scarichi di rifiuti petroliferi in mare.

Interessante: non dicono che non ci saranno riversamenti a mare, dicono che i coralli possono resistere! Il documento dice pure che i potenziali rischi ambientali non devono prevenire il Belize dal cercare di innalzare i suoi standard economici e raccogliere i frutti delle sue risorse petrolifere.  Ovviamente non si parla di incidenti, di riversamenti a mare, di turismo. Non si parla dei coralli morti a causa dello scoppio della BP.

Alla fine, sono gli stessi concetti adattati al Belize che conosciamo bene anche in Italia - le solite sceneggiate che petrolio e ambiente possono convivere bene, in terra, in mare, nei campi. Ma chi l'ha scritto veramente tale rapporto? The Guardian, giornale inglese che segue il caso da tempo, scova che l'ha scritto Carla Suite Wright, un ingegnere BP! Ovviamente in Belize, all'UNESCO, e spero in Italia, non ci crede nessuno . 

Intanto, i rappresentanti dell'UNESCO decidono di fare visita al Belize per monitorare i siti protetti. La data scelta e' la seconda meta' di Dicembre 2015.

Il 1 Dicembre -- la svolta. Il governo, sotto pressione incessante di residenti, turisti,  ambientalisti, pescatori, e i riflettori interazionali per la vista dell'UNESCO, decide di cambiare radicalmente corso: vietano esplorazioni sismiche, trivellazione ed estrazione del petrolio in 3500 chilometri quadrati di mare protetto, che includono tutta l'area dei siti UNESCO, e che rappresentano il 15% dei suoi mari nazionali.

Accanto a questo divieto, una moratoria temporanea in tutto il resto dei mari del paese. Le trivelle sono ora vietate nel Bacalar Chico National Park and Marine Reserve, nel Blue Hole Natural Monument, nell'Half Moon Caye Natural Monument,  nel South Water Caye Marine Reserve, nel Glover’s Reef Marine Reserve, nel Laughing Bird Caye National Park, e nel Sapodilla Cayes Marine Reserve e a un chilometro attorno ai loro confini. Queste zone sono spettacolari non solo per i loro mari e per le loro mangrovie, per i delfini e per i pesci colorati,  ma sono anche la casa di varie specie protette ed a rischio di estinzione, come le tartarughe verde, la Caretta caretta, e alcuni esemplari di trichechi, squali e coccodrilli.

E' questo solo il primo passo: gli attivisti chiedono che non siano protetti solo i siti UNESCO, ma che l'attuale moratoria su tutti gli altri mari venga trasformata in un divieto permanente, in modo da vietare ai petrolieri di trivellare nel 100% dei loro mari, adesso e sine die.  C'e' quindi ancora molto da fare verso cose piu' grandi. Ma e' anche il primo passo verso la rimozione del Belize dalla lista dei siti UNESCO in pericolo. il paese si e' anche impegnato a promuovere una serie di interventi entro il 2018 per migliorare la conservazione e protezione dei suoi mari.

L'UNESCO fara' l'annuncio ufficiale del divieto petrolifero nei suoi sette siti protetti in Belize il 31 Gennaio 2016.


Speriamo di scriverne altre di storie cosi in tutto il mondo, Italia compresa, per il 2016 e per gli anni a venire.