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Thursday, December 29, 2011

Giorgio Mazzenga e John Klein della Forest Oil Corporation: senza vergogna


Ai cittadini di Bomba:
Non credetegli a Giorgio Mazzenga,
quello vuole solo speculare sulla vostra salute
seduto dalle sue comode poltrone romane!


Non sanno che pesci prendere! Che ridere, che ridicoli! Non gli e' bastata la figuraccia di qualche mese fa, quando tutto il paese di Bomba gli si e' rivoltato contro, assieme a tutta la provincia di Chieti, assieme a 19 sindaci di altrettanti comuni, assieme a tutto il resto d'Abruzzo. Non gli e' bastato a tornano alla carica.

JOHN KLEIN:
GIORGIO MAZZENGA:
NO IS NO IS NO.
DO YOU GET IT?

Si vede che a Giorgio Mazzenga e a John Klein della Forest Oil Corporation non gli interessa di essere odiati da tutti: vogliono solo tirare fuori la melma che abbiamo nel sottosuolo d'Abruzzo, costi quel che costi, per arricchircisi loro e i loro azionisti. Che vergogna! Una multinazionale contro un paesino di 1000 abitanti.

Ed ecco che il 12 dicembre 2011 mandano una innocente letterina ai cittadini di Bomba con una lucicante letterina e con una brochure informatica che dice:

Da diversi anni nel territorio del Comune di Bomba si parla e si discute del progetto Forest per l'impianto di estrazione e di trattamento di gas che abbiamo intenzione di costruire.

Traduzione: siamo sopresi che non ci siamo ancora riusciti, e che la gente e' stata piu' intelligente dei nostri inganni.

In questo periodo, e soprattutto negli ultimi mesi, i toni sono stati molti accesi e ci spiace che si siano verficati episodi di confronto pubblico poco sereni.

Traduzione: li abbiamo fatti neri e non se lo aspettavano. In realta' gli spiace solo per il portafoglio e per niente altro senno' venivano a parlare con noi 5 anni fa.

Siamo fermamente convinti che ogni cittadino abbia il diritto di conoscere questo progetto e cio che comporta per questa terra, e di fare di conseguenza le proprie valutazioni maturando un'opnione serenamente.

Traduzione: dobbiamo continuare a farvi il lavaggio del cervello perche' non ci siamo riusciti finora. La Forest Oil e' stata la prima a fare tutto sottobanco negli scorsi 5/6 anni e ora che la gente sa, ed e' informata correttamente da persone senza interessi personali cercano di mettere delle paroline di corporate speak, belle, luccicanti e rasserenanti. Cara Forest, siete cascati male: saremo "sereni" solo quando ve ne sarete andati!

Per questo abbiamo deciso di mandare questo materiale informativo a casa di tutte le famiglie di Bomba, per potervi spiegare cosa abbiamo intenzione di realizzare, di che impianto si tratta, che impatto avra', quali benefici sono attesi soprattutto sul tema del lavoro, dell'economia e dell'opportunita' per i giovani di restare a lavorare nel proproi territorio.

Traduzione: Siamo cosi disperati che abbiamo dovuto metterci di mezzo pubblicisti, e brochure e balle varie. Purtroppo, cara Forest siete arrivati tardi. Purtroppo non porterete niente di buono a nessuno, e noi lo sappiamo fin troppo bene. E' facile da Milano e da Roma e da Denver pensare che potete venire con l'arroganza dei vostri soldi.

IL VOSTRO PETROLIO, IL VOSTRO GAS
NON PORTANO BENEFICI A NESSUNO SE NON A VOI STESSI.

WE ARE SMARTER THAN THAT
THANK YOU VERY MUCH.

Chi e' interessato a maggiori dettagli puo' consultare il nostro sito web www.forestbomba.it o la documentazione amministrativa presente sul sito del Ministero dello Svilupo Economico Dipartimento per l'Energia.

Traduzione: siamo ancora convinti di poterci riuscire a trivellarvi, indice che non abbiamo capito niente della capa tosta degli Abruzzesi. Cara Forest: la vostra centrale e' una variante del centro oli di Ortona, lo sappiamo tutti, entra monnezza sulfurea, esce monnezza sulfurea. I vostri tecnici, nella persona di Ronald Brown e anche la rivista Oil International parlano del fatto che la diga e' a rischio Vajont, emetterete secondo le vostre stesse documentazioni fumi tossici direttamente nelle case delle persone, e oltre i limiti legali, costuirete vasconi di monnezza tossica in una zona turistica, agricola e dove

NESSUNO VI VUOLE!
DO YOU UNDERSTAND?

Come tutte stiamo seguendo un preciso iter autorizzativo, che e' condotto da enti autorevoli e imparziali come il Ministero dello Sviluppo Economico e la Regione Abruzzo. Queste istituzioni dispongono di organismi dedicati proprio all'esame di questi progetti, composti da autorevoli esperti ed addetti ai lavori. La legge prevede procedure rigorosissime, come e' giusto che sia, e noi stiamo fornendo tutte le risposte ai loro questiti e ci atterremo alle decisioni che vengono assunte in queste sedi.


Traduzione: purtroppo i cittadini di Bomba, il comitato gestione partecipata del territorio, Massimo Colonna, 19 comuni del comprensiorio, Enrico di Giuseppantonio, la provincia di Chieti, la confcommercio, la D'Orsogna, la chiesa, le associazioni sportive, TUTTO l'ABRUZZO ci e' contro e dobbiamo cercare di salvare il salvabile, facendo riferimento a vaghi, innominabili e fantomatici esperti, che non esistono e che hanno il solo scopo di confondere le idee alle gente.

La legge prevede che la volonta' popolare sia vincolante:
dunque andatevene da dove siete venuti.

Giorgio Mazzenga: la traduzione della parola democrazia e' che sono i cittadini padroni del proprio territorio, e' che siamo NOI a decidere e non un mucchio di signori di mezza eta'
venuti da chissa' dove che dell'Abruzzo non sanno niente.

NON VI CI VOGLIAMO QUI!

Le vostre balle, i vostri tentativi di fare il lavaggio del cervello alle persone, i vostri miraggi di pochi spiccioli elargiti alla collettivita' in cambio di speculazione su speculazione per voi e per i vostri affaristi, da Denver a Milano.

SCOMPARITE!




Tuesday, December 27, 2011

Marea nera e FPSO di Nigeria






Quello che la stampa italiana non dice:
il campo con perdite in Nigeria era della Shell in partership con l'ENI:

Shell operates the Bonga field in partnership with Italy's Eni SpA, Exxon Mobil Corp., France's Total SA and the state-run Nigerian National Petroleum Corp.

NPR, la radio pubblica USA
un giornalismo eccellente

L'ENI e' proprietaria del campo Bonga e dunque della sua marea nera al 12.5%

Ho cercato di vedere se Corriere, Repubblica, o qualcuno avesse il coraggio di dire questa piccola verita', cioe' che Bonga e' in parte dell'ENI, ma non l'ho trovata da nessuna parte. Non so quanto grandi fossero le responsabilita' dell'ENI in questo incidente, ma credo che sarebbe state giornalisticamente etico riportare che l'ENI e' parte del consorzio che opera la nave FPSO in Nigeria.


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Ad avere avuto problemi e' il campo detto "Bonga" a 120 chilometri da riva e' piu' precisamente una nave FPSO della Shell: le navi-centri oli che servono a desolforare il petrolio in mare e poi a stoccarlo prima di convogliarlo su petroliere. Queste FPSO hanno incorporato mini centrali di trattamento e fiammella sputa H2S azionata 24 ore su 24.

Esattamente la stessa cosa che volevano costruire a Rocca San Giovanni e che gia' operano al largo di Brindisi nel campo Aquila dell'ENI. A Rocca San Giovanni la volevao costruire a 9 chilometri da riva.

La storia della Shell in Nigeria e' lunga, complessa, e dolorosa e pluridecennale: basti solo dire che in 50 anni sono stati corresponsabili della morte di Ken Saro Wiwa, attivista pacifico, che hanno promesso di fermare il gas-flaring nel 1998 ma che ancora adesso continuano a farlo, e che corrompono i politici nigeriani a piacimento.

Adesso arrivano le perdite dalle FPSO e le scusanti della Shell.

Il 20 dicembre circa, secondo la Shell, la FPSO stava trasferendo greggio ad una petroliera e ci sono stati dei riversamenti in mare causando il piu' grande incidente petrolifero degli scorsi 13 anni in Nigeria.

La Shell ha riportato che sono stati persi fra 40,000 e 60,000 barili di petrolio, circa 1.7 o 2.4 milioni di galloni di petrolio - 6 o 9 milioni di litri. Hanno anche usato dispersanti chimici, e detto che e' stata colpa di una piccola fessura in una conduttura sottomarina: segno di quanto complesse siano queste operazioni.


Oggi 27 Dicembre dicono che e' tuttapposto e che il petrolio - che inizialmente copriva un area di 900 chilometri quadrati - si e' magicamente disperso grazie all'uso di 5 navi e che il petrolio non e' arrivato a riva ma "solo" a 11 miglia.

I gruppi ambientali Friends of the Earth Nigeria e Environmental Rights Action dicono pero' che non ci credono e che invece vari pescatori hanno visto petrolio arrivare vicinissimo alla riva.

Ma la vera domanda e': perche' se ne sono accorti, la Shell, l'ENI, la Exxon Mobil, la Total, il govern nigeriano, cosi tardi? Come hanno potuto lasciare che milioni e milioni di litri di petrolio finissero in mare prima di fare qualcosa? La Shell sta cercando di coprire qualcosa? E quante altre perdite "minori" ci sono e di cui nessuno sa niente?

La Shell dichiara: "non siamo i soli da inquinare". Mal comune mezzo gaudio allora - come i bambini. L'ENI non dice niente.

Dicono pure che puliranno tutto, pure un altra perdita poco distante dal loro campo Bonga. Evviva allora. Tuttapposto, fino al prossimo scoppio, fino alla prossima perdita.

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Ogni tanto ci penso a queste FPSO che volevano mettere davanti a Rocca San Giovanni, e che abbiamo miracolosamente fermato. E ogni volta mi viene l'amaro in bocca. Quando e' arrivata la MOG nei loro mari, i sindaci di Rocca San Giovanni, San Vito, Torino Di Sangro, neanche sapevano cosa fosse una FPSO - chissa pure se lo sanno adesso. Questi signori sindaci secondo me non hanno minimamente capito cosa siamo riusciti a fermare e non dico che sarebbe stato carino dire grazie, cosa che non si sono minimamente degnati di fare, ma non si sono neanche degnati di darsi da fare dopo per proteggere la costa teatina da altri attacchi - petroliferi e non.

La stoltezza.

PS: Vediamo che dicono i giornalisti italiani - se e' stato tutto a portata di click per me, lo e' anche per loro.





Saturday, December 24, 2011

Natale 2011


Cosi' solo perche' ispira:

Here’s to the crazy ones. The misfits. The rebels. The troublemakers. The round pegs in the square holes. The ones who see things differently. They’re not fond of rules. And they have no respect for the status quo. You can quote them, disagree with them, glorify or vilify them. About the only thing you can’t do is ignore them. Because they change things. They push the human race forward. While some may see them as the crazy ones, we see genius. Because the people who are crazy enough to think they can change the world, are the ones who do.

Apple Inc.

Thursday, December 22, 2011

Basilicata Coast to Coast - vergogna Total

Cari Max Gazze, Rocco Papaleo, Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Gassman, Paolo Brugiglia,

Sono sicura che siete felici che il vostro film Basilicata Coast to Coast abbia vinto dei premi importanti al David di Donatello qualche mese fa.

A suo tempo arrivo' anche nelle sale di Los Angeles, dove vivo, al festival del cinema Italiano.

Ero proprio felice di poterci andare, e non potevo credere ai miei occhi che ci fosse un film sulla Basilicata, una terra non mia, ma a cui ho imparato a volere bene e a volere difendere dagli attacchi degli speculatori dei petrolio - ENI e Total - che la stanno distruggendo.

Poi la doccia fredda: la Total ha dato 200,000 euro per produrre questo film.

Forse per voi uno spettatore in piu' o in meno non conta niente, ma a questa notizia, mi rifiutatai di andarci per rispetto alla gente vera di Basilicata, per non dare un solo centesimo alla Total di Francia o alla sua amica ENI e men che meno per essere vittima della loro propaganda.

Quei 200,000 euro sono soldi sporchi, soldi che la Total ha speso per ricoprirsi la coscienza degli scandali che hanno combinato in Basilicata nel corso degli anni.

E' facile, specie per una ditta petrolifera mondiale dare 200,000 euro a registi ed attori che vengono da lontano piuttosto che affrontare i problemi, ammettere di avere inquinato ogni cosa che hanno toccato, chiedere e scusa e spendere soldi per ripulire tutto quello che hanno insozzato.

La Total, l'ENI stanno distruggendo la Basilicata, trivellandola a piu' non posso, fra i campi, nei parchi, nei paeselli dimenticati, vicino alle dighe.

Nei laghetti della Val D'Agri prima c'erano le fragole, ora ci sono i liquami tossici e cancerogeni delle trivellazioni. A Corleto Perticara prima c'erano campi sani, ora sono chiusi perche' la Total ci ha seppellito le scorie tossiche per decenni.

A Potenza la Total e' implicata in uno scandalo per fior di tangenti devoluti alla costruzione di una raffineria-centro oli. A Viggiano c'e' una raffineria di petrolio che emette veleni, fino a 6000 in piu' quello che l'organizzazione mondiale della sanita' ritiene salutare.

La Basilicata resta una delle terre piu' povere d'Italia. La gente emigra. Non c'e' vita.

Assieme a quegli altri santi dell'ENI hanno avvelenato l'aria, l'acqua, la terra e la vita dei lucani.

Hanno tolto la speranza alla gente di Basilicata e ai loro figli.

In cambio gli hanno dato tumori, asma, mele marce, agricoltura in ginocchio e una valigia per emigrare lontano.

Il vostro film e' un cazzotto al cuore per quella gente che - arte o non arte - sa che e' solo un film fatto sulla loro pelle.

Aprite dei giornali, leggete, indagate. Non e' difficile, sapete?

Quando uno e' famoso, deve usare la sua fama per farci le cose buone e ha con se la responsabilita' di dare l'esempio giusto, per quanto possibile, perche' quello che dice e che fa una star del cinema o della musica ha molto piu' eco di quello che posso dire io - o chiunque altro meno famoso. Almeno questa e' la mia opinione.

L'arte senza l'impegno puo' anche essere bella, ma e' inutile quando c'e' di mezzo la vita vera della gente.

Guardate Lucio Dalla, che con semplicita' ed eleganza e' venuto alla manifestazione no trivelle di Termoli, per stare con la gente.

Max Gazze io l'ho sentito dal Woodstock di Cesena di Beppe Grillo. Dal palco parlava di ideali, di costruire una Italia migliore. Bene, adesso puo' fare qualcosa di buono per la gente di Basilicata.

Ci torni in Basilicata e questa volta vada dritto a Viggiano, al lago del Petrusillo, a Corleto Perticara, e veda che aria si respira li. Vada a parlare con gli operai del Centro Oli, con i contadini che non sanno piu' che farsene dei campi marciti o delle case abbandonate perche' sanno di zolfo.

Il passato non si puo' cancellare, ma si puo' chiedere scusa, fare meglio per il domani.

Basilicata coast to coast, il film che avete girato per fare propaganda alla Total non si puo' cancellare, ma ora lo sapete e sta a voi prendere questa occasione per trascendere il tutto e per volere bene alla Basilicata per davvero.

Non ho mai vinto un David di Donatello, ma alla sera mi addormento sentendo di avere fatto qualcosa di buono nella vita.





Monday, December 19, 2011

Inaspettatamente - grazie!



AMBASCIATORI DELLA NATURA 2012

Il prestigioso riconoscimento “Ambasciatore della Natura” è stato assegnato per il prossimo anno 2012 a tre personaggi distintisi per il grande impegno nella difesa del patrimonio ambientale, naturale, ecologico e paesaggistico in Italia e nel mondo:

Maria Rita D’Orsogna, insigne studiosa italo-americana di fisica, docente in California ma attivissima nel combattere l’invadenza delle trivellazioni petrolifere in Italia e nei mari circostanti;

Sergio Rozzi, sportivo e attivista marsicano, apprezzato specialista dei parchi nazionali e tenace promotore della cooperazione internazionale tra Italia e Perù e della salvaguardia delle Ande;

Tommaso Ferraro, sportivo siciliano detentore del primato di immersione subacquea per non vedenti e protagonista di molte altre imprese, impegnato nella cooperazione con l’America Latina.

Nel precedente anno 2011 il riconoscimento era stato assegnato a Tom Perry, il celebre “alpinista scalzo” veneto che percorre montagne e vulcani in tutto il mondo, diffondendo un messaggio di amore per “madre terra” e di solidarietà con tutti i popoli; a FerdySapio, famoso per aver messo in musica e cantato il “Cantico delle Creature” di San Francesco; e a monsignor JanekCielecki, il sacerdote polacco collaboratore di Papa Giovanni Paolo II durante gli ultimi anni del suo pontificato.

Il premio consiste in una bellissima targa di roccia lavica, con sovraimpressa in ceramica la tavola raffigurante “la Terra ha un cuore verde, la Natura”, ideata da Franco Tassi, realizzata dall’artista internazionale Deirdre Hyde e promossa da Carmelo Nicoloso, siciliano, Coordinatore del Comitato Parchi per il Mezzogiorno d’Italia.

La foto ceramizzazione in pietra lavica è stata realizzata da Artesole del maestro Giuseppe Sorbello – Macchia di Giarre



Roma-Catania, 15 dicembre 2011




Ovviamente non posso che ringraziare tutti di questo pensiero gentile, e dire che non me lo aspettavo. Grazie Franco Tassi, Carmelo Nicolosi, Guido Picchetti e tutti quelli che hanno pensato a me.

Sunday, December 18, 2011

Tragedia petrolifera in Russia


Non e' la prima, non sara' l'ultima volta che le operazioni petrolifere portano a tragedie piu' o meno dolorose.

Nel mare ghiacchiato di Okhotsk della Russia Orientale, una piattaforma esplorativa spinta dai forti venti e dalle tempeste si e' capovolta. C'erano 67 persone sopra: per ora sono 4 i morti accertati, mentre altre 49 sono ancora disperse. Circa 14 invece sono state portate via vive.

Chi si e' salvato ha riportato problemi di ipotermia a causa della temperatura del mare, un grado centigrado. Si calcola che bastano 30 minuti in quelle acque cosi fredde per morire assiderato.

Le onde arrivavano fino a sei metri.

La piattaforma capovolta si chiamava Kolskaya, e si trovava a circa 200 chilometri dall'isola Sakhalin, a nord del Giappone e operava a circa 1000 metri di profondita'. Il campo petrolifero e' di proprieta' della Gazprom, la ditta nazionale russa, mentre la piattaforma esplorativa era operata dalla AMNGR, che fa capo alla ditta russa statale Zarubezhneft.

Si e' afflosciata ed e' affondata in 20 minuti.

La piattaforma usata era temporanea, di tipo jack-up, con le gambe allungabili in mare, come quelle usate anche in Italia, ad esempio per Ombrina Mare.

L'area dell'isola di Sakhalin e' nota per le sue abbondanti riserve petrolifere ma anche per la sua pericolosita': l'inverno dura per 230 giorni in media, il mare e' spesso ghiacchiato, le condizioni difficili.

Il petrolio viene estratto non solo dalla russa Gazprom ma anche dalla Exxon-Mobil e dalla Shell. Oltre al petrolio, il campo di Sakhalin produce 10 milioni di tonnellate di gas che finiscono in Asia, spesso in Giappone.

La autorita' dicono che non ci sono rischi di disastri ambientali - ma dicono sempre cosi. Non sarei sorpresa di invece leggere fra qualche giorno di macchie o di altri tipi di problemi di inquinamento.

Dicono anche che la colpa e' di chi stava montando la piattaforma, perche' probabilmente non sono state rispettate le misure di sicurezza, e che occorreva tenere in considerazione le condizioni climatiche prima di eseguire operazioni pericolose.

Il lavoro di recupero dei corpi e' difficile perche' anche mandare navi addette a questo triste compito puo' essere pericoloso a causa delle ondate, e dei ghiacci. Ci sono elicotteri e anche navi-trita ghiaccio.

La Russia in questi ultimi anni cerca di trivellare in condizioni sempre piu' pericolose, perche' i giacimenti piu' "facili" stanno per estinguersi.

Occorre solo chiedersi se ne vale la pena, e se invece non sia il tempo di fermarsi e di cercare l'energia altrove, invece che mandare 50 persone a morire su una piattaforma sperduta.

Fonti: Reuters

Thursday, December 15, 2011

Il Borsacchio vs. il sindaco Mastromauro, Giulianova


Il Sindaco Mastromauro ed il Consiglio Comunale di Giulianova nei mesi scorsi hanno gia' chiesto alla Regione la riperimetrazione della Riserva e domani 15 Dicembre ci sara' un consiglio comunale a Roseto in cui si discutera' nuovamente per eliminare dalla Riserva aree di grande importanza naturalistica.

Ma questi amministratori si rendono conto che chiudendo la porta alla
riserva, aprono un portone alle ricerca di idrocarburi sui loro territori??

Dante Caserta, Comunicato stampa del WWF


Caro sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro,

nella vita occorre coerenza e moralita' e una volta decise quali sono le cose importanti, occorre focalizzare, occorre crederci davvero, senza mai perdere di vista l'obiettivo e non avere paura di pestare i piedi o di rompere le scatole a nessuno per difenderle.

Sono anni che cerchiamo di salvare l'Abruzzo dalle trivelle: il comune di Giulianova in passato ha partecipato a vari eventi, e sebbene l'iniziativa sia quasi sempre partita dalla gente, lei e' stato presente e di supporto, e per questo le sono grata.

Ma la sua idea adesso di rimpicciolire una riserva naturale - per cementificarla? - e' in netto contrasto con l'idea di impedire l'Abruzzo petrolifero.

Perche' non vuole questa riserva? Cosa c'e' di meglio che un parco per la citta' di Giulianova? Che ci dobbiamo fare con altri condomini, altra speculazione edilizia, altro cemento, altra "riqualificazione"? Non eravamo la regione dei parchi? Cosa gli lasciamo alle generazioni future? Altro cemento? e un po di spazi aperti, un po di vista sul mare, un po di poesia no?

Mi sento veramente presa in giro dalla maggior parte della classe politica d'Abruzzo. Io e la gente normale abbiamo difeso questa regione giorno per giorno, centimetro per centimetro, anche per voi, e voi continuate ciecamente a darci pugnalate su pugnalate.

Sono veramente scioccata che una citta' come Giulianova che, in teoria, dovrebbe essere una citta' di turismo, vuole annullare quella che potrebbe essere la punta di diamante di un esperienza di vacanze.

Ma in che epoca vivete?

Non lo sapete che la gente e' stanca di cemento e palazzi e cerca il mare e il verde per le vacanze?

Come detto sopra, uno deve essere coerente. Se lei e' contro le trivelle, e' anche per la riserva del Borsacchio. Perche' vede, le due cose vanno insieme: salvare l'Abruzzo dalle trivelle e volere l'Abruzzo verde non puo' essere svincolato dal voler conservarne le aree protette.

E questo perche' trivelle o cemento, poco cambia: sono sempre speculatori, palazzinari o petrolieri che siano, che vogliono venire ad abusare di beni comuni lasciando le briciole alla collettivita'.

Io non voglio sprecare il mio tempo a sensibilizzare la gente, a coordinare osservazioni, a scriverle, a venire a parlare durante le mie vacanze per regalare l'orizzonte limpido ai cementificatori. Non voglio.

E' una presa in giro.

A volte mi pento di essermi spaccata in quattro per Ombrina Mare per poi vedere che i sindaci senza scrupoli di Torino di Sangro o di San Vito sono follemente opposti al Parco della Costa Teatina e in favore di ecomostri e di cementificazione selvaggia.

Non e' giusto, ed e' uno schiaffo che continua a bruciarmi ogni volta che ci penso.

Se uno ci crede all'Abruzzo spetrolizzato e sano ci deve credere fino in fondo, conservando le riserve che esistono, migliorandole, usandole come strumento per favorire l'occupazione, il turismo e contro le trivelle.

Queste riserve non sono zavorra per speculatori edilizi, ma hanno il potenziale di essere balsami per l'anima e se uno ci sa fare, per il portafoglio di tutti. Le dobbiamo amare queste riserve, con cura e passione, cercandone dentro e coltivandone la bellezza, per regalarla a chi verra' dopo di noi.

Sindaco Mastromauro: la lasci in pace quella riserva, e piuttosto dica a Chiodi e a Sorgi di bocciare le trivelle nel teramano.

Ecco un articolo sulle posizioni del sindaco di Giulianova sulla riserva del Borsacchio: deve essere "riperimetrata" - cioe' impicciolita - per farci opere di "riqualificazione"


Eccone un altro sul vero significato della "riqualificazione": edilizia residenziale e turistica. Cioe' villette.


Grazie a Dante Caserta

Wednesday, December 14, 2011

L'Aleanna e le trivelle nel delta del Po


Ci risiamo: la Aleanna ci riprova e questa volta ottiene quello che vuole, in gran parte, secondo me, a causa del torpore delle popolazioni locali.

Ne abbiamo parlato tante volte su questo blog e qualche tempo fa, il 5 Dicembre 2011 per la precisione, i nostri amici della Aleanna, che non si sa da dove vengano, dicono di avere ricevuto il permesso per trivellare il pozzo "Gallare 6d" all'interno della loro concessione "Corte dei Signori" da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.

Non ho visto nessun comunicato in Italiano.

La cosa piu' triste e' che il comunicato stampa in inglese in cui la Aleanna annuncia tutto questo afferma che la Aleanna ha "finalizzato" un'accordo con i proprietari terrieri per la perforazione del pozzo.

Pecunia non olet, evidentemente, ma l'idrogeno solforato e la melma petrolifera, si, ve lo assicuro!

Dicono che inizieranno a trivellare il pozzo fra qualche giorno e che le operazioni saranno completate fra circa 60/90 giorni.

La Aleanna dice di avere altri otto permessi esplorativi e tre applicazioni pendenti, per un totale di oltre 3200 chilometri quadrati, tutti nella pianura padana e che vuole procedere il piu' in fretta possibile con la loro trivellazione.

Perche' la Aleanna ci e' riuscita? Perche' nessuno se l'e' presa a cuore, ma per davvero, nel delta del Po. Perche' nessuno ha detto a quei proprietari terrieri che forse sarebbe stato piu' etico non scendere a patti con la Aleanna e non dargli il terreno da stuprare. Perche' nessuno ha deciso di mettere da parte per un po la propria piccola vita per qualcosa di piu' grande che il proprio tran tran quotidiano. Perche' la politica ha dormito, e la gente non li ha svegliati.

Era tutto scritto: Ortona, la Valle del Curone, Spinazzola, Bomba sono state tutte comunita' piu' o meno grandi che hanno fatto rumore, che hanno rotto le scatole ai politici e alla fine i petrolieri hanno trovato pane per i loro denti e se ne sono dovuti andare via.

Ma se tutti tacciono e pensano solo ai fattacci propri, agli sghei, a come riempire il proprio fine settimana con la meno noia possibile, non si va lontano.

E va bene, vediamo dove vogliono arrivare. A nessuno e' importato fare molto. Mi dispiace solo per il professor Mario Zambon che ha speso la vita a spiegare alla gente del posto che le trivelle avrebbero portato alla subsidenza del delta del Po.

Evviva l'Italia, evviva il ricco Nord, evviva la Lega, evviva la Aleanna.

Tuesday, December 13, 2011

Comunicato stampa Oceana sulle trivelle nei mari Italiani


Grazie a Nicolas Fournier dalla sede Oceana di Bruxelles. E grazie a Hermes Pittelli per avermi aiutato con gli indirizzi della stampa. Spero che ci si renda conto che queste cose non piovono dal cielo - ci e' voluto un bel po' di energia e di tempo per mettere tutto assieme.

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13/12/2011

L’ESPLORAZIONE DEGLI IDROCARBURI IN ITALIA METTE A REPENTAGLIO GLI ECOSISTEMI DELL’ADRIATICO E DELLO STRETTO SICILIANO

Le balene, i delfini e le tartarughe marine sono tra gli esemplari della fauna marina messi a repentaglio dalle attività di perforazione al largo

Oceana é allarmata per la recente evoluzione nello sfruttamento delle risorse idrocarburiche lungo le coste italiane che mettono a repentaglio l’integrità del fragile ecosistema marino e la sopravvivenza della popolazione costiera. L’organizzazione, che si occupa della conservazione dell’ambiente marino, incita Corrado Clini, il recentemente nominato Ministro dell’Ambiente, e il governo Italiano a fermare il leasing delle nuove perforazioni al largo e a porre in essere una moratoria su tutto il Mar Adriatico per proteggere quest’area così importante e ricca dal punto di vista biologico; richiama inoltre gli altri leaders a de-carbonizzare il settore energetico italiano e ad investire nelle energie rinnovabili.

“Le aree soggette alla perforazione per ottenere gli idrocarburi sono vicine a delle aree marine protette ed ad altri siti di fondamentale importanza nello stretto di Sicilia che sono siti cruciali per la riproduzione di specie migratorie rare come gli squali bianchi, i tonni o le tartarughe marine”, ha dichiarato Nicolas Fournier, coordinatore dell’ufficio di Oceana di Bruxelles. “Il governo italiano deve dare il buon esempio contro l’aumento dello sfruttamento degli idrocarburi se non vuole mettere a repentaglio l’economia costiera e la qualità dell’ambiente marino. Non vogliamo dover assistere ad un altro disastro come quello del Deepwater Horizon nel Mediterraneo e tuttavia questa eventualità rimane molto alta a causa dell’incompleto quadro normativo europeo sulle piattaforme al largo”.





© OCEANA. Juan Cuetos. Spiaggia con fuga di carburante. Perdita di carburante dalla barca Don Pedro. Ibiza, Spagna.



© OCEANA/ Carlos Minguell. Flabellina rosa (Flabellina affinis) su un’alga. Secca delle Bocche di Puglia, Brindisi, Italia.



© OCEANA/Keith Ellenbogen. Fondo marino con piante acquatiche (Posidonia oceanica). Isola di Pantelleria, Italia.

In particolare, crea preoccupazione la recente approvazione, da parte del Ministero Italiano dell’Ambiente, di permettere alla compagnia britannica Northern Petroleum di condurre delle esplorazioni sismiche al largo della costa sud della Puglia, in un’area che si estende per più di 6,600 km2 e che é limitrofa a nove zone speciali di conservazione (ZSC) integrate nella Rete Ecologica “Natura 2000”, ad un Parco Nazionale, a delle Aree Speciali Protette di Importanza Mediterranea (ASPIM) in base alla Convenzione di Barcellona e ad un’Area Marittima Protetta in base alla legislazione italiana (Elenco Ufficiale delle Aree Protette del 27/04/2010).

Queste aree sono di estrema importanza per conservare la biodiversità europea dato che sono state specificatamente scelte per le loro straordinarie caratteristiche nazionali e che proteggono delle specie a rischio di estinzione, delle specie rare e degli habitat dalla crescente pressione antropogenica.

Dopo aver recentemente acquisito dati sismici nelle acque pugliesi, talvolta in siti molto vicini alla costa (7.3 miglia), Northern Petroleum sta pianificando di cominciare il perforamento al largo nel primo semestre del 2012.

Questi piani di sfruttamento saranno nocivi per 65 km2 di Posidonia oceanica Virginale che fiorisce al largo delle coste pugliesi, che é un habitat “prioritario” in base alla Direttiva europea. Questo habitat marino non é solo un’area di fondamentale importanza per la cova di svariate specie di pesci e di crostacei ed un fondamentale bio-indicatore dell’integrità dell’ecosistema, ma serve anche ad assorbire in maniera efficace il diossido di carbonio. Degli studi sui servizi degli ecosistemi stimano che il valore di questo habitat così particolare si aggira intorno a più di 14.000 Euro per ettaro. A rischio é anche la tartaruga caretta (Caretta caretta), classificata come specie a rischio dall’Unione Nazionale per la Conservazione della Natura, che si sposta per vaste aree del Mar Adriatico durante la sua migrazione. L’area é inoltre abitata da balene e cetacei, ivi inclusi gli zifi, le stenelle striate e i tursiopi, che in passato sono stati trovati incagliati a terra con lesioni causate dalle attività di esplorazione sismica.

“Lo scopo ultimo delle compagnie petrolifere é di perforare lungo tutta la costa adriatica, mettendo a rischio non solo la fauna marina ma l’intera comunità e lo stile di vita che sono strettamente legate per generazioni a un mare sano, tra cui la pesca e il turismo” ha dichiarato la Dottoressa Maria R. D’Orsogna, professore di Fisica alla California State University (Northridge) ed esperta di petrolio e gas. Ha aggiunto che “sarebbe incosciente autorizzare lo sfruttamento petrolifero in un ecosistema così delicato, con un perenne rischio di esplosioni, di perdite o di scarico in mare che metterebbe continuamente a rischio queste acque virginali.”

Ancora più preoccupante é che simili operazioni siano state annunciate per l’intera costa italiana orientale e per la Sicilia, dove le operazioni di approvazione da parte delle autorità competenti sono già cominciate. Queste includono, tra l’altro, i progetti sottoposti ad approvazione della compagnia irlandese Petroceltic tra l’Abruzzo e le isole Tremiti, della compagnia inglese Spectrum Geo per l’enorme area di 30.000 km 2 di esplorazione sismica che si stende su tutta la costa adriatica da Rimini al sud della Puglia, o per la compagnia australiana Audax Energy che richiede di perforare lo stretto di Sicilia in un’area molto sensibile dal punto di vista ambientale che include Talbot, Pantelleria e le rive Avventura.

Thursday, December 8, 2011

Giulianova, 7 Dicembre 2011


Cari amici,

eccoci di nuovo riuniti per discutere di folli progetti petroliferi nella nostra regione. Come sapete, ci sono in ballo altre quattro concessioni che riguardano la provincia di Teramo e di Pescara e che riguardano Pineto, Roseto, e addirittura la riserva naturale del Borsacchio.

Di fronte all'enormità dei progetti, e visto che sono anni che il proposito di petrolizzare l'Abruzzo in mare ed in terrra va avanti, è facile sentirsi stanchi e impotenti. E' facile sentire che è tutto così più grande di noi, e lasciare il passo alla rassegnazione, al fatalismo e rinchiudersi nel proprio tran-tran quotidiano.

Purtroppo non sarà l'ultimo degli attacchi. Anzi la difesa del territorio dalle trivelle sarà una lotta per la vita: finchè avremo petrolio sottoterra, ci sarà sempre qualcuno che vorrà trivellarlo, adesso, fra 5 o 50 anni. Non potremo mai dire di avere finito.

Sta a noi allora saperci organizzare con gli strumenti che abbiamo a disposizone e senza arrendersi perche sono imperfetti. Sta a noi dire di no, sta a noi educare i nostri figli, i cittadini del futuro al rispetto dell'ambiente. In una parola sta a noi darci da fare, senza paura e avendo fiducia che TUTTI INSIEME possiamo farcela.

E' questa la lezione che abbiamo imparato in questi anni - e andiamo per cinque: nessuno può fare molto da solo di fronte alle ditte petrolifere, ma non c'è niente e nessuno - nemmeno l'ENI - che possa fermare un popolo compatto, unito, informato, non-politicizzato, che sa agire per tempo, secondo i canali legali ed esigendo che la volontà popolare venga rispettata senza se e senza ma.

I petrolieri li abbiamo già sconfitti: ad Ortona con il Centro Oli lungo la costa dei trabocchi con Ombrina Mare. Sono certa che anche a Bomba presto si arrvierà ad una conclusione positiva per la gente: tutti, ma proprio tutti, hanno detto di no, dal Presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio, fino all'ultimo residente della zona.

E allora cosa c'è da fare nel concreto per la Provincia di Teramo? Occorre informarsi, spargere la voce, e soprattutto indiginarsi. Le ditte trivellanti dicono che va bene trivellare perchè i territori del teramano "non hanno particolare pregio". Ma chi sono loro per dire questo? Chi gliela da tutta questa arroganza? Chi li ha invitati qui? Ci sono mai stati loro a Roseto?

Che ne sanno loro di che significa quel mare, quella terra per noi?

E una volta che siamo consci di quello che vogliono fare, una volta che siamo arrabbiati perchè considerano le nostre riserve naturali "non di pregio" occorre prendere i nostri sentimenti e incanlarli in una azione costruttiva. La legge, sotto quello che si chiama trattato di Aarhus, lo dice charamente: l'opnione popolare va rispettata. E questa opinone popolare la si manifesta attraverso queste benedette "osservazioni": lettere dove ciascuno di noi ha il diritto di parlare
al suo governo, a tu per tu. Un governo da lui votato, pagato, e che deve rappresentarlo, secondo i più basilari canoni della democrazia.

Sono le osservazioni che ci hanno fatto sconfiggere Ombrina Mare, e sono le osservazioni che
i legali della Puglia hanno usato nel loro ricorso al TAR contro le trivelle alle Tremiti.

Il lavoro è stato in parte già fatto: le abbiamo scritte, preparate. Occorre solo che ciascuno di voi si prenda la briga di firmarle, riadattarle se lo vuole, e mandarle alla commissione
regionale di Valutazione di Impatto Ambientale presieduta da Antonio Sorgi e che risponde
direttamente a Gianni Chiodi.

E' questa infatti la commissoine che decide se si trivella a Teramo o no: non Roma, ma l'Aquila.

Il primo tatuaggio di Angelina Jolie dice "Know your rights" - conosci i tuoi diritti.

Tanti anni fa, qualcuno ha lottato tenacemente per darcela la democrazia, per darci il trattato di Aarhus, per darci le commissioni ambientali, per darci le riserve regionali. Sta a ciascuno di noi adesso avvalercene, sta a ciascuno di noi onorare chi ha lavorato per darci queste istituzioni, sta a ciascuno di noi sentirci investiti in prima persona e fare la sua parte, attivamente e senza aspettare mandrake.

Sono sciura che molti di voi avranno figli per i quali si dice sempre, si fanno tanti sacrifici,
di modo che non gli manchi niente: i migliori vestiti, i giochi, le vacanze, i libri. E l'aria pulita? E il mare blu? E gli spazi aperti? Perchè queste cose non sono ugualmente importanti?

Perchè non c'è più amore per tutto ciò che è patrimonio comune? Nel ricercare tutti
i documenti per la stesura delle osservazioni, viene fuori che questa riserva del Borsacchio pare
che non la voglia nessuno. Perchè? Eppure dalle foto pare bella, pare non cementificata, pare
un’occasione per uno spazio sano. Organizzatevi, ripulitela, portteci i vostri figli nel fine settimana, fa molto piu bene all'anima che un telefono nuovo, ve lo assicuro.

E come per tutte le cose, basta solo partire, provare, incamminarsi, avere fame di combattere, di non volergliela lasciare vinta alla MOG, all'ENI, agli speculatori edilizi, alla sordità di Gianni Chiodi e di Antonio Sorgi.

Tutto il resto viene da se.

Finora non ci sono riusciti a trivellarci. Ci aspetta dunque un’altra prova: e ancora una volta
se saremo testardi come dobbiamo essere, non ci sarà storia per petrolieri, per confindustria,
e per i politici alla regione che non vogliono ascoltarci: se siamo tutti uniti, non possiamo che vincere.

Tuesday, December 6, 2011

L'ignoranza di Mauro Angelucci, presidente di Confindustria Abruzzo


"All'interno dell'istanza per conferimento di Permesso di Ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi "Villa Mazzarosa" non sono istuite aree naturali protette di nessun ordine e grado" (SIC, ZPS, Parchi Regionali o Nazionali)"

Permesso Villa Mazzarosa, Novembre 2011,
pagina 54, Medoilgas.


La Medoilgas e la Societa' Adriatica Idrocarburi non hanno presentato richieste di concessioni per l’estrazione di gas bensì istanze
di permesso per la ricerca di idrocarburi gassosi.

Non estrazione quindi ma esplorazione di gas
.

Mauro Angelucci, Confindustria, Dicembre 2011.


La MOG dice una cosa, la Confindustria il contrario.
Non c'e' da fidarsi di questa gente.
Non sanno nemmeno loro di cosa parlano!

E comunque dentro a Mazzarosa c'e' la riserva del Borsacchio!


Sto morendo dalle risate. Il sito di Confinustria riprende le mie parole e scrive, con un banner continuo, come se fossero le feste di Settembre, "la legge regionale non e' stata raggirata". Che ridicoli!

Ci credono solo loro!

Il sito cita Mauro Angelucci, il presidente di Confindustria: oggi e' lui a farci fare altre risate e a venire fuori con altre balle petrolifere, che mostrano tutta l'ignoranza di Angelucci e della sua cricca di Confindustria.

Questo Angelucci manda infatti una precisazione a nome di Medoilgas e di Adriatica idrocarburi: l'una e' quella che sta dietro a Ombrina Mare, l'altra e' quella che sta dietro al Centro Oli. Infatti l'Adriatica Idrocarburi altro non e' che l'ENI sotto nuove spoglie.

E cosa dicono lorsignori della Confindustria dalla bocca profumata di Mauro Angelucci? Dicono che non si tratta di "estrazione di gas" ma di "istanze di permesso per la ricerca di idrocarburi gassosi".

Ha ha ha.

Ma sanno leggere l'italiano lorisgnori? Anche io pensavo all'inizio che si trattasse di gas, perche' sono bravi a fare propaganda, e poi mi sono letti i testi, e cosa scopro?

Scopro che sono pieni di aggettivi del tipo "petroliferi, petrolio", "idrocarburi liquidi e gassosi" e accanto a questo parole come "pozzi, 3000 metri, fanghi, torri".

Cioe' vogliono scavare alla ricerca di quel che c'e' c'e' - gas o petrolio, ma sempre monnezza satura di idrogeno solforato - e fare il buco.

Infatti come la fai la ricerca se non con il buco? E' da quello stesso buco che poi tirerai fuori la monnezza che sta nel sottosuolo. Dunque approvare questa "ricerca di idrocarburi" gassosi o liquidi che siano, altro non significa che fare 3/4 dell'opera!

Dunque, non si tratta di ricerca di gas fatta con i tarocchi, o con i pennarelli su carta, si tratta di perforazioni vere - fino a 3000 metri come dice la MOG - alla ricerca di petrolio e gas con strutture che potrebbero restare permanenti.

Se aveste letto i testi, caro Angelucci, lo sapreste, visto che e' la MOG stessa a dirlo. Siete dunque voi, cari petrolieri, cara Confindustria, a dovere dimostrare perche' dovete essere esenti dalle leggi regionali e soprattutto dalla volonta' popolare.

Ma poi gas o petrolio che sia, non vi ci vogliamo qui, lo capite l'Italiano?

Do you understand? Capisc?

E no, non c'e' niente di ideologico. Che ideologia dovrei avere? Quella di volere salvare i polmoni della gente e' una ideologia? Piuttosto, io parlerei del vostro portafoglio, altro che ideologia.

Ma poi chi e' questo Mauro Angelucci? Da dove sbuca? Che credenziali ha lui?

E poi, suvvia, lo sapete anche voi che sottoterra c'e' di tutto - c'e' petrolio, c'e' gas, c'e' idrogeno solforato! Smettelela di prendere in giro la gente, ci fate solo una figura meschina.

La gente non vi ci vuole, mettetevela via che siete stati sconfitti e AMEN!

E poi tirare in ballo le centraline della Forest Oil. Ma vi rendete conto che siete ridicoli? Non sapete piu' a cosa altro aggrapparvi, vero? E i polmoni della gente no, quelli non sono importanti, no? E la terra che sprofonda non e' importante nemmeno quella, vero? E le balle che avete raccontato alla gente? E "i sondaggi a pagamento"?

MAURO ANGELUCCI:

queste balle valle a raccontare ad altri che qui siamo piu' intelligenti di te e
delle manipolazioni di Confindustria.

All'ENI, alla MOG:
Andate a trivellare a casa vostra!

Monday, November 28, 2011

Osservazioni - Villa Mazzarosa


Qui le osservazioni brevi e qui quelle brevissime per Villa Mazzarosa.
Qui tutta la documentazione della Medoilgas per Villa Mazzarosa.
Grazie a Enrico Gagliano per averle raccolte e distribuite.
Come sempre mandare una copia a me che le mettiamo nel raccoglitore comune.

Qui numeri utili di fax

ARTA ABRUZZO - 085.4500201
PINETO 085.9492930
ROSETO 085.89453670
PROV TERAMO 0861.331263
REGIONE ABRUZZO UFFICIO VIA 0862.363486
REGIONE ASSESSORATO POLITICHE AGRICOLE 085.7672939



Mentre i politici dormono, i petrolieri si fanno avanti e propongono le loro nuove concessioni. In questo caso si sono fatti scrivere i testi da questi intelligentoni della Geomap SRL, ditta di Firenze che - nella mia opinione - scrive balle per conto dei petrolieri e che in questo caso si arroga il diritto di dire che si puo' trivellare fra Roseto e Pineto perche' li "non ci sono aree di pregio".

Pero' si dimenticano di dire che dentro la loro concessione c'e' la riserva naturale del Borsacchio!

E chi c'e' dietro questa Geomap di Firenze che dell'Abruzzo non sa niente, se non che la Medoilgas gli da un contratto e dunque $$$$? Eccoli qui i nostri eroi: Carlo Conedera, Pietro Dainelli, Alessandro Ercoli, Paolo Facibeni.

Ignoranza o malafade non cambia niente: non c'e' da fidarsi e il loro studio e' fatto coi piedi, secondo me.

Questa volta sono 4 le osservazioni da mandare - oltre a Villa Mazzarosa ci sara' Cipressi, Santa Venere, Villa Carbone. Sara' un gran lavoro di coordinazione, con Fabrizia, Ilaria, Ludovica, Guido, Enrico che ringrazio gia' da adesso. Soprattutto grazie a Ilaria Giangrande per l'aiuto nella stesura di questi testi. Per oggi iniziamo con Mazzarosa.

La scadenza di Mazzarosa e' attorno al 20 dicembre.

Fabrizia Arduini e mi dice che le lettere si devono mandare o via raccomandata a ricevuta di ritorno agli indirizzi nel testo o VIA FAX a uno di questi numeri:

0862/363486
0862/363475

La commissione VIA della regione Abruzzo, mi pare di capire e' rimasta all'eta' della pietra e non ha (o non vuole avere?) la PEC, per cui si puo' usare questa:

urp@pec.regione.abruzzo.it

con in CC Sorgi cosi' e' sicuro che la legge:

antonio.sorgi@regione.abruzzo.it

Mano che arrivano altre lettere, o che preparo altri testi li metto sul blog. Come sempre questi testi non sono perfetti, ma questo e' il tempo che ho, ciascuno puo' modificarli come crede.

Ci vorrebbe solo qualche avvocato che si decida a rompere le scatole a Chiodi/Febbo/Sorgi e si impunti a far valere le leggi europee ed italiane che dicono che la volonta' popolare va rispettata.

Infine, c'e' sempre bisogno di persone di buona volonta' che mandino testi, per cui chi vuole aiutare con i fax e' sempre benvenuto.

Sunday, November 27, 2011

Fratino e Nervegna, il gatto e la volpe di Ortona





** I testi del progetto Buonefra sono qui e qui. Grazie a Fabrizia Arduini per la documentazione e a Mauro Vanni
per avermi aiutato nel capire gli intrecci Buonefra.
Qui quello che ho mandato io e che ciascuno puo' modificare come meglio crede.
La scadenza e' il 4 Dicembre**

Ci riprovano. Questa volta con il deposito di petcoke ad Ortona e sotto il logo Buonefra. Sono sempre gli stessi: i Fratelli Nervegna e il sindaco piu' amato d'Italia, Nicola Fratino assieme a suo fratello Sergio. Imprenditori di morte, con lo stoccaggio di petcoke - materiale tossico proveniente dalla monnezza petrolifera - da stoccare al mare di Ortona o fra i campi del Montepulciano.

Dei visionari, eh?

Il progetto e' una specie di scatola cinese, e non si capisce bene quale sia il loro vero intento. Ci sono capannoni gia' costruti al mare, ce ne sono altri che si vogliono costruire sia al mare che nei campi di contrada Tamarete.

I proprietari sono tutti collegati alla Buonefra ma non si capisce bene come tutti questi capannoni siano collegati ne' come si spartiscono o come trasportano la monnezza tossica in giro per Ortona.

Secondo me, spezzettano il loro progetto in baracche e baracchine per non essere troppo appariscenti. Cosi un po di monnezza di qua, un po di monnezza di la, e voila, tuttapposto.

E non si puo' dire che sia una cosa politica: a Tarquinia lo stesso PDL, il partito di Nicola Fratino, nelle parole dei consiglieri Silvano Olmi e di Marcello Maneschi si oppone all'ampliamento della centrale petcoke per questi motivi
:

"Non accettiamo progetti che possano nuocere alla salute della popolazione e che vadano contro la salvaguardia dell’ambiente."

Parola del PDL! Si vede che Olmi e Maneschi non gesticono societa' come la Buonefra nel tempo libero.

Del petcoke abbiamo parlato tante volte, ma come sempre, la gente dorme. Come ho detto gia', a me il deposito petcoke non me lo vengono a fare sotto casa, e nel mio lungomare ci stanno le palme soleggiate, i campi di beachvolley e le biciclette, non le baracche di petcoke.

Non volevo fare questo lavoro, perche' penso di avere gia' dato per Ortona, ma a Fabrizia non posso dire di no. Vorrei solo che il resto di Ortona si sentisse in dovere di fare qualcosa per il bene comune, per loro stessi alla fine.

Che senso ha salvarci dalle trivelle se poi ci mettiamo la monnezza tossica?

E tutti i candidati sindaci che hanno da dire? Gli piace il petcoke al mare? In contrada Tamarete?

Ortonesi: svegliatevi!

Gia' lo so che quando la gente vedra' le ruspe, gli verra' l'ansia e mi scriveranno implorandoli di aiutarli, come se io fossi Mandrake e come gia' successo quando hanno visto spuntare Ombrina Mare. Ma io non sono Mandrake, sono una persona sola, non ho poteri paranormali, con un lavoro e mille altri impegni. Occorre che ognuno faccia la sua parte.

Per ora ho mandato quello che e' in cima. Vedete voi.

Saturday, November 26, 2011

Altri inganni ENI a Agrigento - Cassiopea - trivelle di nascosto

Cassiopea e' in basso: per il Ministero delle Attivita' produttive e' sospeso. Per il Ministero dell'Ambiente l'iter autorizzativo e' quasi completo. A chi credere?



** Nota: ringrazio Guido Picchetti per avermi aiutato a mettere i pezzi assieme.
Non e' detto che questa sia la storia completa di Cassiopea.
Ma siamo entrambi dei volontari.
Eventuali giornalisti professionisti sono pregati di citare le fonti
di questo lavoro di indagine. **


The success of this exploration testifies to Eni's
commitment to the search for hydrocarbons
in frontier environments such as deep water,
as well as the great attention paid to the exploration
and development of mining resources in Italy.

Dal sito ENI, 2008

Anche il pozzo scoppiato della BP era
in zone di frontiera e in acque profonde.
Qui siamo a 20 chilometri, li a 80.

I nomi cambiano, quello che l'ENI vuole fare e' sempre lo stesso: trivellare dove gli pare a loro senza rispetto per nessuno e con l'inganno. In questo caso nei mari profondi dello stretto di Sicilia, secondo le concessioni GR 14 AG e GR 13 AG, riuntite sotto il luccicante nome di Cassiopea, nei pressi di Agrigento.

La storia e' lunga, ma lineare e soprattutto ingannevole.

Nel 2008 infatti, l'ENI e altri siti internazionali che si dedicano a divulgare notizie petrolifere fra cui "Upstream" riportava che i beniamini dell'ambiente dell'ENI avevano fatto questa scoperta di gas meravigliosa nei mari dello stretto di Sicilia.

Al contempo l'ENI annunciava gia' di volere accellerare il suo programma per arrivare allo sfruttamento del giacimento il piu' presto possibile.

L'ENI controlla Cassiopea al 60% ed il restante 40% e' della ditta Edison. L'estensione chilometrica della GR 13 AG e' di circa 420 chilometri quadrati, quella della GR 14 AG e' di circa 410 chilometri quadrati.

Il pozzo Cassiopea si trova a 560 metri di profondita', a 22 chilometri da riva, in quelle che vengono considerate acque profonde, e dunque piu' pericolose.

Si parla di circa 16 miliardi di metri cubi di riserve di gas, da tirare fuori al ritmo di 190,000 meti cubi al giorno. L'Italia consuma circa 95 miliardi l'anno di gas. Circa 8 miliardi al mese. Questo giacimento dunque dara' gas all'Italia per circa due mesi.

Cioe' forti pericoli e trivelle in acque profonde davanti ad Agrigento per 2 mesi di gas.

A suo tempo l'ENI diceva anche di volersi riallacciarsi ad altri giacimenti nella zona, detti Panda ed Argo per formare un unico campo petrolifero a mare. Basta guardare la foto sopra per rendersene conto.

Come detto, si tratta di giacimenti in acque profonde, pericolose, proprio come la BP nel golfo del Messico. Notare che la BP era a circa 50 miglia da riva - 80 chilometri - qui invece siamo a soli 20 chilometri.

Passano tre anni e non succede granche'.

Il 25 febbraio del 2011 il sito del Ministero dello Sviluppo Economico riporta che tutto e' stato sospeso per decorrenza di termini. Infatti se uno apre i siti dei rispettivi giacimenti trova la scritta:

Nota: sospeso.

Qui per la GR 13 AG e qui per la GR 14 AG.



Tutti tranquilli allora? Chissa, costava troppo, erano acque troppo profonde, l'ENI non l'ha giudicato appetibile questo giacimento e ci hanno rinunciato?

Manco per niente.

Infatti, se uno va al sito nazionale della VIA del Ministero dell'Ambiente, si scopre invece che e' stato presentato, nel Novembre del 2011 questo:

Permesso per la Concessione di Coltivazione "d.3G.C.-A.G."/ARGO e CASSIOPEA derivante dai Permessi di Ricerca "G.R13.AG" e "G.R14.AG" Scadenza presentazione osservazioni: 04/12/2011

Addirittura il sito della Provincia di Agrigento riporta quanto in basso:

COLTIVAZIONE DEI GIACIMENTI DI GAS METANO "PANDA" "ARGO" E CASSIOPEA" DA UBICARE NELL'OFF-SHORE SICILIANO ANTISTANTE IL CANALE DI SICILIA (ZONA G E C) A CIRCA 30 M AL LARGO DELLA COSTA AGRIGENTINA- DITTA ENI S.P.A.,DIVISIONE EXPLORAZION & PRODICTION CON SEDE LEGALE IN ROMA, DISTRETTO MERIDIONALE VIA DEL CONVENTO 14, 85059 VIGGIANO (PZ)-AVVISO DI DEPOSITO-ART. 23 DEL D.LGS 16/01/08 N°4

A me 30 metri pare errato - ma questo e' quello dicono loro - notare che scrivono "Explorazion e Prodiction" fa un po ridere, ma la sostanza non cambia.

Altro che decorso dei termini! L'ENI ha segretamente presentato tutte le sue scartoffie per trivellare in modo definitivo al Ministero dell'Ambiente e ora c'e' tempo solo fino al 4 dicembre per presentare osservazioni, e per la gente di informarsi, ammesso che gli interessi.

Fa ridere che il Ministero A non sa quello che faccia il Ministero B o la provincia di Agrigento. Peggio di tutto fa piangere che i cittadini non sappiano niente.

Evviva l'Italia.

Io non ho tempo di indagare di piu' di questo, ma spero che la gente del posto abbia voglia quanto meno di saperne di piu' e di fare osservazioni nel tempo ristretto che resta se gli interessa.

I politici, e chi spera piu' in quelli? Possibile che alla provincia di Agrigento non abbiano potuto diffondere notizie? Possibile che nessuno si chiesto cosa succedesse? Boh.

Ho scaricato tutti i file dal Ministero dell'Ambiente - sono circa 30 file - che sono qui, mentre invece il riassunto della loro valutazione ambientale e' qui.

In sostanza: secondo l'ufficio di VIA del Ministero dell'Ambiente le scadenze per mandare osservazioni per quelli che saranno pozzi permanenti e' il 4 Dicembre 2011.

Altro che decorso temporale del 25 Febbraio del 2011!

Friday, November 25, 2011

Comunicato stampa: la legge di Chiodi fa acqua da tutte le parti





La legge regionale approvata dal Consiglio Regionale di Gianni Chiodi nel gennaio del 2010 e che vieta in zone sensibili abruzzesi le estrazioni di "idrocarburi liquidi" mostra tutta la sua inadeguatezza e l'ignoranza di base di chi l'ha redatta.

La legge infatti lascia campo aperto agli "idrocarburi gassosi" per i quali non ci sono vincoli di alcun genere.

Ma i principi della geologia sono semplici: sottoterra ci sono spesso miscele di gas e di petrolio e non e' sempre possibile distinguere fra i due.

I petrolieri allora ci riprovano e invece di far riferimento alla possibilita' di estrarre petrolio, parlano di estrazione di gas naturale. Sono di questi giorni infatti le richieste per ben 4 autorizzazioni a procedere per l'estrazione di "gas" dal Teramano e nel Pescarese.

Le concessioni sono quelle di Villa Mazzarosa e Villa Carbone, in provincia di Teramo, per conto della Mediterranean Oil and Gas - la stessa di Ombrina Mare - e quelle di Santa Venere e Cipressi in provincia di Pescara, per conto dell'Adriatica Idrocarburi, che fa capo all'ENI.

Le localita' interessate sono Cappelle sul Tavo, Città Sant'Angelo, Collecorvino, Montesilvano, Moscufo, Pescara, Pianella, Spoltore, Atri, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Cellino Attanasio, Elice, Montefino, Penne, Mosciano S. Angelo, Teramo, Cermignano, Cellino Attanasio, Canzano, Castellalto, Notaresco, Bellante.

Anche se i petrolieri lo chiamano ora "gas", le tecniche utilizzate, i rifiuti prodotti, la presenza di idrogeno solforato, sono talquali per il gas che per il petrolio. Basti pensare che presso il lago di Bomba le estrazioni di gas avranno bisogno di un desolforatore i cui principi sono del tutto simili al Centro Oli di Ortona.

A suo tempo tutte le associazioni ambientali, docenti universitari indipendenti e non al soldo di ENI o Assomineraria, avevano denunciato la possibilita' da parte delle ditte trivellanti di utilizzare il gas naturale come cavallo di Troia per bucare il territorio, e sottolineato la necessita' di vietare anche l'estrazione di gas dall'Abruzzo.

Il governo regionale non ha voluto dare ascolto al parere degli esperti, e cosi' il ritorno dei petrolieri si e' concretizzato.

A prendere decisioni su queste 4 concessioni sara' ancora una volta la VIA regionale di Antonio Sorgi, che dopo due anni ancora non riesce a dire il suo no definitivo alle estrazioni di gas a Bomba da parte della Forest Oil, sebbene tutto
l'Abruzzo civile e libero abbia espresso in mille modi il suo no.

Ci aspettano altre battaglie e chiediamo ai presidenti di provincia di Pescara, Guerino Testa e di Teramo, Valter Catarra e soprattutto ai cittadini di prendere informazioni, di indignarsi e di attivarsi contro questi nuovi attacchi. Chiediamo altresi alla dirigenza regionale di rispettare la volonta' popolare e di dire una volta per tutte no all'Abruzzo minerario, senza prese in giro e senza altri stratagemmi volti solo ad ingannare la gente.

Gianni Chiodi, oltre ad essere stato sordo di fronte alle argomentazioni di esperti veri, e testardamente ancorato alle sua scarsa consoscenza scientifica, ancora una volta si mostra incurante della sua terra, della sua gente, e finanche della sua citta',
Teramo.

Queste le concessioni:

A) Istanza di permesso di Ricerca denominato “Santa Venere”.
Attività di ricerca di idrocarburi gassosi in terraferma.


Società Adriatica Idrocarburi S.p.A. Contrada Tamarete, 66026 - Ortona (CH). Tel. 085 91911.


Provincia di Pescara. Comuni di Cappelle sul Tavo, Città Sant'Angelo, Collecorvino, Montesilvano, Moscufo, Pescara, Pianella, Spoltore.

B) Istanza di permesso di Ricerca denominato “Cipressi”.
Attività di ricerca di idrocarburi gassosi in terraferma.


Società Adriatica Idrocarburi S.p.A. Contrada Tamarete, 66026 - Ortona (CH). Tel. 085 91911.

Province di Teramo e Pescara. Comuni di Atri, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Cellino Attanasio, Città Sant'Angelo, Elice, Montefino, Penne






C) Istanza di permesso di Ricerca denominato “Villa Carbone”.
Attività di ricerca di idrocarburi gassosi in terraferma.

Medoilgas Italia S.p.A. Via Cornelia 498, 00166 – Roma. Tel +39 06 99 589 179 Fax: +39 06 62 207 256.

Provincia di Teramo. Comuni di Mosciano S. Angelo, Teramo, Cermignano, Cellino Attanasio, Canzano, Castellalto, Notaresco e Bellante.


D) Istanza di permesso di Ricerca denominato “Villa Mazzarosa”.
Attività di ricerca di idrocarburi gassosi in terraferma.


Medoilgas Italia S.p.A. Via Cornelia 498, 00166 – Roma. Tel +39 06 99 589 179 Fax: +39 06 62 207 256.


Provincia di Pescara. Comuni di Cappelle sul Tavo, Città Sant'Angelo, Collecorvino, Montesilvano, Moscufo, Pescara, Pianella, Spoltore.




MRD
Francesco Stoppa, Universita' di Chieti

Thursday, November 24, 2011

Nuove proposte di concessioni in Abruzzo - grazie Gianni Chiodi!

Come vedete la legge di Chodi non e' servita a niente.

Lui ha vietato solo petrolio, e niente altro, un mago della geologia! Era petrolio, ora diventa gas. Non ci voleva un genio per capire che i petrolieri avrebbero usato il gas come cavallo di troia.

Sottoterra nessuno sa cosa ci sia, spesso ci sono miscele di gas e petrolio e cosi' loro scelgono quello che gli fa piu' comodo, in questo caso... il gas!

Una vera presa in giro.

A presto le osservazioni.

I proponenti sono la societa' Adriatica Idrocarburi
(cioe' l'ENI sotto altre spoglie) e la Mediterranean Oil and Gas, gli stessi di Ombrina Mare.

Intanto ecco qui:


A) Istanza di permesso di Ricerca denominato “Cipressi”.
Attività di ricerca di idrocarburi gassosi in terraferma.


Società Adriatica Idrocarburi S.p.A. Contrada Tamarete, 66026 - Ortona (CH). Tel. 085 91911.

Province di Teramo e Pescara. Comuni di Atri, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Cellino Attanasio, Città Sant'Angelo, Elice, Montefino, Penne


B) Istanza di permesso di Ricerca denominato “Santa Venere”.
Attività di ricerca di idrocarburi gassosi in terraferma.


Società Adriatica Idrocarburi S.p.A. Contrada Tamarete, 66026 - Ortona (CH). Tel. 085 91911.


Provincia di Pescara. Comuni di Cappelle sul Tavo, Città Sant'Angelo, Collecorvino, Montesilvano, Moscufo, Pescara, Pianella, Spoltore.



C) Istanza di permesso di Ricerca denominato “Villa Carbone”.
Attività di ricerca di idrocarburi gassosi in terraferma.

Medoilgas Italia S.p.A. Via Cornelia 498, 00166 – Roma. Tel +39 06 99 589 179 Fax: +39 06 62 207 256.

Provincia di Teramo. Comuni di Mosciano S. Angelo, Teramo, Cermignano, Cellino Attanasio, Canzano, Castellalto, Notaresco e Bellante.


D) Istanza di permesso di Ricerca denominato “Villa Mazzarosa”.
Attività di ricerca di idrocarburi gassosi in terraferma.


Medoilgas Italia S.p.A. Via Cornelia 498, 00166 – Roma. Tel +39 06 99 589 179 Fax: +39 06 62 207 256.


Provincia di Pescara. Comuni di Cappelle sul Tavo, Città Sant'Angelo, Collecorvino, Montesilvano, Moscufo, Pescara, Pianella, Spoltore.

Wednesday, November 23, 2011

Marea nera Chevron in Brasile: 28 milioni di dollari



28 milioni di dollari: questa e' la cifra minima che il ministero dell'ambiente dara' di multa alla Chevron per avere inquinato il mare davani alle coste di Rio de Janeiro.

Lo scoppio e' iniziato il 7 novembre, e continua a tuttora, dopo due settimane. I $28 milioni sono la multa base: si potrebbe arrivare a $140 milioni nonche' al bando della Chevron dalle future operazioni petrolifere.

La Chevron dice di essersi assunta le proprie reponsabilita'. Il governo dice che hanno fatto le opere di pulizia con molta superficialita' , che hanno mentito, e che il loro piano di emergenza non era all'altezza del compito. Prevedevano di usare macchinari che non avevano!

Soprattutto hanno taroccato le immagini aeree che hanno sottomesso al governo del Brasile, e questo ai brasiliani non e' piaciuto.

Nel 2007 il Brasile scopri' le sue enormi riserve di petrolio, dette "sub-salt", sotto il sale, perche' si trovano sotto uno spesso strato di sale e in profondita' nel mare.

Petrobras, la ditta nazionale del petrolio del Brasile ha grandi progetti per queste riserve, sebbene tutti dicano che ci sono forti rischi associati, data la complessita' del sottosuolo.

E poi ci sono i giochi petrol-politici.

La Chevron e' una delle poche ditte non brasiliane che opera in Brasile, in questo campo Campos, dove c'e' il pozzo Frede, quello scoppiato. I brasiliani diffidano degli stranieri e vogliono tenersi le operazioni petrolifere per se stessi. La Chevron teme che dopo lo scoppio ci sara' ancora maggior nazionalizzazione e chiusura agli stranieri.

Si dice che il governo sia arrabbiato con la Chevron non solo per l'inquinamento ma anche perche' tutto questo mostra che ci sono forti rischi con questo tipo di operazioni e loro non vogliono stare sotto i riflettori. Soprattutto c'e' paura che adesso dovranno essere fatte varie valutazioni ambientali, magari cambiare le regolamentazioni, e questo causera' ritardi alla produzione petrolifera, mancate royalties e soldi che si volevano spendere per le Olimpiadi.

Le riserve sono stimate essere di circa 100 miliardi di barili - che potrebbero essere sufficienti agli USA per 14 anni questo per far capire che sono tanti i barili li sotto.



Fonti: Los Angeles Times

Tuesday, November 22, 2011

La brucellosi e altra morte BP



Gamberetti pescati nel golfo del Messico: uno ha un solo occhio, l'altro e' totalmente cieco.

Uno dei risvolti degli sversamenti di petrolio, e' che quando accadono, qualcuno li deve pulire. E indovinate un po chi li pulisce? Persone spesso ai livelli piu' bassi della societa' per i quali anche quel tipo di lavoro e' una opportunita'.

Ma a quale prezzo?

Ecco allora cosa succede in Louisiana, uno stato petrolizzato, ma povero.

Willie Seaman e' un residente della zona che lavora per le operazioni di pulizia della BP. Racconta che mentre era al largo a ripulire le macchie di petrolio respirava aria pesante e puzzolente. In alcuni posti lo strato di petrolio era di circa 30 centimentri di spessore. Gli bruciavano e gli lacrimavano gli occhi. Ben presto gli sono comparse macchie sulla pelle, sulle mani e sui piedi, macchie che poi hanno iniziato a dare prurito e a squamarsi, come un eczema. Gli hanno dato steroidi di vario genere. Ogni volta che mangia pesce, la pelle gli da fastidio e tornano i pruriti.

La BP gli disse che non c'era da preoccuparsi. Erano elisir di lunga vita!

E questo non accade solo a chi e' andato in mare a ripulire i disastri BP ma anche a chi vive sulla costa. Molta piu' gente del normale si lamenta di eczemi, pruriti, difficolta' a respirare, fatica, mal di testa, irritazione degli occhi e del naso, depressione, confusione, tosse, mancanza di respiro, male al petto, giramenti di testa, diarrea, nausea, mancanza del senso del tatto.

Sono sempre gli stessi guai che succedono sempre vicino ad attivita' petrolifera, scoppio o non scoppio.

Soprattutto, molte delle persone sono povere, e senza sanita' medica. Come dire: se il petrolio porta ricchezza, certo non l'ha portato a chi vive lungo la costa della Louisiana.

Nel frattempo la pesca e' in declino, i delfini continuano a morire, i pesci hanno lesioni strane e sono coperti da macchie di petrolio.

Dallo scoppio fino all'Ottobre 2011 sono morti circa 580 delfini e balene - a ritmi dieci volte superiore alla norma. Numerosissimi anche gli aborti spontanei dei delfini, anche questi a ritmi superiori alla norma.

Un paio di giorni fa intanto i ricercatori che studiano le conseguenze dello scoppio BP hanno identificato la causa della morte dei delfini: si chiama brucellosi ed e' una malattia portata da un batterio, come riporta CNN.

Si pensa che la combinazione di petrolio e del dispersante Corexit abbia indebolito il sistema immunitario degli animali rendendoli suscettibili a questa brucellosi, come dice Teri Rowles del National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA).

Per molte cose i delfini sono simili agli umani, e quel che accade ai delfini potrebbero accadere alle persone. E infatti la brucellosi puo' infettare anche i mammiferi terrestri e le persone tramite il respiro, la pelle o l'ingestione.

I danni di questa brucellosi sono aborti spontanei, febbre, sudore, dolori alla schiena e mal di petto. In circa il 2% dei casi puo' portare alla morte. I delfini sono gia' morti e hanno gia' abortito in massa. Vediamo che accade alle persone.

Secondo wikipedia, questa brucellite puo' avere: manifestazioni gastro-entritiche, epatiche, biliari, neurologiche, cardivascolari, respiratorie, genitali, urinarie, ematologiche, cutanee, oculari e gestazionali.

Di tutto cio' la BP non dice niente, il governo neppure.
Si ammalano i delfini, si ammalano gli umani e tutto tace.