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Saturday, March 19, 2016

Debora Serracchiani, PD: il petrolio e la coerenza perduta



Fra il 2016 e il 2012 ci sono 4 anni
e 180 gradi di cambiamento sull'opinione in merito al petrolio
di questa eccellente politica italiana.

Nel 2012 andava a manifestazioni contro le trivelle
Nel 2012 faceva interrogazioni parlamentari in Europa.

Nel 2016 cambia idea e si scaglia contro il referendum anti-trivelle.

Il referendum e' inutile perche'
"dovremmo comprare all'estero molto piu' gas e petrolio".

Ci dica lei allora qual'e' lo strumento giusto
e che dobbiamo fare per proteggere il mare.

Altri buchi? 
 


 "Io sono convinta che l’Italia si cambia radicalmente governandola, prendendo decisioni ogni giorno. A differenza di chi pensa solo a cogliere ogni occasione per distorcere o strumentalizzare e poi si rivela incapace di incidere minimamente sulla realtà del nostro Paese, questo significa essere coerenti nei fatti e negli atti di governo. Chi, a prescindere dalla casacca, non è in grado di farlo o preferisce star seduto a sentenziare, può tranquillamente continuare a compiacersi vergando acidi editoriali o ricostruendo scenari palesemente contraddittori."

Debora Serracchiani, 19 Marzo 2016

Sicuramente avra' inciso ottimamente lei sulla realta' dell'Italia
con grande coerenza, ricostruendo scenari lineari e logici,
e con amore per l'Italia al petrolio.

Lei ha ancora da spiegare come si conciliano i suoi atti 
del 2012 e le sue parole del 2016.

C'e' di mezzo una poltrona? 


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"[Il turismo] rischia di essere definitivamente compromesso da insediamenti estrattivi, che trasformerebbero il mare da risorsa turistica ad area industriale. Inoltre nella stessa zona è insediata una delle principali flottiglie pescherecce italiane, e anche quest'attività, che già vive un momento di grande crisi, rischia una grave compromissione."

Debora Serracchiani, 2012

"Se il referendum passera' saranno inutilmente a rischio moltissimi posti di lavoro, dovremmo comprare all'estero piu' gas e piu' petrolio, e soprattutto l'Adriatico non sara' meglio difeso. Ecco perche' la segreteria del PD pensa che questo referendum non contribuisca a migliorare la situazione attuale" 

Debora Serracchiani, 2016.

Cosa le ha fatto cambiare idea cara Debora? Qual'e' lo strumento per "migliorare" la situazione trivelle in Italia?  Per difendere meglio il mare?

Se lei non lo ricordasse, il suo partito ha fatto di tutto per ostracizzare questo referendum, e per far cadere cinque dei sei quesiti proporsi, per dare vita facile ai vostri petrol-amici, per trivellare l'Italia a piu' non posso.  

La aspetto a proporre qualcosa di *costruttivo*.


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Debora Serracchiani, il nuovo che avanza.


Grazie a Dario Vescovi

Qui quando addiruttura la Debora faceva le interrogazioni parlamentari in 
Europa contro il petrolio in Puglia.

Gliele rifarei quelle domandi pari pari.
Che vergogna.

Che peccato che con internet non si possa mentire, eh?


Interrogazione con richiesta di risposta scritta alla Commissione -- Articolo 117 del regolamento

Sergio Paolo Frances Silvestris (PPE) , Roberta Angelilli (PPE) , Sonia Alfano (ALDE) , Antonello Antinoro (PPE) , Pino Arlacchi (S&D) , Antonio Cancian (PPE) , Lorenzo Fontana (EFD) , Barbara Matera (PPE) , Erminia Mazzoni (PPE) , Mario Pirillo (S&D) , Vittorio Prodi (S&D) , Crescenzio Rivellini (PPE) , Potito Salatto (PPE) , Giancarlo Scottà (EFD) , Gianni Vattimo (ALDE) , Giovanni La Via (PPE) , Niccolò Rinaldi (ALDE) , Paolo De Castro (S&D) , Alfredo Pallone (PPE) , Alfredo Antoniozzi (PPE) , Gabriele Albertini (PPE) , Debora Serracchiani (S&D) , Salvatore Tatarella (PPE) , Mario Mauro (PPE) , David-Maria Sassoli (S&D) , Gianni Pittella (S&D) , Iva Zanicchi (PPE) , Clemente Mastella (PPE) , Aldo Patriciello (PPE) , Giommaria Uggias (ALDE) , Andrea Zanoni (ALDE) , Lara Comi (PPE) , Raffaele Baldassarre (PPE) , Licia Ronzulli (PPE) , Cristiana Muscardini (PPE) , Mario Borghezio (EFD) , Claudio Morganti (EFD) , Marco Scurria (PPE) , Giuseppe Gargani (PPE) , Carlo Fidanza (PPE) e Salvatore Iacolino (PPE)


Oggetto: Estrazione di petrolio a ridosso delle coste pugliesi nella zona tra i comuni di Monopoli e Ostuni

La società Northern Petroleum ha avviato il 20 novembre 2011 i lavori di prospezioni geosismiche per individuare eventuali giacimenti petroliferi a poche miglia dalle coste pugliesi nella zona tra i comuni di Monopoli e Ostuni in Italia. La metodologia air-gun con cui vengono compiute dette indagini consiste in violente esplosioni di aria compressa che danneggiano il pescato e l'intero equilibrio marino.

Nel territorio interessato si è sviluppata una fiorente economia turistica, con migliaia di alberghi, masserie, villaggi vacanze e bed and breakfast. Tale fondamentale settore produttivo rischia di essere definitivamente compromesso da insediamenti estrattivi, che trasformerebbero il mare da risorsa turistica ad area industriale. Inoltre nella stessa zona è insediata una delle principali flottiglie pescherecce italiane, e anche quest'attività, che già vive un momento di grande crisi, rischia una grave compromissione.

Gli enti locali — comuni, province e regioni — hanno espresso con più atti formali, amministrativi e legislativi, la loro determinata contrarietà all'insediamento di attività estrattiva nel Mare Adriatico. Tale volontà è confermata da un grande movimento di opinione, culminato il 21 gennaio scorso in una manifestazione popolare a Monopoli, con migliaia di cittadini, centinaia di associazioni — tra cui WWF e Legambiente — e tutte le istituzioni del territorio.

Alla luce di questa manifesta contrarietà delle istituzioni territoriali e della popolazione all'avvio della attività estrattiva, può la Commissione far sapere:


1. considerata la vocazione turistica e l'attività di pesca del territorio interessato, in che modo intende agire alla luce della intervenuta relazione del PE 2011/2072;


2.  se intende verificare se l'attività di ricerca e la eventuale successiva attività estrattiva avviata a poche miglia dallo coste pugliesi sia conforme a quanto previsto dalla vigente normativa europea ossia la direttiva 92/43/CEE che istituisce la rete Natura 2000 che mira a conservare gli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (la direttiva Habitat) e la direttiva 2008/56/CE che istituisce un quadro per l'azione comunitaria nel campo della politica per l'ambiente marino (direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino, quale strumento primario per la protezione della biodiversità marina dell'Europa);


3. se considera urgente riesaminare gli aspetti connessi alle prospezioni e all'estrazione di petrolio, nonché un riesame della legislazione pertinente per introdurre uno specifico divieto alle ricerche offshore e alle trivellazioni quando il territorio interessato fonda la sua economia su attività
fortemente legate al mare, quali turismo e pesca?



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Che le hanno risposto, cara Debora? Ce lo spiega come le due cose si conciliano? Ma lei non si vergogna neanche un pochino di prendere in giro cosi' la gente?

Ah si, lei e' del PD.











Tuesday, February 9, 2016

Petroceltic: rinuncia alle Tremiti


Eccoci qui, notizia di qualche minuto fa -- la Petroceltic rinuncia alle trivelle alle Tremiti!


L'annuncio secondo Reuters, arriva dal ministro dell'industria, Federica Guidi e dice cosi:
 
"Italy is trying to boost oil and gas production on land and at sea to reduce its dependence on imports, but local opposition to drilling on environmental grounds has slowed development and prompted the introduction of a 12-mile ban on activities within Italy's coastlines and protected areas."

Cioe' abbiamo vinto noi! Si sono presi paura e se ne sono andati prima ancora di arrivare! Cosi si fa.


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Ecco qui il loro collasso economico!





La Petroceltic di Dublino, la ditta a cui il nostro governo ha deciso di affidare i mari attorno alle isole Tremiti con la concessione BR 274 EL, e' sull'orlo del fallimento, assolutamente piegata in due da debiti, azionisti senza scrupoli, accuse di frode e corruzione, crollo dei prezzi del petrolio. Oltre alle Tremiti, la Petroceltic e' titolare della BR 272 EL, al largo di Pescara dove le operazioni di airgun sono state approvate nel 2013.

A Londra le loro azioni sono oggi arrivate a 9.6 pence di valore, da un massimo di 446 nel 2009. La situazione, come scrivono vari siti internazionali, e' disperata dopo che il giorno 23 Dicembre 2015, il giorno dopo la firma del decreto che autorizzava l'airgun alle Tremiti, la Petroceltic si e' messa in vendita, sommersa dai debiti.

I petrolieri d'Irlanda avevano preso 217 milioni di dollari a prestito dalla banca britannica HSBC -- HongKong and Shanghai Banking Corporation -- e non erano stati capaci di rispettare i termini imposti. Non sanno ora dove trovare la liquidita' per far fronte ai pagamenti. Si stima che la disponibilita' di capitale finira' entro la fine di Gennaio 2016.

Le azioni sono crollate di oltre il 90% in un solo anno.

Le banche che si occupuano della messa in vendita della Petroceltic sono la Bank of America Merrill Lynch e la Davy Corporate Finance. Stanno vagliando tutte le opzioni: la vendita in toto delle varie concessioni al miglior offerente, la fusione con altre ditte, o anche l'infusione di capitale con altri debiti e offerte pubbliche.

Ma le cose non vanno molto bene, fra i potenziali acquirenti la Emirates National Oil Company che pero' si e' tirata indietro.

Oltre ai debiti, le accuse di corruzione e di frode.

Il principale investitore della Petroceltic si chiama Worldview Capital Management, e' una ditta di hedge funds che ne detiene il 29% di azioni. Gia' a Febbraio 2015 l'indebitata Petroceltic, decise di vendere obbligazioni per 175 milioni di dollari usando come collaterale Ain Tsila, un campo di gas in Algeria. La Worldview si oppose: questo passo avrebbe lasciato gli azionisti con guadagni derisori.

Si scateno' il polverone fra gli azionisti, la Petroceltic rinuncio' alla vendita di obbligazioni. Le azioni, gia' basse, crollarono ancora. La Worldview denuncio' la Petroceltic in tribunali d'Irlanda e d'Inghilterra per errori nelle revisoni interne. Le cause sono ancora aperte.

Il 20 Agosto 2015 la Worldview accusa la Petroceltic di frode e di corruzione con la creazione di schemi per defraudare la compagnia dall'interno, con fatture gonfiate in Algeria.

Il 17 Settembre 2015 la Worldview accusa ancora la Petroceltic di altre irregolarita' in Bulgaria: dirigenti di medio livello avrebbero creato anche qui canali per il trasferimento illegale di fondi della compagnia in mano di terzi, tramite sussidiarie egiziane, bulgare e lussembughesi.

E poi il 23 Dicembre 2015 finiscono i soldi e si mettono in vendita.

Ecco, questa e' la Petroceltic d'Irlanda in questo momento. A chi finiranno le Tremiti e Turchese? Perche' le abbiamo affidato il nostro Adriatico senza neanche indagare che fondi avessero, o chi
fossero? Lo sapevano al ministero che il giorno dopo l'approvazione dell'airgun alle Tremiti la Petroceltic si sarebbe messa in vendita?

Caro Matteo Renzi, cara Federica Guidi veramente vogliamo una ditta squattrinata, guidata da gente senza scrupoli, sull'orlo del collassso, a trivellare in uno dei mari piu belli d'Italia?


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La Petroceltic continua ad annaspare. Sono oggi arrivati a 9 pence di valore, da un massimo di 446 nel 2009.  La situazione, come scrivono vari siti internazionali, e' disperata.

Si sono messi in vendita al miglior acquirente il giorno 23 Dicembre, dopo che avevano preso 217 milioni di dollari a prestito dalla banca britannica HSBC -- HongKong and Shanghai Banking Corporation -- e dopo che non erano stati capaci di rispettare i termini imposti.  Devono dunque adesso iniziare con i ripagamenti, ma non sanno come fare.

Le azioni sono crollate di oltre il 90% in un solo anno.

Fra le varie opzioni, la vendita a pezzettini delle varie concessioni e dei vari permessi che possiede, e anche la vendita a terzi. Fra i potenziali acquirenti, la Emirates National Oil Company che pero' si e' tirata indietro. Stessa storia per la Dragon Oil che voleva comprare la Petroceltic nel 2014 e che e' stata poi acquistata dalla Emirates National Oil Company.

Nel 2014 la Petroceltic era stata stimata valere quasi 700 milioni di dollari. Oggi ne vale 35.

Si rifaranno con le isole Tremiti, grazie ai nostri politici.

Monday, January 18, 2016

Danimarca: ennesimo record del vento. Nel 2015 ha generato il 42% dell'elettricita.

 Generazione di energia eolica - 42% nel 2015

 
 Impianto di Anholt, il piu' grande parco eolico a mare di Danimarca
 ed il terzo al mondo

 Linee di trasmissione dell'energia dal vento ai paesi confinanti
E' inarrestabile il vento di Danimarca. Ogni anno c'e' un record nuovo.  Nel 2014 i danesi produssero il 39% di energia dal vento, un record mondiale. Questa percentuale non e' un picco, ma la media su tutto l'anno. Nel 2015 hanno fatto ancor meglio e siamo arrivati al 42% di energia eolica, prodotta principlamente nelle regioni dello Jutland e di Funen, nella parte occidentale del paese.

Secondo l'ente danese Energinet che gestisce la rete elettrica nazionale, questa e' la percentuale piu' alta mai raggiunta non solo in Danimarca, ma in tutto il mondo.

Siccome e' una media, per circa due mesi del 2015 i danesi hanno prodotto energia in eccesso vendendola ai vicini di Norvegia, Svezia e Germania. Per esempio, il giorno 10 Luglio 2015  sono arrivati al 140% di energia eolica. In cambio, quando necessario, la Danimarca ha importato energia idroelettrica dalla Norvegia e solare dalla Germania. Hanno vinto tutti.

Altro giorno impotante e' stato il 2 Settembre 2015 quando nessuna delle stazioni centrali di energia tradizionale e' stata accesa: tutta l'energia in tutto il paese e' venuta dal vento e dal sole. 

Il ministro dell'energia di Danimarica, Lars Christian Lilleholt ha detto che spera che l'esempio danese possa servire da esempio per altri, e che "it is possible to have both ambitious green policies with a high proportion of wind energy and other renewables in the energy supply, and still have a high security of supply and competitive prices on electricity”.

Come per tutte le cose, non si tratta qui di miracoli inaspettati, quanto di pianficazione e di volerle le cose.

I danesi installarono le loro prime turbine negli anni settanta, ai tempi dell'embargo dai paesi arabi e da allora si sono posti un obiettivo piu' ambizioso dell'altro. Volevano arrivare al 30% di rinnovabili entro il 2020, e ci sono riusciti con quasi dieci anni di anticipo. Anzi, con le nuove installazioni previste per i prossimi mesi, si pensa di arrivare ad oltre il 70% di energia elettrica dalle rinnovabili fra tre anni. A piu' lungo termine ancora vogliono essere "carbon neutral" entro il 2050.

Il futuro continua a correre con il vento e non solo in Danimarca. Nel 2015 Regno Unito, Olanda e  Germania hanno generato livelli recordi di energia eolica. In Scozia, il vento ha alimentato il 97% dell'energia elettrica delle case lo scorso anno, mentre nel Regno Unito la media e' stata del 25%, con un aumento del 13% rispetto al 2013.

Secondo Jacopo Moccia, alla guida dell'European Wind Energy Association, nei mesi ed anni a venire la maggior crescita per l'eolico si concentrera' in Germania, Regno Unito, Polonia e Svezia, mentre i mercati del sud Europa -- fra cui Italia e Spagna -- rimarranno indietro a causa di tagli retroattivi per l'incentivo di energia pulita e per la mancanza di lungimiranza da parte degli enti predisposti.

E si, a noi in Italia le rinnovabili ci fanno un baffo. In Italia oltre ai tagli retroattivi abbiamo lo Sblocca Trivelle, i petrolieri squattrinati, buchi alle isole Tremiti. A orchestrare il tutto, Matteo Renzi e Federica Guidi fermi all'eta' della pietra fossile.

Qui le immagini della Danimarca al vento.

Saturday, January 16, 2016

Federica Guidi, le Tremiti, il petrol-lavoro e le rinnovabili



In questi giorni di petrol-scontento per l'approvazione delle operazioni di airgun al largo delle isole Tremiti, per i giochini sulle date scelte per la reintroduzione della fascia di protezione delle dodici miglia, e per il tormentone referendum si o no, arrivano le parole rassicuranti del ministro dello sviluppo economico Federica Guidi, 46 anni, mamma e con un passato in Confindustria.

Dice che il nostro e' un polverone pretestuoso e strumentale, che siamo oltre le dodici miglia da riva, che e' solo esplorazione e non vera e propria trivellazione e che "ci si dimentica che in ballo ci sono centinaia di milioni di investimenti e migliaia di posti di lavoro".

Convinta lei. Beh, intanto quello delle dodici miglia e' un limite del tutto arbirtrario, e che, alla fine, non significa quasi niente, nel senso che la vita marina non conosce la differenza fra 12.1 e 11.9 miglia. Se veramente si volessero fare le cose per bene, occorrebbe chiuderlo tutto l'Adriatico alle trivelle, come fatto nei cinque grandi laghi nordamericani, e copiando il limite delle 100 miglia californiane e delle 125 miglia della Florida.  Il nostro ministro ci ripropina la solita solfa che per adesso e' "solo airgun" e poi si vedra'. Come detto mille volte, non funziona cosi: se lo vuoi il petrolio, lo cerchi e te lo prendi, ma se pensi che sia sbagliato, e non appropriato per le Tremiti, per il Veneto o per la Sicilia, neanche ti ci devi avvicinare al pensiero di bucare.  Che significa "e' solo airgun"? Se il petrolio c'e' che facciamo? Lo guardiamo? Non credo. I petrolieri lo vorrano estrarre no? Diranno: ci avete lasciato fare ispezioni, abbiamo investito, come potete non farcelo estrarre? Come adesso dicono "e' solo airgun" poi diranno che "e' solo un pozzo",  "e' solo un oleodotto", e' "solo un porto petrolifero". Gli enti governativi daranno un po di prescrizioni, diranno anche loro "che vuoi che sia" e poi ci ritroveremo con una nuova Gela.  E' un copione vecchio. Ogni volta che ci penso mi viene in mente la monaca di Monza. Se e' no, che sia no dall'inizio e non un continuo rimandare, finche' non c'e' piu' scampo.

Ma a parte queste considerazioni, quello che la Guidi veramente non capisce secondo me e' che il mondo e' molto piu' grande del suo minimizzare, e' molto piu' avanti della sua petrol-illusione delle migliaia di posti di lavoro. Ma dove?  Non so se veramente e' lei che non vuole vederlo, o e' il suo passato in Confindustria che le affusca la vista.

Ad ogni modo, le statistiche per il 2015 parlano chiaro: e' stato l'anno delle rinnovabili. Dappertutto.  In tutto il mondo, la quasi totalita' dei nuovi impianti energetici e' stato in sole e vento. Il costo di pannelli, di batterie e altre forme di stoccaggio di energia continua a calare, e cosi pure gli investimenti in oil and gas. Non e' un caso che la Petroceltic sia sul lastrico. E dubito fortemente che una ditta cosi piccola, indebitata fino al collo, possa veramente portare a tutti questi soldi e posti di lavoro all'Italia. Perche' invece di capire come fare per sfruttare al meglio le opportunita' che le rinnovabili ci offrono, dobbiamo star qui a sperare che la quasi defunta Petroceltic venga a portare "migliaia di posti di lavoro"?

Negli USA per ogni nuovo posto di lavoro creato nell'oil and gas, otto ne sono stati creati nel settore delle rinnovabili nel 2015. Uno ad otto.  I costi sono fondamentalmente alla pari: negli USA un chilowatt-ora costa al massimo cinque centesimi dal solare, dal gas otto. Gli investimenti nel sole e nel vento sono a livelli record, e cosi' pure la nuova energia generata. Aggiungiamo poi che sole e vento non portano cancro, ma il petrolio si, e uno si deve chiedere: quali sono esattamente i vantaggi del continuare ad investire su petrolio in questo scenario? Non ce ne sono.  Nemmeno uno.
 
E' sotto gli occhi di tutti che il collasso dell'industria petrolifera non e' lontano, e se la nostra petrol-societa' va avanti ancora e' solo per inerzia. Il futuro e' altro, e' verde, e' rinnovabile, non e' nero e bucato. Perche' allora insistere che dobbiamo per forza fossilizzarci e che dobbiamo per forza fossilizzare pure le parti piu' belle d'Italia?

Perche' non possiamo, per una volta, una volta sola, essere grandi in Italia, pensare alle cose importanti con programmazione, per il domani, con orgoglio, con coraggio, in modo pulito e con la voglia di fare meglio per le generazioni future? Senza zavorra e corruzione ed amici da accontentare? Leggo sempre di cose meravigliose che fanno in ogni angolo del pianeta e a volte ne parlo pure qui. Perche' in Italia no? Dov'e' il nostro piano per l'Italia 100% rinnovabile, per i treni a vento, per un pannello su ogni casa?

Quelli di sessant'anni fa ci hanno lasciato Gela e Falconara e Porto Marghera e Taranto. La loro scusante, se c'e' n'e' una, e che non lo sapevano.  Ma oggi si, lo sappiamo e lo sappiamo fin troppo bene nonostante tutti i petrol-dollari spesi a convincerci del contrario che l'industria fossile non porta ne benessere economico, ne progresso, ne salute. Porta solo malattie, subsidenza, territori ballerini, inquinamento, poverta'.  Ne abbiamo un esempio dopo l'altro, in tutto lo stivale. E insistere oggi, nel 2016, ancora con l'airgun, le trivelle, le raffinerie, non solo e' sbagliato e anacronistico, ma e' anche profondamente ingiusto verso chi verra' dopo di noi.

Il mare delle Tremiti e' blu di turismo e di bellezza. Perche' Federica Guidi vuole costringere le generazioni future a vederle petrolizzate, brutte e nere ?

Qui i miracoli delle rinnovabili nel 2015.

Tremiti, terremoti e trivelle del Gargano



Update:

23 Marzo 2018
Terremoto di magnitudo 3.9 a Monopoli
lungo la costa



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Immagini e testo sono stati pensati ed elaborati dalla sottoscritta e dal Prof. Francesco Stoppa, ordinario di geologia dell'Unviersita' di Chieti-Pescara. Prima di fare copia ed incolla, si prega di essere educati e di citare perche' dietro c'e' stato del lavoro non indifferente.

Grazie Francesco.

Dieci anni di terremoti in Adriatico e in Gargano
intensita' massima 4.4


Seismicity mostly occurs in central Gargano and further to the north,
toward the Tremiti Islands and central Adriatic. Seismic deformation
is currently affecting the basement of the Gargano region,
as indicated by the hypocentral depths of the largest earthquakes.
 



12 Dicembre 2015 -- magnitudo 4.4  
proprio nelle vicinanze della concessione Petroceltic delle Tremiti


 
Within the region enclosed by thick dashed line, seismicity is relatively intense,
and seismic profiles show evidence of recent deformation.

La linea grigia e' proprio centrata sulle isole Tremiti
che quindi soffre di "sismicita' relativamente intensa"
 

Immagini e testo di A. Argnani, M. Rovere, C. Bonazzi. 
Geological Socilety of America, 2009






Altre inquadrature


Qui le faglie sismogenetiche, come si vede siamo in zona sismica.
Resisteranno le trivelle della Petroceltic, e della Rockhopper e dei loro amici
eventuali terremoti di intensita' medio-elevata? 



Update altra scossa il giorno 22 Aprile 2017
di magnitudo 4.0





Dal 3 Dicembre 2015
al 13 Gennaio 2016

67 Terremoti, grandi e piccoli.
Il piu' forte e' stato il giorno 6 Dicembre 2015
Magnitudo 4.4


Che dire, in Italia ci piace sempre giocare con il fuoco. Anzi, con le trivelle. Io spero che non succeda mai niente, ma se gia' adesso abbiamo scosse di magnitudo 4.4, ha veramente senso continuare con attivita' petrolifera?

Le foto sopra sono scatti che coprono terremoti sull'arco di pochi mesi, pochi anni. E' evidente che siamo in zone delicatisssime. Potrebbe non succedere mai niente, ma di certo le trivelle non miglioreranno la situazione.  Per di piu' sono trivelle proposte da ditte piccole che mai e poi mai avranno la capacita' di pulire in caso di incidente, di monitorare quel che fanno, di riscarcire i guai che provocheranno, terremoti o non terremoti.  Ci mettiamo pure possibili stuzzicamenti del sottosuolo?

Ma poi, supponiamo pure che non siano le trivelle a portare ad aumento di attivita' sismica. Il territorio pero' e' gia' sismico di per conto suo e questo e' innegabile. Saranno le trivelle della squattrinata Petroceltic capaci di reggere eventuali impatti di terremoti di intensita' medio elevata?

Se il prossimo terremoto che arriva e' di intensita' sei? O sette? Cosa faranno?

Cosa faremo?

Come sempre, tutto a casaccio in questo paese.

Ecco qui l'elenco delle scosse negli scorsi 40 giorni  -- 67 terremoti, uno e mezzo al giorno.

 Sempre tuttapposto.


#Data Da: 2015/12/03 A: 2016/01/13
#Latitudine Min: 41.3 Max: 43.2
#Longitudine Min: 14.0 Max: 16.3
#Magnitudo Min: 0.0 Max: 10.0 Tipo: Mag pref
#Profondità (km) Min: ND Max: ND
#Terremoti totali: 67
#Tempo Origine (UTC);
Latitudine;Longitudine;Profondità;Magnitudo;Fonte;


2016-01-13 09:10:43.910;41.513;14.59;10.5;2.1--ML;SURVEY;
2016-01-10 12:19:50.310;41.486;14.722;8.7;1.9--ML;SURVEY;
2016-01-10 03:42:50.170;41.527;14.621;8.6;1.9--ML;SURVEY;
2016-01-06 01:18:47.560;41.929;14.024;6.9;2.1--ML;SURVEY;
2016-01-03 05:16:37.970;41.581;14.561;23.9;2.0--ML;SURVEY;
2016-01-03 05:15:04.200;41.583;14.559;11.0;2.1--ML;SURVEY;
2016-01-01 22:10:11.780;41.419;15.805;7.4;1.5--ML;SURVEY;
2016-01-01 20:34:18.570;41.433;14.69;11.0;1.3--ML;SURVEY;
2015-12-31 13:10:51.210;42.012;14.03;7.9;1.5--ML;SURVEY
2015-12-31 05:58:37.470;41.636;14.265;10.8;1.2--ML;SURVEY;
2015-12-30 05:42:18.110;42.562;15.298;7.8;2.3--ML;SURVEY;
2015-12-29 11:37:41.720;42.674;15.209;10.0;2.5--ML;SURVEY;
2015-12-25 18:32:59.070;41.802;14.196;18.4;1.7--ML;SURVEY;
2015-12-25 11:34:44.580;41.744;14.059;12.9;1.3--ML;SURVEY;
2015-12-25 06:43:21.580;41.746;15.807;24.9;1.7--ML;SURVEY;
2015-12-24 21:11:20.150;41.383;14.572;11.6;1.1--ML;SURVEY;
2015-12-24 02:38:16.640;42.425;15.264;8.8;2.4--ML;SURVEY;
2015-12-20 05:39:12.590;41.97;14.003;6.3;1.5--ML;SURVEY;
2015-12-18 05:17:16.020;41.93;14.024;4.7;1.4--ML;SURVEY;
2015-12-18 00:45:56.140;41.927;14.029;7.4;1.4--ML;SURVEY;
2015-12-17 11:38:41.310;42.365;15.141;10.0;2.7--ML;SURVEY;
2015-12-17 05:49:11.540;41.924;14.029;7.4;1.7--ML;SURVEY;
2015-12-15 03:51:05.070;42.425;15.356;11.0;2.3--ML;SURVEY;
2015-12-14 23:33:15.850;41.382;14.536;4.0;1.5--ML;SURVEY;
2015-12-14 18:18:23.460;41.356;14.808;17.2;1.3--ML;SURVEY;
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2015-12-04 21:12:33.110;41.341;14.426;10.5;1.0--ML;SURVEY;
2015-12-04 19:47:50.030;41.343;14.426;10.2;1.3--ML;SURVEY;
2015-12-04 19:46:18.270;41.344;14.42;10.7;2.3--ML;SURVEY;
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2015-12-04 19:37:13.120;41.33;14.416;10.2;1.3--ML;SURVEY;
2015-12-03 17:40:54.320;41.927;14.021;7.1;1.3--ML;SURVEY;


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Questa la versione sul Fatto Quotidiano:


"Seismicity mostly occurs in central Gargano and further to the north, toward the Tremiti Islands and central Adriatic. Seismic deformation is currently affecting the basement of the Gargano region, as indicated by the hypocentral depths of the largest earthquakes"


"Although the Mattinata fault is the major tectonic element in the
region, little seismicity is located along its fault trace ; in fact, seismicity
mostly occurs in central Gargano and further to the north,
toward the Tremiti Islands and central Adriatic"


A. Argnani, M. Rovere, and C. Bonazzi
Geological Society of America, 2009



Durante le scorse settimane, una serie di eventi sismici ha toccato il Molise: il terremoto piu' forte e' stato il 16 Gennaio 2016, con magnitudo 4.1 nei pressi di Campobasso. Alcune di queste scosse si sono sentite anche in Abruzzo e Puglia.  Tante le preoccupazioni, ma fortunatamente nessun danno.

Coincidenza ha voluto che questi terremoti siano sopraggiunti proprio nello stesso periodo in cui sono state approvate le operazioni di airgun al largo delle isole Tremiti.

E non ci sono stati solo terremoti su terraferma. Anche se nessuno ne ha parlato, nei quaranta giorni fra il 3 Dicembre 2015 ed il 13 Gennaio 2016 ci sono state ben sessantacinque scosse nei mari dell'Adriatico centrale,  proprio nelle strette vicinanze dell'area affidata alla Petroceltic dal governo italiano. Il terremoto piu' forte il giorno 12 Dicembre 2015, di magnitudo 4.4. Altre, nello stesso periodo, sono state di magnitudo 4.2 e 3.9, come riferisce il Professor Francesco Stoppa, ordinario di geologia presso l'Universita' di Chieti e di Pescara.

Le cose non vanno meglio piu' a nord dove invece nel 2013 sono stati registrati terremoti di intensita' 4.9 nei mari attorno ad Ancona. 

Questi terremoti -- su terraferma, in mare -- sono una sorta di memento che il nostro territorio e' sismico di per conto suo, con o senza trivelle, che ci piaccia o no.

Uno dira': ma che c'entra la sismicita' ``naturale" con l'airgun delle Tremiti? Beh c'entra perche' l'airgun, che nessuno pensi il contrario e che nessuno creda agli specchietti per allodole di Federica Guidi, e' solo il primo passo verso l'intento vero dei petrolieri: trivellare pozzi, erigere piattaforme, collegare oleodotti sotterranei, e magari installare navi-raffineria. Come per Ombrina.

E quindi, visto che esiste, questa sismicita' "naturale" e senza neanche scomodare la sismicita' indotta, ci pone domande inquietanti, che valgono per le Tremiti quanto per tutte le altre concessioni nel medio Adriatico. Le infrastutture petrolifere progettate per i nostri mari, Ombrina in primis, e le Tremiti in futuro, in caso di terremoti, che intensita' massima possono sostenere? E se un giorno arrivasse un sisma marino di magnitudo piu' forte che quattro -- per esempio cinque, o sei -- sarebbero in grado pozzi, oleodotti, piattaforme ed FPSO di contenere l'impatto e di non cedere,  rilasciando petrolio in mare?

Siamo sicuri che il loro posizionamento sara' ottimale, considerata l'esistenza di faglie sismogenetiche nella zona? I petrolieri sanno esattamente come e' strutturato il sottosuolo? A questo proposito uno degli studi piu' interessanti e' del 2009, e' a firma di ricercatori del CNR di Bologna, ed e' stato pubblicato sul Geology Society of America Bulletin. L'argomento qui era il terremoto di magnitudo 5.4 di San Giuliano del 2002, attorno alla faglia di Mattinata.  L'articolo afferma che la maggior sismicita' della zona non e' attorno alla faglia di Mattinata, ma si concentra proprio attorno alle isole Tremiti e nel Gargano i cui fondali vanno lentamente deformandosi. Questo lascia presupporre che potrebero esserci terremoti intensi in futuro. E infatti, i ricercatori dicono che per i mari attorno alle Tremiti "seismicity is relatively intense".

I petrolieri hanno eseguito analisi del rischio su questo tema? Quelli del ministero lo sanno? Cosa hanno da dire?  Siamo sicuri che la squattrinata Petroceltic, accusata di frode e di corruzione, con 200 milioni di debiti, abbia fondi e la conoscenza per evitare emergenze e per gestirle in caso qualcosa dovesse mai andasse storto? Oppure come sempre, facciamo tutto a casaccio e ci affidiamo alla sorte?

Mistero della fede petrolifera.





Tuesday, January 12, 2016

Petroceltic alle Tremiti: accuse di frode, corruzione, debiti, messa in vendita.


Il crollo delle azioni della Petroceltic -- scese del 70% in un anno

















Petroceltic, chi e' costei?

Se uno legge la lista delle ditte che vogliono, vorrebbero o hanno gia' trivellato in Italia, ci si accorgera' che molte di queste hanno nomi sconosciuti, sono  piccole, con pochi capitali sociali, che pensano di venire in Italia a fare il salto di qualita' perche' abbiamo "regimi fiscali favorevoli". Lo dicono loro.

Fra queste la Petroceltic di Dublino, la ditta a cui il nostro governo ha deciso di affidare i mari attorno alle isole Tremiti con la concessione BR 274 EL.

A leggere i comunicati degli investitori emerge che questa Petroceltic e' assolutamente piegata in due, da debiti, azionisti senza scrupoli, accuse di frode e corruzione, crollo dei prezzi del petrolio e non sanno piu' dove andare a parare.  Hanno debiti per 200 milioni di dollari che non sono riusciti a ripagare. Basta solo dire che il 23 Dicembre 2015, il giorno dopo la firma dei nostri decreti ministeriali ha iniziato a cercare potenziali acquirenti. La liquidita' finira' entro Gennaio 2016.

Cioe' abbiamo dato il mare delle Tremiti a una ditta sul lastrico che sta quasi per fallire.

Le banche che si occpuano della messa in vendita della Petroceltic sono la Bank of America, la  Merrill Lynch e la Davy Corporate Finance. Stanno vagliando tutte le opzioni: la vendita in toto delle varie concessioni al miglior offerente, la fusione con altre ditte, o anche l'infusione di capitale con altri debiti e offerte pubbliche.

Il valore delle azioni nel solo 2015 e' crollato del 77%.

Ma come si e' arrivati fin qui? 

Il principale investitore della Petroceltic si chiama Worldview Capital Management, ed e' una ditta di hedge funds. Detiene il 29% di azioni della Petroceltic ed e' guidata da Angelo Moskov. A Febbraio 2015 la Petroceltic, a causa dei troppi debiti, decide di vendere obbligazioni per 175 milioni di dollari usando come collaterale Ain Tsila, un campo di gas in Algeria e forse il suo progetto piu ambizioso.

Moskov si oppone: secondo la Worldview questo passo questo avrebbe lasciato gli azionisti con guadagni derisori. Disse:
As predicted by Worldview in its EGM circular issued in February 2015, Petroceltic appears to have now run out of money. As a result it is proposing to pledge the Company's crown jewel, namely its participation in the Ain Tsila asset, as a security for a contemplated $175 million bond issuance. In our view, this will result in squandering shareholder value.
Given Company's past history of very poor financial management and false claims, Worldview is extremely concerned that such bond issuance will be perilous to shareholders. Owing to the Company's consistent inability to produce sufficient cash flows, proceeding with the bond issue on the announced terms would, in our view, likely result in bondholders eventually securing the world-class asset for a derisory sum.
La Petroceltic rinuncia. Le azioni crollano ancora. La Worldview denuncia la Petroceltic in tribunali d'Irlanda e d'Inghilterra per errori nelle revisoni interne. La causa e' ancora aperta.

Il 20 Agosto 2015 la Worldview accusa la Petroceltic di frode e di corruzione:
con la creazione di schemi per defraudare la compagnia dall'interno, con fatture gonfiate a Ain Tsila in Algeria.

La Petroceltic risponde accusando il suo principale investitore Worldview di una campagna di denigrazione e di sottrarsi al dialogo. Hanno paura che la Worldview possa accaparrarsi il 100% delle azioni e che questa sia una campagnia per l'acquisizione della Petroceltic a pochi spiccioli. 

Il 17 Settembre 2015 la Worldview accusa ancora la Petroceltic di irregolarita' in Bulgaria: dirigenti di medio livello avrebbero creato anche qui canali per  il trasferimento illegale di fondi della compagnia in mano di terzi, tramite  sussidiarie egiziane, bulgare e lussembughesi.

E poi il 23 Dicembre 2015 finiscono i soldi e si mettono in vendita.

Ecco, questa e' la Petroceltic d'Irlanda in questo momento. Perche' le abbiamo affidato le isole Tremiti senza neanche indagare che fondi avessero, che o chi fossero? Io non so chi abbia ragione in questa lotta fraticida fra la casa madre e Worldview, ma certo e' assolutamente folle dare loro un pezzo del nostro mare.

Caro Matteo Renzi, veramente vogliamo una ditta squattrinata, guidata da gente senza scrupoli a trivellare in uno dei mari piu belli d'Italia?

Evidentemente si.






Thursday, January 7, 2016

Approvata la concessione Petrolcetic BR 274 EL al largo delle Tremiti, il giorno prima dell'arrivo della fascia protettiva.


La concessione appena approvata al largo delle isole Tremiti



La d494 BR EL e' ora la BR 274 EL


Altre concessioni Petroceltic, in Piemonte/Lombardia 


Qui l'accozzaglia delle concessioni Petroceltic fino a qualche anno fa.
Alcune concessioni sono state tagliuzzate e incorporate per rientrare
nel limite delle dodici miglia.

Ma il mare non conosce la differnenza fra 11.9 e 12.1 miglia!



E' proprio uno strano governo questo, un governo in cui le cose non si fanno con intelligenza e per amore di nazione, o di ambiente, o di generazioni future. No, e' un governo in cui si fanno le cose solo per zittire chi urla di piu', per evitare di fare figuraccie, per mettere toppe di qua e di la, con furbizie ed imbrogli.


In questi giorni infatti vengono prese decisioni diametralmente opposte, senza ne capo ne coda. Il giorno 1 Gennaio 2016 con il nuovo anno e la nuova finanziaria (pardon, legge di stabilita') viene re-introdotto il limite protettivo delle dodici miglia vietate alle trivelle lungo il perimetro nazionale.

Pero' invece di definitivamente bocciare il progetto Ombrina Mare della Rockhopper Exploration, che cade giusto entro le dodici miglia dell'interdizione, viene loro data una "proroga" di un anno. Si rimandano altre decisioni a dicembre 2016.  Che significa? Perche' questa proroga? Perche' non dire ai petrolieri, se questo e' l'intento della fascia di interdizione, di mettersi il cuore in pace ed evitare a tutti, petrolieri compresi, altri logorii? 


Non si sa.


E poi viene approvata una concessione nuova vicino al piccolo paradiso delle isole Tremiti. Approvano il 22 Dicembre e il 31 Dicembre 2015 la decisione viene pubblicata sul Bollettino Ufficiale degli Idrocarburi e delle Georisorse (BUIG). Ma  perche' hanno aspettato proprio adesso? Anche qui non si sa. Ma se e' vero che a pensare male ci si azzecca, forse e' perche' il nuovo limite delle dodici miglia sarebbe entrato in vigore con la legge di stabilita' il giorno dopo la pubblicazione sul BUIG?  In realta' i confini di questa concessione sono proprio al limite delle dodici miglia, quindi in realta' a star li con lo scalpello, il nuovo provvedimento del 1 Gennaio 2016 non l'avrebbe riguardata. Avranno pensato: perche' rischiare? Avranno pensato: approviamola, zitti zitti, il giorno prima, giusto per star sicuri?


Non si sa.  Quel che si sa e' che a fare un bel capodanno sono stati quelli della Petroceltic d'Irlanda che adessono possono venire a trivellare i mari della Puglia.



Si tratta della concessione BR 274 EL, 370 chilometri quadrati, per ricerca di petrolio, che anche se meno famosa di Ombrina ha avuto un percorso similmente travagliato. E' una concessione che e' un taglia e cuci di altre concessioni, con accorpamenti, riperimetriazioni, ampiamenti e restrizioni. Si aggiungono pezzi, si smussano confini. Nelle sue vite passate contro questa concessione si erano gia' espresse le regioni di Puglia e Molise, ma al governo non importo' questo.  Addirittura ci furono controdeduzioni da parte di Roma sul parere della regione Puglia: come dire, ne sanno piu' loro, da Roma di quel mare dei pugliesi che li ci vivono!


Cosa faranno qui?  Ispezioni con tecniche di air gun, e se necessario, trivellazione di pozzi a circa 13 miglia dalle isole Tremiti. Interessante che solo pochi mesi fa in Italia era anche passata una legge per vietare l'air gun, e ora invece ne approvano l'uso, e non in un mare qualunque ma in una delle zone piu' belle dell'Adriatico. Sanno quel che fanno?

 

Niente paura pero'. E' tutto a fin di bene, "al fine di valorizzare le risorse nazionali" con lo "sviluppo sostenibile" della produzione di petrolio nel rispetto dei "piu' elevati standard internazionali" di sicurezza.


Non ho che dire. Petrolio sostenbile, governi che in sei mesi bocciano l'airgun e poi ne approvano l'uso, leggi sulle trivelle in mare che cambiano per quattro volte in cinque anni. Un limite di sole dodici miglia mentre in California sono trent'anni che il limite e' cento chilometri e come se le perdite di petrolio sapessero la differenza fra 11.9 e 12.1 miglia. Ma che paese e' questo? Non si rendono conto che non sono seri?

Una democrazia malata, menti malate. Intanto il mondo scappa avanti.




Friday, July 12, 2013

A Giovanni Legnini


Caro Legnini,

questo non sara' un post delicato. Sono stanca, fisicamente, emotivamente e vengo da un mese e mezzo di viaggi, di gente che e' affamata di informazioni, di voglia di partecipare, e che vede in me tutto quello che voi seduti a Roma non siete capaci di fare, di spiegare, di amare, di condividere.

Di gente che e' disgustata da questo continuo cerchiobottismo della politica - che sia ambiente, che sia qualsiasi altro tema: tasse, lavoro, corruzione, imprese e scuola.

Di gente che vuole vivere in maniera semplice - con la sicurezza di un tetto sulla casa, di arrivare alla fine del mese senza contare gli spiccioli, di gente che vuole vedere respirare aria pulita.

Le scrivo perche' io non ne posso piu' di voi politici, per la maggior parte arroganti, sordi, incapaci, buoni solo a parlare e mai a fare.

Scirvo a lei perche' adesso lei e' il sottosegretario alla presidenza del consiglio, e quindi ha potere, influenza, mezzi, maggioranza. Lei ha tutto per fare.

Ricorda quando Letta ha detto in merito agli incentivi per le imprese: "ora le imprese non hanno scuse, assumano i giovani"

Bene, io le dico la stessa identica cosa:

Ora lei non ha piu scuse per fermare la deriva petroliere in Italia.

Non ha piu scuse.

Vede, io le firme non le metto, lei si. Se fosse dipeso da me da anni ed anni fa mi sarei mossa per chiudere tutti i mari nazionali alle trivelle e una soluzione l'avrei trovata. Qui invece continuiamo a tergiversare, a passare la palla di qua e di la.

Io non lo so come si fa il politico. Ma da come la vedo io, quando uno si rende conto di avere davanti un tema importante, come quello delle trivelle, che e' importante se non altro perche' sono interventi pericolosi e irreversibili nella trasformazione del territorio e del suo tessuto sociale, e allora si da da fare in prima persona, cercando la soluzione migliore e soprattutto creando consensi trasversali per creare leggi appropriate, coinvolgendo anche quelli degli altri partiti.

Io la conosco, almeno per via elettronica da anni e se non ricordo male anche di persona. Le ho scritto prima di Ombrina, dopo di Ombrina, lei mi ha fatto dei complimenti ed e' sempre stato molto cordiale con me.

Ma qui non basta piu' la cordialita', mentre che si gioca a nascondino con le proprie responsabilita'.

La vita non ci fa fatti incontrare per essere amici o per essere cordiali. La vita ci ha fatti incontrare perche' - per strani motivi che non so - io sono qui a spronare la salvezza dei mari italiani, e lei e' quello che ha il potere.

Si tratta quindi di FARE le cose, e nella fattispecie di ABROGARE L'ARTICOLO 35 del Decreto Sivluppo di Pasera.

Non c'e' altra strada. Non c'e' gentilezza, non c'e' cordialita' che tenga.

E no, non sono maleducata o aggressiva. Sono solo stanca.

Ho seguito tutte le sue lugubrazioni mentali sul fatto che sara' il parco a salvarci e che magari si puo fare una qualcosa per Ombrina usando il Parco della Costa Teatina.

No e non si azzardi a spararle queste cose il giorno 12 Luglio.

Non si azzardi perche' e' falso.

Il parco non centre niente con le trivelle, con Ombrina.

Non vogliamo una soluzione ad hoc per l'Abruzzo, della serie Ombina no ed Oristano si? Ombrina no e Trani si? Ombrina no e Ragusa si? Ombrina no e Policoro si? Ombrina no e Pescara si?

Non e' giusto, se e' pericoloso, e' pericoloso per tutti. 

Vogliamo l'abrogazione dell'articolo 35, e' chiaro?

Il tempo e' finito, e cosi pure la mia pazienza. Qui non si puo' piu tergiversare. Ad un certo punto occorre prendere delle decisioni.  E' difficile? Si lo so. Ma e' qui che si vedono gli statisti, e' qui che si vedno gli uomoni, e' qui che si vede l'amore di patria.

Non nella gentilezza con me.

Tutto il resto sono teatrini.

Gliel'avevo detto che non sarei stata carina. E ora si dia da fare e decida da che parte sta - con la gente o con i petrolieri.

Perche' stare in mezzo non si puo - stare in mezzo significa stare con Sergio Morandi, significa stare con Paolo Scaroni, significa stare con Corrado Clini, significa stare con i Moratti e con tutti questi schifosissmi personaggi a cui non importa niente dell'Italia, dei suoi mari, della sua gente.




Tuesday, October 2, 2012

Bomba, l'Adriatico, Pecoraro Scanio e la corerenza



Sono in giro per l'Italia ed il tempo e' sempre tiranno.

Alcune notizie, belle, buone e riflessioni varie:

1. Ieri 1 Ottobre il Ministero dell'Ambiente ha ascoltato la questione Bomba - a porte chiuse - ma la cosa positiva, come riferisce Franco Moroni per la provincia di Chieti e' che per il Ministero resta valido il parere negativo della V.I.A. e tutti gli attori in commissione: la Regione, la Provincia di Chieti, i comuni hanno ribadito il no.

Un altro passo in avanti, in questa saga multi annuale ed infinita, e in un paese in cui non si riesce mai ad arrivare alla parola fine, ma comunque un passo nella direzione giusta.


2. A quanto pare il Partito Democratico chiede una richiesta di moratoria di trivelle per l'Adriatico. E' un po tardi, no?  Considerato che il decreto trivellante di Passera/Clini e' stato votato 2 mesi fa e che nessuno dei senatori/parlamentari/politici ha detto o fatto niente a suo tempo, quando era possibile fare qualcosa.

Fra gli appellanti Pecoraro Scanio.

Ricordo a tutti che il Centro Oli di Ortona, un mostro desolforante fra i campi del Montepulciano d'Abruzzo ed il suo annesso campo petrolifero fu approvato anche dai ministeri romani e aveva le firme di approvazione dello stesso Pecoraro Scanio come Ministro dell'Ambiente, di Di Pietro come ministro delle infrastrutture e di Bersani.

Nessuno di loro ha mai chiesto scusa.

Adesso vengono fuori con queste moratorie dell'ultimo minuto che sanno di propaganda prendi-voti.

Cari politici, qui ci vuole la coerenza e le cose occorre ricordarsele per tempo, e non essere canne al vento e cercare di sfruttare le proteste popolari.


3. Sabato 6 Ottobre c'e' la manifestazione contro le trivelle alle Tremiti, presso la citta' di Manfredonia. Chissa' forse e' questo il motivo per cui si e' svegliato pure il PD e pure Pecoraro Scanio.