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Tuesday, October 29, 2019

Egitto: Benban, il piu' grande campo solare del mondo







L'Egitto che cerca di cambiare.

Siamo nella provincia di Aswan 650 a sud della capitale Il Cairo: e' qui che sorge Benban Solar Park, costo 4 miliardi di dollari, e nel bel mezzo del deserto.

L'opera e' faraonica, e qui ci sta proprio il termine, perche' quando sara' completata coprira' 37 chilometri quadrati con sette milioni di pannelli fotovoltaici. Quando la costruzione sara' terminata sara'  il primo impianto solare a grande scala del paese, con la capacita' di generare 1.8 GW di elettricita'.

Sara' pure il piu' grande impianto solare del mondo.
E anzi e' cosi grande che e' visibile dallo spazio.

La prima apertura parziale e' avvenuta nel Giugno 2018, ad Ottobre del 2019 era in azione quasi l'80% del progetto.

Cinque anni fa la richiesta di energia del paese era di 28 gigawatt, ed un'approvvigionamento di soli 24. E questo portava a molti black out.


Il Benban Solar Park e' parte di questa soluzione: il lotto su cui e' stato costruito e' stato diviso in 41 sub-divisioni assegnati a 30 ditte diverse che costruiranno i loro impianti e che poi venderanno elettricita' al governo a prezzi competitivi.  Gran parte dell'infrastruttura, rete elettrica, strade e comunicazioni e' stata costruita dall'ente governativo per l'elettricita',  la Egyptian Electricity Holding Company, e altri investimenti sono arrivati da enti internazionale.

Ovviamente non e' tutto facilissimo: le temperature elevate nel deserto possono causare problemi alle comunicazioni, e cosi pure polveri e tempeste di sabbia che possono ridurre l'irraggiamento. Ci vogliono dunque speciali accorgimenti affinche' tutto funzioni al meglio.

Ma anche qui c'e' l'elefante di cui nessuno vuole parlare: l'Egitto ha in questo momento 97 milioni di persone,  e le stime sono che dovra' raddoppiare la propria produzione di energia nel giro di pochi anni per soddisfare le esigenze di tutti.  Si stima che l'aumento della popolazione arrivera' a 120 milioni entro il 2030, e poi a 150 milioni nel 2050.

Erano solo 27 milioni nel 1960.
La popolazione sara' quintuplicata in meno di cento anni, e finora e' piu che triplicata in 60 anni.

Ovviamente questo non si ferma all'elettricita'.

La poverta' aumenta, la disponibilita' di acqua e' limitata, il Nilo e' uno dei fiumi piu inquinati del mondo.  Il cibo scarseggia e l'agricoltura e' in declino a causa di perdita di campi all'urbanizzazione, cambiamenti climatici e desertificazione. Le opportunita' lavorative sono poche. Il rischio di instabilita' sociale aumenta.

Di fronte ad una quintuplicata popolazione non ci potra' essere Benban che tenga.


Wednesday, April 10, 2019

Le rinnovabili nel mondo: un terzo dell'energia elettrica del pianeta intero





Sono dieci anni che le rinnovabili crescono e che fanno passi da gigante, nonostante i petrol-politici, gli speculatori del fossile, e l'inerzia di un mondo basato sull'economia da idrocarburi.

Ed ecco qui: il rapporto annuale dell'IRENA (la International Renewable Energy Agency) mostra che la crescita delle rinnovabili e' continuata nel 2018 e che sono arrivate altri 171 gigawatt di energia da sole e vento a livello mondiale. In questo momento il totale di energia da fonti non fossili e' di un terzo.

Il rapporto dell'IRENA si chiama Renewable Capacity Statistics 2019, e mostra la corsa delle rinnovabili a livello mondiale. La maggior parte delle nuove rinnovabili arriva dall'Asia, dove sono stati installati il 61% dei nuovi impianti a livello mondiale. La crescita rispetto al 2017 e' stata dell'11% nel continente. In Oceania la crescita in un anno e' stata del 18% e in Africa dell'8%.
Se invece il mondo viene diviso in economie emergenti e in paesi avanzati, la maggior parte delle nuove rinnovabili, il 67% arriva dal mondo in via di sviluppo. 

La maggior parte di queste nuove fonti energetiche e' dal sole e dal vento; l'idroelettrico e' cresciuto solo in Cina - di 171 gigawatt mondiali, solo 8 sono da centrali idroelettriche, ed in Cina.

Il vento e' invece aumentato di 49 gigawatt rispetto al 2018 con 20 gigawatt in piu' in Cina e 7 negli USA.  A seguire Brasile, Francia, Germania, India e UK.

Ancora meglio ha fatto il sole con 94 gigawatt in piu' rispetto al 2018. Anche qui a dominare e' stata l'Asia con 64 gigawatt nuovi, da Cina, India, Giappone e Korea.  Anche in USA il sole e' cresciuto con 8 gigawatt in piu', mentre in Australia e Germania siamo a 3 gigawatt in piu'. Altri paesi con nuove installazioni di solare sono stati il Brasile, Egitto, Pakistan, Messico, Turchia e Olanda.

Infine c'e' il geotermico che e' aumentato di 0.5 gigwatt nel 2018 con crescita sopratutto in Turchia, Indonesia, USA, Messico e Nuova Zelanda.

In totale, a livello mondiale la capacita' da rinnovabili e' di 2,351 gigawatt alla fine del 2018, un terzo della produzione mondiale di elettricita'.  Il principe e' sempre l'idroelettrico con 1,172 gigawatt, circa la meta' del totale; a seguire vento con 564 gigawatt e sole con 480 gigawatt. E poi 121 gigawatt di bioenergia, 13 gigawatt di geotermico e 0.5 gigawatt da energia dalle correnti marine.

Non male, specie visto che tutti questi numeri aumenteranno ancora, ogni anno di piu', finche le trivelle resteranno solo nei sogni dei petrolieri falliti.

Tuesday, March 19, 2019

Germania: elettricita' da rinnovabili in tutto il paese al 72% per una settimana intera




Ogni tanto sentiamo di record del 100% rinnovabili in paesi industrializzati. E' successo anche in Germania dove per qualche ora le rinnovabili hanno portato a piu' energia del necessario e alla vendita sottocosto o addirittura alla cessione gratuita di energia. Ma questo spesso dura poche ore, un giorno al massimo, e grazie spesso alle speciali condizioni meteo.

Questo qui e' invece un record diverso.

Intanto, l'obiettivo iniziale era di arrivare al 35 per cento di rinnovabili entro il 2020; ma sono arrivati al traguardo con molto anticipo e cosi se ne sono dati un altro.  Nel 2018 hanno deciso di voler arrivare alla generazione del 65% di energia dalle rinnovabili entro il 2030.

E' uno dei target piu' ambiziosi del mondo, visto che si tratta di una potenza economica con un forte consumo energetico. Il 65% non e' il 100%, ma poi siamo al 2019 e non ancora al 2030.

Ebbene i primi mesi del 2019 sono stati strabilianti per la generazione di energia elettrica della Germania. 

Siamo arrivati al 65% di energia sostenibile nella settimana che va dal 25 Febbraio 2019 al 3 Marzo 2019; le settimane successive hanno invece portato al 68% di energia dalle rinnovabili (4 Marzo - 10 Marzo) e poi, per quella appena passata (11 Marzo - 17 Marzo) al 72%.

Non male no per un paese che voleva arrivarci fra dieci anni, esserci arrivati in parte gia' adesso.

A fare la parte del leone il vento, al 57% del totale; le biomasse sono seguite al 9% e poi ancora l'idroelettrico al 6%. Fra l'energia non rinnovabile c'e' il nucleare all'11%, il carbone al 7%, gas e petrolio per tutto il resto.  Il sole ha contribuito molto poco, essendo i cieli spesso coperti e freddi.

In Germania in questo momento ci sono 30,000 turbine con una capacita' totale di 53 GW e se tutto va bene l'obiettivo del 65% di elettricita' dalle rinnovabili a regime dovrebbe essere superato molto prima del 2030.

Quello che invece resta da fare, e' di davvero impegnarsi ad eliminare il nucleare entro il 2022 come promesso, e il carbone entro il 2038.

E se tengono fede, il 100% rinnovabili entro il 2030 non sara' impossibile. 


Monday, February 11, 2019

L'anno 2018 - il vento record in tutto il mondo









Visto che in Italia continuano a moltiplicarsi gli articoli del Corriere della Sera sul tutt-e'-meglio del petrolio,  volevo un po' vedere quali sono le statistiche per l'erogazione di energia dal vento a livello mondiale.

Semplicmente inserendo in Google le parole "wind energy 2018" esce tutta una lista di record in ogni anno del pianeta. E cioe' non siamo in qualche isola remota di Svezia, o in Costa Rica, ma proprio in tutto il mondo, con i prezzi dell'eolico in continua discesa.

E se il vento e il sole aumentano a livello globale, se la Germania pure abbandona carbone e nucleare, se tutti sappiamo i danni a persone e pianeta delle trivelle, a che pro voler continuare a rilasciare permessi petroliferi e a decantare le virtu' delle trivelle? 

Matteo Salvini ci senti?

Marco Marisilio ci senti? 

Petrol-giornalisti del Corriere della Sera ci leggete?

Oscar Giannino ci senti?

Iniziamo dagli USA,

Nel 2018 dall'eolico sono state generate piu' di 96 GW di energia in totale, di cui quasi 8 GW nuovi di zecca. Ci sono 56,800 turbine nel paese in 41 stati.  La domanda arriva principalmente da citta', grandi corporazioni ed unversita che, per amore o per calcolo non importa, vogliono energia pulita.

I prezzi sono contenuti, la richiesta e' elevata e si prevede che la produzone di energia eolica continuera' a crescere.

La cosa ridicola e' che fra i piu' grandi utilizzatori di energia eolica siano... ATT, Walmart e... ExxonMobil e Shell Energy! Cioe' i petrolieri stessi chiedono energia green :)

Per di piu' altri petrolieri, i norvegesi della ex Statoil, ora Equinor, Orsted e Shell sono in gara per bucare gli oceani della East Coast cercando stavolta per piazzarci pale eoliche.

Interessante no? Pure i petrolieri seguono il vento, figurativamente e nella realta'. 

Passiamo al Canada, sotto molti aspetti un petrolstato visto che molta della sua economia dipende dalla vendita di petrolio dalle Tar Sands del Canada agli USA. Anche qui l'industria del vento ha aumentato impianti e produttivita'; nel frattempo l'eolico e' diventata la fonte energetica meno costosa del paese.

Occorre rifletterci: il Canada, il paese delle Tar Sands, dove il vento fornisce energia a minor costo delle trivelle!

E cosi' c'e' una corsa all'aumento di capacita' energetica eolica. Nel 2018 siamo arrivati a 13GW in tutto il paese grazie ad Eolo, e grazie a 299 campi eolici e 6,600 turbine nel paese. Questo significa energia elettrica green per circa 3 milioni e mezzo di persone.  Tutto punta all'aumento dell'eolico anche per il 2019.

Anche nel Sud America la crescita e' notevole, tanto che per tutto il 2018 la crescita' e' stata di quasi 12 GW, di cui 2GW nuovi dal Brasile e 1GW dal Messico.

In Europa invece sono stati installati nuovi impianti eolici per 2.6GW di energia, con l'85% delle strutture in UK (700 MW)  e in Germania (1.3 GW) ; i prezzi calano ed ora in Europa ci sono 105 impianti offshore con una capacita' totale di 18.5 GW in mare. A terra siamo invece a 160 GW.
Si prevede crescita per i prossimi cinque anni almeno. 

Nel Regno Unito intanto e' stato appena varato il piu' grande campo eolico marino del mondo. 

Si chiama Hornsea One e si trova lungo le coste dello Yorkshire. A svilupparlo la danese Ørsted, con 174 turbine a fornire ben 1.2GM di energia con lo scopo di riempire il vuoto lasciato dai falliti tentativi di estendere il nucleare da parte della Hitachi e della Toshiba. Dara' elettricita' a un milione di famiglie; ed e' in gia' in programma la fase due del progetto.

E dunque, perche' insistere e diabolicamente persistere a propinarci che il futuro e' scavando nella melma petrolifera sotto i nostri piedi, fra le falde acquifere, le faglie sismiche e avvelando l'aria dei residenti?












Tuesday, August 21, 2018

Grecia: l'isola di Tilos sara' la prima del Mediterraneo 100% rinnovabile







La Grecia con tutti i suoi guai ci da una piccola grande lezione di civilta' ambientale. O forse e' proprio a causa dei suoi guai.
 
La piccola isola di Tilos, 14 ore di traghetto dalla madre-terra un piccolo scrigno di diversita' ambientale, sara' la prima isola del Mediterrraneo ad andare al 100% rinnovabile, grazie ad un sistema integrato di solare, vento e batterie.

Tilos fa parte dell'arcipelago del Dodecanese che e' tutta una riserva naturale, con una serie di sorgenti d'acqua sotterraenee che ha creato qui paludi con ottimi habitat per tante specie.  L'isola di Rodi e' la piu' nota di tutto l'arcipelago.

Ci sono qui orchidee rare, aquile protette e poche persone.

E poi c'e' stato il sindaco Tassos Aliferis il campione dell'ambiente che ha voluto fare di Tilos l'isola verde della Grecia. 

Siamo ora arrivati in mezzo a tutta questa natura ai test finali di un progetto che generera' 800 kilowatt di energia per tutta l'isola. Il perno cruciale e' rappresentato dalle batterie che assorbiranno l'energia in eccesso dalle turbine e dai pannelli solari per cederla poi alla rete nei momenti in cui ce ne sara' bisogno.

Tilos e' un isola piccola, con una popolazione invernale di 400 anime che in estate arrivano a 3000.

Uno dira': beh, e' un modello non replicabile, e' un isola piccola e un sacco di bla bla. Il punto e' sempre lo stesso: da qualche parte si deve pur partire, e finora nessuna altra isola di tutto il Mediterraneo l'ha fatto. Tilos si.

In questo momento l'energia di Tilos arriva da stazione alimentata da fonti fossili su una isola vicina, Kos, a 69 chilometri di distanza ed essenzialmente disabitata. Tilos e' una delle tre alimentata da un cavo sotterraneo che parte da Kos, e delle tre e' la piu' distante da Kos. Il cavo mostra evidenti segni di usura e di mancata manutenzione: spesso ci sono blackout di corrente, fino a 12 ore, rendendo la vita difficile a residenti, turisti, hotelier con cibi avariati, e scomodita' per tutti.

Da questo punto di vista, prettamente utilitaristico, le rinnovabili saranno un grande passo in avanti; ma non c'e' solo la soluzione di problemi pratici: il sindaco che ha promosso tutto questo era spinto da forti motivi "filosofici".

Tassos Aliferis era un ambientalista, di quelli che non se ne vergognano. Ha vietato la caccia sulla sua isola, promosso l'ecoturismo, ravvivato tradizioni morenti come fare il formaggio o coltivare erbe medicinali.
 
Lui non e' piu' in vita, ma e' stato lui a pensare e a volere il 100% rinnovabili per Tilos. il sindaco successivo ed attuale, Maria Kamma, ha continuato sulle sue orme nel desiderio di proteggere la biodiversita' dell'isola, con 150 specie di uccelli e 650 di piante.

Dal canto suo l'Unione Europea dice che si augura che Tilos diventi un modello per altre isole d'Europa con simili livelli di popolazione. Il progetto e' stato infatti finanziato dall'UE, sotto la guida di Tassos Aliferis, con circa 11 milioni di euro.

Il costo totale e' stato di 13.7 milioni di euro.

Con questi soldi oltre al sistema energetico e' stato creato un centro non-profit per la promozione turistica e culturale, con mappe, proposte di hiking, sentieri di mountain bike, vista di uccelli o viaggi in kayak. Si spera che tutte queste iniziative porteranno piu' visitatori e piu' business all'isola, anche in supporto delle loro politiche green.

Altri progetti in vista? Installazione di illuminazione pubblica direttamente dal sole, bici elettriche per i dipendenti comunali e stazioni di ricarica elettriche per le automobili.

E in Italia? Pantelleria? Lampedusa? L'Isola del Giglio? L'isola d'Elba?

Perche' no?

Il sindaco Kamma dice che se lo possono fare loro, lo possono fare tutti.

Parole sante.







Saturday, June 30, 2018

Scozia: arriva Batwind, la prima batteria per lo stoccaggio di energia eolica dal mare






Un nuovo passo in avanti per le rinnovabili.

Una batteria dedicata per lo stoccaggio di energia eolica che arriva dal mare.
E' la prima volta che succede.

A realizzare questa batteria, quelli di Hywind Scotland che circa un anno fa hanno anche realizzato il primo sistema di energia eolica dal mare usando pale galleggianti, e non ancorate al fondo del mare.

Siamo a circa 15 km dalla costa dell'Aberdeenshire, e la batteria in questione si chiama Batwind. Grazie a questo sistema l'energia in eccesso da Hywind Scotland potra' essere stoccata ed usata quando la domanda e' maggiore della generazione.

Batwind potra' stoccare fino a 1.2 megawatt di energia.

E' stata realizzata da due gruppi, Masdar e Equinor.

La Equinox,  ex Statoil, e' la ditta nazionale di petrolio norvegese e controlla il progetto al 75%.
Masdar invece e' una ditta di rinnovabili con sede negli Emirati Arabi, nota anche come Abu Dhabi Future Energy Company. Controlla il restante 25% del progetto.

Ad installare Batwind invece e' stata una ditta tedesco-americana chiamata Younicos, specializzata in sistemi di stoccaggio energetico.

A suo tempo, Equinor/Statoil disse che lo sviluppo di questa batteria faceva parte della loro strategia di gradulamente transizionare dal petrolio alle rinnovabili, anche se, come sempre non si deve mai credere ai proclami dei petrolieri perche' a loro interessa solo il vile denaro.

Perche' questo e' un grande passo in avanti? 

Perche' la generazione di energia dal sole e dal vento e' sempre soggetta alle presenza o meno delle nuvole, all'alternarsi del giorno e della notte, alle condizioni metereologiche. E anche se la rete in qualche modo puo' aiutare a distribuire l'energia in eccesso, e' innegabile che poter "conservare" l'energia per il futuro rendera' le cose sempre piu' efficenti.

I limiti attuali dello stoccaggio sono anche il principale cavallo di battaglia di quelli che dicono che "non si puo'" e che siamo condannati a trivellare per sempre.

Batwind si trova su terraferma, in localita' Peterhead che e' connessa alla rete della Scozia, e in questo momento ci sono dei test per aiutare a programmare il sistema su quando l'energia andra' stoccata in sito e quando invece dovra' essere mandata alla rete.

Oltre alla tecnologia c'e' stato anche da mettere a punto il software associato, in modo da azionare la batteria in modo dinamico, in dipendenza dai tanti input esterni, domanda, condizioni meteo e cosi via. 

E cosa e' successo a Hywind Scotland, 30 Megawatt, da quando e' stata accesa ad Ottobre 2017?

Ricordiamo che Hywind e' eccezionale perche' installata in mare aperto, lontana dalla riva dove il vento e' piu' forte e dove la generazione di energia maggiore. La sua esistenza e' appunto al fatto di essere una struttura galleggiante e di non necessitare di ancoraggi al fondo del mare che a queste distanze della costa diventano economicamente svantaggiose.

Beh, a Hywind Scotland le cose vanno meglio di quanto si potesse pensare.

Durante i mesi invernali, di solito la resa degli impianti eolici non e' ottimale, e questo a causa di tempeste, ondate e altri fattori metereologici che ne limitano la resa. La media e' del 40-60% del potenziale durante i mesi cha vanno da Novembre a Gennaio.

Hywind Scotland invece e' riuscita ad andare al 65% del suo potenziale lo scorso inverno,  migliorando la resa rispetto alla media. Questo grazie ai vari test fatti prima dell'installazione che hanno permesso di mettere a punto speciali tecniche per far funzionare Hywind Scotland anche in condizioni estreme.

A regime, il complesso e' in grado di generare elettricita' per 20mila case.

Adesso questa elettricita' si puo' anche stoccare.

Io non so se ci rendiamo conto di quale strumento bellissimo ed affascinante sia la mente umana, ma tutti questi progressi sono grazie all'intelligenza dell'uomo. Pochi sono gli ostacoli che davvero non possiamo superare se lo vogliamo davvero.

E quindi, questa benedetta transizione ad un mondo fossil fuel free e' possiibile, basta solo volerlo e non dare retta ai piagnistei di petrolieri e politici pagati per mantenere lo status quo.


Sunday, April 8, 2018

Il 100% dell'elettricita' del Portogallo e' stata rinnovabile a Marzo 2018







"Last month's achievement is an example of what
will happen more frequently in the near future. 
It is expected that by 2040 the production of
renewable electricity will be able to guarantee,
in a cost-effective way, the total annual electricity
 consumption of mainland Portugal"


Commentando il 100% rinnovabile a Marzo 2018 in Portogallo





E chi l'avrebbe mai detto che il piccolo e per lo piu' silenzioso Portogallo ci sarebbe riuscito, cosi spettacolarmente, cosi' velocemente?

E' una notizia bella che arriva direttamente dalla Associazione per l'Energia Rinnovabile del Portogallo, la APREN: a Marzo del 2018 *tutta* l'energia elettrica del paese e' stata da fonti rinnovabili.

Anzi, meglio ancora, il paese ha generato il 103.6% dell'elettricita' necessaria da vento ed idroelettrico, cioe' hanno fatto meglio di quanto le servisse.

Anche se tutti pensiamo che il leader delle rinnovabili in Europa siano i tedeschi o gli svedesi, il Portogallo e' fortemente motivato a diversificare la sua energia. E anzi, attivamente cercano di liberarsi dal petrolio e di portare avanti politiche che favoriscano sole e vento.

Gia' nel 2016 infatti sono riusciti ad alimentare tutto il paese con solo energia green e per 107 ore di fila, piu' di quattro giorni.

Nel giro di due anni, dico due!, sono passati da quattro giorni ad un mese intero, segno delle potenzialita' delle rinnovabili, della serieta' dei portoghesi in questa direzione, e della tecnologia che procede a passi da gigante.

E infatti, il rapporto dell'Associazione per l'Energia Rinnovabile del Portogallo, in un comunicato ufficiale dice proprio questo: che questi risultati sono un esempio di quello che accadra' sempre piu' spesso nel futuro. Ci si aspetta che entro il 2040 la generazione di energia elettrica rinnovabile potra' garantire in modo sempre piu' efficente e a costi conenuti il consumo totale di energia elettrica nel paese.

La crescita e' stata strabiliante. Per tutto il 2013 il paese ha generato il 26% della sua energia dalle rinnovabili. Nel 2016 si era arrivati al 55%. Purtroppo il 2017 ha visto un calo, a causa della siccita' che ha colpito laproduzione di energia dall'idroelettrico, e per l'annata appena terminato, le rinnovabili hanno portato al 42% dell'energia.

Per Marzo 2018 il 55% dell'energia e' stato dall'idroelettrico, e il 42% e' stato dal vento. Il resto e' stato dal sole, dalle biomasse. Ci sono anche stati anche alcuni brevi momenti di transizione, in cui si sono usate coperture fossili, ma quegli intervalli sono stati brevi e coperti e superati dalle rinnovabili che hanno generato energia in eccesso nei momenti in cui le condizioni meteo erano favorevoli.

Chi e' questa APREN? E' una associazione che rappresenta il 93% di tutti i produttori rinnovabili del paese, da micro-reti fino ai produttori di idroelettrico. Il suo ruolo e' di coordinare interessi dei produttori con quelli del governo, e dei ministeri collegati alla generazione e all'uso di energia. Hanno anche ruolo di rappresentanza presso l'UE. Il Portogallo ha 10 milioni di abitanti. Il suo PIL varia fra il 36esimo al mondo e il 50esimo, a seconda dei vari indicatori.

L'Italia ne ha 60 di milioni di abitanti. Il suo PIL secondo le stesse classifiche varia dal numero 9 al numero 27.

Non abbiamo veramente scuse. I portoghesi hanno iniziato queste poltiche rinnovabili nel 2008. E i loro risultati mostrano che si, si puo' fare. Basta mettersi li, volerlo, pensarlo, investire oggi e seminare per il futuro.

In Italia invece siamo qui ancora a discutere di lotti petroliferi, fra il Veneto e la Puglia, fra il Piemonte e la Basilicata, e con poche politiche coordinate, con pochi obiettivi verdi davanti a noi.

Adesso arriva un nuovo governo (forse!). Chinque siano, spero che l'ambiente sia la loro prima priorita'. Ne vinciamo tutti, in salute, in costi energetici, in immagine, per la posterita'.

Volli, sempre volli, fortissimamente volli.

Wednesday, April 4, 2018

UK: nel 2017 sole e vento producono piu' energia del nucleare






 Grafico di Sizewell C



Nel Regno Unito ci sono otto stazioni nucleari.

Nel 2017 gli impianti a sole e il vento distribuiti sulla nazione hanno generato piu' energia di tutte ed  otto messe assieme secondo i dati ufficiali.

Totale?

Anche l'uso di carbone e' diminuito e cosi, in totale rispetto al 2016, il calo di emissioni di CO2 e altri gas serra nel 2017 e' stato del tre percento.

Il sorpasso e' stato sopratutto dovuto agli ultimi mesi del 2017 grazie a forti venti, l'apertura di nuovi impianti a vento e diminuzione della produzione di energia nucleare.

In totale sole e vento hanno generato 18.3 tera-watt-ore (1 tera = 1000 giga) e il nucleare 16.7 tera-watt-ore. In cima alla lista c'e' pero' ancora il gas, che e' a 36.1 tera-watt-ore anche se la produzione e' in leggero calo.

Dietro a questi numeri c'e' pero' da ricordare che il nucleare riceve sussidi governativi, e infatti i signori della Horizon Nuclear Power, sussidiaria della giapponese Hitachi, ha richiesto nuovi fondi per operare e che vorrebbe ricevere entro l'estate.

Dal canto sul la Electricite' de France (EDF)  ha minacciato di non andare avanti con la costruzione di una centrale nucleare costruenda nel Regno Unito senza soldi governativi.

La EDF sta costruendo una centrale nucleare nel Somerset, nell'est del paese. Si chiama Hinkley Point C plant e costa la bellezza di... 19.6 miliardi di sterline. E cioe' 23 miliardi di euro!

Vorrebbero costruirne un'altra nel Suffolk, che sta verso ovest, e che si dovrebbe chiamare Sizewell C. Il progetto e' quasi identico, come dire, prendi due paghi uno. Ma vogliono vedere i quattrini prima.

Il capo della EDF ha un nome italiano, Simone Rossi. Lui dice che per la EDF occorre capire se ne valga la pena andare avanti con Sizewell C e che deve capire l'impegno economico da parte del governo britannico per Sizewell C. Dice che la costruzione ha senso solo se Sizewell C (proposta) e Hinkley Point C (gia' in realizzazione) sono vicine nel tempo, in modo da risparmiare sui costi e sul personale.

E quindi vogliono vedere i soldi adesso.

Sole e vento non ricevono piu' niente dal governo dal 2015.
Niente sussidi, niente vantaggi. Niente costi da 22 miliardi di euro. Basta un tetto, e la volonta'.


E vincono lo stesso.




Tuesday, February 6, 2018

Germania: 100% rinnovabile il 1 Gennaio 2018; target al 65% entro il 2030









Il giorno 1 Gennaio 2018 la Germania ha ragginunto un altro obiettivo-simbolo: la generazione del 100% della sua elettricita' da rinnovabili.

A causa dei forti venti la notte di Capodanno,  le turbine eoliche hanno generato l'85% delll'energia ed il resto e' venuto dall'idroeletrico e dalle biomasse, secondo i dati forniti dall'Agenzia della Rete Federale tedesca.

I prezzi sono andati in negativo, e la generazione di elettricita' da carbone, nucleare e gas e' stata ridotta al minimo. L'energia in piu' e' stata venduta ai paesi confinanti.

Tutto questo e' successo alle 6 del mattino di Capodanno, quando il sole non era ancora sorto. Ovviamente, nessuno se lo aspettava di arrvare al 100% di rinnovabili la mattina presto di un giorno d'inverno. Il record precedente era del 90% di energia green il giorno 30 Aprile 2017.

Un segno di quanti passi abbiano fatto in questi anni con le rinnovabili in Germania.

Per tutto il 2017 invece la media di energia rinnovabile e' stata del 38%, non male considerato che si tratta della quarta economia del mondo, mentre nel 2016 e' stato del 32%. Per la prima volta il vento ha generato piu energia che il carbone e il nucleare.

Anzi, altre statistiche rivelano che dal 1990 ad oggi la generazione di elettricita' green e' aumentata del 1000%.  In quell'anno il carbone era al 57% e il nucleare al 28%. Le rinnovabili erano solo idroelettrico, al 5%.

Nel 2017 il carbone ha fornito il 37% dell'energia, e il nucleare il 12%. L'idroelettrico e' sempre al 5%, ma sole e vento sono arrivate al 33%.

Tutto bene dunque? Non proprio. Anche in Germania, nonostante la Energiewende, ci sono ostacoli e problemi.

Nel 2017 e' stato usato piu' petrolio e gas per trasporto e per il riscaldamento.  Le emissioni di CO2 non sono ancora sotto controllo e si pensa che il paese non potra' raggiungere gli obiettivi che si era posto per il 2020 per quanto riguarda la diminuzione della CO2 emessa.

Il progetto infatti era di arrivare al 2020 con le emissioni di CO2 inferiori del 40% rispetto al 1990. Invece si calcola adesso che il limite sara' "solo"del 32% in meno. 

A me fa sorridere che il ministro dell'ambiente di Germania dica che se questi numeri saranno realta' sara' un disastro per la reputazione internazionale del paese come di un leader del miglioramento del clima!  Fa sorridere perche' loro veramente sentono la responsabilita' delle promesse. Magari fosse cosi dappertutto!

Ad ogni modo per cercare di tornare al 40% invece che essere fermi al 32% si era pensato di chiudere alcuni impianti a carbone piu' in fretta di quanto originariamente previsto. Ma non si sa bene come andra' tutto a finire con il nuovo governo che deve ancora decidere le sue priorita' e i gran trambusti elettorali della nazione.

Per esempio non e' chiaro che ne sara' della tassa sulle rinnovabili che i tedeschi usano per finanziare tutti questi progetti green. La tasse e' ancora necessaria,  specie adesso che l'obiettivo sara' di ridurre l'uso di fonti fossili per trasporto e riscaldamento.

Spesso pero' questa tassa viene contestata e viene additata essere non trasparente. Una possibilita' e' di aumentare il numero di progetti che finisce all'aste pubblica, con offerte competitive da piu' gruppi interessati e senza che il governo debba aggiungere denaro pubblico.

Dove invece i tedeschi hanno avuto molto successo e' stato l'aumento della produzione di energia rinnovabile. L'obiettivo era del 35 percento entro il 2020.

L'obiettivo e' stato raggiunto e superato nel 2017.

Ed ora si e' deciso un nuovo target: il 60% entro il 2030.

Vanno avanti, eh? Ogni ostacolo e' una opportunita' per fare meglio, e loro lo vogliono. 

Wednesday, December 27, 2017

Germania: per Natale il costo dell'energia e' stato negativo









Il regalo di Natale per i tedeschi e' stato che l'elettricita' ha avuto costi negativi il 25 Dicembre 2017.

Il paese ha speso piu' di 200 miliardi di dollari negli scorsi venti anni per rinnovabilizzare la sua rete elettrica ed ecco qui il risultato.

Ogni tanto, come appunto i giorni 24 e 25 dicembre viene prodotta cosi tanta elettricita' che occorre pagare i contribuenti per usarla.

I dati vengono dall'EPEX, ente che misura gli scambi energetici in Europa ed e' il risultato di vari fattori: temperatura non troppo bassa, venti forti, e bassa richiesta di elettricita'.

Ovviamente questo perche' erano giorni di Natale e le fabbriche erano chiuse, e perche' nessuno puo' fermare le dinamiche del vento. Quei giorni spirava abbondantemente. D'altro canto, il nucleare e/o il carbone che viene usato in parallelo al vento non e' facile da spegnere e cosi c'e' stato un surplus di energia da ambo le sorgenti.

E cosi il weekend di Natale, chi consumava elettricita' e' stato pagato circa 50 euro a megawatt-ora.

Tutto questo, cioe' la rete che genera piu' energia di quanto possa smaltire, e' successo gia' almeno 100 volte nel 2017. 

Al massimo della "generosita'" del vento, il prezzo e' stato di 83 euro per megawatt-ora.

E' gia' successo anche in Belgio, UK, Francia, Olanda e Svizzera, ma in Germania accade piu' frequente che altrove. A volte riescono a vendere energia ai vicini, altre volte e' piu' difficile farlo. E questo perche' appunto, spegnere le fossili o il nucleare e' difficile da farsi in tempi brevi e perche' il vento non si puo' fermare.

Invece c'e' ancora molto da fare sul reparto stoccaggio di energia e cosi, per eliminare l'energia in eccesso dalla rete e per evitare il sovraccarico, la si regala via o si pagano i consumatori. 

Creare un sistema di stoccaggio efficenti e affidabili e' uno dei temi piu' importanti per il progresso delle rinnovabili, in Germania ed altrove, e si cerca di risolvere il problema con varie accortezze anche se c'e' ancora molto da fare.

La RWE e' uno dei piu' grandi produttori di energia elettrica del paese:  usano le previsioni del tempo per regolamentare la generazione di energia, quando ce n'e' troppa per esempio la usano per pompare acqua in un lago d'Austria che funziona da batteria naturale. Quando serve energia, l'acqua viene rilasciata a valle e vengono usate delle turbine per generare elettricita'. L'acqua resta a valle, in attesa di essere riportata a monte durante i nuovi surplus.

Un insieme di nuovo e vecchio, assieme per arrivare, prima o poi, si spera prima ad un mondo finalmente libero dal petrolio.