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Wednesday, April 10, 2019

Le rinnovabili nel mondo: un terzo dell'energia elettrica del pianeta intero





Sono dieci anni che le rinnovabili crescono e che fanno passi da gigante, nonostante i petrol-politici, gli speculatori del fossile, e l'inerzia di un mondo basato sull'economia da idrocarburi.

Ed ecco qui: il rapporto annuale dell'IRENA (la International Renewable Energy Agency) mostra che la crescita delle rinnovabili e' continuata nel 2018 e che sono arrivate altri 171 gigawatt di energia da sole e vento a livello mondiale. In questo momento il totale di energia da fonti non fossili e' di un terzo.

Il rapporto dell'IRENA si chiama Renewable Capacity Statistics 2019, e mostra la corsa delle rinnovabili a livello mondiale. La maggior parte delle nuove rinnovabili arriva dall'Asia, dove sono stati installati il 61% dei nuovi impianti a livello mondiale. La crescita rispetto al 2017 e' stata dell'11% nel continente. In Oceania la crescita in un anno e' stata del 18% e in Africa dell'8%.
Se invece il mondo viene diviso in economie emergenti e in paesi avanzati, la maggior parte delle nuove rinnovabili, il 67% arriva dal mondo in via di sviluppo. 

La maggior parte di queste nuove fonti energetiche e' dal sole e dal vento; l'idroelettrico e' cresciuto solo in Cina - di 171 gigawatt mondiali, solo 8 sono da centrali idroelettriche, ed in Cina.

Il vento e' invece aumentato di 49 gigawatt rispetto al 2018 con 20 gigawatt in piu' in Cina e 7 negli USA.  A seguire Brasile, Francia, Germania, India e UK.

Ancora meglio ha fatto il sole con 94 gigawatt in piu' rispetto al 2018. Anche qui a dominare e' stata l'Asia con 64 gigawatt nuovi, da Cina, India, Giappone e Korea.  Anche in USA il sole e' cresciuto con 8 gigawatt in piu', mentre in Australia e Germania siamo a 3 gigawatt in piu'. Altri paesi con nuove installazioni di solare sono stati il Brasile, Egitto, Pakistan, Messico, Turchia e Olanda.

Infine c'e' il geotermico che e' aumentato di 0.5 gigwatt nel 2018 con crescita sopratutto in Turchia, Indonesia, USA, Messico e Nuova Zelanda.

In totale, a livello mondiale la capacita' da rinnovabili e' di 2,351 gigawatt alla fine del 2018, un terzo della produzione mondiale di elettricita'.  Il principe e' sempre l'idroelettrico con 1,172 gigawatt, circa la meta' del totale; a seguire vento con 564 gigawatt e sole con 480 gigawatt. E poi 121 gigawatt di bioenergia, 13 gigawatt di geotermico e 0.5 gigawatt da energia dalle correnti marine.

Non male, specie visto che tutti questi numeri aumenteranno ancora, ogni anno di piu', finche le trivelle resteranno solo nei sogni dei petrolieri falliti.

Tuesday, March 19, 2019

Germania: elettricita' da rinnovabili in tutto il paese al 72% per una settimana intera




Ogni tanto sentiamo di record del 100% rinnovabili in paesi industrializzati. E' successo anche in Germania dove per qualche ora le rinnovabili hanno portato a piu' energia del necessario e alla vendita sottocosto o addirittura alla cessione gratuita di energia. Ma questo spesso dura poche ore, un giorno al massimo, e grazie spesso alle speciali condizioni meteo.

Questo qui e' invece un record diverso.

Intanto, l'obiettivo iniziale era di arrivare al 35 per cento di rinnovabili entro il 2020; ma sono arrivati al traguardo con molto anticipo e cosi se ne sono dati un altro.  Nel 2018 hanno deciso di voler arrivare alla generazione del 65% di energia dalle rinnovabili entro il 2030.

E' uno dei target piu' ambiziosi del mondo, visto che si tratta di una potenza economica con un forte consumo energetico. Il 65% non e' il 100%, ma poi siamo al 2019 e non ancora al 2030.

Ebbene i primi mesi del 2019 sono stati strabilianti per la generazione di energia elettrica della Germania. 

Siamo arrivati al 65% di energia sostenibile nella settimana che va dal 25 Febbraio 2019 al 3 Marzo 2019; le settimane successive hanno invece portato al 68% di energia dalle rinnovabili (4 Marzo - 10 Marzo) e poi, per quella appena passata (11 Marzo - 17 Marzo) al 72%.

Non male no per un paese che voleva arrivarci fra dieci anni, esserci arrivati in parte gia' adesso.

A fare la parte del leone il vento, al 57% del totale; le biomasse sono seguite al 9% e poi ancora l'idroelettrico al 6%. Fra l'energia non rinnovabile c'e' il nucleare all'11%, il carbone al 7%, gas e petrolio per tutto il resto.  Il sole ha contribuito molto poco, essendo i cieli spesso coperti e freddi.

In Germania in questo momento ci sono 30,000 turbine con una capacita' totale di 53 GW e se tutto va bene l'obiettivo del 65% di elettricita' dalle rinnovabili a regime dovrebbe essere superato molto prima del 2030.

Quello che invece resta da fare, e' di davvero impegnarsi ad eliminare il nucleare entro il 2022 come promesso, e il carbone entro il 2038.

E se tengono fede, il 100% rinnovabili entro il 2030 non sara' impossibile. 


Tuesday, January 1, 2019

India: in quattro anni il solare aumenta del 700%



Voglio iniziare il 2019 con una storia di speranza.

Dal 2014 al 2018 in India la produzione di energia elettrica da solare e' aumentata di piu' del 700%: da 2.6 gigawatt a 20 gigawatt.

Questo e' l'equivalente di 23 reattori nucleari!

L'obiettivo e' di arrivare a 100 gigawatt entro il 2022 per un investimento totale di 100 miliardi di dollari.

Nel solo 2015,  sono state installate un milione di lampade solari e 1.4 milioni di fornelli solari.

Ovviamente l'India e' un paese enorme, dalla popolazione in crescita e per un miliardo di
persone che qui vivono, questi numeri non sono poi cosi' enormi. E c'e' ovviamente spazio per ancora maggior crescita.

Il fotovoltaico contava solo lo 0.4% della produzione elettrica nazionale nel 2015; ma il potenziale e' enrome, visto che qui il sole splende in media per 300 giorni l'anno. L'obiettivo e' per il sole di alimentare elettricita' in casa, ma anche strumenti per l'agricoltura, aria condizionata, e per generare acqua calda.

Una cella fotovoltaica rende dalle 20 alle 40 volte l'energia usata per crearla. Se tutto va bene, entro il 2020 l'energia da solare potrebbe superare quella da carbone. Anzi, il governo ha gia' chiuso 14 centrali a carbone perche' rese obsolete dal sole; le tasse sul carbone sono aumentate e ci sono incentivi per chiudere quelle piu' vecchie di 25 anni.

Dei 100 gigawatt di solare, 40 saranno dai tetti e 60 da impianti medio-grandi. Ci sono anche 56 progetti di ‘solar city’ e altri 27 di campi solari in 21 stati.

Entro il 2022 ci saranno 20 milioni di lampade alimentate dal sole grazie anche agli incentivi statali che coprono il 30% dei costi. Le banche sono state istruite di agevolare i finanziamenti per chi vuole passare o installare il solare.  Si prevede che anche le pompe agricole saranno presto alimentate dal sole, gia' adesso ci sono fiumiciattoli e canali per l'agricoltura coperti da pannelli fotovoltaici per prevenire l'evaporazione.

Ecco, questo e' quello che programma l'India, un paese dai mille problemi, di poverta' ed ignoranza che pur lo vuole e ci prova. E se possono farlo loro, lo possiamo fare tutti.

Non ci sono scusanti.









Saturday, September 29, 2018

La Nuova Zelanda all'85.1% di energia elettrica rinnovabile








La Nuova Zealanda zitta zitta e' diventata un leader della generazione di energia elettrica da rinnovabile.  Nella seconda meta' del 2017 avevano generato il 79% della loro energia dalle rinnovabili; nel primo quarto del 2018, da Gennaio a Marzo, eravamo all'81.2% e ora nel secondo quarto, fra Aprile e Giugno 2018, siamo arrivati all'85.1%.

Tutto questo secondo fonti ufficiali governative, pubblicate nel New Zealand Energy Quarterly.

L'energia arriva qui da sole, vento, geotermico ed idroelettrico: la Nuova Zelanda ha un po di tutte queste cose ed e' capace di usare questo mix tutto l'anno. Per di piu' l'ente energetico del paese, la Transpower NZ reigstra profitti e sta iniziando a investire su un progetto integrato di sistema di batterie per stoccare l'energia green in eccesso. 

Il record raggiunto nei mesi Aprile-Giugno 2018 e' pero' solo l'apice piu' recente; nel senso che se si torna al 1981 si possono trovare percentuali di rinnovabili maggiori.

Perche' il 1981? Non mi e' ben chiaro, ma dopo la crisi del petrolio del 1973, la Nuova Zelanda decise aumentare la sua capacita' energetica da idroelettrico e fra il 1975 e il 1985 l'aumento di energia generato da idroelettrico raddoppio, mentre quella da geoermico aumento di un fattore 15.

Il motivo del boom delle rinnovabili in tempi recenti e' grazie alle condizioni climatiche favorevoli a vento, sole ed idroelettrico. E mentre le rinnovabili crescevano, la produzione di energia da fonti fossili era in declino, del 27% rispetto ad un anno prima, il 2017.

Il vento ha generato 560 GWh di energia in quei mesi, superando l'equivalente del 2017 del 12 percento; l'idroelettrico inveceh ha prodotto 6,843 GWh, il 13 percento in piu' rispetto a un anno prima.

L'obiettivo della Nuova Zelanda e' di arrivare al 90% rinnovabili entro il 2025 e 100% entro il 2035. 

Bravi.

Saturday, April 14, 2018

Svezia: aperta la eRoad Arlanda, la strada che ricarica le auto elettriche mentre si guida











E' la prima strada del mondo del suo genere e si trova in Svezia: se ci guidi sopra la tua auto elettrica o il tuo camion elettrico si ricaricano da sole. 

La strada e' stata inaugurata il giorno 11 Aprile 2018 e si chiama eRoad Arlanda.

Per ora consiste in due chilometri di strada elettrificata costruira sulle strade pubbliche nei pressi dell'aereoporto della citta' di Stoccolma che si chiama Arlanda. A pagare il tutto e' stato l'ente per il trasporto svedese. Il progetto, pilota certo, e' parte dell'obiettivo di Svezia di arrivare ad una societa' zero fonti fossili, incluso il ramo trasporto, entro il 2030.

Cioe' veramente vogliono liberarsi dal petrolio!

Come funziona? 

L'energia arriva all'automobile da un braccio meccanico parte della macchina stessa che riesce a collegarsi da sola alla strada sottostante che e' stata elettrificata.

Il braccio si attiva quando la macchina arriva sul tratto stradale in questione grazie a dei sensori magnetici. La strada invece e' divisa in sezioni da 50 metri ciascuna con alimentazione erogata solo quando la macchina ci passa sopra. Se la macchina si ferma, la corrente viene disattivata.

La strada riesce anche a calcolare quanta energia e' stata erogata, e cosi anche ad addebitare i costi giusti dell'energia al consumatore (qui niente e' gratis!).

Ad inaugurare il tutto, un camion diesel trasformato in camion elettrico della ditta svedese PostNord. La tratta del camion e' breve, 12 chilometri dall'aereoporto al centro logistico dove trasporta merci, ma il tratto viene percorso di routine. 

L'intero processo' e stato disegnato per essere silenzioso ed efficente.
Tutto e' automatico al 100%.

Il capo della eRoad Arlanda si chiama Hans Säll e dice che i costi di operazione saranno minimali, con taglio delle emissioni per il tratto interessato che possono arrivare fino all'80 o al 90 percento.

Per ora si parte con 2 chilometri, ma se le cose vanno come dovrebbero l'obiettivo di Säll e' di arrivare a circa 20,000 chilometri di autostrade.

In questo modo uno, in teoria, potrebbe usare il sistema autostradale di Svezia senza avere mai tempi morti di ricarica, perche' combinando le ricariche stradali e l'autonomia di ciascuna automobile le macchine dovrebbero sempre avere carica.

Altre stime piu' ottimistiche parlano di soli 5,000 chilometri.

Certo i costi sono fantasmagorici: 1 milione di euro a chilometro. Ma come per tutte le cose e' un inizio, una prova. Se le cose funzioneranno, potrebbe arrivare la produzione di massa, l'abbattimento dei costi, l'entusiasmo del volerlo.

Per ora gli Svedesi sono soddisfatti della loro tecnologia, del mostrare al mondo che si puo', e che sono loro a mostrare la strada maestra.

Wednesday, March 14, 2018

Tesla a Santa Monica: il ristorante con stazione di ricarica






Per la precisione 1401 Santa Monica Blvd. Sorge qui ora una concessionaria Volvo. Tutta la strada in quel tratto e' fatta di concessionarie, car wash e meccanici. Pian piano pero' la gentrificazione arriva qui e le cose cambiano.  Edifici bassi e datati che diventano condomini di lusso, mom and pop stores, cioe' di singoli privati, che diventano catene e/o ristoranti un po' presuntuosi e costosi.

Ci vorrebbe un altro blog per raccontare tutti i cambiamenti di questa mia citta',  alcuni in positivo, altri secondo me, un po meno.  Ma non e' questo il punto di questo blog e cosi racconto un piccolo dettaglio di questa trasformazione in atto, buona o cattiva che sia.

E infatti e' qui, sul sito della concessionaria Volvo che Elon Musk vuole costruire una sorta di drive-in per le macchine elettriche: l'automobile si ricarica mentre la gente mangia. 

E' un idea un po retro', stile anni 1950 dove invece di guardare il film appunto si mangia. La Tesla ha proprio in questi giorni fatto richiesta di permesso di aprire tale ristorante-ricarica. Il posto si chiamera' The Drive e non solo l'idea e' anni 1950 ma anche il tipo di ristorante e' ispirato a quel periodo. Elon Musk lo descrive come "Tesla restaurant and supercharger station.”

Il tutto e' parte di un progetto piu' grande in cui la Tesla vorrebbe unire l'utile al dilettevole mentre le macchine si ricaricano, dando opportunita' agli autisti di fare shopping e/o mangiare durante i tempi morti della ricarica. Un prototipo limitato e' stato gia' costruito nella citta' di Kettleman, a meta' strada fra Los Angeles e San Francisco. C'e' qui un caffe' e una centrale di informazione su vari prodotti Tesla e come integrare l'alimentazione elettrica fra tetto, automobile e casa. 


Secondo i progetti della Tesla la stazione-ristorante aprira' alla fine del 2018. 

Tuesday, January 30, 2018

Nel 2019 la prima Harley Davidson elettrica




L'annuncio e' arrivato oggi 30 Gennaio 2018: la Harley Davidson fra 18 mesi lancera' sul mercato la loro prima moto al 100% elettrica.

Il CEO Matt Levatich dice che il mercato delle moto elettriche e' ancora all'inizio, ma che si aspetta che l'interesse crescera' anche grazie ai nuovi modelli che verranno presto lanciati sul mercato.

Il primo prototipo della Harley Davidson si chiamava LiveWire ed e' stato costruito e testato nel 2014: la moto dell'epoca poteva andare da 0 a 60 miglia l'ora in quattro secondi. L'autonomia era di 50 miglia, 80 chilometri, tanto o poco dipende da chi la usa e dove ci deve andare.

Fra i primi a testare tale prototipo niente altro che la star di "Easy Rider", Peter Fonda.

In realta' il mondo delle moto non e' roseo: a livello mondiale le vendite di moto sono calate del 9.6% nell'ultimo quadrimestre del 2017. Negli USA del 6.5%.

Alla Harley il calo e' stato piu' grave: 11% in soli tre mesi.  Mentre se si fa la media lungo tutto il 2017 le perdite sono state dell'8.5%. E cosi' la Harley Davidson con sede a Milwaukee, ha anche annunciato tagli di personale e chiusura di fabbriche per mancanza di vendite.

Pero' le previsioni per il mercato di moto elettriche sono ottimistiche: si parla di aumento della vendita del 45% entro il 2020.

La Harley Davidson dice che investiranno fra i 25 e i 50 milioni l'anno per ottimizzare la tecnologia delle moto elettriche e che vogliono essere il leader globale del nuovo mercato.

Friday, December 29, 2017

La Cina apre il suo primo tratto sperimentale di autostrada elettrica








Siamo a Jinan, 265 miglia a sud di Pechino nella provincia di Shandong.

Hanno qui appena aperto il primo tratto di autostrada elettrica. Un solo chilometro.

L'idea e' che questa autostrada elettrica serva da test per valutare nuove tecnologie green, con lo scopo di ridurre la quantita' di territorio necessario per impianti solari nel paese, e per ridurre il consumo di suolo.

La strada e' dunque fatta di pannelli trasparenti e reistenti che consentono alla luce di attraversarli.
In totale e' l'equivalente di mezzo ettaro di terreno coperti a pannelli. Il tratto e' breve perche' e' appunto un progetto sperimentale dove si proveranno e si testeranno idee in piccola scala per capire se si possano poi realizzare piu' in grande.

Il gruppo che ha sviluppato il progetto si chiama Qilu Transportation Development Group, e dice che la sua strada puo' generare fino a un milione di kilowatt-ora l'equivalente di circa 800 case.

Per ora pero' il progetto servira' a elettrificare l'illuminazione della strada, eventuali mezzi anineve, telecamere e caselli autostradali. Tutto cio' che verra' generato in eccesso andra' ad alimentare la rete elettrica della citta'.  Ci si aspetta che un giorno l'elettricita' possa anche essere usata per alimentare i veicoli sulla strada.

I cinesi hanno pubblicizzato l'opera come la prima autostrada elettrica del mondo, dopo la prima strada elettrica del mondo in Francia e la prima pista ciclabili elettrica del mondo in Olanda.

Il manto autostradale ha tre strati: in basso cemento, in mezzo i pannelli solari e sopra un tratto isolante di altro cemento trasparente. La strada ha due corsie e gli ingegneri dicono che potra' sopportare 10 volte la pressione degli asfalti normali. Non si sa il costo esatto, perche' il governo cinese non ha rilasciato queste stime, ma si parla circa $450 a metro quadrato.

Funzionera'? Non funzionera'? I cinesi saranno in grado di tenerla in funzione? E' un prodotto resistente o solo una brutta copia fatta per imitare progetti simili in Olanda o in Francia? Sara' generata davvero energia per 800 case?

Non si sa, e ci sono dubbi visto che entrambi i progetti di Olanda e Francia non hanno generato l'energia che ci si aspettava.

Malgrado tutto cio' pero' ci sono speranze: un chilometro e' poca cosa e non sappiamo bene come il tutto evolvera', e se questo progetto sperimentale avra' successo o fallira'.  Pero' l'hanno fatto, ci hanno provato, hanno investito, e anche se solo fatto per "far vedere" o per fare "bella figura" e' lo stesso simbolo e indice di quale direzione la Cina voglia per se stessa per il futuro.

Prima che si dica "ma che vuoi che sia un chilometro" occorre pensare e chiedersi: perche' l'Italia non lo fa?

La Cina ha la maggiore generazione di energia solare del mondo: alla fine del 2016 erano a 78.1GW.

L'Italia e' quinta con 19.3GW.  Non male, ma possiamo fare molto molto meglio.

A volerlo. A volerlo davvero.



Thursday, August 3, 2017

Un giorno qualsiasi di Maggio 2017: in Italia l'87% dell'elettricita' e stato da rinnovabili



Tetti e capannoni industriali al sole, Italia


Il Vaticano  


Stadio di Verona al sole 

E' l'ANSA a riportarlo dai comunicati del gestore Terna: il 21 Maggio 2017, nonostante le rinnovabili siano un po trattate da Cenerentola dai nostri politici, l'87% dell'energia elettrica in Italia e' stato da rinnovabili.

E' successo a causa delle condizioni meterologiche particolarmente favorevoli perche' di solito siamo sul 17-20% circa, ma e' un risultato importantissimo, per vari motivi secondo me.

Intanto questo risultato mostra che il sogno del 100% rinnovabile puo' avverarsi anche per il nostro paese.  Tutti i gufi, i vecchi dentro, che continuano a dire "con il sole e con il vento" non si puo', hanno qui la loro risposta.

Se succede a caso, figuriamoci se uno ci lavora sopra, quanto possiamo fare ancora.

Certo, ci vorranno anni, ci vorra' programmazione, ma si puo'. Abbiamo sole, abbiamo vento. Occorre la volonta'.

E poi: di questo giorno di Maggio, qualcuno se n'e' accorto? Dico, dalla vita normale qualcuno ha avuto qualche problema il 21 Maggio?

Le nostre linee elettriche e di trasmissione sono saltate?
Ci sono stati problemi?
Interruzione all'erogazione della corrente?

Non mi pare.

Quindi vuol dire che siamo ben messi. Il nostro sistema elettrico ce la puo' fare anche cosi com'e'.
Abbiamo non solo materia prima ma anche infrastruttura che tutto sommato' puo reggere.  Siamo pronti.

Di nuovo, occorre solo volerlo, e fare di questo 87% del 21 Maggio un obiettivo prima, una cosa normale poi.  Nel senso: non accontentiamoci di Giove Pluvio o di Eolo che per caso portano a questi risultati. Facciamo che e' una cosa che veramente vogliamo e lavoriamoci, per ottimizzare, e per migliorare, con sistemi di stoccaggio energia, incoraggiando investimenti e la distribuzione.

La strada e' ancora lunga: nel 2016 il petrolio ci ha dato il 36% del fabbisogno nazionale di energia, a pari merito con il gas, al 35%. Sole e vento solo sono al energy 17%.

Da 17% a 87% la strada e' ancora lunga, ma non abbiamo scelta se vogliamo lasciare un pianeta migliore a chi viene dopo di noi.

Certo, tutto deve essere fatto con intelligenza, ma checche' uno ne dica, nessuna raffineria e nessun campo di gas e nessuna trivella e' meglio di pannelli e di pale eoliche.

Nessuna, mai, da nessuna parte.
 

Tuesday, August 1, 2017

Scozia, vento record: a giugno sei giorni di fabbisogno energetico al 100% dal vento












Un altro record arriva dalla Scozia: da Gennaio a Giugno 2017, il vento ha generato energia per il 118% delle case scozzesi, circa tre milioni di residenze.

Ovviamente, c'e' anche il consumo industriale e da commercio. Se si guardano le cifre cosi, il vento ha fornito il 57% dell'energia totale della Scozia nei primi sei mesi del 2017.

I dati arrivano dal sito "WeatherEnergy", da cui viene fuori che il vento durante sei giorni di Giugno 2017, il vento ha dato energia a *tutto* il fabbisogno scozzese, case ed industria insieme.

Il record precedente era nel 2015.  Qesta volta la generazione di energia dalle turbine e' stata di  6,600,000 MWh, circa il 24% in piu del record di due anni fa, con 5,400,000 MWh.   Il consumo totale semestrale di energia per la Scozia e' di 11,700,000MWh.

Tutto questo, come sempre non solo porta al minor consumo di energia fossile, ma anche a occupazione, investimenti, aria meno inquinata, speranza per il futuro. 

Non e' la prima volta che si parla del miracolo scozzese delle rinnovabili, ogni anno c'e' qualche record nuovo, qualche nuovo investimento, qualche idea per il futuro. E' questo e' rimarchevole soprattutto considerato che un tempo questa era la capitale britannica delle operazioni petrolifere, dal porto di Aberdeen alle piattaforme nei mari del Nord.

Vanno avanti, e vogliono migiorare ancora.

L'obiettivo e' del 100% rinnovabili entro il 2020.




Sunday, June 18, 2017

Gemini, Olanda. Apre parco eolico a mare per dare elettricita' a 1.5 milioni di persone





Gli olandesi ne sanno qualcosa di mulini a vento, 

E adesso continuano la tradizione: il paese ha appena inaugurato Gemini, un enorme campo eolico a mare per dare elettricita' a 1.5 milioni di persone -- 785mila case e 600 megawatt.

Si tratta di 150 turbine Siemens su un area di circa 68 chilometri quadrati nel mare del Nord. Una serie di cavi porta l'elettricita' a riva e da qui viene distribiuta. Tutto e' stato fatto entro i costi preventivati, e anzi, con anticipo rispetto ai programmi di lavoro. E' questo il  secondo impianto eolico piu' grande del mondo, superato solo per poco dal progetto da 630 megawatt del Regno Unito.

Grazie a Gemini, le emissioni di CO2 dell'Olanda si abbasseranno di 1.25 milioni di tonnellate l'anno.

E' un piccolo passo in avanti, per questa nazione che per molto, troppo tempo, ha sfruttato come prima sorgente energetica il campo di gas Groningen. L'area viene trivellata dagli anni 1960 ed e' diventata sismica. Ma i profitti erano troppo grandi, e troppo facili. E infatti, ancora adesso il 95% dell'energia elettrica del paese viene dal fossile.

L'obiettivo pero' e' di arrivare al 16% nel 2023 e Gemini dara' un grande contributo in questa direzione.

L'ironia della sorte e'  che il nuovo campo eolico si trova a circa 85km da riva, proprio davanti a Groningen.

Il vento spira forte qui, a circa 36 chilometri l'ora.

A differnenza di Groninger, Gemini non causera' terremoti e sopratutto, il vento non finira' mai.