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Thursday, August 3, 2017

Un giorno qualsiasi di Maggio 2017: in Italia l'87% dell'elettricita' e stato da rinnovabili



Tetti e capannoni industriali al sole, Italia


Il Vaticano  


Stadio di Verona al sole 

E' l'ANSA a riportarlo dai comunicati del gestore Terna: il 21 Maggio 2017, nonostante le rinnovabili siano un po trattate da Cenerentola dai nostri politici, l'87% dell'energia elettrica in Italia e' stato da rinnovabili.

E' successo a causa delle condizioni meterologiche particolarmente favorevoli perche' di solito siamo sul 17-20% circa, ma e' un risultato importantissimo, per vari motivi secondo me.

Intanto questo risultato mostra che il sogno del 100% rinnovabile puo' avverarsi anche per il nostro paese.  Tutti i gufi, i vecchi dentro, che continuano a dire "con il sole e con il vento" non si puo', hanno qui la loro risposta.

Se succede a caso, figuriamoci se uno ci lavora sopra, quanto possiamo fare ancora.

Certo, ci vorranno anni, ci vorra' programmazione, ma si puo'. Abbiamo sole, abbiamo vento. Occorre la volonta'.

E poi: di questo giorno di Maggio, qualcuno se n'e' accorto? Dico, dalla vita normale qualcuno ha avuto qualche problema il 21 Maggio?

Le nostre linee elettriche e di trasmissione sono saltate?
Ci sono stati problemi?
Interruzione all'erogazione della corrente?

Non mi pare.

Quindi vuol dire che siamo ben messi. Il nostro sistema elettrico ce la puo' fare anche cosi com'e'.
Abbiamo non solo materia prima ma anche infrastruttura che tutto sommato' puo reggere.  Siamo pronti.

Di nuovo, occorre solo volerlo, e fare di questo 87% del 21 Maggio un obiettivo prima, una cosa normale poi.  Nel senso: non accontentiamoci di Giove Pluvio o di Eolo che per caso portano a questi risultati. Facciamo che e' una cosa che veramente vogliamo e lavoriamoci, per ottimizzare, e per migliorare, con sistemi di stoccaggio energia, incoraggiando investimenti e la distribuzione.

La strada e' ancora lunga: nel 2016 il petrolio ci ha dato il 36% del fabbisogno nazionale di energia, a pari merito con il gas, al 35%. Sole e vento solo sono al energy 17%.

Da 17% a 87% la strada e' ancora lunga, ma non abbiamo scelta se vogliamo lasciare un pianeta migliore a chi viene dopo di noi.

Certo, tutto deve essere fatto con intelligenza, ma checche' uno ne dica, nessuna raffineria e nessun campo di gas e nessuna trivella e' meglio di pannelli e di pale eoliche.

Nessuna, mai, da nessuna parte.
 

Wednesday, February 1, 2017

California: pannelli solari gratis ai ceti bassi e un miliardo di dollari per rinnovabilizzare lo stato




 Bertha Dortch, pensionata la cui bolletta 
e' passata da 300 dollari al mese a 30
con i pannelli solari gratis



Stan Greshner, Grid Alternatives che si occupa di 
installare pannelli solari sui tetti dei piu' poveri 


"We need to make sure all communities, all families, are part of our nation's transition to a clean energy future and we must now focus on the low-income segment in order for that to be true." 
Stan Greshner, Grid Alternatives


Il sole e' per tutti, e lo stato della California ha deciso che anche i pannelli solari debbano essere alla
portata di tutti.

Ed eccoci qui, un programma di incentivi per installare sistemi fotovoltaici sui tetti, gratis, per i meno ricchi e sovvenzionato dalla tassa statale sulle emissioni di CO2, il Cap and Trade program ideato sotto l'ex governatore Arnold Schwarzenegger.

L'iniziativa specifica si chiama Single-family Affordable Solar Homes incentive program; in ballo $162 milioni di dollari. In totale, fra questa iniziativa ed altre simili verranno spesi circa $300 milioni di dollari entro il 2020 per portare le rinnovabili anche ai ceti piu' bassi. 

L'idea e' che gli incentivi per le rinnovabili le paghiamo tutti, con le nostre tasse, ma spesso i piu' poveri non possono approfittarne perche' manca il capitale iniziale. E quindi, ecco qui l'idea di usare parte dei fondi reperiti tramite questa Cap and Trade carbon tax per fornire pannelli solari a chi non potrebbe permetterselo.

A installare i pannelli solari volontari di associazioni come la Grid Alternatives, dove spesso prestano servizio esperti che lavoravano -- o lavorano tuttora -- presso grandi ditte di solare. In genere queste ditte operano in citta' e quartieri ricchi, come Palm Springs, comunita' nel deserto fuori Los Angeles.  Gli italiani forse la ricordano perche' qui che Obama arrivo' dopo aver lasciato la casa bianca.

Il solare fa tutta la differenza del mondo, anche e sopratutto per chi non vive con molto.

Bertha Dortch, pensionata che si occupa a tempo pieno della sua .... bisnipote e che ha due ragazzini in affidamento, ha visto la bolletta calare da 300 dollari al mese durante l'estate a 30.  Notare che nella bolletta e' compreso riscaldamento, aria condizionata, gas da cucina.
Anche lo stato di New York e del Colorado hanno incentivi simili. Ad Agosto del 2016 il governo federale di Obama, passo' una "solar access for all" per portare il sole gratis a tutte le famiglie di reddito inferiore al $40,000 dollari annui.

Sono circa 50 milioni di famiglie.

Come sappiamo, tutto questo e' una grande opportunita' per l'ambiente, per le famiglie interessate ma anche per l'occupazione. Tutti i posti di lavoro persi per il "made in China" o per il "made by a robot" potrebbero essere recuperati grazie al lavoro "green".

Ci vuole qualcuno in carne ed ossa ad installare e a fare manutenzione ai pannelli, a venderli, a trasportarli. E questo crea lavoro. E infatti in questo momento, il sole da piu' lavoro negli USA che il carbone, con 210mila persone impiegate.

Allargare la base dei consumatori aprira' le porte ad ancora maggiore impiego.

E non sono solo i tetti solari: tre fornitori di energia elettrica, la Southern California Edison, la Pacific Gas and Electric e la San Diego Gas and Electric hanno gia iniziato a rivoluzionare il sistema energetico nelle case, nei posti di lavoro e nelle strade, adattando l'infrastruttura esistente per incorporare piu' energia elettrica.

Finora sono stati investiti 200 milioni di dollari, e a fine Gennaio 2017 hanno richiesto di investirne un altro miliardo per poter aggiungere stazioni di ricarica elettrica veloce lungo le strade, per inventivare l'uso di camion e taxi al sole, per aggiungere ricariche specifiche per autobus e camion, per installare infrastruttura elettrica in aereoporti e porti da dedicare agli spostamenti interni e al sistema smistamento bagagli, per installare pannelli rinnovabili sui tetti degli appartamenti inclusi di quelli a ceto medio-basso.

Delle stazioni elettriche, la proposta e' di aggiungerne cinque di uber-veloci che ricaricheranno le automobili in 30 minuti.


Ovviamente nello stato ci sono gia' stazioni di ricarica, ma in genere queste sono dedicate ai clienti di una ditta specifica. Per esempio Tesla ne ha gia' 50 di stazioni Super-charger nello stato di Calfiornia
ed altre ditte private e startup che stanno aprendo altri punti ricarica. Fra queste EVgo che pianifica di aprire 200 punti di ricarica e ChargePoint che ne vuole installare 70 lungo le autostrade.

Le tre ditte fornitrici di energia elettrica invece con le loro stazioni saranno aperte a tutti.
E' il piu' grande e il piu ambizioso progetto di sempre per la California, con l'obiettivo di veramente
rivoluazionare il sistema energetico.  Si prevede anche di incentivare i proprietari di automobili elettriche a ricaricare nei momenti di maggior abbondanza di sole e vento.
Questi investimenti sono parte dell'obiettivo di arrivare ad un milione di automobili a emissioni zero entro il 2020 e ad 1.5 milioni entro il 2025, oltre che di arrivare al taglio di emissioni di CO2 del 40% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030. 

Il sole non e' un lusso, e' per tutti. Basta solo volerlo.

 

Friday, December 30, 2016

Svezia: il vento che spazza via il 2016 e' da record



Il vento del 2016 che se ne va, porta elettricita' record alla Svezia

Il cosidetto “Storm Urd” ha causato l'arrivo di venti forti che hanno generato circa 5.7 MWh nel sud del paese. E' il record di sempre, di circa mezza MWh rispetto alla stagione ventosa di un anno fa.

Ma quant'e' tutto questo vento? Tanto quanto l'elettricita' generata da sei centrali nucleari, secondo Anders Engqvist, analista per conto della Bixia, una delle principali ditte energetica del paese.  

Sei centrali nucleari!

La tempesta Urd e' arrivata il giorno di Natale ed e' durata per vari giorni. Ci sono stati uragani violenti e le turbine hanno catturato energia quanto mai prima: il 26% di tutta l'energia del paese per tre giorni di fila e' venuta dal vento.

Il governo di Svezia e' molto ambizioso in questo senso e ci sono dozzine di iniziative per incoraggiare l'uso di rinnovabili. Il paese ha in programma di diventare al 100% rinnovabile entro il 2040.

Il target iniziale era del 50% di rinnovabili entro il 2020. Quel target e' stato raggiunto e superato nel 2012 e cosi hanno deciso di arrivare al totale della loro energia elettrica petrolio-free entro il 2020.

A Settembre 2016 in Svezia hanno deciso di stanziare circa 1 miliardo e mezzo di euro per iniziative che favoriscano la lotta ai cambiamenti climatici e per l'ambiente fra il 2017 e il 2020.  Fra queste, come ridurre le emissioni di CO2, trasporto petrolio-free, ferrovie, piste ciclabili e altri progetti rinnovabili. E' il piu' grande finanziamento alle rinnovabili mai stabilito dal governo di Stoccolma. Ci saranno anche fondi per la cooperazione "green" internazionale.

Nel 2017 saranno eliminate tutte le tasse dalla produzione di energia solare dal tetto alle case, mentre se il solare arriva da enti terzi, le tasse scenderanno del 98% rispetto al 2016. Il tutto per incentivare gli investimenti nel sole, che ovviamente, non e' uno dei mezzi primari di approvvigionamento di energia per la Svezia.

L'obiettivo e' per il paese di arrivare al 5-10% di solare nei prossimi anni.

Come si e' arrivati fin qui? 

Nel 1970 la Svezia importava petrolio che alimentava il 75% del suo fabbisogno nazionale. A causa della crisi del 1973 si cercarono alternative. I semi furono gettati allora.

Nel 2003 hanno iniziato con la certificazione elettrica "green" e hanno deciso che i fornitori di energia elettrica devono produrne o acquistarne un certo quantitativo da sole, vento, geotermico, onde, biocarburanti o idroelettrico da distribuire ai propri clienti.

Passo dopo passo nel 2015 si era arrivati al 57% dell'energia elettrica del paese generato dalle rinnovabili - idroelettrico e ventoidroelettrico in primis. Le stime per il 2016 sono del 64%, con il vento in forte ascesa al 10% totale. Il resto arriva ancora dal nucleare per la maggior parte. 

Non solo, lo svedese medio rilascia in atmosfera circa 4.25 tonnellate di CO2 l'anno. L'europeo medio ne rilascia 6.91. L'americano medio?  Ben 16.15 tonnellate!

E le centrali nucleari?

Quattro delle dieci centrali in funzione sono in via di dismissione e non ci sono progetti di costruirne di nuovi, per motivi di costo, e sopratutto perche' non si sa cosa fare dei rifiuti da smaltire secondo Anne Vadasz Nilsson, il direttore generale del Swedish Energy Markets Inspectorate, Il solo modo per crescere ancora e per arrivare al 100% di rinnovabili e' incentivare il vento a grande scala, il sole sui tetti, e il risparmio energetico.

Secondo il governo almeno, siamo sulla strada buona per arrivare al 2040 mantenendo le promesse di una Svezia petrolio-free.

Friday, October 28, 2016

La rivoluzione solare dell'Africa - Kenya, Sud Africa, Rwanda












In Sud Africa e' stato aperto il primo aereoporto solare del continente africano.

E' l'aereoporto di George e i suoi 2,000 pannelli solari le permettono di alimentare luci, nastri delle valigie, torri di controllo e i banchi del check in, in completa autonomia. Non e' un aereoporto grandissimo: ha circa 700mila passeggeri l'anno, ma l'energia che genera -- 750 KW al giorno - e' sufficente per il proprio fabbisogno, e anzi, l'energia in eccesso viene ceduta alle case nel circondario: 250 abitazioni alimentate dal fotovoltaico dell'aereporto.

Per evitare incovenienti se le condizioni non sono ottimali, l'aereoporto e' anche collegato alla rete elettrica nazionale. 

E' questo un piccolo-grande test per il Sud Africa: le condizioni climatiche a George sono particolarmenti difficili, con forti variazioni climatiche e metereologiche. Per cui, se funziona qui, potra' funzionare dappertutto nel paese. Ed e' per questo che e' stata scelta. 

E infatti, il direttore dell'aereoporto, Marclen Stallenberg, dice

"The thinking was if we put the solar system in the worst unpredictable weather, it will absolutely work in any other airport in the country"

Finora, tutto bene. Altri tre aereoporti nella nazione hanno in mente di fare lo stesso.

Questa storia dell'aereoporto e' solo una delle tante storie di sole d'Africa.

E infatti, zitti zitti, nel contiente e' in atto una piccola grande rivoluzione. In molte nazioni, invece che passare dal niente al petrolio o al kerosene, si e' passati direttamente dal niente al sole.

E infatti, in questo momento, in Africa, il 10% delle case e' alimentato dall'energia solare.

Ci sono storie simili dappertutto: Rwanda, Kenya, Sud Africa.

Storie di sole che ha portato elettricita' ad almeno 600,000 famiglie.

Storie di costi di allaccio alla rete elettrica improponibili che vengono superati con il fai-da-te del sole sui tetti. Gente in zone rurali che fino a pochi anni fa poteva solo sognare di avere l'elettricita' ma che adesso usano sistemi solari "off the grid" per portare luce nelle proprie case. 

In Rwanda per esempio l'allaccio alla rete e' 10 volte piu' costoso che installarsi il fotovoltaico in casa. $2000 dollari contro $200.

Solo pochi anni fa non ci credeva nessuno a queste enormi possibilita' del sole. Costava troppo, era improponibile, troppo complicato.

E cosi' c'erano associazioni religiose e missonarie che regalavano pannelli giusto per alimentare qualche casa sporadica.

Ma con il tempo ci si e' resi conto di quello che il sole poteva offrire e l'Africa non e' stata piu' la stessa. Sono sorte associazioni di microcredito che aiutano con l'acquisto integrato di TV, radio e piccolo impianto solare per alimentarli e per fornire la luce nelle case.  Sono arrivati imprenditori piccoli e grandi e ... voila'.

Alla fine di tutto questo in pochi anni, il 10% delle case e' alimentato dal sole, in un continente povero.  

Come si e' arrivati fin qui?

Beh, intanto, i prezzi dei pannelli sono dimuniti dell'80% rispetto al 2010, rendendo il tutto piu' economico - da installare, da riparare, da progettare e da pagare.

E poi, gli investimenti sono anche stati pensati del titpo “pay-as-you-go” in cui non si vende il pannello, ma l'elettricita' consumata. Si paga ogni mese, come la bolletta. A volte i pagamenti possono anche essere fatti da cellulare.

Se si pensa che i pagamenti per l'elettricita' dal sole per le famiglie africane sono molto inferiori rispetto ai costi delle lampage al kerosene che si usavano fino a tempi recenti, ci si rende conto perche' tutti vogliano l'elettricita' dal pannello.


E infine pian piano arrivano anche in Africa elettrodomestici che consumano meno elettricita', attraverso lamapdine LED che usano un quinto di quello che usano le lampadine tradizionali. Con le lampadine, TV, radio, ventilatori e telefoni che usano meno energia. Ci sono anche delle app che controllano tutto in modo smart, di modo che se per esempio il sole e' meno forte, la TV da sola abbassa la propria luminosita' in modo da usare meno corrente.

Anche ospedali, parrucchiere, e aziende agricole usano in misura piu' o meno rilevante, l'elettricita' dal sole in Africa.


La domanda e' tanta. Le ditte non riescono a smaltire tutte le richieste in tempi rapidi e ci vorrebbero piu investimenti.

Ma la strada e' tracciata.

Si prevede che il solare in Africa crescera' del 60-100% nel 2017 rispetto al 2016.

Le Nazioni Unite hanno l'obiettivo di arrivare all'accessso globale all'elettricita' in Africa entro il 2030, soprattutto grazie alle rinnovabili. 

E l'Africa ne ha veramente bisogno:  anche se tutti pensiamo che i principali problemi del continente africano sia la poverta' economica, la corruzione, l'AIDS ed altre malattie infettive, l'emergenza inquinamento e' ormai la principale causa di mortalita'. Ogni anno l'inquinamento dell'aria e' costa la vita a 712mila persone; bere l'acqua inquinata  invece porta alla tomba 542mila morti ogni anno. 

La malnutrizione ha portato a "soli" 275mila decessi.


Comunque la si voglia mettere, il mondo non puo' piu' aspettare. 

Thursday, June 9, 2016

Il Cile al sole: energia gratis per 4 mesi




La metropolitana al sole di Santiago del Cile non e' un impresa solitaria. Il Cile e' il principale produttori di energia rinnovabile dell'intera America Latina, i primi con impianti che generano oltre un gigawatt di energia, sufficente per dare elettricita' a 750mila case.

L'obiettivo e' di generare il 70% di energia rinnovabile entro il 2050, puntando tutto sul sole.
Dal 2013 ad oggi la produzione di energia elettrica solare e' aumentata di quattro volte. Per il 2016 hanno in programma di installare altri 1.4 gigawatt. 

Il paese ha vaste installazioni fotovotaiche nelle zone desertiche di Pozo Almonte ed Atacama che hanno generato cosi tanta energia durante il primo quadrimestre del 2016 che hanno *regalato* l'energia ai residenti.  Per la precisione, la bolletta elettrica e' stata di zero per 113 giorni da Gennaio ad Aprile del 2016,  per chi era servito dalla rete elettrica attorno a questi deserti.

Di nuovo, energia gratis a tutti i residenti per 113 giorni.

In Cile ci sono ora 29 campi solari ed altri 15 in via di costruzione. 

Uno dei problemi del paese pero' e' che la rete elettrica fra il nord ed il sud del paese non sono collegate fra loro. La maggior richiesta di energia arriva dal centro della nazione, ma i campi desertici solarizzati sono a nord: e' qui che l'elettricita' costa zero.  Occorre quindi migliorare l'efficenza e il trasporto dell'energia. Considerato l'enorme boom, capire come ottimizzare la distribuzione e' un assestamento non insormontabile.

E lo sanno anche loro: le due reti elettriche saranno collegate fra loro, generando una linea di trasmissione che sara' lunga circa 3mila chilometri nel 2017.

Ma come mai tutta questa energia?

La storia del Cile e' intimamente collegata al rame. Il paese ha enormi riserve di questo metallo che esporta e che anzi rappresenta il 6% degli introiti del paese.  Quando si inizio' a solarizzare il paese molte ditte arrivarono in zone vicino alle miniere di rame, con enormi investimenti nei deserti del nord. Ci fu il boom delle installazioni e della produzione. Anzi, sottostimarono quanta energia poteva essere generata.

Negli ultimi anni pero' il mercato del rame e' in calo, e molte miniere chiudono perche' non sono piu' redditizie.  Essendo chiuse, l'energia che serve loro e' azzerata. Ma i pannelli solari continuano a fornire energia.

Che farne?

Regalarla. Per chi produce elettricita' e' ovviamente una perdita e si stanno studiando modi per recuperare costi, per una migliore gestione degli impianti. La nuova rete elettrica e' ovviamente un passo in questa direzione.

Ma il Cile che regala elettricita' perche' ce n'e' troppa e' un grande successo: mostra quanto progresso e' possibile con le rinnovabili e che con pazienza, coraggio e lungimiranza un mondo senza petrolio si puo'.

In Portogallo ci sono riusciti per 107 ore, in Germania per due domeniche hanno dovuto pagare i clienti per usare energia elettrica rinnovabile in ecceso. In Danimarca i record eolici sono un dopo l'altro.

In Italia?

O vogliamo restare fossilizzati con il petrolio in eterno, caro Matteo Renzi?

Friday, September 25, 2015

Texas: primo sistema di rete integrata di energia solare e stoccaggio



Pian piano iniziano ad esplodere tutte le bolle petrolifere.

Forbes Magazine riporta che fino ad un anno fa, i profitti dei petrolieri per ogni progetto erano in media di circa il 15%, adesso si e' calati al 2%. Secondo James Noe, analista di Wall Street "...this is one of the sharpest year-to-year declines in profitability that we’ve ever seen.”

Dopo i licenziamenti, le ristrutturazioni, la chiusura dei pozzi non vantaggiosi, si calcola che circa 1.5 trillioni di dollari in investimenti nel mondo siano a rischio perche' antieconomici in questi tempi di 50 dollari al barile. 1.5 trillioni sono 1,500,000 milioni di dollari.
 
Dal Settembre 2014 ad oggi, nei soli USA e in Canada circa 1,300 pozzi sono stati chiusi. Circa 196,000 posti di lavoro persi. Si calcola che la produzione di petrolio calera' di 400,000 barili al giorno il prossimo anno.

E intanto, il sole silenziosamente avanza. In Texas (in Texas!) nasce uno dei primi sistemi integrati di produzione di energia solare e di stoccaggio di energia. Ha il potenziale di fornire energia per 24 milioni di persone. L'agenzia pubblica che gestisce la rete del Texas si chiama ERCOT,  Electric Reliability Council of Texas.

Negli ultimi anni il sistema non e' piu' funzionale, con forti problemi di stress, specie nelle ore di punta e una utenza sempre piu grande. E cosi si decide di puntare alle rinnovabili.

As renewable energy sources become less expensive and ongoing regulatory developments create a more uncertain environment for some traditional generation sources, ERCOT is seeing growth in wind and solar resources and expects future growth in energy storage. 

Finora, il 10.6% dell'energia di Ercot e' del 10.6%, e il sole solo dell'1%. Ma i piani di espansione sono tutti  per il vento e per il solee per le nuove batterie per stoccarne l'energia, con un investimento enorme di sette miliardi di dollari per un nuovo progetto di transmissione di energia dall'eolico nel deserto.

Se anche in Texas....

Saturday, July 11, 2015

La lettera al Papa contro le trivelle croate






Al nostro Santissimo Padre e Signore in Cristo, Papa Francesco:

Ci rivolgiamo a Voi, protettore di tutte le persone che sono state private dei loro diritti fondamentali e custode del nostro sacro pianeta. Vi siamo immensamente grati per la vostra dedizione e profondo impegno nella lotta per i diritti umani e la protezione dell’ambiente; per questo invochiamo la Vostra benedizione e il Vostro intervento a nome del mare Adriatico e le sue aree circostanti, ecosistemi che abbondano di ricchezze e di bellezze naturali, e per conto dei cittadini croati e di chi non conosce alcun confine politico, coloro che custodiscono e conservano con cura queste meraviglie. Siamo a conoscenza del fatto che Voi di recente avete organizzato un Vertice sul clima ed abbiamo letto la Sua Enciclica sull’ambiente. Alla luce della Sua conoscenza esaustiva sulla scienza e le Vostre azioni a tal proposito, la nostra gente – i vostri figli di Cristo, quasi 3,8 milioni di cittadini croati, hanno bisogno della Vostra sapienza e della tutela che solo la Santa Sede può offrire.

La Repubblica di Croazia è un piccolo paese Mediterraneo che possiede un meraviglioso dono di Dio – il mare Adriatico – una vera e propria perla della natura, conosciuto in tutto il mondo come uno dei mari più incontaminati della Terra. Ci è stato fatto dono di una delle coste più belle in quanto è costituita da molte isole grandi e piccole, penisole, baie e spiagge, motivo per cui alla Croazia è stato attribuito il nome di “Terra delle mille isole”. Tuttavia, l’Adriatico è un mare quasi chiuso e poco profondo, inadatto a qualsiasi utilizzo e scopo, dal momento che è praticamente privo di contatti con altri mari e simile piuttosto ad un lago; come tale è vulnerabile a qualsiasi influenza, soprattutto all’abuso e alla mancanza di rispetto da parte dell’uomo. Fin da quando i nostri antenati arrivarono qui nel VII secolo i Croati amarono la purezza e la vita offerti dal mare, conservandone la biodiversità e ricchezza, ma oggi siamo minacciati dalla possibilità, molto reale, di perdere questo tesoro!

Il governo della Croazia, con il primo ministro Zoran Milanović e il ministro dell’ economia Ivan Vrdoljak, sta promuovendo una corsa sfrenata al “presunto” profitto e ad una politica di crescita economica discutibile ed a breve termine, spingendoci in vari progetti altamente pericolosi legati all’esplorazione e allo sfruttamento di idrocarburi, e per questo scopo, hanno fondato “l’Agenzia degli Idrocarburi”. Nella concessione si parla dello sfruttamento di quasi il 90% della parte Croata dell’ Adriatico e di gran parte della terra fertile adatta alla coltivazione di prodotti alimentari e ricca di sorgenti d’ acqua potabile per milioni di croati.

Al popolo croato, tuttavia, è stato negato qualsiasi diritto di partecipare al processo decisionale su un tema così importante per la vita, sia attraverso il parlamento che con un referendum. Il governo ha dichiarato, di propria iniziativa, che il progetto di ricerca e sfruttamento di idrocarburi, per il quale è favorevole, è una questione strategica, utilizzando come scusa la crisi economica presente in Croazia da qualche tempo. La pratica del blocco sistematico dei media adottata dalle autorità croate e dai loro consulenti per pubbliche relazioni, ha assicurato che il popolo rimanesse al oscuro o solo “formalmente” informato su tutti i possibili impatti sociali, ambientali, economici, storici e culturali che questo progetto, estremamente pericoloso e nocivo, può avere. La crisi economica presente in Croazia, alcuni dicono espressamente orchestrata, ha costretto le masse ad un’esistenza di pura sopravvivenza togliendo loro la forza e la volontà di informarsi ulteriormente sulle decisioni prese dall’ élite politica e parteciparvi attivamente.

Anziché amare e protegge l’Adriatico – la nostra perla, che gli è stata affidata, tramite diritti nazionali e internazionali, dal popolo e da Dio, il Governo croato, attraverso l’Agenzia degli idrocarburi sta già negoziando i piani per l’esplorazione e lo sfruttamento con le compagnie petrolifere straniere. Di propria iniziativa, e con l’obiettivo di creare un quadro favorevole ai loro progetti, questi individui hanno creato nuove leggi che ignorano i trattati internazionali, svalutando e disprezzando così il loro popolo, la Costituzione ed il buon senso. Inverosimilmente e incredibilmente hanno offerto concessioni di perforazione per il gas naturale e il petrolio greggio in prossimità di zone definite protette dalla rete ecologica Natura 2000 e nelle vicinanze dei siti del patrimonio dell’umanità protetti dall’Unesco, giustificando il loro tradimento, la corruzione e la loro subdola avidità, cosi come quella delle ditte petrolifere, con la logica di una presunta “indipendenza energetica”. Questo atteggiamento del Governo croato è in grosso contrasto con le Vostre stesse parole riguardo alla necessità di una sempre maggiore riduzione degli investimenti legati ai combustibili fossili dai portafogli di investimento, e anche con l’accordo preso all’ interno del G7, che riconosce i cambiamenti climatici come una minaccia alla sicurezza globale, di portare avanti il piano di “de-carbonizzazione” dell’economia globale e l`eliminazione dell`utilizzo di combustibili fossili per la fine di questo secolo.

E’ stato documentato che il sottosuolo della zona adriatica centrale e meridionale è estremamente instabile, e tutte le azioni proposte aumentano il rischio di terremoti catastrofici. Il nostro fragile mondo e la sua gente hanno visto troppi incidenti causati dalla indifferenza e dalla disattenzione delle maggiori compagnie petrolifere e dei loro partner politici con conseguenti tragedie senza fine per la natura. Inoltre, le vibrazioni sonore dei potenti dispositivi utilizzati da tali compagnie nelle loro azioni esplorative e perforazioni, così come le sostanze chimiche che vengono rilasciate in acqua e nel sottosuolo durante queste attività, anche in assenza di un incidente, causano la sofferenza e il decesso di numerose creature che popolano il mare, mettendo in pericolo la delicata flora e fauna, e sono la causa ben documentata di inquinamento degli ecosistemi continentali e dell’ acqua potabile.

Le Repubbliche di Slovenia e Italia hanno presentato proteste diplomatiche ufficiali a causa della loro esclusione dalla partecipazione alle consultazioni transfrontaliere, secondo quanto stabilito dal protocollo ESPOO, e per non aver ricevuto copie dello Studio strategico, condotto dal Governo Croato, sul probabile significativo impatto sull’ambiente del Piano e programma quadro di ricerca e produzione degli idrocarburi nell’Adriatico. Alcuni parlamentari croati hanno presentato un’ interpellanza, poi accettata dalla Commissione parlamentare per la protezione dell’ambiente e della natura, che chiede le dimissioni del ministro dell’economia Ivan Vrdoljak, indicato insieme ad altri sette ministri e membri dei loro staff, per cattiva gestione, conflitto d’interessi e varie violazioni dell’etica. Inoltre, un gruppo di notevoli esperti croati e di cittadini comuni ha presentato accuse penali contro il Governo croato e le sue agenzie, per l’illegalità dei metodi condotti dal Ministero dell’Economia e dall’Agenzia degli Idrocarburi, e per i notevoli errori procedurali in relazione al progetto di esplorazione e di sfruttamento di idrocarburi nel mare Adriatico. Si prega di seguire questi link (pubblicati in croato e in inglese).

Noi, cittadini responsabili della Repubblica di Croazia ed i nostri fratelli di tutto il mondo siamo ragionevolmente disturbati e preoccupati soprattutto ora che il pericolo è “alla nostra porta”, visto che le firme sui contratti sono previste verso la metà di luglio 2015. Una manciata di politici importanti croati insieme ai potenti del settore petrolifero ignorano i nostri appelli di preservare la perla del Adriatico, come pure la terra fertile e le fonti di acqua potabile per i nostri figli e l’intera umanità. Scelgono di non abbracciare una politica di sviluppo sostenibile ed ecologico, basato sulle fonti di energia rinnovabile, che il Signore ci offre in abbondanza attraverso il sole, il vento, le onde e la biomassa, ne di cercare altre soluzioni volte a creare energia pulita, anche se per tale sviluppo la Croazia offre condizioni più che favorevoli. La nostra posizione è chiara: l’ attività di esplorazione e la successiva estrazione di idrocarburi dai fondali del mare Adriatico sono dannosi per il delicato ecosistema marino, rappresentano una grave minaccia per la sopravvivenza della flora e della fauna e per la purezza dell’acqua marina; di conseguenza sono un pericolo per la salute umana e rappresentano inoltre un rischio inutile per due settori fondamentali ed in continua espansione dell’ economia croata, il turismo e la pesca. Le stesse attività sulla terraferma avranno ripercussioni ugualmente negative sulla salute della biosfera e su tutte le risorse decisive per la qualità dell’acqua potabile, sulla qualità del suolo nell’agricoltura e sulla bellezza intrinseca che Dio concesse alla nostra terra.

L’umanità non può più permettersi l’uso di combustibili fossili, né di investire nella loro esplorazione e sfruttamento. È giunto il momento di adottare un nuovo modello per la creazione e per il consumo di energia, sostenuto da politiche adeguate a livello nazionale e globale. Tali politiche dovrebbero annullare le concessioni preventivamente rilasciate a favore dello sfruttamento di idrocarburi, specialmente in ecosistemi fragili ancora incontaminati, come l’ Adriatico, l’Artico e la costa orientale dell’oceano Atlantico. Vi preghiamo di aiutarci a spingere per una politica che tagli i sussidi s e le agevolazioni fiscali che i Governi offrono alle compagnie petrolifere, e li dirotti a favore di tecnologie basate sui fonti di energia rinnovabili e tecnologie pulite. Una tale politica significherebbe una maggiore crescita economica nel settore dell’energia e contemporaneamente consentirebbe la salvaguardia, e l’espansione di importanti settori economici quali il turismo, la pesca e l’agricoltura.

Santo Padre, Vi preghiamo di dar forza alla nostra voce in merito a questa nostra sofferenza e condannare coloro che cercano di distruggere la bellezza e la ricchezza della natura, regalataci da Dio, in nome del profitto. Un Vostro segnale, o anche poche parole su questo tema avranno una forte influenza sul popolo Croato, come pure sui politici croati. Il Vostro supporto avrebbe anche un’ enorme e positivo impatto sulle numerose organizzazioni ambientali e sui cittadini, non solo in Croazia, ma anche in tutti gli altri paesi della Macroregione Adriatico-Ionica: Grecia, Albania, Montenegro, Bosnia ed Erzegovina, Slovenia e Italia, dove si lotta contro questo nemico potente e spietato che usurpa e vuole distruggere ciò che Nostro Signore ha creato.

Nella nostra fede, a Voi, Santo Padre, rivolgiamo le nostre numerose preghiere chiedendoVi aiuto. Umilmente Vi chiediamo di ricordarVi di noi nei Vostri discorsi pubblici, nelle Vostre preghiere e azioni e di fare un appello al buon senso per quanto riguarda la salvezza del mare Adriatico e dei suoi dintorni.

Saremmo onorati se Vostra Santità potesse dedicarci anche una piccola parte del Suo prezioso tempo, e concedesse un’ udienza a una nostra delegazione, in modo da poter esprimere ulteriormente le nostre preoccupazioni circa la portata di questa importante e delicata questione. Nella speranza di una Vostra risposta positiva, Vi ringraziamo per il Vostro tempo e la Vostra considerazione.

Estendiamo a Voi le nostre preghiere, possa l’ Altissimo mantenerVi, nel pieno della Vostra saggezza, alla guida della Santa Chiesa, premiare i Vostri nobili sforzi e donarVi una vita lunga.

Vi mandiamo i nostri più sinceri saluti