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Tuesday, August 8, 2017

All'industria fossile 5 trillioni di dollari l'anno in sussidi per avvelenarci











Il 6.5% del PIL mondiale finisce in sussidi all'industria fossile. Si tratta, nel suo complesso, di 5 trillioni di dollari.

Quant'e' 5 trillioni?

5,000,000,000,000

Dodici zeri.

Per fare un paragone, l'intero PIL dell'Italia e' di 1.85 trillioni.

Cioe' i soldi di tre italie finiscono per incentivare petrolio, gas e carbone!

Quindi, la prossima volta che uno dice "ah, il solare abbisogna dei sussidi per funzionare" , beh ecco la risposta.

5 trillioni i sussidi per Mr. Petrolio.

Di cambiamenti climatici, di inquinamento, di malattie parliamo spesso.

Ma qui c'e' un altro elemento: le fonti fossili funzionano e restano in auge anche grazie a quei sussidi, ai soldi che noi *regaliamo* ai petrolieri ed affini dalle *nostre tasche* per darci in cambio quei cambiamenti climatici, quell'inquinamento, quelle malattie che viviamo nelle nostre vite quotidiane.

E sono soldi che invece di andare a inventivare le cose giuste, le rinnovabili o le auto elettriche per dirne una, vanno dalla parte opposta.

5 trillioni. Anzi, 5.3 trillioni.

Questi numeri non li inventa la D'Orsogna, ma li rilascia uno studio appena pubblicato sul World Development Journal dove si quantificano i sussidi annuali all'industria fossile.

L'articolo e' scritto da David Coady, Ian Parry,  Louis Sears e Baoping Shang. Non sono dei pinco-pallino qualsiasi ma lavorano presso il Fondo Monetario Internazionale e sanno cio di cui parlano.

Nel 2013 i sussidi erano di 4.9 trillioni di dollari.
Nel 2015 erano 5.3 trillioni.

Questi sussidi sono calcolati come costi diretti dati dai governi, come agevolazioni fiscali, e incentivi, manipolazioni di prezzi, ma ci sono inclusi anche costi indiretti come le conseguenze dei cambiamenti climatici, morti da inquinamento e danni all'ambiente dovuto all'inquinamento causato dalle fonti fossili.

Anzi, la ripartizione e' cosi stimata:

Prezzi manipolati a favore dei petrolieri -- 22% dei sussidi
Costi collegati all'inquinamento -- 46% dei sussidi
Incentivi per la vendita di automobili (non elettriche!) -- 13% dei sussidi
Tasse passate ai consumatori -- 8%
Altri costi -- 11%

L'eliminazione dei sussidi avrebbe portato alla riduzione delle emissioni del 21%, avrebbe ridotto del 55% le morti per inquinamento. Il PIL sarebbe aumentato del 2.2%.

E perche' allora non ce ne siamo liberati ancora di questo petrolio, di questo gas, di questo carbone?

Perche non ce ne rendiamo conto.

Perche' il cancro quando arriva e' una disgrazia, un fato, una cosa a cui rassegnarsi e non qualcosa che spesso e' collegata all'ambiente malsano in cui viviamo.

Perche' non ci rendiamo conto che mortalita' infantile e' fortemente collegata all'inquinamento, con la mortalita' annuale a 1.7 milioni di bambini per inquinamento.

Perche' ci fa piu' facile vivere pensando ai tatuaggi, al telefonino, alla partita di calcio e alle sagre estive.

Perche' a voler fare qualcosa, anche solo informarsi, ci vuole tempo e voglia e perche' sforzarsi? Figuriamoci allora darsi da fare!

E poi un giorno, quando sentiamo cose brutte, e' troppo tardi.

I principali fornitori di questi sussidi sono Cina, USA e Russia.
L'Unione Europea offre meta' dei sussidi degli USA ai petrolieri.

Pensiamoci, ogni volta che ci viene detto che sole e vento non ce la possono fare.

Con 5 trillioni di dollari, ci compriamo una Tesla per tutti.


Monday, May 15, 2017

La Danimarca elimina i sussidi alle rinnovabili prima del tempo. Hanno battuto ogni record e ce la faranno da sole





“We’re now very close to arriving”

 Lars Christian Lilleholt, Ministro Energia di Danimarca

Le rinnovabili vanno a gonfie vele in Danimarca. Ogni tanto viene fuori un nuovo record, di generazione, di uso, di stoccaggio. E' tutto meglio di chiunque avesse potuto immaginare.

E cosi, in modo del tutto inaspettato, il minstro dell'energia danese, Lars Christian Lillehol, dice che i sussidi saranno eliminati fra qualche anno.

E questo non per "cattiveria" o per il ritorno al fossile, quanto perche' l'industria e' ormai matura e ce la fara' anche da sola. Secondo Lilleholt e' un risultato che non si poteva prevedere neanche l'anno scorso. Nessuno si aspettava che le cose fossero cosi rosee in Danimarca.

I sussidi ci sono stati qui per 40 anni.

Ma le cose sono cambiate.

In questo momento *anche senza i sussidi* e' piu economico produrre elettricita' dal vento che dal carbone; e la tecnologia e' dalla parte delle rinnovabili che diventeranno sempre piu' efficenti.

Anzi, i sussidi sarebbero indispensabili se volesse aprire una centrale a carbone invece!

Entro il 2050 tutta la nazione sara' alimentata da sole e vento; anzi, si progetta di arrivare al 50% entro il 2030, pure senza sussidi. 
 

Un anno fa si pensava che tutto questo fosse fantascienza, invece ci siamo arrivati.

Tutto questo non nasce da zero. Nasce da 40 anni di programmazione, volonta' e pragmatismo.

Sono doti che farebbero bene anche all'Italia ogni tanto.




Wednesday, February 1, 2017

California: pannelli solari gratis ai ceti bassi e un miliardo di dollari per rinnovabilizzare lo stato




 Bertha Dortch, pensionata la cui bolletta 
e' passata da 300 dollari al mese a 30
con i pannelli solari gratis



Stan Greshner, Grid Alternatives che si occupa di 
installare pannelli solari sui tetti dei piu' poveri 


"We need to make sure all communities, all families, are part of our nation's transition to a clean energy future and we must now focus on the low-income segment in order for that to be true." 
Stan Greshner, Grid Alternatives


Il sole e' per tutti, e lo stato della California ha deciso che anche i pannelli solari debbano essere alla
portata di tutti.

Ed eccoci qui, un programma di incentivi per installare sistemi fotovoltaici sui tetti, gratis, per i meno ricchi e sovvenzionato dalla tassa statale sulle emissioni di CO2, il Cap and Trade program ideato sotto l'ex governatore Arnold Schwarzenegger.

L'iniziativa specifica si chiama Single-family Affordable Solar Homes incentive program; in ballo $162 milioni di dollari. In totale, fra questa iniziativa ed altre simili verranno spesi circa $300 milioni di dollari entro il 2020 per portare le rinnovabili anche ai ceti piu' bassi. 

L'idea e' che gli incentivi per le rinnovabili le paghiamo tutti, con le nostre tasse, ma spesso i piu' poveri non possono approfittarne perche' manca il capitale iniziale. E quindi, ecco qui l'idea di usare parte dei fondi reperiti tramite questa Cap and Trade carbon tax per fornire pannelli solari a chi non potrebbe permetterselo.

A installare i pannelli solari volontari di associazioni come la Grid Alternatives, dove spesso prestano servizio esperti che lavoravano -- o lavorano tuttora -- presso grandi ditte di solare. In genere queste ditte operano in citta' e quartieri ricchi, come Palm Springs, comunita' nel deserto fuori Los Angeles.  Gli italiani forse la ricordano perche' qui che Obama arrivo' dopo aver lasciato la casa bianca.

Il solare fa tutta la differenza del mondo, anche e sopratutto per chi non vive con molto.

Bertha Dortch, pensionata che si occupa a tempo pieno della sua .... bisnipote e che ha due ragazzini in affidamento, ha visto la bolletta calare da 300 dollari al mese durante l'estate a 30.  Notare che nella bolletta e' compreso riscaldamento, aria condizionata, gas da cucina.
Anche lo stato di New York e del Colorado hanno incentivi simili. Ad Agosto del 2016 il governo federale di Obama, passo' una "solar access for all" per portare il sole gratis a tutte le famiglie di reddito inferiore al $40,000 dollari annui.

Sono circa 50 milioni di famiglie.

Come sappiamo, tutto questo e' una grande opportunita' per l'ambiente, per le famiglie interessate ma anche per l'occupazione. Tutti i posti di lavoro persi per il "made in China" o per il "made by a robot" potrebbero essere recuperati grazie al lavoro "green".

Ci vuole qualcuno in carne ed ossa ad installare e a fare manutenzione ai pannelli, a venderli, a trasportarli. E questo crea lavoro. E infatti in questo momento, il sole da piu' lavoro negli USA che il carbone, con 210mila persone impiegate.

Allargare la base dei consumatori aprira' le porte ad ancora maggiore impiego.

E non sono solo i tetti solari: tre fornitori di energia elettrica, la Southern California Edison, la Pacific Gas and Electric e la San Diego Gas and Electric hanno gia iniziato a rivoluzionare il sistema energetico nelle case, nei posti di lavoro e nelle strade, adattando l'infrastruttura esistente per incorporare piu' energia elettrica.

Finora sono stati investiti 200 milioni di dollari, e a fine Gennaio 2017 hanno richiesto di investirne un altro miliardo per poter aggiungere stazioni di ricarica elettrica veloce lungo le strade, per inventivare l'uso di camion e taxi al sole, per aggiungere ricariche specifiche per autobus e camion, per installare infrastruttura elettrica in aereoporti e porti da dedicare agli spostamenti interni e al sistema smistamento bagagli, per installare pannelli rinnovabili sui tetti degli appartamenti inclusi di quelli a ceto medio-basso.

Delle stazioni elettriche, la proposta e' di aggiungerne cinque di uber-veloci che ricaricheranno le automobili in 30 minuti.


Ovviamente nello stato ci sono gia' stazioni di ricarica, ma in genere queste sono dedicate ai clienti di una ditta specifica. Per esempio Tesla ne ha gia' 50 di stazioni Super-charger nello stato di Calfiornia
ed altre ditte private e startup che stanno aprendo altri punti ricarica. Fra queste EVgo che pianifica di aprire 200 punti di ricarica e ChargePoint che ne vuole installare 70 lungo le autostrade.

Le tre ditte fornitrici di energia elettrica invece con le loro stazioni saranno aperte a tutti.
E' il piu' grande e il piu ambizioso progetto di sempre per la California, con l'obiettivo di veramente
rivoluazionare il sistema energetico.  Si prevede anche di incentivare i proprietari di automobili elettriche a ricaricare nei momenti di maggior abbondanza di sole e vento.
Questi investimenti sono parte dell'obiettivo di arrivare ad un milione di automobili a emissioni zero entro il 2020 e ad 1.5 milioni entro il 2025, oltre che di arrivare al taglio di emissioni di CO2 del 40% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030. 

Il sole non e' un lusso, e' per tutti. Basta solo volerlo.

 

Sunday, May 29, 2016

Altri attacchi dei Niger Delta Avengers contro l'ENI in Nigeria





I Niger Delta Avengers attaccano ancora lo stato nigeriano del Bayelsa facendo espoldere un oleodotto dell'ENI.  Si tratta del Tebidaba-Brass pipeline che ha come sbocco il cosiddetto Agip Brass crude oil terminal.  Con l'attacco sono andati in fumo circa 4000 barili di petrolio. Gia' in passato c'erano stati altri attacchi contro infrastruttura ENI.  Cosa vogliono? Maggiore equita' nella distribuzione delle risorse petrolifere: agli stranieri e a pochi eletti soldi e vantaggi, agli altri poverta' e disoccupazione. 


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19 Febbraio 2016 -- Clough Creek Tebidaba Agip Pipeline Manifold, 
Bayelsa, Nigeria 
uno dei primi oleodotti fatti saltare in aria dai militanti 


La maggior parte delle immagini che seguono sono impianti 
Agip o Shell sotto attacco









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1 Giugno 2016, Chevron


Update 1 Giugno 2016

I Niger Delta Avengers hanno oggi atttaccato i pozzi di petrolio della Chevron, distruggendoli. Si chiamano RMP 23 and RMP 24. Questi pozzi sono stati assaltati con 100 navi militari e cacciabombardieri. E poi si sono presi gioco del governo di Nigeria, prendendoli in giro perche' non sono stati capaci di fare niente contro di loro. 


"Watch out something big is about to happen and it will shock the whole world"


Si chiamano Niger Delta Avengers e sono un gruppo di disperati e di esaltati ribelli che hanno iniziato a fare esplodere oleodotti e condutture in Nigeria.

I loro obiettivi sono l'Agip e la Shell. Per ora hanno fatto saltare le condutture di Nembe e di Bonny della Shell e di Brass dell'Agip nello stato del Bayelsa il giorno 28 Maggio 2016. Hanno detto che continueranno con i loro atti di vandalismo finche' le loro richieste non saranno soddisfatte. Nei loro comunicati su twitter dicono che hanno gia' fatto saltare altri oleodotti nel paese, di proprieta' della Nigerian National Petroleum Corporation e che ora e' il turno di Shell e di Agip.

La Chevron e' stata gia' attaccata la scorsa settimana.  Anzi, attacchi piu' o meno imponenti sull'infrastruttura petrolifera della Nigeria da parte di questi Avengers e da altri gruppi sconosciuti vanno avanti da settimane.

E quali sarebbero queste richieste? Cosa vogliono? Dicono che sono stanchi di contratti fra le loro terre e i petrolieri in cui si decide su oleodotti e su estrazioni senza l'input delle persone, e con pochi ritorni per i residenti. Dicono che vogliono essere loro artefici del loro destino e avere il controllo sulle risorse del paese. Hanno soldati, e sono arrabbiati anche contro il loro stesso governo che continua ad avvantaggiare i petrolieri e non la gente.

Per esempio, il giorno 11 Maggio 2016 i sussidi sulla benzina sono stati eliminati, a causa del declino degli intoiti e del crollo dei prezzi del petrolio, facendo raddoppiare i prezzi alla pompa e infuriando i residenti che hanno chiamato questo aumento "inumano". 

I Niger Delta Avengers dicono che tutte le ditte straniere devono lasciare il sud della Nigeria, dove si produce la maggior parte del petrolio del paese, entro il 31 Maggio 2016. 

A causa di questi ripetuti attacchi la produzione di petrolio della Nigeria e' calata da 2.2 milioni di barili al giorno a 1.4 milioni di barili, e alcune ditte straniere hanno gia aumentato sicurezza e spostato personale non indispensabile.

La cosa sorprendente e' pero' che nonstante la violenza e la paura, anche i leader di alcune comunita' locali, spesso attivisti non violenti,  appoggiano i Niger Delta Avengers perche' sono d'accordo con loro che c'e' bisogno di una maggiore e piu' equa ridistribuzione della ricchezza da petrolio, e che le trivelle hanno distrutto il loro habitat e le vite di migliaia di pescatori e contadini.

Non si sa chi finanzi questi Avenegers. Si sa solo che a causa loro la Nigeria e' ora il secondo produttore di petrolio in Africa, e che adesso il principale trivellatore e' l'Angola.

Ovviamente la violenza e' sempre da condannare, ma e' questo il risultato di cinquant'anni di sfruttamento irresposabile da parte di Chevron, Agip e Shell in Nigeria.  A un certo punto scoppia.

Si raccoglie sempre quello che si semina.

Saturday, May 21, 2016

India: sperimentazione dei primi treni al sole






Questa volta non sono Germania o Danimarca o Calfornia a farci sognare.

E' l'India.

In questa nazione, caotica e confusa, si cerca di usare al meglio l'energia solare per il futuro. Dopo avere aperto il primo aereoporto solare a Cochin, Kerala stanno adesso mettendo a punto il primo treno parzialmente alimentato dal sole.

I prototipi sono gia' pronti e le sperimentazioni inizieranno a fine Maggio 2016 attorno a New Dehli, secondo Gopal Sharma, rappresentante del North Western Railways.  I treni saranno treni passeggeri e i pannelli saranno installati sul tetto.

I primi tentativi saranno di usare l'energia solare per alimentare tutta l'elettricita' usata nel treno - luci, ventole ed aria condizionata, ma non il motore. Quello sara' ancora trainato da motori diesel. Ma questo piccolo grande passo portera' al risparmio di 90,000 litri di carburante all'anno di diesel.

Chi ha finanziato tutto questo? Il governo ha dato dei sussidi alle Ferrovie Indiane. In parte arrivano dalle tasse che si pagano sul carbone estratto o importato nel paese. Cioe' tassano le fossili per finanziare il sole. Vogliono arrivare per ora a 500 treni al sole e continuare a tappezzare i tetti delle stazioni ferroviarie con pannello solari.

Ci vincera' pure il profitto perche'  Indian Railways e' il principale consumatore di energia elettrica. Quasi il 2% dell'energia del paese e' consumato dalle ferrovie indiane, e a lungo termine i pannelli sui tetti porteranno a risparmi notevoli.

Intanto nel Punjab e' stato aperto quello che loro chiamano il piu' grande impianto solare sui tetti. Otto tettoie industriali che producono 11.5 MW di elettricita', utili per dare energia a 8000 case.

Non mancano le sfide in India, certo, ma a suo modo il paese cerca di promuovere le rinnovabili, perche' per loro e' piu' facile e piu' utile usare le rinnovabili, con infrastruttura diffusa e tutto sommato poco costosa, rispetto al costruire da zero infrastruttura colossale per la raffinazione o la distribuzione di energia fossile.


Il loro obiettivo e' di arrivare a 100GW entro il 2022.

E quindi, nel loro grande-piccolo, anche loro programmano. In Italia cosa esattamente programma Matteo Renzi in tema di rinnovabili? Che obiettivo abbiamo?

Dove sono i treni Italiani in cui l'aria condizionata arriva dai pannelli solari?





Thursday, February 4, 2016

Sussidi fossili planetari: dieci milioni di dollari al minuto









While the large size of our new estimates may be surprising, 
it is important to put in perspective just how many 
health problems are linked to energy consumption and air quality.



One in eight global deaths are attributable just to air pollution.

Organizzazione Mondiale della Sanita'



This very important analysis shatters the myth that fossil fuels are cheap by showing just how huge their real costs are. There is no justification for these enormous subsidies for fossil fuels, which distort markets and damages economies, particularly in poorer countries

Nicholas Stern,  London School of Economics
 

E'  una cifra strabiliante: $5.3 trillioni di dollari, il 6 e mezzo percento del PIL mondiale. E' la quantificazione dei sussidi energetici fossili mondiali nel 2015.

E' difficile fare un vero conto dei sussidi governativi all'industria fossile. Questo perche' molte sono le definizioni di sussidi e ciascun governo le presenta secondo criteri propri. Ma quale che sia il modo di contare, sono sempre una enormita' di fondi pubblici e di agevolazioni in tasse, in servizi, che finiscono dalle tasche di tutti a quelle di pochi. 

La questione piu' importante di tutte e' che oltre ai soldi veri e propri, alle agevolazioni fiscali, e a tutti i benefici "diretti" ci sono altri sussidi che e' difficile quantificare: come si quantificano la salute delle persone, la distruzione dell'ambiente, i cambiamenti climatici che oil, gas e carbone hanno portato a questo martoriato pianeta?

Qualche mese fa, un report del Fondo Monetario Internazionale ha cercato di fare delle stime. Per il 2013 si parlava di $4.9 trillioni di "benefici" per i nostri amici fossili; per il 2015 appunto di $5.3 trillioni. Questi "benefici" sono stimati essere sussidi diretti -- cioe' vile denaro -- e indiretti cioe' alberi e polmoni, ogni anno.

Ci vuole un po' di tempo per capire l'enormita' della faccenda, ma tutti questi trillioni sono 5,300 miliardi di dollari, sono 5,300,000 milioni di dollari. O se vogliamo fare la divisione, sono 10 milioni al minuto, ogni santo minuto, ogni santo giorno.

Come e' arrivato il Fondo Montetario Internazionale a questa stima che loro stessi dicono essere sorprendente? Oltre ai miliardi diretti che dal pubblico sono finiti nelle tasche dei signori del fossile, tre quarti di questi 5,300,000 milioni di dollari sono stati stimati essere derivanti dai costi in salute.  Cioe' stiamo rimpinguendo le casse di oil gas e carbone con la nostra salute.

La cosa buffa ma non troppo e' che David Coady uno degli autori del rapporto del Fonto Monetario Internazionale quando sono arrivati alla cifra di 5.3 trillioni di dollari, pensava di avere sbagliato a fare i conti.  Ma poi si e' accorto che le cifre erano giuste. “It is the true cost associated with fossil fuel subsidies.”

Per quanto riguarda i fondi diretti dalle stime di Oil Change International, una non-profit americana si calcola che se si mette tutto assieme e al netto di costi alla salute si arriva a cifre che oscillano dai 775 miliardi di dollari fino ai mille miliardi 

Il giorno 3 Dicembre 2015 le agenzie internazionali Climate Change International e Climate Action Network hanno poi reso noto i livelli di sussidi diretti al solo petrolio nei paesi industrializzati e li hanno messi a confronto con i fondi stanziati per l'energia rinnovabile, nella forma del Green Climate Fund. Fanno 80 miliardi di aiutini per cercare monnezza.

In media, si spende 40 volte di piu' sul petrolio che su sole e vento.



oilchangeinternational-climateaction


L'Australia da 113 volte di piu' per la ricerca di petrolio che alle rinnovabili. Il Canada 79 volte di piu'. Il Giappone 53, il Regno Unito 48, l'Italia 42, gli USA 32 volte di piu', la Germania 21 e la Francia 6.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale, se eliminassimo i sussidi all'industria fossile, le morti per inquinamento atmosferico verrebbero dimezzate, si potrebbero evitare 1.6 milioni di decessi e le emissioni in atmosfera calerebbero del 20%. Questo non lo dice la D'Orsogna, lo dice il Fondo Monetario Internazionale che non mi pare proprio questo grande ente ambientale.  Dal canto suo l'Organizzazione Mondiale della Sanita' dice che tenere le fonti fossili sottoterra portera' a benefici significativi alla salute e all'economia locale.


E in Italia? Secondo Oil Change International i fondi fossili diretti del nostro paese sono 3 miliardi e mezzo. Altri dati di Legambiente parlano di quasi 15 miliardi di dollari. Comunque sia, sono cifre enormi.

Infine, sempre secondo Oil Change International i paesi del G20 ogni anno usano circa 88 miliardi di dollari pubblici come sussidi alla ricerca di petrolio.

La cosa triste e' che questi miliardi di sussidi esplorativi sono il doppio di quello che costerebbe portare elettricita' e riscaldamento in tutte le case del pianeta entro il 2030.