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Thursday, February 14, 2019

Danimarca, regina del vento con nove nuove isole eoliche







In Danimarca il vento e' gia' regina dell'energia rinnovabile.

Adesso, per incrementare maggiormente la percentuale di energia eolica, il paese ha deciso di costruire una serie di nove isole artificiali al largo di Copenhagen, su cui installare nuovi impianti a vento. Sara' il piu' grande progetto di bonifica di tutta la Scandinavia.

I lavori inizieranno nel 2022 e l'arcipelago si chiamera' Holmene. Vuole essere una sorta di Silicon Valley danese. Sorgeranno infatti su Homene anche un grande centro high tech e per la ricerca farmaceutica, un centro turistico e sportivo.

Tutte le isole avranno barriere anti-inondazione e saranno pensate per favorire la vegetazione. Alcune saranno chiuse al pubblico per favorire la vita animale e vegetale senza la mano dell'uomo. 

A terraferma, c'e' gia' il complesso industriale Avedøre Holme, e Holmene in un certo senso ne e' l'estensione. Il materiale arrivera' da 26 milioni di metri cubi di materiale di risulta dalla costruzione della metro e di nuovi edifici a Copenhagen. Alla fine saranno prodotte 300 MWh di energia rinnovabile, un terzo del fabbisogno della capitale danese.

Non so invece cosa pensare del fatto che su una di queste isole ci sara' anche un impianto di incenerimento dei rifiuti della citta'.

Tuesday, January 22, 2019

Copenhagen 2025: prima citta' del mondo a bilancio CO2 zero





Copenhagen progetta di diventare la prima citta' del mondo a diventare a bilancio CO2 zero.

E cioe' si prevede che la capitale danese emettera' tanto CO2 quanto ne assorbe, nessuna citta' al mondo riesce a farlo, oggi.

Come succedera' in Danimarca? Usando le energie rinnovabili.

Gia' oggi  il 22% dell'elettricita' danese e' prodotta dal vento. Tutte le altre turbine in produzione aumenteranno la produzione fino al 50% entro il 2025 .

Ma non c'e' solo questo: l'infrastruttura danese e' stata completamente rivisitata e sia edifici pubblici che privati sono oggi di gran lunga piu' efficienti di quelli di altre citta' - isolazione, biciclette, bus elettrici o ad idrogeno.

Sono intanto state costruite una serie di isole artificiali, dette nel loro complesso Holmene e saranno a CO2 zero: sorgeranno qui industrie farmaceutiche, e high tech e il tutto sara' alimentato da 5 turbine da 6 mega ciascauna.

Ora si dira', oh si, ma la Danimarca ha solo 5.7 milioni di abitanti, e grazie che queste cose si possono fare. Io credo invece che il discorso sia un altro: e cioe' che questo mostra che si puo' fare. La sfida e' adattare queste cose alle altre realta'. Perche' non fare lo stesso, che so, in una isola minore italiana, in una regione piccola, un comune piccolo?

Ed eccoci allora: il vento genera adesso il 10% dell'energia dell'India, mica un paese piccolo!
Il sole, il 7% - con l'idea che le rinnovabili arriverano in India al 55% entro il 2030. Non male no, per un paese che ha 1.3 miliardi di persone!

Il Costa Rica e' arrivato all'11.5% di rinnovabilii dal vento - dal 2014 ad oggi, il 99% dell'energia del paese e' arrivato dalle rinnovabili.  Per chiudere il cerchio il governo ha adesso in programma un forte programma di incentivi per l'elettrificazione dei trasporti.

E quindi il morale della favola e' sempre lo stesso: volere e' potere.
Anche in Italia.

Sunday, March 4, 2018

I mattoncini della Lego diventano biodegradabili





La Lego ha iniziato a produrre una nuova linea di mattoncini fatta di materiale a base di fibra vegetale, che e' biodegradabile. 

Lo annuncia Tim Brooks, il vicepresidente per la responsabilita' ambientale della Lego.

I nuovi pezzi saranno in vendita a partire dalla fine del 2018 e secondo la Lego stessa saranno tecnicamente indistinguibili dai mattoncini tradizionali. Bimbi e genitori non potranno distinuguere fra i pezzetti vecchi e nuovi. Solo il pianeta potra' nel senso che i pezzetti nuovi saranno biodegradabili e non prodotti da fonti fossili.

Il materiale arriva dalla canna di zucchero ed e' una sorta di polyetilene (plastica) naturale. La plastica vegetale cosi derivata sara' morbida ma durevole, resistente e flessibile e appunto ecologica. La prima scatoletta avra' elementi botanici come alberi e foglie.

L'idea della Lego e' che questo sara' solo il primo passo verso il progetto ambizioso ma nobile di trasformare tutta la sua catena in prodotti fatti da materiale ecosostenibile.

Il progetto si basa su una collaborazione fra la Lego e il WWF, con l'intento di appunto incoraggiare tutte le ditte produttrici a cercare alternative in cui i loro prodotti arrivino da fonti non petrolifere ma che siano ecologicamente sani e che non resitino nell'ambiente per migliaia di anni una volta prodotti e magari poi gettati via.

Fra le altre iniziative della Lego l'obiettivo della monnezza zero nelle sue fabbriche, l'impegno ad usare materiale sostenibile anche per il packaging e altre operazioni di logistica entro il 2030. In questo momento la Lego e' anche un membro di RE100, un gruppo di produttori mondiali impegnato ad andare al 100% ad energia rinnovabile nel minor tempo possibile. 

Se pensiamo che fino a pochi anni fa la Lego produceva kit con le trivelle in Artico con il logo della Shell, e che ora hanno pure un dirigente per la responsabilita' ambientale, direi che hanno fatto veramente tanti passi in avanti.

Come sempre, sta a noi consumatori e cittadini ogni giorno mettere pressione alle grandi corporazioni affinche' facciano la cosa giusta. Se non per amore, lo faranno per business.

E in Italia?

Quante ditte, di giocattoli, di mangiare, di automobili, di vestiti hanno il vice presidente per la responsabilita' ambientale?

Benetton, Della Valle, Ferrari, Mr. Luxottica, Ferrero. Qualcuno vuole iniziare? 



Tuesday, May 16, 2017

La Finlandia tira le orecchie a USA e Russia sulle trivelle in Artico, e c'e' un miracolino


If we have two countries, Russia and the US, 
not sharing the view that climate change is happening 
or is manmade or how much it is manmade, it is very difficult to proceed.”

Harri Mäki-Reinikka, Ministro delle politiche nordiche della Finlandia


Qualche giorno fa la Finlandia e' diventata il presidente dell Consiglio dell'Artico. Ci fanno parte Canada, Islanda, USA, Danimarca, Finlandia, Russia, Norvegia e Svezia. E' un ente creato nel 1996 per il bene comune dell'Artico che si riunisce ogni due anni.

La prima cosa che ha fatto il delegato finlandese  e' stata di fare appello agli scenziati che lavorano sui cambiamenti climatici per contrastare USA e Russia che nel loro intimo vorrebbero trivellare tutto il trivellabile in Artico, con buona pace del clima.

Ed e' proprio cosi. Putin e Trump sono daccordo nel dire che i cambiamenti climatici sono una esagerazione, che sono un complotto dei cinesi (Trump) e che non sono per opera dell'uomo (Putin, e per colpa di chi, scusi?) e vorrebbero quindi andare avanti ad estrarre ancora piu' petrolio dal polo nord.

C'e' stato cosi un incontro a Fairbanks, Alaska proprio per parlare di questo dilemma: trivelle, Artico e clima.

Nell'intento della Finlandia in realta' si sarebbe dovuto parlare di come diminuire l'inquinamento esistente, ma in realta' l'elefante nella stanza erano gli accordi di Parigi, e il ruolo di USA e Russia.

Gli USA chi hanno mandato?

Rex Tillerson, l'ex CEO di Exxon Mobil!

E cosi, il Ministro della Finlandia delle politiche nordiche, Harri Mäki-Reinikka, ha chiesto a tutti i partecipanti di rispettare gli accordi di Parigi.

Ha detto che spera che non ci saranno accordi segreti fra i piu' grossi, perche' questi sono problemi seri. Ha detto che l'Artico cambia, che se le temperature aumentano di due gradi sul pianeta, in Artico si arriva a quattro o anche a sei con conseguenze disastrose.

Mäki-Reinikka  ha ricordato che la neve e il ghiaccio si sciolgono piu in fretta di quanto mai prima, e che i livelli del mare aumentano. E ricorda che se gli USA e la Russia continuano il loro negazionismo sara' difficile andare avanti.

Anche il ministro dell'ambiente di Norvegia, Vidar Helgesen, petrol-nazione, ha ricordato che i cambiamenti del clima esistono e ha addirituttura ricordato a Tillerson che gli stessi militari USAsono preoccupati per le conseguenze alla sicurezza a livello globale.

E cosi, c'e' stato il miracolino.

Chissa', circondati da nordici ed essendo due contro sei, gli americani di Tillerson si sono un po vergognati. O chissa', Trump soffocato com'e' da guai interni a non finire (la faccenda di Comey e' veramente strabiliante e non passa giorno che non ci sia un passo falso di quest uomo) ha deciso di non fare sempre il galletto di testa sua. O chissa ancora, se la delegazione USA si sia sentita in imbarazzo a vedere tutti i giovani che protestavano a Fairbanks.

Ad ogni modo, all'unanimita' gli otto del Consiglio Artico hanno firmato la "Fairbanks Declaration 2017," dove si dice che l'Artico si riscalda a tassi due volte superiori al resto del pianeta, che occorre ridurre le emissioni di metano e che i cambiamenti climatici sono la piu grande minaccia alla biodiversita' dell'Artico.

Rex Tillerson ha riconosciuto la validita' degli accordi di Parigi, almeno per ora.

Donald Trump aveva detto che li voleva stracciare, ma alla fine, per ora almeno, Tillerson ha detto che non cambiera' niente in questa direzione, almeno per il breve termine. Gli accordi firmati da Obama restano.

Ora questo non vuol dire che e' finita qui. Perche' qualche giorno prima lo stesso Tillerson aveva detto che gli USA stavano cambiando le proprie politiche sui cambiamenti climatici, ha detto pure che:

"We're not going to rush to make a decision. We're going to work to make the right decision for the United States."

Quindi, per ora tutto resta come prima, ma non si sa. Si temeva che Tillerson annunciasse proprio qui l'uscita degli USA dagli accordi di Parigi, ma grazie al cielo cosi non e' stato. Ad ogni modo, fa un po tristezza sentirlo dire "the right decision for the United States" come se in termini di clima, non fossimo tutti sullo stesso pianeta!

Caro Tillerson, in termini di clima, quello che e' meglio per gli USA e' quello che e' meglio per tutta la Terra, perche' ci siamo dentro tutti assieme.





Monday, May 15, 2017

La Danimarca elimina i sussidi alle rinnovabili prima del tempo. Hanno battuto ogni record e ce la faranno da sole





“We’re now very close to arriving”

 Lars Christian Lilleholt, Ministro Energia di Danimarca

Le rinnovabili vanno a gonfie vele in Danimarca. Ogni tanto viene fuori un nuovo record, di generazione, di uso, di stoccaggio. E' tutto meglio di chiunque avesse potuto immaginare.

E cosi, in modo del tutto inaspettato, il minstro dell'energia danese, Lars Christian Lillehol, dice che i sussidi saranno eliminati fra qualche anno.

E questo non per "cattiveria" o per il ritorno al fossile, quanto perche' l'industria e' ormai matura e ce la fara' anche da sola. Secondo Lilleholt e' un risultato che non si poteva prevedere neanche l'anno scorso. Nessuno si aspettava che le cose fossero cosi rosee in Danimarca.

I sussidi ci sono stati qui per 40 anni.

Ma le cose sono cambiate.

In questo momento *anche senza i sussidi* e' piu economico produrre elettricita' dal vento che dal carbone; e la tecnologia e' dalla parte delle rinnovabili che diventeranno sempre piu' efficenti.

Anzi, i sussidi sarebbero indispensabili se volesse aprire una centrale a carbone invece!

Entro il 2050 tutta la nazione sara' alimentata da sole e vento; anzi, si progetta di arrivare al 50% entro il 2030, pure senza sussidi. 
 

Un anno fa si pensava che tutto questo fosse fantascienza, invece ci siamo arrivati.

Tutto questo non nasce da zero. Nasce da 40 anni di programmazione, volonta' e pragmatismo.

Sono doti che farebbero bene anche all'Italia ogni tanto.




Saturday, April 22, 2017

Aprile 2017: il 51% dell'elettricita' tedesca da rinnovabili -- record del vento, il nucleare crolla








Le rinnovabili segnano altri record nella nazione, arrivando a generare il 41% dell'energia elettrica nel paese, con 19.5 TeraWatt-ore. Il nucleare invece collassava, ai livelli piu' bassi da 40 anni a questa parte. 


Nella seconda settimana del mese, le rinnovabili arrivano al 51% del totale.
Tutto questo e' impressionante perche' la Germania non e' il Costa Rica, e le quantita' di energia che servono a questo paese, un gigante industriale e produttivo, sono molto piu' grandi del Costa Rica o dell'Uruguay. 

A fare la parte del leone e' stata l'energia da eolico. Il 18 Marzo c'e' stato in record della produzione, con Eolo che regalava 38.5 GW di energia. Il record precedente era arrivato il 22 Febbraio 2017,  poche settimane prima, segno che siamo in fase continua di crescita. 

E' cresciuto anche il sole, sono cresciute le biomasse, e l'idroelettrico. Quello che e' crollato invece e' stato il nucleare, che non e' mai stato cosi basso dagli anni settanta.

Dei 19 reattori nucleari dell'epoca, ne sono rimasti attivi sono otto. Uno di questi, Gundremmingen B, chiudera' in estate.

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Nessuno se n'e' accorto, a casa, ma il giorno in cui questo e' successo, il 21 Aprile 2017, segna una piccola nuova rivoluzione green, perche' e' dal 1882 che il carbone fa parte del sistema energetico inglese.

La prima centrale a carbone del paese venne aperta sulla Holborn Viaduct di Londra. Nel 2015 il carbone dava alla nazione il 23% dell'energia.

Nel 2016, il 9% dell'energia.

Il 21 Aprile, zero. 

Il Regno Unito dice di voler smantellare tutta l'infrastruttura carbonifera entro il 2025.

Il carbone genera il doppio dell'anidride carbonica del gas naturale, e quindi e' un bene che venga eliminato!

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La tendenza e' in realta' in tutta Europa.  Dopo 500 anni di carbone, gli impianti dedicati all energia fossile vengono smantellati a ritmi record.

Non solo il Regno Unito, ma anche la Francia, il Portogallo, l'Austria e la Finlandia stanno chiudendo i loro impianti a carbone, perche' non sono piu' economici, perche' la gente non li vuole piu', perche' il futuro e' altrove.

La spinta verso la chiusura e' arrivata principalmente dal fatto che nel Regno Unito si e' deciso di raddoppiare il prezzo del carbone in vista dell'obiettivo di eliminare del tutto il carbone dal mix energetico entro il 2025, e cosi la produzione di energia dal carbone e' diventata non competitiva con le altri fonti, prime fra tutti sole e vento.

In parallelo le emissioni britanniche di anidride carbonica sono calate del 20%.

E' sempre bene avere degli obiettivi nazionali, intelligenti e ben pensati, Di solito, quando ci sono, e' un segnale che si fa sul serio, ed e' cosi' che le ditte serie si adeguano, cambiano, innovano, in modo da non avere problemi quando la data arriva.

E cosi alla fine, gli obiettivi vengono raggiunti prima del previsto.


Il risultato di tutte queste cose, e' che in Europa adesso, nel 2017, e' piu' economico costruire centrali a sole o a vento, che un impianto nuovo a carbone o a gas.

Entro il 2030 sara' piu' economico aprire un campo eolico che mantere una vecchia centrale a carbone in azione.

Entro il 2036 sara' piu' economico anche aprire un campo solare.

Si stima che nel 2017 il sole per la prima volta superera' il carbone.

In Germania ci sono almeno 27 centrali a carbone in via di chiusura.

In Francia, la Engie, che fornisce elettricita' al paese dice che toglieranno il carbone dal mix entro il 2018.

La Electricite de France ha annunciato la vendita del business del carbone. 

In Danimarca, il prinicipale fornitore di energia, la Dong Energy dice che sara' carbon-free entro il 2023.

Come sempre, occorre solo volerlo, programmare, e partire. 







Friday, February 24, 2017

Copenhagen: la scuola con l'intera facciata di vetro al sole







E' la nuova sede della Copenhagen International School in Denmark.

E' un edificio coperto da 12mila pannelli di vetro colorati che assorbono energia dal sole. Ed e' rivoluzionaria perche' porta avanti il concetto del solare non piu' inteso come pannello sul tetto, quanto di materiali integrati con tutto l'edificio.

I pannelli di vetro della scuola in questione coprono le pareti della scuola e creano una delle superficie solarizzate piu' grandi del mondo. I pannelli genereranno 300 MWh di elettricita' all'anno, soddisfacendo cosi alla meta' del fabbisogno dell'intera scuola in termini di calore, elettricita' e aria condizionata.

La tecnologia e' stata sviluppata in Svizzera e i pannelli sono di un colore verde-mare che non solo e' gradevole agli occhi, ma e' anche il risultato di dodici anni di ricerca presso l' Ecole Polytechnique Federale di Losanna per ottimizzarne il colore.

A Losanna volevano infatti imparare a fabbricare pannelli di vetro che potessero avere gradazioni a scelta senza dover aggiungere pigmenti ai materiali. Ci sono riusciti: bloccando alcune lunghezza d'onda della luce riflessa con filtri nanometrici da applicare sulla superficie esterna del vetro, i pannelli possono ora apparire in rosso, blue, giallo o verde-mare, come a Copenhagen.

Il progetto dei pannelli colorati e' stato guidato da Jean-Louis Scartezzini, a capo del Solar Energy and Building Physics di Losanna. Parte della luce viene riflessa, e il resto viene assorbito e trasformato in elettricita'.

La fabbricazione e' stata realizzata a Dubai, da parte della ditta Emirates Insolaire. La scuola invece e' stata disegnata dal gruppo di archietti C.F. Møller Architects: e' la scuola piu' grande di Danimarca. Questi pannelli saranno adotatti anche in altri edifici di Dubai: il concetto di integrare il solare nelle finestre prende piede sempre di piu e si cercano modi di rendere gli edifici belli e efficenti allo stesso tempo.

Ovviamente tutto questo e' bellissimo e per molti versi unico.

Ma molto si puo fare, non solo con i tetti, ma anche proprio per tutto il sistema energetico delle nostre abitazioni.

In Europa, il 40% dell'energia e' usata per alimentare gli edifici -- elettricita' e riscaldamento -- secondo la Commissione Europea, che ricorda che nel rinnovare gli edifici esistenti, la loro efficenza, si potrebbe abbassare di molto il consumo di energia, tagliare costi e creare occupazione.

Come sempre, basta solo volerlo.

Wednesday, February 22, 2017

Danimarca di nuovo record: il 22 Febbraio 2017 il 100% di elettricita' dal vento








Non e' la prima volta, e non sara' l'ultima. E' solo il segno del domani che verra', in Danimarca e nel resto del mondo, prima o poi, ed inesorabilmente, nonostante i petrolieri di turno, nonostante i politici ciechi e ottusi.

La Danimarca, il giorno 22 Febbraio 2017 ha generato abbastanza energia dal vento da alimentare tutto il suo sistema elettrico dal vento. Questo secondo l'ente europeo che tiene le statistiche sull'energia eolica, WindEurope.

In totale in Danimarca sono state generate 70 gigawatt-ore dal vento onshore ed altre 27 dalle installazioni offshore. In totale, tutta questa energia sarebbe stata sufficiente per soddisfare il fabosgno medio di dieci milioni di case europee.

Come gia' detto, non e' la prima volta che accade.  E' dal 2008 che l'industria del vento cresce a forti ritmi e per sette anni di seguito ci sono stati record su record, come ricorda Jan Hylleberg, CEO della Danish Wind Industry Association.

Il 2016 e' stato un anno di sosta, perche' i venti sono stati meno forti del normale - ma ovviamente non si puo' aspettare di fare record ogni anno ed ogni giorno. La produzione di energia eolica nel 2016 in Danimarca ha soddisfatto il 37.6% del fabbisogno nazionale.

Non e' poco, no?

E poi, come tutte le cose, ci sono ostacoli ma lo stesso, ci si siede, si pensano soluzioni e poi si va avanti, si cresce, si impara, ci si ingegna quando ci sono ostacoli. Si chiamano challenges e la civilta' e' progredita cosi dal primo giorno. 

Ci si aspetta che il 2017 sara' un buon anno con l'arrivo di nuove turbine offshore nel paese e ancora piu' investimenti, oltre che nuove tecniche di stoccaggio e maggiore efficenza. Una di queste nuove turbine ha appena generato 216 KWh di energia in 24 ore. 

Come sempre, basta volerlo, e non pensare che il futuro sia sottoterra.

 

 

Saturday, February 4, 2017

Turbina danese stabilisce record assoluto: in 24 ore energia sufficiente per alimentare una casa per 20 anni









Una turbina con lame da 35 tonnellate ciascuna ha appena generato 216 KWh di energia nell'arco di 24 ore. E' il record assoluto a livello mondiale di produzione di energia eolica da una singola turbina - ed e' sufficiente per alimentare una casa media per 20 anni.

La localita danese in cui tutto questo e' accaduto e' nei mari attorno a  Østerild e la turbina e' di proprieta' della MHI Vestas Offshore Wind, una joint venture fra la Vestas Wind Systems, ditta danese, e la Mitsubishi Heavy Industries del Giappone.

L'idea e' di usare meno turbine, a costi minori per generare la maggior quantita' di energia possibile.

Ovviamente, questa non e' una turbina modesta e non e' una turbina per ogni posto: ciascuna delle sue lame misura 80 metri di lunghezza e si innalza per 140 metri, e quindi non e' pensabile porla dappertutto e a prescindere dai vari contesti locali.  

La Danimarca e' uno dei leader europei di energia eolica, e questo risultato, e' semplicemente un testamento di cosa e' possibile fare con le rinnovabili se lo si vuole. Come detto, non e' la soluzione per tutti e per tutto, io credo sempre che il meglio siano le rinnovabili distribuite, con il sole sui tetti e l'eolico usato nei posti giusti e con giudizio.

Ma, ancora una volta, tutto questo dimostra che si puo'
e che non c'e' ragione alcuna per continuare a trivellare, trivellare, trivellare.

Ci arriveremo, lo so.

Alcuni prima di altri.

Intanto la Danimarca ha deciso che la sua energia elettrica sara' totalmente libera dal petrolio entro il 2035 e che eliminera' del tutto il petrolio,  anche dal sistema di trasporto e di riscaldamento entro il 2050.

Nel 2015 aveva generato il 56% della sua elettricita' dalle rinnovabili, secondo la Danish Energy Agency. Il 42% era dal vento, a seguire sole e biomasse.

L'uso del carbone, del petrolio e del gas sono calati del 30%, e con loro le emissioni di CO2 che sono scese nel corso del 2015 del 6.6% rispetto all'anno precendente.

L"obiettivo del paese e' di arrivare alla riduzione della CO2 del 40% entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990. Sono ora al 36%, per cui sono sulla buona strada.

Il primo campo eolico offshore venne costruito 26 anni fa, nel 1991.

Ad oggi hanno 300 turbine a vento.

Fanno sul serio, qui.











Wednesday, July 20, 2016

La Danimarca passera' al 100% di agricoltura biologica










Denmark’s plan to turn the country into an organic country is the world’s most ambitious

Food and Agriculture Minister Dan Jørgensen


La Danimarca, 5 milioni e mezzo di anime, non contenta dei suoi record di energia rinnovabili si e' posta un nuovo obiettivo: tutto quello che sara' prodotto sul proprio suolo domestico sara' biologico e sostenibile.


Se ci riescono saranno i primi in tutto il mondo ad avere agricoltura "organica" come diciamo qui negli USA.

In realta' la Danimarca e' innamorata della sua agricoltura pesticidi-free da tanto tempo e sono almeno 25 anni che si sperimentano metodi per l'agricoltura "biologica". E' questa una delle nazioni "storiche" in questo senso perche' sono arrivati prima di tutti gli altri. Nei quasi dieci anni dal 2007 ad oggi, la produzione di cibo organico e' aumentata del 200%.

Come faranno tutto questo?

Seguendo il Økologiplan Danmark, il piano di "azione organica" del paese. Sono 67 punti in cui e' tutto delineato. Il governo ha gia' deciso che incentiveranno la trasformazione di campi in cui si usa ancora di agricoltura convenzionale in campi in cui si usano metodi sostenibili e che attraverso pubblicita' e sensibilizzazione cercheranno di aumentare ancora di piu' la vendita di prodotti organici.
Ci saranno programmi nelle scuole per educare i bimbi e per spiegare i benefici dell'agricoltura organica agli studenti.

Entro il 2020 si vuole cosi *raddoppiare* la terra coltivata ad organico rispetto al 2007. Tutti i terreni di proprieta' del governo verrano coltivati in modo naturale e seguendo metodi biodinamici. I privati che lo vorranno riceveranno sussidi e sara' anche incentivata la ricerca sull'agricoltura sostenibile. Le leggi saranno piu' snelle per chi vuole eseguire la transizione. Per ora il piano e' di usare circa 61 milioni di dollari per questo progetto.

E questo rigaurda non solo zucchine e fragole ma anche il bestiame, primi fra tutti i maiali. Infatti sono coinvolte varie agenzie, coordinate dall minstro del cibo, agricoltura e della pesca che lavoreranno con comuni, regioni e privati per una visione globale della produzione di cibo in modo sostenibile e locale. 

Verranno poi istituiti dei target. Per esempio la mensa scolastica dovra' presto iniziare a fornire il 60% dei suoi prodotti da coltivazioni organiche agli studenti - e cioe' circa 800mila pasti. Tutte le mense di Copenhagen sono gia' organiche. Con le mense scolastiche, gli stessi requisiti verranno imposti alle mense dei militari, civili, degli uffici pubblici. 

Per adesso i danesi sono i principali consumatori di agricoltura biologica d'Europa. Il 7.6%. Sembra poco? Beh, nel resto d'Europa siamo molto piu' in basso. La Germania ne usa solo il 3.7%.  Negli USA solo l'1% dell'agricoltura domestica e' organica. In Italia non si sa, ma nelle tabelle di cui sopra non compare.

Perche' e' importante l'agricoltura organica, sostenibile? Beh, e' evidente che se non metti pesticidi nel tuo corpo stai meglio in salute. E stai meglio tu e sta meglio chi coltiva i terreni. Sopratutto diserbanti, monoculture, e altre sostanze tossiche non sono la risposta: sul lungo termine impoveriscono il suolo e la qualita' dell'aria. Spesso rendono i terreni piu vulnerabili alla siccita' e alle inondazioni.  L'agricoltura organica invece porta con se una maggiore varieta' di habitat, insetti, piante. I prodotti organici hanno un sapore migliore e, secondo alcuni studi hanno piu antiossidanti e migliori proprieta' anti-infiammatorie. Chiunque sia mai passato in campagna e abbia mai raccolto e mangiato un fico, una nespola o una albicocca da un albero nato e cresciuto spontaneamente lo sa. 

Ma non solo. I danesi hanno anche ridotto lo spreco di cibo del 25% nel corso di 5 anni, grazie ad alcune organizzazioni che regalano o vendono a prezzi bassi il cibo imperfetto.  Si chiamano "Stop Spild Af Mad" -- fermiamo lo spreco di cibo -- e WeFood.  I contadini danesi vengono pagati almeno 20 dollari per ora. Per legge. L'uso di antibiotici e' bassissimo, i casi di salmonella sono rari, e gli animali sono tenuti nelle stalle in condizioni decenti.

L'Italia e' appena uscita dall'Expo, dedicato al cibo.

Cosa e' rimasto? Che impegni ci sono per il futuro in questo senso? Ci sono degli obiettivi per l'agricoltura piu' salutare? Per incentivare l'organico - prodotto e consumato in Italia?

E per una volta ricopiare le cose buone degli altri?