.

.
Showing posts with label eolico. Show all posts
Showing posts with label eolico. Show all posts

Tuesday, March 19, 2019

Germania: elettricita' da rinnovabili in tutto il paese al 72% per una settimana intera




Ogni tanto sentiamo di record del 100% rinnovabili in paesi industrializzati. E' successo anche in Germania dove per qualche ora le rinnovabili hanno portato a piu' energia del necessario e alla vendita sottocosto o addirittura alla cessione gratuita di energia. Ma questo spesso dura poche ore, un giorno al massimo, e grazie spesso alle speciali condizioni meteo.

Questo qui e' invece un record diverso.

Intanto, l'obiettivo iniziale era di arrivare al 35 per cento di rinnovabili entro il 2020; ma sono arrivati al traguardo con molto anticipo e cosi se ne sono dati un altro.  Nel 2018 hanno deciso di voler arrivare alla generazione del 65% di energia dalle rinnovabili entro il 2030.

E' uno dei target piu' ambiziosi del mondo, visto che si tratta di una potenza economica con un forte consumo energetico. Il 65% non e' il 100%, ma poi siamo al 2019 e non ancora al 2030.

Ebbene i primi mesi del 2019 sono stati strabilianti per la generazione di energia elettrica della Germania. 

Siamo arrivati al 65% di energia sostenibile nella settimana che va dal 25 Febbraio 2019 al 3 Marzo 2019; le settimane successive hanno invece portato al 68% di energia dalle rinnovabili (4 Marzo - 10 Marzo) e poi, per quella appena passata (11 Marzo - 17 Marzo) al 72%.

Non male no per un paese che voleva arrivarci fra dieci anni, esserci arrivati in parte gia' adesso.

A fare la parte del leone il vento, al 57% del totale; le biomasse sono seguite al 9% e poi ancora l'idroelettrico al 6%. Fra l'energia non rinnovabile c'e' il nucleare all'11%, il carbone al 7%, gas e petrolio per tutto il resto.  Il sole ha contribuito molto poco, essendo i cieli spesso coperti e freddi.

In Germania in questo momento ci sono 30,000 turbine con una capacita' totale di 53 GW e se tutto va bene l'obiettivo del 65% di elettricita' dalle rinnovabili a regime dovrebbe essere superato molto prima del 2030.

Quello che invece resta da fare, e' di davvero impegnarsi ad eliminare il nucleare entro il 2022 come promesso, e il carbone entro il 2038.

E se tengono fede, il 100% rinnovabili entro il 2030 non sara' impossibile. 


Tuesday, January 22, 2019

Copenhagen 2025: prima citta' del mondo a bilancio CO2 zero





Copenhagen progetta di diventare la prima citta' del mondo a diventare a bilancio CO2 zero.

E cioe' si prevede che la capitale danese emettera' tanto CO2 quanto ne assorbe, nessuna citta' al mondo riesce a farlo, oggi.

Come succedera' in Danimarca? Usando le energie rinnovabili.

Gia' oggi  il 22% dell'elettricita' danese e' prodotta dal vento. Tutte le altre turbine in produzione aumenteranno la produzione fino al 50% entro il 2025 .

Ma non c'e' solo questo: l'infrastruttura danese e' stata completamente rivisitata e sia edifici pubblici che privati sono oggi di gran lunga piu' efficienti di quelli di altre citta' - isolazione, biciclette, bus elettrici o ad idrogeno.

Sono intanto state costruite una serie di isole artificiali, dette nel loro complesso Holmene e saranno a CO2 zero: sorgeranno qui industrie farmaceutiche, e high tech e il tutto sara' alimentato da 5 turbine da 6 mega ciascauna.

Ora si dira', oh si, ma la Danimarca ha solo 5.7 milioni di abitanti, e grazie che queste cose si possono fare. Io credo invece che il discorso sia un altro: e cioe' che questo mostra che si puo' fare. La sfida e' adattare queste cose alle altre realta'. Perche' non fare lo stesso, che so, in una isola minore italiana, in una regione piccola, un comune piccolo?

Ed eccoci allora: il vento genera adesso il 10% dell'energia dell'India, mica un paese piccolo!
Il sole, il 7% - con l'idea che le rinnovabili arriverano in India al 55% entro il 2030. Non male no, per un paese che ha 1.3 miliardi di persone!

Il Costa Rica e' arrivato all'11.5% di rinnovabilii dal vento - dal 2014 ad oggi, il 99% dell'energia del paese e' arrivato dalle rinnovabili.  Per chiudere il cerchio il governo ha adesso in programma un forte programma di incentivi per l'elettrificazione dei trasporti.

E quindi il morale della favola e' sempre lo stesso: volere e' potere.
Anche in Italia.

Saturday, September 29, 2018

La Nuova Zelanda all'85.1% di energia elettrica rinnovabile








La Nuova Zealanda zitta zitta e' diventata un leader della generazione di energia elettrica da rinnovabile.  Nella seconda meta' del 2017 avevano generato il 79% della loro energia dalle rinnovabili; nel primo quarto del 2018, da Gennaio a Marzo, eravamo all'81.2% e ora nel secondo quarto, fra Aprile e Giugno 2018, siamo arrivati all'85.1%.

Tutto questo secondo fonti ufficiali governative, pubblicate nel New Zealand Energy Quarterly.

L'energia arriva qui da sole, vento, geotermico ed idroelettrico: la Nuova Zelanda ha un po di tutte queste cose ed e' capace di usare questo mix tutto l'anno. Per di piu' l'ente energetico del paese, la Transpower NZ reigstra profitti e sta iniziando a investire su un progetto integrato di sistema di batterie per stoccare l'energia green in eccesso. 

Il record raggiunto nei mesi Aprile-Giugno 2018 e' pero' solo l'apice piu' recente; nel senso che se si torna al 1981 si possono trovare percentuali di rinnovabili maggiori.

Perche' il 1981? Non mi e' ben chiaro, ma dopo la crisi del petrolio del 1973, la Nuova Zelanda decise aumentare la sua capacita' energetica da idroelettrico e fra il 1975 e il 1985 l'aumento di energia generato da idroelettrico raddoppio, mentre quella da geoermico aumento di un fattore 15.

Il motivo del boom delle rinnovabili in tempi recenti e' grazie alle condizioni climatiche favorevoli a vento, sole ed idroelettrico. E mentre le rinnovabili crescevano, la produzione di energia da fonti fossili era in declino, del 27% rispetto ad un anno prima, il 2017.

Il vento ha generato 560 GWh di energia in quei mesi, superando l'equivalente del 2017 del 12 percento; l'idroelettrico inveceh ha prodotto 6,843 GWh, il 13 percento in piu' rispetto a un anno prima.

L'obiettivo della Nuova Zelanda e' di arrivare al 90% rinnovabili entro il 2025 e 100% entro il 2035. 

Bravi.

Wednesday, December 27, 2017

Germania: per Natale il costo dell'energia e' stato negativo









Il regalo di Natale per i tedeschi e' stato che l'elettricita' ha avuto costi negativi il 25 Dicembre 2017.

Il paese ha speso piu' di 200 miliardi di dollari negli scorsi venti anni per rinnovabilizzare la sua rete elettrica ed ecco qui il risultato.

Ogni tanto, come appunto i giorni 24 e 25 dicembre viene prodotta cosi tanta elettricita' che occorre pagare i contribuenti per usarla.

I dati vengono dall'EPEX, ente che misura gli scambi energetici in Europa ed e' il risultato di vari fattori: temperatura non troppo bassa, venti forti, e bassa richiesta di elettricita'.

Ovviamente questo perche' erano giorni di Natale e le fabbriche erano chiuse, e perche' nessuno puo' fermare le dinamiche del vento. Quei giorni spirava abbondantemente. D'altro canto, il nucleare e/o il carbone che viene usato in parallelo al vento non e' facile da spegnere e cosi c'e' stato un surplus di energia da ambo le sorgenti.

E cosi il weekend di Natale, chi consumava elettricita' e' stato pagato circa 50 euro a megawatt-ora.

Tutto questo, cioe' la rete che genera piu' energia di quanto possa smaltire, e' successo gia' almeno 100 volte nel 2017. 

Al massimo della "generosita'" del vento, il prezzo e' stato di 83 euro per megawatt-ora.

E' gia' successo anche in Belgio, UK, Francia, Olanda e Svizzera, ma in Germania accade piu' frequente che altrove. A volte riescono a vendere energia ai vicini, altre volte e' piu' difficile farlo. E questo perche' appunto, spegnere le fossili o il nucleare e' difficile da farsi in tempi brevi e perche' il vento non si puo' fermare.

Invece c'e' ancora molto da fare sul reparto stoccaggio di energia e cosi, per eliminare l'energia in eccesso dalla rete e per evitare il sovraccarico, la si regala via o si pagano i consumatori. 

Creare un sistema di stoccaggio efficenti e affidabili e' uno dei temi piu' importanti per il progresso delle rinnovabili, in Germania ed altrove, e si cerca di risolvere il problema con varie accortezze anche se c'e' ancora molto da fare.

La RWE e' uno dei piu' grandi produttori di energia elettrica del paese:  usano le previsioni del tempo per regolamentare la generazione di energia, quando ce n'e' troppa per esempio la usano per pompare acqua in un lago d'Austria che funziona da batteria naturale. Quando serve energia, l'acqua viene rilasciata a valle e vengono usate delle turbine per generare elettricita'. L'acqua resta a valle, in attesa di essere riportata a monte durante i nuovi surplus.

Un insieme di nuovo e vecchio, assieme per arrivare, prima o poi, si spera prima ad un mondo finalmente libero dal petrolio.

Tuesday, December 5, 2017

Il presidente del Cile, Michelle Bachelet riceve il piu grande riconoscimento dell'ONU per l'ambiente




 Il presidente del Cile, Michelle Bachelet, ha ricevuto il premio Champions of the Earth .

E' il piu' grande riconoscimento da parte delle Nazioni Unite per l'ambiente.

Il Cile con lei ha creato tre nuove aree marine protette ed aumentato la produzione di rinnovabili. Le zone protette sono: Nazca-Desaventuradas presso le isole San Ambrosio e San Felix, parchi nelle isole Juan Fernandez e nell'isola di Pasqua (Rapa Nui) protected area. 

In totale,  in Cile adesso ci sono 1 un milione di chilometri quadrati di aree protette, record mondiale.

La produzione da energia rinnovabile e' passata dal 6 al 17 percento dal 2013 al 2017 e i progetti sono di arrivare al 90 percento entro il 2050.  Il commento del presidente Bachelet e' stato

"A volte pensiamo che occorra essere un paese ricco per fare questo tipo di trasformazione,  ma il Cile mostra che non e' necessario avere tanti soldi. Occorre avere la volonta' politica.


Amen






“Latin America has seen significant investment in renewables. 
With close to two million people employed 
regionally in the sector and increasing degrees of 
local manufacturing, the socio-economic benefits are being felt.” 



Quando pensiamo all'America Latina e all'energia o alle risorse primarie quasi mai pensiamo rinnovabili.

Miniere di rame, ferro, legname, petrolio dal Sud America -- per esportazione e, piu' di rado, per il consumo interno.

L'America Latina, secondo i rapporti della BP,  contiene al momento il 20% delle risorse petrolifere del pianeta, con prima in lista il Venezuela. Nel 2013 il petrolio rappresentava il 46% dell' approvvigionamento energetico del continente, mentre nel resto del pianeta era solo al 31%.

Se si include invece l'idroelettrico,  il 53% dell'elettricita' invece veniva dalle rinnovabili.

Il Brasile ha sperimentato con l'etanolo, ma con risultati alterni. Le automobili sono spesso progettate secondo vecchi modelli USA e la transizione all'elettrico sara' lenta, costosa e difficile. I sistemi di trasmissione sono inesistenti e/o difficili da costruire. Eppure negli ultimi anni le rinnovabili continuano a crescere, una piccola grande rivoluzione. Tanto piu' che tutti gli economisti parlano di investimenti lucrativi nel continente per gli anni a venire, grazie anche alla volonta' politica di vari paesi di intervenire e di spendere per l'elettricita' green.

Hanno iniziato i paesi dell'America centrale e dei Caraibi, che dopo un decennio di prezzi petroliferi elevati e di piccole e grandi catastrofi naturali hanno deciso di prodursi l'energia in casa. Costa Rica, Uruguay, l'isola di Bonaire sono tutte al 100% rinnovabili o quasi. Il Nicaragua si e' posto l'obiettivo del 90% rinnovabile entro il 2020, e anzi, in un primo momento non voleva nemmeno partecipare agli accordi di Parigi perche' ritenuti troppo blandi! 

Spesso queste decisioni sono prima ancora che ambientali, economiche, specie in paesi dove il petrolio non c'e' e si e' soggetti a fluttuazioni del mercato e della disponibilita' di generatori diesel. D'altro canto, i prezzi calano rapidamente, e l'investimento e' ritenuto intelligente in questi casi.

Anche il Cile e' un campione di energia rinnovabile. Il paese ha enormi potenzialita' dal sole e dal vento, ed anzi, ci si aspetta che diventi 100% rinnovabile entro il 2040, con investimenti che continuano a crescere. Nel 2016 si era al 39%, e le proiezioni sono per il 50% di energia verde entro il 2022. Gia' adesso la metro di Santiago e' al 100% rinnovabile. All'asta per la compravendita dell'energia il piu' grande vincitore e' stata ... l'Enel: fornira' al governo cileno 242 MW di energia, piu' della meta' di quanto offerto: 116 MW dal sole, 93 dal vento e 33 dal geotermico.

Il Messico dal canto suo ha in programma la costruzione di impianti solari per 4 GW nel 2018-19, con l'obiettivo del 25% rinnovabile entro il 2018, 30% entro il 2021 e 35% entro il 2024. Il governo offre incentivi per i consumatori, e all'asta annuale per l'offerta di acquisto elettricita' da parte del governo, i costi del solare sono stati i piu' bassi di tutta l'offerta. Cioe' il prezzo minore per la generazione della corrente e' dal sole.

Ci si aspetta che produzione di elettricita' dalle rinnovabili, specie dal vento aumentera', in modo sostenuto nel corso dei prossimi anni. Per esempio, la ditta Acciona progetta di raddoppiare la sua produzione di energia dal vento e dal sole fra Costa Rica, Messico e Cile fino ad arrivare a 2 GW entro il 2020. 

In Brasile nel 2017 la crescita dell'energia elettrica da eolico e' aumentata del 32% rispetto al 2016, arrivando ad una media di circa 6 GW in totale. In questo momento il vento rappresenta il 10% della produzione di energia elettrica in Brasile. Intanto, il giorno 1 Dicembre 2017 il Ministro delle Mine e dell'Energia del Brasile annuncia un asta per l'acquisto di energia da sole, vento e da idroelettrico.

Anche in Argentina una nuova ondata di investimenti nel sole, vento e biomasse dopo che il governo ha firmato contratti con la ditta nazionale energetica YPF Energia Electrica e Central Puerto per la costruzione di circa 2GW di energia. Di questi, circa 1.25 GW verranno dal vento, 550 MW dal sole e il resto dalle biomasse. L'obettivo e' del 20% rinnovabili entro il 2025. E anzi, il 2017 e' stato dichiarato l'anno delle rinnovabili nel paese con investimenti complessivi per l'aggiunta di 10GW entro quella data.

Fra il 2006 and 2015, la capacita' energetica rinnovabile in America Latina e non da idroelecttrico e' triplicata. Si stima che l'approvvigionamento di energia dal sole raddoppiera' entro il 2021 con 40 GW di capacita' produttiva.  Fra i dati piu' interessanti, quasi a sorpresa, i paesi dell'America Latina sono fra i piu' preoccupati al mondo per i cambiamenti climatici, e questo probabilmente dara' ancora piu' vigore alla transizione.  

La maggior difficolta' deriva dal fatto che occorre molta sinergia fra i vari settori -- governi, privati, incentivi, mitigazione dei rischi, sensibilizzazione dei cittadini, reti efficenti, stoccaggio per fronteggiare le fluttuazioni energetiche, evitare la corruzione.







Resta il fatto che lo si vuole lo si puo', per l'ambiente, per il portafoglio, per il futuro.  










Tuesday, November 7, 2017

Un mondo 100% rinnovabile si puo'






Arriva un nuovo studio dalla Lappeenranta University of Technology di Finlandia che conferma che un mondo 100% rinnovabile si puo', e che sara' piu' economicamente vantaggioso del mondo fossile che abbiamo ora.

Il traguardo a cui guardano grazie ai loro modelli per il 100% rinnovabile e' il 2050, e forse anche prima grazie ai progressi nel campo dello stoccaggio, con l'abbassamento dei costi del solare, e con nuova tecnologia che permettera' di ottimizzare l'approvvigionamento elettrico. 

E prima ancora con forte volonta' politica.

Si stima che nel 2050, con la transizione green, il costo energetico sara' di 52 euro per MWh, in raffronto ai 70 euro di oggi. La transizione non solo abbasera' i costi, ma creera' anche 36 milioni di posti di lavoro.

L'autore principale dello studio e' Christian Breyer, professore di "economia solare" (in Finlandia hanno professori di economia solare!) che dice che occorre fermare tutti gli investimenti in carbone, nucleare, petrolio e gas, e che invece occorre investire in modo pesante nell'infrastruttura rinnovabile. 

Lo studio in questione si chiama Global Energy System Based on 100% Renewable Energy Power Sector, ed e' stato presentato al COP23 di Bonn, la conferenza mondiale sul clima. Il COP21 era quell di due anni fa, a Parigi.

Non e' la prima volta che si parla di 100% rinnovabile grazie alla volonta' politica, ed e' evidente che quando lo si vuole una strada la si trova.
 
Di mia natura sono sempre scettica con questi obiettivi a cosi lungo termine, ma il punto e' che di queste cose iniziamo a parlare, a volerle, a programmarle. Che sia il 2050 o il 2040 poco cambia, e' in questa direzione che andiamo, e prima o poi ci arriveremo, perche' e' evidente che l'evidenza contro l'energia fossile e' preponderantemente contro il benessere delle comunita' locali e del pianeta.

Intanto, la popolazione cresce. Siamo ora 7.3 miliardi. Entro il 2100 saremo, si prevede, 9.7 miliardi.
La richiesta di energia continua a crescere, grazie al numero di persone su questa terra, ma anche grazie all'aumento dell'armamento tecnologico di ciascuno di noi, e grazie al fatto che con il crescere del benessere in paesi del terzo mondo, ci sara' sempre piu' gente connessa alla rete elettrica.

E' evidente che continuare a fare buchi non e' la soluzione. 




Sunday, June 18, 2017

Gemini, Olanda. Apre parco eolico a mare per dare elettricita' a 1.5 milioni di persone





Gli olandesi ne sanno qualcosa di mulini a vento, 

E adesso continuano la tradizione: il paese ha appena inaugurato Gemini, un enorme campo eolico a mare per dare elettricita' a 1.5 milioni di persone -- 785mila case e 600 megawatt.

Si tratta di 150 turbine Siemens su un area di circa 68 chilometri quadrati nel mare del Nord. Una serie di cavi porta l'elettricita' a riva e da qui viene distribiuta. Tutto e' stato fatto entro i costi preventivati, e anzi, con anticipo rispetto ai programmi di lavoro. E' questo il  secondo impianto eolico piu' grande del mondo, superato solo per poco dal progetto da 630 megawatt del Regno Unito.

Grazie a Gemini, le emissioni di CO2 dell'Olanda si abbasseranno di 1.25 milioni di tonnellate l'anno.

E' un piccolo passo in avanti, per questa nazione che per molto, troppo tempo, ha sfruttato come prima sorgente energetica il campo di gas Groningen. L'area viene trivellata dagli anni 1960 ed e' diventata sismica. Ma i profitti erano troppo grandi, e troppo facili. E infatti, ancora adesso il 95% dell'energia elettrica del paese viene dal fossile.

L'obiettivo pero' e' di arrivare al 16% nel 2023 e Gemini dara' un grande contributo in questa direzione.

L'ironia della sorte e'  che il nuovo campo eolico si trova a circa 85km da riva, proprio davanti a Groningen.

Il vento spira forte qui, a circa 36 chilometri l'ora.

A differnenza di Groninger, Gemini non causera' terremoti e sopratutto, il vento non finira' mai.






Monday, May 15, 2017

La Danimarca elimina i sussidi alle rinnovabili prima del tempo. Hanno battuto ogni record e ce la faranno da sole





“We’re now very close to arriving”

 Lars Christian Lilleholt, Ministro Energia di Danimarca

Le rinnovabili vanno a gonfie vele in Danimarca. Ogni tanto viene fuori un nuovo record, di generazione, di uso, di stoccaggio. E' tutto meglio di chiunque avesse potuto immaginare.

E cosi, in modo del tutto inaspettato, il minstro dell'energia danese, Lars Christian Lillehol, dice che i sussidi saranno eliminati fra qualche anno.

E questo non per "cattiveria" o per il ritorno al fossile, quanto perche' l'industria e' ormai matura e ce la fara' anche da sola. Secondo Lilleholt e' un risultato che non si poteva prevedere neanche l'anno scorso. Nessuno si aspettava che le cose fossero cosi rosee in Danimarca.

I sussidi ci sono stati qui per 40 anni.

Ma le cose sono cambiate.

In questo momento *anche senza i sussidi* e' piu economico produrre elettricita' dal vento che dal carbone; e la tecnologia e' dalla parte delle rinnovabili che diventeranno sempre piu' efficenti.

Anzi, i sussidi sarebbero indispensabili se volesse aprire una centrale a carbone invece!

Entro il 2050 tutta la nazione sara' alimentata da sole e vento; anzi, si progetta di arrivare al 50% entro il 2030, pure senza sussidi. 
 

Un anno fa si pensava che tutto questo fosse fantascienza, invece ci siamo arrivati.

Tutto questo non nasce da zero. Nasce da 40 anni di programmazione, volonta' e pragmatismo.

Sono doti che farebbero bene anche all'Italia ogni tanto.




Wednesday, March 22, 2017

Statoil, la piu' grande petrol-ditta di Norvegia a sviluppare campo eolico offshore a New York



La Statoil di Norvegia e lo US Bureau of Ocean Energy Management (BOEM) hanno formalizzato il loro accordo, oggi 21 Marzo 2017, per la costruzione di un campo eolico al largo di New York City.  Il processo era inziato a dicembre 2016 con il pagamento di circa 42 milioni di dollari per la concessione eolica detta Atlantic Wind Lease Sale 6.

Si 42 milioni di dollari per una concessione.

Si iniziera' con circa 400-600 MW di produzione, e se tutto va bene si arrivera' a 1GW. Il tutto su un area di circa 320 chilometri quadrati i nella cosiddetta New York Wind Energy a circa 30 - 60km offshore,  e dove l'acqua a arriva a 20 - 40 metri di profondita'.

La Statoil e' da un po che ha deciso di spostare i suoi investimenti sulle rinnovabili: hanno capito che l'era delle trivelle e' morta e sepolta e cercano di posizionarsi sul mercato, negli investimenti in modo che quando il collasso vero arrivera', potranno essere pronti ad andare avanti in altri rami del settore energetico. Anzi, la ditta in questione ha anche creato un fondo investimenti green che si chiama Statoil Energy Ventures che si propone di eseguire investimenti in vento, sole, stoccaggio e smart grid.

Di energia avremo sempre bisogno. Solo che il mondo sempre piu' non la vuole dal petrolio e dal gas e dal carbone, quanto dal sole e dal vento e dal risparmio delle risorse.

E' un discorso semplice, che pero' in pochi riescono a capire (o a voler capire!) e tanto meno a mettere in pratica.  Invece la Statoil inizia a programmare e a volerlo gia' adesso. E infatti hanno pure un ramo che si chiama Statoil Wind US, apposta per questo progetto e altri a venire, l'eolico negli USA.  Per ora ne hanno gia' di operativi in Norvegia, in Germania e nel UK.

L'energia sara' tutta usata dalla citta' di New York. Il capo della Statoil Wind US Knut Aanstad dice

“Statoil is pleased to achieve this first milestone for the project. We are now ready to roll up our sleeves and get to work. The first step is for our technical experts to work with state agencies to evaluate the lease site to gather a more detailed understanding of the seabed conditions, grid connection options and wind resources that will ultimately define this project,”

E l'appoggio a Statoil non e' mancato: gruppi ambientali del business e residenti sono tutti entusiasti dell'idea.  Si vince tutti.

ENI, ci senti?

Claudio Descalzi, lo vede dove va il mondo?

Quando arriverete anche voi a fare queste cose? A pensarle? A volerle? 

Oppure ti piace proprio continuare a trivellare i paesini dell'Italia, da Carpignano Sesia fino a Viggiano? 


Wednesday, December 21, 2016

Las Vegas: 100% rinnovabile, adesso




Hoover Dam, 1931

Boulder Solar 1, in costruzione e completo (2014-2016)

Il sindaco Carolyn Goodman a destra, e il capo della NV Energy che parla all'inaugurazione di Boulder Solar 1 che ha portato il 100% della Las Vegas civica rinnovabile.

Altro impianto solare del deserto del Nevada

Chi l'avrebbe mai detto.

Las Vegas, la citta' della stavaganza e delle luci e dei matrimoni lampo ha anche un record ambientale. E se lo merita.

E' la prima grande citta' americana ad alimentare le sue pubbliche al 100% dal sole, vento e mini-geotermico. E questo non e' poco se si considera quante di quelle luci sono accese lungo "The Strip" e quanti turisti discendano ogni anno su questa citta'.

Dopo Portland, dopo San Francisco, dopo Burlington, ora Las Vegas.

Ad essere alimentati dalle rinnovabili sono tutti gli impianti pubblici della citta', gli edifici governativi, le telecamere, i semafori e le luci sulle strade. 140 edifici per la precisione.

Per quanto riguarda le case delle persone e i business privati, qui la transizione non e' ancora completa, anche se e' questo uno degli obiettivi futuri e la NV Energy gia' sta creado dei pacchetti per distribuire energia direttamente ai residenti.

Come tutte le cose, neanche questo risultato nasce a caso: il sindaco Carolyn Goodman dice che Las Vegas civica al 100% rinnovabile giunge al culmine di 10 anni di transizione, grazie anche ad un accordo con la ditta NV Energy (NV sta per Nevada) di qualche anno fa che ha portato alla costruzione di un mega-impianto solare nel deserto, il Boulder Solar 1 inaugurato una settimana fa.

Assieme al suo precedessore Boulder Solar II enera 100MegaWatt di energia.

Il sindaco dice che Las Vegas e' ora un "world leader" della sostenibilita'.  In questi anni, non solo hanno cercato di generare piu' energia rinnovabile, ma hanno anche cercato di ridurre consumi di acqua e di elettricitca' tout court.

Per il futuro presto arrivera' in citta' anche l'energia dalla vicina Hoover Dam, una grande diga costruita nel 1931, non lontano dalla citta'.

Oltre al vanto di poter dire di essere 100% renewable, Las Vegas ha risparmiato nel corso degli scorsi 10 anni circa 5 milioni di dollari, ed ha diminuito il consumo di energia del 30 come riporta il Las Vegas Review-Journal.

Come gia' detto, se non ci sara' Trump, ci sara' una fitta schiera di cittadine, democratiche o repubblicane che siano, a portare avanti tutte a loro modo la sfida dell'abbandono alle fonti fossili.

La storia va avanti. Il petrolio era il futuro 150 anni fa.

Adesso e' solo morte, distruzione e poverta'.



Thursday, August 11, 2016

Scozia: ancora il vento che produce il 106% del fabbisogno nazionale





E mentre la piattforma dismessa va alla deriva nei mari scozzesi a causa delle mareggiate e dei temporali, l'eolico trionfa.

Il giorno 7 Agosto 2016 il vento ha generato il 106% dell'elettricita' del paese - per ogni casa, ogni ufficio, ogni scuola della Scozia. Le raffiche di vento arrivavano anche a 170 km orari. Certo, ci sono stati problemi per tante persone. Ma visto che il vento non possiamo controllarlo, almeno cerchiamo di tirarne fuori energia.

E cosi e' stato con le turbine che giravano a velocita' massima. Ovviamente merito dell'eolico, ma anche dell'impegno continuativo nel tempo del governo di Scozia verso le rinnovabili, man mano che l'era del petrolio arriva alla fine. E' un risultato che pochi anni fa sarebbe stato difficile aspettarsi, anche per un giorno solo.

E se il 7 Agosto eravamo al 106% di elettricita prodotta, con un 6% di eccesso e con vento forte, in media l'eolico fornisce la meta' del fabbisogno energetico di Scozia. La meta'. Secondo gli analisti e' possibile che si arrivati alla totalita' dell'energia del paese dal vento gia' in passato, ma questa e' la prima volta che ci sono gli strumenti per esserne certi al 100%.

Il Bloomberg New Energy Finance riporta che l'energia eolica e' la piu' economica da generare. 

E quindi negli stessi gionri in cui la piattaforma barcolla lungo la riva, il vento ci spinge tutti avanti: le piattaforme le spazziamo via, e le turbine girano.



Wednesday, February 17, 2016

Aberdeen, Scozia: crollano oil and gas, trionfa il vento


Nel 2008-2009 sono stati di 11 miliardi di sterline
Nel 2014-2015 sono stati di 1.8 miliardi di sterline
Nel 2015-2016 sono stati di 60 milioni di sterline

Il primo ministro Nicola Sturgeon dice che occorre incentivare altri tipi di industria.

La risposta e': il vento.






Il 2015 e' stato un anno devastante per i petrolieri di tutto il mondo, Scozia compresa. E' qui che e' concentrata la maggior parte dell'attivita' petrolifera offshore del Regno Unito, con capitale petrolifera Aberdeen.

Dall'inzio della petrol-crisi sono stati eliminati nel Regno Unito 70 mila posti di lavoro, fra interventi diretti e servizi all'industria petrolifera, la maggior parte dei quali in Scozia. Nel 2015 l'oil and gas britannico ha perso oltre sei milardi di sterline. Anzi, si calcola che ben 150 piattaforme potrebbero essere smantellate nei prossimi anni a causa dei bassi prezzi del petrolio, della bassa competitivita' di queste installazioni e degli alti costi di manutenzione.  In questo momento su 1.5 milioni di barili di petrolio, 220 mila nel Regno Unito viengono estratti sottocosto. Cioe' per un barile su sette, ci perdono. Secondo gli economisti, lo scenario restera' negativo finche' i prezzi resteranno sotto agli 80 dollari al barile. E quindi, visto che per ora il prezzo di 80 dollari al barile e' un petrol-miraggio, l'idea e' di chiudere questi pozzi una volta per tutte. Il governo di Scozia pensa a interventi di supporto per attutire i colpi, ed "aiutare" l'industria morente del petrolio.

La crisi e' maggiormente sentita ad Aberdeen, un tempo una delle citta' piu' ricche del Regno Unito. La stampa inglese riporta di ex lavoratori del petrolio che ora vanno alla mensa dei poveri, licenziamenti a raffica, crisi nel settore dell'edilizia, degli alberghi, dei taxi. E' la maledizione di avere una economia non diversificata, ma petrolifera. Crolla il petrolio, crolla tutto, come nel gioco dei domino. Ad Aberdeen il numero di quelli che fanno la richiesta dei sussidi di disoccupazione e' salito del 72% in Dicembre.  Si calcola che si potrebbe arrivare alla perdita complessiva di anche 400 mila posti di lavoro nel Regno Unito.





Friday, January 15, 2016

Scozia: nel 2015 il vento ha dato energia al 97% delle case



La BBC riporta un anno record per le rinnovabili in Scozia. I campi eolici sono qui riusciti a fornire quasi la totalita' dell'energia necessaria ad alimentare i fabbisogni domestici nel 2015: il 97% per la precisione.

La produzione di energia eolica in Scozia e' aumentata del 16% rispetto al 2014. Anche il solare e' cresciuto, fornendo il 50% del riscaldamento di acqua domestica, evitando le emissioni di milioni di tonnellate di CO2.

Fra i mesi migliori Dicembre, quando il vento ha generato il 148% del fabbisogno domestico. La Scozia vuole diventare completamente libera dal petrolio entro il 2030.

E con il vento, gli investimenti e i nuovi posto di lavoro "green". La ditta Mainstream Renewable Power ad esempio ha appena firmato un accordo per un campo eolico offshore da 2.8 miliardi di dollari, da 450 megawatt e da essere costruito entro il 2020. Portera' a 500 posti di lavoro durante la fase di costruizione e 100 a regime.

Non male, eh?

E l'Italia? O no. A noi sole e vento non servono. Ci piace fare buchi. Non abbiamo progetti, idee, obiettivi. Tutto a casaccio. Ma che problema c'e'. Invece di pensare al futuro abbiamo ogni giorno un qualche cine-panettone sui guai del padre della Maria Elena Boschi, le farneticazioni di Federica Guidi, e qualche altra genialata di Matteo Renzi.