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Wednesday, May 1, 2019

Il governatore di New York vieta le trivelle in Atlantico assieme a Billy Joel







Il governatore di New York, Andrew Cuomo, figlio del compianto Mario, ha firmato una nuova legge statale che vieta le trivelle nei mari dello stato di New York.

Tutto questo e' in diretta risposta ai piani trivellanti del presidente arancione, Donald Trump, che nel gennaio 2018 ha annunciato che avrebbe aperto il mare  ai petrolieri. Siccome e' uno che le spara grosse, disse al tempo che voleva lottizzare il 90% dell'offshore americano con  47 concessioni in Atlantico, dal 2019 al 2024, incluso nello stato di New York.
 
Il governatore Andrew Cuomo ha annunciato questo nuovo provvedimento dal mare di Jones Beach nella citta' di Wantagh assieme al cantante Billy Joel, del New Jersey che tanto si e' impegnato perche' venisse fatto qualcosa di proattivo. 

Secondo varie stime economico, il costo delle trivelle sarebbe la perdita di circa 320mila posti di lavoro nel turismo e nella pesca. E questo senza nemmeno parlare di perdite di petrolio o di incidenti piu' o meno gravi.

Un altro passo in avanti: proteggere prima e' meglio che piangere dopo. 

Thursday, February 21, 2019

USA: risoluzioni, cause in tribunale, ingiunzioni bipartian per vietare l'airgun in Atlantico





Il rappresentante repubblicano della Camera  John Rutherford che ha presentato una risoluzione 

Non passa giorno qui negli USA che un gruppo dopo l'altro, una citta' dopo l'altra, uno stato dopo l'altro non parlino di opporsi ai petrol-sogni arancioni del presidente arancione di questa nazione.

Siamo ormai ad 84 citta' lungo la costa pacifica che hanno mandato risoluzioni contro trivelle ed esplorazioni in oceano. Dall'altro lato dell'Atlantico, siamo a 330 citta', 2,100 politici. In totale abbiamo gli stati di Washington, Oregon, California, Massachusetts, Rhode Island, Connecticut, Delaware, Maryland, Virginia, North Carolina, New Hampshire, New York, New Jersey, South Carolina, Georgia e Florida, 46,000 attivita' commerciali, 500,000 famiglie che vivono di pesca che hanno espresso la propria contrarieta' all'airgun.

C'e' dunque dentro un po di tutto, giovani, vecchi, amanti del mare e surfisti, ma anche amanti dei soldi che porta il turismo. Sopratutto c'e' dentro gente di destra e gente di sinistra. Democratici e repubblicani.

Ed ecco qui dove tutto culmina: una proposta di legge bipartisan per vietare l'airgun in tutte le sue forme per almeno 10 anni. 

Arriva da dove meno te l'aspetti, ma forse un po si. E cioe' dal repubblicano John Rutherford, della Florida, che assieme al suo collega del New Jersey, Jeff Van Drew ha introdotto il cosidetto Atlantic Coastal Economies Protection Act,in risposta alla proposta di Trump di aprire le coste dell'Atlantico alle trivelle. 

I due sono rappresentanti della Camera, e la loro proposta e' pensata per fermare le cinque "Incidental Harassment Authorizations (IHAs)" rilasciate nel 2018 a cinque compagnie di petrolio che hanno cosi' il diritto di poter provare fastidio alla vita animale con l'airgun.

In poche parole: l'airgun causa danni (lo sanno tutti!) alla vita marina, con rumori assordanti che portano al disorientamento e a lesioni a delfini, balene, pesci e questo e' in teoria vietato, specie per le specie a rischio. Questa autorizzazione all'harrassment (disturbo) significa che le ditte in questione ne hanno il diritto, e cioe' sono esenti da qualsiasi tipo di punzione se qualcosa dovesse andar storto durante l'airgun.

Le Incidental Harassment Authorizations sono state rilasciate dal NOAA Fisheries ( e cioe' il reparto pesca del National Oceanic and Atmoshperic Administration), un ente che in realta' dovrebbe essere a favore della natura e del mare ma che e' stato totalmente snaturato sotto il presidente arancione.

A suo tempo Rutherford il senatore repubblicano, scrisse una lettera al segretario dell'interno Ryan Zinke cheidendogli di fermare l'airgun in Adriatico. La lettera venne firmata da 93 membri del congresso ma nessuno fece niente.

Ed ecco allora la mossa successiva:  questa proposta di legge, che vuole fermare l'airgun dal Maine alla Florida per almeno dieci anni. A sostenerala amientalisti, ma anche proprietari di business, associazioni di pesca e di turismo, albergatori.

Vediamo come procedera'.


Un altro consorzio di gruppi ambientali del South Carolina invece ha cheisto una ingiunzione per bloccare l'airgun in Atlantico, almeno finche' non ci sia un processo.  Siamo a Charleston, anche qui in zona repubblicana-conservatrice.  L'accusa e' che dando l'autorizzazione all'airgun, Trump ha violato il  Marine Mammal Protection Act, l'Endangered Species Act, and il National Environmental Policy Act. Tutte leggi per proteggere mammiferi marini, e specie a rischio di estinzione.  

Separatamente, 16 citta' del South Carolina hanno invece presentato una causa contro l'airgun in Atlantico.  Un altra causa ancora chiede la stessa cosa, ed e' portata da ben dieci attorney generals di altrettanti stati, e' cioe' la persona giuridica piu' alta di ciascuno stato. 

Le argomentazioni sono sempre le stesse, ma vale la pena qui ricordarle:  

Tutte le specie acquatiche, dal zooplankton ai delfini, dai tonni alle balene mal sopportano l'intensita' degli spari di airgun che veranno lanciati ogni 10-15 secondi per settimane o per mesi, senza sosta da molteplici sorgenti. I rumori da airgun sono fra i piu' forti nel mare. 

Vale la pena di ricordare che in Atlantico ci sono circa 411 balene rimaste della specie North Atlantic right whales; cioe' fare airgun significa mettere ancora piu' a rischio estinzione questa specie, il tutto in nome della sete di petrolio.


Tutti i governatori e il 90% dei comuni della costa atlantica ha dichiarato la propria contrarieta' all'airgun nei loro mari.

La causa ha il numero 18-3326 presso lo United States District Court, distretto del South Carolina. Il giudice che dovra' decidere si chiama Richard Gergel.

Contro l'airgun:  The South Carolina Coastal Conservation League, The Center for Biological Diversity, The Defenders of Wildlife, The Natural Resources Defense Council, The North Carolina Coastal Federation, Oceana, One Hundred Miles, The Sierra Club, the Surfrider Foundation, The Southern Environmental Law Center, the South Carolina Coastal Conservation League, Earthjustice.

E come detto, 10 attorney generals in rappresentanza degli stati di Maryland, Virginia, North Carolina, South Carolina, Massachusetts, Delaware, Connecticut, New Jersey, Georgia e New York, tutti i rispettivi governatori e il 90% dei comuni interessati.

Solo i petrolieri e il presidente arancione vogliono l'airgun.


Wednesday, January 23, 2019

Otto stati di ogni colore politico contro l'airgun in Atlantico e contro Trump



Neanche questa storia la leggerete mai sul Corriere della Sera, perche' e' una storia di coraggio e di coerenza che prescinde dal colore politico e non rientra nell'equilibrismo della stampa nostrana.

Donald Trump ha deciso che vuole trivelle, carbone ad ogni costo, e il ritorno essenzialmente a quegli anni 60 che non torneranno piu'. Vuole iniziare con le trivelle in Oceano Atlantico, e con l'airgun, l'anticamera delle trivelle.

Ed ecco allora che tutti gli stati, democratici e repubblicani, lungo la riviera atlantica decidono di ribellarsi. Ben 92 rappresentanti del congresso USA, la quasi totalita' dei rappresentanti delle loro comunita', si sono dichiarati contrari all'airgun in Atlantico.

Otto stati hanno fatto causa comune contro l'amministrazione del presidente arancione.

Non hanno guardato al colore dei loro partiti, e hanno levato la loro voce unanimi, perche' tutti sanno che e' folle trivellare, fare airgun e distruggere ancora di piu' il nostro pianeta e le loro economie costiere.

L'ultimo della serie e' stato il New Jersey che si aggiunge a Maryland, Connecticut, Delaware, Maine, Massachusetts, New York, North Carolina e Virginia. Assieme contendono in una causa comune che l'amministrazione arancione ha violato il cosiddetto Marine Mammal Protection Act, Endangered Species Act e il National Environmental Policy Act, perche' l'airgun causa danni alla vita animale marina, con il rumore assordante, la confusione, le lesioni ai loro corpi con valori di decibel anche solo superiori a 160.

Mica come i nostri governanti, presenti e passati che parlano di crociere sismiche e che danno permessi dicendo che "non si sa" quali siano i danni dell'airgun. Si sa eccome, basta solo volerlo sapere.

Notare bene che New York e' ultra liberale, e la Virginia ultra conservatrice.

Il furore e' arrivato quando, in Novembre 2018, il National Marine Fisheries Service ha autorizzato cinque compagnie per fare airgun in Atlantico, dal Delaware alla Florida. Fra le prescrizioni-finzione, il comando di fermarsi se una delle specie protette si trova vicino alle navi dell'airgun.

Sono trent'anni che non ci sono ispezioni sismiche in Atlantico.

Trent'anni in cui nessuno ha seriamente pensato di trivellare l'oceano, e trent'anni in cui si sono sviluppate piccole e grandi realta' turistiche, di pesca, di bellezza che il petrolio non fara' altro che rovinare.

E infatti non si puo' dire lo stesso della costa Texana!

E adesso Trump si risveglia e dice che dobbiamo trivellare.

Intanto gli arriva un altro piccolo grande schiaffo: lui che non ne vuole sentire di cambiamenti climatici e che vuole trivelle-carbone-morte, ha trovato un avversario formidabile,  un giudice di una corte federale in South Carolina ha vietato all'amministrazione Trump di procedere con le ispezioni sismiche al largo dell coste dell'Atlantico.

Come forse in molti hanno letto sulla stampa italiana, il nostro governo e' chiuso, almeno parzialmente, perche' Trump vuole il muro e i democratici no. E quindi la soluzione e' stata di fermare tutte le attivita' non considerate essenziali finche' non risolve questa situazione.

Fra le decisioni da fermare, quella sulle trivelle e sull'airgun perche dare permessi non e' considerato vitale.

Ma i petrol-amici volevano far si che i permessi venissero firmati in quattro e quattr'otto anche con il governo chiuso. Il giudice federale Richard Gergel ha pero' detto no: il dipartmento dell'interno non ha il potere di dare permessi trivellanti o di ispezioni sismiche in Atlantico in questo periodo di governo chiuso.



Tutto questo e' successo ancora grazie all'intervento dell' Attorney General del South Carolina, stato repubblicano. Lui si chiama Alan Wilson e si e'opposto ai cinque trivellatori.

Invece i permessi trivellanti continuano nel golfo del Messico, gia' ampiamente trivellati e dove i petrolieri hanno la politica in tasca, e da tanto. Continuano anche le discussioni per bucare l'Arctic National Wildlife Refuge in Alaska, sotto tante critiche.


Un altro politico locale intanto, del South Carolina propone 10 di moratoria sul tema.


Giusto in tempo per liberarsi diDonald Trump.




Questo occorre ricordare: che gli USA non fanno airgun lungo le coste Atlantiche da 30 anni.


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Thursday, December 27, 2018

La Groenlandia che si scoglie piu' velocemente che mai











La Groenlandia si scioglie a ritmi mai visti prima, e vince ogni record per la perdita di massa di ghiaccio che finisce nei nostri mari.

Ogni anno, secondo un recente studio pubblicato su Environmental Research Letters e condotto da un team di scienziati dagli USA, Cile, Canada, Norvegia e Olanda dalla Groenlandia, arriva in oceano l'equivalente un millimetro in piu' di innalzamento dei livelli del mare, solo dalla Groenlandia.

Lo scioglimento delle nevi di questa isolona danese e' piu veloce di piu' di quanto sia mai stato negli scorsi 7,000 anni, i tempi a noi accessibili per studio e paragone.

Ci sono qui in totale 650,000 metri cubi di ghiaccio che si sciolgono a ritmi  50% piu' veloce che in tempi pre-industriali. 

Uno dira': e' solo un millimetro, ma questo vuol dire che in dieci anni avremo un centimetro di innalzamento dei livelli del mare dalla sola Groenlandia.

Ovviamente non c'e' solo la Groenlandia.

Secondo la NASA in totale ogni anno i livelli del mare si innalzano di 3 millimetri in totale. I ghiacciai, dall'Artico, dall'Antartico, si sciolgono e l'acqua allo stato liquido occupa piu volume che allo stato solido.  Il tutto procede a ritmi galoppanti.

La Groenlandia (e l'Artico) sono le regioni piu' fluide, ma anche l'Antartico contribusce. Anzi, e' considerata una bomba inesplosa, nel senso che gli effetti sono piu' lenti, per cui il futuro sara' peggiore del presente.

Per ora i numeri sono i seguenti:

Artico: 447 miliardi di tonnellate di ghiacchio in meno -- 14,000 tonnellate di acqua in piu' per secondo, dal 2005 al 2015, almeno.  Fra il 1986 e il 2005 il tasso era di 5,000 tonnellate al secondo.
Per cui la perdita di ghiaccio dall'Artico si e' triplicata dal 1986.

Antarctico: 219 miliardi di tonnellate di ghiaccio in meno ogni anno dal 2012 al 2017.

In totale: ogni anno perdiamo 666 miliardi di tonnellate di ghiaccio dai poli terrestri.

Lo scioglimento continua anche nei mesi invernali perche' le onde dell'oceano Atlantico, dovute a forti venti invernali, sono in realta' calde abbastanza da far sciogliere il ghiaccio. Le acque calde entrano cosi' nei fiordi e vicino ai ghiacciai sciogliendo anche le nevi in profondita'.  

E questo e' solo l'inizio. Ovviamente non sappiamo niente delle dinamiche future: se tutto questo scioglimento attuale accellerera' ancora quelli futuri, se ci saranno effetti domino e se tutto procedera' a ritmi ancora piu' devastanti.

Intanto, il resto del pianeta sembra non preoccuparsene, finche' un giorno sara' troppo tardi.


Sunday, December 2, 2018

L'amministrazione Trump approva l'airgun nei mari atlantici






Nei mari dell'Atlantico ci sono varie specie di balene. Ma una e' particolarmente fragile: la North Atlantic right whale.  Ne restano solo 450 esemplari in tutto il mondo, e vivono solo lungo la costa nord-atlantica.

Ma cosa possono mai essere delle balene in confronto alla cupidigia umana? 

E infatti il nostro presidente Donald Trump, una delle figure piu' brutali per l'ambiente americano ed oserei dire planetario, ha deciso di accordare permessi per eseguire airgun lungo la costa atlantica.

Ma come... tutto il pianeta va verso la de-carbonizzazione e lui autorizza airgun, l'anticamera dei buchi petroliferi???

Ebbene si. 

Si tratta di cinque ditte di oil e gas che adesso potranno fare ispezioni sismiche dal New Jersey to Florida.


La faccenda e' complicata, ma gia' nel 2017 il Bureau of Ocean Energy Management aveva bloccato l'airgun in quanto non sicuro per la vita marina. Tutto questo accadeva allo scadere del mandato di Obama quando un gruppo di scienziati aveva avvertito il governo che autorizzare airgun avrebbe
avuto effetti significativi, a lungo termini e diffusi, sulla popolazione marina, e che in virtu' di questo raccomandavano agli amministratori di non autorizzare questa pratica.

Donald Trump non sente nessuno, ne Obama, ne scienziati ne buon senso e nell'Aprile del 2017, qualche mese dopo essere diventato presidente decide che invece airgun, e chissa' un giorno trivelle, si puo'.  E infatti avvolto dalla sua folle megalomania dice che gli USA devono raggiungere la "energy dominance".  Neanche piu' autosufficenti, ma proprio dominatori!
Il colpo di scena arriva quando il National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) cambia le carte in tavola e conclude che gli spari saranno un tuttapposto per tutti, anche per le balene in via di estinzione che sono protette dal Marine Mammal Protection Act, una legge scritta ad hoc per salvare le creature marine come balene e delfini.

Sono queste infatti le specie che soffriranno di piu' per l'airgun, perche' usano i suoni per comunicare, cercare cibo, accoppiarsi, andare nella direzione giusta. Ci sono anche timori per la pesca commerciale. Non solo le balene soffriranno.

Per precauzione gli studiosi della NOAA dicono che gli spari devono cessare fra Novembre ed Aprile laddove e' noto che le balene migrano d'inverno; e come in Italia che le navi per airgun devono avere a bordo personale specializzato in monitoraggio marino.

La barriera protettiva sara' di 90 chilometri da balene.

In piu' quelli del NOAA dicono che le prede delle balene, cioe' i pesci piu' piccoli, non saranno affette dall'airgun e che dunque, tuttapposto. 

E cosi, subito dopo questi giochini mentali del NOAA l'amministrazione Trump non ha perso tempo ed ha rilasciato i permessi trivellanti.

I permessi si chiamano ``Incidental Harassment Authorizations'', cioe' autorizzazioni di molestie involontarie; nel senso che si possono causare tali molestie alle bestie marine secondo tale autorizzazione. L'idea e' che gli animali non devono essere disturbati volontariamente, ma se capita... non fa niente! 

Questo lo dicono quegli intelligentoni della National Oceanic and Atmospheric Administration.

E cioe':

Molestiamo le balene a norma di legge!




Tutto questo, a mio parere e' assurdo ed e' un tentativo di normalizzare cio' che normale non e'. Se le balene sono in pericolo durante i mesi invernali, come facciamo ad essere sicuri che mai saranno esposte all'air gun durante gli altri mesi?  E veramente inverno o estate che sia pesci, delfini e balene sottoposte a bombardamenti di suoni ogni dieci-quindici secondi per settimane o mesi non ne risentiranno? 

Siamo sicuri di sapere con estrema certezza che in zona X non ci sara' mai nessuna balena?
O che gli effetti dell'airgun a 91 chilometri non daranno fastidi?

E gli studi che dicono che il suono dell'airgun puo' essere sentito anche a 3,000 chilometri dal punto di impatto?

Oltre a questi, tanti altri studi che mostrano per esempio che lo zooplankton - microcreature marine, come larve, crostacei e piccole meduse, calano del 64% entro 1.5 chilometri dal punto di sparo dell'airun. E considerato che l'airgun viene eseguito lungo vari chilometri di mare, e' chiaro che gli impatti non sono affatto trascurabili.

E se la balena del Nord Atlantico si estingue?

Ma alla fine il discorso va ben oltre l'airgun in se per se.

Non abbiamo forse il gran pericolo dei cambiamenti climatici che ci assale giorno dopo giorno? E come degli scemi continuiamo non solo a trivellare, ma a cercare altro petrolio!

L'oceano Atlantico, dalla parte USA e' stato in essenza salvato dalle trivelle nel corso degli anni, grazie a varie ammininstrazioni che per amore,  per calcolo, o perche' l'opnione pubblica non glielo ha concesso ha evitato di bucare il mare.  E infatti l'ultima volta che ci sono state qui ispezioni sismiche a scopo petrolifero e' stato nel 1980.

E adesso? 

Adesso queste cinque ditte possono fare airgun:  WesternGeco (sussidiaria Schlumberger,)  TGS-NOPEC Geophysical Co. Asa, ION GeoVentures, Spectrum Geo, e CGG.  Alcune le conosciamo bene perche' volevano venire anche in Italia. 

Ovviamente la gente non ci sta e ci sono decine e decine di comunita' piccole e grandi, di gruppi di pescatori, turisti, amanti del mare che combatteranno questa decisione.

Io spero che questi prossimi due anni passino in fretta e che chiunque sieda in quella stanza ovale e prenda le decisioni sia pou' lungimirante di questo incubo arancione che abbiamo votato. E' un uomo stupido, piccolo e testardo, incapace di cambiare idea, di arrendersi all'evidenza, di salvaguardare l'unico pianeta che abbiamo.




Tuesday, March 27, 2018

La balene del Nord Atlantico in via d'estinzione e con zero nascite per la stagione




Il nome della specie e' Eubalaena glacialis.

In italiano, balena franca nordatlantica. In Inglese north Atlantic right whale. Vive, per l'appunto lungo le coste atlantiche del Nord America ed e' in via di estinzione, a causa di scontri con le navi, e perche' si aggroviglia alle reti dei pescatori.

E' lunga circa 15 metri e puo' arrivare fino a 70,000 chilogrammi.

La stagione della riproduzione e' l'inverno, e secondo i vari calendari veterinari, la finestra per la 
riproduzione di quest' anno si e' chiusa in questi giorni.

Quanti piccoli sono nati nel 2018?

Zero.

E' la prima volta in 30 anni che non succedeva.

Di solito le nascite si concentrano lungo le coste della Georgia e della Florida. Dal 1989 ad oggi ci sono state un numero variable di nascite tra uno e 39. Ma mai zero.

Essendo una specie di estinzione ci sono vari specialisti che seguono i tentativi per incoraggiare le nascite e portare soccorso in caso di difficolta'. Fra questi Barb Zoodsman del National Marine Fisheries Service.  Lei dice che se non ci mettiamo a fare sul serio per difendere queste balene presto potrebbero estinguersi.

Ne restano solo 450 in tutto il pianeta.
 
Nel 2017 ne sono nate 5. Ma ne sono morte 17, tutte spiaggiatesi.
Nel 2018 il primo spiaggiamento e' gia' stato registrato in Virginia. 

La media e' di 17 piccoli per stagione, ma dal 2012 ad oggi il numero di nuovi esemplari e' stato sotto la media. E' evidente che una popolazione non puo' sostenersi con questi numeri, a lungo termine.

Certo, potrebbe essere che alcune piccole balene siano nate lontane dagli occhi e dagli strumenti dei ricercatori, ma sarebbero in numero molto esiguo. Per esempio, nel 2017 ci furono due nuove balene avvistate in Massachusetts che non erano state incluse nel conto iniziale perche' nessuno le aveva viste.

O chissa', magari ci sara' una esplosione delle nascite nel 2019, considerato che fra un parto e l'altro ci sono tre anni per cui magari ci sono dei cicli triennali. Nel 2000 ci fu una sola nuova nascita, ma poi nel 2001 ne arrivarono ben 31. Fu il secondo migliore anno da che si teneveva il conto, cioe' dal 1989. 

Oltre al declino delle nascite c'e' anche l'aumento della mortalita'. Delle 17 balene morte nel 2017, 4 sono state uccise dalle navi, ed altre due sono morte avvinghiate dalle reti per la pesca. Si pensa ad aumentare le protezioni e le limitazioni alle navi, e anche a creare reti da pesca che le balene possano in qualche modo sfondare, o da cui possano svincolarsi piu' facilmente. Esistono anche dei legani fra questi avvinghiamenti e l'abbassamento della natalita', visto che se si tratta di esemplari femmina lo stress e l'ansia sono cosi forti che ne risente il sistema riproduttivo. E questo se la balena sopravvive, ovviamente.

D'altro canto la vita delle balene si accorcia. In questi ultimi anni molte sono morte a circa 30 anni, meno della meta' della loro vita in situazioni normali. Anche l'intervallo fra una nascita e l'altra e' aumentato. In media come detto si tratta di tre anni, ma in questi ultimi anni non e' raro che il cicilo sia di sette o otto anni.
 
Intanto alcune associazioni ambientaliste, Defenders of Wildlife e il Center for Biological Diversity. hanno portato in causa il governo Trump per la mancata protezione delle balene.

Ma che siano denuncie, o reti, o regole piu' severe alle barche, occorre fare presto.  Di questo passo non resta molto a queste creature del mare.

Friday, March 2, 2018

Il 73% dei pesci in acque profonde ha mangiato plastica -- dalle nostre lavatrici














"It's worrying to think that our daily activities, 
such as washing our synthetic clothes in our washing machines, 
results in billions of microplastics entering our oceans 
through our waste water stream that may 
eventually end up in these deep-sea fishes."


Me lo ricordo il Professor Francesco Stoppa che diceva di comprare solo vestiti di fibre naturali ed ecco qui.

E' un numero strabiliante: il 73 percento dei pesci in acque profonde ha mangiato microplastica. E' un tasso elevatissimo, mai visto prima.

Alcuni ricercatori della National University of Ireland nella citta’ di Galway in Irlanda hanno analizzato gli intestini di 233 pesci raccolti in acque profonde dell’Atlantico, a circa 600 metri di profondita’ e hanno qui trovato che circa 170 di questi aveva plastica in corpo. Appunto il 73% del totale.

Lo studio e’ apparso sulla rivista chiamata Frontiers in Marine Science e il capo del gruppo di ricerca si chiama Thomas Doyle.

La microplastica giace in superficie, i pesci di acque profonde migrano verso l'alto per mangiare plankton, ed e’ probabile che e’ da qui che arriva la loro contaminazione. Cioe' scambiano la plastica per plankton.

Un esempio e’ quello di un pesce con 13 pezzettini di plastica di cui il piu’ lungo di circa 5 centimetri.

Certo puo' essere che i pesci provengano da una zona dell'Atlantico particolarmente inquinata, ma questi numeri sono veramente impressionanti. Un altra ricercatrice del gruppo,  Alina Wieczorek dice che presto cercheranno di analizzare altri campioni in altre parti del mare.

Ma che di plastica si tratta?

Non ci avrebbe mai pensato nessuno. 

Per la maggior parte si trattava di microplastica e di microfibre, di colore nero e blu. Sono pezzi che arrivano da fibre sintetiche, polyestere, rayon and nylon.

Sono i nostri vestiti.

Una sorpresa, vero? Nessuno pensa che questo possa essere il fato dei nostri vestiti sintetici, e invece eccoci qui. Quando si lavano le fibre sintetiche anche in lavatrice queste possono lasciare tracce dietro di se, anche senza che le buttiamo via. Un giubbotto di materiale sintetico puo' rilasciare la bellezza di 250,000 fibre nel corso della sua vita e dei suoi lavaggi. Un indumento di polyestere puo' invece rilasciare circa 1,900 fibre in una sola lavata.

I filtri e i depuratori non riescono a trattenerli tutti, e la maggior parte finisce in oceano. Intanto, in mezzo a queste microplastiche o microfibre artificiali possono esserci anche degli additivi, come coloranti o anti-incendio, o altre sostanze tossiche. E quindi oltre a durare per sempre, una volta ingerite possono causare forti danni agli animali, come l'infiammazione degli intestini, nausea, e mancanza di nutrimento.

E cosi, arriva dalla California una nuova proposta: se i vestiti sono fatti piu' del 50% di materiale sintetico questo deve essere aggiunto ad un "avviso" al consumatore: che potrebbero essere rilasciate microfibre di plastica, e quindi si raccomanda il lavaggio a mano.

Non ci credo neanche per niente che nessuno seguira' questi consigli. E' tutto troppo difficile per l'Americano medio.  Dal canto suo la California Fashion Association si oppone a questa legge perche' gli portera' via business.

E' un problema grande, di cui la maggior parte delle persone non sa niente.

Come sempre, non sono solo i pesci.

Siamo noi, perche' siamo noi che andiamo a mangiare quei pesci anche se vivono a 600 metri sotto il livello del mare. 
Dalla plastica dei nostri vestiti, alle lavatrici, al mare, ai pesci, alla nostra acqua, al nostro corpo, al nostro futuro.





Thursday, September 28, 2017

La Total di Francia non trivellera' la foce del Rio d'Amazzonia. Una gigante barriera corallina e' salva. Per ora.







In giallo la barriera corallina - quasi 1000 chilometri 




Gia' solo che ci abbiano pensato e' pura follia.

La Total di Francia aveva presentato una proposta di "studio" per trivellare il bacino attorno alla foce del Rio delle Amazzoni.  Vogliono trivellare sette pozzi esplorativi. Il governo gli ha detto no e ha bocciato la richiesta. 

Per ora almeno.

Infatti, il no e' collegato alla richiesta di altro materiale da parte dei petrolieri di Francia. 

Facciamo un passo indietro. 

Sono vari anni ormai, dal 2013 per la precisione, che la Total cerca di trivellare, esplorare, fare ispezioni sismiche, mettere a soqquadro l'area. Siamo in una concessione offshore, nel bacino dell'Amazzonia, in mari per lo piu' poco esplorati e sconosciuti.

Secondo i conti della Total ci sono qui circa 14 milardi di barili di petrolio che aspettano di venire alla luce. Di piu' che in tutto il golfo del Messico americano!

E cosi, la Total e altri suoi compari, fra cui la BP britannica e la ditta di stato Petrobras, soci al 30%, hanno deciso di trivellare.

La (loro) malasorte ha voluto che ci fosse un lupus in fabula.

Anzi, una barriera corallina in fabula.

E infatti ... viene fuori che in questo lontano angolo del pianeta giace un'enorme barriera corallina. E' lunga mille chilometri, ed e' a solo 28 chilometri dal blocco trivellante, e a 120 chilometri dal riva.

La barriera e' stata scoperta da poco, nell'Aprile del 2016, segno di quanto poco veramente sappiamo del nostro pianeta, di quanto remoti siano questi mari, e di quanto difficile sia capire l'impatto delle trivelle. E' cosi ricca di vita e di biodiversita' che la barriera e' stata soprannominata "foresta amazzonica sottacqua".

Di piu': ci si aspetta di trovare qui nuove specie viventi, data la sua complessita' e il fatto che e' cosi straordinariamente grande.  Sopratutto, di solito le barriere coralline vivono in zone di acque limpide e tranquille, mentre qui siamo alla foce di un fiume, dove l'acqua e' piu' torbida e movimentata. Quindi gli esperti di vita marina credono di poter fare nuove scoperte vista l'unicita' di questo nuovo ecosistema.

A prendere le decisioni sul tema trivelle e' l'ente nazionale del Brasile detto IBAMA che ha mandato il documento di rigetto alla Total e al suo consorzio poche settimane fa. Il presidente dell'IBAMA e' una donna e si chiama Suely Araujo.

L'ente IBAMA dice che nonostante le ripetute richieste di fornire documentazione piu' accurata, i petrolieri non hanno mandato testi soddisfacenti sugli impatti dei loro lavori in mare e in terraferma. Ci sono state tre richeste, zero risposte.

In particolare, la modellistica sottomessa ad IBAMA non e' considerata adeguata, specie per quanto rigarda i casi di possibile rilascio accidentale di petrolio in mare. Dicono che Total e BP non spiegano bene cosa succedera' al petrolio se dovessero esserci incidenti e rilasci e quale sara' l'impatto su paesi vicini, come la Guiana, Suriname, la Guyana Francese, il Venezuela e le isole dei Caraibi. Mancano anche studi sulla vita marina, tartarughe, pesci, uccelli, mammiferi del mare e appunto sulla barriera corallina appena scoperta.

Anzi, la Total ha detto che gli impatti sulla barriera corallina saranno... nulli! perche' appunto sono a 28 chilometri di distanza. Ma il petrolio non si ferma mica, e qui potrebbero esserci gravi problemi, come appunto nel golfo del Messico, considerati anche i grandi volumi coinvolti. 

IBAMA non ci crede a questa totale esclusione di ogni rischio dalla barriera corallina e quindi chiede altre prove. E cosi, la Total ha un'ultima chance prima che il progetto venga archiviato definitivamente: presentare la documentazione in tempi brevi.  

La preoccupazione qui non e' solo per barriera corallina, pesci, uccelli e per i paesi confinanti ma anche per il fiume delle Amazzoni e l'entroterra, la foresta che vive in simbiosi con il fiume, e le comunita' nello stato dell'Amapa'. Che succedera' loro se ci sono perdite?

Ma poi, perche' la Total non ha presentato documentazione appropriata? Non si sa, ma certo e' che non e' facile fare modellistica nell'Oceano Atlantico, con le forti correnti,  acque profonde, la presenza di barriera corallina, la variabilita' degli eventi climatici. E' facile sbagliare, considerate tutti questi ingredienti da considerare. E' anche facile che comunque rigirino la frittata nei loro conti e nei loro modelli in qualche modo l'ecosistema ne verra' a soffrire. Magari non sono riusciti nell'opera di "spin doctoring" e nel trovare giusto giusto i parametri adatti per avvallare il tuttapposto e quindi non sanno che pesci prendere.

Perche' il tuttapposto forse non esiste in queste condizioni!
  
D'altro canto, la comunita' locale, persone di scienza, e varie petizioni in mezzo mondo hanno gia' chiesto al governo del Brasile di dire di no a Total e BP, carte o non carte. 

Per tutta risposta la Total aveva chiesto ... piu' flessibilita' dal governo centrale nell'assegnare concessioni petrolifere. Come se fossero caramelle!!

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Un altro passo indietro ancora. La storia della concessione Foz do Amazonas coinvolge un po anche noi italiani, visto che la ditta che ha fatto qui le ispezioni sismiche e' stata la nostra amica Spectrum GEO, ditta norvegese specializzata in airgun in tutto il mondo, incluso il nostro Adriatico. Hanno preso dati 2D in Brasile e poi altre ispezioni 3D piu' a nord, nella Guyana Francese.

L'operazione si e' svolta su circa 21mila chilometri, su un area di 283mila chilometri quadrati e con profondita' che varia da 50 a 3000 metri. Ma non sono riusciti a fare un lavoro completo, proprio per le condizioni di forte profondita' marina.

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Nell'area attorno al Rio delle Amazzoni sono stati gia' trivellati 95 pozzi nel corso degli scorsi decenni. Nessuno di loro e' stato considerato commericialmente adeguato ad essere sfruttato.

Lasciamo in pace i coralli, la pesca, la vita.
Lasciamo in pace l'unico pianeta che abbiamo.