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Saturday, February 23, 2019

Australia: si alle ispezioni sismiche nel Great Australian Bight, la casa delle balene








La psiche politica di questa nazione non mi e' ben chiara.

E' tutto un susseguirsi di decisioni senza capo ne coda, un giorno in favore dell'ambiente, un altro in favore dei petrolieri. E quindi posso solo concludere che non sanno quel che fanno e che i petrol-quattrini sono troppo piu' luccicanti dell'onesta' morale ed intellettuale.

L'altro ieri annunciano un miliardo di alberi, oggi annunciano che fra Settembre e Dicembre 2019 ci saranno nuove operazioni di airgun in un area di 30mila chilometri quadrati alla ricerca di giacimenti di petrolio e di gas nel Great Australian Bight. A eseguire il tutto la compagnia petrolifera PGS.

I pescatori di tonni sono sorpresi,  arrabbiati ed agguerriti.

Siamo nei pressi della Kangaroo Island e della citta' di Port Lincoln dove c'e' una consistente pesca, specie di tonni.  Il National Offshore Petroleum Safety and Environmental Management Authority (NOPSEMA) dell'Australia, ha dato il permesso all'airgun proprio in questa zona.

La PGS, che sta per Petroleum Geo-Services, ha ricevuto l'ordine di non interferire con balene e tonni che hanno qui la propria casa. Come se fosse possibile, o come se uno potesse dire a balene e tonni: attenti! Non andate per di qua che dobbiamo sparare!

La Southern Bluefin Tuna Industry Association, che rappresenta i pescatori, dice per bocca del proprio portavoce Brian Jeffriess, che se veramente le prescrizioni indicate saranno seguite, sara' veramente difficile per la PGS andare avanti. Dal canto suo, la Wilderness Society, associazione ambientale non ha avuto mezze parole.

L'airgun e' dannosa alla vita marina, e porta a lesioni, danni all'udito e perdita del senso dell'orientamento delle balene. I rumori vanno avanti senza sosta per settimane e mesi e di certo interferiranno con le attivita' di comunicazione della vita marina.

E poi ci sono domande sul turismo della zona, sulla bellezza, sulla possibilita' di scoppi, e la domanda fondamentale che e' sempre la stessa: se davvero vogliamo liberarci dalle fonti fossili, rispettare gli accordi di Parigi, come possiamo giustificare la nuova ricerca di petrolio?

E no, non bastano un miliardo di alberi. 

Ovviamente i petrolieri rispondono con le loro solite panzane.

La Australian Petroleum Production and Exploration Association cos'altro puo' dire? Che hanno una lunga tradizione di trivelle ed airgun in piena sicurezza, e che anche se si continua a trivellare, sono in pieno supporto delle energie alternative, ma che il petrolio ci serve.

I Ponzi Pilati dell'ambiente!


Thursday, February 21, 2019

USA: risoluzioni, cause in tribunale, ingiunzioni bipartian per vietare l'airgun in Atlantico





Il rappresentante repubblicano della Camera  John Rutherford che ha presentato una risoluzione 

Non passa giorno qui negli USA che un gruppo dopo l'altro, una citta' dopo l'altra, uno stato dopo l'altro non parlino di opporsi ai petrol-sogni arancioni del presidente arancione di questa nazione.

Siamo ormai ad 84 citta' lungo la costa pacifica che hanno mandato risoluzioni contro trivelle ed esplorazioni in oceano. Dall'altro lato dell'Atlantico, siamo a 330 citta', 2,100 politici. In totale abbiamo gli stati di Washington, Oregon, California, Massachusetts, Rhode Island, Connecticut, Delaware, Maryland, Virginia, North Carolina, New Hampshire, New York, New Jersey, South Carolina, Georgia e Florida, 46,000 attivita' commerciali, 500,000 famiglie che vivono di pesca che hanno espresso la propria contrarieta' all'airgun.

C'e' dunque dentro un po di tutto, giovani, vecchi, amanti del mare e surfisti, ma anche amanti dei soldi che porta il turismo. Sopratutto c'e' dentro gente di destra e gente di sinistra. Democratici e repubblicani.

Ed ecco qui dove tutto culmina: una proposta di legge bipartisan per vietare l'airgun in tutte le sue forme per almeno 10 anni. 

Arriva da dove meno te l'aspetti, ma forse un po si. E cioe' dal repubblicano John Rutherford, della Florida, che assieme al suo collega del New Jersey, Jeff Van Drew ha introdotto il cosidetto Atlantic Coastal Economies Protection Act,in risposta alla proposta di Trump di aprire le coste dell'Atlantico alle trivelle. 

I due sono rappresentanti della Camera, e la loro proposta e' pensata per fermare le cinque "Incidental Harassment Authorizations (IHAs)" rilasciate nel 2018 a cinque compagnie di petrolio che hanno cosi' il diritto di poter provare fastidio alla vita animale con l'airgun.

In poche parole: l'airgun causa danni (lo sanno tutti!) alla vita marina, con rumori assordanti che portano al disorientamento e a lesioni a delfini, balene, pesci e questo e' in teoria vietato, specie per le specie a rischio. Questa autorizzazione all'harrassment (disturbo) significa che le ditte in questione ne hanno il diritto, e cioe' sono esenti da qualsiasi tipo di punzione se qualcosa dovesse andar storto durante l'airgun.

Le Incidental Harassment Authorizations sono state rilasciate dal NOAA Fisheries ( e cioe' il reparto pesca del National Oceanic and Atmoshperic Administration), un ente che in realta' dovrebbe essere a favore della natura e del mare ma che e' stato totalmente snaturato sotto il presidente arancione.

A suo tempo Rutherford il senatore repubblicano, scrisse una lettera al segretario dell'interno Ryan Zinke cheidendogli di fermare l'airgun in Adriatico. La lettera venne firmata da 93 membri del congresso ma nessuno fece niente.

Ed ecco allora la mossa successiva:  questa proposta di legge, che vuole fermare l'airgun dal Maine alla Florida per almeno dieci anni. A sostenerala amientalisti, ma anche proprietari di business, associazioni di pesca e di turismo, albergatori.

Vediamo come procedera'.


Un altro consorzio di gruppi ambientali del South Carolina invece ha cheisto una ingiunzione per bloccare l'airgun in Atlantico, almeno finche' non ci sia un processo.  Siamo a Charleston, anche qui in zona repubblicana-conservatrice.  L'accusa e' che dando l'autorizzazione all'airgun, Trump ha violato il  Marine Mammal Protection Act, l'Endangered Species Act, and il National Environmental Policy Act. Tutte leggi per proteggere mammiferi marini, e specie a rischio di estinzione.  

Separatamente, 16 citta' del South Carolina hanno invece presentato una causa contro l'airgun in Atlantico.  Un altra causa ancora chiede la stessa cosa, ed e' portata da ben dieci attorney generals di altrettanti stati, e' cioe' la persona giuridica piu' alta di ciascuno stato. 

Le argomentazioni sono sempre le stesse, ma vale la pena qui ricordarle:  

Tutte le specie acquatiche, dal zooplankton ai delfini, dai tonni alle balene mal sopportano l'intensita' degli spari di airgun che veranno lanciati ogni 10-15 secondi per settimane o per mesi, senza sosta da molteplici sorgenti. I rumori da airgun sono fra i piu' forti nel mare. 

Vale la pena di ricordare che in Atlantico ci sono circa 411 balene rimaste della specie North Atlantic right whales; cioe' fare airgun significa mettere ancora piu' a rischio estinzione questa specie, il tutto in nome della sete di petrolio.


Tutti i governatori e il 90% dei comuni della costa atlantica ha dichiarato la propria contrarieta' all'airgun nei loro mari.

La causa ha il numero 18-3326 presso lo United States District Court, distretto del South Carolina. Il giudice che dovra' decidere si chiama Richard Gergel.

Contro l'airgun:  The South Carolina Coastal Conservation League, The Center for Biological Diversity, The Defenders of Wildlife, The Natural Resources Defense Council, The North Carolina Coastal Federation, Oceana, One Hundred Miles, The Sierra Club, the Surfrider Foundation, The Southern Environmental Law Center, the South Carolina Coastal Conservation League, Earthjustice.

E come detto, 10 attorney generals in rappresentanza degli stati di Maryland, Virginia, North Carolina, South Carolina, Massachusetts, Delaware, Connecticut, New Jersey, Georgia e New York, tutti i rispettivi governatori e il 90% dei comuni interessati.

Solo i petrolieri e il presidente arancione vogliono l'airgun.


Wednesday, February 20, 2019

Le isole Maldive finalmente salve dalle trivelle






No, non e' fantascienza. Per sei anni le Maldive sotto lo scellerato
presidente Abdulla Yameen Abdul Gayoom
hanno esguito airgun e cercato di bucare il mare.

Oggi, Abdulla Yameen Abdul Gayoom, e' stato arrestato 
per reciclaggio di denaro sporco.

I protagonisti della storia:

L'ex ministro della pesca delle Maldive, pro-trivelle Mohamed Shainee.
2013-2018

Zaha Waheed, il ministro della pesca attuale che esclude 
qualsiasi opera petrolifera nell'arcipelago
2018-presente


Il presidente uscente, Abdulla Yameen Abdul Gayoom
pro-trivelle nelle isole Maldive sotto cui venne eseguito airgun per cercare petrolio
2013-2018

Il neo presidente eletto nel Novembre 2018
 Ibrahim Mohamed Solih, contro le trivelle

2018-presente

Ecco.

Quando pensi che non ci possano essere angoli del pianeta in cui possa arrivare la follia umana, ti sorprendono sempre.

Le Maldive e i coralli che le circondano hanno fatto del turismo il loro punto di forza: ogni anno circa 1.2 milioni di persone visitano questo paradiso terrestre e il petrolio e' l'ultima cosa a cui uno associa a questo atollo meraviglioso.

Il 90% dell'economia locale e' dovuto al turismo.

E invece.

Invece c'e' chi ha complottato, e' proprio il caso di dirlo!, per trivellare pure qui.

E' stato infatti il precedente ministro della pesca (ma pensa!)  Mohamed Shainee a portare avanti questa idea sotto gli auspici del presidente uscente Abdulla Yameen. Quindi, mica i cattivi della Shell o dell'ENI! No, proprio uno del governo delle Maldive.

Trovare petrolio e' stato infatti uno degli obiettivi principali delle Maldive sotto Yameen che ha cessato per fortuna di essere presidente il giorno 17 Novembre 2018.

Sotto di lui, il mare era gia' stato lottizzato, erano stati invitati gruppi internazionali, dalla Cina alla Germania, dal Regno Unito all'India ad aiutarli ad "esplorare".

Si erano presentati in... 200 imprese a sentire da Shainee cosa si poteva trivellare nelle Maldive!

E cosi, le prime operazioni di ispezioni sismiche erano iniziate nel 2014.  Non hanno avuto remore i nostri amici delle Maldive, e anzi non si erano nemmeno nascosti dietro l'alibi della "conoscenza scientifica".

Shainee, l'allora ministro della pesca, aveva detto: "Se troviamo petrolio a sufficenza, inziamo subito". Aveva pure detto che le operazioni di airgun nel 2014 avevano portato alla scoperta di coralli nelle acque fredde delle isole Laamu e Thaa che questi coralli sono un buon indicatore della presenza di petrolio e gas!

A disegnare e rilasciare concessioni petrolifere, a coordinare airgun prima, e le trivelle poi, sarebbe stata la Maldives National Oil Company (MNOC)  su mandato del presidente stesso, Abdulla Yameen.

I coralli delle Maldive sono i settimi piu' grandi del mondo, con 250 specie diverse. Sono gia' minacciati dai cambiamenti climatici, e ovviamente residenti ed attivisti si erano preoccupati peri danni incalcolabili che una perdita, per quanto piccola, di petrolio avrebbe portato all'habitat locale - delfini, tartarughe, pesci, natura e turismo  - e al modo di vivere sull'isola.


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Ma come si e' arrivati fin qui?

Nel 1965 questo arcipelago di mille isole diventa indipendente: dalla corona del Regno Unito passano a diventare un Sultanato Islamico.
Una delegazione delle Nazioni Unite visita l'arcipelago e decreta che queste terre non sono adeguate per il turismo: manca acqua, elettricita' infrastruttura. Ma per la bellezza del posto, per il passaparola dei visitatori, e per la caparbieta' dei residenti, inizia piano piano il flusso dei turisti che incrementera' di ano in anno. Oggi ci sono un milioni di visite l'anno con oltre 100 resort di lusso, e con un terzo dell'economia dipendente dal turismo. Seconda in classifica la pesca.

Le isole vengono pure esplorate alla ricerca di petrolio e gas fra il 1968 ed il 1978 dalla Elf Aquitaine di Francia che non trovo' niente di appetibile e se ne' ando'. Idem nel 1991 con la Royal Dutch Shell.

Nel 1978 arriva il presidente Maumoon Abdul Gayoom che governera' con un pugno di ferro per 30 anni.

Nel 2008 arriva sulla scena il giovane ed energico Mohamed Nasheed, che aveva studiato nel Regno Unito, con idee moderne e innamorato dell'ambiente, con un passato di giornalista, pro-democrazia e addirittura torturato in gioventu' per il suo attivismo.

Vince le elezioni presidenziali e porta avanti una forte campagna ambientale.

Anzi, nel 2012 fa della lotta e della sensibilizzazione ai cambiamenti climatici la sua missione, presentando idee e progetti per tagliare le emissioni presso l'ONU, riconoscendo che se non si faceva niente, le sue isole sarebbero scomparse. Addirittura fa tenere una riunione parlamentare sottacqua per portare attenzione mondiale al problema.

Viene dipinto come anti-islamico e anti-patriottico.

Arriva quello che lui definisce un colpo di stato, ci sono nuove elezioni, e la presidenza torna alla famiglia di Maumoon Abdul Gayoom per la precisione a suo fratello Abdulla Yameen.

Sono  elezioni contestate e Nasheed perde per poco.

Ed e' appunto questo Abdulla Yameen che ha ben deciso di andare avanti con le trivelle e l'airgun nel suo paese, fragile e dal futuro incerto.

I livelli del mare sono qui cresciuti di 20cm dal 1880, e cioe' da quando hanno iniziato a tenere il conto.
 
Nasheed il progressista aveva cercato di tenere il tema in piena attenzione, mondiale e locale. E ci era riuscito. Ma Yameen non ne vuole sentire, accusa il suo ambientalista-rivale di essere anti-islamico e di ambiente non si parla. Basti solo pensare che l'odio era cosi forte che Yameen fece tagliare gli alberi piantati da Nasheed. Nasheed parlava di trasformare le Maldive in un'arcipelago a bilancio CO2 zero; Yameen invita le trivelle fra i coralli.  
Le isole continuano ad andare incontro all'erosione e soffrono per la mancanza di acqua, i campi sono aridi; il 90% del cibo e' importato.  Nasheed dice di temere l'Islam radicale che non crede alla scienza.

Ma perche' trivellare se gli studi della Elf Aquitaine non avevano trovato niente? Beh, perche' secondo Yameen e il suo ministro della pesca Shainee, gli studi sono vecchi e a quel tempo la tecnologia non era ancora troppo sofisticata. Anzi, siccome India e Sri Lanka avevano trovato "importanti" giacimenti, poteva essere che anche nelle Maldive ci siano riserve considerevoli.

Il petrolio avrebbe portato a "diversificare l'economia". Certo, un po di trivelle, un po di turismo, come se le due cose fossero compatibili!

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Ma di tutta questa follia, per fortuna non se ne fa niente.

Alla fine del 2018 ci sono nuove elezioni e a sorpresa vince lo sfidante, Ibrahim Mohamed Solih.

Alla pesca arriva un nuovo ministro, Zaha Waheed che proprio in questi giorni dice che non e' possibile estrarre petrolio e gas dalle Maldive, in barba a Abdulla Yameen e al suo ministro della pesca, Mohamed Shainee.

Cosa dice Zaha Waheed? 

Dice quello che dice il buon senso: che trivellera' portera' a effetti negativi sull'ambiente, sul turismo, sul mare, sulla natura e sulla pesca, e che il governo attuale non fara' alcuna azione per promuovere la ricerca o l'estrazione di petrolio. 

Cosi' finirono i petrol-sogni delle Maldive.

Proprio oggi, 20 Febbraio 2019 Abdulla Yameen Abdul Gayoom, questo il suo nome per intero, il petrol-presidente delle Maldive e' stato arrestato per reciclaggio di denaro sporco.

Il Karma, eh?


 










Wednesday, January 23, 2019

Otto stati di ogni colore politico contro l'airgun in Atlantico e contro Trump



Neanche questa storia la leggerete mai sul Corriere della Sera, perche' e' una storia di coraggio e di coerenza che prescinde dal colore politico e non rientra nell'equilibrismo della stampa nostrana.

Donald Trump ha deciso che vuole trivelle, carbone ad ogni costo, e il ritorno essenzialmente a quegli anni 60 che non torneranno piu'. Vuole iniziare con le trivelle in Oceano Atlantico, e con l'airgun, l'anticamera delle trivelle.

Ed ecco allora che tutti gli stati, democratici e repubblicani, lungo la riviera atlantica decidono di ribellarsi. Ben 92 rappresentanti del congresso USA, la quasi totalita' dei rappresentanti delle loro comunita', si sono dichiarati contrari all'airgun in Atlantico.

Otto stati hanno fatto causa comune contro l'amministrazione del presidente arancione.

Non hanno guardato al colore dei loro partiti, e hanno levato la loro voce unanimi, perche' tutti sanno che e' folle trivellare, fare airgun e distruggere ancora di piu' il nostro pianeta e le loro economie costiere.

L'ultimo della serie e' stato il New Jersey che si aggiunge a Maryland, Connecticut, Delaware, Maine, Massachusetts, New York, North Carolina e Virginia. Assieme contendono in una causa comune che l'amministrazione arancione ha violato il cosiddetto Marine Mammal Protection Act, Endangered Species Act e il National Environmental Policy Act, perche' l'airgun causa danni alla vita animale marina, con il rumore assordante, la confusione, le lesioni ai loro corpi con valori di decibel anche solo superiori a 160.

Mica come i nostri governanti, presenti e passati che parlano di crociere sismiche e che danno permessi dicendo che "non si sa" quali siano i danni dell'airgun. Si sa eccome, basta solo volerlo sapere.

Notare bene che New York e' ultra liberale, e la Virginia ultra conservatrice.

Il furore e' arrivato quando, in Novembre 2018, il National Marine Fisheries Service ha autorizzato cinque compagnie per fare airgun in Atlantico, dal Delaware alla Florida. Fra le prescrizioni-finzione, il comando di fermarsi se una delle specie protette si trova vicino alle navi dell'airgun.

Sono trent'anni che non ci sono ispezioni sismiche in Atlantico.

Trent'anni in cui nessuno ha seriamente pensato di trivellare l'oceano, e trent'anni in cui si sono sviluppate piccole e grandi realta' turistiche, di pesca, di bellezza che il petrolio non fara' altro che rovinare.

E infatti non si puo' dire lo stesso della costa Texana!

E adesso Trump si risveglia e dice che dobbiamo trivellare.

Intanto gli arriva un altro piccolo grande schiaffo: lui che non ne vuole sentire di cambiamenti climatici e che vuole trivelle-carbone-morte, ha trovato un avversario formidabile,  un giudice di una corte federale in South Carolina ha vietato all'amministrazione Trump di procedere con le ispezioni sismiche al largo dell coste dell'Atlantico.

Come forse in molti hanno letto sulla stampa italiana, il nostro governo e' chiuso, almeno parzialmente, perche' Trump vuole il muro e i democratici no. E quindi la soluzione e' stata di fermare tutte le attivita' non considerate essenziali finche' non risolve questa situazione.

Fra le decisioni da fermare, quella sulle trivelle e sull'airgun perche dare permessi non e' considerato vitale.

Ma i petrol-amici volevano far si che i permessi venissero firmati in quattro e quattr'otto anche con il governo chiuso. Il giudice federale Richard Gergel ha pero' detto no: il dipartmento dell'interno non ha il potere di dare permessi trivellanti o di ispezioni sismiche in Atlantico in questo periodo di governo chiuso.



Tutto questo e' successo ancora grazie all'intervento dell' Attorney General del South Carolina, stato repubblicano. Lui si chiama Alan Wilson e si e'opposto ai cinque trivellatori.

Invece i permessi trivellanti continuano nel golfo del Messico, gia' ampiamente trivellati e dove i petrolieri hanno la politica in tasca, e da tanto. Continuano anche le discussioni per bucare l'Arctic National Wildlife Refuge in Alaska, sotto tante critiche.


Un altro politico locale intanto, del South Carolina propone 10 di moratoria sul tema.


Giusto in tempo per liberarsi diDonald Trump.




Questo occorre ricordare: che gli USA non fanno airgun lungo le coste Atlantiche da 30 anni.


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Tuesday, January 15, 2019

Israele: l'ENI accusata dello spiaggiamento di 46 tartarughe caretta-caretta, specie protetta e vulnerabile













Recupero di tartarughe caretta caretta morte e morenti in Israele.
Il dito e' puntato contro le ispezioni sismiche dell'ENI.

A investigation by the Nature and Parks Authority was able to determine that the cause of the mass killing was due to seismic surveying by the company from Italy.

Over a period of 24 hours, roughly 20 explosions were set off every nine seconds.

Proprio in questi giorni la stampa italiana va in fibrillazione sull'opportunita' di trivellare le nostre acque - chi non vuole petrolio in mare e' impegnato in lotte sbagliate, e' antipatriottico, o semplicemente scemo. 

Ci viene detto che Albania-Croazia-Montenegro, ma pure Turchia-Grecia-Israele-Egitto si lasciano bucare facilmente e che dovremmo

Ovviamente, dall'altro lato l'ENI, che a leggere la stampa italiana le manca solo l'aureola di santita' perche' tutte le nefandezza di questa ditta di morte scivolano via, anche se si tratta di tribunali, tangenti e tumori.


Sulle sue spiagge negli scorsi tre giorni ritrovate morte o morenti 46 tartarughe marine, della specie Caretta Caretta, che sono in via di estinzione e protette da ogni trattato possibile nel Mar Mediterraneo e in tutto il mondo.

Di queste 46 tartarughe, 31 sono poi morte davvero. Quindici invece sono sopravvissute ma sono malandate, e non si sa se ce la faranno.


E' stato il centro israeliano Sea Turtle Rescue Center a intervenire dopo il mega-spiaggiamento, con loro dozzine di volontari. Le tartarughe avevano danni agli organi interni - polmoni e stomaco. Alcune avevano accumuli di fluidi e sangue nei polmoni.

Tutte.

Le tartarughe caretta caretta pesano circa 200 chilogrammi ciascuna, e non e' stato facile prendere tutte quelle povere bestie, e portarle in centri specializzati. Alcune sono arrivate morte, altre sono state invece operate d'urgenza. Alla fine, come detto ne sono rimaste in quindici, che dovranno sottostare a terapia di recupero lunga fra i sei e i dodici mesi.

Cosa e' successo?

Anche se e' troppo presto per conclusioni finali, tutti puntano al dito all'ENI e alle sue operazioni di airgun nell'area. Questa non e' solo la tesi di residenti, volontari o della D'Orsogna.

Questa e' la tesi della Nature and Parks Authority che attribuisce la moria di tartarughe alle ispezioni sismiche dell'ENI eseguite una settimana fa. Hanno mandato esplosioni di airgun ogni nove secondi, da una batteria di venti punti di emissione, per un giorno intero.

La moltiplicazione e' presto fatta:

24 ore * 60 secondi / 9 secondi * 20 = 3200 spari al giorno

Occorrerebbe mandare tutti i sostenitori dell'airgun e dei pozzi di petorlio in Italia sotto una raffica di 3200 spari al giorno, ad intensita' del tutto innturali e impossibili da sopportare per la vita marina.

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Poco si parla di tartarughe caretta caretta. 

Si trovano in vari oceani - Pacifico, Atlantico, Indiano e pure nel nostro Mar Mediterraneo.  Le femmine vanno a riva raramente per depositare (poche) uova: quattro circa ogni due o tre anni.  Ci vogliono dai 17 ai 30 anni per raggiungere la maturita', e la speranza di vita per queste tartarughe e' al massimo di una settantina di anni.

Sono una specie vulnerabile, e qui negli USA sotto la protezione per le specie in pericolo di estinzione, l' Endangered Species Act del 1973.

Ma perche' sono importanti? Perche' sono un elemento essenziale per l'equilbrio dei mari. Spesso ci si riferisce a loro come di una specie centrale per una ecologia sana.
Si cibano di crostacei e invertebrati, e spezzettandoli aiutano a fornire calcio per altre specie; aiutano a tenere i fondali marini sani, e la circolazione di nutrienti con il loro movimento. Spesso le loro uova sono anche cibo per altre specie. Perdipiu' sulla sua carapace ci sono colonie di piante e di animali che formano altri micro-habitat: in alcuni casi ci possono essere finoa a 100 specie animali e vegetali!

Wednesday, January 9, 2019

Il MISE blocca 36 concessioni comprese l'airgun nello Ionio-Salento



Il tempo e' sempre tiranno, ma la notizia e' buona.


Il governo ha varato  un Emendamento al decreto Semplificazione che porta ad una moratoria di tre anni sulle 36 concessioni ancora in giacenza, comprese quelle nello Ionio - quelle della crociera sismica.

E' una notizia eccellente. Grazie.

Poche parole per dire cio:

le proteste, lo scandalo, l'arrabbiarsi, il pensare indipendente e' importante. Occorre essere sempre vigili e non fare sconti a nessuno, anche se li abbiamo votati. Ecco qui, dopo tante polemiche arriva il cambio di direzione. Ed e' merito del fatto che collettivamente ci siamo arrabbiati.

Al M5S, grazie per avere ascoltato.

Appena ho piu tempo indago di piu'.


Saturday, November 17, 2018

L'ENI vuole trivellare lungo 300 km di costa Sud Africa











L'intento e' di trivellare le acque attorno a Cape Town, Sud Africa.

E' la nostra beneamata ENI che assiame alla Sasol Oil, ditta sud-africana vuole mettere su piattaforme
nella costa fra Richard Bay e Port Shepstone, provincia di KwaZulu Natal.

Secondo la stampa locale e' un progetto enorme ed aberrante.

E infatti le due localita' distano... 300 km!
L'ENI vuole trivellarle tutte e 300!

Il consorzio in questione infatti, ENI-Sasol vuole iniziare quella che chiamano Operazione Phakisa, per il recupero dell'equivalente di circa 11 miliardi di barili di gas e 9 di petrolio, nella Exclusive Economic Zone, zona marina di solo interesse del Sud Africa.

Il progetto riguarda circa 4mila chilometri quadrati di mare e prevede la bellezza di 30 pozzi esplorativi di petrolio e gas in dieci anni.  Per i primi sei ci sono gia' progetti concreti. Oltre alle trivelle una serie di oleodotti a collegare il Sud Africa con il vicino Mozambico dove gia' bucano - ed inquinano. Le trivelle raggiungeranno profondita' che variano dai 3,800 ai 4,800 metri, cioe' fino a quasi 5 chilometri sotto la crosta terrestre.

Tutta salute eh?

La gente ovviamente ha gia' iniziato a protestare contro l'ENI a Durban, ad Austerville, e altre citta' della costa sud-africana.

La cosa buffa o triste e' che ci sono gia' in giro adesivi e cartelli con la scritta... ‘Go back to Italy’ o ‘No oil drilling in our waters.’

Cioe' come quando noi ce la prendiamo con gli inglesi o con gli australiani che vogliono venire a trivellare in Italia!

Come sempre, l'ENI si deve sempre fare riconoscere: e infatti vorrebbero che l'operazione Phakisa possa essere approvata con canali preferenziali -- leggi, piu' velocemente e senza troppe valutazioni ambientali e con incontri-truffa con i cittadini.

L'idea del governo Sud-Africano e' di sfruttare il gas per "diversificare" la produzione di energia del paese, dove il carbone ancora rappresenta i 2/3 della produzione energetica. Ma giacche' ci stiamo, aggiungiamoci pure un po di petrolio!

Magari a chi non sa niente di ENI e che crede alla favola del "gas, idrocarburo di transizione" pare anche una buona idea, ma... perche' non passare direttamente al sole, al vento?

Perche' trivellare il mare? Non sanno in Sud Africa che l'ENI portera' loro solo inquinamento e distruggera' la bellezza locale? Non sanno di tutto lo schifo che l'ENI ha fatto non solo in Nigeria, o in Ecuador, ma proprio in Italia, il suo stesso paese? Corruzione, bugie, minacce a chi osava scrivere blog contro di loro?

Ma la gente appunto non e' scema, neanche in Sud Africa, e ci sono gia' proteste di ricercatori marini, ma anche di gente normale che e' preoccupata dell'apporto di queste nuove fonti fossili ai cambiamenti climatici e degli impatti alla vita marina. Il suggerimenti e' di lasciare il petrolio e il gas dove madre natura li ha messi: sottoterra.

L'ENI, chissa' forse memore del fatto che la gente possa rivoltarglisi contro, come successo in Italia, in Portogallo di recente, ha organizzato i suoi meeting con i residenti.

In questo caso, a Durban hanno mandato i suoi esperti ambientali per discutere una bozza della loro valutazione di impatto ambientale: trivelle per petrolio e gas.

E' stato un pandemonio!

E come poteva essere altrimenti quando appunto la gente non e' scema come l'ENI crede! Quello che hanno fatto e' stato di appendere dei poster in inglese senza alcuna presentazione nella lingua dei locali, il Zulu. Uno doveva scrivere i suoi commenti (in inglese) con dei post-it ai poster!

Poi quelli dell'ENI avrebbero solo risposto alle domande dai post-it.
Si erano pero' portati i traduttori.

Non c'era nessun posto in cui sedersi, e molti dei partecipanti hanno detto che si trattava di una farsa.
Uno dei biologi marini voleva sentire in dettaglio, e commentare,  l'impatto ambientale sulla vita marina.  Infatti viene fuori che in zona ci sono specie protette e a rischio di estinzione; ci sono timori che perdite possano compromettere la qualita' del plankton, che e' alla base dell'industria locale di pesca, e dell'industria delle sardine, nonche' del turismo.

E ovviamente la solita domanda: cui prodest? Non certo ai Sud Africani!

Dal canto suo l'ENI ripete in Sud Africa le stesse balle che ripete in Italia: che possibili incidenti marini avranno impatti lievi, nulli e trascurabili.  Come sempre, trivelleranno fino a cinque chilometri e vogliono farci credere che sara' tutto fatto con l'acqua di rose!

Nel loro caso hanno detto che le correnti marine faranno si che non ci sara' in caso d'inquinamento, che gli impatti dei fanghi e dei fluidi di perforazione sara' moderato, e "pienamente reversibile".

Se tutto suona familiare e' perche' lo e'.

L'ENI in Italia la conosciamo bene - cari amici di Durban: non credeteci neanche per un minuto alle balle che vi propinano! E' solo il vile denaro che gli interessa ai signori dell'ENI che hanno in corso procedimenti su procedimenti criminali.

Di reversibile per la cittadinanza, che siano italiani, portoghesi, nigeriani o sud africani, non c'e' niente.  Cacciateli via con tutto l'ardore che avete.





Tuesday, September 25, 2018

L'airgun danneggia o uccide zooplankton, capesante, aragoste; 600 petrolieri vanno in fibrillazione











Della Spectrum Geo abbiamo parlato su questo blog, come di quei gran signori che vogliono fare una campagna mastodontica di ispezioni sismiche in Adriatico, da Ravenna fino a Santa Maria di Leuca.

Anche dello studio del Professor Robert McCauley, della Curtin University in Western Australia,
abbiamo gia' parlato su questo blog. Fu pubblicato circa un anno fa su Nature Ecology. I ricercatori conclusero che l'airgun sperimentato in Tasmania, a sud dell'Australia, causava la morte dello zooplankton, alla base della catena alimentare, fino ad una distanza di 1.2 chilometri.

Lo stesso gruppo poi mostrava che le ispezioni sismiche portavano danni al sistema immunitario delle aragoste; e in altri studi ancora che la mortalita' delle capesante poteva aumentare dopo l'esposizione all'airgun.

Tutti questi studi sono stati pubblicati su riviste prestigiose, su cui e' difficile pubblicare e per i quali c'e' una rigida peer-review, cioe' i tuoi pari ti criticano, e la barra di accettazione e' molto elevata.
Nel primo caso, come detto si tratta di Nature Ecology; negli altri due di Marine Biology Pollution e di PNAS. Il fatto che gli studi siano stati pubblicati su tali riviste -- e per tre volte! -- significa che chi l'ha scritto non e' fesso e che sa quel che sta ricercando.

Ma... come possono i signori del petrolio accettare tutto questo?

Non possono e cosi corrono ad attaccare il Prof. McCauley e la sua squadra.  E non l'hanno fatto in modo delicato: si sono messi assieme quelli della American Petroleum Institute (API) e della International Association of Geophysical Contractors (IAGC), che sono tutte associazioni che fanno gli interessei del petrolio ed hanno ... scritto una lettera ai politici americani per metterli in guardia, non sia mai, da questi cattivissimi studiosi australiani!

Dicono che lo studio degli australiani e' sbagliato, che i pesci erano piccoli che c'e' troppa variabilita' che ci sono troppe conclusioni speculative.

Chi rappresentano quelli della API e della IAGC? Beh, circa 600 petrolgruppi fra BP, Chevron, Exxon and Shell, e altri gruppi che invece fanno di mestiere l'airgun, fra cui la nostra amica Spectrum Geo.

Guarda un po che coincidenza!

Ovviamente Mr. Petrolio, anzi tutti e 600 i Mr. Petroli dicono che l'airgun non porta problemi, cioe' la versione americana del tuttapposto.

Il Professor McCauley dice che sapeva che il suo lavoro sarebbe stato infangato; come puo' essere altrimenti visti gli interessi che ci stanno sotto?

E fanno bene i petrolieri a preoccuparsi.

Alla luce di questi, e di altri studi, alcuni amministratori del North Carolina hanno chiesto alle ditte che hanno proposto di fare airgun e di trivellare i loro mari di mostrare che le loro tecniche non avrebbero messo in pericolo la pesca. E anzi, il dipartimento di qualita' ambientale dello stato disse che le ispezioni sismiche avrebbero potuto portare a impatti negativi sulla pesca commerciale e da sport e a danni ai mammiferi marini.

E cosi, alcune ditte di airgun, fra cui la Spectrum Geo mandano la lettera dell'API e della IAGC, i loro lobbysiti alle autorita' del North Carolina per dire tuttapposto.

Fra l'altro questa Spectrum Geo non felice di rovinarci l'Adriatico ha anche in programma una campagna di acquisto dati proprio in Australia.

La cosa schifosa e' che i petrolieri dalle tasche profonde hanno pure deciso di farsi il loro studio da se: un gruppo di riceratori e' stato pagato dalla Australian Petroleum Production and Exploration Association per replicare i risultati del Professor McCauley. I loro risultati? Che se si cambiavano le localita' da esaminare, le rispettive temperature e le creature marine in analisi la mortalita' veniva ridotta. Ovviamente non poteva che venire un risultato che a loro stava bene!

Cosi' questo studio viene mostrato in giro, senza dire che era stato sponsorizzato dai petrolieri e come prova che gli studi del Professor McCauley erano sbagliati.

Nuovo colpo di scena.

Il Professor Anthony Richardson, a capo del lavoro sponsorizzato dai petrolieri, dice che non e' giusto paragonare i loro risultati a quelli trovate in altre aree, e dice che i petrolieri sbagliano a condannare il lavoro del Professor McCauley.

Secondo lui ci vogliono altri studi.

Morale della favola: se i petrolieri mettono in moto tutta questa macchina del fango, scrivono lettere ai politici, sponsorizzano altri studi, e cercano di menarla per le lunghe, crocifiggendo un semplice gruppo di ricercatori indipendenti, un motivo ci sara'.

Hanno paura della verita'.

A noi resta solo essere piu' furbi di loro e non credere ad una sola parola di quello che dicono.

Dove si e' mai visto che uno spara come un forsennato in mare, ogni 10 secondi, da piu' punti, a decibel elevatissimi, e .. tuttapposto?

Da nessuna parte, oltre che nelle tasche dei petrolieri.