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Wednesday, May 1, 2019

Il governatore di New York vieta le trivelle in Atlantico assieme a Billy Joel







Il governatore di New York, Andrew Cuomo, figlio del compianto Mario, ha firmato una nuova legge statale che vieta le trivelle nei mari dello stato di New York.

Tutto questo e' in diretta risposta ai piani trivellanti del presidente arancione, Donald Trump, che nel gennaio 2018 ha annunciato che avrebbe aperto il mare  ai petrolieri. Siccome e' uno che le spara grosse, disse al tempo che voleva lottizzare il 90% dell'offshore americano con  47 concessioni in Atlantico, dal 2019 al 2024, incluso nello stato di New York.
 
Il governatore Andrew Cuomo ha annunciato questo nuovo provvedimento dal mare di Jones Beach nella citta' di Wantagh assieme al cantante Billy Joel, del New Jersey che tanto si e' impegnato perche' venisse fatto qualcosa di proattivo. 

Secondo varie stime economico, il costo delle trivelle sarebbe la perdita di circa 320mila posti di lavoro nel turismo e nella pesca. E questo senza nemmeno parlare di perdite di petrolio o di incidenti piu' o meno gravi.

Un altro passo in avanti: proteggere prima e' meglio che piangere dopo. 

Saturday, January 14, 2017

New York solarizzata e rinnovabile

Indian Point, centrale nucleare


"From Long Island to Buffalo, these new projects will help power the energy systems of tomorrow while protecting our environment and creating skilled jobs in emerging sectors of the economy."

Governatore Andrew Cuomo, New York


Il governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo annuncia che la centrale nucleare di Indian Point, con le sue due turbine, chiudera' nel 2021, dieci anni prima del suo ciclo naturale. La centrale fornisce il 10% dell'energia dello stato di New York. 

Cosa la sostituera'? Sole, vento e idroelettrico.

Perche' oltre alla chiusura di Indian Point, Cuomo annuncia di voler tagliare le emissioni di CO2 del 30 percento entro il 2030 e di generare il 50% della sua energia eletrica dalle rinnovabili.

Per gli USA e' un obiettivo importante: la California ha target simili e fra i due stati, fanno circa 65 milioni di persone, un quinto della popolazione USA, la cui elettricita', se tutto va bene, dovrebbe arrivare per la meta' dalle rinnovabili fra tre anni.  Le isole Hawaii hanno l'obiettivo del 100% rinnovabile entro il 2045, e Vermont del 75% entro il 2032. L'Oregon del 50% rinnovabile entro il 2040.

Per arrivarci a questo obiettivo del 50% di rinnovabili,  a New York e' in corso un rifacimento colossale della rete elettrica in modo da meglio integrare l'elettrictita' dai tetti della citta' e da distruibuire l'energia che arriva dal nord dello stato dove sorgono centrali idroelettriche e a vento. 

L'idea e' che questi cambiamenti potreranno a colmare quel 10% di energia che finora arrivava dal nucleare.

E infati Cuomo annuncia che ci saranno ammodernamenti alle sette centrali idroelettriche dello stato, ed un totale di circa 360 milioni di dollari in investimenti pubblici per le rinnovabili nello stato della grande mela. Accanto a questi soldi pubblici, si prevedono circa 1 miliardo di dollari in investimenti privati per generare energia rinnovabile.
 
Gia' adesso a New York si puo' scegliere di avere energia elettria prodotta localmente e di vendere l'energia in eccesso alla rete grazie allo "Shared Renewables green energy program".

Ma perche' uccidono la centrale nucleare dieci anni prima della loro fine naturale? 

Per il semplice motivo che ci sono rischi e timori che qualcosa possa andare storto: nel 2016 ci fu na perdita nella centrale che rilascio' quantativi piccoli, ma non nulli, di radioattivita' nell'acqua potabile.
A suo tempo si disse che non erano quantitavi preicolosi alla salute umana (il tuttapposto americano!)
ma allo stesso tempo ci si rende conto che possono esserci pericoli, ed e' meglio smantellarli prima piuttosto che dopo. 

Per non parlare dei rischi e timori di attacchi terroristici. Non e' molto noto, ma gli attentatori del'11 Settembre avevano inizialmente pensato di attaccare anche le centrali nucleari di New York, e visto che Indian Point e' solo a 60 chilometri da downtown New York, i timori sono sempre li.

E cosi invece che guardare a centrali di energia fossile e nucleare, si e' pensato di guardare al futuro e di incentivare l'uso delle rinnovabili. 

Oltre al rinnovo della rete elettrica e all'incentivo del solare sui tetti, Cuomo ha anche annunciato l'avvio di un nuovo progetto di vento offshore che generera' elettricita per circa 18,000 case.

In totale, entro il 2020 ci saranno 35 nuovi progetti rinnovabili in tutto lo stato con circa 4 miliardi di investimenti pubblici totali e il doppio in denaro privato. Ma non solo, si calcola, che per ogni dollaro speso, se ne guadagneranno tre in termini di lavoro, movimento dell'economia locale, e pagamenti agli enti pubblici.

Gia' adesso lo stato di New York ha 85,000 posti di lavoro nel settore rinnovabile, destinati a crescere.

Ecco, un altra storia di una comunita' che usa quel che puo' e che e' per cambiare lo status quo del petrolio, del nucleare, e per riscoprirsi piu' verde, e piu' sana.










Thursday, December 18, 2014

Anche lo stato di New York vieta il fracking!




Saranno le elezioni del 2016 che si avvicinano, sara' che la pressione e' stata martellante, sara' che chissa' forse un po ci crede anche lui, ma oggi 17 Dicembre il Governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo ha annunciato che il fracking sara' vietato nello stato di New York.

Perche'? 

Perche' ci sono "gravi preoccupazioni" per la salute delle persone. 

E' un enorme cambio di rotta, e mostra quanto importante sia la protesta - i politici, alla fine sono solo tali, vanno dove va il vento e sta a noi alzare la voce, che sia New York, che sia Ortona.
Sei, sette, otto anni fa, i petrolieri avevano cercato di promuovere il fracking nel Marcellus Shale come il miracolo del futuro, grazie al quale le zone economicamente depresse dello stato di New York, quelle agricole, piu' interne, al confine con la Pennsylvania, avrebbero scoperto il miracolo economico.

Andrew Cuomo e' orgoglioso del suo modo veloce e deciso di governare ed ha affrontato molte altre questioni di petto a New York, fra cui l'approvazione di leggi piu' severe contro l'uso di armi. Sul fracking invece e' stato a lungo silenzioso e titubante. Anzi, c'e' stato un periodo in cui pensava anche di approvarlo nelle zone piu' povere di New York State. Ma si e' ritrovato contro una gran mole di persone che di fracking non ne vogliono sapere.

E cosi, invece di dire si o no, e per non inimicarsi nessuno Cuomo ha continuato a rimandare ad altra sede, dicendo che prima di decidere si sarebbe dovuto completare un rapporto sulla salute pubblica. Sono circa sei anni che abbiamo aspettato questo rapporto! La cosa buona pero' e' che nel frattempo lo stato di New York ha imposto una moratoria che vige fin dal 2008, quando lo studio venne iniziato.

Intanto arrivano le primarie per la candidatura alle elezioni del 2014. Lo sfidante contro Cuomo nelle primarie, un semisconosciuto di nome Zephyr Teachout, era apertamente contro il fracking. Cuomo tentennava.  Zephir ha preso inaspettatamente il 30% dei voti, anche grazie alle sue posizioni ambientaliste.

Le elezioni hanno anche portato Cuomo a dover fare campagna elettorale, e ovunque si sia presentato e' stato letteralmente assalito dalle proteste no-fracking. Intanto, molte citta' hanno imposto da sole dei divieti comunali, con il risultato che gia' il sessanta percento del Marcellus Shale era de facto vietato ai petrolieri.

A Novembre Cuomo ha rivinto le elezioni contro il suo avversario repubblicano. Dopo poche settimane ecco che lo studio arriva a completamento: il commissario per la salute di New York State, Howard A. Zucker ha parlato di preoccupazioni per l'inquinamento di acqua e di aria e dice che il fracking non e' sicuro. La domanda che il dottor Zucker si e' posto e' questa:

Avrebbe voluto lui che la sua famiglia vivesse vicino a pozzi da fracking?

E quando ha concluso che no, non avrebbe voluto una cosa del genere per i suoi cari, ha deciso che non era giusto per nessun altro: il fracking pone rischi "inestimabili" alla salute pubblica. 

E cosi' oggi Cuomo annuncia il divieto, aggiungendo che ovunque si sia fatto fracking le comunita' hanno sofferto e che nessuno dice "che meraviglia, abbiamo il fracking". C'e' invece rassegnazione e desolazione.

La domanda che invece vorrei fare io a Matteo Renzi, a tutti quei politici che hanno votato a favore dello Sblocca Italia, e a tutti quelli che pensano che le trivelle, con o senza fracking, porteranno l'America nelle nostre campagne e nei nostri mari, e' molto semplice.

Vorreste voi, Matteo ed Agnese Renzi, Gianluca Galletti, Federica Guidi che le vostre famiglia vivessero vicino a pozzi di gas e di petrolio?

Qui  alcuni dei tanti studi sugli effetti negativi del fracking sulla salute dei bambini


Post Scriptum:

I Physicians Scientists & Engineers for Healthy Energy  hanno pubblicato un rapporto che riassume i circa 400 articoli pubblicati sui rischi del fracking. Hanno trovato che:

-il 96% di tutti gli articoli in merito parla di conseguenza negative alla salute;

-il 95% di tutti gli articoli in merito parla di elevate concentrazioni di inquinanti;

-il 72% di tutti gli articoli in merito parla di contaminazione dell'acqua;  

Occorre solo continuare a protestare.











 
Howard Zucker - il commissario alla salute dello stato di New York

Saturday, February 15, 2014

John Elkann, i ricchi, i poveri e la mamma








I ricchi d'Italia

"I definitely think leaving kids massive amounts of 
money is not a favor to them."

Bill Gates, che ai suo figli lascera' "solo" 10 milioni di dollari.
Il suo patrimonio e' stimato attorno ai 65 miliardi di dollari.


“Surplus wealth is a sacred trust which its possessor
is bound to administer in his lifetime for the good of the community.”

Andrew Carnegie, magnate dell'acciaio che dono'
l'equivalente di circa 5 miliardi di dollari a universita',
biblioteche e laboratori di scienza
 durante la sua vita.


Beh, menomale che non era figlio di Bill Gates.


Dov' e' il tuo tesoro, li e' il tuo cuore
Matteo 6:21




Nel meeting annuale del World Economic Forum, a Davos, Svizzera Papa Francesco si e' rivolto a circa 2500 amministratori delegati e ricconi di vari colossi dell'industria mondiale.

Il suo messaggio?

"The growth of equality demands something more than economic growth, even though it presupposes it. It demands first of all a transcendent vision of the person.

It also calls for decisions, mechanisms and processes directed to a better distribution of wealth, the creation of sources of employment and an integral promotion of the poor which goes beyond a simple welfare mentality.

I ask you to ensure that humanity is served by wealth and not ruled by it."

"La crescita dell'uguaglianza sociale richiede qualcosa di piu' della crescita economica, anche se la presuppone. Richeide prima di tutto una visione trascendente della persona.

Richiede che ci siano decisioni, meccanismi e processi diretti a una migliore distribuzione della ricchessa, la creazione di posti di lavoro e una promozione integrale dei poveri che vada al dila' di una mentalita' di assistenza.

Vi chiedo di far si che l'umanita' sia servita dalla ricchezza e non dominata dalla ricchezza."

D'altro canto le 85 persone piu' ricche del mondo, possiedono la meta' del patrimonio mondiale, tanto quanto i 3.5 miliardi di piu' poveri del mondo. E' un numero da capogiro. Neanche cento persone contro la meta' della popolazione terrestre. E in Italia?

In Italia secondo Bankitalia, il 10% delle famiglie piu' ricche detiene la meta' della ricchezza nazionale.

In Italia, secondo Forbes magazine i ricchi piu' ricchi sono:


23. Michele Ferrero e famiglia (Ferrero), con 20.4 miliardi di dollari

49. Leonardo del Vecchio (Luxottica/Ray Ban), con 15.3 miliardi di dollari

78. Miuccia Prada (Prada) con 12.4 miliardi di dollari

131. Giorgio Armani (Armani) con 8.5 miliardi di dollari

175. Patrizio Bertelli (Prada, marito di Miuccia Prada) con 6.7 miliardi di dollari

189. Stefano Pessina (Walgreen) con 6.4 miliardi di dollari

194. Silvio Berlusconi (Mediaset/Milan) con 6.2 miliardi di dollari

195 Paolo e Gianfelice Mario Rocca (Techint) con 6.1 miliardi di dollari

248. Augusto e Giorgio Perfetti (Caramelle) con 5 miliardi di dollari

458. Renzo Rosso (Diesel Jeans) con 3 miliardi di dollari

736. Carlo Benetton (Benetton) con 2 miliardi di dollari

736. Gilberto Benetton (Benetton) con 2 miliardi di dollari

736. Giuliana Benetton (Benetton) con 2 miliardi di dollari

736. Luciano Benetton (Benetton) con 2 miliardi di dollari

736. Domenico Dolce (Dolce e Gabbana) con 2 miliardi di dollari

736. Stefano Gabbana (Dolce e Gabbana) con 2 miliardi di dollari

831. Mario Moretti Polegato (Scarpe) con 1.8 miliardi di dollari

882. Ennio Doris e famiglia (assicurazioni) con 1.7 miliardi di dollari

965. Diego della Valle (Scarpe) con 1.55 miliardi di dollari

1031 Paolo Bulgari (Gioielli) con 1.4 miliardi di dollari


Il numero davanti e' la loro posizione nel mondo.

Questo vuol dire che Mr. Ferrero e' il 23esimo uomo piu' ricco del mondo.

Forse sono io che non lo so, ma non mi pare che nessuno di loro sia veramente impegnato nel sociale e che voglia "servire l'umanita' con il proprio capitale". Addirittura i Prada hanno contenziosi aperti con il fisco....

Perche' i ricchi d'Italia non fanno quasi niente per il sociale, per l'ambiente, per i poveri, per la cultura?

E questo non vale solo per gli uber ricchi, vale anche per quelli che non sono in queste classifiche, i Barilla, i De Cecco, gli Agnelli.

Quella classifica di Forbes Magazine e' guidata da Bill Gates e da Warren Buffett che hanno deciso che devolveranno tutti i loro averi in beneficenza durante le loro vite. Buffett ha anche creato il "Giving pledge" dove si invitano tutti gli uber ricchi a regalare almeno la meta' del loro patrimonio prima di morire.

Adesso.

Del Giving Pledge fanno parte l'ex sindaco di New York, Mike Bloomberg, Sir Richard Branson, della Virgin, Ted Turner della CNN, Mark Zuckerberg di Facebook, Tom Steyer, il finanziere pentito che ora fa l'ambientalista a tempo pieno, George Lucas di Star Wars e pure David Rockefeller, discencedente di una famiglia di petrolieri.

In quella classifica di Forbes Magazine c'e' a quasi pari patrimonio di Silvio Berlusconi, un tali Eli Broad, di Los Angeles. In questa citta' lo conoscono tutti, perche' non c'e' iniziativa culturale, artistica in cui non ci siano i suoi soldi.

Anche lui e sua moglie aderiscono a the "Giving Pledge". Per dirne una, in totale lui e sua moglie hanno dato 700 milioni di dollari per la ricerca in medicina all'MIT ed a Harvard. I centri ricerca che hanno creato danno lavoro a 2000 persone. Il Broad Institute e' adesso il maggior centro mondiale per la genetica.

L'altro giorno sul Los Angeles Times la storia di un anonimo che ha mandato un assegno da 500,000 dollari per CicLAvia, il progetto di chiudere parte delle strade di Los Angeles una volta al mese e trasformarle in piste ciclabili per un giorno. Mezzo milione di dollari.

Certo, in un mondo ideale gli uber ricchi non ci sarebbero, ma che loro regalino i soldi per il bene della comunita' e' gia' un passo in avanti.

E questa e' una tradizione che va avanti da tanto tempo negli USA e ogni tanto sarebbe bene copiarne le cose buone.

E questo vale anche per John Elkann che vanta case, cene, lussi e studi in tutto il mondo, grazie anche alla casa da dove veniva, la FIAT.


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Questa la versione sul Fatto Quotidiano



Bill Gates, che ai suo figli lascera' "solo" 10 milioni di dollari. Il suo patrimonio e' stimato attorno ai 72 miliardi di dollari. Verra’ devoluto interamente in opere filantropiche.




Andrew Carnegie, classe 1835, magnate dell'acciaio che dono' l'equivalente di circa 5 miliardi di dollari a universita', biblioteche e laboratori di scienza durante la sua vita


John Philip Jacob Elkann, erede FIAT


“Dov' e' il tuo tesoro, li e' il tuo cuore”
Matteo, 6:21








Qualche giorno fa John Philip Jacob Elkann, presidente della FIAT e l’erede prescelto di suo nonno Gianni Agnelli alla guida del colosso torinese, ha detto che i giovani non trovano lavoro perche’ stanno bene a casa propria.

Non voglio entrare nei meriti della complicata situazione italiana e ricordare tutti i “regali” che la FIAT ha avuto dal contribuente pubblico italiano negli scorsi decenni.

Voglio pero’ fare un passo indietro.

Nel meeting annuale del World Economic Forum, svoltosi a Davos, Svizzera il 21 Gennaio 2014, Papa Francesco si e' rivolto a circa 2500 amministratori delegati e ricconi di vari colossi dell'industria mondiale. Non so se ci fossero anche rappresentanti della FIAT.

Ecco le parole del Papa:

"La crescita dell'uguaglianza sociale richiede qualcosa di piu' della crescita economica, anche se la presuppone. Richeide prima di tutto una visione trascendente della persona. Richiede che ci siano decisioni, meccanismi e processi diretti a una migliore distribuzione della ricchezza, la creazione di posti di lavoro e una promozione integrale dei poveri che vada al dila' di una mentalita' di assistenza.

Vi chiedo di far si che l'umanita' sia servita dalla ricchezza e non dominata dalla ricchezza."

Le 85 persone piu' ricche del mondo, possiedono la meta' del patrimonio mondiale, tanto quanto i 3.5 miliardi di piu' poveri del mondo. E' un numero da capogiro. Neanche cento persone contro la meta' della popolazione terrestre.

E in Italia, quella dove secondo John Elkann i giovani restano a casa perche’ stanno bene con mamma’? In Italia secondo Bankitalia, il 10% delle famiglie piu' ricche detiene la meta' della ricchezza nazionale. Molto probabilmente anche gli Agnelli e loro eredi fanno parte di questo club privato.

Prescelto dal nonno, John Philip Jacob Elkann e’ entrato nel consiglio di amministrazione FIAT a 21 anni.

Secondo un articolo di Forbes Magazine del 2002, John Elkann all’eta’ di 25 anni aveva un patrimonio personale di 2.3 miliardi di dollari.

Dodici anni fa.

Non e’ ben chiaro a quanto ammonti il suo patrimonio adesso, visto che ci sono dei contenziosi aperti e che almeno fino al 2013 si parlava di “Tesoro immenso della famiglia Agnelli nascosto in Svizzera”.

A Settembre 2013 CNN Money l’ha classificato come il quarto piu’ influente giovane sotto i 40 anni nel mondo degli affari. Prima di lui Marissa Mayer, amministratore delegato di Yahoo al primo posto, Jack Dorsey, fondatore di Twitter al secondo posto e Mark Zuckerberg fondatore di Facebook al terzo posto.

Nessuno di questi ultimi tre ha ereditato le proprie fortune.

Forbes Magazine ogni anno compila anche una lista delle persone piu’ ricche del mondo. E’ ora guidata da Bill Gates, seguito da Carlos Slim, il re messicano delle telecomunicazioni e poi da Warren Buffett.

Bill Gates lo conosciamo tutti, e’ il fondatore della Microsoft. Warren Buffett e’ forse meno noto in Italia, ma un investitore di gran successo.

Gates e Buffett hanno deciso che devolveranno tutti i loro averi in opera filantropiche durante le loro vite. Buffett ha anche creato il Giving Pledge dove si invitano tutti gli uber ricchi a regalare almeno la meta' del loro patrimonio prima di morire.

Adesso.

Almeno meta’ del proprio patrimonio.

E non si tratta di beneficenza di scena, si tratta di una buona fetta di quello che si e’ accumulato in vita.

Warren Buffett donera’ tutto il suo patrimonio. Bill Gates lascera’ solo dieci milioni di dollari a ciascuno dei suoi figli – che per lui sono bazzeccole -- e non piazzera’ nessuno dei suoi discendenti al consiglio di amministrazione Microsoft a 21 anni.

Del Giving Pledge fanno parte l'ex sindaco di New York, Mike Bloomberg, Sir Richard Branson, della Virgin, Ted Turner della CNN, Mark Zuckerberg di Facebook, Tom Steyer, il finanziere pentito che ora fa l'ambientalista a tempo pieno, George Lucas di Star Wars, Elon Musk della Tesla, e pure David Rockefeller, discencedente di una famiglia di petrolieri.

Fra i 122 firmatari a the Giving Pledge, non riconosco nessun italiano, ne della lista dei ricchi di Forbes Magazine, ne di altre famiglie importanti d’Italia, ne di John Elkann.

La tradizione di regalare i tuoi soldi – no strings attached – e’ radicata nelle societa’ anglosassoni e John Elkann che ha vissuto un po dappertutto dovrebbe saperlo.

Perche’ non si iscrive anche lui al Giving Pledge e non regala non dico tutto, ma almeno meta’ del suo patrimonio durante il tempo di sua vita mortale e per il bene dell’Italia? Si potrebbero sponsorizzare nuovi centri di ricerca medica sul cancro ex novo, sistemare il patrimonio culturale italiano, bonificare i terreni malati, insomma portare lavoro e speranza a giovani e meno giovani. Se lo puo’ fare Mark Zuckerberg, lo puo’ fare anche John Elkann.

Dopotutto, figurativamente parlando, anche lui e’ rimasto a casa sua, e’ solo che la sua casa era la FIAT.

Nel 2002 John Elkann fu designato un “Global Leader of Tomorrow” dal World Economic Forum di Davos, dove quest’anno il papa ha invitato gli ultra ricchi ad usare le loro ricchezze per il prossimo.

Spero che il messaggio gli sia arrivato.

“Vi chiedo di far si che l'umanita' sia servita dalla ricchezza e non dominata dalla ricchezza."

Qui la lista dei piu’ ricchi d’Italia, secondo Forbes Magazine.












Friday, February 15, 2013

Fracking a New York: ancora un anno di moratoria

 
"We love you, Governor"


We love you too, Ms. Ono.

La battaglia contro il fracking nello stato di New York va avanti.

In questo stato esiste una moratoria temporanea dal 2008, anno in cui si decise che prima di approvare o di vietare il fracking occorreva indagare bene i suoi effetti su acqua, ambiente e aria.

E cosi dopo 4 anni di dibattiti, rinvii, audizioni pubbliche e incontri, si e' arrivati a Mercoledi' 13 Febbraio 2013, quando il governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo, doveva rendere pubblico un rapporto sugli impatti del fracking sull'ambiente, testo sul quale si sarebbero dovute basare le leggi e le regole per governare il fracking a New York State.

Mercoledi' 13 Febbraio pero' e' arrivato ed e' passato ed il rapporto non e' stato terminato.

Cuomo dice che e' piu' importante fare le cose per bene piuttosto che rispettare scadenze arbitrarie. Il governatore ha ambizioni pubbliche sulla scala nazionale e ovviamente non vuole fare sbagli nella sua decisione - e chissa' se per il fracking per se, o per i suoi calcoli elettorali e al proliferare di gente che e' contraria al fracking.

Il New York Times dice che e' per calcoli politici.

Ad ogni modo, a causa dello slittamento di questo rapporto, che doveva essere stilato dall'Health Commissioner dello stato di New York, Nirav Shah, si stima che la moratoria restera' in vigore per almeno un altro anno ancora, per la gioia di residenti, attivisti e ambientalisti e per la delusione dei petrolieri.

Appena la notizia e' diventata pubblica, Yoko Ono ha scritto un email a Cuomo con le parole "We love you Governor - Thank you, Governor Cuomo, for taking time to do a more complete health study.”

Intanto pero' varie cittadine New Yorkesi hanno affrontato la questione da soli e hanno vietato il fracking sul loro territorio da soli.

Tutte assieme rappresentano 1.6 milioni di persone. I comuni che invece hanno approvato il fracking contengono 180,000 persone. Fanno nove a uno contro il fracking.

Sara' una strada tutta in salita per i signori del fracking, come e' giusto che sia.






Saturday, January 12, 2013

200,000 no al fracking a New York



Today we’re delivering a loud and clear message to Governor Cuomo: 
New Yorkers want him to stand up to the oil and gas industry and ban fracking.

Eric Weltman, Food & Water Watch

Sono 200,000 i commenti e le ossevazioni contro il fracking mandate contro il fracking a New York in questi giorni. Si chiede un divieto integrale di fracking nello stato di New York. Allo stato attuale c'e' una moratoria provvisoria che vige dal 2008.

200,000.

Presentate tutte al governatore Andrew Cuomo ad Albany ieri, 11 Gennaio 2012.  C'erano anche i rappresentanti di tutti i maggiori gruppi ambientali, le associazioni di consumatori e i gruppi civici fra cui: New Yorkers Against Fracking, the Sierra Club Atlantic Chapter, Food & Water Watch, Frack Action, the Working Families Party, Water Defense, Democracy for America, Citizen Action of New York, Credo Action, Capital District Against Fracking, Three Parks Independent Democrats, Frack Free Catskills, Brooklyn For Peace, New Yorkers for Clean Water, the Society for Ethical Culture and Sharon Springs Against Fracking. C'erano anche vari politici, fra cui il senatore di New York Tony Avella che dice

The over 200,000 petitions that are being delivered today to Governor Cuomo exemplify the ever growing grassroots movement towards a complete ban on hydrofracking. Hydrofracking is not worth the risk of contamination to our water, farmlands and communities. We cannot allow the State’s environmental health to be jeopardized at any cost, let alone for an empty promise of an economic boom. New Yorkers from all over the state have spoken and the message is loud and clear: Say No to Hydrofracking!

Tuttii sondaggi eseguiti nello stato di New York mostrano che la maggioranza dei residenti e' contraria al fracking, a causa dei forti rischi all'acqua e all'inquinamento dell'aria e la contaminazione da sostanze tossiche e cancerogene.

Allo stesso tempo sono circa 107 le citta' che hanno messo un divieto integrale al fracking nelle loro municipalita' fra cui Buffalo, la seconda citta' piu' grande dello stato e Niagara Falls. Altre 70 stanno finalizzando i propri divieti al fracking.

Vediamo cosa fara' Andrew Cuomo, che tutti dicono ha intenzione di correre per presidente nel 2016, dara' ascolto ai suoi cittadini o si pieghera' all'industria del petrolio e del gas?

Wednesday, January 9, 2013

Imagine there is no fracking

Sulla finestra a destra, scrollare in fondo ed aggiungere il proprio nome e indirizzo.
Sull'indirizzo mettere citta', Italy e poi sullo stato cliccare AA.
 Come sempre, se si vuole, si possono aggiungere commenti personali, anche in Italiano alla fine.
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Lo stato di New York ha una moratoria sul fracking che vige da vari anni ormai.
In questi ultimi mesi pero' torna lo spettro delle estrazioni di gas da questo stato. I gruppi di attivisti sono stati eccellenti in tutto questo tempo, e hanno lottato con tutti i modi possibili, da Josh Fox, a Yoko Ono, e tante sono state le celebrita' a prestare il loro tempo e la loro voce a questa causa, da Mark Ruffalo a Ethan Hawke, da Lady Gaga a Matt Damon.
Yoko e Sean Lennon hanno addirittura comprato una pagina sul NY Times per mettere una pubblicita' anti fracking. Proprio come Rocco Papaleo!

Vincere contro il fracking a New York e' importante, perche' - che ci piaccia o no - le cose che succedono in questo paese, in qualche modo, e piu' che altrove, riverberano all'estero. E se si puo' fermarli qui, dove le lobby del petrolio sono forti e spietate, e nella terra del capitalismo, allora questo dara' coraggio e forza a tutte le comunita' trivellande del mondo.


Il governatore Andrew Cuomo vorrebbe aprire le trivelle in alcune comunita' rurali di New York State, e c'e' bisogno di tutti, da tutto il mondo, per fermare questa cosa.  Lui sara' molto vulnerabile alle pressioni sia nazionali che internazionali perche' vorrebbe portarsi a presidente nel 2016 ed e' importante fare il piu' rumore possibile.

E' facilissimo mandare "osservazioni" che qui si chiamano "commenti pubblici". Basta solo andare sul link di cui sopra e firmare. La scadenza per questi commenti pubblici e' Venerdi' 11 Gennaio 2013.

Infine, ho fatto tutto quel che potevo per la Sardegna, l'Abruzzo, la Puglia, il Veneto, la Lombardia, la Basilciata, l'Emilia Romagna, la Sicilia e il Piemonte.

A New York ci sono nata e quelle zone, un po', sono mie.

Thursday, July 19, 2012

Fracking: The sky is pink by Josh Fox


Questo e' un nuovo breve film di Josh Fox, che si chiama "The sky is pink" e dura circa 18 minuti.

Josh Fox e' il regista di Gasland, il film che ha letteramente portato il fracking nelle case degli americani e direi del resto del mondo - quello del film con i rubinetti in fiamme. E' un documentario che parla chiaro.

"The sky is pink" e' dedicato al governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo che deve decidere cosa fare sulla questione fracking nel suo stato. Andrew Cuomo ha aspirazioni nazionali, una volta terminato il mandato di Obama, ed e' il figlio del governatore Mario Cuomo.

Prima di Andrew Cuomo ci fu il governatore David Patterson che firmo' una moratoria temporanea sul fracking nel 2008, per fare studi e per capire meglio la questione.

Sono passati 4 anni, e ci sono stati studi e reportage giornalistici in tutto il mondo sulla pericolosita' del fracking, casi di acqua inquinata, terremoti, perdite dai pozzi, materiale tossico trovato nelle falde acquifere, nei pozzi artesiani e nelle vite delle persone.

In teoria ancora adesso c'e' una commissione New Yorkese che indaga, ma qualche settimana fa, il New York Times e' riuscito a scorpire - con il giornalismo investigativo, quello sconosciuto alla stampa italiana - che il governatore Cuomo vuole per adesso permettere il fracking in "solo" cinque contee di New York, le piu' lontano dai fiumi e dalle riserve acquifere dello stato.

Guarda caso sono anche le contee piu' povere di New York State - Broome, Chemung, Chenago, Steuben e Tioga sono i loro nomi.

Si dice che il fracking verra' permesso solo nelle citta' che sono d'accordo e che sara' vietato vicino agli
acquiferi, nei distretti storici e nel Catskill park -parco non lontano dalla grande mela dove i newyorkesi vanno a fare le gite durante i weekend.

L'idea geniale di questo Cuomo, e' di trovare un "compromesso", la tipica mossa politica, accontentando tutti.

La verita' come ricorda Josh Fox- e vale per New York, ma mutatis mutandis vale per l'Abruzzo, vale per Carpignano Sesia, vale per Venezia, vale per Oristano e per la Val D'Enza - e' che non ci possono essere compromessi che tengano con questioni cosi delicate.

L'inquinamento e' l'inquinamento.

L'acqua che non si puo' bere e' acqua che non si puo' bere.

Le emissioni tossiche sono tossiche.

Non si scappa.

A Cuomo viene criticato di volere accontentare tutti e di volere stare con le scarpe in due - o dieci! - staffe allo stesso tempo.

Perche' permettere il fracking solo nelle contee piu' povere?

Pensa che li saranno piu' supini?

Perche' ha accettato che nella sua commissione ci fosse l'ombra di manipolazioni da parte dell'indutria del gas?

Perche' Cuomo non ha a cuore la sua gente quando sono innumerevoli i casi di malattie, traumi fisici ed emotivi dal vivere vicino al fracking?

Qui il reportage del Rolling Stone Journal. 

Il giornalista gli ricorda che il film di Josh Fox sara' visto da tante persone, da tanti *elettori* e che questi elettori se ne ricorderanno al momento di dare il loro voto, in uno dei prossimi Novembri, il tipico mese delle elezioni negli USA.

Nel film ci sono cose drammatiche, come in Gasland, come nei report del New York Times.

Materiale radioattivo di scarto mandato direttamente nei fiumi, i tentativi di manipolare l'informazione da parte dell'industria del petrolio, i rubinetti in fiamme, la scienza e pagamento che dice quello che vuoi tu, la potente associazione Oil and Gas americana, Pittsburg che e' riuscita ad avere un ban sul fracking, gli scienziati veri che dicono le cose in chiaro, i segreti dell'industria del petrolio, il cemento nei pozzi di gas che cede e lascia la monnezza migrare nel terreno.

Dura solo 20 minuti e vale la pena di essere visto.






Tuesday, June 9, 2009

L'Italia come l'Algeria


Non e' solo il nostro primo ministro a dire che Roma e Milano assomigliano sempre piu' a citta' africane. Anche la Petroceltic, ditta petrolifera irlandese in data 3 giugno 2009 ci ha messo nella stessa casella dell'Algeria. Come infatti riporta L'African Buisness News il capo della Petroceltic, tale Andrew Bostock dichiara:

"I am pleased to be able to report that all of the resolutions at today's AGM have been approved, including the recently announced share placing, which will now proceed to completion. Petroceltic has raised aggregate gross proceeds of £27.5 million from this placing and is now well funded for active programs in both Algeria and Italy throughout 2009 and 2010. These programs will appraise the extent of discoveries already made in both areas and also extend our operations into new exploration prospects. We are optimistic that this program will start to unlock the value which we believe exists in our portfolio.

Funding from the placing has also enabled the Company to accelerate the Italian exploration and appraisal program. We are now preparing for the drilling of up to three wells on our Italian acreage during 2009/10."

Cioe' e' stato tutto liscio avere permessi, in Algeria come in Italia. Uguale. Dicono di avere sufficienti soldi per trivellare durante il 2009 e il 2010 e che addirittura vogliono accelerare i tempi per le trivelle italiane.

Nessuno ricorda che in Algeria ci sono i deserti, mentre in Abruzzo c'e' il mare, l'uva e la vita delle persone. Forse non lo ricordano nemmeno gli italiani.

Nel silenzio generale dunque, Ortona, l'Abruzzo, lo sciapito Gianni Chiodi, il prepotente Mauro Febbo, la muta Daniela Stati e in generale il popolo intero d'Italia regala la sua spiaggia, il suo mare, la sua pesca, la sua terra ad un gruppo di irlandesi.

Si sente solo il fruscio delle banconote del sindaco di Ortona, Nicola Fratino che già conta i soldi per il trasporto del petrolio tramite il suo porto dai colori psichedelici. Che schifo.

Un motivo ci sarà pure se l´Italia lentamente declina - turisticamente, culturalmente, economicamente, politicamente e secondo me la base di tutto sta in questo orrendo non curarsi del bene comune. In questa idea che se penso al mio orticello, andra' tutto bene. In questa rassegnazione che tanto io che ci posso fare. In questo piegarsi la schiena tutti i giorni e pensare che solo i matti possono urlare la verita'. In questo lasciare che tanto ci pensera' un altro a far qualcosa.

In California e' dal 1969 che non si azzardano a mettere più trivelle nel mare. L'anno scorso negli USA si parlava di diminuire le distanze trivellabili dalle coste, da 160km ad 80km. Ci fu la rivolta di governatori e popolo - se ne parlo' per settimane. Il governatore Schwarzenegger disse che non se ne parlava nemmeno in California, e con lui quello del Maine, della Florida, dell'Oregon. Alzarono la voce, e non da politici di questo o di quel partito, ma da governatori interessati al bene del proprio popolo. Io non ho dovuto far nulla, perche' ci ha pensato chi di dovere.

Tutto questo fracasso per portare il limite ad 80 chilometri. In Italia non esiste nessun limite e non gliene importa niente a nessuno se gli vengono a mettere le trivelle sotto il naso. Ma proprio niente.

La TV italiana, se uno la guarda agli orari giusti, continua a mostrare storie di morte e di distruzione, per colpa della Camorra, della Mafia, del terremoto, delle regole inesistenti sul trasporto su strada, qualche volta dell'ENI. Ma per una volta che le tragedie potrebbero essere PREVENUTE, in Abruzzo come in Sicilia, il silenzio piu totale.

Ci piacciono i morti gia' morti.

Ma poi, ognuno ha quel che si merita e ciascuno e' artefice della propria fortuna, compresi i popoli. Come posso pensare che ci si indigni per trivelle in mare, quando non ci si indigna che la Mafia e' la prima azienda del paese?

Questa storia del petrolio in Abruzzo si e' snodata esattamente allo stesso modo in cui tutto si snoda in Italia: con pochissime persone disposte davvero a lottare con intelligenza, senza distogliere lo sguardo dall'obiettivo vero e senza volerne approfittarne - politicamente o economicamente.

Dove sono gli altri accademici? Dove sono i ricchi d'Abruzzo? Dov'e' Mr Pasta De Cecco? Dov'e' la gente che spontaneamente si riversa nelle piazze? Dove sono i politici? Davvero si crede alle parole di Chiodi? E ricordo che sono parole, e non fatti, quelli sono inesistenti.

Il primo gennaio 2010 e' sempre piu' vicino. Da allora i petrolieri potranno fare cio' che vogliono alla nostra terra. Si vede che agli abruzzesi gli sta bene cosi'.

Ma come già so dal primo giorno di questa storia, tutto ciò non scalfisce di un millimetro la mia vita personale. Alla fine dei conti, non sono io che devo andare al mare ad Ortona, a Vasto, a Pineto. Non sono io che dovrò portare i miei bambini a giocare all'ombra delle piattaforme, fra il cemento e circondata da spiagge che scompaiono a San Vito, a Pescara, a Montesilvano.

Malibu e' molto più vicina.