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Sunday, September 16, 2018

La sismicita' indotta a 10 chilometri di distanza




Sinistra: 
Iniezione nella roccia di basamento, piu' solida fa si che 
la sismicita' indotta resti confinata al punto di impatto (cerchio blu e stelline rosse); 

Destra: 
inieizione nella roccia sedimentaria, piu' soffice, fa si che gli effetti 
della reinizione possano viaggiare maggiormente, 
attivando faglie piu' lontane e piu' potenti (striscia blu e cerchi rossi). 



Della sismicita' indotta a distanza abbiamo gia' parlato tante volte su questo blog.

Come spesso ricordato e' un miracolo della geologia che la sismicita' indotta ci sia in tutto il mondo, meno che in Italia, considerato che i nostri amici dell'INGV e delle varie universita' italiane, nonche' commissioni su commissioni continuano a negarlo.

In altri posti pero' non sono cosi fortunati e dunque raccontiamo qui l'esito di altri studi nordamericani sulla sismicita' indotta a distanza.

Sappiamo tutti che dall'arrivo del fracking negli USA i terremoti sono aumentati vertiginosamente, e che ci sono stati vari studi sull'accertamento della sismicita' indotta anche da trivelle "convenzionali".
Questo accade o per estrazione diretta, cambiando le pressioni da prima a dopo l'estrazione, e sempre di piu' per la reiniezione di monnezza tossica sottoterra dove non solo si cambiano le pressioni, sparando reisidui fluidi ad alta pressione, ma dove anche si lubrificano le faglie sismiche magari attivandole laddove prima erano dormienti.

Un esempio su tutti e' lo stato dell'Oklahoma, un tempo regione non sismica e dove oggi ci sono piu' terremoti che in California.

Ma, fino a che distanza si puo' sentire l'impatto della reiniezione?

Il professor Earth and Planetary Sciences, presso la University of California di Santa Cruz ed il ricercatore Thomas Goebel dello stesso dipartimento, hanno esaminato i siti di reinizione nel mondo intero per capire come la sismicita' cambiava in dipendenza della distanza dai siti stessi.

Il risultato sconvolgente e' stato che in alcuni casi la sismicita' poteva essere indotta fino a dieci chilometri di distanza.  Per di piu' la reinezione in roccia sedimentaria, piu' flessibile causa piu' sismicita' e a distanza maggiore rispetto alla reiniezione nella roccia sottostante, piu' solida.

L'acqua re-iniettata porta a maggior slittamento delle faglie sismiche, puo' creare squilibri di pressione, puo' spingere le faglie stesse l'una verso l'altra. Questi fenomeni nella loro complessita' sono chiamati poroelasticita'.

Ma siccome l'acqua e' fluida e puo' viaggiare nel sottosuolo, la poroelasticita' puo' manifestarsi anche in punti lontani rispetto ai punti di immissione, incontrando faglie sismiche nel suo cammino sotterraneo.

I depositi di petrolio e di gas sono contenuti in bacini sotterranei di roccia solida. Un tempo gli idrocarburi erano materiale organico, come alghe, ma nel corso di millenni vari strati di sostanze di sedimento si sono accumulate sopra ed in mezzo comprimendo il materiale organico, "cuocendoli" e alla fine creando il petrolio. La roccia sottostante faceva da supporto, cosi ci sono queste cavita' piene di idrocarburi e di roccia porosa sedimentaria. Quando il petrolio viene estratto, i trivellatori possono iniettare la monnezza o dentro la roccia sedimentaria che ospitava il petrolio estratto
oppure andare piu' in profondita', nella roccia dura che fa da contenitore.

La prima e' la roccia sedimentaria, superficiale e soffice; la seconda e' la roccia di basamento, sotterranea e piu' dura.
Dei diciotto siti di reiniezione analizzati da Emily Brodsky e da Thomas Goebel e documentati su Science, viene fuori che la reiniezione in strati sedimentari, piu' malleabili e fluidi perche' appunto un tempo intrisi di petrolio, portavano a sismicita' maggiore e sulle distanze maggiori rispetto alle iniezioni in roccia di basamento, piu' solida. 
Qui la sismicita' restava contenuta entro un chilometro dal punto di impatto.

Questo non e' quello che ci aspettava, anzi l'idea convenzionale e' che iniettare nella roccia di basamento e' piu' pericoloso perche' le faglie qui sono piu' in tensione, con la possibilita' di accumulare energia, essendo appunto la roccia rigida.

Perche' dunque questi risultati?

Secondo i due perche' la roccia sedimentaria essendo piu' soffice e malleabile fa si che la pressurizzazione possa fare sentire i suoi effetti anche a distanze superiori rispetto al punto di impatto.

Cioe' l'acqua reinieittata puo' viaggiare, incontrare faglie distanti e far danni su un raggio maggiore.
Per di piu' l'acqua puo anche penetrare nella roccia di basamento mentre viaggia, dunque aumentando il suo raggio di azione.

Io non so se questo studio portera' a cambiamenti, ed anzi e' molto probabile che saranno necessari altri studi, altri esperimenti. Certo e' che questo e' un altro passo in piu' verso la comprensione del pianeta ed un altra prova del fatto che trivelliamo alla cieca senza sapere quello che stiamo facendo.

Come detto milioni di volte, nessuno veramente conosce tutte le dinamiche del sottosuolo e specie per noi in Italia, paese geologicamente fraglie, continuare a bucare la roccia, a vanvera, e' un vero delitto.

Ma no, cosa dico. Ho dimenticato la premessa di questo articolo: in Italia la sismicita' indotta non esiste, non e' mai esistita e mai esistera'.

Noi siamo speciali, la nostra geologia e' speciale, e i nostri trivellatori sono speciali.
E poi, lo dice l'INGV che e' sempre tuttappposto.

Saturday, March 24, 2018

Il Texas che sprofonda dopo ottant'anni di trivelle -- subsidenza di un metro, terremoti e voragini






















Human activities of fluid (saltwater, CO2) injection for stimulation of hydrocarbon production, salt dissolution in abandoned oil facilities, and hydrocarbon extraction each have negative impacts on the ground surface and infrastructures, including possible induced seismicity.

Lu and Kim, Scientific Reports, 2018 



This region of Texas has been punctured like a pin cushion 
with oil wells  and injection wells since the 1940s 
and our findings associate that activity with ground movement.


 

Negli anni ottanta in Texas iniziarono a formarsi strane "formazioni geologiche".

Erano delle buche, delle "sinkholes", una specie di pozzetti che sembravano naturali, dal diametro di varia dimensione, e non troppo profondi.

Con il tempo pero' queste sinkholes sono diventate piu' grandi, piu' cattive, piu' numerose. Pentole di Gargamella in continua crescita sparse un po' dappertutto. Alcune hanno iniziato a unirsi, e intere citta' hano temuto o temono ancora di essere ingoiate da quelle che ora sono diventate gigantesche voragini.

Un recente studio mostra che le sinkholes, i terremoti, la subsidenza sono tutte collegate fra loro in una vasta area del Texas, di circa 10mila chilometri quadrati, grande come l'Abruzzo. La zona sta letteralmente sprofondando. L'attivita' sismica un tempo sconosciuta, diventa sempre piu' intensa.

Di chi e' la colpa?

Che domande.

L'area e' stata trivellata a piu' non posso, e questo e' il risultato.

A delineare il legame fra la terra che si abbassa, e che si riempe di sinkholes non e' la D'Orsogna, quanto il geofisico Zhong Lu della Southern Methodist University di Dallas che assieme al suo collega Jin Woo Kim hanno eseguito lo studio appena pubblicato su Scientific Reports.

Zhong Lu lo dice chiaramente:

The ground movement we're seeing is not normal. The ground doesn't typically do this without some cause.

E cioe' che un area grande quanto l'Abruzzo non sprofonda in 80 anni senza motivo. E il motivo sono le trivelle.

Lu e Kim hanno messo a raffronto i dati della produzione di petrolio e di gas fra il Novembre 2014 e l'Aprile 2017,  con i movimenti della terra, la subsidenza e i terremoti ed hanno concluso che quella che chiamano "instabilita' epocale" e' frutto di decenni di sfruttamento petrolifero e di tutte le reazioni geologiche a catena che si sono susseguite sottoterra nel corso degli anni.

E questo vale per un area di circa 10mila chilometri quadrati, quattro contee e sei citta' che si stanno abbassando in modo impressionante.

Nella citta' di Pecos il numero di terremoti era zero prima del 2012; adesso sono frequenti. Nella citta' di Wink ci sono due sinkholes che mettono paura a tutto il paese e che si spostano, si allargano e si contraggono in parallelo con l'attivita' umana.. In alcune localita' si arriva a un metro di subsidenza.

Ovviamente il tutto rappresenta un pericolo per residenti, per la stabilita' delle strade, ferrovie, dighe e tutta l'infrastruttura costruita. Inclusa l'infrastruttura petrolifera, gli oleodotti in primo luogo.

Nessuno sa come intervenire.

E questo perche' una volta messi in moto questi processi, nessuno sa e puo' fermarli, perche' la natura va avanti per conto suo.

I ricercatori dicono che hanno considerato "solo" un'area di 10mila chilometri quadrati ma che se avessero esteso le loro ricerche su un area piu grande di quella attuale sono sicuri che avrebbero trovato movimenti di terreni collegati ad oil and gas anche li.

E cosi il gruppo del professor Lu promette di continuare i propri studi sulla subsidenza.


Saturday, December 9, 2017

L'Albania ordina ai petrolieri di Cina e Canada di risarcire i danni dai terremoti da fracking

















La piccola e silenziosa Albania ci da una grande lezione di ambiente e di vivere civile.

Ricevere informazioni da Tirana non e' facile: il paese e' isolato, le informazioni rare, e le barriere linguistiche difficili da superare, anche nei tempi di internet. Tutto quello che scrivo qui arriva un po' dalla stampa anglosassone (Reuters), un po dalla stampa Albanese in inglese, un po dalle traduzioni da google e sopratutto dai gruppi Facebook di attivisti anti-fracking in Europa.  Un grande grazie alla mia amica Francoise Lienhard che mi ha inviato quasi tutto questo materiale.

Il preambolo della faccenda e' che si trova in Albania il piu' grande campo petrolifero d'Europa su terraferma. Si chiama Patos Marinza ed e' nei pressi della citta' di Fier. Ci sono qui 30 villaggi minori e 1370 pozzi di petrolio. Di questi villaggi, uno dei piu grandi e' quello di Zharrez.

Dal 2004 fino a poco tempo il campo di petrolio di Patos Marinza e' stato gestito da una ditta Canadese, la Bankers Petroleum. Nel 2016 questa ditta e' stata venduta ai cinesi della Geo-Jade Petroleum.

Fra le varie accuse alla Bankers Petroleum prima della vendita ai cinesi quella di avere sottostimato gli incassi dal petrolio  del 50% per evitare di pagare le tasse al governo di Tirana.  Nel corso degli anni anche una serie di multe per la mancata protezione dell'ambiente.

Un preambolo secondario e' che l'area di Fier, e' anche dove si concentra la produzione agricola del paese: un terzo della produzione di ortaggi arriva da qui. Meloni, fagioli, grano, olive, mais e agrumi.  Vivono qui circa 300mila persone, circa il 10% della popolazione del paese.

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La nostra storia parte da Zharrez, il villaggio piu' grande di Patos Matinza.

Nel 2008 la Bankers Petroleum inizia a usare fracking in un area gia' fortemente compromessa da un punto di vista ambientale.

L'acqua diventa imbevibile, l'agricoltura soffre, iniziano i terremoti e gli scoppi.

Tutto come da copione.

Nel 2013 tre terremoti di magnitudo 4 della scala Richter.

Nel 2015 scoppi durante la trivellazione di nuovi pozzi di petrolio.

Ci si ferma per un po, il governo promette di indagare, ma non se ne fa e non se ne sa quasi niente. La Bankers Petroleum riprende a trivellare.

E riprendono pure i terremoti.

Secondo l'Istituto Albanese per la Sismologia, fra il Settembre ed il Novembre del 2016 ci sono sati circa 2700 terremoti a Zharrez.

Piu' di 30 al giorno.

La gente inizia a vedere crepe nei muri, i tetti iniziano a cedere e la paura inizia a crescere.

Qui c'e' un video su Facebook, in Albanese, con intervista ai residenti.

Qui invece un video con i danni causati alla scuola "Sotir Capo" nella vicina citta di Fier (Sotir Capo era un artista albanese emigrato a Filadelfia).

I residenti hanno iniziato a lamentarsi dei danni dovuti alle trivelle e al fracking gia' dal 2009, ma nessuno li ha ascoltati.  Sono sorte piccole associazioni locali, una delle quali detta Nisma Thurje che fra l'altro e' la stessa che ha postato tutti i video di cui sopra, e a seguire.

In tutti questi anni, ogni volta che arrivava un terremoto nei pressi di Fier, la Bankers Petroleum insisteva che si trattava di un terremoto naturale. 

Il governo non aveva granche' da commentare. Ma ovviamente data la gran frequenza delle scosse, mai vista prima, i residenti non hanno creduto alla "normalita'" di questi eventi.

Isolati o no, anche in Albania sapevano cosa fosse il fracking.

E cosi le proteste e le documentazioni sono continuate, a persistere negli anni.

Il giorno 18 Dicembre 2016 un forte boato. E' l'ennesimo terremoto di magnitudo 4 ed e' anche la goccia che fa traboccare il vaso.

I residenti decidono di mettere su uno sciopero della fame documentato in questo link di Facebook. A parte qualche pubblicazione locale, la stampa ufficiale del paese non ne ha parlato tanto, ne' dello sciopero della fame, ne' tantomeno delle proteste precedenti, ma gli attivisti hanno continuato e grazie a Facebook, almeno internamente in Albania si inizia a diffondere coscienza.

Ci si inizia ad organizzare anche per bloccare le strade di accesso ai campi petroliferi.

Dopo circa una settimana alcuni rappresentanti governativi visitano gli attivisti, che continuano a chiedere soluzioni ad inquinamento e terremoti da petrolio nelle loro case.

Qui altri filmati dello sciopero della fame della fine del 2016.

Finalmente il governo promette di intervenire per trovare soluzioni concrete.

Ma tutto il mondo e' paese anche in Albania e di tante promesse non resta niente. I cittadini decidono di partire con un altro sciopero della fame, nel Febbraio del 2017. Nonostante il silenzio dei media ufficiali, le informazioni circolano, e il numero di protestanti aumenta. Anche i ragazzi cercano di mostrare solidarieta' con i protestanti.

Finalmente arriva l'ora di cambiare tattica. Non piu' sciopero della fame. Il messaggio deve arrivare dritto dritto ai politici.  E cosi si decide di marciare tutti assieme verso Tirana. A 126 chilometri di distanza. Partono in 40. L'obiettivo e' di

1. Far vietare il fracking in Albania
2. Chiedere compensazione per i danni subiti
3. Ripristino ambientale.

Si parte il 22 Febbraio 2017 come documentato da questo video. Per la strada tanta solidarieta' ed affetto con la gente che marcia accolta con cibo, acqua, coperte e applausi dai villaggi circostanti. Alcuni video dell'accoglienza sono qui, e ancora qui, e poi ancora qui e finalmente qui. 

Chi era troppo stanco, o debilitato dallo sciopero della fame e' stato trasportato in sedie a rotelle da altri attivisti che si sono aggiunti strada facendo.  

Non e' mancata la pressione da parte della polizia di desistere. Addirittura la direttrice della scuola Sotir Capo minaccia di espellere i bambini i cui genitori erano coinvolti nella marcia. Ma loro sono andati avanti. Anzi hanno chiesto ai politici di marciare con loro in solidarieta'.

Questo il loro manifesto: 
Declaration of the marchers
  1. The police in Fier is putting pressure on the family of the marchers by asking them that we stop the march.
  2. Mirjeta Nasto, director of the Sotir Çapo school in Zharrëz threatens the children of the marchers with expulsion from school.
  3. The Ministry of Energy lies about the evaluations. No evaluation whatsoever has been done. The houses (not all of them) have been photographed from the outside and that’s all. The Ministry has no idea at all about the damage to each specific house. We challenge them to make their “evaluations” public.
  4. The Prime Minister, Deputy Prime Minister, Miniser of Energy, etc. are invited to come to Kavaja, or to join us on the road to Tirana and to tell us the solution they have found. If they don’t, this means there is no solution.
  5. Our march is not the property of any party. We march only and alone for our houses.
The march will continue until we have a solution. If there isn’t, we will get down in Tirana and won’t move an inch alive until we have won our right. We don’t owe our houses to any party, we have built them with our blood and sweat.
We will no longer bow down!



Finalmente il governo cede ed accetta di venire incontro ai protestanti, ed accetta di vietare il fracking nel paese. La Bankers Petroleum rimborsera' tutti i danni causati ai residenti che celebrano sulle strade di Tirana. 

Era il Marzo del 2017.

La Bankers Petroleum ovviamente non ci sta e dice che sebbene smettera' di pompare fluidi ad alta pressione a Patoz Marinza, prima di risarcire i residenti deve eseguire "studi" approfonditi.

Il giorno 5 Giugno 2017 la folla e' tornata a protestare di nuovo in occasione delle elezioni locali, chiedendo ancora di essere compensati per le case distrutte dal fracking, interrompendo la campagna elettorale per il rinnovo del parlamento. 

Non si sa come andra' a finire.  

Per ora, durante l'Ottobre del 2017 la Bankers Petroleum, bonta' loro, ha deciso di piantare alberi in dieci ettari di terreno a Patos Marinza.

Ma comunque vada a finire, onore ai 40 che hanno camminato fino a Tirana, da soli, spinti sulle sedie a rotelle, sotto il freddo, per esigere che i loro diritti venissero rispettati.

Onore a loro.


 



Friday, July 7, 2017

Northstar 1, Youngstown, Ohio: il pozzo dei 110 terremoti indotti chiude








Si chiama Benedict Lupo ed ha gia' causato inquinamento dei fiumi a Youngstown, Ohio.
Ha pure ricevuto una condanna a due anni di galera per riversamento monnezza tossica.

Ora pure i terremoti.

Un petroliere con la coscienza profumata.

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Non hanno potuto negare l'evidenza e cosi, dopo sei anni di trivelle e di paura, nella citta' di Youngstown, in Ohio, il pozzo Northstar 1 verra' tappato e abbandonato.

E' questo un pozzo di reiniezione di circa 3000 metri di profondita'  che il 31 Dicembre del 2011 aveva originato una scossa di magnitudo 4.0, con altre scosse piu' o meno forti a seguire. Quanti altri?
Secondo il Lamont-Doherty Earth Observatory presso la Columbia University alomeno 109 altri terremoti fra il January 2011 and February 2012 sono da associarsi a Northstar 1.

Ovviamente non e' stato facile decidere che era proprio colpo del pozzo in questione, specie visto le pressioni da parte dell'operatore North Star Disposal che ha cercato di rassicurare tutti con il "non si sa", "e' tutto nella norma" e bla bla.

Ma alla fine, il Department of Natural Resources dell'Ohio e' giunto alla conclusione inappellabile che si, e' proprio Northstar 1 responsabile della sismicita' indotta in zona.

Gia' nel 2012, the le autorita' dell'Ohio avevano sottolineato che in loco l'attivita' sismica era rara, ma che la confluenza di fattori specifici, poteva farli scatenare anche qui. E cosi dopo essersi preso tempo per studiare tutte le formazioni geologiche in zona, le attivita' petrolifere, di estrazione, di reiniezione e di fracking, sono qui giunti alla conclusione che le scosse sismiche sono state indotte proprio dalla reiniezione di fluidi sottoterra.

Quello che viene fuori e' che il primo terremoto e' stato registrato soli 13 giorni dopo la messa in funzione del pozzo stesso. Il meccanismo e' sempre lo stesso, pompando fluidi di risulta ad alta pressione, si sono create alcune fratture sotterranee, e i fluidi stessi hanno lubrificato i vari strati di roccia che cosi hanno inziato a scivolare le uno lungo le altre, portando a terremoti. 

La monnezza finiva in una faglia sismica non nota fino ad ora, e vicino al punto di rottura.  Il pozzo sara' ora cementificato e sara' vietato usarlo. Le operazioni dovranno essere completate entro il 2019.

Interessante che la maggior parte della monnezza di Northstar veniva da altri stati.

Chi e' la  Northstar Disposal? Basta solo dire che il capo di questa ditta, tale Ben W. Lupo, nel 2014 fu condannato a 28 mesi in una prigione federale per avere oridnato ai suioi dipendenti di sversare monnezza petrolifera in un tombino collegato al fiume Mahoning a Youngstown.

Cioe' gli ha portato terremoti ed inquianmento.

Bravo. 





Wednesday, June 21, 2017

Dal Texas: il petrolio causa inquinamento e terremoti







E' considerato "lo studio" per eccellenza sullo stato delle trivelle in Texas. 

Le estrazioni di petrolio inquinano l'aria, erodono il suolo, contaminano l'acqua, causano terremoti.
Puo' bastare?

E lo dice un consorzio di scienziati dello stato piu' trivellato d'America, l'Academy of Medicine, Engineering and Science del Texas. E non si parla solo di ambiente, ma anche di guai sociali.

Il petrolio che ha portato ricchezza a tanti in Texas ha anche portato alla degradazione delle risorse naturali, ha aumentato gli incidenti stradali, portato traffico a zone rurali.

Non che la gente normale non lo sappia: e' un dato di fatto che l'acqua e l'aria sono spesso soggette a contaminazioni vicino ad operazioni di petrolio e di gas, con o senza fracking.

Intanto, specie negli ultimi anni, si accellerano le operazioni di green-washing, mentre che si trivella sempre piu vicino alle citta', a zone naturali protette, a riserve idriche e in generale in zone dove e' meno indicato stuzzicare il sottosuolo.  Dicono di usare programmi di riclicaggio dell'acqua, di avere filtri e attrezzatura ultramoderna. Sara', ma nessuna di queste cose puo' veramente garantire che non succedera' mai niente. Anzi.

Ma cos'e' questo Academy of Medicine, Engineering and Science del Texas? E' la crema della comunita' scientifica del Texas. Ci fanno parte tutti i premi nobel dello stato del Texas, i membri dell'accademia nazionale di scienza del Texas. Hanno iniziato a indagare due anni fa, assieme ad avvocati, geologi, seismologi, ingegneri e pure petrolieri.

Hanno analizzato centinaia di documenti e di studi.

Il Texas non ha un database comune dei danni dai petrolio, nessun protocollo statale per lo studio dell'ambiente, non tiene la lista delle perdite da renieizione. Non ci sono neanche dati presi in modo sistematico sulle tossine in atmosfera.  Non vengono presi dati su flora e fauna.

Alla fine sono state scritte 204 pagine, con una lunga lista di danni e di potenziali problemi.

Come il Texas, cosi la Basilicata.

Sunday, March 5, 2017

Oklahoma: la tribu Pawnee porta in tribunale 27 petrol-ditte per sismicita' indotta di magnitudo 5.8















We are a sovereign nation and we have the rule of law here.
We’re using our tribal laws, our tribal processes, to hold these guys accountable.




La tribu' Pawnee denuncia ben 27 ditte di petrolieri con l'accusa di avere causato vari terremoti, fra cui uno di magnitudo 5.8 nel Settembre 2016, nelle loro terre e di avere causato danni emotivi e economici alla loro tribu'.


E quindi Venerdi 3 Marzo 2017 gli indiani della Pawnee Nation sono passati al tribunale.

Chiedono di recuperare i danni subiti. Il terremoto di magnitudo 5.8 del fu il piu' grande in tutta la storia dello stato dell'Oklahoma. Oltre al risarcimento danni c'e' la richiesta di risarcimenti "punitivi": cioe' si chiede che Mr. Petrolio non solo paghi i danni causati, ma multe salate in aggiunta, in modo da fargli male al portafoglio e che tutto questo sia di esempio per il futuro, per loro e per altri trivellatori. 

E' questa la prima volta che un gruppo di 3200 persone, indiani d'America, denunciano petrolieri nel loro sistema giudiziario, una corte tribale, e non in una corte federale o statale.  I Pawnee fanno questo per sottolineare che sono sovrani sulle loro stesse terre.  Le leggi dicono che anche non-indiani, in questo caso i petrolieri, possono essere denunciati e portati in tribunale nelle corti tribali.

La corte tribale fara' il suo corso, ma se ci dovessero essere appelli alla fine a decidere sara' un gruppo di 5 membri della Corte Suprema tribale, e la loro decisione sara' poi finale.

Secondo gli indiani Pawnee, gli scarti delle operazioni di fracking sono stati reiniettati in vari pozzi a 15 miglia dal loro centro principale che sia chiama Pawnee e dove vivono 2,200 persone. La conseguente sismicita' indotta ha causato danni alle case di 40 famiglie, con muri crepati, intonaci staccati, facciate danneggiate, soffitti pericolanti. Una persona e' rimasta ferita.

Alcune di queste costruizioni, fra cui quella che un tempo era nota come Pawnee Nation Indian School, erano storiche, protette come tale, e quindi piu' delicate.  Ora e' un edificio comunitario della tribu ma a causa del terremoto e' diventato inagibile.

Secondo il direttore Andrew Knife Chief la Pawnee Nation l'edificio puo' resistere a tornadi, grandinate e tempeste, ma non a terremoti cosi forti. 

Non e' che i petrolieri possano negarlo: gli scienziati, e pure enti statali dello stato dell'Oklahoma hanno decretato che la sismicita' indotta dalla reiniezione esiste.  Il governatore ha pure dichiarato lo stato di emergenza.
Dal 1980 al 2000 in Oklahoma ci sono stati due terremoti l'anno di magnitudo 2.7 o piu'.

Nel 2014 ce ne sono stati 2500.

Nel 2015 ce ne sono stati 4000.

Poi si decise di limitare il volume di monnezza che si poteva reiniettare sottoterra.

Nel 2016 il numero di terremoti di magnitudo superiore a 2.7 e' stato di 2500.
Oltre alla causa dei Pawnee ce ne sono almento altre quattro, per sismicita' indotta a partire dal 2011, fra queste una class action gia' consegnata a Novembre 2016 da parte di altri residenti per i danni fisici ed emotivi causati dalle trivelle nelle loro comunita'.

Ovviamente la sismcita' indotta in Italia non c'e', non c'e' mai stata e mai ci sara'.