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Wednesday, January 9, 2019

Una storia a lieto fine: dopo sei anni l'ENI scacciata da Carpignano Sesia, 2,521 anime













Eccoci qui, dopo sei anni di battaglie e batticuore, la fine e' arrivata anche per il pozzo proposto dall'ENI e dalla sua socia minoritaria Petroceltic a Carpignano Sesia, popolazione 2,521 anime.

Il pozzo Carisio non s'ha da fare!

Sono felice: per questa piccola comunita' nel verde che ha sconfitto il gigante con caparbieta' e perseveranza, per il nostro pianeta che cosi ha un pozzo di meno, e per la speranza che questa storia infonde a tutti quelli che non ce lo vogliono proprio il mostro nelle loro campagne, nei loro mari o nei loro monti.

E anche perche' per una volta parliamo di una storia bella. Un po' mi commuovo mentre scrivo queste cose, nel mio ufficio, di pomeriggio e in silenzio, perche' so davvero la dedizione che ci vuole e perche' il mondo sarebbe migliore se tutti ci impegnassimo cosi. 

In 2500 hanno mandato via una corporazione che trivella da decenni a destra e a manca, dall'Alaska alla Nigeria, con appoggi politici di tanti governi passati, con storie di corruzione,  di scarsa attenzione ai popoli vicino ai loro impianti, e con nel cuore solo il vile denaro. Ma a Carpignano non ci sono riusciti.

Ora i signori dell'ENI se ne andranno con la coda che gli si attorciglia fra le sei gambe.

Credo allora che qui un grande grazie, un grande "bravi", vada al Comitato Difesa della Natura e del Territorio (DNT) di Carpignano che ha lavorato a lungo e con amore. Ci sono stata qui e ne ho parlato varie volte anche quando scrivevo sul Fatto Quotidiano. E' bello vedere un paese intero che si vuole bene e che non si arrende.

E credo che ci voglia anche un bravi al M5S e a Davide Crippa che hanno scelto di bocciare definitivamente il progetto dichiarando la decadenza del permesso. Non era una decisione scontata, 
ne un atto dovuto. 

Grazie.

Ormai sono tanti anni che seguo le faccende petrolifere e la storia si ripete sempre secondo lo stesso copione principale: le vittorie abbisognano di tempo, sono fatte di passi avanti e di passi indietro, di persone che si scoraggiano ma che poi continuano nonostante tutto. Di persone che cercano di fare qualche cosa ogni giorno con creativita' ed amore. Di persone che alla fine prevalgono. Da Carpignano al Centro Oli di Ortona, da Sciacca a Bomba, dal parco del Curone ad Arborea, fino ad Ombrina.

Il mio augurio e' che tutte le comunita' d'Italia con lo spettro del petrolio (o di qualsiasi altro mostro ambientale) abbiano la stessa voglia di lavorare, la stessa unita', lo stesso amore e che sappiano mettere da parte il proprio ego per essere a servizio dell'altro, dell'Italia, del pianeta.

Queste battaglie ambientali, cosi difficili, lunghe e snervanti, possono dare un senso alle nostre vite, e possono farci sentire che abbiamo seminato semi buoni, che siamo riuciti ad elevarci in alto, piu' in alto dei nostri piccoli egoismi quotidiani, e verso quell'ad majora a cui in un modo o nell'altro tutti aneliamo.

Tanti auguri Carpignano Sesia!

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Carissima e Chiarissima Maria Rita,

è passato un pò di tempo dagli ultimi messaggi intercorsi, anche se ho notizia degli scambi di informazioni con  Dora, nostra responsabile per la comunicazione.

Ti volevo augurare innanzi tutto un buon anno, che per noi, proprio nei giorni della Befana, è stato di grande felicità.

Nè carbone ,nè petrolio dunque. Pare che il pozzo esplorativo Carpignano 1 dir del permesso Carisio abbia cessato di esistere ( vedi allegato ).

Oltre agli auguri un enorme ringraziamento, mio personale e di tutto il Comitato DNT di Carpignano Sesia che ancora mi sopporta e rappresento.

Come tantissimi che si sono adoperati alla causa, la tua altissima professionalità, il tuo altruismo, ci sono stati di enorme aiuto nel condurre la nostra battaglia. Noi ci credevamo, ci abbiamo sempre creduto, anche nei momenti in cui  le forze in campo davano le nostre possibilità di successo ridotte ad un'esile speranza. Pensare di dover contrastare un colosso come eni da molti era ritenuto impossibile. Ma siamo andati avanti, passettino per passettino, a scalare questa montagna. Credo che il tuo insegnamento e la tua personale conoscenza ci abbia permesso di " rubarti " un pò della tua caparbietà e della tua tenacia, mettendoli in campo per quasi sette lunghissimi anni.

Ed alla fine ( speriamo ) un EVVIVA !!! A tutti noi

Spero che tutto giri per il meglio anche a te.
Con la speranza ed il piacere di rincontrarci presto ti abbraccio

Marcello Marafante
DNT Carpignano 

Saturday, June 17, 2017

A Carpignano Sesia







Buon pomeriggio a tutti,

doveva essere un giorno di festa per noi tutti, vicini e lontani, in questo inizio di estate del 2017, fra lo splendore delle colline di Novara, l'estate che inizia a colorare i nostri campi, e l'orgoglio dei 297 golia contro la prepotente ENI.

E invece come un acquazzone improvviso e' arrivata l'approvazione del Ministero dell'Ambiente per trivellare il pozzo esplorativo a Carpignano.

Io non sono delle vostre parti, ma ho dei bellissimi ricordi dei giorni spesi fra voi - ormai cinque anni fa, ma che potrebbe essere ieri - per la bellezza dei vostri luoghi e per l'affetto verso di me. 

E' bella la vostra storia di resistenza. Un paesino di 2500 persone che riesce a resistere per cinque anni a poteri cosi piu' grandi di tutti noi. E' bella la voglia di voler preservare l'ambiente attorno a noi, quello che che di buono ci hanno lasciato le generazioni passate. E' bello l'esempio che date ai piu' giovani che e' importante lottare, informarsi, rompere le scatole, nonostante tutto sembri in salita.

E se siamo arrivati fin qui, e' stato solo grazie all'impegno di voi tutti, dal basso. Non c'e' veramente niente di piu nobile in una democrazia: partecipare, volere, esigere, che il bene comune venga rispettato. E' qui il sale del vivere civile.

Occorre continuare cosi, giorno dopo giorno. E adesso un po di piu'.

A ripensarci bene, sono sicura che in questi cinque anni di attivismo molti sono stati i momenti di sconforto, i colpi di scena, le delusioni e anche le sorprese postive. E come in tutti gli angoli d'Italia in cui vengono combattute queste eroiche petrol-battaglie, siete sempre andati avanti.

Queste orribili firme di Gianluca Galletti e di Dario Franceschini, stolti ministri di ambiente e beni culturali che di ambiente e cultura non amano niente, devono catalizzarci ancora di piu' a voler salvare Carpignano. Dalla regione Piemonte al quotidiano di ciascuno di noi, occorre continuare a ricordare a tutti che non vogliamo trasformarci in un campo di petrolio, occorre continuare a svergognarli, a mostrare quanta ipocrisia ci sia nelle loro parole e nel loro operato.

A che serve sbandierare le firme sull'accordo di Parigi, quando firmiamo per l'estrazione di petrolio nelle nostre comunita'? A che serve parlare di democrazia, quando si va contro la volonta' di un intero paese che democraticamente si e' espresso?

L'ho letto il decreto ministeriale. Fa ridere. Dicono che il pozzo sara' dipinto di "grigio chiaro" (si, lo specificano proprio il "chiaro"!) in modo da non dare troppo all'occhio.  Il recinto sara' marrone, pianteranno degli alberi per camuffare il pozzo, chiameranno botanici e archeologi.

Ma dov'e' la voce di Carpignano in tutto cio'?  Perche' gli interessi dell'ENI devono venire prima di quelli di chi a Carpignano ci vive? 

Ormai non ci crede piu' nessuno alle loro storielle sulla compatibilita’ fra petrolio, agricoltura e vivere civile.  E il cancello marrone o viola, non cambia niente. Il pozzo esplorativo che vogliono farci passare come innuocuo, e' solo l'anticamera di quel che viene dopo: il pozzo permanente, l'oledotto, i trattamenti, i rifiuti, e trent'anni di inquinamento, come insegna la martoriata Basilicata.

Nessuno puo' volere questo per la sua terra, o per le terre di altri. 

Ed e' adesso che occorre fermarli, perche' una volta che arrivano non se ne vanno piu.  Lasciamo il nostro petrolio dove l’ha messo madre natura – sottoterra.

Ci saranno oggi un sacco di ospiti, magari politici, e spero anche tante persone non di Carpignano. Spero che ci sia generosita' di azione da parte di tutti. Che si torni a casa non solo con la serenita' della scampagnata fuori citta', quanto anche la responsabilita' del dover fare nel concreto.  Tutti, abbiamo qualcosa da offrire.

E chi piu' peso ha, piu' ha da impegnarsi.

La classe politica in primis, ha da impuntarsi di piu', con passione e determinazione vere. Non basta che la regione Piemonte o la provincia di Novara scrivano il loro parere negativo. La regione Piemonte e la provincia di Novara devone usare tutto il loro peso a Roma, devono gridare allo scandalo sulla stampa, sulla TV nazionale.

Devono far sentire a Carpignano che non e' sola.

Devono *volere* l'unica conclusione di buonsenso possibile: no al pozzo di Carpignano.

Non e’ vero che i potenti vicono sempre. Non e' vero che "hanno gia' deciso". Non e' vero che "non possiamo farci niente". Non e' vero che "ci serve il petrolio". Se ci impegnamo, se non ci stanchiamo, se continuiamo a rompere le scatole, uniti, tanti e piu’ testardi di loro, vinciamo noi.

La res publica e' del popolo, non dell'ENI.
La vita e' di chi se la piglia.

MR






Tuesday, February 9, 2016

Petroceltic: rinuncia alle Tremiti


Eccoci qui, notizia di qualche minuto fa -- la Petroceltic rinuncia alle trivelle alle Tremiti!


L'annuncio secondo Reuters, arriva dal ministro dell'industria, Federica Guidi e dice cosi:
 
"Italy is trying to boost oil and gas production on land and at sea to reduce its dependence on imports, but local opposition to drilling on environmental grounds has slowed development and prompted the introduction of a 12-mile ban on activities within Italy's coastlines and protected areas."

Cioe' abbiamo vinto noi! Si sono presi paura e se ne sono andati prima ancora di arrivare! Cosi si fa.


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Ecco qui il loro collasso economico!





La Petroceltic di Dublino, la ditta a cui il nostro governo ha deciso di affidare i mari attorno alle isole Tremiti con la concessione BR 274 EL, e' sull'orlo del fallimento, assolutamente piegata in due da debiti, azionisti senza scrupoli, accuse di frode e corruzione, crollo dei prezzi del petrolio. Oltre alle Tremiti, la Petroceltic e' titolare della BR 272 EL, al largo di Pescara dove le operazioni di airgun sono state approvate nel 2013.

A Londra le loro azioni sono oggi arrivate a 9.6 pence di valore, da un massimo di 446 nel 2009. La situazione, come scrivono vari siti internazionali, e' disperata dopo che il giorno 23 Dicembre 2015, il giorno dopo la firma del decreto che autorizzava l'airgun alle Tremiti, la Petroceltic si e' messa in vendita, sommersa dai debiti.

I petrolieri d'Irlanda avevano preso 217 milioni di dollari a prestito dalla banca britannica HSBC -- HongKong and Shanghai Banking Corporation -- e non erano stati capaci di rispettare i termini imposti. Non sanno ora dove trovare la liquidita' per far fronte ai pagamenti. Si stima che la disponibilita' di capitale finira' entro la fine di Gennaio 2016.

Le azioni sono crollate di oltre il 90% in un solo anno.

Le banche che si occupuano della messa in vendita della Petroceltic sono la Bank of America Merrill Lynch e la Davy Corporate Finance. Stanno vagliando tutte le opzioni: la vendita in toto delle varie concessioni al miglior offerente, la fusione con altre ditte, o anche l'infusione di capitale con altri debiti e offerte pubbliche.

Ma le cose non vanno molto bene, fra i potenziali acquirenti la Emirates National Oil Company che pero' si e' tirata indietro.

Oltre ai debiti, le accuse di corruzione e di frode.

Il principale investitore della Petroceltic si chiama Worldview Capital Management, e' una ditta di hedge funds che ne detiene il 29% di azioni. Gia' a Febbraio 2015 l'indebitata Petroceltic, decise di vendere obbligazioni per 175 milioni di dollari usando come collaterale Ain Tsila, un campo di gas in Algeria. La Worldview si oppose: questo passo avrebbe lasciato gli azionisti con guadagni derisori.

Si scateno' il polverone fra gli azionisti, la Petroceltic rinuncio' alla vendita di obbligazioni. Le azioni, gia' basse, crollarono ancora. La Worldview denuncio' la Petroceltic in tribunali d'Irlanda e d'Inghilterra per errori nelle revisoni interne. Le cause sono ancora aperte.

Il 20 Agosto 2015 la Worldview accusa la Petroceltic di frode e di corruzione con la creazione di schemi per defraudare la compagnia dall'interno, con fatture gonfiate in Algeria.

Il 17 Settembre 2015 la Worldview accusa ancora la Petroceltic di altre irregolarita' in Bulgaria: dirigenti di medio livello avrebbero creato anche qui canali per il trasferimento illegale di fondi della compagnia in mano di terzi, tramite sussidiarie egiziane, bulgare e lussembughesi.

E poi il 23 Dicembre 2015 finiscono i soldi e si mettono in vendita.

Ecco, questa e' la Petroceltic d'Irlanda in questo momento. A chi finiranno le Tremiti e Turchese? Perche' le abbiamo affidato il nostro Adriatico senza neanche indagare che fondi avessero, o chi
fossero? Lo sapevano al ministero che il giorno dopo l'approvazione dell'airgun alle Tremiti la Petroceltic si sarebbe messa in vendita?

Caro Matteo Renzi, cara Federica Guidi veramente vogliamo una ditta squattrinata, guidata da gente senza scrupoli, sull'orlo del collassso, a trivellare in uno dei mari piu belli d'Italia?


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La Petroceltic continua ad annaspare. Sono oggi arrivati a 9 pence di valore, da un massimo di 446 nel 2009.  La situazione, come scrivono vari siti internazionali, e' disperata.

Si sono messi in vendita al miglior acquirente il giorno 23 Dicembre, dopo che avevano preso 217 milioni di dollari a prestito dalla banca britannica HSBC -- HongKong and Shanghai Banking Corporation -- e dopo che non erano stati capaci di rispettare i termini imposti.  Devono dunque adesso iniziare con i ripagamenti, ma non sanno come fare.

Le azioni sono crollate di oltre il 90% in un solo anno.

Fra le varie opzioni, la vendita a pezzettini delle varie concessioni e dei vari permessi che possiede, e anche la vendita a terzi. Fra i potenziali acquirenti, la Emirates National Oil Company che pero' si e' tirata indietro. Stessa storia per la Dragon Oil che voleva comprare la Petroceltic nel 2014 e che e' stata poi acquistata dalla Emirates National Oil Company.

Nel 2014 la Petroceltic era stata stimata valere quasi 700 milioni di dollari. Oggi ne vale 35.

Si rifaranno con le isole Tremiti, grazie ai nostri politici.

Saturday, January 16, 2016

Tremiti, terremoti e trivelle del Gargano



Update:

23 Marzo 2018
Terremoto di magnitudo 3.9 a Monopoli
lungo la costa



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Immagini e testo sono stati pensati ed elaborati dalla sottoscritta e dal Prof. Francesco Stoppa, ordinario di geologia dell'Unviersita' di Chieti-Pescara. Prima di fare copia ed incolla, si prega di essere educati e di citare perche' dietro c'e' stato del lavoro non indifferente.

Grazie Francesco.

Dieci anni di terremoti in Adriatico e in Gargano
intensita' massima 4.4


Seismicity mostly occurs in central Gargano and further to the north,
toward the Tremiti Islands and central Adriatic. Seismic deformation
is currently affecting the basement of the Gargano region,
as indicated by the hypocentral depths of the largest earthquakes.
 



12 Dicembre 2015 -- magnitudo 4.4  
proprio nelle vicinanze della concessione Petroceltic delle Tremiti


 
Within the region enclosed by thick dashed line, seismicity is relatively intense,
and seismic profiles show evidence of recent deformation.

La linea grigia e' proprio centrata sulle isole Tremiti
che quindi soffre di "sismicita' relativamente intensa"
 

Immagini e testo di A. Argnani, M. Rovere, C. Bonazzi. 
Geological Socilety of America, 2009






Altre inquadrature


Qui le faglie sismogenetiche, come si vede siamo in zona sismica.
Resisteranno le trivelle della Petroceltic, e della Rockhopper e dei loro amici
eventuali terremoti di intensita' medio-elevata? 



Update altra scossa il giorno 22 Aprile 2017
di magnitudo 4.0





Dal 3 Dicembre 2015
al 13 Gennaio 2016

67 Terremoti, grandi e piccoli.
Il piu' forte e' stato il giorno 6 Dicembre 2015
Magnitudo 4.4


Che dire, in Italia ci piace sempre giocare con il fuoco. Anzi, con le trivelle. Io spero che non succeda mai niente, ma se gia' adesso abbiamo scosse di magnitudo 4.4, ha veramente senso continuare con attivita' petrolifera?

Le foto sopra sono scatti che coprono terremoti sull'arco di pochi mesi, pochi anni. E' evidente che siamo in zone delicatisssime. Potrebbe non succedere mai niente, ma di certo le trivelle non miglioreranno la situazione.  Per di piu' sono trivelle proposte da ditte piccole che mai e poi mai avranno la capacita' di pulire in caso di incidente, di monitorare quel che fanno, di riscarcire i guai che provocheranno, terremoti o non terremoti.  Ci mettiamo pure possibili stuzzicamenti del sottosuolo?

Ma poi, supponiamo pure che non siano le trivelle a portare ad aumento di attivita' sismica. Il territorio pero' e' gia' sismico di per conto suo e questo e' innegabile. Saranno le trivelle della squattrinata Petroceltic capaci di reggere eventuali impatti di terremoti di intensita' medio elevata?

Se il prossimo terremoto che arriva e' di intensita' sei? O sette? Cosa faranno?

Cosa faremo?

Come sempre, tutto a casaccio in questo paese.

Ecco qui l'elenco delle scosse negli scorsi 40 giorni  -- 67 terremoti, uno e mezzo al giorno.

 Sempre tuttapposto.


#Data Da: 2015/12/03 A: 2016/01/13
#Latitudine Min: 41.3 Max: 43.2
#Longitudine Min: 14.0 Max: 16.3
#Magnitudo Min: 0.0 Max: 10.0 Tipo: Mag pref
#Profondità (km) Min: ND Max: ND
#Terremoti totali: 67
#Tempo Origine (UTC);
Latitudine;Longitudine;Profondità;Magnitudo;Fonte;


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2015-12-05 16:30:17.040;41.833;16.02;23.8;2.3--ML;SURVEY;
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2015-12-04 19:47:50.030;41.343;14.426;10.2;1.3--ML;SURVEY;
2015-12-04 19:46:18.270;41.344;14.42;10.7;2.3--ML;SURVEY;
2015-12-04 19:38:27.250;41.337;14.425;10.5;1.5--ML;SURVEY;
2015-12-04 19:37:13.120;41.33;14.416;10.2;1.3--ML;SURVEY;
2015-12-03 17:40:54.320;41.927;14.021;7.1;1.3--ML;SURVEY;


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Questa la versione sul Fatto Quotidiano:


"Seismicity mostly occurs in central Gargano and further to the north, toward the Tremiti Islands and central Adriatic. Seismic deformation is currently affecting the basement of the Gargano region, as indicated by the hypocentral depths of the largest earthquakes"


"Although the Mattinata fault is the major tectonic element in the
region, little seismicity is located along its fault trace ; in fact, seismicity
mostly occurs in central Gargano and further to the north,
toward the Tremiti Islands and central Adriatic"


A. Argnani, M. Rovere, and C. Bonazzi
Geological Society of America, 2009



Durante le scorse settimane, una serie di eventi sismici ha toccato il Molise: il terremoto piu' forte e' stato il 16 Gennaio 2016, con magnitudo 4.1 nei pressi di Campobasso. Alcune di queste scosse si sono sentite anche in Abruzzo e Puglia.  Tante le preoccupazioni, ma fortunatamente nessun danno.

Coincidenza ha voluto che questi terremoti siano sopraggiunti proprio nello stesso periodo in cui sono state approvate le operazioni di airgun al largo delle isole Tremiti.

E non ci sono stati solo terremoti su terraferma. Anche se nessuno ne ha parlato, nei quaranta giorni fra il 3 Dicembre 2015 ed il 13 Gennaio 2016 ci sono state ben sessantacinque scosse nei mari dell'Adriatico centrale,  proprio nelle strette vicinanze dell'area affidata alla Petroceltic dal governo italiano. Il terremoto piu' forte il giorno 12 Dicembre 2015, di magnitudo 4.4. Altre, nello stesso periodo, sono state di magnitudo 4.2 e 3.9, come riferisce il Professor Francesco Stoppa, ordinario di geologia presso l'Universita' di Chieti e di Pescara.

Le cose non vanno meglio piu' a nord dove invece nel 2013 sono stati registrati terremoti di intensita' 4.9 nei mari attorno ad Ancona. 

Questi terremoti -- su terraferma, in mare -- sono una sorta di memento che il nostro territorio e' sismico di per conto suo, con o senza trivelle, che ci piaccia o no.

Uno dira': ma che c'entra la sismicita' ``naturale" con l'airgun delle Tremiti? Beh c'entra perche' l'airgun, che nessuno pensi il contrario e che nessuno creda agli specchietti per allodole di Federica Guidi, e' solo il primo passo verso l'intento vero dei petrolieri: trivellare pozzi, erigere piattaforme, collegare oleodotti sotterranei, e magari installare navi-raffineria. Come per Ombrina.

E quindi, visto che esiste, questa sismicita' "naturale" e senza neanche scomodare la sismicita' indotta, ci pone domande inquietanti, che valgono per le Tremiti quanto per tutte le altre concessioni nel medio Adriatico. Le infrastutture petrolifere progettate per i nostri mari, Ombrina in primis, e le Tremiti in futuro, in caso di terremoti, che intensita' massima possono sostenere? E se un giorno arrivasse un sisma marino di magnitudo piu' forte che quattro -- per esempio cinque, o sei -- sarebbero in grado pozzi, oleodotti, piattaforme ed FPSO di contenere l'impatto e di non cedere,  rilasciando petrolio in mare?

Siamo sicuri che il loro posizionamento sara' ottimale, considerata l'esistenza di faglie sismogenetiche nella zona? I petrolieri sanno esattamente come e' strutturato il sottosuolo? A questo proposito uno degli studi piu' interessanti e' del 2009, e' a firma di ricercatori del CNR di Bologna, ed e' stato pubblicato sul Geology Society of America Bulletin. L'argomento qui era il terremoto di magnitudo 5.4 di San Giuliano del 2002, attorno alla faglia di Mattinata.  L'articolo afferma che la maggior sismicita' della zona non e' attorno alla faglia di Mattinata, ma si concentra proprio attorno alle isole Tremiti e nel Gargano i cui fondali vanno lentamente deformandosi. Questo lascia presupporre che potrebero esserci terremoti intensi in futuro. E infatti, i ricercatori dicono che per i mari attorno alle Tremiti "seismicity is relatively intense".

I petrolieri hanno eseguito analisi del rischio su questo tema? Quelli del ministero lo sanno? Cosa hanno da dire?  Siamo sicuri che la squattrinata Petroceltic, accusata di frode e di corruzione, con 200 milioni di debiti, abbia fondi e la conoscenza per evitare emergenze e per gestirle in caso qualcosa dovesse mai andasse storto? Oppure come sempre, facciamo tutto a casaccio e ci affidiamo alla sorte?

Mistero della fede petrolifera.





Tuesday, January 12, 2016

Petroceltic alle Tremiti: accuse di frode, corruzione, debiti, messa in vendita.


Il crollo delle azioni della Petroceltic -- scese del 70% in un anno

















Petroceltic, chi e' costei?

Se uno legge la lista delle ditte che vogliono, vorrebbero o hanno gia' trivellato in Italia, ci si accorgera' che molte di queste hanno nomi sconosciuti, sono  piccole, con pochi capitali sociali, che pensano di venire in Italia a fare il salto di qualita' perche' abbiamo "regimi fiscali favorevoli". Lo dicono loro.

Fra queste la Petroceltic di Dublino, la ditta a cui il nostro governo ha deciso di affidare i mari attorno alle isole Tremiti con la concessione BR 274 EL.

A leggere i comunicati degli investitori emerge che questa Petroceltic e' assolutamente piegata in due, da debiti, azionisti senza scrupoli, accuse di frode e corruzione, crollo dei prezzi del petrolio e non sanno piu' dove andare a parare.  Hanno debiti per 200 milioni di dollari che non sono riusciti a ripagare. Basta solo dire che il 23 Dicembre 2015, il giorno dopo la firma dei nostri decreti ministeriali ha iniziato a cercare potenziali acquirenti. La liquidita' finira' entro Gennaio 2016.

Cioe' abbiamo dato il mare delle Tremiti a una ditta sul lastrico che sta quasi per fallire.

Le banche che si occpuano della messa in vendita della Petroceltic sono la Bank of America, la  Merrill Lynch e la Davy Corporate Finance. Stanno vagliando tutte le opzioni: la vendita in toto delle varie concessioni al miglior offerente, la fusione con altre ditte, o anche l'infusione di capitale con altri debiti e offerte pubbliche.

Il valore delle azioni nel solo 2015 e' crollato del 77%.

Ma come si e' arrivati fin qui? 

Il principale investitore della Petroceltic si chiama Worldview Capital Management, ed e' una ditta di hedge funds. Detiene il 29% di azioni della Petroceltic ed e' guidata da Angelo Moskov. A Febbraio 2015 la Petroceltic, a causa dei troppi debiti, decide di vendere obbligazioni per 175 milioni di dollari usando come collaterale Ain Tsila, un campo di gas in Algeria e forse il suo progetto piu ambizioso.

Moskov si oppone: secondo la Worldview questo passo questo avrebbe lasciato gli azionisti con guadagni derisori. Disse:
As predicted by Worldview in its EGM circular issued in February 2015, Petroceltic appears to have now run out of money. As a result it is proposing to pledge the Company's crown jewel, namely its participation in the Ain Tsila asset, as a security for a contemplated $175 million bond issuance. In our view, this will result in squandering shareholder value.
Given Company's past history of very poor financial management and false claims, Worldview is extremely concerned that such bond issuance will be perilous to shareholders. Owing to the Company's consistent inability to produce sufficient cash flows, proceeding with the bond issue on the announced terms would, in our view, likely result in bondholders eventually securing the world-class asset for a derisory sum.
La Petroceltic rinuncia. Le azioni crollano ancora. La Worldview denuncia la Petroceltic in tribunali d'Irlanda e d'Inghilterra per errori nelle revisoni interne. La causa e' ancora aperta.

Il 20 Agosto 2015 la Worldview accusa la Petroceltic di frode e di corruzione:
con la creazione di schemi per defraudare la compagnia dall'interno, con fatture gonfiate a Ain Tsila in Algeria.

La Petroceltic risponde accusando il suo principale investitore Worldview di una campagna di denigrazione e di sottrarsi al dialogo. Hanno paura che la Worldview possa accaparrarsi il 100% delle azioni e che questa sia una campagnia per l'acquisizione della Petroceltic a pochi spiccioli. 

Il 17 Settembre 2015 la Worldview accusa ancora la Petroceltic di irregolarita' in Bulgaria: dirigenti di medio livello avrebbero creato anche qui canali per  il trasferimento illegale di fondi della compagnia in mano di terzi, tramite  sussidiarie egiziane, bulgare e lussembughesi.

E poi il 23 Dicembre 2015 finiscono i soldi e si mettono in vendita.

Ecco, questa e' la Petroceltic d'Irlanda in questo momento. Perche' le abbiamo affidato le isole Tremiti senza neanche indagare che fondi avessero, che o chi fossero? Io non so chi abbia ragione in questa lotta fraticida fra la casa madre e Worldview, ma certo e' assolutamente folle dare loro un pezzo del nostro mare.

Caro Matteo Renzi, veramente vogliamo una ditta squattrinata, guidata da gente senza scrupoli a trivellare in uno dei mari piu belli d'Italia?

Evidentemente si.






Thursday, January 7, 2016

Approvata la concessione Petrolcetic BR 274 EL al largo delle Tremiti, il giorno prima dell'arrivo della fascia protettiva.


La concessione appena approvata al largo delle isole Tremiti



La d494 BR EL e' ora la BR 274 EL


Altre concessioni Petroceltic, in Piemonte/Lombardia 


Qui l'accozzaglia delle concessioni Petroceltic fino a qualche anno fa.
Alcune concessioni sono state tagliuzzate e incorporate per rientrare
nel limite delle dodici miglia.

Ma il mare non conosce la differnenza fra 11.9 e 12.1 miglia!



E' proprio uno strano governo questo, un governo in cui le cose non si fanno con intelligenza e per amore di nazione, o di ambiente, o di generazioni future. No, e' un governo in cui si fanno le cose solo per zittire chi urla di piu', per evitare di fare figuraccie, per mettere toppe di qua e di la, con furbizie ed imbrogli.


In questi giorni infatti vengono prese decisioni diametralmente opposte, senza ne capo ne coda. Il giorno 1 Gennaio 2016 con il nuovo anno e la nuova finanziaria (pardon, legge di stabilita') viene re-introdotto il limite protettivo delle dodici miglia vietate alle trivelle lungo il perimetro nazionale.

Pero' invece di definitivamente bocciare il progetto Ombrina Mare della Rockhopper Exploration, che cade giusto entro le dodici miglia dell'interdizione, viene loro data una "proroga" di un anno. Si rimandano altre decisioni a dicembre 2016.  Che significa? Perche' questa proroga? Perche' non dire ai petrolieri, se questo e' l'intento della fascia di interdizione, di mettersi il cuore in pace ed evitare a tutti, petrolieri compresi, altri logorii? 


Non si sa.


E poi viene approvata una concessione nuova vicino al piccolo paradiso delle isole Tremiti. Approvano il 22 Dicembre e il 31 Dicembre 2015 la decisione viene pubblicata sul Bollettino Ufficiale degli Idrocarburi e delle Georisorse (BUIG). Ma  perche' hanno aspettato proprio adesso? Anche qui non si sa. Ma se e' vero che a pensare male ci si azzecca, forse e' perche' il nuovo limite delle dodici miglia sarebbe entrato in vigore con la legge di stabilita' il giorno dopo la pubblicazione sul BUIG?  In realta' i confini di questa concessione sono proprio al limite delle dodici miglia, quindi in realta' a star li con lo scalpello, il nuovo provvedimento del 1 Gennaio 2016 non l'avrebbe riguardata. Avranno pensato: perche' rischiare? Avranno pensato: approviamola, zitti zitti, il giorno prima, giusto per star sicuri?


Non si sa.  Quel che si sa e' che a fare un bel capodanno sono stati quelli della Petroceltic d'Irlanda che adessono possono venire a trivellare i mari della Puglia.



Si tratta della concessione BR 274 EL, 370 chilometri quadrati, per ricerca di petrolio, che anche se meno famosa di Ombrina ha avuto un percorso similmente travagliato. E' una concessione che e' un taglia e cuci di altre concessioni, con accorpamenti, riperimetriazioni, ampiamenti e restrizioni. Si aggiungono pezzi, si smussano confini. Nelle sue vite passate contro questa concessione si erano gia' espresse le regioni di Puglia e Molise, ma al governo non importo' questo.  Addirittura ci furono controdeduzioni da parte di Roma sul parere della regione Puglia: come dire, ne sanno piu' loro, da Roma di quel mare dei pugliesi che li ci vivono!


Cosa faranno qui?  Ispezioni con tecniche di air gun, e se necessario, trivellazione di pozzi a circa 13 miglia dalle isole Tremiti. Interessante che solo pochi mesi fa in Italia era anche passata una legge per vietare l'air gun, e ora invece ne approvano l'uso, e non in un mare qualunque ma in una delle zone piu' belle dell'Adriatico. Sanno quel che fanno?

 

Niente paura pero'. E' tutto a fin di bene, "al fine di valorizzare le risorse nazionali" con lo "sviluppo sostenibile" della produzione di petrolio nel rispetto dei "piu' elevati standard internazionali" di sicurezza.


Non ho che dire. Petrolio sostenbile, governi che in sei mesi bocciano l'airgun e poi ne approvano l'uso, leggi sulle trivelle in mare che cambiano per quattro volte in cinque anni. Un limite di sole dodici miglia mentre in California sono trent'anni che il limite e' cento chilometri e come se le perdite di petrolio sapessero la differenza fra 11.9 e 12.1 miglia. Ma che paese e' questo? Non si rendono conto che non sono seri?

Una democrazia malata, menti malate. Intanto il mondo scappa avanti.