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Saturday, June 17, 2017

A Carpignano Sesia







Buon pomeriggio a tutti,

doveva essere un giorno di festa per noi tutti, vicini e lontani, in questo inizio di estate del 2017, fra lo splendore delle colline di Novara, l'estate che inizia a colorare i nostri campi, e l'orgoglio dei 297 golia contro la prepotente ENI.

E invece come un acquazzone improvviso e' arrivata l'approvazione del Ministero dell'Ambiente per trivellare il pozzo esplorativo a Carpignano.

Io non sono delle vostre parti, ma ho dei bellissimi ricordi dei giorni spesi fra voi - ormai cinque anni fa, ma che potrebbe essere ieri - per la bellezza dei vostri luoghi e per l'affetto verso di me. 

E' bella la vostra storia di resistenza. Un paesino di 2500 persone che riesce a resistere per cinque anni a poteri cosi piu' grandi di tutti noi. E' bella la voglia di voler preservare l'ambiente attorno a noi, quello che che di buono ci hanno lasciato le generazioni passate. E' bello l'esempio che date ai piu' giovani che e' importante lottare, informarsi, rompere le scatole, nonostante tutto sembri in salita.

E se siamo arrivati fin qui, e' stato solo grazie all'impegno di voi tutti, dal basso. Non c'e' veramente niente di piu nobile in una democrazia: partecipare, volere, esigere, che il bene comune venga rispettato. E' qui il sale del vivere civile.

Occorre continuare cosi, giorno dopo giorno. E adesso un po di piu'.

A ripensarci bene, sono sicura che in questi cinque anni di attivismo molti sono stati i momenti di sconforto, i colpi di scena, le delusioni e anche le sorprese postive. E come in tutti gli angoli d'Italia in cui vengono combattute queste eroiche petrol-battaglie, siete sempre andati avanti.

Queste orribili firme di Gianluca Galletti e di Dario Franceschini, stolti ministri di ambiente e beni culturali che di ambiente e cultura non amano niente, devono catalizzarci ancora di piu' a voler salvare Carpignano. Dalla regione Piemonte al quotidiano di ciascuno di noi, occorre continuare a ricordare a tutti che non vogliamo trasformarci in un campo di petrolio, occorre continuare a svergognarli, a mostrare quanta ipocrisia ci sia nelle loro parole e nel loro operato.

A che serve sbandierare le firme sull'accordo di Parigi, quando firmiamo per l'estrazione di petrolio nelle nostre comunita'? A che serve parlare di democrazia, quando si va contro la volonta' di un intero paese che democraticamente si e' espresso?

L'ho letto il decreto ministeriale. Fa ridere. Dicono che il pozzo sara' dipinto di "grigio chiaro" (si, lo specificano proprio il "chiaro"!) in modo da non dare troppo all'occhio.  Il recinto sara' marrone, pianteranno degli alberi per camuffare il pozzo, chiameranno botanici e archeologi.

Ma dov'e' la voce di Carpignano in tutto cio'?  Perche' gli interessi dell'ENI devono venire prima di quelli di chi a Carpignano ci vive? 

Ormai non ci crede piu' nessuno alle loro storielle sulla compatibilita’ fra petrolio, agricoltura e vivere civile.  E il cancello marrone o viola, non cambia niente. Il pozzo esplorativo che vogliono farci passare come innuocuo, e' solo l'anticamera di quel che viene dopo: il pozzo permanente, l'oledotto, i trattamenti, i rifiuti, e trent'anni di inquinamento, come insegna la martoriata Basilicata.

Nessuno puo' volere questo per la sua terra, o per le terre di altri. 

Ed e' adesso che occorre fermarli, perche' una volta che arrivano non se ne vanno piu.  Lasciamo il nostro petrolio dove l’ha messo madre natura – sottoterra.

Ci saranno oggi un sacco di ospiti, magari politici, e spero anche tante persone non di Carpignano. Spero che ci sia generosita' di azione da parte di tutti. Che si torni a casa non solo con la serenita' della scampagnata fuori citta', quanto anche la responsabilita' del dover fare nel concreto.  Tutti, abbiamo qualcosa da offrire.

E chi piu' peso ha, piu' ha da impegnarsi.

La classe politica in primis, ha da impuntarsi di piu', con passione e determinazione vere. Non basta che la regione Piemonte o la provincia di Novara scrivano il loro parere negativo. La regione Piemonte e la provincia di Novara devone usare tutto il loro peso a Roma, devono gridare allo scandalo sulla stampa, sulla TV nazionale.

Devono far sentire a Carpignano che non e' sola.

Devono *volere* l'unica conclusione di buonsenso possibile: no al pozzo di Carpignano.

Non e’ vero che i potenti vicono sempre. Non e' vero che "hanno gia' deciso". Non e' vero che "non possiamo farci niente". Non e' vero che "ci serve il petrolio". Se ci impegnamo, se non ci stanchiamo, se continuiamo a rompere le scatole, uniti, tanti e piu’ testardi di loro, vinciamo noi.

La res publica e' del popolo, non dell'ENI.
La vita e' di chi se la piglia.

MR






Friday, June 9, 2017

Approvate trivelle ENI a Carpignano Sesia - e le belle parole sugli accordi di Parigi?





Le proteste a Milano dei residenti di Carpignano Sesia
Foto di Bruna Navazza

Grazie!

Renzi 💙 Trivelle


I nemici dell'ambiente -- Dario Franceschini e Ginaluca Galetti


"Oggi fare una politica dell'ambiente è un vantaggio per le imprese.
L'America farà le sue scelte noi andremo avanti".



E' sempre interessante notare le contraddizioni dei politici italiani, che parlano e non agiscono, che promettono ma poi rompono le promesse, che vedono le travi nelle democrazie altrui e non quelle nelle loro firme.

Eccoci qui, Gianluca Galletti, ministro dell'ambiente e Dario Franceschini, ministro dei beni culturali d'Italia che regalano un altro pezzo d'Italia ai petrolieri, all'ENI all'indomani della decisone di Trump da uscire dagli accordi di Parigi. 


Ma come, secondo Parigi non dovevamo perseguire una politica di energia rinnovabile e verde e virtuosa?  E qui continuiamo a cercare petrolio?

La storia di Carpignano va avanti dal 2012 ormai e vede per protagonista un paesino  in provincia di Novara, che si oppone con tutta la forza dei suoi 2500 abitanti ad essere trivellata.

In questi anni gliel'hanno detto in tutte le salse, a tutti -- all'ENI, al governo, alla stampa che non e' questo il posto indicato per cercare o estrarre petrolio, come in realta' non lo e' quasi nessun altro angolo d'Italia. E dopo avere fatto sensibilizzazione, raccolta firme, creato il Comitato Difesa del Nostro Territorio (DNT), fatto richieste a provincia, regione e petrolieri di essere ascoltati, alla fine hanno deciso di compare collettivamente il terreno trivellando in 297.

A dire di no a questa concessione non ci sono solo i residenti di Carpignano Sesia, ma anche la Regione Piemonte, la Provincia di Novara, la ASL di Novara, e vari comuni confinanti: Arborio, Barengo, Briona, Fara, Fontaneto D’Agogna, Gattinara, Ghemme, Ghislarengo, Lenta, Lozzolo, Novara, Prato Sesia, Romagnano Sesia, San Nazzaro Sesia, Sillavengo, Sizzano.

Nonostante tutto, il 1 Giugno 2017, Galletti e Franceschini approvano il pozzo di Carpignano.

Possibile che Galletti e Franceschini ne sappiano piu' di tutta la provincia di Novara sull'opportunita' di trivellare a Carpignano?  

E notare che il momento di dire no e' adesso: prima che i danni arrino. Perche', come sempre, le trivelle esplorative sono solo l'anticamera del resto, delle trivelle permanenti, della raffinazione, degli oloeodotti, dei veleni all'ambiente e al vivere civile per i trenta anni successivi. La Basilicata ci ha gia' insegnato tutto, in un modo super eloquente.

Il copione e' sempre lo stesso in queste approvazioni ministeriali: il "pozzo e' temporaneo", e si esclude "qualsiasi tipo di impatto sulle specie e sugli habitat protetti".  

E in cinque pagine liquidano cinque anni di attivismo e di partecipazione democratica. 

Ah si, ci sono i contentini delle prescrizioni: l'ENI dovra' fornire un "piano di monitoraggio" che tenga conto "delle eventuali carenze nella documentazione presentata". Quindi... approviamo pozzi con documentazione carente? 

Poi ci dovranno essere modelli matematici per studiare la sismicita' indotta, monitoraggio dell'acqua di falda, preparazione di piani per l'approvvigionamento idrico in caso di contaminazione,  misure di mitigazione del rumore e dell'inquinamento luminoso, indennizzi in caso di danni alla viabilita', a causa del passaggio di mezzi pesanti. L'ENI dovra' pure presentare personale competente in archeologia e in botanica.

E poi, chicca finale, il pozzo dovra' essere "grigio chiaro" dovranno essere piantati alberi lungo una fascia di almeno dieci metri in modo da fare "effetto bosco" (ma .. non era che il pozzo era temporaneo? Lo sanno questi che per far crescere un bosco ci vogliono decenni?), e il recinto deve essere "marrone". Non e' specificato se marrone scuro o chiaro.

Ma ... e le esalazioni tossiche di che colore le facciamo? E i fanghi spesi? Li coloriamo di azzurro? 

Torniamo allora alle parole di Gianluca Galletti. Che significa "noi andremo avanti"?

Dove?

Avanti a mentire al mondo?  A fare finta? A non rispettare la democrazia? A che serve sciacquarsi la bocca con il fatto di vivere in democrazia, e a farsi i belli con Trump, e se non si ascolta nessuno, ma proprio nessuno? 

Quello che a me fa piu' rabbia che il buco in terra e' proprio il non rispetto della democrazia, della volonta' popolare. Un paese intero si organizza, fa sforzi indicibili affinche la propria voce venga ascoltata, e chiede di poter decidere da se, il proprio destino. E' bello vedere una comunita' cosi innamorata dei suoi boschi e dei suoi ruscelli e del suo cielo blu. Perche' devono arrivare questi burocrati da Roma a distruggere tutto?  Perche' l'ENI deve essere piu' importante?

Dove sono gli accordi di Parigi a Carpigano Sesia, caro Galletti, caro Franceschini, caro Renzi, caro Gentiloni?













Monday, May 29, 2017

Carpignano Sesia: in 300 a comprare la terra per non darla in pasto alle trivelle dell'ENI





 Terramiamo, la campagna del Comitato DNT di Carpignano Sesia 
con cui i cittadini si sono comprati il terreno che l'ENI vorrebbe trivellare

Carisio, la concessione dentro la quale dovrebbe sorgere il pozzo di Carpignano Sesia



 
Il governo da il parere positivo nonostante
il 29 Dicembre 2015 la regione Piemonte avesse detto no.

Bella democrazia, no? 





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Sono sempre belle le storie di resistenza collettiva.

Spesso si svolgono nel corso di anni, in paesi piccoli, che l'ENI e le altre ditte del petrolio (o qualsiasi altra multinazionale a dire il vero!) pensano di potere conquistare con un po di chiacchere, qualche atto di supposta generosita', o anche con la prepotenza.

Ma a volte trovano pane per i loro denti.

Come a Carpignano Sesia.

Di questo paesino di 2500 abitanti in provincia di Novara, abbiamo parlato tante volte qui. Ci sono stati tanti alti e bassi, e per chi combatte questi prepotenti petrolieri, ne sono certa, tanti giorni di quasi felicita' alternati a giorni di sconforto.

Ma sono andati avanti, per due, tre, quattro, cinque anni. E non si arrendono.

La storia sembrava finita, ma l'ENI non rinuncia.

E neppure i residenti.

E cosi gli abitanti di Carpignano, riuniti nel Comitato DNT (che sta per Comitato Difesa del Nostro Territorio) in questa ultima puntata, hanno deciso di compare collettivamente il terreno trivellando. Sono in 297. Vogliono mostrare al cane a sei zampe, che sono in tanti a non volerlo qui. E in caso ci dovesse essere esproprio forzato, l'ENI dovra' vedersela con 297 persone, e non con un proprietario solo. 

Il pozzo Carpignano Sesia faceva - anzi fa -- parte del progetto Carisio, voluto dall'ENI in partnership con la Petroceltic d'Irlanda al 47.5% ciascuna e al 5% della microscopica Compagnia Generale Idrocarburi.

La storia inizia nel 2012.  Anche se non si sa neanche con certezza, alcune stime parlano di 280 milioni di barili di petrolio su un territorio di 728 chilometri quadrati. Appena circolata la notizia in tanti hanno speso tempo ed energia, in modo del tutto volontario, per evitare la petrolizzazione dell'area.  Dopo incontri informativi, richieste a provincia, regione e petrolieri di ascoltare il territorio, raccolta firme, manifestazioni, lettere, report tecnici stilati da professionisti, prese di posizione, non siamo ancora arrivati alla parola fine.

In tanti a dire di no, incluse la Regione Piemonte, la Provincia di Novara, la ASL di Novara, e vari 
comuni del circondario:  Carpignano Sesia, Arborio, Barengo, Briona, Fara, Fontaneto D’Agogna, Gattinara, Ghemme, Ghislarengo, Lenta, Lozzolo, Novara, Prato Sesia, Romagnano Sesia, San Nazzaro Sesia, Sillavengo, Sizzano.

Tutti a dire no. 

Ovviamente, in questo no c'e' anche la stragrande maggioranza delle persone che vive a Carpignano.

Nonostante tutto, nel gennaio del 2017 l'ENI ha ricevuto parere positivo dalla Commissione VIA per trivellare a Carpignano. Menomale che dai suoi siti l'ENI dice di volere dialogo con il territorio e di rispettarlo!

Adesso il permesso positivo siede sul tavolo del ministero per l'ambiente, in attesa dell'approvazione finale.

E la storia non finisce qui. A pochi chilometri di distanza c'e' il nuovo progetto "Cascina Alberto” prima della Northern Petroleum e ora passato alla Shell. A quanto pare vogliono invece arrivare ad un consenso con il territorio!

A tutti le mie solite parole: non credete ad una sola parola di quello che i petrolieri vi diranno.

Vogliono solo venire e trivellare. Non gliene importa niente ne di Novara, ne del Piemonte, ne dell'Italia o di nessun'altro. E' solo il vile denaro.


Tuesday, January 13, 2015

L'ENI senza vergogna a Carpignano Sesia, abitanti 2500

Si spostano di due chilometri. Cambia qualcosa?
Siamo sempre vicino alle case - 650 metri.


Ma li vicino non ci vive ne Scaroni, ne Descalzi,
e neanche tutto il resto del gotha dell'ENI.
Vergogna.



Qui il progetto ENI, tempo fino al 14 Marzo per fare osservazioni.

















Voglio bene al piccolo comune di Carpignano Sesia. Ci sono stata due o tre anni fa ed ho trascorso dei pomeriggi molto belli fra quei monti, con l'ospitalita' di tante persone nel paese, con le passeggiate lungo il fiume e le vedute dei laghi fra Italia e Svizzera che qualcuno cosi gentilmente mi ha portato a visitare.

E quindi non posso che esprimere tutta la mia rabbia verso l'ENI che continua ad insistere a voler trivellare l'intrivellabile e che proprio non vuole arrendersi contro un paesino di 2500 persone in provincia di Novara.

Ed ecco che proprio oggi l'ENI manda in giro i suoi bellissimi documenti in cui parla del nuovo pozzo che verra' sposato un pochettino rispetto a quello precedente e dove e' tutto, come sempre, non sia mai!, di impatto trascurabile, basso e nullo.

Dicono che saranno a seicento metri dalle case, come se seicento metri fosse sufficente.

Occorre veramente fare pressione su questi politici e amministratori, soprattutto facendo leva su cio' che ha deciso il TAR di Puglia per Foggia: il quale TAR ha decretato che i pozzi esplorativi di gas a 5.5 chilometri dalle case e' pericoloso. Punto.

E se lo sono per Foggia, lo e' pure per Carpignano Sesia. E' la logica, pura, semplice, lineare.

E pensando all'ENI mi viene solo un profondo senso di pena alla loro bassezza. Un paese intero, ti ha gia' detto che non ti vuole? La buona educazione dice che te ne devi andare, e invece no, insistono, e persistono e diabolicamente ti fanno venire il voltastomaco, pensando che se si trasferiscono a pochi metri e' tuttapposto. E sono schifata da loro e dai politici che permettono tutto questo.

Dovrebbero solo vergognarsi, uno ad uno, chi ci lavora, chi scrive questi orripilanti studi e chi li approva.

Ah, sul progetto c'e' il timbro di tale Ingegnere Luca Sanese della Provincia di Chieti. L'Abruzzo che esporta conoscenze petrolifere!

Interessante, io gli direi: ma ad Ortona, provincia di Chieti, non l'avete fatto fare il centro oli, perche' volete mollarci il pozzo a Carpignano Sesia?



Tuesday, August 19, 2014

Carpignano Sesia: l'ENI non cambia ne il pelo ne il vizio

e' tutto trascurabile, nullo, cioe' il magico tuttapposto. 

Il tempo per mandare osservazioni scade il 14 Marzo 2014.








ENI, Petroceltic, Compagnia Generale Idrocarburi 
Circa 730 kmq

Northern Petroleum - permesso di ricerca accordato il 17 Luglio da Franco Terlizzese
pozzo esplorativo di 4,500 metri 

Circa 460 kmq


Enel Longanesi Developments - permesso di ricerca accordato il 21 Luglio da Franco Terlizzese
Pozzo esplorativo di 3,200 metri o di 7,000

Tremila o settemila,  che differenza vuoi che faccia!!!

Circa 600 kmq



Ma nessuna paura - questi signori devono pagare un canone annuo di 5.16 euro per kmq. Fanno la bellezza di 3000 euro all'anno per Cascina Graziosa, 2300 euro per Cascina Alberto e 4000 euro per Carisio. Dai che ce la facciamo ad usire dalla crisi con il petrolio!


Dal conferimento di VIA della concessione Cascina Graziosa:



In alto: Non sono previsti "interventi diretti" sul territorio. 
In basso: Facciamo il pozzo di 3.200 metri (o di 7.000!!)

E' un intervento indiretto degli alieni????

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E cosi, ritornano. Non si arrendono mai. Beati loro -- la loro ignoranza, la loro testardaggine e la mancanza di qualsivolgia senso di responsabilita' civile.

La storia di Carpignano Sesia e' simile a quella di molte altre citta' italiane - in cui Mr. Petrolio arriva e decide che puo' fare quel che gli pare di campi, case, laghi, fiumi, boschi come se gli appartenessero. Per loro Carpignano e' solo una macchietta in una cartina senza vita, e magari l'illusione di una fabbrica di banconote. E questo vale per tutte le Carpignano dell'Italia al petrolio.

Nel caso specifico siamo in provincia di Novara, non lontano da Trecate dove gia' un pozzo scoppio' nel 1994. L'ENI nel 2011 aveva preso di mira un campo agricolo vicino alle case dei residenti per farci un ridente pozzo di petrolio. Conosco Carpignano perche' abbiamo fatto un incontro pubblico, una sera d'estate, qualche anno fa. Ho dei bei ricordi dei giorni trascorsi li e delle persone che mi sono rimaste nel cuore. E' una comunita' piccola, immersa nel verde, con il fiume che lo attraversa e dove la gente vuole solo la santa pace di occuparsi di vigneti, di agriturismo, di produzione di formaggio e di salumi.

A suo tempo ci furono sensibilizzazione, eventi, proteste da parte dei residenti. Una storia bella di una comunita' intera che si oppone a un colosso senza cuore. Un referendum raccolse il 95% di "no" alle trivelle, e anche Novara, capoluogo di provincia, si oppose. Alla fine l'ENI decise di togliere il disturbo -- almeno momentaneamente -- promettendo pero' di spostare il pozzo in aree "meno sensibili".

E cosi, eccoli di nuovo alla carica sotto il solleone due anni dopo. Il 1 Agosto 2014 la Regione Piemonte convoca i sindaci della zona e gli assessori regionali per dirgli che l'Ente Nazionale Idrocarburi e' tornato alla carica e che vuole ripresentare il suo progetto trivellante - a circa due chilometri da dove era stato inizialmente proposto.

Ai sindaci viene spiegato che questo sara' l'inizio di "un più ampio insediamento di pozzi di estrazione nell’ambito del permesso Carisio”. 

Non c'e' solo l'ENI a Carpignano Sesia, ma anche la sua amica irlandese Petroceltic. Le due si dividono la concessione Carisio di 730 kmq. Una piccola percentuale della concessione appartiene alla Societa' Generale Idrocarbuir.
 
Poco distante da Carpignano c'e' la concessione Cascina Alberto di 460 kmq di proprieta' della Northern Petroleum, ditta australiana, e la concessione Cascina Graziosa di circa 600 kmq della Enel Longanesi Development.  Questi due permessi sono stati accordati nel Luglio del 2014.

Nel complesso le tre concessioni ospiteranno pozzi e infrastrutture in sei province  del nord ovest: Novara, Vercelli, Biella, Varese, Milano, Pavia. Notare i nomi delicati e innocui che si scelgono.

I motivi per cui tutto questo e' folle sono gli stessi che si applicano ad ogni angolo d'Italia: ci saranno rischi di inquinamento di aria e di acqua, l'arrivo di infrastuttura pesante che mal si sposa con la vocazione e l'immagine del territorio da cui si produce riso, vino e miele, e sopratutto con i desideri di chi a Carpignano e dintorni c'era gia' prima di ENI e Petroceltic.

Nessuna paura pero'. I petrolieri sono chiamati a pagare ben 5.16 euro per chilometro quadro l'anno e per ciascuna delle loro concessioni - cioe' in cambio di circa 1800 chilometri quadrati di territorio piemontese e lombardo pagheranno 10 mila euro annui.

Cui prodest?

Interessante il commento del CEO della Northern Petroleum sulla concessione Cascina Alberto (in precedenza nota come Gattinara) : “The award of these permits demonstrates that the administration in Italy is now actively progressing with approvals that have been outstanding for some years"

Presumibilmente ci riferisce all'ennesimo nuovo governo, quello di Matteo Renzi che ora "attivamente procede" alle approvazioni.

Vorrei tanto sapere cosa ha da dire il diretto interessato in tutto questo. Non era Matteo Renzi che diceva che la "green economy e' la chiave del futuro del Paese"? Ma dove e come e quando la facciamo questa benedetta green economy se a furia di stoccaggi e di trivelle distruggiamo tutto il green che ci e' rimasto? Veramente il futuro dell'Italia e' nel fare buchi su' e giu' per la penisola?

Possibile che ancora adesso, dopo tutto questo parlare di sostenibilita', e green economy, e consumo scellerato del territorio, siamo ancora qui a pensare a "nuovi insediamenti" di petrolio nelle campagne italiane? Possibile che stanno ancora qui a pensare di uscire dalla crisi devastando il territorio, che e' l'unica cosa che ci resta?  Possibile che non si e' imparato niente dalle avventure di Ilva, Gela, Falconara o Viggiano?  E in questo caso neanche dal vicino scoppio di Trecate?

E il neo governatore della regione Piemonte, Sergio Chiamparino del PD anche lui, cosa ha da dire?

Avra' il coraggio di difendere la sua terra? Interessante che nel 2008 Chiamparino aveva partecipato, in qualita' di sindaco di Torino, ad una manifestazione indetta dalla regione Piemonte sulla necessita' di arrivare a "l'indipendenza energetica dal petrolio" e in cui si ricordava per arrivare a questo scopo occorre un "impegno collettivo straordinario, quotidiano, fatto di comportamenti, regole, strumenti coerenti".

Sue parole testuali: "Considero altamente significativo l'impegno della Regione Piemonte che ha deciso di dedicare queste due giornate di lavori per salvare l'energia lanciando una sfida alla quale aderiscono molti sindaci piemontesi. Il cosiddetto "patto del 20%" - aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili e ridurre le emissioni di anidride carbonica e i consumi regionali entro il 2020 - segna per noi un duplice impegno: uno più di carattere economico, perché è evidente che la sfida della globalizzazione rende la sfida energetica una questione mondiale sulla quale si deciderà il futuro del pianeta, e un altro di carattere civile. Dobbiamo guardare a questa fase della globalizzazione con l'intelligenza di chi è capace di proporre un nuovo rinnovato patto tra scienza ed economia, per una nuova armonia, anche etica. Puntare sul risparmio energetico e sulle fonti rinnovabili ha dentro di sé un indubbio valore economico e coinvolge tutti noi, come cittadini in primo luogo ma anche come amministratori pubblici. La Città di Torino sostiene dunque questa sfida e si impegna con la Regione Piemonte a partecipare a questo grande progetto che parla delle nuove sfide dell'umanità."

Presidente Chiamparino, ecco la sua opportunita' per il suo impegno straordinario e quotidiano: vada da Renzi e gli dica di avere rispetto per le campagne e i residenti di Carpignano Sesia, della regione Piemonte e dell'Italia tutta.


La vera cascina Graziosa.