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Tuesday, August 19, 2014

Carpignano Sesia: l'ENI non cambia ne il pelo ne il vizio

e' tutto trascurabile, nullo, cioe' il magico tuttapposto. 

Il tempo per mandare osservazioni scade il 14 Marzo 2014.








ENI, Petroceltic, Compagnia Generale Idrocarburi 
Circa 730 kmq

Northern Petroleum - permesso di ricerca accordato il 17 Luglio da Franco Terlizzese
pozzo esplorativo di 4,500 metri 

Circa 460 kmq


Enel Longanesi Developments - permesso di ricerca accordato il 21 Luglio da Franco Terlizzese
Pozzo esplorativo di 3,200 metri o di 7,000

Tremila o settemila,  che differenza vuoi che faccia!!!

Circa 600 kmq



Ma nessuna paura - questi signori devono pagare un canone annuo di 5.16 euro per kmq. Fanno la bellezza di 3000 euro all'anno per Cascina Graziosa, 2300 euro per Cascina Alberto e 4000 euro per Carisio. Dai che ce la facciamo ad usire dalla crisi con il petrolio!


Dal conferimento di VIA della concessione Cascina Graziosa:



In alto: Non sono previsti "interventi diretti" sul territorio. 
In basso: Facciamo il pozzo di 3.200 metri (o di 7.000!!)

E' un intervento indiretto degli alieni????

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E cosi, ritornano. Non si arrendono mai. Beati loro -- la loro ignoranza, la loro testardaggine e la mancanza di qualsivolgia senso di responsabilita' civile.

La storia di Carpignano Sesia e' simile a quella di molte altre citta' italiane - in cui Mr. Petrolio arriva e decide che puo' fare quel che gli pare di campi, case, laghi, fiumi, boschi come se gli appartenessero. Per loro Carpignano e' solo una macchietta in una cartina senza vita, e magari l'illusione di una fabbrica di banconote. E questo vale per tutte le Carpignano dell'Italia al petrolio.

Nel caso specifico siamo in provincia di Novara, non lontano da Trecate dove gia' un pozzo scoppio' nel 1994. L'ENI nel 2011 aveva preso di mira un campo agricolo vicino alle case dei residenti per farci un ridente pozzo di petrolio. Conosco Carpignano perche' abbiamo fatto un incontro pubblico, una sera d'estate, qualche anno fa. Ho dei bei ricordi dei giorni trascorsi li e delle persone che mi sono rimaste nel cuore. E' una comunita' piccola, immersa nel verde, con il fiume che lo attraversa e dove la gente vuole solo la santa pace di occuparsi di vigneti, di agriturismo, di produzione di formaggio e di salumi.

A suo tempo ci furono sensibilizzazione, eventi, proteste da parte dei residenti. Una storia bella di una comunita' intera che si oppone a un colosso senza cuore. Un referendum raccolse il 95% di "no" alle trivelle, e anche Novara, capoluogo di provincia, si oppose. Alla fine l'ENI decise di togliere il disturbo -- almeno momentaneamente -- promettendo pero' di spostare il pozzo in aree "meno sensibili".

E cosi, eccoli di nuovo alla carica sotto il solleone due anni dopo. Il 1 Agosto 2014 la Regione Piemonte convoca i sindaci della zona e gli assessori regionali per dirgli che l'Ente Nazionale Idrocarburi e' tornato alla carica e che vuole ripresentare il suo progetto trivellante - a circa due chilometri da dove era stato inizialmente proposto.

Ai sindaci viene spiegato che questo sara' l'inizio di "un più ampio insediamento di pozzi di estrazione nell’ambito del permesso Carisio”. 

Non c'e' solo l'ENI a Carpignano Sesia, ma anche la sua amica irlandese Petroceltic. Le due si dividono la concessione Carisio di 730 kmq. Una piccola percentuale della concessione appartiene alla Societa' Generale Idrocarbuir.
 
Poco distante da Carpignano c'e' la concessione Cascina Alberto di 460 kmq di proprieta' della Northern Petroleum, ditta australiana, e la concessione Cascina Graziosa di circa 600 kmq della Enel Longanesi Development.  Questi due permessi sono stati accordati nel Luglio del 2014.

Nel complesso le tre concessioni ospiteranno pozzi e infrastrutture in sei province  del nord ovest: Novara, Vercelli, Biella, Varese, Milano, Pavia. Notare i nomi delicati e innocui che si scelgono.

I motivi per cui tutto questo e' folle sono gli stessi che si applicano ad ogni angolo d'Italia: ci saranno rischi di inquinamento di aria e di acqua, l'arrivo di infrastuttura pesante che mal si sposa con la vocazione e l'immagine del territorio da cui si produce riso, vino e miele, e sopratutto con i desideri di chi a Carpignano e dintorni c'era gia' prima di ENI e Petroceltic.

Nessuna paura pero'. I petrolieri sono chiamati a pagare ben 5.16 euro per chilometro quadro l'anno e per ciascuna delle loro concessioni - cioe' in cambio di circa 1800 chilometri quadrati di territorio piemontese e lombardo pagheranno 10 mila euro annui.

Cui prodest?

Interessante il commento del CEO della Northern Petroleum sulla concessione Cascina Alberto (in precedenza nota come Gattinara) : “The award of these permits demonstrates that the administration in Italy is now actively progressing with approvals that have been outstanding for some years"

Presumibilmente ci riferisce all'ennesimo nuovo governo, quello di Matteo Renzi che ora "attivamente procede" alle approvazioni.

Vorrei tanto sapere cosa ha da dire il diretto interessato in tutto questo. Non era Matteo Renzi che diceva che la "green economy e' la chiave del futuro del Paese"? Ma dove e come e quando la facciamo questa benedetta green economy se a furia di stoccaggi e di trivelle distruggiamo tutto il green che ci e' rimasto? Veramente il futuro dell'Italia e' nel fare buchi su' e giu' per la penisola?

Possibile che ancora adesso, dopo tutto questo parlare di sostenibilita', e green economy, e consumo scellerato del territorio, siamo ancora qui a pensare a "nuovi insediamenti" di petrolio nelle campagne italiane? Possibile che stanno ancora qui a pensare di uscire dalla crisi devastando il territorio, che e' l'unica cosa che ci resta?  Possibile che non si e' imparato niente dalle avventure di Ilva, Gela, Falconara o Viggiano?  E in questo caso neanche dal vicino scoppio di Trecate?

E il neo governatore della regione Piemonte, Sergio Chiamparino del PD anche lui, cosa ha da dire?

Avra' il coraggio di difendere la sua terra? Interessante che nel 2008 Chiamparino aveva partecipato, in qualita' di sindaco di Torino, ad una manifestazione indetta dalla regione Piemonte sulla necessita' di arrivare a "l'indipendenza energetica dal petrolio" e in cui si ricordava per arrivare a questo scopo occorre un "impegno collettivo straordinario, quotidiano, fatto di comportamenti, regole, strumenti coerenti".

Sue parole testuali: "Considero altamente significativo l'impegno della Regione Piemonte che ha deciso di dedicare queste due giornate di lavori per salvare l'energia lanciando una sfida alla quale aderiscono molti sindaci piemontesi. Il cosiddetto "patto del 20%" - aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili e ridurre le emissioni di anidride carbonica e i consumi regionali entro il 2020 - segna per noi un duplice impegno: uno più di carattere economico, perché è evidente che la sfida della globalizzazione rende la sfida energetica una questione mondiale sulla quale si deciderà il futuro del pianeta, e un altro di carattere civile. Dobbiamo guardare a questa fase della globalizzazione con l'intelligenza di chi è capace di proporre un nuovo rinnovato patto tra scienza ed economia, per una nuova armonia, anche etica. Puntare sul risparmio energetico e sulle fonti rinnovabili ha dentro di sé un indubbio valore economico e coinvolge tutti noi, come cittadini in primo luogo ma anche come amministratori pubblici. La Città di Torino sostiene dunque questa sfida e si impegna con la Regione Piemonte a partecipare a questo grande progetto che parla delle nuove sfide dell'umanità."

Presidente Chiamparino, ecco la sua opportunita' per il suo impegno straordinario e quotidiano: vada da Renzi e gli dica di avere rispetto per le campagne e i residenti di Carpignano Sesia, della regione Piemonte e dell'Italia tutta.


La vera cascina Graziosa.










Thursday, November 1, 2012

La Po Valley all'attacco: Lodi, Forli, Ravenna.



Pierluigi Vecchia, Po Valley 2009 sul perche' trivellare l'Italia.


Festa grande per la Po Valley e per la sua subsidiaria  NorthSun Italia - tre concessioni e permessi di ricerca accordati in pochi mesi, in Lombardia, in Emilia Romagna e nella zona attorno a Ravenna durante l'estate del 2012.

Probabilmente se n'e' gia' parlato e la cosa mi e' sfuggita mentre ero in viaggio, ma io e' solo dai comunicati agli investitori che scopro che i nostri amici della Po Valley ci riprovano a trivellarci.

Li avevamo gia' incontrati questi eleganti signori della Po Valley nel 2009, nella zona del Parco del Curone, in provincia di Lecco.

Erano quelli che dall'Australia volevano venire a trivellare dentro ad un parco regionale, una delle poche oasi di verde rimaste nelle zone attorno a Milano.  Erano gli stessi che dalla bocca del loro manager Pierluigi Vecchia parlavano di volere trivellare l'Emilia Romagna "per motivi geologici, economici ed affettivi"!

Ricordo ancora con emozione la serata dell'incontro che facemmo a Rovagnate nel 2009 sul tema e da cui sono nate anche delle amicizie virtuali che durano ancora - con Adriano Belintani e con Don Giorgio ed Erik Fortini. Alla fine, grazie alla persistenza dei residenti, la Po Valley dovette fare dietro front.

Lombardia - 26 Settembre 2012

Eccoli allora adesso che ricompaiono, pronti ad attaccare il campo Bezzecca, in Lombardia secondo la concessione Cascina Castello/ Cascina San Pietro ad est di Milano.

Dicono che hanno pronto un permesso "preliminare", come concesso dalla regione Lombardia e che l'approvazione finale arrivera' entro la fine dell'anno.

Il piano e' ben chiaro: hanno gia' un pozzo compleato, chiamato Bezzecca 1, trivellato nel 2009 a 22 km da Milano che vogliono connettere ad un impianto per il trattamento del gas via una conduttura di sette chilometri. E poi vogliono trivellare un nuovo pozzo, il Bezzecca 2, nel 2014.


Bezzecca 1, prima


Bezzecca 2, dopo - il progresso.




La Concessione Cascina Castello e' il quadrato che manca nella Concessione Cascina San Pietro. 


La concessione Cascina Castello ha gia' un pozzo attivo detto Vitalba 001 D e il suo connesso impianto di trattamento, chiamato anche questo Vitalba che adesso prima raddopiera' e poi triplichera' il suo regime lavorativo con l'aggiunta di questi due nuovi pozzi, il Bezzecca 1 ed il Bezzecca 2.

La gente ne sa qualcosa? Eppure e' proprio dietro le loro case, come da questa foto che mi manda Adriano Bellintani



Lo sa di certo uno dei manager della Po Valley, ed il suo CEO attuale tale Giovanni Catalano che afferma:

We are delighted to have reached this milestone on Bezzecca, which will become our third producing field. Notably, the ability to utilise the existing Castello surface gas plant makes the commercialisation of the Bezzecca field particularly attractive. 

Eh si, lui e' deliziato di questa notizia. Chissa' chi ci vive che ne pensa di questa "commercializzazione"
facile.

E di grazia di quanto gas si tratta? Secondo Catalano:

Riserve provate: 0.7 BCF
Riserve provate + probabili: 4.1 BCF
Riserve provate + probabili + possibili: 6.7 BCF.

Ma che significa BCF? 

BCF sta per Billion Cubic Feet: miliardo di piedi cubi. Ora, un cubic foot = 0.03 metri cubi, per cui in italiano il gas "provato" dell'area e' di

0.7 BCF = 0.7 * 0.03 miliardi di metri cubi = 20 milioni di metri cubi di gas.

Pare un sacco di gas, finche' uno non si accorge che nel 2011 l'Italia ne ha consumati 80 miliardi di metri cubi di gas. Per cui dentro questo giacimento che da cosi tanto "delight" a Catalano c'e' l'equivalente di:

356 * 20 milioni / 80 miliardi = 0.04 giorni = 1 ora del consumo nazionale di gas.

Poi sparano con le riserve prossibili, probabili, immaginarie, sognate e desiderate e si arriva a 6.7 BCF - diciamo un fattore dieci in piu', per cui invece che 1 ora saranno 10 le ore, ma si capisce che e' pur sempre poca cosa.


Emilia Romagna, 27 Luglio 2012

Passiamo all'Emilia Romagna.

Qualche tempo prima, il 27 Luglio 2012, questi della Po Valley avevano anche ricevuto un permesso preliminare di ricerca per "esplorare" il campo Torre del Moro, 55 km a sud est di Bologna qui alla ricerca di petrolio e di gas assieme.

L'idea e' di unire le due concessioni - questa nuova di Torre del Moro - con quella che gia' hanno di Terra del Sole per un unico grande campo.

Il terremoto non aveva neanche finito di assestarsi, tutti concentrati su Rivara, e il nostri governanti continuavano a dare permessi trivellanti!




Mare Adriatico, 20 Luglio 2012



E come poteva mancare il mare? La nostra amica Po Valley ha anche avuto in eredita' i due pozzi Carola ed Irma che costarono care all'ENI in quanto sospettate di causare la subsidenza.

Ma siamo pur sempre in Italia e cosi nonostante le tante premure del PM Manuela Fasolato, i tanti tira e molla che partirono nel 2001 e pure una legge che vietava le trivelle in alto adriatico,  l'indagine fu archiviata nel 2011.

E cosi ora queste piattaforme al largo di Ravenna ora se la pigliano gli Australiani, per motivi affettivi.

Perfetto.

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La cosa che e' sempre strabiliante per me e' che gli investitori sanno tutto di tutte queste cose, mentre invece la stampa locale, nazionale, non ne parla per niente. E' come se tutto questo accedesse nel vuoto, come se li non ci vivesse nessuno. Se uno fa google su Bezzecca per esempio non esce quasi niente in Italiano mentre invece ci sono pagine e pagine per gli investitori stranieri.

Andiamo avanti cosi....