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Thursday, November 1, 2012

La Po Valley all'attacco: Lodi, Forli, Ravenna.



Pierluigi Vecchia, Po Valley 2009 sul perche' trivellare l'Italia.


Festa grande per la Po Valley e per la sua subsidiaria  NorthSun Italia - tre concessioni e permessi di ricerca accordati in pochi mesi, in Lombardia, in Emilia Romagna e nella zona attorno a Ravenna durante l'estate del 2012.

Probabilmente se n'e' gia' parlato e la cosa mi e' sfuggita mentre ero in viaggio, ma io e' solo dai comunicati agli investitori che scopro che i nostri amici della Po Valley ci riprovano a trivellarci.

Li avevamo gia' incontrati questi eleganti signori della Po Valley nel 2009, nella zona del Parco del Curone, in provincia di Lecco.

Erano quelli che dall'Australia volevano venire a trivellare dentro ad un parco regionale, una delle poche oasi di verde rimaste nelle zone attorno a Milano.  Erano gli stessi che dalla bocca del loro manager Pierluigi Vecchia parlavano di volere trivellare l'Emilia Romagna "per motivi geologici, economici ed affettivi"!

Ricordo ancora con emozione la serata dell'incontro che facemmo a Rovagnate nel 2009 sul tema e da cui sono nate anche delle amicizie virtuali che durano ancora - con Adriano Belintani e con Don Giorgio ed Erik Fortini. Alla fine, grazie alla persistenza dei residenti, la Po Valley dovette fare dietro front.

Lombardia - 26 Settembre 2012

Eccoli allora adesso che ricompaiono, pronti ad attaccare il campo Bezzecca, in Lombardia secondo la concessione Cascina Castello/ Cascina San Pietro ad est di Milano.

Dicono che hanno pronto un permesso "preliminare", come concesso dalla regione Lombardia e che l'approvazione finale arrivera' entro la fine dell'anno.

Il piano e' ben chiaro: hanno gia' un pozzo compleato, chiamato Bezzecca 1, trivellato nel 2009 a 22 km da Milano che vogliono connettere ad un impianto per il trattamento del gas via una conduttura di sette chilometri. E poi vogliono trivellare un nuovo pozzo, il Bezzecca 2, nel 2014.


Bezzecca 1, prima


Bezzecca 2, dopo - il progresso.




La Concessione Cascina Castello e' il quadrato che manca nella Concessione Cascina San Pietro. 


La concessione Cascina Castello ha gia' un pozzo attivo detto Vitalba 001 D e il suo connesso impianto di trattamento, chiamato anche questo Vitalba che adesso prima raddopiera' e poi triplichera' il suo regime lavorativo con l'aggiunta di questi due nuovi pozzi, il Bezzecca 1 ed il Bezzecca 2.

La gente ne sa qualcosa? Eppure e' proprio dietro le loro case, come da questa foto che mi manda Adriano Bellintani



Lo sa di certo uno dei manager della Po Valley, ed il suo CEO attuale tale Giovanni Catalano che afferma:

We are delighted to have reached this milestone on Bezzecca, which will become our third producing field. Notably, the ability to utilise the existing Castello surface gas plant makes the commercialisation of the Bezzecca field particularly attractive. 

Eh si, lui e' deliziato di questa notizia. Chissa' chi ci vive che ne pensa di questa "commercializzazione"
facile.

E di grazia di quanto gas si tratta? Secondo Catalano:

Riserve provate: 0.7 BCF
Riserve provate + probabili: 4.1 BCF
Riserve provate + probabili + possibili: 6.7 BCF.

Ma che significa BCF? 

BCF sta per Billion Cubic Feet: miliardo di piedi cubi. Ora, un cubic foot = 0.03 metri cubi, per cui in italiano il gas "provato" dell'area e' di

0.7 BCF = 0.7 * 0.03 miliardi di metri cubi = 20 milioni di metri cubi di gas.

Pare un sacco di gas, finche' uno non si accorge che nel 2011 l'Italia ne ha consumati 80 miliardi di metri cubi di gas. Per cui dentro questo giacimento che da cosi tanto "delight" a Catalano c'e' l'equivalente di:

356 * 20 milioni / 80 miliardi = 0.04 giorni = 1 ora del consumo nazionale di gas.

Poi sparano con le riserve prossibili, probabili, immaginarie, sognate e desiderate e si arriva a 6.7 BCF - diciamo un fattore dieci in piu', per cui invece che 1 ora saranno 10 le ore, ma si capisce che e' pur sempre poca cosa.


Emilia Romagna, 27 Luglio 2012

Passiamo all'Emilia Romagna.

Qualche tempo prima, il 27 Luglio 2012, questi della Po Valley avevano anche ricevuto un permesso preliminare di ricerca per "esplorare" il campo Torre del Moro, 55 km a sud est di Bologna qui alla ricerca di petrolio e di gas assieme.

L'idea e' di unire le due concessioni - questa nuova di Torre del Moro - con quella che gia' hanno di Terra del Sole per un unico grande campo.

Il terremoto non aveva neanche finito di assestarsi, tutti concentrati su Rivara, e il nostri governanti continuavano a dare permessi trivellanti!




Mare Adriatico, 20 Luglio 2012



E come poteva mancare il mare? La nostra amica Po Valley ha anche avuto in eredita' i due pozzi Carola ed Irma che costarono care all'ENI in quanto sospettate di causare la subsidenza.

Ma siamo pur sempre in Italia e cosi nonostante le tante premure del PM Manuela Fasolato, i tanti tira e molla che partirono nel 2001 e pure una legge che vietava le trivelle in alto adriatico,  l'indagine fu archiviata nel 2011.

E cosi ora queste piattaforme al largo di Ravenna ora se la pigliano gli Australiani, per motivi affettivi.

Perfetto.

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La cosa che e' sempre strabiliante per me e' che gli investitori sanno tutto di tutte queste cose, mentre invece la stampa locale, nazionale, non ne parla per niente. E' come se tutto questo accedesse nel vuoto, come se li non ci vivesse nessuno. Se uno fa google su Bezzecca per esempio non esce quasi niente in Italiano mentre invece ci sono pagine e pagine per gli investitori stranieri.

Andiamo avanti cosi....

Saturday, August 21, 2010

Gianfranco Rotondi a Pineto



Di tutti gli incontri dell'estate quello piu' bizzarro e' stato quello di Pineto, in data 16 Agosto 2010.

Era il giorno prima di partire, ero molto stanca, e un po tesa prima di parlare. Erano presenti oltre me, il sindaco di Pineto, Luciano Monticelli, il presidente della riserva marina della Torre del Cerrano, Benigno D'Orazio, il ministro per l'attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, e Andrea Bernaudo, consigliere della regione Lazio e presidente del comitato di Via Liguria di Pineto e l'avvocato Tommaso Navarra.

L'incontro si e' svolto alle 10:30 di mattina, vicino al mare. Ero tesa perche' non ci sarebbero state le trasparenze e non mi piace parlare senza. Mi piace far riferimento a numeri e dati, far vedere le immagini e far si che a parlare siano i dati e non me. Ma non e' stato possibile usarle
e cosi mentre gli altri parlavano cercavo di pensare al filo logico del mio discorso venturo.

Tra i dettagli che mi sono rimasti piu' impressi e' che il ministro e' arrivato con un ora di ritardo, il che non e' indice di gran rispetto per chi ti ascolta. Non si e' nemmeno scusato e invece di venire subito a parlare e ad ascoltare, si e' messo a parlare alle telecamere di Rai3.

Ricordo anche di avere chiesto al moderatore - Andrea Bernaudo - per ben due volte di aprire al pubblico di fargli fare le domande, di chiedere, di rendere il tutto partecipato. Si e' rifiutato, non so perche'.

Un altra cosa che ho notato e' l'incessante giocare di tutti con il telefonino. A scuola io li vieto perche' e' indice di maleducazione e di distrazione controllare messaggini e suonerie mentre si fa lezione. Anche qui avrebbero dovuto essere spenti e tenuti in tasca.

Poi e' venuto il mio momento di parlare, e nei miei 15 minuti ho detto le cose che dico sempre, ho presentato un po di numeri, e ho detto che non si deve mai arrivare a compromessi con le multinazionali del petrolio, perche' sono troppo grandi e una volta che arrivano non se ne vanno piu'. Fanno sempre cosi, dicono A e poi invece vogliono tutto l'alfabeto.

Ho detto che un territorio deve scegliere UNA vocazione e seguirla, perche' non si puo' essere tutto per tutti in tutte le occasioni. Se siamo il turismo di Pineto, non possiamo essere le piattaforme a mare della Petroceltic. Ho parlato del decreto Prestigiacomo e del fatto che 9 o 10 km non cambia niente e che occorrebbe un provvedimento molto piu serio di questo.

Ho detto che l'Italia e' il nostro paese e sta a noi cittadini darci da fare, per il petorlio, ma anche per tutto il resto. Credo di essere stata la stessa di sempre, ministro o non ministro.

Dopo il mio discorso, e' toccato a Rotondi. In tutta sincerita' non ricordo perfettamente tutto cio' che abbia detto, ma mi ero presa un po di appunti per poter poi controbbattere alle sue affermazioni. Piu' che altro, l'impressione che ho portato via io e' che il suo sia stato un politichese inconcludente.

Ha detto che ama Pineto, ma che lui non puo' entrare nel merito di altri ministeri.

Io volevo dirgli: allora lei si impegna a far venire qui la Presitgiacomo cosi' possiamo dire a lei del nostro no alle trivelle? E anche se non e' il suo ministero, lei e' favorevole o no alle trivelle lungo la riviera abruzzese? Puo' dirlo anche alla Prestigiacomo e magari a quelli di Assomineraria? Come si fa fra amici, magari e anche solo a titolo personale. Neanche io posso entrare nel merito del ministero dell'ambiente, ma la mia opinione la dico, chiara e forte. Non vuole fare lo stesso anche lei?

Ha detto che occorre avere il coraggio di parlare di nucleare.

Peccato che il tema era il petrolio. Troppo facile parlare di nucleare senza avere detto niente del petrolio. Avrei voluto anche controbbattere che l'Italia ancora non sa dove mettere la monnezza tossica pre-1987 e che ha pure cercato di mollarla allo Utah che gli ha detto, no grazie, tenetevela voi.

Ha detto che puo' darsi che i pozzi non si facciano perche' le probabilita' di trovare petrolio sono basse.

Ma che significa? Non devono essere le compagine petrolifere a decidere se il petrolio che c'e' ne valga la pena o no. SIAMO NOI a doverlo decidere! E a priori. Il mare e' nostro, e non della Petroceltic.

Infine, la cosa piu' disturbante per me, che sulla questione petrolio, secondo il ministro, occorre MEDIARE MEDIARE MEDIARE.

E che significa mediare in questo caso? Un po di buchi si, tanti no? Un po di veleni si, tanti no? Pineto si e Giulianova no? Ortona si e Bomba no? Dove va lui in vacanza no, e altrove si? Questo attegiamento alla Ponzio Pilato, senza esporsi troppo non va mica bene. Sa tanto del tiriamo a campare. Come detto sopra, non e' possibile mediare con i petrolieri, perche' la mediazione inizia con la parola si. E una volta che gli dici si, e' la tua fine, come dimostrano la Basilicata e tutte le comunita' petrolizzate d'Italia e del mondo.

Aldo Moro, da cui ha preso quelle parole, si stara' rivoltando nella tomba.

Alla fine mi ero pure preparata le risposte, i commenti. La platea sono sicura che avrebbe voluto dire, partecipare, DIALOGARE. Invece siamo stati tutti zittiti perche' Bernaudo ha preso il microfono e ha detto che l'incontro era finito. Io sono rimasta a bocca aperta e fra me e me pensavo alle riunioni di qui, dove i politici non avrebbero potuto scampare le domande della gente e perche' no, anche le critiche se meritate.

Alla fine, il ministro non ha detto niente, non si e' preso nessun impegno, e' andato al TG3. Bernaudo ha chiuso tutto soddisfatto per la buona uscita del pomeriggio e poi siamo andati a berci l'aperitivo.

Non e' cambiato niente, e dove eravamo, siamo.

Anzi no, il ministro ora sa quanto la gente d'Abruzzo sia contraria al petrolio, e sa che non sara' una cosa buona ne per Pineto, ne per l'Abruzzo, ne per l'Italia. E quale che sia il suo ministero, in coscienza sua, non potra' dire di non avere saputo.

Ora che sa, la scelta se fare o no sta a lui e alla sua coscienza.

Wednesday, September 9, 2009

La Catalogna di Spagna


Durante la campagna elettorale c'e' stato un gran parlare di fare della provincia di Chieti la Catalogna d'Italia. Se ne continua anche adesso, specie per quanto riguarda il ramo del turismo.

Durante parte di questo parlare ero, guarda caso, proprio in Catalogna. Ho infatti trascorso tutto il mese di Maggio a Barcellona, ospite dell'Universita' Autonoma di Barcellona, ed in particolare del Centro di Ricerca Matematica della stessa citta'.

L'idea di ricopiare la Catalogna e' bella, seppure arrivi con molto ritardo rispetto a cio' che ha fatto la Catalogna vera e nonostante la Spagna per molti anni sia stata sotto regime dittatoriale.

A ben pensarci, visto che abbiamo avuto quasi trenta anni di piu' di democrazia, avrebbe dovuto essere la Catalogna a copiare noi!

Sono andata allora a vedere cosa fa la Catalogna per il turismo. In particolare lungo la costa Brava, 160 km di spiaggia, piu' o meno il doppio della nostra costa teatina. Durante gli anni di Franco si era pensato di trasformare la zona in un centro turistico, con la costruzione di hotel e di seconde case. Ad un certo punto pero' ci si rese conto che pian piano questa corsa al costruire avrebbe privato la costa Brava della sua risorsa principale, la natura.

Cosi', per evitare cementificazioni, scempi di varia natura, e per proteggere il proprio sistema naturale, la Catalogna ha creato tre riserve acquatiche, tutte di forte attrazione turistica, a picco sul mare e dove fanno passeggiate, bird watching e altre attivita' ricreative.

Il parco naturale Aiguamolls de l'Emporda', circa 50 chilometri quadrati, fu creato nel 1983. Nel corso degli anni questa riserva si e' addiritutta allargata, includendo delle risaie che sorgevano nelle vicinanze e che sono poi state abbandonate e incluse nel parco. Inizialmente, negli anni '70, si era pensato di costruirci 60,000 unita' abitative, ma a causa dell'attivismo locale, il progetto edilizio fu abbandanato e oggi, 30 anni dopo c'e' la riserva sul mare.

Il parco naturale dell'Ebro-Delta, circa 80 chilometri quadrati, la piu' grande riserva naturale della zona lungo lo sbocco del fiume al mare. Contiene il 60% delle specie volatili d'Europa, oltre che essere un punto importante per la migrazione di uccelli.

Llobregat, appena fuori dell'aereoporto di Barcellona.

Per di piu' nel 1998 varie cittadine di mare decisero di firmare un documento, la Carta de Tossa, dove ci si impegnava di proteggere l'ambiente e di focalizzare lo sviluppo verso un turismo di qualita'. Da allora le costruzioni su larga scala sono essenzialmente ferme.

Lungo la costa Brava non ci sono, per quanto io ne sappia, pozzi di petrolio ne' sulla terraferma ne' sul mare.

Questo allora, in teoria, e' cio' a cui ci stiamo ispirando. Se e' veramente cosi', gli sbocchi a mare del Feltrino e del Moro - che non brillano per pulizia - aspettano di diventare anche loro parchi naturali. La costa dei trabocchi aspetta di essere perimetrata. I condomini a picco sul mare aspettano di essere fermati. I pozzi di petrolio aspettano di essere rispediti al mittente.

Ricordo quando smatellarono la ferrovia adriatica. E' per il turismo si diceva. Quanti anni sono passati dalla fine dei lavori? Tre, quattro, chissa'. I petrolieri sono stati piu' furbi degli abruzzesi e si sono presi il nostro mare senza che nessuno facesse abbastanza, dai politici ai cittadini.

Non si puo' volere essere tutto allo stesso tempo. Non si puo' parlare senza davvero darsi da fare nei fatti. Se veramente la costa teatina vuol diventare un polo turistico, si deve fare sul serio, senza paura di offendere nessuno - petrolieri, cementificatori e proprietari terrieri - ma andando avanti per la propria meta.

Non dico che dobbiamo rivoluzionare ne il chietino e ne l'Abruzzo, ma semplicemente proteggere quello che di buono e' rimasto e migliorare quel che si puo'
migliorare. Nel 2010 lasciare ad un branco di irlandesi-britannici-canadesi di trivellare un posto con cosi tanto potenziale e' veramente folle.

Il 25 settembre e' vicino. Secondo me la classe politica dimentichera' ben presto questa data.

La Vega Oil festeggera'.

La provincia dira' "No, we couldn't".


Fonti: Birding, Catalonia

Thursday, August 6, 2009

Arrivano i Canadesi





**** Osservazioni e domande:

0) Altri articoli su "Zio Remo", le raccomandazioni, la carita' cristiana, i possibili abuso d'ufficio e di peculato: Il Corriere della Sera 1, Il Corriere della Sera 2, Il Corriere della Sera 3, Il Corriere della Sera 4, La repubblica 1, Panorama 1, Wikipedia, Marco Travaglio, La Stampa, Matrix, Peacelink. Da quest'ultimo:

"Remo Gaspari, lo ripetiamo, di quegli ospedali e del clientelismo politico ne è stato (ed è tutt'ora, in parte) non soltanto un protagonista, ma il grande architetto. Padrino della DC, la sua abitazione è stata meta di pellegrinaggio per centinaia, forse migliaia, di persone, prone a chiedere favori ed elargizioni. Per moltissimi anni è stato lui il crocevia politico di ogni manovra politica, di ogni feudo di favori e scambi elettorali"

Addirittura Elio e le Storie tese gli dedicarono una canzone, Sabbiature, dove lo citano con nome e cognome. E siccome scherzando scherzando qualche volta puo' capitare di dire la verita', ecco un altro sito semiserio.

Secondo Beppe Grillo, Remo Gaspari portava a casa quasi 10,000 euro al mese netti di pensione
nell'anno 2007 per il suo lavoro alla Camera.

1) Voglio chiedere a DiGiuseppantonio di PAGARE un consulente indipendente che noi cittadini dovremmo approvare per scrivere delle osservazioni su questa proposta per un altro pozzo (Petroceltic/Vega) di fronte ad Ortona (7km dal mare, 5km sottoterra, 33 metri di mare), che ne pensate?

2) L'8 Agosto per chi vuole andare a farsi due risate (o spendere due lacrime per le sorti del nostro paese), c'e' la presentazione del libro: Remo Gaspari: Una vita al servizio dell'Italia.
Gissi, ore 18:30, sala convegni centro polisportivo Aldo Moro.

3) Rifare la domanda a Chiodi. Si parlava di prendere una pagina di giornale o di far stampare dei manifesti per chiedere a Chiodi cosa ne pensa della petrolizzazione dell'Abruzzo. A me sembra un ottima idea. Parliamone. ***


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Ormai l'Abruzzo e' diventato il centro del mondo petrolifero, e non diciamo di no a nessuno. Il tutto grazie ad un classe politica fatta di gente ignorante, poco colta, poco sensibile, e rinchiusa nelle proprie stanzette o nelle proprie auto blu. Questa e' gente che non ascolta, non dialoga con la gente, a partire dal governatore Chiodi e dai suoi guappetti diplomati alle scuola di recupero Pitagora, e passando per tutti gli altri politici a scendere, con poche, rarissime, eccezioni.

Ogni tanto ripenso alle parole di Chiodi a Cupello: "di quei permessi fra 10 anni non restera' nulla". A ripensarci sono state parole offensive all'intelligenza della gente, perche' lui doveva rispondere alla domanda con "io sono d'accordo alla petrolizzazione" oppure "io sono contrario" e non dirci invece che abbiamo tutti delle allucinazioni collettive.

Ma poi, Chiodi e' indagato per disastro ambientale a Teramo, cosa possiamo aspettarci da uno che non ha sensibilita' nemmeno per l'ambiente della sua stessa citta'?

Pare che ci sia posto per tutti, ad eccezione che per le domande degli Abruzzesi stessi, i veri PADRONI del territorio, caro Chiodi.

La Cygam Energy e' una ditta Canadese che opera in Alberta, la regione dove si produce
"petrolio non convenzionale", cioe' il peggio del peggio - sabbie bituminiche.
Nel loro complesso le ditte petrolifere sono riuscite a distruggere uno degli ambienti piu' incontaminati del pianeta, buttando giu' foreste intere e creando al loro posto enormi vasche di sostanze tossiche. Ne abbiamo parlato qui.

Il presidente della Vega Oil, nonche' uno dei direttori della Cygam si chiama Giuseppe Rigo. E' italiano, ha studiato a Roma ed ha lavorato come geologo per molto tempo per varie ditte petrolifere. Nel 1999 fonda Riogeo Petroleum, una ditta che ha il preciso scopo di assistere ditte straniere in Italia.

Bene, questa e' la gente che stiamo invitando in casa nostra. Mentre Chiodi dice che non e' vero niente, la Cygam dice ai propri investitori che hanno intenzione di trivellare alcune zone della Tunisia e dell'Italia.

Come ci ricorda ApocalisseItalia, la Cygam Oil controlla al 100% la ditta Vega Oil che e' approdata in Abruzzo. Assieme alla Petroceltic sono quelli che vogliono trivellare davanti il mare di Ortona. A sette chilometri dalla costa, a 5 km sotto la crosta terrestre, e a 33 metri di profondita' in acqua, si spartiscono le sorti del nostro mare: il 60% alla Vega, il 40% alla Petroceltic e l'affare e' fatto. Hanno anche concessioni sulla terraferma, nel permesso detto di Civitacquana, nel pescarese.

E' sempre illustrativo leggere cosa questa gente dice dell'Italia e del nostro governo. Siamo secondo loro una nazione con

Pro-oil industry and stable government - Italy has one of the best royalty structures

Notare che ci batte pure la Tunisia: li si arriva progressivamente al 15%, noi siamo fermi al 7%. Ricordo che le royalties della Libia sono al 90%, e in paesi come la Norvegia, l'Indonesia si arriva all'80%. Nella stessa Alberta le quote da versare ai governi locali sono attorno al 45%, e ci si lamenta perche' e' poco.

Ai giapponesi che vengono in vacanza gli facciamo pagare 700 euro per una cena, ai petrolieri glielo diamo gratis il petrolio. Furbi, eh?

Ancora dal sito della Cygam energy:

Management considers the existing exploratory permits in Italy to have great potential for the future growth of the Company. Italy has been somewhat neglected by oil and gas companies in the past, partly because of the former monopoly the Italian state company, ENI, had on exploration permits. However, new European Community regulations introduced in the early 1990s under the mandate of the European Energy Commission, forced ENI to relinquish prized exploration acreage.

La nostra amministrazione stima che i permessi italiani abbiano grande potenzialita' di crescita. L'Italia e' stata finora trascurata dalle ditte petrolifere e di gas a causa del monopolio dell'ENI. La Comunita' Europea pero' ha forzato l'ENI a cedere preziosi terreni esporativi tramite gli ordini della Commissione Europea per l'Energia.

In Alberta, over 20,000 wells were drilled in 2005 alone, while in Italy only 30 wells were drilled in 2004. From an exploration point of view, there is still a vast exploratory and drilling potential in Italy.

In Alberta hanno trivellato oltre 20,000 pozzi nel 2005, mentre in Italia nel 2004, solo 30. Da un punto di vista esplorativo, c'e' ancora una vasta potenzialita' per trivellare in Italia.

Si, peccato che la Cygam non ricorda ai suoi investitori che l'Alberta ha una superficie di 650,000 chilometri quadrati, con una densita' di 5 persone per chilometro quadro, l'Italia invece ha una superficie che e' esattamente la meta', con 200 persone per chilometro quadrato. Cosa si aspettano che ce li mettiamo in camera da letto i pozzi di petrolio?

Per non parlare del fatto che in teoria saremmo il paese con la maggior densita' di opere e di bellezze storiche. Mettiamo le trivelle affianco alla torre di Pisa? Questo modo di ragionare dimostra la piu' totale ignoranza di questa gente, che pensa di poter venire in Italia e di fare cio' che vuole, senza conoscere storia, ambizione, desideri del popolo, ammesso che ancora ce li abbiamo.

Ma non e' colpa loro, la colpa e' di chi lo amministra questo paese e che non e' capace di proteggerlo.

E poi alla fine del loro sito, una frase che mi mancava dal repertorio:

There are no restrictions on repatriation of profits.

Non ci sono restrizioni sul rimpatrio di profitti. Cioe' tutto quello che guadagni in Italia puoi riportartelo dove ti pare, senza limiti, lasciandoti dietro inquinamento, campi distrutti, mari inquinati, gente ammalata.

Uno degli ultimi comunicati della Cygam e' qui. E' del 29 Luglio 2009 e dicono che hanno presentato la VIA al governo italiano. Programmano di iniziare a trivellare a meta' 2010.

Grazie, presidente Chiodi che ami l'Abruzzo (o forse solo le sue comode poltrone) ma non fai niente per proteggerlo.

Wednesday, September 3, 2008

La costa dei trabocchi


Da qualche tempo si discute di cosa fare della costa dei trabocchi in relazione anche all'invasione petrolifera. Chi puo' dirsi contrario al progetto di creare un parco lungo la costa teatina? Credo nessuno che abbia un po di sale in testa e che riesca a guardare oltre il proprio portafoglio possa non volerlo.

Continuo a credere che il parco potrebbe essere stato un ottimo modo per evitare il petrolio nella contrada Feudo - nel VIA si diceva esplicitamente che se la zona fosse stata soggetta al vincolo parco sarebbe stato piu' difficile crare la raffineria - ma continuo ad essere convinta che la questione petrolio sia molto piu' grande del parco della costa teatina, a meno di trasformare tutto l'Abruzzo in un parco naturale. Di nuovo basta guardare Viggiano: hanno creato il mostro petrolifero affianco al Parco nazionale della Val D'Agri!

Della costa dei trabocchi abbiamo parlato su questo blog diverso tempo fa, e spinta dai vari commentatori, mi ripropongo comunque di dire la mia e di dare un spazio alla discussione.

Io credo che la costa dei trabocchi sia un elemento specialissimo della costa teatina, e che il regalo che le FFSS ci hanno lasciato, impedendo la cementificazione selvaggia negli ultimi 150 anni, vada protetto, abbellito, e sopattutto trasformato in una fonte di benessere, anche economico, per la gente e per il turismo SENZA distruggerlo.

La proposta che feci qualche mese fa, e' molto semplice: visto che i politici negli scorsi tre o quattro anni non ne sono stati capaci - chissa' forse dovevano proteggere gli interessi di amici o parenti - PERIMETRIAMOCELO da soli il parco. L'ho gia' scritto, io non ne ho le competenze, ma sono sicura che gente locale che ne abbia e che sia svincolata da interessi di parte debba pur esistere - a Pescara c'e' il dipartimento di Archiettura, possible che non ci possano essere degli studenti o professori che possano prendere le carte, proporre un perimetro PULITO, parlare con la gente e come popolo andare a pressare i politici per approvarla? Ormai siamo giunti a questo in Italia, i cittadini devono insegnare ai politici come si fanno le cose.

Altre considerazioni - piuttosto legate alle cose che ho visto, e che e' sicuramente una lista marginale:

1) Non conosco in super dettaglio il progetto ECOVIE, ma perche' ci vuole tutto questo tempo per portarlo a termine? Cosa si aspetta?

2) I depuratori devono funzionare. Non e' accettabile che il Feltrino e il Moro continuino ad essere inquinati e moribondi e che continuino a sversare robaccia nel mare. Le ditte, i contadini e gli individui che utilizzano i fiumi come loro personale fogna vanno multati e condannati, anche se sono ditte potenti. Pulire i fiumi oltre ad essere piu salutare per noi tutti, crea lavoro perche valorizza il territorio e si creano occasioni di sviluppo. Per non dire del rispetto per tutta la gente che e' MORTA lungo il Moro e che ha dato la vita per difendere quel fiume.

3) Pubblicizziamola la costa in modo PROFESSIONALE, negli aereoprti sove ci sono i voli per Pescara o fra le comunita' di ingelsi che tradizionalmente scelgono di comprare case in Abruzzo. Ma poi, una volta che li invitiamo, dobbiamo essere efficaci, e non possiamo permetterci cose fatta a vanvera. I bagni devono funzionare, essere puliti, e non alla meno peggio. E poi, perche' c'e' una tariffa per scendere giu' ai Ripari di Giobbe? Sapete che li hanno ancora i tetti in Eternit (= amianto = cancerogeno?). Volevo dirlo alla signora del bar, ma poi ... non posso prendermi sulle mie spalle tutti i malesseri d'Abruzzo.

Wednesday, February 13, 2008

Ortona - Canada


Spulciando per il web mi sono imbattuta in un progetto bellissimo.
Un professore di liceo canadese si e' messo in testa che per non far dimenticare
gli eventi della seconda guerra mondiale alle nuove generazioni canadesi, occorre portare i ragazzi sui luoghi della battaglia.

Cosi' nel Novembre del 2008 Ortona sara' invasa da 6,000, si, seimila studenti da ogni parte del Canada. Il professore si chiama David Robinson e il sito e' www.ortona.ca. Visitatelo.

Dal loro sito leggo: "i canadesi combatterono valorosamente nelle strade colme di macerie di Ortona, lungo l'Adriatico. Furono vittoriosi, e la battaglia di Ortona fu considerata fra i piu' grandi successi della guerra".

Mi fa sempre commuovere il pensiero che 1,375 ragazzi di vent'anni o poco piu' diedero la vita per noi, 65 anni fa. Sono morti per noi, senza neppure sapere chi fossimo. Dietro a ciascuna di quelle tombe bianche, geometriche e tutte uguali della contrada San Donato c'e' una vita differente, una storia sbiadita, una madre disperata, un amore finito, una casa a cui non si e' fatto piu' ritorno. Vederli li, ogni volta che ci vado, mi da' un po di pace, di fiducia per il mondo, di speranza. Pero' non e' sufficiente sentire gratitudine per queste persone. Dobbiamo rispettarli nei fatti. Verranno i loro discendenti a flotte in Novembre. Cosa gli offriamo? Il MUBA e' molto bello, ma dobbiamo fare di piu'.

Perche' il Moro e' inquinato ed e' stato abbandonato a se stesso? Li ci fu il fronte per sei mesi, ed un tempo quel fiume fu fatto rosso dal sangue dei soldati. Perche' nessuno va ad onorare quei morti ripulendo il fiume? E' nostro dovere renderlo presentabile ai figli di quelli che la' sono morti. Cosa gli diciamo quando quei seimila ragazzi chiederanno di vedere il Moro?

Perche' votare la contrada Feudo alla morte? I canadesi hanno combattuto i tedeschi per renderci liberi dai tiranni e non per consegnarci all'ENI, nuovo colonizzatore alla stregua di Viggiano. Cosa gli diciamo ai ragazzi del
75esimo anniversario della battaglia di Ortona, quando verranno e chiederanno:
cos'e' quella fiaccola e cos'e' questa puzza di uova marce?

Se fossi io a decidere, invece di pensare ai centri petroliferi, mi impegnerei per rendere la citta' un punto turistico di rilievo. La guerra, il mare, san Tommaso, le montagne ed il vino. Abbiamo tutto, manca solo la lungimiranza dell'impegno, la volonta' di crederci, il coraggio della fantasia.

Da qui a Novembre ci sono nove mesi, non e' tanto tempo, non e' neppure poco. Io spero solo che quei seimila ragazzi tornino a casa con la certezza che i loro padri hanno dato la vita per qualcosa di buono.