.

.
Showing posts with label programma. Show all posts
Showing posts with label programma. Show all posts

Monday, April 24, 2017

L'ENI vende la sua filiale belga. I nuovi gestori punteranno su sole, vento, efficienza, batterie e stoccaggio




Puo' un lupo trasformarsi in agnello?

Quasi mai.

E infatti invece che rinnnovarsi, cambiare, guardare al futuro, l'ENI semplicemente decide di sbarazzarsi della sua sussidiaria belga, ENI Belgique, nota anche come Nuon. 

Perche'?

Perche' ENI Belgique si occupava di distribuzione gas e di energia eolica, e non era piu' un "strategic" fit per loro. E infatti Mr. Descalzi e i suoi amici, secondo il programma strategico del 2017-2020,  vogliono consolidarsi e focalizzarsi su esplorazione e vendita petrolio, gas e su tutta l'infrastruttura che ci sta intorno. 

Cioe' petrolio o morte -- rinnovabili? Perche' mai!

Ad acquistare ENI Belgique il giorno 31 Marzo 2017, la Eneco, una utility belga con sede a Rotterdam. Il pacchetto comprende sia ENI Gas and Power che ENI Wind, con tre turbine a vento gia' in azione.

L'ENI aveva comprato Nuon dalla ditta svedese Vattenfall nel 2011.  Avevano il 10% del mercato e circa 200 persone che lavoravano per loro.

La Eneco dice che usera' il suo maggior peso nel panorama energetico belga per investire di piu' in sole e vento. Vogliono anche offrire servizi come efficenza energetica, isolamento, stoccaggio energia, stazioni di ricarica.

Cioe' vogliono il futuro e non seppellire la testa nel petrolio!

In totale quelli della Eneco gestiscono gia' 86 turbine a vento, 250,000 pannelli solari, e possono arrivare a 100MW di solare dal fotovoltaico che hanno in Belgio, Francia e nel UK. Di questa energia, circa 60MW sono solo per il Belgio, di modo che la Eneco e' anche il principale produttore di energia solare nel paese. Nel 2018 inizieranno anche con la costruzione di un parco eolico offsore.

Quello che dicono alla Eneco e' che vogliono aumentare la loro offerta rinnovabile ai propri clienti, vogliono offrire soluzioni smart e crescere in Belgio e in altri paesi confinanti. Con l'acquisizione di ENI Belgique, il numero di clienti di Eneco salira' a un milione di persone, e 55mila clienti industriali e commerciali.

Nel 2016 *tutta* l'energia che la Eneco ha fornito ai suoi clienti residenziali e' stata dalle rinnovabili.

Bye bye ENI!





Saturday, August 21, 2010

Gianfranco Rotondi a Pineto



Di tutti gli incontri dell'estate quello piu' bizzarro e' stato quello di Pineto, in data 16 Agosto 2010.

Era il giorno prima di partire, ero molto stanca, e un po tesa prima di parlare. Erano presenti oltre me, il sindaco di Pineto, Luciano Monticelli, il presidente della riserva marina della Torre del Cerrano, Benigno D'Orazio, il ministro per l'attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, e Andrea Bernaudo, consigliere della regione Lazio e presidente del comitato di Via Liguria di Pineto e l'avvocato Tommaso Navarra.

L'incontro si e' svolto alle 10:30 di mattina, vicino al mare. Ero tesa perche' non ci sarebbero state le trasparenze e non mi piace parlare senza. Mi piace far riferimento a numeri e dati, far vedere le immagini e far si che a parlare siano i dati e non me. Ma non e' stato possibile usarle
e cosi mentre gli altri parlavano cercavo di pensare al filo logico del mio discorso venturo.

Tra i dettagli che mi sono rimasti piu' impressi e' che il ministro e' arrivato con un ora di ritardo, il che non e' indice di gran rispetto per chi ti ascolta. Non si e' nemmeno scusato e invece di venire subito a parlare e ad ascoltare, si e' messo a parlare alle telecamere di Rai3.

Ricordo anche di avere chiesto al moderatore - Andrea Bernaudo - per ben due volte di aprire al pubblico di fargli fare le domande, di chiedere, di rendere il tutto partecipato. Si e' rifiutato, non so perche'.

Un altra cosa che ho notato e' l'incessante giocare di tutti con il telefonino. A scuola io li vieto perche' e' indice di maleducazione e di distrazione controllare messaggini e suonerie mentre si fa lezione. Anche qui avrebbero dovuto essere spenti e tenuti in tasca.

Poi e' venuto il mio momento di parlare, e nei miei 15 minuti ho detto le cose che dico sempre, ho presentato un po di numeri, e ho detto che non si deve mai arrivare a compromessi con le multinazionali del petrolio, perche' sono troppo grandi e una volta che arrivano non se ne vanno piu'. Fanno sempre cosi, dicono A e poi invece vogliono tutto l'alfabeto.

Ho detto che un territorio deve scegliere UNA vocazione e seguirla, perche' non si puo' essere tutto per tutti in tutte le occasioni. Se siamo il turismo di Pineto, non possiamo essere le piattaforme a mare della Petroceltic. Ho parlato del decreto Prestigiacomo e del fatto che 9 o 10 km non cambia niente e che occorrebbe un provvedimento molto piu serio di questo.

Ho detto che l'Italia e' il nostro paese e sta a noi cittadini darci da fare, per il petorlio, ma anche per tutto il resto. Credo di essere stata la stessa di sempre, ministro o non ministro.

Dopo il mio discorso, e' toccato a Rotondi. In tutta sincerita' non ricordo perfettamente tutto cio' che abbia detto, ma mi ero presa un po di appunti per poter poi controbbattere alle sue affermazioni. Piu' che altro, l'impressione che ho portato via io e' che il suo sia stato un politichese inconcludente.

Ha detto che ama Pineto, ma che lui non puo' entrare nel merito di altri ministeri.

Io volevo dirgli: allora lei si impegna a far venire qui la Presitgiacomo cosi' possiamo dire a lei del nostro no alle trivelle? E anche se non e' il suo ministero, lei e' favorevole o no alle trivelle lungo la riviera abruzzese? Puo' dirlo anche alla Prestigiacomo e magari a quelli di Assomineraria? Come si fa fra amici, magari e anche solo a titolo personale. Neanche io posso entrare nel merito del ministero dell'ambiente, ma la mia opinione la dico, chiara e forte. Non vuole fare lo stesso anche lei?

Ha detto che occorre avere il coraggio di parlare di nucleare.

Peccato che il tema era il petrolio. Troppo facile parlare di nucleare senza avere detto niente del petrolio. Avrei voluto anche controbbattere che l'Italia ancora non sa dove mettere la monnezza tossica pre-1987 e che ha pure cercato di mollarla allo Utah che gli ha detto, no grazie, tenetevela voi.

Ha detto che puo' darsi che i pozzi non si facciano perche' le probabilita' di trovare petrolio sono basse.

Ma che significa? Non devono essere le compagine petrolifere a decidere se il petrolio che c'e' ne valga la pena o no. SIAMO NOI a doverlo decidere! E a priori. Il mare e' nostro, e non della Petroceltic.

Infine, la cosa piu' disturbante per me, che sulla questione petrolio, secondo il ministro, occorre MEDIARE MEDIARE MEDIARE.

E che significa mediare in questo caso? Un po di buchi si, tanti no? Un po di veleni si, tanti no? Pineto si e Giulianova no? Ortona si e Bomba no? Dove va lui in vacanza no, e altrove si? Questo attegiamento alla Ponzio Pilato, senza esporsi troppo non va mica bene. Sa tanto del tiriamo a campare. Come detto sopra, non e' possibile mediare con i petrolieri, perche' la mediazione inizia con la parola si. E una volta che gli dici si, e' la tua fine, come dimostrano la Basilicata e tutte le comunita' petrolizzate d'Italia e del mondo.

Aldo Moro, da cui ha preso quelle parole, si stara' rivoltando nella tomba.

Alla fine mi ero pure preparata le risposte, i commenti. La platea sono sicura che avrebbe voluto dire, partecipare, DIALOGARE. Invece siamo stati tutti zittiti perche' Bernaudo ha preso il microfono e ha detto che l'incontro era finito. Io sono rimasta a bocca aperta e fra me e me pensavo alle riunioni di qui, dove i politici non avrebbero potuto scampare le domande della gente e perche' no, anche le critiche se meritate.

Alla fine, il ministro non ha detto niente, non si e' preso nessun impegno, e' andato al TG3. Bernaudo ha chiuso tutto soddisfatto per la buona uscita del pomeriggio e poi siamo andati a berci l'aperitivo.

Non e' cambiato niente, e dove eravamo, siamo.

Anzi no, il ministro ora sa quanto la gente d'Abruzzo sia contraria al petrolio, e sa che non sara' una cosa buona ne per Pineto, ne per l'Abruzzo, ne per l'Italia. E quale che sia il suo ministero, in coscienza sua, non potra' dire di non avere saputo.

Ora che sa, la scelta se fare o no sta a lui e alla sua coscienza.