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Wednesday, December 27, 2017

Germania: per Natale il costo dell'energia e' stato negativo









Il regalo di Natale per i tedeschi e' stato che l'elettricita' ha avuto costi negativi il 25 Dicembre 2017.

Il paese ha speso piu' di 200 miliardi di dollari negli scorsi venti anni per rinnovabilizzare la sua rete elettrica ed ecco qui il risultato.

Ogni tanto, come appunto i giorni 24 e 25 dicembre viene prodotta cosi tanta elettricita' che occorre pagare i contribuenti per usarla.

I dati vengono dall'EPEX, ente che misura gli scambi energetici in Europa ed e' il risultato di vari fattori: temperatura non troppo bassa, venti forti, e bassa richiesta di elettricita'.

Ovviamente questo perche' erano giorni di Natale e le fabbriche erano chiuse, e perche' nessuno puo' fermare le dinamiche del vento. Quei giorni spirava abbondantemente. D'altro canto, il nucleare e/o il carbone che viene usato in parallelo al vento non e' facile da spegnere e cosi c'e' stato un surplus di energia da ambo le sorgenti.

E cosi il weekend di Natale, chi consumava elettricita' e' stato pagato circa 50 euro a megawatt-ora.

Tutto questo, cioe' la rete che genera piu' energia di quanto possa smaltire, e' successo gia' almeno 100 volte nel 2017. 

Al massimo della "generosita'" del vento, il prezzo e' stato di 83 euro per megawatt-ora.

E' gia' successo anche in Belgio, UK, Francia, Olanda e Svizzera, ma in Germania accade piu' frequente che altrove. A volte riescono a vendere energia ai vicini, altre volte e' piu' difficile farlo. E questo perche' appunto, spegnere le fossili o il nucleare e' difficile da farsi in tempi brevi e perche' il vento non si puo' fermare.

Invece c'e' ancora molto da fare sul reparto stoccaggio di energia e cosi, per eliminare l'energia in eccesso dalla rete e per evitare il sovraccarico, la si regala via o si pagano i consumatori. 

Creare un sistema di stoccaggio efficenti e affidabili e' uno dei temi piu' importanti per il progresso delle rinnovabili, in Germania ed altrove, e si cerca di risolvere il problema con varie accortezze anche se c'e' ancora molto da fare.

La RWE e' uno dei piu' grandi produttori di energia elettrica del paese:  usano le previsioni del tempo per regolamentare la generazione di energia, quando ce n'e' troppa per esempio la usano per pompare acqua in un lago d'Austria che funziona da batteria naturale. Quando serve energia, l'acqua viene rilasciata a valle e vengono usate delle turbine per generare elettricita'. L'acqua resta a valle, in attesa di essere riportata a monte durante i nuovi surplus.

Un insieme di nuovo e vecchio, assieme per arrivare, prima o poi, si spera prima ad un mondo finalmente libero dal petrolio.

Monday, April 24, 2017

L'ENI vende la sua filiale belga. I nuovi gestori punteranno su sole, vento, efficienza, batterie e stoccaggio




Puo' un lupo trasformarsi in agnello?

Quasi mai.

E infatti invece che rinnnovarsi, cambiare, guardare al futuro, l'ENI semplicemente decide di sbarazzarsi della sua sussidiaria belga, ENI Belgique, nota anche come Nuon. 

Perche'?

Perche' ENI Belgique si occupava di distribuzione gas e di energia eolica, e non era piu' un "strategic" fit per loro. E infatti Mr. Descalzi e i suoi amici, secondo il programma strategico del 2017-2020,  vogliono consolidarsi e focalizzarsi su esplorazione e vendita petrolio, gas e su tutta l'infrastruttura che ci sta intorno. 

Cioe' petrolio o morte -- rinnovabili? Perche' mai!

Ad acquistare ENI Belgique il giorno 31 Marzo 2017, la Eneco, una utility belga con sede a Rotterdam. Il pacchetto comprende sia ENI Gas and Power che ENI Wind, con tre turbine a vento gia' in azione.

L'ENI aveva comprato Nuon dalla ditta svedese Vattenfall nel 2011.  Avevano il 10% del mercato e circa 200 persone che lavoravano per loro.

La Eneco dice che usera' il suo maggior peso nel panorama energetico belga per investire di piu' in sole e vento. Vogliono anche offrire servizi come efficenza energetica, isolamento, stoccaggio energia, stazioni di ricarica.

Cioe' vogliono il futuro e non seppellire la testa nel petrolio!

In totale quelli della Eneco gestiscono gia' 86 turbine a vento, 250,000 pannelli solari, e possono arrivare a 100MW di solare dal fotovoltaico che hanno in Belgio, Francia e nel UK. Di questa energia, circa 60MW sono solo per il Belgio, di modo che la Eneco e' anche il principale produttore di energia solare nel paese. Nel 2018 inizieranno anche con la costruzione di un parco eolico offsore.

Quello che dicono alla Eneco e' che vogliono aumentare la loro offerta rinnovabile ai propri clienti, vogliono offrire soluzioni smart e crescere in Belgio e in altri paesi confinanti. Con l'acquisizione di ENI Belgique, il numero di clienti di Eneco salira' a un milione di persone, e 55mila clienti industriali e commerciali.

Nel 2016 *tutta* l'energia che la Eneco ha fornito ai suoi clienti residenziali e' stata dalle rinnovabili.

Bye bye ENI!





Wednesday, January 11, 2017

Olanda: dal 1 gennaio 2017 tutti i treni sono a vento











“Since 1 January, 100% of our trains are running on wind energy,”



Tutti.

La svolta inizio' nel 2015 quando la compagnia energetica Eneco si aggiudico' il bando per collaborare con le NS, il sistema ferroviario d'Olanda, per elettrizzare il trasporto su rotaia.

Il target era di arrivare al 100% rinnovabile entro il 2018. Ma le cose andarono meglio del previsto e ci siamo arrivati un anno prima di quanto previsto, grazie al boom dell'energia eolica nel paese.

Una turbina media, spinta da venti medi per un ora, puo' alimentare il trasporto su treno per 120 miglia, circa 190 chilometri. La collaborazione fra NS ed Eneco non e' finita perche' vogliono migliorare ancora l'efficenza ed arrivare a un calo del costo energetico per passeggero del 35% entro al 2020, se paragonato con il 2005.

Le NS trasportano circa 600mila passeggeri al giorno su circa 5500 viaggi quotidiani, il consumo e' di 1.2 miliardi di KW-ore l'anno. L'equivalente del consumo di elettricita' in tutte le case della citta' di Amsterdam: un grande passo in avanti.

Quanta energia eolica si produce in Olanda? Circa 7.4 miliardi di KW-ore l'anno. Al paese ne necessitano 12.5 miliardi di KW-ore l'anno. Oltre alla produzione domestica c'e' dunque anche energia eolica che arriva dall'estero, importata dal Belgio e dalla Finlandia.

Un altro passo in avanti. E in Italia? Sarebbe davvero difficile *provarci*?, volerlo, tentare, averne voglia?

E mentre che tutti vanno tutti via con il vento, noi siamo qui, indietro a guardare e a trivellare.

Qui un approfondimento su come ci si e' arrivati a questo 100% di treni green.

Sunday, August 25, 2013

Greenpeace al gran premio del Belgio

This Grand Prix is Shell's biggest day of the year. 
They've spent millions of euros plastering their logo 
everywhere and entertaining scores of VIP guests, 
but the one thing they don't want to talk about is their plan for Arctic oil drilling

Tony Martin, Greenpeace 

Eccoli qui, gli attivisti di Greenpeace a protestare contro le trivelle in Artico, alla cerimonia finale del gran premio del Belgio. 

La Shell e' uno degli sponsor principali del gran premio del Belgio dal 2011. E' anche il maggior proponitore delle trivelle in Artico.

Anzi, ci hanno gia' provato varie volte, ma hanno dovuto abbandonare i primi tentativi a causa della difficolta' di trivellare in aree cosi remote e dalle condizioni climatiche difficili.

Gli attivisti hanno attaccato il loro striscione che poi e' venuto giu', telecomandato, durante la cerimonia di premiazione, in diretta. Cosicche' tutto il mondo ha potuto vedere.

Bravi che continuano a tenere alta l'attenzione.






Ecco qui altre foto da Reuters:




In un comunicato stampa, Greenpeace afferma che 35 attivisti hanno lavorato per questo evento e che i due che hanno affisso il cartello principale sono stati arrestati. 

Gia' nel luglio del 2013, sei donne si erano arrampicate sull'edificio piu' alto di Londra e d'Europa, The Shard, per lo stesso scopo, protestare contro le trivelle in Artico. Le sei donne erano di nazionalita' Regno Unito, Canada, Svezia, Polonia, Olanda e Belgio. 

Hanno scalato i 300 metri dell'edificio e hanno srotolato anche loro uno striscione in favore dell'Artico. Ci hanno messo 16 ore per completare l'opera - erano 87 piani di edificio.







Eccole qui con la bandiera. Che brave.

Sono state arrestate anche loro.