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Saturday, September 29, 2018

Elon Musk lascia la presidenza della Tesla e paga 20M di USD di multa


E' una notizia che mi rattrista ma non mi sorprende.

Elon Musk si e' volontariamento dimesso dalla presidenza della Tesla e ha accettato di pagare $20 milioni di dollari come multa alla Securities and Exchange Commission, l'equivalente della Consob di Wall Street, solo un po piu' severa.

Due giorni fa la SEC aveva inoltrato una denuncia a Musk in merito ai suoi twittii del 7 Agosto 2018.
In questa denuncia Elon Musk era accusato di frode per avere annunciato su Twitter di voler privatizzare la Tesla a 420 dollari per azione e di avere trovato finanziamenti per farlo.  Il titolo era crollato, e non era neanche vero.

Elon Musk non potra' piu' accedere alla presidenza della Tesla per almeno tre anni, potra' pero' restare CEO della ditta; la Tesla ha poi pagato altri $20 milioni di dollari di multa per non avere adeguatamente controllato cosa veniva fuori dalla tastiera dell'ora ex presidente Elon Musk.

Il totale del $40 milioni di dollari verranno usati per ricompensare in parte gli azionisti.

E la Tesla? Per ora ci saranno due direttori indipendenti e ci sara' anche un gruppo che dovra' monitorare le comunicazioni di Elon Musk, che restera' parte dell'esecutivo.

Alcuni commentatori qui negli USA sono sorpresi del fatto che a Musk sia consentito restare CEO, visto che questo ruolo e' di maggior visibilita' della presidenza della Tesla. L'opinione corrente e' che la Tesla e' Elon Musk, e che togliergli il ruolo di CEO danneggerebbe ancora di piu' le azioni e gli azionisti.

Si calcola che del valore attuale della Tesla, $130 sono attribuibili direttamente ad Elon Musk stesso, e della sua personalita'. 

Cosa penso io?

Mi sono sempre chiesta come facesse quest'uomo a fare tutto quello che fa e che ha fatto. Da Pay Pal a Tesla, da Space X per mandare la gente nello spazio, al tunnel sotto Los Angeles per evitare il traffico downtown, da Solar City per le tegole solari, fino al sottomarino per salvare i bimbi della grotta in Thailandia.

Il giorno e' fatto di 24 ore per tutti, anche per lui, ed e' umanamente, secondo me almeno, impossibile fare tutto senza che da qualche parte il corpo o la mente, non abbiano dei cedimenti, sotto la pressione, lo stress, la responsabilita', il vedersi tutti i giorni sulla stampa mondiale.

L'altra settimana qui negli USA l'abbiamo visto fumare la mariuana durante una intervista, ne abbiamo letto un altra in cui diceva di dormire pochissimo, di essere sempre in viaggio, sempre in pensiero per tutte queste sue creature. Faceva tristezza.

Non sono nessuno, ma credo che abbiamo bisogno dell'Elon Musk migliore per incentivare la gente a fare buon uso delle automobili elettriche. La maggior parte delle persone, io inclusa, gli vuole un gran bene, e sa che e' anche grazie a lui se siamo arrivati fin qui. E tutti sappiamo che c'e' ancora tantissima strada da fare. Io spero che questo episodio sia utile a riportare Elon Musk alla normalita', a prendersi del tempo per se stesso, a volersi bene, a sapere dire di no qualche volta, a trovare un nuovo equilibrio che lo renda piu' sereno, e spero, felice.

We wish you all the best Mr. Musk; We need the best you you can be.

Thursday, May 31, 2018

Dopo la Tesla, Nissan Energy Solar ad offrire macchine, tetti solari e batterie integrate












Non piu' solo Tesla.

Nel Regno Unito nasce Nissan Energy Solar, dove il consumatore potrà comprare sistemi integrati di panelli sui tetti e batterie di stoccaggio; se pure guidano una Leaf potranno combinare tutto il processo di ricarica dell'auto, dal tetto alle chiavi. 

Alla fine dei conti, Tesla o non Tesla, la Nissan e' il marchio con la maggior vendita di auto elettriche al mondo. 

Uno dira': ma perche' nel Regno Unito? Perché in realta' il sole può alimentare i pannelli anche con illuminazione indiretta (cioè quando e' nuvoloso) e il Regno Unito, essendo a nord, e' investito da 16 ore di luce d'estate. 

E di qui l'idea di Nissan, che vede opportunity' di mercato, considerato che gia' un milione di case nel Regno Unito ha pannelli solari, che il segmento e' in crescita e che i risparmi sono notevoli. 

Ovviamente tutto questo e' perche' Nissan non può stare a guardare mentre Tesla va avanti: Tesla e' proprietaria di Solar City, e del sistema di stoccaggio Powerwall, e gia' da diverso tempo offre sistemi integrati.

I costi saranno competitivi, si parte da $5,200 dollari per sei pannelli e da $10,300 quando oltre ai pannelli si aggiunge una batteria da 4 kilowatt ore. L'installazione e' tutta inclusa. C'e' anche l'opzione di installare batterie usate, ritirate da sistemi piu' potenti, ma che possono ancora essere utili per lo stoccaggio casalingo. Questo in modo da venire incontro a tutte le tasche.

Uno dei vantaggi di questo sistema di stoccaggio casalingo, e' che uno può generare energia e tenersela in casa finche' non gli serve, eliminando sovraccarichi dalla rete, specie in periodi di punta di generazione di elettricità.

Si prevede che lo stoccaggio fatto in casa sara' molto popolare, specie adesso che in Europa arriva il pagamento on-demand. Cioè se immetti nella rete ad ore di punta, ti pagano meno proprio perché la rete e' carica; e quindi invece che immettere in rete, diventa piu' conveniente stoccare in casa e riutilizzare in momenti di scarsa generazione di energia.

Un altra idea della Nissan e' anche di usare le batterie nelle automobili (che arrivano fino a 40 kilowatt-ore nella Leaf) per alimentare direttamente le case.

Non sappiamo come tutto questo evolvera'. La Tesla ha progetti in Australia, Porto Rico, e Belgio, ma anche tanti guai finanziari. Dal canto loro la BMW e la Mercedes sono piu' caute sebbene entrambe hanno annunciato l'intento di entrare nel mercato del sole-auto-batteria.

Ma intanto e' un passo in avanti, e per ora mostra buona volontà e crea benvolere, io credo, da parte del consumatore. E se le cose vanno per il verso giusto diventa anche un ottimo business.  Come sempre, da qualche parte si deve pur cominciare. 


Tuesday, March 6, 2018

La Tesla costruisce il tetto solare piu' grande del mondo - sulla Nevada Gigafactory









La Tesla sta costruendo il tetto solare piu' grande del mondo.

E' sulla sua fabbrica in Nevada, la Nevada Gigafactory nei pressi della citta' di Sparks. Una volta terminata l'opera, il sistema generera' 70 megawatt di energia. Finora il record e' in India, dove invece l'impianto solare piu' grande del mondo, per ora, genera 11.5 megawatt di elettricita'.

Cosa si produce dentro la Gigafactory? Prodotti che saranno di servizio alle automobili elettriche della Tesla, of course. Per ora da qui e' partita la produzione di massa di batterie al litio, operazione che va avanti dal Gennaio 2017. L'edificio e' tale che nonostante la produzione sia gia' partita alcune ale sono ancora in via di costruzione, come appunto la copertura totale del tetto. In questo momento solo il 30% dell'edificio e' completato.

Uno dira', ma quant'e' grande questo edificio e perche' ci vuole tutto questo tempo?

Perche' si tratta dell'edificio piu' grande del mondo. Siamo solo al 30% dei lavori completati ma la superficie impiegata e' gia' di 450mila metri quadrati, su piu' piani di lavoro.

L'idea non e' solo di costruire componenti per le vetture elettriche di Mr. Elon Musk, ma anche di produrre queste stesse componenti in modo sostenibile, senza energia fossile e usando solo rinnovabili e batterie.

Cioe' senza petrolio, gas e carbone consumati direttamente. 

Oltre al tetto da 70 Megawatt, sette volte piu' grande dell'impianto indiano, veranno usate una serie di installazioni fotovoltaiche a terra.

A regime, entro il 2020, verranno qui costruite batterie al litio a un ritmo di 50 Gigawattora l'anno, piu' che in tutto il resto del mondo messo assieme e abbastanza per alimentare 500mila Tesla. Il tutto senza una goccia di petrolio.

Ha le idee chiare questo Elon Musk, e certo non ha paura di osare e di pensare in grande. Puo' darsi che le cose non filino cosi liscie, che ci saranno errori e ostacoli, ma gia' solo pensare e volerlo il futuro da' speranza.  

Wednesday, December 27, 2017

Germania: per Natale il costo dell'energia e' stato negativo









Il regalo di Natale per i tedeschi e' stato che l'elettricita' ha avuto costi negativi il 25 Dicembre 2017.

Il paese ha speso piu' di 200 miliardi di dollari negli scorsi venti anni per rinnovabilizzare la sua rete elettrica ed ecco qui il risultato.

Ogni tanto, come appunto i giorni 24 e 25 dicembre viene prodotta cosi tanta elettricita' che occorre pagare i contribuenti per usarla.

I dati vengono dall'EPEX, ente che misura gli scambi energetici in Europa ed e' il risultato di vari fattori: temperatura non troppo bassa, venti forti, e bassa richiesta di elettricita'.

Ovviamente questo perche' erano giorni di Natale e le fabbriche erano chiuse, e perche' nessuno puo' fermare le dinamiche del vento. Quei giorni spirava abbondantemente. D'altro canto, il nucleare e/o il carbone che viene usato in parallelo al vento non e' facile da spegnere e cosi c'e' stato un surplus di energia da ambo le sorgenti.

E cosi il weekend di Natale, chi consumava elettricita' e' stato pagato circa 50 euro a megawatt-ora.

Tutto questo, cioe' la rete che genera piu' energia di quanto possa smaltire, e' successo gia' almeno 100 volte nel 2017. 

Al massimo della "generosita'" del vento, il prezzo e' stato di 83 euro per megawatt-ora.

E' gia' successo anche in Belgio, UK, Francia, Olanda e Svizzera, ma in Germania accade piu' frequente che altrove. A volte riescono a vendere energia ai vicini, altre volte e' piu' difficile farlo. E questo perche' appunto, spegnere le fossili o il nucleare e' difficile da farsi in tempi brevi e perche' il vento non si puo' fermare.

Invece c'e' ancora molto da fare sul reparto stoccaggio di energia e cosi, per eliminare l'energia in eccesso dalla rete e per evitare il sovraccarico, la si regala via o si pagano i consumatori. 

Creare un sistema di stoccaggio efficenti e affidabili e' uno dei temi piu' importanti per il progresso delle rinnovabili, in Germania ed altrove, e si cerca di risolvere il problema con varie accortezze anche se c'e' ancora molto da fare.

La RWE e' uno dei piu' grandi produttori di energia elettrica del paese:  usano le previsioni del tempo per regolamentare la generazione di energia, quando ce n'e' troppa per esempio la usano per pompare acqua in un lago d'Austria che funziona da batteria naturale. Quando serve energia, l'acqua viene rilasciata a valle e vengono usate delle turbine per generare elettricita'. L'acqua resta a valle, in attesa di essere riportata a monte durante i nuovi surplus.

Un insieme di nuovo e vecchio, assieme per arrivare, prima o poi, si spera prima ad un mondo finalmente libero dal petrolio.

Saturday, December 16, 2017

L'India a costruire il piu' grande impianto di stoccaggio di energia rinnovabile del mondo


Mentre in Italia disquisiamo di stoccaggio gas, trivelle, scoppi austriaci e scellerate TAP, il mondo cambia e va avanti, con o senza di noi.

La Banca Mondiale, come gia' ricordato, ha appena annunciato che non finanziera' piu' progetti in oil and gas. Oggi, l'annuncio che invece finanzieranno un nuovo progetto: il piu' grande impianto di stoccaggio di energia rinnovabile del mondo.

Nascera' nello stato di Andhra Pradesh, in India.

Si tratta di un impianto che stocchera' 120 megawatt di energia solare e 40 megawatt di energia eolica
e she sara' costruito nel distretto di Anantapur. Al costo di 155 milioni di dollari, e' stato sviluppato in concomitanza dal Solar Energy Corporation of India, dall'agenzia per le energie rinnovabili dello stato dell'Andhra Pradesh, appunto con i fondi della Banca Mondiale.

Non e' la prima volta che la Banca Mondiale investe in solare indiano: all'inizio del 2017 hanno offerto fondi per la costruzione di un progetto da 750 megawatt da impianto solare nello stato di Madhya Pradesh. L'offerta all'asta e' stata da record, con prezzi bassissimi. Questo vuol dire che il progetto si puo' realizzare a costi molto moderati, e che le rinnovabili, il sole, sono competitivi piu' che mai.

In realta' l'India ha molti progetti di energia rinnovabile in porto: l'idea e' di elettrizzare la parte del paese che e' ancora non connessa alla rete pubblica direttamente con le rinnovabili e di eliminare il bisogno di una rete alimentata da energie tradizionali.

Per esempio, un altro impianto di stoccaggio rinnovabile, piu' piccolo di quello dell'Andhra Pradesh, e' stato sviluppato piu' a sud in Kerala e sara' aperto a Gennaio 2018.

Siamo in localita' Ramakkalmedu, e qui saranno stoccati 3 megawatt di energia solare e 4 di energia dal vento. La zona e' turistica (ci sono pure stata in Kerala, e se tenessi un blog di viaggi Cochin sarebbe fra le mie localita' preferite in tutto il mondo) e l'idea di installare anche un centro di formazione per i giovani.

Il viaggio dell'India sulla strada delle rinnovabili e' stato lungo e fruttuoso, specie considerato che si tratta di una nazione dalle mille contraddizioni e dai mille problemi.

L'obiettivo e' di arrivare a 175 GW entro il 2022. 
Siamo adesso a 57 GW.

In questo momento i prezzi sono bassissimi: sole e vento costano 3-4 centesimi a kilowattora, mentre nel 2013 il prezzo variava fra i 14-18 centesimi a kilowattora.

Ci sono 10,000 ditte che operano nel sole e nel vento.

I tetti vengono solarizzati a passi da gigante: finora per il 2017, pannelli per circa 715 megawatt sono stati installati sui tetti. Nel 2016 erano solo 227. Nel 2022 saremo a 9.5, secondo le proiezioni.
Il sole sui tetti e' l'opzione energetica piu' economica in tutta la nazione.  Il solare costa qui la meta' che nel resto del mondo, proprio a causa della forte competizione e grazie alle politiche di incentivi del governo.

Ecco. 

In Italia invece si continua a pensare che la soluzione sia un tubo di migliaia di chilometri pieno di gas dell'Azerbaijan.

  

Tuesday, December 6, 2016

Ta'u, Samoa: l'isola elettrificata al 100% dal sole di Elon Musk




Sono le isole Samoa, in questo caso  l'isola di Ta’u nella cosiddetta American Samoa, un protettorato USA a 6400 chilometri dalla costa Pacifica degli USA e a meta' strada fra le isole Hawaii e l'Australia. Ci vivono 790 persone.

Ma vivere in una isola cosi' remota non e' il paradiso che puo' sembrare.

Fino a poco tempo fa a Ta'u erano frequenti le perdite di corrente e anche il razionamento dell'energia. Arrivava tutto da generatori diesel - non certo il re della sostenibilita' - e spesso quello che veniva generato non era sufficente a soddisfare i bisogni di tutti.

Entra in scena il nostro Superman.

Elon Musk.  

Che dopo le macchine, i tetti e le batterie, decide di elettrificare tutta Ta’u.

Nel corso degli scorsi 12 mesi, la Tesla ha installato una serie di microrete di pannelli solari e di batterie con lo scopo di dare il 100% dell'energia ai residenti.

E ci e' riuscito.

Al 100%.

Perche' Musk ha fatto questo?

Perche' vuole mostrare il potenziale dell'energia solare e del suo "pacchetto" tutto compreso con questo progetto pilota: 5,328 pannelli solari della SolarCity (appena acquisita dalla Tesla) con la generazione di 1.4 megawatt di energia, 60 batterie Powerpacks della Tesla a stoccarle in caso di necessita'.

L'elettrificazione solare di Ta’u mostra quindi che si puo' fare. 

Secondo la Tesla questo lavoro eliminera' l'incenerimento di piu di 400mila litri di diesel l'anno, i costi del trasporto del diesel dagli USA e fara' si' che l'energia intermittente o i razionamenti non ci saranno piu'.

Fra le altre cose, ci saranno anche grandi guadagni economici, visto che adesso tutto arrivera' dal sole e non via nave. 

Per di piu' il sistema di stoccaggio e' disegnato in modo che l'isola potra' essere autosufficente anche se ci saranno 3 giorni di fila di nuvole. Il tempo di ricarica e' di sette ore. 

Chi usera' questa nuova energia? 

Tutti: i negozi, la polizia, l'osepedalte, i pompieri. 

Anche a Ta'u sono evidenti i segni dei cambiamenti climatici:  l'erosione e' evidente di anno in anno e i residenti sono contenti di poter dare il loro piccolo contributo nonche' l'esempio.

Lo so che Musk ha una ditta (anzi piu' d'una!) da mandare avanti e che questo progetto dimostrativo e' essenzialmente stato fatto per pubblicizzare i suoi prodotti, ma ... magari tutte le citta' - nel piccolo o nel grande -  lo prendessero d'esempio!

Per ora i residenti di Ta'u hanno elettricita' corrente e sicura, hanno abbassato i propri costi, la loro aria e' piu' pulita e tutto il mondo parla di loro.



Monday, November 21, 2016

Fusione Tesla e Solarcity: dal tetto alla macchina










"We’re trying to make an integrated product, 
where you can go to Tesla store and just say yes.
It's seamless and you'll love it.

Elon Musk 

Eccoci qui.

La Tesla si e' fusa con Solar City,  la piu grande ditta americana di installazione di pannelli solari negli USA di cui Tesla era gia' uno degli azionisti di maggioranza. Anzi, Elon Musk e' il CEO di Tesla ed era anche il chairman di Solar City.

Dopo l'approvazione del 17 Novembre la fusione e' diventata ufficiale il 21 Novembre 2016. 

Alla conferenza stampa di venerdi scorso, Elon Musk ha rivelato cosi il suo sogno: commercializzare tetti solari dai suoi negozi cosicche' il cliente potra' usare l'energia generata dal sole per ricaricare le automobili elettriche. Il tutto da un solo posto: il negozio Tesla.  Se tutto va secondo i progetti di Musk, un giorno andremo da Tesla e faremo qui tutto insieme, troveremo il tetto solare, potremmo acquistare macchine elettriche di vari modelli, e portarci a casa unita' di stoccaggio energia con i Powerwalls and Powerpacks Tesla.

Il primo prodotto figlio della fusione Tesla-SolarCity sara' messo in vendita in estate: tegole al sole.
Durante la conferenza stampa Musk ha anche annunciato anche che il suo tetto solare costera' meno di un tetto tradizionale e sara' piu' bello di un tetto con gli attuali sistemi fotovoltaici.  E l'elettricita' che generera' sara' un bonus. 

La omanda di Musk e':

Would you like a roof that looks better than a normal roof, lasts twice as long, costs less and—by the way—generates electricity?. Why would you get anything else?

E perche' mai questo tetto al sole dovra' costare di meno di un tetto normale? Secondo le analisi di Bloomberg, le tegole di vetro della Tesla-SolarCity saranno prodotti delicati e di high tech, e dunque costosi. Si stima che costeranno anche venti volte di piu' dei normali tetti in uso qui negli USA, tegole o superficie di asfalto.  Ma a causa del loro basso peso, le tegole al sole di Musk saranno molto piu' leggere delle tegole normali e il costo del trasporto e dell'installazione molto minore. Sara' sul trasporto che si risparmiera' dunque.

Ma perche' Musk fa tutto questo? Perche' e' intelligente abbastanza da capire che il consumatore medio vuole le cose semplici e qualcuno a cui rivolgersi in cui avere fiducia che tutto e' stato gia' pensato e sperimentato.  Avere un posto solo dove vai e ti aiutano in tutti i passaggi che servono per la transizione dalla macchina a benzina alla macchina al sole sara' un modo per rendere quest'ultima ancora un po di piu' alla portata di tutti.

In questo momento negli USA non c'e' nessuno che venda sistemi integrati dalla A alla Z, e lui si pone come il primo a risolvere il problema. Un po come la Apple quando ha iniziato ad aprire gli Apple Store e in cui potevi andare, toccare con mano tutti i pezzi del tuo nuovo computer, avere qualcuno che ti spiegasse che periferiche aggiungere e come fare, senza la balcanizzazione di pezzi e pezzettini. E soprattutto con l'idea che il personale non era li per concludere le vendite in fretta ma per spiegare e per aiutare il cliente.

E adesso ce ne siamo dimenticati, ma era proprio questa la missione degli Apple Store 15 anni fa. Ne aprirono pochi e Steve Jobs non pensava di farci guadagni diretti. Vedeva questi Apple Store come un modo per attirare clientela che poi avrebbe magari comprato i suoi computer altrove.

E Musk vuole fare la stessa cosa, mutatis mutandis, con l'elettricita'. I Tesla store di oggi sono pochi. ne ho visto uno a Santa Monica, ed e' proprio questo il sentimento: non vendere a tutti i costi, quanto mostrare il prodotto, i suoi pezzi basilari, come funziona. Puoi pure chiedere di fare un giro in un modello pensato apposta per l'esposizione. Nessuno ti chiede se vuoi comprarla. E' tutto li per rendere il concetto di automobile elettrica familiare al consumatore.

Ma mancora un pezzo ovviamente. Da dove arriviera' l'elettricita'?

Ed e' qui che avere lo stesso showroom che mostrera' i tetti solari e come si integrano con le automobili rendera' le cose piu facili per chiunque voglia avvicinarsi al solare - automobile o tetto che sia.  O tutte e due. E sara' prova che il cliente verra' trattato bene, che la ditta sa quello che fa e che la tecnologia e' facile da usare e bene integrata. All'Apple Store trovi telefoni, computer e ipad con software compatibile e facile da installare. Al Tesla storie troverai tetti, macchine e batterie con tecnologia compatibile e facile da installare.

In una parola, uno andra' dal Tesla store a chiedere: voglio una macchina al sole, dove inizio? E qui trovera' tutte le risposte.

O almeno nei sogni del 45-enne Elon Musk.  E sono i sogni di chi osa che cambiano il pianeta.





Monday, October 3, 2016

OIl gas: 100 ditte fallite. Tesla: raddoppio vendite. Energia: rinnovabili costano meno che fossili.









“Solar power delivers cheapest unsubsidised electricity ever, anywhere, by any technology"

 Michael Liebreich
Bloomberg New Energy Finance, direttore



E' una rivoluzione che forse arriva tardi, ma che e' stata messa in moto.

Dopo due anni di prezzi follemente bassi, l'industria del petrolio e' in ginocchio.

Le ditte con costi alti e petrolio difficile da estrarre -- cioe' il greggio-monnezza con alti livelli di impurita' e posti in giacimenti scomodi -- sono andate all'oblio.

Ci sono stati nel solo Nord America ben 100 fallimenti di petrolieri. Cento in due anni!

Molte altre ditte hanno dovuto ridimensionarsi.

Ma non e' finita qui: gli analisti predicono che ci saranno altrettanti fallimenti nei mesi a venire.  Bill Rhea, consulente petrolifero dice che molte delle compagnie che non sono (ancora) fallite sono riuscite a salvarsi perche' avevano dei cuscinetti-salvezza dal passato. Avevano per esempio dei contratti gia' fissati in anni precedenti a prezzi piu' alti di quelli di mercato, e che quindi sono riuscite a tirare avanti per il rotto della cuffia. Ma i prezzi continuano a restare bassi e quindi, questi cuscinetti-salvezza svaniscono:

"I think we've got easily another 12 to 18 months, and we could see as many filed bankruptcies from here on out as have (already) filed in the upstream sector"

E poi ci sono i creditori che hanno atteso a lungo e con pazienza per riavere i soldi prestati, nella speranza di vedere i prezzi del greggio risalire. Ma a un certo punto subentra il realismo e... magari decidono di chiedere i pagamenti indietro, quale che sia il prezzo ma *adesso*. Ergo... occorre pagare!

Dunque, considerate le perdite e la mancanza di liquidita', l'unico modo per venirne fuori e' la bancarotta.  Dalle parole di un altro analista, Patrick Hughes:

"The only way you can solve those problems is through the bankruptcy process"

Sara' una catastrofe?  Beh, per i petrolieri forse si. Ma non certo per noialtri.

Intanto, arrivano i report della Tesla. Le vendite rispetto al 2015 sono raddoppiate grazie all'arrivo di nuovi modelli: il marchio di lusso Model S ma anche la Model X, una SUV. Sono queste ancora macchine costose, ma si prevede che i numeri cresceranno ancora grazie al Model 3 che invece verra' messo in vendita nel 2017 e che, a $35,000 meno ribassi che variano da stato a stato negli USA, e' considerato un prezzo abbordabile.

Si calcola che la Model 3 eliminiera' i consumi di petrolio di circa 300,000 barili di petrolio *ogni giorno* se tutto va secondo le previsioni. Visto che qui negli USA ne consumiamo circa 20 milioni al giorno, non e' una cifra proprio trascurabile. E' l'1.5%. Solo dalla vendita delle Tesla nuove. Un piccolo-grande passo.

E poi c'e' la Chevrolet Bolt, la macchina elettrica "normale" anche lei nello stesso regime di prezzo della Model 3 che presto sara' immessa sul mercato.  Tutte o quasi le ditte automobilistiche hanno progetti di lanciare autombili elettriche nei prossimi anni. Per moda o per amore, non conta. L'importante e' che lo facciano. Succedera' e succedera' prima di quanto ce lo aspettiamo.

E dulcis in fundo....

Le rinnovabili iniziano a costare meno delle fonti fossili.

Secondo il Carbon Tracker Initiative (CTI) i costi dell'energia nel 2016 sono inferiori per il solare e per l'eolico rispetto all'energia prodotta da carbone e del gas.  Per di piu' se costruissimo *oggi* quattro nuove centrali a carbone, a gas, a vento e solari, le prime e due a lungo termine sarebbero antieconomiche. Cioe' costerebbe di piu il loro mantenimento e la loro costruzione rispetto all'effettivo guadagno, considerando i costi a priori e le proiezioni future di guadagno.

Tutto cio', assieme con gli accordi di Parigi che sicuramente incentiveranno ancora le fonti rinnovabili,  faranno si che sole e vento diventeranno sempre piu' convenienti, anche senza sussidi di nessun genere. Anzi, quelli del Carbon Track Initiative dicono che le fonti fossili non torneranno mai alla competitivita' con sole e vento, pure senza incentivi statali.

E questo si inizia a vedere in varie parti del mondo.

Anzi, in alcuni posti, per esempio in Cile, il costo dell'energia elettrica da carbone e'  il doppio di quello dall'energia solare!

Sara' qui costruito il piu' grande impianto solare del mondo *senza* sussidi secondo Bloomberg. Ogni kilo-wattora costera' 2.91 centesimi, il record assoluto di basso costo. Per fare un raffronto, negli USA dove il 67% dell'energia e' generato da fonti fossili, il costo e' di 12 centesimi per kilo-wattora. 

In Cile l'uso di rinnovabili e' aumentato di quattro volte dal 2013.

Anche in Australia, le rinnovabili costano gia' adesso meno dell'energia generata da centrali fossili secondo Bloomberg. Secondo il governo del paese, conservatore, non ci siamo ancora, ma manca poco. Anzi per bocca del suo ministro dell'ambiente e dei cambiamenti climatici, Simon Corbell, l'Australia dice che i prezzi sono quasi "in parita'".

Stessa conclusione in India, dove le vendite di energia elettrica dal sole sono state meno costose di quelle del carbone. Lo dice il ministro dell'energia del paese, Piyush Goyal. In India l'obiettivo e' grandioso: arrivare a 100GW di solare entro il 2022.
  
A livello mondiale, gli investimenti in rinnovabili sono due volte di piu' che in carbone e gas,  e la tendenza rimarra' favorevole alle rinnovabili a lungo ancora.

E quindi, tutto cio' che si continua a propagandare sulle fonti fossili e' solo il canto del cigno morente.

La storia e' dalla nostra parte e non dalla parte di ENI, di Matteo Renzi, di Gianluca Galletti, di Chicco Testa, di Dario Franeschini e del loro petrol-pensiero. 






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