.

.
Showing posts with label city. Show all posts
Showing posts with label city. Show all posts

Thursday, March 21, 2019

Filippine: la balena trovata morta con 40kg di plastica in corpo






Wednesday, August 16, 2017

Le citta'-foresta di Liuzhou, Cina

 








Non sono una grande fan dei casermoni e del mettere assieme cosi tanta gente partendo da zero. Spesso cio' che si progetta sulla carta viene diversissmo da quello che poi si verifica, e in Cina ci sono gia' tanti casi di citta' create e rimaste fantasma per un motivo o per l'altro.

Ad ogni modo dalla Cina continuano ad arrivare idee per il 'green living', in questo caso l'idea e' delle 'citta' foresta' che dovrebbero combattere l'inquinamento e i cambiamenti climatici.

Siamo a Liuzhou, provincia di Guangxgi, zona di montagna e con 1.5 milioni di abitanti. L'architetto incaricato di realizzare questa nuova citta' satellite e' l'italiano Stefano Boeri, lo stesso delle foreste verticali di Milano.

La citta' satellite, nuova di zecca, si chiamera' Liuzhou Forest City, e sara' collegata all'esistente Liuzhou con treni e macchine elettriche. Ci saranno un ospedale e scuole, e verra' usata energia solare e geotermica per una citta' con 100-200 edifici pubblici tutti coperti di alberi.

Saranno piantati un milione di alberi da 100 specie diverse, mentre le facciate degli edifici saranno ricoperte da un totale di 40,000 alberi. 

Alla fine di tutto Liuzhou sara' la casa di 30,000 persone e grazie a tutti gli alberi che verranno piantati ovunque, verrano assorbite 10,000 tonnellate di anidride carbonica l'anno, mentre invece ne verranno prodotte 900 tonnellate di ossigeno. Si spera che tutto questo portera' anche alla diminuzione delle temperature, all'aumento della biodiversita', al ricreare habitat favorevoli per uccelli, insetti e piccoli animali. Tutto sara' competo, se le cose vanno per il verso giusto, entro il 2020.

Ovviamente e' tutto molto bello e spero che il salto dalla carta alla realta' sia ottimale. Un progetto simile, ai miei occhi, richiede un sacco di manutenzione nel corso degli anni, e quella che ho potuto vedere in Cina tutte le volte che ci sono andata, non appare delle migliori.

Spero pure che chi vive li impari a convivere con tutto questo "habitat", e con le piante essenzialmente in casa, perche' non sara' facile.

Ma a Nanjing altre due torri-foresta sono gia in costruzione, sempre sotto la guida di Boeri e c'e aria di ottimismo.

Lo stesso Boeri dice che le sue palazzine green e le sue citta' foresta non risolveranno i problemi di inquinamento della Cina, ma che sono un esempio, un inizio. Si augura che partendo da Nanjing e dalle sue due torri si possa arrivare a citta' piu grandi e piu complesse, come appunto Liuzhou e tante altre dello stesso stampo in giro per la nazione. L'idea e' di non costruire piu mega citta soffocate e soffocanti, invece tante nuove citta' medie, verdi e pacifiche.

Boeri ha 60 anni e da cinque anni ha un ufficio a Shanghai. Dirige qui un programma di architettura ed urbanistica presso la Tongji University. Vuole che le sue citta' verdi non siano rimarchevoli per la qualita' e il design degli edifici quanto per il verde che le avvolge, per la natura che cambia colore, per gli alberi che crescono con la citta'.  Si augura che il tutto venga repilicato, e anche copiato altrove se Liuzhou avra' successo.

Lo spero davvero, e che questa idea delle citta' green abbia veramente tanto successo, perche' abbiamo bisogno di piu verde, di piu bellezza, di piu idea di pace nelle nostre citta'.

E in Italia? Boeri e' Italiano. In Italia si continuano ad abbatteri alberi uno dopo l'altro, nelle citta', con l'idea che "fanno sporco". Che stoltezza. L'albero e' vita e pace, e' benessere e ombra, e' bellezza e frescura. Forse non abbiamo un Boeri per le nostre piccole e grandi citta', ma piantare alberi non e' difficile, e non e' difficile *promuovere* la cultura dell'albero.

Intanto in Cina vanno forte. Gia' programmano un'altra citta'-foresta sotto l'opera di Boeri, a Shijiazhuang, provincia di Hebei.

E' nella top ten delle citta' piu inquinate della Cina.  





Monday, January 16, 2017

Seicento investitori, CEO, ricconi e suore a Trump: il futuro e' rinnovabile

Sono piu' di 600 le compagnie e gli investitori che hanno firmato una lettera aperta al futuro presidente Trump, chiedendogli di sostenere politiche verdi, per fermare le emissioni di CO2, e affinche' gli USA restino firmatari nei trattati di Parigi.

Fra loro Elon Musk, consigliere speciale di Trump.

La lettera e' stata scritta a Novembre, subito dopo le elezioni da varie associazioni ambientaliste -- fra cui il WWF e Ceres -- ma da allora i firmatari sono raddoppiati. Fra loro ci sono assicurazioni, colossi dell'alimentare, ditte di solare ma anche dell chimica e della farmaceutica.

Starbucks, TetraPack, Allianz, Ebay, IKEA, Levi's, Du Pont, Nike, Johnson and Johnson, Timberland, Unilever, Tiffany, SolarCity, Adobe, Adidas, Kellogg, Tesla. Solo per citarne alcuni. Pure conventi di suore e chiese protestanti.

In totale la lettera rappresenta ditte per $1.15 trillioni di dollari, cioe' 1,150,000 milioni di dollari e danno lavoro a circa 2 milioni di persone. Alcune di queste ditte hanno fatto anche passi piu' forti: si sono impegnate ad usare solo energia green per le loro operazioni.

Oltre ai business, gruppi di pensione, che invece hanno ancora piu' soldi da gestire, per un totale di

$2.18 trillioni, cioe' 2,180,000 milioni, di dollari.

L'idea e' che ormai tutto il mondo ripete a Mr. Trump che deve lavorare contro i cambimenti climatici, che non e' vero che e' una balla dei cinesi. Non e' vero che e' un "hoax" come lo chiama lui. Ma forse, se glielo dice gente del mondo del business, invece che gente di scienza o altri politici, allora forse, forse, forse, ascoltera' un po di piu'.

Trump e i futuri membri del suo governo infatti sembrano essere sordi e ciechi all'evidenza mondiale, scientifica, e incontrovertible, che il pianeta cambia per colpa nostra.

E i petrolieri?

Nessuno di loro ha firnato la lettera, ma e' interessante che l'ente califoniano che fornisce l'elettricita' nelle nostre case, la Pacific Gas and Electric, ha aderito all'iniziativa. Anzi, PGE fa sapere che la California intende essere un leader mondiale nella transizione post-petrolio e pro-energia rinnovabile.

E poi c'e' Mr. Elon Musk. L'uomo piu amato del tech, consigliere strategico di Trump.

Chissa' se non ci sente dal lato dell'ambiente, e di cosa e' giusto e non giusto fare, il futuro presidente degli USA magari ci sentira' dal lato del vile denaro.

Monday, November 21, 2016

Fusione Tesla e Solarcity: dal tetto alla macchina










"We’re trying to make an integrated product, 
where you can go to Tesla store and just say yes.
It's seamless and you'll love it.

Elon Musk 

Eccoci qui.

La Tesla si e' fusa con Solar City,  la piu grande ditta americana di installazione di pannelli solari negli USA di cui Tesla era gia' uno degli azionisti di maggioranza. Anzi, Elon Musk e' il CEO di Tesla ed era anche il chairman di Solar City.

Dopo l'approvazione del 17 Novembre la fusione e' diventata ufficiale il 21 Novembre 2016. 

Alla conferenza stampa di venerdi scorso, Elon Musk ha rivelato cosi il suo sogno: commercializzare tetti solari dai suoi negozi cosicche' il cliente potra' usare l'energia generata dal sole per ricaricare le automobili elettriche. Il tutto da un solo posto: il negozio Tesla.  Se tutto va secondo i progetti di Musk, un giorno andremo da Tesla e faremo qui tutto insieme, troveremo il tetto solare, potremmo acquistare macchine elettriche di vari modelli, e portarci a casa unita' di stoccaggio energia con i Powerwalls and Powerpacks Tesla.

Il primo prodotto figlio della fusione Tesla-SolarCity sara' messo in vendita in estate: tegole al sole.
Durante la conferenza stampa Musk ha anche annunciato anche che il suo tetto solare costera' meno di un tetto tradizionale e sara' piu' bello di un tetto con gli attuali sistemi fotovoltaici.  E l'elettricita' che generera' sara' un bonus. 

La omanda di Musk e':

Would you like a roof that looks better than a normal roof, lasts twice as long, costs less and—by the way—generates electricity?. Why would you get anything else?

E perche' mai questo tetto al sole dovra' costare di meno di un tetto normale? Secondo le analisi di Bloomberg, le tegole di vetro della Tesla-SolarCity saranno prodotti delicati e di high tech, e dunque costosi. Si stima che costeranno anche venti volte di piu' dei normali tetti in uso qui negli USA, tegole o superficie di asfalto.  Ma a causa del loro basso peso, le tegole al sole di Musk saranno molto piu' leggere delle tegole normali e il costo del trasporto e dell'installazione molto minore. Sara' sul trasporto che si risparmiera' dunque.

Ma perche' Musk fa tutto questo? Perche' e' intelligente abbastanza da capire che il consumatore medio vuole le cose semplici e qualcuno a cui rivolgersi in cui avere fiducia che tutto e' stato gia' pensato e sperimentato.  Avere un posto solo dove vai e ti aiutano in tutti i passaggi che servono per la transizione dalla macchina a benzina alla macchina al sole sara' un modo per rendere quest'ultima ancora un po di piu' alla portata di tutti.

In questo momento negli USA non c'e' nessuno che venda sistemi integrati dalla A alla Z, e lui si pone come il primo a risolvere il problema. Un po come la Apple quando ha iniziato ad aprire gli Apple Store e in cui potevi andare, toccare con mano tutti i pezzi del tuo nuovo computer, avere qualcuno che ti spiegasse che periferiche aggiungere e come fare, senza la balcanizzazione di pezzi e pezzettini. E soprattutto con l'idea che il personale non era li per concludere le vendite in fretta ma per spiegare e per aiutare il cliente.

E adesso ce ne siamo dimenticati, ma era proprio questa la missione degli Apple Store 15 anni fa. Ne aprirono pochi e Steve Jobs non pensava di farci guadagni diretti. Vedeva questi Apple Store come un modo per attirare clientela che poi avrebbe magari comprato i suoi computer altrove.

E Musk vuole fare la stessa cosa, mutatis mutandis, con l'elettricita'. I Tesla store di oggi sono pochi. ne ho visto uno a Santa Monica, ed e' proprio questo il sentimento: non vendere a tutti i costi, quanto mostrare il prodotto, i suoi pezzi basilari, come funziona. Puoi pure chiedere di fare un giro in un modello pensato apposta per l'esposizione. Nessuno ti chiede se vuoi comprarla. E' tutto li per rendere il concetto di automobile elettrica familiare al consumatore.

Ma mancora un pezzo ovviamente. Da dove arriviera' l'elettricita'?

Ed e' qui che avere lo stesso showroom che mostrera' i tetti solari e come si integrano con le automobili rendera' le cose piu facili per chiunque voglia avvicinarsi al solare - automobile o tetto che sia.  O tutte e due. E sara' prova che il cliente verra' trattato bene, che la ditta sa quello che fa e che la tecnologia e' facile da usare e bene integrata. All'Apple Store trovi telefoni, computer e ipad con software compatibile e facile da installare. Al Tesla storie troverai tetti, macchine e batterie con tecnologia compatibile e facile da installare.

In una parola, uno andra' dal Tesla store a chiedere: voglio una macchina al sole, dove inizio? E qui trovera' tutte le risposte.

O almeno nei sogni del 45-enne Elon Musk.  E sono i sogni di chi osa che cambiano il pianeta.





Wednesday, April 6, 2016

Elon Musk: la Tesla solare per tutti



"Tesla doesn't make slow cars"
Elon Musk.

Elon Musk annuncia l'arrivo della Model 3 della Tesla il giorno 31 Marzo 2016. File, foto ed entusiasmo. Investitori, acquirenti, tutti in tilt. Non si aspettava nessuno questo gran successo di vendite e di ordini. In molti l'hanno descritto come il lancio di un nuovo smartphone ai tempi d'oro della Apple. Dopo meno di una settimana la Tesla aveva ricevuto quasi 325mila pre-ordini per un totale di 14 miliardi di dollari al momento della consegna. Per averla molti di quelli che l'hanno ordinata dovranno aspettare almeno la fine 2017, ma questo non ha spaventato nessuno.

Volevano tutti essere parte della storia.

La Model 3 e' al 100% elettrica, ha batterie al litio di ultima generazione, fa 215 miglia di guida indipendente (cioe' 350 chilometri fra una ricarica e l'altra) e passera' da 0 a 60 miglia l'ora in sei secondi. Il costo base e' 35,000 dollari. Per il costo della vita americano e' un prezzo di portata medio-alto. Le altre Tesla venivano vendute a prezzo base minimo di 100,000 dollari l'una.

Il piano della Tesla era questo per tutto il tempo: iniziare a produrre macchine di lusso, in modo che le azioni e le vendite potessero aiutare a sostenere la creazione di milioni di automobili elettriche *per tutti*.

L'avevano gia' detto nel 2006. Prima la Tesla Roadster, di lusso e di bassa tiratura per mostrare al mondo che "si, si puo'". E poi la Model S, di prezzo inferiore alla Roadster anche se ancora costosa, e finalmente, oggi, la Model 3.

La cosa interessante e bella e' che il giorno dell'annuncio, invece di iniziare a parlare della sua autombile, Elon Musk ha speso almeno una mezza dozzina di minuti a parlare ad investitori ed acquirenti di cambiamenti climatici. Musk ha fatto la sua lezioncina a chi lo ascoltava, e ai giornalisti riuniti per sentire della Model 3 ha detto che la temperatura aumenta come mai prima e tutti i cambiamenti che avrebbero dovuto sgranarsi nel corso di millenni adesso li vediamo completarsi nel corso di decenni.  Ha ricordato che siccome i cambiamenti sono cosi repentini, le specie animali e vegetali non hanno il tempo di adattarsi, il clima cambia, gli oceani si acidificano, i ghiacciai si sciolgono. Ha detto loro che viviamo in un pianeta che presto non riconosceremo piu. 

Io lo so che in questi tempi in cui, specie in Italia, c'e'  diffidenza per le motivazioni dietro le azioni di ciascuno, i cinici non mancheranno."Musk fa questo per il suo tornaconto, per le sue ditte" etc. Ma dalla sua voce, dalle sue parole, e' evidente che ci crede, che ha analizzato la questione a fondo, che e' convinto che occorre fare tutto il possibile per scappare dalle fonti fossili. In questi dieci anni ci ha messo la faccia ed il portafoglio: tutto cio' che ha cercato di fare da imprenditore, dalla batteria Tesla "in casa", ai suoi investimenti in Solar City, hanno l'intento di aiutare a lasciare le fonti fossili sottoterra.

Le autombili elettriche salveranno il mondo? Forse si, forse no. Non lo sappiamo. Ma se vogliamo salvare il pianeta, dobbiamo usare la creativita' umana e l'intelligenza per usarne sempre meno di fonti fossili. Tutti dovviamo volerlo con il ruolo che abbiamo.  Non c'e' altra strada.

Si possono dire tante cose di Musk. Io lo ammiro. E' bello che abbia deciso di fare l'imprenditore del futuro, del verde, della speranza. Quale miglior modo di spendere i propri anni su questa terra che non lavorare per qualcosa di grande, impattante, con una visione ottimista? 

Come sempre, il futuro non e' di chi si aggrappa allo status quo, o all'ultima goccia di petrolio. Il futuro e' di chi osa, di chi vuole, di chi pensa in grande. Di chi non ha paura ne di sbagliare, ne delle sfide davanti.

Marchionne, ti aspettiamo.

Saturday, July 4, 2015

Oklahoma: 907 terremoti indotti dall'uomo di magnitudo superiore a 3.0. Un aumento del 4000% in otto anni.



Update: 23 Novembre 2016

Nel 2015, in una terra non sismica, o almeno non sismica fino a pochi anni fa, il numero di terremoti di magnitudo superiore a 3.0 e' stato di 907. Siamo in Oklahoma ed e' un record.

Il tasso di aumento e' del 4000% nel giro di soli otto anni, piu' o meno cioe' dall'inizio della reiniezione a ritmi impressionanti dovuti all'aumento dell'attivita' da fracking.

La cosa triste e' che stiamo ancora a studiare, a capire, a fare modelli, a pensare come controllare e regolamentare il tutto. Ma la natura insegna che e' lei che comanda e che a ogni giro ci sara' sempre qualcosa di imprevisto. Come otto anni fa non ci si poteva aspettare un cosi forte aumento dell'attivita' sismica in Oklahoma che di terremoti storicamente aveva poco e niente, allo stesso modo le pezze che adesso si studieranno in una Oklahoma al soldo dei petrolieri -- dalla politica all'universita' -- verrano prontametne raggirate dalla natura e dalla fisica dei sistemi complessi.

La soluzione e' una sola: chiudere i pozzi da reiniezione, i pozzi da fracking e invece che continuare a trivellare, a stendere un appennlo solare dopo l'altro sui tetti e sui deserti d'America.

----

4 Luglio 2015

Fra il 17 e il 24 Giugno 2015, in Oklahoma ci sono stati ben 35 terremoti di magnitudo 3.0 o maggiore a causa del fracking e delle attivita' connesse. Lo conferma l'Oklahoma Geological Survey (OGS). Prima del 2009 i terremoti di magnitudo superiore al 3.0 erano due l'anno.

Ormai il legame fra terremoti e trivelle in Oklahoma e' innegabile, tanto che l'ente che regola le trivellazioni in Oklahoma due mesi fa ha cambiato le sue linee guida, imponendo per la prima volta stringenti limiti alla reineizione sottoterra e chiaramente dichiarando che la colpa e' dei petrolieri.

Ma potrebbe non bastare. I danni alle case aumentano e per la prima volta i terremoti sono arrivati a colpire anche Oklahoma City, e non sono le campagne rurali.

E' questo il risultato di decenni di cieca reiniezione di monnezza petrolifera nel sottosuolo, saturando il sottosuolo di liquidi tossici. Il tutto e' reso piu' difficile dalle decine e decine di faglie sotterranee, molte dormienti, che nessuno conosce. In Oklahoma per ogni barile di petrolio che estraggono, sette sono monnezza. E infatti ci sono ben 3,200 pozzi di reieniezione!

Ma non c'e' solo la renieizione di monnezza in Oklahoma, ma anche il cosiddetto "waterflooding", cioe' il pompare acqua sottoterra ad alta pressione per "spingere il petrolio" vicino ai buchi e per poterlo recuperare meglio. In Oklahoma questo waterflooding e' stato usato in modo massivo in tutto lo stato.

Non e' chiaro cosa fare adesso in Oklahoma.  Nessuno ha il coraggio di fermarli veramente e misure "delicate" sono state gia' prese, com appunto mettendo dei limiti di facciata alla reinizione. I terremoti continuano e ci vorrebbero interventi molto piu' drastici. Ma nessuno vuol farlo. E cosi' andiamo avanti a casaccio.

E' un nuovo normale che non ha niente di normale.

Come sempre, arrivano i petrolieri e non si sa cosa lasceranno dietro - in Oklahoma, Texas, Ohio, Colorado, Kansas, Alberta, New Mexico, Arkansas.

Questo succedera' pure in Italia, se li lasciamo fare sebbene facciamo finta di niente e sebbene ai nostri politici questo non interessi.

Thursday, March 20, 2014

Solar City Tower, Rio de Janeiro - una meraviglia.



This project represents a message of a society facing the future
it is a return to content and actual, real challenges for the imminent post-oil-era.

Altro che buchi, altro che petrolio.





Concept

The aim of this project is to ask how the classic concept of a landmark can be reconsidered. It is less about an expressive, iconic architectural form; rather, it is a return to content and actual, real challenges for the imminent post-oil-era. This project represents a message of a society facing the future; thus, it is the representation of an inner attitude. Our project, standing in the tradition of “a
building/city as a machine”, shall provide energy both to the city of Rio de Janeiro and its citizens while using natural resources. We hope to attain an international Olympic message with a political appeal. After hosting the United Nation’s Earth Summit in 1992, Rio de Janeiro will once again be the starting point for a global green movement and for a sustainable development of urban structures. It will perhaps even become a symbol for the first zero carbon footprint Olympic Games.


Approach

The project consists of a solar power plant that by day produces energy for the city respectively the Olympic village. Excessive energy will be pumped as seawater into a tower. By night, the water can be released again; with the help of turbines, it generates electricity for the night. The electricity produced can be used for the lighting of the tower or for the city. On special occasions, this “machine
building” turns into an impressive wonder of nature: an urban waterfall, a symbol for the forces of nature. At the same time, it will be the representation of a collective awareness of the city towards its great surrounding landscape. Via an urban plaza located 60 meters over sea level you gain access to the building. Through the amphitheatre, you reach the entrance situated on the ground floor.


Organisation

Both entrance area and amphitheatre can serve as a place for social gatherings and events. The public spaces are also accessible from this point on. The cafeteria and the shop are situated beneath the waterfall and offer a breathtaking view. The public elevator takes the visitor to the observation decks and the urban balcony. The administration offices can be reached directly from the foyer. Its inner circulation is organised by an own entrance and the elevator. The semi-public spaces are located in the back area of the building; thus, they can be used separately. A retractable platform for bungee jumping is located on level +90.5. Long distance observation can be done from the observation deck on level +98.0. The urban balcony is situated at the top of the tower 105 meters above sea level. Here the visitor has a 360° view of the landscape and can experience the waterfall while walking over the glass sky walk.



Tuesday, February 25, 2014

I filter socks radioattivi del fracking

 Un filter sock usato per filtrare materiale di scarto dalle operazioni di fracking 

 
I filter socks usati e carichi di monnezza - anche radioattiva

 I filter socks usati e carichi di monnezza - anche radioattiva


I filter socks usati e carichi di monnezza - anche radioattiva


 Un filter sock finito illegalmente nelle discariche cittadine


Quelli arancione sono cosi' saturi di materiale tossico che hanno cambiato colore


Sensori di radioattivita' nella discarica della contea di McKenzie.
Ogni volta che suona sono 1,000 dollari di multa.


"Let people know that enough is enough." 
Rick Schreiber, direttore della discarica di McKenzie County



Camion carichi di materiale radioattivo dai campi dei fracking che perdono e che non si sa dove mettere. 

Si tratta dei cosiddetti "filter socks" che vengono ordinariamente usati per filtrare l'acqua usata durante le operazioni di fracking e che alla fine restano impregnati di materiale di scarto, sali, metalli,
composti organici e spesso materiale radioattivo, di solito radon.

Il dipartimento della salute dello stato del North Dakota dice che i filtri non possono essere messi in discarica e che invece devono essere mandati presso centri specializzati che non esistono nel North Dakota. 

Ergo, le ditte petrolfiere devono mandare i loro filter socks fuori dallo stato: Colorado, Texas o South Dakota che sono invece attrezzati per questo tipo di rifiuti.

Ergo, siccome sanno benissimo che questo e' costoso, cercano in qualche modo di trovare soluzioni "creative" al problema dello smaltimento di materiale tossico, cercando di mandare i filter socks in discarica anche se non si puo', e molto spesso ci riescono.

Il capo della discarica di McKenzie County si chiama Rick Schreiber e a un certo punto, l'anno scorso, ha deciso di usare i metodi forti: ha installato una serie di centraline all'ingresso della sua discarica e ogni volta che passa un filter sock e che suona, sono 1,000 dollari di multa.

Nel solo 2013 ne hanno confiscati 985.

Questa volta pero',  quando Mr. Schreiber ha visto i camion perdere fluidi tossici ha detto che non ci ha visto piu' e che ha chiamato tutte le autorita' a livello locale, statale e federale. Dice:  

“When you can clearly see liquid dripping and running off, there are violations. When they are that orange color, we know they’re hot. This is the most (filter socks) I’ve ever seen.

Secondo le leggi del North Dakota i livelli di radiazione oltre i 5 picocuries sono dannosi alla salute.

I filter socks sequestrati da Mr. Schreiber arrivano a 1,000 picocuries - 200 volte superiore al limite legale. A volte il livello di radioattivita' e' cosi' elevato che i sensori vanno in tilt. Non hanno tacche sufficenti!

Mr. Schreiber dice che le ditte del petrolio e del gas sanno benissimo cosa stanno facendo e che questi filtri sono radioattivi e dice che c'e' bsogno di maggiori regolamentazioni.

Il dipartimento della salute del North Dakota, per tutta risposta sta pensando a se e come alzare il limite del livello di radioattivita' tollerato dalle discariche dello stato, se e' il caso di costruirne di nuove e se magari seppellire la monnezza sottoterra.

Evviva il fracking.