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Thursday, March 21, 2019

Filippine: la balena trovata morta con 40kg di plastica in corpo






Sunday, December 16, 2018

Australia: la strada fatta di plastica reciclata






Siamo in Tasmania, Australia dove una nuova strada e' stata costruita usando avanzi di plastica mono-uso, bicchieri e toner delle stampanti.

La strada per ora e' lunga 500 metri e si trova a Snug, che fa parte del Kingsborough Council,  a 30 chilometri dalla citta' di Hobart. Sono state usate 173,600 buste di plastica, 82,500 bottiglie di vetro, 5,900 toner di stampanti e 33 tonnellate di asfalto reciclato.  E' la prima volta che succede in Australia.

Tutto quello che e' finito in questa miscela asfaltante nuova non poteva trovare altra vita: il vetro usato non poteva essere riutilizzato per farci altro vetro, e cosi e' stato triturato a mo' di sabbia, secondo una formula ideata apposta per ottimizzare la qualita' dell'asfalto. Non vengono neanche create microplastiche perche' il materiale plastico e' sciolto in una miscela non volatile.

Secondo i calcoli dei governanti d'Australia, la strada di Snub e' l'equivalente di due anni di plastica mono-uso nella citta'; se le cose vanno bene, si prevede che questo nuovo asfalto, che per ora e' sperimentale, sara' usato anche per altre strade. Anzi, molte sono le cittadine nelle vicinanze che hanno espresso il desiderio di fare la stessa cosa.

I costi per creare la strada alla plastica sono superiori al normale, ma si calcola pure che questo tipo di asfalto sara' piu' resistente dell'asfalto tradizionale, di circa il 15%. Senza neanche contare il risparmio dello spazio in discarica.

La cittadina di Sung ha lavorato in partnership con la ditta di costruzione Downer e con le ditte di reciclaggio Close the Loop e RED Group; ma l'idea non e' nuova perche' gia' in India una cittadina di mare ha ideato un sistema per usare le reti dei pescatori per farci asfalto.

L'Australia fa anche altri passi in avanti --  due delle catene di supermercati piu' grandi del paese le hanno eliminate totalmente e ci sono state 1.5 milioni di buste in meno in soli tre mesi, un calo che varia fra l'80 e il 90% del totale. Alcuni stati le hanno vietate in toto, altre non ancora, ma c'e' pressione per un divieto totale.

Ma qui, l'Italia ha fatto bene - nella nostra nazione, assieme alla Francia, il divieto per le buste di plastica non biogedradabile esiste da tempo ormai. Lo stesso divieto esiste in vari stati africani e in Cina. E in Francia e in Italia. Per una volta, bravi.








Sunday, June 3, 2018

Balena morta in Thailandia dopo avere mangiato 80 buste di plastica




Uno puo' solo dire: povera creatura.
E' successo in Thailandia,  nella provincia meridionale di Songkhla.

La balena e' stata trovata agonizante in un canale.

Ci hanno provato a salvarla, ma e' stato tutto inutile. I veterinari sono riusciti a farle sputare 5 buste di plastica, ma le altre 80 erano ancora rimaste dentro il suo stomaco, assieme ad altra robaccia di plastica, per un totale di 8 chilogrammi di peso, come verificato dopo la sua morte da una autopsia.

Come sempre, la plastica in corpo da un senso di nausea e di sazieta' agli animali che cosi restano senza nutrienti, hanno fame ma non lo sanno. Probabilmente la balena pensava che le buste fossero polipi o pesci, e li ha ingoiati. 

La Thailandia e' fra i piu' grandi produttori e consumatori di buste di plastica, in rapporto alla popolazione, del mondo.

Il giorno 8 Giugno sara' World Oceans Day.

Il caso della balena morta sara' pubblicizzato in Thailandia per questa occasione per sensibilizzare tutti a usare meno plastica, e a disporne correttamente; e' una storia che avra' certo eco mondiale,

Ma intanto, questa e' morta.
Colpa nostra.


Thursday, August 10, 2017

Il Costa Rica: primo paese del mondo a vietare tutta la plastica usa e getta











Il Costa Rica torna a far parlare di se come di un modello virtuoso.

Tutti abbiamo visto e leggiamo dell'enorme quantita' di plastica che finisce in mare, gli articoli che parlano di piu' plastica che pesci in mare. Tutti abbiamo visto le foto di animali marini e uccelli soffocati dalle buste di plastica. Loro, in Costa Rica,  hanno pensato di fare qualcosa.

Entro il 2021 sara' vietato tutto cio' che costituisce plastica mono-uso.

Tutto.

Bottiglie di plastica e buste di plastica. Forchette di plastica, contenitori in polistirolo. Bicchieri di plastica, inplasticamento mono-uso.

E il fatto che abbiano scelto la data del 2021, significa che sono seri: il 2021 sono quattro anni e sara' un cambiamento radicale che richiedera' tanta buona volonta' e lavoro.

Come faranno? Offriranno incentivi ma allo stesso imporranno obblighi ai produttori. Cercheranno di incoraggiare ricerca e sviluppo di nuove idee come per esempio l'uso di cellulosa acetata.

Quanti altri buoni esempi ci da il Costa Rica? Hanno abolito l'esercito, vanno a 100% rinnovabili da vari anni ormai, hanno in atto progetti di rimboschimento della foresta tropicale. E adesso niente piu' plastica usa e getta.

Il Costa Rica, certo e' un paese piccolo, e forse e' piu' facile attuare questi progetti in un paese cosi.

Nel loro piccolo pero' producono 4000 tonnellate di immondizia al giorno di cui il 20%, circa 800 tonnellate, finisce direttaemente nell'ambiente, spiaggia, foreste e fiumi perche' le discariche e i centri di reciclaggio non riescono a "catturare" tutto.

Pero' tutto questo dimostra che piccoli o grandi, con l'intelligenza e la programmazione,  si puo'. Si inizia sempre a scala piccola, ma a volerlo tutto si puo' adattare e pensare per societa' piu' grandi e complesse. A noi il compito di *volere* tutto questo, di mettere pressione ai governanti, di continuare a sensibilizzare a imparare cosa succede altrove. Di non pensare mai "e' impossibile" quando "come possiamo fare?"

Perche' a volerlo tutto e' possibile, da un mondo che va ad energia elettrica rinnovaibile ad un mondo plastica-free.

Bravi al Costa Rica che ci da sempre lezioni di grande progresso e rispetto ambientale.

Saturday, February 4, 2017

La balena di Norvegia con piu' plastica che pesci in corpo





Sono scene strazianti.

Una balena e' stata trovata in fin di vita Sabato 28 Gennaio 2017 lungo le coste di Sotra in Norvegia. Era cosi debole e malata che non c'e' stato niente altro da fare se non eutanizzarla.

Gli esperti hanno cercato di capire cosa era successo, dopo la sua morte. E cosi hanno aperto la pancia della balena hanno trovato piu' di 30 buste di plastica in corpo alla povera creatura, oltre che vari pezzi di plastica.

La balena fu trovata annaspante mentre che cercava di arrivare a riva, e i pompieri chiamati per aiutare hanno per qualche tempo cercato di ridigiere la balena verso il mare aperto. Pensavano che si fosse persa. Ma il comportamento bizzarro dell'animale li hanno convinti che fosse malata e cosi hanno chiamato il dipartimento della conservazione della fauna marina.

Sono quelli della conservazione marina che hanno eutanizzato la balena. E poi l'hanno aperta per studiarla.

Dopo sei ore di lavoro e cinque persone, ecco che emerge dalla pancia dell'animale un enorme ammasso di plastica. Erano 30 buste di plastica, pezzetti di plastica piu o meno grandi e involucri di caramelle e di buste del pane. La plastica aveva creato una barriere a qualsiasi tipo di sostanza nutritiva e la balena ha sofferto a lungo, come conferma lo zoologo Terje Lislevand.

C'era piu' plastica che cibo, che pesci.

Secondo gli esperti la balena ha scambiato le buste di plastica per calamari. 

E cosi, una balena da due tonnellata e' morta di fame per colpa di 30 buste di plastica. 

Per di piu' questa balena era una balena rara per i mari di Norvegia. E' della specie Cuvier’s beaked whale ed era la prima volta che un esemplare giungeva a riva. Adesso, a testimonianaza del tutto, vogliono mettere quello che resta della carcassa dell'animale nel museo della citta' di Bergen.
 
Nel 2050 secondo il World Economic Forum, ci saranno in mare piu' pezzi di plastica che pesci.

In questo momento nel mare ci sono almeno 150 milioni di tonnellate di monnezza. 


Ogni anno ne gettiamo via 8 milioni di tonnellate.

Un quarto dei pesci analizzati nelle pescherie di California e di Indonesia ha un qualche pezzo di plastica in corpo.