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Thursday, September 29, 2016

La Terra non e' mai stata cosi calda in 120mila anni - superati per sempre i 400ppm di CO2





Non lo dice la D'Orsogna.

Lo dice uno studio pubblicato su Nature da Carolyn Snyder.

Quindi, si. La terra non e' mai stata cosi calda in 120mila anni, e anzi le proiezioni sono che se andiamo avanti cosi supereremo tutti i record da 2 milioni di anni a questa parte. 

Carolyn Snyder ha creato una mappa di stime di temperature che vanno indietro di 2 milioni di anni. Non e' una lista di ogni singola annata, ovviamente, quanto di medie su archi di 5,000 anni l'uno. Quello che viene fuori e' che le temperature medie nell'ultimo periodo sono le piu' alte degli scorsi 120mila anni.

120mila anni fa ci un periodo di elevata temperatura, e prima ancora un altro periodo di temperatura record fu 2 milioni di anni fa, quando in media si era a 2 gradi Celsius in piu' di adesso.

Secondo i calcoli della Snyder, se tutto resta cosi com'e' adesso, le temperature in questo blocco da 5,000 anni potrebbero aumentare di altri 4 o 5 gradi centigradi e portarci al record su 2 milioni di anni. 

Carolyn Snyder ricorda anche che tutto questo accade per colpa nostra. Ovviamente cio' che viene scritto per il futuro sono solo ipotesi, e potrebbe essere che qualcuno dei parametri impostati in questo studio non e' preciso o magari manca qualche elemento.

Quello che conta e' che appunto, se guardiamo al passato sono 120mila anni che fa non cosi caldo sul pianeta e che per la maggior parte e' un processo causato dall'uomo.

Ah. Come se non bastasse, abbiamo adesso raggiunto i 400ppm di CO2 in atmosfera in modo permanente. Dovevano essere 350ppm.

Come sappiamo che la soglia dei 400ppm e' superata per sempre? Perche' Settembre e' il mese in cui per le varie condizioni climatiche la concentrazione di CO2 e' minima. Se e' superiore ai 400ppm (come e' stato!) a Settembre, vuol dire che lo sara' in tutti gli altri mesi. 
 
A Settembre la CO2 e' minima perche' durante l'estate le piante dell'emisfero settentrionale hanno assorbito tutto quello che potevano. Con l'autunno, le foglie cadono e la decomposizione rimanda la CO2 in atmosfera. Cioe' stiamo emittendo piu' CO2 di quanto la natura possa smaltire.

La cosa triste e' che questo e' un processo quasi irreversibile Anche se smettessimo domani, magicamente di emettere CO2, non torneremo indietro tanto facilmente.

Anzi, secondo Gavin Schmidt, il direttore scientifico del settore clima della NASA non torneremo mai piu a CO2 sotto i 400ppm.
Chissa dove andremo a finire. Ci piace proprio superare tutti i nostri record, si vede.

Tuesday, September 27, 2016

Arrivano i "Permit Men" della Aleanna Resources fra Ferrara e Ravenna e dentro 3 siti protetti











L'area trivellanda Stefanina Nord:

ricade quasi interamente nello ZPS IT4060008
 Valli del Mezzano

dista circa 3 km dai confini del Parco Regionale del Po
Emilia Romagna

ricade quasi interamente nell’IBA 
"Valli di Comacchio e Bonifica del Mezzano” 

 conta la potenziale presenza di almeno 
66 specie di interesse comunitario
include 2 habitat di interesse comunitario 


L'area trivellanda Stefanina Sud:

ricade parzialmente nel SIC/ZPS IT4060004 “Valli di
Comacchio” e nel SIC/ZPS IT4070021 “Biotopi di
Alfonsine e del Fiume Reno”

 include una porzione della Riserva Regionale Alfonsine
 “Fascia boscata del canale dei Mulini”

 ricade a Nord-Est nell’area contigua del Parco del Delta del Po

ricade in parte nell’IBA “Valli di Comacchio e Bonifica
del Mezzano”

conta la potenziale presenza di almeno 67 specie di interesse comunitario

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Secondo la Aleanna gli
impatti saranno lievi, nulli, trascurabili.

Tuttapposto.
Sempre.


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Ritorna la Aleanna Resources con il suo permesso di ricerca “La Stefanina” fra Argenta, Comacchio, Ostellato e Portomaggiore (in provincia di Ferrara) ed Alfonsine e Ravenna (in Provincia di Ravenna).

Cosa vogliono fare qui? Beh, per ora dicono ``attività di rilievo geofisico" per due mesi. Cioe' sondare il terreno alla ricerca di petrolio e di gas con le camionette Vibroseis.

Queste camionette scuoteranno il terreno -- o come dicono loro lo "energizzeranno" -- mandando dei segnali nel sottosuolo e dal segnale riflesso si cerchera' di capire cosa c'e' sottoterra.  Lo stesso principio dell'airgun.  Chi vive li sentira' come delle botte -- forse pensera' che si tratta di un modesto terremoto.

Dal loro punto di vista una innocente ricerchina del sottosuolo italiano. 

Prima di ogni altra cosa occorre mettere tutto in prospettiva: questa e' ditta di petrolieri stranieri.  Il loro scopo ultimo e' trivellare, tirare fuori petrolio e guadagnarci sopra. E chi si e' visto si e' visto.  Quindi, anche se adesso il loro intento e' solo di "esplorare", il loro obiettivo vero e' di trivellare.  E quando dicono che le loro attivita' sono di scarso impatto ambientale non e' vero: cio' che vogliono fare adesso sara' propedeutico alle trivelle vere e l'impatto *complessivo* e' elevato ed irreversibile.

E questo la Aleanna lo sa.

Siamo quindi con la solita storia del divide et impera. Faccio un pezzetto alla volta. Adesso chiedo solo di esplorare, con la scusa che non disturberemo niente; me lo faranno fare, poi chiedero' di fare il pozzettino, e anche qui promettero' di non fare grandi danni, e che vuoi che sia, e poi alla fine, arriveremo con le trivelle permanenti, i tubi, le infrastrutture, i fumi e le puzze. E non potranno piu' dirci di no.

Cosi hanno sempre fatto, e cosi fanno adesso. E' la storia della monaca di Monza, e' la politica del carciofo cosi bene usata nella storia.

Quindi occorre essere piu furbi di loro ed essere *preventivi*.

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Siamo nella Bonifica del Mezzano fra  "terreni agricoli pianeggianti ad esclusivo uso agricolo e con scarsa presenza di abitazioni" fra il fiume Reno e dal fiume Senio con presenza di "alcune case" sparse lungo la viabilità principale e qualche abitato.

Gia' in apertura di quel che dicono e' evidente lo sprezzo per il territorio italiano.

Come dire, e' solo campagna, e' solo una bonifica, non ci abita nessuno (o quasi) e quindi, esplorare, trivellare, sondare, petrolizzare, che vuoi che sia. Tuttapposto, l'abbiamo fatto in Texas, lo possiamo fare anche qui!

Subito dicono che il rilievo geofisico non prevede la realizzazione di opere o di modifiche del territorio, e quindi tutto bene.  Veramente?

Puo' darsi se guardiamo solo ai rilievi geofisici, ma le trivelle si che porteranno allo stravolgimento del territorio, e di quelle non ne vogliamo parlare cara Aleanna? O facciamo finta che dopo lo studio appenderete i risultati nei vostri uffici di Houston e chi si e' visto si e' visto? Perche' non dite cosa farete *dopo* il rilievo geofisico?

Poi si accorgono che il comune di Argenta gia' dal 1993 aveva vietato il passaggio di mezzi motorizzati nelle Valli di Comacchio, zona umida, zona protetta speciale, sito di interesse comunitario. E quindi come faranno a passare?

Nessun problema!

Il divieto, secondo loro, vale solo per le strade vicino "le aree di tutela costituite da corsi d’acqua e bacini".  Ehh? Ma che vuol dire questo? Che e' vietato passare con le camionette solo accanto ai fiumiciattoli e che tutto il resto si puo'?  Che assurdita'. Se l'area e' protetta, e' protetta tutta e non solo il fiume o la stradina lungo il fiume che ci scorre dentro!

Le loro non sono biciclette o una Panda. Sono numerosi, grandi e rumorosi camion che secondo me neanche ci passano nelle stradine accanto ai fiumi.

Ricordano che poi si tratta presa dati in 3D. Questo e' piu' complicato della presa dati in 2D, ci vuole piu' tempo e piu' sondaggi ma da piu' informazioni al trivellatore.  Sara' un cantiere itinerante.

Ma... e chi vive li?

Bene: faranno cosi.

Prima metteranno su un database dei diretti interessati (i proprietari terrieri) e contatteranno i comuni coinvolti con "incontri" per illustrare come vogliono distruggere il nostro territorio e poi per avere i  nulla osta per passare con le camionette.

Agli agricoltori promettono "indennizzo dei danni da calpestio delle colture eventualmente provocati"


Ma... non avevano detto che non avrebbero portato alcuna modifica del territorio?

Mmh.

Poi arriveranno i "Permit Men" -- come gli alieni! Questi studieranno la topografia, mettereanno cavi, geofoni, picchetti, parleranno con i proprietari terrieri.

Ci saranno -- in aree protette! -- 26 linee "di vibrata" a La Stefanina Sud e altre 15 a La Stefanina Nord a ditanza di 500 metri nell’area Nord e 420 nell’area Sud. In totale ci saranno circa 5400 punti di presa dati.

E poi quando tutto sara' pronto, detoneranno le camionette.

Boom.

Intensita' non e' dato sapere.

Frequenza fra i 6 e i 64 Hertz -- come un basso.

Poi dicono che si tratta di una forza pari a 10,000 chilogrammi peso.
Cioe'... 10,000 volte la gravita'.

Questo per capire che non si tratta di noccioline, ma di qualcosa di veramente impattante. Poi aggiungono che pero' non useranno proprio "tutta" la forza peso. Chissa' saranno generosi e si fermeranno a... 9,900!

Ci saranno traffico, rumori, polveri fini in atmosfera, i terreni saranno messi a soqquardo, ma sara' tutto normale. Ci tengono infatti a precisare che le camionette vibranti provocano "interferenze trascurabili o nulle sull’ambiente naturale e antropico"
 
Certo, come potrebbe essere altrimenti!  E infatti e' sempre tuttapposto.

Occorre ricordare che "La Stefanina Nord” ricade quasi interamente nello ZPS IT4060008 “Valli del Mezzano mentre "La Stefanina Sud” occupa in parte il SIC/ZPS IT4060004 “Valli di Comacchio” e il
SIC/ZPS IT4070021 “Biotopi di Alfonsine e del Fiume Reno”. Le zone abitate di Anita e di
Longastrino sono rispettivamente all’interno e a circa 1.8 km dell’area da "energizzare!"

Promettono -- bonta' loro -- di spegnere il motore quando non e' necessario. Allora stiamo tranquilli!

Ancora, parlano dei numerosi corsi d'acqua della zona e della  "fitta rete di canali all’interno della Bonifica del Mezzano" della presenza del Fiume Reno e del Fiume Senio, di canali di bonifica e di terreni di bonifica con falda affiorante.

Ebbene, qui l’impatto associato sara'  "sostanzialmente nullo",  e i  fenomeni di contaminazione delle acque per effetto di spillamenti e spandimenti da macchinari e mezzi impiegati nelle attività sono da considerarsi altamente improbabili e riconducibili solo ad eventi accidentali.

Si, certo. Sono "solo" camionette, ma quello che non dicono e' cosa sara' di questi fiumi, canali e terreni di bonifica, quando arriveranno le trivelle. Alla fine le camionette servono solo per preparare il terreno alle trivelle!

Come gia' detto - divide et impera.

Stesso identico ragionamento per la subsidenza e sismcita': le zone interessate dalle camionette Vibroseis non sono ne altamente sismiche (zone a bassa o media sismicita'), non ci sono rischi di frane, e' tutto pianeggiante.

E si, la subsidenza c'e' e puo' arrivare a 1 cm l'anno.

Lo dicono e passano al prossimo capitolo. ... Cosa sara' di questi terreni con l'arrivo delle trivelle, non e' dato sapere. Per adesso ci dicono che tutto e' non invasivo, che le camionette non andranno lungo le scarpate e i fiumi d'acqua (forse perche' non possono?) e che l’impatto potenziale e' quindi ritenuto non significativo.

Parlano poi di rumori e dicono, ovviamente, che non e' niente di che. Ma la cosa che mi fa rabbia e' quando scrivono che  la zona in cui saranno eseguite le operazioni di rilevamento è già sede di varie attività agricole, caratterizzate da un impiego di mezzi anche rumorosi con alcune fasi dell’anno
in cui si verifica anche un aumento del numero di mezzi (arature, raccolto, trebbiatura,
concimazione, etc.).


Cioe' vogliono far passare l'idea che siccome ci sono trattori e attivita' agricole, ci possono stare pure le camionetti vibranti. Trattori ieri, camionette vibranti oggi, trivelle domani!

Amen.

Saranno pero' gentili e decideranno che non faranno queste indagini geofisiche nei periodi di ripopolamento - cioe' fra Marzo e Luglio.

La parola trascurabile compare 12 volte.
La parola lieve compare 2 volte.
La parola nullo compare 5 volte.
 
In dieci anni di lavoro tutto cio' che i petrolieri hanno proposto e' sempre stato lieve, trascurabile o nullo.  E La Stefanina, rilevi geofisici a scopo di trivelle dentro tre aree protette non e' da meno.

Se vivete li, non datgeli i permessi di venire nei vostri terreni.
Sono soldi a tradimento.
















Sunday, September 25, 2016

Ecuador: per il petrolio sara distrutta Yasuni, foresta tropicale unica al mondo







It's the start of a new era for Ecuadorean oil. 

In this new era, first comes care for the environment 
and second responsibility for the communities and the economy, for the Ecuadorean people


Bla bla.




Fa male al cuore.

In Ecuador, nel cuore della foresta amazzonica hanno iniziato a trivellare. Per ora saranno 3000 barili al giorno. Nel 2022 si arrivera 'a 300,000.

Siamo a Tiputini C, il primo di 200 pozzi di petrolio programmati al confine con l'area ITT  (Ishpingo, Tambococha, Tiputini) e dentro nel parco nazionale dell'Ecuador Yasuni a pochi chilometri dal confine con il Peru.

Lo Yasuni e' una biosfera in teoria protetta dall' UNESCO con una grande biodiversita' fatta di numerose specie di uccelli, anfibi, insetti ed alberi.  Secondo Amazon Watch ci sono qui in un ettaro piu' specie che in tutti gli USA ed il Canada messi assieme.  Nello Yasuni ci sono specie che sono riuscite a sopravvivere dai tempi glaciali.

Oltre alla flora ed alla fauna, vivono qui i Tagaeri e Taromenane, due popoli indigeni isolati dal resto della "civilta'" o almeno quella civilta' che intendiamo noi.  Si programmano trivelle tutt'attorno il loro territorio, appunto l'area ITT.

Come sempre,  l'inquinamento non conosce confini, e il fatto che si trivelli dentro la foresta ma non direttamente dentro l'area ITT non e' garanzia di grande protezione ambientale. La foresta sara' danneggiata, l'inquinamento arrivera' in forma di aria o di acqua o di cibo contaminato anche dentro alla zona ITT e i Tagaeri e i Taromenane sicuramente ne sentiranno le conseguenze.

Come sempre, il tuttapposto continua anche in Ecuador.

Il governo dice che PetroAmazonas usera' trivelle orizzontali che seguiranno i piu' alti standard internazionali.

Mmh. Questa l'ho gia' sentita.

Il ministro delle trivelle Rafael Poveda dice che stanno ottimizzando le risorse e le strategie per estrarre petrolio nel modo piu' sostenibile possibile.

Ma... non avevano deciso di lasciare Yasuni libera dalle trivelle?

Nel 2007 il governo di Rafael Correa aveva chiesto 3.6 miliardi di dollari da vari governi mondiali per un impegno a tenere il petrolio sottoterra.

Si chiamava la “Yasuni initiative” ed era gestita dall'ONU - un modo innovativo per non estrarre petrolio da zone sensibili. Pagamenti internazionali in cambio di rispetto dell'ambiente.

Si calcola che sotto Yasuni ci siano 1.67 miliardi di barili di petrolio.

Il colpo di scena arriva nel 2013 quando lo stesso president Correa cambia idea: secondo lui sono troppo pochi i fondi ricevuti dai governi stranieri e il paese ha bisogno di denaro.

E qui sta la logica: siccome Chevron e Texaco hanno letterlamente devastato l'Ecuador con le trivelle senza scrupoli nella foresta durante gli anni settanta, l'Ecuador e' ora povero e inquinato. In questo momento dunque non hanno alcun modo di poter ne rimediare ai danni ambientali ne alla poverta', e dunque l'unico metodo e' .... trivellare ancora!

Ci sono stati scontri, dimostrazioni, la richiesta di un referendum, ma niente da fare.  Credo anche che ci sia stata pochissima pressione internazionale, e di questa faccenda dello Yasuni trasformando in un campo petrolifero se ne sia parlato troppo poco.  Il referendum che si voleva indire non e' riuscito neppure ad arrivare al quorum delle firme utili e non c'e' mai stato. 

Eppure l'Ecuador parla bene.

Hanno addirittura incluso i diritti della natura nella loro costituzione, e finora erano stati presi a modello di nazione attenta all'ambiente, specie dopo il massacro degli anni settanta.

Per far passare il tuttapposto, lo stesso Correa ha ripetuto ad infinintum che sono un millesimo del parco sarebbe stato trivellato e che avrebbero usato le migliori tecnologie possibili proteggendo gli indigeni.

Ovviamente ci crede solo lui.
 
E poi, possibile che di questi tempi, con i prezzi del greggio -- bassissimi -- e con tutto questo desiderio di turismo sano riescano a pensare solo ai buchi? 

Anche da un punto di vista economico non si capisce bene che conti si siano fatti: dalle estrazioni attuali, l'Ecuador *perde* 15 dollari al barile: i costi sono piu' alti che il guadagno.

Perche' trivellare ancora?  Forse pensano che le cose cambieranno? Ma che film guardano?

E ancora, come fanno a proteggere le comunita' indigene trivellandogli intorno, e sopratttutto costruendo l'infrastruttura necessaria? I pozzi hanno bisogno di centrali, di oleodotti, di strade.
Queste saranno per forza di cose costruite nella foresta.  Gli alberi saranno abbattuti.

Qualche mese fa l'Ecuador vendette un altro pezzo di foresta, accanto allo Yasuni, per 80 milioni di dollari ad un consorzio cinese chiamato Andes Petroleum Ecuador.

In questo momento c'e' fermento in Ecuador da parte della societa' civile, e si spera che quanto meno si possa riuscire a rallentare tutto questo scempio.  Ma sono battaglie, lunghe, difficili, con di fronte politici ottusi e ditte senza scrupoli.

Qual'e' la soluzione?

Non lo so. So solo che visto che non possiamo andare a fare le guerre in Ecuador, possiamo inziare da casa nostra, ad essere noi attivi nel curare il nostro territorio, a fermare le trivelle nostrane, a parlare di queste cose che accadono in mondi lontani, dalla Nigeria all'Ecuador, a creare consapevolezza che le trivelle non sono la soluzione ne a casa nostra ne altrove.



Saturday, September 24, 2016

Collassano gli investimenti nel petrolio: - 25%. Trionfo nelle rinnovabili: produzione + 30%.



We have never seen such a decline in oil and gas investment.
Our findings carry a very important message for climate change and for the Paris agreement
Anyone who does not understand what is going on 
– governments, companies, markets –
 is not in the right place.


Si applica pure a: Gianluca Galletti, Dario Franceschini, Matteo Renzi e
tutti i signori fossili che continuano a voler bucare l'Italia.




La transizione verso le rinnovabili secondo il direttore dell' International Energy Agency Fatih Birol e' una rivoluzione spettacolare. Le rinnovabili trinofano, il petrolio collassa.

E' questo quello che viene fuori dal primo report dell'IEA a Londra, il giorno 17 Settembre 2016.

In cosa consiste questa rivoluzione?

Nel solo 2015 gli investimenti in oil and gas sono calati del 25%. La produzione di energia da sole e vento invece e' cresciuta del 30%. In un solo anno!

E grazie che Mr. Birol commenta che una cosa cosi non si e' mai vista. Anzi, aggiunge che chiunque non capisce quello che sta succedendo sbaglia di grosso.

Perche' questa transizione?

Da un lato, certo il declino dei prezzi del petrolio fa si che ci sia meno speculazione, e quindi, meno investimenti. Come dire: negli anni in cui gli investimenti erano elevati, lo erano in parte grazie alle speculazioni, cioe' pensavano di farci i soldi facilimente e non venivano certo a trivellare per amore di popolo.

Per quanto riguarda le rinnovabili, non e' tanto l'aumento di produttivita' in termini di unita' installate che colpisce, quanto invece l'aumento di efficenza e l'abbassamento dei costi che ha portato a una maggiore produzione di energia.

Intanto i costi crollano: nel corso degli scorsi 5 anni il prezzo del sole e' calato dell'80%, quello del vento di circa il 30%.  I prezzi continueranno a calare sempre di piu' con l'avvento di turbine e pannelli sempre piu' efficenti e con la produzione di massa.

Al contenpo diventeranno sempre meno importanti i sussidi governativi.

Nel contempo, i campi di petrolio esisteni diventano sempre meno redditizi perche' sono vecchi e molti sono alla fine del proprio ciclo naturale di sfruttamento.

E il nucleare? No, li i costi non sono dimunuiti, anzi ci si preoccupa ancora di dove andare a smaltire i rifiuti visto che nuove tecnologie anti-radioattivita' non sono ancora state scoperte ;)

Non e' tutto rosa pero'.

In Asia ed in Australia ci sono ancora molti, troppi, nuovi progetti a carbone a venire su, specie in India e Indonesia. Nel 2015 circa 60 miliardi di dollari a livello mondiale sono stati spesi solo per costruire impianti a carbone, di cui la maggior parte con tecnologia basilare e molto inquinanti.

La Cina e' ancora il maggior utilizzatore di carbone, anche se nel 2015 hanno speso il 60% del loro budget di investimenti energetici nel rinnovabile.

Chi l'avrebbe mai detto solo dieci anni fa che saremmo arrivati fin qui, in cosi poco tempo?

Io spero che tutti i poltici (gli pesudo-politici?) in carica in Italia leggano queste cose e si decidano a fare passi grandi e importanti verso le rinnovabili e non piu' verso le trivelle in mare in terra, bucando la nazione come se eroinomani incalliti. 

Thursday, September 22, 2016

La Nigeria in recessione denuncia ENI ed altri per 12.7 miliardi di dollari di petrolio esportato illegalmente








Il governo della Nigeria denuncia ENI, Chevron, Shell, Total e Petrobras per 12.7 miliardi di dollari in petrolio esportato illegalmente dalla nazione africana verso gli Stati Uniti.

Si tratta, secondo le accuse, di 57 milioni di barili di petrolio non dichiarati -- in alcuni casi i volumi in partenza dalla Nigeria non erano gli stessi che arrivavano negli USA. In altri casi intere navi petroliere partivano senza essere mai state dichiarate.

Possiamo chiamarlo furto? 

Non e' chiaro come questi 12.7 miliardi vadano suddivisi fra le varie ditte. L'ENI stessa ammette che a Marzo 2016 le vennero chiesti 160 milioni di euro di mancati pagamenti. Dicono che le richieste sono infondate e che "resisteranno" in tribunale. Secondo la stampa nigeriana, il governo di Lagos ha denunciato l'ENI e la Total per almeno 635 milioni di dollari.

Intanto, nonostante tutte quelle trivelle, inquinamento, morte... la Nigeria e' tecnicamente in recessione.

Il PIL e' caduto di 2 punti percentuali rispetto ad un anno fa - non succedeva dal 1991. 

Il vice presidente dice che e' la peggior crisi di tutti i tempi. 

Ma come, un paese ricco di petrolio?  In recessione?

Si. Come per tutte le petroleconomie, crolla il petrolio, crolla tutto il resto.  E non solo i prezzi del petrolio sono crollati, non si era investito (o non si era potuto o saputo investire!) in niente altro, c'e' la corruzione.  E se ci mettiamo pure il supposto furto di greggio ....

Cosa altro ci si poteva aspettare?

Con il petrolio e' crollato anche quel poco di manifatturariero che c'era. Spesso manca la corrente, rendendo difficili tutte le altre attivita'. Per fare un esempio: la Nigeria ha 180 milioni di persone, il Sud Africa 60 milioni. La Nigeria produce il 10% dell'elettricita' del Sud Africa.

Nonostante il petrolio!

Il governo ha deciso di vietare le importazioni di prodotti che si possono produrre localmente - e anche questo non e' stato ottimale, perche' cosi facendo sono state limitate anche le materie prime che a volte servono proprio per produrre localmente. Stanno anche pensando di vendere proprieta' statali al miglior offerente.  

E poi c'e' Boko Haram  nel nord del paese che ha fatto razzie di vittime e ha lasciato molti bimbi orfani e bisognosi di cibo e cure.  A sud i ribelli del Delta Niger Avengers ed altri a creare disordini e paure.

Per decenni la Nigeria e' stata la principale esportatrice di petrolio dell'Africa, ma proprio a causa di attacchi da parte dei gruppi ribelli il primo produttore di greggio e' ora l'Angola. 

Il paese e' letteralmente alla paralisi. 

In tutti i 36 stati che compongono la Nigeria c'e' difficolta' a pagare pensioni, insegnanti ed altri lavoratori statoli. In uno di questi stati - Imo - hanno annunciato la settimana lavorativa di ... 3 giorni.
Alla gente e' stato detto che gli altri due giorni potevano andare a zappare.
 
Le fabbriche, alcune delle quali mai messe in produzione, sono ora occupate dalle mucche. La disoccupazione e' elevatissima.
Nel 2011 la Nigeria, assieme a Messico, Indonesia e Turchia dovevano essere i paesi piu' in crescita nel mondo: con tassi del 7% annuo. Addirittura si prospettava una economia nigeriana superiore a quella olandese nel 2030 - grazie al petrolio.

E poi... poi il prezzo del petrolio e' crollato. 

Gli investitori si sono dimenticati delle promesse e se ne sono andati. Non e' solo colpa del petrolio, ma come detto, anche di una pessima gestione del paese che ha portato l'inflazione a salire del 18% e la moneta locale, la naira, a crollare del 40% in pochi mesi.

La Nigeria e' ora junk.

Come dire, il petrolio, alla lunga e alla breve, non porta niente di buono.

Mentre che tutto questo va avanti, le trivelle hanno distrutto pesca ed agricoltura in molti angoli del paese.

Che ci hanno guadagnato?

La situazione economica e' cosi grave che la Christian Association of Nigeria ha annunciato tre giorni di digiuno e di preghiere per risolvere i problemi economici del paese.

Non ci resta che pregare.