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Thursday, December 18, 2014

Anche lo stato di New York vieta il fracking!




Saranno le elezioni del 2016 che si avvicinano, sara' che la pressione e' stata martellante, sara' che chissa' forse un po ci crede anche lui, ma oggi 17 Dicembre il Governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo ha annunciato che il fracking sara' vietato nello stato di New York.

Perche'? 

Perche' ci sono "gravi preoccupazioni" per la salute delle persone. 

E' un enorme cambio di rotta, e mostra quanto importante sia la protesta - i politici, alla fine sono solo tali, vanno dove va il vento e sta a noi alzare la voce, che sia New York, che sia Ortona.
Sei, sette, otto anni fa, i petrolieri avevano cercato di promuovere il fracking nel Marcellus Shale come il miracolo del futuro, grazie al quale le zone economicamente depresse dello stato di New York, quelle agricole, piu' interne, al confine con la Pennsylvania, avrebbero scoperto il miracolo economico.

Andrew Cuomo e' orgoglioso del suo modo veloce e deciso di governare ed ha affrontato molte altre questioni di petto a New York, fra cui l'approvazione di leggi piu' severe contro l'uso di armi. Sul fracking invece e' stato a lungo silenzioso e titubante. Anzi, c'e' stato un periodo in cui pensava anche di approvarlo nelle zone piu' povere di New York State. Ma si e' ritrovato contro una gran mole di persone che di fracking non ne vogliono sapere.

E cosi, invece di dire si o no, e per non inimicarsi nessuno Cuomo ha continuato a rimandare ad altra sede, dicendo che prima di decidere si sarebbe dovuto completare un rapporto sulla salute pubblica. Sono circa sei anni che abbiamo aspettato questo rapporto! La cosa buona pero' e' che nel frattempo lo stato di New York ha imposto una moratoria che vige fin dal 2008, quando lo studio venne iniziato.

Intanto arrivano le primarie per la candidatura alle elezioni del 2014. Lo sfidante contro Cuomo nelle primarie, un semisconosciuto di nome Zephyr Teachout , era apertamente contro il fracking. Cuomo tentennava.  Zephir ha preso inaspettatamente il 30% dei voti, anche grazie alle sue posizioni ambientaliste.

Le elezioni hanno anche portato Cuomo a dover fare campagna elettorale, e ovunque si sia presentato e' stato letteralmente assalito dalle proteste no-fracking. Intanto, molte citta' hanno imposto da sole dei divieti comunali, con il risultato che gia' il sessanta percento del Marcellus Shale era de facto vietato ai petrolieri.

A Novembre Cuomo ha rivinto le elezioni contro il suo avversario repubblicano. Dopo poche settimane ecco che lo studio arriva a completamento: il commissario per la salute di New York State, Howard A. Zucker ha parlato di preoccupazioni per l'inquinamento di acqua e di aria e dice che il fracking non e' sicuro. La domanda che il dottor Zucker si e' posto e' questa:

Avrebbe voluto lui che la sua famiglia vivesse vicino a pozzi da fracking?

E quando ha concluso che no, non avrebbe voluto una cosa del genere per i suoi cari, ha deciso che non era giusto per nessun altro: il fracking pone rischi "inestimabili" alla salute pubblica. 

E cosi' oggi Cuomo annuncia il divieto, aggiungendo che ovunque si sia fatto fracking le comunita' hanno sofferto e che nessuno dice "che meraviglia, abbiamo il fracking". C'e' invece rassegnazione e desolazione.

La domanda che invece vorrei fare io a Matteo Renzi, a tutti quei politici che hanno votato a favore dello Sblocca Italia, e a tutti quelli che pensano che le trivelle, con o senza fracking, porteranno l'America nelle nostre campagne e nei nostri mari, e' molto semplice.

Vorreste voi, Matteo ed Agnese Renzi, Gianluca Galletti, Federica Guidi che le vostre famiglia vivessero vicino a pozzi di gas e di petrolio?

Qui  alcuni dei tanti studi sugli effetti negativi del fracking sulla salute dei bambini


Post Scriptum:

I Physicians Scientists & Engineers for Healthy Energy  hanno pubblicato un rapporto che riassume i circa 400 articoli pubblicati sui rischi del fracking. Hanno trovato che:

-il 96% di tutti gli articoli in merito parla di conseguenza negative alla salute;

-il 95% di tutti gli articoli in merito parla di elevate concentrazioni di inquinanti;

-il 72% di tutti gli articoli in merito parla di contaminazione dell'acqua;  

Occorre solo continuare a protestare.













 
Howard Zucker - il commissario alla salute dello stato di New York

Tuesday, December 16, 2014

Ravenna, Cremona e la lezione di Foggia




Ravenna, centrali gas vicino alle case

 

Cremona, pozzi a 40 metri da faglie sismogenetiche!

 Cinisello Balsamo, la centrale di stoccaggio attraversata dalla tangenziale


Stoccaggi e pozzi sulle faglie sismogenetiche.
Solo in Italia.

Foggia, il pozzo Masseria Sipari 1dir bocciato


Il giorno 10 Dicembre 2014 c'e' stata una esplosione a Ravenna, non lontano dal centro cittadino, con scoppi, botti, evacuazione e fiamme di varie decine di metri nei pressi nella centrale di smistamento del gas della SNAM. Per fortuna nessuno si e' fatto male. A me sono arrivate varie segnalazioni: 

".. è stato davvero impressionante. Abito a qualche chilometro dal posto dov'è successo e i vetri vibravano talmente forte che sembrava un vento tremendo. Ho aperto le finestre e vento non ce n'era, c'era solo un rumore stranissimo tipo quello che di sprigiona dai cannelli del gas degli operai che saldano le guaine catramate nei tetti."

"e' stato pauroso, vedevo le fiamme da casa mia, i vetri vibravano fortissimo, sembrava che ci fosse un gran vento e invece erano le fiamme" 

E non era neanche la prima volta che succede: a Settembre 2014 c'e' stata una esplosione simile non molto distante da questo scoppio, con simili fiammate, evacuazioni e paura.

E' normale tutto questo?  Io credo di no, e credo che pensi allo stesso modo qualcunque persona di buon senso. Si obiettera' che queste sono cose costruite tanti anni fa, e che il gas ci serve, e varie altre giustificazioni. Ma dalle lezioni del passato occorre pure imparare qualcosa, e la domanda e': vogliamo continuare cosi? A riempire i centri cittadini d'Italia di pozzi e di centrali e di oleodotti e di raffinierie?

E non ci sono solo centrali di smistamento in centri cittadini, ma anche pozzi di gas trivellati vicino a centri residenziale e peggio ancora, faglie sismogenetiche. A Bordolano, per esempio, in provincia di Cremona, sono stati costruiti sette nuovi pozzi di stoccaggio di gas pericolosamente vicini ad una faglia attiva. Si tratta della ITCS002, che scorre a soli duecento metri di profondita' maggiore rispetto al piu' profondo dei sette pozzi.  Secondo l'Istituto Nazionale di Vulcanologia, Sismologia e Tettonofisica, la faglia ITCS002  e' capace di generare terremoti di magnitudo massima 6.1.

O vogliamo parlare dello stoccaggio di Brugherio a Cinisello Balsamo, in provincia di Milano che e' invece attraversato a meta' dalla tangenziale Nord di Milano?

Tuttapposto.

Ma alla fine, la saggezza sta nelle parole semplici e chiare del TAR della Puglia. Qui la filiale italana della Medoilgas, ditta inglese ora passata alla Rockhopper delle isole Falkland e proponente, fra l'altro di Ombrina Mare, aveva proposto di trivellare un pozzo esplorativo di gas a pochi chilometri dal centro di Foggia, come parte della concessione Torrente Celone. Chicco Testa, il noto opionista che non perde l'occasione di difendere le trivelle, e' stato nominato "non executive director" della Medoilgas nel 2012.

Siamo a circa cinque chilometri e mezzo dal centro di Foggia e il Comitato VIA espresse parere negativo, gia' il giorno 19 Giugno 2012, per la vicinanza al centro pugliese. La Medoilgas ha fatto ricorso al TAR il quale ha confermato la bocciatura di Masseria Sipari 1 dir il giorno 3 Dicembre 2014, con queste semplici parole: “il pozzo esplorativo interessa un’area troppo prossima al centro residenziale”

Chiaro e semplice.  Non e' tuttapposto - proprio per niente.

Ecco, spero che ci siano altri tribunali, ed altri funzionari che sappiano usare questa sentenza pugliese e vietare qualsiasi nuova opera petrolifera a cinque chilometri dai centri abitati, grandi o piccoli che siano. Quello che e' pericoloso per Foggia, lo e' anche per Cremona, Ravenna, Ortona, Ragusa e Rossano Calabro.  Nessuno deve vivere con l'angoscia che la centrale o il pozzo sotto casa possano scoppiare da un momento all'altro.

Le foto dei due scoppi di Ravenna - Settembre e Dicembre 2014 - sono qui.

La sentenza di Foggia completa e' qui.


 


Monday, December 15, 2014

A Samuel Moody, a Sergio Morandi, Rockhopper Italia

 Samuel Moody, CEO Rockhopper


Eccolo qui  - colui che vuole distruggere l'Adriatico venuto da non si sa dove.

Il giorno 5 dicembre 2014 la Medoilgas Italia ha annunciato che il loro nome e' ora ufficialmente Rockhopper Italia per ``uniformare l'identita' del marchio del gruppo".

Ovviamente l'amministratore delegato di Rockhopper Italia, e' sempre lui, l'imperterrito Sergio Morandi, che con i suoi modi angelici ricorda che:

"Guardiamo al futuro con la fiducia di chi opera con rigore e correttezza e con l'energia di chi è convinto di lavorare non solo nell'interesse della propria azienda ma anche nell'interesse strategico del Paese"

Ma per carita'. Lei guarda solo al proprio portafoglio. E lo sappiamo tutti. Quindi puo' anche risparmarsi tutte queste parole caramellose.

E arriva anche Samuel Moody, lo sbarbato di cui sopra, il CEO della Rockhopper a ricordare che:

"L'Italia può trarre grandi vantaggi dalle proprie risorse di idrocarburi, tra le più importanti in Europa e ancora in larga parte poco sfruttate. Gli importanti investimenti che Rockhopper intende sviluppare in Italia saranno improntati alla sicurezza e alla tutela ambientale e saranno in grado di generare importanti risorse per lo sviluppo economico dei territori"

Secondo me non lo sa neanche dove si trova l'Abruzzo!

E poi ... ancora le balle sulla sicurezza e la tutela ambientale?

Ancora le balle sullo sviluppo e le risorse dei territori?

Ma veramente sono di coccio questi! O di bronzo, con le loro straight faces mentre mentono sapendo di mentire.

Intanto, dall'Abruzzo facciamo sapere a Samuel Moody e a Sergio Morandi che mentre loro cambiano nome, gli abruzzesi non hanno cambiato niente,  ne nome, ne aspirazioni, e che la nostra battaglia contro i vostri schifosissimi progetti e le vostre schifosissimhe bugie non cambieranno di una virgola.

Mr. Moody: I have no idea who you are, but in case your associate Sergio Morandi did not tell you this clearly enough: we don't want you here. Do you understand? We don't want you to come drill our sea, we don't want your desulfurizing facilities, we don't want your empty promises, we don't want your brainwashing.

Go drill the UK, go drill the Falkland Islands. Is that clear enough?

There is no "resposible" oil drilling. There is no "safely procedure". There are no "economic benefits"
to come out of this for us. So just take your projects and get lost. Don't fool your investors. Don't be delusional. Just get lost. Do you understand?

Maybe you are not aware of this, but your predecessors at Medoilgas failed miserably because their once flagship project - Ombrina Mare - was challenged in every possible way, from us the people.
They were about to go bankrupt because of us. So you are a fool if you think that you can come here and drill us.

And I promise you, you won't.  You just won't.  I will not let you get away with it. Your buddies can sue me all you want, we are not going away.

So just f*** off, and leave us in peace.

Note: in case your useless lawyers have nothing better to do. This was written in Los Angeles, CA. Free speech is protected under the first amendment of the United States of America.




Saturday, December 13, 2014

La devastazione silenziosa del Peru


















 We can’t go on living here. 
They say the oil will last for 30 or 40 years. 
We can’t eat the fish any more, so what will we live on for all those years?

Melita Bela Celis, Peru'

Dear president, I am a 10-year-old girl and live in the Parinari district.
I’m concerned because the Marañón is contaminated.
What are we going to drink?

Lettera al presidente del Peru' Ollanta Humala


Ma mentre a Lima dibattevano piu' o meno animatamente,  a pochi chilometri di distanza si consumava e si consuma ancora una tragedia ambientale silenziosa e che non fa notizia. Alcuni tratti del Rio delle Amazzoni sono coperti da petrolio fuoriuscito dall'oleodotto della ditta nazionale petrolifera Petroperu'. Negli scorsi sei mesi ci sono stati almeno cinque perdite di petrolio. Dal 2013 ad oggi il governo ha dichiarato lo stato di emergenza ambientale in ben quattro fiumi: Corrientes, Pastaza, Tigre, e Marañon per inquinamento da petrolio. Tutti e quattro sono confluenti nel Rio delle Amazzoni.

Scommetto che ben pochi sanno della devastazione ambientale petrolifera del Peru'. Non e' famosa come quella dell'Alberta, dell'Ecuador, o della Nigeria ma il copione e' lo stesso di sempre.

Sono circa 40 anni che il Rio delle Amazzoni del Peru' viene sfruttato da ditte straniere petrolifere. Quaranta anni di buchi e di inquinamento.  I petrolieri hanno disboscato le foreste per costruire strade e piste di atterraggio per i loro aerei e per i loro elicotteri. Hanno tagliato alberi per installare oleodotti ed hanno, come sempre, pompato i rifiuti petroliferi nei fiumi e nella foresta.

L'oleodotto settentrionale della PetroPeru' e' lungo 850 km ed attraversa la giungla e le Ande prima di arrivare ad una raffineria lungo la costa pacifica.  Le autorita' dicono che non si sa quanto petrolio e' finito nel fiume e nella foresta negli scorsi mesi, e che la colpa  e' degli atti di sabotaggio dei residenti. I residenti invece puntano il dito alla mancata manutenzione di un oleodotto vecchio 40 anni.

A partire dal 2008 gli investimenti petroliferi in Peru' sono aumentati vertiginosamente. Questo dopo che il governo ha deciso di aprire il 75% della foresta tropicale del paese ai petrolieri. E cosi sono arrivati non solo quelli della PetroPeru, ma anche i signori del petrolio di Argentina, Gran Bretagna, Canada e Francia. Un area gia' devastata dalle trivelle e' stata data in pasto ad altri trivellatori, come dice Anders Krogh della Norwegian Rainforest Foundation: “This is an area which was already devastated by the oil companies and what the Peruvian Government has done is to increase the exploration, increase the production, increase the devastation".

Fra i principali operatori odierni, la Pluspetrol peruviana e Petrochina.

Nel Giugno del 2014 il governo ha dimezzato le multe per crimini ambientali, per aprire le porte agli investitori del gas e del petrolio ancora di piu ed ha imposto al ministro per l'ambiente di non poter piu' nominare da solo le zone protette. Come dire, ci pensera' il ministro per l'economia!

Ma come si traduce tutto questo nella vita delle persone?

Siamo lungo il fiume Marañón uno dei fiumi emergenza inquinamento.  Vive qui la comunita' indigena Kukama. Ogni mese da questa piccola comunita' viene pompato l'equivalente di circa 3 milioni di dollari di petrolio.

Le prime perdite dall'oleodotto Petroperu' inziano il 30 Giugno 2014 presso il villaggio di Cuninico dove non usano idrocarburi e dove non sapevano neanche cosa fosse il petrolio. Fra le attivita' principali del villaggio, la pesca.  Assieme alla coltre nera lungo il fiume la solita litania di disturbi ai residenti: mal di testa, sangue dal naso, nausea, e dolori addominali. Le mamme dicono che e' colpa del petrolio nell'acqua che bevono e nel pescato che mangiano.  Si sono ammalati quasi tutti nel villaggio.

Alfonso López Tejada rappresenta circa 60 villaggi inquinati e ricorda non solo che l'oleodotto e' stato trascurato per decenni, ma anche che viene usato sebbene sia ormai sottodimensionato in relazione al petrolio che trasporta.

Vista la gravita' della situazione circa 500 residenti decidono di accamparsi per due settimane nella citta' piu' grande dell'Amazzonia, a Iquitos, a cento chilometri dai loro villaggi. Sono arrivati qui a piedi e con le barche a protestare il petrolio nelle loro vite che gli ha anche tolto l'acqua da bere e il cibo, chiedendo maggiore accesso a cure mediche.


Ed ecco il governo che promette di eseguire test sull' acqua e di distribuire purificatori e depuratori. Quanto basta per rimandare tutti a casa.

Il 16 Novembre un altra perdita di petrolio a soli due chilometri di distanza. Due ragazzi vanno a vedere, ed invece del solito via vai di pesci nella loro laguna preferita scoprono pesci morti, pieni di petrolio con la puzza di petrolio e con le foglie nere. Piu' avanti decine e decine di altre caracasse di pesci morti o morenti.  

Intanto i test mostrano che le acque "potabili" di diciassette comunita' Kukama tanto potabili non sono. Hanno trovato sia nell'acqua, che nel terreno che nei sedimenti metalli pesanti e residui di idrocarburi. Tutti i campioni di fiumi, laghi o pozzi artesiani da cui i residenti prendono l'acqua per bere sono stati considerati non sicuri ed inquinati con valori circa cento volte i limiti legali.

Il Peru' sente la responsabilita' del successo degli incontri sul clima, e anzi proprio a questo summit di dicembre, il paese ha annunciato che arriveranno al 60% elettricita' dalle rinnovabili entro il 2025.

Ma allo stesso tempo il governo ha deciso di perseguire la rapida espansione dell'industria degli idrocarburi in Amazzonia. I due terzi delle emissioni di anidride carbonica dal Peru' derivano da operazioni di disboscamento illegale e/o mirato all'estrazione di petrolio, secondo il Carnegie Institute for Science.

Soprattutto nonostante tutti questi "stati di emergenza" non hanno fatto granche' per aiutare le comunita' impattate dal petrolio.  Non e' un controsenso? Come dicono i residenti, cosa berra' chi vive li?




Friday, December 12, 2014

Eventi petroliferi inverno 2014-2015

Per ora questo e' quanto, poi man mano che arrivano maggiori dettagli aggiornero'.


21 Dicembre 2014 - Pescara
22 Dicembre 2014 - Universita' di Chieti

3 Gennaio 2015 - Pantelleria
4 Gennaio 2015 - Pantelleria

6 Gennaio 2015 - Sciacca
8 Gennaio 2015 - Ragusa

10 Gennaio 2015 - Reggio Calabria (da confermare)
11 Gennaio 2015 - Rossano Calabro (da confermare)

13 Gennaio 2015 - Lecce (da confermare)

16 Gennaio 2015 -  Senigallia
17 Gennaio 2015 -  Rimini
19 Gennaio 2015 -  Venosa

Thursday, December 11, 2014

Nigeria: altra marea nera Shell fra le mangrovie




"We saw dead fish, dead crabs"

"We can't go fishing anymore. It has destroyed our fishing equipment," 


Il 27 Novembre 2014 un altro "incidente" petrolifero in mare, il peggiore di tempi recenti, di cui nessuno ha parlato. Le mangrovie e le lagune del Niger Delta sono coperte di petrolio che spunta da tutte le parti, secondo il giornalista di Reuters che ha visitato l'area.

Il riversamento in mare e' accaduto a circa 8 miglia da riva, dal Trans Niger Pipeline che porta ogni giorno 180,000 barili di petrolio al Bonny Export Terminal, per l'esportazione. Le perdite sono state proprio presso l'Okolo Launch su Bonny Island. Si parla di almeno 3,800 barili di petrolio rilasciati nell'ambiente da una conduttura difettosa, che in teoria era stato sigillata circa un anno fa.

Nel Niger Delta vivono 20 milioni di persone e 40 gruppi etnici diversi. La zona e' ricchissima di biodiversita. Ci sono qui piu' specie acquatiche che in tutto il resto dell'Africa orientale.

Come sempre, la Shell dice che e' colpa dei sabotaggi, come lo sono - sempre secondo la Shell - il 70% delle perdite.

L'assistente manager dell' oleodotto, Jurgen Janzen dice:mangrovie,

We’ve got thousands of wells in the Delta. We cannot be at all these wells … the footprint is just too big. They come to our wellheads and here you see the consequences. But normally what happens, we do our helicopter overflies in the morning. The barge will have gone, all that we see is a lot of oil around, because they do not really care about the environment, they just want to get the oil as quickly as possible and just get out of there again.”


Cioe' la colpa e' di un altro e loro non possono "essere presenti a tutti i pozzi".


Beh, con 180,000 barili di petrolio al giorno, si puo' assumere piu' personale, no?


Ma, come volevasi dimostrare, nessuno ci crede alle balle della Shell. Anche se i sabotaggi esistono (uno dovrebbe chiedersi perche'? ) Amnesty International ha concluso che la Shell in passato ha ripetutamente mentito, sulle origini, sulle dimensioni e sull'impatto di altre perdite di petrolio nell'ambiente, precisamente quelle del 2008 nella non lontana Bodo, per cui e' in atto un processo legale. In quel caso la Shell cerco' di minimizzare e di far passare il tuttapposto.

E questo ovviamente per minimizzare i pagamenti a circa 15,000 persone le cui vite sono state devastate dalle perdite di petrolio.

E questo l'ha confermato la corte suprema della Gran Bretagna.

Andiamo avanti, fra un po ci sara' un altro "incidente", sara' colpa dei ladri, e tutto tornera' silenzioso.
La stampa italiana tace.

Dopotutto, dopo la Shell in Nigeria, c'e' l'AGIP.

Wednesday, December 10, 2014

Incendio centrale gas a Ravenna - in Italia non succede

Le foto sono tutte di FotoZani del Resto del Carlino















10 Dicembre 2014, Ravenna

Non e' la prima volta che succede.

















E voila'. Come sempre e' questione di quando accadra', non di se accadra'.

Il Resto del Carlino riporta che c'e' stato un primo scoppio seguito da un incendio nella centrale di smistamento del gas della SNAM presso Ravenna Nord e da vari botti. Varie famiglie sono state evacuate e le fiamme sono arrivate a varie decine di metri di altezza.

Il rumore e' arrivato fino al centro della citta'. Per fortuna nessuno si e' fatto male.

Ma gli interrogativi restano: e se l'esito fosse stato diverso? Vogliamo davvero riempire l'Italia di altre centrali e pozzi e oleodotti?

Cosa e' stato fatto dopo l'incendio del 10 Settembre per evitare che altre cose andassero storte?

E' normale che Ravenna debba vivere con la subsidenza indotta dovuta alle estrazioni di metano e che ENI e compari possano trivellare e la gente normale non possa estrarre acqua dai pozzi artesiani? E' normale che uno vada al mare a Ravenna e veda piattaforme illuminate a giorno? E' normale che nel giro di tre mesi ci siano due incendi in citta' da impianti di smistamento del gas?

Ed incendi o non incendi, chi ci ha pensato a costruire *nel centro della citta' impianti di smistamento del gas?

Misteri italici.

Il sindaco di Ravenna ha qualcosa da dire?