31 Luglio 2010, Giulianova

Wednesday, July 28, 2010

La Vega Oil di Ragusa

In alcune regioni italiane il petrolio a mare si estrae gia' da decenni - per esempio in Sicilia, a Ragusa. Cerchiamo allora di vedere che succede li, nella terra di Miss Vicari, la piu' grande amica dei petrolieri italiani.

A Ragusa hanno una piattaforma fissa detta Vega Alfa, e fino al 2008 una nave petroliera ancorata li vicino detta Vega Oil. Le strutture sono di proprieta' dell'italiana Edison. La piattaforma fissa sorge ancora a 11 miglia dalla costa, circa a 20km da riva e fino a due anni fa dalla Vega Alfa estraevano il petrolio e poi lo caricavano sulla Vega Oil. Quest'ultima era una sorta di serbatoio galleggiante, costruita nel 1972 e messa li nel 1988, un FPSO senza il desolforatore.

Nel 2008 ci rese conto che questa nave galleggiante, fra Marina di Modica e Sampieri, rischiava di affondare. La Procura di Modica denuncio' la mancanza delle più elementari condizioni imposte dal Codice della Navigazione in materia di sicurezza.



La foto qui non lascia spazio a dubbi su quanto la Edison ci tenesse alla sua nave petrolifera.

La Cronaca di Ragusa riporto' che le carenti condizioni strutturali imputabili ad una manutenzione ordinaria quasi del tutto assente avevano indotto la Capitaneria di Porto ad attivare l’iter propedeutico allo svuotamento, per poi procedere allo sgancio, scongiurando irreparabili danni ambientali in caso di sommersione.

Dunque e' cosi che operano petrolieri - in Sicilia, nel golfo del Messico e ovunque glielo si lascia fare - mancanza di elementari condizioni di sicurezza, manutenzione ordinaria assente, pericoli di sprofondamento. Ma come si puo' lasciare una nave petrolifera piena di petrolio senza manutenzione? Misteri.

Fu per i gravi rischi ambientali che i giudici di Modica iscrissero tre persone nel registro degli indagati per disastro colposo e gravi violazioni al codice della navigazione. I signori erano l'armatore della piattaforma, Andrea Cosulich, e i rappresentanti della Edison, Umberto Quadrino e Andrea Costa. Si parlava di rischi per la sicurezza di lavoratori e navi di transito.

Ovviamente i tre hanno detto che andava tutto bene e non c'erano pericoli.

A quel tempo la nave Vega Oil aveva circa 60 mila tonnellate di petrolio e 40 mila di gasolio. Decidono allora di svuotare la nave, e i rischi magicamente scompaiono.

A quanto pare secondo le perizie tecniche, se non la svuotavano, la nave sarebbe sicuramente affondata, inquinando tutta la Sicilia del sud orientale e Malta per anni.

Apriamo una piccola parentesi sul tipo di nave usata: la Vega Oil era a monoscafo, dove la separazione fra acqua e petrolio consiste solo in una sottile lamiera metallica. Una volta sfondata la lamiera, caput. Tutto il contenuto finisce in mare.

Dopo il disastro della Exxon-Valdez, nel 1989 in Alaska, con l'inabissamento della petroliera e i conseguenti danni ambientali, gli americani decisero di vietare tali navi. Era il 1990. Si adeguo' poi anche la legge europea che dispose che dal 2005 ci fosse l'obbligo di usare navi a doppio scafo, con una lamiera in piu'. Praticamente il doppio scafo e' una specie di doppio vetro, con una certa distanza di sicurezza fra le due lamiere, di modo che se viene sfondata una di queste, l'altra puo' ancora tenere.

L'Europa obbligo' le navi monoscafo ad essere aggiornate a doppio scafo dopo i 25-30 anni di vita.

Dunque la nave monoscafo della Edison non solo era vecchia, corrosa, senza manutenzione, e in condizioni di degrado ma era rimasta in mare per 36 anni, un tempo piu' lungo di quanto consentito e in violazione a leggi europee.

Ma tanto siamo in mezzo al mare. Chi andra' mai a controllare??

Passa un po di tempo. Siamo al 2009, la nave e' stata svuotata. Decidono di mettere una nuova nave, scintillante e potente. E siccome va sempre tutto bene finche' non ci scappa il morto o lo scoppio, nel 2009 decidono di archiviare il tutto. Nessun problema per la Edison.

Archiviano si, ma cambiano nave. La domanda e' semplice, ma se non ci fossero state quelle denunce della magistratura la nave sarebbe stata cambiata? O sarebbe rimasta li fino all'inabbissamento? E se l'hanno cambiata vuol dire che la Vega Oil i problemi ce li aveva. E perche' nessuno e' responsabile mai di niente? E se l'Europa dice 30 anni perche' le multe a 36 anni non si applicano?

Resta poi la domanda spettrale. Che fine hanno fatto le centomila tonnellate di petrolio e gasolio che stavano sulla Vega Oil e che hanno scaricato dalla nave?

Non si sa, ma quello che si sa e' cha la magistratura ha chiesto il rinvio a giudizio ai responsabili della piattaforma per il reato di inquinamento. L'accusa e' di avere gettato a mare 100,000 tonnellate di petrolio e di gas.

Arriviamo al Maggio 2010 con altre accuse a lor signori della Edison. Ce li ritroviamo di nuovo, in compagnia di altri eleganti personaggi per i reati di inquinamento ambientale:

Marcello Costa - direttore responsabile della Vega Oil
Michele Giannone e Lavadera Lubrano - comandati protempore della Vega Oil
Angelo Maione - reponsabile per la sicurezza e l'ambiente
Umberto Quadrino - amministratore delegato della Edison
Andrea Cosulich - armatore del colbarodo Vega Oil

Onore al procuratore Francesco Puleio per avere messo insieme questa indagine.

L'accusa? Come da copione - monnezza a mare per risparmiare.

Secondo l’accusa, i responsabili del Campo Vega avrebbero sversato in mare, con modalità illecite e nocive per l´ecosistema, ma che consentivano alla Edison risparmi di spesa per decine di milioni di euro, rifiuti speciali pericolosi quali acque di strato, acque di lavaggio e acque di sentina, derivanti dall’attività estrattiva e di stoccaggio degli idrocarburi coltivati nella concessione mineraria, con conseguente inquinamento della zona.

Se ne parla il 21 Ottobre in tribunale. Si e' costituito anche il Ministero dell'Ambiente come parte civile.

Vediamo.

Fonti: Scicilnews, Essenzialeonline, Harbours, Corriere di Ragusa, Corriere di Ragusa2

Sunday, July 25, 2010

Di notte

Questo blog non e' stato aggiornato per un po di tempo, e cosi prima di andare a dormire, voglio scrivere due righe sulle cose che vedo e che sento attorno a me.

Intanto per il viaggio in Basilicata e in Puglia, voglio ringraziare tutte le persone sincere - Enzo, Cosimo, Felice, Vito, Franca - e tutti gli altri che si sono spesi per organizzare eventi di sensibilizzazione in quelle citta' del sud, belle e che non conoscevo. Alla fine, e' sempre la gente 'normale' che rende il tutto speciale. Grazie a tutti per l'affetto e per la comprensione. Grazie anche a Carlo Vulpio e a sua moglie per le belle cose che mi hanno detto.

Molti di voi si sono chiesti perche' io sia venuta fin li a parlare di petrolio. Semplicemente perche' e' giusto cosi. Non voglio niente. Volente o nolente sono italiana, e anche se certe volte mi vergogno di questa nazione, e' il mio dovere di fare il meglio che posso per migliorare le cose, senza lasciarsi prendere dal fatalismo.

Sono andata in Puglia e in Basilicata con lo stesso spirito con cui sono andata a farmi il giro d'Abruzzo, o in Brianza, o a Monopoli, o a Chioggia, o a parlare in via youtube a Savona, a Busalla. E' giusto cosi, e io non voglio niente in cambio, se non che il mio lavoro e la mia persona non vengano strumentalizzate da nessuno.

Fa male sentire tutta la cricca politica abruzzese piu o meno ripetere pappagallescamente le cose che predico da tre anni - gratis e per amore - e appropriarsi delle mie notti insonni, usando il tutto per propagandare le loro carriere politiche.

Fa male sentire dire che e' stata la provincia di Chieti a coordinare le osservazioni quando il presidente della provincia di Chieti, Enrico di Giuseppantonio non sapeva neanche cosa fossero e gliele ho dovute preparare io all'inizio, e quanto tutto il lavoro di coordinamento l'ho fatto io dal primo al'ultimo progetto.

Fa male sentire Nuovo Senso Civico parlare del loro immenso lavoro quando hanno solo ricopiato le mie presentazioni power point, qualche volta anche sbagliando i dati che ho pazientemente messo assieme, e quando per i pozzi a mare di sei progetti non hanno scritto una osservazione propria, ma hanno solo fatto un copia incolla di un testo passatogli da altri e per il solo pozzo di Ombrina. Per gli altri cinque pozzi, non hanno fatto niente.

Piu' male di tutto ha fatto sentire che la gente e' stata invitata a dare loro 10 euro a testa. Dieci euro a persona.

Ci tengo a sottolineare che non sono stata mai pagata per nessun intervento, e che quei soldi non verranno a me, cosi come i soldi dei DVD circolati in passato, a due o cinque euro, non sono venuti in tasca a me. A suo tempo avevo espressamente chiesto che le mie informazioni non fossero usate a scopo di lucro. A suo tempo ho rifiutato qualsiasi ruolo nella politica, da cui mi erano giunte offerte da destra e da sinistra.

Fa male vedere che ci sia chi voglia sporcare il mio operato, per farsi piu' bello lui.

Ecco, ciascuno puo' pensare di me quello che vuole - so chi sono, so quanto valgo, so cosa c'e' dietro di me, so con quanto impegno e caparbieta' abbia affrontato tutte le prove della vita e quante volte io stessa abbia voluto mettermi alla prova. E anche se mi vedete cosi, un po sprovveduta e magari facilmente brain-washable non lo sono affatto.

Scelgo di essere buona, scelgo di dare il beneficio del dubbio a tutti, scelgo di essere innocente per quanto riguarda il mio rapporto con il prossimo, scelgo di non fare calcoli e di fare le cose per amore.

Ma alla fine, il tempo e la verita sono sempre piu' signore di tutte le malelingue e di tutte le bugie.

Tuesday, July 20, 2010

Vicari, Gasparri, Quagliarello e Cursi - esperti di petrolio


Che ridere. Una certa Simona/Stefania qualche tempo fa si e' loggata a questo computer dalle stanze del governo italiano. Ha lasciato un po di insulti nei commenti e se n'e' andata.

Oggi il quartetto di cui sopra proponge una legge - scritta senza tenere conto di nessun esperto indipendente o dei cittadini, ma solo dei loro amici di Assomineraria - in cui si parla di un testo unico dalla prospezione alla coltivazione del petrolio.

Cioe' fai una domandina, come quelle che fa la Petroceltic, in cui dici che vuoi solo sondare i fondali in maniera temporanea, e per amore della conoscenza, che durera' poco poco, tre mesi d'autunno, non se ne accorgera' nessuno. E poi ci metti un paragrafetto in cui dici: se va bene, questo documento richiede anche di poter fare il pozzo permanente, la piattaforma, oleodotti e per magari piazzarci navi FPSO in futuro. Cosi, puoi propagandare di fare una innocente esplorazione, mentre invece ti stai preparando per restare li per 20 o 30 anni a pompare porcherie dal sottosuolo, fra case, vigneti e spiagge.

Magari, fai le domande in sordina, zitto zitto, come ha bene imparato la Petroceltic, senza farlo sapere alla gente, cosi' magicamente hai le porte spalancate, non solo per l'ispezione geologica, ma anche per tutti gli altri orrori che vorrai fare.

Il quartetto dice che produciamo il 6% del fabbisogno nazionale di petrolio e il 10% di gas, dicono che abbiamo fatto enormi investimenti per le infrastrutture e che siamo addirittura dei leader globali per il petrolio. Che gli importa della gente, del fatto che il nostro petrolio e' sporco ed inquinante?

E' buffo che scrivino ancora che in Norvegia non ci sono royalties, mentre li devi versare l'80% del ricavato al governo! Non a caso le casse e il fondo pensioni della Norvegia sono fra i piu ricchi del mondo.

Parlano di 30.000 occupati - che potrebbero arrivare a 58,000 se si considerano trasporti, alberghi e pulizie. Proprio quello di cui abbiamo bisogno. Li togliamo al turismo, e li mettiamo al petrolio! Questi non hanno imparato niente dall'esperienza lucana.

Dicono che siccome c'e' la crisi, si deve investire e che i rallentamenti burocratici devono finire. Pero' tutto deve essere fatto con sicurezza - chissa' come si garantisce la sicurezza se gli dai l'acceleratore ai permessi e metti tutto in un calderone, dalla ricerca all'estrazione.

Dicono che si devono garantire progetti gia' individuati ma non ancora sviluppati - della gente non gli interessa niente, ovviamente e di loro nemmeno una parola.

Dicono che la meta' delle royalties finiranno in loco e l'altra meta' a Roma. Lo stesso per le strutture in mare. Ora le strutture di mare sono collegate al 4% delle royalties. Questo vuol dire che in loco resta il 2% degli introiti. Che devono essere spartiti fra: Provincia, Regione e Comuni
che stanno a 12 miglia (22km) da tali strutture. Al di sotto delle 250 mila tonnellate annue di petrolio estratto: zero lire. Immaginate che miseria che arrivera' nelle casse dei comuni interessati, con tutte queste divisioni.

Ovviamente non e' cosi' che si deve fare il conto, ma si deve tenere presente tutto quello che verra' invece perso. Non puoi petrolizzare il tuo mare ed aspettarti che i turisti continuino a venire, no?

E che ci si fa con questi soldi? Dicono che ci faremo un sacco di cose, fra cui migliorare la tutela dell'ambiente, la salute pubblica, il patrimonio infrastruttrale, la tutela del territorio e diminuire il prezzo della benzina. Cioe' prima distruggi il tuo ambiente, poi usi i soldi delle trivelle per tutelarlo. Che saggezza!

Proprio come hanno gia' fatto in Basilicata. Distruggiamo agricoltura e turismo per lo sconto sulla bolletta - fra l'altro in Basilicata la benzina costa di piu che altrove, ma questo il quartetto non lo sa, e non gliene importa di saperlo.

Faranno pure una agenzia per le risorse minerarie - cosi e' piu facile per Assominera controllare tutto, e gestire i propri interessi.

In tutto il decreto, non una parola sulla gente, sulla partecipazione popolare, su possibili referendum, sulla sensibilizzazione della gente, sulla sicurezza vera, sulle inesistenti risorse che ha l'Italia per risanare possibili situazioni drammatiche come quelle del golfo del Messico, sul trivellamento in acque profonde, o sulla situaizone della Castalia, che non ha soldi per pulire il mare in condizioni normali, figuriamoci quando lo stivale sara' un enorme campo petrolifero.

Da, ultimo, questa agenzia avra' bisogno di un capo (= un altra bella poltrona, pagato fior di quattrini). E chi sara' mai?

Dicono che il direttore generale sara' "scelto tra persone di indiscussa moralita' ed indipendenza, di comprovata professionalita' ed elevata qualificazione e competenza nel settore".

Attendo con ansia di sapere chi sara' questa persona di indiscussa moralita' ed indipendenza, se non altro per farmici due risate.

Monday, July 19, 2010

Thursday, July 15, 2010

E' arrivata la politica



Petrolio a San Vito, causato dalle piattaforme esplorative, aprile 2008. Dov'era Franco Caramanico allora, assessore all'ambiente della regione Abruzzo?

Lettere per d493/d505
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Mi pare di capire ora che il partito democratico organizza un evento contro il petrolio a Lentella, il giorno 17 luglio.

Ci saranno fra gli altri Franco Caramanico, del PD.

La cosa mi risulta alquanto bizzarra, a dire il minimo, visto che ERA FRANCO CARAMANICO L'ASSESSORE ALL'AMBIENTE PER LA REGIONE ABRUZZO AI TEMPI DEL CENTRO OLI, visto che a suo tempo fece ben poco per fermarlo il centro oli, e visto che addirittura Franco Caramanico affermo' a suo tempo, sempre sul centro oli:

“noi abbiamo provveduto a rilasciare un nulla osta che riguardava la compatibilita paesaggistica

Almeno Daniela Stati tace, questo invece dava i nulla osta! Ditemi voi se una raffineria di petrolio puo' essere ‘paesaggisticamente’ compatibile con i nostri vigneti.

In seguito, Paglieta nel 2008, quando gli chiesi davanti a tutti perche' non avesse ritenuto opportuno informare la popolazione, mi disse che per informare la gente occorreva avere risposte e lui non ce le aveva. Disse che tutto quello a cui aveva detto "si" era un atto dovuto.

Un atto dovuto!!! Non capisco e non capiro' mai questo modo di far politica, senza spina dorsale. Se il petrolio fa male, fa male sempre, e una persona onesta per davvero e che opera in coscienza, prende posisioni con o senza il consenso popolare. Anzi, si attiva per crearselo il consenso popolare, e non perche' porta voti, ma perche' e' giusto cosi.

Questa manifestazione Caramanico la doveva fare il 17 luglio del 2007, non il 17 luglio del 2010.

Cosa e' cambiato da allora? La risposta e' semplice, la gente sa, e non solo e' un suicidio politico dire di essere favorevoli al petrolio, ma ce da guadagnarci a dire di essere contrari.

Dove era Caramanico a fare la manifestazioni, ad organizziare eventi PRIMA che sulla scena giungesse la sottoscritta?
Quasi tutto quello che sanno, lo sanno perche' c'e' stata la sottoscritta a
regalargli prensentazioni power point, a fare il lavoro, a farsi il giro d'Abruzzo, ad andare a paralre con gli esperti nelle universita' americane, a coordinare le lettere al Ministero. Il tutto gratis, e rubando piu tempo di quanto dovrei alla mia vita normale.

Ma si sa in Italia, tutti cambiano giacchetta come cambiano le stagioni. E' troppo facile saltare adesso sul carro dell'opinione pubblica e mi fa veramente schifo vedere con quanta sfacciataggine lo si faccia. Certo nulla puo' superare Remo Di Martino che dice di essere sempre stato contrario al petrolio ad Ortona di fronte ad una platea imbalsamata, ma anche questa mi fa senso. Purtroppo vivo negli USA e queste cose qui non sarebbero tollerate in nessuna maniera.

Inutile dire che di tutti i personaggi di cui sopra NESSUNO ha mandato osservazioni contro d493 e d505. Inutile dire che a telefonare ai ministeri non c'e' Franco Caramanico ma Giosue'.

Attendo Franco Caramanico ai convegni informativi sul nucleare, sull'elettrodotto, sugli inceneritori, sulla bonfica di Bussi, sull'amianto. I veleni nell'acqua dei Pescaresi sono meglio dei veleni nelle vigne? Lo sa Caramanico che negli USA l'amianto e' stato tutto tolto negli anni '70? Ci scommetto che ci sara' il silenzio su questi temi, perche' li si deve lavorare per davvero ed incominciare da zero.

As pure as can be - Maria

Thursday, July 8, 2010

Nuovi attacchi della Petroceltic d493/d505



Ombrina Mare, estate 2008

** Esempi di osservazioni contro nuovi pozzi Petroceltic - per chi vuole mandare via posta elettronica certificata, l'indirizzo e' qui
dgsalvaguardia.ambientale@pec.minambiente.it, per chi non e' attivato, basta che li inviate al mio indirizzo elettronico (dorsogna@csun.edu), che poi li mandiamo al ministero. Il raccoglitore comune e' qui **

Versione breve

Versione lunga

Non si finisce mai e mentre sono tutti al mare, c'e' qualcun altro che non dorme la notte.

La Petroceltic ci riprova e vuole ora trivellare il mare d'Abruzzo, un po' piu' in la delle 5 miglia della Prestigiacomo. Questo sebbene il capo della commissione UE all'energia Gunther Oettinger proprio ieri, 7 luglio abbia chiesto il FERMO IMMEDIATO DI TUTTE LE CONCESSIONI PETROLIFERE nei mari europei, finche' non si sappiano i motivi degli scoppi della BP

Ma alla Petroceltic questo non interessa, e anzi, questa volta sono stati cattivi e sono andati a pubblicare il bando in Molise e non in Abruzzo. E poi - dopo un mese dal deposito molisano - hanno messo un trafiletto minuscolo un solo giorno sul tempo d'Abruzzo. Di solito e' piu' evidente.

Come chi segue questo blog sa, c'e' un gruppo di persone che leggono i giornali, e poi, una volta allertati, di solito facciamo le osservazioni. Di solito ci sono 60 gg di tempo per farlo e per leggersi carte e documenti.

Tutto questo da volontari che operano nel silenzio e di cui ci sarebbe maggior bisogno.

Abbiamo tutti un lavoro fuori dal petrolio, e per leggersi 300 pagine di malloppo ci vuole tempo ed energia mentale. Questa volta, grazie agli inganni della Petroceltic siamo fuori tempo perche' praticamente non lo abbiamo saputo. Da un lato questo significa che gli abbiamo messo il bastone fra le ruote le scorse volte ed e' per questo che sono andati in Molise, ma dall'altro vuol dire che occorre essere piu creativi e piu' arrabbiati questa volta.

Che schifo.

Ora ci sarebbero tante cose da dire - la provincia di Chieti ha un addetto alla stampa, che in teoria dovrebbe leggere i giornali molto piu' di noi cittadini, o che questo e' contro il trattato di Aarhus, o dove sono Chiodi - Stati - Di Martino (assessore al turismo) - Caporrella (assessore all'ambiente) - Enrico di Giuseppantonio a protestare pubblicamente.

Quant'e' facile andare sul palco fra la gente che e' gia' contro il petorlio e far discorsi e prendersi gli applausi. Altro e' combattere sul serio contro i petrolieri.

Il fatto pero' resta che dopo che l'unico assessore veramente interessato al problema, Franco Moroni, ha contattato il ministero, ci hanno dato una progorga di una settimana di tempo per presentare testi di contrarieta'.

Come sempre ci vuole la raccomandata con ricevuta di ritorno a questi indirizzi:

Direzione per la Salvaguardia Ambientale del Ministero dell'Ambiente e della
tutela del territorio e del mare
Attenzione: Petroceltic International - concessione D493 BR-EL e D505 BR-EL
Via Cristoforo Colombo 44
00147 Roma

Direzione Generale della Pesca Marittima e dell'Acquacoltura del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali
Attenzione: Petroceltic International – concessione D493 BR-EL e D505 BR-EL
Via dell'Arte, 16 - 00144 - Roma

e per conoscenza

Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali
Direzione Generale per la Qualita' e la Tutela del Paesaggio e l'Arte Contemporanea
Via S. Michele, 22
00153 - ROMA

Qui ci sono degli esempi

Versione breve

Versione lunga

Il tempo e' veramente stretto. Sarebbe opportuno cambiare un po i testi - cosi non arrivano al ministero tutte uguali - senno, vanno bene anche cosi. L'importante e' bombardarli con contestazioni da tutta la regione e anche da fuori.

Spero che possiamo essere in tanti. I testi di cui sopra non sono perfetti, ma io ho un altro lavoro e non e' che si schiaccia un bottone e che escono comunicati, osservazioni, interviste. Sono sfinita.

Tuesday, July 6, 2010

L'ENI sulle faglie sismiche di Sulmona




Non finiscono mai di stupirci.

Del tubo di Sulmona abbiamo gia' parlato qui: un progetto ENI (e chi altri senno'?) di fare passare il metanodotto SNAM da Brindisi a Minerbio (in Emilia Romagna) attaraverso l'Abruzzo, l'Umbria, le Marche e la Puglia. Maggiori notizie giungono dai Cittadini per l'Ambiente di Sulmona.

Il tubo non sara' per il beneficio degli italiani, perche' servira' solo per farci passare il gas degli inglesi. La British Gas lo compra in Nord Africa e se lo porta in UK. Per risparmiare ci vengono a costruire questo bel tubo sul nostro appennino, perche' ovviamente costruire il tubo su terraferma e' piu' facile che metterlo sottacqua. Ovviamente chi ci guadagna e' anche l'ENI che prendera' i soldi della gestione del tubo.

Alla gente nada, solo consumo di territorio, zone protette per la loro biodiversita' invase da strutture industriali, e pericoli sismici. Prostituiamo il nostro fragile territorio per niente, per il gas degli inglesi, per il petrolio degli americani, per i cavi del montenegro.

Il tubo in questione attraversera' la piana di Navelli, Sulmona, Pacentro, Pratola Peligna, Corfinio, Roccacasale, Popoli. E strada facendo un bella faglia sismica, detta Morrone. E poi si continua per Norcia, Cascia, Preci, Foligno, Colfiorito, Sellano in Umbria. A Sulmona anche la centrale di compressione, per spingere il gas lungo il tragitto.

Fanno quasi 170 km in territorio altamente sismico: i terremoti recenti in Umbria, i terremoti recenti in Abruzzo non hanno insegnato nulla, ne ai politici, ne all'ENI, ne alla SNAM.

Intanto Daniela Stati e Gianni Chiodi tacciono sul tema, come hanno taciuto sul petrolio, come tacciono sull'elettrodotto dall'Abruzzo al Montenegro. Evviva!

Oleodotti, metanodotti, elettrodotti. Siamo tutti dei "dotti" per il transito di merci, petrolio, energia, risorse per il beneficio di altri.

Fa piangere.

Me lo sono gia' chiesto mille volte, ma la domanda che mi faccio e' sempre la stessa: ma che li abbiamo votati a fare questi personaggi se non sono capaci neppure a preservare quello che abbiamo? Come ci aspettiamo che MIGLIORINO l'Abruzzo se non sanno neppure proteggerlo?

Ecco allora cosa succede in giro per il mondo. Ovviamente, la presenza di metanodotti normali sono utili alle persone, e sono rischi compensati dal fatto che ci arriva il gas nelle case. Ma che vantaggi abbiamo nel costruire sul NOSTRO suolo centrali mega galattiche per il gas dei britannici e per l'ENI????

Ecco qui da youtube - basta solo digitare "explosion gas" e viene fuori di tutto. Qui solo un po di quelli che ho trovato.

E noi italiani ci vogliamo mettere questi rischi in casa per farci passare il gas dei britannici?

Scoppio di conduttura gas in Calabria (Febbraio 2010):



Scoppio di conduttura di gas a Mosca (Maggio 2009):




Scoppio di conduttura di gas a Durnham Woods (New Jersey, USA 1994):



Scoppio di conduttura di gas a Appomattox (Virginia, USA 2008):



Scoppio di conduttura di gas a Pecan (Texas, USA 2010)



Scoppio di conduttura di gas a (Texas, USA 2007)



Scoppio di conduttura di gas a Dallas (Texas, USA 2010)



Scoppio di conduttura di gas a Shrewsbury (UK, Gennaio 2010):





Scoppio di conduttura di gas in Maryland


Watch CBS News Videos Online

Scoppio di centrale di gas in Utrecht (Olanda, Giugno 2010)