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Sunday, May 29, 2016

I Niger Delta Avengers attaccano l'Agip in Nigeria













"Watch out something big is about to happen and it will shock the whole world"

Niger Delta Avengers

Si chiamano Niger Delta Avengers e sono un gruppo di disperati e di esaltati ribelli che hanno iniziato a fare esplodere oleodotti e condutture in Nigeria.

I loro obiettivi sono l'Agip e la Shell. Per ora hanno fatto saltare le condutture di Nembe e di Bonny della Shell e di Brass dell'Agip nello stato del Bayelsa il giorno 28 Maggio 2016. Hanno detto che continueranno con i loro atti di vandalismo finche' le loro richieste non saranno soddisfatte. Nei loro comunicati su twitter dicono che hanno gia' fatto saltare altri oleodotti nel paese, di proprieta' della Nigerian National Petroleum Corporation e che ora e' il turno di Shell e di Agip.

La Chevron e' stata gia' attacata la scorsa settimana.  Anzi, attacchi piu' o meno imponenti sull'infrastruttura petrolifera della Nigeria da parte di questi Avengers va avanti da settimane.

E quali sarebbero queste richieste? Cosa vogliono? Dicono che sono stanchi di contratti fra le loro terre e i petrolieri in cui si decide su oleodotti e su estrazioni senza l'input delle persone, e con pochi ritorni per i residenti. Dicono che vogliono essere loro artefici del loro destino e avere il controllo sulle risorse del paese. Hanno soldati, e sono arrabbiati anche contro il loro stesso governo che continua ad avvantaggiare i petrolieri e non la gente.

Per esempio, il giorno 11 Maggio 2016 i sussidi sulla benzina sono stati eliminati, a causa del declino degli intoiti e del crollo dei prezzi del petrolio, facendo raddoppiare i prezzi alla pompa e infuriando i residenti che hanno chiamato questo aumento "inumano". 

I Niger Delta Avengers dicono che tutte le ditte straniere devono lasciare il sud della Nigeria, dove si produce la maggior parte del petrolio del paese, entro il 31 Maggio. 

A causa di questi ripetuti attacchi la produzione di petrolio della Nigeria e' calata da 2.2 milioni di barili al giorno a 1.4 milioni di barili, e alcune ditte straniere hanno gia aumentato sicurezza e spostato personale non indispensabile.

La cosa sorprendente e' pero' che nonstante la violenza e la paura, anche i leader di alcune comunita' locali, spesso attivisti non violenti,  appoggiano i Niger Delta Avengers perche' sono d'accordo con loro che c'e' bisogno di una maggiore e piu' equa ridistribuzione della ricchezza da petrolio, e che le trivelle hanno distrutto il loro habitat e le vite di migliaia di pescatori e contadini.


Non si sa chi finanzi questi Avenegers. Si sa solo che a causa loro la Nigeria e' ora il secondo produttore di petrolio in Africa, e che adesso il principale trivellatore e' l'Angola.

Ovviamente la violenza e' sempre da condannare, ma e' questo il risultato di cinquant'anni di sfruttamento irresposabile da parte di Chevron, Agip e Shell in Nigeria.  A un certo punto scoppia.

Si raccoglie sempre quello che si semina.

Saturday, May 28, 2016

La disperazione del Venezuela: fame, tutto spento, tutto chiuso



Continua la discesa del Venezuela nell'abisso. 

A me pare tutto cosi grave e cosi preoccupante, e non capisco perche' la stampa italiana non ne parli in nessuna maniera. 

I tribunali sono chiusi, non c'e' cibo nei supermercati, e alcuni uffici pubblici sono stati trasformati in punti di distribuzione di cibo (se c'e') per i poveri. Il sistema sanitario e' collassato, l'inflazione aumenta e il tasso di criminalita' e' alle stelle. L'inflazione per il 2016 e' stimata essere al 500%. Cioe' al 1 Gennaio costava 1, al 31 Dicembre costera' 500.
E' iniziato il razionmento dell'elettricita'. I telefoni i non funzionano. La Coca Cola ha finito lo zucchero e non imbottiglia piu'. I panifici sono fermi perche' manca la farina. Le scuole sono chiuse al Venerdia' perche' manca l'elettricita'. A Caracasa l'acqua arriva una volta alla settimana. Marrone. Aumentano i casi di infezione, di irritazione alla pelle per la mancanza di igiene e perche l'acqua quando arriva non e' pulita. Il traffico e' scomparso, insieme al lavoro e ai soldi.

La gente continua a protestare.  

Il crollo del prezzo del petrolio, la siccita' e il declino dell'industia locale dopo la nazionalizzazione che ha portato a burocrazia e a decisioni illogiche da perte di persone che tutto saepavano fuorche' di come si gestisce un business, ha portato a questo disastro. Anzi, allo stato d'emergenza. 

Il presidente Maduro e' sempre piu' isolato. Brasile ed Uruguay hanno denunciato il suo cattivo modo di gestire il paese ed il caso. 

Perche' accade questo? 

1. Con il crollo del prezzo di petrolio l'unica esportazione del Venezuela che portava introiti ha smesso di portare petrodollari. 

2. Da anni il Venezuela importava tutto cio' che non era petrolio, dava enormi sussidi alla gente e cercava di controllare i prezzi. Non si e' sviluppata una economia sana, e tutto faceva leva sul petrolio. Finito quello, e' finito anche il tempo delle vacche grasse e tuti i probelemi strutturali del paese sono venuti a galla. 

3. I debiti con l'estero restano, e si devono ripagare, ma adesso con meno soldi. Le importazioni diminuiscono, per risparmaire portando a mancanza anche di beni di prima necessita'. Il Venezuela ha da restituire 120 miliardi di dollari, di cui 7 miliardi entro la fine del 2016. Non si sa da dove debbano venire queti soldi.

4. La siccita' ha fatto diminuire la generazione di elettricita' dall'idroelettrico, rendendo i problemi ancora piu' gravi.

5. La morte di Chavez ha portato piu' vigore all'opposizione politica, che e' adesso unita nel chieere le dimisisoni di Maduro.

6. Una opzione sarebbe di dichiarare bancarotta, ma il debito del Venezuela e' nelle mani dell'ente nazionale del petrolio, il PDVSA. In caso di bancarotta, si temono azioni legali da parte di chi siede dentro al PDVSA, a fermi nella produzione nazionale, e anche in sequestri delle sue proprieta' fuori dal Veneuela. Per esempio, il PDVSA e' proprietaria della Citgo Petroleum Corporation di Houston che a sua volta e ' proprietaria di tre raffinerie e di decine di stazioni di servizio negi USA. La Citgo e' una delle poche parti sane del PDVSA perche' genera introiti per il Venezuela e non e' in perdita. Gli USA sono, nonostante tutto, il principale cliente del Venezuela.  E quidni dichiarare fallimento significa tagliare anche il flusso di denaro che arriva dal PDVSA al paese.

7. In caso di bancarotta, si teme anche che si possa fare la fine dell'Argentina, che dichiaro' bancarotta nel 2001 e che per dieci anni ne soffri' le conseguenze, economicamente, e politicamente. 

8. Per risparmiare, Maduro ha deciso di importare meno beni stranieri. All'inizio hanno pensato di aumentare salari e di stampare piu' soldi, ma questo ha solo creato inflazione. Troppi soldi, per pochi beni. Se l'inflazione e' del 500% quest'anno nel 2017 soi prevede che arrivera' a 1700. 

9. Il tasso ufficiale e' di dieci bolivares per dollaro. Il tasso sul mercato nero e' di 1,100 bolivares per dollaro.  L'iperinflazione e' inarrestabile. Maduro non vuole diminuire il valore della moneta per salvare la faccia, e anche perche' il debito in bolivares tutto ad un tratto diventerebbe piu' costoso da ripagare.

10. I beni prodotti localmente, inclusa la benizina, sono poco costosi (quando ci sono) a causa di sussidi. Questo fa si che alcuni beni sono introvabili, ed altri sono disponibili a prezzi stracciati. Per di piu' la disponibilita' dei beni a prezzi stracciati varia di giorno in giorno. E quindi di svilippa una sorta di frenesia in cui ci si acaparra di tutto quando c'e' e quando costa poco per poi rivenderlo al mercato nero. Meta' dell'acquisto dei beni primari in Venezuela arriva dal mercato nero. In molti casi si tratta di una vera e propria "professione". Cioe' c'e' della gente che fa solo quello:l'arte del compare e poi del rivedere al mercato nero, visto che non c'e' altro lavoro.  

11. Questo processo del compra-rivendi ha portato alla nascita di una piccola classe di speculatori che hanno trovato il modo di arricchirsi, ma e' una economia malata, perche' il tempo non viene speso in produttivita' ma solo nel rincorrere soffiate e cercando di arrivare per primi ai supermercati. E' lavoro inproduttivo. Non e' che alla fine c'e' piu' farina. C'e' solo qualcuno che ci si e' arricchito nel comprarla e nel rivenderla.

12. Sotto Chavez, la nazionalizzazione fu quasi completa: telecomunicazioni, banche, acciaio, cemento, latter, e finanche la principale catena di supermercati del paese divento' pubblica. Ma chi venne messo a capo di queste ditte spesso era incapace, e non sapeva ne come gestire ne far crescere l'azienda in questione. La burocratizzazione aumento' e in parallelo ne perse produttivita' e competenza.
13. La Cina, che riceve petrolio dal Venezuela ha perdonato 50 milardi di debito al paese. Ma non e' questa la via d'uscita. Non e' che ogni volta i cinesi possono "perdonare". Anzi, ultieriori richieste di prestiti sono piuttosto malvisti dai cinesi se non vengono risolte prima le questioni politiche del paese. 

Sic transit gloria petrolifera. 

Friday, May 27, 2016

India 2016 e cambiamenti climatici: siccita', caldo, morti































L'aumento di temperatura a livello globale sembra inarrestabile. Dal Febbraio 2015 ad oggi abbiamo registrato tredici mesi di caldo record, rispetto alle medie calcolate dal 1880. Le "anomalie" rispetto al 1900-2000 sono sempre piu' accentuate e marcate. La neve al polo nord si scioglie con 70 giorni di anticipo.

L'Australia ha appena avuto il suo Gennaio piu' caldo di sempre. Gli incendi senza sosta del Canada sono figlie di temperature record -- trenta gradi in Aprile! -- che hanno reso tutto arido e secco. Le temperature in Alaska hanno superato di 11 gradi la media.

Ma la situazione piu' grave e' in India dove la temperatura e' arrivata anche a 51 gradi. E' successo nel Rajasthan, ma in quasi tutta la nazione la temperatura' e stata sopra i 40 gradi per varie settimane. A Dehli, la capitale, la temperatura e' arrivata a 47 gradi.

Hanno sofferto tutti: animali nello zoo che sono stati sottoposti a docce fredde e a cui sono stati dati minerali per prevenire la disidtratazione. La richiesta di elettricita' e' aumentata come mai prima: la gente cercava di usare l'aria condizionata nelle case. Non sempre c'e' corrente.

I poliziotti sulle strade hanno ricevuto speciali soluzioni saline per energia e anche vestiti e sciarpe speciali con dentro dei cristalli idratanti disegnati per tenere i loro corpi piu' freschi.

Gli ospedali sono stati presi d'assalto con gente che si lamentava di insolazione.

In alcuni stati le scuole sono state chiuse con anticipo per il troppo caldo. I marciapiedi si sciolgono sotto i piedi dei pedoni.  I telefonini non funzionano piu: occorre avvolgerli in bende bagnate per venti minuti per farli rinfrescare prima di poter fare telefonate.

Ma dei tanti guai, i piu' gravi sono nelle zone rurali.

Il caldo e' stato devastante, in certi casi letale per chi vive in zone non urbane e per i quali il lavoro nei campi e' la principale fonte di sostentamento. Decine di migliaia di agricoltori hanno dovuto lasciare la propria terra dalla quale non si poteva piu' coltivare niente. Per il caldo e per la mancanza d'acqua.

Sono pure aumentati i suicidi fra i contadini. Trentasei contadini si sono suicidati in una settimana nello stato del Marathwada, dove e' rimasto solo l'1% delle riserve idriche. In una sola settimana! Nel corso degli scorsi 4 mesi e mezzo, la cifra e' arrivata a 450. Se si guarda allo scorso anno e mezzo, siamo a 1600 persone.

L'acqua potabile scarseggia un po dappertutto e quasi 330 milioni di persone sono a rischio siccita'. Nel 2015 sono morte quasi 2400 persone in India a causa delle ondate di caldo, per quest'anno ci si aspetta ancora peggio.

E' questo il risvolto umano dei cambiamenti climatici: le statistiche della NASA, il conto dei mesi piu o meno caldi, la misura di quanto gravi siano le anomalie del clima rispetto alla media, alla fine si traducono in vite umane. I cambiamenti climatici non sono solo grafici e numeri, sono persone, spesso le piu' indifese, con nessuno che lotta per i loro diritti. In India dovranno aspettare il prossimo monsone, a meta' giugno, per un qualche tipo di ritorno alla normalità'.

Questi sono i cambiamenti climatici.






Wednesday, May 25, 2016

Rinnovabili: vince la Svezia. Il 51% di tutta sua energia e' dalle rinnovabili




L'hanno detto e l'hanno fatto.

Nel 2015 la Svezia annuncio' che sarebbe diventato uno dei primi paesi del mondo compleatmente libero dal petrolio. Lo disse niente di meno che all'assemblea generale dell'ONU. 

Bene, anche se i dati per il 2015 non sono ancora stati resti noti, nelle annate 2013-2014, la media per la Svezia e' stato del 51%,  secondo Eurostat Renewable Energy Directive. Hanno battuto tutti, compresa la Germania. Ovviamente si tratta di percentuali, non di quantiativi assoluti, ed e' evidente che la Svezia avendo un decimo i residenti della Germania necessita anceh di minor energia convenzionale e rinnovabile.

Ma e' certo un bel passo in avanti, specie perche' il governo vuole intraprendere la strada del no alle fonti fossili e perche' quest non e' un risultato a casaccio, quanto di programmazione, lungimiranza e voglia di pensare al futuro.
 
A seguire, nella lista dei virtuosi, Lituania, Finlandia e Austria. Gli ultimi della classe sono il Lussemburgo, Malt, Olanda, Irlanda e UK.
 
L'Italia e' quasi al 17%. Non male, ma come sempre, se solo la classe politica lo volesse davvero, chissa quante cose in piu' si potrebbero fare. Dovremmo volere esser noi in cima a quella lista.
O almento porecelo come obiettivo.

Texas: sismicita' indotta da petrolio fin dal 1925






Oil field practices have changed so much over the years, 
and that probably affects the kinds of earthquakes 
that were happening at each time

 The record clearly demonstrates that induced earthquakes 
have been broadly distributed in several 
different geographic parts of Texas over the last 90 years 

Cliff Frolich, direttore dell'Istituto di Geofisica presso l'Universita' del Texas, Austin

 

Nel numero di Maggio 2016 Cliff Frolich, direttore dell'Istituto di Geofisica presso l'Universita' del Texas, Austin pubblica un articolo dal titolo: "A Historical Review of Induced Earthquakes in Texas" nella rivista Seismological Research Letters. Il messaggio? L'uomo ha causato sismicita' in Texas dal 1925, e sono stati su larga scala da allora ad oggi.

I terremoti sono causati da operazioni di estrazione, lavorazione e smaltimento dell'industria del petrolio e gas. Le tecniche usate cambiano nel corso dei decenni, ma gli effetti sono continuati nel tempo. I terremoti sono diffusi in tutto lo stato.



Secondo Frohlich i risultati del suo studio sono la conclusione definitiva alla domanda: l'uomo causa terremoti? La sua risposta e': si.

Dal 2008 ad oggi il tasso di terremoti di magnitudo maggiore alla magnitudo 3 in Texas e' aumentato da due a dodici l'anno. Per la maggior parte il maggior numero di terremoti si e' registrato nei presso di pozzi di reiniezione, specialmente attorno a Dallas-Fort Worth fra il 2008 e il 2013 attorno a Timpson nel 2012, e attorno e Azle nel 2013 come documentato nel suo articolo. 

Interessante che secondo Frohlich non c'e' una pratica specifica che porta alla sismicita' indotta: nel loro complesso tutte le pratiche collegate all'oil and gas che si sono susseguite hanno portato a problemi e si sono influenzate a vicenda.

Le tecniche sono cambiate molto dal 1925 ad oggi, e questo ha avuto delle influenze sul tipo di terremoti che si sono scatenati. Per esempio negli anni 1920-1930, una volta identificato il bacino petrolifero, centinaia di pozzi venivano trivellati in contemporanea e l'estrazione era fatta in modo frenetico, il piu' velocemente possiible. Il rapido svuotamento del giacimento portava allo stravolgimento degli equilibri geologici e alla sismicita' indotta. 

Negli anni 1940-1970, una volta esaurito il petrolio "facile" si passo' alla stimolazione dei pozzi con iniezioni di volumi di acqua ad alta pressione per "spingere" gli idrocarburi in superficie. Anche questa iniezione di acqua porto' a squilibri e a sismicita' indotta.

I terremoti indotti in tempi recenti invece sono collegati alla reiniezione di materiale di scarto nel sottosuolo. L'effetto di questi pozzi in Texas e' piu' pronunicato che non in Oklahoma, secondo Frolich, a causa di dove il materiale viene reiniettato. In Texas si tratta di fluidi da fracking, piu' liquidi, in pozzi dismessi, in Oklahoma il materiale viene da pozzi petroliferi convenzionali e viene iniettato in roccia sedimentaria sotterranea. In Canada invece i terremoti recenti sono dovuti direttamente alle operazioni di fracking.

Come sono arrivati a questa conclusione Frolich e i suoi collaboratori? Hanno considerato elementi come l'occorrenza spazio-temporale di terremoti e la tempistica delle operazioni petrolifere nelle vicinanze. Hanno anche considerato la profondita' dell'epicentro, se ci fossero note faglie attive nella zona, e se nella letteratura scientifica ci fossero gia' elementi ad indicare che i terremoti fossero stimolati dall'uomo. In base alle risposte, i pozzi sono stati descritti come tettonici, possibilimente indotti, probabilmente indotti e quasi certamente indotti. Queste utlime due categorie sono diffuse in tutto lo stato del Texas.

Cosa fara' lo stato del Texas con queste informazioni? Per ora hanno deciso di raddoppiare il numero di centraline sismiche: da 17 a 39. Ma non e' certo sufficente. E' una bella matassa da districare, i pozzi sono qui dappertutto. Ma... forse sara' il vento a risolvere tutto. Gli investimenti nell'eolico continuano a fare passi da gigante, e c'e' una corsa ad accapparrarsi clienti e a creare infrastruttura. In alcune ore della notte, per troppa che ce n'e' l'energia eolica e' gratis.

Vento sconfigge il petrolio.
E senza creare terremoti, ne oggi e ne fra 90 anni.