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Saturday, September 27, 2014

Milazzo: tuttapposto - i deliri di FederPetroli



Dunque, a Milazzo scoppia l'incendio in raffinieria e tutto quello che Federpetroli  sa dire e': tuttapposto, abbiamo le migliori raffinerie d'Europa (eh?). Pero' .. siccome non sappiamo che fare, aspettiamo che tutto il petrolio bruci da solo! Che vuoi che sia.

Ecco qui - ma e' tutta salute.







Ecco Feder Petroli:

"FederPetroli Italia sta monitorando continuamente la situazione e lo stato delle procedure messe in atto dalle disposizione di emergenza e sicurezza a seguito dell'incendio che si è verificato nella notte al sito serbatoi stoccaggio della Raffineria di Milazzo.

Da informazioni, al momento l'incedio è domato dalle forze del Vigli del Fuoco e da altre squadre di sicurezza e si procede con intervento mirato sino ad esaurimento bruciatura prodotto presente nei serbatoi.

Il Comune di Milazzo e la Prefettura di Messina ci hanno confermato che nessun operaio o tecnico è rimasto ferito nell'incidente al serbatoio 513 e non è presente alcun allarme rosso. Nonostante la nube a seguito dell'incendio, non vi sono situazioni dannose per l'ambiente e l'aria circostante.

La Raffineria di Milazzo dopo gli interventi negli anni scorsi sull'ammodernamento delle infrastrutture, risulta una delle più all'avanguardia a livello europeo con impianti di raffinazione di alta efficenza tecnologica. FederPetroli Italia sta monitorando la situazione con gli organi preposti fino a fermo diretto e stato di sicurezza dell'incidente"
Come sempre, basta crederci, e tutto si avvera!

I "giornalisti" italiani e la confusione sul fracking



Meglio riderci sopra.

Wednesday, September 24, 2014

New York: la nobilita' di Leonardo Di Caprio e le balle di Matteo Renzi


Il 23 Settembre 2014 Matteo Renzi ha preso la parola davanti all’assemblea delle Nazioni Unite, convenuta per discutere dei cambiamenti climatici su iniziativa del Segretario Generale Ban Ki-moon.

Renzi ha detto che “abbiamo la possibilità di costruire un mondo nuovo ed un futuro sostenibile per i nostri figli” e che occore fare uno sforzo comune verso una crescita sostenibile, trovando alternative alle fonti fossili. “We must reduce carbon emissions through carbon pricing and energy efficiency, bytapping renewable energy sources, and by cutting back on fossil fuels”.

Cutting back on fossil fuels. Testuali parole.

Ha poi ricordato che in Italia produciamo il 45% di elettricità da fonti rinnovabili e che le ditte green sono anche quelle che esportano di più, innovano di più e creano il maggior numero di posti di lavoro: secondo Renzi, il 40% di nuovi posti di lavoro in Italia è venuto proprio da loro. Il suo intervento si è concluso promettendo risorse per contribuire a costruire un fondo scientifico per “combattere i cambiamenti climatici”.

Applausi. Perfetto. Avanti il prossimo.

E nel concreto?

Come pensa Matteo Renzi di ‘cut back on fossil fuels’ se sta facendo di tutto per raddoppiare la produzione di petrolio – scarso e scadente – in Italia?

E se dobbiamo ridurre le emissioni di anidride carbonica, il Decreto Sblocca Italia da dove è venuto? Perché in quel decreto si spianano le strade a petrolieri invece che alle rinnovabili? Perché tutt’a un tratto l’estrazione di fonti fossili diventa “attività di pubblica utilità, urgente e indifferibile” ? Perché questa designazione non si applica al risparmio energetico o alle rinnovabili invece? Perché – con tutti i problemi che ci sono in Italia – per Matteo Renzi è importante che l’assegnazione delle concessioni minerarie venga centralizzata a Roma, togliendo alle regioni il potere di decidere per se stesse? Perché non abbiamo una Energiewende come in Germania?

Mi domando che strano Dr. Jekyll e Mr Hyde si sia scelta - o non scelta! - l’Italia per primo ministro.

Non so come abbia fatto Matteo Renzi a fare il suo discorso all’Onu senza un po di vergogna.

Come prima di lui l’amico Corrado Passera, questi politici senza idee hanno bisogno di far soldi e di far presto, e quindi se la prendono con i più deboli e con l’ambiente che non può difendersi. Non sanno dire di no ai falchi speculatori che si aggirano nei palazzi romani e a cui importa solo degli azionisti e del portafoglio, ed ecco che sacrificare il paesaggio e i polmoni degli italiani si può. Fai contenti i lobbisti, racimoli un po di spiccioli per l’economia, e pazienza se a New York devi dire cose che non è che siano proprio rappresentative del tuo operato.

Lo stesso giorno di Renzi ha preso la parola anche Leonardo Di Caprio – un gran signore – che li ha presi di petto i petrolieri dicendo che è arrivato il momento di togliere loro ogni forma di sussidio, che avere accesso ad aria e acqua pulita è un diritto inalienabile, che risolvere la crisi energetica è un dovere morale e urgente e che occorre prendere decisioni grandi ed importanti sul futuro delle nostre industrie perché di questo passo scompariremo tutti.

Qui il bellissimo discorso di Leonardo Di Caprio, appena nominato “United Nations Messenger on peace” con speciale enfasi sui cambiamenti climatici.

Tuesday, September 23, 2014

Il discorso di Leonardo Di Caprio alle Nazioni Unite

E mentre che Jovanotti e Rocco Papaleo si fanno sponsorizzare da ENI e Total, ecco qui, Leonardo Di Caprio all'ONU. Circa una settimana fa il segretario generale delle Nazioni Unite ho ha nominato ``United Nations Messenger of Peace" con enfasi speciale sui cambiamenti climatici. Sotto la versione scritta, leggermente diversa da quella pronunciata.



Thank you, Mr. Secretary-General, your excellencies, ladies and gentleman, and distinguished guests. I’m honored to be here today, I stand before you not as an expert but as a concerned citizen, one of the 400,000 people who marched in the streets of New York on Sunday, and the billions of others around the world who want to solve our climate crisis.

As an actor I pretend for a living. I play fictitious characters often solving fictitious problems.
I believe humankind has looked at Climate Change in that same way: as if it were a fiction, happening to someone else’s planet, as if pretending that Climate Change wasn’t real would somehow make it go away.

But I think we know better than that. Every week, we’re seeing new and undeniable Climate Events, evidence that accelerated Climate Change is here now.

We know that droughts are intensifying, our oceans are warming and acidifying, with methane plumes rising up from beneath the ocean floor. We are seeing extreme weather events, increased temperatures, and the West Antarctic and Greenland ice-sheets melting at unprecedented rates, decades ahead of scientific projections.

None of this is rhetoric, and none of it is hysteria. It is fact. The scientific community knows it, Industry and Governments know it, even the United States military knows it. The Chief of the U.S. Navy’s Pacific Command, Admiral Samuel Locklear, recently said that Climate Change is our single greatest security threat.

My Friends, this body - perhaps more than any other gathering in human history - now faces that difficult task. You can make history...or be vilified by it.

To be clear, this is not about just telling people to change their light bulbs or to buy a hybrid car. This disaster has grown BEYOND the choices that individuals make. This is now about our industries, and governments around the world taking decisive, large-scale action.

I am not a scientist, but I don't need to be. Because the world’s scientific community has spoken, and they have given us our prognosis, if we do not act together, we will surely perish. Now is our moment for action.

We need to put a pricetag on carbon emissions, and eliminate government subsidies for coal, gas, and oil companies. We need to end the free ride that industrial polluters have been given in the name of a free-market economy, they don't deserve our tax dollars, they deserve our scrutiny. For the economy itself will die if our eco-systems collapse.

The good news is that renewable energy is not only achievable but good economic policy. New research shows that by 2050 clean, renewable energy could supply 100% of the world’s energy needs using EXISTING TECHNOLOGIES, and it would create millions of jobs.

This is not a partisan debate; it is a human one. Clean air and water, and a livable climate are inalienable human rights. And solving this crisis is not a question of politics. It is our moral obligation - if, admittedly, a daunting one.

We only get one planet. Humankind must become accountable on a massive scale for the wanton destruction of our collective home. Protecting our future on this planet depends on the conscious evolution of our species.

This is the most urgent of times, and the most urgent of messages.

Honored delegates, leaders of the world, I pretend for a living.

But you do not. The people made their voices heard on Sunday around the world and the momentum will not stop. And now it’s YOUR turn, the time to answer the greatest challenge of our existence on this planet... is now.

I beg you to face it with courage. And honesty. Thank you.

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Grazie, Signor Segretario Generale.

Eccellenze vostre, signore e signori, e ospiti illustri. Sono onorato di essere qui oggi, mi rivolgo a voi non da esperto, ma come un cittadino portatore di interesse, una delle 400.000 persone che hanno marciato per le strade di New York domenica, e miliardi di altri in tutto il mondo che vogliono risolvere la crisi climatica.

Come attore "fingo" per vivere. Gioco ad essere personaggi fittizi. Spesso a risolvere problemi fittizi.
Credo che l'umanità abbia trattato i cambiamenti climatici nello stesso modo: come se fosse una finzione, come se succedesse a qualche altro pianeta, come se fingendo che cambiamenti climatici non fossero veri, in qualche modo se ne vadano.

Sappiamo che non e' così. Ogni settimana, vediamo nuovi e innegabili eventi estremi nel nostro clima: la prova che i cambiamenti climatici accelerano, è qui, ora.

Sappiamo che le siccità si stanno intensificando, che i nostri oceani si stanno riscaldando e vanno acidificandosi, con colonne di metano che salgono da sotto il fondo dell'oceano. Stiamo assistendo ad eventi estremi meteorologici, temperature elevate, le calotte dell'Antartide e della Groenlandia si sciolgono a ritmi senza precedenti, con decenni di anticipo rispetto alle previsioni scientifiche.

Niente di tutto questo è retorica, niente e' isteria. Sono fatti. La comunità scientifica lo sa, l'industria e i governi lo sanno, anche il corpo militare degli Stati Uniti lo sa. Il capo del Comando della Marina del Pacifico degli Stati Uniti, l'ammiraglio Samuel Locklear, ha recentemente affermato che i cambiamenti climatici sono la nostra unica, principale minaccia per la sicurezza.

Cari amici, questo gruppo - forse più di ogni altro incontro nella storia umana - deve ora affrontare un compito difficile. Si può fare la storia qui, o sara' la storia a villificarvi.

Occorre essere chiari: qui non si tratta solo di dire alla gente di cambiare le lampadine o comprare una macchina ibrida. Questo disastro è cresciuto oltre le scelte che ciascun individuo possa fare. Si tratta delle nostre industrie e dei governi di tutto il mondo che devono prendere azioni decisive, su larga scala.

Io non sono uno scienziato, ma non ho bisogno di esserlo. Perche' la comunità scientifica mondiale ha parlato, e ci hanno dato la prognosi: se non agiamo insieme, periremo. Adesso è il nostro momento di agire.

Abbiamo bisogno di mettere un costo sulle emissioni di carbone, ed eliminare i sussidi governativi per il carbone, il gas, e le compagnie petrolifere. Dobbiamo porre fine alla corsa libera di inquinatori e industriali che hanno potuto fare di tutto in nome di una libera economia di mercato. Non meritano i nostri soldi delle tasse, meritano la nostra vigilanza. Perche' l'economia stessa morira' se muore il nostro eco-sistema.

La buona notizia sta nel fatto che l'energia rinnovabile non solo e' una politica economica realizzabile ma buona. Le nuove ricerche mostrano che nel 2050 l'energia pulita e rinnovabile potrebbe fornire il 100% del fabbisogno energetico del mondo, con tecnologie esistenti,  creando milioni di posti di lavoro.

Questo non è un dibattito di parte, è un dibattito umano. L'aria pulita, l'acqua, un clima vivibile sono diritti umani inalienabili. E risolvere questa crisi non è una questione di politica. E ' il nostro obbligo morale - anche se, certamente, difficile.

Abbiamo solo un pianeta. L'umanità deve diventare responsabile su larga scala per la distruzione della nostra casa collettiva. Proteggere il nostro futuro su questo pianeta dipende dall'evoluzione cosciente della nostra specie.

Questo è il più urgente dei tempi, e il più urgente dei messaggi.

Onorevoli delegati, i leader del mondo, io fingo per vivere.

Ma voi no. I cittadini hanno fatto sentire la loro voce domenica scorsa in tutto il mondo e l'impeto non si fermerà. E ora è il vostro turno, il tempo per rispondere alla grande sfida della nostra esistenza su questo pianeta è adesso.

Vi prego di affrontare il problema con coraggio ed onestà.

Grazie.

Monday, September 22, 2014

21 Settembre 2014 - la Green Big Apple

















“Mildly chaotic but incredibly beautiful."


C'erano il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, c'era il sindaco di New York Bill de Blasio, c'era l'ex vice presidente Al Gore, e c'era Leonardo DiCaprio lungo le strade di New York
City Domenica 21 Settembre 2014 a marciare contro i cambiamenti climatici e a chiedere azioni concrete ai nostri governanti.

E insieme a loro una marea di persone, di ogni colore, ceto sociale, eta', vestimento, e storia personale, come solo puo' esserci nella Grande Mela. Un potpourri di bellissima umanita' che chiede solo di salvare il pianeta dall'ingordigia di speculatori e multinazionali.

Ci si aspettavano circa centomila persone, ne sono arrivate piu' di quattrocentomila, secondo Time Magazine. La folla era brulicante ed hanno dovuto cambiare il percorso per farci stare tutti.  E' stata la piu' grande protesta contro i cambiamenti climatici nella storia  e la più grande manifestazione degli ultimi dieci anni. Assieme a newyorkesi, manifestanti in piu' di 2500 citta' di circa 150 nazioni.

L'organizzatore e' Bill Mc Kibben, il fondatore di 250.org. Hanno scelto il 21 Settembre per far combaciare la protesta con il vertice delle Nazioni Unite proprio sul cambiamenti climatici, che si riunisce questa settimana per discutere sulle emissioni di anidride carbonica. Parteciperanno 120 leader mondiali, inclusi i rappresentanti dell'Italia.

La folla chiede ad Obama e agli altri leader mondiali di rendere i cambiamenti climatici una priorità politica assoluta.  May Boeve, una delle organizzatrici di 350.org dice "Oggi, la società civile ha agito su una scala che ha superato se persino le nostre più rosee aspettative. Domani, ci aspettiamo che i nostri leader politici facciano lo stesso."

E siccome la principale causa dei cambiamenti climatici e' il consumo di fonti fossili, ad un certo punto la folla e' esplosa in un “Exxon Mobile, BP, Shell, take your oil and go to hell!”

C'erano anche medici in camice per protestare contro gli effetti sulla salute dei cambiamenti climatici. globale. La dottoressa Erica Frank, che si occupa di medicina preventiva in British Columbia dice semplicemente "Sarebbe irresponsabile per noi non fare nulla." Steve Auerbach,  pediatra di New York City aggiunge "L'inquinamento da anidride carbonica si traduce direttamente in asma, malattie cardiache e il cancro. I cambiamenti climatici sono un problema di salute globale".

Medici, vegani, ciclisti, hippy, femministe, studenti, cristiani, bambini, nativi americani, agricoltori e nonni: tutti d'accordo. Non fare niente contro i cambiamenti climatici e' terribile ed il momento di agire e' adesso e non domani.

La palla adesso va ai politici - il trivellatore Matteo Renzi incluso.

Qui le foto della bellissima Big Green Apple, domenica 21 settembre 2014.

Sunday, September 21, 2014

Ancona: Bonaccia a scaricare monnezza in mare a norma di legge

Bonaccia, concessione al largo delle coste di Ancona e all'area turistica 
Numana Marcelli


Fra un po vista trivelle.

E vista monnezza.

Eccone un altra. Si chiama BC 17 TO ed e' una concessione di coltivazione di "idrocarburi liquidi e gassosi" detta Bonaccia al largo di Ancona, sempre dell'ENI. Approvata il 9 Settembre 2014, nel silenzio generale.

Siamo a 60 chilometri da riva, e qualcuno pensera' che... lontano dagli occhi, lontano dal cuore, ma non e' cosi. L'inquinamento e la monnezza appartengono a tutto l'ecosistema e l'Adriatico e' un mare chiuso e tutte le cose che abbiamo sempre detto. Oltre al fatto che una volta installata una piattaforma, poi ne verranno delle altre, a cascata.

Anche qui e' un campo estrattivo vecchio che si allarga con una concessione nuova confinante e con il collegamento fra i due campi Verra' installata una nuova piattaforma a "quattro gambe" -- appunto di nome Bonaccia, con quattro nuovi pozzi "direzionati". Ci saranno pure condotte sottomarine di circa due chilometri dalla piattaforma vecchia alla nuova.

La cosa interessante e'  che qui ci sara' "trattamento delle acque prodotte" per il loro "successivo e scarico a mare". Ecco qui: ultimo rigo

e ancora qui "autorizzazione allo scarico in mare di effluenti derivanti da impianti fissi di produzione offshore"


Cioe' finalmente qualcuno lo ammette - anche in Italia! - che ci sara' robaccia scaricata in mare. Certo e' tutto a "norma di legge" - certo! - ma ... come detto mille volte, le acque prodotte non sono acqua Ferrarelle, ma acque sature di sostanze tossiche accumulatesi per millenni nel sottosuolo e a volte anche con residui di fanghi petroliferi. Sono inquinanti e lo dice non la D'Orsogna ma il governo di Norvegia.

E poi ancora vasche di accumulo dei fanghi e riversamento di acque miste ad oli minerali in un raggio di 100 metri dalla piattaforma, cosi la monnezza si sparge meglio! Fra le varie cose che potranno essere riversate in mare il glicole dietilenico - usato per rimuovere l'eccesso di vapori acquei, idrogeno solforato o anidride carbonica eventualmente disciolti nel gas o nel petrolio. Ma tranquilli e' a norma di legge.





Come detto, la piattaforma sara' a 60km da riva. Chi controllera' mai.

A riva c'e' una vivace attivita' turistica in zona Numana Marcelli che secondo i siti dedicati al Conero e' una "ambita località turistica per chi desidera mare pulito e tipicità locale" con spiaggia "ventilata, ampia e ricca di divertimenti, bar con musica dal vivo e tavolini all'aperto dove gustare bibite e gelati artigianali, mercatini, boutique: una località che coniuga bene turismo familiare e giovanile". E poi ancora "La vacanza al mare potrà essere integrata con passeggiate negli incantevoli sentieri del monte Conero e visite nelle vicine città d'arte."

Chissa' se gli arrivera' pure la vista trivelle e profumo di monnezza.

Vorrei veramente sapere dov'e' la stampa marchigiana in tutto questo.


Saturday, September 20, 2014

Progetto Eleonora: Arborea sconfigge la Saras dei Moratti




 Arborea, provincia di Oristano - si e no 4000 abitanti.

Un tempo questa localita' si chiamava Mussolinia, perche' fu fondata durante gli anni del fascismo. Molti residenti sono figli e nipoti di veneti giunti qui all'inizio del '900 per bonficare l'area. Non distante da Arborea il magnifico stagno di S’Ena Arrubia, protetto da ogni trattato possibile  -- zona a protezione speciale,  sito di interesse comunitario, important bird area --  dove se sei fortunato puoi vedere i fenicotteri rosa e che si estende pacifica e verdeggiante davanti agli occhi di turisti, birdwatchers e chiunque abbia voglia di un po di pace.

Arborea fino a qualche anno fa era una cittadina tranquilla, dove la gente si occupava di agricoltura, turismo e produzione di latticini.  La cooperativa 3A e' all'avanguardia ed esporta latte e derivati in tutto il mondo.

E poi... nel 2009 arriva il lupus in fabula. Che qui si chiama Saras. La Saras dei fratelli Moratti che  presenta il suo bel "Progetto Eleonora" per trivellare un pozzo esplorativo a 200 metri da S'Ena Arrubia e a 400 metri dalle case di Arborea per la ricerca di gas naturale e a 3000 metri di profondita'. E quindi vai con il solito bla bla dei petrolieri: Eleonora portera' lavoro, e metano ai sardi, Eleonora non causera' problemi ambientali e non ci saranno modifiche al territorio.

Ma poi perche' Eleonora? Forse come Eleonora D'Arborea - l'ultima reggente di uno stato sardo autoctono,  il giudicato di Arborea?

Chissa.

E quindi Arborea, 4000 abitanti si ritrova contro il colosso di proprieta' della famiglia Moratti: Giammarco ne e' il presidente e Massimo l'amministratore delegato. Questa famiglia possiede altre raffinerie in tutta Italia,  fra cui quella a Sarroch, citta' letteralmente devastata come lo sono tutte le altre prese di mira dai petrolieri.  A Sarroch c'e' aria avvelenata, morti sul lavoro, tassi di tumori alle stelle, frequenti sversamenti e rilasci di materiale tossico nell'ambiente. Massimo Moratti ha controllato l'Inter per tanti anni,  e la moglie di Giammarco e' Letizia, gia' sindaco di Milano e ministro. Notare che Milly Moratti, moglie di Massimo, e' una "politica ambientalista moglie di un petroliere". Un po incoerente no?

E allora, cosa puo' fare un paesino cosi piccolo di fronte a contanto denaro ed influenza?

La risposta e': molto. Nel 2011 e' partita una bellissima campagna di informazione e di attivismo guidata da poche persone, ma preparate e determinate - Manuela Pintus, Davide Rullo, Paolo Piras,  Federico Torresan, Paolo Pinos, Federico Panetto, Antonella Cenghialta, Irene Nuvoli e tutto il comitato No al Progetto Eleonora che hanno fatto il lavoro giorno per giorno, sensibilizzando, parlando ai propri concittadini, dal basso e con sempre piu' coraggio, mettendo pressione agli enti locali e al governatore Ugo Cappellacci di Sardegna.

Molte sono state le puntate di questa saga, troppo lunghe da raccontare qui. Ma per chi le vive so che sono state un miscuglio di stanchezza, impotenza, gioia, rabbia, coraggio, perseveranza, voglia di non dargliela vinta. Con Manuela, persona di scienza come me, siamo diventate amiche e ci siamo scambiate tutte queste sensazioni che solo chi sta in trincea puo' veramente capire. Ma alla fine, tutta Arborea, tutta la provincia di Oristano, era contro la Saras.

Oggi la bella notizia: il progetto Eleonora e' stato bocciato dalla regione Sardegna. Un risultato che sembrava insperabile nel 2011 ma che invece si e' avverato.  Tutto questo non succede a caso ed e' un altro esempio ancora di quanto potere abbiamo noi cittadini se usiamo l'arma dell'intelligenza, se sappiamo essere organizzati e persistere e senza paura, mettendo pressione a chi ci governa.

Brava Manuela Pintus, brava tutta Arborea. Sono sicura che Eleonora D'Arborea, quella vera e non quella petrolifera che goffamente la Saras voleva propinarvi, da qualche parte sorride ed e' orgogliosa dei suoi discendenti.

Alla famiglia Moratti, lasciate la Sardegna in santa pace. Non si puo' fare gli ambientalisti e le mogli dei petrolieri al contempo.

Qui sulla raffineria Saras in Sardegna.