Pennsylvania: Acqua da un ex pozzo di acqua potabile - contaminata dall'industria del gas

Monday, December 28, 2009

Le estrazioni di gas ed il sindaco di New York

In questi ultimi mesi varie ditte petrolifere hanno inziato a parlare di trivellare lo stato di New York alla ricerca di gas naturale. La Chevron e le sue amiche non hanno badato a spese e ogni tanto sui giornali compaiono pubblicita' su quanto siano bravi-belli-buoni i petrolieri e quanto importante sia avere "gas-americano".

La citta' di New York, spronata da vari gruppi di attivisti professionisti (cioe' che fanno solo quello e che vengono finanziati da fondazioni di vario genere e da cittadini privati) ha allora incaricato il proprio dipartimento di protezione ambientale ad indagare meglio su queste proposte trivellazioni. E' venuto fuori che il trivellamento di gas (ma va!) potrebbe riversare nelle falde acquifere varie sostanze tossiche che contaminerebbero l'acqua potabile in maniera cataastrofica. Per essere sicuri che l'acqua sia pulita e sana ci vorrebbe uno speciale sistema di filtraggio che costerebbe 10 billioni di dollari da costruire, e 100 milioni da operare ogni anno. Il tutto significherebbe un aumento delle tariffe dell'acqua del 30%. A New York - come in quasi tutta l'America - l'acqua e' pubblica.

Il report ha anche aggiunto che a parte i soldi ed i costi esorbitanti per la collettivita' non e' solo e' una questione di denaro, ma che e' una strategia sbagliata per i molti rischi - di salute umana e ambientale associati al trivellamento - e che e' meglio lasciar perdere.

Il sindaco Micheal Bloomberg e' andato sui giornali ed ha detto, chiaro e tondo, senza parole difficili che la citta' di New York chiede che le estrazioni di gas vengano fermate perche' si corre il rischio di inquinare in maniera inaccettabile le fonti idriche della citta'. A lui si e' poi affiancato tutto lo staff amministrativo della citta'. Ad esempio l'assessore all'ambiente (Daniela Stati prendi esempio!) ha detto che le trivelle presentano rischi inaccettabili per l'acqua pubblica e che la citta' ha gia' investito 1.5 billioni di dollari per proteggere le proprie acque. Ha aggiunto che ci sono troppi rischi, sia noti che imprevedibili e che questi sono semplicemente inaccettabili. Un consigliere cittadino, geologo di professione, tale James Gennaro ha detto che la risposta alla richiesta di trivellare deve essere un secco no.

This is an activity that is completely and utterly inconsistent with a drinking water supply. This cannot happen. This would destroy the New York City watershed, and for what? For short-term gains on natural gas?

Questa e' una attivita' che e' completamente ed assolutamente incosistente con una risorsa di acqua potabile. Questo non puo' succedere. Questo distruggerebbe la rete idrica della citta' di New York. E per cosa? Per ricavi a breve termine sul gas naturale?

Fra le sostanze inquinani che hanno trovato in posti dove gia' si trivella gas naturale con sostanze chimiche aggressive ci sono:

Ethylene Glycol - l' esposizione cronica puo' causa blocchi renali e danni al cervello;
Glycol Ether - l'esposizione cronica puo' causare problemi di circolaizone del sangue;
Propylene Glycol - l'esposizione crinica puo' causare attacchi di cuore.

Altri cancerogeni associati alla produzione del gas includono il benzene, i biocidi, l'uranio radioattivo, piombo, mercurio e radio. Tutta questa robaccia e' stata trovata nell'acqua potabile di vari stati USA trivellati alla ricerca di gas - Pennsylvania, Colorado, New Mexico e Wyoming.

Intanto i lungimiranti amministratori di Bomba mi fanno sapere che "stanno valutando" i rischi ed i vantaggi delle estrazioni di gas proprio sulla riva del lago di Bomba da parte della americana Forest Oil. Valutano dal 2002, anno di inizio delle richieste di trivellamento. Non si sa ne a che conclusione siano giunti, e ne chi abbiano interpellato. Valutano. Intanto l'Espresso riporta che gia' quest' estate la Forest Oil si e' portata avanti coi lavori.

Intanto se uno va sul sito del lago di bomba si legge che:

"le sue acque sono comunque di ottima qualità e formano un habitat ideale per moltissime specie di pesci. Nel lago si possono trovare: Cavedani, Carassi, Carpe, Persici Reali, Scardole, Alborelle, Tinche, Pesci Gatto, Anguille, Trote Iridee di immissione e Trote fario provenienti dall´immissario. Tutte queste specie, distribuite un po´ in tutto il lago, sono abbondanti e di buone dimensioni"

Chissa' quanto bene gli fara' ai pesci avere i pozzi di gas a due passi. Idem per il turismo - chissa' che bello sara' vedere pozzi di gas mentre uno va in vacanza a fare gare di canottaggio, win-self, escursioni con battello pedalò .

Ma si sa, noi italiani siamo dei maghi e l'inquinamento delle acque ci fa un baffo. Nessuno si pone domande, nessuno chiede ad esperti indipendenti, nessuno indaga sui rischi alla salute, almeno secondo quello che dice l'Espresso. Facciamo finta.

Beata ignoranza.

PS: Stamattina sono andata a correre fra i campi vicino a casa mia. Il Feltrino non si poteva guardare. Schiuma, puzza, acqua stagnante e marrone. Uno schifo. Ma come si fa nel 2010 ad accettare una situazione del genere? Ma quando li bonifichiamo questi fiumi abruzzesi? Quando gliele facciamo le multe a chi tratta quei fiumi come fogna? Quando la educhiamo la gente? Chi si impuntera' che quella robaccia si deve pulire e che e' immorale, sbagliato, malsano trattare cosi' i fiumi delle nostre citta'?

Non capisco. Boh. Forse sono io che me la prendo troppo e va bene vivere cosi, senza pensieri.

Fonti: Tedx - the endocrine disruption exchange, New York Daily News,
Reuters, New York Times, L'espresso,
Comune di Bomba

Friday, December 25, 2009

Massimiliano Mazzotta ed il film OIL a SONORA di Sulmona


Domani 27 dicembre c'e' la giornata conclusiva dell'evento Son'ora, una manifestazione culturale che va avanti da un paio di settimane e in cui si e' parlato di vari temi culturali ed ambientali che riguardano noi abruzzesi, italiani e cittadini del mondo.

Questo ultimo appuntamento trattera' la petrolizzazione d'Abruzzo, che nonostante le tante parole, promesse e balle della classe politica e' una emergenza che non e' ancora finita. L'ENI infatti ha ancora tutti i terreni ad Ortona e si rifiuta di restituirli agli ex-proprietari. La Vega Oil vuole trivellare Ortona, la Petroceltic Vasto e la MOG vuole dare il colpo di grazia ad Ortona con un pozzo permanente. Presto arrivera' la scure sul teramano.

Visto che ne' il sindaco Fratino, ne l'assessore al turismo della provincia di Chieti, Remo di Martino, sembrano essere interessati al problema che riguarda in prima analisi la loro citta', occorre che restiamo tutti all'erta e vigili. Questo vale anche per gli Ortonesi, che a parte i soliti eroi dei vari blog, sono per la maggior parte semi-anestetizzati.

Sulmona sara' un evento interessante, soprattutto per la presenza del regista Massimiliano Mazzotta che ha realizzato un documentario sulle condizioni di vita a Sarroch, in Sardegna, per gentile concessione della famiglia Moratti . Massimo Moratti, Milly Moratti, Letizia Moratti, e Gianfranco Moratti, mentre si gingillano con l'Inter, l'ecopass di Milano, le bici ecologiche, lasciano morire i sardi di malattie e di incidenti in una raffineria con pochissime misure di sicurezza. OIL ci mostrera' come potrebbe diventare il Feudo se il progetto "centro oli" continua ad andare avanti. La pellicola ha vinto vari premi e io ho proprio voglia di vederlo e di ringraziare il Mazzotta per il suo coraggio.

Intanto petrolieri di varia natura hanno deciso di trivellare Pantelleria, le Tremiti, Venezia, la Puglia, le Marche. Non ne usciamo mica.

Via Ombrina dal nostro mare


** Appena arrivata in Italia - buon Natale a tutti, e per un 2010 senza trivelle **

Mentre il presidente della regione Gianni Chiodi e la giunta regionale discutevano di un una legge che non tutela minimamente il nostro mare, continua l’avanzata dei petrolieri. E se fino ad ora abbiamo visto piattaforme esplorative, adesso arriveranno le piattaforme permanenti proprio a ridosso della nostra costa.

Il 3 Dicembre 2009 la compagnia inglese MOG (Mediterranean Oil & Gas) ha sottomesso al Ministero dell’Ambiente la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per poter installare una piattaforma petrolifera a 2km dalla costa tra San Vito e Ortona. Il progetto in questione è quello denominato Ombrina mare2.

L’esperienza insegna che questo tipo di piattaforme rimane per un minimo di 20-30 anni, e secondo quanto dichiarato agli organi di stampa internazionali, saranno scavati altri 4 pozzi, oltre a quello già esistente, per estrarre petrolio e gas.

Questo è solo l’ultimo atto di una serie di richiesta di concessioni per il nostro mare. A Settembre infatti, nell’indifferenza generale, la canadese Vega Oil e la irlandese Petroceltic hanno avanzato una richiesta per trivellare a 7km dal porto di Ortona con il progetto Elsa2. Ad Ottobre la stessa Petroceltic ha avanzato richiesta per trivellare in altri 2 permessi a 5km dalla costa, a largo di Casalbordino e Vasto.

L’Abruzzo ha tutto da perdere e nulla da guadagnare. Il turismo, la pesca e l’agricoltura, oltre che la salute delle persone, saranno definitivamente compromessi in cambio di royalties NULLE per la regione e bassissime per lo stato italiano, mentre i veri profitti di queste operazioni saranno riversati nelle casse delle multinazionali del petrolio. Di fatto, stiamo regalando il nostro petrolio.

Emergenza Ambiente Abruzzo, rete di 60 associazioni e cittadini che si battono contro la petrolizzazione della regione e il degrado ambientale, continua a fare il suo lavoro di ricerca delle informazioni e di contrasto ai piani di colonizzazione dei petrolieri stranieri. Associazioni, cittadini e professionisti hanno gia’ inviato al Ministero dell’Ambiente quasi 30 osservazioni e pareri contrari per il progetto Elsa2, mentre per le concessioni di fronte a Vasto e Casalbordino siamo gia’ a quota 20.

Ma non possono essere sempre i cittadini a rincorrere i petrolieri, occorrono dei provvedimenti definitivi che solo la classe politica puo’ chiedere e ottenere. La classe dirigente della nostra regione, che ricordiamo e’ ben pagata da soldi pubblici, deve cambiare passo e darsi da fare seriamente prima che il nostro mare diventi una distesa di piattaforme, prima che siano vanificati tutti gli sforzi per la valorizzazione della costa teatina e regionale.



Sunday, December 20, 2009

Grazie a Franco Moroni



Alla Petroceltic Elsa SRL che viene a leggere questo blog:

L'ABRUZZO REGIONE VERDE NON VI VUOLE.
ANDATE A TRIVELLARE IN IRLANDA!



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La provincia di Chieti, dopo tanto pregare, finalmente mi ha comunicato che mandera' le osservazioni contro il pozzo esplorativo che la Petroceltic intende trivellare a 5km da Punta Aderci, a Vasto. Il testo e' sulla base di quello che gli ho elaborato io. Sicuramente sentiremo comunicati a destra e a manca, sicuramente ci saranno varie persone che non c'entrano niente ad accollarsene i meriti.

Io voglio dire invece che il merito dell'azione della provincia e' solo ed esculusivamente di Franco Moroni, che ringrazio.

Sebbene la provincia di Chieti abbia un assessore al turismo, Remo di Martino, a quest'ultimo non gli interessa delle trivelle e del turismo di Vasto. Sebbene la provincia di Chieti abbia un assessore all'ambiente, Eugenio Caporrella, a quest' ultimo non gli interessa delle trivelle e dell'ambiente di Vasto. A Franco si invece.

Colgo anche l'occasione per ringraziare tutte le persone, sindaci e gruppi che hanno mandato testi al governo. Oltre alla sottoscritta ci sono (l'ordine e' casuale):

Comune di Casalbordino
Comune di Francavilla
Comune di Vasto
Comune di Fossacesia
Campeggio gli Olivi
Vasto Surf Team
Ciclopazzi
Assoturismo
Cogecstre
Diocesi di Lanciano-Ortona - Pastorale Sociale e Giovanile
ARCI Vasto
Partito della rifondazione comunista - Vasto
Virtus Frentana Calcio
Il Crampo
Comitato Abruzzese del Paesaggio
Ing. Lorenzo Luciano
Dr. Ludovica Raimondi
Dr. Clara Primante
La Chitarra di Massimo
Dr. Donato Spoltore
Arch. Roberto Fedele
WWF Frentano
Dr. Danilo D'Orsogna
Dr. Maria Rita D'Orsogna

Attendo altre lettere da parte di altri comuni ed enti. E Enrico di Giuseppantonio? Io sono sicura che se uno chiede a EdG che ne pensa del pozzo a Vasto, dira' che e' contrario, e probabilmente lo crede sinceramente. Quello che non va in lui e' la mancanza di iniziativa. La voglia di fare PRIMA che qualcun altro te lo chieda, e che ti prepari tutto su un piatto d'argento.

Purtroppo la politica significa esporsi, significa prendere delle decisioni, significa che quelli che la pensano diversamente da te ti accuseranno, e in Italia sanno essere particolarmente cattivi in questo. Ma quando uno e' convinto di quello che fa, e che lo sta facendo per il bene della sua gente, non ci dovrebbero essere paure.

Se veramente dobbiamo fare la Catalogna d'Italia questa la si costruisce ogni giorno, e non solo proteggendo l'ambiente dagli attacchi della Petroceltic, ma soprattutto dando l'esempio e instillando una coscienza ambientale nei cittadini. Da EdG fino all'ultimo dei cittadini, dovremmo tutti essere custodi del territorio. Dobbiamo noi per primi esser convinti che il nostro mare, le nostre terre non si toccano ma si rispettano con ogni gesto quotidiano.

E siccome EdG ha VOLUTO essere la guida della provincia di Chieti, queste responsabilita' gravano su lui piu' che sui cittadini comuni. E' a lui che dovrebbe bollire il sangue quando sente che un gruppo di irlandesi vuole mettere le trivelle nel SUO mare. E' lui che dovrebbe essere il motore di tutte le iniziative, e non una che abita dall'altro lato del pianeta. E' lui che dovrebbe volerlo dire a tutti che non va bene trivellare davanti alla riserva naturale. E' lui che dovrebbe volersi spaccarsi in quattro PRIMA che il guaio sia fatto e prima che i cittadini ti ricorrano con email, facebook, blog e telecamere.

Ci vuole coraggio nella vita. Ci vuole il coraggio dei fatti per essere "il capo".

Grazie di nuovo a Franco Moroni.

Friday, December 18, 2009

Le balene e le ispezioni sismiche a Foggia



Dario mi segnala la storia del capodogli spiaggiati in Puglia. Il capodoglio e' un tipo di balena e anche se ce ne sono di piu' grandi, questa e' la specie che ha il cervello piu' grande di qualsiasi altro mammifero, e pure i denti. La sua tipica lunghezza e' di 25 metri, vive in gruppi, ed e' anche il mammifero che arriva' piu' in profondita' di tutti, 3 km sottacqua. E' stato un capodoglio il protagonista di Moby Dick. Ha un aspetto un po comico.

Questo tipo di balene e' considerata "vulnerabile" e gode di uno speciale status di protezione in tutto il mondo. Non vengono piu' catturate, nemmeno in Giappone.

Come per tutti i cetacei, inclusi i delfini, le balene hanno una forta dipendenza dal senso dell'udito. Lo usano per orientarsi, per comunicare, per trovare altri esemplari con cui accoppiarsi, per scappare dai predatori e per trovare cibo.

Anche se e' sempre difficile arrivare a conclusioni certe al 100%, c'e' moltissima evidenza scientifica che i suoni non naturali possano interferire con questo delicato sistema e "assordire" le balene. Questo puo' causare lo spiaggiamento - le balene che perdono il senso dell'orientamento.

Quando lo spiaggiamento e' di una balena, puo' essere un caso, un esemplare che per qualche motivo si e' perso, una 'fluttuazione' statistica. Ma quando a spiaggiare e' un intera colonia di balene, allora c'e' qualcosa che non va nell'ambiente circostante. Fra i rumori che danneggiano l'udito chi altri se non le ispezioni sismiche che usano i petrolieri?

Praticamente, per cercare petrolio, prima di fare il buco, si fanno queste ispezioni sismiche, dove si bombarda il suolo con spari potenti e periodici di aria, tramite l'air gun. Il tutto puo' durare qualche ora o qualche giorno e gli spari sono fatti ogni cinque, dieci minuti. Gli spari creano onde, queste vengono riflesse dal fondale marino in una maniera che dipende dalla composizione geologica del sottosuolo.

E cosi' tutti questi segnali si esaminano e voila', ti dicono se vale la pena trivellare o no il pozzo esplorativo.

Tutte queste cose le so perche' nel suo rapporto per trivellare Punta Aderci, la Petroceltic Elsa usera' questa tecnica prima di fare il buco e dice che si, forse ci saranno guai alla pesca e ai cetacei, ma solo un pochettino. Nella mia esperienza, se i petrolieri dicono "un pochettino" vuol dire tanto.

E cosi arriviamo a Foggia. Qui hanno trovato una colonia di sei capidogli spiaggiati in riva in localita' Capojale presso Cagnano Varano, in provincia di Foggia. Altre due sono state capaci di tornare al largo, e la nona e' allo stato morente. Non si sa' come portare via dalla spiaggia le balene morte, perche' sono troppo grandi.

Il presidente del comitato scientifico di Accobams, l'Accordo per la Conservazione di cetacei nel Mar Nero, Mediterraneo e Zona Atlantica Contigua afferma:

"Questo ci porta a supporre che lo spiaggiamento per cause naturali sia improbabile, perchè in tal caso sarebbero più frequenti. La direzione nella quale ci stiamo rivolgendo è che un evento come questo sia legato all'immissione in mare di suoni a grande intensità, causati o da esercitazioni navali o da prospezioni acustiche per la ricerca di giacimento di petrolio".

Guarda caso, a una trentina di chilometri dal punto dello spiaggiamento ci stanno le isole Tremiti e i permessi per trivellare, sempre da parte della Petroceltic e della Medoil Gas. Alcuni non meglio specificati olandesi tra il 25 Novembre e il 13 dicembre hanno fatto ispezioni sismiche fra Gallipoli, Brindisi ed Otranto. Che ci facevano li quegli olandesi? Cosa dovevano ispezionare?










Fonti: Foggia web, Comitato per Taranto

Wednesday, December 16, 2009

Gianni Chiodi ed i suoi balocchi



Cosa dire. Da oggi saranno vietate le estrazioni di oli combustibili in Abruzzo. Il che non vuol dire niente. E' come dire e' vietato estrarre Coca Cola. Sottoterra non ci stanno gli oli combustibili ma gli idrocarburi. Idrocarburi liquidi e gassosi.

Ma ovviamente per Gianni Chiodi, gia' indagato a Teramo per fatti collegati allo smaltimento dell'immondizia, questo e' un dettaglio irrilevante. Ignorante era in materia di petrolio, ignorante resta. Che vergogna. Che uomo dal cervello piccolo piccolo.

Possibile che l'Abruzzo non riesca a trovare un governatore migliore di questo qui?

Incassiamo questa sconfitta di una legge che lascia molte porte aperte a chi vuole venire a fare il comodo suo in Abruzzo, ma continuiamo ad andare avanti. Non ci perdo io, non ci perdono le associazioni, ci perde l'Abruzzo, ci perde l'energia sana di questa regione.

Intanto, ne' Gianni Chiodi, ne' Mauro Febbo, ne' Daniela Stati, ne Enrico di Giuseppantonio, ne Remo di Martino, ne' Eugenio Capporrella sembrano interessati all'aggressione al nostro mare Adriatico. Pozzi di petrolio previsti per Vasto, per Ortona, per Pineto. Qualcuno ha sentito mai lor signori preoccupati per questo?

No, perche' sono ignoranti, e peggio ancora non gliene importa niente di imparare, di sapere, di agire per il bene di tutti. Sono tutti cosi' impastati con i potenti, con chissa' quali giri di contentini, di compromessi che non hanno il coraggio di fare la cosa giusta.

Mi fanno anche pena perche' vivere cosi' non deve essere bello. Sapere che il popolo che rappresenti non ti stima, non ti ama. Cercare di placare gli animi, salvando le apparenze, imbrogliando, sapendo di imbrogliare. Perche' uno vuole ridursi a vivere cosi'?


Lo scandalo, per me, e' che tutto quello che questi politici inutili hanno fatto finora, e' stato a meta', senza convincimento, cercando di rabbonire la gente come se fossimo tutti ciuchi, come quando si governava nel 1950. Invece siamo intelligenti.

Se non fosse stato per noi cittadini, non si sarebbe fatto nulla. Dovrebbe essere il contrario, la politica che fa crescere il popolo e non il contrario, visto anche che sono lautamente pagati per occupare poltrone e poltroncine.

Quando EdG parlava della Catalogna d'Italia, non era vero niente. Se non era per noi cittadini, quello nemmeno lo sapeva come si facevano a fare le osservazioni per Elsa2.
Se non era per me che gliele scrivevo non avrebbero neanche mandato niente. Io ci ho trascroso un mese nella Catalogna vera, quest'estate. Li pozzi di petrolio in mare non se ne vedono.

E intanto, il tutto si ripete. Arriva la Petroceltic a 5km da Vasto. Gliene importa qualcosa a qualcuno? No. Gli ho scritto e riscritto, e tutto quello che sento e': forse manderemo una letterina. Pagati fior di quattrini per mandare una letterina a tempo quasi scaduto.

Dov'e' la provincia di Chieti a difendere il Chietino presso Gianni Chiodi e la sua legge? Dov'e' la provincia di Chieti ad andare in TV a dire che l'aggressione alla costa teatina non va bene? Dov'e' la provincia di Chieti ad andare fra la gente a informare? Dov'e' la provincia di Chieti a scrivere alla Petroceltic e a dirle: guarda qui non ti ci volgiamo?

Non si sa. Io so solo che stanno al traino. Sono stanca e mi ribolle il sangue a pensare che queste persone hanno in mano la nostra vita. E la cosa che piu mi fa rabbia, e' che intanto l'Italia va a picco. Lo vedo ogni giorno di piu'. Abbiamo tutti un sacco di energia, e vorremmo tutti fare le cose buone ma invece di guardare al futuro, dobbiamo stare qui a lottare con gente fondamentalmente ignorante per dirla con gentilezza.


Ai censori del governo italiano che sono venuti a frugare nel mio blog ieri: questo blog e' scritto da un cittadino statunitense, da un computer statunitense, usando un server statunitense. Negli USA vige la liberta' di parola.

Monday, December 14, 2009

Le macchine elettriche


Qui a Los Angeles si sto svolgendo in questi giorni la fiera dell'automobile. Si chiama LA auto show. Fra le novita' che compariranno sul mercato americano a fine 2010, le macchine elettriche, che si ricaricano semplicemente mettendo la spina nella presa. La Nissan ha preparato la sua Leaf, la Chevrolet la sua Volt, la Honda la sua Prius-plug in.

Per chi vuole il modello di lusso c'e' pure la Tesla, bellissima ma al suono di $100,000 - per adesso. Le altre versioni costano di meno - attorno ai $30,000 dollari circa.

Ovviamente non sono un esperta di automobili, ma da quel che leggo le macchine elettriche sono molto piu' efficienti di quelle a benzina, con tempi di riposta e di ripresa molto piu' rapidi e con una guida molto piu' piacevole.

I sistemi di guida di queste macchine saranno futuristici: ti metti in macchina gli dici dove vuoi andare e la macchina ti dice se ce la farai con il carico di elettricita' che ti e' rimasto. Anzi, non devi nemmeno farlo dalla macchina. Lo puoi fare dal telefonino direttamente.

La citta' di Los Angeles non vuole arrivare in ritardo, e cosi' gia' da adesso si e' deciso di installare - o di riammodernare - 500 centraline di ricarico delle batterie in giro per la citta'. L'autostrada 101 che corre fra Los Angeles e San Fransisco, e che lambisce la costa pacifica, diventera' un corridoio ecologico, con stazioni di servizio create apposta per la ricarica elettrica a pannelli solari.

La storia e' sempre la stessa: la tecnologia e' lontana dall'essere perfetta e tutti questi cambiamenti comporteranno delle spese, ci sara' da adattarsi in un modo o nell'altro. Ma sicuramente ogni nuova versione, ogni nuovo modello portera' a migliorie e perfezionamenti con prezzi e tempi di ricarica minori.

L'importante e' iniziare e volerlo il progresso, quello vero. Perche' e' questo il futuro, e non trivellare mezza Italia - parchi, coste e vigneti - alla ricerca di petrolio al sapore di zolfo. Ogni nuovo problema, ogni nuova domanda deve diventare una sfida, un occasione di crescita e non un ostacolo insormontabile. Si da il caso che spesso diventano anche il motore di ditte specializzate, di capitale umano, di lavoro sano.


A dire il vero a Santa Monica esiste gia' una stazione 'sperimentale' di ricarica di macchine elettriche dove l'elettricita' viene dai pannelli solari. Si chiama Solar Port, ed esiste dal 1995.

In quegli anni infatti, la California decise di obbligare le ditte costruttrici di automobili a produrre circa il 10% di macchine elettriche, quota che sarebbe lentamente dovuta crescere nel tempo. Questo per ridurre l'inquinamento e diminuire il consumo di benzina. La General Motors creo la cosiddetta EV 1. Era un veicolo che funzionava - veloce, bella, e soprattutto che la gente era corsa in massa ad acquistare. Pero' ci fu una fortissima campagna da parte di petrolieri (e chi altri senno?) e delle stesse ditte produttrici di automobili: una macchina elettrica non solo non usa benzina, ma ha bisogno di molto meno parti di ricambio, di filtri, di oli, di controlli. E cosi, hanno cercato di bombardare l'opinione pubblica sul fatto che queste macchine elettriche non fossero sicure.

Cosi' lo stato dovette rinuniciare a questo ambizioso programma. Alcune macchine erano state pero' gia' vendute e alcune centraline erano gia state installate. La citta' di Santa Monica era fra queste, e di qui il Solar Port del 1995 che funziona tuttoggi.

Anche se ci hanno provato, i petrolieri non hanno potuto tirare la corda troppo a lungo. Dopo quasi 15 anni, la macchina elettrica ritorna - pare questa volta per sempre. Si progetta infatti che ne verranno vendute 1 milione entro il 2015 nella solo California. Spero che una di quelle sara' mia.




Fonti: Los Angeles Times, The Sierra Club,
Business Insider