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Monday, July 27, 2015

Nuove trivelle in Emilia. Il terremoto del 2012 non ha insegnato niente









"It is therefore concluded that the seismic process that began before May 20th, 2012 
and continued with the sequence of earthquakes in May-June 2012 
is statistically correlated with increases 
in production and injection in the Cavone oil field."


Rapporto della Commissione Ichese, pagina 176, 2013


Non ci riusciamo proprio in questa nazione ad usare il buonsenso, la prevenzione, la precauzione.

A tre anni dai terremoti dell'Emilia del 2012, passato il furore mediatico, la debacle sulla commissione Ichese e la paura, si torna a trivellare. 

Era stata la giunta regionale del precedente governatore emiliano Vasco Errani a decidere di sospendere le autorizzazioni petrolifere in regione nel 2014, per trovare una "gestione ottimale delle attivita' di sfruttamento del sottosuolo" su raccomandazione della commissione Ichese. Si decide di
fermare in particolare il pozzo di reiniezione del Cavone, lo stesso pozzo attorno al quale si cristallizzarono tutti i dubbi per la sismicita' indotta.

Nel giro di un anno e pochi mesi si sono susseguite intese, laboratori sperimentali, linee guida, e colpi di scena che alla hanno decretato il tuttapposto e che, in merito al Cavone, "non vi è alcuna ragione fisica per sospettare che le variazioni di pressione agli ipocentri derivanti dalle attività di produzione e iniezione del campo di cavone abbiano innescato la sequenza del maggio 2012".

E cosi, in questi giorni, la giunta regionale dell'attuale presidente Stefano Bonaccini decide di "sbloccare" le procedure petrolifere rimaste in limbo dal 2014. Ma niente paura: per la proposta di deposito di gas di Rivara e' stato dato un "no secco" all'uso "dell'acquifero profondo di Rivara per qualsiasi finalità di stoccaggio".

Quindi per altre concessioni, di ricerca e di stoccaggio si puo' andare avanti mentre il progetto della  Rivara Gas Storage a San Felice, in provincia di Modena, no. Il senatore Stefano Vaccari afferma che il tutto garantira' la tutela del territorio e avviera' "un percorso di approfondimento serio con il lavoro della commissione Ichese e le sperimentazioni avviate su alcuni siti, tra cui quello del Cavone". Arriva poi l'assessore alle attività produttive Palma Costi che invece ricorda che l'Emilia Romagna e' stata fra le prime regioni ad avere concordato con il ministero dello Sviluppo economico, "un accordo operativo per l’adozione di nuove linee guida" con un " gruppo di lavoro composto di 6 unità, 3 tecnici dell’Emilia Romagna e 3 del ministero, i quali potranno decidere se concedere il via libera alle istanze”.

Ci scommettiamo che le approvano tutte?

I petrolieri non aspettano altro, ed infatti, subito l'Enel Longanesi presenta la richiesta di trivellare il pozzo per idrocarburi liquidi e gassosi Malerbina 1dir in provincia di Ferrara.   Anche la Northsun
richiede di poter mettere in produzione il suo pozzo Gradizza 1, in provincia di Ferrara.
 
Sono quindi i soliti tarallucci e vino italici. Facciamo passare un po di tempo, calmiamo le acque, diamogli qualche contentino e poi torniamo allo status quo. Ma le domande restano: e il principio di precauzione? E gli altri impianti di stoccaggio proposti per la regione Emilia Romagna? Quelli li lasciamo andare avanti? Fermiamo solo Rivara a causa del clamore mediatico? Perche' gli altri no?  Sono figli di una concessione minore? Chi ci assicura che non ci saranno altri problemi negli anni a venire con gli altri pozzi di estrazione e di stoccaggio? O dobbiamo aspettare un altro terremoto?  E ancora, se veramente non c'e' alcuna "ragione fisica" per sospettare che le attivita' del Cavone siano collegate ai sismi del 2012, perche' non andare avanti anche con Rivara? Se e' tutto sicuro, anche Rivara dovrebbe esserlo no? 

Gli altri impianti di stoccaggio per l'Emilia Romagna, realizzati o realizzandi sono per la Stogit Alfonsine Stoccaggio a Ravenna con 11 pozzi,  Cortemaggiore Stoccaggio a Piacenza con 40 pozzi,  Minerbio Stoccaggio a Bologna con 51 pozzi,  Sabbioncello Stoccaggio a Ferrara con 32 pozzi. E poi c'e' San Potito e Cotignola Stoccaggio a Ravenna con 11 pozzi della Edison e della BluGas.

Vorrebbero far quadrare il cerchio, ma qui a comandare non e' ne Bocaccini, ne Vaccari, ne la Edison ne la Stogit. A comandare e' la natura. E noi siamo dei folli a pensare di poterla manipolare a piacimento solo perche' ci sono quattro spiccioli da tirar fuori.

Intanto esce proprio in questi giorni su Science un articolo che documenta l'impressionante aumento di terremoti indotti dall'oil and gas negli USA dal 2009 ad oggi in zone anche non sismiche dovute alla reiniezione. In Italia si sa,  mai e' successo e mai succedera' che i petrolieri possano turbare il nostro territorio ballerino. In Italia, il sottosuolo e' speciale.

Qui l'articolo su Science.




Sunday, July 26, 2015

Marche: approvata Clara Sud Est, nuova piattaforma ENI

 Ecco qui, da Settembre ad oggi approvati sei nuovi pozzi, due nuove piattaforme, due condotte marine di 4 e 13 chilometri. Nel mezzo dell'Adriatico.

Come facciamo a chiedere alla Croazia di fare "valutazioni transfrontaliere" 
quando trivelliamo in casa nostra?


Mentre i governatori parlano e fanno gli incontri radical chic, il ministero dell'ambiente approva.

L'ENI il giorno 23 Luglio 2015 ha infatti ricevuto l'autorizzazione per il piazzamento di due nuovi pozzi, Clara Est 14 Dir e Clara Est 15 Dir, la posa di 4 km di condotte sottomarine per il trasporto del gas dalla piattaforma Clara Sud Est alla Piattaforma Clara Est, l'adeguamento della piattaforma esistente Clara Est, l'attività di produzione di gas dalla piattaforma Clara Sud Est ed il decommissioning dei pozzi, delle strutture di produzione e delle condotte a fine attività.

Si tratta di infrastrutture nella concessione B.C13.AS di circa 400 chilometri quadrati,  in cui i nuovi pozzi sono detti Clara Sud Est.

A Settembre del 2014 ci fu l'approvazione dell'ampliamento nella stessa concessione con altri pozzi e qui detti Clara Est. Allora si prevedeva l'installazione di una nuova piattaforma, la perforazione, il completamento e la messa in produzione di quattro nuovi pozzi direzionati (Clara NW 1 Dir, Clara NW 2 Dir, Clara NW 3 Dir e Clara NW 4 Dir), e un oleodotto sottomarino di 13 chilometri.

Per la serie: non gli basta mai.

Ma la cosa triste e' che questa concessione che continua a crescere imperterrita si trova nel bel mezzo dell'Adriatico, vicino alla Croazia.

Come possiamo pretendere dalla Croazia di NON trivellare, quando siamo noi per primi a dare il cattivo esempio? Non e' un controsenso metter su questa facciata delle "consultazioni transfrontaliere" quando siamo noi i primi a fare buchi?

A proposito, e' stato chiesto il parere alla Croazia di queste trivelle?  Credo proprio di no.

Ha qualcosa da dire il governatore delle Marche, Luca Ceriscioli, nello specifico? Lo sa di questa concessione?

A me fa abbastanza ridere: A Termoli nasce l'ennesimo coordinamento anti trivelle, "a dire no alle trivelle in Adriatico" mentre che i diretti interessati  e cioe' i governatori, non fanno niente per fermarle nel concreto su progetti reali.

Basta solo dire che c'era pure Marcello Pittella della Basilicata presente che non e' riuscito o non ha voluto fare granche' per la sua regione e l'incessante avanzata petrolifera in Lucania.







Saturday, July 25, 2015

Le specie marine che piu soffiranno con l'airgun

 
Una balena sorda e' una balena morta.
 Oceana

Le creature del mare dipendono fortemente dall'udito che il senso piu' importante che hanno.  I rumori dell'airgun possono causare sordita', stress, depauperamento della specie. Uno deve solo pensare che questi spari devono arrivare a giacimenti che sono a decine di chilometri sotto la crosta terrestre, per cui non sono certo sussurri delicati. Gli effetti generali osservati dopo esposizione ai suoni dell'airgun sono:


• Irregolarita' nella migrazione e nella formazione di branchi;

• Perdita del senso dell'orientamento e della capacita' di tornare "a casa";

• Incapacita' di riconoscere i suoni tipici dell'accoppiamento;

• Irregolarita' nel mangiare;

• Abbandono di habitat -- perdita fra il 40 e l'80% della popolazione in un raggio di 30 km dalle sorgenti sismiche;

• Perdita e/o danni all'udito;

• Stress generale, valori alterati di ormoni;

• Affaticamento, perdita di controllo e movimento muscolare;




1. Il capodoglio (Physeter macrocephalus)



Il capodoglio e' la balena di Moby Dick. Riesce ad arrivare in profondita' alla ricerca di cibo - anche a 1000 metri sotto la superficie del mare, piu' di qualsiasi altra balena. Spesso pero' ci sono problmei di decompressione a causa di embolie di azoto che si formano nel sangue dei capodogli quando i cambi di pressione sono troppo rapidi. I rumori dell'airgun possono causare simili embolie a causa della troppa paura e del troppo rapido ritorno in superficie da profondita' elevate. La decompressione troppo veloce puo' causare confisione, dolore, paralisi e anche la morte.


2. La Caretta Caretta e le tartarughe marine (Caretta Caretta)




Le orecchie delle tartarughe sono particolarmente sensibili ai suoni dell'airgun, e gli spari delle ispezioni sismiche potrebbero interferire con la loro capacita' di produrre uova.  La Caretta Caretta e altre specie di tartaarughe marine sono in pericolo o minacciate di estinzione e l'airgun e' una minaccia specifica per loro.

Gia' con airgun a 175 decibel di suono ci sono comportamenti erratici e ansia da parte delle tartarughe con danni ai tessuti, agli organi interni, al cranio e alla carapace quando nei pressi di sorgenti di airgun.

Altre specie minacciate sono le tartarughe verdi (Chelonia mydas), la tartaruga di Kemp (Lepidochelys kempii), la tartaruga olivastra (Lepidochelys olivace),  la tartaruga embricata (Eretmochelys imbricata), la tartaruga liuto (Dermochelys coriacea.



3. Il Delfino a becco corto e a becco lungo (Delphinus delphis e capensis)



I delfini usano suoni e fischietti per comunicare fra loro - e anzi, sono cosi sofisticati che spesso ci sono suoi specifici per ciascun animale - come gli umani hanno i nomi propri. Le ispezioni sismiche potrebbero causare sordita' nei delifini, come accaduto in Peru' con la morte di circa 900 delfini spiaggiati e morti dopo l'airgun. Avevano fratture nelle ossa delle orecchie, e insanguinamento dei timpani. Fra le specie piu sensibili il delfino comune a becco corto (Delphinus delphis),  il delfino comune a becco lungo (Delphinus capensis), il delfino di Risso (Grampus griseus),  il delfino dal naso a bottiglia (Tursiops truncatus), la stenella striata (Stenella coeruleoalba) e la
stenella maculata atlantica (Stenella frontalis)



4. La megattera (Megaptera novaeangliae)




Per comunicare con le altre balene, le megattere usano un complesso sistema di suoni. Le melodie sono in realta' quasi poetici canti subacquei. I suoni dell'airgun sono di gran disturbo alle balene, specie i suoni a bassa frequenza perche' viaggiano a grandi distanze dal punto di emissione. Possono causare irregolarita' nelle migrazioni, nell'alimentazione e nell'allevamento dei piccoli.  In una osservazione in Scozia, e' stato notato che le balene in un area di ben 100,000 miglia hanno smesso di cantare quando si esguiva airgun nelle vicinanze.


5. La balena franca nordatlantica (Eubalaena glacialis)




Restano di questa specie solo 500 esemplari nel mondo: la balena franca nordatlantica e' andata quasi estinta a causa della folle caccia durante il 1700-1800. Si chiama franca proprio per questo: era la balena giusta da acchiappare. Le colonie attuali vivono in Georgia e Florida dove Obama ha annunciato di volere fare ispezioni sismiche. In Italia furono avvistati in Sardegna.


6. Le capesante (Pecten jacobaeus)

In Italia sono in tutti i nostri mari. Basta solo dire che dopo una serie di indagini sismiche in Australia nel 2010 il declino delle capesante pescate e' stato dell'80%, con perdite di 70 milioni di dollari.


7. Il  Merluzzo bianco (Gadus Morhua)



Il merluzzo bianco vive nei mari del nord ed e' da qui che arrivano baccala e stoccafisso nonche' fish and chips. Le ispezioni sismiche possono ucciderne uova e larve e causare confusione e dispersione di pesci adulti. In Norvegia, dopo l'airgun, il pescato di merluzzo bianco e' diminuito fra il 40 e l'80% del pescato. I pescatori hanno anche richiesto compensazioni ai petrolieri. 


Wednesday, July 22, 2015

Rai Cultura: le alluvioni del Polesine per colpa del gas metano


"Qua ci sono le colonnine del metano che ha causato l'abbassamento"

Saggezza popolare, 1961
al minuto 18.


Ecco qui. Rai Cultura.  La alluvioni del Polesine degli anni 1950 a causa dell' "estrazione indiscriminata di metano che provoco' un abbassamento del suolo da due a quattro metri". Parola di Rai Cultura. 

Purtroppo non si impara mai, vero Zaia?

Dura circa 20 minuti
Dal minuto 15 sul metano





















100.000 ettari persi

180.000 profughi – 80.000 definitivi

Calo medio popolazione 22%

700 case distrutte

6.000 mucche morte

Le fogne rigurgitano

Comunicazioni interrotte

Richieste di aiuto ininterrotte

Manca luce e telefono

Gente sui tetti

Sei metri di acqua

Pozzi di metano dappertutto


"L'insediamento industriale del Polesine ha uno dei livelli piu' bassi d' Italia. Perche' tutto questo? In Polesine i pozzi per l'estrazione delle acque metanifere sono ancora il motivo dominante del paesaggio.

Centinaia, migliaia di pozzi. Pozzi ovunque come tanti resti archeologici.

L'estrazione delle acque metanifere e' cominciata prima della guerra. Una corsa sfrentata al metano in
un clima da Texas, da terra di conquista. Si estraeva metano dappertutto nell'esaltazione di una terra povera che improvvisamente vedeva schiudersi la ricchezza.

Ma 20 anni di estrazioni indiscriminate hanno provocato un generale abbassamento del suolo.
Una intera regione e' sprofondata di due metri, in alcuni punti addirittura di quattro metro
E si sono abbasssati con i terreni anche gli argini del Po

L'acqua del fiume invece, condizionata dal livello del mare e' rimasta sempre alla stessa altezza.

Lo sfruttamento del metano e' stato sospeso per legge nel 1963. Nelle campagne del Polesine sono rimaste soltanto le polle dove l'acqua metanifera sbocca per forza naturale.

I problemi del Po si filettono su chi vive ancora nella zona del Delta. I mutamenti del fiume voluti dall'uomo hanno modificato sostanzialmente la struttura ambientale.

***

La pesca e' cambiata in generale.
L'acqua non e' tanto buona.
A causa dell'abbassamento abbiamo le case piene di umidita'.
Ci tocca scappare tutti.
Eravamo 6500 persone, ora siamo 2000.
Di pescatori eravamo 2000 ora siamo 300.
La gente ha dovuto emigrare.
A causa dell'abbassamento non c'e' piu' il cibo per i pesci.


Lo dicevano nel 1961. 

Monday, July 20, 2015

Sound OIl a Nervesa: dopo le stimolazioni, abbandonano il secondo pozzo



Prima del fallimento del secondo pozzo Nervesa

Dopo il fallimento del secondo pozzo Nervesa


“Sono da prevedere stimolazioni in profondita’ con fluidi 
opportunamente scelti e non si escludono acidificazioni con fratturazione idraulica”  

Agip ENI, 1994


Despite the confirmed presence of gas and the 
completion of re-perforation and stimulation operations  
in the lower section of the well's target reservoir, 
the company had been unable to secure a stabilized flow rate. 

Sound Oil, 2015



Ed eccoci qui. Dopo le webcam in modo che dall'Inghilterra si potesse vedere in diretta la perforazione dei pozzi, dopo tanto parlare, dopo tanto entusiamo, e ovviamente dopo che hanno cercato di pompare su assieme al gas anche le azioni, tutto si sgonfia.


Perche'?

Dicono che nonostante la riperforazione e le operazoni di stimolazione, il flusso di idrocarburi non era sufficente da giustificare la continuazione delle operazioni. E quindi chiudono.

Notare che tutto questo gia' l'aveva detto l'ENI nel 1994 quando avevano gia' acidificato con HCl al 28% senza successo. E cioe' che se si voleva rendere produttivo il pozzo, sarebbero state utili ulteriori stimolazioni e attivita' invasive. Evidentemente qui, non e' stato suffincente neanche quello.

Resta la domanda: che stimolazioni hanno usato? Acidi? Fracking? Cosa hanno fatto al sottosuolo? Quando l'hanno fatto? Per quanto tempo? Lo sa Zaia? Lo sa la giunta regionale veneta?

Se ne preoccupano? Vorranno dire qualcosa ai veneti, oppure lo devono sapere solo gli investitori di quello che accade a Nervesa?

E' passato un mese. E allora?


Il CEO James Parsons dice che e' molto "disappointed" ma che la compagnia e' in buone mani perche' hanno un vario assortimento di progetti in Italia e in Marocco e ottimo flusso di denaro.
Dice che questo risultato e' frustrante ma solo un piccolo passo indietro.