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New York City, Sept 21 2014

Monday, September 22, 2014

21 Settembre 2014 - la Green Big Apple

















“Mildly chaotic but incredibly beautiful."


C'erano il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, c'era il sindaco di New York Bill de Blasio, c'era l'ex vice presidente Al Gore, e c'era Leonardo DiCaprio lungo le strade di New York
City Domenica 21 Settembre 2014 a marciare contro i cambiamenti climatici e a chiedere azioni concrete ai nostri governanti.

E insieme a loro una marea di persone, di ogni colore, ceto sociale, eta', vestimento, e storia personale, come solo puo' esserci nella Grande Mela. Un potpourri di bellissima umanita' che chiede solo di salvare il pianeta dall'ingordigia di speculatori e multinazionali.

Ci si aspettavano circa centomila persone, ne sono arrivate piu' di quattrocentomila, secondo Time Magazine. La folla era brulicante ed hanno dovuto cambiare il percorso per farci stare tutti.  E' stata la piu' grande protesta contro i cambiamenti climatici nella storia  e la più grande manifestazione degli ultimi dieci anni. Assieme a newyorkesi, manifestanti in piu' di 2500 citta' di circa 150 nazioni.

L'organizzatore e' Bill Mc Kibben, il fondatore di 250.org. Hanno scelto il 21 Settembre per far combaciare la protesta con il vertice delle Nazioni Unite proprio sul cambiamenti climatici, che si riunisce questa settimana per discutere sulle emissioni di anidride carbonica. Parteciperanno 120 leader mondiali, inclusi i rappresentanti dell'Italia.

La folla chiede ad Obama e agli altri leader mondiali di rendere i cambiamenti climatici una priorità politica assoluta.  May Boeve, una delle organizzatrici di 350.org dice "Oggi, la società civile ha agito su una scala che ha superato se persino le nostre più rosee aspettative. Domani, ci aspettiamo che i nostri leader politici facciano lo stesso."

E siccome la principale causa dei cambiamenti climatici e' il consumo di fonti fossili, ad un certo punto la folla e' esplosa in un “Exxon Mobile, BP, Shell, take your oil and go to hell!”

C'erano anche medici in camice per protestare contro gli effetti sulla salute dei cambiamenti climatici. globale. La dottoressa Erica Frank, che si occupa di medicina preventiva in British Columbia dice semplicemente "Sarebbe irresponsabile per noi non fare nulla." Steve Auerbach,  pediatra di New York City aggiunge "L'inquinamento da anidride carbonica si traduce direttamente in asma, malattie cardiache e il cancro. I cambiamenti climatici sono un problema di salute globale".

Medici, vegani, ciclisti, hippy, femministe, studenti, cristiani, bambini, nativi americani, agricoltori e nonni: tutti d'accordo. Non fare niente contro i cambiamenti climatici e' terribile ed il momento di agire e' adesso e non domani.

La palla adesso va ai politici - il trivellatore Matteo Renzi incluso.

Qui le foto della bellissima Big Green Apple, domenica 21 settembre 2014.

Saturday, September 20, 2014

Progetto Eleonora: Arborea sconfigge la Saras dei Moratti




 Arborea, provincia di Oristano - si e no 4000 abitanti.

Un tempo questa localita' si chiamava Mussolinia, perche' fu fondata durante gli anni del fascismo. Molti residenti sono figli e nipoti di veneti giunti qui all'inizio del '900 per bonficare l'area. Non distante da Arborea il magnifico stagno di S’Ena Arrubia, protetto da ogni trattato possibile  -- zona a protezione speciale,  sito di interesse comunitario, important bird area --  dove se sei fortunato puoi vedere i fenicotteri rosa e che si estende pacifica e verdeggiante davanti agli occhi di turisti, birdwatchers e chiunque abbia voglia di un po di pace.

Arborea fino a qualche anno fa era una cittadina tranquilla, dove la gente si occupava di agricoltura, turismo e produzione di latticini.  La cooperativa 3A e' all'avanguardia ed esporta latte e derivati in tutto il mondo.

E poi... nel 2009 arriva il lupus in fabula. Che qui si chiama Saras. La Saras dei fratelli Moratti che  presenta il suo bel "Progetto Eleonora" per trivellare un pozzo esplorativo a 200 metri da S'Ena Arrubia e a 400 metri dalle case di Arborea per la ricerca di gas naturale e a 3000 metri di profondita'. E quindi vai con il solito bla bla dei petrolieri: Eleonora portera' lavoro, e metano ai sardi, Eleonora non causera' problemi ambientali e non ci saranno modifiche al territorio.

Ma poi perche' Eleonora? Forse come Eleonora D'Arborea - l'ultima reggente di uno stato sardo autoctono,  il giudicato di Arborea?

Chissa.

E quindi Arborea, 4000 abitanti si ritrova contro il colosso di proprieta' della famiglia Moratti: Giammarco ne e' il presidente e Massimo l'amministratore delegato. Questa famiglia possiede altre raffinerie in tutta Italia,  fra cui quella a Sarroch, citta' letteralmente devastata come lo sono tutte le altre prese di mira dai petrolieri.  A Sarroch c'e' aria avvelenata, morti sul lavoro, tassi di tumori alle stelle, frequenti sversamenti e rilasci di materiale tossico nell'ambiente. Massimo Moratti ha controllato l'Inter per tanti anni,  e la moglie di Giammarco e' Letizia, gia' sindaco di Milano e ministro. Notare che Milly Moratti, moglie di Massimo, e' una "politica ambientalista moglie di un petroliere". Un po incoerente no?

E allora, cosa puo' fare un paesino cosi piccolo di fronte a contanto denaro ed influenza?

La risposta e': molto. Nel 2011 e' partita una bellissima campagna di informazione e di attivismo guidata da poche persone, ma preparate e determinate - Manuela Pintus, Davide Rullo, Paolo Piras,  Federico Torresan, Paolo Pinos, Federico Panetto, Antonella Cenghialta, Irene Nuvoli e tutto il comitato No al Progetto Eleonora che hanno fatto il lavoro giorno per giorno, sensibilizzando, parlando ai propri concittadini, dal basso e con sempre piu' coraggio, mettendo pressione agli enti locali e al governatore Ugo Cappellacci di Sardegna.

Molte sono state le puntate di questa saga, troppo lunghe da raccontare qui. Ma per chi le vive so che sono state un miscuglio di stanchezza, impotenza, gioia, rabbia, coraggio, perseveranza, voglia di non dargliela vinta. Con Manuela, persona di scienza come me, siamo diventate amiche e ci siamo scambiate tutte queste sensazioni che solo chi sta in trincea puo' veramente capire. Ma alla fine, tutta Arborea, tutta la provincia di Oristano, era contro la Saras.

Oggi la bella notizia: il progetto Eleonora e' stato bocciato dalla regione Sardegna. Un risultato che sembrava insperabile nel 2011 ma che invece si e' avverato.  Tutto questo non succede a caso ed e' un altro esempio ancora di quanto potere abbiamo noi cittadini se usiamo l'arma dell'intelligenza, se sappiamo essere organizzati e persistere e senza paura, mettendo pressione a chi ci governa.

Brava Manuela Pintus, brava tutta Arborea. Sono sicura che Eleonora D'Arborea, quella vera e non quella petrolifera che goffamente la Saras voleva propinarvi, da qualche parte sorride ed e' orgogliosa dei suoi discendenti.

Alla famiglia Moratti, lasciate la Sardegna in santa pace. Non si puo' fare gli ambientalisti e le mogli dei petrolieri al contempo.

Qui sulla raffineria Saras in Sardegna.

Friday, September 19, 2014

Approvata Clara del petrolio nei mari di Ancona - ENI


Il rigo verde e' l'oleodotto a collegare i due pozzi, Clara e Calipso.
Bei nomi, eh?


Altre trivelle ancora, questa volta al largo delle coste marchigiane. Approvate il 17 settembre scorso senza che nessuno facesse niente - o quasi - nei mari di Ancona.

Si chiama Clara, ed ha la sigla BC 13 AS ed e' una concessione di circa 400 chilometri quadrati. Il nostro ministero ha approvato l'installazione di una nuova piattaforma a 4 gambe (Clara NW) e la perforazione di quattro nuovi pozzi per gas e petrolio, nonche' l'installazione di una condotta sottomarina di 13 km dalla nuova piattaforma ad una gia' esistente e detta Calipso.

Il tutto per opera dell'ENI. Zitta zitta si e' allargata.

Nessuno ha mandato osservazioni, ne cittadini, ne enti ne amministrazioni locali. Chissa' pure se lo sapevano. La regione Marche ha semplicemente chiesto un po di prescrizioni, che non sono nemmeno state tutte accordate.

Come sempre, sono tutti eventi concatenati: una volta che arrivano, questi non se ne vanno, si ingradiscono, e trivelle e tubi si moltiplicano.

E' per questo che occorre fermarli prima e non dopo, quando ancora c'e' tempo per farlo.

Che dire. Interessante che tutto questo arrivi lo stesso giorno della bocciatura del progetto Eleonora in Sardegna.  Che differenza che fanno le persone, e l'attivismo nobile e sincero.

Marchigiani dove siete? 


Wednesday, September 17, 2014

L'Abruzzo: uno dei dieci migliori posti al mondo per andare in pensione



"Like Southern California, in a typical Abruzzo winter it is possible
to visit the mountain ski slopes in the morning and relax at the beach that afternoon" 




Rich in history and architecture, Italy is a dream for many Canadians. It's just as lovely as Tuscany, but half the price. Beyond the history and culture, Abruzzo offers great nature. The area has mountains nearby for skiing and beaches on the coast for summer.  Abruzzo also has more than 80,000 acres of vineyards.



Ora, non so se sia un vanto essere un posto dove andare in pensione, ma la rivista  Live and Invest Overseas ha pubblicato qualche settimana fa il suo Retire Overseas Index dove elenca le dieci localita' migliori al mondo per andare in pensione.

All'ottavo posto ... c'e' - l'Abruzzo!

Ecco cosa dicono:

"It's hard to think of a lovelier corner of Italy than the Abruzzo. The beaches are golden, and the sea rolls out like a giant bolt of turquoise silk. There are mountains, too, which means that, living here, you would have both skiing and beach-combing on your doorstep, depending on the season.

This region is one of Italy's secret treasures. There's no over-crowding or heavy industry, only castles, vineyards and villages made of stone. Life in the Abruzzo hasn't changed much over the years, and exploring here is like wandering into a gentler, kinder yesterday."


"E' difficile immaginare un angolo piu' incantevole dell'Abruzzo. Le spiaggie sono dorate ed il mare si estense come un enorme lampo turchese. Ci sono pure le montagne che significa che, se si vuole vivere qui, si possono avere sia gli sci che il mare a portata di mano, a seconda della stagione.

La regione e' una dei tesori segreti dell'Italia. Non c'e' folla, non c'e' industria pesante, solo castelli, vigneti, e villaggi in pietra. La vita in Abruzzo non e' cambiata molto nel corso degli anni e tutto e' come se uno si avventurasse in un gentile, e delicato passato."

Questo tipo di considerazioni si possono leggere un po ovunque nelle riviste di viaggi, di turismo nuovo e verde, quando si parla dell'Abruzzo.  Verde, mare, sole, colline, vigne e gente buona. Notare che non c'e' nessuna altra regione italiana in questo elenco. Non si parla di petrolio, di infrastruttura pesante, di centri oli o di Ombrina o di Elsa o della Petroceltic. E forse e' proprio per questo che ci hanno messo qui.

Si parla solo del mare turchese, delle vigne. Lasciamolo cosi l'Abruzzo, in pace, e facciamo tesoro di questo articolo e di questa pubblicita' gratis. Creiamo delle campagne pubblicitarie e dei servizi appositi per il turismo "particolare" - i nudisti, i matrimoni, i pensionati, le famiglie, a ciascuno il suo. Educhiamo la gente ad essere ospitale, valorizziamo le tradizioni e i saperi. Insegnamole a chi viene a trovarci. E vendiamocelo, nel senso buono del termine, per dare benessere diffuso a chi vive li, senza buchi, senza veleni.

Ecco, se io fossi Confindustria penserei all'industria dell'accoglienza e non a quella delle trivelle.

Qui su Penne, provincia di Pescara

L'elenco completo e' qui


1. Algarve, Portugal
2. Cuenca, Ecuador
3. George Town, Malaysia
4. Chiang Mai, Thailand
5. Dumaguete, Philippines
6. Pau, France
7. Medellin, Colombia
8. Abruzzo, Italy
9. Panama City Beaches, Panama
10. Istanbul, Turkey






Tuesday, September 16, 2014

Piccole Ombrine che crescono


Non e' solo Elsa: eccole qui. La Petroceltic torna all'assalto con giacimenti dai nomi piu' fantasiosi. E infatti Elsa e' solo la madre e l'apripista di "Turchese", "Zaffiro", "Granato", "Rubino", "Opale", "Tormalina",  "Peridato" e "Rublo".

Come dire: dei veri gioielli in mare!

Io sono convinta che questi giacimenti non sono diversi da Ombrina, e che come per il Centro Oli di Ortona, come per Ombrina, come per il gas di Bomba, sono tutti ad alto tenore sulfureo, e ci sara' bisogno di desolforazione e di infrastruttura pesante.

Elsa e' il punto di partenza per la Petroceltic: credo questo perche' e' piu vicino alla riva e quindi logisticamente piu' facile da operare.

Tutto il lavoro fatto per Ombrina deve continuare: Elsa o Ombrina o Rubino o Turchese, sono tutti mostri nel mare, pure se vogliono farceli passare per pesci e gioielli e signore distinte, e semplicemente non ce li vogliamo.

Andiamo avanti cosi.

Qui per mandare le osservazioni contro Ombrina

Monday, September 15, 2014

Affondiamo Elsa, Petroceltic

 Elsa, Petroceltic, Irlanda - 7km da riva.
Dicono che sara' una trivellazione a "zero emission"
Basta crederci!


Eccoci qui: e' il turno di Elsa, proposto pozzo esplorativo della Petroceltic, ditta irlandese che vuole trivellare fra Ortona e Francavilla a Mare, di fronte alla Riserva Naturale Regionale di Ripari di Giobbe.

I link per mandare osservazioni brevi e quelle ancora piu brevi contro la Petroceltic sono qui. I testi si possono mandare da ogni parte d'Italia.

Le istruzioni sono semplici:

1. Aggiungere dettagli personali e/o della propria esperienza di vita al testo base - albergatori? turisti? pescatori? amanti del mare? - in modo da non mandare al ministero testi tutti uguali, se possibile. Quello che ho scritto e' solo un testo base, che si puo' mandare tal quale ma al quale e' meglio aggiungere considerazioni individuali.

2. Mettere nome, data, indirizzo. Lettere anonime non vanno bene.

3. Chiamare il file Elsa_BR268RG_COGNOME.doc (con il proprio COGNOME) e se possibile farne copia in .pdf

4. Stampare il .pdf e inviarlo tramite raccomandata a ricevuta di ritorno al

Ministero dell'Ambiente
Direzione per la Salvaguardia Ambientale del Ministero dell'Ambiente e della 
Tutela del Territorio e del Mare
Divisione II e Divisione IV
Attenzione: Concessione Elsa BR 268 RG -- Petroceltic
Via Cristoforo Colombo, 44
00147 - Roma

5. Invece che la raccomandata, se si ha la PEC (posta elettronica certificata) si puo' mandare il tutto a

dgsalvaguardia.ambientale@pec.minambiente.it,
segreteria.ministro@pec.minambiente.it,
dgprotezione.natura@pec.minambiente.it
mattm@pec.minambiente.it

Chi non ha la PEC puo' richiederla da questo sito e poi dovra' andare in posta. La raccomandata a ricevuta di ritorno costa 5 euro, con la PEC e' gratis.

6. Se non vi e' possibile fare raccomandata e/o PEC, mandate pure a me che cerchero' di farla arrivare a destinazione, ma e' meglio che ciascuno la mandi indipendentemente da me, se si puo'.

7. Quale che sia il metodo di invio, mandare una copia anche a me, (dorsogna CHIOCCIOLA csun.edu) che mettiamo tutto nel raccoglitore comune. Questo serve solo per la cronistoria, e per referenze future. Ad esempio, qui dove abbiamo messo tutti i testi mandati contro Ombrina Mare. Se volete che mandi io al ministero tramite posta email certificata lo faccio tramite persone che mi aiutano, anche se sarebbe meglio che ciascuno mandasse i suoi testi indipendentemente.

8. Incoraggiare enti, comuni, associazioni a farlo a loro nome. E' importantissimo.

9. La scadenza e' il 28 Settembre 2014. Abbiamo meno di due settimane di tempo per lavorare.

Servira', non servira'? E chi lo sa. Come Ombrina, anche Elsa era stata gia' bocciata. Sono la prima a dire di essere stanca, ma e' qui che si vede chi sei e di che tempra sei fatto, se sai di star facendo una cosa buona e la continui a fare - a prescindere dai petrolieri, e dai politici e dai finti ambientalisti in cerca di poltrone politiche.

Intanto, ecco qui. Il Sole24 Ore si e' accorto della marea di osservazioni arrivate su Ombrina, quindi, almeno un po di rumore l'abbiamo fatto.

Occorre allora continuare a far sentire la nostra voce forte, compatta e numerosa, anche se siamo stanchi e anche se sappiamo che Renzi e compari sono gia' apertamente favorevoli alle trivelle e che cercheranno di imbrogliare.  Ma il Ministero e' obbligato a tenere conto di queste osservazioni, secondo vari trattati internazionali. Per cui, facciamo la nostra parte, mandiamole. Le osservazioni si possono usare poi per eventuali ricorsi come testimonianza ufficiale del nostro no. Facciamo sentire la nostra voce: e' un diritto sancito dalla comunta' europea tramite il trattato di Aarhus, recepito anche dall'Italia.

Come sempre, siccome il problema riguarda tutta l'Italia ed e' bello che siamo solidali gli uni con gli altri.

Sunday, September 14, 2014

I capodogli spiaggiati a Vasto, l'airgun e Matteo Renzi



Ormai abbiamo tutti letto dei capodogli spaiggiatisi al largo delle coste di Vasto. Di sette esemplari, tre sono morti, ed una era incinta.

Non e' ben chiaro perche' questi capogogli si siano spiaggiati. Il Centro D'Abruzzo riporta l'opinione di Vincenzo Olivieri del Centro Studi Cetacei Onlus secondo il quale si e' trattato di una "riemersione troppo rapida, la cui causa potrebbe essere un trauma improvviso come quelli provocati dalle attività di prospezione con tecnica air-gun.  Questo trauma porta i cetacei a una riemersione non corretta, la cui conseguenza è la permanenza di gas nei vasi sanguigni, simile a ciò che accade ai sub colpiti da embolia in seguito a una mancata decompressione".

Ora, come detto, non e' dato sapere esattamente quale sia il motivo di questo spiaggiamento.  Ma c'e' qualcuno che dice che potrebbe esserci stato l'air gun di mezzo.

L'air gun, come predicato in ogni conferenza a cui ho partecipato da sei anni a questa parte, e’ una tecnica di ispezione dei fondali marini usato dalle ditte petrolifere.  Si mandano spari ad aria compressa ad alta intensita' ogni 5 o dieci secondi (e non minuti come qualcuno ha scritto, mal copiando le mie frasi!) e dalle onde riflesse si cerca di ricostruire la geologia del sottosuolo e la possibile presenza di giacimenti. Ovviamente a causa dell'alto impatto ambientale, ci possono essere lesioni e ferite su animali malcapitati nelle vicinanze. Altra possibilita' e' che gli animali perdano l'udito e con quello il senso dell'orientamento.  Come appunto potrebbe essere successo a Vasto.

Per avere una idea di quanto forti questi spari siano - e' presto fatto. Uno sparo medio e' di circa 210 decibel, che sono un miliardo di volte piu' intensi di un tipico concerto rock. A volte si puo' arrivare a 250 decibel, devastanti per la vita acquatica.

Come detto e' forse troppo presto per dire qualsiasi cosa. Ma i tre cetacei di Vasto pongono delle domande. C'era qualcuno che faceva airgun o multibeam sonar nelle vicinanze di Vasto? Chi? A che scopo? Per quale giacimento? Per quale compagnia?  C'erano altre navi -- commerciali, militari -- a mandare segnali che avrebbero potuto impattare la vita marina?  Lo sapremo mai? Se si, saranno multati?

E ancora, visto che il nostro scellerato governo ha deciso di accellerare sul petrolio, e visto che ci sono stati altri casi di balene spiaggiatesi a causa dell'air gun in tutto il mondo, quali controlli avremo per far si che non ci siano episodi simili in futuro dovuti ai petrolieri? Esistono dei protocolli da parte del governo italiano per prevenire queste cose? Del tipo, se stai sparando in mare alla ricerca di petrolio o affini, hai l'obbligo di fermarti in caso di avvistamento cetacei? Chi controlla?

E Renzi cosa ha da dire su questo tema?  Vogliamo fare la stessa cosa davanti alle coste di Sassari e di Oristano, dove la Schlumberger ha in procinto di eseguire ispezioni sismiche con airgun su un area di 21000 chilometri quadrati a poca distanza dal santuario marino Pelagos?

Probabilmente Renzi non dira' nulla. Non gli interessa delle persone in carne in ossa che dovranno vivere vicino a pozzi, fanghi di perforazione, mari inquinati a Gela e a Viggiano, figurati che vuoi che gli interessino tre capodogli spiaggiati.

E' per tutto questo insieme di cose -- possibilita' di terremoti, di cetacei spiaggiati, di avvelenamento dell'aria e dell'acqua -- che continuo a ripetere che estrarre petrolio non e' saggio per un paese come l'Italia. E' tutto gia' successo altrove. Come puo' non succedere in Italia? Basta solo essere curiosi ed intelligenti e far tesoro degli errori degli altri, per capire che abbiamo il dovere di trovare altre strade per risolvere i problemi di questa nazione. Fare buchi non e' la risposta.

Qui lo spiaggiamento di 100 balene in Madagascar -- uno dei piu' grandi spiaggiamenti al mondo dovuto a esplorazioni petrolifere da parte della ExxonMobil nel 2008.