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Sunday, April 17, 2016

Il referendum non raggiunge il quorum - pensieri e grazie




There is something magnificent about fighting a battle you know you cannot win.

Non ci siamo riusciti. Nonostante tutta la nostra buona volonta’, il nostro entusiasmo, la macchina del no, dell’astensionismo, dei geologi al soldo delle fossili, dei lobbisti del petrolio hanno avuto la meglio su di noi.

Lo sapevamo tutti che non era una partita alla pari fin dal primo giorno: una data a casaccio, la stampa ufficiale contro di noi, gli spauracchi immaginari della disoccupazione e delle luci spente, un primo ministro che invita all’astensione. Onore a noi tutti per averci provato e per averci creduto fino all’ultimo voto.

Mi dispiace molto, e per prima cosa voglio ringraziare tutti quelli che si sono adoperati condividendo post su Facebook, promuovendo incontri di quartiere, facendo passaparola. Voglio ringraziare ogni nipote che lo spiegava al nonno perche’ votare si, e ogni nonno che ha capito che era importante. Voglio ringraziare tutti quelli che sebbene lontani da comunita’ trivellate o trivellande si sono presi la briga di studiare, e sono diventati piccoli attivisti. Anche se non ci siamo riusciti e’ stato lo stesso una bella pagina di democrazia sana, in cui molti si sono sentiti investiti, con il desiderio di poter far qualcosa di buono.

La sconfitta ci insegna che abbiamo ancora tanta strada da fare.

Non e' un caso che laddove le trivelle siano state oggetto di discussione negli scorsi anni ci sia stata maggiore affluenza. Chi sa, chi ha capito, chi ha vissuto il petrolio nelle proprie comunita' ha votato SI. E' stato in parte non realistico pensare che i residenti di Trentino Alto Adgie o di Umbria potessero davvero capire, soprattuto dato tutto quello che veniva scritto sul Corriere della Sera, o gli schiamazzi televisivi o il comportamento immondo dei politici italiani, quasi tutti amici dei petrolieri.

Come dico sempre, l'opinione pubblica te la crei giorno per giorno, con calma e non quando c'e' l'emergenza. Quando ho iniziato questa battaglia, pochi pochi pochi erano quelli che ci credevano. Non c'era Greenpeace a fare titoloni. L'opinine pubblica te la crei parlando, spiegando e sopratutto quando si instaura un filone di fiducia fra il convincitore ed in convincente. Ci vuole tempo, ci vuole pazienza, ci vuole amore.

E' per quello che ho aperto questo blog. Per continuare ogni giorno a raccontare, a spiegare, a volerlo. Non ci si puo' aspettare che gente che non ha mai sentito parlare di trivelle prima d'ora adesso riesca a vedere il quadro completo del tutto, andando oltre le petrolballe di Matteo Renzi,  o a speigargli che era un voto simbolico o che la petrol-monnezza e' vera o che gli 11mila posti di lavoro sono solo nella fantasia dell'ENI.  

Nel 2008 andai a San Vito Marina, dove c'era gia' Ombrina che faceva i test. La gente andava al mare tranquilla, quasi all'ombra di questi enormi tralicci bianchi e rossi. Quasi nessuno si chiese niente.  Feci domande a gente che non conoscevo.  Fui stupita del fatto che quella piattaforma fosse un non problema. Non erano d'accordo o contrari, semplicemente non si erano posti il problema.

A suo tempo Marevivo diceva che Ombrina era tutto fatto per bene, e fino al 2011 Legambiente parlava della necessita' del  "gas di transizione", distinguendo fra petrolio e gas naturale. 

Lo sappiamo come e' andata a finire con Ombrina. E credo che guardare la differenza fra il 2008 e il 2016 sia emblematico. Ci vuole tempo, ci vuole perseveranza, ci vogliono numeri spiegati in maniera chiara, e ragionamenti e idee, e non gli scoop, persone famose e le urla condensate in due mesi.  E questo specie in Italia dove la solidarieta' e il fare squadra sono spesso un miraggio.

Come diceva Francis Bacon e come ricorda il mio amico Fausto Di Biase: "nullus sermo in his potest certificare, totum enim dependet ab experientia".

Ma non tutto e’ perduto. Questo referendum ha avuto il merito di aver portato il tema petrolio nelle case degli italiani, nel bene o nel male. Ha portato quantomeno il dubbio che le trivelle non siano benessere e ricchezza per l’italiano medio.

Purtroppo per noi, ci sono altre concessioni in terra, in mare previste in varie parti dello stivale per i prossimi mesi, per i prossimi anni. Grazie a tutti i dibattiti referendari quelli che avranno la sfortuna di viverci vicino avranno vita piu’ facile nel constrastare questi progetti, se lo vorrannno. Sapranno che si puo’ e si deve lottare, anche se si e’ in pochi, anche se e’ difficile. Avranno materiale ed esempi. E’ tutto scritto, documentato, dai pesci ai terremoti. E’ scomparso il vuoto mediatico che c’era dieci anni fa e questo anche grazie al referendum che ha obbligato stampa e TV ufficiali a parlarne, anche se spesso male.

A suo modo questa sensibilizzazione e’ gia’ una vittoria. E adesso cosa fare? Occorre andare avanti, concessione per concessione, comunita’ per comunita’. E' qui la nostra forza, sul locale. E’ persa la battaglia del referendum, non la guerra.

Anche se Matteo Renzi e Claudio Descalzi andranno a brindare, la storia e’ dalla nostra parte.

Cent'anni fa facevamo buchi perche' pensavamo che far buchi fosse lo stato dell'arte. Lo stato dell'arte nel 2016, nonostante il referendum, nonostante chi ci governa, non e’ fare buchi. E' fare tutto quello che abbiamo fatto fino ad oggi con le fonti fossili senza trivellare ad infinitum, senza distruggere la vita di nessuno, senza martoriare l'unico pianeta che abbiamo.

Dobbiamo continuare a opporci alla petrolizzazione d’Italia come fatto finora, ogni santo giorno, e cioe’ dal basso, progetto per progetto. Dobbiamo continuare a esigere un ambiente ed una democrazia pulite, un Italia che guardi alle rinnovabili e al futuro e non alle trivelle e al passato.

Vinceremo. La storia e’ piu’ grande di Matteo Renzi.

14 comments:

Ilaria said...

Grazie Maria Rita, vero! Non hanno avuto tutti il tempo di capire e documentarsi.
la battaglia è piccola, rispetto alla guerra

iniminimainimo said...

MariaRita, questa è l'Italia di sempre, brava a lamentarsi quando si sente lesa nel proprio piccolo, ma finché non sbatte il muso con la sofferenza non capisce.
Pensa che un'amica di mia mamma (e chissà quanti ragionano così), all'invito di mia madre di andare a votare insieme, ha risposto (rigorosamente in dialetto, magari per sembrare "simpatica"): ahhhh io non ci vengo, che me ne frega a me... possono bucare quanto gli pare...
COMPLIMENTI! E complimenti a tutte le mamme e i papà che vogliono morti i propri figli.
Poi però non andate al cimitero a piangere, e a maledire qualche divinità che ha mandato qualche brutta malattia ai vostri figli. Nessuna divinità cari genitori... è solo la vostra stupidità!

MAP said...

Il quorum non si è raggiunto certo per i non votanti del trentino o dell' umbria; l'affluenza delle regioni costiere è stata perfino sotto la media italiana.
Questo la dice lunga sulla coscienza civica e la conoscenza dei cittadini e su quanto sia forte il meccanismo del potere che tiene il popolo in povertà affinché il popolo abbia bisogno del potere.

Anonymous said...

Ho appena letto dello sversamento di petrolio a Genova... non aggiungo altro.

Remo Angelini said...

Ciao, ho sempre condiviso i tuoi post bellissimi frutto di tanta passione e dedizione. Nel mio piccolo sono andato a parlare nelle scuole, per strada e ad ogni evento che siamo riusciti ad organizzare, anche nei paesini più sperduti. Oggi vorrei tanto abbracciarti per dirti grazie ed anche per dirti che continuerò come prima e più di prima a fare la mia parte. Anche se non mi conosci (io ti ho visto diverse volte), ti voglio bene come una sorella

andricci said...

Grossomodo 1 italiano su 4 ha sensibilità per la tutela dell'Italia, della salute, del futuro. Ma 3 su 4 invece se ne fregano. Aspettarsi che un governo faccia ciò che è gradito da 1/4 quando 3/4 invece accettano passivamente tutto ciò che fa, è come aspettarsi che una palla possa rotolare in salita.
Questo popolo ha il governo che si merita e un'eredità che non si merita.

angelo consoli said...

Marevivo era favorevole a Ombrina?!? :o ?!?

Teresa Maria Rauzino said...

Dopo un'intera giornata trascorsa al seggio elettorale cui ero stata assegnata come rappresentante di lista del Comitato per il SI, ho potuto constatare la passione e la sincerità con cui persone di ogni età e condizione sociale hanno espresso il loro voto sul referendum del 17 aprile, in un via vai che è divenuto fittissimo dalle ore 18 alle ore 22,30. Devo dire che la scena che più mi ha commosso è stata quando un papà, con sulle spalle il suo bambino, dopo aver siglato il suo voto nel segreto della cabina elettorale, ha posto la scheda nelle mani del suo piccolo e gliel'ha fatta depositare nell'urna. Un'immagine che resterà indelebile nella mia memoria, a conferma che tutto il lavoro della Rete No triv e dei sostenitori non è stato vano nel sensibilizzare la gente alla difesa del nostro e del loro Mare.

paolalibera said...

avrei voluto conoscerti prima! Grazie! del tuo articolo,dei tuoi articoli ,vedo un sacco di roba . La terra mi interessa ,la amo, soffro per tutte le violenze operate attraverso un uso sconsiderato dei modi di vivere dell'uomo .
Ieri ho potuto osservare le persone che sono venute a votare ,erano tutte persone simpatiche,vivaci e socievoli. Penso che siano così tutti quelli che hanno votato si, anche nel nostro seggio vistosamente vincente. Ed è un dato importante che un governo intelligente non debba ignorare. Ma il nostro...

maria rita said...

http://ricerca.gelocal.it/ilcentro/archivio/ilcentro/2008/05/23/CH4CH_CH401.html

Piattaforma, Mare vivo promuove la Galloway.

ORTONA.Una visita sulla Galloway per verificare il rispetto delle norme antinquinamento e di sicurezza. A salire sulla piattaforma a tre miglia dalla costa, la presidentessa dell'associazione Mare Vivo, Paola Barbuscia, e personale della capitaneria di porto con il vicecomandante Angelo Capuzzimato. «Siamo saliti a bordo della piattaforma per visionare le attività di ricerca», dice Capuzzimato, «e per conoscere come opera il personale. Nella visita siamo stati accompagnati dallo staff direttivo della Medoil, società che sta facendo ricerche di idrocarburi per il progetto Ombrina mare 2». Prima di iniziare «il giro» sulla piattaforma, agli ospiti sono state illustrate le misure di sicurezza in dotazione. Un geologo ha mostrato le fasi della ricerca e della prospezione mentre gli addetti mettevano in azione le trivelle. Proprio con le trivelle, che arrivano ad una profondità di oltre duemila metri, vengono prelevati campioni di terreno stratificato. Attraverso l'analisi dei sedimenti si verifica la presenza di greggio. Solo in una fase successiva inizia l'estrazione.
«Premetto che da tempo ci battiamo affinché venga realizzato un piano energetico regionale che preveda il ricorso a forme rinnovabili di energia», precisa Barbuscia, «Mare vivo lotta da 25 anni per la tutela del mare e per raggiungere l'obiettivo di una democrazia partecipata che renda consapevoli i cittadini dei progetti prima della realizzazione. Oggi si informano superficialmente i cittadini solo a cose fatte alimentando il conflitto. Abbiamo voluto visitare la piattaforma per capire se siamo di fronte a demoni o professionisti. Dopo aver visto come lavorano, non ci sentiamo di dare addosso a professionisti che nella loro attività rispettano norme e protocolli rigidissimi», afferma, «le attività legate agli idrocarburi hanno un margine di rischio diverso rispetto ad altre però il lavoro a bordo è regolato in ogni aspetto».
L'associazione e la capitaneria sottolineano che sulla piattaforma sono molto attenti allo smaltimento dei rifiuti e dei reflui della lavorazione che vengono portati a terra attraverso i Supply vessels, piccole imbarcazioni che fanno da spola tra porto e Galloway. Sulla piattaforma viene fatta anche la raccolta differenziata. I rifiuti portati a terra eppoi recuperati. «Le amministrazioni, oltre a non informare i cittadini, applicano due pesi e due misure», aggiunge Barbuscia, «si decide di lottare conto il petrolio ma non si fa niente per evitare che i fanghi dragati dal porto di Pescara, per esempio, vengano ributtati in mare oppure non si alza la voce contro la prevista realizzazione di 150 centrali idroelettriche, secondo noi impattanti, lungo il corso di numerosi fiumi abruzzesi. Per questo è stata votata dalla Regione una moratoria fino al 31 dicembre. Le amministrazioni sono responsabili della salute dei cittadini e devono renderci partecipi dei progetti»

maria rita said...

http://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/documento-congressuale-2011.pdf

2011, pagina 9:

In occasione del referendum di giugno è stato possibile, a differenza di
quanto accadde nel 1987, contrapporre alla prospettiva nucleare uno
scenario energetico incentrato sulle rinnovabili, l’efficienza energetica e sul
gas come fonte fossile di transizione.

http://www.peacelink.it/ecologia/a/18883.html

Scitto da Legambiente nel 2006:

Da sempre le proposte di Legambiente in tema di politica energetica assegnano al gas il ruolo di energia fossile "di transizione" verso l’uscita dalla dipendenza dai combustibili fossili, naturalmente a valle di un forte e prioritario impegno per il miglioramento dell’efficienza energetica e per lo sviluppo delle fonti rinnovabili a cominciare dal solare e dall’eolico. Questo perché il gas, rispetto ai derivati dal petrolio e ai prodotti carboniferi, presenta un minore impatto inquinante su scala locale (emissioni di ossidi di azoto e di ossidi di zolfo) e un minore impatto climalterante in termini di emissioni di anidride carbonica.

Luciano V. Palusci said...

Ritengo che la scarsa conoscenza dell'inglese abbia causato gravi confusioni governative tra la GREEN ECONOMY E LA GREY ECONOMY. Il grigio, solitamente attribuito alla materia cerebrale disponibile, purtroppo diventa il colore ufficiale di questa identità anbientalistica nazionale. Ben consapevoli di aver partecipato a questo Refernendum con la sola vana speranza di ribadire una coscienza ambientalistica e, sopratutto, illudendoci di mandare un messaggio forte al Governo, ci si rincuora nell'apprendere che domani il nostro premier interverrà a New York sul tema dello sviluppo sostenibile. Anche il concetto di Sustainable,in una visione linguistica semi-alfabetizzata, rischia di confondersi con il termine "INABLE". Da buoni sportivi facciamo gli auguri alle 21 trivelle coinvolte nella vittoria del NO, fra queste il giacimento Guendalina (Eni) nell’Adriatico, il giacimento Gospo (Edison) nell’Adriatico e il giacimento Vega (Edison) davanti a Ragusa, in Sicilia. Pochi sanno che non saranno interessate invece dal referendum tutte le 106 piattaforme petrolifere presenti nel mare italiano per estrarre petrolio o metano in quanto operanti oltre le 12 Miglia e che godono di ottima salute alla faccia del Popolo Italiano che di queste controverse risorse non sembra proprio tragga il minimo beneficio (visto il costo delle bollette energetiche). Aspettiamo dunque il prossimo Referendum burla, dove, più esplicitamente ci chiederanno se, visto che dobbiamo prenderlo in quel posto, quale posizione preferiamo.

Vincenzo Moscuzza said...

Renzi è la più grande bufala italiana degli ultimi anni! È entrato dalla finestra e si è installato come se l'avesse votato qualche elettore. Ha fatto eleggere un presidente della repubblica che adesso gli è tanto devoto che non lo puo contrastare. Affossa le rinnovabili e si autoproclama il Vero Ambientalista d'Italia a differenza degli "ambientalisti ideologici". Sostiene le lobby del petrolio e firma accordi per ridurre l'impatto del fossile (sic!!). Si è tirato addosso le ire delle imprese del comparto delle rinnovabili che hanno fatto ricorso al TAR per la genialata del decreto " spalma incentivi" ed a New York sfoggia dieci punti per cambiare l'Italia verso le energie rinnovabili..... Ma la barzelletta è che rimprovera l'ONU e gli altri stati perche abbiano " la nostra stessa sensibilità"....È una barzelletta continua sto' ragazzo....

Vincenzo Moscuzza said...

Renzi è la più grande bufala italiana degli ultimi anni! È entrato dalla finestra e si è installato come se l'avesse votato qualche elettore. Ha fatto eleggere un presidente della repubblica che adesso gli è tanto devoto che non lo puo contrastare. Affossa le rinnovabili e si autoproclama il Vero Ambientalista d'Italia a differenza degli "ambientalisti ideologici". Sostiene le lobby del petrolio e firma accordi per ridurre l'impatto del fossile (sic!!). Si è tirato addosso le ire delle imprese del comparto delle rinnovabili che hanno fatto ricorso al TAR per la genialata del decreto " spalma incentivi" ed a New York sfoggia dieci punti per cambiare l'Italia verso le energie rinnovabili..... Ma la barzelletta è che rimprovera l'ONU e gli altri stati perche abbiano " la nostra stessa sensibilità"....È una barzelletta continua sto' ragazzo....