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Saturday, February 16, 2008

L'ENI in Nigeria


Da vari decenni l'ENI opera anche in nazioni in via di sviluppo come la Nigeria. Ecco un piccolo esempio di cosa accade li.

Apoi Clan, stato della Bayelsa, Nigeria. Prima del petrolio, la popolazione era prevalentemente dedita all'agricoltura e alla pesca, ora attivita' fortemente compromesse dall' inqui-
namento. Dal 1980 esiste un oleodotto dell'ENI, ormai obsoleto e corroso, che trasporta greggio dai pozzi alla centrale petrolifera Ogbainbiri, anch'essa di proprieta' dell'ENI.

Dal 1999 ad oggi si registrano continui incidenti con scoppi delle tubature, emissioni di greggio ed incendi. Il rogo piu' grave accadde nell'Ottobre del 2007, quando ci fu' l'ennesimo incendio e l'ENI, allertata dalla popolazione prima, e dal Ministero dell'Ambiente Nigeriano dopo, si rifiuto' di recarsi sul luogo della catastrofe. Gli ufficiali ENI dissero che non potevano farci nulla. Dissero che avrebbero lasciato il fuoco divampante proseguire il suo corso, per poi intervenire immediatamente dopo.

Le fuoriuscite di petrolio e l'incendio durarono per tre settimane, generando un vero e proprio disastro ambientale, incendiando e inquinando gran parte delle terre circostanti. Alcuni laghi che la popolazione usava per la pesca, sono stati resi impraticabili a causa delle forti quantita' di greggio disperse. Fino ad oggi nessun rappresentante ENI si e' degnato di far visita a queste popolazioni. In cinque mesi non c'e' stato nessun tentativo, gesto o mossa anche simbolica dell'ENI per cercare di porre rimedio al danno che i loro tubi corrosi hanno prodotto. Molto probabilmente non faranno nulla, e utilizzerano le loro solite tecniche: negheranno. Negheranno come hanno fatto in precenza in Nigeria, affermando che non ci sono perdite e che le lamentele del popolo sono completamente infondate.

Un po' come fanno con noi, quando ci dicono che il centro petroli di Ortona sara' un posto idilliaco e che Viggiano e' un paradiso.

Intanto, la popolazione nigeriana continua a chiedere risarcimenti, miglior distribuzione delle risorse, ripristini ambientali, regole piu' severe. La maggior parte della gente e' povera e poco istruita. La qualita' della vita e' peggiorata per loro. L'ENI, che assieme alla olandese Shell e' la compagnia occidentale a maggior presenza in Nigeria, fa orecchie da mercante. La corruzione e' all'ordine del giorno. Al nostro mondo ricco e lontano queste cose non vengono dette. La violenza e' sempre sbagliata, ma non bisogna sorprendersi troppo se oltre a chi protesta in modo civile in Nigeria, compaiono anche gruppi di cittadini militanti che vanno in giro a prendere emissari ENI in ostaggio.

Si raccoglie cio' che si semina.

Fonti:
Environmental Rights Action, BBC,National Geographic Magazine

8 comments:

George said...

Il parallelo tra la Nigeria e Ortona coinvolge l'Eni anche per quanto riguarda il discorso rigassificatori: metano preso a due soldi lì, messo sulle navi gasiere, così da aggirare il problema di doverlo comprare sul mercato del metano consegnato tramite gasdotto, altro che la frottola di garantire al nostro paese inverni caldi, al riparo di ricatti russi o ucraini...il tutto in regime di monopolio, ovviamente!

George said...

vedi pure "SANGUE SUI RIGASSIFICATORI"
http://www.peacelink.it/ecologia/a/18392.html

Ciao Maria!

maria rita said...

George, grazie - ho visto e firmato l'appello di peacelink. Ma sai che questa storia dell'inverno al freddo me l'hanno mollata anche a me? Quando incontrai l'ENI mi dissero le stesse cose: che senza la raffineria di Ortona corriamo il rischio di passare l'inverno senza riscaldamento!!
Ma chi credono di prendere il giro???

SinceraMente said...

Ciao a tutti!
Come dicevo l'altra sera al consigliere regionale ci possiamo riscaldare benissimo col cippato, pelelts di legno, manutanzione dei boschi, in una parola: BIOMASSE.
Così ci guadagna l'ambiente ( molti boschi ben tenuti e polmoni verdi e ricchi di ossigeno ); ci guadagna l'economia molte persone posso lavorare per manutenere i boschi di cui sopra, ed il SOALRE TERMICO ?? non può essere utilizzato per il riscaldamento? Certo che si ecc.ecc.ecc. Signori il Comitato Natura Verde è nato per fare informazione e far aprire gli occhi ai cittadini circa la vera natura dell' Ente Nazionale Inciuci ( altro che energia pulita ) e per contrastare la realizzazione di un MOSTRO PETROLCHIMICO assetato di enormi quantità di acqua potabile, assetato di salute umana e vegetale; MA HA TUTTE LE CAPACITA' E CONOSCENZE PER PROPORRE EFFICIENTISSIME SOLUZIONI ALTERNATIVE AL PESSIMO ED ORMAI SUPERATO PETROLIO !!!!

james e ursula said...

MARIARITA, ECCO LA RISPOSTA AI SILENZI DI DEL TURCO, lui continua col dire che è un delitto impedire all'eni di investire da noi.
per ME è un delitto averlo ancora tra i piedi come presidente di regione.
MA QUALI DEFICIENTI LO HANNO VOTATO????
cara mia è più che uno scellerato!!!
SPERO CHE LA MAGISTRATURA POSSA INDAGARE SU DI LUI PER BLOCCARLO SUBITO

enio said...

@james&ursula
in Italia non indagano i politici e tantomeno del Turco se non lo beccano al telefono con qualche mafioso. In parlamento ci sono personaggi ben peggio di lui e alcuni hanno più di un processo in corso. Non dimentichiamoci che noi siamo riusciti, grazie a Pannella, a mandare alla camera una "battona" come Cicciolina, quindi non c'è da meravigliarsi. Io fido molto nel movimento anti ENI che non smobiliti e tenga alta la guardia, altrimenti i pozzi di petrolio si faranno. L'ENI in Italia è una potenza economica di stato e nessuno oserà mettersela contro. C'è solo d'augurarsi che le manifestazioni siano sempre numerose e compatte. Loro cercheranno di stancare i dimostranti con continui rinvii, bisogna vedere questi poi quanto seguito ( popolazione ) avrà dietro. Riguardo a Del Turco, concordo è sempre stato un problema dovunque lui sia stato, lo era allora come sindacalista e lo è adesso come presidente della regione Abruzzo. La sinistra al potere si è rivelata peggio della destra e l'unica barriera da frapporre a questi "scellerati" e la manifestazione.

Anonymous said...

ENI, "codice etico" e Servizi Segreti

Indiscrezione tratta dal portale Indymedia al link:

http://piemonte.indymedia.org/article/5520

In una surreale seduta Straordinaria del Consiglio di Amministrazione dell'E.N.I. (che trovate trascritta ed in originale) evocato il nome d'un fantomatico giornalista (Altana Pietro) e dei nostri Servizi Segreti Italiani

Stà scritto lì, nero su bianco, nel verbale del C.d.A. dell'E.N.I.:


"... l'11 giugno 2004 Abb denuncia alcuni manager dalla sua filiale milanese di occultamento di perdite di 70 milioni di euro e rassegna al PM Francesco Greco due nomi di propri dipendenti, tali Carlo Parmeggiani e Piarantonio Prior, che sarebbero coinvolti anche anche in una tangente al manager di Enipower Larenzino Marzocchi.Mi chiedo per quanti anni ancora sarebbe andata avanti tale forma e genere di crimine se non ci fosse stata nel marzo 2004 l'indagine del professionista della stampa Altana Pietro (fonte ritenuta vicina ai Servizi Segreti) che ha fatto indagini su Enichem, Enipower, ABB; se non ci fosse stata la denuncia al Magistrato da parte di Abb, mi chiedo come possa essere motivato una tale procrastinazione di delittuoso comportamento, per altro verso una pluralità di commissionari, senza che, in più anni e sistemi di controllo aziendali interni siano riusciti ad intercettare alcunché...".

Anonymous said...

"Tangenti Nigeria: ENI rischia grosso (e paga cash)"


Articolo tratto dal portale Indymedia al link:


http://piemonte.indymedia.org/article/8981


Si legge nel verbale – bozza - della Riunione N. 5 del 3 marzo 2010. Quelli di Indymedia.org sono “rompicoglioni”. L’ENI infastidita da Indymedia perché anticipa on-line il contenuto di documenti che dovrebbero rimanere riservati. Chi corrompe paga e i cocci son i suoi.

Altana Pietro, l’agente del Sismi che ha spiato anche l’ENI pare che avrà una bruttissima sorpresa. Ci penseranno l’Avv. Vincenzo Roppo e Berneschi di Banca Carige a mettergli il bastone in mezzo alle ruote. Anche noi di Indymedia probabilmente ci prenderemo una tiratina d’orecchi perché siamo scassaminchia. Però l’ENI rischia di più.

Per le tangenti in Nigeria, oltre a pagare 240 milioni di $ al Departments of Justice USA e 130 milioni di $ alla SEC l’ENI (la capogruppo) rischia di beccarsi anche un’incriminazione per corruzione, riciclaggio e associazione per delinquere.

Poi c’è il procedimento in Italia a carico dell’ENI che è nella fase delle indagini preliminari, ed è ancora pendente il ricorso in Cassazione sulla misura interdittiva a carico di Saipem e ENI.

E poi tu Scaroni t’indigni se uno di noi sputtENI la tua società corrotta?

Su Indymedia la "Trascrizione Verbale CDA E.N.I. S.p.A. del 3 marzo 2010"