Le epoche passano, e noi anche se non se non lo sappiamo siamo nel bel mezzo di questo tempo di transizione dalle fossili alle rinnovabili.

Qualche partita la perdiamo, ci sono sempre i fossili dentro, da Trump fino a Descalzi, ma il futuro non e' piu' sottoterra.

Ed e' rimarchevole che i principali risultati arrivino dai paesi in via di sviluppo. Forse per la loro densita' demografica, o per il fatto di partire da zero e di non avere zavorra petrolifera, fatta di interessi, di lobbisti, di diritti acquisiti, che le cose qui sono piu facili. Fatto sta che le rinnovabili continuano a crescere come non mai in India.

Cosi tanto che la ditta principale di carbone del paese, la Coal India, la piu' grande del mondo e che produce -- o produceva --  l'82% del fabbisogno nazionale chiude 37 delle sue miniere.

Non sono piu competitive con il sole e con il vento.

Queste 37 miniere rappresentano il 9% delle operazioni della Coal India che risparmiera' ben 124 milioni di dollari dalla loro chiusura.
Nel solo mese di Maggio, l'India ha mandato in pensione l'equivalente di 14 gigawatt di stazioni energetiche a carbone. E' l'equivalente di tutto il carbone che usa il Regno Unito!
Le tariffe per l'energia dal solo sono arrivate a minimi record: cioe' costa cosi poco l'energia dal sole che il carbone non e' piu competitivo. 
All'asta nazionale del giorno 12 Maggio 2017 la Solar Energy Corporation of India (SECI) ha annunciato di vendere energia per 2.44 rupie per kilowatt-ora.
L'energia dal carbone invece e' stata offerta per 3.20 rupie per kilowatt-ora.
E' evidente cosa costa meno!

E cosi, grazie ad investimenti, crollo dei prezzi, migliore tecnologia, il paese non costruira' piu' impianti a carbone dopo il 2022.

Se tutto va come prgrammato, si arrivera' al 57% di energia da rinnovabili entro il 2027. 

Fra dieci anni in una nazione di un miliardo di persone e piu', e in via di sviluppo.