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Thursday, June 14, 2018

Il Quebec vieta il fracking











Il Quebec annuncia che vietera' il fracking e che imporra' regole piu' ferree per tutta l'industria del petorlio e del gas, dall'esplorazione, all'estrazione, allo stoccaggio dei prodotti petroliferi. 

Il ministro delle risorse naturali del Quebec, Pierre Moreau dice che la sicurezza della persone, delle cose e la protezione dell'ambiente vengono prima di ogni altra cosa.

La decisione e' stata presa dopo una serie di consultazioni pubbliche nel Quebec e verra' inscritta nel cosidetto Petroleum Resources Act.  Oltre al divieto del fracking ci sara' anche il divieto di trivellare in laghi e fiumi, e verranno fortemente ristrette le zone dove anche l'esplorazione per idrocarburi sara' vietata, fra cui zone urbane.

Sara' vietato trivellare in tutti i siti delicati ed ad alta densita' abitativa, con una zona di esclusione di un chilometro tutt'attorno.  In altre localita' ci sara' invece un divieto trivellante di un chilometro da ogni scuola, ospedale, casa ed ufficio pubblico.

E' tanto, e' poco? A ciascuno il proprio parere. Di certo e' che qualsiasi passo in avanti e' un buon passo, ma che se vogliamo salvare l'unico pianeta che abbiamo, la soluzione e' zero fonti fossili.





Sunday, June 25, 2017

Francia: niente piu' trivelle per petrolio, gas, fracking



Nicolas Hulot, Ministro della Transizione Energetica sotto Emmanuel Macron

 Guyana francese





“There will be no new exploration licences for hydrocarbons,”

Nicolas Hulot,  Ministro della Transizione Ecologica di Francia.




Se approvata, la Francia non rilascera' piu' permessi petroliferi esplorativi;
Le concessioni attuali saranno tutte eliminate entro il 2040;
Nel 2040 la Francia endera' la vendita di automobili a benzina e diesel; 
Sara' vietato trivellare anche nei territori oltremare

E' una legge simbolica, perche' la Francia produce solo 6 milioni di barili l'anno
ma e' pur sempre un passo, ed un esempio.

La Francia non ha mai rilasciato permessi da fracking, che e' vietato qui dal 2013.


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6 Giugno 2017

Era gia' stato annunciato circa un anno fa e il nuovo governo di Emmanuel Macron pare ora voler fare sul serio.

Come parte della transizione verso un futuro piu' green, la Francia non dara' piu' licenze esplorative per petrolio e gas.

Il ministro della transizione ecologica, Nicolas Hulot conferma che la legge sara' approvata in autunno.  Chi e' Nicolas Hulot? E' un attivista che nella vita ha realizzato diversi documentari sulla natura e sulla necessita' di proteggerla.

Aumenteranno anche le tasse sul diesel, e ci saranno decisioni piu' rapide per tagliare le emissioni e l'inquinamento in generale.  Il divieto di trivellare sara' esteso al petrolio, al gas, con o senza fracking e anche nelle ex-colonie, in particolare nella Guinea francese che di recente e' stata presa di mira da varie compagnie di petrolio e di gas.

Uno dei timori e' che le ditte di oil and gas faranno ricorsi e correranno in tribunale.

Dopotutto la Total e' potente ed e' francese.

In questo momento, il 75% dell'energia in Francia pero' arriva dal nucleare, industria che da impiego a 200mila lavoratori sotto la EDF - Elettricita' di Francia. Nel 2016 una legge e' stata passata per ridurre l'uso del nucleare fino al 50% entro il 2025 -- legge che ha gia' portato a proteste per la possibile perdita di posti di lavoro, e per la prevista chiusura di 20 reattori. 

Quindi c'e' da lavorare. Ma Macron vuole anche portare avanti un nuovo programma per ridurre i consumi, tagliare le emissioni di anidride carbonica e portare lavoro.

Insomma, come dice Nicolas Hulot nella foto con Arnold nella foto in alto, vuole "make the planet great again".


Monday, February 29, 2016

Mi scrive l'ambasciatore dell'Ecuador in Italia: le trivelle in Amazzonia sono tuttapposto





















 Texaco extracted up to 1.5 billion barrels of oil. The contamination of of the Amazon forest left millions of gallons of oil in the soil, 20 million cubic meters of polluted gas into the air and hundreds of contaminated water pools and open air waste pits left abandoned without any covering or cleaning.




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Ecco la lettera che mi scrive l'ambasciatore dell'Ecuador in Italia:



Dottoressa
Maria Rita D'Orsogna
Blogger del Fatto Quotidiano

In riferimento all'articolo "Ecuador, i petrolieri cinesi trivellano l'Amazzonia", pubblicato nel blog di Il Fatto Quotidiano, nel quale si conferma che l'Ecuador: ha deciso di vendere 200 mille ettari di bosco del sud del paese ad un consorzio petroliere cinese" (traduzione allo spagnolo); devo, nella mia qualità di Ambasciatore dell'Ecuador presso l'Italia, chiarire questa informazione errata.

L'Ecuador non ha venduto né un solo ettaro di foresta amazzonica a nessun consorzio. Quello che ha avuto luogo è un contratto di prestazione di servizi, tra l'Ecuador ed un consorzio di imprese di industrie petrolifere per l'esplorazione e estrazione di petrolio esistente nei blocchi 79 e 83 dell'Amazonia ecuadoriana.

Questo contratto è parte del legittimo diritto che ha l'Ecuador di gestire le proprie risorse naturali a beneficio del bene comune e contempla i precetti Costituzionali che inquadrano questo tipo di attività. Nell’articolo 317 della Costituzione dell'Ecuador stabilisce:

Art. 317: Le risorse naturali non rinnovabili appartengono al patrimonio inalienabile ed imprescrittibile dello Stato. Nella sua gestione, lo Stato darà la priorità alla responsabilità intergenerazionale, la salvaguardia della natura, la riscossione di regalie o altre contribuzioni non tributarie e di partecipazioni imprenditoriali; e minimizzerà gli impatti negativi di carattere ambientale, culturale, sociale ed economico.
 
L'accordo di concessione firmato dall'Ecuador, permette l’estrazione della risorsa in condizioni specifiche da utilizzo congiunto e soprattutto della riguardo all’ambiente. Mi permetto di informarla che l'Ecuador è stato un leader regionale su temi di salvaguardia e tutela dell’ambientale.

Vorrei inoltre segnalare che, l’estrazione delle risorse naturali non comporta un pericolo per la salvaguardia culturale dei popoli e nazionalità ancestrali. Il Governo dell'Ecuador ha come priorità la cura delle comunità dell'Amazonia ecuadoriana e indirizza gran parte dei guadagni del petrolio va ad opere pubbliche e progetti di sviluppo nella zona. Tutto ciò in consonanza con l'articolo 74 della Costituzione ecuadoriana che dispone: "Le persone, comunità, popoli e nazionalità avranno diritto a beneficiare dell'ambiente e delle risorse naturali che consentano loro il buon vivere."

In conclusione, il petrolio rappresenta la principale fonte d’ingresso per l'Ecuador e l’estrazione è un legittimo diritto che si traduce nel beneficio collettivo del paese. Il Governo dell'Ecuador indirizza i propri sforzi affinché le risorse naturali del paese siano utilizzate in modo razionale, sostentabile e sostenibile, preservando la natura e beneficiando a tutti i popoli e nazionalità del paese.

A questo proposito, sarei molto grato che in futuro gli articoli relativi all'Ecuador dispongano di fonti di contrasto adeguate. Se lei desidera maggiore informazione su tutto ciò che sta accadendo nel paese, questa Ambasciata sarà sempre a disposizione per offrire l'informazione a lei necessarie.

Attentamente,

Juan Holguín Flores

AMBASCIATORE DELL'ECUADOR IN ITALIA



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Mia risposta:

Gentile Ambasciatore, grazie delle precisazioni. Io pero' non credo che il "contratto di prestazione di servizi" fra l'Ecuador e i petrolieri cinesi per trivellare l'Amazzonia sia essenzialmente cosa diversa dal vendere la foresta alle multinazionali di Pechino. Cosa offre l'Ecuador in questo contratto? La foresta. Cosa faranno i cinesi? Trivelleranno in cambio di soldi. Non e' questa una compravendita? Anzi, se vuole sapere cosa penso, assieme al contratto avete venduto anche la vostra anima.

I petrolieri trivelleranno, bucheranno, disboscherano, inquineranno, distruggeranno la fauna, la flora, il modo di vivere dei residenti dell'Amazzonia come hanno fatto dovunque sono andati nel mondo intero.

Non segue la storia Ecuador/Texaco/Chevron? Come e' possibile che non abbiate imparato niente da Lago Agrio, una delle tragedie petrolifere piu' eclatanti del mondo e che e' accaduta nel vostro stesso paese?

O pensate che i cinesi saranno meglio dei texani o che adesso non si inquina piu'? O pensate che il sacrificio dei 30,000 afectados rappresentati da Julio Prieto e Pablo Fajardo sia stato fine a se stesso? Non e' giusto che loro abbiano dovuto soffrire decenni di inquinamento, malattie, acqua inquinata, pesca inpraticabile e che adesso il governo dell'Ecuador ripeta gli stessi sbagli, gettando le basi per un altro Lago Agrio in un altra zona del paese.

Lei mi dira' che sono cose diverse, ma non e' cosi'. Mutatis mutandis, il risultato e' sempre lo stesso, dalle vigne della Basilicata alla giungla dell'Ecuador, alle mangrovie della Nigeria. Petrolio = Distruzione. Non ci sono altre parole.

Ed e' una cosa non sapere quali sono le conseguenze delle trivelle, come non si sapeva nel 1964 quando la Texaco arrivo' in Ecuador, ed e' un'altra saperle, come si sa nel 2016, e ugualmente stipulare "contratti di prestazione" per trivellare la foresta. Tutti sappiamo come andra' a finire, a prescindere da quel che dice la costituzione del suo paese.

Non e' possibile estrarre petrolio e al contempo rispettare l'ambiente. Non si puo', non e' mai successo da nessuna parte e mai succedera'.  Punto e fine.

E lo sa perche' sono cosi categorica? Perche' invece di parlare con governanti e gli spin doctor e i lobbisti che pure hanno cercato di farmi il lavaggio del cervello, parlo e leggo e scrivo con la gente normale che queste cose le vive. Io spero che un giorno invece che spendere il suo tempo a difendere i "contratti di prestazione di servizi" lei vada ad incontrarli questi afectados e che ci sia giustizia per loro.

Infine, sarebbe bello poter pensare che invece che trivellarla, il governo dell'Ecuador proteggesse la sua foresta. E assieme alla foresta, i suoi indigeni e che la foresta fosse usata per il benessere economico di tutti in modo intelligente, sostenibile e lungimirante cosicche' ne possano godere anche le generazioni future.

Vedo che non e' cosi'.

MRD

Monday, February 8, 2016

Lavoro dal 1980 nel settore di ricerca e produzione di idrocarburi, di cui 33 con ENI. Mi dica il suo planning.



 A noi la scelta, 
non si puo' essere tutte e due allo stesso tempo.


Mi giunge questa lettera:

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Cara dottoressa

Lavoro dal 1980 nel settore di ricerca e produzione di idrocarburi, di cui 33 anni con Eni.

Ho,passato molti anni in Adriatico sulle piattaforme per ricerca del metano, abbiamo sempre rispettato le normative, nessuno di noi è un criminale, ho verificato invece, quanti veleni e detriti arrivano dai fiumi, che sono delle fogne a cielo aperto, dove città moderne , come Milano scaricano legalmente senza depuratore, e nessuno si straccia le vesti per questo.

Ho visto aumentare la fauna ittica intorno alle piattaforme, dove tutta la catena alimentare parte con le alghe attorno alle gambe della struttura, a largo di Ravenna dove affondò il Paguro, si é creata una oasi ittica, li dove c'era un fondale povero e sabbioso.

Ovviamente il rischio zero non esiste in nessuna attività lavorativa, e nemmeno tra le mura domestiche, quindi si deve sempre monitorare e implementare le fasi lavorative.

Lei ha mai sentito parlare di adrazzina, mica è sparita dalle falde, hanno aumentato la soglia legale. Lei si muoverà, credo non vada a piedi o a cavallo o sempre in bicicletta, userà dei mezzi trasporto, essi per muoversi usano derivati del petrolio, il suo PC perché lei usa un PC , uno smart phone, di cosa sono fatti? Legno, non credo.

In inverno a meno che non dorma in strada, la sua casa sarà riscaldata, come? Con che energia? E quando c'è il caldo opprimente, usa dei climatizzatore, oppure suda come un negro nelle piantagioni di cotone? Le strade come vorrebbe pavimentare?

Insomma la nostra vita è contornata da servizi, accessori, legati agli idrocarburi, esistono da anni affioramenti naturali di petrolio in superficie, potremmo citare il buon Dio a giudizio per questo?

Se tutto ciò è negativo, come vorrebbe modificare, la vita moderna per evitare tale problemi?

Mi faccia sapere, io ho installato i pannelli solari, ma di notte non mi danno energia e nemmeno quando è nuvoloso, ho acquistato una caldaia a bio massa, ma pare inquini molto di più del metano, eppure lo stato italiano, mi ha incentivato, mi spieghi lei, come dovrebbe cambiare la nostra vita di tutti giorni senza l'ausilio assoluto di idrocarburi e loro derivati, magari dovremmo acquistarli sempre dall' estero, come facciamo con l' energia elettrica prodotta dai nostri vicini Francesi, Croati ecc.

Grazie aspetto il suo planning.

None e cognome

Drilling superintendent

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E poi questa:

Mi corre l'obbligo ringraziarLa per quanto ha fatto in favore della nostra splendida regione che è l'Abruzzo, dove vivo dagli anni '40 e dove sono nati i miei due figli, a Lanciano.

Ho la veneranda età di 81 anni. Imparai a nuotare a S.Vito, nel "mio" mare,  tratto San Vito/Fossacesia,  zona (unica) dei trabocchi.

Ho temuto fortemente che gli interessi di pochi prevalessoro, come purtroppo accade sovente da noi, cosa a Lei  ben nota.

Sono fiero, e con me lo sono mia moglie, i miei figli e la mia cara nipote, sapere che un'abruzzese, per di più di origine lancianese, occupa un posto di prestigio quale è il Suo.

Il nostro più sincero e sentito "ad majora".

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Si, ad majora. Ma il majora non sono le trivelle. Ad majora e' il sole, e' la programmazione, e' il pensare, e' il volere.


Friday, November 14, 2014

La Schlumberger di nuovo all'attacco 4000 kmq in Calabria, Basilicata, Puglia

Schlumberger Italiana:


Nota: il sito scelto dalla Schlumberger e' *gia'*
 coperto da concessioni minerarie! 

E quindi ci saranno due operatori sulla stessa concessione!

E infatti ecco qui di sotto i siti con gia' le richieste di ricerca di petrolio
da ditte diverse. Non ci si capisce niente.



ENI:
Shell:
Shell:


Enel Longanesi Developments:




Nautical Petroleum Transunion Petroleum Italia:

Appennine Energy:

 Enel Longanesi:
Qui tutte le aree protette vicino alla concessione per le quali, 
secondo la Schlumberger, sara' tuttapposto, sempre.



Parco Marino Regionale “Riviera dei Cedri” - Calabria
Parco Marino Regionale “Baia di Soverato” - Calabria
Parco Marino Regionale “Costa dei Gelsomini” - Calabria
Parco Marino Regionale “Scogli di Isca” - Calabria
Parco Marino Regionale “Fondali di Capocozzo 
S. Irene Vibo Marina Pizzo Capo Vaticano Tropea” - Calabria
Parco Naturale Regionale “Costa Otranto – Santa Maria di Leuca – Bosco Tricase” - Puglia
Parco Naturale Regionale “Dune Costiere da Torre Canne e Torre San Leonardo” - Puglia
Parco Naturale Regionale “Litorale di Punta Pizzo e Isola di Sant’Andrea” - Puglia
Parco Naturale Regionale “Porto Selvaggio e Palude del Capitano” - Puglia
Riserva Naturale Regionale “Foce del Crati” - Calabria
Riserva Naturale Statale “Metaponto” - Basilicata
Riserva Naturale Regionale “Bosco Pantano di Policoro” - Basilicata
Riserva Naturale Regionale “Litorale Tarantino Orientale” - Puglia
SIC IT9320100 "Dune di Marinella" - Calabria
SIC IT9310051 "Dune di Camigliano" - Calabria
SIC IT9310048 "Fondali Crosia – Pietrapaola" – Cariati - Calabria
SIC IT9310047 "Fiumara Trionto - Calabria
SIC IT9310045 "Macchia della Bura - Calabria
SIC IT9310044 "Foce del Fiume Crati - Calabria
SIC IT9310052 "Casoni di Sibari - Calabria
SICIT9310042 "Fiumara Saraceno - Calabria
SIC IT9310053 "Secca di Amendolara" - Calabria
SIC IT9310043 "Fiumara Avena" - Calabria
SIC IT9310040 "Montegiordano Marina"- Calabria
ZPS IT9320302 "Alto Ionio Cosentino" - Calabria
ZPS IT9310304 "Marchesato e Fiume Neto" - Calabria
SIC IT9220055 "Bosco Pantano di Policoro e Costa Ionica Foce Sinni" - Basilicata
SIC IT9220080 "Costa Ionica Foce Agri" - Basilicata
SIC IT9220095 "Costa Ionica foce Cavone" - Basilicata
SIC IT9220085 "Costa Ionica Foce Basento" - Basilicata
SIC IT9220090 "Costa Ionica Foce Bradano" - Basilicata
ZPS IT9220055 "Valle Basento – Ferrandina Scalo" - Basilicata
SIC IT9130006 "Pinete dell’Arco Ionico" - Puglia
SIC IT9130008 "Posidonieto Isola di San Pietro – Torre Canneto" - Puglia
SIC IT9130003 "Duna di Campo Marino" - Puglia
SIC IT9130001 "Torre Colimena" - Puglia
SIC marino IT9150027 "Palude del Conte e Dune di Punta Prosciutto" - Puglia
SIC marino IT9150028 "Porto Cesareo" - Puglia
 SIC marino IT9150013 "Palude del Capitano" - Puglia
SICIT9150007 "Torre Uluzzu" - Puglia
SIC IT9150008 "Montagna Spaccata e Rupi di San Mauro" - Puglia
SIC IT9150034 "Posidonieto Capo San Gregorio, Punta Ristola" - Puglia
SICIT9150015 "Litorale di Gallipoli e Isola di S. Andrea" - Puglia
Area Specialmente Protetta di Importanza Mediterranea (ASPIM) “Porto Cesareo”- Puglia
Area marina protetta "Porto Cesareo" (EUAP0950) - Puglia
Important Bird Area  IT149M "Marchesato e Fiume Neto" - Calabria
Important Bird Area IT144 "Alto Ionio Cosentino" - Calabria
Important Bird Area Isola di Sant’Andrea" - Puglia

Nella zona interessata a partire ci sono stati almeno 800 spiaggiamenti ufficiali negli scorsi 25 anni. Ma la Schlumberger promette che se avvisteranno cetacei si fermeranno per venti minuti e compileranno un rapporto.








Cosa restera' del golfo di Taranto?

E' questa la domanda che mi sovviene guardando l'enorme concessione petrolifera che la Schlumberger Italiana richiede al Ministero dell'Ambiente nel mar Ionio.

Si tratta del progetto d 3 F.P-.SC, per l'ispezione sismica tridimensionale conair gun in un area di oltre 4,000 chilometri quadrati e per acquisire circa 4,300 km di linee sismiche per una durata di 92 giorni.

Ci sono dentro tutti - Basilicata, Puglia, Calabria, con le province di Crotone, Cosenza, Matera e Lecce ed i comuni di Galatone, Lizzano, Strongoli, Manduria, Corigliano Calabro, Scansano, Montegiordano, Roseto Capo Spulico, Albidona, Pulsano, Maruggio, Taranto, Rossano, Ciro' Marina, Castellaneta, Ugento, Melissa, Crucoli, Rotondella, Palagiano, Leporano, Crotone, Racale, Sannicola, Rocca Imperiale, Castrignano del Capo, Cariati, Pietrapaola, Taviano, Ginosa, Crosia, Nova Siri, Massafra, Cassano all'Ionio, Porto Cesareo, Policoro, Morciano di Leuca, Patu', Ciro', Scala Coeli, Gallipoli, Mandatoriccio, Alliste, Salve, Bernalda, Nardo', Trebisacce, Pisticci, Torricella, Calopezzati, Villapiana, Amendolara.

Apro il file. La prima cosa che dicono e' che "non è contemplato, in nessun momento, di procedere con alcun tipo di perforazione finalizzata all’esplorazione, né tantomeno allo sfruttamento di eventuali giacimenti".

In nessun momento. Benone. Quindi fanno le indagini per passatempo? Per amore della conoscenza? O dicono cosi solo per prenderci in giro? Continuo a leggere e poi aggiungono "La proposta di prospezione geofisica è scaturita dalla necessità di perfezionare la conoscenza del sottofondo marino in quest’area, caratterizzata da un’interessante potenzialità mineraria, e di mettere a disposizione delle compagnie che operano nell’area i dati ad alta risoluzione ottenuti con le prospezioni geofisiche."

Ah, eccola la verita': c'e' una interessante potenzialita' mineraria e le "compagnie che operano nell'area" possono usare questi dati e quindi la Schlumberger offre di "perfezionare la conoscenza del sottofondo marino". Ma, di quali compagnie si tratta? Di compagnie turistiche, di ditte di pesca? Molto piu' probabile che si tratti di ditte petrolifere che hanno come scopo quello di trivellare, soprattutto visto che la stessa Schlumberger si autodefinisce "la più grande compagnia al mondo di servizi per le società petrolifere".

Come dire: non preocupatevi, prendiamo solo i dati, facciamo tre mesi di air gun, chissa, magari ci lascia le penne qualche cetaceo, ma alla fine non siamo noi a trivellare, sara' un altro!

La cosa che lascia interdetti e' che questa concessione *si sovrappone* ad altre gia' esistenti, dell'ENI, dell'Enel Longanesi, della Transunion. Interessante soprattutto che qui si tratta di airgun, per le concessioni gia' in itinere si trattava di permessi di ricerca che di solito prevedono il pozzo. Due concessioni per due operatori diversi sullo stesso sito e in ordine contrario alla logica. Non c'e' ne capo ne coda, lo so.

Ad ogni modo, la tecnica di airgun che la Schlumberger intende usare nello Ionio e' la stessa che aveva proposto per i mari di Sardegna. Ci sara' una batteria di 24 pistole con violenti spari di aria compressa ogni 5-15 secondi fino a 260 decibel, un bombardamento di intensita' elevatissima per le specie acquatiche. Piu' forte dell'airgun ci sono solo i terremoti ed i vulcani nei sottofondali marini. 

Tutto sara' fatto per la protezione dell'ambiente -- ovviamente -- ma e' strabiliante il numero di parchi marini, di riserve naturali, di siti di importanza comunitaria,  di zone speciali protette, di zone di sosta per uccelli migratori, e di aree sottoposte a vincoli paessaggistici che in qualche modo saranno impattate da questa proposta della Schlumberger e di chiunque ne comprera' i dati. C'e' pure l'area specialmente protetta di importanza mediterranea Porto Cesareo.

Ci sono qui specie animali e vegetali protette da ogni convenzione europea e mediterrranea possibile - fra cui la tartaruga Caretta Caretta, la tartarguga verde, la tartaruga liuto e la Posidonia Oceanica, nonche' coralli e grotte sommerse.  Ci sono aree di riproduzione di naselli, gamberi, scampi. Per l'area di ripopolamento ittico di Rossano Calabro la Sclumberger dice che "si trova a profondità enormemente più basse di quelle che si trovano nell’area in istanza di permesso di prospezione". Ma cosa vuol dire? L'airgun arriva fino al sottosuolo. Dove si trova allora la riserva di pesca? Sotto la crosta terrestre? 

Continuo a leggere il progetto. Mi colpisce veramente la superficialita' degli scriventi. E' tutto estremamente ridotto, trascurabile, nullo. Elencano tutti i minimi dettagli del numero di abitanti della Calabria, e ci dicono che si fermeranno per venti minuti se incroceranno un cetaceo, ma poi... poi non riescono (o non vogliono!) vedere e a discutere il tutto in una ottica piu' grande. Cosa restera' del golfo di Taranto se questa concessione diventa produttiva, anche fra dieci o venti anni, e considerato che nella zona ci sono almeno altre sei concessioni petrolifere?

Non si tratta solo di airgun quanto del primo passo verso il trivellare l'intero Golfo di Taranto allo scopo di tirare fuori una sostanza inqunante in un posto ecologicamente fragile che avra' bisogno di infrastruttura pesante per anni a venire. Se li lasciamo fare, cambiera' tutto in un modo o nell'altro: l'ecosistema e' uno solo, come uno solo e' il golfo di Taranto, un mare semichiuso dove gia' c'e' dell'altro.

Ed e' per questo che e' veramente tragico che lo Sblocca Italia renda il processo decisionale meno partecipativo: che ne possono sapere i burocrati di Roma delle bellezze silenziose di Porto Cesareo? E di tutti quegli altri altri siti protetti? O della gente che va al mare di Santa Maria di Leuca? O vogliamo veramente credere che tutte queste trivelle mai e comunque avranno effetti e che tutto e' veramente trascurabile, nullo, minimizzato?

La domanda e' sempre la stessa: in questa nazione vogliamo essere una enorme Gela, o una enorme Taormina?