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Friday, December 21, 2018

L'ENI a fare ispezioni sismiche anche in Montenegro, nel silenzio generale




E' una specie di onta italica nel mondo, ed una vergogna che di questa nazione cosi ricca di cultura e bellezza la sua prima ditta nazionale debba essere una compagine di petrolieri senza scrupoli con l'ansia di trivellare ogni angolo d'Italia, d'Europa e del mondo, costi quel che costi, facendo ricorso a tangenti, condonando inquinamento, e distruggendo democrazie dovunque sia andata.

Si parla dell'ENI, a me ripugnante per tutto quello che hanno fatto all'Italia e al pianeta, e che volevano fare alla mia regione, e per quel che hanno fatto a me personalmente.

Ed eccoci qui, a portar puzza pure in Montenegro.

I preparativi sono durati a lungo, ma il consorzio Eni-Novatek sta finalmente iniziando ad esplorare le coste del vicino Montenegro alla ricerca di petrolio.

Dicono che hanno avviato i lavori ai primi di Novembre del 2018. Nessuno in Italia ne ha parlato per quel che ne so.

I nostri eroi dicono pure che ... fra il 62 e il 68% del ricavato se si trivellera' alla fine di tutto questo processo, andra' .... al Montenegro! Il tutto sara' a beneficio delle generazioni future e sul modello Norvegese. Ha ha ha.

Questi evidentemente credono ancora a Babbo Natale, e sono rimasti al paradigma petrolio=ricchezza, oppure l'ENI e' stata cosi brava a raccontargli le solite favole che loro ci hanno creduto.

Per l'occasione Agostino Maccagni, rappresentante dell'ENI va a dare interviste per la stampa e la TV locale dicendo che c'e' molto potenziale nei mari del Montenegro e che decideranno alla fine dei 45 giorni di ricerche petrolifere, cioe' a meta' dicembre 2018,  se andare avanti con il buco e le vere trivelle.

“We’re here because we had already analyzed the data that existed in Montenegro and we believe that there’s potential but we’ll decide as soon as we see the most recent data. Our research will begin on 1st of November and they will last 45 days. The ship will move slowly, 4-6 nautical miles speed, and it will draw the device for the emission of sound impulses. The sound will bounce off the seabed and the computers on the ship will process the seismic data. That signal will be analyzed by the super computer and we’ll get the clearer picture of everything that’s down there.
 
Come sempre la raccontano giusta, e non dicono mica niente dei loro impatti delle ispezioni sismiche o di quel che accadra' *dopo* quando arriveranno le vere trivelle.  Sono venditori di morte a puntate, piano piano. Un po alla volta.

Intanto, un altro compare nella faccenda, il direttore greco della “Energean Oil and Gas”, Antonios Nikolopulos, pure lui interessato alla trivelle dice che la ricerca di giacimenti usando ispezioni sismiche durera' per loro fino a gennaio 2019.

Intanto il primo pozzo montenegrino sara' trivellato a 23 chilometri dalla costa fra le citta' di bar ed Ulcinj, tuttapposto, eh?

E il popolo del Montenegro? Nessuno gli ha davvero spiegato cosa si cela dietro il petrol-miraggio; ci sono delle piccole NGO, come il gruppo detto Green Home che cercano di ricordare quanta bellezza andra' persa con le trivelle.

Dicono giustamente: che bellezza c'e' dietro i pozzi di petrolio?

Fra l'altro, il primo articolo della costituzione del Montenegro definisce la nazione un paese ecologico. Sono queste trivelle compatibili con questo concetto? E' accettabile?

Ovviamente Maccagni e compari dicono che gli impatti sono minimi, che i rischi sono.. lievi trascurabili e nulli, secondo le cantilene che da anni ci hanno raccontato in Italia e che sono solo enormi bugie! Dicono di usare le migliori tecniche mai ideate e che loro saranno dei santi.

Ma quando mai.
Ma dove.

E poi alla fine raddrizzano il tiro e ci rammentano che sebbene ci siano tanti incidenti e tante perdite di petrolio targate ENI "la situazione adesso e' diversa" e che hanno trivellato .. centinaia di pozzi e non c'e' stata neppure una goccia di petrolio riversato in mare. La loro tecnologia e' cosi' safe che addirituttura gli hanno concesso di trievellare in Norvegia, nei mari piu' sensibili del mondo.

Che facciatosta, eh?

Dimenticano di dire che intanto in Norvegia hanno enti severissimi che stanno alle calcagna di ENI e di ogni altra petrolditta. Che ogni tanto da Oslo arrivano all'ENI fermi, richiami e multe, perche' non stanno alle regole del gioco, non seguono protocolli di sicurezza, o di cura ambientale. Dimenticano che a suo tempo addirittura loro stessi ammisero di "non avere sufficente competenza per trivellare nei mari del nord". Dimenticano di dire che sono coinvolti in processi per inquinamento e corruzione in tutto il mondo e che non e' assolutamente vero che non ci sono rischi o che turismo e trivelle si puo'.

Sono la peggior faccia che l'Italia possa mostrare al mondo, e mi auguro con tutto il cuore che dal Montenegro arrivi un forte no, deciso e maturo. Questi vogliono solo speculare con il vostro mare, quel 60% di profitti e' solo per sceneggiatura e del Montenegro, del Sud Africa, dell'Italia, vi assicuro, non gliene importa un fico secco.

Intanto qui c'e' una petizione, in italiano, per chiedere al governo del Montenegro di non accordare permessi trivellanti.

Quello che mi chiedo e': perche' il M5S non ha cercato di fare fronte comune con tutti i paesi che si affacciano sull'Adriatico per chiudere il mare nostrum alle trivelle? La politica e' guardare lontano, voler fare le cose buone, e non ripiegarsi su se stessi.

Per anni i nostri amici cinquestellati hanno usato/copiato/preso ispirazione da questo blog per attaccare la classe politica renziana o berulsconiana, ed ora che hanno il potere sono timidi, mancano di iniziative, e dimenticano che l'ambiente e' di tutti, e che abbiamo una responsabilita' grave in questa faccenda delle trivelle in Adriatico.

L'Italia e' stata quella che ha trivellato per prima in Adriatico, e' quella che vede la sua partecipazione in ENI al 30%.  Quelle trivelle e quell'airgun montenegrino sono al 30% roba nostra.

Perche' nessuno degli altisonanti ministri a cinquestelle ha teso una mano al Montenegro? O alla Croazia o all'Albania o alla Grecia per dire: facciamo una cosa buona per il turismo, per l'ambiente, per il clima e per le generazioni future: niente piu' trivelle in mare. 

E' cosi difficile?

O erano solo concetti buoni finche si trattava di trivellare le coste sotto casa? O per accontentare l'elettrorato? Oppure ora che si e' al potere dire qualsiasi cosa contro l'ENI e' taboo?

Non so che dire.

Ma se i nostri cari ministri leggono ancora questo blog, il mio suggerimento e' semplice: dopo aver tanto copiato, copiate ora queste cose di cui sopra.

Osate. Pensate. Studiate. Fate. Voletelo.


 


Friday, July 13, 2018

A Sergio Costa: ispezioni sismiche ENI con dinamite in Sicilia, cosa facciamo?











I proprietari dei terreni interessati dalle attività 
verranno personalmente 
contattati e informati sulle operazioni da effettuare.

ENI – permesso di ricerca Friddani/Passo di Piazza


Ai comuni di Gela, Niscemi, Mazzarino, Piazza Armerina,
Aidone, Caltagirone, Grammichele,
Mineo, Ramacca, San Michele di Ganzaria,
San Cono, Mirabella Imbaccari

Ditegli: no grazie. Di Gela ce ne basta una sola.


A Sergio Costa: a lei l'onore e
la responsabilita' della scelta.

Il silenzio pero' e' da Ponzio Pilato.


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Diverse sono le concessioni in giro per l’Italia in uno stato di limbo, nel senso che sono state proposte sotto la precendente amministrazione del duetto Gianluca Galletti e Dario Franceschini, rispettivamente ministri dell’ambiente e dei beni culturali fino al 2018 e di cui non conosciamo il fato.

Che ne sara’ di queste concessioni?

Cosa fara’ il neo ministro Sergio Costa?

Io le boccerei tutte, per il semplice motivo che non sono i buchi che porteranno a migliorare ne' l’economia ne' la salute degli italiani, e che non c’e’ stato buco in Italia, o nel mondo se e' per questo, che nella complessivita’ delle cose sia stato buono per le comunita’ locali.

Certo, qualcuno si sara’ arricchito (=petrolieri e affini), ma il prezzo da pagare e’ sempre stato inquinamento, deserto di qualsiasi altra opportunita’ economica, emigrazione, sismicita’ indotta, poverta’ diffusa.

E allora eccone una di concessioni su cui Sergio Costa e Alberto Bonisoli, ministri di ambiente e cultura rispettivamente,  dovranno pronuniciarsi: la concessione dell’ENI Med di Friddani e Passo di Piazza nelle province di Caltanissetta, Catania, Enna e Ragusa, in Sicilia.

Eh si, perche' l'ENI non felice di avere distrutto Gela, passa al resto della regione.

Si tratta dell’esecuzione di ispezioni sismiche in due siti adiacenti, appunto Friddani e Passo di Piazza, in un un area complessiva di circa 1400kmq che si estende dal cuore della Sicilia, fino al mare.

Il tutto se approvato durera’ per 6-7 mesi e che si estende dalla piana di Gela per circa 50 km fino a Ramacca in provincia di Catania. 

Prima di entrare nei dettagli, una cosa e’ importante: l’ENI dovra’ prendere accordi, come primo passo, con i proprietari dei terreni per entrarci e fare queste operazioni, che includono scoppi con esplosivi.

Io mi auguro che ci sia qualche anima pia e oculata che gli dica di no, e che rifiuti il denaro che l’ENI gli offrira'. Sono soldi che puzzano di morte, ed e’ una prova di civilta’, di amore per l’ambiente e per le generazioni future, rifiutarli.

Di Gela ne basta una.

Nello specifico vogliono prendere dati lungo un tracciato complessivo di 332 km, usando esplosivo, vibroseis e massa battente.

Esplosivi? Si, esplosivi. Con dinamite. Fino a 10 kg a botta.

In qualche modo occorre perturbare il sottosuolo in modo che la risposta possa dare indicazioni su cosa ci si nasconda dentro (petrolio? gas? niente? tutte e due? poco? tanto?), e il modo piu’ semplice e’ quello piu’ brutale: facciamo esplodere cariche di dinamite in vari “punti di scoppio” in modo da perturbare il sottosuolo per bene e vediamo che succede.

Le camionette vibroseis (o qualsiasi altro metodo di "massa battente") usano lo stesso principio, solo che invece che mandare esplosivi si mandano camioncini, o altre masse inserite in apposite pozzetti, a scuotere il terreno da sopra, con le camionette vibroseis,  o fino a 100 metri di profondita’ con le masse vibranti, e poi si studia la risposta del terreno stesso.

Insomma una specie di airgun sottoterra.

L'ENI preo' ci tiene a rassicurare tutti.

Ma nessuna preoccupazione: la dinamite sara’ usata "solo" nel 20% dei lavori e solo in zone collinari.

Ora, notare che l’obiettivo di sempre dei petrolieri e’ di trivellare e di estrarre e di monetizzare, per i prossimi 30 anni, non di fare solo ispezioni sismiche o di usare esplosivi per sei-sette mesi. Quindi per me, dire si alle ispezioni sismiche con o senza esplosivi significa in essenza dire di si alle trivelle venture.

Come ho detto mille volte, la monaca di Monza si ritrovo’ tale perche’ non seppe mai dire di no, e prima lo dici il tuo no, meglio e’. Questo vale anche per le trivelle, dove il no va detto subito, prima che si possano intessere perverse tele di affari, interessi e scambi di vario genere.

Torniamo allora a Friddani e Passo di Piazza: la descrizione che ne fa l’ENI, come sempre e’ di un territorio desolato, dove non c’e’ niente e dove stiamo qui ad aspettare la manna petrolifera che scende dal cielo: campi coltivati, colture di "modesto pregio", strade carraie, aree naturali, masserie sparse, “spesso non abitate o utilizzate come ricovero per animali”, e “alcuni” centri urbani.

Quali centri urbani non si sa, forse per non fare spaventare nessuno.

Niente paura pero’, le linee sismiche saranno tracciate lontano da tali innominabili centri urbani, quindi … tuttapposto.

Questo uno stralcio dell'ENI sul "degrado dell'area"

Lo sfruttamento agrario e il pascolo hanno innescato fenomeni di degrado quali l’erosione, il dissesto idrogeologico e l’impoverimento del suolo. Il paesaggio vegetale naturale ridotto a poche aree è stato profondamente alterato dai rimboschimenti che hanno introdotto essenze non autoctone. 

E quindi, questo supposto "degrado" e' una scusa per trivellare? 

Cioe' siccome ci sono le piante non autoctone possiamo metterci trivelle non autoctone? 

Ovviamente e’ tutto fatto sotto la benevola ombra della “Strategia Energetica Nazionale” del 2013 che ha per obiettivo quello di trivellare-trivellare-trivellare in nome della riduzione dei costi e della sicurezza energetica, e questa e’ bella, del “pieno raggiungimento e superamento di tutti gli obiettivi europei in materia ambientale”.

Cioe’ l’Europa ci dice di emettere meno CO2, firmiamo pure gli accordi di Parigi e noi pensiamo che trivellando addirittura supereremo gli obiettivi europei sull’ambiente!

Spiccano pure le parole "sviluppo sostenibile delle risorse nazionali", come se ci fosse qualcosa di sostenibilile nelle fonti fossili.

Ridicoli.

Cara ENI: l’ambiente difeso con le trivelle non si e’ visto mai. Meno che meno con le trivelle targate ENI.

Ora, anche se loro parlano di un territorio quasi morente, essendo cosi’ grandi, le due concessioni hanno al loro interno varie aree sotto vincoli, con laghi, fiumi, boschi, foreste, siti archeologici, protezione ambientale.

Ma che vuoi che sia, le trivelle sostenibili salveranno tutto. E infacci ci sono pure calcoli pindarici per fare vedere che si, sara’ davvero tuttapposto.

In alcune delle aree trivellande si mostra che gia’ adesso sono superati i limiti di presenza in atmosfera di PM10, piombo, CO, ossidi di azoto, ossidi di zolfo, e sopratutto benzene, un potente carcinogenico.

Trivellare migliorera’ la situazione? Ma certo che no, anche se loro dicono che ci saranno “idonee campagne di misurazione”.

Come dire, continuo a produrlo, ma adesso lo certifico l’inquinamento!

Ma non erano queste zone di campagna, con casolari abbandondati? Come fa ad esserci cotanto inquinamento da … benzene?

Mistero dell’ENI.

Andiamo avanti allora, e vediamo che l’area e’ caratterizzata, da alti valori di pericolosita’ e rischio geomorfologico, nonche’ di pericolosita’ idraulica ad esondazione.

Anche qui, niente paura. Non ci sara’ perturbazione alcuna.

Arriva poi la politica del carciofo (esiste davvero questa parola. Il concetto, fu usato dalla Germania Nazista per indicare il prendersi l’obiettivo un pezzetto alla volta, come dire, un pezzettino esterno del carciofo fino pian piano ad arrivarne al cuore).

E infatti dicono che siccome sono solo ipsezioni sismiche non ci sara’ alcuna interferenza con i bacini idrici, che non ci saranno scarichi sottoterra, nei laghi, nei fiumi o in altri bacini locali.

Dicono che l’acqua che gli servira’ per le ispezioni sismiche arrivera’ da autobotte.

Si, certo, Ma il discorso e’ quando arrivano le trivelle vere! Allora si che ci saranno scarichi e tutti sappiamo cosa vuol dire ENI+trivelle+scarichi in Sicilia. Significa Gela, dove ancora adesso l’acqua non e’ potabile a causa dell’inquinamento delle falde acquifere dovute proprio alle operazioni dell’ENI.

La gente ancora adesso deve bere l’acqua da autobotte, e da decenni, altro che l;’autobotte delle ispezioni sismiche temporanee.

Per di piu’ le attivita’ dell’ENI interferiscono, a loro stesso dire, con aree protette che includono: Siti rete Natura 2000, Important Bird Areas (IBA), e zone umide di importanza internazionale, Siti di Interesse Comunitario (SIC) e Zone di Protezione Speciale (ZPS), territori costieri, parchi, riserve nazionali o regionali, territori di protezione esterna dei parchi, foreste, boschi, terreni sottiposti a vincolo di rimboschimento e vincoli idrogeologici.

Un po di tutto.

Fra le aree protette le seguenti:

EUAP 1155 “Bosco di San Pietro”;

EUAP 1131 “Riserva Naturale Regionale Sughereta di Niscemi”

EUAP 1154 "Riserva naturale orientata Rossomanno - Grottascura - Bellia".

ZPS ITA 050012 “Torre Manfria, Biviere e Piana di Gela”,

IBA 166 “Biviere e Piana di Gela”

SIC ITA 050001 “Biviere e Macconi di Gela”;

SIC/ZSC ITA070005 “Bosco San Pietro”;

SIC/ZSC ITA 050007 “Sughereta di Niscemi”;

SIC/ZSC ITA 060001 “Lago Ogliastro”.

SIC/ZSC ITA 060010 “Vallone Rossomanno”;

SIC/ZSC ITA 060012 “Bosco di Piazza Armerina”.

Se addirituttura possono essere trivellate, che le proteggiamo a fare?

L’ENI non dice “meglio evitare”, dicono solo, beh: abbiamo aggiunto altri capitoli alla fine di queste pagine, andatevele a leggerle e … tuttapposto!

Ancora, la maggior parte delle due concessioni e’ classificata zona sismica 2, cioe’ il secondo piu’ grave di pericolosita’.

Sono loro stessi a fare l'elenco di terremoti piu' o meno gravi che hanno colpito l'area: il terremoto del 4 febbraio 1169, il terremoto del 10 dicembre 1542, il periodo sismico fra il  9-11 gennaio 1693 e il
terremoto del 2002. Tutti questi eventi si sono sentiti nelle aree trivellande, per la stessa ammissione dell'ENI stessa.

Non ci sono commenti da parte loro. Cioe' fanno l'elenco dei terremoti e non dicono niente di cosa e come le loro attivita' impatteranno il sottosuolo.

... Usiamo qui esplosivi, eh?

Nella fattispecie questi esplosivi vengono detonati in pozzetti di profondita’ variabie fra i 9 e 30 metri, con fino a 10kg di dinamite. Alla fine saranno messi dei tubi di plastica che saranno poi riempiti di “materiale inerte” o “detriti di perforazione”.

E poi un tappo.

Non voglio essere maliziosa per cui lascio all’immaginazione del lettore elaborare cosa ci sia dentro questo materiale inerte, dentro a questi detriti di perforazione e sopratutto chi controllera’ cosa ci sia dentro davvero.

Quelli delll’ENI saranno pero’ cosi bravi da portare via involucri ed imballi dell'esplosivo, nastri e picchetti e ogni altro oggetto lasciato impropriamente sul terreno.

Eh gia’, l’aveva detto Descalzi che loro erano campioni del reciclaggio!

E poi compaiono un po di righe silenziose:

gli oli non più riutilizzabili vengono smaltiti da una società specializzata e autorizzata ai sensi della vigente normativa.

automezzo per trasporto materiali equipaggiato con motogeneratore di corrente e miscelatore di fluidi di perforazione e cementi

Mmh. Quali oli? Quali fluidi di perforazione? Per farci cosa? Quale societa’ specializzata? Sono tossici? Radioattivi? Cosa c’e’ dentro questi oli e questi fluidi? Resteranno residui nel terreno?

Non e’ dato sapere.

C’e tutta la descrizione del clima, della demografia e della viabilita' della Sicilia, non c’e’ la composizione chimica di questi oli e di questi fluidi.

Certo, perche' e' meglio lasciare tutti nell'ignoranza e che tutti pensino che sia acqua Ferrarelle.

Aggoungono ancora che le attività di prospezione sismica "non necessitano" di risorse vere e proprie.

Pero' useranno acqua tramite autobotte (non si sa da dove arrivera'!), useranno suolo agricolo con colture di "modesto pregio" e di pascoli (non hanno mai sentito parlare dell'eccessivo consumo di suolo in Italia?) e solo piccole superfici di suolo (si ma con dinamite!).

Addirittura dicono che staranno attenti con gli scoppi e le camionette vibroseis quando saranno in
"prossimità di edifici, di elementi di interesse storico, architettonico e archeologico".

Quindi vuol dire che si preparano a bombardare pure edifici di interesse storico!
Ma ... non eravamo fra colture di modesto pregio? E, di nuovo, perche' non dirci in che citta' siamo?

Tutto avvolto nel silenzio.

Il punto vero pero', come sempre, non e' la dinamite di oggi, sono le trivelle, l'acqua inquinata, l'aria avvelenata dei prossimi trenta anni di cui questa dinamite e' soltanto il preludio.

Gela e' iniziata cosi, e se nessuno fa niente, anche qui ci sara' una nuova Gela.

Il tutto si conclude con un grande taralluccio e un bicchiere di marsala.

L'ENI dice che tutti gli impatti saranno nulli o bassi, ad eccetto che quello socio-economico che invece sara' di una "modesta ricaduta economica". In totale il concetto gli impatti saranno nulli o trascurabii appare 15 volte.

Cioe' gioia e profumi per tutti.

Ultima chicca:  

Tutte le attività previste saranno condotte da EniMed S.p.A. sulla base dell’esperienza maturata relativamente al corretto sfruttamento delle risorse minerarie, nel massimo rispetto e tutela
dell’ambiente e del territorio.


Si certo, andatelo a dire alle mamme di Gela, e poi vergognatevi.

Ministro Costa, lei non puo' in coscienza sua approvare altra morte ed altra distruzione per la Sicilia.
































Sunday, July 2, 2017

L'airgun uccide lo zooplankton - parola di Nature Ecology










Come sempre, sono le componenti piu' semplici, alla base dell'ecosistema, che sono indispensabili per il buon funzionamento di tutto il ciclo vitale, uomo compreso.

In questo caso, si tratta di piccolissimi esseri marini (larve di cavallucci di mare e di krill, piccole e grandi meduse, piccoli crostacei chiamati copepodi, uova di varie specie) che formano lo zooplankton nel mare e che rappresentano il primo passo della catena alimentare acquatica. Li mangiano i pesci piccoli, ma a volte anche quelli piu' grandi, incluse le balene. 

La parola zooplankton viene dal greco e significa "animaletti alla deriva" e infatti questi esserini si muovono con le correnti marine.

Bene, secondo un articolo apparso il 22 Giugno 2017 su Nature Ecology and Evolution e dal titolo" Widely used marine seismic survey air gun operations negatively impact zooplancton", l'airgun, che i nostri governi a destra e a sinistra continuano ad approvare il giro per l'Italia, e' letale per questi animaletti, e dunque dannosa per la pesca.

Cos'e' l'airgun? E' il primo passo dell'estrazione di idrocarburi: spari violentissimi ripetuti ogni 5 o 10 secondi nel mare per cercare di ricostruire il profilo dei giacimenti sottacqua usando i segnali riflessi da questi spari stessi. Se i segnali portano a prevedere un giacimento grande e ben ricco di idrocarburi si passa allo stadio successivo, fare il pozzo preliminare. Se i segnali mostrano che il giacimento e' piccolo, allora non se ne fa niente.

Ma gia' qui si capisce quanto devono essere potenti questi spari: devono attraversare tutto il corpo acquatico e poi fare altri 3,4,5 chilometri per arrivare al giacimento, prima di tornare indietro. E devono spazzolare aree di 100, 200 a volte anche 1000 chilometri quadrati. Ci vogliono in genere due o tre mesi per completare la presa dati.

Due o tre mesi di spari violenti ogni 10 o 15 secondi.

Come detto varie volte, tali spari hanno una intensita' di circa 220 decibel,  un miliardo di volte maggiore di un concerto rock.

Altri studi in passato avevano mostrato che l'airgun portava a mortalita' di pesci, lesioni sui loro corpi, perdita del senso dell'udito e dell'orientamento, modifiche alla comunicazioni fra i vari esseri marini, e a volte anche a spiaggiamenti di balene.

Questo studio su Nature Ecology and Evolution si occupa invece di studiare gli effetti dell'airgun sullo zooplankton.

Emerge che gli spari dall'airgun possono arrivare ad uccidere lo zooplankton fino a 1.2 chilometri dal punto di impatto.

L'autore principale del'articolo si chiama Jayson Semmens, e' un biologo marino presso la University of Tasmania nella citta' di Hobart, Australia. Dice che il loro e' un risultato del tutto inatteso, perche' e' il doppio di quanto ci si aspettava.

Gli altri autori sono Robert McCauley, Ryan Day, Kerrie Swadling, Quinn Fitzgibbon, Reg Watson.

Lo studio e' stato eseguito nel 2015 lungo le coste della Tasmania. Il gruppo ha studiato le popolazioni di zooplankton prima e dopo l'airgun in un area circoscritta di mare. Quello che hanno trovato e' che l'abbondanza di questi animaletti diminuiva fino al 64% gia' un ora dopo gli spari. Gli effetti si sentivano fino a 1.2 chilometri dall'area dell'airgun che e' anche il limite massimo del loro studio.

Il che vuol dire che potrebbe anche essere che le morie si estendono anche per un raggio maggiore di 1.2 chilometri.

E siccome questi microanimali erano proprio morti, non ci possono essere ambiguita' nel risultato.

Ora, non si sa esattamente come questo airgun uccida lo zooplankton, pero' secondo Semmens, il rumore cosi forte probabilmente danneggia i sofisticati sistemi biochimici che questi esserini usano per nuotare e muoversi nel mare, disorientandoli e causandone la morte in modo indiretto.  Il suo gruppo condurra' altri studi per capire maggiormente quali sono i meccanismi che portano alla morte dello zooplankton.

Delle balene sappiamo gia' molto, dello zooplankton sapevamo poco, adesso abbiamo aggiunto altri pezzi alla conoscenza. Quello che pero' resta e' che o si guardi agli esseri piu' grandi o quelli piu' piccoli, questo airgun non porta niente di buono al mare, alla vita, e alla fine di tutto, a noi esseri umani.

Occorre che qualcuno lo dica ai governanti italiani, primo fra tutti a Gianluca Galletti, ministro dell'ambiente che di ambiente pare che non gliene importi granche'. 


Saturday, July 1, 2017

Approvate trivelle Vela 1 dell'ENI in Sicilia






La finalità del pozzo esplorativo è quella di individuare nuovi giacimenti offshore, 
con tema a gas, potenzialmente sfruttabili in modo efficiente ed ambientalmente sostenibile

Caro ministero: non esistono pozzi ambientalmente sostenibili.

  

E cosi mentre tutto il mondo parla di sole, vento, rinnovabili, eolico offshore, macchine elettriche, transizione green, trattati di Parigi, eccoci qui a trivellare in modo "ambientalmente sostenibile".

A trivellare, ancora, i mari d'Italia, per esplorare la possibile presenza di idrocarburi da parte dell'ENI.

Siamo in Sicilia questa volta, e il pozzo approvato il giorno 18 Maggio 2017 si chiama Vela 1. E' un pozzo previsto per il "programma unitario" delle concessioni GR 13 AG e GR 14 AG.

Cioe' prendi due e paghi uno.

Perche' fanno questo? Perche' assieme le due concessioni coprono un area di piu di 830 chilometri quadrati e per legge non si puo'. L'estensione massima di una concessione petrolifera in Italia e' di 750 chilometri quadri. E cosi le spezzano in due, e tuttapposto. Ma i piani sono idenitici e quindi hanno cosi aggirato le regole!

Vela 1 ricade propriamente nell'area GR 14 AG che si estende per circa 410 chilometri quadrati al largo di Palma di Montechiaro e di Licata, in provincia di Agrigento. L'altra, la GR 13 AG e' invece di 432 chilometri quadrati. Con Vela siamo a 29 chilometri da riva, circa 15.6 miglia, e dunque fuori le 12 miglia protettive.

Tuttapposto dunque, come se la monnezza e i pericoli di scoppio si fermassero al limite delle 12 miglia.

La regione Sicilia, secondo il ministero ha "espresso osservazioni di VIA per la realizzazione di pozzo esplorativo Vela 1". Non dice se siano state positive o negative (e ovviamente se uno va a controllare sono negative!) ma Galletti e Franceschini dicono che queste osservazioni, e tutte le altre che sono pervenute, sono state considerate dal ministero stesso assieme alle controdeduzioni dell'ENI.

Cioe', come sempre, l'ENI ha la prima e l'ultima parola.

In un mondo normale ed equo, l'ENI dovrebbe proporre, il pubblico e tutti gli altri enti portatori di interesse dovrebbero poter rispondere. E poi dovrebbe finire qui e il ministero dovrebbe decidere. Da un lato l'ENI, dall'altro il pubblico. Uno a uno.

E invece no, in Italia, in qualche modo che non si sa bene come funzioni, le osservazioni della regione e di chiunque altro, molto probabilmente vengono mandate all'ENI che cosi puo fornire le proprie controdeduzioni. Come altro potrebbe infatti l'ENI proporre controdeduzioni senza vedere le osservazioni originali?

Una bella democrazia vero? L'ENI propone, il pubblico risponde, e l'ENI risponde ancora.

Hanno una risposta per tutto. 

E poi ovviamente il ministero approva.

E poi ovviamente arrivano i cavilli e tutti i ragionamenti contorti per il tuttapposto.

Viene infatti fuori che in realta'... "esiste comunque una interferenza parziale del permesso di ricerca GR 14 AG con l'area oggetto di interdizione", pero' non ci sono "elementi giuridici sostanziali ostativi" in quanto il permesso era stato gia' dato nel 1999.

Diciotto anni fa?

Boh. Cioe' ricevono il permesso di trivellare nel 1999 e se ne ricordano nel 2017?

Come sempre la farsa delle prescrizioni:

Ci dovranno essere protocolli di monitoraggio sviluppati di biologi esperti in bioacustica che dovranno descrivere lo stato dell'ambiente prima delle trivelle, durante le trivelle, e dopo le trivelle con 3 stazioni di monitoraggio acustico, per capire come i rumori potranno impattare le specie marine. Tutte le precauzioni dovranno essere prese per non portare "disturbi maggiori di quelli che si vogliono evitare"

Che significa? Boh.

Fra queste specie marine ci sono anche zifio e capidogli. Gianluca Galletti e Dario Franceschini ricordano che se dovessero esserci animali morti sulla spiaggia le informazioni in merito dovranno essere segnalate nel modo piu' tempestivo possibile, allertando o "una rete capillare di monitoraggio" se esiste, o senno la guardia costiera, enti ed associazioni locali.

Come dire, invece di pensare a monte a queste povere creature del mare, facciamo il monitoraggio e poi diamo l'allarme "tempestivo". Si, ma intanto quelle saranno gia' morte!

E' evidente che non gliene importa niente.

Interessante pure che solo quando gli serve chiamano in ballo le associazioni locali!

E poi she significa allertare la fitta rete di monitoraggio "se esiste"? Non lo sanno al ministero se esiste o no? Chi la deve mettere su questa rete? Chi deve pagare il personale? Io?

Mistero. Approvano e danno prescrizioni a casaccio.

L'unica consolazione e' che a bordo dovranno tenere un biologo marino. Poverino lui.

E sui fanghi di perforazione?

Sette righe.

Devono essere considerati rifiuti e "vige il divieto assoluto di rilasciare materiale di trivellazione sul fondale".  Questi rifiuti dovranno essere smaltiti nel modo appropriato e tempi e luoghi dovranno essere comunicati all'ARPA di Sicilia.

Si certo.

Non succedera' mai, perche' gli scarichi in mare di monnezza fossile volontari o involontari,  sono una parte integrante del processo di estrazione del petrolio, di trivellazione e di sfruttamento petrolifero. Non e' mai successo da nessuna parte del mondoche la monnezza non abbia intaccato l'ambiente esterno. Pure in Norvegia succede, in modo del tutto normale.

Ora volete farci credere che con sette righe di decreto ministeriale l'ENI fara' in Sicilia quello che ne lei ne nessuna altra ditta del petrolio e' mai riuscita a fare da nessuna parte del mondo?

Ma per piacere.

E poi ancora, parlano di una indagine visiva in diretta con l'ausilio di un ROV (Remotely Operated Vehicle) o di addirittura di un AUV (Autonomous Unmanned Vehicle). Cioe' ci vorranno dei robot autonomi o una squadra di robot autonomi per monitorare il tutto in diretta.

Ma si rendono conto di cosa stanno chiedendo?

Tutto questo e' difficile da coordinare, gli AUV sottacqua sono ancora in via di sperimentazione. Dal mio punto di vista tutto questo serve solo per dire "guarda come siamo fighi" e non certo per proteggere il mare.

La verita'?

Dal mio punto di vista la verita' sta a pochi chiolmetri di distanza e si chiama Gela.

Ecco cosa succede a regalare l'Italia all'ENI. Succede a Gela, succede in Basilicata, succede a Marghera, succede a Manfredonia. Ovunque sono andati hanno solo portato morte e distruzione.

Sta a noi non dimenticare e fortissimamente non volerceli nei nostri mari.








 





















Tuesday, June 27, 2017

Santa Maria Goretti, Ascoli Piceno: archiviato pozzo esplorativo della Apennine Energy













Ma guarda che nomi devono andare a scovare. Pure i santi.

Ma in questo caso e' stata Santa Maria Goretti che sconfigge, a modo suo, i prepotenti della Apennine Energy. Il Ministero dell'Ambiente infatti ha appena annunciato l'archivio di questa concessione in provincia di Ascoli Piceno perche' la societa' proponente non ha presentato dei documenti aggiuntivi che il ministero dell'ambiente aveva chiesto loro.

Il permesso di ricerca era su un territorio di 100 chilometri quadrati sparso fra i comuni di Ripatransone, Cossignano, Offida, Acquaviva Picena, Monteprandone, Monsampolo del Tronto, Spinetoli, Castorano, Colli del Tronto.

Volevano qui trivellare un pozzo esplorativo di 4 chilometri di profondita' alla ricerca di petrolio e di gas chiamato Cancello 1 nella contrada Canali, frazione di Ripatransone.

Siamo in una zona turistica, dove fanno vino ed olio, non lontano dal Sito di Interesse comunitario "Boschi tra Cupramarittima e Ripatransone" e nel pieno del "Paesaggio Agrario Montefiore dell'Aso Ripatransone"

L'area era stata gia' esplorata e trivellata per quattro volte alla ricerca di gas e di petrolio fra il 1968 e il 2008 da una serie di ditte, fra cui ENI, Montedison, Fina and Snia.

La Sound Energy chiede di trivellare di nuovo nel 2009, e riceve l'OK per sottomettere documenti di valutazione di impatto ambientale sotto Natale, il 23 Dicembre 2013.

Avrebbero pagato 520 euro l'anno di canone d'affitto.

Secondo la Sound Energy, la casa madre della Apennine Energy e con sede a Londra, la concessione Santa Maria Goretti valeva 46 milioni di euro e ci avrebbero tirato fuori 900 milioni di metri cubi in totale.

Se ne consumiamo 75 miliardi l'anno di gas, nelle piu rosee delle speranze (e dai numeri dei petrolieri, quindi tutti da verificare!) queste trivelle ci avrebbero dato gas per circa 4 giorni di fabbisogno nazionale, sparsi ovviamente nell'arco dei 30 o 40 anni di vita del giacimento.

Come, sempre solo un altra occasione per speculare da parte di quest'altra microditta britannica.

La gente si e' arrabbiata non poco, hanno mandato osservazioni, ed espresso parere negativo in tanti, fra cui i comuni del comprensorio, la provincia di Ascoli Piceno. A un certo punto anche la regione da parere negativo e chiede integrazioni e ulteriori documenti.

E cosi il ministero dell'ambiente fa richiesta di dati aggiuntivi il 22 Aprile 2015. La Apennine Energy promette che avrebbe mandato tutto il 30 Maggio 2015. Non hanno mandato niente e cosi due anni dopo...il ministero gli dice grazie prego e arrivederci.

Nessuna integrazione e' pergiunta, e cosi, il pozzo e' stato rimandato al mittente.

Come sempre, la cosa triste in queste belle notizie, e' che non c'e' mai un ministero che dice "no, qui non si trivella perche' dobbiamo proteggere residenti, campi, vino, turismo". C'e' invece come sempre la gente che si arrabbia e che protesta, e ci sono cavilli tecnici piu' o meno immediati che fermano i progetti.

Alla fine l'importante e' fermarli, e vanno bene anche i cavilli, ma sarebbe bello, per una volta, sentire Galletti e Franceschini, Renzi e Gentiloni dire: l'Italia non e' da trivellare, ma da custodire.

Almeno ci resta Santa Maria Goretti.

Sunday, June 25, 2017

Francia: niente piu' trivelle per petrolio, gas, fracking



Nicolas Hulot, Ministro della Transizione Energetica sotto Emmanuel Macron

 Guyana francese





“There will be no new exploration licences for hydrocarbons,”

Nicolas Hulot,  Ministro della Transizione Ecologica di Francia.




Se approvata, la Francia non rilascera' piu' permessi petroliferi esplorativi;
Le concessioni attuali saranno tutte eliminate entro il 2040;
Nel 2040 la Francia endera' la vendita di automobili a benzina e diesel; 
Sara' vietato trivellare anche nei territori oltremare

E' una legge simbolica, perche' la Francia produce solo 6 milioni di barili l'anno
ma e' pur sempre un passo, ed un esempio.

La Francia non ha mai rilasciato permessi da fracking, che e' vietato qui dal 2013.


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6 Giugno 2017

Era gia' stato annunciato circa un anno fa e il nuovo governo di Emmanuel Macron pare ora voler fare sul serio.

Come parte della transizione verso un futuro piu' green, la Francia non dara' piu' licenze esplorative per petrolio e gas.

Il ministro della transizione ecologica, Nicolas Hulot conferma che la legge sara' approvata in autunno.  Chi e' Nicolas Hulot? E' un attivista che nella vita ha realizzato diversi documentari sulla natura e sulla necessita' di proteggerla.

Aumenteranno anche le tasse sul diesel, e ci saranno decisioni piu' rapide per tagliare le emissioni e l'inquinamento in generale.  Il divieto di trivellare sara' esteso al petrolio, al gas, con o senza fracking e anche nelle ex-colonie, in particolare nella Guinea francese che di recente e' stata presa di mira da varie compagnie di petrolio e di gas.

Uno dei timori e' che le ditte di oil and gas faranno ricorsi e correranno in tribunale.

Dopotutto la Total e' potente ed e' francese.

In questo momento, il 75% dell'energia in Francia pero' arriva dal nucleare, industria che da impiego a 200mila lavoratori sotto la EDF - Elettricita' di Francia. Nel 2016 una legge e' stata passata per ridurre l'uso del nucleare fino al 50% entro il 2025 -- legge che ha gia' portato a proteste per la possibile perdita di posti di lavoro, e per la prevista chiusura di 20 reattori. 

Quindi c'e' da lavorare. Ma Macron vuole anche portare avanti un nuovo programma per ridurre i consumi, tagliare le emissioni di anidride carbonica e portare lavoro.

Insomma, come dice Nicolas Hulot nella foto con Arnold nella foto in alto, vuole "make the planet great again".


Friday, January 6, 2017

Airgun d'Italia



 



Ispezioni sismiche 3D -- Golfo di Taranto d 3 F.P-.SC

Approvato il 18 Ottobre 2016

4,000 kmq
4,300 km di linee sismiche
Schlumberger Italiana 

 Basilicata, Puglia, Calabria
 Crotone, Cosenza, Matera, Taranto, Lecce

Galatone, Lizzano, Strongoli, Manduria, Corigliano Calabro, Montegiordano, Roseto Capo Spulico, Albidona, Pulsano, Maruggio, Taranto, Rossano, Ciro' Marina, Castellaneta, Ugento, Melissa, Crucoli, Rotondella, Palagiano, Leporano, Crotone, Racale, Sannicola, Rocca Imperiale, Castrignano del Capo, Cariati, Pietrapaola, Taviano, Ginosa, Crosia, Scanzano Jonico, Nova Siri, Massafra, Cassano all'Ionio, Porto Cesareo, Policoro, Morciano di Leuca, Patu', Ciro', Scala Coeli, Gallipoli, Mandatoriccio, Alliste, Salve, Bernalda, Nardo', Trebisacce, Pisticci, Torricella, Calopezzati, Villapiana, Amendolara





 Ispezioni sismiche 2D e 3D -- Puglia d 82 F.R-.GP
750 kmq (280 km di linee sismiche)
 
  Ispezioni sismiche 2D e 3D -- Puglia d 83 F.R-.GP
750 kmq (265 km di linee sismiche)

Approvate il 14 Ottobre 2016
 
Global Petroleum Limited

Puglia

Bari, Brindisi 

Giovinazzo, Bari, Fasano, Mola di Bari, Monopoli, Brindisi, Ostuni, Molfetta, Carovigno, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, Polignano a Mare

in precedenza approvate anche le 
d 80 F.R-GP
 d 81 F.R- GP



 Ispezioni sismiche 2D e 3D -- Golfo di Taranto d 85 F.R-.GM
750 kmq (230 km di linee sismiche)

 Ispezioni sismiche 2D e 3D -- Golfo di Taranto d 86 F.R-.GM
750 kmq (220 km di linee sismiche)

Approvate il 18 Ottobre 2016

Global MED   
 
Calabria

 Crotone, Catanzaro

Strongoli, Cropani, Montepaone, Soverato, Borgia, Staletti', Ciro' Marina, Sellia Marina, Melissa, Crucoli, Catanzaro, Crotone, Isola di Capo Rizzuto, Botricello, Cutro, Simeri Crichi, Ciro', Montauro, Squillace, Belcastro


in precedenza approvate anche le 
d 87 F.R-.GM
d 89 F.R-.GM
d 90 F.R-.GM




 Permesso di ricerca petrolio e gas -- Sicilia d 28 G.R-.AG
460 kmq

Approvato l'11 Ottobre 2016

ENI Divisione Exploration and Production
 
Canale di Sicilia

Caltanissetta, Agrigento, Ragusa

Gela, Vittoria, Acate, Licata, Butera, Santa Croce Camerina, Ragusa

in precedenza approvata anche la
d 33 G.R-AG




Queste le concessioni approvate negli anni scorsi

d2 FP PG
ispezioni sismiche
Petroleum Geo-Services Asia Pacific
approvata il 12 Giugno 2015
14,000 kmq


ispezioni sismiche
Spectrum Geo
approvata il 3 Giugno 2015
Puglia, Abruzzo, Marche, Emilia Romagna, Molise
14,100 e 16,100 kmq

Parere negativo di Puglia, Abruzzo e Marche.
Ma che importa.



d 359 C.R-.TU 
ispezioni sismiche
Transunion Petroleum Italia  
approvata il 12 Giugno 2015
700 kmq
Modica, Ragusa, Vittoria

Nessun parere della regione Sicilia





ispezioni sismiche
ENEL Longanesi Developments 
approvata il 12 Giugno 2015
750 kmq
Golfo di Taranto

Parere negativo della regione Calabria e Marche.
Nessun parere della regione Basilicata


ispezioni sismiche
Northern Petroleum
approvata il 12 Giugno 2015
260 kmq
Ostuni, Monopoli

Parere negativo della regione Puglia
d 503 BR-CS
perforazione di due pozzi esplorativi
Appennine Energy
approvata l'11 Giugno 2015
140kmq
Porto San Giorgio, Porto Sant'Elpidio
Parere negativo della regione Marche


ispezioni sismiche
Northern Petroleum
approvata l'11 Giugno 2015
740 kmq
Ostuni, Brindisi
Parere negativo della regione Puglia

d65 F.R.-NP
ispezioni sismiche
Northern Petroleum
approvata l'11 Giugno 2015
730 kmq 
Brindisi, Lecce 
Parere negativo della regione Puglia


ispezioni sismiche
Northern Petroleum
approvata l'11 Giugno 2015
730kmq

Parere negativo della regione Puglia

ispezioni sismiche
Northern Petroleum
approvata l'8 Giugno 2015
Brindisi, Ostuni, Carovigno
860 kmq

Parere negativo della regione Puglia


ispezioni sismiche
Northern Petroleum
approvata l'8 Giugno 2015
Monopoli, Fasano
710kmq 

Parere negativo della regione Puglia


Una nuova piattaforma, quattro nuovi pozzi, 
due condotte sottomarine e cavi elettrici
Edison SpA
approvata il 16 Aprile 2015
 Pozzallo, Modica, Scicli

Nessun parere della regione Sicilia


Tre nuovi pozzi, possibilmente un quarto
Edison SpA
Termoli, Fossacesia, Campomarino, Rocca San Giovanni, 
Vasto, San Salvo, San Vito Chietino, Petacciato, 
Torino di Sangro, Casalbordino, Montenero di Bisaccia

 Parere positivo della provincia di Campobasso e della regione Molise

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Quante volte abbiamo sentito dire che l'oro d'Italia, specie del sud Italia, e' il suo potenziale turismo,  la sua potenziale bellezza?

Quanti treni abbiamo perso in termini di globalizzazione, di biotech, di nanotech, di innovazione, di rinnovabili, di idee innovative? La risposta e' troppi. In tutte le grandi partite degli scorsi venti o trenta anni siamo arrivati in ritardo, e male.

Ci resta ben poco, se non il nostro territorio. Quello non si puo' delocalizzare, e restera' sempre nostro. Ma certo che facciamo di tutto per distruggerlo. E invece che pensare al futuro guardiamo indietro, guardiamo sottoterra.

Caso in questione la valanga di permessi di ricerca di petrolio e di ispezioni sismiche rilasciate in questa nazione.

Ecco qui la lista di quelli che sono riuscita a trovare per il 2016, per un totale di 7500 kmq di mare :

1. Airgun nel Golfo di Taranto, Global Med.

Due concessioni per eseguire ispezioni sismiche su un'area totale di quasi 1500 kmq.

I comuni interessati sono in provincia di Crotone e di Catanzaro e sono: Strongoli, Cropani, Montepaone, Soverato, Borgia, Staletti', Ciro' Marina, Sellia Marina, Melissa, Crucoli, Catanzaro, Crotone, Isola di Capo Rizzuto, Botricello, Cutro, Simeri Crichi, Ciro', Montauro, Squillace, Belcastro.

Ma chi e' la Global Med? E chi lo sa. Online c'e' solo scritto che e' nelle mani del suo fondatore, tale Randall Thompson, che ha studiato e che vive in Colorado, che ha lavorato per la Amoco e per la Exxon Mobil e che nel 2013 ha aperto questa Global Med da solo, spendendo gia' 1.5 milioni di dollari per avere i permessi di cui sopra.

In questi mesi ben poco si e' parlato di questa Global Med, e men che meno del signor Thompson. Chi e' costui? Cosa vuole? Non c'e' neanche un po di vergogna o di imbarazzo a regalargli una fetta del nostro mare? Dopotutto e' uno che dal Colorado che si sveglia la mattina, mette su una ditta per conto suo, e viene a chiedere di trivellare il mare degli Italiani.

Che garanzie offre? Chi e'? Perche' nessuno indaga su questo tipo e cosa esattamente vuole?

2. Airgun nel Golfo Di Taranto, Schlumberger

Una mega concesssione di 4000 chilometri quadrati che da sola occupa tutto il Golfo di Taranto. I comuni interessati sono qui: Galatone, Lizzano, Strongoli, Manduria, Corigliano Calabro, Montegiordano, Roseto Capo Spulico, Albidona, Pulsano, Maruggio, Taranto, Rossano, Ciro' Marina, Castellaneta, Ugento, Melissa, Crucoli, Rotondella, Palagiano, Leporano, Crotone, Racale, Sannicola, Rocca Imperiale, Castrignano del Capo, Cariati, Pietrapaola, Taviano, Ginosa, Crosia, Scanzano Jonico, Nova Siri, Massafra, Cassano all'Ionio, Porto Cesareo, Policoro, Morciano di Leuca, Patu', Ciro', Scala Coeli, Gallipoli, Mandatoriccio, Alliste, Salve, Bernalda, Nardo', Trebisacce, Pisticci, Torricella, Calopezzati, Villapiana, Amendolara.

Ci sono qui decine di zone speciali protette, di siti di interesse comunitario, di vita, di mare. Come possono solo pensare di, un giorno, trivellare qui? Come sempre, l'airgun e' l'anticamera delle trivelle.

Penso che non ci sia nulla da aggiungere se non che chi decide tutto cio' veramente non sa cosa sta facendo, e che e' ci sarebbe bisogno qui di una forte presa di coscienza da parte di tutti, residenti, turisti, e Italiani.

3.  Airgun di Puglia, Global Petroleum Limited

Anche qui, si tratta di una micro societa' d'Australia, la Global Petroleum limited, che in Italia e' domiciliata presso lo studio legale di un tale Avvocato Turco. Sui siti internazionali di tale Global Petroleum Limited, dicono, tutti esultanti:

We believe the Adriatic, a politically stable and unde-rexplored region, is gearing up for an exciting new stage of oil and gas exploration, and we are pleased to be taking the final steps on the path to award of our permits. Early indications are that our permit applications are in an area with a very good address 

Come se in quell'Adriatico non ci vivesse nessuno. Come sempre, se fanno questo e' perche' noi glielo permettiamo. 



4. Permesso di ricerca petrolio e gas nel canale di Sicilia, ENI

Passiamo alla Sicilia dove invece sono state approvate le trivelle esplorative nei mari  di Caltanissetta, Agrigento, Ragusa con i comuni di Gela, Vittoria, Acate, Licata, Butera, Santa Croce Camerina, Ragusa.

Ma come, proprio qualche giorno fa avevano espresso parere negativo all'airgun Schlumberger non lontano da qui nella concessione d1 CP SC,  di circa 2200 chilometri quadrati e nei pressi di Ragusa e Siracusa e per queste motivazioni:

per la particolare intensita' degli indotti negativi sugli aspetti idenitari e tradizionali propri della cultura delle popolazioni costiere interessate, legati alle economie locali tipiche nel settore della pesca commerciale e del turismo.


Come puo' essere che ci si sposta di pochi chilometri e .. invece c'e' un parere positivo alle trivelle?
E dove sono qui gli aspetti identitari e tradizionali propri della cultura delle popolazioni costiere?

Come mai due pesi e due misure?

La destra sa cosa fa la sinistra?

Ma poi, questi aspetti identitari e tradizionali, non sono applicabili a tutta l'Italia e non solo ad un angolo di Sicilia? O ci sono figli di un dio maggiore? Ecco c'e' da sentirsi presi in giro. Mi auguro che per il 2017 ci sia maggiore presa di coscienza di queste cose: l'airgun e' propedeutco alle trivelle, e fermarle prima, significa fermare il mostro dopo.

Ma occorre essere combattivi ed esigerle le cose. Non ci salva nessuno, se non noi stessi.