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Wednesday, May 1, 2019

L'ENI rinuncia alla concessione Panda in Sicilia










PANDA W2,  PANDA 2dir
Sealine di 16,5 km di collegamento 
tra i pozzi Panda ed il Manifold di raccolta di Cassiopea

Tutto all'aceto

Resta incerto il fato dei pozzi
ARGO 2, CASSIOPEA 1, CASSIOPEA 2, CASSIOPEA 3,
CENTAURO 1, GEMINI 1, VELA 1


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Il testo della rinuncia dell'ENI e' stato pubblicato qualche giorno fa dal sito del Ministero dell'Ambiente, ora funzionale, anche se e' scritto in un italiano impossibile da capire.

Perche' questi testi siano scritti in un linguaggio impossibile da decifrare e' per me un mistero. Anche il Concilio Vaticano secondo ha deciso che si doveva parlare in parole comprensibili al popolo, per cui veramente non capisco perche' non dare pane al pane e scrivere queste frasi contorte.

Cos'e' un progetto emarginato? Cosa sono le more del perfezionamento? Boh.

Ad ogni modo, quello che ne viene fuori e' la cosa seguente:

Nell'Aprile del 2010 l'ENI presento' al Ministero dell'Ambiente la richiesta per lo sviluppo di due concessioni estrattive, con dentro tre giacimenti minerari: Panda, Argo e Cassiopea, al largo del comune di Licata in provincia di Agrigento. Avrebbero voluto creare pozzi, oleodotti di collegamento e una centrale di raccolta.

A suo tempo venne tutto proclamato con tanta fanfara.

A causa pero' dei tanti dibattiti sui limiti e sulla barriera protettive delle 12 miglia, passata sopratutto grazie al caso Ombrina, e dopo tanti tira e molla, fra cui una prima approvazione nel 2014,  pozzi semisegreti, altri pozzi approvati, alla fine all'ENI e' stato chiesto di riperimetrare tutto.

E cosi, non e' ben chiaro perche' ma dopo cinque anni "ritendo che fossero venute meno le condizioni per lo sviluppo del giacimento Panda", il giorno 4 Marzo 2019 l'ENI annuncia al ministero di non "voler proseguire l’iter per il conferimento della concessione."

Il procedimento e' stato cosi archiviato.

Fine della storia breve, con 140 kmq di mare al largo della costa di Licata salve dalle trivelle.

Ciao ENI, questa volta non ci sei riuscita.

E per l'altra concessione? La Argo e Cassiopea?

Per quello non si sa ancora. C'e' solo un ottemperanza alle prescrizioni collegate al decreto approvativo del 2014 in cui si dice che

"Prima dell'avvio dei lavori il proponente dovrà integrare il Piano di monitoraggio dei fenomeni
geodinamici con approfondimenti riguardo al monitoraggio dei processi erosivi lungo il tratto di
litorale prospiciente l'area di interesse, da mettere a punto con le Autorità competenti” 


Questo decreto e' del 28 Marzo 2019 che dice che i lavori non sono ancora iniziati e che hanno fatto gli approfondimenti richiesti sull'erosione delle coste.


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La storia piu' lunga e' qui.

Le due concessioni estrattive ora archiviate, provenivano da concessioni precedenti di ricerca di idrocarburi. Nel passare da ricerca ad estrazione finale (coltivazione) le concessioni hanno cambiato nome.

Queste aree trivellande sono dunque la D2 GC AG di 143 kmq, che piu' o meno corrisponde alla concessione di ricercca GR 14 AG (Panda) e la D3 GC AG di 146 kmq, che invece corrisponde piu' o meno alla GR 13 AG e GR 14 AG (Argo e Cassiopea).

Era tutto parte del cosiddetto progetto Offshore Ibleo per estrazione di gas, che secondo le stime dell'ENI avrebbe dato all'Italia 12 miliardi di metri cubi per tutta la durata del progetto.

I conti sono sempre gli stessi: ne usiamo 70 milardi l'anno per cui questo Ibleo con 12 miliardi in totale avrebbe fornito ... circa due mesi di gas di fabbisogno nazionale nei 20 di sua vita su questa terra.

Una miseria, nonostante i paroloni dell'ENI e il prefisso giga o miliardi.

Ma voila' esce fuori che l'ENI aveva scelto un pezzo di mare che faceva parte di un area diventata intrivellabile a causa del decreto 128/2010,  passato da Stefania Prestigiacomo nel 2010 all'indomani dello scoppio in Louisiana e sotto pressione da parte degli abruzzesi impegnati nel caso Ombrina.

Fu Stefania Prestigiacomo che infatti che vieto' le trivelle entro le prime 5 miglia dalla costa, ed entro le prime 12 miglia in caso sulla costa ci fossero zone protette.

Purtroppo per l'ENI, Panda per il 17% ricadeva nelle dodici miglia di distanza dal Sito di Interesse Comunitario SIC Litorale Palma di Montechiaro in Sicilia.

Si volevano qui trivellare il pozzo Panda W2, in verticale, a 21 chilometri da tale SIC, il pozzo Panda 2 dir, in obliquo, a 20 km dal SIC; i pozzi Cassiopea 1, 2, 3; il pozzo Argo 2. Poi ci sarebbero stati i pozzi esplorativi Vela 1, Centauro 1 e Gemini 1.

Un totale di almeno nove pozzi fra permanenti ed esplorativi. Tutti questi pozzi, nuovi e vecchi, vicini e lontani, sarebbero infine stati collegati alla centrale di raccolta di Cassiopea lungo un percorso di oleodotto di 16 chilometri.  Le trivelle sarebbero arrivate fino a 600 metri di profondita' in acque considerate profonde, e poi fino a 4km sotto la crosta terrestre.

Oltre alle trivelle in mare lorsignori dell'ENI volevano martoriare ancora un po di piu' la citta' di Gela, su terraferma per una "minima attivita' onshore."

In teoria a causa del decreto Prestigiacomo avrebbero dovuto riperimetrare tutto, ma siccome e' poi' intervenuto il decreto sviluppo di quel gran signore di Corrado Passera, quelli dell'ENI hanno pensato di poter procedere. Infatti in decreto Passera aumentava il limite del no-trivelle entro le 12 miglia per tutta Italia, ma solo per pozzi nuovi. Per i pozzi dall'iter gia' in corso, tornava tutto a come era prima della Prestigiacomo.

E cosi, con un colpo da vero prestigiatore, Passera restitui' il mare ai trivellatori, incluso il progetto offshore Ibleo dell'ENI. Tutto il mare d'Italia infatti era stato gia' lottizzato, e di mare libero da lottizzare post-Prestigiacomo non era rimasto quasi niente.

Tutto questo, cioe' l'ENI che chiede di poter andare avanti con le trivelle in seguito al decreto Passera, accadeva nel 2014.

Da allora sono passati cinque anni, e dalle carte non c'e' piu' niente di pubblico sui siti del Minsitero.
Quello che pero' e' successo e' che con la finanziaria del 2016, e' stato deciso che il limite delle 12 miglia si applicava a tutto, concessioni nuove o vecchie che fossero.

Secondo me hanno lasciato il tutto un po dormiente, in stand-by finche' in tempi piu' recenti gli e' stato finalmente richiesto di riperimetrare tutto e hanno deciso che almeno con Panda non ne valeva la pena; oppure hanno deciso che il gas non era poi cosi abbondante come volevano credere.

Come detto sopra del fato di Cassiopea e di Argo non si sa ancora niente.

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E allora torniamo a leggere il progetto iniziale Panda e facciamoci delle risate.

Intanto viene fuori che questo era nella mente malata dell'ENI, un progetto "efficiente e senza impatti
negativi sull’ambiente",  che doveva durare per 20 anni.

Parole testuali!

Si vaglielo a dire proprio a Gela che e' un progetto senza impatti ambientali.

Dicono, come sempre, che l'alternativa zero non si puo' per le solite balle della "dipendenza dall'estero" e perche' e' "economicamente estremamente vantaggioso."

Avrebbero usato lo Scarabeo 9 per trivellare che "può operare in piena sicurezza anche in condizioni meteo-marine avverse".

Come sempre ci sarebbero stati fanghi, detriti, infiltrazioni, rischi di fuori uscite incotrollate, idrocarburi di bassa qualita', rischi di scoppio, vasche, reflui e rifiuti solidi, emissioni in atmosfera, rumore e vibrazioni, fluidi di perforazione, fuoriuscita accidentale di gas, sversamenti accidentali di sostanze inquinanti in mare,  collisione di navi con l’impianto di perforazione o i mezzi
navali di supporto, tutte cose di cui ormai abbiamo parlato milioni di volte ma che per l'ENI hanno "probabilita' di accadimento molto basse".

Qui compaiono pero' interessanti parole: la "necessità di effettuare operazioni di stimolazione per accrescere la produttività degli strati" e questo comprende tecniche aggressive, come il fracking e l'acidificazione.

Mmh.

Parlano pure di rischio geologico in relazione allo stendimento della conduttura di collegamento, del fatto che "nel canale di Sicilia sono inoltre presenti molte faglie" e che sono presenti "strutture morfologiche legate a fenomeni di rilascio di gas o fluidi attraverso i sedimenti marini non consolidati" ma anche qui e' tutto minimo, tutto poco probabile, irrilevante.

Insomma, tuttapposto!

Oltre a Palma di Montechiaro, vicino a questi pozzi e a tutti questi scoppi poco probabili ci sono
le varie aree protette

SIC Scala dei Turchi (ITA 040015), situato in direzione Nord, a circa 33 km da Panda W2 e da
Panda 2dir e a circa 47 km dal Cassiopea Manifold;

SIC Litorale di Palma di Montechiaro (ITA040010), situato in direzione Nord Est, a circa 19 km da
Panda 2dir, a circa 21 km da Panda W2 e a circa 26 km dal Cassiopea Manifold;

SIC Rupe di Falconara (ITA050008), situato in direzione Nord-Est, a circa 41 km da Panda 2dir,
a circa 44 km da Panda W2 e a circa 38 km dal Cassiopea Manifold;

SIC Torre Manfria (ITA050011), situato in direzione Nord-Est, a circa 42 km da Panda 2dir, a
circa 45 km da Panda W2 e a circa 38 km dal Cassiopea Manifold. Il sito coincinde con una
porzione del sito ZPS Torre Manfria, Biviere e Piana di Gela (ITA050012) che si estende ad
Ovest di Gela ed è incluso nell’area “Biviere e Piana di Gela” classificata come Important Bird
Area (IBA n. 166) da BirdLife International;

ZPS Torre Manfria, Biviere e Piana di Gela (ITA050012), situato in direzione Est, a circa 42 km
da Panda 2dir, a circa 45 km da Panda W2 e a circa 38 km dal Cassiopea Manifold. Tale area
comprende il SIC Biviere e Macconi di Gela (ITA050001), situato in direzione Est a notevole
distanza rispetto alle attività di progetto (circa 59 km da Panda 2dir, a circa 61 km da Panda W2
e a circa 51 km dal Cassiopea Manifold).

Important Bird Area – IBA (Direttiva “Uccelli” 79/409/CEE). L’IBA più vicino, IBA n. 166 “Biviere e Piana di Gela”, dista circa 41 km da Panda 2dir, circa 44 km dal Pozzo Panda W2 e circa 37 km dal Cassiopea Manifold.

E ovviamente come dimenticare che il Canale di Sicilia, dove volevano appioppare queste trivelle e' sede di una enorme bioviersita' e dove la pesca e' una importante forte di reddito.

Siamo qui nelle acque vicino alle isole Pelagie, dove si "registra uno dei più alti tassi di cattura sia di specie ittiche di interesse commerciale, sia pelagiche di piccole e medie dimensioni", sia tipiche della costa. Si pescano qui ricciole, tonni alletterati, sgombri, triglie, molluschi, gamberi, naselli, triglie  di fango, acciughe, sardine, pesce spada.

Ci sono qui le tartarughe Caretta caretta, e tutto il mediterraneo e' un luogo tipico di nidificazione. Ci sono qui cetacei fra cui il delfino comune (Delphinus delphis), tursiope (Tursiops truncatus), grampo (Grampus griseus), balenottera comune (Balaenoptera physalus), capodoglio (Physeter macrocephalus).  La zona fa anche parte di percorsi di rotte migratorie di varie specie di uccelli.

Per tutte queste specie acquatiche gli spiaggiamenti sono gia adesso numerosi e lo dice pure l'ENI. Le trivelle avrebbero migliorato la situazione?
Nientaffatto!

L'ENI ancora affossa, ed e' vergognoso che dopo tutti i veleni e la disperazione che hanno dato alla Sicilia fanno pure finta di essere dei benefattori dell'umanita'.

Dicono infatti che l'economia in Sicilia va male, ad eccetto che... agricoltura, pesca e turismo. Pero' siccome loro sono in mare aperto, le loro opere non avrenno  "interferenze con le attività
turistiche ed agricole presenti sulla costa."

E per la pesca?

Anche qui dicono che il settore e' gia' in calo, con il "drastico ridimensionamento della flotta peschereccia siciliana", con disoccupazione e barche vecchie. Per ammazzare quello che per loro e' gia' un paziente mezzo in coma dicono che occorrera' chiudere il mare ai pescherecci, durante l’esecuzione delle attività di perforazione.

Che dire, chiudere il mare ai pescatori per farci le trivelle.

Dicono pero' che avrebbero fatto i monitoraggi, e faranno paragoni con il sito industriale di Porto Empedocle, Butera e Gela. Questa fa ridere perche' certo sono tutte localita' inquinate gia'.  E infatti lo dice l'ENI stessa che qui siamo al di sopra dei limiti per l’ozono, per gli ossidi di zolfo, gli ossidi di azoto, il particolato atmosferico (PM10) e il benzene.

Mmh.

Ma .. chi ha inquninato Gela? Chi ce l'ha messo quel benzene, un cancerogeno, in atmosfera?

Non certo io, e tutti sappiamo che e' stata L'ENI stessa!  E' come un circolo vizioso: ho iniziato ad inquinare 60 anni fa, adesso siccome e' tutto inquinato, posso continuare ad inquinare ancora.

Ricordano pure, senza commento, che la mortalita' in questa zona della Sicilia e' per la maggior parte dovuta a malattie del sistema circolatorio (con una prevalenza di malattie ischemiche del cuore e dei
disturbi circolatori dell'encefalo),  tumori (con una prevalenza di tumori di trachea, bronchi e polmoni negli uomini) e malattie del sistema respiratorio.

Notare che molte di queste cause di morte sono collegate alla respirazione ed io credo, indirettamente alla cattiva qualita' dell'aria e a quel benzene che esce fuori da ogni grazia divina dalle ciminiere industriali di Gela.

Perche' l'ENI non ha niente da dire? Da commentare? Perche' pensano che aggiungere altre trivelle sia una cosa da niente?

E poi arrivano le risate finali. Tutti questi pozzi, questi cavi, queste emissioni, vengono riepilogate in una lista finale con il seguente commento:  impatto ambientale trascurabile.

O tradotto in italiano semplice: tuttapposto.

Per fortuna che qui alla fine hanno rinunciato, per amore o per forza non e' importante.

Fine della storia lunga e breve.











Saturday, July 1, 2017

Approvate trivelle Vela 1 dell'ENI in Sicilia






La finalità del pozzo esplorativo è quella di individuare nuovi giacimenti offshore, 
con tema a gas, potenzialmente sfruttabili in modo efficiente ed ambientalmente sostenibile

Caro ministero: non esistono pozzi ambientalmente sostenibili.

  

E cosi mentre tutto il mondo parla di sole, vento, rinnovabili, eolico offshore, macchine elettriche, transizione green, trattati di Parigi, eccoci qui a trivellare in modo "ambientalmente sostenibile".

A trivellare, ancora, i mari d'Italia, per esplorare la possibile presenza di idrocarburi da parte dell'ENI.

Siamo in Sicilia questa volta, e il pozzo approvato il giorno 18 Maggio 2017 si chiama Vela 1. E' un pozzo previsto per il "programma unitario" delle concessioni GR 13 AG e GR 14 AG.

Cioe' prendi due e paghi uno.

Perche' fanno questo? Perche' assieme le due concessioni coprono un area di piu di 830 chilometri quadrati e per legge non si puo'. L'estensione massima di una concessione petrolifera in Italia e' di 750 chilometri quadri. E cosi le spezzano in due, e tuttapposto. Ma i piani sono idenitici e quindi hanno cosi aggirato le regole!

Vela 1 ricade propriamente nell'area GR 14 AG che si estende per circa 410 chilometri quadrati al largo di Palma di Montechiaro e di Licata, in provincia di Agrigento. L'altra, la GR 13 AG e' invece di 432 chilometri quadrati. Con Vela siamo a 29 chilometri da riva, circa 15.6 miglia, e dunque fuori le 12 miglia protettive.

Tuttapposto dunque, come se la monnezza e i pericoli di scoppio si fermassero al limite delle 12 miglia.

La regione Sicilia, secondo il ministero ha "espresso osservazioni di VIA per la realizzazione di pozzo esplorativo Vela 1". Non dice se siano state positive o negative (e ovviamente se uno va a controllare sono negative!) ma Galletti e Franceschini dicono che queste osservazioni, e tutte le altre che sono pervenute, sono state considerate dal ministero stesso assieme alle controdeduzioni dell'ENI.

Cioe', come sempre, l'ENI ha la prima e l'ultima parola.

In un mondo normale ed equo, l'ENI dovrebbe proporre, il pubblico e tutti gli altri enti portatori di interesse dovrebbero poter rispondere. E poi dovrebbe finire qui e il ministero dovrebbe decidere. Da un lato l'ENI, dall'altro il pubblico. Uno a uno.

E invece no, in Italia, in qualche modo che non si sa bene come funzioni, le osservazioni della regione e di chiunque altro, molto probabilmente vengono mandate all'ENI che cosi puo fornire le proprie controdeduzioni. Come altro potrebbe infatti l'ENI proporre controdeduzioni senza vedere le osservazioni originali?

Una bella democrazia vero? L'ENI propone, il pubblico risponde, e l'ENI risponde ancora.

Hanno una risposta per tutto. 

E poi ovviamente il ministero approva.

E poi ovviamente arrivano i cavilli e tutti i ragionamenti contorti per il tuttapposto.

Viene infatti fuori che in realta'... "esiste comunque una interferenza parziale del permesso di ricerca GR 14 AG con l'area oggetto di interdizione", pero' non ci sono "elementi giuridici sostanziali ostativi" in quanto il permesso era stato gia' dato nel 1999.

Diciotto anni fa?

Boh. Cioe' ricevono il permesso di trivellare nel 1999 e se ne ricordano nel 2017?

Come sempre la farsa delle prescrizioni:

Ci dovranno essere protocolli di monitoraggio sviluppati di biologi esperti in bioacustica che dovranno descrivere lo stato dell'ambiente prima delle trivelle, durante le trivelle, e dopo le trivelle con 3 stazioni di monitoraggio acustico, per capire come i rumori potranno impattare le specie marine. Tutte le precauzioni dovranno essere prese per non portare "disturbi maggiori di quelli che si vogliono evitare"

Che significa? Boh.

Fra queste specie marine ci sono anche zifio e capidogli. Gianluca Galletti e Dario Franceschini ricordano che se dovessero esserci animali morti sulla spiaggia le informazioni in merito dovranno essere segnalate nel modo piu' tempestivo possibile, allertando o "una rete capillare di monitoraggio" se esiste, o senno la guardia costiera, enti ed associazioni locali.

Come dire, invece di pensare a monte a queste povere creature del mare, facciamo il monitoraggio e poi diamo l'allarme "tempestivo". Si, ma intanto quelle saranno gia' morte!

E' evidente che non gliene importa niente.

Interessante pure che solo quando gli serve chiamano in ballo le associazioni locali!

E poi she significa allertare la fitta rete di monitoraggio "se esiste"? Non lo sanno al ministero se esiste o no? Chi la deve mettere su questa rete? Chi deve pagare il personale? Io?

Mistero. Approvano e danno prescrizioni a casaccio.

L'unica consolazione e' che a bordo dovranno tenere un biologo marino. Poverino lui.

E sui fanghi di perforazione?

Sette righe.

Devono essere considerati rifiuti e "vige il divieto assoluto di rilasciare materiale di trivellazione sul fondale".  Questi rifiuti dovranno essere smaltiti nel modo appropriato e tempi e luoghi dovranno essere comunicati all'ARPA di Sicilia.

Si certo.

Non succedera' mai, perche' gli scarichi in mare di monnezza fossile volontari o involontari,  sono una parte integrante del processo di estrazione del petrolio, di trivellazione e di sfruttamento petrolifero. Non e' mai successo da nessuna parte del mondoche la monnezza non abbia intaccato l'ambiente esterno. Pure in Norvegia succede, in modo del tutto normale.

Ora volete farci credere che con sette righe di decreto ministeriale l'ENI fara' in Sicilia quello che ne lei ne nessuna altra ditta del petrolio e' mai riuscita a fare da nessuna parte del mondo?

Ma per piacere.

E poi ancora, parlano di una indagine visiva in diretta con l'ausilio di un ROV (Remotely Operated Vehicle) o di addirittura di un AUV (Autonomous Unmanned Vehicle). Cioe' ci vorranno dei robot autonomi o una squadra di robot autonomi per monitorare il tutto in diretta.

Ma si rendono conto di cosa stanno chiedendo?

Tutto questo e' difficile da coordinare, gli AUV sottacqua sono ancora in via di sperimentazione. Dal mio punto di vista tutto questo serve solo per dire "guarda come siamo fighi" e non certo per proteggere il mare.

La verita'?

Dal mio punto di vista la verita' sta a pochi chiolmetri di distanza e si chiama Gela.

Ecco cosa succede a regalare l'Italia all'ENI. Succede a Gela, succede in Basilicata, succede a Marghera, succede a Manfredonia. Ovunque sono andati hanno solo portato morte e distruzione.

Sta a noi non dimenticare e fortissimamente non volerceli nei nostri mari.








 





















Friday, January 6, 2017

Airgun d'Italia



 



Ispezioni sismiche 3D -- Golfo di Taranto d 3 F.P-.SC

Approvato il 18 Ottobre 2016

4,000 kmq
4,300 km di linee sismiche
Schlumberger Italiana 

 Basilicata, Puglia, Calabria
 Crotone, Cosenza, Matera, Taranto, Lecce

Galatone, Lizzano, Strongoli, Manduria, Corigliano Calabro, Montegiordano, Roseto Capo Spulico, Albidona, Pulsano, Maruggio, Taranto, Rossano, Ciro' Marina, Castellaneta, Ugento, Melissa, Crucoli, Rotondella, Palagiano, Leporano, Crotone, Racale, Sannicola, Rocca Imperiale, Castrignano del Capo, Cariati, Pietrapaola, Taviano, Ginosa, Crosia, Scanzano Jonico, Nova Siri, Massafra, Cassano all'Ionio, Porto Cesareo, Policoro, Morciano di Leuca, Patu', Ciro', Scala Coeli, Gallipoli, Mandatoriccio, Alliste, Salve, Bernalda, Nardo', Trebisacce, Pisticci, Torricella, Calopezzati, Villapiana, Amendolara





 Ispezioni sismiche 2D e 3D -- Puglia d 82 F.R-.GP
750 kmq (280 km di linee sismiche)
 
  Ispezioni sismiche 2D e 3D -- Puglia d 83 F.R-.GP
750 kmq (265 km di linee sismiche)

Approvate il 14 Ottobre 2016
 
Global Petroleum Limited

Puglia

Bari, Brindisi 

Giovinazzo, Bari, Fasano, Mola di Bari, Monopoli, Brindisi, Ostuni, Molfetta, Carovigno, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, Polignano a Mare

in precedenza approvate anche le 
d 80 F.R-GP
 d 81 F.R- GP



 Ispezioni sismiche 2D e 3D -- Golfo di Taranto d 85 F.R-.GM
750 kmq (230 km di linee sismiche)

 Ispezioni sismiche 2D e 3D -- Golfo di Taranto d 86 F.R-.GM
750 kmq (220 km di linee sismiche)

Approvate il 18 Ottobre 2016

Global MED   
 
Calabria

 Crotone, Catanzaro

Strongoli, Cropani, Montepaone, Soverato, Borgia, Staletti', Ciro' Marina, Sellia Marina, Melissa, Crucoli, Catanzaro, Crotone, Isola di Capo Rizzuto, Botricello, Cutro, Simeri Crichi, Ciro', Montauro, Squillace, Belcastro


in precedenza approvate anche le 
d 87 F.R-.GM
d 89 F.R-.GM
d 90 F.R-.GM




 Permesso di ricerca petrolio e gas -- Sicilia d 28 G.R-.AG
460 kmq

Approvato l'11 Ottobre 2016

ENI Divisione Exploration and Production
 
Canale di Sicilia

Caltanissetta, Agrigento, Ragusa

Gela, Vittoria, Acate, Licata, Butera, Santa Croce Camerina, Ragusa

in precedenza approvata anche la
d 33 G.R-AG




Queste le concessioni approvate negli anni scorsi

d2 FP PG
ispezioni sismiche
Petroleum Geo-Services Asia Pacific
approvata il 12 Giugno 2015
14,000 kmq


ispezioni sismiche
Spectrum Geo
approvata il 3 Giugno 2015
Puglia, Abruzzo, Marche, Emilia Romagna, Molise
14,100 e 16,100 kmq

Parere negativo di Puglia, Abruzzo e Marche.
Ma che importa.



d 359 C.R-.TU 
ispezioni sismiche
Transunion Petroleum Italia  
approvata il 12 Giugno 2015
700 kmq
Modica, Ragusa, Vittoria

Nessun parere della regione Sicilia





ispezioni sismiche
ENEL Longanesi Developments 
approvata il 12 Giugno 2015
750 kmq
Golfo di Taranto

Parere negativo della regione Calabria e Marche.
Nessun parere della regione Basilicata


ispezioni sismiche
Northern Petroleum
approvata il 12 Giugno 2015
260 kmq
Ostuni, Monopoli

Parere negativo della regione Puglia
d 503 BR-CS
perforazione di due pozzi esplorativi
Appennine Energy
approvata l'11 Giugno 2015
140kmq
Porto San Giorgio, Porto Sant'Elpidio
Parere negativo della regione Marche


ispezioni sismiche
Northern Petroleum
approvata l'11 Giugno 2015
740 kmq
Ostuni, Brindisi
Parere negativo della regione Puglia

d65 F.R.-NP
ispezioni sismiche
Northern Petroleum
approvata l'11 Giugno 2015
730 kmq 
Brindisi, Lecce 
Parere negativo della regione Puglia


ispezioni sismiche
Northern Petroleum
approvata l'11 Giugno 2015
730kmq

Parere negativo della regione Puglia

ispezioni sismiche
Northern Petroleum
approvata l'8 Giugno 2015
Brindisi, Ostuni, Carovigno
860 kmq

Parere negativo della regione Puglia


ispezioni sismiche
Northern Petroleum
approvata l'8 Giugno 2015
Monopoli, Fasano
710kmq 

Parere negativo della regione Puglia


Una nuova piattaforma, quattro nuovi pozzi, 
due condotte sottomarine e cavi elettrici
Edison SpA
approvata il 16 Aprile 2015
 Pozzallo, Modica, Scicli

Nessun parere della regione Sicilia


Tre nuovi pozzi, possibilmente un quarto
Edison SpA
Termoli, Fossacesia, Campomarino, Rocca San Giovanni, 
Vasto, San Salvo, San Vito Chietino, Petacciato, 
Torino di Sangro, Casalbordino, Montenero di Bisaccia

 Parere positivo della provincia di Campobasso e della regione Molise

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Quante volte abbiamo sentito dire che l'oro d'Italia, specie del sud Italia, e' il suo potenziale turismo,  la sua potenziale bellezza?

Quanti treni abbiamo perso in termini di globalizzazione, di biotech, di nanotech, di innovazione, di rinnovabili, di idee innovative? La risposta e' troppi. In tutte le grandi partite degli scorsi venti o trenta anni siamo arrivati in ritardo, e male.

Ci resta ben poco, se non il nostro territorio. Quello non si puo' delocalizzare, e restera' sempre nostro. Ma certo che facciamo di tutto per distruggerlo. E invece che pensare al futuro guardiamo indietro, guardiamo sottoterra.

Caso in questione la valanga di permessi di ricerca di petrolio e di ispezioni sismiche rilasciate in questa nazione.

Ecco qui la lista di quelli che sono riuscita a trovare per il 2016, per un totale di 7500 kmq di mare :

1. Airgun nel Golfo di Taranto, Global Med.

Due concessioni per eseguire ispezioni sismiche su un'area totale di quasi 1500 kmq.

I comuni interessati sono in provincia di Crotone e di Catanzaro e sono: Strongoli, Cropani, Montepaone, Soverato, Borgia, Staletti', Ciro' Marina, Sellia Marina, Melissa, Crucoli, Catanzaro, Crotone, Isola di Capo Rizzuto, Botricello, Cutro, Simeri Crichi, Ciro', Montauro, Squillace, Belcastro.

Ma chi e' la Global Med? E chi lo sa. Online c'e' solo scritto che e' nelle mani del suo fondatore, tale Randall Thompson, che ha studiato e che vive in Colorado, che ha lavorato per la Amoco e per la Exxon Mobil e che nel 2013 ha aperto questa Global Med da solo, spendendo gia' 1.5 milioni di dollari per avere i permessi di cui sopra.

In questi mesi ben poco si e' parlato di questa Global Med, e men che meno del signor Thompson. Chi e' costui? Cosa vuole? Non c'e' neanche un po di vergogna o di imbarazzo a regalargli una fetta del nostro mare? Dopotutto e' uno che dal Colorado che si sveglia la mattina, mette su una ditta per conto suo, e viene a chiedere di trivellare il mare degli Italiani.

Che garanzie offre? Chi e'? Perche' nessuno indaga su questo tipo e cosa esattamente vuole?

2. Airgun nel Golfo Di Taranto, Schlumberger

Una mega concesssione di 4000 chilometri quadrati che da sola occupa tutto il Golfo di Taranto. I comuni interessati sono qui: Galatone, Lizzano, Strongoli, Manduria, Corigliano Calabro, Montegiordano, Roseto Capo Spulico, Albidona, Pulsano, Maruggio, Taranto, Rossano, Ciro' Marina, Castellaneta, Ugento, Melissa, Crucoli, Rotondella, Palagiano, Leporano, Crotone, Racale, Sannicola, Rocca Imperiale, Castrignano del Capo, Cariati, Pietrapaola, Taviano, Ginosa, Crosia, Scanzano Jonico, Nova Siri, Massafra, Cassano all'Ionio, Porto Cesareo, Policoro, Morciano di Leuca, Patu', Ciro', Scala Coeli, Gallipoli, Mandatoriccio, Alliste, Salve, Bernalda, Nardo', Trebisacce, Pisticci, Torricella, Calopezzati, Villapiana, Amendolara.

Ci sono qui decine di zone speciali protette, di siti di interesse comunitario, di vita, di mare. Come possono solo pensare di, un giorno, trivellare qui? Come sempre, l'airgun e' l'anticamera delle trivelle.

Penso che non ci sia nulla da aggiungere se non che chi decide tutto cio' veramente non sa cosa sta facendo, e che e' ci sarebbe bisogno qui di una forte presa di coscienza da parte di tutti, residenti, turisti, e Italiani.

3.  Airgun di Puglia, Global Petroleum Limited

Anche qui, si tratta di una micro societa' d'Australia, la Global Petroleum limited, che in Italia e' domiciliata presso lo studio legale di un tale Avvocato Turco. Sui siti internazionali di tale Global Petroleum Limited, dicono, tutti esultanti:

We believe the Adriatic, a politically stable and unde-rexplored region, is gearing up for an exciting new stage of oil and gas exploration, and we are pleased to be taking the final steps on the path to award of our permits. Early indications are that our permit applications are in an area with a very good address 

Come se in quell'Adriatico non ci vivesse nessuno. Come sempre, se fanno questo e' perche' noi glielo permettiamo. 



4. Permesso di ricerca petrolio e gas nel canale di Sicilia, ENI

Passiamo alla Sicilia dove invece sono state approvate le trivelle esplorative nei mari  di Caltanissetta, Agrigento, Ragusa con i comuni di Gela, Vittoria, Acate, Licata, Butera, Santa Croce Camerina, Ragusa.

Ma come, proprio qualche giorno fa avevano espresso parere negativo all'airgun Schlumberger non lontano da qui nella concessione d1 CP SC,  di circa 2200 chilometri quadrati e nei pressi di Ragusa e Siracusa e per queste motivazioni:

per la particolare intensita' degli indotti negativi sugli aspetti idenitari e tradizionali propri della cultura delle popolazioni costiere interessate, legati alle economie locali tipiche nel settore della pesca commerciale e del turismo.


Come puo' essere che ci si sposta di pochi chilometri e .. invece c'e' un parere positivo alle trivelle?
E dove sono qui gli aspetti identitari e tradizionali propri della cultura delle popolazioni costiere?

Come mai due pesi e due misure?

La destra sa cosa fa la sinistra?

Ma poi, questi aspetti identitari e tradizionali, non sono applicabili a tutta l'Italia e non solo ad un angolo di Sicilia? O ci sono figli di un dio maggiore? Ecco c'e' da sentirsi presi in giro. Mi auguro che per il 2017 ci sia maggiore presa di coscienza di queste cose: l'airgun e' propedeutco alle trivelle, e fermarle prima, significa fermare il mostro dopo.

Ma occorre essere combattivi ed esigerle le cose. Non ci salva nessuno, se non noi stessi.











Saturday, May 18, 2013

Nuove trivelle siciliane - D33 GR AG e D28 GR AG

"Eni è oggi più che mai un’azienda vicina, aperta e dinamica. I suoi valori chiave sono la sostenibilità, la cultura, la partnership, l’innovazione e l’efficienza".

money money money money money money




Tra i punti A e B c'e' la tutela integrale.  
Il posto giusto per una trivella.


E' festa grande all'ENI. Adesso ci sono altre due concessioni al largo delle coste di Sicilia depostitate presso i ministeri romani e per i quali c'e' tempo fino a 6 e al 9 Luglio per mandare osservazioni.

I testi sono qui

D33 GR AG
D28 GR AG

Si tratta della D33 GR AG e della D28 GR AG, entrambe dell'ENI con partecipazione Edison,  adiacenti l'una all'altra, in cui si vuole fare acquisizione sismica con airgun su un area di 100 chilometri quadrati (la D 33) e su 450 chilometri quadrati (la D28) e la perforazione di un pozzo esplorativo in ciascuna concessione della profondita' complessiva di 1600 metri. L'istanza si estende a 20 chilometri da Licata, in provincia di Agrigento e a 23 chilometri sia da Gela che dalla provincia di Ragusa.

La profondita' del mare varia da 350 a 900 metri nelle due concessioni, per cui si tratta di acque profonde (e pericolose).

I comuni interessati sono Acate, Butera, Gela, Licata, Ragusa, Santa Croce Camerina, Vittoria sparsi fra le province di Agrigento, Caltanissetta, Ragusa.

Ovviamente questa concessione non e' sola, ma ce ne sono diverse altre a tappezzare i mari di Sicilia: come per tutti i mari d'Italia e' un continuo che abbraccia tutto il contorno dell'isola. Cambiano nomi, titolari e perimetri, ma sempre buchi e trivelle sono che puntellineranno tutto il litorale siciliano se nessuno fa niente.

Come giustifica tutto questo l'ENI? Con le solite balle che secondo me neanche loro  ci credono:

L’alternativa zero, ovvero la non realizzazione delle opere, è stata considerata non applicabile in quanto il progetto, può risultare estremamente vantaggioso per l’Italia, permettendo di ridurre la dipendenza energetica dall’estero attraverso lo sfruttamento delle risorse presenti sul territorio nazionale sia marino sia terrestre.

La mancata realizzazione del progetto porterebbe a non sfruttare una potenziale risorsa energetica ed economica del territorio attraverso la produzione di idrocarburi da immettere nella rete di distribuzione nazionale.


Qualcuno deve ancora spiegargli che tutto il petrolio d'Italia non servirebbe a soddisfare che una parte piccolissima di fabbisogno nazionale e che di vantaggi per l'Italia non ce ne sono - quelli sono solo per le tasche di Scaroni e dei loro investitori.

E l'alternativa zero del lasciare il mare pulito?

Ad ogni modo ecco qui le zone protette nelle vicinanze delle concessioni D33 e D28 GR AG

Siti ZPS (Zone di protezione speciale)

· ITA 050012 Torre Manfria Biviere e Piana di Gela che si spinge per un tratto anche a mare e che
dista circa 22.2 km (circa 12 miglia marine nel punto più prossimo) dal perimetro dell’Istanza di
Permesso di Ricerca d33 G.R-.AG.

Siti SIC (Siti di Importanza Comunitari)

· ITA040010 Litorale di Palma di Montechiaro a circa 29 km (circa 16 miglia marine nel punto più
prossimo) a Nord – Est dal perimetro dell’Istanza di Permesso di Ricerca d33 G.R-.AG;

· ITA050011 Torre Manfria a circa 22,2 km (circa 12 miglia marine nel punto più prossimo) dal
perimetro dell’Istanza di Permesso di Ricerca d33 G.R-.AG;

· ITA050001 Biviere e Macconi di Gela a circa 24,5 km (circa 13,2 miglia marine nel punto più
prossimo) dal perimetro dell’Istanza di Permesso di Ricerca d33 G.R-.AG;

· ITA080004 Punta Braccetto Contrada Cammarana a circa 23,6 km (circa 12,7 miglia marine nel
punto più prossimo) dal perimetro dell’Istanza di Permesso di Ricerca d33 G.R-.AG;

· ITA080001 Foce del Fiume Irmino a circa 33,3 km (circa 18 miglia marine nel punto più prossimo)
dal perimetro dell’Istanza di Permesso di Ricerca d33 G.R-.AG.

· ITA080010 Fondali Foce del Fiume Irmino a circa 34,6 km (circa 18,7 miglia marine nel punto più
prossimo) dal perimetro dell’Istanza di Permesso di Ricerca d33 G.R-.AG.

Siti IBA (Important Bird Watching)

· 166 Biviere e Piana di Gela - Important Bird Area a circa 22 km (circa 11,8 miglia marine nel punto più prossimo) dal perimetro dell’Istanza che ricade parte sulla costa e parte in mare.

Ci sono poi varie “aree di notevole interesse pubblico”a circa 20 chilometri dalla concessione

1) tratto di costa di contrada Branco Piccolo sita nel Comune di Ragusa

2) zona di Falconara;

3) zona di Manfria;

4) zona del lago di Biviere;

5) zona di Punta Braccetto;

6) territorio comprendente il Fiume Irminio e zone circostanti nei Comuni di Scicli, Ragusa, Modica e Giarratana

e poi ci sono Beni archeologici sommersi, in prossimità della costa, a circa 23,5 km (12,7 miglia marine) l'Area Marina di Tutela Archeologica in Località Bulala del Comune di Gela dove sussiste una  Zona di Tutela Integrale dove sono  vietate:

· il transito, la sosta e l’ancoraggio di qualsiasi unità navale;

· la pesca professionale e sportiva svolta con qualsiasi sistema (fatti salvi alcuni casi particolari);

· l’immersione subacquea in apnea e con bombole;

· qualsiasi altra attività in superficie o in immersione non autorizzata.

Cioe' e' tutto vietato, ma a 20 chilometri di distanza uno puo' andare e fare trivelle e sondaggi, come se l'acqua del mare conoscesse confini e come se le navi volassero!!!

Ecco qui una interessante tabellina


Che dire. Ci sono solo X, niente numeri.

Se uno poi legge il progetto ci sono un sacco di blabla sul come nonostante le X tutto sara' fatto nel rispetto dell'ambiente e che tutti gli impatti sono bassi, lievi, trascurabili, nulli.

Questa in particolare fa un po ridere:

L’immissione in mare degli scarichi civili generalmente è considerata circoscritta e di carattere temporaneo. Inoltre, poiché le operazioni di perforazione sono svolte in mare aperto, va considerata anche l’elevata capacità di diluizione dell’ambiente circostante che rende tale fattore di perturbazione ed i conseguenti effetti sulle popolazioni marine poco significativi.

Notare che parlano di scarichi civili, e non di che fine fanno i fanghi di perforazione. E notare la logica: buttiamo la monnezza a mare e il mare diluisce!!!!

E i fanghi di perforazione? Dicono che quelli verranno raccolti da apposite navi che periodicamente riporteranno il materiale in terraferma.  Ma e queste navi dove transiteranno? E visto che portano via il materiale di scarto delle operazioni petrolifere con queste navi, perche' non portare via anche gli scarichi civili???

E' come una favola.
Basta crederci.




Sunday, May 5, 2013

La Valle dei Templi e il pozzo Vela 1 ENI








"Zona della Valle dei Templi e dei punti di vista del belvedere del
Comune di Agrigento, caratterizzata da un’area di non comune bellezza archeologica
perfettamente collocata in un contesto naturale tipicamente mediterraneo"
Cosi' perfetta che adesso l'ENI ci piazza una trivella

In Sicilia parte una nuova istanza per la perforazione di un pozzo esplorativo di gas, da parte dell'ENI. Si chiama Vela 1 e si trova al largo di Agrigento, nello stretto di Sicilia e nella concessione detta GR 14 AG.

I comuni costieri piu' vicini sono Licata e Palma di Montechiaro e l'area interessata copre circa 408 chilometri quadrati.

In realta' di questa concessione gia' si parlava nel 2011 - sotto altro nome, altre sembianze, e vari inganni che a suo tempo assieme a Guido Picchetti cercammo di riordinare. Non so bene cosa sia successo in questo frangente di tempo, ma adesso e' "finalmente" partita la VIA, presentata nel Marzo 2013 e per cui, per scrivere le osservazioni c'e' tempo fino al 17 Giugno 2013.

Il testo della sintesti tecnica e' qui.

Le trivelle arriveranno a oltre 700 metri sotto la superifice marina, e quindi sara' un pozzo profondo. Useranno la Scarabeo 9 della Saipem - quella per le quali le certificazioni sono un optional -  per trivellare. Eccola


Come sempre dicono che e' tutto ultra sicuro, che i fanghi magicamente scompariranno, che la loro piattaforma e' disegnata con i migliori standard, che i rischi sono bassi, che non ci saranno perdite, urti, incidenti di nessun genere e che gli impatti sono minimali su tutto - mare, pesca, fondali, zooplancton, balene, tartarughe protette, persone e paesaggio. 

Pecccato che la Scarabeo 8 si sia invece incrinata in Norvegia per "lack of competence", e cioe' mancanza di competenza da parte dell'ENI!

Pero' adesso c'hanno la versione 9 - speriamo che abbiano imparato come si fa...



In sostanza l'ENI dice che sara' tuttapposto perche' sono a 30 chilometri da riva e che quindi qualsiasi interferenza sara' minimale.  E si, siamo a 30 chilometri da riva, ma su quella riva ci sono ben cinque zone protette, nonche' varie archeologiche di spicco.

Eh certo, uno va a vedere i templi della magna Grecia e proprio le trivelle vuole vedere!

Ecco qui il panorama in cui l'ENI costruira' il suo nuovo pozzo Vela 1:

• SIC ITA040015 - Scala dei Turchi, a circa 46,8 km (25,2 miglia marine nel punto più
prossimo) a Nord-Ovest del pozzo esplorativo Vela 1;

• SIC ITA040010 - Litorale di Palma di Montechiaro a circa 29,5 km (15,9 miglia marine nel
punto più prossimo) a Nord-Est del pozzo esplorativo Vela 1;

• SIC ITA050011 - Torre Manfria a circa 43,9 km (23,7 miglia marine nel punto più prossimo) a
Nord-Est del pozzo esplorativo Vela 1. Parte del SIC coincide con la ZPS Torre Manfria,
Biviere e Piana di Gela;

• SIC ITA050001 - Biviere e Macconi di Gela a circa 57 km (30,7 miglia marine nel punto più
prossimo) ad Est-NE del pozzo esplorativo Vela 1. Parte del SIC coincide con la ZPS Torre
Manfria, Biviere e Piana di Gela;

• ZPS ITA050012 - Torre Manfria, Biviere e Piana di Gela a circa 55,5 km (29,9 miglia
marine nel punto più prossimo) ad Est-NE del pozzo esplorativo Vela 1.

Ci sono poi zone soggette a vincoli come ad esempio:

• cod. vincolo 190001 - Zona della Valle dei Templi e dei punti di vista del belvedere del
Comune di Agrigento, caratterizzata da un’area di non comune bellezza archeologica
perfettamente collocata in un contesto naturale tipicamente mediterraneo ;

• cod. vincolo 190002 - Lungomare San Leone nel Comune di Agrigento;

• cod. vincolo 190007 - Zona di Falconara caratterizzata dallo svolgimento morfologico delle
masse del paesaggio con le emergenze del massiccio fabbricato del Castello e del Monte di
Poggio Lungo;

• cod. vincolo 190009 - Zona di Manfria caratterizzata da poderi mediterranei luogo ricco di
leggende con vegetazione arbustiva ;

• cod. vincolo 190010 - Zona del lago di Biviere, ultimo resto della palude caratterizzato da rive
fatte di canneti e con qualche isolotto rifugio di ricchissima avifauna in comune di Gela.

Infine a 30 chilometri c'e' l'area Marina di Tutela Archeologica in Località Bulala del Comune
di Gela.

Ma che vuoi che sia, e' solo il nostro patrimonio naturalistico nazionale, un altro tassello nella distruzione dell'Italia.

In alcuni casi invece elencano tutto l'elencabile - i tipi di pesci, la temperatura, dove vivono le Caretta Caretta, ma non dicono niente di come le loro operazioni impatteranno tali sistemi ecologici.

E poi una bella notizia per i pescatori:

Pertanto, considerando la vicinanza dell’area di progetto all’area di pesca B1, durante la realizzazione delle attività in oggetto, sarà necessario interdire alle attività di pesca l‘area circostante la nave di perforazione, durante l’esecuzione del pozzo esplorativo Vela 1, per una fascia di sicurezza pari a circa 500 metri.
E certo, che gli importa a loro della pesca? E nel caso il pozzo diventa permanente quello e' un altro pezzo di mare tolto alle persone in maniera non temporanea ma per anni e anni.

E tutto questo in cambio di quanto gas?
Quante sono le riserve dentro Vela 1?

Non si sa.



Saturday, November 26, 2011

Altri inganni ENI a Agrigento - Cassiopea - trivelle di nascosto

Cassiopea e' in basso: per il Ministero delle Attivita' produttive e' sospeso. Per il Ministero dell'Ambiente l'iter autorizzativo e' quasi completo. A chi credere?



** Nota: ringrazio Guido Picchetti per avermi aiutato a mettere i pezzi assieme.
Non e' detto che questa sia la storia completa di Cassiopea.
Ma siamo entrambi dei volontari.
Eventuali giornalisti professionisti sono pregati di citare le fonti
di questo lavoro di indagine. **


The success of this exploration testifies to Eni's
commitment to the search for hydrocarbons
in frontier environments such as deep water,
as well as the great attention paid to the exploration
and development of mining resources in Italy.

Dal sito ENI, 2008

Anche il pozzo scoppiato della BP era
in zone di frontiera e in acque profonde.
Qui siamo a 20 chilometri, li a 80.

I nomi cambiano, quello che l'ENI vuole fare e' sempre lo stesso: trivellare dove gli pare a loro senza rispetto per nessuno e con l'inganno. In questo caso nei mari profondi dello stretto di Sicilia, secondo le concessioni GR 14 AG e GR 13 AG, riuntite sotto il luccicante nome di Cassiopea, nei pressi di Agrigento.

La storia e' lunga, ma lineare e soprattutto ingannevole.

Nel 2008 infatti, l'ENI e altri siti internazionali che si dedicano a divulgare notizie petrolifere fra cui "Upstream" riportava che i beniamini dell'ambiente dell'ENI avevano fatto questa scoperta di gas meravigliosa nei mari dello stretto di Sicilia.

Al contempo l'ENI annunciava gia' di volere accellerare il suo programma per arrivare allo sfruttamento del giacimento il piu' presto possibile.

L'ENI controlla Cassiopea al 60% ed il restante 40% e' della ditta Edison. L'estensione chilometrica della GR 13 AG e' di circa 420 chilometri quadrati, quella della GR 14 AG e' di circa 410 chilometri quadrati.

Il pozzo Cassiopea si trova a 560 metri di profondita', a 22 chilometri da riva, in quelle che vengono considerate acque profonde, e dunque piu' pericolose.

Si parla di circa 16 miliardi di metri cubi di riserve di gas, da tirare fuori al ritmo di 190,000 meti cubi al giorno. L'Italia consuma circa 95 miliardi l'anno di gas. Circa 8 miliardi al mese. Questo giacimento dunque dara' gas all'Italia per circa due mesi.

Cioe' forti pericoli e trivelle in acque profonde davanti ad Agrigento per 2 mesi di gas.

A suo tempo l'ENI diceva anche di volersi riallacciarsi ad altri giacimenti nella zona, detti Panda ed Argo per formare un unico campo petrolifero a mare. Basta guardare la foto sopra per rendersene conto.

Come detto, si tratta di giacimenti in acque profonde, pericolose, proprio come la BP nel golfo del Messico. Notare che la BP era a circa 50 miglia da riva - 80 chilometri - qui invece siamo a soli 20 chilometri.

Passano tre anni e non succede granche'.

Il 25 febbraio del 2011 il sito del Ministero dello Sviluppo Economico riporta che tutto e' stato sospeso per decorrenza di termini. Infatti se uno apre i siti dei rispettivi giacimenti trova la scritta:

Nota: sospeso.

Qui per la GR 13 AG e qui per la GR 14 AG.



Tutti tranquilli allora? Chissa, costava troppo, erano acque troppo profonde, l'ENI non l'ha giudicato appetibile questo giacimento e ci hanno rinunciato?

Manco per niente.

Infatti, se uno va al sito nazionale della VIA del Ministero dell'Ambiente, si scopre invece che e' stato presentato, nel Novembre del 2011 questo:

Permesso per la Concessione di Coltivazione "d.3G.C.-A.G."/ARGO e CASSIOPEA derivante dai Permessi di Ricerca "G.R13.AG" e "G.R14.AG" Scadenza presentazione osservazioni: 04/12/2011

Addirittura il sito della Provincia di Agrigento riporta quanto in basso:

COLTIVAZIONE DEI GIACIMENTI DI GAS METANO "PANDA" "ARGO" E CASSIOPEA" DA UBICARE NELL'OFF-SHORE SICILIANO ANTISTANTE IL CANALE DI SICILIA (ZONA G E C) A CIRCA 30 M AL LARGO DELLA COSTA AGRIGENTINA- DITTA ENI S.P.A.,DIVISIONE EXPLORAZION & PRODICTION CON SEDE LEGALE IN ROMA, DISTRETTO MERIDIONALE VIA DEL CONVENTO 14, 85059 VIGGIANO (PZ)-AVVISO DI DEPOSITO-ART. 23 DEL D.LGS 16/01/08 N°4

A me 30 metri pare errato - ma questo e' quello dicono loro - notare che scrivono "Explorazion e Prodiction" fa un po ridere, ma la sostanza non cambia.

Altro che decorso dei termini! L'ENI ha segretamente presentato tutte le sue scartoffie per trivellare in modo definitivo al Ministero dell'Ambiente e ora c'e' tempo solo fino al 4 dicembre per presentare osservazioni, e per la gente di informarsi, ammesso che gli interessi.

Fa ridere che il Ministero A non sa quello che faccia il Ministero B o la provincia di Agrigento. Peggio di tutto fa piangere che i cittadini non sappiano niente.

Evviva l'Italia.

Io non ho tempo di indagare di piu' di questo, ma spero che la gente del posto abbia voglia quanto meno di saperne di piu' e di fare osservazioni nel tempo ristretto che resta se gli interessa.

I politici, e chi spera piu' in quelli? Possibile che alla provincia di Agrigento non abbiano potuto diffondere notizie? Possibile che nessuno si chiesto cosa succedesse? Boh.

Ho scaricato tutti i file dal Ministero dell'Ambiente - sono circa 30 file - che sono qui, mentre invece il riassunto della loro valutazione ambientale e' qui.

In sostanza: secondo l'ufficio di VIA del Ministero dell'Ambiente le scadenze per mandare osservazioni per quelli che saranno pozzi permanenti e' il 4 Dicembre 2011.

Altro che decorso temporale del 25 Febbraio del 2011!