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Thursday, January 17, 2019

Matteo Salvini: trivelli casa sua per primo


Matteo Salvini si sveglia ora petrol-favorevole, ed esordisce cosi:  “Non si può dire ‘no’ a tutto e andare in giro con le candele”.

Intanto, caro Matteo, se trivelliamo quelle candele le dovremo portare tutte al cimitero - della morte
ambientale e civile.

Seguendo stupidi luoghi comuni, il nostro ministro dell'interno dice

 “Non si può dire no al carbone, no al petrolio, no al metano, no alle trivelle, mica possiamo andare in giro con la candela e accendere i legnetti. Di tutto il resto si può discutere, ma con i soli ‘No’ non si campa”. 

E infatti io dico si!

Dico si al sole, al vento. Dico si ai trattati di Parigi. Dico si agli investimenti per il risparmio energetico. Dico si alle automobili elettriche. Dico si alla vita sana e onesta. Dico si all'energia che davvero abbiamo in Italia e non ai miraggi petroliferi che stanno solo nei petrol-sogni dell'ENI. Dico si alla democrazia sana. Dico si alle territori liberi dall'inquinamento, dalla paura del terremorto, del terreno che spronfonda o dei mari che erodono.

Dico si al futuro! 

Interessante che il nostro Matteo dica queste cose in Sardegna, teatro di tante petrol-battaglie che hanno scacciato i petrolieri da dove sono venuti.
 
Ovviamente non puo' che metterci bocca Matteo Renzi, che e' meglio che si va a nascondere per il modo osceno in cui il suo governo ha approvato quasi tutte le trivelle sottomesse al suo ministero dell'ambiente. Non c'e' stata una trivella che non gli sia piaciuta.

Meglio che taci, Renzi e che per un po, o per di piu' ancora, ti metti nel dimenticatoio che ci fai piu' bella figura, assieme a quegli altri galantuomini dell'ambiente dal nome Gianluca Galletti e Dario Franceschini.

Ma torniamo a Matteo Salvini.

Intanto, solo tre anni fa Matteo Salvini era contro le trivelle nel nostro paese. Interessante che si facesse fotografare con cotanta maglietta solo perche' al tempo era all'opposizione e la Lega in teoria. difendeva i territori.

Cosa e' successo? Si e' andati al governo ed ora la petrol-persuasione dell'ENI o i petrol-euro hanno iniziato a fare gola?

Qui occorre riconoscere un importante principio, caro Matteo Salvini. Nessuno di noi nasce come signore o signora del no.

Tutti noi attivisti, da Ravenna a Carpignano, da Arborea a Monopoli, da Ragusa a Ortona siamo persone che prima di tutto vogliamo il si all'aria pulita, alle democrazie non corrotte, ai mari puliti, alla natura vivente.

Tutti noi ci siamo messi li a studiare le carte, a rompere le scatole a tutti i politici di qualsiasi colore politico non perhce' non abbiamo niente da fare, ma perche' era importante capire, e darsi da fare *prima* che le trivelle arrivassero, in modo da non fare la fine di Viggiano o di Porto Marghera.

Siamo dunque quelli del si alla vita e non del si alla morte civile ed ambientale petrolifera.
 
Se lei vuole fare qualcosa di buono: legga le carte, ascolti parli con la gente che *deve vivere* vicino alle trivelle, e poi capira', e anzi, credo che lei sarebbe il primo a dire di no al petrolio nei mari e nelle campagne dove lei stesso vive o va al mare.

Che cosa triste vedere l'Italia governata in modo cosi approssimativo. Ho sempre pensato che a comandare ci dovesse andare gente colta, intelligente, studiosa, critica, e non sempliciotti o canne al vento.



Friday, January 6, 2017

Airgun d'Italia



 



Ispezioni sismiche 3D -- Golfo di Taranto d 3 F.P-.SC

Approvato il 18 Ottobre 2016

4,000 kmq
4,300 km di linee sismiche
Schlumberger Italiana 

 Basilicata, Puglia, Calabria
 Crotone, Cosenza, Matera, Taranto, Lecce

Galatone, Lizzano, Strongoli, Manduria, Corigliano Calabro, Montegiordano, Roseto Capo Spulico, Albidona, Pulsano, Maruggio, Taranto, Rossano, Ciro' Marina, Castellaneta, Ugento, Melissa, Crucoli, Rotondella, Palagiano, Leporano, Crotone, Racale, Sannicola, Rocca Imperiale, Castrignano del Capo, Cariati, Pietrapaola, Taviano, Ginosa, Crosia, Scanzano Jonico, Nova Siri, Massafra, Cassano all'Ionio, Porto Cesareo, Policoro, Morciano di Leuca, Patu', Ciro', Scala Coeli, Gallipoli, Mandatoriccio, Alliste, Salve, Bernalda, Nardo', Trebisacce, Pisticci, Torricella, Calopezzati, Villapiana, Amendolara





 Ispezioni sismiche 2D e 3D -- Puglia d 82 F.R-.GP
750 kmq (280 km di linee sismiche)
 
  Ispezioni sismiche 2D e 3D -- Puglia d 83 F.R-.GP
750 kmq (265 km di linee sismiche)

Approvate il 14 Ottobre 2016
 
Global Petroleum Limited

Puglia

Bari, Brindisi 

Giovinazzo, Bari, Fasano, Mola di Bari, Monopoli, Brindisi, Ostuni, Molfetta, Carovigno, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, Polignano a Mare

in precedenza approvate anche le 
d 80 F.R-GP
 d 81 F.R- GP



 Ispezioni sismiche 2D e 3D -- Golfo di Taranto d 85 F.R-.GM
750 kmq (230 km di linee sismiche)

 Ispezioni sismiche 2D e 3D -- Golfo di Taranto d 86 F.R-.GM
750 kmq (220 km di linee sismiche)

Approvate il 18 Ottobre 2016

Global MED   
 
Calabria

 Crotone, Catanzaro

Strongoli, Cropani, Montepaone, Soverato, Borgia, Staletti', Ciro' Marina, Sellia Marina, Melissa, Crucoli, Catanzaro, Crotone, Isola di Capo Rizzuto, Botricello, Cutro, Simeri Crichi, Ciro', Montauro, Squillace, Belcastro


in precedenza approvate anche le 
d 87 F.R-.GM
d 89 F.R-.GM
d 90 F.R-.GM




 Permesso di ricerca petrolio e gas -- Sicilia d 28 G.R-.AG
460 kmq

Approvato l'11 Ottobre 2016

ENI Divisione Exploration and Production
 
Canale di Sicilia

Caltanissetta, Agrigento, Ragusa

Gela, Vittoria, Acate, Licata, Butera, Santa Croce Camerina, Ragusa

in precedenza approvata anche la
d 33 G.R-AG




Queste le concessioni approvate negli anni scorsi

d2 FP PG
ispezioni sismiche
Petroleum Geo-Services Asia Pacific
approvata il 12 Giugno 2015
14,000 kmq


ispezioni sismiche
Spectrum Geo
approvata il 3 Giugno 2015
Puglia, Abruzzo, Marche, Emilia Romagna, Molise
14,100 e 16,100 kmq

Parere negativo di Puglia, Abruzzo e Marche.
Ma che importa.



d 359 C.R-.TU 
ispezioni sismiche
Transunion Petroleum Italia  
approvata il 12 Giugno 2015
700 kmq
Modica, Ragusa, Vittoria

Nessun parere della regione Sicilia





ispezioni sismiche
ENEL Longanesi Developments 
approvata il 12 Giugno 2015
750 kmq
Golfo di Taranto

Parere negativo della regione Calabria e Marche.
Nessun parere della regione Basilicata


ispezioni sismiche
Northern Petroleum
approvata il 12 Giugno 2015
260 kmq
Ostuni, Monopoli

Parere negativo della regione Puglia
d 503 BR-CS
perforazione di due pozzi esplorativi
Appennine Energy
approvata l'11 Giugno 2015
140kmq
Porto San Giorgio, Porto Sant'Elpidio
Parere negativo della regione Marche


ispezioni sismiche
Northern Petroleum
approvata l'11 Giugno 2015
740 kmq
Ostuni, Brindisi
Parere negativo della regione Puglia

d65 F.R.-NP
ispezioni sismiche
Northern Petroleum
approvata l'11 Giugno 2015
730 kmq 
Brindisi, Lecce 
Parere negativo della regione Puglia


ispezioni sismiche
Northern Petroleum
approvata l'11 Giugno 2015
730kmq

Parere negativo della regione Puglia

ispezioni sismiche
Northern Petroleum
approvata l'8 Giugno 2015
Brindisi, Ostuni, Carovigno
860 kmq

Parere negativo della regione Puglia


ispezioni sismiche
Northern Petroleum
approvata l'8 Giugno 2015
Monopoli, Fasano
710kmq 

Parere negativo della regione Puglia


Una nuova piattaforma, quattro nuovi pozzi, 
due condotte sottomarine e cavi elettrici
Edison SpA
approvata il 16 Aprile 2015
 Pozzallo, Modica, Scicli

Nessun parere della regione Sicilia


Tre nuovi pozzi, possibilmente un quarto
Edison SpA
Termoli, Fossacesia, Campomarino, Rocca San Giovanni, 
Vasto, San Salvo, San Vito Chietino, Petacciato, 
Torino di Sangro, Casalbordino, Montenero di Bisaccia

 Parere positivo della provincia di Campobasso e della regione Molise

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Quante volte abbiamo sentito dire che l'oro d'Italia, specie del sud Italia, e' il suo potenziale turismo,  la sua potenziale bellezza?

Quanti treni abbiamo perso in termini di globalizzazione, di biotech, di nanotech, di innovazione, di rinnovabili, di idee innovative? La risposta e' troppi. In tutte le grandi partite degli scorsi venti o trenta anni siamo arrivati in ritardo, e male.

Ci resta ben poco, se non il nostro territorio. Quello non si puo' delocalizzare, e restera' sempre nostro. Ma certo che facciamo di tutto per distruggerlo. E invece che pensare al futuro guardiamo indietro, guardiamo sottoterra.

Caso in questione la valanga di permessi di ricerca di petrolio e di ispezioni sismiche rilasciate in questa nazione.

Ecco qui la lista di quelli che sono riuscita a trovare per il 2016, per un totale di 7500 kmq di mare :

1. Airgun nel Golfo di Taranto, Global Med.

Due concessioni per eseguire ispezioni sismiche su un'area totale di quasi 1500 kmq.

I comuni interessati sono in provincia di Crotone e di Catanzaro e sono: Strongoli, Cropani, Montepaone, Soverato, Borgia, Staletti', Ciro' Marina, Sellia Marina, Melissa, Crucoli, Catanzaro, Crotone, Isola di Capo Rizzuto, Botricello, Cutro, Simeri Crichi, Ciro', Montauro, Squillace, Belcastro.

Ma chi e' la Global Med? E chi lo sa. Online c'e' solo scritto che e' nelle mani del suo fondatore, tale Randall Thompson, che ha studiato e che vive in Colorado, che ha lavorato per la Amoco e per la Exxon Mobil e che nel 2013 ha aperto questa Global Med da solo, spendendo gia' 1.5 milioni di dollari per avere i permessi di cui sopra.

In questi mesi ben poco si e' parlato di questa Global Med, e men che meno del signor Thompson. Chi e' costui? Cosa vuole? Non c'e' neanche un po di vergogna o di imbarazzo a regalargli una fetta del nostro mare? Dopotutto e' uno che dal Colorado che si sveglia la mattina, mette su una ditta per conto suo, e viene a chiedere di trivellare il mare degli Italiani.

Che garanzie offre? Chi e'? Perche' nessuno indaga su questo tipo e cosa esattamente vuole?

2. Airgun nel Golfo Di Taranto, Schlumberger

Una mega concesssione di 4000 chilometri quadrati che da sola occupa tutto il Golfo di Taranto. I comuni interessati sono qui: Galatone, Lizzano, Strongoli, Manduria, Corigliano Calabro, Montegiordano, Roseto Capo Spulico, Albidona, Pulsano, Maruggio, Taranto, Rossano, Ciro' Marina, Castellaneta, Ugento, Melissa, Crucoli, Rotondella, Palagiano, Leporano, Crotone, Racale, Sannicola, Rocca Imperiale, Castrignano del Capo, Cariati, Pietrapaola, Taviano, Ginosa, Crosia, Scanzano Jonico, Nova Siri, Massafra, Cassano all'Ionio, Porto Cesareo, Policoro, Morciano di Leuca, Patu', Ciro', Scala Coeli, Gallipoli, Mandatoriccio, Alliste, Salve, Bernalda, Nardo', Trebisacce, Pisticci, Torricella, Calopezzati, Villapiana, Amendolara.

Ci sono qui decine di zone speciali protette, di siti di interesse comunitario, di vita, di mare. Come possono solo pensare di, un giorno, trivellare qui? Come sempre, l'airgun e' l'anticamera delle trivelle.

Penso che non ci sia nulla da aggiungere se non che chi decide tutto cio' veramente non sa cosa sta facendo, e che e' ci sarebbe bisogno qui di una forte presa di coscienza da parte di tutti, residenti, turisti, e Italiani.

3.  Airgun di Puglia, Global Petroleum Limited

Anche qui, si tratta di una micro societa' d'Australia, la Global Petroleum limited, che in Italia e' domiciliata presso lo studio legale di un tale Avvocato Turco. Sui siti internazionali di tale Global Petroleum Limited, dicono, tutti esultanti:

We believe the Adriatic, a politically stable and unde-rexplored region, is gearing up for an exciting new stage of oil and gas exploration, and we are pleased to be taking the final steps on the path to award of our permits. Early indications are that our permit applications are in an area with a very good address 

Come se in quell'Adriatico non ci vivesse nessuno. Come sempre, se fanno questo e' perche' noi glielo permettiamo. 



4. Permesso di ricerca petrolio e gas nel canale di Sicilia, ENI

Passiamo alla Sicilia dove invece sono state approvate le trivelle esplorative nei mari  di Caltanissetta, Agrigento, Ragusa con i comuni di Gela, Vittoria, Acate, Licata, Butera, Santa Croce Camerina, Ragusa.

Ma come, proprio qualche giorno fa avevano espresso parere negativo all'airgun Schlumberger non lontano da qui nella concessione d1 CP SC,  di circa 2200 chilometri quadrati e nei pressi di Ragusa e Siracusa e per queste motivazioni:

per la particolare intensita' degli indotti negativi sugli aspetti idenitari e tradizionali propri della cultura delle popolazioni costiere interessate, legati alle economie locali tipiche nel settore della pesca commerciale e del turismo.


Come puo' essere che ci si sposta di pochi chilometri e .. invece c'e' un parere positivo alle trivelle?
E dove sono qui gli aspetti identitari e tradizionali propri della cultura delle popolazioni costiere?

Come mai due pesi e due misure?

La destra sa cosa fa la sinistra?

Ma poi, questi aspetti identitari e tradizionali, non sono applicabili a tutta l'Italia e non solo ad un angolo di Sicilia? O ci sono figli di un dio maggiore? Ecco c'e' da sentirsi presi in giro. Mi auguro che per il 2017 ci sia maggiore presa di coscienza di queste cose: l'airgun e' propedeutco alle trivelle, e fermarle prima, significa fermare il mostro dopo.

Ma occorre essere combattivi ed esigerle le cose. Non ci salva nessuno, se non noi stessi.











Monday, December 12, 2016

Bocciato l'airgun Schlumberger nel canale di Sicilia; archiviate le trivelle Aleanna a Ferrara


Si tratta della concessione d1 CP SC,  di circa 2200 chilometri quadrati nel Canale di Sicilia.

La filiale italiana della Schlumberger con sede a Parma, voleva qui esesguire ispezioni sismiche per tirare su circa 6000 chilometri di linee di dati in 3D, durante un arco temporale di circa 104 giorni,
tre mesi e mezzo circa.

Le provincie interessate sarebbero state quelle di Ragusa e Siracusa, con i comuni di Vittoria, Portopalo di Capo Passero, Pachino, Noto, Siracusa, Acate, Ispica, Pozzallo, Avola, Modica, Santa Croce Camerina, Ragusa, Scicli.

Un sospiro si sollievo per loro tutti, soprattutto perche' e' stato evitato l'incubo nuove trivelle a mare in un futuro prossimo se l'airgun veniva eseguito e magari si decideva di proseguire con la fase dei buchi e dell'estrazione.

C'erano gia' stati vari carteggi tra la ditta in questione, la cui casa madre e' a Houston, il Ministero, gli scriventi osservazioni, le autorita' locali, con un primo pronunciamento negativo gia' nel Novembre del 2015.

La Schlumberger aveva allora volontariamente proposto di riperimetrare la sua concessione, in modo da "dimostrare la riduzione degli impatti sull'ambiente marino", come dire: tu mi dici no, ma io veramente voglio il si!

Ripresentano allora le carte, come sempre e' tutto scintillante e sicuro. Ma non gli e' andata bene: alla fine il ministero gli ha dato picche ed ha detto di no ancora una volta, un anno dopo, il 5 Dicembre 2016.

Perche'?

Per la particolare intensita' degli indotti negativi sugli aspetti idenitari e tradizionali propri della cultura delle popolazioni costiere interessate, legati alle economie locali tipiche nel settore della pesca commerciale e del turismo.


Ipse dixit.

Agginguno pure che:  

Le osservazioni del proponente benche' apprezzabili, in quanto sono relative ad approfondimenti tecnici, certamente utili a livello conoscitivi, non apportano argomentazioni utili ad escludere  le piu' volte citate interferenze con l'ambiente marino.

e che

l'area oggetto del presente parere benche' di dimensione minore di quella gia' valutata dal punto di vista della compatibilita' ambientale con parere 1914 del 13 Novembre 2015 e' ubicata sempre alll'interno del medesimo poligono di indagine, sul quale continuano a valere le valitazione effettuate nell'ambiento del sudetto parere.

E' certo una buona notizia, varata il giorno dopo il referendum del NO sventurato di Matteo Renzi.
Chissa' se ci sono legami fra le due cose, se e' solo una coincidenza, o magari se ci sia stato l'interferenza di qualche politico a Roma che voleva salvare il suo angoletto di mare. Non lo sappiamo.

Ma la domanda e' un altra: in Italia ci sono decine di altre concessioni pendenti per eseguire airgun, e per trivellare in mare.

Si applicano anche a loro le stesse considerazioni?

La pesca e il turismo sono elementi identitari e tradizionali anche per in mare di Puglia?

Di Basilicata? Delle Marche? Dell'Abruzzo? Della Calabria?

Della riviera romagnola? 

Della Sardegna? 

E che dire degli elementi identitari e tradizionali delle trivelle a terra? Non ci sono elementi negativi per gli elementi identitari e tradizionali quando si trivella nei parchi, nei campi, vicino agli ospedali e alle case delle persone in Val D'Agri, in Piemonte, in Veneto? 

Chissa' come risponderebbero a tali domande lorsignori.

Festeggiamo allora la fine dell'airgun Schlumbergeri in Sicilia e facciamo tesoro di questo pronunciamento: il Ministero riconosce oggi la pericolosita' dell'airgun sull'ambiente, per la pesca ed il turismo.

Occorre ricordarglielo ogni santa volta che i petrolieri verranno a chiedere di trivellare in mare, ed in terra.

L'Italia tutta ha elementi identitari e tradizionali che nulla hanno a che fare con le trivelle, ma proprio nulla, dalla Val D'Aosta a Pantelleria.


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Passiamo invece alla concessione Zanza, fra i comuni di Copparo e Formignana in provincia di Ferrara. Qui la AleAnna Resources voleva invece cercare petrolio e gas, "idrocarburi liquidi e gassosi, nel bel mezzo della pianura padana.

E' una concessione piccola, di soli cinque chilometri quadrati ma il Ministero l'ha archiviata. Zanza era inizialmente della Northsun Italia/Po Valley ed e' stata ceduta alla Aleanna ad Ottobre 2015 per la cifra di un milione ed ottocento mila euro.

La Aleanna e' una micro ditta americana con sede ufficiale del Delaware, e con filiale italiana a Matera. La Po Valley invece ha sede in Australia, a Perth, e la Northsun Italia e' sua filiale italiana con uffici a Roma.

Insomma qui si passa di micro-ditta in micro-ditta che si scambiano pezzetti del nostro territorio per pochi spiccioli: 1.8 milioni di euro sono tanti per noi persone normali, ma non per ditte petrolifere, per loro sono appunto briciole.

Anche qui c'erano state decine di osservazioni di contrarieta' coordinate fra l'altro dalla mia cara amica Michela Furin di Rovigo.

Perche' l'archiviazione?

Perche' dopo la compravendita dalla Po Valley alla Aleanna, il Ministero chiese integrazioni alla Aleanna stessa. Dopo vari ritardi e richiesta di allungare i termini la Aleanna si e' accorta che a causa della "complessita' delle integrazioni richieste" era meglio lasciar perdere.

E quindi hanno chiesto loro stessi l'archiviazione, che gli e' stata accordata.

Ma non dobbiamo farci illusioni: se gli e' conveniente, torneranno. Lo so perche' fanno sempre e solo quello che gli e' comodo a loro.

A questi qui, che si chiamino Schlumberger o Aleanna o Northsun o ENI o Medoilgas o Rockhopper o Northern Petroleum, non gliene importa un fico secco dell'Italia o di noi.

E questo non dobbiamo dimenticarlo mai.









Wednesday, February 10, 2016

La doppia vita della Vega B a Ragusa e Luigi Pirandello




“Nossignori. Per me, io sono colei che mi si crede!”
Luigi Pirandello, Cosi e’ se vi pare

Il giallo tragicomico delle piattaforme Vega A e B al largo delle coste di Ragusa in Sicilia va avanti da trent'anni.

Titolare attuale della cosiddetta C.C6.EO è la Edison al 60% con ENI socio di minoranza al 40%. L’originario "Programma di Sviluppo" venne approvato il 17 Febbraio 1984 e prevedeva la realizzazione di due piattaforme, la Vega A e la Vega B. A quel tempo chi decideva queste cose era il Ministro dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato, abbreviato in MICA. La ditta che invece avrebbe estratto petrolio da questa concessione si chiamava SELM.

Misteriosamente pero' di queste due piattaforme approvate nel 1984 ne fu realizzata soltanto una: la Vega A. Non è chiaro perche' la Vega B non fu mai costruita. Ma non solo non fu mai costruita: dopo un po' di anni la Vega B scompare del tutto da documenti e decreti. Per esempio il 18 agosto 1987 Giuseppe Testaverde, direttore per la realizzazione del Progetto Vega per conto della SELM affermava che:

"Le opere relative alla piattaforma fissa VEGA, sealines e serbatoio galleggiante VEGA OIL sono conformi al progetto depositato presso la sezione U.N.N.I. e il Ministero della Marina Mercantile"

Strano vero? Come può essere che opere realizzate a metà siano "conformi" ai progetti iniziali? Come hanno potuto dimenticare che la Vega B non era mai stata realizzata? Mica si tratta di un bullone. E' una piattaforma intera! Ma conforme o non conforme, il petrolio viene estratto, la Vega A ha i suoi piccoli e grandi guai ambientali e intanto cambiano gestori e titolari e passano i decenni.

E poi... magia. La Vega B resuscita. Il 5 Gennaio 2012 la Edison, ora titolare di maggioranza, chiede una proroga decennale del decreto C.C6.EO.  Il 26 Luglio 2012 la stessa Edison presenta domanda di pronuncia di compatibilità ambientale per lo “Sviluppo del Campo Vega B – Concessione di Coltivazione C.C6.EO”. Cioè dopo ben ventotto anni finalmente vogliono completare quello che avevano iniziato nel 1984. Propongono di trivellare ben dodici pozzi nuovi.

Perché tutto questo ritardo?

Il motivo è presto detto. Il sito scelto dalla Edison per trivellare Vega B dista un po’ più di undici miglia da un sito protetto di interesse comunitario, il SIC ITA 080010 detto ``Fondali Foce del Fiume Irminio". Siamo quindi all'interno della fascia di protezione delle dodici miglia, che con vari colpi di scena, cancellazioni, ripristini e tiramolla, esiste dal 2010, grazie al decreto Prestigiacomo.

Inizialmente la Edison scriveva nei suoi documenti che la località scelta per Vega B si trovava al di fuori di questa fascia di rispetto. Poi si sono accorti del contrario. E dunque ecco qui la pensata geniale: se Vega B viene presentata come parte di un nuovo progetto diventa difficile approvarla, magari ci saranno proteste, magari la fascia di protezione porterà complicazioni. Più facile trivellare i dodici nuovi pozzi vicino a un sito di protetto d’interesse comunitario se si presenta la Vega B come un "completamento" di un progetto vecchio, del 1984.

C’è però un piccolo dettaglio: nel decreto del 1984 si scriveva che il tutto doveva essere completato entro la fine del 2012. E quindi se si vuole far passare Vega B come completamento e chiederne la proroga si deve fare in fretta. Le regole sono che per ottenere la proroga si deve dimostrare di aver adempiuto a tutti gli obblighi iniziali. E cioè siamo ad un paradosso: gli obblighi iniziali non sono stati adempiuti perché la Vega B non è stata realizzata. Chiedono la proroga decennale per trivellare Vega B. Ma la proroga per trivellare Vega B possono averla solo se Vega B è stata già trivellata. Mmh.

Ora, a parte tutte le questioni ambientali -- presenza di faglie sismogenetiche in zona, biodiversità del mare, mancanza di un adeguato piano di antinquinamento marino -- c’è questa bellissima nota del 12 dicembre 2014 dove il Ministero dello Sviluppo Economico ha:

“confermato che la società istante ha ottemperato, nei termini di buona gestione del giacimento, agli obblighi del decreto di conferimento della concessione di cui è stata chiesta proroga e che il programma lavori proposto per il prossimo decennio risulta finalizzato all’ottimizzazione e al completamento del drenaggio delle risorse”

Come possono dire di avere adempiuto tutti gli obblighi se una parte integrante del progetto non è stata mai eseguita? Delle due una: o sono ciechi o non sanno leggere!

Ma come sempre finisce tutto a tarallucci e vino. Con Decreto del 13 novembre 2015, il Ministero dello Sviluppo Economico rilascia la proroga decennale della Concessione C.C6.EO. Di norma la proroga viene rilasciata:

“Qualora il programma dei lavori comprenda esclusivamente la prosecuzione della produzione, i lavori di manutenzione e le attività non significative”

Evidentemente per il Ministero realizzare una nuova piattaforma è considerata un’attività non significativa. E cosi, volenti o nolenti, Vega B sarà realizzata. Si partirà con quattro dei dodici nuovi pozzi.

Tutto questo accade in Sicilia. Forse il Ministro avrà voluto rendere omaggio alla Terra che ha dato i natali al grande Luigi. Perché qui siamo davvero di fronte ad una parabola del relativismo di sapore squisitamente pirandelliano.

Così è se vi pare.



Friday, December 4, 2015

La storia d'amore fra la Edison e Vega a Ragusa


La Vega A con la sua bella fiamma sputa H2S al largo di Ragusa


La ex-nave stoccaggio, finalmente rimpiazzata

Tutte le concessioni al largo della Sicilia meridionale 


La Vega A e costruenda B:


La Vega A e B

Notare che l'amore fra Edison e Vega si accompagna all'uso di sostanze tossiche che hanno contaminato il mare e i fondali marini: “metalli tossici, idrocarburi policiclici aromatici, composti organici aromatici e MTBE”.

Si impotizzano “gravi e reiterati attentati alla salubrità dell’ambiente e dell’ecosistema marino attuando, per pura finalità di contenimento dei costi e quindi di redditività aziendale, modalità criminali di smaltimento dei rifiuti e dei rifiuti pericolosi”.

In 19 anni Vega A "ha prodotto circa cinquecentomila metri cubi di acque contaminate da rifiuti anche pericolosi, che sono state smaltite poi con modalità assolutamente non conformi alle disposizioni normative”.

Secondo l’Ispra “la natura particolare delle matrici ambientali danneggiate” non potrà essere riportata “alle condizioni originali”.

Il danno e' di almeno 70 milioni di euro.


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Mr. Edison amava profondamente donna Vega e avrebbe fatto di tutto per accontentarla. Qualsiasi azione, qualsiasi pensiero erano rivolte a Lei, la regina delle piattaforme petrolifere.

Quando donna Vega si ammalo', Mr. Edison era preoccupato, nervoso, non gli importava piu' nulla del mondo, degli altri, pensava solamente al suo “dolore”. Alla sua morte, quasi per dare un senso alla sua vita, ebbe l’idea che avrebbe costruito qualcosa di ….“grandioso” in onore di donna Vega.
Aveva saputo che qualche secolo prima l’imperatore Shah Jahan aveva edificato il Taj Mahal, a ricordo della moglie Arijumad Banu, considerato il mausoleo piu' bello del mondo in un posto esotico e lontano, l'India.

Alla notizia Mr. Edison fu come folgorato, letteralmente illuminato come mai dai tempi di suo nonno, da un pensiero. Non avrebbe costruito una sola opera a ricordo di donna Vega, bensi' due.

Fu cosi' che inizio' la lunga storia del progetto di costruzione delle due piattaforme: Vega A e Vega B.

Nei primi anni ottanta, Mr. Edison costrui Miss Vega A. Fu contento della sua creatura e sembro' quasi che si fosse totalmente dimenticato di costruire Miss Vega B.

Non era cosi'. Dopo più di trent’anni Mr. Edison penso' che i tempi fossero maturi per la seconda piattaforma. Era stanco di avere solo Miss Vega A e perche' accontentarsi di una quando ne puoi avere due?

Tuttavia, i tempi erano cambiati, c’erano delle regole a cui attenersi. Mr. Edison avrebbe dovuto costruire Miss Vega B rispettando i tempi originali dati dal testo del Decreto di Concessione. Ma dopo trent'anni i tempi erano scaduti e Miss Vega B non avrebbe potuto vedere la luce. Ci si doveva accontentare di Miss Vega A.

Mr. Edison era disperato, come avrebbe potuto onorare la sua donna visto che gli era impedito di realizzare Miss Vega B ? E’ mai possibile in questo mondo che queste “banali regole” possano schiacciare ed umiliare l’amore che un uomo ha per la sua donna ?

Quando tutto sembrava volgere per il peggio, ecco che per Mr. Edison si intravide la luce.

Era il decreto di compatibilità ambientale 0000068 dell’aprile 2015.  Mamma Chioccia Ministero dell’Ambiente decideva che l'amore non ha vincoli di tempo e che il cuore di Mr. Edison non poteva piu' soffrire cosi.  I giochi erano fatti e finalmente il “sogno di Mr. Edison" si poteva completare. Potra' realizzare Vega B.

La ``Forza del petrol-amore ” vince su tutto.

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In effetti, cara Maria Rita, solo pensando ad un romanzo rosa si può giustificare quanto sta succdendo nella concessione di coltivazione denominata C.C6.EO della Società Edison, ubicata nel Canale di Sicilia, circa 20 km offshore dalla costa Sud-Orientale della Sicilia.

Ma andiamo con ordine, la societa' petrolifera Edison e' titolare della concessione di coltivazione denominata C.C6.EO al 60%. Il socio di minoranza e' l'ENI al 40%.  Siamo al largo di Ragusa, Sicilia.

L’originario ``Programma di Sviluppo", approvato con Decreto Ministeriale MICA del 17 Febbraio 1984 prevedeva la realizzazione di due piattaforme, la Vega A e la Vega B.  A quel tempo chi decideva queste cose era il Ministro dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato, abbreviato in MICA. La ditta che invece avrebbe goduto di questa concessione si chiamava SELM. C'era tempo fino al 28 Dicembre 2012..

Di queste due piattaforme, contravvenendo agli obblighi imposti dal decreto di concessione, ne fu realizzata soltanto una: la Vega A.

Con successivo Decreto Ministeriale MICA 1040 del 15 Febbraio 1988 (Decreto 1040) si autorizzava l’esercizio definitivo del complesso Vega che veniva definito come composto da: piattaforma fissa di produzione “Vega A”, sea-lines, boa di ormeggio e serbatoio galleggiante “Vega Oil” (ora sostituita dalla nave stoccaggio FSO Leonis).

E la Vega B? Non si sa. Come per magia, a distanza di quattro anni fra i due decreti ministeriali, la Vega B scompare e in quello del 1988 non viene citato in alcun modo la piattaforma Vega B. Siccome e' scomparsa sulle carte, automaticamente sparisce anche l’obbligo di realizzarla. Anzi, nello stesso Decreto 1040 del 15 Febbraio 1988, viene richiamata una dichiarazione datata 18 Agosto 1987 con la quale, la SELM, nella persona di Giuseppe Testaverde, direttore per la realizzazione del Progetto Vega affermava che:

"Le opere relative alla piattaforma fissa VEGA, sealines e serbatoio galleggiante VEGA OIL sono conformi al progetto depositato presso la sezione U.N.N.I. e il Ministero della Marina Mercantil"

E' alquanto singolare che Giuseppe Testaverde si era “dimenticato” di far notare che non era mai stata realizzata la seconda piattaforma Vega B e che era tutto conforme. 

Intanto sorge la domanda: e’ possibile dichiarare che le opere sono “conformi” ad un progetto depositato senza accorgersi che di due piattaforme petrolifere ne manca una? Dopotutto mica si tratta di un bullone? E' una piattaforma intera!

Ad ogni modo, tutto questo accadeva trenta anni fa. E con o senza la seconda piattaforma Vega B, tutto il complesso veniva dichiarato ``conforme" al progetto originario.

Passano trent'anni. Il petrolio viene estratto, la Vega Oil ha i suoi piccoli e grandi guai ambientali, e ... solo adesso ci si ricorda che manca la Vega B e si decide di realizzarla. E per quale motivo ci si ricorda che si deve realizzare una seconda piattaforma solo adesso?

Dal Decreto 1040 del 1988 in poi, il programma dei lavori ha attraversato, una sorta di fase di letargo: le varie società che si sono succedute come titolari della concessione Vega non hanno minimamente pensato alla realizzazione della seconda piattaforma che avrebbe consentito di attuare pienamente il programma originario del 1984.

Il colpo di scena arriva il 26 Luglio 2012, quando la Edison, l'ultima titolare in ordine del tempo della concessione Vega,  sveglia tutti dal letargo e presenta domanda di pronuncia di compatibilita' ambientale presso il Ministero dell'Ambiente per lo ...  “Sviluppo del Campo Vega B – Concessione di Coltivazione C.C6.EO”.

Cioe' era arrivata la Bella Addorementata nel Mare --  della serie: meglio tardi che mai!  Ma perche' tutto questo ritardo?

Il motivo e' presto detto. Il sito scelto dalla Edison per trivellare Vega B dista un po piu di undici miglia da un sito protetto di interesse comunitario, il SIC ITA 080010 detto ``Fondali Foce del Fiume Irminio". Siamo quindi all'interno della fascia di protezione delle dodici miglia imposta dal decreto legislativo 128 del 2010, il cosiddetto decreto Prestigiacomo che fra l'altro aveva anche aiutato la prima bocciatura di Ombrina Mare.

All'inizio, la Edison scriveva nei suoi documenti depositati presso il Ministero dell'Ambiente, che la localita' scelta per Vega B si trovava al di fuori della fascia di rispetto.

Successivamente, si sono accorti che in realta' il sito scelto risultava essere all’interno delle dodici miglia. In questo caso, a causa del decreto Prestigiacomo, Vega B non avrebbe potuto essere realizzata se la si considerava un nuovo progetto.

E' qui che la Edison tira fuori la storia del completamento del programma lavori approvato trentuno anni prima! E infatti, se la Edison considera la costruenda piattaforma Vega B facente parte di un programma di sviluppo approvato trentuno anni fa dal Decreto di conferimento della Concessione del 1984, diventa tutto piu' facile costruirla. Cercano di farla passare come non nuova, ma parte di un decreto vecchio.

Ma i tempi stringevano, e secondo il primo decreto, quello del 1984, il programma andava completato entro il 28 Dicembre del 2012. E quindi, sullo scadere dei 28 anni, la Edison presenta “istanza di proroga decennale” il giorno 5 gennaio 2012.

Devono sbrigarsi dunque!

La proroga decennale infatti non viene ottenuta in modo automatico. Le societa' concessionarie devono dimostrare di aver adempiuto a tutti gli obblighi iniziali. E' il cane che si mangia la coda allora:

Non completano il primo piano di sviluppo perche' non trivellano Vega B, chiedono la proroga decennale per trivellare Vega B, ma la proroga possono averla solo se Vega B e' stata trivellata.

Solo in Italia!

Ora, a parte tutte le questioni ambientali: presenza di faglie sismogenetiche in zona, biodiversita' del mare,  mancanza di un adeguato piano si antinquinamento marino c'e' questa bellissima nota del 12 Dicembre 2014 dove il Ministero dello Sviluppo Economico ha: 
“confermato che la società istante ha ottemperato, nei termini di buona gestione del giacimento, agli obblighi del decreto di conferimento della concessione di cui è stata chiesta proroga e che il programma lavori proposto per il prossimo decennio risulta finalizzato all’ottimizzazione e al completamento del drenaggio delle risorse”

E poi:

“Vega B completa il programma di sviluppo e coltivazione del giacimento concesso, ottimizzando il drenaggio delle risorse di olio del giacimento su cui attualmente insiste la piattaforma Vega A secondo un programma condiviso nei tempi e nei modi”.

Ma possibile che in tutto questi si siano dimenticati una piattaforma intera? Come possono dire di avere adempiuto a tutti gli obblighi se una parte integrante del progetto non e' stata eseguita? Delle due una: o sono ciechi o non sanno leggere!

La domanda a questo punto sorge spontanea:

Se la societa' ha eseguito nei tempi e nei modi il programma di sviluppo approvato nell’originario Decreto MICA del 1984, per quale motivo il Ministero dello Sviluppo Economico non ha ancora rilasciato il Decreto di proroga decennale che attualmente risulta essere scaduta dal 28 dicembre 2012, quasi due anni e mezzo ?

In uno Stato normale certe storie neanche iniziano e sapremmo bene come andrebbero a finire. Purtroppo, lo Stivale Italico può essere accusato di tutto tranne che di normalità.

Mike il Cavaliere



Friday, December 12, 2014

Eventi petroliferi inverno 2014-2015

Grazie a Mauro Vanni per la locandina!

Ecco qui il calendario aggiornato ad oggi, 31 Dicembre 2014. Purtroppo non sto tanto bene, e ho dovuto declinare gli inviti dalla Lombardia (Milano, Brescia) e poi cancellare gli eventi di Calabria e di Puglia (Rossano Calabro, Reggio Calabria, Lecce) perche' non si incastravano bene con altri impegni. Grazie a Rossella e Giulio per la compresione.


Nota:

A Senigallia si svolgera' presso
l'Hotel Mastai
Via Nicola Abbagnano 12  
(vicino al Cinema Multisala)
Senigallia (AN)



22 Dicembre 2014 - Universita' di Chieti
ore 10:00, Sala Multimediale Via dei Vestini 1, Chieti

3 Gennaio 2015 - Pantelleria
ore 18:00, Mediateca Comunale, Pantelleria

6 Gennaio 2015 - Sciacca
ore 18:00, ex Chiesa di Santa Margherita, Piazza Carmine, Sciacca

7 Gennaio 2015 - Ragusa
ore 17:30, Sala AVIS Via E Orlando 1a,  Ragusa

13 Gennaio 2015 - Tollo
 ore 20:30, Auditorium Comunale, Via Arroccanento, Tollo

16 Gennaio 2015 -  Senigallia
ore 21:00, Hotel Mastai, Via Nicola Abbagnano 12 Senigallia

17 Gennaio 2015 -  Rimini
ore 17:30,  Sala Civica Palazzo Podestà, piazza Cavour, Rimini

20 Gennaio 2015 - Ortona
ore 9:30, Palazzo Corvo, Corso Matteotti 83, Ortona