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Saturday, June 1, 2019

Ghana: Airgun, trivelle, FPSO e dieci anni di morie inspiegabili di balene
















The potential negative effects of oil production on the environment can be immense leading to destruction of fishes and plankton in the sea. When oil is being drilled there will be noise pollution, strong vibration from seismic shooting and displacement of flora and fauna is bound to occur



Nel 2007 il governo del Ghana annuncia di avere scoperto il petrolio in mare.

Nel 2009 iniziano le operazioni di air-gun su larga scala.

Nel 2011 iniziano a trivellare. 

Sono passati dieci anni da allora, e parallelamente sono cresciute le preoccupazioni per la vita marina e la salute dell'ambiente.

E infatti all'indomani dell'inzio delle operazioni di airgun arrivano le prime carcasse morte di balene lungo la costa: si parla di decine e decine e decine di balene morte da allora, numeri del tutto inusuali visto che la moria tipica era di una balena morta ogni cinque anni prima del 2009.

La conta fino al 2017 e' di 31 balene morte.
Se fossimo stati a prima del 2009 saremmo a meno di due.

Si stima che le acque al largo del Ghana ci siano circa 150 balene.

Se fosse confermato che la colpa di tutto sono i petrolieri, significherebbe che il 20% di queste balene, appunto 30 esemplari, sono morte a causa del petrolio e dell'airgun.

La cosa e' cosi preoccupante ed insuale che c'e' pure una pagina Wikipedia sul tema balene morte in Ghana

I ricercatori del paese non sanno trovare la ragione di queste morie, specie perche' le balene morte sono state tutte trovate in avanzato stato di decomposizione come dice il ministro della pesca Nayon Bilijo. Si parla di tante altre possibili cause, fra cui batteri, eta', mare inquinato.

Ovviamente nessuno puo' escludere che i rumori assordanti dell'airgun possano avere quantomeno contribuito a queste morti, visto che il senso dell'udito e' essenziale per le balene e che le aiuta ad orientarsi, a trovare cibo,  a non perdere il gruppo

Per esempio, l'associazione ambientalista internazionale, Natural Resources Defense Council e' del parere che le molte morti di balene nel golfo di Guinea in Africa e' da attribuirsi all'oil and gas. E un' altra associazione internazionale, la International Fund for Animal Welfare dice che non c'e' solo l'airgun ma anche gli urti con le navi-petroliere, le acque di risulta inquinate che vengono riversate a mare, che possono uccidere le balene e i rumori e le vibrazioni collegate alle trivellazioni. E poi si fa anche notare che le navi petrolieri possono spesso anche attirare le balene, a causa delle luci che brillano di notte.

Anche OCEANA e' dello stesso parere.

E i residenti? La gente protesta e si arrabbia e fa delle cose che fanno pure stringere il cuore.

Per esempio, il giorno 21 Novembre 2013 nella citta di mare del Ghana chiamata di Domunli hanno celebrato il funerale di una balena di 10 metri che era spiaggiata a riva. Era la 21esima balena morta nella loro regione nel giro di quattro anni.  Sono venuti il capo pescatore e gli anziani delle comunita' vicine a portare i loro omaggi alla balena e a chiedere alle divinita' di capire cosa fosse successo.  E questo perche' la morte delle balene e' anche vista come una terribile iella dai residenti.

A Nkontompo, la marina della citta' di Axim, sono morte cinque balene in una settimana nel 2013. I pescatori ogni volta hanno fatto un enorme buco e ci hanno seppellito la balena morta. Anche qui hanno fatto cerimonie in onore delle povere bestie.

Ma nessuno sa trovare risposte: residenti e pescatori le hanno chieste a vari enti del paese, fra cui l'Agenzia di protezione dell'ambiente, la commissione della pesca, i ministri dell'ambiente, scienza, tecnologia, energia, pesca, e pure alla marina del Ghana, ma nessuno ne sa (o ne vuole sapere) niente. 

Lo schiaffo alla gente sta qui: che molti di questi professoroni danno la colpa ai residenti per le balene morte: secondo il professor Ofori Danso, del dipartimento di oceanografia dell'Universita' del
Ghana i pescatori vanno a caccia di delfini e di balene ... per rivendersele.

Come se questa fosse una moda partita non si sa perche' proprio quando arrivano i petrolieri e come se ci fossero soldi da guadagnare con carcasse mezze decomposte.

Il petrolio del Ghana e' di buona qualita', e si stima che nei mari del paese giacciano circa 660 milioni di barili di greggio.

Con l'airgun e le trivelle compare pure una Floating Production Storage Offload, una famosa FPSO, come quella che volevano installare in Abruzzo, con Ombrina. La loro Ombrina si chiama Kwame Nkrumah e spunta a circa 60km da riva.

E' una delle piu' grandi del mondo, e si trova nel campo petrolifero detto Jubilee.  E' operata da un consorzio guidato dalla Tullow Oil Ghana, ditta la cui sede principale e' nel UK. Ovviamente il CEO di tale petrol-ditta, da buon petroliere, Mr Charles Darko, dice che non e' assolutamente vero che la FPSO o i petrolieri in generale abbiano colpe.

E certo, sono sempre dei santi costoro, dall'Africa all'Alaska, vero?

Addirittura, dicono che stanno collaborando con il governo del Ghana per "capire" che succede. Oltre alla Tullow Oil, il campo Jubilee e' sfruttato da Kosmos, Anadarko, Sabre Oil and Gas e dal Ghana National Petroleum Corporation. 

Interessante che quando chiedevano permessi trivellanti nel 2009, i petrolieri stessi scirvevano che potevano esserci effetti negativi su almeno 18 specie diverse di delfini e di balene. Ma si vede che anche in Ghana vige il tuttapposto!

Oltre a Kwame Nkrumah ci sono altre due FPSO nel paese: la FPSO John Evans Atta Mills  e la  FPSO John Agyekum Kufour. 

Tutte hanno nomi di ex presidenti del Ghana.

Intanto, il paese spera di arricchirsi con il petrolio, cercando di evitare scandali e corruzione come nella vicina Nigeria, dove oltre alle perdite di denaro pubblico dovuto alle mazzette ci sono pure le perdite di petrolio onshore ed offshore a distruggere tutto.

Funziona?

Beh, dipende a chi lo si chiede.

I pescatori per dirne una non sono poi cosi ottimisti e speranzosi.  Guarda caso, a parte le balene, la pesca e' in forte declino, con alcuni pescatori che lamentano crolli dei 2/3 del pescato.

Puntano il dito a campagne di airgun condotte dalla ESL Consulting e della Medea Development che oltre a far scappare i pesci hanno portato con se la chiusura dei mari, prinvandoli anche dell'opportunita' di andare a pesca.

E la pesca qui e' importante: rappresenta la sola fonte di sostentamento per il 10% della popolazione ed un business di 60 milioni all'anno, nelle mani della gente. Il timore dei pescatori e' che si faccia la fine della Nigeria, dove invece della pesca e dei pescatori ci sono ora trivelle e trivellatori.  In Ghana non ci sono aree protette, non ci sono zone off-limits ai petrolieri, e tutte le leggi o i limiti che sono stati proposti in questi ultimi anni sono stati pensati ad arte per favorire non la natura, e non i pescatori, ma i petrolieri.

La speranza era che le sofferenze dei pescatori sarebbero state ripagate dagli introiti collettivi: prima del collasso dei prezzi si proiettava  che all'apice dell'era petrolifera del Ghana le trivelle avrebbero portato un miliardo all'anno di dollari.

Che vuoi che siano 60 milioni confronto ad un miliardo?
Solo che i 60 erano veri e diffusi, il miliardo sulla carta e per pochi, petrolieri e politici.

Intanto e' arrivata pure l'ENI che ben sappiamo quanto si curi di ambiente e di persone!

Le cose non promettono bene: il prezzi del petrolio sono calati, il consorzio del campo Jubilee non e' riuscito a mantenere le promesse. Si calcolava un introito annuo di $650 milioni di USD dal campo in questione. Ne hanno ricavati invece al massimo $240 milioni, con disavanzo di $410 milioni annui. La corruzione aumenta e cosi pure l'incompetenza.

Di cotanta speranza dunque, poco si e' veramente materializzato.

A parte le "misteriose" balene morte.

Thursday, February 21, 2019

USA: risoluzioni, cause in tribunale, ingiunzioni bipartian per vietare l'airgun in Atlantico





Il rappresentante repubblicano della Camera  John Rutherford che ha presentato una risoluzione 

Non passa giorno qui negli USA che un gruppo dopo l'altro, una citta' dopo l'altra, uno stato dopo l'altro non parlino di opporsi ai petrol-sogni arancioni del presidente arancione di questa nazione.

Siamo ormai ad 84 citta' lungo la costa pacifica che hanno mandato risoluzioni contro trivelle ed esplorazioni in oceano. Dall'altro lato dell'Atlantico, siamo a 330 citta', 2,100 politici. In totale abbiamo gli stati di Washington, Oregon, California, Massachusetts, Rhode Island, Connecticut, Delaware, Maryland, Virginia, North Carolina, New Hampshire, New York, New Jersey, South Carolina, Georgia e Florida, 46,000 attivita' commerciali, 500,000 famiglie che vivono di pesca che hanno espresso la propria contrarieta' all'airgun.

C'e' dunque dentro un po di tutto, giovani, vecchi, amanti del mare e surfisti, ma anche amanti dei soldi che porta il turismo. Sopratutto c'e' dentro gente di destra e gente di sinistra. Democratici e repubblicani.

Ed ecco qui dove tutto culmina: una proposta di legge bipartisan per vietare l'airgun in tutte le sue forme per almeno 10 anni. 

Arriva da dove meno te l'aspetti, ma forse un po si. E cioe' dal repubblicano John Rutherford, della Florida, che assieme al suo collega del New Jersey, Jeff Van Drew ha introdotto il cosidetto Atlantic Coastal Economies Protection Act,in risposta alla proposta di Trump di aprire le coste dell'Atlantico alle trivelle. 

I due sono rappresentanti della Camera, e la loro proposta e' pensata per fermare le cinque "Incidental Harassment Authorizations (IHAs)" rilasciate nel 2018 a cinque compagnie di petrolio che hanno cosi' il diritto di poter provare fastidio alla vita animale con l'airgun.

In poche parole: l'airgun causa danni (lo sanno tutti!) alla vita marina, con rumori assordanti che portano al disorientamento e a lesioni a delfini, balene, pesci e questo e' in teoria vietato, specie per le specie a rischio. Questa autorizzazione all'harrassment (disturbo) significa che le ditte in questione ne hanno il diritto, e cioe' sono esenti da qualsiasi tipo di punzione se qualcosa dovesse andar storto durante l'airgun.

Le Incidental Harassment Authorizations sono state rilasciate dal NOAA Fisheries ( e cioe' il reparto pesca del National Oceanic and Atmoshperic Administration), un ente che in realta' dovrebbe essere a favore della natura e del mare ma che e' stato totalmente snaturato sotto il presidente arancione.

A suo tempo Rutherford il senatore repubblicano, scrisse una lettera al segretario dell'interno Ryan Zinke cheidendogli di fermare l'airgun in Adriatico. La lettera venne firmata da 93 membri del congresso ma nessuno fece niente.

Ed ecco allora la mossa successiva:  questa proposta di legge, che vuole fermare l'airgun dal Maine alla Florida per almeno dieci anni. A sostenerala amientalisti, ma anche proprietari di business, associazioni di pesca e di turismo, albergatori.

Vediamo come procedera'.


Un altro consorzio di gruppi ambientali del South Carolina invece ha cheisto una ingiunzione per bloccare l'airgun in Atlantico, almeno finche' non ci sia un processo.  Siamo a Charleston, anche qui in zona repubblicana-conservatrice.  L'accusa e' che dando l'autorizzazione all'airgun, Trump ha violato il  Marine Mammal Protection Act, l'Endangered Species Act, and il National Environmental Policy Act. Tutte leggi per proteggere mammiferi marini, e specie a rischio di estinzione.  

Separatamente, 16 citta' del South Carolina hanno invece presentato una causa contro l'airgun in Atlantico.  Un altra causa ancora chiede la stessa cosa, ed e' portata da ben dieci attorney generals di altrettanti stati, e' cioe' la persona giuridica piu' alta di ciascuno stato. 

Le argomentazioni sono sempre le stesse, ma vale la pena qui ricordarle:  

Tutte le specie acquatiche, dal zooplankton ai delfini, dai tonni alle balene mal sopportano l'intensita' degli spari di airgun che veranno lanciati ogni 10-15 secondi per settimane o per mesi, senza sosta da molteplici sorgenti. I rumori da airgun sono fra i piu' forti nel mare. 

Vale la pena di ricordare che in Atlantico ci sono circa 411 balene rimaste della specie North Atlantic right whales; cioe' fare airgun significa mettere ancora piu' a rischio estinzione questa specie, il tutto in nome della sete di petrolio.


Tutti i governatori e il 90% dei comuni della costa atlantica ha dichiarato la propria contrarieta' all'airgun nei loro mari.

La causa ha il numero 18-3326 presso lo United States District Court, distretto del South Carolina. Il giudice che dovra' decidere si chiama Richard Gergel.

Contro l'airgun:  The South Carolina Coastal Conservation League, The Center for Biological Diversity, The Defenders of Wildlife, The Natural Resources Defense Council, The North Carolina Coastal Federation, Oceana, One Hundred Miles, The Sierra Club, the Surfrider Foundation, The Southern Environmental Law Center, the South Carolina Coastal Conservation League, Earthjustice.

E come detto, 10 attorney generals in rappresentanza degli stati di Maryland, Virginia, North Carolina, South Carolina, Massachusetts, Delaware, Connecticut, New Jersey, Georgia e New York, tutti i rispettivi governatori e il 90% dei comuni interessati.

Solo i petrolieri e il presidente arancione vogliono l'airgun.


Wednesday, February 20, 2019

Le isole Maldive finalmente salve dalle trivelle






No, non e' fantascienza. Per sei anni le Maldive sotto lo scellerato
presidente Abdulla Yameen Abdul Gayoom
hanno esguito airgun e cercato di bucare il mare.

Oggi, Abdulla Yameen Abdul Gayoom, e' stato arrestato 
per reciclaggio di denaro sporco.

I protagonisti della storia:

L'ex ministro della pesca delle Maldive, pro-trivelle Mohamed Shainee.
2013-2018

Zaha Waheed, il ministro della pesca attuale che esclude 
qualsiasi opera petrolifera nell'arcipelago
2018-presente


Il presidente uscente, Abdulla Yameen Abdul Gayoom
pro-trivelle nelle isole Maldive sotto cui venne eseguito airgun per cercare petrolio
2013-2018

Il neo presidente eletto nel Novembre 2018
 Ibrahim Mohamed Solih, contro le trivelle

2018-presente

Ecco.

Quando pensi che non ci possano essere angoli del pianeta in cui possa arrivare la follia umana, ti sorprendono sempre.

Le Maldive e i coralli che le circondano hanno fatto del turismo il loro punto di forza: ogni anno circa 1.2 milioni di persone visitano questo paradiso terrestre e il petrolio e' l'ultima cosa a cui uno associa a questo atollo meraviglioso.

Il 90% dell'economia locale e' dovuto al turismo.

E invece.

Invece c'e' chi ha complottato, e' proprio il caso di dirlo!, per trivellare pure qui.

E' stato infatti il precedente ministro della pesca (ma pensa!)  Mohamed Shainee a portare avanti questa idea sotto gli auspici del presidente uscente Abdulla Yameen. Quindi, mica i cattivi della Shell o dell'ENI! No, proprio uno del governo delle Maldive.

Trovare petrolio e' stato infatti uno degli obiettivi principali delle Maldive sotto Yameen che ha cessato per fortuna di essere presidente il giorno 17 Novembre 2018.

Sotto di lui, il mare era gia' stato lottizzato, erano stati invitati gruppi internazionali, dalla Cina alla Germania, dal Regno Unito all'India ad aiutarli ad "esplorare".

Si erano presentati in... 200 imprese a sentire da Shainee cosa si poteva trivellare nelle Maldive!

E cosi, le prime operazioni di ispezioni sismiche erano iniziate nel 2014.  Non hanno avuto remore i nostri amici delle Maldive, e anzi non si erano nemmeno nascosti dietro l'alibi della "conoscenza scientifica".

Shainee, l'allora ministro della pesca, aveva detto: "Se troviamo petrolio a sufficenza, inziamo subito". Aveva pure detto che le operazioni di airgun nel 2014 avevano portato alla scoperta di coralli nelle acque fredde delle isole Laamu e Thaa che questi coralli sono un buon indicatore della presenza di petrolio e gas!

A disegnare e rilasciare concessioni petrolifere, a coordinare airgun prima, e le trivelle poi, sarebbe stata la Maldives National Oil Company (MNOC)  su mandato del presidente stesso, Abdulla Yameen.

I coralli delle Maldive sono i settimi piu' grandi del mondo, con 250 specie diverse. Sono gia' minacciati dai cambiamenti climatici, e ovviamente residenti ed attivisti si erano preoccupati peri danni incalcolabili che una perdita, per quanto piccola, di petrolio avrebbe portato all'habitat locale - delfini, tartarughe, pesci, natura e turismo  - e al modo di vivere sull'isola.


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Ma come si e' arrivati fin qui?

Nel 1965 questo arcipelago di mille isole diventa indipendente: dalla corona del Regno Unito passano a diventare un Sultanato Islamico.
Una delegazione delle Nazioni Unite visita l'arcipelago e decreta che queste terre non sono adeguate per il turismo: manca acqua, elettricita' infrastruttura. Ma per la bellezza del posto, per il passaparola dei visitatori, e per la caparbieta' dei residenti, inizia piano piano il flusso dei turisti che incrementera' di ano in anno. Oggi ci sono un milioni di visite l'anno con oltre 100 resort di lusso, e con un terzo dell'economia dipendente dal turismo. Seconda in classifica la pesca.

Le isole vengono pure esplorate alla ricerca di petrolio e gas fra il 1968 ed il 1978 dalla Elf Aquitaine di Francia che non trovo' niente di appetibile e se ne' ando'. Idem nel 1991 con la Royal Dutch Shell.

Nel 1978 arriva il presidente Maumoon Abdul Gayoom che governera' con un pugno di ferro per 30 anni.

Nel 2008 arriva sulla scena il giovane ed energico Mohamed Nasheed, che aveva studiato nel Regno Unito, con idee moderne e innamorato dell'ambiente, con un passato di giornalista, pro-democrazia e addirittura torturato in gioventu' per il suo attivismo.

Vince le elezioni presidenziali e porta avanti una forte campagna ambientale.

Anzi, nel 2012 fa della lotta e della sensibilizzazione ai cambiamenti climatici la sua missione, presentando idee e progetti per tagliare le emissioni presso l'ONU, riconoscendo che se non si faceva niente, le sue isole sarebbero scomparse. Addirittura fa tenere una riunione parlamentare sottacqua per portare attenzione mondiale al problema.

Viene dipinto come anti-islamico e anti-patriottico.

Arriva quello che lui definisce un colpo di stato, ci sono nuove elezioni, e la presidenza torna alla famiglia di Maumoon Abdul Gayoom per la precisione a suo fratello Abdulla Yameen.

Sono  elezioni contestate e Nasheed perde per poco.

Ed e' appunto questo Abdulla Yameen che ha ben deciso di andare avanti con le trivelle e l'airgun nel suo paese, fragile e dal futuro incerto.

I livelli del mare sono qui cresciuti di 20cm dal 1880, e cioe' da quando hanno iniziato a tenere il conto.
 
Nasheed il progressista aveva cercato di tenere il tema in piena attenzione, mondiale e locale. E ci era riuscito. Ma Yameen non ne vuole sentire, accusa il suo ambientalista-rivale di essere anti-islamico e di ambiente non si parla. Basti solo pensare che l'odio era cosi forte che Yameen fece tagliare gli alberi piantati da Nasheed. Nasheed parlava di trasformare le Maldive in un'arcipelago a bilancio CO2 zero; Yameen invita le trivelle fra i coralli.  
Le isole continuano ad andare incontro all'erosione e soffrono per la mancanza di acqua, i campi sono aridi; il 90% del cibo e' importato.  Nasheed dice di temere l'Islam radicale che non crede alla scienza.

Ma perche' trivellare se gli studi della Elf Aquitaine non avevano trovato niente? Beh, perche' secondo Yameen e il suo ministro della pesca Shainee, gli studi sono vecchi e a quel tempo la tecnologia non era ancora troppo sofisticata. Anzi, siccome India e Sri Lanka avevano trovato "importanti" giacimenti, poteva essere che anche nelle Maldive ci siano riserve considerevoli.

Il petrolio avrebbe portato a "diversificare l'economia". Certo, un po di trivelle, un po di turismo, come se le due cose fossero compatibili!

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Ma di tutta questa follia, per fortuna non se ne fa niente.

Alla fine del 2018 ci sono nuove elezioni e a sorpresa vince lo sfidante, Ibrahim Mohamed Solih.

Alla pesca arriva un nuovo ministro, Zaha Waheed che proprio in questi giorni dice che non e' possibile estrarre petrolio e gas dalle Maldive, in barba a Abdulla Yameen e al suo ministro della pesca, Mohamed Shainee.

Cosa dice Zaha Waheed? 

Dice quello che dice il buon senso: che trivellera' portera' a effetti negativi sull'ambiente, sul turismo, sul mare, sulla natura e sulla pesca, e che il governo attuale non fara' alcuna azione per promuovere la ricerca o l'estrazione di petrolio. 

Cosi' finirono i petrol-sogni delle Maldive.

Proprio oggi, 20 Febbraio 2019 Abdulla Yameen Abdul Gayoom, questo il suo nome per intero, il petrol-presidente delle Maldive e' stato arrestato per reciclaggio di denaro sporco.

Il Karma, eh?


 










Thursday, January 24, 2019

Lega e M5S: stop temporaneo di almeno un anno e mezzo e canoni aumentati di 25 volte


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Update: 24 Febbraio 2019

Il divieto dei 18 mesi e' entrato in vigore il giorno 13 Febbraio 2019.
Secondo i petrolieri sara' la fine del mondo!







Ma, e se invece pensassimo a come fare per migliorare la mobilita' elettrica, 
il risparmio energetico, il sole, il vento? 
Non sarebbe piu' intelligente?


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Sono sollevata.

In questo gran calderone che e' la politica italiana, pare che ci sia una intesa fra i due contendenti: il M5S e la Lega decidono che tutto sara' congelato per almeno 18 mesi.

I canoni aumenteranno di 25 volte rispetto alle tariffe attuali.

Secondo il Corriere della Sera, le commissioni Affari Costituzionali e Lavori Pubblici del Senato potranno ora proseguire i loro lavori sul decreto semplificazioni e si potrebbe arrivare anche ad un OK domani 25 Gennaio 2019.

Da come la vedo io, e' un buon passo in avanti, che ha visto approvazioni di crociere-sismiche, il toto-emendamenti, le minacce di dimissioni del ministro dell'ambiente Costa, e tutto un fior fiore di politici e giornalisti che si svegliano da un giorno all'altro pro trivelle, blabberando assurdita' sul lavoro, l'economia, i soldi e senza sapere che lavoro, soldi, economia, si possono creare anche senza ammazzare nessuno o senza distruggere l'ambiente.

Sono una persona lineare, e mi piacciono le cose fatte con logica, e questa ital-confusione e' estranea al mio modo di essere, ma sono felice lo stesso, perche' ogni passo in avanti e' un buon basso, e un anno e mezzo e' abbastanza per allontanare lo spettro trivelle.

E per tutti quelli che gridano all'assoluto, o che trovano il pelo nell'uovo, che pensano che e' stato fatto in vista delle elezioni X o Y,  che pensano che fra due anni ci sara' l'inghippo dico solo: il PD ha approvato ogni trivella che ha incontrato lungo il suo cammino, ed e' monumentale che siamo ora qui invece.

Per cui, nonostante l'armata-brancaleonaggine, e nonostante tutti i colpi di scena, occorre essere soddisfatti.

Quel che invece occorre fare e' di non mollare, continuare a metter pressione, a vigilare, a tenere alta l'attenzione pubblica, di modo che se pure ci saranno post-elezioni, o veri peli nell'uovo, saremo ancora qui a rompere le scatole e che la pressione che li ha portati qui, sara' ancora viva, e piu' forte fra 18 mesi.

E' pure importante rendersi conto che *mai* saremmo arrivati fino a qui *senza* il nostro costante impegno.  Mai. L'impegno di persone che *vogliono* una Italia che guarda al futuro, senza trivelle e senza fossili e' stato il motore di tutto questo.  Pensate davvero che ci sarebbero stati accordi o sensibilita' senza di noi? Non credo.

Il nostro opearato e' utile, e abbisogna di energia constante. Ogni giorno.
Il nostro potere e' qui: nell'opinione pubblica, nei nostri numeri, nella perseveranza.

L'ultima cosa importante e' questa.

Tre anni fa, il miraggio delle 12 miglia era veramente un miraggio, nel senso che prima del 2016 ci sono stati permessi trivellanti proposti e concessi a due chilometri da riva. Quanti anni abbiamo speso contro Ombrina, il mostro e la sua FPSO a cinque chilometri da riva?  E prima ancora, almeno noi dell'Abruzzo, quanto tempo abbiamo speso con i documenti che non erano postati in rete e quanti viaggi al Ministero in persona per avere le valutazioni di impatto ambientale?

Grazie all'attivismo di noi tutti le cose sono cambiate, ed anche i piu acerrimi sostenitori dell'Italia petrolifera hanno accettato che ci fosse informazione pubblica online, e sopratutto il limite delle 12 miglia e' ora dato per scontato.

E' infatti interessante che anche qui chi vuole le trivelle parli di "trivelle lontano dalla costa", significa che hanno accettato questa nostra conquista

Occore allora porre l'asticella ancora un po piu in alto e chiedere un giorno, un Italia libera dalle fonti fossili, un Adriatico chiuso ai petrolieri, e aria pultia e polmoni sani per tutti.

Amen brother.



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Tuesday, January 15, 2019

Israele: l'ENI accusata dello spiaggiamento di 46 tartarughe caretta-caretta, specie protetta e vulnerabile













Recupero di tartarughe caretta caretta morte e morenti in Israele.
Il dito e' puntato contro le ispezioni sismiche dell'ENI.

A investigation by the Nature and Parks Authority was able to determine that the cause of the mass killing was due to seismic surveying by the company from Italy.

Over a period of 24 hours, roughly 20 explosions were set off every nine seconds.

Proprio in questi giorni la stampa italiana va in fibrillazione sull'opportunita' di trivellare le nostre acque - chi non vuole petrolio in mare e' impegnato in lotte sbagliate, e' antipatriottico, o semplicemente scemo. 

Ci viene detto che Albania-Croazia-Montenegro, ma pure Turchia-Grecia-Israele-Egitto si lasciano bucare facilmente e che dovremmo

Ovviamente, dall'altro lato l'ENI, che a leggere la stampa italiana le manca solo l'aureola di santita' perche' tutte le nefandezza di questa ditta di morte scivolano via, anche se si tratta di tribunali, tangenti e tumori.


Sulle sue spiagge negli scorsi tre giorni ritrovate morte o morenti 46 tartarughe marine, della specie Caretta Caretta, che sono in via di estinzione e protette da ogni trattato possibile nel Mar Mediterraneo e in tutto il mondo.

Di queste 46 tartarughe, 31 sono poi morte davvero. Quindici invece sono sopravvissute ma sono malandate, e non si sa se ce la faranno.


E' stato il centro israeliano Sea Turtle Rescue Center a intervenire dopo il mega-spiaggiamento, con loro dozzine di volontari. Le tartarughe avevano danni agli organi interni - polmoni e stomaco. Alcune avevano accumuli di fluidi e sangue nei polmoni.

Tutte.

Le tartarughe caretta caretta pesano circa 200 chilogrammi ciascuna, e non e' stato facile prendere tutte quelle povere bestie, e portarle in centri specializzati. Alcune sono arrivate morte, altre sono state invece operate d'urgenza. Alla fine, come detto ne sono rimaste in quindici, che dovranno sottostare a terapia di recupero lunga fra i sei e i dodici mesi.

Cosa e' successo?

Anche se e' troppo presto per conclusioni finali, tutti puntano al dito all'ENI e alle sue operazioni di airgun nell'area. Questa non e' solo la tesi di residenti, volontari o della D'Orsogna.

Questa e' la tesi della Nature and Parks Authority che attribuisce la moria di tartarughe alle ispezioni sismiche dell'ENI eseguite una settimana fa. Hanno mandato esplosioni di airgun ogni nove secondi, da una batteria di venti punti di emissione, per un giorno intero.

La moltiplicazione e' presto fatta:

24 ore * 60 secondi / 9 secondi * 20 = 3200 spari al giorno

Occorrerebbe mandare tutti i sostenitori dell'airgun e dei pozzi di petorlio in Italia sotto una raffica di 3200 spari al giorno, ad intensita' del tutto innturali e impossibili da sopportare per la vita marina.

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Poco si parla di tartarughe caretta caretta. 

Si trovano in vari oceani - Pacifico, Atlantico, Indiano e pure nel nostro Mar Mediterraneo.  Le femmine vanno a riva raramente per depositare (poche) uova: quattro circa ogni due o tre anni.  Ci vogliono dai 17 ai 30 anni per raggiungere la maturita', e la speranza di vita per queste tartarughe e' al massimo di una settantina di anni.

Sono una specie vulnerabile, e qui negli USA sotto la protezione per le specie in pericolo di estinzione, l' Endangered Species Act del 1973.

Ma perche' sono importanti? Perche' sono un elemento essenziale per l'equilbrio dei mari. Spesso ci si riferisce a loro come di una specie centrale per una ecologia sana.
Si cibano di crostacei e invertebrati, e spezzettandoli aiutano a fornire calcio per altre specie; aiutano a tenere i fondali marini sani, e la circolazione di nutrienti con il loro movimento. Spesso le loro uova sono anche cibo per altre specie. Perdipiu' sulla sua carapace ci sono colonie di piante e di animali che formano altri micro-habitat: in alcuni casi ci possono essere finoa a 100 specie animali e vegetali!