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Monday, December 29, 2008

La vergogna dell'ENI sul Financial Times


Circa un mese fa il Financial Times, uno dei quotidiani di finanza e di affari piu' importanti del mondo pubblico' un articolo sugli scempi ENI in Val D'Agri.

Mentre in altre parti del mondo le raffinerie e le estrazioni di petrolio si fanno in posti disabitati, come i deserti del medio oriente e le lande desolate ed artiche della Russia, l'ENI decide di trivellare la Val D'Agri dove invece ci sono persone, parchi, agricoltura. A Viggiano c'era la vita prima di loro.

Il reporter inglese parla di una puzza acre di zolfo che invade la citta' e che sara' destinata ad aumentare perche' ora, oltre all'ENI ci sono anche la Total, la Shell e la Exxon Mobil tutte li pronte ad incrementare il quantitativo estratto di petrolio amaro che si estrae in Basilicata e a regalarle altra miseria umana e materiale. Il Financial Times, come tutti gli altri organi di stampa che si sono occupati di questo tema, parla di inquinamento, di perdita di posti di lavoro, e di un sacrificio enorme che la Basilicata ha pagato per il petrolio senza che nessuna di queste ditte abbia mai davvero fatto nulla per la regione e per amore di questa regione.

Il medico di Viggano, Pino Enrico Laveglia ha portato l'ENI in causa perche' i fumi tossici del 'centro oli' ha portato infezioni respiratorie e a tumori alla gente. Questo dopo solo DIECI anni dall'insediamento ENI. Dice che un tempo in Val d'Agri non c'era mai la nebbia. Adesso invece c'e' una fitta coltre di smog blu tuttii giorni.

L'ENI paga il 4% di royalties al governo (in Venezuela siamo all'85%! In Norvegia all'80%.) Di questi soldi il 15% va ai governi locali. Dunque, alla Basilicata spetta in totale lo 0.6% della ricchezza estratta. Tumori alla gente in cambio dello 0.6% della ricchezza estratta. Un affarone.

Nonostante la comparsa di un parco nazionale, i distinti signori ENI che nel tempo libero organizzano serate a teatro e ci educano all'arte moderna, hanno ben pensato di mettere una decina di pozzi petroliferi DENTRO il parco e molti di piu' immediatamente fuori. Ma a cosa serve un parco allora? L'intelligente ministro Presitgiacomo dal canto suo, invece di protestare e di fare il suo lavoro che in teoria e' di DIFENDERE L'AMBIENTE, ha ben pensato di sostiuire il responsabile regionale del parco con uno 'yes man' di sua fiducia.

Il governo centrale, recita ancora il giornalista ingelese, si appresta anche a varare leggi contro la difesa locale del territorio, spalancando le porte all' opera petrolifera. E poi ci sono una manciata di accademici negazionisti e con le bende agli occhi che dice che ''si emigra in tutto il sud Italia'', e che i tumori non sono da attribuirsi alle estrazioni e alle lavorazioni petrolifere.

Si, sara' stato il mago Zurli' a portarli! Ora si parla anche di creare una stazione per i rifiuti tossici nucleari in Basilicata e magari di metterci anche un impianto nucleare. La follia dell'ignoranza non ha limiti.

Abruzzesi, adesso e' il tempo di agire, e non dopo quando ci ritroveremo le trivelle dappertutto.
La canzone si ripete sempre: si inizia con poco e si finisce con l'invasione capillare di scempi sul terreno. L'ENI e tutta l'industria petrolifera non ha vergogna di nulla e dice bugie a cui loro stessi credono.

Claudio Descalzi, il capo dell'Assomineraria dice che ci vogliono tempi decisonali brevi. Bene, l'Abruzzo e' stato chiaro, breve e sintetico: NOI QUI NON VI VOGLIAMO. Come direbbero gli Americani, take your losses and get out of here.


Fonti: The Financial Times, OLA

10 comments:

Anonymous said...

Per MARIA RITA, sei veramente brava a non cercare di dimenticare i problemi almeno a Natale. E' vero infatti che il tempo fugge e non dobbiamo rilassarci. A questo proposito io penso che bisogna cominciare a documentarsi e a confrontarsi anche sugli inceneritori e sul nucleare, perchè anche questi sono pronti per l'Abruzzo, come per le altre regioni italiane.- E' vero che il blog è contro il petrolchimico, ma spero che da questo i bloggers siano arrivati a considerare la difesa dell'ambiente come obiettivo oggi prioritario e quindi considerino ormai necessario mobilitarsi anche contro altri progetti che lo minacciano. Negli U.S.A. qual è la tendenza e quale la legislazione sui termovalorizzatori e sul nucleare? O sto mettendo troppa carne sul fuoco? VIVIANA

carlo c. said...

la parola moratoria e' percaso uguale alla legge che puo' essere abrogata o scavalcata?
una bella multinazionale magari con interessi a sviluppare progetti collegati al porto di ortona in materia di commercio quindi depositi e logistica ,oppure una grande distesa di pannelli fotovoltaici sui terreni che l'eni potrebbere vendere visto che e' sempre un pericolo in mano a loro.

mario francobasilico said...

Negli anni 30, i contadini della marsica che si opposero al furto dell’acqua per l’irrigazione, dai loro campi, deviati su quelli del principe torlonia,furono trattati così; i nostri governanti, vogliono adottare gli stessi metodi per raggiungere i loro scopi.
Silone racconta:

I rappresentanti dei cafoni della Marsica dovevano essere convocati ad Avezzano per ascoltare le decisioni del nuovo Governo di Roma sulla questione del Fucino;

Una giorno arrivò a Fontamara un camion che, gratis, portava i cafoni ad Avezzano. Salirono tutti sul camion, furono condotti in una grande piazza e successivamente dovettero gridare inni ai podestà mentre la piazza era attraversata da un'automobile, poi potevano tornare a casa;

Intanto nel paese arrivarono dei camion con i militi fascisti che, fatta rincasare la popolazione, portarono via tutte le armi e violentarono le donne.

Anonymous said...

ci trattano come i selvaggi a cui regalare specchietti in cambio di tesori, tanto cosa capiscono i lucani? cosa capiscono gli abruzzesi? basta corrompere uno dei loro capi-tribù con quattro o cinque specchietti in più e il gioco è fatto.

Tom P.

titti said...

tanti auguri di buno anno

@enio said...

io sono convinto che se trovano petrolio ad Ortona, anche se di qualità scadente, questi faranno quello che hanno deciso da tempo e solo forti manifestazioni popolari potrà farli recedere, sperando che dopo le ultime elezioni non sia già troppo tardi.

Anonymous said...

È risaputo che le infezioni respiratorie sono dovute più dalle attività naturali che da quelle umane. Quando ero bambino portavo gli oggetti alla bocca e il mio sistema immunitario si è rafforzato. Il risultato è che non soffro di influenza e di mal di gola da più di dieci anni!

Come può sapere anche le piante sono tossiche, altrimenti non potrebbero difendersi dagli insetti e dagli altri organismi nocivi. Anche la corteccia degli alberi è tossica, per non parlare delle piante e dei serpenti velenosi. Per non parlare delle graminacee e della polvere che qui in zona sono causa di gravi allergie che possono portare alla morte. Oltretutto se fossi così imprudente da avvicinarmi ad una tigre a digiuno sono sicuro che non esiterà a sbranarmi!

Non conosco le percentuali obiettive di malati di cancro nei pressi di Viggano e non le posso confrontare con le percentuali dei malati di cancro della provincia di Chieti. Ma le assicuro che nonostante non abbiamo un centro oli, qui in Abruzzo i morti e i malati per cancro sono più numerosi di quanto pensa. Parlano i numeri. Non c’è una famiglia che non ha un morto per cancro, certe persone si trovano al quinto tumore in venti anni e le assicuro che non siamo in Basilicata, ma in Abruzzo.

È risaputo che l’insorgenza dei tumori non è dovuta dalla presenza delle industrie e delle automobili, ma dal fumo delle sigarette. Altrimenti il governo italiano non avrebbe imposto alle major del tabacco – che pure sono così potenti da sponsorizzare il mercato della F1 – di scrivere sui pacchetti delle sigarette: IL FUMO UCCIDE!

Anonymous said...

È risaputo che le infezioni respiratorie sono dovute più dalle attività naturali che da quelle umane. Quando ero bambino portavo gli oggetti alla bocca e il mio sistema immunitario si è rafforzato. Il risultato è che non soffro di influenza e di mal di gola da più di dieci anni!

Come può sapere anche le piante sono tossiche, altrimenti non potrebbero difendersi dagli insetti e dagli altri organismi nocivi. Anche la corteccia degli alberi è tossica, per non parlare delle piante e dei serpenti velenosi. Per non parlare delle graminacee e della polvere che qui in zona sono causa di gravi allergie che possono portare alla morte. Oltretutto se fossi così imprudente da avvicinarmi ad una tigre a digiuno sono sicuro che non esiterà a sbranarmi!

Non conosco le percentuali obiettive di malati di cancro nei pressi di Viggano e non le posso confrontare con le percentuali dei malati di cancro della provincia di Chieti. Ma le assicuro che nonostante non abbiamo un centro oli, qui in Abruzzo i morti e i malati per cancro sono più numerosi di quanto pensa. Parlano i numeri. Non c’è una famiglia che non ha un morto per cancro, certe persone si trovano al quinto tumore in venti anni e le assicuro che non siamo in Basilicata, ma in Abruzzo.

È risaputo che l’insorgenza dei tumori non è dovuta dalla presenza delle industrie e delle automobili, ma dal fumo delle sigarette. Altrimenti il governo italiano non avrebbe imposto alle major del tabacco – che pure sono così potenti da sponsorizzare il mercato della F1 – di scrivere sui pacchetti delle sigarette: IL FUMO UCCIDE!

Anonymous said...

Il suo impegno mi ha commosso. Non sono antropocentrico, ma i volti visti a mate fanno sperare, anche se speranza non è una parola che non mi piace. Grazie

galan

Anonymous said...

scusi il non in più

galan