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Monday, February 18, 2019

Jacopo Fo e le pagliacciate ENI in CuoreBasilicata








 Jacopo Fo

Com'era quel detto?
Vai con lo zoppo e impara a zoppicare?

Oppure:
Dimmi con chi vai e ti diro' chi sei?

Sono pensieri che credo vengano alla mente di chiunque legga di persone, piu' o meno famose, che si associano o lavorano con ENI, la nostra petrol-ditta nazionale. Come si puo' infatti prestare la propria voce, il proprio talento, la propria coscienza a chi nel corso degli anni ha seminato distruzione di ambiente e di democrazia in mezzo mondo, dalla Basilicata, in Italia, fino alla Nigeria in Africa?

Pensieri che si possono tutti raccogliere in "ma non si vergognano"?

Davvero non possono trovare altre iniziative piu' come dire, moralmente pulite?

Si era partiti da Rocco Papaleo, passando per Jovanotti, e ora siamo arrivati a Jacopo Fo, figlio dei piu' noti Dario Fo e Franca Rame, il quale partecipa al progetto CuoreBasilicata dell'ENI, che durera' fino al 2020. 

CuoreBasilicata viene definito cosi:

"frutto del lavoro di ricerca artistica e culturale di Jacopo Fo srl (Gruppo Atlantide), realizzato con il sostegno di Eni e l’attiva partecipazione dei comuni coinvolti, delle associazioni, delle scuole, dei media". 

Ma cos'e' questo CuoreBasilicata? E' un progetto che coinvolge 11 Comuni che rappresentano il "cuore" della Basilicata: Calvello, Grumento Nova, Marsico Nuovo, Marsicovetere, Moliterno, Montemurro, Paterno, Sarconi, Spinoso, Tramutola, Viggiano.

Leggi :il cuore della Basilicata al petrolio!

Perche' infatti non c'e' Matera per dirne una, o non c'e' Maratea, al mare?

Ovviamente l'ENI e' alla ricerca disperata di eventi per crearsi una qualche immagine positiva, dati gli scandali, la corruzione, l'inquimamento, lo schifo planetario e quindi ecco una nuova pagliacciata.

Secondo i nostri (illusi!) eroi, CuoreBasilicata contribuirà al (ri)lancio dell’area a "livello nazionale" e "internazionale" (addirittura!) , attraverso lo sviluppo e la valorizzazione delle sue "grandissime potenzialità" culturali, storiche, paesaggistiche, agricole, artigianali.

Ma ... come possono tutte queste cose competere con la puzza di idrogeno solforato? Con i riversamenti periodici di petrolio nei campi? Con le fiammate periodiche? Con la bruttezza del cuore metallico nella valle delle vigne, e cioe' il Centro Oli di Viggiano?

Qualcuno si e' mai chiesto *perche'* l'area non ha mai visto pienamente sviluppate le sue "grandissime potenzialita'?" Forse perche' nel CuoreViggiano c'e' un mostro sputa fiamme e sputa puzza? 

Jacopo Fo incurante di tutto cio', e probabilmente seduto in qualche asettico ufficio lontano dalla Val D'Agri al sapore di zolfo, si presta al gioco.

Dice che:

“Il nostro intervento è come sempre orientato a realizzare iniziative non per, ma con le persone che vivono nel territorio. Abbiamo un bagaglio di esperienze, conoscenze e contatti  che possono essere messi a disposizione di quanti vogliono realizzare o sviluppare iniziative artistiche, culturali e anche di promozione di prodotti tipici agricoli e artigianali. I primi passi saranno la selezione e la formazione di un gruppo di persone che risiedono nei Comuni interessati che costituiranno il Gruppo di Animazione Territoriale che lavorerà assieme a noi, alle amministrazioni, alle associazioni, alle scuole, in questa direzione. Entro quest’anno realizzeremo anche, in collaborazione con i Comuni, il sito di CuoreBasilicata in italiano e in inglese ed un sistema di social media che serva a far conoscere ed apprezzare le eccellenze di questo territorio”.
 
Tutto nobilissimo certo, ma quando uno scopre che il solo motivo per cui l'area e'  morente da un punto di vista ambientale, occupazionale, e di speranzosita' e' l'ENI che al contempo finanzia questo progetto, tutta la credibilita' di Jacopo Fo finisce nel fondo di un pozzo petrolifero.

Dal canto suo, il rappresentante dell'ENI, tale Walter Rizzi, responsabile dei progetti speciali in Val D'Agri, dice che CuoreBasilicata e'una ulteriore conferma dell'impegno dell'ENI affinche la Val D'Agri (da lei stessa devastata se uno la vuole proprio dire tutta!) possa sviluppare "armoniosamente"  iniziative artistiche e culturali, "attingendo alle idee ed alle energie dei giovani".

Come dire, il lupo che si offre volontario a proteggere gli agnelli!

Cosa c'e' di armonioso in quel mostro metallico fra le vigne? In quei barili e barili di petrolio che hanno inquinato le faglie della Val D'Agri? In quella puzza quotidiana?

Come fa Jacopo Fo a non saperlo?
O forse non vuole saperlo?

Quanto e' costata questa operazione all'ENI?

Ma tranquilli, cari amici dell'ENI, Walter Rizzi, e Jacopo Fo, non ci crede piu' nessuno a queste panzane. Lo sanno tutti che la Val D'Agri e' stata distrutta dalle vostre trivelle.

Chissa se Franca Rame e Dario Fo avrebbero approvato.
Qualcosa mi fa sospettare di no.

Sunday, October 22, 2017

HiQuake: il database della sismicita' indotta dall'uomo e dalle trivelle



















Come sempre, i "giornalisti" italiani che copiano sono pregati di citare.

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E' stato pubblicato qualche giorno fa un report con tutti i terremoti noti generati dall'uomo. Lo studio appare su Seismological Research Letters,  e contiene circa 730 terremoti.

Queste scosse fanno parte di un database soprannomiato HiQuake che sta per Human-Induced Earthquake Database,  il piu' grande finora mai compliato.

Tutto nasce nel 2016, in Olanda. Qui, da decenni opera la NAM (Nederlandse Aardolie Maatschappij), un consorzio Shell-Exxon che ha a lungo trivellato il campo di Groningen causando sismicita' indotta (e danni!). Anzi, in molti ricordano la storia del pagamento di 5 miliardi di euro proprio a causa della sismicita' indotta ai proprietari di case attorno a Groningen.

Questa NAM nel 2016 appunto promosse un incontro per discutere la sismicita' indotta prorio a Groningen. Fra i partecipanti, Miles Wilson, dell'Universita' di Durham, geofisico. Gli venne chiesto appunto di creare questo database con tutti i dati.

Ed e' cosi nato HiQuake.

Ci sono dentro non solo i terremoti da trivelle, ma anche da altre attivita' come le miniere, le esplosioni di materiale militare e/o nucleare, il pompaggio di acqua. L'intensita' media e' di 3-4Richter, anche se ci sono episodi piu' gravi come il pompaggio di acqua dalla Cina nel 2008.

Secondo Wilson, in questi casi la sismicita' e' stata indotta da stress antropogenico, ma la terra era pronta a rilasciare energia per conto suo. Cioe' la sismicita' e' stata accellerata dall'uomo.

I dati arrivano da pubblicazioni scientifiche che coprono circa un secolo. Secondo gli autori pero' il numero e' sottostimato, perche' per ogni terremoto che finisce in una pubblicazione scientifica, altre vengono ignorate, specie se di intensita' minore. E cosi stimano che circa il 30% degli eventi di magnitudo 4 non viene riportato, percentuale che sale al 60% per le scosse di magnitudo 3 e addirittura del 90% per i terremoti di magnitudo 2.

Secondo HiQuake ci sono stati 271 terremoti dovuti all'attivita' mineraria; 167 terremoti dovuti alla costruzione di dighe e altra infrastruttura per modificare i percorsi d'acqua; 107 dovuti alle trivelle convenzionali; 57 terremoti indotti dal geotermico; 29 terremoti indotti dal fracking in modo diretto; 36 dove invece la sismicita' e' avvenuta in seguito alla reiniezione da fracking e 12 dove invece le scosse sono dovute alla reiniezione generica da trivelle convenzionali. 
 
Ovviamente ci sono casi di clustering, terremoti in aree limitate e in grande quantita', ad esempio in alcune zone dell'Oklahoma, attorno alla citta' di Youngstown. 

NAM, cioe' Shell ed Exxon, hanno promesso di continuare a dare fondi per il progetto per altri due anni almeno e di rendere la pagina visibile a tutti.

Per l'Italia abbiamo:

Geotermico:
Monte Amiata, 1983
Larderello, 1982
Torre Alfina, 1977
Latera, 1984
Cesano, 1978

Attivita' Mineraria:
Gran Sasso, 1980

Petrolio:
Cavone, 2012
Caviaga, 1951

Reiniezione:
Val D'Agri, 2006

Dighe:
Pieve da Cadore, 1960
Piastra, 1966
Ridracoli,  1981
Vajont, 1960
Pertusillo, 2006

Come sempre, siamo un paese sismico, con un territorio ballerino e una architettura fragile.
Quelli che la natura ci da, ce li teniamo. L'acqua da bere e' per tutti.

Ma petrolio, pozzi geotermici e reinizione in zone delicate, sono solo per speculatori e per i loro amici, e, io credo, ne possiamo fare a meno.





Monday, June 13, 2011

Il Papa, Agostino Superbo e l'ambiente

Don Agostino è sul piano personale il Buon Pastore che ogni amministratore regionale, impegnato a perseguire il bene comune,
merita di trovare sulla propria strada


Vito De Filippo, presidente della regione Basilicata
al Vescovo di Potenza, Agostino Superbo
23 Marzo 2011


Vogliamo capire cosa sta succedendo in quei boschi della Val d'Agri e nelle altre zone interessate dalle estrazioni. Da una parte c'è chi dice che è tutto ok. Dall'altro, e mi riferisco agli ambientalisti, si afferma che è in atto uno scempio ambientale di proporzioni inimmaginabili. Noi vogliamo avvalerci della consulenza di esperti che, in modo oggettivo, ci dicano dove sta la verità.


Agostino Superbo, Avvenire
29 Aprile 2003

Dopo 8 anni l'ha trovata la verita'?
E chi erano questi esperti?


Il papa parla in questi giorni di utilizzo di fonti energia non pericolose per l'uomo e l'ambiente.

Quando parla di "vastita' di catastrofi" di quest'anno, si riferisce a Fukushima, perche' ovviamente e' una tragedia grande, per cui soffriremo per anni a venire, tutti, anche se non lo sappiamo.

Basti pensare che dopo Chernobyl il tasso di radioattivita' "naturale" della terra e' aumentato di tre volte, su tutto il pianeta.

Il discorso che il papa fa pero' si puo' intendere in modo generale. Dice:

È l'uomo che viene prima, è bene ricordarlo. L'uomo a cui Dio ha affidato la buona gestione della natura, non può essere dominato dalla tecnica e diventarne soggetto. Questa presa di coscienza deve portare gli Stati a riflettere insieme sul futuro a breve termine del pianeta, davanti alle loro responsabilità verso la nostra vita e le tecnologie. Diventa necessario rivedere totalmente il nostro approccio alla natura che non è unicamente uno spazio da sfruttare o ludico ma il luogo natale dell'uomo.

Da come la vedo io queste parole dovrebbero risuonare in tutte le chiese, in tutti i vescovadi d'Italia come un invito a prendere posizioni piu' forti per la difesa del creato, dell'ambiente, della vita e a scandalizzarsi quando questo non succede.

E questo lo si deve fare in modo CONCRETO, facendo nomi, cognomi, sigle, calandosi nelle realta' locali e denunciando con coraggio lo schifo che vogliono fare o hanno fatto attorno a noi.

E siccome il petrolio e' il mio angolo di servizio alla comunita', non posso che pensare all'atteggiamento della chiesa di Basilicata, che non sa, non vuole, non ci pensa nemmeno a prendere queste parole e a tradurle nei fatti.

Che significano per loro le parole del papa?

Perche' sono 15 anni che non ci pensano neppure a dire una parola che sia una in difesa dell'uomo, e con la piena responsabilita' del loro ruolo?

Cosa aspetta la chiesa di Basilicata a dire:




Fermiamoci per un po'. Esigiamo prima di attuare scellerati raddoppi petroliferi che TUTTE le operazioni di petrolio in Basilicata siano le piu' sane possibili, siano monitorate, siano contenute entro limiti di ragionevolezza. Esigiamo che chi sgarra, inquinando campi, sorgenti, dighe e pesci venga punito severamente. Esigiamo che i politici facciano il loro dovere e non gli zerbini dell'ENI. Scandalizziamoci.

Perche' hanno paura? Di cosa esattamente hanno paura?

O quegli auguri da parte di Vito De Filippo a Monignor Agostino Superbo sono davvero tanto piu' importanti di giovani che emigrano, di pozzi che l'ENI voleva costruire dietro gli ospedali, di gente che beve acqua inquinata, di fiumi appestati e di gente che finisce all'ospedale per colpa di ditte petrolifere e di politici e nel silenzio generale?

A che serve un cristianesimo cosi? Soprattutto, a chi serve un cristianesimo cosi?



Tuesday, May 10, 2011

Fracking su PNAS


Per la prima volta, uno studio scientifico ha mostrato che trivellare alla ricerca di gas con il fracking sia direttamente correlato con l'inquinamento dell'acqua sotterranea e con la possibilita' che questa diventi incendiaria.

L'avevamo gia' visto nel film Gasland, di Josh Fox, persone normali che aprono i rubinetti - e voila'! - una vampata di fuoco li avvolge nelle loro cucine come se fosse anche questo normale.

Questa pero' e' la prima volta che compare un articolo sull'autorevole PNAS - the Proceedings of National Academy of Sciences - che conferma il tutto in maniera rigorosa. I petrolieri hanno sempre detto che si trattava di aneddoti o di leggende metropolitane, mentre qui hanno analizato il tutto in modo rigoroso e in tre localita' diverse.

I ricercatori della Duke University hanno riscontrato che i livelli di metano, etano, propano butano e altri idrocarburi nei pozzi artesiani aumenta nelle vicinanze dei pozzi di fracking.
Per l'esattezza nell'81% di pozzi acquiferi vicino nel raggio di un miglio vicino a quelli del fracking. Hanno anche riscontrato che il gas trovato nei pozzi e' del tutto compatibile con quello estratto dalle ditte petrolifere, e che dunque il gas migra nel sottosuolo attraverso fessure naturali o artificiali, o perche' sfugge alle impermeabilizzazioni dei pozzi fraccati.

In qualche modo dunque, il gas arriva nelle riserve acquifere e arde - parola di scienziati.

Non e' la prima volta che questo accade, e gia' c'erano stati report simili su pozzi fraccati in Colorado, Ohio, Pennsylvania. In quest'ultima localita' nel 2004 morirono tre persone, incluse un neonato. Nella citta' di Pavillion, Wyoming, hanno trovato che 11 di 39 pozzi fraccati
erano stati contaminati da sostanze chimiche, petrolio, gas, arsenico, vanadio, rame e metalli pesanti. Qui alcuni sono animali sono morti o rimasti ciechi, si pensa per colpa di arsenico.

Ma appunto questa e' la prima volta che il tutto viene pubblicato su un articolo di scienza, un po come il miele agli idrocarburi della Val D'Agri.

Uno degli autori del paper dice che il livello di inquinamento e' maggiore di quanto ci si aspettasse.

I petrolieri, come da copione, dicono che e' tutto "naturale". Prima non c'era, ora si, ma e' una coincidenza. Hanno anche detto che lo studio e' fatto male e che loro i pozzi li trivellano per bene. Per il Wyoming hanno detto invece che gli inquinanti erano dovuti all'agricoltura.

Cos'altro possono dire se non che e' sempre colpa di qualcun altro?

Lo stato di New York ha una moratoria contro il fracking fino a Giugno. Gli attivisti vogliono prolungarla. Intanto la Exxon Mobil si porta avanti e ha fatto domanda per prendere un milione di litri di acqua al giorno dai fiumi del New Jersey per i suoi pozzi.

Tuesday, August 31, 2010

L'acqua avvelenata - parte prima




Della Basilicata martoriata abbiamo gia' parlato tante volte su questo blog, e ancora adesso mi fa rabbia vedere che non cambia niente, che non e' mai colpa di nessuno, che il clima di silenzio e di omerta', specie da chi siede in alto, e' sempre gelido e impenetrabile.

Grazie alla sua geografia, la Basilicata e' (o era?) un grande produttore di acqua per il consumo umano che viene anche mandata in Puglia. Ci sono varie dighe per raccogliere l'acqua potabile, fra cui quella del Pertusillo - nei pressi del fiume Agri.

Agri? Come Val D'Agri? Si, come Val D'Agri, come petrolio, come centro oli.

Gia' alcune sorgenti di acqua sono state chiuse all'interno del parco nazinonale della Val D'Agri perche' inquinate, con molto probabilita' dalle estrazioni petrolifere di ENI e compari, come quella della Sorgente del Calvello e di Acqua all'Abete nel Parco Nazionale della Val D'Agri.

E se hanno inquinato sorgenti idriche, perche' no le dighe?

Infatti, ora tocca alla diga del Pertusillo. Questa diga ha tutti i riconoscimenti - e' zona SIC, ZPS, Parco Nazionale Appennino Lucano - tutte sigle per dire che la zona e' bella, ha alto valore naturalistico, e va difesa. Anche se la diga e' artificiale.

Ora cosa succede? In questi ultimi mesi hanno avuto: moria di pesci, fioritura di alghe rosse, presenza di streptococchi fecali, di coloformi totali, di idrocarburi policiclici aromatici (famiglia di cui fa parte il benzene, noto cancerogeno) e di bario e di boro. Questi ultimi sono noti materiali usati per trivellare pozzi di petrolio. Anche altre dighe nelle vicinanze sono state inquinate da materiale compatibile con gli scarti dell'industria petrolifera - le dighe Camastra e Monte Cotugno.

Facile allora chiedersi, ma cosa c'e' vicino a queste dighe?

A un chilometro dalla diga del Pertusillo ci sono 3 pozzi di petrolio, a 4 chilometri un pozzo di reiniezione petrolifera, e cioe' un pozzo in cui mettono tutte le acque (e la monnezza) di scarto, e non molto lontano c'e' il centro oli di Viggiano, con tutti gli oleodotti connessi. In passato ci sono stati anche dei microterremoti nei pressi di uno di questi pozzi - il Costa Molina 2 - che ha causato cedimenti al pozzo che avrebbero potuto benissimo far fluire materiale petrolifero nelle falde circostanti.

Oltre alla monnezza tossica del petrolio, ci sono anche depuratori che non funzionano - come sempre - e di qui gli streptococchi fecali nell'acqua 'potabile'.

L'esposizione a dosi alte o cronica al bario porta a problemi al sistema nervoso e circolatorio, problemi intestinali, debolezza, tremori, depressione, aborti spontanei e problemi riproduttivi. L'esposizione a dosi alte o cronica al boro porta nausea, problemi alla pelle e al sistema circolatorio, ai reni e anche danni all'attivita' sessuale, con diminuzione della produzione di sperma.

Dopo un po' decidono di fare a Berlino delle analisi sull'acque imbottigliata in varie zone europee. Ci sono quasi 160 marchi italiani, fra cui acque lucane, alcune famose, come
la Gaudianello, Toka, Felicia, Lilia, Sveva. Le analisi sono state pubblicate sulla rivista Science, versione italiana.

E voila'. Queste acque - guarda caso - hanno la concentrazione di boro piu' alta d'Italia.
1170 microgrammi per litro contro quello che raccomanda l'OMS (500 microgrammi per litro, il doppio) e di quello che consente la legge italiana (1000 microgrammi per litro).

Coincidenza? Chi lo sa.

Intanto non fiata una mosca. Anzi no, Paolo Scaroni - coresponsabile morale di tutto questo schifo dice che "Troppo assenteismo al sud, tanto che non conviene a nessuno investirci".

Infatti, lui non investe, lui viene, deturpa, prende tutto quel che puo' e poi si scuote la sabbia dalle scarpe e se ne torna tranquillo ai suoi uffici milanesi.

Scommetto che lui l'acqua al boro non se la beve.

Fonti: La voce dell'emergenza
Voce dell'emergenza 2

Saturday, March 20, 2010

Petrolio in Basilicata


In questi giorni mi arrivano varie segnalazioni dalla Basilicata, terra martoriata dai signori del petrolio che come delle piovre stanno lentamente soffocando la regione.

La Basilicata produce solo il 7% del petrolio che si usa in Italia. I suoi giacimenti dureranno al massimo per 25 anni ancora. Chissa' se ci sono piani per il ripristino ambientale, chi li paghera' e se il dolore causato - a persone e natura - sara' stato bilanciato dal vile denaro entrato nelle casse di comuni, stato ed ENI.

Il Ministro Scajola dice che chi in Basillicata chi ha la patente ricevera' un buono di 200 euro l'anno. Sono circa 60 centesimi al giorno e arrivano in dopo 15 anni di morte e distruzione, di case abbandonate, di puzza di idrogeno solforato che invade campi, polmoni e vita. Arrivano in una regione dove la benzina cosa di piu' che altrove. Arrivano in contemporanea all'ENI che vuole aumentare la produzione di petrolio e mettere altri, nuovi pozzi un po dappertutto - scuole, parchi. Dove capita capita.

E ai bimbi che gli diamo? I libricini con su spiegato quanto e' brava l'ENI, ovviamente.

Trovo tutto questo vergognoso da parte del nostro governo. Scaroni dell'ENI e' uno che secondo la SEC corrompe, che e' stato condanato per inquinamento ambientale dai magistrati di Rovigo. E qui invece di pressare l'ENI a comportarsi meglio, semplicemente si vende la vita della gente. Non c'e' limite al peggio.

Ma gli e' mai venuto in mente di chiedere ai lucani se loro vogliono altre trivelle in regione? Mi sa di no.

Intanto l'ENI cerca di portarsi avanti come puo', cercando modi per trivellare un po' dove gli pare, senza dover presentare VIA o senza dover chiedere permessi proprio DENTRO il parco Nazionale della Val D'Agri. Qui in teoria ci sarebbe ogni tipo di divieto - SIC, ZPS, specie protette dall'Europa per la biodiversita', sorgenti di acqua. Niente da fare. Non ci sono santi che tengono.

Ma a che serve un parco se ci si puo' trivellare dentro?

Anche in Basilicata nel passato avevano cercato di fare approvare una legge almeno per proteggere i parchi (e fatta approvare anche qui a gran voce dalla gente!) ma il nostro governo, amante e rispettoso dei cittadini, ha ben pensato di trovare anche qui una scusa per dire che era incostituzionale.

Sicche' e' lecito trivellare i parchi.

Intanto, nei pozzi gia' trivellati trovano sostanze tossiche, ma non gli importa niente a nessuno. Nessuno neanche chiede cosa venga iniettato sottoterra, anche se alcuni di quei pozzi, sono vicino a zone agricole e vicino alle falde idriche. Iniettano 'sostanze pericolose', ma non si sa quali. La regione Basilicata non sa che pesci prendere - troppa e' l'asservienza e la paura e cosi' sparano:

si usa solo la tavola rotary a scalpello rotante e nessuna sostanza chimica


che ridere. Nessun pozzo si puo' scavare senza l'ausilio di sostanze chimiche. Sarebbero i primi in tutto il pianeta!

Intanto leggo che i lucani sono i primi nel meridione d'Italia per tumori e problemi respiratori secondo "l'Annuario 2009 - Sanita' e Salute" dell'Istat. In nessuna altra regione si registra un tasso cosi' elevato di malattie croniche.

IN BASILICATA SONO I PRIMI IN ITALIA PER BRONCHITI CRONICHE E PER ASMA.


Mentre l'indice di bronchiti croniche e asma per l'Italia e' del 6.2%, per la Basilicata e' il 9%. La Basilicata non ha un forte tasso di fumatori, e di industrie pesanti, oltre il petrolio non ce n'e'. Mmh. Chissa'.

Su 100,000 abitanti sono morti 60 per tumore, di piu' che nelle industrializzate Veneto e Lombardia. Di piu' che in Puglia, Calabria, Sicilia e Campania. Dicono che il tutto potrebbe essere perche' in Basilicata ci sono piu' anziani. Ma poi subito dicono che il tasso di mortalita' infantile per l'Italia e' del 3.04% e per la Basilicata del 3.84%. Per cui questa teoria non e' tanto plausibile.

Potrebbe *anche* essere per colpa del petrolio, no? E' plausibile che quanto meno le trivelle e la robaccia tossica che spargono un po ovunque siano una concausa di tutte queste malattie, no?

Fra il 2002 e il 2006 sono AUMENTATI TUTTI I TIPI DI CANCRO. Misteriosamente, in soli quattro anni si sono registrati:

Aumento del cancro alla prostata: + 34%
Aumento del cancro alla vescica: + 14.5%
Aumento del cancro al colon: +14.3%
Aumento del cancro al polmone (maschi): + 12.6%
Aumento del cancro al polmone (femmine): + 1.4%
Aumento del cancro alla mammella: + 28.5%
Aumento del cancro all'utero: + 8.6%

Per tutto il resto ci sono i 200 euro di Scajola.

Friday, July 10, 2009

Potenza, oggi


Sono in partenza, come sempre ho pochissimo tempo. Ecco qui allora una carrellata di Video su zone petrolizzate e petrolizzande.

Ricordo che la manifestazione si terra' il 18 luglio, Sabato alle 10:30 a Pescara, davanti alla nave scultura di Michele Cascella. Se qualcuno vuole creare volantini o altre immagini legate al tema, me ne mandi una copia che la metto su. Grazie. C'e' bisogno dell'impegno di tutti.

Alla fine dei conti, se il centro petroli di Ortona e' in limbo allo stato attuale delle cose, e' solo grazie al lavoro di noi tutti cittadini. Dobbiamo crederci che abbiamo il potere di riprenderci la nostra terra, la nostra nazione.

Questo e' un video che mi ha mandato Vito L'Erario sulla Basilicata, che si chiama Val D'Agri, il respiro della montagna



Questo invece me lo ha mandato Salvatore Pirruccio sulla situazione della nostra regione.



Saturday, July 4, 2009

Potenza, oggi

Sono in partenza, come sempre ho pochissimo tempo. Ecco qui allora una carrellata di Video su zone petrolizzate e petrolizzande.

Ricordo che la manifestazione si terra' il 18 luglio, Sabato alle 10:30 a Pescara, davanti alla nave scultura di Michele Cascella. Se qualcuno vuole creare volantini o altre immagini legate al tema, me ne mandi una copia che la metto su. Grazie. C'e' bisogno dell'impegno di tutti.

Alla fine dei conti, se il centro petroli di Ortona e' in limbo allo stato attuale delle cose, e' solo grazie al lavoro di noi tutti cittadini. Dobbiamo crederci che abbiamo il potere di riprenderci la nostra terra, la nostra nazione.

Questo e' un video che mi ha mandato Vito L'Erario sulla Basilicata, che si chiama Val D'Agri, il respiro della montagna



Questo invece me lo ha mandato Salvatore Pirruccio sulla situazione della nostra regione.



Saturday, June 13, 2009

L'ENI, la Basilicata e i pastori




 Ecco cosa succede al formaggio lucano:

La storia di Giovanni Grieco è diventata quasi un classico. Allevatore a Pisticci un’area dove la produzione e' di 121 barili di greggio al giorno, Grieco produceva un formaggio canestrato che esportava in Giappone. I suoi clienti lo hanno fatto esaminare trovandovi presenze di diossina. Risultato: fine delle esportazioni,conun risarcimento di 27mila euro imposto dai giapponesi per smaltire il formaggio considerato rifiuto inquinante.



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Ecco cosa diceva l'ENI, che l'inquinamento era colpa dei pastori. 


Il 28 Maggio 2009, nell'aula magna dell'Universita' di Potenza, in Basilicata, l'ENI ha presentato una conferenza dal nome poetico: La Biodiversita' in Val D'Agri, naturalmente sotto il patrocinio della Fondazione Enrico Mattei, l'uomo del petrolio - disonesto ma onesto.

C'era anche il direttore del WWF Italia, l'ENI ci tiene a precisarlo.

Dicono, nel loro sito ufficiale, che vogliono sviluppare progetti di biodiversita' assieme, guarda tu, a quegli altri santi della Shell, gli stessi che vogliono venire a indagare il sottosuolo petrolfiero della Majella per "amore della conoscenza".

Dicono che vogliono IDENTIFICARE gli impatti delle trivellazioni petrolifere (dopo 15 anni!! ben svegliati!!) e aiutare a mappare la biodiversita' nella Val D'Agri.

Nel loro comunicato ci sono un sacco di belle parole su questa benedetta biodiversita' ma solo per sciacquarsi la bocca, per fare propaganda, per far vedere, e, alla fine, per non dire veramente, per non fare veramente niente.

Magari c'e' qualcuno che pure gli crede, io no.

Tutto questo mi fa solo ridere (o piangere?). Come biodiversita' vogliamo anche includere il miele agli idrocarburi che ora si produce nella Val D'Agri? Vogliamo includere l'acqua al petrolio come sgorga dalle falde idriche nei boschi lucani? O quella con i residui dei fanghi perforanti dentro? Come biodiversita' vogliamo aggiungere le persone giovani a cui, misteriosamente vengono tumori e leucemie? Anche l'uva annerita e puzzolente e' biodiversita'? Anche l'insalata con le foglie morticcie e' da considerarsi una nuova varieta' pregiata?

L'ENI che sponsorizza queste delicate conferenze, e' la stessa che gli ha inquinato tutto il territorio e che e' sotto processo per inquinamento ambientale nella stessa Val D'Agri. L'ENI che gli sponsorizza questo convegno e' la stessa che va a bucare il parco nazionale della Val D'Agri, dove capita capita, e pazienza se i pozzi sono dentro al parco. E' la stessa che per DIECI LUNGHI ANNI si e' rifiutata di fare i monitoraggi ambientali, e che ancora adesso si RIFIUTA si monitorare le emissioni degli inquinanti piu gravi, primo fra tutti l'idrogeno solforato.

Mi fa senso che in tutto questo ci sia anche il WWF. Che tristezza. Sedersi a tavola con il nemico, tacitamente approvando e non per dirgli: guarda che te ne devi andare da qui, altro che conferenze, devi pagare profutamente per avere distrutto la vita delle persone, della flora e della fauna.

La chicca finale, e' quando parlano dei loro risultati. A Manfredonia la gente moriva in casa ENI per colpa delle aragoste. A Viggiano, invece secondo l'ENI la colpa della perdita di biodiversita' ... e' per colpa dell'agricoltura, della cementificazione, della pastorizia, dell'urbanizzazione!

Loro non c'entrano, e come Robin Hood verranno ad aggiustare tutto!

The results show that in the last 50 years the habitat of the high valley has undergone a gradual ecological fragmentation related to more intensive agricultural use, the expansion of infrastructure, the cementification of the Agri River and the widespread urbanisation of the area.

In some of these areas the increased pressure for pasture interacts negatively with efforts to recover areas of well stations and the paths for oil pipelines.


IN ALCUNE AREE, L'URGENZA DI CREARE PASCOLI PER ANIMALI INTERAGISCE NEGATIVAMENTE CON GLI SFORZI DI RIPRISTINO AMBIENTALE DEI POZZI DI PETROLIO E DEI TRACCIATI DEGLI OLEODOTTI

Certo, secondo l'ENI, LA COLPA ORA E' DEI PASTORI !!!

Non e' mai colpa delle schifezze che mettono nei terreni, nell'acqua e nell'aria. Mai. Loro sono sempre santi, e buoni, e rispettosi di Santa Romana Chiesa. Sono sicura che trovano risposte altrettanto comiche quanto sciocche per tutti altri siti che hanno inquinato in tutta Italia.

Non c'e' piu cieco di chi non vuol vedere. Spero che si vergognino di quanto schifo faccia, oltre l'inquinamento che hanno portato alla Basilicata, questo pensare che la gente sia scema e pronta a bersi tutte le fandonie che gli raccontano. L'ignoranza e' una brutta bestia.

Monday, April 20, 2009

Terremoti e petrolio: il modello italiano



Nel 1857 ci fu un grande terremoto in Basilicata con epicentro a Montemurro, il paese confinante con Viggiano. Il sisma fu del grado 6.9 della scala Richter e morirono in totale 10,000 persone, di cui 1,000 nella sola Viggiano. La raffineria di Viggiano, il cosiddetto centro oli, e' praticamente seduta sopra l'epicentro del terremoto, in piena zona sismica.

L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia dice:

"La Val d’Agri e’ una delle aree italiane a maggiore potenziale sismogenetico. Il recente sviluppo urbanistico, in particolare nella parte alta della valle (Villa d’Agri, Viggiano), e la presenza di infrastrutture legate all’attività di estrazione e raffinazione di idrocarburi, contribuiscono ad accrescere il rischio sismico dell’area, che e’ gia stata colpita da un terremoto distruttivo nel 1857."

Ora, visto che circa il settanta per cento del territorio lucano e' interessato da trivelle di vario genere, visto che il terreno e' sismico e visto che le perforazioni petrolifere in qualche modo modificano gli equilibri sotterranei, ho deciso di indagare cosa si fa in Basilicata a scopo preventivo, sia da parte dell'ENI che con il petrolio lucano si arricchisce, che delle istituzioni che dovrebbero proteggere la gente.

Indagando sulle misure antisismiche, di allerta, di esercitazione, di monitoraggio del suddetto centro oli, non ho trovato quasi niente ne' di sponsorizzato dall'ENI, ne dalla regione Basilicata.

Non c'e' nessun sito in cui si spieghi alla gente cosa fare in caso di terremoto nei pressi della raffineria di petrolio o se c'e' non sono riuscita a trovarlo.

Intanto, a Viggiano le case mostrano crepe, cedimenti, molte persone sono andate via e nella Val D'Agri si susseguono mini-terremoti indotti dalle estrazioni petrolifere. A me pare che tutto sia fatto nella piu' assoluta casualita' e giocando d'azzardo con la vita della gente.

Anche l'Olanda e' zona sismica. In particolare la zona di Groningen e' stata colpita da circa dieci terremoti di scala attorno ai 3.5 gradi della scala Richter negli ultimi venti anni. I notiziari olandesi ed altri siti web, non hanno alcun pudore nel riportare le conclusioni del KNMI, l'ente sismico e metereologico nazionale olandese:

"The earthquakes result from tension in the earth's crust caused by the extraction of gas. The tension increases in correlation to the amount of gas extraction. "

I terremoti sono dovuti alle tensioni che sorgono nella crosta terreste causati dalle estrazioni di gas. La tensione aumenta in proporzione con il gas estratto.

In particolare, nel 2006 ci sono state varie scosse ravvicinate in provincia di Groningen dello stesso ordine di grandezza (tutte inferiori al grado 4.0 della scala Richter), in seguito dei quali la regione inizio' ad allertare la popolazione, con volantini informativi, dibattiti. Alcune case mostrarono crepe e cedimenti. La regione dopo pochi giorni, mise su un sistema di esperti per quantificare questi danni. La ditta che estrae il gas, la NAM, ha dovuto ricompensare economicamente la cittadinanza.

Invece in Basilicata, come riporta la OLA, l'ENI ha ancora da dare una lira alle decine di famiglie che hanno dovuto abbandondare le case vicino alle zone estrattive per

"danni arrecati agli immobili dei lucani, danni arrecati dalle estrazioni petrolifere a seguito delle simulazioni sismiche e dai vari incidenti al Centro Oli di Viggiano che hanno causato il sussulto del terreno con conseguenti lesioni alle mura dei fabbricati circostanti"

Il petrolio in Abruzzo sara' nella mia opinione una nuova catastrofe annunciata. Cosa sarebbe successo se l'epicentro del terremoto fosse stato centrato vicino ad una raffineria, vicino ad un oleodotto abruzzese? La mappa sopra mostra tutti i terremoti degli scorsi giorni. Il nostro e' un territorio altamente sismico per chi non se ne fosse ancora accorto.

Da ultimo, ho visto la puntata famosa di Anno Zero in cui si parlava del terremoto. Un magone allo stomaco quando ho sentito il presidente del consiglio e altri personaggi dire che non si puo' mettere tutto a norma in Italia.

Ci vogliono troppi soldi.

Io mi arrabbio sempre di fronte a questa resa di volonta'. Si deve fare. Si deve volere. Si deve iniziare da qualche parte. Non ci sono i soldi? Combattiamo la mafia, l'evasione fiscale, le tangenti. Evitiamo i soldi delle elezioni sprecate, del ponte di Messina.

I responsabili delle case crollate vanno multati fino all'ultima lira. Iniziamo da qualche parte.

E noi? Nella mia opinione, per noi semplici cittadini, tutto inizia dallo scontrino fiscale. Pare stupido, ma e' la cultura della legalita' che manca in questo paese, dalla ricevuta alla lavanderia fino a chi toglie il ferro dai palazzi.

Il cambiamento culturale parte da ciascuno di noi, nelle nostre vite quotidiane.

Infine, posso solo confermare che "la cultura californiana" fatta di sensori, esercitazioni, conoscenza diffusa dei pericoli sismici non causa alcun panico fra la gente. Lo sanno tutti, anche i bambini, che questa e' zona sismica e che occorre essere preparati.

Pare che ancora tutto il mondo sogni di venire in California a fare le vacanze.

Thursday, February 12, 2009

Petrolio: tumori e tangenti


Quelli che riporto di seguito sono testimonianze recenti sulla situazione in Basilicata, dall'Espresso del 17 dicembre 2008 fino a episodi di vita di persone normali. Ci sono dentro storie raccapriccianti sulla tossicita' di fanghi e fluidi perforanti, lasciati alla meno peggio fra i campi, storie di uomini e donne che muoiono di tumori a quarant'anni, e accuse di reati di concussione per la costruzione del secondo centro oli lucano, a Corleto Perticara, dopo quello che gia' esiste a 20 km di distanza a Viggiano.

"Ormai il nostro terreno e' rovinato"

Il signor Pietro ha 75 anni e vive a Viggiano. A suo stesso dire, lui e sua moglie vivono circondati dalla puzza di idrogeno solforato. Non e' un biologo, ne un medico, ne un botanico e nemmeno un ingenere. E' un semplice contadino che da casa sua vede il centro oli di Viggiano e mettendo insieme due piu due giunge alla sua semplice verita':

“..da quando c’è il petrolio non vengono più fuori le insalate di una volta. Il grande problema è che non possiamo neanche lasciare questo terreno, perché o nessuno lo vuole oppure, nel migliore dei casi, saremmo costretti a venderlo ad un prezzo troppo basso”.

Filippo Massaro invece e' il coordinatore per lo Sviluppo delle aree interne lucane. Commentando sul fatto che l'ENI non ha pagato una lira di risarcimento per i contadini e per le persone che possedevano campi, terreni e agriturismi da quelle parti giunge alla stessa conclusione:

L’agricoltura continua a morire. Non si contano più gli incontri e i conseguenti solenni impegni assunti da funzionari-dirigenti di Agip-Eni e dagli amministratori regionali. Solo chiacchiere. Non sono seguiti i fatti. I sistemi di monitoraggio ambientale, le centraline installate dalla Provincia, gli studi dell’Arpab e quelli di fonte diretta dell’Eni non sono efficienti e né sufficienti a garantire il rispetto dell’impatto ambientale. In alcuni casi le centraline sono state installate volutamente al posto sbagliato.

Anche la Gazzetta del Mezzogiorno conferma, spiegandoci che una volta a Viggiano c’erano le vigne che producevano uva e vino di qualità, c’erano le mele della val d'Agri. Di tutto cio' non sono rimasti che chicchi d’uva oleosi e puzzolenti e mele annerite. I contadini hanno provato a reciclarsi come tecnici petroliferi, ma lavoro non ce n'e'.

Giovanna Perruolo, presidente della Confederazione Italiana di Agricoltura (CIA) della Val d’Agri testimonia che delle cento aziende che coltivano fagioli cosiddetti "Sarconi", la metà quest’anno non ha piantato il prodotto. Fra le possibili e invisibile cause c'e' la percezione negativa di un prodotto coltivato nella terra del petrolio. Dice Giovanna:

...forse era meglio quando nessuno associava il petrolio alla nostra terra, quando la Basilicata era ancora sconosciuta in questo senso”.

Duecento ettari di terra sono stati abbandonati.

La signora Donata aveva dei terreni vicino a Corleto Perticara, dove nel 1994 perforarono dei pozzi. I signori della Total decisero, allegramente, di lasciare fanghi e fluidi perforanti ALL'APERTO, senza alcuna forma di precauzione. Tutti gli animali che mangiavano l'erba, specie le pecore, dopo un po' si accasciavano e morivano. Sono morti di tumore, dopo due anni anche il papa' della signora Donata, e il suo vicino di casa, a 43 anni.

Beffa delle beffe, la Total gli disse pure che non c'era scampo e che dovevano vendergli quelle terre che loro stesi avevano avvelenato: "Offriamo 5 euro al metro quadrato. Vi conviene vendere perché altrimenti il comune esproprierà tutto e pagherà la metà". Troppo buoni. Fattisi i conti, alla fine ai contadini venne offerto ancora meno: 2.5 euro al metro quadrato.

Fu da queste denuncie che il pubblico ministero Woodcock inizio' le sue indagini per presunta concussione da parte della Total ai lucani. La Total, secondo i pm, avrebbe truccato anche le gare per il trattamento e per la fornitura dei fanghi di perforazione, oltre che essersi sporcata di vari intrallazzi con i politici locali.

Intanto, gia' nel 2004, il Corriere diceva:

Ammine aromatiche, anidride solforosa, scarti dalla lavorazione del greggio, che qui viene separato dallo zolfo e dal metano e immesso nell' oleodotto, verso la raffineria di Taranto e le navi per la Turchia. Anche l' acqua la portano in Puglia. Qui non resta niente. Un centinaio appena di posti di lavoro. L' Eni aveva promesso la Fondazione Mattei per i giovani e un centro per il monitoraggio ambientale, ma non hanno ancora deciso il posto: vorrebbero fare la fondazione a Viggiano e il centro di controllo a Marsiconuovo, lontano dal centro oli; non sarebbe meglio il contrario? Nel frattempo si muore di cancro, almeno un caso per famiglia. La valle in teoria è diventata un parco naturale, dai confini mobili, che si spostano in caso di scoperta di un pozzo. Un giorno il petrolio finirà, e noi avremo abbandonato i meleti, le piste da sci, gli scavi archeologici di Grumento. E non c' è nessun controllo sui barili estratti. Chi ci garantisce che non ci stanno truffando? Hanno trattato la Basilicata come un Paese africano o asiatico in via di sviluppo.


Manca qualcos'altro? Dedicato ai negazionisti.


Fonti: L'espresso
La Siritide
La Gazzetta del Mezzogiorno
Corriere della Sera, 2004

Monday, December 29, 2008

La vergogna dell'ENI sul Financial Times


Circa un mese fa il Financial Times, uno dei quotidiani di finanza e di affari piu' importanti del mondo pubblico' un articolo sugli scempi ENI in Val D'Agri.

Mentre in altre parti del mondo le raffinerie e le estrazioni di petrolio si fanno in posti disabitati, come i deserti del medio oriente e le lande desolate ed artiche della Russia, l'ENI decide di trivellare la Val D'Agri dove invece ci sono persone, parchi, agricoltura. A Viggiano c'era la vita prima di loro.

Il reporter inglese parla di una puzza acre di zolfo che invade la citta' e che sara' destinata ad aumentare perche' ora, oltre all'ENI ci sono anche la Total, la Shell e la Exxon Mobil tutte li pronte ad incrementare il quantitativo estratto di petrolio amaro che si estrae in Basilicata e a regalarle altra miseria umana e materiale. Il Financial Times, come tutti gli altri organi di stampa che si sono occupati di questo tema, parla di inquinamento, di perdita di posti di lavoro, e di un sacrificio enorme che la Basilicata ha pagato per il petrolio senza che nessuna di queste ditte abbia mai davvero fatto nulla per la regione e per amore di questa regione.

Il medico di Viggano, Pino Enrico Laveglia ha portato l'ENI in causa perche' i fumi tossici del 'centro oli' ha portato infezioni respiratorie e a tumori alla gente. Questo dopo solo DIECI anni dall'insediamento ENI. Dice che un tempo in Val d'Agri non c'era mai la nebbia. Adesso invece c'e' una fitta coltre di smog blu tuttii giorni.

L'ENI paga il 4% di royalties al governo (in Venezuela siamo all'85%! In Norvegia all'80%.) Di questi soldi il 15% va ai governi locali. Dunque, alla Basilicata spetta in totale lo 0.6% della ricchezza estratta. Tumori alla gente in cambio dello 0.6% della ricchezza estratta. Un affarone.

Nonostante la comparsa di un parco nazionale, i distinti signori ENI che nel tempo libero organizzano serate a teatro e ci educano all'arte moderna, hanno ben pensato di mettere una decina di pozzi petroliferi DENTRO il parco e molti di piu' immediatamente fuori. Ma a cosa serve un parco allora? L'intelligente ministro Presitgiacomo dal canto suo, invece di protestare e di fare il suo lavoro che in teoria e' di DIFENDERE L'AMBIENTE, ha ben pensato di sostiuire il responsabile regionale del parco con uno 'yes man' di sua fiducia.

Il governo centrale, recita ancora il giornalista ingelese, si appresta anche a varare leggi contro la difesa locale del territorio, spalancando le porte all' opera petrolifera. E poi ci sono una manciata di accademici negazionisti e con le bende agli occhi che dice che ''si emigra in tutto il sud Italia'', e che i tumori non sono da attribuirsi alle estrazioni e alle lavorazioni petrolifere.

Si, sara' stato il mago Zurli' a portarli! Ora si parla anche di creare una stazione per i rifiuti tossici nucleari in Basilicata e magari di metterci anche un impianto nucleare. La follia dell'ignoranza non ha limiti.

Abruzzesi, adesso e' il tempo di agire, e non dopo quando ci ritroveremo le trivelle dappertutto.
La canzone si ripete sempre: si inizia con poco e si finisce con l'invasione capillare di scempi sul terreno. L'ENI e tutta l'industria petrolifera non ha vergogna di nulla e dice bugie a cui loro stessi credono.

Claudio Descalzi, il capo dell'Assomineraria dice che ci vogliono tempi decisonali brevi. Bene, l'Abruzzo e' stato chiaro, breve e sintetico: NOI QUI NON VI VOGLIAMO. Come direbbero gli Americani, take your losses and get out of here.


Fonti: The Financial Times, OLA