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Tuesday, October 10, 2017

Il 75% del miele in tutto il mondo e' contaminato da pesticidi






















"What this shows is the magnitude of the contamination,"
Edward Mitchell, University of Neuchatel, Svizzera



E' uno studio appena pubblicato su Science ed eseguito da un gruppo di scienziati dell'Universita' di Neuchatel in Svizzera guidato da Edward Mitchell, biologo.

Le conclusioni sono inquietanti: i tre quarti del miele prodotto in tutto il mondo contiene tracce di pesticidi, e ben pochi sono gli angoli del pianeta esenti da questo tipo di inquinamento.

Mitchell e i suoi colleghi hanno analizzato ben 200 campioni di miele alla ricerca di pestidici, quelli piu' comuni sono chiamati neo-nicotinoidi e contengono composti chimici simili alla nicotina.

Chi li ha inventati?

La Shell, ditta petrolifera, negli anni ottanta, poi seguiti dalla Bayer.  Fra queste sostanze c'e' la cosiddetta Imidacloprid che e' in questo momento l'insetticida piu' usato del mondo.

Gia' a partire dalla fine degli anni novanta si punto' il dito contro questi neo-nicotinoidi per i loro impatti ambientali, e anzi gia' allora si collego' l'uso di questi insetticidi al colony collapse disorder (CCD) cioe' la moria di api e alla perdita successiva di animali piu' grandi, come per esempio gli uccelli, a causa della riduzione degli insetti che rappresentavano il loro cibo.

In Europa in questo momento esiste un divieto parziale contro alcuni di questi neo-nicotinoidi, dal 2013.

In questo studio Mitchell trova che l'inquinamento da :

- Nel Nord America, l'86% dei campioni e' inquinato dai neo-nicotinoidi'
- In Asia, l'80 %
- In Europa il 79%
- In Africa il 73%
- In Australia il 71%
- In Sud America il 57%

Di questi campioni la maggior parte conteneva almeno due i piu' neo-nicotoidi, e il dieci percento dei campioni aveva quattro tipi diversi di inquinanti.

Che effetti ha questa roba sulla salute umana? Forse non piu' di quanto possa causare una mela contaminata da quattro tipi di pesticidi diversi. Ma il problema e' molto piu' grave per le api stesse, perche' le api usano il miele per cibarsi durante i periodi invernali senza fiori.

Circa un terzo dei campioni, cioe' quasi tutti quelli contaminati da pesticidi, avevano concentrazioni di neo-nicotoidi dannosi alle api.

Il consumo di neo-nicotoidi infatti porta a problemi di apprendimento e di memoria nelle api, che fa si che si confondano quando cercano cibo e si organizzano tutte assieme per andare verso zone con cibo abbondante.

Oltre ai problemi nella ricerca di cibo, e anche se le concentrazioni di pesticidi non sono letali, l'esposizione ai neo-nicotoidi porta a danni alla crescita delle api, al sistema immunitario, al sistema neurologico, riproduttivo e respiratorio.  La regina puo' ammalarsi e non sopravvivere e questo a volte porta al collasso dell'intera colonia di api.

E' tutto esagerato?

Beh, non proprio. Nel 2014, uno studio a livello mondiale di neo-nicotinoidi concluse che l'uso di questi pestifici stava avendo gravi impatti sulla produzione di cibo. La conclusione fu che

"The consequences are far reaching and cannot be ignored any longer."

Senza api non c'e' l'impollinazione. Senza impollinazione non c'e' l'agricoltura cosi come la conosciamo. 








Tuesday, June 3, 2014

Il 4 Giugno in Basilicata contro le trivelle







Dentro.

Fuori.




















































Oggi 4 Giugno 2014 il Presidente della regione Basilicata Marcello Pittella ha incontrato il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi presso la sede della Regione a Potenza. I due si erano già incontrati a Roma il 21 Maggio scorso quando discussero – inter alia – del raddoppio delle estrazioni di petrolio e di gas dalla già martoriata Lucania

Di cosa avranno parlato Pittella e la Guidi oggi? Non è ben chiaro, ma probabilmente si tornerà a discutere del raddoppio. In concomitanza al loro incontro, i cittadini di Basilicata manifestano contro tutti questi giochi di potere e queste decisioni che si prendono in stanza dorate e lontano dalla pelle e dai polmoni di chi vicino al petrolio deve viverci, come se i residenti come un fastidio, gente da zittire e a cui dare contentini.

Per molto tempo petrolieri e politici fossilizzati hanno potuto fare un po’ come meglio hanno creduto in Basilicata. Ricordo sempre la prima volta che ci andai, nel 2008, e mi rendo conto di quanto le cose siano cambiate oggi. C’è una maggiore informazione e con essa una maggiore presa di posizione e di attivismo. E’ evidente a tutti ormai che le promesse antiche di lavoro, benessere, e economia fiorente da petrolio non funzionano più.

Invece la litania che emerge da 15 anni di trivelle in Basilicata è la stessa di tutte le petrol-società del mondo: tumori e malattie in continuo aumento,sterili dibattiti politici e sociali e una democrazia malata.

L’acqua potabile della gente viene sacrificata per il petrolio dell’Eni e di Total, l’aria pulita delle colline lucane viene sacrificata alla puzza di uova marce delle raffinerie, e i campi vengono devastati per trivelle, oleodotti, raffinerie, riversamenti e discariche più o meno illegali.

Il lucano medio non ha guadagnato niente in questi 15 anni, e tutti i suoi indicatori di qualità di vita sono crollati.

Marello Pittella è andata a parlare con Federica Guidi per migliorare le condizioni di vita dei lucani? 
Per dirle che la regione Basilicata ha dato già, e troppo pure? 
E’ andata a raccontare alla Guidi di come si vive presso il centro oli di Viggiano e dei risparmi andati in fumo di chi li aveva una casa e non riesce a respirare in casa propria? 
E’ andata a raccontarle di come e quanto sia inquinato da idrocarburi il lago Pertusillo
E’ andata a chiederle di aiutarlo a fare multe severe a chi ha inquinato? 
A dirle che ci sono città lucane in cui il tragitto ospedale-pozzo di petrolio è di neanche 500 metri? 
A dirle che sogna una Basilicata solarizzata invece che petrolizzata? 
Ad invitarla a trasferirsi lei e tutta la sua famiglia ai piedi del Centro Oli? A discutere del dopo-petrolio in Basilicata?

Temo di no.

Fra venti o trenta anni il petrolio in Basilicata finirà, raddoppio o non raddoppio. Cosa lasceranno dietro di se Federica Guidi e Marcello Pittella? Si rendono conto costoro di avere nelle mani, oggi, il potere di decidere, di poter seminare qualcosa di buono e duraturo, di poter lasciare un segno di speranza in una terra difficile? Vogliono costoro agire e programamre in lungimiranza per i loro figli e per la nazione o si accontenteranno della via del compromesso, degli interessi di pochi e del tuttappostismo?