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Wednesday, January 2, 2013

Caviaga - Lodi e la sismicita' indotta




In Italia e' quasi tabu parlare di sismicita' indotta, specie da attivita' petrolifere.

Ci sono invece eventi sismici in tutto il mondo di entita' piu' o meno grave causati dall'attivita' umana - dighe, estrazione di acqua e di idrocarburi, reiniezione di materiale ad alta pressione nel sottosuolo - che succedono in California, in Uzbekistan, in Oman, in Francia, in Colorado. E questo lo dicono vari articoli compilati, da scienziati di Harvard fino all'USGS, che si sono succeduti nel corso dei decenni.

E in Italia? Possibile che il nostro paese sia immune da qualsiasi problema, che da noi la prevenzione non debba esserci, che da noi e' tutto sotto il tappeto, che le persone non debbano sapere che questo rischio esiste?

Caviaga, 15-16 Maggio 1951.
10 chilometri a sud est di Lodi.

Non so se queste date, questi luoghi possano dire qualcosa al cittadino medio, ma in quel posto, in quel tempo, ci fu un terremoto, di magintudine 5.5 Richter indotto dalle estrazioni di metano dell'AGIP.

E' una notizia ben seppellita.

Ad esempio, sulla pagina di Wikipedia di Caviaga si parla dei giacimenti e delle estrazioni AGIP ma non si dice niente del terremoto associato. Idem per la citta' di Cavenago d'Adda, comune di cui Caviaga e' frazione, in provincia di Lodi. 


E invece se un scova, nella letteratura e nelle memorie del tempo, trova un articolo scritto nel 1954 da Caloi, De Panfilis,  De Filippo, Marcelli, e Spadea, in modo semplice, dettagliato e preciso per conto dell'Istituto Nazionale di Geofisica e poi pubblicato nella rivista Annali Geofisica, volume 9, numero1 a pagine 63-105 nel 1956.

E' un articolo di 58 anni fa e fa anche un po tenerezza, con le figure fatte a mano, la scala Mercalli invece che Richter, e in alcuni punti l'Italiano di altri tempi.

Quello che pero' dice l'articolo e' attualissimo, ed e' anzi questo uno dei pochi testi da parte dell'Istituto Nazionale di Geofisica che parla di sismicita' indotta da estrazioni metanifere in Italia.

Caloi e colleghi iniziano con il ricordare che tutta la zona del Lodigiano e' a sismicita' bassa, e a tuttoggi la provincia di Lodi, inclusa Cavenago d'Adda, viene classificata a rischio 4, la piu' bassa. Secondo Wikipedia Lodi e' a rischio sismico irrilevante e distribuito in modo uniforme sul territorio, come confermanto dalla Protezione Civile d'Italia.

E allora di chi e' stata la colpa del terremoto di intensita' 5.5 Richter?

Caloi e colleghi azzardano che la colpa sia proprio dell'estrazione di ingenti quantita' di metano nella zona e della conseguente decompressione del territorio che porto' a squilibri e alla ricerca di "nuove posizioni di equilibrio".

Dicono:

Osserviamo che l'epicentro cade precisamente nei pressi di Caviaga. In questa località esistono pozzi metaniferi, da cui si estraggono giornalmente notevoli quantità di gas metano che vanno dai 10.000 metri cubi ai 300.000 metri cubi.

Tale estrazione dura da anni ormai : la decompressione in atto nella zona attiva è quindi notevole.

La singolarità del meccanismo secondo cui la scossa si è determinata, il fatto che la zona interessata è notoriamente asismica e che in essa, da parecchi anni, è in corso un'abbondante estrazione di gas metano, ha fatto ritenere non del tutto improbabile che le scosse in esame siano comunque collegate all'enorme decompressione in atto negli strati profondi, di dove il gas scaturisce con pressioni superiori ai 100 kg/cm2.

La conferma di questo fatto viene dal libro Economic Geology: Principles and Practise, di Walter L. Pohl, professore di geologia. Il libro e' del 2011 e a pagina 577 si dice in modo semplice


The first and one one of the largest gas-production related earthquakes to date occurred in 1951 at the Caviaga field - Northern Italy, with a magnitude of 5.5.

La connessione trivelle-terremoto viene ripetuta da molti articoli, anche scritti per conto dell'industria del petrolio, come questo pubblicato dalla Society of Petroleum Engineers:

In Italy, the production of gas from the Caviaga field caused an earthquake of magnitude 5.5 in 1951.

Addirittura in un articolo del Geophysical Research del 1998 si include Caviaga in una lista di terremoti indotti dalle estrazioni di idrocarburi, proprio assieme a Coalinga, Kettleman, Montebello (California) e Gasli (Uzbekistan, ex URSS) di cui abbiamo parlato tante volte.


E' tutto molto chiaro e non c'e' proprio possibilita' di mala comprensione o di ambiguita'. 

Caloi e colleghi ricordavano anche gli scoppi di pozzi metaniferi a Basiasco, in provincia di Lodi, il 5 marzo del 1949 e all'eruzione incontrollata di gas che duro' per vari giorni, e che causo':

oltre al crollo della torre di sondaggio, una serie di spaccature nel terreno circostante al soffione, lunghe molti metri, larghe una diecina di centimetri e con un sensibile dislivello fra gli orli di esso.
La popolazione di Basiasco fu costretta, per il pericolo di crolli, ad abbandonare temporaneamente le cose.


Guarda caso, anche in quell'occasione ci fu un terremoto, seguito da altre 30 scosse di assestamento
durante i mesi successivi.

Tali scosse possono essere senz'altro collegate alla violenta eruzione di gas di cui è detto sopra.

Ovviamente non vi e' traccia alcuna nemmeno del terremoto di Basiasco, provincia di Lodi, del 1949.

Ecco.

Due sono le mie riflessioni.

Un terremoto indotto da estrazioni di metano di intensita' 5.5 a Caviaga, in un territorio non sismico. E se fosse stato un territorio sismico cosa sarebbe successo?

Ma soprattutto: non e' detto che tutte le altre localita' trivellate e trivellande d'Italia per forza andranno incontro agli stessi problemi e che ovunque uno trivelli ci debbano essere terremoti.

La verita' e' che nessuno puo' dire con assoluta certezza se un terremoto ci sara' o non ci sara', e puo' darsi che non succedera' niente.

Scatenare terremoti e' pero' una possibilita', remota certo , ma e' una possibilita' dalle conseguenze gravi, e io credo che il cittadino medio queste cose debba saperle, in modo da poter valutare bene l'opportunita' o meno di eseguire trivellamenti, stoccaggi ed altre opere invasive nei propri territori, ed in modo da poter incalzare con dati e fatti tutti gli eleganti signori del petrolio che continueranno a bussare alle nostre porte con promesse di gas facile, soldi, benessere e gioia per tutti. 

Non e' vero che "da noi non succede".

Da noi e' piu' facile fare finta che non succede.






2 comments:

LADY said...

36Frack out: quando le trivelle combinano un disastro
Pubblicato il 12 dicembre 2012

Un incidente originale, che però illustra pericoli poco conosciuti che si accompagnano alle attività estrattive. La terra ha reagito in maniera imprevista, dicono. “Cos’è un frack-out, è quando hai una pressione troppo alta e invece di di fratturare dove vuoi, si frattura fino alla superficie”. Così un geologo della Shaw Environmental Group, Gary Hecox ha spiegato sinteticamente il fenomeno che si è verificato nei pressi di Assumption Parish, un angolo della Louisiana a una quarantina di chilometri a Sud della più nota Baton Rouge.

La zona è un reticolo di bayous, i corsi d’acqua che animano i pressi del delta del Missisipi, punteggiata di alberi e di un ecosistema che gode del clima mite e dell’abbondanza d’acqua. Una zona tranquilla abitata da gente tranquilla e dalla trivelle che da decenni estraggono idrocarburi e altro. Nei primi mesi dell’anno gli abitanti della zona hanno cominciato a notare bolle che salivano dai bayous, poi una notte d’agosto il terreno prima è stato scosso da un lieve terremoto e poi si è aperto, e gli alberi sono stati inghiottiti da una voragine profonda oltre 100 metri, che si è presto riempita di acqua, petrolio e altre sostanze.

Il governatore dello stato ha ordinato lo stato d’emergenza e l’evacuazione di 150 abitazioni e più di 300 persone nel raggio di mezzo miglio dal buco. Il buco ora si è allargato fino ad oltre 32.000 metri quadrati e la sua profondità è diminuita, ma nessuno può dire se quest’ultima sia una buona notizia o meno, ma almeno ora è chiaro cos’è successo. Sotto al buco, a grande profondità, c’è un’enorme caverna con le pareti di sale, che la compagnia Texas Brine ha sfruttato a lungo, cavandone petrolio, gas naturale, cloruro di sodio (pompando acqua per scioglierlo) e altro, usandola inoltre sia per stoccare altro gas che per scaricarvi il NORM, il terreno “normalmente” radioattivo, prodotto di scarto delle perforazioni. In quei giorni d’agosto la caverna è crollata e la pressione del terreno circostante che l’ha riempita ha spinto e sta spingendo verso l’alto i gas e gli idrocarburi che conteneva, che da mesi ormai si fanno strada verso la superficie e che nessuno sa quando finiranno di farlo, ci potrebbero volere decenni prima che il fenomeno si esaurisca.
Pubblicato in Giornalettismo- segue

Anonymous said...

https://ingvterremoti.wordpress.com/2016/07/11/caviaga-15-maggio-1951-davvero-un-terremoto-indotto/