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Wednesday, January 2, 2013

Caviaga - Lodi e la sismicita' indotta

Video dell'Istituto Luce sulle estrazioni di metano nel lodigiano e i danni alle case



La Settimana Incom 00273
07/04/1949
Basiasco (Lodi): gigantesco soffione metanifero.

Gli abitanti di Bisiasco hanno dovuto abbandonare le loro case a causa
di un'eruzione di gas che ha fortemente danneggiato, con le vibrazioni, gli edifici circostanti.






Nel giugno del 1959 in Italia, presso Lodi, una perforazione dell'Eni, allora presieduta da Enrico Mattei, scoprì il primo giacimento profondo dell'Europa occidentale.


Illustrazione del popolo, 10 Aprile 1949.
Abitanti di Basiasco, Mairago, Lodi in fuga a causa delle eruzioni di metano






 Caviaga, scene di vita quotidiana.
In basso: Enrico Mattei che illustra il campo Caviaga






Moltissime case, specialmente quelle di vecchia costruzione, hanno subito lesioni più o meno gravi. Non si contano i comignoli crollati: ieri mattina all’alba non vi era strada ove non vi fossero qua e là macerie di fumaioli abbattuti o di pezzi di cornicione crollati. In mattinata, i vigili del fuoco hanno ricevuto numerose chiamate per demolire comignoli così gravemente lesionati da minacciare rovina. Anche ingegneri e capomastri hanno ricevuto inviti a centinaia per constatare se le lesioni apparse nei muri di tante case potessero o meno costituire un pericolo per la solidità dell’edificio

La Provincia di Cremona 17 Maggio 1951

In Italia e' quasi tabu parlare di sismicita' indotta, specie da attivita' petrolifere.

Ci sono invece eventi sismici in tutto il mondo di entita' piu' o meno grave causati dall'attivita' umana - dighe, estrazione di acqua e di idrocarburi, reiniezione di materiale ad alta pressione nel sottosuolo - che succedono in California, in Uzbekistan, in Oman, in Francia, in Colorado. E questo lo dicono vari articoli compilati, da scienziati di Harvard fino all'USGS, che si sono succeduti nel corso dei decenni.

E in Italia? Possibile che il nostro paese sia immune da qualsiasi problema, che da noi la prevenzione non debba esserci, che da noi e' tutto sotto il tappeto, che le persone non debbano sapere che questo rischio esiste?

Caviaga, 15-16 Maggio 1951.
10 chilometri a sud est di Lodi.

Non so se queste date, questi luoghi possano dire qualcosa al cittadino medio, ma in quel posto, in quel tempo, ci fu un terremoto, di magintudine 5.5 Richter indotto dalle estrazioni di metano dell'AGIP.

E' una notizia ben seppellita.

Ad esempio, sulla pagina di Wikipedia di Caviaga si parla dei giacimenti e delle estrazioni AGIP ma non si dice niente del terremoto associato. Idem per la citta' di Cavenago d'Adda, comune di cui Caviaga e' frazione, in provincia di Lodi. 


E invece se un scova, nella letteratura e nelle memorie del tempo, trova un articolo scritto nel 1954 da Caloi, De Panfilis,  De Filippo, Marcelli, e Spadea, in modo semplice, dettagliato e preciso per conto dell'Istituto Nazionale di Geofisica e poi pubblicato nella rivista Annali Geofisica, volume 9, numero1 a pagine 63-105 nel 1956.

E' un articolo di 58 anni fa e fa anche un po tenerezza, con le figure fatte a mano, la scala Mercalli invece che Richter, e in alcuni punti l'Italiano di altri tempi.

Quello che pero' dice l'articolo e' attualissimo, ed e' anzi questo uno dei pochi testi da parte dell'Istituto Nazionale di Geofisica che parla di sismicita' indotta da estrazioni metanifere in Italia.

Caloi e colleghi iniziano con il ricordare che tutta la zona del Lodigiano e' a sismicita' bassa, e a tuttoggi la provincia di Lodi, inclusa Cavenago d'Adda, viene classificata a rischio 4, la piu' bassa. Secondo Wikipedia Lodi e' a rischio sismico irrilevante e distribuito in modo uniforme sul territorio, come confermanto dalla Protezione Civile d'Italia.

E allora di chi e' stata la colpa del terremoto di intensita' 5.5 Richter?

Caloi e colleghi azzardano che la colpa sia proprio dell'estrazione di ingenti quantita' di metano nella zona e della conseguente decompressione del territorio che porto' a squilibri e alla ricerca di "nuove posizioni di equilibrio".

Dicono:

Osserviamo che l'epicentro cade precisamente nei pressi di Caviaga. In questa località esistono pozzi metaniferi, da cui si estraggono giornalmente notevoli quantità di gas metano che vanno dai 10.000 metri cubi ai 300.000 metri cubi.

Tale estrazione dura da anni ormai : la decompressione in atto nella zona attiva è quindi notevole.

La singolarità del meccanismo secondo cui la scossa si è determinata, il fatto che la zona interessata è notoriamente asismica e che in essa, da parecchi anni, è in corso un'abbondante estrazione di gas metano, ha fatto ritenere non del tutto improbabile che le scosse in esame siano comunque collegate all'enorme decompressione in atto negli strati profondi, di dove il gas scaturisce con pressioni superiori ai 100 kg/cm2.

La conferma di questo fatto viene dal libro Economic Geology: Principles and Practise, di Walter L. Pohl, professore di geologia. Il libro e' del 2011 e a pagina 577 si dice in modo semplice


The first and one one of the largest gas-production related earthquakes to date occurred in 1951 at the Caviaga field - Northern Italy, with a magnitude of 5.5.

La connessione trivelle-terremoto viene ripetuta da molti articoli, anche scritti per conto dell'industria del petrolio, come questo pubblicato dalla Society of Petroleum Engineers:

In Italy, the production of gas from the Caviaga field caused an earthquake of magnitude 5.5 in 1951.

Addirittura in un articolo del Geophysical Research del 1998 si include Caviaga in una lista di terremoti indotti dalle estrazioni di idrocarburi, proprio assieme a Coalinga, Kettleman, Montebello (California) e Gasli (Uzbekistan, ex URSS) di cui abbiamo parlato tante volte.


E' tutto molto chiaro e non c'e' proprio possibilita' di mala comprensione o di ambiguita'. 

Caloi e colleghi ricordavano anche gli scoppi di pozzi metaniferi a Basiasco, in provincia di Lodi, il 5 marzo del 1949 e all'eruzione incontrollata di gas che duro' per vari giorni, e che causo':

oltre al crollo della torre di sondaggio, una serie di spaccature nel terreno circostante al soffione, lunghe molti metri, larghe una diecina di centimetri e con un sensibile dislivello fra gli orli di esso.
La popolazione di Basiasco fu costretta, per il pericolo di crolli, ad abbandonare temporaneamente le cose.


Guarda caso, anche in quell'occasione ci fu un terremoto, seguito da altre 30 scosse di assestamento
durante i mesi successivi.

Tali scosse possono essere senz'altro collegate alla violenta eruzione di gas di cui è detto sopra.

Ovviamente non vi e' traccia alcuna nemmeno del terremoto di Basiasco, provincia di Lodi, del 1949.

Ecco.

Due sono le mie riflessioni.

Un terremoto indotto da estrazioni di metano di intensita' 5.5 a Caviaga, in un territorio non sismico. E se fosse stato un territorio sismico cosa sarebbe successo?

Ma soprattutto: non e' detto che tutte le altre localita' trivellate e trivellande d'Italia per forza andranno incontro agli stessi problemi e che ovunque uno trivelli ci debbano essere terremoti.

La verita' e' che nessuno puo' dire con assoluta certezza se un terremoto ci sara' o non ci sara', e puo' darsi che non succedera' niente.

Scatenare terremoti e' pero' una possibilita', remota certo , ma e' una possibilita' dalle conseguenze gravi, e io credo che il cittadino medio queste cose debba saperle, in modo da poter valutare bene l'opportunita' o meno di eseguire trivellamenti, stoccaggi ed altre opere invasive nei propri territori, ed in modo da poter incalzare con dati e fatti tutti gli eleganti signori del petrolio che continueranno a bussare alle nostre porte con promesse di gas facile, soldi, benessere e gioia per tutti. 

Non e' vero che "da noi non succede".

Da noi e' piu' facile fare finta che non succede.






Saturday, June 16, 2012

Eppur si muove



Nessuna attività dell'uomo (sondaggi, perforazioni, prelievi di idrocarburi, prelievi di acqua ecc) 
può creare o indurre terremoti di intensità pari a quelli avvenuti




Coincidenza vuole che proprio in questi giorni, il 15 Giugno 2012,  Scientific American diffonda  un rapporto del National Research Council (NRC) degli USA in cui si afferma che la re-iniezeione di fluidi di scarto dalle operazioni di fracking puo' causare terremoti.

Questo dopo il gia' citato rapporto dell'United States Geological Survey in cui si afferma, similmente, che l'origine di vari sciami sismici che hanno afflitto gli stati centrali degli USA e' "quasi sicuramente" umana e dovuta al fracking.

Ma il rapporto odierno dell' NRC va oltre il fracking ed afferma che anche le trivellazioni di gas e petrolio convenzionali possono portare a fenomeni sismici, non solo lievi.

Il titolo del rapporto e':

"Induced Seismicity Potential in Energy Technologies" - "Potenziale di sismicita' indotta da tecnologie energetiche"

e compila in maniera certosina tutti i casi che secondo il gruppo dell'NRC sono da considerarsi terremoti indotti dall'estrazione di energia o altro materiale dal sottosuolo - petrolio, gas, geotermia, acqua - sia con metodi tradizionali che quelli cosiddetti non convenzionali.

Il rapporto non stima le possibilita' che questi terremoti accadano in futuro, semplicemente elenca quelli gia' osservati e che possono essere attribiuiti, con buona probabilita', all'uomo.

Uno degli autori dello studio, Murray Hitzman, della Colrado School of Mines, afferma che le tecniche peggiori sono quelli che portano a forti squilibri come il sequestro di anidride carbonica e l'iniezione di acqua di scarto nei pozzi dismessi che sono pericolosi perche' tendono ad aumentare le pressioni sotterranee su aree molto vaste, con maggiori pericoli di distrubo delle faglie, e quindi della possibilita' di causare terremoti.

Il gruppo del Prof. Hitzman ha anche concluso che non esistono metodi ottimali per minimizzare i rischi per nessuna delle tecnologie utilizzate.

Qui la mappa degli USA con tutti i "probabili terremoti" da associarsi all'opera umana.


Notare la California dove il cerchio nero piu' grande e' associato ad estrazione di petrolio attorno alla citta' di Coalinga, con un devastante terremoto il 2 Maggio del 1983 - magnitudo 6.5 Richter.

Gli altri due sono i terremoti di Kettleman North Dome - magnitudo 6.1 Richter e Whittier Narrows - magnitudo 5.9 Richter, tutti collegabili alle estrazioni di petrolio.

Ecco l'articolo originale del 1991 in cui i tre terremoti sono messi in connessione con le estrazioni di petrolio convenzionale


Eccolo qui il testo:

The 1983 Coalinga M 6.5, the 1985 Kettleman North Dome M 6.1, and the 1987 Whittier Narrows M 5.9 earthquake sequences each occurred beneath major producing oil fields and caused an aftershock sequence whose epicentral extent coincides approximately with that of the overlying oil field. Despite this coincidence, a causal relationship between these sequences and oil production has been discounted because the earthquakes were located at depths of the order of 10 km, whereas oil production is confined to the topmost several km. Moreover, because all three oil fields, Coalinga, Kettleman, North Dome, and Montebello, are situated on anticlines that have undergone recent uplift as a consequence of horizontal tectonic compression of the crust, natural earthquakes are not unexpected. A mechanical connection between oil production and the earthquake sequence is suggested, however, by the observation that in each case the total seismic deformation was just that required to offset the force imbalance caused by oil production. Specifically, for each of the three sequences ΣM0 = 2 μΔmγ/ρc, where ΣM0 is the sum of the seismic moments, μ is the modulus of rigidity, Δm is the mass of the fluid removed due to oil production, γ is the fraction of the upper crust that is seismogenic, and ρc is the average upper crustal density. In essence, net extraction of oil and water reduces slightly the average density of the upper crust, causing an isostatic imbalance. The ductile lower crust deforms in response to this imbalance, thus increasing the load on the seismogenic layer, which fails seismically to thicken the crust so as to restore static equilibrium locally. Accordingly, earthquakes near the base of the upper crust may be an expected outcome of major oil production from growing anticlines, irrespective of the depths of the producing formations.
Il titolo, certo, e' possibilistico, come e' giusto che sia.

L'articolo pero' mostra non solo la coincidenza spazio-temporale trivelle-terremoti ma si nota anche come il "momento sismico" sia in diretta correlazione con i volumi di petrolio estratti.

Il momento sismico M0, nell'equazione di cui sopra e' una unita' di misura per misurare l'energia rilasciata da un terremoto.

Dopo 20 anni dalla pubblicazione di questo articolo, l'NRC considera questi terremoti di California direttamente collegati alle estrazioni di petrolio.

Se non ci piacciono Coalinga, Kettleman e Whittier Narrows, California, ecco qui la lista intera di episodi di sismicita' indotta dall'uomo - pagine e pagine - alcuni di magnitudo bassa, altri di magnitudo elevata e tutti avvertibili dalla popolazione.

La lista e' quella compilata dal National Research Council degli USA, e non da me, io ho solo scaricato il testo e tradotto a scopo divulgativo.

Oltre Coalinga e le citta' associate a Coalinga, ci sono le estrazioni di petrolio da Gazli 7.3 Richter - Russia, di cui abbiamo gia' parlato su questo blog, da Montebello 5.9 Richter - California, e di 4.7 dal Kuwait, dalla Russia, 4.9 dall'Oklahoma, 5.2 dall'Illinois, 4.2 dalla Francia.

C'e la costruzione di una diga per acqua potabile in Cina, 6.1 Richter, e altre dighe in giro per il mondo.

Ci sono anche il Vajont, il Monte Amiata e Pieve di Cadore, sebbene con entita' minore, circa 3 Richter.

Questo non vuol dire che io ho certezze su cosa e dove succederanno terremoti in Italia, o che se si trivella localita' X necessariamente verra' un terremoto.

Nessuno puo' avere certezze,  sarebbe sciocco, ma come nessuno puo' avere certezze che accadano, nessuno puo' avere neanche certezze assolute che non accadano.

Magari le probabilita' sono remote, magari non succedera' mai, ma la certezza matematica non te la da nessuno.

Il mio messaggio e' allora molto semplice: nel dubbio, e siccome queste cose sono gia' successe altrove,
e siccome alla collettivita' ne viene indietro ben poco, e' meglio non stuzzicare un territorio gia' ballerino di per se, e su cui nel 2000 non siamo nemmeno capaci di costruire capannoni che reggano.










Wednesday, April 15, 2009

Sisimicita' petrolifera: un avvertimento





Antimony-124, argon-41, cobalt-60, iodine-131, iridium-192, lanthanum-140, manganese-56, scandium-46, sodium-24, silver-110m, technetium-99m, and xenon-133 are most commonly used by the oil and gas industry because they are easily identified and measured.

La Schlumberger e' una ditta che perfora pozzi petroliferi e che spesso lavora anche con l'ENI. Ne abbiamo parlato diverse volte in questo blog perche' opera in Basilicata e in Emilia Romagna dove, fra le altre cose, utilizza materiale radioattivo per perforare pozzi a vari chilometri sottoterra. Questa ditta e' anche accusata di avere trafficato uranio arricchito in maniera illegale per conto dell'Iran. Apocalisseitalia ne parla in un articolo di denuncia del Boston Globe qui.

Dunque, questa Schlumberger proprio una ditta di santi non e'. Come abbiamo descritto qualche giorno fa, questi tizi hanno sponsorizzato degli studi per capire meglio il collegamento fra sismicita' ed attivita petrolifera. L'articolo e' stato scritto da tre scienziati russi dell'Istituto della Dinamica della Geosfera, che e' parte dell'Accademia Russa della Scienza in collaborazione con il Ministero Russo dell'Energia e dei Carburanti. Lo studio e' dunque di parte, e dalla parte dei petrolieri che lo hanno commissionato e pagato.

In aggiunta a cio' di cui abbiamo la volta scorsa, in questo lavoro si mette in evidenza come sia l'estrazione di idrocarburi che l'iniezione di fluidi di riempimento nel terreno possono causare la sismicita'.

Quando la roccia non e' sottoposta a grandi stress tettonici naturali, i terremoti che ne risultano sono di magnitudine bassa, dai 0 ai 3 gradi della scala Richter. Ma quanto la roccia e' gia' sotto forti pressioni tettoniche l'energia aggiunta dall'opera umana puo' avere un forte effetto destabilizzante. Anche azioni apparentemente minori possono causare della sismicita' grave.

Lo sfruttamento petrolifero a lungo termine puo' disturbare le condizioni del sottosuolo attorno ai giacimenti di petrolio e di gas in molti modi. I fluidi di riempimento possono propagarsi e penetrare nelle crepe e nell fratture contribuendo allo spostamento di roccia, al propagarsi di crepe, sfalsando gli equilibri e aggiungendo maggiori pressioni in punti vulnerabili e gia' sismici di per se. Lo stesso vale per l'estrazione di petrolio che puo' spostare sulle roccie circostanti pressioni e forze che prima erano equilibrate.

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Gazli e' una citta' petrolizzata dell'Uzbekistan che viene strfuttata dal 1962. Il campo presenta subsidenza con il territorio che si abbassa di un centimetro all'anno (dunque di quasi mezzo metro dall'inizio delle operazioni).

Dal 1976 iniziarono le prime scosse di terremoto prima di allora mai registrate. Furono di 6.8, 7.3 e poi ancora di 7.2 della scala Richter. I nostro terremoto e' stato di 5.8 gradi della scala Richter. Questi terremoti liberarono circa CINQUANTA VOLTE piu energia del nostro.

LA ZONA NON ERA SISMICA. FURONO I PIU' FORTI TERREMOTI MAI REGISTRATI IN TUTTA L'ASIA CENTRALE.
Dopo il terremoto si crearono altre faglie sotterranee, il terreno si abbasso' di altri 23 centimetri in alcuni posti, mentre in altri vi furono spostamenti orizzontali o in altezza del terreno. La frase piu importante di tutto l'articolo, secondo me, sta qui:

THE AMASSED DATA INDICATE THAT THE GAZLI EARTHQUAKES WERE TRIGGERED BY EXPLOITATION OF THE GAS FIELD.

Tutti i dati accumulati indicano che i terremoti di Gazli furono dovuti allo sfruttamento del campo di idrocarburi.

Nella zona non erano stati inclusi studi sismici di alcun genere.

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Romashinko e' il campo petrolifero piu' grande della Russia. Venne sfruttato a partire dal 1948. La zona, prima dell'arrivo del campo petrolifero era considerata non sismica.

A partire dal 1982 pero' dopo decenni di iniezione di fluidi ed estrazione di petrolio, iniziarono ad essere registrati terremoti di scala variabile e in maniera continua con punte di 4.0 gradi Richeter. Grazie alla gran quantita' di terremoti, si pote' studiare la correlazione attivita' petrolifera e sismica e si giunse alla conclusione che, guarda caso, sono correlati.

Ora se tutto questo accade in zone NON SISMICHE cosa mai regaleremo al nostro Abruzzo che invece e' zona a super rischio di terremoti?

Cosa sarebbe successo se all'Aquila il terreno fosse stato sottoposto ad altra attivita' destabilizzante del sottosuolo come l'estrazione petrolifera? Cosa sarebbe successo nella zona costiera se questa fosse stata perforata in lungo ed in largo PRIMA del terremoto dell'Aquila? Invece di tanta paura ci sarebbero stati danni maggiori? Chi lo sa. Sappiamo solo che gravissimi rischi esistono e che siccome NESSUNO puo' sapere cosa c'e' nel sottosuolo, e' meglio evitare altra morte.

Non siamo neanche capaci di costruire condomini e ospedali con i criteri giusti, figuriamoci l'infrastruttura petrolifera. Chi mai controllera' che quando si scavano i pozzi verra' tutto fatto a regola d'arte? Chi studiera' il terreno? Chi potra' mai sapere cosa si incontra quando si scava? Chi potra' mai prevedere come il nostro terreno, gia' sismico di per se, potra' reagire alle trivelle?NESSUNO.

L'ABRUZZO NON HA IL TERRITORIO ADATTO PER ESSERE TRIVELLATO.

Io non potevo restare a braccia conserte. Dopo il convegno di Washington dovevo andare a Genova, ma ho deciso di cancellare tutto e di venire in Abruzzo per 4 giorni. Qui c'e' la protezione civile, le lacrime, le bare, la rabbia, le promesse. C'e' anche il cielo di aprile, i mandorli in fiore, la natura ancora bella, ancora costanentemente violentata e poco apprezzata. Ci sono pure le persone orrende che per rispiarmare diecimila euro o giu' di li in cemento hanno ucciso fior di giovani intrappolati fra le macerie. C'e' la voglia di giustizia e di sbattere in galera questa gentaglia a lungo, lunghissimo perche' non e' giusto.

Ma tutto questo non basta. Occorre onorare quei trecento morti evitando altre catastrofi simili. Aggiustiamo tutti gli ospedali d'Italia. Controlliamo tutti gli edifici pubblici. Abbattiamo i mostri inutili ed insicuri. Non petrolizziamo la nostra terra. Non ci serve.

Friday, April 10, 2009

Petrolio e terremoti


Oggi i funerali delle vittime. Fra i fiori, la gente a lutto, la distesa immensa di parallelepipedi marroni, spicca la tenerezza di quella bara bianca, piccola piccola, con i manici dorati, appoggiata sulla pancia di legno di quella che pochi giorni fa era la sua mamma.

Sono ad un meeting a Washington DC, ne ho parlato l'anno scorso. Quest' anno e' piu' o meno la stessa cosa, solo che ogni cinque minuti corro su Prima da noi, sul Corriere, per vedere le immagini, per partecipare in qualche modo al dolore comune.

Non ho sentito le parole dei governanti o del funerale, e non ho visto la televisione perche' non ne ho avuto il tempo. Probabilmente saranno state dette tante belle cose sulla vita, sulla morte, sul dover vivere bene ogni giorno in modo da essere preparati al viaggio finale quando questo verra'. C'e' un che di vero in tutto questo: nessuno quando sara' il nostro momento ed e' percio' che occorre non avere rimorsi ed essere felici tutti i giorni. Per me questo si condensa non nel vivere la vita spericolata di Vasco Rossi, ma nel sapere che ogni giorno abbiamo fatto qualcosa di utile, anche se piccola, per il resto dell'umanita'.

Ci sono due atteggiamenti nei casi di tragedie cosi grandi: uno e' quello di rassegnarsi alla volonta' divina, o del caso, o della fatalita'. L'altro e' di capire perche' quasi trecento persone sono morte in un terremoto che nemmeno arrivava al livello sei della scala Richter. E questo non per fare inutili polemiche, ma solo per cercare di imparare qualcosa, cosicche' queste lacrime non siano invano.

L'Abruzzo e' un territorio sismico. Come per le falde acquifere, le estrazioni di petrolio e di gas, scavando a cinque, sei chilometri sotto la crosta terrestre alterano le conformazioni del sottosuolo in modo inaspettato. Questo e' un fatto inconfutabile che nemmeno i petrolieri possono contrastare.

Da Wikipedia:

Humans can cause earthquakes for example by constructing large dams and buildings, drilling and injecting liquid into wells, and by coal mining and OIL DRILLING.

Gli uomini possono causare terremoti per esempio costruendo grandi dighe e palazzi, trivellando la terra ed iniettando liquidi nei pozzi, dall'attivita' di estrazione del carbone e dall'attivita' di estrazione petrolifera.

Secondo alcuni scienziati russi, in collaborazione con la ditta petrolifera Schlumberger che opera in Basilicata e il ministero del petrolio russo, tre terremoti nell'Uzbekistan sono dovuti alla forte attivita' estrattiva nella zona. Una di queste scosse e' stata del 7.3 della scala Richter. Ecco cosa dicono:

Few will deny that there is a relationship between hydrocarbon recovery and seismic activity, but exactly how strong a relationship exists has yet to be determined." They caution that in regions where tectonic activity is already high, extracting oil and natural gas could trigger strong quakes.
Poche persone possono negare l'esistenza di correlazioni fra estrazioni di idrocarburi e attivita' sismica, ma esattamente quanto forte sia la relazione fra i due eventi deve essere ancora determinato. Occorre dunque essere prudenti, perche' in zone dove l'attivita' sismica e' gia' molto elevate, l'estrazione di petrolio e di gas potrebbe scatenare forti terremoti.
 
Non ho letto il loro articolo in dettaglio perche' non ho tempo in questi giorni. Ma si parla di almeno CENTO terremoti medio-forti collegati ad attivita' estrattiva. Appena finisco con il mio lavoro ne metto su un riassunto in italiano. Ora se questo lo dicono i petrolieri, figuriamoci cosa direbbe un gruppo di pensatori liberi!

Ho gia parlato del vulcano indonesiano che continua a sputare fango quattro anni dopo che le trivelle hanno rotto le pareti di una grotta sotterranea che conteneva acqua pressurizzata, causando la morte di tredici persone e distruggendo interi villaggi. Che dire della subsidenza del Veneto misteriosamente scomparsa dopo che i pozzi di metano del Polesine sono stati chiusi. Ci sono anche teorie secondo cui lo tsunami indonesiano sarebbe in qualche modo influenzato dalle estrazioni petrolifere della Exxon a pochi chilometri dall'epicentro di Aceh.

Sara' vero, sara' non vero? Come per tutte le cose umane, e difficile rispondere con certezza: i sistemi realistici sono sempre complessi e troppi sono i fattori che influenzano gli eventi climatici, sismici, vulcanici. Pero' quel che e' certo e' che esistono delle possibili correlazioni e per questo occorre rendere tutte le precauzioni possibili. Settantaquattro geologi pero' hanno concluso che nel caso del vulcano la colpa era delle estrazioni di petrolio.

Bucare meta' dell'Abruzzo, un territorio sospeso fra due faglie sismiche attivissime non e' assolutamente una buona idea. Giuliani non e' stato ascoltato in tempo. Speriamo che le nostre proteste, il nostro operato, non siano invano. I disastri petroliferi sono evidenti in tutto il mondo e non ci serve altra morte.

Speriamo che tutte quelle bare innocenti che un po di cemento piu' solido avrebbero risparmiato, facciano capire a chi governa che non vogliamo correre il rischio di altra vita perduta per tumori, esplosioni di pozzi, petroliere che si scontrano, terremoti, aborti spontanei.

Speriamo che la morte di quelle 300 persone serva per farci rendere che la vita umana e' preziosa e' va protetta con intelligenza PRIMA che succedano i guai, costruendo case che reggono e rimandando l'ENI da dove e' venuta.

Dopo sara' troppo tardi.

Altre fonti: Exxon Mobil e lo tsunami