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Tuesday, November 1, 2016

USGS: a Los Angeles terremoti fino a 6.4 causati da oil and gas











Altro che faglia di San Andrea. 

E' una semplice conincidenza che proprio oggi 31 Ottobre 2016, all'indomani dei terremoti del Centro Italia, venga fuori un articolo del Los Angeles Times in cui si parla di sismicita' indotta in California.

Piu' precisamente attorno a Los Angeles, la mia citta', che fino alla prima meta' del secolo scorso e' stata capitale del petrolio, in cui fortune si sono create e sfasciate, lasciando ville faraoniche, musei, subisidenza, terreni inquinati, USC, il Getty Center e mille altri petrol-relitti -- nel bene e nel male.

Ora un nuovo studio firmato da due ricercatori dell'USGS, Susan Hough e Morgan Page che lavorano a Caltech e pubblicato sul Bulletin of the Seismological Society of America, riporta che il terremoto di Long Beach del 1933, di intensita' 6.4 e' stato con molta probabilita' causato dalle trivelle.

E' stato il terremoto piu' devastante della California del sud, da che teniamo in conto dell'intensita' dei sismi, causando la morte di 120 persone. 

Secondo i Hough e Page, il terremoto di Long Beach fu causato dalle trivelle a Huntington Beach, localita' di mare a sud di Los Angeles, un tempo un enorme campo di petrolio.  Anzi, l'epicentro fu proprio Hungtinton Beach, e' solo che lo chiamiamo terremoto di Long Beach perche' ci furono molti piu' morti e danni qui.

Oltre al terremoto di intensita' 6.4 di Long Beach del 1933,  Hough e Page attribuiscono alle trivelle l'origine dei terremoti del 1920 ad Inglewood di magnitudo 4.9,   quello del 1929 a Whittier di magnitudo 4.7 e infine quello del 1930 di Santa Monica di intensita' 5.2. 

Come hanno fatto i due a capirlo? Sono andati a scovare le carte dell'epoca in cui erano registrate tutte le attivita' petrolifere nell'area e hanno messo queste carte fianco a fianco con quelle dei terremoti e della subsidenza. E cosi Hough e Page hanno osservato che gli epicentri di questi mega terremoti fra il 1900 e il 1935 sono stati nei pressi di campi di petrolio della zona, e che le scosse sono avvenute pressappoco quando hanno cambiati i meccanismi delle produzioni di greggio.

Per esempio, si iniziava ad estrarre, o aumentavano i quantitativi estratti, o si cambiavano gli angoli di trivellazione, e .. voila', aumentavano scosse e  subsidenza.

E questo ha portato a concludere che le trivelle hanno portato instabilita' nei delicati equilibri sotterranei. Per esempio a Long Beach, le scosse sono arrivate proprio quando si e' iniziato a trivellare piu' in profondita', per aumentare i volumi estratti.

Le trivelle arrivarono presto a Los Angeles. 

Nel 1956 per l'esattezza, con le prime estrazioni di catrame bituminico nei pressi delle La Brea Tar Pits, oggi attrazione turistica vicino al museo LACMA. Poi nel 1892 Edward Doheny inizio' a trivellare verso il downtown della citta'.

E il resto e' storia. Il petrolio c'era e non c'erano regole. Nel 1895 Los Angeles produceva 750,000 barili l'anno. Un quarto della produzione mondiale. La popolazione esplose da 50mila residenti a 1.2 milioni di persone.

E poi arrivo' il terremoto di Long Beach del 1933. Non avevano pensato alle trivelle, ma si capi che occorreva costruire meglio. Molti furono gli edifici in mattoni a crollare nel 1933, e ci furono 40 milioni di dollari di danni (dell'epoca). Si decise che non si doveva piu' costruire senza le adeguate prevenzioni sismiche.

Arrivo' il turismo, arrivo' Hollywood e il petrolio passo' in secondo piano. Restano ancora oggi qui 55 campi attivi con 3700 trivelle sparse nel territorio della contea. Ma la produzione lentamente cala, sono pozzi morenti ma sono il simbolo del fatto che una volta arrivati, a Los Angeles come in Lucania non se vanno piu' e si puo' solo aspettare che il petrolio finisca.


Cosa impariamo dalla storia di Long Beach e delle trivelle californiane?
Se e' vero quello che Hough e Page propongono, questo vuol dire che la sismicita' indotta *dall'uomo e dalle trivelle* di magnitudo elevata e' una possibilita'. 


Tuesday, March 29, 2016

L'USGS: la sismicita' indotta mette a rischio 7 milioni di persone negli USA. E in Italia?




Per la prima volta nella sua storia il principale ente geologico d'America, l'USGS (the United States Geological Survey) rilascia al pubblico mappe con il rischio sismico naturale e generato da attivita' umane, principlamente estrazione e reinieizione di idrocarburi e loro scarti.

La sismicita' indotta, secondo l'USGS, mette a rischio 7 milioni di persone nella parte centrale ed orientale degli USA. In alcune di queste localita' il rischio sismico e' lo stesso della Calfiornia, dove invece c'e' una sostenuta sismicita' naturale.

Cioe' l'uomo ha reso fortemente sismiche localita' che prima non lo erano. Anzi, Mark Petersen, a capo del progetto dice che

“By including human-induced events, our assessment of earthquake hazards has significantly increased in parts of the U.S. This research also shows that much more of the nation faces a significant chance of having damaging earthquakes over the next year, whether natural or human-
induced.”

Gli stati piu' a rischio a causa della sismicita' indotta sono Oklahoma, Kansas, Texas, Colorado, New Mexico e Arkansas. In queste zone ci sono stati danni e scosse dovute *principalmente* alla sismicita' indotta. Agginunge infatti Petersen:

“In the past five years, the USGS has documented high shaking and damage in areas of these six states, mostly from induced earthquakes,”

A rischio leggermente minore Alabama, Mississippi e Ohio.

Cosa fare? L'USGS raccomanda a chi vive in queste localita' di essere preparato secondo le linee guida offerte dalla FEMA. Il Federal Emergency Management Agency.

Le nuove mappe non solo indicano le localita' con maggior rischio di sismicita' indotta, ma lo fanno per l'anno 2016: questo per essere piu' precisi e perche' decisioni politiche (di trivellare o no) potrebbero cambiare gli scenari.

E' strabiliante: cambiamo la geologia del nostro sottosuolo con decisioni trivelle si-trivelle no e lo facciamo in tempi rapidissimi su scala geologica.

La parte centrale degli USA ha avuto un repentino cambio nella sua geologia negli scorsi sei anni. Dal 1973 al 2008 c'era una media di 24 terremoti di intensita' superiore alla magnitudo 3.0.
Dal 2009 al 2015 si e' passati ad una media di 318 l'anno.
Nel 2015  sono stati 1,010 terremoti.

Nel 2016, fino a meta' Marzo, ce ne sono stati 226. Di tutte queste scosse la piu' grande e' stata di magnitudo 5.6 nella citta' di Prague, Oklahoma.

La colpa di tutto e' dell'industria petrolifera: le reiniezioni di materiale tossico sottoterra, e in misura minore la pratica diretta del fracking. 

Come hanno fatto a capire se era sismicita' indotta o naturale?

Hanno usato la letteratura scientifica e ingegneristica, la presenza di pozzi di petrolio, gas e/o di reinizione, se fossero attivi, ed hanno parlato a lungo con residenti. L'intensita' dei terremoti indotti e' spesso inferiore a quella naturale, ma a volte se si e' in aree gia' sismiche o in presenza di faglie note o sconosciute, le scosse possono essere forti. Nella parte centrale degli USA, l'USGS stima che potrebbero esserci migliaia di faglie che potrebbero generare forti terremoti. Come per tutti i terremoti, c'e' anche la possbilita' che si generino sciami sismici.

Questo e' quello che dice l'USGS.

Cosa dira' l'INGV?

Aspetto con ansia la mappa dei siti italiani piu' soggetti a sismicita' indotta.

Ma cosa dico, in Italia la sismicita' indotta non esiste, non e' mai esistita e mai esistera'.

Saturday, July 4, 2015

Oklahoma: 907 terremoti indotti dall'uomo di magnitudo superiore a 3.0. Un aumento del 4000% in otto anni.



Update: 23 Novembre 2016

Nel 2015, in una terra non sismica, o almeno non sismica fino a pochi anni fa, il numero di terremoti di magnitudo superiore a 3.0 e' stato di 907. Siamo in Oklahoma ed e' un record.

Il tasso di aumento e' del 4000% nel giro di soli otto anni, piu' o meno cioe' dall'inizio della reiniezione a ritmi impressionanti dovuti all'aumento dell'attivita' da fracking.

La cosa triste e' che stiamo ancora a studiare, a capire, a fare modelli, a pensare come controllare e regolamentare il tutto. Ma la natura insegna che e' lei che comanda e che a ogni giro ci sara' sempre qualcosa di imprevisto. Come otto anni fa non ci si poteva aspettare un cosi forte aumento dell'attivita' sismica in Oklahoma che di terremoti storicamente aveva poco e niente, allo stesso modo le pezze che adesso si studieranno in una Oklahoma al soldo dei petrolieri -- dalla politica all'universita' -- verrano prontametne raggirate dalla natura e dalla fisica dei sistemi complessi.

La soluzione e' una sola: chiudere i pozzi da reiniezione, i pozzi da fracking e invece che continuare a trivellare, a stendere un appennlo solare dopo l'altro sui tetti e sui deserti d'America.

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4 Luglio 2015

Fra il 17 e il 24 Giugno 2015, in Oklahoma ci sono stati ben 35 terremoti di magnitudo 3.0 o maggiore a causa del fracking e delle attivita' connesse. Lo conferma l'Oklahoma Geological Survey (OGS). Prima del 2009 i terremoti di magnitudo superiore al 3.0 erano due l'anno.

Ormai il legame fra terremoti e trivelle in Oklahoma e' innegabile, tanto che l'ente che regola le trivellazioni in Oklahoma due mesi fa ha cambiato le sue linee guida, imponendo per la prima volta stringenti limiti alla reineizione sottoterra e chiaramente dichiarando che la colpa e' dei petrolieri.

Ma potrebbe non bastare. I danni alle case aumentano e per la prima volta i terremoti sono arrivati a colpire anche Oklahoma City, e non sono le campagne rurali.

E' questo il risultato di decenni di cieca reiniezione di monnezza petrolifera nel sottosuolo, saturando il sottosuolo di liquidi tossici. Il tutto e' reso piu' difficile dalle decine e decine di faglie sotterranee, molte dormienti, che nessuno conosce. In Oklahoma per ogni barile di petrolio che estraggono, sette sono monnezza. E infatti ci sono ben 3,200 pozzi di reieniezione!

Ma non c'e' solo la renieizione di monnezza in Oklahoma, ma anche il cosiddetto "waterflooding", cioe' il pompare acqua sottoterra ad alta pressione per "spingere il petrolio" vicino ai buchi e per poterlo recuperare meglio. In Oklahoma questo waterflooding e' stato usato in modo massivo in tutto lo stato.

Non e' chiaro cosa fare adesso in Oklahoma.  Nessuno ha il coraggio di fermarli veramente e misure "delicate" sono state gia' prese, com appunto mettendo dei limiti di facciata alla reinizione. I terremoti continuano e ci vorrebbero interventi molto piu' drastici. Ma nessuno vuol farlo. E cosi' andiamo avanti a casaccio.

E' un nuovo normale che non ha niente di normale.

Come sempre, arrivano i petrolieri e non si sa cosa lasceranno dietro - in Oklahoma, Texas, Ohio, Colorado, Kansas, Alberta, New Mexico, Arkansas.

Questo succedera' pure in Italia, se li lasciamo fare sebbene facciamo finta di niente e sebbene ai nostri politici questo non interessi.

Sunday, May 17, 2015

Metti un petroliere all'unviersita' e la sismicita' scompare



Harold Hamm, petroliere capo della 
Continental Resources e fracker "di successo"


Ecco chi e' 



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Il potere dei soldi, il potere del petrolio.
Ma non sempre tutto fila liscio.

Siamo sempre in Oklahoma dove il numero dei terremoti indotti dalle trivelle, dalla reiniezione e dal fracking negli scorsi anni e' aumentato a dismisura e a dirlo sono rapporti scientifici, governativi, giornalistici. Comunque uno la metta, l'evidenza non si puo' negare.

Cosa deve fare allora un petroliere con tanti soldi di fronte a tutto cio'? Nella fattispecie cosa deve fare Harold Hamm, fondatore della ditta petrolifera Continental Resources di Oklahoma, e varie volte miliardario?

Semplice. Scrivere all'Universita' dell'Oklahoma che questo studi scientifici non s'hanno da fare, costi quel che costi. E infatti, Bloomberg scova e pubblica tutti gli scambi epistolari fra Hamm e uno dei "dean" (capo di facolta') dell'universita' in cui Hamm senza mezze parole dice che gradirebbe che alcuni scienziati con tanto di nome e cognome fossero "dismessi".  Guarda caso erano quelli che studiavano la sismicita' indotta!

Un piccolo passo indietro: l'ente principale dell'Oklahoma che studia la sismicita' indotta e' l'Oklahoma Geological Survey che ha sede sul campus dell'Universita' dell'Oklahoma. 
 
Hamm e' uno dei principali donatori all'Universita' -- ha donato circa venti milioni di dollari per lo studio del diabete per esempio -- e ovviamente nega tutto. 

Larry Grillot invece, il dean del Mewbourne College of Earth and Energy dice che Hamm era molto irritato degli studi sulla sismicita' indotta, e che non solo avrebbe voluto vedere taluni personaggi rimossi, ma che avrebbe partecipato volentieri alla selezione di nuovo personale, fra cui un nuovo capo del servizio geologico dell'Oklahoma, perche' e' importante che ci siano anche membri dell'oil and gas! Ha  anche detto che presto avrebbe preso appuntamento con il governatore dell'Oklahoma Mary Fallin chiedendole di spostare altrove gli studi di geologia.

Ecco qui le lettere:






Ovviamente grazie allo scandalo tutto e' finito a niente, ma solo grazie allo scandalo. Nessuno e' stato dismesso, i nomi degli scienziati nel mirino di Hamm non sono stati resi noti e Hamm non ha partecipato ad alcuna selezione di personale.  La legge impone che il servizio geologico dell'Oklahoma resti presso l'universita' dell'Oklahoma.

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Com'e' venuto fuori questo piccolo grande scandalo in Oklahoma?

Nel Novembre del 2013, Austin Holland, il capo del servizio geologo dell'Oklahoma viene contattato da David Boren, presidente dell'Universita' dell'Oklahoma.

Boren, e' un ex senatore, e chiede ad Holland di prendere un caffe a tre, assieme ad  Hamm. Tutto e' piuttosto oscuro: Boren siede nel consiglio di amministrazione della Continental Resources e  Hamm aveva appena donato i suoi 20 millioni di dollari per lo studio del diabete.

Di cosa dovevano parlare?

Holland stava studiando il nesso fra i terremoti che aumentavano in misure spropositata in Oklahoma e l'aumento di attivita' petrolifera, di fracking, di reiniezione. Hamm gentilmente gli chiese di "fare attenzione" nel discutere le possibili connessioni fra terremoti e trivelle.

Cosa deve dire il povero Holland, che evidentemente tanto un cuordileone non e'? Attacca l'asino dove dice il padrone, come si direbbe in Abruzzo. 

Di questo incontro viene casualmente a conoscenza una piccola testata giornalistica tramite il quale la notizia arriva a Bloomberg. Quest'ultima richiede di poter vedere gli email intercorsi fra Hamm, Boren e Holland. Non si puo' scappare. I soldi dell'universita' sono soldi pubblici e il contenuto degli email deve essere pubblico.

E cosi' viene fuori lo scambio epostolare fra i tre personaggi che mostrano una pressione enorme posta sulle spalle del povero Holland da parte del petroliere Hamm e del presidente Boren, molto piu potenti di lui. Si apre il vaso di Pandora con gli altri email di cui sopra e vari altri messaggi macchiati dal conflitto di interessi.



Ovviamente i petrolieri dicono che non c'e' niente di male che loro stessi contattino professori ed accademici e che anzi, era sottinteso che dalla sua creazione, l'Oklahoma Geological Survey fosse un ente che potesse essere di aiuto anche ai petrolio. Boren, il capo dell'universita' dice la stessa cosa.







E in Italia?  O no, sono sicura che in Italia tutto questo non potra' mai succedere. I nostri enti nazionali, l'INGV, la Commissione Ichese, stiamo tutti sicuri.  La sismicita' indotta in Italia non esiste e non e' mai esistita.

Sunday, May 10, 2015

Terremoti, Texas, trivelle e CNN







E' la prima notizia, in prima pagina, a caratteri cubitali sul sito USA di CNN.

Si fanno domanda e risposta da soli - Cosa causa i terremoti in Texas?  Con altissima probabilita' il fracking.

Siamo ad Irving questa volta, fra Dallas e Fort Worth, in queste lezioni di geografia americana dei trivel-terremoti. Secondo lo U.S. Geological Survey, lo stesso che ha sancito la sismicita' indotta da terremoti in Oklahoma e a Azle, sempre nel Texas, questa zona e' soggetta a numerose scosse sismiche, una quarantina dall'inizio dell'anno, di cui il principale a gennaio 2015 di magnitudo 3.6
con molta probaiblita' dovuti alle trivelle del fracking, e alla reiniezione sottoterra. E' la stessa canzone di sempre.

Certo, non sono terremoti forti, ma il punto e' che qui non ce ne erano da tempi immemori, causando timori e ansie fra la popolazione.  Fra il 7 e l'8 gennaio ce ne sono stati 11 in un solo giorno.

E' dal 2008 che la terra trema in questa zona. Gli scienziati chiamati ad indagare sono giunti alla conslusione che non puo' che essere sismicita' indotta dalle reiniezioni di scarti petroliferi nel sottosuolo. Le autorita' ed i para-scienziati delle ditte petrolifere continuano a dire pero' che non si sa, che occorre eseguire altri studi, che si deve vedere e bla bla bla.

Dum Romae consulitur... i residenti hanno preso la situazione nelle loro mani. Non ci sono solo i terremoti ma le solite storie di morti di animali, di aria e di acqua contaminata, di mal di testa, insonnia e problemi respiratori.

E cosi', una delle citta' del fracking, Denton, 120 mila abitanti, 270 pozzi attivi, grazie all'organizzazione dal basso e' diventata la prima citta' del Texas a vietare nuovi pozzi da fracking nel territorio comunale - in Texas, lo stato petrolifero per antonomasia. E questo grazie all'azione di Cathy McMullen, infermiera in pensione e suo marito che non volevano piu' peregrinare di citta' in citta' cercando di mantenersi alla larga dalle trivelle.

Il consigliere di Denton, Kevin Roden, che li ha aiutato nel divieto di fracking dice: "The industry's lack of sensitivity to this issue and the inability of state law to allow the city to curb such behavior left our citizens in a state of desperation." 
E cioe' si e' arrivati a questo divieto perche' non ce la facevano piu'.

Il giorno dopo il divieto, Denton e' stata portata in causa dai petrolieri, come da copione.

Ironia della sorte e' che proprio ieri e' scoppiato un pozzo di gas a Denton - il divieto non si applica a pozzi gia' trivellati e quindi quelli che hanno se li tengono - con puzze, scoppi e fiamme.

Meglio non farceli venire dall'inizio.







Sunday, April 26, 2015

Per la prima volta l'USGS crea la mappa del rischio sismico da trivelle







Scientifically, it's really quite clear.
William Ellsworth, USGS


Per la prima volta nella sua storia, l'USGS pubblica una mappa di rischio sismico indotto: potenziali terremoti causati dall'uomo, in principal modo dall'attivita' estrattiva di petrolio e di gas. L'USGS e' the United States Geological Survey, una sorta di INGV italiano, il massimo ente geologico americano.

Finora i terremoti causati dall'uomo non venivano inclusi nelle cartine di rischio sismico perche' li si ritenevano rari. Ma con l'esplosione dei terremoti indotti da operazioni petrolifere e' stato impossibile ignorare i rischi per il futuro e cosi' un gruppo di 150 geologi americani si e' rinunito per creare la nuova cartina con i rischi di terremoti dovuti all'uomo.

Di solito le mappe del rischio sismico USA per eventi "naturali" sono aggiornate ogni sei anni e sono fatte per previsioni a medio termine. Si studiano gli eventi sismici del passato e si indicano le probabilita' di terremoti per i prossimi 50 anni. Le mappe per eventi "umani"appena pubblicate invece sono per indicare il rischio sismico a brevissimo termine: un anno solo, visto che l'attivita' umana varia a breve termine, e potrebbe cambiare grazie a interventi legislativi o proteste dal basso. Tutti i dati sono conenuti nel rapporto dal titolo chiarissimo:  Incorporating Induced Seismicity in the 2014 United States National Seismic Hazard Model.

Primo in classifica per sismicita' indotta dall'uomo, l'Oklahoma,  come annunciato da vari interventi dell'Oklahoma Geolgical Survey negli scorsi giorni. Ne abbiamo gia' parlato tante volte: stato dalla sismicita' quasi inestistente prima dell'arrivo delle trivelle e del fracking in cui ora si registrano piu terremoti che nella sismica California. Nel 2013 in Oklahoma il numero di terremoti e' stato di 600 volte superiore rispetto a prima dell'arrivo dei petrolieri. Parallelamente sono stati pompati 1.1 miliardi di barili di petrol-monnezza ad alta pressione.  E cioe' la bellezza di 130 miliardi di litri di acque di scarto. A seguire l'area attorno a Dallas-Forth Worth, il Kansas, il Colorado, il New Mexico, l'Alabama, l'Arkansas, e l'Ohio che hanno tutti registrato un impennarsi dell'attivita' sismica in anni recenti. Tutte le zone incriminate sono nei pressi di pozzi di reinizione o di attivita' estrattiva.  In totale sono 17 le aree trivel-terremotate.

Il capo del USGS Mark Petersen dice di essere preoccupato per l'incolumita' dei residenti, considerato che spesso la reinizione di materiale di scarto ad alta pressione viene fatta nei pressi di faglie dorimenti di cui non si conosce l'esatta estensione e locazione. Non esiste nessun altro modo pratico di gestire questi enormi volumi di fluidi di scarto se non pomparli sottoterra ed incrociare le dita nella speranza che le faglie sismiche continuino a dormire.

Uno direbbe, ma almeno l'Oklahoma sara' ricco? Neanche per niente. Un lavoro su cinque in Oklahoma e' in qualche modo collegato all'oil and gas.  Il 24% dei bambini dell'Oklahoma vive sotto la soglia di poverta'. Lo stato e' il 46esimo su 50 per la salute pubblica, ed il numero uno per il tasso di tagli all'istruzione.

E cosi nel giro di una settimane tre storie, a tre livelli di sismicita' indotta: citta' piccole del Texas, lo stato dell'Oklahoma, il resto del Midwest. Cosa fare? E' la domanda da un milione di dollari. Alcuni geofisici parlano di migliorare i monitoraggi, ridurre le reiniezioni o farle in luoghi lontani da faglie note e/o zone densamente popolate. Dal mio punto di vista, e' il paradigma di base che e' sbagliato. Tornare indietro in Oklahoma o in Basilicata non si puo', ma chi non ha ancora attuato la petrolizzazione ad ampio raggio dei propri territori c'e' molto da imparare da queste storie.

L'Italia, caro Matteo Renzi, caro Gianluca Galletti, non e' ne scarsamente abitata come l'Oklahoma ed e' altamente sismica. Siamo sicuri di voler percorrere questa strada?  E l'INGV fara' anche lei la mappa della sismicita' indotta dall'uomo in Italia?

Oh, ma che dico: in Italia la sismicita' indotta? Giammai.

Friday, April 24, 2015

Lo stato dell'Oklahoma riconosce le trivelle come causa di terremoti




Dopo il terremoto del 3 Settembre 2016 di 5.6 Richter in 
Oklahoma lo stato ordina la chiusura di 37 pozzi di reiniezione
in un area di 1300 chilometri quadrati








Dopo anni di scetticismo e di negazionismo lo stato dell'Oklahoma ha dovuto accettare la realta': il consenso scientifico che i terremoti che continuano ad affliggere lo stato siano indotti dalla reiniezione di materiale di scarto dalle operazioni petrolifere nel sottosuolo.

Hanno fatto di piu': il Dipartimento dell'Energia e dell'Ambiente dello stato dell'Oklahoma ha aperto un sito web in cui si illustrano le connessioni fra l'attivita' estrattiva e la sismicita'. Nel sito c'e' pure una  mappa iterativa che mostra gli epicentri dei terremoti e i pozzi di reinieizione e di estrazione.  L'Oklahoma Geological Survey ha anche rilasciato una affermazione secondo il quale e' altamente probabile che questi siti di reinizione di materiale di scarto possano causare la sismicita' indotta. 

Insomma, solo chi non vuole capire, non capisce.
Secondo l'Oklahoma Geological Survey, la maggior parte dell'attivita' sismica si snoda nel 15% del territorio dello stato che e' stato maggiormente interessato alla reiniezione. Nel 2011 ci sono stati   diversi terremoti di magnitudo superiore a 5.0, presso Prague.

Il governatore repubblicano Mary Fallin ha accettato la realta', dicendo che si e' all'opera per cercare di capire come uscire da questo problema. Altri politici locali, come il consigliere statale democratico Cory Williams, dice che finalmente la politica dell'Oklahoma ha tirato su la testa fuori dalla sabbia. Gli unici che restano scettici, sono sempre gli stessi: i petrolieri. Dicono che ci vogliono altri studi. Si vede che le dozzine di pubblicazioni su Science e su PNAS o non li leggono o non li vogliono leggere. L'Oklahoma Oil and Gas Association dice che "potrebbe anche essere che ci sia un legame fra terremoti e pozzi di reinizione ma non ne sappiamo ancora abbastanza."Cory Williams, che rappresenta uno dei distretti dell'Oklahoma piu' colpiti dai terremoti attorno alla citta' di Stillwater dice che e' ora di portare avanti una moratoria e di fermare la reinzione nel nord e centro dell'Oklahoma che secondo l'Oklahoma Geological Survey e' la parte piu rischiosa dello stato.

Per ora i venditori di assicurazioni sulle case e sulle proprieta' devono fare dei corsi di aggiornamento sulla sismicta' indotta. Ben poche persone compravano assicurazioni contro i terremoti prima del 2010 - e infatti terremoti non ce ne erano quasi. Adesso anche per chi volesse comprare l'assicurazione e' quasi impossibile. Alcuni residenti hanno portato avanti cause direttamente contro i petrolieri. 

In Oklahoma ci sono circa tre terremoti al giorno di magnitudo 3 o maggiore. Prima del 2008 erano uno all'anno. Il tasso e' cresciuto del 600% nel giro di nemmeno 10 anni. Nel 2013 ci furono 109 terremoti di magnitudo 3 o superiore. Nel 2014 sono stati 585.  Nel 2015 se va avanti cosi ce ne saranno 900.

Tuesday, April 21, 2015

Azle, Texas: 27 terremoti in tre mesi di sismicita' indotta da trivelle






There appears to be little doubt about the conclusion that the earthquakes were in fact induced  There's almost an abundance of smoking guns in this case.

USGS seismologist Susan Hough, sulla sismicita' indotta a Azle, Texas.


Dal Novembre del 2013 fino al Gennaio 2014, per 84 giorni, la terra ha tremato attorno a Fort Worth, in Texas. Ci sono stati 27 terremoti di magnitudo 2 o maggiori. Nei precenti 150 anni, il numero di terremoti e' stato zero. Il geofisico Matthew Hornbach della Southern Methodist University (SMU) semplicemente dice che le faglie della zona "have been inactive for hundreds of millions of years".

Cosa succedeva a Forth Worth in quegli 84 giorni oltre ai terremoti? Trivellavano la terra alla ricerca di gas naturale, estraevano e reiniettavano materiale di scarto nei pozzi di reiniezione. Ogni santa volta che si estraeva "acqua" di scarto e la si ripompava nel sottosuolo, la terra tremava, e viceversa, quando si fermavano le iniezioni o le estrazioni, si fermanvano i tremori.

I movimenti di petrolieri e di territorio sono stati monitorati, studiati, analizzati da geologi e geofisici dell'USGS e della SMU che hanno concluso -- loro e non la D'Orsogna -- che "removing brine saltwater from the wells in the gas production process and then injecting that wastewater back underground represent the most likely cause for the swarm of quakes".

Chiaro, no? La rimozione delle acque saline dai pozzi durante la produzione di gas e la reiniezione di quelle stesse acque di scarto nel sottosuolo rappresentano la piu' probabile causa dello sciame sismico. 

La cosa interessante e' qui si mettono il relazione alle trivelle non solo la reiniezione di materiale di scarto nel sottosuolo ma anche l'estrazione di acque di produzione, che sono naturalmente disciolte fra gli idrocarburi e che madre natura ha seppellito milioni di anni fa.

Il lavoro, di cui Matthew Hornback e' l'autore principale, e' stato pubblicato su Nature Communications. Oltre a questa conclusione, gli autori dell'articolo hanno potuto prevedere quando e dove i terremoti sarebbero successi, usando modelli matematici che collegavano i cambi di pressioni nel sottosuolo, la posizione dei pozzi, e la geologia delle faglie.

Hornbach dice che le trivellazioni e le reinizioni di materiale petrolifero sono gli eventi maggiormente correlati con la posizione e le occorrenze temporali dei terremoti. Nessun altro motivo valido e' stato trovato che potesse avere senso.

Il geologo Susan Hough, anche lei dell'UGSS dice che non possono esserci dubbi che i terremoti sono stati indotti, e che l'evidenza e' chiara.

Ovviamente  non e' la prima volta che si giunge a conclusioni simili, Kansas, Oklahoma, Ohio, California, tutti hanno riportato casi di sismicita' indotta da trivelle.  Per dirne una, in Kansas dall'inizio del 2015 ci sono state la bellezza di 950 scosse di magnitudo 2 o maggiore nei pressi di siti trivellati, secondo l'USGS.

Solo in Italia, nazione che ha un territorio molto piu' ballerino del Texas o dell'Oklahoma, e che il governo Renzi vuole dare in pasto ai petrolieri con lo Sblocca Italia, la sismicita' indotta non potra' mai succedere, mai e' successa, e mai succedera'. In Italia abbiamo un patto con il diavolo.


Monday, February 23, 2015

L'USGS su Science: la reiniezione da fracking e' causa dei terremoti nel midwest



I terremoti in Oklahoma
dal 1990 al 2014.


Le linee che oscillano sono i terremoti in California 
di intensita' superiore alla magnitudo 3.

La linea continua e' l'Oklahoma.



"The rise in seismic activity, especially in the central United States, 
is not the result of natural processes. "

"Deep injection of wastewater is the primary cause of the dramatic rise in detected earthquakes and the corresponding increase in seismic hazard in the central U.S."

Science, 20 Febbraio 2015
United States Geological Survey


Ne abbiamo parlato tante volte. Molte aree degli USA che fino a dieci, venti anni fa erano asismiche sono adesso interessate da una intensa attivita' sismica. Negli stati del MidWest americano e' tutto iniziato nel 2001 e da allora il numero di terremoto e' aumentato senza sosta. Nel 2014 ci sono stati piu terremoti in Oklahoma che in tutta la Calfornia, anche con intensita' elevata, in alcuni casi oltre alla magnitudo 5.

In questi giorni arriva un altra conferma ufficiale che si, le attivita' collegate al fracking sono la causa di questi terremoti. La conferma arriva sottoforma di un articolo scritto da un gruppo di vari esperti del U.S. Geological Survey, dell'University of Colorado, dell' Oklahoma Geological Survey and del Lawrence Berkeley National Laboratory.

Il loro lavoro lo dice chiaramente: in generale le attivita' sismiche non sono dovute ad elementi naturali ma sono causate dall'iniezione di fluidi usati nelle moderne attivita' di produzione energetica.
I fluidi sono quelli del fracking che aiutano a tirar fuori petrolio e gas da giacimenti finora inaccessibili, e che alla fine diventano acque di scarto.

L'articolo sottolinenea anche la necessita' di piu trasparenza per almeno cercare di mitigare i danni dovuto all'uso di fuidi di reiniezione.

Ma qui dissento, per quel che puo' valere. L'USGS dice di star preparando un "modello di rischio"
per i cittadini e per dimunire i rischi,  in cui si useranno i dati sulle estrazioni in corso (tempi, quantitativi) nella speranza di poter identificare i primi terremotini dovuti alla reiniezione e per evitare terremoti maggiori.

.. E magari non fare fracking e installare pannelli solari su tutti i tetti d'America?