.

.
Showing posts with label Ohio. Show all posts
Showing posts with label Ohio. Show all posts

Thursday, March 8, 2018

Ohio: pozzo ExxonMobil esplode e rilascia metano senza sosta per tre settimane



 





Succede in Ohio, nella contea di Belmont, nel sud dello stato

Il giorno 15 Febbraio 2018 un pozzo della ditta XTO, sussidiaria della Exxon Mobil, e' esploso, si e' incendiato, e sono state rilasciate in atmosfera sostanze tossiche. Sopratutto il pozzo ha iniziato a rilasciare metano senza sosta e non si e' fermato piu' per tre settimane.

Cento persone sono state evauate.

Ci sono volute tre settimane per far fermare il flusso di gas metano che si e' arrestato il giorno 7 Marzo 2018. Il tasso di emissione e' stato stimato in piu' di 9 milioni di metri cubi di gas al giorno. Fanno quasi 200 milioni di metri cubi di gas finiti in ambiente. Per di piu' sono finite nei fiumi della zona grandi quantita' di acque di scarto sature di acidi e altre sostanze tossiche. Si parla di circa 20mila litri.

Non ne ha parlato quasi nessuno.

Una delle cose piu' difficili e' che questo pozzo da cui si faceva fracking era datato, non c'erano misure di sicurezza moderne e le valvole di sicurezza non hanno funzionato.

Sempre tuttapposto.








Monday, January 22, 2018

Trump e l'esplosione dei pannelli solari made in the USA



E i primi verdetti sono arrivati.

La produzione di pannelli fotovoltaici made in the USA aumenta in modo impressionante.

La ditta Hanwha Q Cells di Korea costruira' un nuovo impianto in Georgia, la JinkoSolar Holding di Cina aprira' una fabbrica in Florida. E ditte americane, invece la SunPower Corporation e la First Solar aumenteranno la produzione in Oregon e in Ohio.

Si calcola che la produzione nostrana di solare aumentera' fino ad oltre 3.4 Gigawatt, mentre nel 2017 eravamo a soli 1.8 Gigawatt di capacita' fotovoltaica made in the USA.

Tutto inizio' nell'Aprile del 2017 quando una ditta di Georgia, la Suniva, fini' in bancarotta per colpa del fotovoltaico "made altrove" e Trump rispose appunto con l'annuncio di tariffe sull'importazione a Gennaio 2018.

Per cui, forse per una volta, ci ha azzeccato?

----

22 Gennaio 2018:

Non e' chiaro cosa passi nella testa di quest'uomo. 

E' arrivata oggi la notizia che Trump ha deciso di imporre tariffe sui pannelli solari importati dall'estero negli USA.

Prima di urlare pero', e sono la prima a vergognarmi di questo presidente arancione, occorre un po' capire.

In teoria potrebbe essere una misura per rendere piu' competitiva l'industria fotovoltaica USA, che e' dopotutto il paese dove i pannelli sono stati inventati usando fondi di ricerca pubblici del contribuente americano, per tanti anni.

Le tariffe saranno del 30% nell'immediato e diminuiranno nei prossimi anni fino a stabilizzarsi al 15%.

I primi 2.5 gigawatt saranno esentati dalle tariffe.

Soprattutto, e' stata la U.S. International Trade Commission a raccomandare al governo di imporre tariffe fino al 35% a causa della competizione, spesso non proprio leale, da parte dell'Asia (Cina in primis).

Questo ente e' indipendente, bipartisan e non politicizzato, almeno in teoria, per cui le sue raccomandazioni non dovrebbero essere viste in un'ottica politica.

Per di piu' l'idea delle tariffe e' bene accetta, e anzi e' stata fortemente voluta da varie industrie produttrici di pannelli solari americane, fra cui la Suniva, ditta di capitale cinese che pero' fabbrica pannelli negli USA.

Anche il ramo americano della SolarWorld, ditta tedesca, ha aderito alla richiesta della Suniva di imporre tariffe sulle importazioni straniere.

Altre tariffe sono state imposte su pezzi di elettronica e sulle lavatrici, fino al 50%.

Ma la Suniva di Cina nel frattempo che aspettava, e' fallita, grazie all'arrivo di pannelli direttamente della Cina.

Ironico, no? 

Altre ditte di pannelli made in the USA hanno invece visto le loro azioni decollare dopo l'annuncio, come la First Solar con sede a Tempe, Arizona che e' schizzata a Wall Street del 9% fino a $75.20 per azione.

La Whirlpool invece dice che le tariffe porteranno all'aumento della sua produzione di lavatrici in stati come Ohio, Kentucky, South Carolina e Tennessee e che quindi vede il gesto positivamente.

In pratica pero' quali che siano gli intenti di Trump, la maggior parte dei pannelli e' importata per cui, nel breve termine almeno, tutto questo si risolvera' in aumento dei costi, minor pannelli installati, e rallentamento della transizione rinnovabile negli USA.

Il costo e' stimato essere enorme perche' anche i pannelli "made in the USA" hanno fino all'80% di pezzi che arrivano dall'estero. L'industria del sole negli USA e' un business di circa $28 miliardi di dollari e impiega circa 260mila persone. 

Questa mossa di Trump e' controversa perche' i produttori sono in generale favorevoli, ma gli installatori no.

E si puo' capire perche', perche' diverso e' il loro business target.  La Solar Energy Industries Association, associazione che rappresenta chi lavora nell'industria solare, ha anticipato la perdita di circa 23mila posti di lavoro.

Si parla di interi progetti che diventeranno immediatamente anti-economici e che saranno abbandonati.

Ma poi, perche' iniziare proprio con i pannelli solari? 

Io credo due cose. 

Una e' che a Trump non gliene importi  niente delle rinnovabili e del pianeta e dei cambiamenti climatici.  

Queste tariffe sui pannelli solari erano una mossa facile, proprio per la dualita' fra produttori-installatori; e poi c'era la raccomdandazione dell U.S. International Trade Commission che aveva gia' parlato del problema del "dumping" dei pannelli dalla Cina negli USA ai tempi di Obama. Infine c'erano specifiche richieste di produttori di pannelli sul suolo USA.

Tutte queste cose hanno aiutato Trump a razionalizzare la sua decisione. 

L'altra cosa che penso e' che sicuramente ci sara' un freno al solare nel super immediato. Se i prezzi aumentano del 30% da un giorno all'altro e' evidente che qualcosa cambiera'. 

Ma il sole e le rinnovabili sul lungo termine vinceranno, Trump o non Trump. 

L'industria si riorganizzera' e si troveranno modi per continuare la solarizzazione degli USA, del mondo. 

E' evidente dove il mondo sta andando e non si torna indietro.  Le fossili sono un relitto del passato.






Friday, July 7, 2017

Northstar 1, Youngstown, Ohio: il pozzo dei 110 terremoti indotti chiude








Si chiama Benedict Lupo ed ha gia' causato inquinamento dei fiumi a Youngstown, Ohio.
Ha pure ricevuto una condanna a due anni di galera per riversamento monnezza tossica.

Ora pure i terremoti.

Un petroliere con la coscienza profumata.

-----


Non hanno potuto negare l'evidenza e cosi, dopo sei anni di trivelle e di paura, nella citta' di Youngstown, in Ohio, il pozzo Northstar 1 verra' tappato e abbandonato.

E' questo un pozzo di reiniezione di circa 3000 metri di profondita'  che il 31 Dicembre del 2011 aveva originato una scossa di magnitudo 4.0, con altre scosse piu' o meno forti a seguire. Quanti altri?
Secondo il Lamont-Doherty Earth Observatory presso la Columbia University alomeno 109 altri terremoti fra il January 2011 and February 2012 sono da associarsi a Northstar 1.

Ovviamente non e' stato facile decidere che era proprio colpo del pozzo in questione, specie visto le pressioni da parte dell'operatore North Star Disposal che ha cercato di rassicurare tutti con il "non si sa", "e' tutto nella norma" e bla bla.

Ma alla fine, il Department of Natural Resources dell'Ohio e' giunto alla conclusione inappellabile che si, e' proprio Northstar 1 responsabile della sismicita' indotta in zona.

Gia' nel 2012, the le autorita' dell'Ohio avevano sottolineato che in loco l'attivita' sismica era rara, ma che la confluenza di fattori specifici, poteva farli scatenare anche qui. E cosi dopo essersi preso tempo per studiare tutte le formazioni geologiche in zona, le attivita' petrolifere, di estrazione, di reiniezione e di fracking, sono qui giunti alla conclusione che le scosse sismiche sono state indotte proprio dalla reiniezione di fluidi sottoterra.

Quello che viene fuori e' che il primo terremoto e' stato registrato soli 13 giorni dopo la messa in funzione del pozzo stesso. Il meccanismo e' sempre lo stesso, pompando fluidi di risulta ad alta pressione, si sono create alcune fratture sotterranee, e i fluidi stessi hanno lubrificato i vari strati di roccia che cosi hanno inziato a scivolare le uno lungo le altre, portando a terremoti. 

La monnezza finiva in una faglia sismica non nota fino ad ora, e vicino al punto di rottura.  Il pozzo sara' ora cementificato e sara' vietato usarlo. Le operazioni dovranno essere completate entro il 2019.

Interessante che la maggior parte della monnezza di Northstar veniva da altri stati.

Chi e' la  Northstar Disposal? Basta solo dire che il capo di questa ditta, tale Ben W. Lupo, nel 2014 fu condannato a 28 mesi in una prigione federale per avere oridnato ai suioi dipendenti di sversare monnezza petrolifera in un tombino collegato al fiume Mahoning a Youngstown.

Cioe' gli ha portato terremoti ed inquianmento.

Bravo. 





Wednesday, May 31, 2017

Siria e Nicaragua firmano gli accordi di Parigi. Restano fuori solo gli USA di Donald Trump



Update:  Oggi 7 Novembre 2017 anche la Siria decide di aderire agli accordi di Parigi contro i cambiamenti climatici.

 Lo ha annunciato una delegazione siriana a Bonn, dove si svolgera' il nuovo summit sull'ambiente.

Il 24 Ottobre 2017 anche il Nicaragua ha detto si.

In questo momento l'unica nazione del mondo a non farne parte sono gli USA.

Grazie a Donald Trump. 

 

 

La prima telefonata al sole avvenne grazie a questo pannello solare, il "Bell Solar Battery" Americus, Georgia, 4 Ottobre 1955.

La prima cella fotovoltaica venne creata nel 1954 presso i Bell Labs del New Jersey.

 



La prima turbina generatrice di energia, Ohio 1888


Siria, 2017. Pure la Corea del Nord ha firmato Parigi. 
Solo la Siria e il Nicaragua ne sono fuori. E ors forse, gli USA. 
Succede lo stesso giorno in cui la Exxon decide di votare per misure piu stringenti contro i cambiamenti climatici.

Succede il giorno dopo che i dati ufficiali parlano del 10% di rinnovabili -- sole e vento -- a generare l'energia di questa nazione. 

Secondo fonti interne alla Casa Bianca, il presidente Trump avrebbe deciso di uscire dagli accordi di Parigi, anche se lui stamattina ha twittato che non ne e' ancora sicuro al 100% e che presto annuncera' il da farsi.

Di tutte le nazioni del mondo, solo due non fanno parte degli accodi di Parigi: la Siria (sull'orlo del collasso) e il Nicaragua. Quest'ultima non ha firmato perche' voleva obiettivi piu ambiziosi, e se li e' posti da sola. Il paese infatti ha l'obiettivo di arrivare al 90% di rinnovabili entro il 2020.

Quindi siamo gli USA con la Siria!

E' questo qualcosa di vergognoso sotto ogni profilo -- per l'ambiente certo, ma anche per il ruolo degli USA nel mondo, il suo rapporto con i supposti alleati. Tutto qusto per la stupidita' di un uomo solo.

Il papa gli ha regalato l'enciclica, la Merkel e gli altri gli hano ricordato quanto importante fosse restare parte di questi accordi, ma nada.

Addirittura i capi della Shell e della Exxon gli hanno detto che sarebbe stato controproducente uscirne. Rex Tillerson, ex CEO della Exxon e ora segretario di stato, e' della stessa opinione. Pure Ivanka e suo marito Jared Kushner a quanto pare hanno cercato di convincerlo del'utilita' di restare in questi accordi.  Al Gore ha fatto un ultimo tentativo qualche settimana fa.

Ma niente, Trump non ci sente e non ci vede. 

Sebbene limitati, gli accordi di Parigi sono stati il patto piu' ampio mai firmato nella storia per fare almento qualcosa contro i cambiamenti climatici.

Perche' Trump vuolo uscirne? Perche' intanto e' circondato da persone ancora piu stupide di lui che lo consigliano, perche' non ascolta gli scienziati veri, perche' e' presuntuoso, e perche' pensa davvero di stare ancora agli anni settanta!

E' la prima volta che accade tutto questo?

No.

Kyoto fu esattamente la stessa cosa.

Clinton accetto' e firmo' gli accordi nel 1997. Poi arrivo' George Bush presidente che decise che non erano nell'interesse degli USA e .. adios.  Tutto questo non ha fatto altro che far vergognare gli americani, oltre che farci passare per retrogradi, e perdere tempo prezioso con le rinnovabili.

Se c'e' qualcosa di positivo in tutto cio' e' che se veramente Trump esce da questi accordi, ci vorranno anni, per veramente mettere in atto la fuoriuscita ufficiale degli USA.  Pero' manda un segnale agli altri paesi.

In questo momento il principale emettitore di CO2 e' la Cina. Gli USA sono secondi. Se gli USA escono, cosa fara' la Cina? E l'India?  Anche se Cina ed India hanno detto di voler restare parte di Parigi, certo se volessero anche loro ritirarsi con la scusa che gli altri hanno avuto decenni e secoli per industrializzarsi emettendo CO2 e loro no, chi potrebbe dargli torto?

Escono gli USA, perche' Cina ed India dovrebbero restare?

Che vergogna per questa nazione. Davvero. Pensare che Jimmy Carter installo pannelli solari sulla casa bianca 40anni fa.

I pannelli solari e le turbine eoliche sono stati inventati qui, in the USA.

E guarda dova siamo fniti. Assieme alla Siria devastata dalla guerra. 

Tuesday, March 29, 2016

L'USGS: la sismicita' indotta mette a rischio 7 milioni di persone negli USA. E in Italia?




Per la prima volta nella sua storia il principale ente geologico d'America, l'USGS (the United States Geological Survey) rilascia al pubblico mappe con il rischio sismico naturale e generato da attivita' umane, principlamente estrazione e reinieizione di idrocarburi e loro scarti.

La sismicita' indotta, secondo l'USGS, mette a rischio 7 milioni di persone nella parte centrale ed orientale degli USA. In alcune di queste localita' il rischio sismico e' lo stesso della Calfiornia, dove invece c'e' una sostenuta sismicita' naturale.

Cioe' l'uomo ha reso fortemente sismiche localita' che prima non lo erano. Anzi, Mark Petersen, a capo del progetto dice che

“By including human-induced events, our assessment of earthquake hazards has significantly increased in parts of the U.S. This research also shows that much more of the nation faces a significant chance of having damaging earthquakes over the next year, whether natural or human-
induced.”

Gli stati piu' a rischio a causa della sismicita' indotta sono Oklahoma, Kansas, Texas, Colorado, New Mexico e Arkansas. In queste zone ci sono stati danni e scosse dovute *principalmente* alla sismicita' indotta. Agginunge infatti Petersen:

“In the past five years, the USGS has documented high shaking and damage in areas of these six states, mostly from induced earthquakes,”

A rischio leggermente minore Alabama, Mississippi e Ohio.

Cosa fare? L'USGS raccomanda a chi vive in queste localita' di essere preparato secondo le linee guida offerte dalla FEMA. Il Federal Emergency Management Agency.

Le nuove mappe non solo indicano le localita' con maggior rischio di sismicita' indotta, ma lo fanno per l'anno 2016: questo per essere piu' precisi e perche' decisioni politiche (di trivellare o no) potrebbero cambiare gli scenari.

E' strabiliante: cambiamo la geologia del nostro sottosuolo con decisioni trivelle si-trivelle no e lo facciamo in tempi rapidissimi su scala geologica.

La parte centrale degli USA ha avuto un repentino cambio nella sua geologia negli scorsi sei anni. Dal 1973 al 2008 c'era una media di 24 terremoti di intensita' superiore alla magnitudo 3.0.
Dal 2009 al 2015 si e' passati ad una media di 318 l'anno.
Nel 2015  sono stati 1,010 terremoti.

Nel 2016, fino a meta' Marzo, ce ne sono stati 226. Di tutte queste scosse la piu' grande e' stata di magnitudo 5.6 nella citta' di Prague, Oklahoma.

La colpa di tutto e' dell'industria petrolifera: le reiniezioni di materiale tossico sottoterra, e in misura minore la pratica diretta del fracking. 

Come hanno fatto a capire se era sismicita' indotta o naturale?

Hanno usato la letteratura scientifica e ingegneristica, la presenza di pozzi di petrolio, gas e/o di reinizione, se fossero attivi, ed hanno parlato a lungo con residenti. L'intensita' dei terremoti indotti e' spesso inferiore a quella naturale, ma a volte se si e' in aree gia' sismiche o in presenza di faglie note o sconosciute, le scosse possono essere forti. Nella parte centrale degli USA, l'USGS stima che potrebbero esserci migliaia di faglie che potrebbero generare forti terremoti. Come per tutti i terremoti, c'e' anche la possbilita' che si generino sciami sismici.

Questo e' quello che dice l'USGS.

Cosa dira' l'INGV?

Aspetto con ansia la mappa dei siti italiani piu' soggetti a sismicita' indotta.

Ma cosa dico, in Italia la sismicita' indotta non esiste, non e' mai esistita e mai esistera'.

Saturday, March 26, 2016

La famiglia Rockefeller: la storia va avanti, e' tempo di lasciare le fonti fossili sottoterra










Il suo impero valeva l'equivalente odierno di 336 miliardi di dollari. 
Cioe: 336,000,000,000 di dollari.  
E' stato l'Americano piu' ricco di sempre. 

Oggi i suoi discendenti abbandonano il petrolio.


-----

But history moves on, as it must.
Indeed, it is past time for all people of good will to do everything
in their collective power to make our new path one that
recognizes the deep interdependence between humanity's future
 and the health of our natural systems.

The Rockefeller Family Fund, Marzo 2015.

La storia va avanti, anche in Italia.



Se lo dicono loro, gli eredi del petroliere a suo tempo piu' potente del mondo, John D. Rockefeller, vuol dire che e' proprio il tempo di abbandonarle queste fonti fossili.

Il giorno 23 Marzo 2016 infatti, The Rockefeller Family Fund ha annunciato non solo che divestira' da ogni forma di fonte fossile, petrolio, carbone e gas, che ne sono fieri e che e' il tempo di lasciare le fonti fossili sottoterra, ma ha anche avuto dure parole di condanna contro la ExxonMobil.

Perche' contro la ExxonMobil? Perche' e' questa la piu' grande delle Baby-Standards ad emergere dal colosso fondato da John D. Rockefeller, la Standard Oil, e che fu spezzettata in 34 compagnie minori a causa delle leggi antitrust negli anni 1920. In un certo senso quindi la ExxonMobil e' una cugina stretta della famiglia Rockefeller.

Dicono che intendono completare il divestimento "il piu' in fretta possibile" e che "mentre la comunita' internazionale si adopera per eliminare l'uso smodato di fonti fossili, non e' giusto, da un punto di vista finanziario ed etico continuare ad investire in questo tipo di imprese. Non c'e' alcun motivo razionale per continuare a cercare nuove fonti di idrocarburi. Dobbiamo tenere la maggior parte del petrolio estratto sottoterra se vogliamo trovare una qualche speranza per gli ecosistemi naturali e per l'uomo di sopravvivere e di prosperare nei decenni futuri."

La famiglia Rockefeller e' particolarmente dura con la ExxonMobil per aver mentito al pubblico e per avere nascosto i suoi studi nell'accertare il ruolo delle fonti fossili nel causare i cambiamenti climatici per decenni:

"Saremmo troppo timidi se evitassimo di evidenziare quello che riteniamo essere il comportamento moralmente biasimevole della ExxonMobil in merito ai cambiamenti climatici"

La ExxonMobil non ha avuto niente da dire.

Nella loro dichiarazione aggiungono:

"Ovviamente la famiglia Rockefeller ha avuto una lunga e ricca storia nell'investire nell'industria petrolifera, incluso la ExxonMobil. Ma la storia va avanti, come e' giusto che sia. E' tempo per tutte le persone di buona volonta' di fare tutto quello che possono nel loro potere collettivo di creare una
nuova strada, che riconosca la profonda dipendenza fra il futuro dell'umanita' e la salute dei nostri sistemi naturali."


Parola di ex-petrolieri.

Solo in Italia queste cose non si applicano, e come ebeti, vogliamo continuare a trivellare. La storia va avanti, non indietro.

Qui il testo per intero della famiglia Rockefeller contro la ExxonMobil e in favore dell'energia rinnovabile:

------

Il "Fondo Famiglia Rockefeller" è orgoglioso di annunciare la sua intenzione di divestire dai combustibili fossili. Il processo sarà completato il più rapidamente possibile, mentre lavoriamo per svincolarci dalle complicazioni della finanza moderna, che è sempre più dominata da investimenti alternativi e hedge funds.

La comunità globale lavora per eliminare l'uso di combustibili fossili, non ha molto senso dunque, finanziariamente o eticamente, continuare a investire in società a loro collegate. Non vi è alcuna logica sensata per le aziende di continuare ad esplorare nuove fonti di idrocarburi. La scienza e gli intenti annunciati dalla convenzione di Parigi non possono essere più chiari: lungi dal trovare ulteriori fonti di combustibili fossili, dobbiamo mantenere la maggior parte delle riserve già scoperte nel sottosuolo se c'è qualche speranza per gli ecosistemi naturali umana di sopravvivere e prosperare nei decenni a venire.

Saremmo negligenti se non focalizzassimo la nostra attenzione su ciò che riteniamo essere una condotta moralmente riprovevole da parte di ExxonMobil. L'evidenza mostra che la società ha lavorato dal 1980 per confondere il pubblico sui cambiamenti climatici, allo stesso tempo spendendo milioni per rafforzare la propria infrastruttura contro le conseguenze distruttive dei cambiamenti climatici e trovare nuove opportunità di esplorazione man mano che il ghiaccio dell'Artico diminuiva la propria estensione. Saranno le autorità competenti a determinare se l'azienda ha violato alcuna legge, ma per una nostra questione di buon governo, non possiamo essere associati ad una ditta che ha mostrato tale disprezzo per l'interesse pubblico.

Per rendere operativa questa decisione, il Consiglio ha incaricato i suoi consulenti, con effetto immediato, di eliminare le aziende di ExxonMobil, carbone, e Tar Sands nel nostro portafoglio non gestito da terzi, e di mantenere le esposizioni per queste tre categorie di partecipazione al di sotto dell'1 per cento su tutta la gamma. La Commissione finanze del Fondo Famiglia Rockefeller presto entrera' nella seconda fase del suo lavoro di dismissione, che comporterà la ricerca di alternative adeguate a determinati fondi miscelati. Il settore di Socially Responsible Investing è dinamico e in crescita e siamo fiduciosi che una varietà di opzioni presto emergerà per fondi di medie dimensioni  come il nostro.


Inutile dire che, la famiglia Rockefeller ha avuto una lunga e proficua storia investendo nel settore petrolifero, tra cui ExxonMobil. Le nostre non sono decisioni che sono state prese alla leggera o senza molta considerazione sulla loro importanza. Ma la storia cambia, come deve. Anzi, è  il tempo per tutte le persone di buona volontà di fare tutto quanto in loro potere collettivo per avviarci lungo un nuovo percorso che riconosca la profonda interdipendenza tra il futuro dell'umanità e la salute dei nostri sistemi naturali.



----

 The Rockefeller Family Fund is proud to announce its intent to divest from fossil fuels. The process will be completed as quickly as possible, as we work around the complications of modern finance, which is increasingly dominated by alternative investments and hedge funds.

While the global community works to eliminate the use of fossil fuels, it makes little sense—financially or ethically—to continue holding investments in these companies. There is no sane rationale for companies to continue to explore for new sources of hydrocarbons. The science and intent enunciated by the Paris agreement cannot be more clear: far from finding additional sources of fossil fuels, we must keep most of the already discovered reserves in the ground if there is any hope for human and natural ecosystems to survive and thrive in the decades ahead.

We would be remiss if we failed to focus on what we believe to be the morally reprehensible conduct on the part of ExxonMobil. Evidence appears to suggest that the company worked since the 1980s to confuse the public about climate change’s march, while simultaneously spending millions to fortify its own infrastructure against climate change’s destructive consequences and track new exploration opportunities as the Arctic’s ice receded. Appropriate authorities will determine if the company violated any laws, but as a matter of good governance, we cannot be associated with a company exhibiting such apparent contempt for the public interest.

To operationalize this decision, the Board has instructed its advisors, effective immediately, to eliminate holdings of ExxonMobil, and all coal, and tar sands-based companies outside the portions of the portfolio managed by third parties, and to keep exposures for these three categories of investment below 1 percent across the entire portfolio. The Family Fund’s Finance Committee will soon be entering the second phase of its divestment work, which will entail seeking suitable alternatives to certain commingled funds now held. The field of Socially Responsible Investing is dynamic and growing and we are confident that a variety of options will soon emerge for mid-sized endowments such as ours.

Needless to say, the Rockefeller family has had a long and profitable history investing in the oil industry, including ExxonMobil. These are not decisions, therefore, that have been taken lightly or without much consideration of their import. But history moves on, as it must. Indeed, it is past time for all people of good will to do everything in their collective power to make our new path one that recognizes the deep interdependence between humanity’s future and the health of our natural systems.

Ben detto.

Monday, December 22, 2014

Monroe County, Ohio - Dieci giorni di metano in aria



Ecco qui, l'incidente giornaliero. Siamo a Monroe County, Ohio.

Un pozzo di gas e' scoppiato il giorno 14 Dicembre 2014 ed e' ancora li che il metano fuoriesce dal sito, piu di dieci giorni dopo.  Strade chiuse, case evacuate nel raggio di 1.5 miglia, no-fly zone.

Alla gente e' stato detto che non ci sono fiamme ma solo "pericolo di esplosione".

Il pozzo era stato chiuso un anno fa, ma poi hanno fatto fracking su altri tre pozzi a poca distanza. E poi un paio di settimane fa hanno cercato di riaprire il pozzo, ma c'era troppa pressione inaspettata e ... voila', il tappo si e' forse spostato, o forse si e' crepato, o.. chi lo sa!

Questo e' quello che dicono quelli del fracking in un perfetto stile corporate - tranquilli, e' tutto sotto controllo!

“Despite numerous precautionary measures taken in connection with the temporary plugging and abandonment operation, the well began to flow uncontrollably while recommencing production operations"

Aggiungono anche che hanno cercato di aggiustare il tappo ma che non sono stati capaci di fare granche'. Chissa' cosa hanno combinato sottoterra...

This whole situation is uncommon in general. A full investigation will give us more information as to what happened, what led up to the incident and why there was so much pressure."

Uncommon? Ma se in Ohio i fraccidenti sono del tutto comuni - uno scoppio ha portato a perdite di petrolio in nel fiume Ohio nel Maggio 2014  e poi a Giugno 2014: fiamme da un sito da fracking della Halliburton con esplosione di camion, migliaia di camion con monnezza tossica finiti nel fiume Ohio, e la morte di 70,000 pesci. In Ottobre un altro pozzo e' esploso con l'evacuazione di circa 400 famiglie. Tre incidenti in tre giorni, con un morto pure.

E va bene, qui intanto dopo dieci giorni, quello che sappiamo e' che il metano avvolge tutta l'area. Volevo proprio riposarmi per un po e invece qui uno non fa a tempo a postare di incidenti a destra e a manca...

Ma tuttapposto, le trivelle sono sicure.


Tuesday, October 28, 2014

Jefferson County, Ohio: evacuazione forzata per scoppio di pozzo di gas. "Potrebbe esplodere"



Uno deve solo immaginare questo.

Di vivere la sua tranquilla vita in una piccola contea dell'Ohio e che alla sera, in TV, su internet, su Facebook, alla radio, al telegiornale, arriva un bellissimo annuncio:

"C'e' stato un incidente ad uno dei nostri pozzi di gas. Potrebbe esplodere. C'e' una evacuazione immediata ed obbligatoria nel raggio di due miglia". Cioe' tre chilometri e mezzo. Si tratta di circa 400 case - e 1000 persone.

Ci sono autobus, ci sono rifugi, ci sono sceriffi che coordinano tutto. Per ora non ci sono fiamme, ma metano e gas in atmosfera che potrebbero portare ad incendi ed asfissie.

Mi ha fatto pensare ai racconti di guerra della mia nonna -  arrivava l'annuncio  dell'arrivo del nemico e uno deve correre al riparo.

E' un po la stessa cosa adesso, in Ohio, dove devi lasciare tutto quello che stai facendo per scappare. E poi tornare a casa con l'incubo che possa succedere di nuovo. Solo che qui il nemico si chiama gas naturale.

Gli esperti non sanno cosa fare e quindi arrivano rinforzi dalla Halliburton in Texas. E poi si spera in Giove Ventilatorio che possa dissipare i gas tossici.

Bello, eh?

Eccolo l'annuncio

La ditta proprietaria del pozzo e' la American Energy Utica. Coincidenza vuole che durante la stessa settimana c'e' stata l'esplosione di un pozzo della Eclipse Resources Corporation in Guernsey County, Ohio. Un operaio mandato all'ospedale. Un oleodotto collegato ai pozzi del fracking invece ha preso fuoco in Monroe County, sempre nell'Ohio. Non ci sono stati danni a persone, ma vari ettari di foresta sono stati distrutti. Il fuoco e' arso finche' non si e' spento da solo.

Una sola settimana, un solo stato: tre scoppi, evacuazione forzata di 1000 persone, un operaio mandato all'ospedale e foresta bruciata.

Perfetto.



Wednesday, August 6, 2014

Due anni di galera per riversamenti di monnezza tossica nei fiumi


Si chiama Benedict Lupo, e pensava di essere furbo.

Ma anche nel petrolizzato Ohio, la giustizia esiste e Benedict tanto furbo non e' stato.

Il nostro amico -- 64 anni -- aveva infatti ordinato ai dipendenti della sua ditta, la Hardrock Excavating LLC,  di *sversare* monnezza tossica dai pozzi del fracking nel vicino Mahoning River. Si parla di 40,000 galloni di rifiuti tossici, nel corso di 33 sversamenti diversi.

Cosa e' finito nel fiume? Brina, fanghi di perforazione, benzene, toluene e diesel. Il risultato e' stato che il fiume si e' inquinato e pure le specie considerate le piu' resistenti sono morte. Il fiume era un tempo usato come sorgente di acqua pubblica per circa 9,000 persone delle vicine comunita' di Newton Falls e di Sebring.

“The creek was essentially dead” si legge nei documenti.

L'altro ieri Mr. Lupo e' stato condannato a 28 mesi di prigione per inquinamento e ad una multa di 25,000 dollari. Ha dichiarato la sua colpevolezza ed ha chiesto scusa, dando la colpa del suo comportamento a problemi di salute: diabete, dialisi e dolori cronici.

Ma non e' chiaro quale sia il nesso. Riversi monnezza perche' hai il diabete?

Gli avvocati di Mr. Lupo hanno cercato di ottenere una pena ai domiliciliari invece che in carcere, proprio per questi problemi di salute del loro cliente, ma a Lupo non e' stata concessa alcuna attenuante. Il giudice ha infatti ricordato che Lupo aveva ordinato ai suoi dipendenti non solo di sversare monnezza, ma anche di mentire in caso venissero scoperti. Se qualcuno ancora non l'avesse capito, mentire negli USA e' gravissimo.

Il giudice ha detto: “Ben Lupo ha anteposto i suoi interessi a quelli di tutti e merita una sanzione severa per le sue azioni." 

E cosi l'ha messo in galera.

La domanda pero' resta: si puo' pulire il fiume che e' ora "essenzialmente morto"?

E se si, chi lo pulira'?

Sunday, June 29, 2014

Texas: Scoppio di oleodotto per gas da fracking









E' tutto molto semplice: un oleodotto per il trasporto del gas naturale estratto da fracking presso Wharton County, in Texas ha preso fuoco. Era lungo la linea per portare il gas dai pozzi all'impianto di trattamento. Non si e' riusciti a contenerlo e cosi' le fiamme hanno invaso la strada ed un camion. Una persona e' rimasta ferita e portata all'ospedale.

Fiammate da 30 metri.  Siccome non sanno cosa fare, aspettano che l'incendio si spegni da solo.

Il progresso da fonti fossili, eh?

L'oledotto appartiene alla Enterprise Products di Houston.


E siccome queste cose sono all'ordine del giorno, ecco qui che il 28 Giugno un altro scoppio da un pozzo di gas naturale, questa volta in Ohio, a Monroe County. Circa 20 case sono state evacuate. I pozzi appartengono alla Statoil Northamerica, filiale americana della ditta di stato Norvegese.

Sono arrivate sei squadre di vigili del fuoco, dall'Ohio e della West Virginia che hanno cercato di contenere le fiamme per evitare altri scoppi di altro materiale infiammabile.

E cosa succede? Che improvvisamente c'e' una moria di pesci nel vicino Possum Creek. Si pensa che assieme al pozzo di Monroe County abbiano preso fuoco anche dei camion con fluidi di perforazione. e questi fluidi possano essere finiti nel vicino fiume causando la moria.

La scia di pesci morti si estende per "qualche miglio".



Thursday, May 8, 2014

Ohio: evacuazioni per perdite durante le trivellazioni da fracking







Ma e' tutto biodegradabile, nessuna paura!


L'Ohio non si fa mancare niente.

Durante le trivellazioni per completare un pozzo da fracking presso Morgan County ci sono stati dei cedimenti e voila'...  perdite di fluidi tossici dispersi nell'ambiente con evacuazioni dei residenti.

E' successo domenica 4 Maggio, quando fluidi di trivellazione al ritmo di circa 40 litri al minuto sono iniziati a sgorgare dal costruendo pozzo di proprieta' della PDC Energy, ditta del Colorado. Dentro questi fluidi non c'erano "composti biodegradabili" come amano dire i nostri amici petrolieri, ma sostanze oleose, lubrificanti, fanghi tossici.  Parte di queste sostanze sono finite nei ruscelli vicino la cittadina di Beverly e nei campi vicinii coltivati a soia e a mais. Sono stati recuperati anche 330 barili di petrolio sparsi un po dappertutto.

Fortuantamente il circondiario non era densamente popolato, ma le tre case piu' vicine al pozzo sono state evacuate perche' si temavano possibili scoppi di gas naturale.

Cosa e' successo? Hanno incontrato delle sacche di gas naturale durante le operazioni di trivellazione, c'e' stato uno sbalzo di pressione e voila' -  perdite di fluidi di trivellazione.

Le autorita' dicono che sono eventi rari.
Chissa' perche' dopo che succedono sono sempre rari!

Nel frattempo, il dipartimento per le risorse naturali dell'Ohio ha diramato nuove linee guida per il monitoraggio e la prevenzione sismica nello stato. Le leggi impongono di eseguire monitoraggi sismici prima di iniziare a trivellare nel raggio di tre miglia, quasi cinque chilometri, da note faglie sismiche o in aree gia' soggette a terremoti di grado 2.0. 

Sunday, April 13, 2014

Sismicita' indotta da fracking in Ohio


...The finding is the first in the region to suggest a connection 
between the quakes and the actual extraction of oil and gas, 
as opposed to wastewater disposal.



Coincidenza vuole che lo stesso giorno di publicazione dell'articolo di Science sulla possibile correlazione fra attivita' estrattiva e terremoti in Emilia Romagna, sia apparso un altro articolo relativo alla sismicita' indotta da fracking in Ohio.

Questo articolo attribuisce la responsabilita' di nuovi terremoti a Youngstown, Ohio alle operazioni di trivellazione per fracking. 

E' un articolo importante perche' anche se era stato gia' accertato che alcuni pozzi di reinizione nella stessa zona fossero collegati ad attivita' sismica, qui per la prima volta si punta il dito all'attivita' estrattiva vera e propria e all'alta pressione del materiale chimico iniettato sottoterra per sfruttare i giacimenti di gas.

Si tratta di cinque terremoti nella Utica Shale dove si presume che le attivita' estrattive abbiano "stuzzicato" una faglia sismica ignota.  Questo e' stato confermato dal capo per gli affari petroliferi dell'Ohio, lo State Oil and Gas Chief, Rick Simmers.

E cosa decidono di fare in Ohio?  Per precauzione vengono varate nuove leggi secondo le quali tutti i nuovi siti petroliferi dell'Ohio nel raggio di tre miglia da una faglia sismica attiva o nota, dove sono stati registrati terremoti di intensita' 2.0 Richter o superiore devono installare apparecchiatura per il monitoraggio sismico che sara' analizzato dalle autorita' in tempo reale dalle autorita'. Se si paventano correlazioni fra terremoti e trivelle, il sito verra' fermato per valutazioni, e si decidera' caso per caso se andare avanti o no.

Il direttore del Natural Resources Department dell'Ohio dice che 

While we can never be 100 percent sure that drilling activities are connected to a seismic event, caution dictates that we take these new steps to protect human health, safety and the environment.

Sebbene non possiamo essere sicuri al 100% che le attivita' di trivellazione siano connesse ad eventi sismici, la precauzione ci impone di predenre queste nuove misure per proteggere la salute umana, la sicurezza e l'ambiente.

Potrebbe essere questa una soluzione valida anche per l'Emilia Romagna? Installiamo monitoraggi un po dappertutto?

Io non conosco la geografia e gli standard antisismici dell'Ohio, ma redo che installare macchinette per il monitoraggio sismico e al contempo trivellare come matti, ovunque in Italia, sia una spada di Damocle sotto cui nessuno dovrebbe vivere.

Cosa facciamo quando si registrano terremoti? La mattina uno deve controllare il sismografo sotto casa mentre va a comprare il giornale? E se ci sono sciami sisimici che durano a lungo cosa faranno le persone che vivono li? Perche' uno non puo' stare tranquillo a casa sua mentre che Mr. Petrolio fa gli affari suoi? Gli esperimenti si fanno nei deserti, non nelle vite quotidiane dei cittadini. 

La differenza fra possibile sismicita' indotta in Italia rispetto a quella di altri paesi e' che a parte tutto il resto con cui il petrolio non ci azzecca - campi, paesaggio, bellezza, beni archiettonici - in Italia abbiamo un territorio fragile, densamente abitato e dove le costruzioni non sono resistenti ai terremoti come magari potrebbero esserlo altrove - per storia o per malaedilizia.

In Emilia Romagna sono morti in 27:  credo che il ricordo della vita di quelle persone non si onori con monitoraggi di dubbia efficacia, ma che imponga qualcosa di piu' forte, di piu' definitivo e rispettoso di cosi tanto dolore.

In Emilia Romagna, in Italia, a differenza che in Ohio, dobbiamo essere sicuri al 100% e c'e' un solo modo per farlo: basta buchi.

Il 15 Aprile alle 9:30 del mattino a Bologna i cittadini delle province di Modena, Ferrara e Reggio Emilia chiederanno a Vasco Errani, presidente della regione Emilia Romagna, e a Gian Carlo Muzzarelli, assessore delle attivita' produttive di finalmente rendere pubblico questo misterioso rapporto ICHESE sui legami petrolio-terremotiin regione.

I miei piu' vivi complimenti a Claudio Descalzi, nuovo amministratore delegato dell'ENI.







Tuesday, April 1, 2014

L'insostenibile leggerezza del fracking


La rivoluzione dello shale gas e' una bolla.



Il Texas al fracking


Declino medio per pozzo da fracking trivellato nei cinque maggiori giacimenti di shale gas negli USA. In alcuni casi, dopo tre anni dall'inizio la produttivita' cala anche del 90%!

 Prezzi del gas naturale negli USA e in Europa.
Notare che in Europa il gas costa molto di piu' che negli USA.
E' per questo che c'e' questa spinta all'esportazione

Gli USA al fracking


Produzione di shale gas (nero) e numero di pozzi (arancio)
Notare che la produzione aumenta con il numero di pozzi, ma che dalla fine del 2011, nonostante l'aumento di pozzi, la produzione cala. 

Haynesville play fra Arkansas, Louisiana e Texas

Produttivita' per pozzo. 
Nel giro di un anno, la produttivita' cala di quasi il 70%.

 Pozzi nell'Haynesville play. Quelli in nero sono quelli piu' produttivi.

E' cosi' per tutti i pozzi da fracking negli USA.


J. David Hughes


“The so-called shale revolution is nothing more than a bubble, driven by record levels of drilling, speculative lease and flip practices on the part of shale energy companies, fee-driven promotion by the same investment banks that fomented the housing bubble. Geological and economic constraints – not to mention the very serious environmental and health impacts of drilling – mean that shale gas and shale oil (tight oil) are far from the solution to our energy woes.”

La rivoluzione dello shale gas e' una bolla.

J. David Hughes, ex geologo petrolifero per 32 anni
Deborah Rogers, analista di Wall Street


Once you frack a well, there isn’t much more you can do to keep it producing.
Production rises as a result of the frack; it peaks and then declines again.
Since the reservoir surrounding the well has been reduced to rubble,
there is nothing that can be fracked again.

 
The recent natural gas market glut was largely effected through overproduction of natural gas in order to meet financial analyst’s production targets. Leases were bundled and flipped on unproved shale fields in much the same way as mortgage-backed securities had been bundled and sold on questionable underlying mortgage assets prior to the economic downturn of 2007. Wall Street firms are “intricately married" to shale gas and oil corporations.






Produzione di shale gas (nero) e numero di pozzi (arancio)
Notare che la produzione aumenta con il numero di pozzi, ma che 
la produzione cala. 

Barnett Shale, Texas


Declino della produttivita' per pozzo nel Barnett Shale.
Dopo un anno la produttivita' cala del 61%.

Barnett Shale, Texas,
I pozzi piu' produttivi sono quelli in nero.


Produzione di shale gas (nero) e numero di pozzi (arancio)
Nel 2009 si inizio' ad usare fratturazione idraulica a multi-stadi

Marcellus Shale - Pennsylvania, West Virginia, Ohio


Declino di produttivita' per pozzo.
Nel primo anno la produttivita' cala del 47%.

Marcellus Shale - Pennsylvania, West Viriginia, Ohio.
I pozzi piu' produttivi sono quelli in nero.

Grazie Francesco Ferella


Nonostante tutta la propaganda di petrolieri, investitori, banche e politici lo shale gas non sara' la soluzione di nessuno dei nostri problemi energetici o occupazionali.

E questo non lo dice l'ultimo arrivato, ma due studi eseguiti dal Post Carbon Institute and dall' Energy Policy Forum in cui si analizzano circa 65,000 pozzi da fracking e il ruolo delle speculazioni di Wall Street nel promuovere lo shale gas. Questi studi colpiscono a picconate il mito secondo il quale gli USA diventeranno "energeticamente indipendenti" grazie allo shale gas. Gli autori dei report sono J. David Hughes, geologo, che per ben 32 anni ha lavorato per l'industria del petrolio e del gas (e quindi sa quel di cui parla) e che adesso e' il presidente della Global Sustainability Research.  Assieme a lui, Deborah Rogers, analista finanziaria di Wall Street

Dai due, due parole soltanto: bolla energetica.

Ma prima un passo indietro.

In questi anni si e' sentito da tutte le parti che gli USA hanno questa abbondanza di shale gas, che finalmente ci svezzeremo dal Medio Oriente, che e' una questione di sicurezza nazionale fare fracking. In tutto questo, l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) ha dato una grossa mano. Ad esempio, nell’edizione 2013 del suo World Energy Outlook, spara con ottimismo che le risorse di "petrolio recuperabili" continuano a crescere di pari passo con i progressi tecnologici, appunto fracking e trivellazione di pozzi orizzontali.

Obama stesso, nel discorso alla nazione dopo l'inaugrazione del 2012 sparo' che il fracking avrebbe portato a circa 600,000 posti di lavoro e che

"We have a supply of natural gas that can last America nearly 100 years, and my administration will take every possible action to safely develop this energy"

"Abbiamo riserve di gas che dureranno per 100 anni e la mia amministrazione fara' di tutto per sviluppare questa fonte energetica in modo sicuro".

L'IEA prevede che nel 2035 useremo circa 100 milioni di barili di petrolio e gas al giorno.  Oggi ne usiamo 85. Ma niente paura: abbiamo 2670 miliardi di barili di petrolio convenzionale e gas naturale, 345 miliardi di barili di tight oil leggero, 1880 miliardi di barili di bitume e petrolio extra-pesante e 1070 miliardi di barili di kerogen oil.

Un sacco di numeri e il paradiso petrolifero per tutti!

Ora tutte queste cose di cui si parla sono per la maggior parte idrocarburi non convenzionali, e cioe' idrocarburi difficili da tirare fuori, piu' inquinanti di quelli convezionali - bitume, petrolio da spremere dalle roccie, terreno da fratturare, alte temperature e solventi per separare il petrolio dal resto.

E' pure distruzione.

Ma grazie alla creativita' e alla tecnologia USA -- un paese che risolve ogni problema -- non ci saranno problemi: diventeremo il maggior produttore mondiale, addirittura diventeremo esportatori di gas e di petrolio, e in qualche modo faremo a fare il tutto con "sicurezza"!

Un paradiso ancora piu' paradiso di prima.

Entrata in scena di Hughes e Rogers.

I due analizzano scientificamente e con dettaglio circa 65,000 pozzi di fracking da gas e da petrolio situati in 31 giacimenti e concludono che invece di un secolo di energia a basso costo e prosperita' economica, il fracking dara'... al massimo dieci anni di abbondanza!

Dicono:

1. Il boom del tight oil e shale gas e' stato ampiamente sovrastimato dagli operatori e dagli speculatori.  Le riserve di shale gas sono state sovrastimate dai vari operatori da un minimo del 100% fino al 400-500%. Cioe' hanno sparato numeri a casaccio.

2. Wall Street ha giocato un ruolo chiave dietro le quinte nella promozione del boom del fracking attraverso fusioni ed acquisizioni societarie, replicando un modello simile a quello già visto con il boom immobiliare e che ha portato alla crisi finanziaria recente.

3. Giacimenti da sfruttare con il fracking e che sono altamente produttivi sono quasi un miraggio.  Basta pensare che l’80% di tutta la produzione di queste fonti non convenzionali viene solo da cinque giacimenti di gas e due di petrolio. Addirittura le aree piu' produttive sono delle piccole macchie all’interno di questi giacimenti. I due principali giacimenti di shale oil negli USA sono il Bakken Shale fra North Dakota e Montana e l'Eagle Ford in Texas, dove ci sono riserve per circa 5 miliardi di barili - 10 mesi di fabbisogno nazionale USA.

4. I pozzi di tight sono in declino e sono poco efficenti, proprio come i pozzi di estrazione di shale gas. Il declino medio per pozzo va dal 77 all’89% nel corso dei primi tre anni dalla trivellazione. Cioe' se prima tiri fuori 100, dopo tre anni tiri fuori 25 se e' troppo. Se si guarda ai giacimenti interi, dove il numero di pozzi puo' aumentare nel tempo, il declino e' compreso tra il 28 ed il 47% all'anno.

5. Visto che cio' che si estrae da ciascun pozzo diminuisce rapidamente, tutto quello che si puo' fare e' di aumentare spasmodicamente il tasso di trivellazione. Ogni anno vengono trivellati circa 7,000 nuovi pozzi di shale gas ad un costo di 42 miliardi di dollari semplicemente per cercare di mantere una produzione costante. Spesso sono pozzi secondari, piu' difficili da trivellare o da cui estrarre idrocarburi, per cui si stima che con il passare del tempo ne verranno costruiti sempre di piu', sempre meno redditizi, e con costi saranno sempre piu' alti.

E come risponde Wall Street a tutto questo?

Con poca voglia di promuovere ulteriori investimenti, progetti di oleodotti e di gasdotti abbandonati.
La panacea pare essere.... l'esportazione.

Ed infatti il prezzo del gas negli USA e' molto minore che negli altri paesi e si pensa che esportando il gas ci saranno maggiori introiti. Cosi, magari lo vediamo agli altri paesi europei e cosi ci guadagnamo un po di piu.

Deborah Rogers continua cosi:

“Il dibattito sul fracking in USA è sempre stato costantemente incentrato sulla capacità di creare nuovi posti di lavoro e benefici economici, con rischi molto limitati sui possibili impatti sull’ambiente e sulla salute pubblica. Ma i dati non mentono: in tutte le regioni in cui c’è stato lo sfruttamento dei giacimenti di shale gas l’equilibrio economico è dimostrato essere stato molto elusivo, mentre il degrado ambientale ed i costi secondari indotti sono stati reali”.

Cioe' progresso niente, devastazione ambientale vera.

Il rapporto finale di J. David Hughes - di oltre 170 pagine - e' qui

Il rapporto di Deborah Rogers e' qui