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Thursday, July 9, 2015

Trivelle: terremoti in tutta America, danni a neonati e falde




Arriva da Science un nuovo studio sulla sismicita' indotta -- che in Italia non esiste.

Matthew Weingarten, dell'Universita' del Colorado, il principale ricercatore dello studio riassume cosi' il suo lavoro:

“Questo e' il primo studio che misura le correlazioni fra pozzi di reiniezione e terremoti su scala nazionale. Abbiamo documentato un enorme aumento della sismicita' indotta, dal 2009 in poi e crediamo che l'evidenza sia schiacciante: i terremoti vicino ai pozzi di reiniezione sono indotti dalle operazioni di petrolio e di gas."

In totale il numero di terremoti associati con i pozzi di reiniezione e' aumentato da una dozzina l'anno negli anni settanta a piu di 650 nel 2014, alcuni anche di intensita' fra i 4.7 e 5.6 -- a Prague in  Oklahoma, a Trinidad in Colorado, a Timpson in Texas e a Guy in Arkansas.

I principali colpevoli sono i pozzi ad "alto tasso di reinizione" che pompano piu' di 300,000 barili di monnezza nel sottsuolo al mese. A volte invece che la monnezza viene immessa acqua con altre sostanze chimiche per stimolare la produzione di idrocarburi nei pozzi vicini. L'idea e' di aumentare la pressione nei pozzi attivi immettendo materiale nelle vicinanze in modo da "spingere" il petrolio o il gas verso il pozzo d'interesse. La tecnica si usa da molto tempo e non e' necessariamente collegata al fracking, dove invece la roccia viene fratturata. In ambo i casi -- che sia monnezza o stimolazione -
la pressione sotterranea cambia.

Assieme a Matthew Weingarten, i professori Shemin Ge, Jonathan Godt, Barbara Bekins e Justin Rubinstein dell'Universita' del Colorado e del U.S. Geological Survey (USGS) hanno esaminato circa 180,000 pozzi di renizione e di stimolazione dal Colorado alla East Coast. Di questi, piu' di 18,000 erano associati a terremoti (il 10%!) principalmente in Oklahoma e in Texas. La maggior parte dei pozzi problematici e' ancora attiva.

Fra i pozzi di reinizione e di stimolazione, quelli di reinizione di rifiui sono piu' problematici perche' i quantitativi immessi sono meno regolamentati e semplicemente arrivano in grandi volumi, modificando tutte le pressioni sotterranee senza che il sottosuolo possa adattarsi. Quelli di stimolazioni sono piu' gestibili, nel senso che l'arrivo dei fluidi e' piu' graduale e direzionato. La probabilita' che si sia un terremoto da pozzo di reinizione di rifiuti e' 1.5 piu' alta che ce ne sia uno da un pozzo di stimolazione.

Come se non bastasse uno studio indipendente condotto dall' Universita' del Texas, Arlington, rivela la presenza massiccia di sostanze tossiche in uno dei piu' grandi acquiferi della nazione, e che giace sotto il Barnett Shale. Sono state esaminati 550 campioni di acqua.

Cosa hanno trovato? Methanolo,  ethanolo, composti organici volatili, i BTEX (benzene, toluene, ethyl benzene and xylenes) composti clorinati. Molte di queste sostanze sono collegate con i fluidi di perforazione usati dall'industria petrolifera.

E poi, uno studio dell'sui neonati condotto dall'Universita' di Pittsburgh il cui titolo dice tutto: Lower Birth Weight Associated with Proximity of Mother’s Home to Gas Wells.

Qui i recercatori hanno studiato 15,500 neonati di tre contee dal 2007 al 2010 scoprendo che piu' vicino si viveva vicino ai pozzi da gas, piu' alto era il rischio per i neonati di nascere sottopeso - e del 34%!

“Mothers whose homes fell in the top group for proximity to a high density of such wells were 34 percent more likely to have babies who were ‘small for gestational age’ than mothers whose homes fell in the bottom 25 percent. Small for gestational age refers to babies whose birth weight ranks them below the smallest 10 percent when compared to their peers.”

Ovviamente i petrolieri sono andati in fibrillazione ed hanno attaccato come hanno potuto. Ma intanto questo studio si aggiunge ad altri che mostrano la stessa cosa.  Nel 2012 una pubblicazione della Cornell University mostrava la correlazione fra basso peso alla nascata e la presenza di pozzi da fracking nelle vicinanze.

In questo caso:

“The introduction of drilling increased low birth weight and decreased term birth weight on average among mothers 2.5 kilometers of a well compared to mothers 2.5 kilometers of a future well. Adverse effects were also detected using measures such as small for gestational age and APGAR scores, while no effects on gestation periods were found.”

“These findings suggest that shale gas development poses significant risks to human health and have policy implications for regulation of shale gas development.”

Ed ancora nel 2013 un altro studio mostava il calo del peso alla nascita condotto da studiosi di Princeton, Columbia and the Massachusetts Institute Technology.

Ma niente paura, e' sempre tuttapposto.





Tuesday, April 21, 2015

Azle, Texas: 27 terremoti in tre mesi di sismicita' indotta da trivelle






There appears to be little doubt about the conclusion that the earthquakes were in fact induced  There's almost an abundance of smoking guns in this case.

USGS seismologist Susan Hough, sulla sismicita' indotta a Azle, Texas.


Dal Novembre del 2013 fino al Gennaio 2014, per 84 giorni, la terra ha tremato attorno a Fort Worth, in Texas. Ci sono stati 27 terremoti di magnitudo 2 o maggiori. Nei precenti 150 anni, il numero di terremoti e' stato zero. Il geofisico Matthew Hornbach della Southern Methodist University (SMU) semplicemente dice che le faglie della zona "have been inactive for hundreds of millions of years".

Cosa succedeva a Forth Worth in quegli 84 giorni oltre ai terremoti? Trivellavano la terra alla ricerca di gas naturale, estraevano e reiniettavano materiale di scarto nei pozzi di reiniezione. Ogni santa volta che si estraeva "acqua" di scarto e la si ripompava nel sottosuolo, la terra tremava, e viceversa, quando si fermavano le iniezioni o le estrazioni, si fermanvano i tremori.

I movimenti di petrolieri e di territorio sono stati monitorati, studiati, analizzati da geologi e geofisici dell'USGS e della SMU che hanno concluso -- loro e non la D'Orsogna -- che "removing brine saltwater from the wells in the gas production process and then injecting that wastewater back underground represent the most likely cause for the swarm of quakes".

Chiaro, no? La rimozione delle acque saline dai pozzi durante la produzione di gas e la reiniezione di quelle stesse acque di scarto nel sottosuolo rappresentano la piu' probabile causa dello sciame sismico. 

La cosa interessante e' qui si mettono il relazione alle trivelle non solo la reiniezione di materiale di scarto nel sottosuolo ma anche l'estrazione di acque di produzione, che sono naturalmente disciolte fra gli idrocarburi e che madre natura ha seppellito milioni di anni fa.

Il lavoro, di cui Matthew Hornback e' l'autore principale, e' stato pubblicato su Nature Communications. Oltre a questa conclusione, gli autori dell'articolo hanno potuto prevedere quando e dove i terremoti sarebbero successi, usando modelli matematici che collegavano i cambi di pressioni nel sottosuolo, la posizione dei pozzi, e la geologia delle faglie.

Hornbach dice che le trivellazioni e le reinizioni di materiale petrolifero sono gli eventi maggiormente correlati con la posizione e le occorrenze temporali dei terremoti. Nessun altro motivo valido e' stato trovato che potesse avere senso.

Il geologo Susan Hough, anche lei dell'UGSS dice che non possono esserci dubbi che i terremoti sono stati indotti, e che l'evidenza e' chiara.

Ovviamente  non e' la prima volta che si giunge a conclusioni simili, Kansas, Oklahoma, Ohio, California, tutti hanno riportato casi di sismicita' indotta da trivelle.  Per dirne una, in Kansas dall'inizio del 2015 ci sono state la bellezza di 950 scosse di magnitudo 2 o maggiore nei pressi di siti trivellati, secondo l'USGS.

Solo in Italia, nazione che ha un territorio molto piu' ballerino del Texas o dell'Oklahoma, e che il governo Renzi vuole dare in pasto ai petrolieri con lo Sblocca Italia, la sismicita' indotta non potra' mai succedere, mai e' successa, e mai succedera'. In Italia abbiamo un patto con il diavolo.


Saturday, July 5, 2014

Germania: divieto permanente al fracking


Update 2 Luglio 2016:

Nel cuore dei miei cuori volevo anche io che l'Italia vincesse la partita contro la Germania, in questa partita degli Euro 2016. E va bene, e' andata cosi. Anche se non conta niente, un po di orgoglio sano ce lo possiamo tenere.

Intanto questa e' una notizia di qualche giorno fa (di cui la stampa italiana ovviamente non ha parlato!). La Germania ha approvato il divieto permanente contro il fracking. Nel 2014, dopo anni di discussioni e di lotte, la nazione aveva stabilito una moratoria di sette anni (fino al 2021) ma il giorno 21 Giugno 2016 il divieto e' diventato permanente. 

I lobbisti ci sono anche in Deutschland,  per cui l'unica concessione che i trivellatori tedeschi hanno avuto e' stato di poter fare test a scopo scientifico o dimostrativo, ma solo con permessi speciali governativi e per "sondare" il terreno. L'idea dei trivellanti e' che magari adesso fanno i test, e chissa', fra qualche decennio quando ci sara' meno opposizione da parte del grande pubblico, lo si potra' utilizzare.

Finora il governo non ha approvato nessuna concessione da fracking nel paese, e anzi, c'e' forte preoccupazione per l'inquinamento dell'acqua.

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Questo il 5 Luglio 2014: 




Francia: divieto
Germania: divieto
Polonia: e' una bolla
UK e Romania: proteste a non finire


Era nell'aria da molto tempo e finalmente la Germania ha detto no al fracking per almeno altri sette anni. L'annuncio arriva dal ministro-guerriero dell'ambiente tedesco, Barbara Hendricks, che dice che non ci sara' fracking in Germania per il futuro prossimo venturo. Il divieto sara' poi riesaminato nel 2021 e si vedra' allora se esistono le condizioni per rendere legale questa pratica.

A spingere contro il fracking una coalizione insolita di ambientalisti e produttori di birra, preoccupati per l'acqua e la salute dei cittadini e ci sono riusciti, nonostante le solite visioni catastrofistiche dei
benpensanti sencondo i quali e' importante usare le risorse locali, specie se la Russia chiude i rubinietti. 

In Germania il fracking era stato usato gia' dagli anni '60 per massimizzare il gas dai pozzi convenzionali. I giacimenti di gas di scisti del paese sono pero' molto piu' in superficie rispetto ai pozzi degli anni '60 per cui si teme la contaminazione delle falde acquifere. Alcune compagnie avevano gia' cercato di fare fracking in Germania, inclusa la Exxon Mobil, mai progressi sono stati lenti a causa delle preoccupazioni e delle proteste dei residenti. Parlavano di dieci anni almeno di indipendenza energetica.

Angela Merkel aveva pero' gia' detto che il governo tedesco "rifiuta l'uso di sostanze tossiche" nelle estrazioni di petrolio e di gas. Intanto, la produzione nazionale di gas continua a scendere. Nel 2012  e' scesa del 10% rispetto all'anno prima e di nuovo nel 2013 un altro calo del 10% secondo il maggior produttore di gas tedesco, la Wintershall AG. Nella Bassa Sassonia la mancata produzione di gas ha portato ad un calo di 200 milioni di euro nelle casse erariali.

Ma le rinnovabili, le rinnovabili sono in crescita senza limiti. Il giorno 15 Maggio 2014 la nazione e' stata alimentata quasi per il 75% da energia elettrica da rinnovabili.

E chi li ferma piu' i tedeschi?




Saturday, December 22, 2012

Fracking in europa: un questionario


I frack job dell'ENI - ce n'e' uno anche in Italia.



Il link del questionario sul fracking in Europa e' qui.

Il fracking: la Francia e la Bulgaria l'hanno vietato e cosi pure altre regioni d'Europa - come la Cantabria di Spagna o il Lussemburgo.  In Italia, checche' ne dicano i malpensanti, il fracking e' stato gia' eseguito in Toscana dalla Independent Resources e se nessuno fa niente, ci si portera' avanti con questa tecnica.  Come detto, si vuole fare fracking anche in Sardegna e attorno a Siena. In cima invece una slide dell'ENI del 2007 circa, scovata da Betta Sala, con un evento di fratturazione idraulica gia' eseguito, non si sa esattamente dove, ma in Italia.

Sara' la Basilicata? E chi lo sa.

Intanto, l'Europa ora ci riprova e vuole "sentire" la nostra voce.

Diciamo che non sono molto soddisfatta di questo questionario, perche' e' un po come la "Strategia Energetica Nazionale" di Passera. Tante domande, ma il messaggio di fondo e' : cerchiamo di capire come fare per convincere la gente che se ci sono le regole giusto si puo' fare fracking in Europa.

E cosi ci chiedono: se i trivellatori obbediscono a regole che vanno dalla pubblicazione "volontaria" di cosa spareranno nel sottosuolo, fino a programmare un certo numero di metri fra un pozzo all'altro, o se fanno i test sulle cementificazioni o sui rischi geologi, o se minimizzano l'uso di acqua e di sostanze tossiche che inietteranno nel terrreno, o se controllano il rumore e le emissioni in atmosfera, allora saresti favorevole al fracking?

E' una domanda fuorviante, perche' lo sappiamo tutti che quelle cose citate lassu' in alto, nessuno le fara' mai, ammesso che sia possibile farlo.

E poi, che significa minimizzare la monnezza che si mette nel sottosuolo? Quanta monnezza e' accettabile nella tua acqua potabile? Che significa mettere 10, 20, 50 metri fra un pozzo e l'altro, l'aria mica si ferma? E che significa chiedere ai petrolieri di fare una dichiarazione volontaria di cosa spareranno nel sottosuolo? Come insegna la Gabanelli, quelli non sono mica gentiluomini, e a loro interessa una sola cosa: soldi, soldi, soldi. Gli fa un baffo la dichiarazione "volontaria".

E poi ti chiedono: pensi che con il fracking riusciremo a creare lavoro, ad abbassare le bollette, e che ci fara' risparmiare con il gas che arriva dall'estero? Si certo, sulla pelle di tutto l'altro lavoro che invece sara' distrutto, e con i prezzi delle malattie e del paesaggio trivellato.

Come sempre, l'esperienza degli altri dovrebbe essere la migliore maestra: basta solo guardare a cosa e' successo negli USA con il fracking - terremoti, falde inquinate, danni alla salute, all'agricoltura, agli animali, ad intere comunita'.

Come per il pertrolio "normale" ovunque sono arrivati i petrolieri hanno solo lasciato deserto e distruzione e morte dietro, e con il fracking sara' esattamente la stessa cosa.

Spero che ciascuno possa rispondere al questionario sottolineando che non ci servono regole, ci serve un divieto integrale.

Saturday, July 14, 2012

Sacramento boccia i pozzi di stoccaggio del gas



Do I think it's likely there would be a problem? 
No. But as we've seen in many recent events, things do happen that we don't expect. 
In this instance, I think it's simply a risk too big to take, 
given the marginal need for this facility.


Credo che ci possano essere problemi? 
No. Pero' come abbiamo visto accadere in molti eventi recenti, a volte succedono cose inaspettate.
In questo caso, credo che sia un rischio troppo grande che non possiamo prenderci, e data l'utilita' marginale di questo progetto. 



E cosi mentre in Italia si copiano solo le cose sciocche degli americani, le cose buone passano in sordina.

Il nome "Florin gas field" forse non dice molto in Italia, ma per circa cinque anni e' stato un piccolo di campo di battaglia fra cittadini e petrolieri.

Questo campo di gas - Florin - e' in realta' esausto dal 1987, avendo finito il suo ciclo produttivo.

Venti anni dopo, nel 2007, una ditta dal nome Sacramento Natural Gas Storage ha avuto la brillante idea di usare i pozzi dismessi per farci un centro di stocccaggio.

Pompo dentro d'estate, estraggo d'inverno, e poi conto i soldi.

Esattamente come si vuol fare a Rivara, a San Martino sulla Marrucina, a San Benedetto del Tronto, a Porto Sant'Elpidio.

Il giorno 12 Luglio 2012, dopo 5 anni di battaglie, il progetto e' stato definitivamente bocciato dalla PUC dello stato della California, per 3 a 2. La PUC e' la Public Utilities Commission  che decide sul'utilita' delle opere pubbliche e di atto impatto e il cui direttivo e' costituito da 5 membri votanti.

Anche qui la stampa ha parlato di Davide contro Golia, considerato che c'erano in ballo 70 milioni di dollari di progetto per stoccare  7.5 miliardi di metri di cubi di gas a ridosso della zona residenziale di Avondale/Glen Elder a Sacramento.

Il film l'abbiamo gia' visto - le promesse da parte della ditta committente di lavoro, soldi, gas da stoccare, il "bisogno" di sicurezza energetica,  e udite udite, il promuovere il gas come "energia verde":

Queste infatti le parole del capo della Sacramento Natural Gas Storage, Don Russell:

Now that we're scared of natural gas, what does that do to the state for the next 20 years? It's the bridge to renewable energy. If you back off that, it's tough on the economy and the whole green energy movement.

Ora, se abbiamo paura del gas naturale, cosa fara' lo stato per i prossimi 20 anni. E' il ponte verso l'energia rinnovabile. Se ti fermi qui, e' dura per l'economia e per tutto il movimento di energia verde 

Ma non gli hanno creduto, ne residenti, ne la maggioranza dei membri della commisione, appunto perche' i rischi non valgono i benefici. Nel 2010 infatti a San Bruno, vicino a San Francisco e' scoppiata una tubatura di gas, causando la morte di otto persone.

Mark Ferron, anche lui membro votante della PUC:

While the project no doubt would provide added flexibility and reliability for natural gas, it is clearly not essential.

Anche se il progetto avrebbe portato flessibilita' e certezze per il gas naturale, e' chiaramente non essenziale.

Interessante l'opinione di Catherine Sandoval, ultimo membro che ha votato no al progetto. Lei e' originaria di Montebello, CA dove c'era un vecchio campo di gas trasformato - nel 1956 - in un sito di stoccaggio del gas. La Sandoval ricorda che il sito ha avuto numerose perdite nel corso degli anni, che l'area scelta a Sacramento e' intensamente popolata e anche qui, che per questo il gioco non vale la candela.

Il rapporto finale della PUC e' che

...not building the project is the “environmentally superior” alternative. The project poses “significant and unavoidable” impacts including the potential for gas leaks and groundwater contamination.

 ...non costruire il progetto e' l'altermativa "superiore dal punto di vista ambientale". Il progetto pone degli impatti "significativi e inevetabili" fra cui il potenziale di perdite di gas e di contaminazione delle falde acquifere.

E poi si aggiunge

The proposed project is not considered environmentally preferable due to the potential consequences of release of natural gas within an area containing a substantial population. 

Il progetto proposto non e' considerato preferibile dal punto di vista ambientale a causa del poteniale rilascio di gas naturale in un area che continene popolazione elevata. 

Gas migration could result in groundwater impacts, health effects and potentially flash fires or explosions. 

Le migrazioni di gas potrebbero risultare in impatti alle falde acquifere, danni alla salute e potenziali esplosioni di incendi. 

 Fine del progetto dunque con buona pace della Sacramento Natural Gas Storage. I cittadini che si sono attivati per questi scorsi 5 anni non stavano nella pelle per la gioia, una specie di scene come quelle viste a Bomba.

 E in Italia?

Dobbiamo aspettare anche noi una nuova catastrofe a San Martino sulla Marrucina, a Porto Sant'Elpidio, a San Benedetto del Tronto a Rivara, dove vogliono stoccare gas in zone densamente abitate, prone a terremoti e subisdenza per decidere che e' forse non e' utile a nessuno continuare a insultare madre natura per speculazioni di dubbia utilita'?

Wednesday, May 16, 2012

Il Vermont banna il fracking!


 Drinking water will be more valuable than oil or natural gas
L'acqua potabile diventera' piu' preziosa del petrolio o del gas naturale

Governatore Peter Shumlin, Vermont

 

Il Vermont e' un piccolo stato progressista dell'East Coast americano. Hanno il matrimonio fra gay, hanno elevati tassi di assicurazione medica, si puo' votare mentre si e' in prigione (altrove e' vietato) e la pubblicita' dei medicinali in TV e' vietata.E' vietata l'affissione pubblica di cartelli

Il governatore Peter Shumlin si definisce "socialista", e socialista e' stato: ha fatto gli interessi comuni e di nessuno altro.

Oggi infatti il Vermont e' il primo stato USA a vietare le estrazioni di gas con il metodo del fracking.

La proposta di legge e' nata da un gruppo di studenti del Twinfield Union School. Sperano che l'esempio del Vermont serva ad altri stati per bannarlo,
visto che il Vermont ha scarse riserve petrolifere.

La democrazia dal basso, che cosa sana quando c'e' qualcuno che ti ascolta.
I report parlano di gente entusiasta, commossa, felice. Di attivisti da ogni parte d'America - me compresa - riempirsi di speranza per un attimo solo.

Il governatore Shumlin ha detto delle cose bellissime:

Human beings survived for thousands and thousands of years without oil and without natural gas. We have never known humanity or life on this plant to survive without clean water

Gli umani hanno sopravvissuto per migliaia e migliaia di anni senza petrolio e senza gas. Non abbiamo mai sentito parlare di umanita' e di vita su questo pianeta che possa sopravvivere senza acqua pulita.

Mario Monti, ci senti?

Stefano Saglia, ci senti?
Corrado Clini, ci senti?

Corrado Passera, ci senti?
Paolo Scaroni, ci senti?
Ovviamente tutti i  maggiori gruppi petroliferi USA come da prassi hanno detto che il Vermont ha deciso di intraprendere politiche irresponsabili, che le trivelle portano lavoro, soldi e sicurezza energetica.  Dicono che la decisione del Vermont ignora fatti, scienza e tecnologia e che le estrazioni di gas sono sicure.

Tutte balle ovviamente dette da chi ha interesse di parte - le Assominerarie del mondo sono tutte uguali!

Per oggi allora grazie al governatore del Vermont.

Oltre al Vermont hanno bannato il fracking:

Germania - 7 Maggio 2012
Francia - 1 Luglio 2011
Bulgaria - 20 Gennaio 2012

La Repubblica Ceca sta valutando se vietarlo, mentre New York State ha una moratoria temporanea.

Le battaglie sono lunghe, ma alla fine, il buonsenso prevarra'.

Occorre solo essere sinceri e farlo non per politica, non per bellezza, ma perche' ci si crede. E poi rompere le scatole, incessantemente, incessantemente.

Thank you Vermont.



Thursday, May 3, 2012

Il fracking e la salute delle donne



Sara Jerving e' una giornalista che scrive per il Center for Media and Democracy. Ha scritto un report giornalistico sugli effetti del fracking sulla salute delle donne. Interessantissimo, ma non dissimile dai soliti effetti delle trivellazioni sulla salute delle donne: aborti, problemi ai sistemi riproduttivi, e danni ai feti, nonche' tumori al seno, alla cervice, al colon, alle ghiandole endocrine, alla laringe, alle ovaie, al retto, all'utero.

Il reportage si chiama "The fracking frenzy's impact on women" - "L'impatto sulle donne della corsa al fracking".

La prima sezione si intitola "Toxins in fracking process linked to breast cancer", "Le tossine nel processo di fracking sono collegate ai tumori al seno".

Infatti guarda caso, nelle sei contee in Texas dove fanno fracking in maggior misura, ci sono stati aumenti di casi di tumore al seno, mentre sono in calo nel resto dello stato. Il rapporto parla anche di benzene, cancerogeno, di materiale radioattivo, e di morie di animali.

L'EPA e' the Environmental Protection Agency degli USA - l'equivalente del Ministero dell'Ambiente.

Not only do the chemical cocktail inserted into the ground been shown to contaminate groundwater and drinking water, but fracking fluid also picks up toxins on its trip down to the bedrock and back up again that had previously been safely locked away underground. Chemicals linked to cancer are present in nearly all of the steps of extraction — in the fracking fluids, the release of radioactive and other hazardous materials from the shale, and in transportation and drilling related air pollution and contaminated water disposal. 

Non solo le sostanze tossiche iniettate nel sottosuolo contaminano le falde acquifere e l'acqua potabile, ma i fluidi del fracking catturano varie tossine nel loro viaggio verso su e giu' da e verso il sottosuolo che madre natura aveva seppellito in sicurezza. Sostanze chimiche collegate al cancro sono presenti in tutte le fasi dell'estrazione - nei fluidi del fracking, nel rilascio di sostanze radioattive e di altro material dallo shale gas, nel trasporto e nelle trivellazioni che inquinano l'aria e nella dismissione di acqua contaminata.

Some reports indicate that more than 25 percent of the chemicals used in natural gas operations have been linked to cancer or mutations, although companies like Halliburton have lobbied hard to keep the public in the dark about the exact formula of fracking fluids. According to the U.S. Committee on Energy and Commerce, fracking companies used 95 products containing 13 different known and suspected carcinogens between 2005 and 2009 as part of the fracking fluid that is injected in the ground. These include naphthalene, benzene, and acrylamide. Benzene, which the U.S. EPA has classified as a Group A, human carcinogen, is released in the fracking process through air pollution and in the water contaminated by the drilling process. The Institute of Medicine released a report in December 2011 that links breast cancer to exposure to benzene. 

Alcuni rapporti indicano che piu' del 25% delle sostanze chimiche usate nelle operazioni di trivellazione del gas naturale, sono stati collegati a cancro o mutazioni, sebbene alcune ditte, come la Halliburton, a lungo hanno cercato di fare operazioni di lobbying per tenere nascoste le formule esatte dei fanghi usati per il fracking. Secondo la US Committee on Energy and Commerce, le ditte del fracking fra il 2005 e il 2009 hanno usato 95 prodotti che contengono 13 sostanze carcinogeniche note o sospette, come parte delle miscele di fracking che sono iniettate nel sottosuolo. Queste includono naphtalene, benzene e acrylamide. Il benzene, che la EPA degli USA ha classificato come parte del gruppo A, un carcinogenico umano, e' rilasciato nella fase di fracking tramite inquinamento in aria e in acqua durante le trivellazioni. L'istituto di medicina ha rilasciato un rapporto nel dicembre 2011 secondo cui l'esposizione al benzene causa tumori al seno.

Up to thirty-seven percent of chemicals in fracking fluids have been identified as endocrine-disruptors — chemicals that have potential adverse developmental and reproductive effects. According to the U.S. EPA, exposure to these types of chemicals has also been implicated in breast cancer. 

Fino al 37% delle sostanze chimiche usate nel fracking sono state identificate come sostanze che hanno effetti negativi sui sistemi endocrini  - cioe' che hanno effetti avversi sui sistemi di sviluppo e riproduttivi. Secondo l'EPA degli USA, l'esposizione a queste sostanze chimiche e' collegato al cancro al seno.

The Marcellus Shale in the northeast part of the United States also naturally contains radioactive materials, including radium, which is largely locked away in the bedrock. The New York’s Department of Environmental Conservation (DEC) analyzed 13 samples of water, contaminated by the fracking process, as a result of the hydraulic fracturing of the shale during the extraction process. The DEC found that the resulting water contained levels of radium-226, some as high as 267 times the limit for safe discharge into the environment and more than 3000 times the limit safe for people to drink. One gas well can produce over a million gallons of contaminated water. A New York Times expose in 2011, released secret EPA documents that illustrated how this water is sometimes sent to sewage plants that are not designed to process the dangerous chemicals or radiation which in some instances are used in municipal drinking supplies or are released into rivers and streams that supply drinking water. 

La zona del Marcellus Shale nel parte nord-est degli USA contiene materiale radioattivo allo stato naturale, fra cui il radon, che e' in maggior parte contenuto nella roccia sotterranea. Il New York Department of Environmental Conservation (DEC) ha analizzato 13 campioni di acqua contaminata dal processo di fracking. Hanno trovato che l'acqua conteneva alti tassi di radium-226, in alcuni casi fino a 267 volte piu' di quanto possibile rilasciare in ambiente, e piu' di 3000 volte maggiore il limite di tossicita' per gli umani. Un pozzo di gas puo' produtte piu' di un milione di galloni di acqua di acqua contaminata (4 milioni di litri). Un espose' del New York Times del 2011, ha reso pubblici alcuni documenti segreti segreti dell'EPA secondo il quale questa acqua viene in alcuni casi mandata alle centrali di trattamento che non sono state disegnate per tali trattamenti con sostanze chimiche e radiazione che viene mandata alle fonti idriche municipali o sono rilasciate nei fiumi e nei torrenti che alimimentano le fonti idriche.

Emerging data points to a problem requiring more study. In the six counties in Texas which have seen the most concentrated gas drilling, breast cancer rates have risen significantly, while over the same period the rates for this kind of cancer have declined elsewhere in the state. Similarly, in western New York, where traditional gas drilling processes have been used for decades before hydrofracking came along, has been practiced for nearly two centuries, rural counties with historically intensive gas industry activity show consistently higher cancer death rates (PDF) than rural counties without drilling activity. For women, this includes breast, cervix, colon, endocrine glands, larynx, ovary, rectal, uterine, and other cancers. 

Alcuni dati recenti mostrano che c'e' bisogno di maggiori studi. Nelle sei contee del Texas dove ci sono stati i maggiori tassi di trivellazione di gas, i tassi di tumori al seno sono aumentati in maniera sostanziale, mentre nel resto dello stato i tassi per questo tipo di cancro sono scesi. Allo stesso modo, nella parte occidentale dello stato New York dove le trivellazioni convenzionali di gas sono stati usati per decenni prima del fracking, alcune contee con alti tassi di operazioni petrolifere mostrano alti tassi di morti per tumore, rispetto alle contee in cui non ci sono state attivita' petrolifere. Per le donne, questo include cancro al seno, alla cervice, al colon, alle ghiandole endorcine, alla laringe, alle ovaie, al retto, all'utero.

La sezione successiva ha per titolo "Toxins linked to Spontaneous Abortion and Birth Defect", "Le tossine collegate agli aborti spontanei e ai danni alla nascita". In particolare, si sono gia' registrati forti tassi di aborti e di feti morti alla nascita fra animali, specie mucche, tenute vicino ai pozzi del fracking.

Certain compounds, such as toluene, that are released as gas at the wellhead and also found in water contaminated by fracking have the potential to harm to pregnant women or women wishing to become pregnant. According to the U.S. EPA, studies have shown that toluene can cause an assortment of developmental disorders in children born to pregnant women that have been exposed to toulene. Pregnant women also carry an increase risk of spontaneous abortion from exposure to toluene. Wyoming failed to meet federal standards for air quality due to fumes containing toluene and benzene in 2009. 

Alcuni composti chimici, come il toluene, che sono rilasciati dal pozzo e sono anche riscontrati nell'acqua contaminata dal fracking, hanno il potenziale di causare danni a donne incinte o che vorrebbero essere incinte. Secondo l'EPA degli USA, alcuni studi mostrano che il toluene puo' causare una serie di disturbi allo sviluppo del feto e di bambini nati da donne incinte esposte al toluene durante la gravidanza. Il toluene causa anche aumenti di rischio di aborti spontanei nelle donne. Lo stato del Wyoming non ha rispettato i livelli federali standard per la qualita' dell'ambiente a causa dei fumi tossici di toluene e di benzene nel 2009.

L'articolo denuncia anche i tentativi dei petrolieri di far finta di avere a cuore i problemi delle donne, dipingendo di rosa alcuni pozzi e facendo delle donazioni alla ricerca sul cancro al seno, mentre allo steso tempo iniettano enormi quantita' di sostanze carcinogeniche, neurotossine, biocidi e sregolatori dell'attivita' endocrina, mentre trivellano, causano perdite e rilasciano monnezza sopra e sottosuolo.

Evviva i petrolieri allora!

Sunday, August 14, 2011

Comiche ENI: come ridurre l'inquinamento




Se uno va sui siti virtuali dell'ENI trova una bella pagina di "ENI-scuola" (ma cos'hanno da insegnare?) dove ti dicono come inquinare di meno. Ecco i consigli della ditta piu' inquinante d'Italia per non inquinare. Sicuramente sono dei maestri:

1. Usare bici, tram, treno o le proprie gambe
2. Abbassare la temperatura d'inverno, anche di un solo grado
3. Spegnere la luce
4. Non usare troppa carta
5. Riciclare e scegliere prodotti con gli involucri meno ingombranti.

Ti spiegano pure cos'e' l'inquinamento dell'aria, e che effetti ha.
Bravissimi.

Se uno invece va a Viggiano su altri siti dell'ENI, reali e non virtuali, trova una bella centrale di desolforazione. La chiamano "centro oli", per non inquinare le loro boccuccie di rose con il nome raffineria. Qui invece che consigli per il rispetto dell'ambiente dati agli altri, ci sono le prove di come l'ENI stessa lo rispetti questo ambiente di cui tanto si riempie suddetta bocca.

Siccome la regione latita, ed e' troppo impegnata a rincorrere i miraggi del raddoppio petrolifero, che loro chiamano "Memorandum d'intesa", il compito di vigilare sul territorio spetta alla gente normale.

Un gruppo di volontari detto "Laboratorio per Viggiano" ha divulgato fatto dei campionamenti fatti dall'Arpab, l'agenzia regionale per l'ambiente di Basilicata, attorno alla centrale. Hanno trovato che le falde acquifere attorno al centro oli di Viggiano contengono tolune e benzene, parte della famiglia dei BTEX, che sono cancerogeni noti. Anche i livelli di nichel, zolfo e manganese sono alti. Sia il nichel che il manganese sono cancerogeni.

Mi sa che fra i consigli dell'inquinamento non c'era scritto niente sul benzene in falda!

Domande:

Dove finisce quell'acqua? Nei campi? Nelle case della gente? Chi la beve?

Di chi e' la colpa?

Chi ripulisce il tutto?

Chi paga i danni?

Vito de Filippo ha qualcosa da dire? Agatino Mancusi ha qualcosa da dire? Paolo Scaroni ha qualcosa da dire?

Ma con quale faccia tosta parlano di raddoppio delle estrazioni, e tacciono di fronte a queste cose?

Invece che accettare tutto alla cieca, Vito de Filippo non dovrebbe sentirsi obbligato a *chiedere* multe, controlli, e risarcimenti?

Ma come, erano tutti cosi' vitriolici per l'elemosina petrolifera della bonus card vietata, e ora invece per i cancerogeni in acqua, stanno zitti - chi si e' visto si e' visto?

Credo fortemente che invece del Memorandum in Basilicata ci vorrebbe un altra M: quella della Moratoria su tutti pozzi futuri di Basilicata.
Hanno gia' dato.

Fonte: OLA

Wednesday, April 20, 2011

Sul sole 24 ore



Sono passati diversi giorni dalla fine della «Copam 2011», la conferenza sponsorizzata da Assomineraria per mostrare che è possibile sposare assieme petrolio ed ambiente in Basilicata.

Da persona di scienza, non al soldo di Eni o di altre ditte petrolifere, sono molto disturbata dai contenuti ascoltati, che interpreto come pura e anacronistica propaganda.

Nessun cittadino che da anni si batte per una Basilicata pulita, come quelli dell’«Organizzazione Lucana Ambientalista», è stato invitato a presentare le proprie argomentazioni.

I fatti non si possono però nascondere.

In alcune località lucane il petrolio è entrato nella catena alimentare. Molti giovani non vedono futuro davanti a sé e lasciano in massa la Lucania: a loro il petrolio non ha portato nessun tipo di vantaggio occupazionale o economico.

Il monitoraggio Eni in Val D’Agri è iniziato con dodici anni di ritardo. Ci vorranno anni per arrivare a un qualche tipo di conclusione.

Intanto, la petrolizzazione selvaggia va avanti.

Si parla di voler incrementare la produzione di idrocarburi a 185mila barili al giorno e di trivellare nei parchi nazionali, in riva al mare, vicino ai Calanchi, e addirittura a cinquecento metri dagli ospedali civili.

A cosa serve un osservatorio ambientale se intanto le trivelle procedono imperterrite?

La cosa più preoccupante però è che la Basilicata, prima che essere un giacimento petrolifero, è una importante riserva d’acqua per l’Italia, un bene più prezioso e strategico per il nostro paese, che rischia di essere irrimediabilmente compromesso dalle estrazioni petrolifere.

Alcune sorgenti idriche sono state già chiuse, come «Acqua dell’Abete e della Terra», nel comune di Calvello (Pz). Anche la diga del Pertusillo è inquinata da residui che si sospetta essere petroliferi.

Per esplorare e per mettere in produzione un pozzo di petrolio o di gas occorre iniettare una grande quantità di liquidi e fanghi tossici nel sottosuolo. Il petrolio stesso si accompagna ad altra acqua tossica detta di “produzione”, mista da millenni al petrolio e spesso ricca di elementi cancerogeni.

Qualche volta per smaltire questi residui fangosi ed acque di scarto li si reinietta tali e quali sottoterra. È facile allora che migrino nel terreno, intaccando le falde idriche.

A volte le reiniezioni causano anche terremoti di intensità media, secondo quella che viene chiamata "sismicità indotta". Esempi di inquinamento di acqua e di terremoti dovuti all’industria degli idrocarburi esistono in tutto il mondo, anche grazie a nuove tecniche aggressive che vanno sotto il nome di fracking.

Negli Stati Uniti si contano a migliaia i pozzi acquiferi contaminati dagli idrocarburi e anzi, in questi ultimi mesi diversi stati hanno approvato moratorie. Fra questi, quello di New York il cui sindaco si è detto profondamente contrario alle estrazioni di gas, per non compromettere l'acqua del bacino idrico che dà da bere ai newyorkesi.

È molto grave che nessuno abbia parlato di fracking in Basilicata o delle relazioni fra trivelle e terremoti, vista l’alta sismicità della regione.

Sopratutto è molto grave che i pochi strumenti legislativi che potrebbero essere usati per vigilare, come il Piano di Tutela delle Acque della regione Basilicata, non si esprimano sul tema acqua e petrolio.

Ad esempio, si progetta di reiniettare acqua tossica di produzione nel pozzo “Monte Alpi 9” a Grumento Nova, in una zona fortemente sismica e proprio nei pressi della diga del Pertusillo.
Si parla di circa un miliardo di litri di acqua di produzione, un mastodontico progetto futuro che dovrebbe preoccupare cittadini e politici.

Invece alla «Copam 2011» nessuno ne ha parlato.

Perché?

Lascia molto a desiderare anche la posizione del presidente Vito De Filippo, che propone che la regione diventi un hub petrolifero.

Chi gli ha dato il diritto di prendere decisioni con effetti così profondi e duraturi?

Ne aveva parlato in campagna elettorale?

Non sarebbe stato più trasparente parlarne prima con il suo elettorato, piuttosto che ad una conferenza sponsorizzata da Assomineraria?

Chi scrive vive in California, dove le ditte petrolifere sono obbligate per legge a dichiarare che l’attività estrattiva e di raffinazione degli idrocarburi porta tumori, malattie riproduttive e malformazioni fetali a chi ci vive vicino.

Fra i firmatari Shell, Exxon e Chevron. Parallelamente si assiste ad uno spaventoso aumento di tumori in Basilicata, senza che nessuno anche solo ponga la domanda se questo possa essere frutto delle estrazioni petrolifere.

Ecco, il convegno a cui ho assistito grazie alle dirette streaming mi ha dato l’impressione di voler nascondere delle verità amare e scomode e far finta che tutto andasse bene.

La verità è che sposare petrolio e ambiente è impossibile. Non ci è riuscito mai nessuno, nemmeno i norvegesi.

Non sono lucana, ma sono venuta diverse volte in Basilicata a parlare di petrolio, usando la scienza nel modo più pulito e onesto che conosca.

Sono rimasta incantata dalla bellezza di certi luoghi e non posso tacere di fronte alla malafede di chi dice che si può fare tutto. Non lo trovo giusto!

Ai lucani l’augurio di scandalizzarsi sempre di più per un ambiente migliore e per una classe politica più coraggiosa, che abbia veramente a cuore la terra e le generazioni future.

MRD

Wednesday, October 8, 2008

Azioni criminali ENI. Parola di ENI


Sono andata a scovare il report 2008 che l'ENI presenta ogni anno al New York Stock Exhange dove diffonde tutte le notizie su di se che possono interessare gli investitori. Il modulo si chiama F-20 e l'ente che lo revisiona si chiama Security Exchange commission - SEC. Se scopri che menti ti cacciano da Wall Street. L'ENI riporta pagine e pagine di procedimenti criminali fatti contro di se. Ecco un po di "procedimenti criminali", l'ENI ne riporta circa DIECI PAGINE fitte fitte. Oltre ai danni ambientali ci sono cause per avere creato cartelli, per avere violaot l'antitrust, per avere non pagato le tasse.

Sono loro stessi a chiamarli procedimenti criminali. Mi limito a riportare brevi riassunti delle cause che hanno o hanno avuto negli ultimi tempi per danni all'ambiente e alla salute dell'uomo. L'ordine e' cosi' come lo elenca l'ENI, e dunque non cronologico.

18) 2008: L'ENI chiamata in causa dalla regione Veneto, l'Ente Parchi della privincia del Po, la provincia di Rovigo, la provincia di Venezia, la Provincia di Ferrara, la citta' di Comacchio a rispondere di tentata strage e di alluvione.

17) 2007: Causa a Carrara per inquinamento irreversibile alla bellezza naturale del sito di stoccaggio di idrocarburi in localita' Avenza. Fra gli accusanti il ministero dell'Ambiente

16) 2007: Causa ad Augusta per inquinamento da Mercurio dovuta alle emissioni ENI.

15) 2006: Causa a Torino per l'inquianamento da DDT a Pieve Vergonte, sul Lago Maggiore

14) 2006: Causa a Priolo (Siracusa) per incendio negligente

13) 2004: Causa a Rovigo per i crimini collegati ad attivita' di smaltimento illegale di rifiuti a Mantova.

12) 2004: Causa a Rovigo per le emissioni nocive di un impianto petrolifero a Mantova

11) 2004: Causa a Rovigo per smaltimento illegale di rifiuti a Loreo (Rovigo)

10) 2003: Causa a Crotone per danni ambientali dell'ENI e per danni irreversibili alla bellezza naturale nel sito di Averza

9) 2002: Causa a Venezia per danni ambientali alla Laguna di venezia causati dallo stablimento di Porto Marghera

8) 2002: Incendio a Gela. Processo all'ENI per incendio negligente, crimini contro l'ambiente e contro la belezza naturale.

7) 2002: Causa a Gela contro l'ENI per avere causato danni alla salute umana con la
raffineria e le sue emissioni

6) 2002: Causa a Gela per l'inquinamento delle falde acquifere. L'ENI accusata di comportamenti criminali nello smaltimento di rifiuti derivanti dalla raffineria e di aver causato danni ambientali e all'approviggionamento idrico. Ricordo che a Gela l'acqua del rubinetto non e' potabile a causa dell'ENI.

5) 2002: Causa a Priolo (Siracusa) per avvelenamento intenzionale. L'ENI accusata di avere causato infiltrazioni di sostanze tossiche nelle fonti di approviggionamento iderico. L'ENI condannata a ripulire la zona.

4) 2002: Causa a Gela per violazione delle leggi sullo smaltimento dei rifiuti. L'ENi condannata al pagamento di una multa per avere disperso nell'ambiente residui petroliferi inquinanti.

3) 2000: Causa a Brindisi per inquinamento di sostanze chimiche tossiche dal 1960 ad oggi.

2) 1997: Causa a Venezia per crimini e cattiva conduzione di Marghera, dal 1970 al 1995.

1) 1992: Causa a Mantova per inquinamento dal 1976 al 1990

Ci sono poi pagine e pagine di altri tipi di reati, d'altra parte la madre di tutte le tangenti e' venuta fuori proprio dall'ENI, che possiamo aspettarci da gente simile? Considerate le reticenze che hanno avuto nel dichiarare lo stop al progetto di Miglianico, chissa' quante altre procedure legali ambientali si sono "dimenticati".
Per esempio che sono sotto processo a Viggiano, per dirne una. O che qualche mese fa L'ENI e' stata condannata al pagamento di 7,5 milioni di dollari per inquinamento ambientale in Kazakhstan assieme alla inglese BP. Vogliamo fidarci proprio di questa gente? Io non gli affiderei neppure la pulizia condomiale.

Domani proiezione del video il ritorno di Attila a Rocca san Giovanni alle 9 di sera.

Ancora onore alle due famiglie che, almeno a quanto ne so io, hanno resitito ai petrolieri e non hanno firmato l'atto di compravendita.

Fonti:ENI SPA Form 20-F Maggio 2008