.

.
Showing posts with label Sacramento. Show all posts
Showing posts with label Sacramento. Show all posts

Sunday, July 9, 2017

I cambiamenti climatici e un modo semplice per intervenire: piantare alberi




Pare che in Italia ora ci sia la moda del tagliare alberi.

Non solo i criminali che appiccano il fuoco sul Vesuvio, o nei parchi per farci speculazioni di vario genere, ma proprio gli amministratori delle citta'. A volte sono pure quelli che fanno palazzine, o pure i proprietari delle case che preferiscono lastricati e cemento all'albero.

L'albero significa manutenzione, foglie da pulire, radici che crescono, potature. Perche' tenerli? Meglio tagliarli e invece restare con del bellissimo asfalto nero, no?

Gli alberi significano anche ombra, bellezza, pace, mitigazione del rumore, microhabitat per uccelli e altri animali urbanizzati, che purtroppo questi stupidi amministratori non riescono a vedere e a capire.

Gli alberi significano pure temperature locali minori, che di questi tempi in cui il clima cambia (per colpa nostra!) e' certo qualcosa di importante.  Magari ci si puo' risparmiare un po di aria condizionata se invece c'e' il fresco dell'albero.

---

Qualche mese fa a Los Angeles ci fu un lungo reportage sulla stampa di un mega studio su come cercare di fermare i cambiamenti climatici nella nostra citta', e l'aumento di temperatura in varie zone, dalla costa, al downtown, all'entroterra quasi-deserto.

Come tutti i centri urbani abbiamo qui quello che si chiama “urban heat island effect.” -- cioe' che le citta' con l'asfalto, tetti neri, scarsa vegetazione e macchine dappertutto sono sempre surriscaldate, piu' delle zone rurali nei dintorni.

Per esempio, l'asfalto assorbe il 90% della radiazine che gli arriva sopra. Parte del calore intrappolato viene poi rilasciato in atmosfera durante le ore piu fresche, anche durante la notte. 

Cosa fare?

Mmh. Datosi che non possiamo ne' pregare Giove Pluvio, ne' pensare di manipolare il clima, il sindaco di LA, Eric Garcetti, mette assieme ben 20 esperti per cercare di capire il dafarsi.

Ecco qui cosa hanno pensato:

Opzione uno: usare asfalti speciali che riflettono i raggi del sole. Un po ne hanno installati, per esempio nei parcheggi delle scuole o dove i ragazzi giocano, e hanno avuto successo.

Opzione due: usare tetti speciali "rinfrescanti" con meccanismi che similmente possano riflettere i raggi del sole, oppure tetti verdi, con piante e non tegole. 

Opzione tre e poi risultata la migliore di tutte:  piantare alberi.

Come sono arrivati a questa conclusione? Il professor George Ban Wiess della University of Southern California e i suoi studenti hanno fatto modelli e simulazioni includendo *tutti* gli alberi, le case e gli edifici di Montebello, una zona qui a Los Angeles, e hanno cercato di capire cosa sarebbe successo con le varie opzioni di mitagazione della temperatura - tetti verdi, asfalti speciali, piu' alberi.

La cosa migliore era: piantare gli alberi. Si poteva abbassare la temperatura anche 2 gradi centigradi in alcuni casi.

---

Questo studio ha richiesto tempo, fondi, personale. Ma soluzione trovata e' semplice, di buon senso.
Non servivano tutti quei soldi.

Io veramente non capisco questa follia di tagliare alberi in Italia.

Intanto.

Qual'e' la citta' al mondo con piu' superficie aerea coperta da alberi, secondo Treepedia, progetto figlio Massachusetts Institute for Technology  che si occupa di studiare le foreste urbane?

Singapore, con il 29.3% della citta' vista dall'alto coperta dal verde.

L'Italia non c'e' nella top ten.

Le altre sono qui:

Vancouver, CA 25.9%

Sacramento, USA 23.6%

Francoforte, Germania 21.5%

Ginevra, Svizzera 21.4%

Amsterdam, Olanda 20.6%

Seattle, USA 20%

Toronto, Canada 19.5%

Miami, USA 19.4%

Boston, USA 18.2%

Tel Aviv, Israele 17.5%

Los Angeles, USA 15.2%
























Monday, July 13, 2015

Obama: la solarizzazione per tutti




Finalmente una decisione di Obama di cui andare fieri.

Nonostante tutti gli ostacoli possibili e immaginabili imposti da petrolieri e da amanti dello status quo, i costi dell'energia solare continuano a calare. Diventa sempre piu' facile passare al sole, i costi sono facilmente recuperabili, si risparmia su tempi che diventano sempre piu' corti, e c'e' anche un pizzico di orgoglio ambientale.

Rimane una barriera economica all'inizio, che diventa anche psicologica. In molti, pensano che non possono permettersi di installare i pannelli sui tetti. E voila'. Fra le tante mosse ambientali discutibili di Obama, questa e' lungimirante e democratica: una solar initiative per aiutare chi non ha il capitale giusto a prodursi l'energia da soli e dai propri tetti.  Direttamente dalla Casa Bianca. E' una proposta bella, articolata, ponderata in cui si vince tutti: i poveri, l'ambiente, e l'economia, visto che il solare incentiva lo sviluppo di posti di lavoro locali. 

La Casa Bianca spiega che negli USA l'industria del sole e' cresciuta dieci volte di piu' del resto dell'economia mentre i costi sono dimezzati.  Obama pone allora l'obiettivo di generare energia dal sole anche in comunita' meno abbienti -- dai tetti delle case popolari, con progetti piccoli e grandi  finanziati da denari pubblici e di filantropi, con assistenza tecnica, e coinvolgendo enti locali a sviluppare progetti verdi anche in comunita' povere.

E con la solarizzazione diffusa, l'obiettivo di creare 75,000 nuovi tecnici specializzati entro il 2020. AmeriCorps, una sorta di servizio civile di volontari partecipera' alla formazione dei tecnici e aiutera' nll'attuazione dei progetti. Ci saranno incentivi per l'assunzione di militari al ritorno dalle guerre in Medio Oriente per dar loro un futuro nell'industria solare, e anzi esiste gia' il programma Solar Ready Vets (dove Vets sta per veteran, reduci di guerra) dove i militari vengono formati per diventare specialisti da impiegare per la solarizzazione delle basi militari americane.

Lo stato della California ha gia' un programma simile, figlio del cap and trade initiative. Ogni anno lo stato fissa delle quote massime di CO2 che possono finire in atmosfera (cap). Una parte viene data gratuitiamente agli industriali, per il resto occorre partecipare ad aste o comprarli direttamente dal governo.  Cosi ciascuno ha la sua quota di CO2. Chi vuole immette in atmosfera di piu' di quanto gli e' concesso -- petrolieri in primis -- puo' scambiare quote aggiuntive con chi invece non usa tutti i propri crediti (trade).

Ogni anno le quote generali vengono abbassate. Ad esempio, il cap del 2015 e' stato di 395 milioni di metri cubi. Nel 2020 sara' di 334. Con i soldi hanno creato la Greenhouse Gas Reduction Fund (GCRF) che vengono usati per promuovere progetti green. Dal Novembre 2012 ad oggi hanno raccolto circa 3 miliardi di dollari.

A Sacramento nasce cosi' GRID Alternatives che elargisce 1,600 pannelli solari gratis ai piu' poveri.
Gratis - dai petrolieri ai tetti. 
Per ora, funziona.

Saturday, July 14, 2012

Sacramento boccia i pozzi di stoccaggio del gas



Do I think it's likely there would be a problem? 
No. But as we've seen in many recent events, things do happen that we don't expect. 
In this instance, I think it's simply a risk too big to take, 
given the marginal need for this facility.


Credo che ci possano essere problemi? 
No. Pero' come abbiamo visto accadere in molti eventi recenti, a volte succedono cose inaspettate.
In questo caso, credo che sia un rischio troppo grande che non possiamo prenderci, e data l'utilita' marginale di questo progetto. 



E cosi mentre in Italia si copiano solo le cose sciocche degli americani, le cose buone passano in sordina.

Il nome "Florin gas field" forse non dice molto in Italia, ma per circa cinque anni e' stato un piccolo di campo di battaglia fra cittadini e petrolieri.

Questo campo di gas - Florin - e' in realta' esausto dal 1987, avendo finito il suo ciclo produttivo.

Venti anni dopo, nel 2007, una ditta dal nome Sacramento Natural Gas Storage ha avuto la brillante idea di usare i pozzi dismessi per farci un centro di stocccaggio.

Pompo dentro d'estate, estraggo d'inverno, e poi conto i soldi.

Esattamente come si vuol fare a Rivara, a San Martino sulla Marrucina, a San Benedetto del Tronto, a Porto Sant'Elpidio.

Il giorno 12 Luglio 2012, dopo 5 anni di battaglie, il progetto e' stato definitivamente bocciato dalla PUC dello stato della California, per 3 a 2. La PUC e' la Public Utilities Commission  che decide sul'utilita' delle opere pubbliche e di atto impatto e il cui direttivo e' costituito da 5 membri votanti.

Anche qui la stampa ha parlato di Davide contro Golia, considerato che c'erano in ballo 70 milioni di dollari di progetto per stoccare  7.5 miliardi di metri di cubi di gas a ridosso della zona residenziale di Avondale/Glen Elder a Sacramento.

Il film l'abbiamo gia' visto - le promesse da parte della ditta committente di lavoro, soldi, gas da stoccare, il "bisogno" di sicurezza energetica,  e udite udite, il promuovere il gas come "energia verde":

Queste infatti le parole del capo della Sacramento Natural Gas Storage, Don Russell:

Now that we're scared of natural gas, what does that do to the state for the next 20 years? It's the bridge to renewable energy. If you back off that, it's tough on the economy and the whole green energy movement.

Ora, se abbiamo paura del gas naturale, cosa fara' lo stato per i prossimi 20 anni. E' il ponte verso l'energia rinnovabile. Se ti fermi qui, e' dura per l'economia e per tutto il movimento di energia verde 

Ma non gli hanno creduto, ne residenti, ne la maggioranza dei membri della commisione, appunto perche' i rischi non valgono i benefici. Nel 2010 infatti a San Bruno, vicino a San Francisco e' scoppiata una tubatura di gas, causando la morte di otto persone.

Mark Ferron, anche lui membro votante della PUC:

While the project no doubt would provide added flexibility and reliability for natural gas, it is clearly not essential.

Anche se il progetto avrebbe portato flessibilita' e certezze per il gas naturale, e' chiaramente non essenziale.

Interessante l'opinione di Catherine Sandoval, ultimo membro che ha votato no al progetto. Lei e' originaria di Montebello, CA dove c'era un vecchio campo di gas trasformato - nel 1956 - in un sito di stoccaggio del gas. La Sandoval ricorda che il sito ha avuto numerose perdite nel corso degli anni, che l'area scelta a Sacramento e' intensamente popolata e anche qui, che per questo il gioco non vale la candela.

Il rapporto finale della PUC e' che

...not building the project is the “environmentally superior” alternative. The project poses “significant and unavoidable” impacts including the potential for gas leaks and groundwater contamination.

 ...non costruire il progetto e' l'altermativa "superiore dal punto di vista ambientale". Il progetto pone degli impatti "significativi e inevetabili" fra cui il potenziale di perdite di gas e di contaminazione delle falde acquifere.

E poi si aggiunge

The proposed project is not considered environmentally preferable due to the potential consequences of release of natural gas within an area containing a substantial population. 

Il progetto proposto non e' considerato preferibile dal punto di vista ambientale a causa del poteniale rilascio di gas naturale in un area che continene popolazione elevata. 

Gas migration could result in groundwater impacts, health effects and potentially flash fires or explosions. 

Le migrazioni di gas potrebbero risultare in impatti alle falde acquifere, danni alla salute e potenziali esplosioni di incendi. 

 Fine del progetto dunque con buona pace della Sacramento Natural Gas Storage. I cittadini che si sono attivati per questi scorsi 5 anni non stavano nella pelle per la gioia, una specie di scene come quelle viste a Bomba.

 E in Italia?

Dobbiamo aspettare anche noi una nuova catastrofe a San Martino sulla Marrucina, a Porto Sant'Elpidio, a San Benedetto del Tronto a Rivara, dove vogliono stoccare gas in zone densamente abitate, prone a terremoti e subisdenza per decidere che e' forse non e' utile a nessuno continuare a insultare madre natura per speculazioni di dubbia utilita'?