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Thursday, September 27, 2018

Canada: bocciato l'oleodotto delle Tar Sands per salvare le orche









Una corte federale del Canada doveva decidere se approvare un oleodotto, una estensione verso il mare della esistente Trans Mountain Pipeline, oppure se salvare le orche che vivono nel mare nel punto di approdo dell'oleodotto.

Per una volta hanno fatto la cosa giusta: hanno salvato le orche, e bocciato l'oleodotto.

La corte aggiunge, nella sua decisione finale che la ditta proprietaria dell'oleodotto, chiamata Kinder Morgan e con sede in Texas, non solo non ha considerato il suo impatto sulle orche ma non ha neanche appropriatamente tenuto conto del parere delle tribu' indigene del Canada e non ha eseguito studi appropriati sul traffico marino.

La battaglia arriva dopo almeno due anni di lotte in tribunale e nella corte dell'opinione pubblica, con gli indigeni, gli ambientalisti e la citta' di Vancouver che hanno esposto assieme causa alla Kinder Morgan nel 2016.  Anche il governatore dello stato di Washington, negli USA a sud del confine con il Canada si e' dichiarato contrario.

Innumerevoli le proteste da tutti e due i lati del confine fra gli USA e il Canada.

Se pure la Kinder Morgan dovrebbe iniziare domani a studiare per bene cio' che la corte le ha chiesto -- effetti del traffico marino, sulle orche, sulle terre degli indigeni -- ci vorrebbero anni. Per cui per adesso e' tutto sospeso.

La preoccupazione collettiva era per la qualita' dell'acqua, e per la qualita' di vita delle orche nel

L'oleodotto della nostra discordia, il Trans Mountain pipeline doveva connetere il petrolio delle Tar Sands del Canada, dalla citta' di Edmonton, Alberta, fino a Burnaby, British Columbia, sull'oceano pacifico. L'estensione sarebbe stata di circa 1000 chilometri in parallelo ad una linea gia' esistente, e avrebbe dovuto triplicare il flusso di petrolio fino a quasi 890mila barili al giorno. Era un progetto da 3.5 miliardi di dollari.

Le tribu indigene erano fortemente contrarie perche' di quei 1000 chilometri, molti sarebbero passati nelle loro riserve.

Quel gran signore di Justin Trudeau che gioca a fare il figo invece dice che lui era d'accordo a questo Trans Mountain Pipeline perche' l'oleodotto avrebbe aumentato le esportazioni verso l'Asia, avrebbe diminuito la dipendenza energetica del Canada dagli USA, e avrebbe portato a 15mila nuovi posti di lavoro.

Come sempre la manna petrolifera!
La Kinder Morgan ha annunciato che abbandonera' il progetto e che anzi, lo venderanno al governo del Canada.

Per varie settimane abbiamo seguito la storia di J35, l'orca la cui piccola muore e che lei ha cercato disperatamente di tenere a galla, per almeno 17 giorni.

Sono queste le orche che occorre salvare.  Mentre che qui parlano di oleodotti di quelle orche qui ne sono rimaste sole 75.


Saturday, November 7, 2015

Obama boccia Keystone




Un'altra notizia bellissima per chiunque lotti per la giustizia ambientale, in qualsiasi parte del pianeta.

Il Keystone Pipeline e' stato finalmente bocciato dall'amministrazione Obama. L'oleodotto della nostra discordia, 1180 miglia che avrebbero dovuto trasportare 830 mila barili di petrolio derivante dal bitume delle tar sands del Canada ogni santo giorno da Calgary fino a Houston non s'avra' da fare.

Perche'? Perche' costruirlo, ed estrarre il petrolio che dovra' trasportare, peggiorera' i cambiamenti climatici. Questo e' il verdetto finale del presidente Obama. E' una vittoria storica, per la portata del progetto, per la persistenza dei petrolieri, per le proteste che si sono susseguite nel corso degli anni e  perche' e' arrivato addirittura il veto presidenziale.

Non era mai successo prima che il presidente degli Stati Uniti d'America rigettasse un opera petrolifera di questa portata per evitare di immettere altra CO2 in atmosfera.  Mai.

La battaglia di Keystone e' una vittoria di tutti che nasce quasi disperata sette anni fa, nel 2008. Come per tanti progetti petroliferi era tutto gia' programmato, e si pensava che ottenere i permessi sarebbe stato facile. Nessuno sapeva niente delle Tar Sands del Canada.

E invece, giorno dopo giorno, protesta dopo protesta, siamo arrivati fin qui. Non ci si e' arresi mai e man mano che aumentava la presa di coscienza si sono moltipilicate le manifestazioni di contrarieta' a Keystone: dalle comunita' indigene del Canada, ai contadini del Nebraska, ai ranchers del South Dakota, agli attivisti di New York, coinvolgendo studenti, suore, scienziati, scrittori. E anche chi viveva lontano ha mandato lettere di protesta, ha organizzato sit-in nelle principali citta' americane e canadesi, nelle universita', ha fatto circolare video e petizioni on line.

Alla fine, Keystone e' diventato un simbolo: attivisti e ambiente contro petrolieri e politici. Abbiamo vinto noi.

Ed e' qui il segreto della vittoria, io credo, che si tratti di Keystone in Texas o di Arborea in Sardegna, di Ortona e Bomba in Abruzzo, o del parco del Curone in Lombardia: un movimento diffuso, informato, dal basso, che si attiva, si arrabbia con intelligenza, protesta, e che esige ogni giorno che i beni comuni vengano rispettati, senza compromessi.

E certo non guasta che Obama vuole lasciare il suo mandato presidenziale con un forte segnale sulla necessita' di fermare i cambiamenti climatici. O che il nuovo primo ministro canadese, Justin Trudeau, sia molto meno agguerrito sulla "necessita'" di costruire Keystone rispetto al suo predecessore Stephen Harper.  Obama non e' sempre stato coerente nel suo ambientalismo, ma questa volta ha fatto la cosa giusta e non si e' piegato agli onnipresenti lobbisti.

Keystone e' morto e questo deve darci fiducia. Sono sicura che ci saranno altre vittorie magiche di questo tipo e che quello che adesso ci sembra speciale e difficile, diventera' sempre piu' comune, anche in Italia. Abbiamo internet, abbiamo esempi virtuosi, sappiamo sfatare le petrol-bugie e sappiamo tutti qual'e' la cosa giusta: lasciare il petrolio sottoterra e correre piu' veloci che possiamo verso un futuro fatto il 100% rinnovabili perche' di pianeta ne abbiamo uno solo.

Il giorno 9 Novembre 2015 si decideranno le sorti di Ombrina Mare, il mio tormento personale dal 2008. Spero che come Keystone verra' bocciata e che i nostri politici abbiano un cuore, una mente, un amore di democrazia, piu' grande che quelle quattro goccie di petorlio scadente sotto il mare Adriatico.

L'ingegno umano e' molto piu' grande dei buchi sottoterra, e se abbiamo messo un uomo sulla luna, possiamo anche portare il sole nelle case di tutti. 

Friday, June 7, 2013

Sergio Morandi (MOG) vs. Abruzzo - ribocciato il pozzo Scerni

Update: oggi 11 Dicembre 2013 la bocciatura definitiva della concessione Civita,
della Medoilgas. Ci sono volute 4 sedute in sede di VIA.


 Scerni (CH) popolazione 3500 
boccia pozzo esplorativo di "idrocarburi" della MOG di Sergio Morandi
nella concessione Civita.



Qualche tempo fa da questo blog organizzammo l'invio di lettere di contrarieta' alla commissione VIA d'Abruzzo, in merito al pozzo esplorativo su terraferma della MOG di Sergio Morandi detta Santa Liberata, in localita' Scerni, vicino Vasto.

Morandi e' sempre lo stesso che vuole trivellare Ombrina, e che invece a Scerni proponeva di fare
pozzo esplorativo, disboscamenti, vasche per contenimento di monnezza da quasi 400 mila litri, pozzi in zona agricola con colture di cereali, vigneti e uliveti.

A suo tempo arrivarono solo a me, circa 200 osservazioni di contrarieta' da tutta Italia - da Arborea a Parma, da Pantelleria a Padova e probabilmente molti di piu' direttamente in regione.

Il progetto fu dunque gia' bocciato nel Settembre del 2012, ma la MOG, pensando di essere piu' furba degli altri, prese le osservazioni e decise di farci delle "integrazioncine". Come dire: abbiamo letto le vostre preoccupazioni e adesso ci mettiamo una toppa.

E cosi' si e' arrivati all'incontro del 5 Giugno 2013, di nuovo per discutere la questione. Erano presenti l'instancabile Fabrizia Arduini, Maurizio Acerbo, Nicoletta Di Francesco, Peppe Angelo e Angelo Di Matteo.

La discussione  - che coinvolgeva altri progetti fra cui un nuovo mega centro commerciale - e' durata 5 ore.

Secondo il racconto che fa Fabrizia, lei stessa, Angelo e Peppe hanno protestato presso la commissione VIA sull' uso improprio delle osservazioni al fine di migliorari propri progetti.  I tre hanno sottolineato il bassissimo livello delle elaborazioni delle ditte proponenti, che spesso sono dei veri e propri copia e incolla frettolosi e malfatti, inoltre, hanno rimarcato le criticità della zona, l'assenza di una valutazione corretta degli scenari di rischio.

Il Sindaco di Scerni, Giuseppe Pomponio, ha invece confermato l'assoluta indisponibilità a trasformare una stradina rurale in una strada di accesso al futuro pozzo, con cantiere e trivellazioni e strumentazione necessaria.

E quindi, voila', il progetto e' stato bocciato per la seconda volta - con un encomiabile lavoro di gruppo ormai in atto da anni in regione. Speriamo che questa bocciatura sia l'ultima!

E quindi, caro Morandi, eccole un altro benvenuto in Abruzzo.

Spero che lei abbia capito che in mare o in terraferma nessuno la desidera qui. Lei puo' continuare ad insultarmi come vuole sulla stampa, ma alla fine sono le teorie del buonsenso e del no alle trivelle che continuano ad ostacolarla.

Buone cose, mio caro Sergio Morandi.

Ah, dimenticavo, e se veramente lei volesse fare un dibattito su Ombrina, non lo faccia con la chiesa - le loro "informazioni di parte" come le chiama lei dalle pagine del Corsera, sono venute da me e lei lo sa bene -  ma con la fonte del tutto.

Facciamolo io e lei un dibattito, ci sta?

Saturday, July 14, 2012

Sacramento boccia i pozzi di stoccaggio del gas



Do I think it's likely there would be a problem? 
No. But as we've seen in many recent events, things do happen that we don't expect. 
In this instance, I think it's simply a risk too big to take, 
given the marginal need for this facility.


Credo che ci possano essere problemi? 
No. Pero' come abbiamo visto accadere in molti eventi recenti, a volte succedono cose inaspettate.
In questo caso, credo che sia un rischio troppo grande che non possiamo prenderci, e data l'utilita' marginale di questo progetto



E cosi mentre in Italia si copiano solo le cose sciocche degli americani, le cose buone passano in sordina.

Il nome "Florin gas field" forse non dice molto in Italia, ma per circa cinque anni e' stato un piccolo di campo di battaglia fra cittadini e petrolieri.

Questo campo di gas - Florin - e' in realta' esausto dal 1987, avendo finito il suo ciclo produttivo.

Venti anni dopo, nel 2007, una ditta dal nome Sacramento Natural Gas Storage ha avuto la brillante idea di usare i pozzi dismessi per farci un centro di stocccaggio.

Pompo dentro d'estate, estraggo d'inverno, e poi conto i soldi.

Esattamente come si vuol fare a Rivara, a San Martino sulla Marrucina, a San Benedetto del Tronto, a Porto Sant'Elpidio.

Il giorno 12 Luglio 2012, dopo 5 anni di battaglie, il progetto e' stato definitivamente bocciato dalla PUC dello stato della California, per 3 a 2. La PUC e' la Public Utilities Commission  che decide sul'utilita' delle opere pubbliche e di atto impatto e il cui direttivo e' costituito da 5 membri votanti.

Anche qui la stampa ha parlato di Davide contro Golia, considerato che c'erano in ballo 70 milioni di dollari di progetto per stoccare  7.5 miliardi di metri di cubi di gas a ridosso della zona residenziale di Avondale/Glen Elder a Sacramento.

Il film l'abbiamo gia' visto - le promesse da parte della ditta committente di lavoro, soldi, gas da stoccare, il "bisogno" di sicurezza energetica,  e udite udite, il promuovere il gas come "energia verde":

Queste infatti le parole del capo della Sacramento Natural Gas Storage, Don Russell:

Now that we're scared of natural gas, what does that do to the state for the next 20 years? It's the bridge to renewable energy. If you back off that, it's tough on the economy and the whole green energy movement.

Ora, se abbiamo paura del gas naturale, cosa fara' lo stato per i prossimi 20 anni. E' il ponte verso l'energia rinnovabile. Se ti fermi qui, e' dura per l'economia e per tutto il movimento di energia verde 

Ma non gli hanno creduto, ne residenti, ne la maggioranza dei membri della commisione, appunto perche' i rischi non valgono i benefici. Nel 2010 infatti a San Bruno, vicino a San Francisco e' scoppiata una tubatura di gas, causando la morte di otto persone.

Mark Ferron, anche lui membro votante della PUC:

While the project no doubt would provide added flexibility and reliability for natural gas, it is clearly not essential.

Anche se il progetto avrebbe portato flessibilita' e certezze per il gas naturale, e' chiaramente non essenziale.

Interessante l'opinione di Catherine Sandoval, ultimo membro che ha votato no al progetto. Lei e' originaria di Montebello, CA dove c'era un vecchio campo di gas trasformato - nel 1956 - in un sito di stoccaggio del gas. La Sandoval ricorda che il sito ha avuto numerose perdite nel corso degli anni, che l'area scelta a Sacramento e' intensamente popolata e anche qui, che per questo il gioco non vale la candela.

Il rapporto finale della PUC e' che

...not building the project is the “environmentally superior” alternative. The project poses “significant and unavoidable” impacts including the potential for gas leaks and groundwater contamination.

 ...non costruire il progetto e' l'altermativa "superiore dal punto di vista ambientale". Il progetto pone degli impatti "significativi e inevetabili" fra cui il potenziale di perdite di gas e di contaminazione delle falde acquifere.

E poi si aggiunge

The proposed project is not considered environmentally preferable due to the potential consequences of release of natural gas within an area containing a substantial population. 

Il progetto proposto non e' considerato preferibile dal punto di vista ambientale a causa del poteniale rilascio di gas naturale in un area che continene popolazione elevata. 

Gas migration could result in groundwater impacts, health effects and potentially flash fires or explosions. 

Le migrazioni di gas potrebbero risultare in impatti alle falde acquifere, danni alla salute e potenziali esplosioni di incendi. 

 Fine del progetto dunque con buona pace della Sacramento Natural Gas Storage. I cittadini che si sono attivati per questi scorsi 5 anni non stavano nella pelle per la gioia, una specie di scene come quelle viste a Bomba.

 E in Italia?

Dobbiamo aspettare anche noi una nuova catastrofe a San Martino sulla Marrucina, a Porto Sant'Elpidio, a San Benedetto del Tronto a Rivara, dove vogliono stoccare gas in zone densamente abitate, prone a terremoti e subisdenza per decidere che e' forse non e' utile a nessuno continuare a insultare madre natura per speculazioni di dubbia utilita'?

Tuesday, July 10, 2012

Giorgio Mazzenga: sparisca dalla circolazione!



Foto del WWF Marsica - bellissima Assunta con il cartello del cervello: usatelo!









Per la seconda volta la Commissione VIA d'Abruzzo, presieduta da Antonio Sorgi ha detto no al progetto di morte della Forest Oil Corporation di Denver.

I nostri amici volevano costruire un campo da 5 pozzi di idrocarburi e un desolforatore per trattare gas saturo - saturissimo! - di idrogeno solforato.

Il tutto ai piedi del lago di Bomba, in zona simica, fragile a rischio di subsidenza, frane e cedimenti della diga. Il tutto certificato dagli stessi proponenti che volevano svignarsela con fantasmagorici monitoraggi e centraline.

Della serie: la terra sprofonda e io guardo e misuro i centimetri.

Per la precisione dei fatti, la Commissione VIA oggi 10 luglio ha respinto la richeista avanzata dalla Forest Oil di riesaminare il precedente giudizio, gia' espresso in negativo.

E quindi,il no precedente resta.

Un buco nell'acqua per la Forest Oil!

Speriamo che questo nuova seconda conferma segnali a Giorgio Mazzenga e compari che veramente la sua opera non ce la vogliamo qui e che e' ora che lui ammetta l'amara sconfitta e se ne torni da dove e' venuto.

La Chiesa Cattolica, la Confcommercio, la Provincia di Chieti, gli accademici, il WWF, 19 comuni fra cui la stessa Bomba, le associazioni locali, dal Comitato di Gestione Partecipata del Territorio di Bomba fino a Nuovo Senso Civico di Lanciano, 250 osservazioni mandate, due pareri regionali negativi.

Caro Giorgio: e' ora che te ne vai.

E non ci fai paura mica con la storia dei ricorsi al TAR, i conti sparati in aria sulla tua popolarita' fra i disperati d'Abruzzo o le richieste danni di 142 milioni di euro.

Ma chi credi di essere?  Venire qui a fare il prepotente. Quando uno fa un investimento - o nel tuo caso una proposta speculativa - a volte si vince, a volte si perde.

Tu hai preso.

Ti abbiamo detto di no, ora togli il disturbo e scompari, e per sempre.

Tutto questo deve ancora una volta farci capire quanto importante sia la protesta continua, il vigilare, il voler sconfiggere il mostro, giorno dopo giorno.

Sarebbe stato possibile che Antonio Sorgi dicesse no, per due volte di seguito, senza la pressione popolare, senza il persistere di proteste, osservazioni, interventi da parte di vari spaccati della vita civile?

No.

Costa fatica andare a L'Aquila ogni volta, organizzare autobus, persone, scrivere e leggersi i testi, convincere la gente a scrivere. Ma sono questi i passi necessari alla vittoria. L'impegno quotidiano.

E' la stessa storia del Centro Oli. Quando la protesta diventa diffusa, quando le questioni sono sulla bocca di tutti, quando chi decide si trova a dover fare la parte dell'orco se dice di si, e' allora che vinciamo.

E quindi, questa deve essere la strategia per tutto.

Su ogni progetto: interessarsi, rompere le scatole, leggersi le carte, svergognarli pubblicamente.

Il potere e' nostro - nei nostri numeri, nella nostra voce, nelle nostre schede elettorali. E allora usiamolo come si deve.

Ci aspettano altre battaglie e saranno una piu' impegnativa dell'altra - Ombrina, San Martino sulla Marrucina.

Per adesso grazie ai veri eroi di questa battaglia, Massimo Colonna e l'instancabile, mitica, Fabrizia Arduini.

Grazie anche a Walter Caporale e Maurizio Acerbo, del consiglio regionale d'Abruzzo per avere rotto le scatole nel corso degli anni, a Franco Moroni della provincia di Chieti e a chiunque abbia preso a cuore la questione.

Nonostante la mollezza di Gianni Chiodi, noi non molliamo.