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Thursday, October 26, 2017

Ombrina Mare smantellata e sconfitta per sempre


Tutto questo non c'e' piu:




Grazie ad Assunta di Florio per le foto

Ecco,

dopo nove anni e sei mesi, Ombrina Mare va via.

Era l'Aprile del 2008 e la signora Liliana mi scrisse di questo mostro che si iniziava a vedere da fuori la finestra della sua stanza da letto.

Era un mostro a righe, bianche e rosse, ed era in constrasto assoluto con il blu del mare, e del cielo.

Vivevo lontano, e pensavo di aver gia' dato tutto al Centro Oli di Ortona, che ha consumato, a suo tempo, altri dei miei giorni. Ma non c'era nessun altro.

La storia e' durata fino a questi giorni, passando per le piazze, per le universita', per i dibattiti televisivi, per le pagine del Fatto Quotidiano, e pure per i tribunali.

La fine di Ombrina e' qui. La ditta che voleva costruirlo, la Mediterranean Oil and Gas non c'e' piu', non ha retto alla resistenza di chi si oppeneva al suo mostro marino e hanno finito i soldi. Era il loro piu' grande progetto. Con Ombrina e la sua FPSO dovevano fare il salto di qualita' e passare da una microditta quotata sulla borsa secondaria di Londra ad una compagnia petrolifera di medie dimensioni.

Non ci sono riusciti.

Chi e' venuto dopo ha maldestramente pensato di poter tirar fuori petrolio in quattro e quattrotto dalle spoglie della Mediterannean Oil and Gas, ma non ha fatto i conti ne con il popolo d'Abruzzo, ne con questo piccolo grande blog.

Ombrina e' morta e sulla sua scia un divieto nazionale alle trivelle lungo una fascia di 12 chilometri lungo tutto il perimetro nazionale. 

Mi sono rimasti anche dei grandi amari nell'anima con Ombrina. Persone, tante persone, che ne hanno approfittato per cercare di farcisi improbabili carriere politiche, sedicenti associazioni ambientaliste che tirano su pure il 5per mille e che sono state solo di ostacolo e non di unione o propositivi. Alcuni mi hanno anche rubato denaro. 

Non e' bello scrivere queste cose, ma e' la verita'. Alla fine sono quasi dieci anni, ed e' impossibile che i puri siano da una parte e che i cattivi siano tutti dalla parte delle trivelle.  Lezioni di vita anche queste.

Resta il fatto che due cose ho scoperto.

Uno e' che la volonta' popolare e' irresistibile quando e' ben cosciente, organizzata, determinata, e testarda, e che guidata da perseveranza e intelligenza questa volonta' popolare puo' crescere.  L'Abruzzo ne' e' stato un grande, bell'esempio. Ma ci vuole lavoro e una opposizione su questa scala non nasce dal nulla e non si improvvisa. E l'altra invece sono che tante persone sono si' pure dentro, e io sono stata fortunata ad averle incontrate e ad aver fatto un pezzo di vita assieme a loro.

Passeranno gli anni e i decenni ma dentro portero' sempre la silenziosa certezza di avere, a suo tempo, fatto qualcosa di buono, senza desistere per quasi dieci anni, per una terra ormai non piu' mia, da lontano, e per amore.






Wednesday, July 6, 2016

Ombrina: la fine delle trivelle Rockhopper Exploration, l'inizio della responsabilita' di tutti






19 Luglio 2016
Foto F. Zulli

Grazie a Assunta di Florio!




What shall Cordelia speak? 
Love, and be silent.
King Lear 1.1.68



Eccoci qui, ad otto anni esatti dall'inizio di quella che sembrava una battaglia impossibile. Dopo avventure rocambolesche, tutto quello che resta di Ombrina Mare viene smantellato a spese della Rockhopper Exploration, UK.

E' la testa di un pozzo esplorativo, a cinque chilometri da riva in Adraitico, che a vederlo adesso fa anche tenerezza. E' una montagnola verticale di ferri verdi e rossi di un paio di metri o poco piu' che esce quasi spaventata dal mare. L'incubo FPSO, gli oleodotti, le navi cisterna, l'inquinamento da petrolio sono svaniti. Presto non resteranno neanche quei ferrami a ricordarcelo.

Com Ombrina sono finiti i sogni petroliferi di Sergio Morandi, di Chicco Testa, di Confindustria Abruzzo, di Paolo Primavera, di Sam Moody, e di tutti i loro azionisti inglesi. Quante avventure in questi anni. Quanti alti e bassi, quante notti a coordinare fra di noi, quante conferenze, quante domande per cercare di capire, quante idee per mettere pressione alla chiesa, ai politici. Nel mezzo di tutto questo abbiamo messo KO una ditta di petrolio -- la Mediterranean Oil and Gas -- e fatto si che il governo nazionale passasse una legge di protezione dalle trivelle entro le prime 12 miglia da riva.

L'abbiamo fatto noi, persone normali, da San Vito Marina.

Non lo sapevamo allora, ma con il sapore della vittoria e a riguardarli indietro sono stati anni belli, di lotta contro l'insperabile, di un piccolo e grande popolo che ha capito e che si e' dato da fare prima che fosse troppo tardi. Otto anni.

E' una vittoria di noi tutti, come tante in questa storia del petrolio d'Abruzzo, una vittoria in cui i politici hanno contato ben poco, segno che di questi tempi il potere di internet, del passaparola sui social media, assieme alla forza di volonta', all'intelligenza, alla perseveranza possono fare tanto. 

Una delle cose piu' belle e' che dal sito della Rockhopper la parola "Ombrina Mare" non compare piu' da tempo, e credo che questo sia il segnale che e' proprio finita anche per loro. Non ne parlano piu'. Si sono arresi. Scompaiono.

Ma il lavoro non e' finito. E non e' solo il petrolio. Il lavoro che resta e' di adesso meritarlo il mare trivelle-free. Il lavoro che resta e' di non deturparlo quel resta dell'Adriatico. Di non gettare le cicche fra la sabbia, le carte sugli scogli, la monnezza dopo il pranzetto. Di pulire la monnezza che c'e'.  Di far si che i fiumi non portino liquami e fertilizzanti a mare. Di far si che le villette non arrivino a faccia a faccia con la sabbia. Di far si che le generazioni future abbiano inoculato il vaccino dell'attivismo preventivo e non di fare sterili proteste quando e' troppo tardi. Di trasmettere loro la voglia di fermare gli altri mostri che inevetabilmente verranno.

In una parola, di volergli bene a quel mare noi e chi verra' dopo.
 





Thursday, March 3, 2016

Alberto Clo' consigliere ENI e SNAM, referendum, formiche e polmoni


Alberto Clo', classe 1947

È stato Consigliere di Amministrazione indipendente di Eni, Finmeccanica, Italcementi, Iren, ASM Brescia. Attualmente lo è di Atlantia SpA, Snam, De Longhi, Gruppo Espresso.


La rivista Formiche e' stata fondata da Paolo Messi
a suo tempo consigliere politico del ministro
dell'Ambiente Corrado Clini. 


WARNING

CHEMICALS KNOWN TO THE STATE OF CALIFORNIA TO CAUSE CANCER, BIRTH DEFECTS OR OTHER REPRODUCTIVE HARM ARE CONTAINED IN CRUDE OIL, GASOLINE, DIESEL FUEL AND OTHER PETROLEUM PRODUCTS AND BYPRODUCTS.

Chemicals known to the State of California to cause cancer, birth defects or other reproductive harm are also contained in and around oil fields, service stations, refineries, chemical plants, transport and storage operations, including pipelines, marine terminals and tank trucks, and other facilities and equipment that manufacture, produce, handle, distribute, transport, store, sell or otherwise transfer crude oil, gasoline, diesel fuel or other petroleum products or byproducts. The foregoing warning is provided pursuant to Proposition 65. This law requires the Governor of California to publish a list of chemicals "known to the state to cause cancer or reproductive toxicity". This list is compiled in accordance with a procedure established by the Proposition and can be obtained under the California Environmental Protection Agency. Proposition 65 requires that clear and reasonable warnings be given to persons exposed to the listed chemicals in certain situations.


Aera Energy LLC

British Petroleum America, Inc and its subsidiaries 
(and under the trademarks ARCO and Castrol)

Chevron Coroporation, its affiliates and subisdiaries

ConocoPhilips Company including all its divisions and subsidiaries
(and under the trademark 76)

ExxonMobil Corporation its affiliates and subsidiaries

Shell Oil products US

Tesoro Refining and Marketing Company and its subsidiaries 
(and under the trademarks Miraastar and USA gasoline)

Valero Refining Company - California and its affiliated
companies including Ultramar and Beacon

Venoco, Inc.
 
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La rivista Formiche manda una "analisi" sulla questione trivelle e referendum da parte di tale Alberto Clo'. Una analisi che potevano benissimo risparmiarsi, tanto e' piena di assurdita' e di inganni, e visto che piu che una analisi mi pare propaganda.

Iniziamo con il notare che questo Alberto Clo' e' descritto come "docente di Economia applicata presso l’Universita' di Bologna" nonche' direttore della rivista "Energia". Cosi' almeno dicono loro, quelli di Formiche.

E uno allora dice: perfetto, abbiamo un economista, esperto di energia, vediamo che ha da dire. Interessante pero' che nella lista di qualifiche del Prof. Clo' quelli di Formiche dimenticano di dire che lo stesso Clo 'e' anche stato anche consigliere "indipendente" ENI e dal 2013 consigliere "indipendente" della SNAM.

Una non trascurabile dimenticanza!

Quindi gia' dal primo rigo sai che stai leggendo una "analisi" dalla parte dei petrolieri, e che la rivista Formiche non e' proprio indipendente e bilanciata, perche' omette una informazione fondamentale che il loro economista e' o e' stato al soldo dei petrolieri. Mi pare un dettaglio fondamentale.

Ma ... cosa ha da dire il nostro eroe?

Parla del referendum come di una "occasione sprecata" una  "morte annunciata" perche', secondo lui,

"gli elettori sono chiamati a esprimersi senza che sia fornita loro una ben che minima e corretta informazione sui quesiti referendari, senza la minima parvenza di dibattito, senza dar conto delle conseguenze che ne potrebbero derivare". 


Che ridere. E quindi chi dovrebbe darcela una informazione corretta sulle trivelle? Uno dell' ENI e della SNAM? E dove erano l'ENI e la SNAM e il Prof. Clo' a fare informazione dieci anni fa, quando di petrolio non parlava nessuno? Crede che gli italiani siano scemi e l'informazione che circola da dieci anni a questa parte senza che nessuno sia riuscito veramente a smontare le tesi del "trivellare l'Italia e' ridicolo" sia incorretta perche' va contro gli interessi dell'ENI e della SNAM?

Non mi sono inventata niente in questi anni ed e' stata la forza delle idee e dei fatti a vincere.

Vuole fare questo dibattito? Bene. Facciamolo. Forza, lo organizzi lei, caro Clo', care Formiche, in prima serata, sulla TV nazionale. Avete i soldi dell'ENI dietro, non deve essere difficile. Se vuole, mi inviti e magari inviti pure tutti quello che hanno dovuto vivere le conseguenze delle trivelle in Italia, da nord a sud.

"In un confronto del tutto impari tra le voci contrarie all’attività mineraria fatte proprie e amplificate dai mass media e il niente che vi si contrappone." 

Oh mio Dio, veramente crede che sia un confronto impari? Ma se noi siamo solo dei blogger, e lui e' uno che ha dietro di se una ditta intera di petrolieri! Come puo' dire questo? Dovremmo noi dire che e' una lotta impari considerate tutte le oscene trame machiavelliche progettare da questo governo per farlo fallire il referendum, per non far raggiungere il quorum e per porre quesiti alla fine solo simbolici. Il niente che ci si contrappone sono le motivazioni dei petrolieri: inestistenti non perche' i mass media non ne parlino -- anche se ogni tanto ci sono sempre articoli di "quant'e' bella la Basilicata con le trivelle" -- ma perche' non esistono!

La verita' caro Clo' e' che a lei sembra impari perche' quello dove vinciamo alla grande e e' con le idee, e i fatti e la scienza e non le balle di Assomineraria o di Petroceltic o di Po Valley. La gente ha capito e sa -- e lei di questo ha paura, dei nostri numeri e delle nostra argomentazioni. Come detto, la gente non e' scema.

"Quasi che la questione avesse solo rilevanza locale e non riguardasse l’intero Paese, la sua economia, la sua industria, la sua crescita. Non ultimo: la sua sicurezza energetica, termine tanto abusato quanto ritenuto irrilevante nei fatti e nelle politiche."


Ancora con queste assurdita' della crescita e dell'indipendenza energetica? Ma se in Italia il petrolio ho solo portato morte e distruzione e polmoni anneriti e speranze spezzate! Come puo' dire che il nostro futuro diepnde dalla melma petrolifera che abbiamo sottoterra? Gela, Falconara, Augusta, Priolo, Ravenna, Viggiano, Marghera, Sarroch. Tutte a modo loro distrutte dal petrolio. Vogliamo ripetere la stessa cosa nel resto d'Italia? E' evidente che lei non conosce queste localita' e men che meno le ama, senno' le si rivolterebbbe lo stomcaco a vedere lo schifo che il petrolio ha lasciato dietro di se.

Vuole l'indipendenza energetica?

Ma non sa caro Clo' che il petrolio che abbiamo e' cosi poco che anche se trivellassimo tutta la nazione da cima a fondo, non riusciremo mai e poi e mai ad essere autosufficenti?

Vuole l'indipendenza energetica?

Bene. La risposta non sono i buchi. La risposta e' un pannello su ogni condominio, su ogni impianto industriale. La risposta e' togliere la mafia dall'eolico, la risposta e' il risparmio energetico. La riposta e' la testa e non le anomalie di funzionamento un giorno si e un giorno no a Viggiano.

E forse per lei a Bologna sono solo questioni locali, ma le assicuro che la penserebbe diversamente se lei, sua moglie, i suoi figli e suoi nipoti dovessero respirare aria allo zolfo tutti i santi giorni.

Ma poi quante volte dobbiamo ripeterle queste cose?  Mi stupisce che lei dall'alto della sua cattedra bolognese non sappia che di petrolio ne' abbiamo di poco e di schifoso.

"Ecco perché può ben parlarsi di cronaca di una morte annunciata con un risultato che appare scontato, in cui tutto sembra giocarsi sulla speranza che si raggiunga o meno il quorum necessario. Come scommettere alla carta più alta. Se sarà raggiunto è quasi certa la vittoria dei no-triv. Per la semplice ragione che sui mass media, dalla grande stampa al servizio pubblico televisivo, la disinformazione ha finora trionfato, sostenendo le ragioni degli oppositori senza nulla dire di quelle altrui. Non vi è motivo perché un qualsiasi cittadino di buon senso possa dirsi favorevole ad un’attività che – si proclama ogni giorno – provoca danni irrimediabili alla salute, alla natura, al territorio, alla pesca, al turismo, all’agricoltura. Senza che – si proclama ogni giorno – vi sia alcun vantaggio per le popolazioni o l’intero Paese, perché a guadagnarci, si sostiene, sarebbero solo le fameliche multinazionali del petrolio. Che tutto ciò sia mera propaganda nulla conta, così come il fatto che non vi sia uno straccio di studio che dimostri che estrarre petrolio o metano danneggi il turismo, la pesca, l’agricoltura."

Ce li mostri lei questi studi dove si dice che trivellare fa bene. In questi quasi dieci anni, ovunque sono andata ho prodotto dozzine di articoli, non miei, ma di gente piu' esperta di me, in cui quello che lei ignora e' descritto nei minimi dettagli. L'ho rimessa sopra il testo che compare ogni tre mesi sulla stampa californiana. E' lo stato della California che dice che trivellare fa venire il cancro, feti deformi, e danni genetici. Non lo dico io. O ne sa piu' lei dell'ENI che lo stato di California?

Come detto, ce li mostri lei i dati che sostengono il contrario. Ma poi, e' il buonsenso, e' l'evidenza mondiale, dalle foreste del Peru', fino alle lande del Texas, dai mari del Nord fino a Viggiano che mostrano una sola cosa: il petrolio e' si, la morte per chi ci deve avere a che fare, giorno dopo giorno. Forse non e' cosi' per chi se ne sta seduto a pontificare dai suoi uffici bolognesi, ma per chi vive vicino a pozzi e raffinerie e' tutta un altra storia.

E poi, non so che dire dell'ironia di quello che lei dice. Lei fa la vittima, come dire che poverino, non la vuol sentire nessuno. Ma se L'ENI controlla l'AGI, una delle piu' grandi agenzia di stampa d'Italia, lei e' il direttore di una rivista di energia, Lucia Annunziata e' stata al soldo dell'ENI per qualche tempo. Lei e' pure stato ministro e sono sicura che conosce quelli della Rai, della Corsera. Anzi lei stesso in questo momento e' dentro il consiglio di amministrazione dell'Espresso. Le simpatie di Renzi non e' difficile indovinarle in tema di petrolio. Come fa quindi a dire che la stampa non le da voce? Se la stampa ufficiale e' tutta dei petrolieri e dei suoi amici!

Sono nove anni che faccio questo lavoro. E posso dire che la stragrande maggiornanza di quello che si ripete in Italia sulle trivelle viene da me - airgun, fanghi, H2S, sismicita' indotta, fracking. Ne ho parlato per prima e con maggior dettaglio di chicchessia quando ancora vigeva il paradigma petrolio=ricchezza. Eppure in questi nove anni non ho mai avuto l'onore di essere intervistata dalla TV italiana nazionale. Mai.  Eppure le mie parole e le mie idee hanno camminato, e tanto, le risento dappertutto. Dai politici ai miei detrattori, dalla gente normale, agli accademici che ora si destano dopo tanto torpore.

E' questo perche' sebbene io sia nemico numero uno dei trivellanti italici, caro Prof. Clo', i nuovi strumenti di comunicazione, da Facebook, ai blog, ai video non hanno potuto fermare quello che, dal mio punto di vista almeno, e' la verita'. Non ho interessi, non lavoro per ENI e nemmeno per Solar City. La gente mi ha creduta. E non ha creduto alle vostre petrol-promesse.

Non volevo vedere l'Abruzzo e l'Italia nelle mani di gente senza scrupoli che avrebbero stravolto territori a me cari in cambio di pochi spiccioli. Non avevo niente e nessuno, e vivo in un altro continente. Eppure guardi dove siamo arrivati. L'attivismo, l'onesta intellettuale,  la perseveranza e i moderni metodi di comunicazione non si possono fermare, anche se la TV ufficiale finge che non esisto.  E adesso siamo tanti, ed e' qui che avete paura e gridate che la stampa non vi vuol sentire. Non e' che non vi vuol sentire, e' che la gente sa che la verita' e' altrove e non nei consigli di amministrazione dell'ENI.

Nessuno vi crede piu' non perche' la stampa non vi e' amica, ma perche' non c'e' niente da credere. 

"Per rendersene conto basterebbe farsi un bel weekend a Milano Marittima e guardare dalla battigia le piattaforme al largo o andare all’annuale Festival delle cozze della vicina Marina di Ravenna, pubblicizzate “tra le più pregiate d’Italia raccolte alla base immersa delle piattaforme marine!”. Così come basterebbe, ma la cosa sarebbe più ardua, andarsi a studiare le esperienze estere di collaborazione dell’industria petrolifera con le aziende agricole francesi, le università inglesi, i pescatori norvegesi. Ma tutto ciò con conterebbe nulla."


Ma cosa dice? Ma lei sa, caro Clo' che Milano Marittima a causa delle estrazioni di gas si e' abbassata di ben trentatre centimetri in 27 anni, dal 1984 al 2011? Se continuiamo cosi, non restera' niente ne di Milano Marittima e ne delle sue cozze. Le quali cozze io spero vivissimamente che ci sia qualcuno che faccia le analisi sui contaminanti perche' no so se siano cosi salutari come lei dice.

Una cosa che ho sempre trovato odiosa di Ravenna e dintorni e' che la gente normale non puo' estrarre acqua dai pozzi artesiani, ma l'ENI puo' trivellare metano, nonostante si sa, e anzi studi fatti per conto dell'ENI stessa, confermano il fatto che le trivelle portano alla subsidenza. Perche' la gente normale no, e l'ENI si? Chi sono loro? Sono speciali?

E invece del weekend a Milano Marittima, io le auguro di trascorrere solo qualche ora- -- che basta -- a Viggiano, ai piedi della fiamma del Centro Oli. Oppure di attraversare Gela nei giorni di maggior puzza. O di passare per Falconara Marittima quando suonano gli allarmi-raffineria.

E poi mi dica se e' normale vivere cosi.

"Così come controbattere a un’altra tra le mille mistificazioni che si vanno propinando: che estrarre petrolio sia antistorico, perché fonte ormai marginale nell’offerta mondiale di energia (con il metano conta per il 54%) e penalizzante le nuove risorse rinnovabili (2,4%), mentre si dovrebbe sapere che il primo viene utilizzato quasi solo nei trasporti e le seconde nella generazione elettrica. Lo stesso può dirsi sui rischi di disastri ambientali irresponsabilmente paventati estrapolando sulle nostre coste il caso di Macondo nel golfo del Messico. Nulla si dice, per contro, sulla questione di fondo: che impedire la produzione interna di petrolio o metano significa preferirne l’importazione, magari dalla Libia, finanziando le milizie in guerra; significa preferire versare miliardi di euro all’estero piuttosto che destinarli alla crescita interna; significa aiutare le imprese altrui a discapito delle nostre. Ma temo sarebbe ancora del tutto inutile. Perché la paura, come la calunnia, pesa più di ogni rassicurazione o smentita. Qualcosa resterà sempre."


Please. Non scomodi la Libia, veramente e' patetico, perche' al massimo il petrolio nostrano fornira' il 10% di quello che usiamo. Il resto continueremo sempre ad importarlo. Guardi il sole invece. Li sta la crescita interna. Li sta la ricchezza diffusa. Guardi la Germania cosa ha fatto con le rinnovabili. Guardi la California. Con il petrolio ci vincono solo le cliniche di oncologia, quelli delle bonifiche, le camere mortuarie. E l'ENI ovviamente. E si, trivellare e' antistorico. Lei pensa davvero che il petrolio estratto in Italia finisca nelle taniche degli italiani? E dove sta scritto che ditte irlandesi, americane, canadesi, australiane, debbano vendere lo schifo petrolifero d'Italia agli italiani? Loro lo vendono dove gli fa piu comodo, e dove c'e' piu interesse. Magari lo raffinano prima in Italia, che costa meno e l'ambiente e' un optional. Alla fine sono speculatori, mica benefattori.

Non e' paura. E' buonsenso. E' intelligenza, e' senso critico.


"Meglio allora ragionare sul dopo: su quel che accadrebbe se il referendum dovesse passare. Primo: ne seguirebbe una lettura tutta politica e strumentale del responso referendario, a prescindere dal merito del quesito sottoposto agli elettori. Ottenere una qualsiasi autorizzazione diverrebbe impossibile, esattamente come accadde con il referendum nucleare del 1987 che non chiedeva di esprimersi per il sì o il no al nucleare, ma a favore o meno di una sua temporanea moratoria che la politica avrebbe trasformato in tombale. Secondo: perché la vittoria dei no-triv avrebbe gli stessi effetti del no al nucleare: la distruzione di un’intera industria – quella elettromeccanica – che contava decine e decine di migliaia di occupati, un gran numero di ingegneri, eccellenti capacità manifatturiere, un sapere scientifico e accademico tra i primi al mondo. Tutto distrutto: fabbriche, imprese, scuole, professionalità."

Per carita' divina. A me non mi risulta che' l'economia italiana o le scuole o la professionalita' sia crollata per il nucleare. Se ci sono stati crolli e' perche' in Italia il marciume e' cosi sistemico che non ha retto nulla al mercato globale,  alla competizione con il resto del mondo. Non abbiamo saputo usare la crisi per risistemare alla base il paese e vogliamo illuderci che tutto e' adesso come era 50 anni fa e che sia possibile continuare cosi? Menomale che lei e' economista. Non sa che la prima cosa che serve all'economia sono leggi chiare, giustizia breve, sistema che funziona, gente affidabile. Tutte cose che lontane anni luce dall'Italia. Abbiamo avuto venti anni di Berlusconi e adesso Renzi che si circonda di gente che ogni santo giorno si scopre essere coinvolta in faccende poco eleganti e poco limpide.

Da economista non crede che per ricostruire quello che e' andato perso la prima cosa da fare sia *debellare* la cultura mafiosa, l'amico dell'amico che vince sul piu' qualificato, far si che la giustizia funzioni, le leggi siano chiare, investire in ricerca, dare spazio alla tecnologia moderna, all'industria verde, creare una cultura dell'onesta'? Perche' ci si fossilzza sul fossile?  Ah si, quello e' facile.

Quando mi parlano di economia, io penso sempre ad uno dei miei viaggi lucani. Il supposto polo industriale di Viggiano con "incubatori" per l'imprenditoria locale, creato per far vedere che Viggiano e' di piu' che ENI e petrolio, era fatto di locali vuoti, con i cancelli arrugginiti e pieni di ragnatele. Deserti.

E ancora, faccia lei il conto di quanto turismo verra' perso con le trivelle. Mettiamole queste trivelle alle Tremiti. Chi piu' ci andra' in vacanza?  Lei ha mai sentito di vacanze al mare a Galveston? A Gela? A Porto Marghera? A Sarroch? E chi dice che il petrolio e' meglio del turismo?

Lei? L'ENI?

Non andiamo da nessuna parte con i buchi.

"Con la vittoria dei no-triv avremmo il medesimo risultato: la distruzione di un’altra industria italiana, non tanto quella mineraria che non avrebbe difficoltà a spostare i suoi investimenti all’estero, ma quella che produce beni e servizi a essa strumentale. Un’industria che risale all’unità d’Italia, che si articola in centinaia di imprese raccolte in distretti dei servizi petroliferi, specie in Lombardia, Emilia-Romagna e Abruzzo, che vanta livelli di specializzazione tecnologica ovunque apprezzati, tranne che in Italia. Un’industria che già attraversa gravi difficoltà per il crollo del mercato che ha fatto seguito a quello dei prezzi del petrolio, con molte imprese che stanno chiudendo e licenziando, nell’assoluto silenzio della politica e delle istituzioni"

Auguri con il trasferimento dell'indutria italiana all'estero. Nel Regno Unito smantellano 150 piattaforme e trionfa l'eolico. L'Arabia Saudita inizia con programmi per il solare a grande scala, la Francia boccia tutti i nuovi permessi energetici di petrolio, in Venezuela si muore di fame. Dove crede che andranno i petrolieri? L'Italia e' quasi a livello di svendita per quanto riguada royalties e permessi. La bonanza che hanno da noi, non e' facile trovarla altrove.

E poi, ai tempi dell'Unita' d'Italia le donne non votavano, la mortalita' infantile era alle stelle, la gente non sapeva ne leggere ne scrivere. Il mondo cambia, caro Clo' e questo atteggiamento conservatore e' patetico nel 2016. Ai tempi dell'unita' d'Italia andavamo a cavallo. Forse vuole tornare ai questi tempi? Il mondo va avanti, si evolve, cambia. E noi possiamo fare due cose: aggrapparci alle cose vecchie e perdere la partitrta con la storia, oppure capire che forse occorre lasciarle le cose vecchie ed aprirsi a quelle nuove, con ottimismo, lungimiranza ed essendo noi a guidare la nave e non che siano gli eventi esterni a forzarcele quando non abbiamo piu' alternative.

So che per uno con un passato e presente in ENI e SNAM e' difficile da capire, ma se lei fosse libero e sgombro dai suoi interessi di parte, allora vedrebbe le cose in modo diverso, io credo.

"Un sì al referendum ne decreterebbe la definitiva fine. È questa la vera partita in gioco: anche se i più fingono di non rendersene conto nell’indifferenza generale e nell’irresponsabilità di chi dovrebbe guardare agli interessi del Paese più che ai propri dividendi elettorali."

Io non posso che augurarmi la fine dell'industria petrolifera in Italia.

Perche' non sarebbe la fine. Sarebbe invece l'inizio di una Italia piu' moderna, di una democrazia piu sana, di un ambiente sostenibile, di mille piccole e grandi imprese rinnovabili che veramente porterebbero benessere difuso e non di potere illimitato nelle mani di ENI e SNAM, di una Italia che per una volta guarda al futuro e non che arriva sempre per ultima agli appuntamenti con il domani. Di una Italia migliore.


L'essere umano e' piu' intelligente dei buchi, la civilta' va avanti, il domani e' di chi osa.




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Infine: circa 4 o 5 anni fa quelli di Formiche mi chiesero una intervista sul fracking negl USA. Scrissi al meglio della mia professionalita' ed indipendenza. Credo che non gli piacque quello che lessero, e nonostante l'enorme lavoro (me la sono dovuta scrivere tutta da me l'intervista, domande e risposte) dopo un po di tira e molla (lo mandiamo al prossimo numero, al prossimo mese etc etc) finalmente mi dissero che... non gli interessava piu' perche' non potevano "conciliare tutti gli esperti".

Vedo che invece Davide Tabarelli di Nomisma e questo Alberto Clo' si conciliano bene. 

Evviva.



Mai piu sentiti.
Certo, mica sono una dell'ENI.

Chi e' Formiche? Creata da tale Paolo Messi, a suo tempo consigliere politico di Corrado Clini, quello che si scambiava carteggi con i petrolieri su come aggiustare Ombrina mentre che era ministro dell'ambiente.

E' da qui che parte il marciume che distrugge l'Italia, non certo dai nostri referendum.

Wednesday, January 6, 2016

Ombrina: direttamente dalla Rockhopper Exploration


Rockhopper Exploration plc
"Rockhopper" or the "Company"

Ombrina Mare Project Update




Rockhopper Exploration plc (AIM: RKH), the oil and gas exploration and production company with interests in the North Falkland Basin and Greater Mediterranean region, provides the following update on the status of the Ombrina Mare project offshore Italy.

The Italian Parliament has approved the 2016 Budget Law which reintroduces restrictions on offshore oil and gas activity including the general ban on exploration and production activity within 12 nautical miles of the coast of Italy. This restriction was originally introduced in 2010 and repealed in 2012.

Certain exceptions apply for existing production concessions and none of the Company's other interests in Italy, including the Guendalina gas field, are expected to be impacted by this new legislation. The Budget Law came into force on 1 January 2016.  

At the same time, Rockhopper has been granted a 12 month extension to the suspension of the Ombrina Mare exploration permit to 31 December 2016. Ombrina Mare is located within the 12 mile limit and the Company is conducting an in depth review of this new legislation, how the exploration permit is affected and its impact on the Ombrina Mare project.




1. Che il primo gennaio e' tornato in vigore il limite delle 12 miglia su tutto il perimetro nazionale, e che questo, in qualche modo impattera' Ombrina Mare che rientra entro la fascia protettiva. 

2. Che non sanno ancora bene cosa faranno, ma che stanno studiando la legge e le sue conseguenze. Potrebbero esserci eccezioni.

3. Che nel frattempo hanno ottenuto una proroga della concessione Ombrina Mare per dodici mesi. Quindi, non e' ancora di cantare vittoria, io credo.

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Perche' questa matassa infinita in questo paese?

Era tutto per evitare il referendum? Era solo una attesa in vista di elezioni future, e quindi inventiamoci uno standby? Era solo perche' i prezzi del petrolio sono bassi e quindi meglio aspettare? Ci sono altre cose che non sappiamo? E chi lo sa.

Sappiamo solo che c'e' questo limbo di un anno. E' una storia senza fine, in cui,  come sempre, a perderci e' forse l'unica cosa piu' importante dell'ambiente italiano, e cioe' la democrazia italiana. 

Fermiamoci un attimo a riguardare la storia. Prima del 2010 non esistevano fasce di rispetto in mare, ed infatti si poteva trivellare un po' dove capitava. Pure a meno di due chilometri dalla riserva naturale di Punta Aderci, nel vastese come voleva fare la Petroceltic d'Irlanda. Questo mentre in Calfornia, per dirne una, la fascia di rispetto era di 100 chilometri da almeno trent'anni prima.

Nel 2010 anche l'Italia vara finalmente la sua fascia di rispetto di 5 miglia che diventano 12 in caso di zone protette. Ombrina muore perche' a sei chilometri dalla costa. Nel 2012 arrivano Corrado Passera ed i suoi amici ad inventarsi il barbatrucco della fascia di rispetto "non retroattiva". La fascia di protezione non si applica a concessioni esistenti che coprono la stragrande maggioranza delle coste italiane. Ombrina resuscita. Nel 2015 la fascia di rispetto viene ripristinata. Ombrina muore di nuovo. Anzi, no. E' solo in coma. 

Ma che paese e' questo?  Non si rendono conto di essere ridicoli. Non e' da paese normale fare una legge e cambiarla cosi radicalmente ogni due o tre anni. Non seri. Ridicoli. Assolutamente ridicoli.

E perche' penso che sia la democrazia a perderci con tutti questi colpi di scena? Perche' con questi comportamenti non siamo di fronte a governanti che hanno a cura la res publica, la cosa di tutti, in modo pulito, chiaro, lineare, intelligente. No, abbiamo a che fare con una accozzaglia di decisioni torbide, confuse, sporche. Una pezza dopo l'altra.

Mi occupo di petrolio, ma e' spesso cosi per tutto il vivere civile in Italia: e' questa una nazione in cui non si sa mai da che parte sta il tuo governo, in cui non sai se le leggi le fanno per davvero o per finta, in cui non sai mai dove sta il trabocchetto o l'espediente.  Un posto in cui non puoi avere mai fiducia di nessuno e devi sempre chiederti se ti dicono la verita' o vogliono imbrogliarti.

E' snervante vivere cosi. 

Tornando ad Ombrina: perche' mai aspettare ancora un altro anno?  

Sono otto anni che si va avanti. 

A mio parere, la risposta deve essere o si o no. Con coraggio.  Con virilita'.

Vogliono trivellare? Bene. Fine della storia. Dite all'Abruzzo che devono accettare la FPSO in mare, e dite ai politici locali che la colpa e' tutta loro e che si vergognassero. 

O invece hanno capito che non e' intelligente trivellare entro 12 miglia da riva? O hanno paura del movimento di popolo che si e' creato? Bene. Dite alla Rockhopper che e' ora che se ne vadano, una volta per tutte.

Ma cosi, ancora con il democristiano compresso, e' assurdo.

Che senso ha per tutti, tirarla cosi per le lunghe? Possibile che non ci si rende conto che nel frattempo tutta questa energia umana, questo tempo, potrebbero essere usati per cose piu' costruttive? Le nostre vite non sono infinite, e l'Italia ha bisogno di mille cose. E anche per i petrolieri: diciamogli di no subito e per bene, se questo e' veramente l'intento di questo ripristino delle 12 miglia, cosi loro stessi si mettono il cuore in pace e tutti possiamo andare avanti con le nostre vite. 

Sono patetici. Quasi dieci anni di rimpalli. Dieci anni. E grazie che l'Italia va a sfacelo.

In quel tempo li in Cina hanno costruito interi sistemi tranviari ad idrogeno, regioni e citta' intere hanno trasformato la loro economia e sono arrivate al 100% di rinnovabili. E noi? Ancora qui a discutere di un petrol-mostro che nessuno, da nessuna parte del mondo civile mette cosi vicino a riva?  Il mondo corre, cambia, scappa. E noi siamo fossilizzati.

Non c'e' nessun modo di scappare: Ombrina e' un obbrobrio, da ogni punto di vista, e la politica che oscilla,  che rimanda a data da destinarsi, che cerca sentieri tortuosi per arrivare a trivellare l'intrivellabile e' un obbrobrio pure lei.

La mia verita' e' che Renzi e i suoi compari non solo non amano l'ambiente, ma non amano questo paese. Non vogliono che le cose funzionino in modo logico, veloce, pulito per il bene della nazione. Vogliono accontentare i loro amici, tenersi i piedi in 127 staffe,  fare finta, tenere il popolo a bada e cosi fare tutto quello che vogliono per i loro benefici. 

Si credono furbi, e invece sono solo caricature.

E' L'Italia che ci perde e neanche lo sanno.







Tuesday, November 10, 2015

Approvata Ombrina: riflessioni del giorno dopo







Il giorno 9 Novembre 2015 si e' chiusa l'ultima conferenza dei servizi su Ombrina Mare, il progetto petrolifero della Rockhopper Exploration che prevede la costruzione di una piattaforma estrattiva con annessa nave-raffineria a soli 9 chilometri da riva. I lavori potrebbero iniziare gia' nel 2016.  Esultano gli investitori, esulta il management del petrolio.  Esultano un po meno gli abruzzesi.

Sic transit res publica italica. 

A un certo punto di questa mia vita petrolifera, mi sono accorta che il petrolio piu' che sporcare l'ambiente, sporca le democrazie. Sono cosi tanti i poteri coinvolti e i risvolti economici che alla fine chi ha interessi monetari a trivellare non si preoccupa piu di niente e calpesta le regole del vivere civile, il buonsenso, la volonta' popolare. E la politica si piega, perche' ignorante e miope e perche' accecata da affaristi e lobbisti.

Questo e' quello che si cristallizza ai miei occhi dopo otto anni di resistenza ad Ombrina Mare, portata avanti democraticamente ed intelligentemente in tutte le sedi. E' la democrazia che muore. Non sono a valse a niente le nostre proteste, le motivazioni articolate e non ideologiche del perche' non e' saggio costruire un mostro del genere cosi vicino alla riva, le osservazioni inviate a decine e decine, il nascente Parco Nazionale della Costa Teatina, il no di mezza regione, della Chiesa Cattolica, di accademici, di pescatori e di operatori turistici. Alla fine tutto si e' deciso in una sorta di riunione semi-segreta con funzionari ed addetti del ministero che chissa pure se la conoscono la riviera teatina.
 
Non dovrebbe funzionare cosi in un paese sano.

Che messaggio e' passato? Che la volonta' del popolo non conta niente. Che Matteo Renzi ed i suoi funzionari comandano per dictat e non perche' ascoltino i desideri, le aspirazioni di un popolo. Che non siamo qui per migliorare l'Italia quanto per aiutare i nostri petrol-amici.  E questo non puo' essere mai costruttivo. Ci perde l'ambiente, ma ci perde prima di tutto il nostro essere nazione, perche' questa decisione non fara' altro che far sentire al cittadino comune che la res non e' sua, che non gli appartiene e che quindi non vale neanche la pena partecipare. Si diventa cinici ed egoisti, e non piu' innamorati del proprio territorio.

Non era successo mai nella storia d'Abruzzo che ci fosse un sentire comune cosi' forte come per il petrolio. Dal Centro Oli di Ortona a Bomba, ad altre concessioni morte allo stato embrionale, e' stato  un sentimento che ha unito tutti e che ha dato la spinta ad altre comunita' sparse per l'Italia a portare avanti battaglie simili.  E' stato veramente eroico quello che e' stato fatto, dal primo giorno del Centro Oli nel 2007 fino ad oggi. 

E se e' stata approvata Ombrina, quando una regione intera le diceva no, le porte sono adesso stra-aperte per mille altre concessioni, in terra ed in mare in tutta Italia. Se non ci fermiamo davanti a un mostro FPSO di trecento metri di lunghezza che emette inquinanti tutti i santi giorni, e che quasi la si potra toccare da riva, non ci si fermera' davanti a niente altro, temo. Chi verra' dopo? Il golfo di Taranto, la Sardegna, la Sicilia, Ostuni, Monopoli, le Marche? E' questa l'Italia che vogliamo? Nel 2015? Possibile che non abbiamo ancora capito che petrolizzando l'Italia ci diamo la zappa sui piedi da soli?

Che fine fanno tutte le piccole e medie attivita' turistiche lungo la costa d'Abruzzo? Il Parco Nazionale della Costa Teatina che attende da 15 anni di essere perimetrato? I soldi spesi per lo smantellamento della ferrovia adriatica e per costruire nuovi tracciati all'interno per incentivare il turismo?

Non succedera' domani, ma tutto l'assetto dell'Abruzzo costiero cambiera' con Ombrina.  Ci vorra' infrastuttura petrolifera, ci saranno viavai di petroliere, oleodotti da costruire, perdite eventuali, porti attrezzati, zolfo da stoccare, rifiuti tossici speciali pericolosi da smaltire. Non sara' piu' lo stesso. Gela, Falconara, Ravenna avrebbero dovuto farci aprire gli occhi. E non ci si venga a dire che turismo e petrolio possono coesistere, perche' non e' vero.

Chissa' se quelli del ministero si sono posti queste domande. Ma tutto questo e' tipico dell'Italia, un paese in cui tutto viene fatto a casaccio, senza un master plan intellettivo per il futuro, un paese in cui gli amici sono sempre piu' forti del bene comune. Vorrei vederlo adesso Matteo Renzi ai summit sul clima di Parigi cosa dira', o cosa diremo ai croati con queste fantomatiche consultazioni transfrontaliere.

Certo, ci sono ancora ricorsi al Tar e altri procedimenti legali davanti, ma lo scollamento fra quello che vorremmo essere e quello che ci viene imposto di essere  è disarmante e ingiusto.

I petrolieri pensano di avere vinto. Invece è l’Italia che ci perde.

Qui immagini di FPSO incendiatesi nel 2015. Sono tutte a piu' di 100 chilometri da riva e non a nove. 







Sunday, October 25, 2015

Ombrina: caro Sergio Morandi, non e' vero che mettere FPSO a nove chilometri da riva e' cosa normale

Ciao Sergio Morandi!
Buon viaggio. 

15 Dicembre 2015 

Ecco tutto quello che ci siamo evitati.

 










Un po di titoli di scoppi e incendi FPSO nel solo 2015
in giro per il mondo




E qui il nostro eroe, Sergio Morandi che forse non legge la stampa anglosassone, anche se la Rockhopper Exploration e' anglosassone. 

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Negli scorsi giorni Sergio Morandi della Rockhopper e' comparso sulla televisione d'Abruzzo a difendere il progetto Ombrina, in un maldestro tentativo di convincerci dell'inconvincibile: che turismo e ambiente possono convivere, che la FPSO e' un "impianto della tipologia diffusissima in tutto il mondo" e che non presenta alcun "rischio particolare sulla sicurezza."

Il suo intervento e' quello dell'oste che difende il suo vino, e cioe' di parte, con forti interessi economici sotto, e a cui non dare fiducia alcuna -- per l'ennesima volta.

I motivi per cui Ombrina sara' deleteria per i mari d'Abruzzo sono stati ampiamente spiegati da otto anni a questa parte, e ormai fanno parte del sapere comune: l'inquinamento giornaliero impattera' la pesca, la salute di un mare gia' martoriato, l'immagine dell'Abruzzo e le nostre aspirazioni di popolo che non vuole essere petrolizzato, checche' ne dica Sergio Morandi dai suoi luccicanti uffici.

E' allora una coincidenza interessante che in questi giorni due FPSO dei mari del Canada riportano un incidente dopo l'altro.

Una perdita di gas naturale si e' verificata dalla FPSO detta Sea Rose, della Husky Energy, il giorno 31 Agosto 2015, con circa l'equivalente di nove mila chilogrammi di gas rilasciati in ambiente. Questa stessa FPSO si era gia' incendiata nel Maggio del 2012.

Il giorno 30 Settembre 2015 un altra FPSO, la Terra Nova della Suncor, e' oggetto di un piccolo incendio e rilascia 3000 litri di metanolo in mare. Il giorno 1 Ottobre la Suncor riporta un nuovo incendio sulla stessa Terra Nova. La produzione viene fermata, ma il giorno 13 Ottobre divampa il terzo incendio in due settimane. Per evitare il quarto incidente e' tutto fermo e non si sa quando la Terra Nova tornera' attiva.

E' un puro caso che questi fatti di cronaca accadano proprio quando Sergio Morandi cerchi di rassicurarci sul tuttapposto del suo progetto, ma basta seguire la cronaca delle FPSO in giro per il pianeta per rendersi conto che incidenti e perdite, piu o meno gravi, sono davvero frequenti.
Incidenti di maggior o minor rilevanza si registrano tutti gli anni.  Per il 2015, basta solo ricordare i nove morti della FPSO Cidade de São Mateus esplosa in Brasile a Febbraio o la FPSO Knarr nei mari di Norvegia incendiatasi a Marzo, una settimana dopo l'inizio delle operazioni.  

La FPSO di Morandi sara' migliore di quelle canadesi, brasiliane, norvegesi? I loro tecnici piu' bravi? Gli imprevisti piu' prevedibili che in Canada, Brasile, Norvegia?

Credo che sia importante notare che la FPSO Terra Nova era ancorata a 300 chilometri dalla riva dello stato di Newfoundland, Canada e la Sea Rose a 350. La FPSO Knarr era a 120 chilometri dalle coste norvegesi.  La Cidade de Sao Mateus a 120 chilometri dalla riva dello stato di Santo Spirito del Brasile. 

Nessuna di queste strutture era a nove chilometri da un proposto parco nazionale, in un mare piccolo e dai fondali bassi come Ombrina in Abruzzo. E quindi no, non e' vero che mettere FPSO a cosi poca distanza dalla costa e' cosa normale. Se arrivasse Ombrina, saremmo i primi nel mondo civile, un record che credo nessuno in Abruzzo voglia sottoscrivere.





Monday, March 16, 2015

Ombrina - si del Ministero dell'Ambiente



Caro Luciano D'Alfonso
governatore d'Abruzzo

Quando uno governa, la responsabilita',
delle decisioni che si prendono ,
che gli piaccia o no,
e' sua.
Non votiamolo mai piu.
  
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Oggi 9 novembre 2015 in una concitata riunione presso il Ministero dello Sviluppo Economico, la conferenza dei servizi ha approvato il mostro Ombrina Mare.

Saremo i primi nel mondo civile ad avere una FPSO a 9km da riva. Esultano investitori, esulta Sergio Morandi.

E' ovviamente uno schiaffo alla democrazia, ma ad una democrazia malata gia' in partenza.

Luciano D'Alfonso non ha mai pronuniciato una iota a favore del mare d'Abruzzo. Dopo le elezioni non credo abbia mai neanche pronunciato le parole "Ombrina Mare". Che razza di governatore e' uno cosi? Matteo Renzi non sa neanche cosa vogliano dire le parola ambiente e coerenza e democrazia, e questo l'ha dimostrato mille volte. Un sacco di altri politici che si occupano di Ombrina come gli capita, e che non fanno niente ne prima ne dopo il loro mandato e a volte neanche durante. E' evidente che non gli interessa.

Cosa fara' adesso Luciano D'Alfonso? Dira' finalmente qualcosa? Andra' in TV a dire che Ombrina e' uno scempio? Spieghera' alla gente che l'ha votato che gli UFO invece si faranno? Spieghera' perche'? Gli interessa del mare d'Abruzzo? Non si vergogna?  Secondo me non fara' niente, perche' non gli importa niente, perche' non ama niente.

A che serve essere in favore di un referendum nazionale anti-trivelle se non muovi un ceppo per le trivelle a 5 chilometri dal tuo mare?

O sperano che il referendum arrivi quando non ci sia piu' niente da referendare e quindi, e' il solito specchio per le allodole?

Lo so che in Italia c'e' la moda della responsabilita' diffusa, del "volevo ma non potevo", "si ma pero'", "non si lascia il partito per una decisone sola", "si e' trovato in una cosa piu' grande di lui". Nel mio modo di vedere la vita, anglosassone e logico, non funziona cosi. Il governatore e' pagato fior di quattrini per fare le cose giuste, che a volte possono esser difficili. E un governatore serio, dovrebbe farle queste cose giuste, costi quel che costi. Anche a patto di prendere decisioni diverse da Roma.

E questo vale per tutti. Voglio vedere adesso quanti sindaci, di qualsivoglia partito, si dimetteranno, o avranno il coraggio vero, domani di farsi valere. Ma non l'hanno fatto finora, perche' dovrebbero farlo domani? Si occupano di petrolio solo perche' va di moda, non perche' ci credono.

E tutti i personaggi che si sono susseguiti in questa vicenda, politici e sapientoni, dove sono stati a spiegare a Renzi, Monti, Letta, Berlusconi, l'assurdita' del tutto?

Canne al vento.

E poi la pueritlita' di approvare parchi marini all'ultim'ora e che si accavallano al parco nazionale della costa teatina per far si che i cementificatori possano continuare a cementificare e non perche' gli interessi il mare. Provvedimenti vari pensati a casaccio come "strategemmi" per fermare Ombrina e non perche' abbiano uno scopo *costruttivo* preciso, dubbi personaggi sedicenti ambientalisti che adesso scenderanno in politica e che non sanno neanche parlare l'Italiano e che ripetono ad infinitum le cose che hanno imparato qui. Adesso si fanno pure le guerre fra di loro. 

E' alla radice che la pianta e' malata.

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Questo il mio commento dopo l'approvazione del Marzo 2015:




Io non so cosa dire, se non che fanno abbastanza schifo.

Ombrina Mare e' stata approvata dalla Commissione VIA il giorno 6 Marzo 2015 con "prescrizioni". Lo riporta la stampa locale d'Abruzzo.

Nonostante tutte le balle sulle "valutazioni transfrontaliere" con la Croazia e le belle parole di ministri e funzionari sulla democrazia e sull'ambiente, eccoci qui. Trivelle e nave desolforante a pochi chilometri da riva. 

La vergogna principale va alla classe politica, tutta.

A partire da Gianni Chiodi che non seppe muovere una mosca contro Ombrina Mare a suo tempo, per seguire con Gianni Legnini che invece di darsi da fare per il no, e per far rispettare il rigetto gia' decretato dello stesso ministero dell'ambiente decise di "rimandare" le decisioni con questa panzana dell'AIA.  Se ne lavo' le mani.  E poi le uscite infelici della Stefania Pezzopane. E poi ancora Luciano D'Alfonso che avrebbe potuto essere piu incisivo nelle sue azioni. E ovviamente a tutti i sindaci che si sono opposti contro il parco della costa teatina.

Io ho fatto tutto il possibile. E quindi dopo sette anni di angoscia, di prediche, di sensibilizzazione, incasso e lascio ad altri.

E quindi, adesso fate vobis.

Sono amareggiata, certo.  Ma in un certo senso, questa sconfitta mi rende leggera.

Il mio mare, qui a cinquecento metri da casa, in questi giorni di trenta gradi di sole californiano, e' petrolio-free e posso tornare alla mia vita, senza l'assillo del petrolio. 


Wednesday, February 11, 2015

La Medoilgas/Rockhopper licenzia tutti a Foggia





Ma... non dovevano portare lavoro gioia e benessere?

E invece secondo la stampa ci sono "dipendenti cacciati via e cancelli chiusi".

E infatti arrivano proprio in questi giorni delle belle letterine di licenziamento e di trasferimento anche a 200 chilometri di distanza da parte della Medoilgas/Rockhopper e questo anche per lavoratori con vari anni di anzianita', e invalidita'.

Il segretario della Cisl di Foggia, Edigio Ondretti dice che Sergio Morandi ha eluso volontariamente tutte le buone regole delle relazioni industriali.

Eludendo alcune comunicazioni dovute ed il confronto con l’organizzazione sindacale pur presente nell’azienda con suoi iscritti. Oltre tutto, un confronto sindacale avrebbe potuto porre in essere condizioni di fuori uscita dei lavoratori attraverso i consueti canali messi a disposizione dai cosiddetti ammortizzatori sociali. Da un azienda di tale portata, che trova interessi a livello mondiale, certo non ci si aspetta un atteggiamento cosi frenetico e poco riguardevole nei confronti di un territorio al quale chiede di svolgere attività estrattive di ottimo interesse remunerativo”.

Hanno chiuso i cancelli in un ora di tempo.

Chissa' forse ci sono rimasti male che il pozzo Masseria Sipari e' stato bocciato dal TAR per la troppa vicinanza alla citta'?

O chissa', magari veramente le cose gli vanno male economicamente. Dopotutto alcune delle concessioni della Medoilgas furono vendute per mancanza di liquidita' a 100 euro l'una!

Ma alla fine, cosa ci si aspetta, alla fine sono petrolieri, quelli vengono, prendono e se ne vanno. Che gli importa di Foggia, di San Vito Marina, di Ascoli Piceno?

E' il vile denaro.

Monday, February 2, 2015

La risposta del Ministero su Ombrina - ci vogliono le contro-contro-osservazioni!!!





dicono che si deve scrivere a:  dgsalvaguardia.ambientale@pec.minambiente.it 


Io penso che la democrazia debba essere per il cittadino medio, normale, e che uno non debba essere ne persona di scienza, ne giurista, ne petroliere e ne avvocato per capire, per avere voce in capitolo quando si devono decidere su cose che riguardano tutti.

E' per questo che cerco sempre di essere semplice quando faccio convegni, che parlo in modo chiaro, cercando di entrare nell'ottica di chi non fa il mio stesso mestiere. Ed e' anche lo stesso motivo per cui solo dai politici e dagli approfittatori mi faccio dare del lei.

Cosa voglio dire con questo.

Voglio dire che vorrei capire, da persona normale, ma da cittadono libero, chi prende le decisioni in Italia perche' lo fa e su quali basi. E cosi, ho scritto al Ministero dell'Ambiente a Dicembre 2014 chiedendo loro lumi su Ombrina Mare e sullo status del pozzo della nostra angoscia.

In particolare, volevo sapere:

1. Perche' la Medoilgas ha potuto mandare contro-deduzioni? Loro hanno mandato i loro testi per l'AIA, e noi abbiamo mandato osservazioni. Tu proponi, io ti rispondo. In una partita onesta, il gioco finisce li e poi l'arbitro decide, no? E invece no, in qualche magico modo la Medoilgas ha ottenuto i nostri testi ed ha ottenuto di poter mandare queste controdeduzioni, che altro non erano se non una serie di arrampicamenti sugli alberi su molte delle cose che avevo scovato - tabelle che non combaciano, l'uso di fanghi vietati in Norvegia ma pompati in Abruzzo gia' nel 2008, etc etc.

Chi gli ha dato il permesso di avere la prima e l'ultima parola? Chi sono loro piu di noi?
Ecco, volevo solo sapere - da cittadino medio - qual'e' il protocollo che li autorizza ad avere la prima e l'ultima parola, tutto qui. E se loro possono rispondere possiamo anche noi avere il diritto
alle contro-contro-osservazioni?

E se si, perche' nessuno ce l'ha detto?


2. Cosa intendono fare con il procedimento del TAR di Bari che boccia un pozzo esplorativo di gas a 5.5 chilometri da Foggia Sud, esatta identica distanza di Ombrina da riva. Li si chiamava Masseria Sipari, e coincidenza vuole che e' un altro pozzo Medoilgas. Crea un precedente, no? Ecco volevo sapere se i cittadini di San Vito Marina sono diversi da quelli di Foggia, perche' se e' pericolo il loro pozzo, lo e' pure Ombrina.

Ho mandato vari testi a vari email, e alla fine ecco cosa mi arriva, la cosa che e' in cima

Incoraggio tutti a mandare testi e lettere simili per mostrare loro che non stiamo qui a giocare. Non ce lo vogliamo proprio Ombrina in Abruzzo. Punto e chiaro.

Ecco cosa dicono


Non ho parole.

Ci stanno dicendo che possiamo mandare le contro-contro-osservazioni. Ci arisiamo che gli servono tutti gli "tutti elementi" per una valutazione oggettiva e che non vogliono "condizionamenti ideologici".

E quali sarebbero questi condizionamenti ideologici?

Ma si rendono conto che dalla penna dei petrolieri uscira' solo e comunque "e' tuttapposto?"

E se tutti i pareri sono utili, da chicchessia e non importa quando e dove, e allora perche' ci sono scadenze di termini?

Nulla ci vieta di mandare contro-contro-osservazioni. Ma che gioco e'?

E' la democrazia per i pagliacci. 

Si rendono conto di quanto sono antidemocratici e sciocchi?

Consiglio a tutti di bombardarli a questo indirizzo e semplicemente dire "Io Ombrina non ce la voglio nel mio mare, per tutti i motivi che da otto anni si ripetono senza sosta in Abruzzo. La mia opinone conta tanto quanto quella della MOG, e vorrei che questo venisse messo agli atti"

DVA-II@minambiente.it

dicono ora che si deve scrivere a:

dgsalvaguardia.ambientale@pec.minambiente.it