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Wednesday, July 6, 2016

Ombrina: la fine delle trivelle Rockhopper Exploration, l'inizio della responsabilita' di tutti






19 Luglio 2016
Foto F. Zulli

Grazie a Assunta di Florio!




What shall Cordelia speak? 
Love, and be silent.
King Lear 1.1.68



Eccoci qui, ad otto anni esatti dall'inizio di quella che sembrava una battaglia impossibile. Dopo avventure rocambolesche, tutto quello che resta di Ombrina Mare viene smantellato a spese della Rockhopper Exploration, UK.

E' la testa di un pozzo esplorativo, a cinque chilometri da riva in Adraitico, che a vederlo adesso fa anche tenerezza. E' una montagnola verticale di ferri verdi e rossi di un paio di metri o poco piu' che esce quasi spaventata dal mare. L'incubo FPSO, gli oleodotti, le navi cisterna, l'inquinamento da petrolio sono svaniti. Presto non resteranno neanche quei ferrami a ricordarcelo.

Com Ombrina sono finiti i sogni petroliferi di Sergio Morandi, di Chicco Testa, di Confindustria Abruzzo, di Paolo Primavera, di Sam Moody, e di tutti i loro azionisti inglesi. Quante avventure in questi anni. Quanti alti e bassi, quante notti a coordinare fra di noi, quante conferenze, quante domande per cercare di capire, quante idee per mettere pressione alla chiesa, ai politici. Nel mezzo di tutto questo abbiamo messo KO una ditta di petrolio -- la Mediterranean Oil and Gas -- e fatto si che il governo nazionale passasse una legge di protezione dalle trivelle entro le prime 12 miglia da riva.

L'abbiamo fatto noi, persone normali, da San Vito Marina.

Non lo sapevamo allora, ma con il sapore della vittoria e a riguardarli indietro sono stati anni belli, di lotta contro l'insperabile, di un piccolo e grande popolo che ha capito e che si e' dato da fare prima che fosse troppo tardi. Otto anni.

E' una vittoria di noi tutti, come tante in questa storia del petrolio d'Abruzzo, una vittoria in cui i politici hanno contato ben poco, segno che di questi tempi il potere di internet, del passaparola sui social media, assieme alla forza di volonta', all'intelligenza, alla perseveranza possono fare tanto. 

Una delle cose piu' belle e' che dal sito della Rockhopper la parola "Ombrina Mare" non compare piu' da tempo, e credo che questo sia il segnale che e' proprio finita anche per loro. Non ne parlano piu'. Si sono arresi. Scompaiono.

Ma il lavoro non e' finito. E non e' solo il petrolio. Il lavoro che resta e' di adesso meritarlo il mare trivelle-free. Il lavoro che resta e' di non deturparlo quel resta dell'Adriatico. Di non gettare le cicche fra la sabbia, le carte sugli scogli, la monnezza dopo il pranzetto. Di pulire la monnezza che c'e'.  Di far si che i fiumi non portino liquami e fertilizzanti a mare. Di far si che le villette non arrivino a faccia a faccia con la sabbia. Di far si che le generazioni future abbiano inoculato il vaccino dell'attivismo preventivo e non di fare sterili proteste quando e' troppo tardi. Di trasmettere loro la voglia di fermare gli altri mostri che inevetabilmente verranno.

In una parola, di volergli bene a quel mare noi e chi verra' dopo.
 





Monday, February 8, 2016

Lavoro dal 1980 nel settore di ricerca e produzione di idrocarburi, di cui 33 con ENI. Mi dica il suo planning.



 A noi la scelta, 
non si puo' essere tutte e due allo stesso tempo.


Mi giunge questa lettera:

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Cara dottoressa

Lavoro dal 1980 nel settore di ricerca e produzione di idrocarburi, di cui 33 anni con Eni.

Ho,passato molti anni in Adriatico sulle piattaforme per ricerca del metano, abbiamo sempre rispettato le normative, nessuno di noi è un criminale, ho verificato invece, quanti veleni e detriti arrivano dai fiumi, che sono delle fogne a cielo aperto, dove città moderne , come Milano scaricano legalmente senza depuratore, e nessuno si straccia le vesti per questo.

Ho visto aumentare la fauna ittica intorno alle piattaforme, dove tutta la catena alimentare parte con le alghe attorno alle gambe della struttura, a largo di Ravenna dove affondò il Paguro, si é creata una oasi ittica, li dove c'era un fondale povero e sabbioso.

Ovviamente il rischio zero non esiste in nessuna attività lavorativa, e nemmeno tra le mura domestiche, quindi si deve sempre monitorare e implementare le fasi lavorative.

Lei ha mai sentito parlare di adrazzina, mica è sparita dalle falde, hanno aumentato la soglia legale. Lei si muoverà, credo non vada a piedi o a cavallo o sempre in bicicletta, userà dei mezzi trasporto, essi per muoversi usano derivati del petrolio, il suo PC perché lei usa un PC , uno smart phone, di cosa sono fatti? Legno, non credo.

In inverno a meno che non dorma in strada, la sua casa sarà riscaldata, come? Con che energia? E quando c'è il caldo opprimente, usa dei climatizzatore, oppure suda come un negro nelle piantagioni di cotone? Le strade come vorrebbe pavimentare?

Insomma la nostra vita è contornata da servizi, accessori, legati agli idrocarburi, esistono da anni affioramenti naturali di petrolio in superficie, potremmo citare il buon Dio a giudizio per questo?

Se tutto ciò è negativo, come vorrebbe modificare, la vita moderna per evitare tale problemi?

Mi faccia sapere, io ho installato i pannelli solari, ma di notte non mi danno energia e nemmeno quando è nuvoloso, ho acquistato una caldaia a bio massa, ma pare inquini molto di più del metano, eppure lo stato italiano, mi ha incentivato, mi spieghi lei, come dovrebbe cambiare la nostra vita di tutti giorni senza l'ausilio assoluto di idrocarburi e loro derivati, magari dovremmo acquistarli sempre dall' estero, come facciamo con l' energia elettrica prodotta dai nostri vicini Francesi, Croati ecc.

Grazie aspetto il suo planning.

None e cognome

Drilling superintendent

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E poi questa:

Mi corre l'obbligo ringraziarLa per quanto ha fatto in favore della nostra splendida regione che è l'Abruzzo, dove vivo dagli anni '40 e dove sono nati i miei due figli, a Lanciano.

Ho la veneranda età di 81 anni. Imparai a nuotare a S.Vito, nel "mio" mare,  tratto San Vito/Fossacesia,  zona (unica) dei trabocchi.

Ho temuto fortemente che gli interessi di pochi prevalessoro, come purtroppo accade sovente da noi, cosa a Lei  ben nota.

Sono fiero, e con me lo sono mia moglie, i miei figli e la mia cara nipote, sapere che un'abruzzese, per di più di origine lancianese, occupa un posto di prestigio quale è il Suo.

Il nostro più sincero e sentito "ad majora".

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Si, ad majora. Ma il majora non sono le trivelle. Ad majora e' il sole, e' la programmazione, e' il pensare, e' il volere.


Friday, October 2, 2015

Abruzzo Regione Verde d'Europa


Costa dei Trabocchi,
Foto: Chiara Ciarelli



 Pescara - 450 pini da abbattere
Solo in Italia i nemici sono i pini!






Pescara - il mare



Tortoreto

Francavilla al Mare



  Pescara

Ortona, salmonella nel mare

Parco Costa Teatina













Il Borsacchio, Teramo:


Fiume Sinello, Teramo:


Torrente Riccio:


Roseto: distruzione dei nidi di uccelli 


Vasto: altra  distruzione di nidi di uccello


Pescara: distruzione di alberi, prima e dopo
(perche' non hanno pulito i graffiti invece?)






 


Fiume Piomba, Silvi Marina (Teramo) 







Parco Nazionale D'Abruzzo



Foce del Cerrano