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Sunday, November 11, 2012

Quadro non esatto e fuorviante





Da google "proprietary, drilling, fluid"
Proprietary significa coperto da segreto industriale.
Nessuna casa produttrice di fluidi perforanti 
rilascia le proprie ricette magiche con buona pace di Giuseppe Citterio. 


Se c'e' una cosa che non sopporto e' l'arroganza di chi pensa che siccome ha dietro una targhetta ENI o Assomineraria o Saras, e magari qualche sonoro titolo dirigenziale, allora puo' pensare di zittire tutti, decidere per tutti, schernire le legittime domande e richieste di residenti e cittadini, e appellarsi ad un saccente "ghe penso mi".

Nella fattispecie parliamo del "Responsabile Progetto Gas" della Saras, tale Giuseppe Citterio che vuole trivellare fra i campi di Arborea, in Sardegna. Con il progetto Eleonora, la Saras vuole piazzare il suo bel pozzo di gas vicino ad una riserva naturale lagunare dove vivono fenicotteri, vicino a case, campi e persone, vicino ad allevamenti di mucche e industrie casearie.

Il Citterio se la prende con un cittadino di Arborea, Davide Rullo, che giustamente si domanda cosa succedera' al suo paese se il folle progetto della Saras dovesse andare avanti e che democraticamente si e' informato ed ha deciso di essere contro questo ennesimo tentativo di bucare l'Italia, mandando una lettera all'Espresso.

Citterio, dipendente Saras, dice che la lettera di Rullo, cittadino, presenta un "quadro non esatto e fuorviante"  e che adesso arrivera' lui, novello Superman, a restituire"verità e oggettività" a questo progetto.

Ah. Allora siamo apposto! L'uomo della Saras con la verita' in tasca che gli altri non conoscono!

Della serie: chiediamo all'oste se il vino e buono!

Ma cosa vuoi che dica l'oste Citterio? E' pagato dalla Saras, dai Moratti, ed e' evidente che e' in pieno conflitto di interessi e che non potra' fare altro che cercare di giustificare l'ingiustificabile, vendendo aceto, se questo porta soldi.

Infatti inizia il Citterio con il ricordare a tutti che hanno inziatoil loro progetto nel 2006 e che da allora hanno avuto ben "30 nulla osta" e altri  permessi ottenuti dalla regione Sardegna. Dice poi che nel 2011 hanno cercato di fare approvare la trivellazione di un pozzo preliminare a 3000 metri nel sottosuolo di Arborea.

Beh, gia' qui mi chiedo: dal 2006?

E perche' la gente l'ha saputo solo nel 2011? Non ci sarebbe stato l'obbligo morale di dirlo anche a chi vive li che volevate trivellarli?

Non sarebbe stato opportuno CHIEDERE ai residenti se il tutto gli stava bene BENE prima che tutto incominciasse?

Perche' gli investitori di Milano sapevano tutto dal 2006 e la gente normale di Sardegna no?

E' dovere morale e di rispetto chiedere alla gente se vogliono che i loro paesi diventino zona di idrocarburi o no, visto lo schifo che la Saras ha gia' causato a Sarroch, e visto che, diciamo, l'industria petrolifera non e' certo fra le piu' sane.

Ci vuole il rispetto delle popolazioni, del loro diritto a decidere per se, e non questa saccenza di uno che viene non si sa da chissa dove a mettere i puntini sulle i.

E allo stesso modo, caro Citterio, sarebbe morale accettare che ad Arborea la maggior parte delle persone non ce la vogliono, non vogliono ne lei, ne i Moratti, ne il suo pozzo ne le sue vuote promesse. E accettare che la gente voglia dire la sua, e che qui lei e' lo straniero che lei deve rispettare chi ad Arborea ci vive e non pensare di volere venire qui a sfogliare la sua sapienza.

Perche' non ha ricordato a chi legge che quel pasticcio di progetto che avete presentato faceva piangere e che tutti gli impatti - sull'agricoltura, sull'immagine, sul paesaggio, sulla salute delle persone - erano tutti sottostimati,  trivializzati e considerati insignificanti?

Pensavate di farla franca, eh? Vi sarebbe piaciuto che la gente dormisse e che tutto fosse restato semi segreto cosi potevate fare quello che vi pare.

E invece no, magari l'oste dei Moratti dira' che il vino e' buono, ma non ha fatto i conti con tutti quegli altri osti che invece ad Arborea ci vivono.

Poi continua il Citterio dicendo che il pozzo esplorativo verra' eseguito in

un’area esterna, anche se vicina, alle zone di pregio ambientale in prossimità dello Stagno di S’Ena Arrubia. In considerazione del valore ambientale dell’area, l’intervento verrà realizzato con la massima attenzione per gli abitanti, l’ambiente e il territorio e con impianti di nuovissima generazione.

"Esterna ma vicina".

Beh, allora vuol dire che anche lui lo sa che vuole trivellare l'intrivellabile e che deve trovare un qualche modo di arrampicarsi sugli specchi.

Ma parlare di attenzione per gli abitanti, il territorio e di "impianti di nuova generazione" e' solo fumo, sono solo chiacchere, perche' lo sa lui meglio di me che tutto questo e' impossibile e che non e' successo mai da nessuna parte del mondo che le trivelle siano coesistite con agricoltura di qualita' e con una vita sana.

Cosa, l'aria si ferma al confine "esterno ma vicino" alla riserva perche' l'ha detto la Saras? 
Suvvia Citterio.

Ma ... e poi mi chiedo:

E.... a Sarroch, dove era questa massima attenzione per gli abitanti?
E.... a Sarroch, dove sono questi impianti di nuova generazione?
E.... a Sarroch, dove e' questa considerazione per l'ambiente?

Non mi risultano tutte queste premure a Sarroch, no? 

E allora o sono due pesi e due misure, per le quali dovreste vergognarvi, oppure sono tutte balle di una ditta - la Saras - che vuole cercare ad ogni modo di fare il lavaggio del cervello alle persone che tutto si puo' fare assieme. 

E questo, caro Citterio, non si puo'.

Non si puo' fare allevamenti, formaggi e ortaggi e dietro pozzi e magari raffinerie ed oleodotti e cisterne e camion che vanno e che vengono su strade di campagna.

Fa bene Rullo a lamentarsi, lo farei anche io, e sa una cosa?
Lo farebbe anche lei se volessero venire a mettere una trivella nei suoi campi e nel suo paese.

E' sempre comodo e facile fare i maestri da Milano.

Citterio insiste che si tratta della trivellazione di un pozzo solo che durera' al massimo sei mesi, e che addirituttura il pozzo potrebbe essere sterile, nel qual caso tutto verra' chiuso, pero' in caso di successo:

il progetto di estrazione del gas naturale prevede la distribuzione del metano alla rete di metanizzazione in corso di realizzazione nell’isola. Il metano di Arborea, infatti, non sarà esportato ma rimarrà interamente a disposizione della Sardegna.

Ma cosa il metano verra' direttamente messo in un metanodotto che non esiste? E nel frattempo? E non sa Citterio che ci vuole lavorazione, trattamento, stoccaggio? Non puoi mica mandare il metano direttamente nel metanodotto! E dove le facciamo tutte queste altre opere? E chi ci garantische che non ne verranno altri di pozzi?

Quello che manca alle affermazioni di Citterio  e' una analisi di LUNGO TERMINE. Cosa ne sara' di Arborea e dei suoi allevamenti e della sue gente fra 20 anni se andiamo avanti cosi?

Come sempre, basta andare a Sarroch, o a Viggiano per capirlo. I petrolieri arrivano e distruggono tutto quello che c'e' sul territorio.

Non sfugge a nessuno l’importanza che una eventuale scoperta di gas naturale potrà avere per lo sviluppo del territorio e per la possibilità di aprire nuovi scenari per l’intera Isola.

Certo, soprattutto non sfugge alla Saras e al suo portafoglio!

Così come è altrettanto evidente che la mancanza di gas naturale in Sardegna, unica regione in Italia a non avere il metano, continui a determinare condizioni di svantaggio sociale, economico ed ambientale, sia per le attività industriali ed agricole che per le famiglie.

E come poteva mancare l'occhiolino al famoso "territorio sano/disoccupazione" cosi' caro ai modelli di sviluppo anni '60?  Certo, e' sicuramente il pozzo di Arborea che risanera' i problemi sardi!
Ma cosa dice, Citterio! 

La situazione di crisi che le aree industriali della Sardegna stanno attualmente vivendo è anche legata ai costi energetici: l’energia in Sardegna ha un costo troppo alto e non ci sono fonti alternative. 


Non c’è il metano e stentano a partire i progetti di metanizzazione (Galsi). Il progetto Eleonora puo’ rappresentare, certo, solo una parziale soluzione del problema, ma domandiamoci tuttavia quali vantaggi potrebbe determinare la presenza di gas naturale nell’Oristanese e quali scenari potrebbe aprire per l’intera isola: riduzione dei costi energetici e contributo al mantenimento dei livelli produttivi e occupazionali; diminuzione delle spese per le famiglie; meno inquinamento (il metano è più pulito rispetto ai combustibili oggi utilizzati in Sardegna); impulso alle attività industriali del territorio e maggiore attrattività per gli investimenti sull’Isola.

Ma e' un pozzo di gas, o la lampada di Aladino?

Un pozzo che ridurra' i costi energetici, innalzera' i livelli produttivi e occupazionali, portera' alle distribuzione delle spese e meno inquinamento!

Ma che film e'?

Citterio, ma non si rende conto che le cose che dice sono ridicole! E' un pozzo che poterebbe anche essere sterile, e lei e' gia' partito in quarta?

In Italia consumiamo circa 95 miliardi di metri cubi di gas.

Le riserve di Arborea sono fra 1 e 3 miliardi di metri cubi di gas - se fosse vero quello che dice la Saras. 

La Sardegna ha il 2.8% della popolazione italiana.

Ora, una cifra stimata e' che i sardi utilizzeranno  il 2.8% del metano totale che si consuma in Italia, arrotondiamo al 3% di 100 miliardi di barili l'anno = 3 miliardi di barili. 

Per cui, se fosse vero quello che dice la Saras, cioe' che al massimo ci sono 3 miliardi di metri cubi di metano, questo metano servira' ai sardi al massimo massimo per un anno - spalmato in 20, 30 anni di attivita', in una regione dove il metanodotto non esiste e da una localita' dove non ci sono strutture per lavorarlo, stoccarlo, trattarlo questo metano.

E a proposito di energia, vogliamo ricordare la storia delle "fonti assimiliate"? Vigliamo ricordare che la Saras spremendo monnezza petrolifera - gli scarti delle raffinerie sarde - riceve i fondi del Cip6, per l'energia rinnovabile?

Potrei sbagliarmi, ma io vedo solo una enorme opera di speculazione.

Citterio: faccia cosi.

Vada fuori, apra gli occhi, li spalanchi forte forte e guardi su. Vedra' una enorme palla gialla splendere, gratis, 365 giorni l'anno.

E' quello il nostro futuro, basta solo volerlo.

42 comments:

fasani said...

non so se si rende conto, ma la sua argomentazione costante è "questo pozzo produce SOLO l'x% di metano che l'Italia consuma in un anno"...e lo dice per tutti i pozzi...Beh, le svelo un segreto: la produzione petrolifera funziona proprio cosi. Nessun giacimento da solo potrà dare all'Italia il 50% della propria produzione per 30 anni. Sono tanti piccoli giacimenti messi insieme che ci consentono di accendere il gas e far da mangiare, fare la doccia, etc. Che le piaccia o no. Le ho sentito dire che i pozzi della Val d'Agri sono inutili perchè producono SOLO il 9% del petrolio italiano. Beh, le svelo un segreto: la Libia è il 15%. Si sognerebbe mai di dire che è inutile?

Federico Torresan said...

Fasani la invito a trasferire tutta la sua famiglia in val d'agri, magari a fianco ad un pozzo, sono sicuro che si troveranno benissimo...
Io sono di Arborea e le assicuro che la nostra economia con il pozzo che secondo lei, insieme a tanti altri, consentirebbe di "poterci fare la doccia e di mangiare", non è assolutamente compatibile con un attività petrolifera.
Sono tutti bravi a fare i professoroni quando non è in ballo la salute e il portafoglio della propria famiglia!
Per fortuna le persone come lei sono la minoranza....

Anonymous said...

Si pensi che grosso rischio ambientale avere un giacimeno che producesse il 50% del fabbisogno nazionale!!! quindi per fortuna che i nostri giacimenti producono solo lo 0,qualcosa % !!!

fasani said...

ehm, in realtà io già ci sono in Val d'Agri. Il problema è che le persone non han mai visto un pozzo, o l'han visto solo nei film. Andate a vedere un pozzo e ditemi come può essere incompatibile con qualsiasi cosa....
(l'unico danno che fa, e quello è innegabile, è che un'area pozzo è grande quanto un campo da calcio, e quello è un consumo di suolo effettivamente gravoso).

Anonymous said...

Che bell'articolo!
La Saras non ha diffuso la notizia della perforazione? I procedimenti di valutazione di impatto ambientale vanno pubblicizzati su giornali locali e nazionali. Forse gli abitanti di Arborea non leggono i giornali ma questo non è colpa della Saras...
Il metano non può essere messo direttamente in rete? Ci sono numerosi casi in tutta Italia in cui l'unico trattamento effettuato sul gas estratto è stato quello della compressione per renderlo alle stesse caratteristiche di quello in rete. Ora la compressione di un gas diventerà sicuramente un procedimento pericolosissimo e dannosissimo per l'ambiente!D'altronde la professoressa ha sicuramente maggiori informazioni!
A Sarroch esiste un problema ambientale? Grande scoperta, lo sono purtroppo tutte le raffinerie d'Italia, vetusti impianti industriali anni '70...ma quello che non capisco è come si possa essere talmente falsi e capaci di strumentalizzazione: a Sarroch si estrae gas metano oppure c'è una raffineria? Probabilmente per la professoressa sono la stessa cosa....
Il giacimento è troppo piccolo? Fasani, mi dispiace, ma se era grande sarebbe stato TROPPO GRANDE...
Federico, sentimi, preferirei cento volte un pozzo petrolifero a 100 m da casa che 2 ettari di pannelli solari...
Ma poi a me che mi frega del gas della Sardegna! Non volete i pozzi petroliferi che estraggono gas? Allora gli algerini ve lo dovrebbero far pagare il doppio per principio: che loro sono più scemi dei sardi?

Anonymous said...

Come si fa a convincere la professoressa che i fanghi di perforazione non sono inquinanti? Proviamoci utilizzando un metodo che presuppone non la buona fede ma l'attitudine indubbia delle società petrolifere di cercare di abbassare il più possibile i costi ed aumentare i profitti. Quali sono i rifiuti che maggiormente vengono prodotti da questo tipo di cantiere? sono senza dubbio le rocce triturate mischiate ai fanghi di perforazione. Questa miscela è un rifiuto che come tale deve essere smaltito. Come deve essere smaltito? Ogni rifiuto deve essere analizzato ed in base a queste analisi gli viene dato un codice detto CER e portato in una discarica autorizzata. I rifiuti vengono divisi, semplificando, in pericolosi e non pericolosi. Indovinate quale costa di più smaltire? I rifiuti pericolosi o i non pericolosi? Lo sapete qual'è la differenza media tra il costo di smaltimento di un rifiuto pericoloso e di uno non pericoloso? Il non pericoloso è sui 50€/tonn mentre il pericoloso è 300€/tonn. Lo sapete quante tonnellate di fanghi si producono durante una perforazioni? Molte....(la professoressa lo sa!) Aggiungiamo quest'ultimo concetto: chi può essere così stupido da mischiare sostanze inquinanti ai fanghi di perforazione richiando evidentemente di inquinare (reato penale) solo per aumentare la densità dell'acqua? Secondo la professoressa non esistono in natura sostanze non inquinanti che possiedono tale caratteristica? Non dimenticate mai che la tecnologia usata nelle perforazioni è seconda solo a quella aereospaziale e gli ingegneri e gli operai che vi lavorano sono ultraspecializzati...gli stupidi, mediamente, stanno e lavorano in altri posti! Certo, ora molto probabilmente mi dirà che in basilicata sono avvenute altre cose e bla bla bla bla... ma è ovvio che le mele marcie sosno ovunque (se verrà provato tutto!). I pozzi perforati in Italia sono 7136 e non mi risulta che ci siano 7136 disastri naturali in giro....dimenticavo: è stato fatto un pozzo anche al centro del Circo Massimo, a 100 m dal Colle Palatino e dalle Terme di Caracalla, a 500 m dal Colosseo...E' stata mai a Roma? Sa di cosa sto parlando?

Anonymous said...

In data 24 Aprile, 2010 un articolo del Time,scritto dalla famosa giornalista Kayla Webley, iniziava così: By any measure, drilling for oil and gas offshore is one of America's most dangerous professions.
http://www.time.com/time/nation/article/0,8599,1984296,00.html
Chi afferma che sulla terraferma il pericolo sia invece inesistente; dovrebbe spiegarlo dal punto di vista engineeristico.
AdrianoB

Antonio said...

Per l’anonimo:
accidenti che voglia di ribattere, sarai mica sensibile al problema causa-stipendio? Oppure le cose che scrivi le pensi veramente? In ogni caso ti distrai nella lettura, perché non hai fatto caso che la Professoressa dice:
“Non ci sarebbe stato l'obbligo morale di dirlo anche a chi vive li che volevate trivellarli? Non sarebbe stato opportuno CHIEDERE ai residenti se il tutto gli stava bene BENE prima che tutto incominciasse? Perché gli investitori di Milano sapevano tutto dal 2006 e la gente normale di Sardegna no?”
e quindi non è questione di dove si pubblicizza cosa (e ti sfugge anche che si trattava di Verifica di assoggettabilità) o che qualcuno non legga, ma del coinvolgimento diretto della popolazione, che ovviamente non conviene fare, agendo sottotraccia finché possibile. Popolazione che, se non lo avessi capito, è in gran parte contraria (con aumento continuo della percentuale). Che fai glielo imponi tu?
Primo punto: hai preso una cantonata.
Ci sono numerosi casi di semplice compressione? Ma guarda un po’, il Padreterno ha voluto così bene all’Italia da disseminare il nostro belpaese di giacimenti di fragrante metano purissimo; li conosci i limiti di accettabilità stabiliti dal decreto MISE 19/02/2007? Forse ti sfuggono anche questi, o forse i punti in cui il metano si mette in rete direttamente non sono NUMEROSI, sono solo alcuni, pochi, forse non esistono proprio.
Secondo punto: hai preso un’altra cantonata.
Grande scoperta il problema ambientale di Sarroch? Come grande scoperta l’Ilva di Taranto e altri siti? Le cose sono due: o tu non hai la più pallida idea di cosa sia Sarroch (una raffineria come tante) e/o non hai la più pallida idea di cosa sia stato trovato nei sondaggi del Piano di caratterizzazione; forse ignori entrambe le cose, altrimenti non avresti il coraggio di scrivere che tutte le raffinerie degli anni 70 etc. etc. Io invece la conosco bene, e provo tanta pena per quelli che ci vivono vicino e per quelli che ci lavorano, drogati dal posto di lavoro. Anche qui ti sei distratto, perché l’abbinamento Sarroch – Arborea sta negli idrocarburi, le cui “lavorazioni” direi abbiano un certo quale impatto sull’ambiente: minimo, non è vero?
Ulteriore sbandata, un po’ meno grave; ma il bello deve ancora venire, a dopo

Antonio said...

Sui fanghi invece il nostro anonimo non ci ha capito proprio nulla: a parte che i fanghi SONO sempre additivati e non con il bicarbonato, forse per ignoranza geologica gli sfugge che una volta pompati in foro vengono a contatto con acque ben diverse dalle falde superficiali e con le più svariate mineralizzazioni (mai sentito parlare di solfuri misti, livelli a metalli pesanti, minerali radioattivi?), e purtroppo anche con gli stessi idrocarburi. E secondo te, innominato, come ne escono i fanghi? Pronti da bere? E il bello è che ti dilunghi anche a spiegare cosa comporta produrre rifiuti pericolosi, addirittura ci spieghi cosa è l’attribuzione del codice CER e altre amenità. E tu lo sai che i fanghi di perforazione sono un tale problema che i trivellatori sono sempre alla disperata ricerca di pozzi esausti dove mettere i “residui di perforazione”, cioè i tuoi amati fanghi con CER “non pericoloso”? E non ti sovviene che le tue distratte disquisizioni possano esser lette da chi ne sa più di te sulla disciplina dei rifiuti, professorino?
E che dire della baggianata sulle sofisticatezze delle tecnologie di perforazione, addirittura seconda solo a quella spaziale! Splendida, chissà da dove l’hai tirata fuori; però se ne sei convinto vai subito a spiegarlo ai poveracci del Golfo del Messico o agli abitanti di Trecate, e mi fermo per un profondo senso di pietas.
Insomma anonimo, tu leggi male o con troppa distrazione, e prendi troppe cantonate. E tuttavia non ne ho la certezza assoluta; spesso atteggiamenti incomprensibili si spiegano semplicemente con la constatazione che non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire.
E d’altra parte, se arrivi a dire che preferiresti avere un pozzo petrolifero a 100 m da casa anziché 2 ettari di pannelli solari, beh che altro dirti? Magari scopro di aver risposto a Tafazzi.

Cara Maria Rita, anche se non sono di Arborea ti ringrazio per quello che hai scritto, per la tua serietà, la pertinenza e la chiarezza delle argomentazioni, la chiarezza e il coraggio con le quali stai affrontando una battaglia difficile, anche a nome di tanti italiani (e sardi) che preferiscono vivere nell’ignoranza e nella attesa di un messia petroliere che gli cambi la vita.
Grazie

maria said...

Anonimo dei "fanghi che non inquinano" non ci hai convinto a Marsico Nuovo e ancora ci riprovi? Chi te la fa fare a comprometterti con l'Eni che ti sfrutta e ti paga quattro soldi? Per non dire che ti avvelena l'aria che respiri e l'acqua che bevi tu, noi lucani e la Puglia tutta? Un saluto affettuoso perchè so che sei un piccolo anatroccolo!

Irenorge said...

Hei piccolo anatroccolo...visto che a te non interessa nulla della Sardegna, sei pregato di smetterla di scrivere commenti inutili e ridicoli per convincerci che è una cosa giusta trivellare, dimostri che stai facendo il pupazzetto di chi è più grande di te...
cmq noi a noi di Arborea piacerebbe continuare a respirare aria buona, piacerebbe continuare a produrre il latte e magari ci piacerebbe non avere gente avida di denaro in mezzo ai piedi

Manuela Pintus said...

La popolazione partecipa alle decisioni in materia di diritto ambientale, ne ha diritto.
Forse con questa frase "Non volete i pozzi petroliferi che estraggono gas? Allora gli algerini ve lo dovrebbero far pagare il doppio per principio....?" lei, Sig. Anonymous, vorrebbe cancellare questo diritto ma devo deluderla, esiste una Convenzione entrata in vigore nel 2001 nota come "Trattato di Aarhus" che sancisce questo diritto. Può leggere e informarsi maggiormente anche seguendo questo link:
http://www.minambiente.it/menu/menu_attivita/La_Convenzione_di_Aarhus.html
Legga, le farà bene e le potrebbe tornare utile nel qual caso avesse la sfortuna di ritrovarsi un petroliere che le vuole trivellare un pozzo di petrolio a 100 m da casa (eh, se lo lasci dire, è meglio preferire due ettari di pannelli solari, credo che anche questa informazione le potrebbe tornare utile).
I cittadini di Arborea e dei paesi limitrofi leggono i giornali ed infatti hanno deciso autonomamente di usare tutti gli strumenti utili per mostrare la propria contrarietà al Progetto. Il dovere morale del Proponente di informare la i residenti di un intervento importante come la trivellazione di un pozzo esplorativo per la ricerca di idrocarburi è ben altra cosa ed è il dovere morale di cui parla la Prof.
Il concetto che lei deve apprendere è questo: "La popolazione che abita un territorio ha il diritto di decidere del futuro del territorio in cui vive".
Detto questo ci sono tanti altri concetti che le sfuggono (o che volutamente vuole evitare di non comprendere). Uno dei tanti: la perforazione dei pozzi per estrarre idrocarburi sottopone ad un elevato rischio di inquinamento le falde acquifere e i bacini idrici.
L'acqua è la risorsa più importante al mondo. Senza acqua non può esistere la vita. E' questo il motivo per i quale quando si esplorano nuovi pianeti si cerca prima di tutto la presenza di acqua e non di idrocarburi.
Mettere a rischio la risorsa idrica significa mettere a rischio la vita stessa. Le forme sotto le quali si può invece trovare l'energia sono numerose (non esistono solo petrolio e gas naturale) ed in ogni caso il fabbisogno energetico non deve essere soddisfatto mettendo a rischio la vita (si appunti anche questo concetto).

Manuela Pintus said...

I pozzi perforati a Roma risalgono a molti decenni fa, come questo del 1938: http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/videpi/pozzi/mappa.asp?cod=5352 (guardi un po', la gente sa anche come informarsi sui pozzi perforati, produttivi, dichiarati sterili, ecc.)
Nessuno si sognerebbe di chiedere un permesso di ricerca per idrocarburi nel Comune di Roma nè tantomeno di chiedere di realizzare un pozzo esplorativo!
Vuole forse pensare che la gente non lo sappia????? O forse lei crede davvero che qualche petroliere perderebbe tempo a chiedere di perforare a 500 metri dal Colosseo? Chiunque lavori nel settore petrolifero sa benissimo che una Progetto del genere verrebbe BOCCIATO. E chiunque affermi il contrario mente.
Detto questo, se di questi 7136 pozzi perforati in Italia (molti dei quali nella petrolizzata Basilicata) nessuno ha creato disastri naturali come lei afferma potrebbe allora spiegare come mai diverse Regioni (tra cui la stessa Basilicata del Fasani, il Veneto, la Puglia e l'Abruzzo) e diversi Comuni si sono opposti con pareri negativi e richieste di moratorie sulle trivellazioni per ricerca di idrocarburi?
Se vi fossero sfuggite queste informazioni vi potete leggete questi link Sig Anonymous e Sig Fasani:
http://www.lucanomagazine.it/2012/09/i-no-di-de-filippo-a-nuove-trivellazioni/
http://www.iltaccoditalia.info/sito/index-a.asp?id=19579
Sa, dare contro a popolazione e Comitati per chi è a favore delle trivellazioni è semplice, ben altro discorso è tentare di fornire una spiegazione quando la contrarietà e le richieste di moratoria sulle trivellazioni arrivano addirittura dalle Regioni, che forse conoscono meglio di voi il territorio di cui state parlando tentando di apparire degli esperti di non ho ben capito cosa.
Per finire le voglio dare ragione solo su un punto Anonymous: le mele marce sono ovunque. Aggiungerei solo che spesso si trovano anche dietro la tastiera di un pc e lasciano dei post firmati "Anonymous".

Roberto Poli said...

Non voglio entrare nel tecnico, perché tecnico non sono, sono un cittadino e allevatore di Arborea-Sardegna, si quella terra che qualcuno vorrebbe rendere groviera.
Ohhhh, ma quante persone che vogliono bene ai sardi e tengono così tanto al nostro benessere, quante persone che tengono alla nostra doccia calda, non pensavo a così tante persone solidali.
Nonostante sia così felice per questo non faccio a meno di farmi alcune domande, ma le vorrei fare al signor Fasani e al signor "Anonymous" (almeno abbia la faccia di metterci la faccia quando scrive). Le domande che voglio farvi sono queste : come mai sul progetto preliminare della Saras riguardo il Progetto Eleonora la società proponente ha OMESSO le abitazioni distanti poche centinaia di metri dal pozzo e ha dichiarato le prime abitazioni con il nucleo abitativo a S'Ungroni distante 2300 metri circa ? Forse che non vengono prese in considerazione come "VITE" anche quelli che abitano a 300-400-500-600 metri ?
Se oramai le tecniche di trivellazione sono così all'avanguardia da essere solo seconde all' "aereonauticasuperspaziale" e quindi super sicure mi può spiegare come mai è stato omessa questa cosa ?
Sig. Fasani, signor "anonimo" avete letto voi il progetto preliminare sul Progetto Eleonora ?
Siete sicuri che nessuno di Arborea non sia mai andato a vedere i pozzi di estrazione ? Date per scontato anche questo ?
Arborea deve rimanere quello che è, un paese che vive di agricoltura e allevamenti, la cui economia e sopravvivenza ruota attorno alla terra e al latte da decenni e non voglio, non vogliamo (perché la gran parte della popolazione ha deciso così) che tutto sprofondi in un buco puzzolente e velenoso solo per i profitti della famiglia Moratti e gli stipendi di voi signori Fasini e "Anonymous".
Per il mio paese, per la mia terra : NO AL PROGETTO ELEONORA, ne qui ne altrove, ne ora e ne mai.
ROBERTO POLI

Roberto Poli said...

Ah, dimenticavo, forse qualcuno pensa che la gente di Arborea non legga i giornali, non segua i tg. Leggiamo i giornali, seguiamo i tg e non solo, ci informiamo anche da altre parti, quelle parti che non hanno nulla a che fare con certe persone e una grossa percentuale di quello che sappiamo è frutto di mesi e mesi di lavoro, di studio e informazione da parte di persone competenti e soprattutto intellettualmente oneste, senza nessun ombra di profitto o per un solo minuto di notorietà. Mesi e mesi in cui anche i semplici cittadini si sono INFORMATI, cosa a molti ha dato fastidio e cercano in ogni modo di interrompere.
Signori i tempi sono cambiati, fatevene una ragione.
ROBERTO POLI

Irenorge said...

Siamo vivendo nell'era delle energie rinnovabili, in tutta Europa c'è una continua ricerca di risorse alternative, come possiamo ancora pensare di affidarci a pozzi di estrazione di gas che mettono in pericolo la vita delle persone, inquinano, deturpano l'ambiente, privano i cittadini della loro terra, perchè è così che succede, una volta che si crea un pozzo, gli abitanti del posto perdono ogni diritto sul proprio territorio e vengono privati della salute, tutto questo per colpa della fame di soldi di pochi...CHE SCHIFO...
A chi interessa della soglia di inquinamento che stiamo raggiungendo?tra poco sarà molto molto molto sopra la soglia di sopportabilità per la salute umana.
Ma volete capire che la sopravvivenza dell'uomo dipende dalle energie rinnovabili?
E prima di tutto dall'intelligenza e dalla capacità dell'uomo stesso nel difendere e preservare il mondo in cui viviamo, ma tutto quello che sento mi fa solo perdere la speranza nell'intelligenza umana.

fasani said...

Cara Maria, il piccolo anatroccolo che ha parlato a MarsicoNuovo si è firmato: Fasani. Ho parlato solo delle dimensioni dei giacimenti, non dei fanghi. Quello dei fanghi è qualcun altro, che non conosco ma ringrazio semplicemente perchè ha detto il vero. Gli additivi nei fanghi vengono messi solo in determinate condizioni, ad esempio per evitare i rigonfiamenti delle argille (argille=rocce impermeabili), o dove non si vuol "rovinare" un orizzonte produttivo (produttivo=dove c'è petrolio e la falda è già "inquinata"). Però ecco, sarebbe bello che la gente sapesse cosa succede e come funziona il tutto. Se si sapesse com'è fatto un pozzo (sapesse sul serio, non leggendo da google come fa qualcuno) non ci sarebbe tanta paura. Ps, golfo del messico e trecate sono pozzi ad altissima pressione. Nulla a che vedere con la Val d'Agri e i pozzi dell'adriatico. Su quelli della sardegna non so...

Federico Torresan said...

Ha ragione Roberto, i tempi sono cambiati, di certo se gli abitanti di Taranto e di Sarroch avessero saputo dei rischi che correvano con l'istallazione di quegli impianti avrebbero battagliato per impedirne la costruzione. L'informazione allargata a tutti è evidente che vi dia molto molto fastidio però dovrete farvene una ragione...
Ma mettiamo anche il caso che non esistano rischi di nessun genere, io cosa ci dovrei guadagnare da un attività estrattiva viste le briciole che promettete?? Fasani sicuramente saprai che la Basilicata, oltre ad essere la regione più trivellata d'Italia, è anche tra le più povere del bel paese, come me lo spieghi??
Anonimo a te neanche ti rispondo, sinceramente le argomentazioni tecniche di cui parli mi sembrano abbastanza confuse e messe li giusto per riempire il quadratino dei commenti...
Comunque spero vi paghino molto bene per comprare la vostra coscienza!!

paolo pinos said...

Anonymous e Fasani mi avete quasi convinto, dalla bravura che ci mettete nel argomentare le vostre teorie, se uno si distrae un attimo potrebbe confondere la Saras con le missionarie della carita' di Madre Teresa di Calcutta e i fanghi di perforazione coi fanghi termali. Il problema e' che tra le teorie da tecnici ben addestrati e la realta' c'e' una sottile differenza. Abbiamo visto con quanta solerzia quei cari benefattori della Saras sono venuti a riparare il manto stradale che in alcuni punti e' saltato a causa delle micro espolosioni usate per verificare la presenza o meno dei giacimenti di metano. Sono gia' passati un paio di anni e ogni volta che passo per la filania 22 mi salta il culo! E se mi inquinano l'acqua delle falde che danno da bere alle mie vacche ci venite voi a dirgli che da oggi non si beve piu'? Certo, se facciamo i bravi e li lasciamo trivellare, forse ci faranno uno sconticino sul gas che uso per scaldarmi la minestra, molto generosi, peccato che se metto a paragone questa grandiosa generosita' col rischio di una fuga di h2s che mi secca i polmoni e col fatto che la mia incolumita' dipenda paio di valvole non certamente infallibili, col cavolo che lo voglio il gas. Penso a come sono ricchi sani e occupati in Basilicata, bellissimo esempio per sostenere la nostra causa, pozzi di pertolio e miseria totale per la gente che ha capito troppo tardi che si stava saccheggiando una regione a beneficio solo dell' ENI. IN sardegna abbiamo Sarroch che conosciamo bene e in giro per il mondo altri esempi non mancano di certo. Ovviamente esistono anche i pozzi che non hanno ucciso nessuno ma ahime' quella delle trivellazioni non e' una scienza esatta e quello che c'e' sotto terra a profondita' elevate non lo sa nessuno, neppure voi coi vostri paroloni che ormai non convincono piu' nessuno. I pozzi per l'estrazione di idrocarburi non devono stare vicino alle persone perche' SONO PERICOLOSI. La vostra idea di progresso e di sviluppo e' una presa per i fondelli per la gente comune!

Anonymous said...

Quante cretinate tutte insieme...mi ci vorrebbe troppo a rispondere a tutto! E poi perchè? Quando la professoressa pensa che la coca-cola sia una sostanza inquinante perchè contiene anidride carbonica!
Ho lavorato tanto per società petrolifere, sono un geologo ed ho lavorato anche a Sarroch ed in tanti altri cantieri di bonifica anche in Sardegna...rispondo solo al geologo Antonio che mi scrive sui rifiuti (lui anche avrebbe voluto lavorare per qualche società petrolifera ma dev'essere uno di quelli incapaci!) Io ho parlato di rifiuti pericolosi e non pericolosi
ed i rifiuti pericolosi sono appunto quelli che contengono le pericolossissime sostanze naturalmente contenute nella crosta terrestre dopo una certa profondità. I due tipi di rifiuto hanno infatti destinazioni e trattamenti diversi in base ad analisi fatte sui materiali stessi e non sono mica materiali radioattivi! Qual'è il problema? Un rifiuto viene portato in discarica e basta. In alcuni casi non si parla neppure più di rifiuto ma di sottoprodotto (vai ignorante a studiare la D.M. 161/2012). Siete proprio forti e non mi rispondete sui 7136 pozzi perforati di cui nessuno a mai saputo nulla perchè non hanno mai prodotto guai! e mi diverte un sacco vedervi accapigliare inutilmente su cose che non conoscete e sulle quali vorreste intervenire: per fortuna c'è la crisi e le vostre stupide richieste ed ambizioni saranno presto spazzate via...Una piattaforma in mare non può che essere assoggettata a procedimento di VIA e quindi essere pubblicizzata sui giornali: se è stata fatta una verifica di assoggettabilità (cosa impossibile!) allora potete impugnare il decreto o bloccare l'iter autorizzativo perchè è stato commesso un grosso errore procedurale. Ma Antonio l'incapace ha mai fatto uno studio di impatto ambientale? Per cosa? Nuovi pascoli per le pecore? Ed infine ripeto, di come fanno l'energia i sardi me ne frego...continuino a fare pecorino che tanto quello fatto nel Lazio è più buono...Lo stipendio? beh grazie a Dio io lo prendo ancora e continuerò a prenderlo: ai presuntuosi che pensano di poterne fare a meno gli auguro di finire come gli operai che estraggono quella porcheria di carbone o di quelli che estraggono allumina...io chiuderei pure la Saras (hanno già chiuso la raffineria di Roma): raffinare in Italia ormai non conviene più! Forse accadrà e la crisi sarà così forte che potrò comprarmi una casa sul mare in Sardegna a due lire...andate avanti così! ps: l'energia in sardegna dovrebbe costare il doppio: mi vergognerei a vivere in un posto che ancora non ha il metano e gli algerini presto si sveglieranno! Sardi attenti ai cattivi maestri: vi porteranno alla rovina!

maria rita said...

Ah,ecco: e' un petroliere.

Game over. Solo uno che lavora per l'industria del petrolio puo' difenderla cosi ciecamente.

E se e' pure uno che sta in Val D'Agri, come dice allora e' proprio evidente la malafede.

Fasani, Volturino, Gabriele, o come vuole chiamarsi lei: vada a fare una passeggiata al Centro Oli, e parli con allevatori, contadini, persone li vicino.

Tocchera' con mano la loro disperazione, la loro rabbia.

E poi si vergogni di far parte di questa catena di morte, di difenderla. Lei restera' in Val D'Agri per pochi anni, fara' carriera, e chissa', magari e' pire pagato per fare il troll.

Quella gente, semplice ma non per questo meno importante di lei, restera' li per la vita, con la puzza, le malattie, le mucche avvelenate, l'uva marcia, l'aria all'H2S e le voci del nord, come la sua, a mentirgli e a dirgli che va tutto bene.

Anonymous said...

maria rita: non e' un petroliere, e' solo uno che (come ce ne sono decine di migliaia al mondo) lavora nell'indotto petrolifero e dall'interno fa capire che la realta' NON E' COME DESCRIVI TU. Il mondo (persino il tuo nell'ovattata California, che finalmente ha scoperto l'emission trading e le quote di CO2 quando noi in Europa le stiamo adottando da anni...) e' molto piu' variegato di come lo vedi tu, non e' tutto o bianco o nero.

Paolo Piras said...

Ciao Anonimo, mi stai troppo simpatico, primo perchè non hai le palle di firmarti, secondo perchè sei stato talmente sfigato da venire in Sardegna e andare a finire solo a Sarroch e in altre zone da bonificare. Ovvero tutte quelle zone devastate da folli politiche industriali che niente hanno a che fare con la nostra storia e la nostra economia.
Il pecorino ce lo teniamo, tranquillo, così come ci terremo il latte di Arborea, le spiagge di San Giovanni di Sinis e di Is Arutas. A te invece rimarrà solo un appartamento pagato cash con i soldi guadagnati andando a portare un po' di inquinamento qua e la in giro per il mondo.
Ah, per inciso: il GALSI non si farà, stai tranquillo, anche e soprattutto perchè non ce ne facciamo un cazzo e perchè siamo stanchi di ingrassare le tasche di politici corrotti e industriali senza scrupoli che tu conosci molto bene. Fai tanto l'esperto ma evidentemente non conosci molto bene la situazione energetica della Sardegna. Ma d'altronde noi sappiamo fare bene solo il formaggio e viviamo ancora nei nuraghi, non potremo mai essere all'avanguardia come te.
Se tu pensi che le trivellazioni siano il massimo per lo sviluppo di una terra bè, buon divertimento.
Noi la terra la coltiviamo, non la trivelliamo.
Addio.

Federico Torresan said...

Fasani per quanto mi riguarda i pozzi senza incidenti potevano pure essere 100.000, mi basta sapere che dove ci sono stati incidenti non si è più potuti tornare indietro... Ceee sei allucinante e senza vergogna!!!

Davide Rullo said...

Anonimo, santo cielo, non dire cretinate: sai così tanto di tutto e supponi di conoscere il progetto Eleonora (poichè ne parli come ne fossi il proponente) e nemmeno sei al corrente del fatto che NON si tratta di una piattaforma in mare. Quindi relax, fatti una tisana e leggi di seguito: l'intero permesso di ricerca interessa circa 443 km quadrati di terraferma, il pozzo Eleonora 01 Dir verrebbe a insediarsi al di fuori di un'area protetta; per queste ragioni non vi era obbligo di Valutazione di Impatto Ambientale ma si doveva (come è successo) passare per la verifica di assoggettabilità. Grazie al lavoro di un comitato civico ad Arborea (sicuramente sostenuto di cuore dal tuo incoraggiamento a distanza) si è giunti a condizionare fortemente l'istruttoria degli uffici regionali competenti, in virtù delle osservazioni giunte sul tavolo del SAVI, che non ti spiego cosa sia ma stai sereno, non crediamo sia infettato da fanghi inquinanti, ma è l'organo competente in capo all'assessorato Ambiente. Per il resto alcune informazioni di natura sociale: appena metti il nasino al di fuori del pozzo in cui vivi, scoprirai cose grandiose: la Sardegna è vagamente cambiata rispetto al tuo immaginario da famiglia Flintstones! Saltando per ragioni di brevità gli aggiornamenti riguardanti la scoperta della ruota, del fuoco e perfino dell'abaco, rimarrai di stucco nel sapere che qui si legge, si studia, si intravede tra i cespugli di mirto qualche laureato (ma solo in orari notturni) e internet è tra noi! Qualora acquistassi a prezzo di saldo una casa sul mare in Sardegna, sappi che da quelle parti, in costa, ci sono spesso problemi di connessione. Mi piacerebbe che tu prendessi atto di un aspetto che a me pare civile e rispettabile: un vasto territorio non condivide l'ipotesi di sviluppo industriale, in particolare quello basato sull'attività estrattiva. Autorevoli professionisti indicano l'esistenza di rischi che qui si ritengono credibili. L'ente Provincia di Oristano e 6 amministrazioni (su 6 interpellate) si sono espressi contro il progetto di trivellazione. Prendine atto sportivamente. Quanto alla tua passione per il pecorino laziale, o ai tuoi consigli economici rivolti al popolo algerino, beh, si tratta di informazioni di cui ho fatto a meno fino a ieri pur non perdendo mai l'appetito. Presumo non siano sostanziali.

Roberto Poli said...

Pur non condividendo le ste idee rispetto il signor Fasani, almeno ha il coraggio di firmarsi.
Al signor anonimo dico: lei è solo un vigliacco, non ha le palle neanche per firmarsi. Stia tranquillo, noi il pecorino continueremo a produrlo e mangiarlo ,tra l altro fa anche molto bene al cervello, la invito ad assaporarlo e ingerirlo ogni tanto, sa, lo preferisco molto di più ai suoi benefici fanghi di perforazione e idrogeno solforato.
Ma anche io che ci faccio a perdere tempo con uno che non ha le galleria neanche di firmarsi ? Con uno che in 4 righe a descritto cosa pensa della Sardegna e del suo popolo. Cosa sto a perdere tempo con il signor "vigliacco". Vado a dar da mangiare alle bestie, che producono il latte da cui si farà il formaggio. Ciao
ROBERTO POLI

Anonymous said...

Ma qualcosa deve cambiare, non si può andare avanti così: Antonio e Federico voi siete agricoltori, avete della terra e sono felice per voi ma io lavoro in miniera all' Alcoa...dalla Sardegna stanno andando via tutti! L'energia costa troppo e qualcosa si dovrà pure fare...non sono i pannelli solari piantati per ettari che occupano suolo o le pale eoliche che risolveranno il problema! Una strategia ci deve pur essere, se non gli idrocarburi allora cos'altro? La soluzione serve ora e non tra 20 anni, io ho bisogno di lavorare adesso e non ho la possibilità di vendere pecorino! Federico Alcoa

Anonymous said...

Solo una cosa: anche i pozzi a terra sicuramente vanno a V.I.A. quindi o piattaforma o terraferma il problema non cambia! Sui giornali quindi la notizia è stata sicuramente pubblicata sia su giornali che presso l'albo pretorio del comune, se non è stato fatto è un errore dell'autorità competente (che non è il comune di Arborea). Di più cosa avrebbero dovuto fare? il porta a porta?
I giornali purtroppo vengono letti poco ovunque e non si sa più nemmeno cosa è l'albo pretorio del comune ... in sardegna esiste un reale problema di sviluppo che non si risolve con il pecorino: ai sardi la decisione ma devono essere il 50%+1, questa è la democrazia e non penso che vogliano fare tutti i pastori! Poi dico a tutti: firmatevi pure...tanto a chi interessa come vi chiamate veramente? Domenico

Anonymous said...

Roberto, sono un vigliacco? Perchè se ti dico chi sono che fai? Si, vai a pascolare le pecore...ma secondo me non sei nemmeno capace! Magari sapessi fare il formaggio...almeno avrebbe tutto un senso!
Sei un poveretto...ma spero lo diventi di più così potrai capire chi perde il lavoro, sei sulla buona strada!Sei un povero buffone senza idee: cerca di pensare a come ti arriva la corrente elettrica dentro casa!E' vero...forse a te non serve....
La Sardegna è molto cambiata negli ultimi anni? Beh si, ha aperto e chiuso il Billionaire...bella conquista!

Anonymous said...

Polemiche sterili! E' vero, la crisi ci farà crescere tutti...discorsi da fare solo quando si ha la "pancia piena"...e la testa piena ma di pecorino! Che vuol dire "pozzi senza incidenti potevano pure essere 100.000, mi basta sapere che dove ci sono stati incidenti non si è più potuti tornare indietro"? Federico, anche se vai in aereo e precipita non si torna più indietro, allora? che fai idiota? Non prendi più l'aereo?
Però il peggiore trovo che sia Davide Rullo, il professore fallito che magari prende soldi da Legambiente sperando di fare carriera politica, e così si fa passare perfino per agricoltore! Tutti i cantieri di perforazione vanno a VIA sia a mare che a terra...ma forse tu parlavi di un permesso di ricerca...beh siete proprio ignoranti! Sardi svegliatevi, 4 buffoni vi vogliono far tornare a passeggiare con gli asini, fatevi sentire...felici loro! Angelo dalla Maddalena (ecco la firma buffone, e ora che fai?)

maria rita said...

Se pensate che il pozzo portera lavoro e che "qualcosa bisogna pur fare" per l'occupazione sarda, vi assicuro che il pozzo non risolvera' niente. Anzi, distruggera' solo quello che gia' esiste sul territorio.
Basta solo guardare la Basilicata, la regione piu poera d'Italia nonostante ci sia un pozzo ad ogni angolo di quella regione.

Distruggeranno l'agricoltura e l'immagine di Arborea. E chi l'ha detto che fare l'allevatore e' meno importante del resto? O che il formaggio e' meno importante del gas?

Sulle VIA: quelle che si fanno in Italia fanno piangere - ne ho lette a dozzine, e sono sempre un esercizio per giustificare l'ingiustificabile.

Il modello Alcoa e' passato e non torna piu'. Sono brutale? Forse, ma e' questo il 21esimo secolo, occorre farsene una ragione, rimboccarsi le maniche, tornare a scuola se necessario, imparare un altro mestiere, adeguarsi. Non sono piu' gli anni '60, che ci piaccia o no, ed il mondo funziona diversamente.

Teniamoci piuttosto strette le cose che invece funzionano e bene - appunto l'industria casearia di Arborea.

maria rita said...

@ Angelo della Maddalena, qui non si pubblicano insulti. Sia educato.

Anonymous said...

Monti è in Algeria per comprare un po' di idrocarburi per la Sardegna! Niente gas in Italia....non lo vogliamo più! Il presidente del consiglio mendica quella merda perfino nel terzo mondo! Ci vorrebbe un po' di orgoglio:non c'è nulla di male a tornare a vivere come 100 anni fa...io sto bene con le pecore nella natura! sono felice ed il resto non conta....Pozzi non ne voglio neppure per l'acqua, anche per quelli ci vogliono i fluidi di perforazione....viva la sardegna e tutti i sardi! toto'

Paolo Piras said...

@Domenico: no, in Sardegna essendo Regione Autonoma la legislazione è differente. I pozzi a terra non sono obbligatoriamente sottoposti a V.I.A. questo pozzo è sottoposto a V.I.A. perchè noi abbiamo fatto casino e mobilitato l'intero paese e l'intera Provincia.

@Federico Alcoa: io sono di Arborea ma non sono agricoltore, la mia famiglia non ha nè terreni nè allevamenti, sono emigrato e vivo a Bologna. Nonostante ciò continuo a difendere la mia terra e combatterò fino alla fine per evitare quest'ennesimo tentativo di devastazione ambientale. Hai perfettamente ragione a dire che servono soluzioni immediate e che l situazione è gravissima. Nessuno di noi si vorrebbe trovare nella vostra situazione e possiamo solo immaginare quale sia il vostro stato d'animo.
Voglio però esser chiaro: non lasciamoci abbagliare da facili promesse che soprattutto in questo periodo di crisi vengono sbandierate ai quattro venti. Il gas di Arborea non verrà regalato ai sardi, il gas di Arborea non verrà distribuito alle aziende locali, il gas di Arborea non farà scendere il prezzo dell'energia in Sardegna, mettiamocelo in testa.
La truffa del costo dell'energia in Sardegna ha nella Saras e nella Sarlux una delle sue cause principali: è colpa soprattutto degli incentivi del Cip6 che obbligano i sardi ad acquistare l'energia ad un prezzo totalmente superiore a quello di mercato.
Quello che sta succedendo nel Sulcis è peraltro la dimostrazione di quanto sia stata folle la politica sarda in questi ultimi trent'anni, che si è nutrita solo di promesse e proclami senza mai studiare soluzioni strutturali per un territorio in cui sono state impiantate come corpi estranei industrie estranee.
Il problema per noi è proprio questo: fortunatamente siamo una delle poche economie che ancora resiste - e te lo dice uno che non lavora nel settore agricolo, ma che è ben consapevole che se crolla il settore principale crolla conseguentemente tutta la struttura sociale del paese e della zona - e vogliamo evitare di subire una trasformazione obbligata al servizio di interessi industriali esterni ai sardi e alla Sardegna.
Quel pozzo non porterà mai nessun beneficio al nostro territorio, il beneficio lo porteranno solo gli investimenti e la formazione nei settori propri del territorio: questa è la strada da seguire.
Non esiste solo il progresso industriale, esistono diversi tipi di progresso e questo è quello su cui noi puntiamo. E speriamo che lo si decida di fare anche in altre zone della Sardegna, imponendo prima di tutto le bonifiche di tutte le aree industriali che sono state sfruttate e abbandonate da chi ha preso in giro migliaia di persone e di famiglie in tutta la Sardegna. Non solo nel Sulcis, ma anche a Furtei, Ottana, Porto Torres.
Hai ragione: ci deve essere una strategia. E' esattamente quella che è mancata negli ultimi cinquant'anni in Sardegna. Ma la strategia potrà arrivare solo se siamo noi a decidere cosa fare della nostra terra, non se deleghiamo ancora a questa classe politica incompetente che ha contribuito in prima persona allo sfascio della Sardegna.

@Angelo dalla Maddalena (o da La Maddalena? non capisco se sei sardo o no): no, non tutti i cantieri di perforazione vanno a V.I.A., ma forse tu sei troppo impegnato a dare lezioni di vita agli altri per leggerti qualche documento.
I sardi si stanno svegliando, è questo il problema. Per sessant'anni ci hanno costretto a rimanere a dorso d'asino, ora invece stiamo finalmente prendendo coscienza di noi stessi. E putroppo per te di asini ad Arborea non se ne vedono, e se c'è un paese che è sinonimo di progresso in tutta la Sardegna è proprio il nostro. Caschi male.

Manuela Pintus said...

Voglio ritornare sulla domanda: "Come mai le Regioni Veneto, Abruzzo, Puglia e Basilicata hanno chiesto una moratoria sulle trivellazioni se portano solo ad una riduzione delle spese energetiche, non creano danni ambientali, e portano posti di lavoro?" http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=566106

Al di là di ogni offesa, di ogni commento di chi lavora per il mondo del petrolio e per chi produce gas e porta l'acqua al proprio mulino domandiamoci questo.

Qui non si parla più solo di popolazioni che vanno contro a degli interventi di profonda trasformazione del territorio e dell'assetto socio-economico, qui si sta parlando di Regioni che tentano di difendere i propri territori perchè sono stati danneggiati da chi non ha obbligo di sostenere le bonifiche a proprie spese, da chi ha causato subsidenza, ha provocato immissione di inquinanti nelle falde e nei bacini idrici rovinando irreversibilmente settori come il turismo e l'agricoltura.
Se il Progetto di estrazione del gas ad Arborea dovesse malauguratamente andare in porto (nonostante, grazie al cielo la Regione Sardegna abbia deciso di assoggettarlo a via con Delibera regionale del 19 Aprile, visto che non è obbligatorio per legge: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_386_20120420122849.pdf), metterebbe in serio rischio diverse attività produttive del circondario di Arborea e non solo del settore lattiero-caseario.
Federico di Alcoa, se questo dovesse avvenire, sareste ancora sfortunati anche voi perchè chi deve ora cercare di trovare una soluzione per la situazione triste e immeritata in cui vi trovate dovrebbe occuparsi anche di tutte queste aziende che per ora, pur soffrendo la crisi, riescono ad andare avanti senza chiedere aiuti per dipendenti rimasti ingiustamente senza stipendio.
Spero che gli operai Alcoa trovino presto motivo per stare meglio come meritano, e spero che anche la gente che lavora nel mio paese e nel territorio di Oristano non debba perdere il lavoro.
Forza Sardegna!
Liberati al più presto da chi fa pagare maggiormente ai sardi l'energia con giochetti come quello del Cip6 della Saras e che contribuisce a far chiudere le aziende costringendole a pagare di più l'energia.
Federico di Alcoa, passa a trovarci ad Arborea, ti mostreremo che la Saras rispetta così tanto la nostra gente da voler trivellare a 300 metri dalle prime abitazioni dove abitano anche bambini di solo un anno di età.
Difenderemo i nostri bambini e la nostra terra, sempre, che si tratti di Oristano, Porto Torres, Sulcis, La Maddalena, ..., è la nostra terra, è Sardegna!

Roberto Poli said...

Angelo caschi male, per tua sfortuna so fare anche il formaggio. Non faccio nulla ora che so il tuo nome, ma almeno per un attimo penserò di scrivere con una persona forse reale. Sai, è sempre facile nascondesi dietro una tastiera.
Non pascolo pecore, gestisco con orgoglio una mandria di vacche da latte, costa tanti sacrifici sai, i nostri genitori hanno fondato la più grande cooperativa lattiero casearia sarda e non ci va l idea di vedere tutto allo sfascio per pozzo che non porterà nulla ne ad Arborea ne a nessun sardo.
A Federico dell Alcoa dico che mi dispiace tanto per la vostra situazione, viviamo in angoscia noi, non immagino come vi sentiate voi, ma lasciati dire che potranno estrarre tutto il gas che voi che tanto non ne vedrai un goccio. Non mi pare che la Saras faccia sconti su benzina e gpl ai sardi.

Anonymous said...

Ecco, adesso vedo almeno un po' di buona volontà!
Il testo unico dell'ambiente è o non è una legge nazionale? La sardegna è o non è una regione italiana? Allora non fate passare l'idea che voi con il vostro ambientalismo (per me ipocrita ma non voglio offendere più nessuno) muovete masse e siete capaci di cambiare le cose! Ci sono delle leggi che devono essere applicate e la VIA per un pozzo si fa in tutta Italia dalla Sicilia al Trentino! Come sardo pretendo questo perché io sono italiano non solo da maggio a settembre!
A chi è emigrato in Emilia dico bravo! però ti trovi nella regione italiana che ha effettuato più perforazioni in assoluto e che, non a caso, è una delle regioni d'Italia dove si vive meglio, dove c'è più ricchezza, dove ci sono i migliori asili del mondo e dove gli anziani e i giovani trovano servizi almeno accettabili, cose che ad Arborea come in altre parti d'Italia ci sogniamo. Per non parlare di prodotti dell’agricoltura (non il pecorino) famosi in tutto il mondo e che danno lavoro a molte persone! Non voglio dire che tali caratteristiche sono merito dell'esplorazione petrolifera ma negli anni '60 il fatto di avere energia relativamente a basso costo ed in abbondanza ha sicuramente favorito lo sviluppo di alcune aree produttive come la Pianura Padana rispetto ad altre. E' invece indubbio che le persone e gli amministratori che hanno fatto dell'emilia-romagna la meta di emigrazione anche da Arborea abbiano permesso la ricerca e la coltivazione di idrocarburi: la saggezza e la lungimiranza non sono doti che vanno a corrente alternata, chi ha determinato le basi per avere i migliori asili del mondo (i giapponesi vengono a studiare come sono quelli di Reggio Emilia) non sono diventati pazzi improvvisamente permettendo perforazioni indiscriminate.
Per quanto riguarda le dinamiche politiche di alcune regioni che hanno manifestato l'intenzione di bandire la ricerca petrolifera dico questo: per capire queste cose bisogna un po' informarsi non pensando che nessuno legga i giornali, anche in Sardegna. Si scoprirebbe che la Basilicata, ad esempio, ha già fatto cose del genere solo per poter contrattare con più forza(ottenere più soldi) dallo stato centrale e dalle società petrolifere. E' politica. In altri casi invece si cerca solo di corteggiare piccole masse perchè tutti i politici vogliono passare per difensori dell'Ambiente e la frammentazione attuale dei partiti ha dato importanza anche a minoranze dalle idee bislacche. Ma questa tendenza andrà a finire perchè appena la situazione peggiorerà (e peggiorerà!) dovrà essere la ragione a riprendere il comando. La ragione e non il profitto! La scienza ci deve aiutare a superare i difficili momenti che viviamo e io voglio fidarmi della capacità dell'Uomo di superare i propri limiti. Sono certo che esiste la tecnologia per far essere compatibile la ricerca di idrocarburi GASSOSI e non ritengo saggio eliminare questa possibilità. Voglio che siano sviluppate tutte le fonti rinnovabili ma voglio che vengano sfruttate nel modo corretto tutte le fonti energetiche disponibili. Non sono un illuminista, ho sempre trovato quell'esperienza storica utile ma limitata, oggi però emerge viva una nuova necessità, un Nuovo Illuminismo. La ricerca genetica, la ricerca sulle cellule staminali, le diverse fonti di energia, abbiamo bisogno di tutto per tutti!.Angelo

Anonymous said...

Totò invece mi piace molto, nella sua semplicità vede meglio di tanti altri: almeno lui sa che la tecnologia dei pozzi per acqua e praticamente la stessa dei pozzi petroliferi, anche li si usano fanghi bentonitici o additivi…sono rassicurato sinceramente dal sapere che sei felice!
All'operaio dell'Alcoa dico che l'alluminio non è il passato, almeno non ancora: in Sardegna il costo dell’energia insieme al costo del lavoro è troppo alto e non si riescono a coprire i costi dell'estrazione. A questo, ti prego, non rassegnarti come ti dice chi vive in California, lo stato che consuma più energia al mondo e dove un litro di benzina (o nella loro unità di misura) costa niente!
Forza Sardegna! Angelo

Anonymous said...

Se siete coerenti dovreste protestare anche per il mega gasdotto che stanno progettando dall'Algeria! che passa il canale di sicilia dove ci sono le balene e vulcani sottomarini. Se esplode un vulcano vicino al gasdotto non è equivalente all'affondamento di una piattaforma? Strategie, strategie e strategie...non c'è strategia che tenga senza energia! Sono tutte parole vuote! L'agricoltura non potrà mai essere salvifica per questa terra ed il turismo anche viene ostacolato in tutti i modi! Parlate bene solo perchè papà vi ha comprato la mandria e difendete i vostri interessi...ma mio padre era minatore e mi ha lasciato solo il romanticismo della luce al mattino prima di entrare nelle "buche", polvere e la stanchezza della sera! ogniuno guarda il suo orticello ma non fatevi passare per salvatori della patria! E non dite che capite...Federico Alcoa

Manuela Pintus said...

Mi dispiace apprendere nuovamente Anonymous che non leggi.
Non farti prendere dalla fretta, rileggi, potrai capire diverse cose.
La VIA per pozzi di estrazione idrocarburi in Sardegna non è obbligatoria. Le Regioni a Statuto speciale sai cosa sono???
Ti ho inviato il link della Delibera della Regione.
Aprilo e leggilo.
Apri anche i link che spiegano perchè son state fatte le richieste di moratoria, non scrivere cose non corrette come hai fatto in tutti i post altrimenti vedi che, a ragione, tutti smettono di risponderti perchè scrivi cose false.
Visto che ci sei leggi anche del Dossier preparato dalla Unione Europea sui rischi delle trivellazioni offshore, alle quali sembri particolarmente affezionato.
Se non vuoi leggere il Dossier perchè è troppo lungo e hai fretta leggi almeno questa paginetta:
http://ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/dossier/2012/10/05/Trivellazioni-rischi-Europa-mondo_7583828.html
"Le probabilità e le conseguenze di gravi incidenti offshore restano alte nell'Unione europea, sulla base delle relazioni nazionali e dell'analisi del rischio condotta dalla Commissione Ue nel 2011."
Stiamo parlando addirittura di relazioni NAZIONALI: son sempre mosse dalle masse? Immagino risponderai di si.
Coerenza impone che se vogliono essere salvati posti di lavoro, salute delle persone, preservata l'integrità e la biodiversità di zone di pregio ambientale si eviti di trivellare a 300 metri dalle abitazioni, ad 800 metri dagli Ospedali, a poche centinaia di metri da Alberghi e strutture turistiche e da attività agricole, a 150 metri dalle zone protette come ZPS, SIC, IBA e siti Ramsar.
Non esiste solo il mondo del petrolio e del gas. Su questo siamo d'accordo?
Non dovete giustificare chi mette a rischio la salute degli organismi viventi e i posti di lavoro.
Dovreste, prima di tutto, convincere invece queste persone che queste perforazioni non possono essere fatte a distanza di pochi metri dalle prime case abitate anche da bambini molto piccoli. Invece nelle vostre parole non leggo nemmeno un briciolo di preoccupazione per le vite dei più piccoli. Immagino che nel prossimo post leggerò che perforare un pozzo per idrocarburi è come perforare un pozzo d'acqua. Di nuovo questa falsità?
Chiunque non tuteli la vita dei bambini, non tuteli dei posti di lavoro già esistenti, chiunque metta a rischio la biodiversità chiunque scriva falsità e si ostini a farlo in più post come fosse normale, perde qualsiasi tipo di credibilità e non può che rimanere in un anonimato che lo protegge solo parzialmente dalle innumerevoli bugie che scrive senza informarsi di nulla.
Federico di Alcoa, Arborea non è solo fatta di chi "ha ereditato le mandrie dai padri" (e con esse anche mutui da pagare), ci sono anche altre attività produttive che soffrono della crisi generale, ci sono anche persone che non lavorano per il mondo agricolo.
Io non so come stai, posso solo sperare che tutto si risolva al meglio e non solo per gli operai Alcoa. Il pozzo esplorativo di Arborea non risolverà la situazione di Alcoa nè le altre problematiche legate alla mancanza di lavoro. Non si abbasserà il prezzo dell'energia perchè chi non ha fatto sconti finora non lì farà. Chi non ha fatto sconti finora ha fatto di anche di peggio: ci ha fatto pagare a prezzi maggiori l'energia. Impossibile trovare prove che dimostrino il contrario.

Roberto Poli said...

Papà non mi ha comprato la mandria e mio nonno non l'ha comprata a lui, forse a qualcuno bisogna ricordare che Arborea è una bonifica, chi erano, come erano e come sono arrivati i pionieri dell'attuale "sistema" Arborea.
Secondo non mi ritengo ambientalista, non lo sono.
Non aggiungo altro, l'ultimo post di Angelo è quanto meno raccapricciante, mi fanno paura le persone che ragionano in questa maniera e vedono solo quel che vogliono vedere.
Quanto a Federico, ti prego, torna in te.
Buona vita.

Lorenzo said...

Sono stato qualche anno fa sulla laguna a vedere i fenicotteri, le spiaggie e le dune e purtroppo già allora ho cominciato a sentire puzza di bruciato: prima con le servitù militari e poi con le pale eoliche. Ma mi è piaciuto così tanto che ci sono tornato due anni di seguito. Al supermercato compro ancora il latte di Arborea.

Ora arrivano i pozzi, ma se i sardi sono come quelli che ho conosciuto, sono sicuro che per i petrolieri sarà molto dura. Aio! ;-)