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Tuesday, March 5, 2019

ENI: corruzione in Nigeria, un morto sulla piattaforma di Ancona, 100 incidenti in Basilicata

Basilicata 100esimo incidente ENI in sette anni





Piattaforma Barbara ENI (Ancona) : 1 morto e due feriti

 Nigeria: assieme alla Shell ENI accusata di 1.3 miliardi di USD in mazzette




"The management of oil companies Eni and Shell were fully aware of the fact that part of the $1.092bn paid would have been used to compensate Nigerian public officials who had a role in this matter and who were circling their prey like hungry sharks. It was not mere connivance, but a conscious adhesion to a predatory project damaging the Nigerian state."

Giusy Barbara, magistrato italiano sulla causa 
ENI e la corruzione in Nigeria

Ecco qui, in un breve riassunto la nostra petrol-ditta nazionale.

Uno schifo che nessuna operazione di chirugia estetica puo' risanare.

Iniziamo dalla piattaforma Barbara F dell'ENI, a 30 chilometri da Ancona, dove una gru e' collassata e ha causato la morte di una persona ed il ferimento di altre due. La gru stava facendo operazioni di 
carico e scarico da una nave di supporto logistico dell'ENI, quando e' collassata sulla nave stessa.

I due feriti stavano sulla nave, e l'operatore della gru e' quello che e' morto; si chiamava Egidio Benedetto ed aveva 63 anni. Avrebbe dovuto lasciare la piattaforma domani.

Gli investigatori indagano per presunto omicidio colposo; perche' forse c'e' stato un fallimento strutturale.

L'ENI dice che sta indagando pure lei - a frittata fatta. 

Ad ogni modo la domanda e' sempre la stessa: chi controlla la sicurezza qui? La manutenzione? E' stata una gru, ma poteva essere un cavo sottomarino, una perdita accidentale, la corrosione dovuta alla salsedine, all'idrogeno solforato, ad altri inquinanti.

Ce ne dimenticheremo presto,  ma questo non significa che i problemi siano scomparsi.

Passiamo alla Nigeria: il governo africano ha formalmente annunciato azioni legali contro ENI e Shell nel Regno Unito per mazzette e corruzione per l'acquisizione del blocco OPL 245 nel 2011, di cui abbiamo gia' parlato su questo blog.  

Era un blocco offshore in Nigeria, che custodisce 9 miliardi di barili di petrolio e per cui ENI e Shell, pare hanno pagato 1.3 miliardi di dollari di tangenti. Soldi che invece di finire nelle casse del governo Nigeriano sono finiti dai petrolieri nelle mani di privati corrotti cittadini nigeriani o di politici corrotti. Non male eh?

I nigeriani chiedono $1.1 miliardi contro i due petrol-giganti-imbroglioni che a loro dire *sapevano* di star pagando tangenti private per cose illegali.

Ovviamente Shell ed ENI negano qualsiasi coinvolgimento in malaffari, si trincerano dietro il "io-non-ne-sapevo-niente" e temono che queste azioni legali possano portare loro altri guai ed altro scrutinio da parte di altri governi.

I procedimenti legali contro ENI e Shell sono in corso a Milano, e anzi a Settembre 2018 Gianluca Di Nardo e Emeka Obi "intermediari" della faccenda sono stati entrambi condannati a quattro anni per corruzione.

Dopo Milano, i Nigeriani hanno deciso di aprire altre cause contro i petrolieri nel Regno Unito, indipendentemente da cosa accade in Italia. Un altra causa esiste pure in Svizzera e riguarda lo stesso Emeka Obi, il nigeriano condannato in Italia.

E infine, in casa nostra.

In Basilicata l'ENI festeggia il.. centesimo incidente in sette anni di attivita'. Cosa e' successo? Una fiammata, la puzza, il panico a Viggiano e nel comune adiacente di Grumento Nova.  Alcuni operai nelle vicinanze hanno pure avvertito malori.

Ma cento o uno, la risposta dell'ARPAB e dell'ENI e' sempre la stessa: tuttapposto!

Anche qui non e' chiaro che ne sia stato della sicurezza, della cura dell'ambiente, del rispetto delle comunita.

Ma nessun problema, per tutto il resto c'e'.... Jacopo Fo, la pulizia sulle spiagge del Ghana e qualche sponsorizazione del calcetto locale.





Thursday, July 6, 2017

Zibido, Milano. La Sound Oil fallisce: trivellano, il gas fa schifo, e vanno in Marocco




“Badile remains the largest and most strategic asset in our portfolio with an independently assessed best case estimate of 178 Bscf equivalent. The gas produced from Badile (following a successful exploration well and production concession award) would feed in to the energy hungry domestic market in Italy which has maintained pricing resilience against a backdrop of falling commodity prices.”

James Parsons, CEO Sound Oil 2015 

"The likely sub-commercial volumes at Badile are of course a disappointment”

 James Parsons, CEO Sound Oil 2017



La parola che usano e' "sub-commerciale", cioe' inferiore a quanto necessario per essere commercializzato.

Siamo a Zibido San Giacomo, in Lombardia, alle porte di Milano dove esiste una concessione petrolifera gestita dalla Apennine Energy, filiale italiana della Sound Oil, con sede a Londra. E' una ditta piccola, che viene quotata presso l'AIM, la Alternative Investment Market, il "sub-mercato" inglese per ditte minori, con regolamentazioni piu' leggere e con maggior rischi per gli investitori.

Questa Sound Oil decide di venire in Italia a trivellare nei pressi dei campi di Villafortuna-Trecate, dove l'ENI gia' tira fuori idrocarburi da tempo. Pensano che sia facile fare il salto di qualita' e cosi rilevano dall'ENI il permesso di Badile e di Zibido non lontano da Villafortuna-Trecate.



Andranno ora in Marcocco. Le azioni sono crollate del 26%. Hanno tolto pure la webcam.

C'e' un po di amaro in bocca. Intanto sarebbe stato intelligente se le autorita' italiane, dalla regione Lombardia al governo di Roma, avessero fatto tesoro di tutti i segnali delle alte probabilita' di insuccesso, invece che lasciarli trivellare un area verde, essenzialmente per niente. Chi controllera' che il ripristino sia fatto a regola d'arte?

La cosa piu amara pero' e' che gli attivisti dell'"Associazione Cittadini Zibido San Giacomo", guidata da Matteo Macchiarulo e Vincenzo Lepori, aveva fatto ricordo al TAR contro Moirago 1-dir per tutti i motivi di cui sopra. Ma il tribunale non solo diede ragione ai petrolieri, ma condanno' l'associazione a pagare piu di 7,500 euro in parte alla regione Lombardia e in parte alla Apennine Energy/Sound Oil.

L'associazione secondo il TAR non era legittimata a presentare ricorso perche' non avendo soci iscritti, non era rappresentativa della comunita' locale!

Sara', ma alla fine, fra regione, governo, TAR e petrolieri, e' stata solo l'associazione a vederci giusto.

Spero che questi soldi possano essere loro perdonati.
Sono tanti per una piccola comunita' che aveva ragione.





Saturday, February 25, 2017

La Lombardia che soffoca sotto le nuove trivelle - grazie Roberto Maroni, grazie Claudia Terzi!



presidente della regione Lombardia 
che approva le trivelle 
a Zibido alle porte del Parco Agricolo Sud di Milano

Leghista, classe 1955



assessore all'ambiente e alla sostenibilita' della regione Lombardia
che approva le trivelle 
a Zibido alle porte del Parco Agricolo Sud di Milano

Leghista, classe 1974

Cosa c'e' di sostenibile nelle fonti fossili? 

L'intesa per il pozzo esplorativo per idrocarburi liquidi e gassosi a Zibido 
approvata all'unanimita' il 30 Novembre 2015






Qualche giorno fa e' stato pure annunciato il ricorso al TAR Lombardia per l'inquinamento alle stelle da varie associazioni di avvocati ambientalisti e di cittadini. Il ricorso e' contro la regione Lombardia e in particolare contro il presidente della regione Roberto Maroni e l’Assessore Ambiente Energia e Sviluppo Sostenibile Claudia Maria Terzi.

In questo ricorso si legge: 

"Di fronte alla continua emergenza sanitaria determinata dall’elevata presenza di inquinanti dell’aria in tutta la Regione Cittadini per l’Aria e AIPI, con il sostegno di ClientEarth, chiedono con forza che vengano poste in essere azioni ed iniziative efficaci sotto il profilo del miglioramento della qualità dell’aria”.

Dell'inquinamento fuori controllo del nord (e pure del sud!) Italia si parla da anni, e ogni anno in inverno ritorna la litania del traffico limitato, delle concentrazioni di PM che ogni anno sembrano crescere un po di piu', dell'aria irrespirabile, di asma e di mamme preoccupate.

Cosa fare?

Beh, certo, tutto e' utile, le cause, le mascherine, il traffico limitato, gli autobus invece che le macchine, il riscaldamento piu' eco-friendly invece che il diesel.

Ma... e incentivare le auto elettriche, per davvero e non per finta, caro Roberto Maroni, cara Claudia Terzi, assessore sostenibilita'?

Ma sopratutto, caro Maroni, cara Terzi, perche' avete approvato il pozzo esplorativo di idrocarburi Moirago 1della Apennine Energy alle porte di Milano?

Ricordiamo che la regione, sotto Maroni e Terzi, diedero l’intesa regionale per la "cantierizzazione e la relativa perforazione del pozzo esplorativo per la ricerca di idrocarburi per una profondita' finale di circa m 4.200"

Alle porte del Parco Sud di Milano, e nonostante l'opposizione del parco stesso e dei residenti. Come e' stato possibile, di nuovo, che l'assessore allo sviluppo sostenibile abbia firmato tale scempio?

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Rileggo l'approvazione, e' del 2015 e si legge che il Parco Agricolo Sud diede parere negativo al pozzo Moirago a causa degli  

``impatti sulle componenti ambientali e al sistema naturalistico, nonché per le alterazioni sui caratteri paesaggistici del contesto interessato" 

e perche'  

“il progetto di perforazione del pozzo esplorativo, in considerazione della sua natura temporanea e della collocazione esterna seppur in un'area posta a margine del Parco Agricolo Sud Milano, non
appare in contrasto con le norme vigenti del Parco stesso”


Quindi il presidente della regione e il suo assessore alla sostenbilita' approvano un pozzo di ricerca idrocarburi liquidi e gassosi in contrasto all'ente che gestisce il suolo dove tale pozzo deve sorgere!

Interessante democrazia; interessante autonomia. Ma non erano quelli della Lega gli stessi che parlavano di autonomia agli enti locali? E perche' non hanno ascoltato quelli del parco? E' lo stesso ragionamento, ma fatto a scala piu' piccola, no? Lo sapranno quelli del parco cosa e' meglio per loro, no?

Ma poi... perche' ce il abbiamo i parchi? Per farci le trivelle? Per imbruttirli? O ce li abbiamo per la bellezza, per l'aria pulita, per la tranquillita'?

E poi dicono che "il calcolo stesso della probabilità di accadimento è stato effettuato secondo
la metodologia “Fault Tree”
dalla quale risulta che "la probabilità di accadimento risulta pari a 3.6 10^(-6).

Cosa vuol dire questo numero? Al giorno, all'anno, in trenta anni? E' tanto, e' poco? Non e' dato sapere.  Dicono solo che e' il linea con le altre applicazioni relative alla "generalità dei pozzi per idrocarburi".

Ma dietro a questi freddi numeri dimenticano di dire che all'interno del Parco Agricolo Sud Milano nel raggio di 5km dal pozzo vivono varie decine di migliaia di persone! Vorrei tanto sapere quali erano le probabilita' per Seveso, o per il Vajont, o per Rigopiano. Il fatto e' che questi numeri non significano niente, perche' nessuno puo' veramente prevedere cosa e quando succedera' il "worst case scenario".

E visto che nessuno dei residenti ne guadagna niente con questo pozzo di idrocarburi, ecco che ci sono solo rischi inutili!

Aggiungono anche che "un eventuale danno ambientale legato ad un evento di blow-out, che ha come conseguenza l'immissione in atmosfera del gas" potrebbe avere ricadute negative sul centro abitato ma che la "concentrazione al suolo delle sostanze in ricaduta dopo il rilascio, nelle condizioni climatiche normali risulta pari a zero, mentre può aumentare fino a valori di 16 ppm delle frazioni
idrocarburiche in aerosol nelle condizioni meteo più sfavorevoli 

Cioe' dobbiamo pregare Giove Pluvio!

E poi, scusate, ma 16ppm di cosa? Di vapore acqueo? Di idrogeno solforato? Di metano? Di cianuro?


E infine hanno detto che e' tuttapposto perche' "la Società permissionaria ha comunicato di aver sottoscritto una polizza assicurativa pari a trecento milioni di euro per il ripristino dei danni verso
terze parti, inclusi gli eventuali danni all'ambiente nell'area in cui si svolge l'attività, nonché una polizza assicurativa pari a cento milioni di euro per il controllo dell'eventuale pozzo fuori controllo"


E la chicca finale: "non sono da prevedere problematiche relative a sismicità indotta" perche' e' solo un pozzo preliminare.  Questa la si studiera' magari dopo.

E quindi tuttapposto, e tutto approvato e Amen.
E amen pure al Parco Agricolo che aveva osato dire di no.


Il voto e' stato unanime - che importa che questo e' il primo passo verso il pozzo vero e proprio, verso 30 anni di pompaggio, di inquinamento, di stimolazione non naturale del terreno?

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E quindi veniamo a noi, un anno e mezzo dopo il Novembre 2015 e a questa Milano che soffoca con cause in tribuale nel Febbraio 2017.

Il pozzo Moirago 1 non migliorera' la situazione, e ogni pozzo in piu' che facciamo, da Milano a Ragusa, e' un altro po di monnezza che finisce nel nostro ambiente - durante la fase di preparazione, durante la fase di estrazione, durante la fase di lavorazione, e durante la fase di consumo finale degli idrocarburi.

Nel 2017 caro Maroni, cara Terzi quello che si dovrebbe fare per evitare inverni futuri di cieli grigi e di aria malata, per un pianeta piu' sano e per dare l'esempio ai paesi in via di sviluppo, e per non essere ipocriti sugli accordi di Parigi,  e' di dire no a qualsiasi altra fonte di energia fossile e puntare solo sulle rinnovabili.

Anche a Milano. 





















Monday, February 20, 2017

Le nuove trivelle della Apennine Energy e la democrazia violata a Zibido, Milano nel 2017





la Apennine Energy (sussidiaria della Sould Oil di Londra)
trivellera' il pozzo Moirago 1 a Zibido nella concessione Badile 
in partnership con la Schlumberger
che versera' 7.5 milioni di euro per trivellare la Lombardia.

Si stima che il gas vale al massimo 400 miliardi di sterline. 

 4,600 metri di profondita'
le stime sono di circa 5 miliardi
di metri cubi di gas.

Ne consumiamo ogni anno circa 62 miliardi di metri cubi.

Ergo quel gas bastera',
per circa 29 giorni. 

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Moirago 1 si trova nella concessione Badile a Zibido San Giacomo, 
nella parte sud di Milano

 



mentre il resto del mondo parla di rinnovabili, fossil-fuel free,
cambiamenti cliamatici, trasporto elettrico
in Italia facciamo buchi e pozzi.


"Apennine inoltre si occupa di una risorsa per sua natura 
più sostenibile di altre: il gas naturale"


Ha ha ha. 
Il gas sostenbile, ma dove le imparano tali sciocchezze!!

Evviva i politici d'Italia che ci credono pure.   

"As a greenhouse gas, methane is very efficient at trapping 
heat in Earth’s atmosphere, contributing to global warming."



Vuoi mettere, la NASA e la Apennine Energy!!!




Eccoci qui.

Italia, 2017.

Il ricco e civile nord. La citta' piu' importante d'Italia. La sede dell'Expo del cibo, dei palazzoni-giardino, la Milano da bere.

E da oggi la Milano da trivellare.

Com'e' possibile? Com'e' possibile che nel 2017 ci sia stato pochissimo investimento morale, emotivo, attivista da parte degli 1.2 milioni di milanesi che adesso vedranno una torre metanifera nelle campagne della zona sud della loro citta'?

Non me lo spiego questo.

Come ripeto ad nauseam, la democrazia vera puo' solo funzionare se noi tutti ci sentiamo partecipi, investiti del volerlo veramente il bene comune, e di fare le cose per la res-publica, cose che spesso sono scomode e difficili. Mettere i like su Facebook lo possono fare tutti. Pero' non risolve niente.

Quello che invece ci vuole e' il coraggio di essere attivi, il protestare, lo studiare, l'alzare la voce -- con intelligenza e lungimiranza. Queste cose costano fatica, costano metterci la faccia, costano farsi nemici. Lo so che e' piu' facile fare finta di niente, accontentarsi del proprio orticello, correre in citta' a bersi il primo Starbucks d'Italia e pensare che tanto ci sara' un altro a preoccuparsene.

Occorre invece rendersi conto che quell'altro siamo tutti noi. 

E quindi ecco qui.

A Zibido San Giacomo, nelle campagne sud di Milano, e' stata montata l'infrastruttura per avviare le estrazioni di gas dal pozzo Moirago 1 e che inizieranno a Marzo. Tutto va secondo i ritmi previsti.

A trivellare la ditta Apennine Energy, sussidiaria italiana della Sound Oil con sede a Londra. 

Ovviamente e' sempre tuttapposto: sicurezza dal punto di vista ambientale, tecnologia all' avanguardia. Inquinamento inesistente. Roba da Istituto Luce!

Per il progetto Moirago, si utilizzera' "per la prima volta in Italia" il sistema "sicuro di perforazione"

dove i fluidi di trivellazione saranno immessi e viaggerano in un circolo chiuso, con valvole che saranno monitorate da computer, i quali potranno cambiare le pressioni di tali valvole a piacimento
di modo da non creare rischi di sbalzi di pressione e di scoppi.

Come dire, tuttapposto! C'abbiamo il sistema "sicuro di perforazione!"  

Addirittura Moirago 1 "non ha alcuna emissione atmosferica e ridottissime emissioni acustiche, caratteristiche che gli permettono di minimizzare l’impatto sull’area circostante".







Il pozzo e' magico!

Anzi, manca solo che dicano che e' trasparente!

Io non so che dire, se non che, come detto, nel 2017 stare ancora a fare buchi nelle campagne milanesi, e in quel poco di mondo naturalistico che ci resta e' veramente vergognoso. 

Tutti a parlare di qualita' della vita, di un mondo fossil-fuel-free, di auto elettriche, di 100% rinnovabili.

A Milano si parla di gas a chilometri zero!!!

Cosi dicono quelli della Apennine Energy!!

In realta' c'e' stato un gruppo di eroici cittadini che hanno cercato di fare la loro parte e di protestare contro tale scempio nei campi.


Era l'Associazione Cittadini Zibido San Giacomo, guidata da Vincenzo Lepori, che ha fatto ricorso al TAR contro tale decisione.

Il tribunale non solo ha riconosciuto la legittimita' del pozzo, ma ha pure ... condannato l'Associazione Cittadini Zibido San Giacomo a pagare 6,000 euro piu' oneri equivalenti a 1,560 euro per un totale di 7,560 euro da versare in parte alla regione Lombardia e in parte alla Apennine Energy.


Un gruppi di cittadini si oppone a una decisione pubblica e deve pagare le spese ai petrolieri??!

Roba dell'altro mondo.

A Milano!


Secondo il tribunale, l'associazione di cui sopra non era legittimata a presentare il ricorso: non avendo soci iscritti, non e' rappresentativa della comunita' locale.




Che importa che la gente vive li: puoi rappresentare la comunita' locale sono se sei un socio! La Apennine che arriva da Londra puo' erigere pozzi nelle comunita' locali senza ascoltare il parere dei residenti, ma i residenti stessi non possono dire niente perche' non c'hanno la tessera da soci. 

Per di piu' questa associazione, sempre secondo il TAR e' nata con il solo scopo "pretestuoso" di opporsi alla costruzione del pozzo.

E certo, e chi doveva opporsi a tale pozzo? Obama? Trump? L'ONU? Il papa?

O vogliono sono le associazioni dove si gioca a tre-sette la domenica pomeriggio, o si fa il ricamo dopo il rosario al mese di maggio? 

Sono i cittadini che cercano di proteggere il loro territorio, no? E invece di dare ascolto a gente che, appunto, ci ha messo la faccia, ci ha speso tempo, invece di analizzare cosa volevano, di capire che nessuno si sveglia la mattina e si mette a fare (in Italia, uno dei paesi piu' corrotti al mondo!) la guerra ai signori del petrolio per sport, il TAR quasi li schernisce!


La cosa piu' antidemocratica, secondo me, e' che il  TAR Lombardia non ha neanche preso in considerazione l'essenza del ricorso -- ne le questioni ambientali, ne la supposta mancanza di rispetto del trattato europeo di Aarhus, ne l'attivita' divulgativa e di informazione fatta a Zibido.  Hanno solo studiato i.. versamenti delle quote dei soci, decidendo che siccome tali versamenti non erano in ordine, l'associazione stessa non aveva diritto a dire niente.

E quindi cio' che l'assocazione avesse da dire, qualsiasi cosa fosse,  non era importante.

La democrazia che va a farsi friggere per una tessera da socio, eh?

Da come la vedo io la questione e' ancora piu' triste, perche' appunto siamo a Milano!! Dove sono stati i milanesi cittadini e importanti in tutto cio'? Lo sapevano? Si sono preoccupati? Gliene e' importato qualcosa? Non hanno sentntuto un po di responsabilita' nell'aiutare le comunita' piu' agricole nel loro territorio?

A volte vorrei clonarmi ed essere una per tutti i pozzi d'Italia. Queste battaglie si possono vincere, lo so, perche' nella mia esperienza e' stato cosi, pero' ci vuole dedizione, ci vuole coraggio, ci vuole lavoro di gruppo, ci vuole l'ingoiare tanti rospi e l'essere costruttivi.

Non ci riesco a capire come mai in tutta Milano non ci sia potuto essere un movimento piu' forte, qualcuno con esperienza scientifica o ingengeristica, qualche persona famosa a fare di Zibido un altro case-study italiano di lotta alle trivelle che bucano l'Italia in favore di micro-ditte straniere.

Ci sara' qualcuno che vorra' almeno contribuire alle spese di queste persone? Il tribunale dipinge questa associazione di cittadini Zibido San Giacomo come dei sovversivi. E invece era solo gente normale che cercava di fare del loro meglio.

Di Zibido avevamo parlato gia da questo blog: la cosa sconcertante e' che, secondo la casa madre, la Sound Energy, le probabilita' di sucesso a Zibido sono una su cinque!

Di contro, il comune di Zibido incassera' 800 mila euro per adesso, gas o non gas.

Pecunia non olet, nemmeno della Milano da trivellare.  












Friday, August 5, 2016

Istat 2015: Basilicata terza regione piu' povera d'Italia. Anche quest'anno niente di nuovo sotto le trivelle


In questi giorni Angelino Alfano decide che le organizzazioni ambentaliste lucane sono un problema per l'ordine pubblico e le inserisce in una "lista nera" in riferimento alla sicurezza pubblica e alla criminalita' organizzata.

Fra i motivi che rendono queste associazioni "cattivissime" la protesta al petrolio. Queste azioni che io personalmente non ho mai visto violente o criminali, vanno avanti da tanti anni e includono marcie, incontri, lettere.  E' anche una protesta che e' arrivata un po tardi (dove erano tutti nel 1997? o prima del 2008?) ma che ha sicuramente dato fastidio alla politica di Roma, specie dopo tutti i riflettori sulla love story petrolifera fra l'ex ministro Federica Guidi e Gianluca Gemelli che si spartivano le vesti del costruendo impianto petrolifero Tempa Rossa al telefono. E' stato uno scandalo nazionale.

Alfano avra' avuto le sue fonti, i suoi motivi per inserire queste associazioni nella sua lista nera.

Ma se uno allarga un po l'orizzonte, la prospettiva e' un po' diversa. E questo orizzonte basta allargarlo sul rapporto Istat appena pubblicato sulla poverta' in Italia per l'anno 2015: anche quest'anno la Basilicata si scopre ai vertici delle classifica della poverta'.

In cima alla lista dell'indigenza la Calabria con il 28,2% delle famiglie in stato di povertà. Seguono la Sicilia con il 25,3% e poi la Basilicata con l’indice di povertà familiare al 25,0%.

Cioe' una persona su quattro in Basilicata, questo paradiso del petrolio, del benessere in cui l'ENI elargisce soldi, lavoro, gioia e prosperita', e' povera.

E' povera nonostante le trivelle abbiano ingoiato buona parte del territorio lucano, nonostante le roboanti promesse di royalties, progesso e sviluppo che l’Istituto Luce non potrebbe far meglio, nonostante addirittura ci sia in Basilicata la scuola del petrolio Assoil – “Advanced Skills for Services in Oil and Gas”.

E non solo la Basilicata e' povera, ma e' piu' povera della media del meridione d'Italia - dall'Abuzzo in giu' -  dove la poverta' totale e' del 20.4%.

Come le proteste, non e' questa una canzone nuova. Anzi sono almeno 13 anni che la Basilicata non riesce ad uscire da questo pantano.

Dal 2003 al 2015, ad eccetto che nel 2012, la Basilicata è sempre stata fra le prime tre regioni più povere d’Italia, alternandosi con Sicilia e Calabria. E cioe' poveri erano prima del petrolio, poveri sono rimasti. E se c'e' qualcuno che si arricchito, quelli non sono i lucani: il petrolio ha portato ricchezza agli altri, agli speculatori di turno, agli amanti di Roma, agli affaristi delle borse di Milano.

Tutto questo nonostante la Basilicata sia considerata il piu' grande giacimento petrolifero d'Europa.
Ecco qui, tutti i dati dai rapporti Istat online dal 2003 ad oggi. Il numero in parentesi indica il posto nella classifica delle regioni.

2003: Basilicata (1): 25.6% – Sud-Italia: 21.6%
2004: Basilicata (2): 28.5% – Sud-Italia: 25.0%
2005: Basilicata (3): 24.5% – Sud-Italia: 24.0%
2006: Basilicata (3): 23.0% – Sud-Italia: 22.6%
2007: Basilicata (2): 26.3% – Sud-Italia: 22.5%
2008: Basilicata (1): 28.8% – Sud Italia: 23.8%
2009: Basilicata (2): 25.1% – Sud-Italia: 22.7%
2010: Basilicata (1): 28.3% – Sud-Italia: 23.0%
2011: Basilicata (3): 23.3% – Sud-Italia: 23.3%
2012: Basilicata (5): 24.5% – Sud Italia: 26.2%
2013: Basilicata (2): 24.3% – Sud-Italia: 21.4%
2014: Basilicata (2): 25.5% – Sud Italia: 21.1%
2015: Basilicata (3): 25.0% - Sud Italia: 20.4%


Una persona su quattro in Basilicata, questo Texas d'Italia, e' povera, caro Angelino Alfano. Forse invece che criminalizzare chi protesta ci si potrebbe soffermare sulle ragioni della protesta. Perche' i lucani protestano secondo lei? Perche' vedono le loro vite sporche e difficili e senza speranza per colpa delle trivelle mentre invece c'e' chi ci specula sopra. Perche' loro sono poveri mentre ENI e Total pompano veleni nel loro sottosuolo prima e contano i milioni in banca dopo. Perche' in quasi venti anni di petorlio nessuno ha saputo dare loro ascolto, e risposte alle loro legittime richieste di vita sana. Non e' bello. La protesta, che come detto ai miei occhi e' sempre stata pacifica, e' tutto cio' che gli resta.

Quand'e' che Angelino Alfano creera' una lista nera di chi inquina l'ambiente? Quand'e' che vedremo multe salte a chi ci avvelena? Quand'e' che vedremo ripristini ambientali degni di questo nome? Quand'e' che la gente di Basilicata smettera' di respirare aria avvelenata? 






Sunday, May 24, 2015

L'ENI, Umberto Veronesi, l'Expo e l'Africa








Le promesse dell'ENI in Congo 




In Congo elimineranno i gas serra....



...qui invece il gas flaring Agip in Nigeria da 40 anni


Eccoli qui i partners della Fondazione Umberto Veronesi per il progresso delle scienze: c'e' pure l'ENI. Come dire, prima immetto in aria roba che fa venire il cancro e poi do i soldi alla fondazione Umberto Veronesi per ripulirmi la coscienza.

Come Veronesi non si vergogni e' un mistero. O forse pensava che non se ne sarebbe accorto nessuno?

Non capisco.

Passiamo all'Expo, dove l'ENI e' Official Partner. Dicono di se stessi di essere "la compagnia energetica internazionale leader in Africa per produzione di idrocarburi. Presente nel continente da oltre sessant’anni, collabora con i Paesi Africani per promuoverne lo sviluppo socio-economico sostenendo, in particolare, progetti per l’accesso all’energia, prerequisito fondamentale per una crescita sostenibile."

Promuoverne lo svilippo socio economico? Ma quando mai. Hanno distrutto la Nigeria a colpi di mazzette e di inquinamento ed ora vengono qui a fare i santi all'Expo e a parlare di sostenibilita'?

Dicono che nel Congo hanno ridotto il gas flaring - beh vuol dire che lo fanno ancora! Dicono che invece di bruciarlo in aria, adesso lo hanno messo in rete per i residenti del Congo - ma non dicono che arrivano a questo solo dopo anni ed anni di pressione internazionale e che queste sono prassi che solo in Africa possiamo aspettare il 2015 per farle.

Questo e' invece il gas flaring in Nigeria - dove le fiamme ardono ininterrotte da 42 anni, Expo o non Expo.

Tuesday, December 16, 2014

Ravenna, Cremona e la lezione di Foggia




Ravenna, centrali gas vicino alle case

 

Cremona, pozzi a 40 metri da faglie sismogenetiche!


Cinisello Balsamo, la centrale di stoccaggio attraversata dalla tangenziale

Qui la panoramica con tutto l'abitato a due passi


Stoccaggi e pozzi sulle faglie sismogenetiche.
Solo in Italia.



Foggia, il pozzo Masseria Sipari 1dir bocciato


Il giorno 10 Dicembre 2014 c'e' stata una esplosione a Ravenna, non lontano dal centro cittadino, con scoppi, botti, evacuazione e fiamme di varie decine di metri nei pressi nella centrale di smistamento del gas della SNAM. Per fortuna nessuno si e' fatto male. A me sono arrivate varie segnalazioni: 

".. è stato davvero impressionante. Abito a qualche chilometro dal posto dov'è successo e i vetri vibravano talmente forte che sembrava un vento tremendo. Ho aperto le finestre e vento non ce n'era, c'era solo un rumore stranissimo tipo quello che di sprigiona dai cannelli del gas degli operai che saldano le guaine catramate nei tetti."

"e' stato pauroso, vedevo le fiamme da casa mia, i vetri vibravano fortissimo, sembrava che ci fosse un gran vento e invece erano le fiamme" 

E non era neanche la prima volta che succede: a Settembre 2014 c'e' stata una esplosione simile non molto distante da questo scoppio, con simili fiammate, evacuazioni e paura.

E' normale tutto questo?  Io credo di no, e credo che pensi allo stesso modo qualcunque persona di buon senso. Si obiettera' che queste sono cose costruite tanti anni fa, e che il gas ci serve, e varie altre giustificazioni. Ma dalle lezioni del passato occorre pure imparare qualcosa, e la domanda e': vogliamo continuare cosi? A riempire i centri cittadini d'Italia di pozzi e di centrali e di oleodotti e di raffinierie?

E non ci sono solo centrali di smistamento in centri cittadini, ma anche pozzi di gas trivellati vicino a centri residenziale e peggio ancora, faglie sismogenetiche. A Bordolano, per esempio, in provincia di Cremona, sono stati costruiti sette nuovi pozzi di stoccaggio di gas pericolosamente vicini ad una faglia attiva. Si tratta della ITCS002, che scorre a soli duecento metri di profondita' maggiore rispetto al piu' profondo dei sette pozzi.  Secondo l'Istituto Nazionale di Vulcanologia, Sismologia e Tettonofisica, la faglia ITCS002  e' capace di generare terremoti di magnitudo massima 6.1.

O vogliamo parlare dello stoccaggio di Brugherio a Cinisello Balsamo, in provincia di Milano che e' invece attraversato a meta' dalla tangenziale Nord di Milano?

Tuttapposto.

Ma alla fine, la saggezza sta nelle parole semplici e chiare del TAR della Puglia. Qui la filiale italana della Medoilgas, ditta inglese ora passata alla Rockhopper delle isole Falkland e proponente, fra l'altro di Ombrina Mare, aveva proposto di trivellare un pozzo esplorativo di gas a pochi chilometri dal centro di Foggia, come parte della concessione Torrente Celone. Chicco Testa, il noto opionista che non perde l'occasione di difendere le trivelle, e' stato nominato "non executive director" della Medoilgas nel 2012.

Siamo a circa cinque chilometri e mezzo dal centro di Foggia e il Comitato VIA espresse parere negativo, gia' il giorno 19 Giugno 2012, per la vicinanza al centro pugliese. La Medoilgas ha fatto ricorso al TAR il quale ha confermato la bocciatura di Masseria Sipari 1 dir il giorno 3 Dicembre 2014, con queste semplici parole: “il pozzo esplorativo interessa un’area troppo prossima al centro residenziale”

Chiaro e semplice.  Non e' tuttapposto - proprio per niente.

Ecco, spero che ci siano altri tribunali, ed altri funzionari che sappiano usare questa sentenza pugliese e vietare qualsiasi nuova opera petrolifera a cinque chilometri dai centri abitati, grandi o piccoli che siano. Quello che e' pericoloso per Foggia, lo e' anche per Cremona, Ravenna, Ortona, Ragusa e Rossano Calabro.  Nessuno deve vivere con l'angoscia che la centrale o il pozzo sotto casa possano scoppiare da un momento all'altro.

Le foto dei due scoppi di Ravenna - Settembre e Dicembre 2014 - sono qui.

La sentenza di Foggia completa e' qui.


 


Friday, June 14, 2013

Jovanotti-ENI: quoque tu



Che dire, pecunia non olet, nemmeno per Jovanotti.  Dopo Rocco Papaleo, infatti ecco Lorenzo Cherubini che si accoppia all' ENI per "festeggiare" i suoi 25 anni di carriera. Infatti, l'ENI sara' il partner principale del Backup Tour 2013 del cantante toscano.

Il duo Jovanotti-ENI visitera' Ancona, Milano, Roma, Cagliari e assieme alla musica del Cherubino, ci sara' anche 

"un’importante occasione per Eni di incontrare i propri consumatori con due stand dedicati alle offerte integrate di gas, luce e carburanti, ai programmi fedeltà e ai servizi innovativi pensati per le esigenze di famiglie e automobilisti."

Davvero? La bolletta del gas ad un concerto???

E poi un sacco di paroloni: cultura dell'energia, innovazione, sostenibilita', cultura, efficenza.

Ma quando mai.

Caro Lorenzo, tutto questo e' di una delusione infita. A lei non servono i soldi di ENI, e tantomeno l'immagine di ENI. Perche' ha accettato tutto questo?

Ma con i suoi tour non ci va mai, che dire in Basilicata, dove l'ENI gli ha distrutto ogni cosa? Dove c'e' petrolio nel miele, dove c'e' laghi asfissiati dalla monnezza dei petrolio?

O in Nigeria, dove le fiamme del gasflaring dell'ENI bruciano da 40 anni ininterrottamente?

O a Gela dove nascono bambini microcefali?

O a Praia a Mare dove hanno mescolato monnezza radioattiva assieme al cemento delle scuole?  

O in Congo, dove scrivono savana e dove trivellano foresta vergine?

Non lo capisco proprio perche' lei voglia cosi sporcarsi l'immagine, affiliandosi ad una delle ditte piu' sporche di questa nazione - e non solo in termini di ambiente, ma proprio morale ed etico.

Non lo capisco proprio.

Vede, quando uno arriva dove e' arrivato lei, dovrebbe usare la propria fama, il proprio nome e la propria notorieta' per cercare di cambiare il mondo in meglio, io credo. Uno che e' famoso come lei, basta che dice una parola e tutti gli stanno dietro - persone, stampa, opinone pubblica.

E allora uno dovrebbe usare il tutto in favore dei piu' deboli, per quelli che non hanno ne voce ne microfoni e che ogni giorno devono combattere con la distruzione del proprio territorio. Perche'  l'ha fatto? Davvero le servono i soldi sporchi dell'ENI?

Non riesco a capirlo, ne per lei, ne per Papaleo, veramente. Se fossi in lei, Jovanotti, io mi andrei a sotterrare dalla vergogna.

Ma dov'e' la Darryl Hannah d'Italia?
Ma dov'e' il Robert Redford d'Italia?

Eccolo qui che ci invita alla sicurezza stradale con il logo ENI.