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Saturday, February 25, 2017

La Lombardia che soffoca sotto le nuove trivelle - grazie Roberto Maroni, grazie Claudia Terzi!



presidente della regione Lombardia 
che approva le trivelle 
a Zibido alle porte del Parco Agricolo Sud di Milano

Leghista, classe 1955



assessore all'ambiente e alla sostenibilita' della regione Lombardia
che approva le trivelle 
a Zibido alle porte del Parco Agricolo Sud di Milano

Leghista, classe 1974

Cosa c'e' di sostenibile nelle fonti fossili? 

L'intesa per il pozzo esplorativo per idrocarburi liquidi e gassosi a Zibido 
approvata all'unanimita' il 30 Novembre 2015






Qualche giorno fa e' stato pure annunciato il ricorso al TAR Lombardia per l'inquinamento alle stelle da varie associazioni di avvocati ambientalisti e di cittadini. Il ricorso e' contro la regione Lombardia e in particolare contro il presidente della regione Roberto Maroni e l’Assessore Ambiente Energia e Sviluppo Sostenibile Claudia Maria Terzi.

In questo ricorso si legge: 

"Di fronte alla continua emergenza sanitaria determinata dall’elevata presenza di inquinanti dell’aria in tutta la Regione Cittadini per l’Aria e AIPI, con il sostegno di ClientEarth, chiedono con forza che vengano poste in essere azioni ed iniziative efficaci sotto il profilo del miglioramento della qualità dell’aria”.

Dell'inquinamento fuori controllo del nord (e pure del sud!) Italia si parla da anni, e ogni anno in inverno ritorna la litania del traffico limitato, delle concentrazioni di PM che ogni anno sembrano crescere un po di piu', dell'aria irrespirabile, di asma e di mamme preoccupate.

Cosa fare?

Beh, certo, tutto e' utile, le cause, le mascherine, il traffico limitato, gli autobus invece che le macchine, il riscaldamento piu' eco-friendly invece che il diesel.

Ma... e incentivare le auto elettriche, per davvero e non per finta, caro Roberto Maroni, cara Claudia Terzi, assessore sostenibilita'?

Ma sopratutto, caro Maroni, cara Terzi, perche' avete approvato il pozzo esplorativo di idrocarburi Moirago 1della Apennine Energy alle porte di Milano?

Ricordiamo che la regione, sotto Maroni e Terzi, diedero l’intesa regionale per la "cantierizzazione e la relativa perforazione del pozzo esplorativo per la ricerca di idrocarburi per una profondita' finale di circa m 4.200"

Alle porte del Parco Sud di Milano, e nonostante l'opposizione del parco stesso e dei residenti. Come e' stato possibile, di nuovo, che l'assessore allo sviluppo sostenibile abbia firmato tale scempio?

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Rileggo l'approvazione, e' del 2015 e si legge che il Parco Agricolo Sud diede parere negativo al pozzo Moirago a causa degli  

``impatti sulle componenti ambientali e al sistema naturalistico, nonché per le alterazioni sui caratteri paesaggistici del contesto interessato" 

e perche'  

“il progetto di perforazione del pozzo esplorativo, in considerazione della sua natura temporanea e della collocazione esterna seppur in un'area posta a margine del Parco Agricolo Sud Milano, non
appare in contrasto con le norme vigenti del Parco stesso”


Quindi il presidente della regione e il suo assessore alla sostenbilita' approvano un pozzo di ricerca idrocarburi liquidi e gassosi in contrasto all'ente che gestisce il suolo dove tale pozzo deve sorgere!

Interessante democrazia; interessante autonomia. Ma non erano quelli della Lega gli stessi che parlavano di autonomia agli enti locali? E perche' non hanno ascoltato quelli del parco? E' lo stesso ragionamento, ma fatto a scala piu' piccola, no? Lo sapranno quelli del parco cosa e' meglio per loro, no?

Ma poi... perche' ce il abbiamo i parchi? Per farci le trivelle? Per imbruttirli? O ce li abbiamo per la bellezza, per l'aria pulita, per la tranquillita'?

E poi dicono che "il calcolo stesso della probabilità di accadimento è stato effettuato secondo
la metodologia “Fault Tree”
dalla quale risulta che "la probabilità di accadimento risulta pari a 3.6 10^(-6).

Cosa vuol dire questo numero? Al giorno, all'anno, in trenta anni? E' tanto, e' poco? Non e' dato sapere.  Dicono solo che e' il linea con le altre applicazioni relative alla "generalità dei pozzi per idrocarburi".

Ma dietro a questi freddi numeri dimenticano di dire che all'interno del Parco Agricolo Sud Milano nel raggio di 5km dal pozzo vivono varie decine di migliaia di persone! Vorrei tanto sapere quali erano le probabilita' per Seveso, o per il Vajont, o per Rigopiano. Il fatto e' che questi numeri non significano niente, perche' nessuno puo' veramente prevedere cosa e quando succedera' il "worst case scenario".

E visto che nessuno dei residenti ne guadagna niente con questo pozzo di idrocarburi, ecco che ci sono solo rischi inutili!

Aggiungono anche che "un eventuale danno ambientale legato ad un evento di blow-out, che ha come conseguenza l'immissione in atmosfera del gas" potrebbe avere ricadute negative sul centro abitato ma che la "concentrazione al suolo delle sostanze in ricaduta dopo il rilascio, nelle condizioni climatiche normali risulta pari a zero, mentre può aumentare fino a valori di 16 ppm delle frazioni
idrocarburiche in aerosol nelle condizioni meteo più sfavorevoli 

Cioe' dobbiamo pregare Giove Pluvio!

E poi, scusate, ma 16ppm di cosa? Di vapore acqueo? Di idrogeno solforato? Di metano? Di cianuro?


E infine hanno detto che e' tuttapposto perche' "la Società permissionaria ha comunicato di aver sottoscritto una polizza assicurativa pari a trecento milioni di euro per il ripristino dei danni verso
terze parti, inclusi gli eventuali danni all'ambiente nell'area in cui si svolge l'attività, nonché una polizza assicurativa pari a cento milioni di euro per il controllo dell'eventuale pozzo fuori controllo"


E la chicca finale: "non sono da prevedere problematiche relative a sismicità indotta" perche' e' solo un pozzo preliminare.  Questa la si studiera' magari dopo.

E quindi tuttapposto, e tutto approvato e Amen.
E amen pure al Parco Agricolo che aveva osato dire di no.


Il voto e' stato unanime - che importa che questo e' il primo passo verso il pozzo vero e proprio, verso 30 anni di pompaggio, di inquinamento, di stimolazione non naturale del terreno?

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E quindi veniamo a noi, un anno e mezzo dopo il Novembre 2015 e a questa Milano che soffoca con cause in tribuale nel Febbraio 2017.

Il pozzo Moirago 1 non migliorera' la situazione, e ogni pozzo in piu' che facciamo, da Milano a Ragusa, e' un altro po di monnezza che finisce nel nostro ambiente - durante la fase di preparazione, durante la fase di estrazione, durante la fase di lavorazione, e durante la fase di consumo finale degli idrocarburi.

Nel 2017 caro Maroni, cara Terzi quello che si dovrebbe fare per evitare inverni futuri di cieli grigi e di aria malata, per un pianeta piu' sano e per dare l'esempio ai paesi in via di sviluppo, e per non essere ipocriti sugli accordi di Parigi,  e' di dire no a qualsiasi altra fonte di energia fossile e puntare solo sulle rinnovabili.

Anche a Milano. 





















Friday, November 7, 2014

Approvata la concessione di stoccaggio Bagnolo Mella


Preso atto che seppur sollecitata in data 30 07 2012 la regione Lombardia 
non ha fatto pervenire il proprio parere di competenza








A me dispiace perche' sono sempre paesi piccoli, agricoli, che nessuno ha mai sentito nominare prima. Siamo in provincia di Brescia, Lombardia dove il Ministero dell'Ambiente ha appena rilasciato la compatibilita' ambientale per la realizzazione di un impianto di stoccaggio di gas a cavallo fra Bagnolo Mella, Capriano del Colle, Dello, Offlaga.

Era un vecchio campo di gas dismesso, dove ora verranno stoccati gas e CO2 per un totale di 88 miliardi di metri cubi. Pomperanno gas d'estate ed estrarranno d'inverno. Nella zona ci sara' anche la realizzazione di una centrale di trattamento.  La ditta proponente era inizialmente la Edison, ma la concessione e' stata poi trasferita alla GDF Suez Energia Italia, la cui casa madre e' in Francia.

Tutti - o quasi tutti - hanno detto si: la commissione tecnica di VIA, il Ministero dei beni e delle attivita' culturali, e poi c'e' stata la regione Lombardia che non si e' pronunciata, sebbene sollecitata in data 30 Luglio 2012. Perche'? A quel tempo il presidente della regione Lombardia era Roberto Formigoni e ci eravamo appena lasciati alle spalle i devastanti terremoti dell'Emilia Romagna, per i quali c'era quanto meno il sospetto e la possibilita' che potessero essere collegati alle attivita' umane. Perche' Formigoni non si e' espresso - in positivo o in negativo - a nome della sua regione? Non aveva niente da dire sulla centrale di stoccaggio in relazione ai suoi cittadini? E il presidente attuale, Roberto Maroni, ha qualcosa da dire su questo tema?  E' bene ricordare che l'attivita' di stoccaggio e' considerata a rischio di incidente rilevante e soggetta alla direttiva Seveso.

La zona e' sismica e secondo quanto riporta il sito del circolo ufficiale del PD della zona, con terremoti anche di intensita' 4, registrati nelle scorse settimane. Si passera' dunque da attivita' estrattiva durata per decenni a attivita'  di immissione e di estrazione a frequenza semestrale sottoponendo il sottosuolo a cambiamenti del tutto innaturali.

Il parere positivo arriva anche se manca ancora l'autorizzazione relativa alle emissioni in atmosfera e agli scarichi idrici relativi alle acque meteoriche e dilavamento. La ditta proponente inoltera' le domande "appena disponibili le informazioni necessarie acquisibili solo nella fase di progetto esecutivo." 

Cioe' prima si approva e poi di potra' sapere cosa e quanto verra' emesso in atmosfera.

La lista di prescrizioni impone che la pressione massima debba essere di 136 kg/cm quadrati, cioe' ogni centimetro quadrato potra' sopportare un chilogrammo di massa. Questa pressione e' di circa 130 volte maggiore la pressione a cui siamo soggetti nella nostra vita normale.

La GDF Suez Italia dovra' realizzare a sue spese una rete di monitoraggio sismico. Nel caso in cui si registrino scosse di grado 3.0 occorrera' adottare "tutti gli accorgimenti opportuni" atti a riportare la magnitudine sotto il valore 2.0. Come dice il mio amico Franco Ortolani: ma che hanno la sfera di cristallo? Quali sono questi accorgimenti per controllare, e per cambiare a piacimento le intensita' dei terremoti? Chi lo sa fare? Mica uno gira una manovella e... voila', le intensita' si abbassano magicamente. Non funziona cosi!  E se c'e' un terremoto di magnitudine 4 o 5 o 6, dovuto magari alla sismicita' naturale del territorio cosa facciamo? E poi ancora: chi controllera' tutto questo? 

Anche sui vari compensi pare tutto all'acqua di rose: il governo dice semplicemente che la ditta proponente deve concordare misure compensative con i comuni interessati. Mettetevi d'accordo voi, piccoli comuni della bresciana e colosso francese dell'energia.

La chicca finale e' che tutto sara' circondato da una "idonea architettura vegetale" con piante autoctone e che il progetto esecutivo dovra' essere "integrato e corredato da specifici elaborati progettuali di armonizzazione del nuovo insediamento paesaggistico" che dovra' tenere conto, anche nella percezione visiva "del rapporto con le architetture storiche e tradizionali nonche' con le colture ed il complesso sistema agricolo tradizionale". Si dovra' assumere o usare la collaborazione di un esperto architetto paesaggista per la "sistemazione degli impianti vegetazionali", si dovranno usare "essenze tipiche della zona" e "contenere il piano di accrescimento delle specie selezionate".

Alberi o non alberi, in Lombardia si prevedono o sono stati gia' costruiti altri impianti di stoccaggio - Sergnano, Ripalta Cremasca, Settala, Romanengo, Cornegliano Laudense. Ezio Corradi e' il coordinatore dei comitati ambientalisti di Lombardia che narra quello che accade a Bordolano, provincia di Cremona, dove la Stogit e' gia' all'opera: innocui annunci di fiaccole che si trasformano in vampate di 20 metri durante le prove di produzione, faglie sismiche, nessun piano di emergenza ed il silenzio generale.

Qui le immagini di Bordolano ed il racconto di Ezio Corradi - tuttapposto anche in Lombardia dunque.